{"id":12050,"date":"2017-04-15T19:07:02","date_gmt":"2017-04-15T17:07:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11394-47-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-23-ottobre-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:07:02","modified_gmt":"2017-04-15T17:07:02","slug":"11394-47-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-23-ottobre-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12050","title":{"rendered":"11394 47. Notizie dall&#8217;Italia e dal  mondo 23 ottobre 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20141024 13:47:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; OPPORSI ALLA SCHIAVIT\u00d9 ECONOMICA DEL Ttip, ossia il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti, \u00e8 un patto che gli Stati Uniti chiedono, per non dire impongono, ai paesi dell\u2019Unione europea.\/ ROMA. Il governo Renzi sbaglia obiettivo e percorso, per questo lo sviluppo non decolla.<br \/>\nVATICANO  &#8211; Giusto parallelo tra sinodo e concilio vaticano.<br \/>\nONU &#8211; un SI per il Venezuela e un NO per la Turchia. L&#8217;elezione dei nuovi membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza mostra i limiti di un&#8217;istituzione da riformare<br \/>\nEUROPA &#8211; Germania, ondata di sciopero nei trasporti. Dopo i treni \u00e8 la volta degli aerei \/ FRANCIA<br \/>\nLa trappola degli ovuli congelati &#8211; La logica della proposta di Facebook e Apple di &quot;regalare&quot; alle dipendenti i costi di congelamento dei loro ovociti sembra femminista ma \u00e8 tutto il contrario: secondo queste aziende servirebbe a lottare contro la discriminazione di cui sono vittime le donne, offrendogli la possibilit\u00e0 di rinviare un&#8217;eventuale gravidanza.<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 Libia\/Tripoli. L&#8217;\u00abesecutivo\u00bb spedisce l&#8217;esercito a Tripoli<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; GIAPPONE . Abe perde due ministre\/ HONG KONG : \u00abDialogo, nei limiti della legge\u00bb Il 20 ottobre  a Hong Kong, in diretta televisiva, c&#8217;\u00e8 stato il primo confronto pubblico tra esponenti del governo e studenti\/ SRI LANKA &#8211; Elezioni anticipate.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Elezioni Comites: Il MAIE presenta liste in Sudamerica con record di raccolta firme\/ Venezuela, in migliaia sfilano contro le stragi del para militarismo della destra.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE \u2013 USA. Scoperti decine di nazisti tedeschi a libro paga dell&#8217;Inps americano<br \/>\nEx militari tedeschi sospettati di crimini di guerra ed ex SS che operarono nei lager nazisti si godono ora la pensione a spese dei contribuenti americani. \/ EBOLA, gli USA mandano i soldati e CUBA? CUBA manda i medici! Mentre l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 recita il mea culpa per gli errori e i ritardi nell&#8217;affrontare il caso ebola, c&#8217;\u00e8 chi ha dato la parola ai fatti: varie organizzazioni di volontariato, Medici Senza Frontiere per primi, ad esempio. Ma anche i medici cubani<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nOPPORSI ALLA SCHIAVIT\u00d9 ECONOMICA DEL TTIP<br \/>\nTTIP, OSSIA IL TRATTATO TRANSATLANTICO PER IL COMMERCIO E GLI INVESTIMENTI, \u00c8 UN PATTO CHE GLI STATI UNITI CHIEDONO, PER NON DIRE IMPONGONO, AI PAESI DELL\u2019UNIONE EUROPEA.<br \/>\nL\u2019intento dichiarato dagli Usa e fatto proprio da Bruxelles \u00e8 rilanciare il commercio internazionale e abbattere i prezzi delle merci e dei servizi. Nell\u2019acuminata critica di Saskia Sassen, pubblicata da Open Democracy ,si indica una atteso vantaggio di 545 euro per famiglia dall\u2019introduzione del Ttip.<br \/>\nSassen fa notare che non si quantifica il costo della perdita di lavoro che colpir\u00e0 quella stessa famiglia. \u00c8 lo scontro tra multinazionali e persone indifese e non \u00e8 una gara equilibrata, perch\u00e9 le persone hanno le mani legate. La lettura prevalente del Ttip \u00e8 diversa da quella dei governi europei. Si ritiene piuttosto che gli Usa vogliano garantirsi un\u2019egemonia indisturbata nei confronti dell\u2019Europa con il controllo politico, rafforzato da leggi precise, valide per il prossimo futuro in tutti i paesi facenti parte dell\u2019Ue, nessuno escluso. La scelta dei tempi, per non dire la fretta dell\u2019operazione, ha probabilmente origine nella grave crisi dell\u2019economia occidentale, culminata nel 2008 e tuttora presente in molti paesi d\u2019Europa. \u00c8 diffusa la preoccupazione di perdere altri colpi nei confronti dello slancio cinese che contemporaneamente sta completando una serie di accordi concorrenti (il Regional Comprehensive Economic Partnership, o Rcep, che comprende oltre a CINA anche INDIA, GIAPPONE, COREA) nell\u2019altra parte del globo, escludendo da tali accordi gli Usa. Qui c\u2019\u00e8 un aspetto da sottolineare: Bruxelles e i governi europei interessati sono convinti di rivivere l\u2019epopea del Piano Marshall e quindi non hanno il coraggio di tirarsi indie\u00adtro, o almeno di prendere tempo. I governi, uno per l\u2019altro, temono di perdere qualche grande occasione di rilancio e di crescita, lasciando l\u2019ascensore a qualche stato concorrente. A suggerire un tale risultato concorrono in modo determinante le schiere di lobbisti stipendiati dalle multinazionali che convivono con gli eletti del Parlamento europeo e insegnano loro il mondo e i dintorni.<br \/>\nCorporation e lobbisti fioriscono, al Senato e tra i rappresentanti, anche a Washington, sia pure in un sistema di pesi e contrappesi che offre credibilit\u00e0 democratica al quadro politico; una forma di democrazia ben pallida in Europa, ammesso che ci sia. Se questo \u00e8 vero, se esistono talvolta i contrappesi, rimane per\u00f2 sempre, soprattutto oltre Atlantico , il principio della difesa dell\u2019America, uno straccio rosso che viene sventolato davanti agli occhi del presidente \u2013 ogni presidente \u2013 che cos\u00ec si convince a firmare qualsiasi obiettivo e a iniziare qualsiasi guerra che le multinazionali \u2013 DEL PETROLIO, DELL\u2019AUTO, DELLA FINANZA, DELLE DERRATE ALIMENTARI, DELLE RETI COMMERCIALI, DELL\u2019INFORMAZIONE \u2013 RITENGANO INDISPENSABILE AL BUON CORSO DELLA NAZIONE.<br \/>\nL\u2019America lo vuole. In sostanza le multinazio\u00adnali hanno la meglio; sanno corrompere e invischiare con i loro buoni argomenti; e sanno servirsi dell\u2019arma finale: la difesa della democrazia contro il comunismo, oppure, se del caso, contro il terrorismo. Questo argomento ha portato a un controllo molto invadente di internet. Per farsene un\u2019idea si pu\u00f2 leggere il blog di Marco Schiaffino sul Fatto . Da noi, in Europa, non sempre \u00e8 cos\u00ec, non tutto \u00e8 cos\u00ec e la partita \u00e8 ancora in corso. A fianco di un potere tradizionale che \u00e8 filoamericano sempre e comunque, vi sono, da destra a sinistra, anche partiti, sindacati, gruppi sociali, movimenti, persone che si oppongono alle guerre, quelle preventive e quelle portatrici di democrazia; e, per quanto vale, rifiutano la schiavit\u00f9 economica, quella propria e quella altrui. (Fonte: il manifesto | Autore: Guglielmo Ragozzino)<br \/>\nROMA<br \/>\nIL GOVERNO RENZI SBAGLIA OBIETTIVO E PERCORSO, PER QUESTO LO SVILUPPO NON DECOLLA. Articolo di Alfiero Grandi pubblicato da www.arsinistra.it.  www.jobsnews.it, www.cambiailmondo.org , www.altroquotidiano.it, www.dazebaonews.it<br \/>\nL&#8217;aspetto curioso ed inquietante della situazione \u00e8 che sia mettere in discussione seriamente la politica di austerit\u00e0 dell&#8217;Europa, che tuttora \u00e8 dominanante, sia limitare l&#8217;iniziativa per tentare di ottenere qualche miliardo di margine, sempre premettendo dichiarazioni impegnative sul rispetto del 3 % da parte dell&#8217;Italia, cambia poco agli occhi dei mercati e delle &quot;signorie&quot; che decidono quando \u00e8 il momento del pollice verso e quindi puntano su un aumento dello spread.<br \/>\nLa convinzione che bastasse attaccare l&#8217;articolo 18, aumentare la precariet\u00e0 attraverso il tempo determinato, mettere nell&#8217;angolo i sindacati per tenere a bada i mercati finanziari e ammorbidire le risposte dei conservatori europei \u00e8 semplicemnete destituita di fondamento. Del resto la Grecia ha provato a convincere i mercati che la cura da cavallo subita l&#8217;ha gi\u00e0 messa nelle condizioni migliori per togliersi di dosso l&#8217;ipoteca della troika, ma si \u00e8 trovata immediatamente sotto attacco, al punto da fare fibrillare anche altri paesi europei.<br \/>\nI mercati sanno benissimo che ci\u00f2 che fa la differenza \u00e8 la ripresa economica perch\u00e8 solo cos\u00ec il debito pubblico pu\u00f2 essere garantito, e ripagato, mentre purtroppo l&#8217;Italia \u00e8 in recessione da anni e non si vede la famosa luce in fondo al tunnel di montiana memoria. Anzi il nuovo Def e la legge di stabilit\u00e0 sanciscono con i numeri che il 2015 sar\u00e0 un anno di non crescita, se va bene un modesto pi\u00f9 0,5%. Le misure per rendere ancora pi\u00f9 precario e flessibile il mercato del lavoro non solo non bastano mai &#8211; c&#8217;\u00e8 sempre una precariet\u00e0 in pi\u00f9 da introdurre &#8211; ma semplicemente non creano un solo nuovo occupato perch\u00e9, come ricordano tutti quelli che se ne intendono, le imprese assumono se hanno qualcosa da produrre in pi\u00f9, se hanno la percezione di una crescita e oggi purtroppo non l&#8217;hanno.<br \/>\nIl governo Renzi ha sbagliato obiettivo e percorso. Portare ai conservatori europei e ai mercati lo scalpo dell&#8217;articolo 18 non porter\u00e0 particolari vantaggi alla ripresa dell&#8217;Italia, mentre ai lavoratori dar\u00e0 certamente meno diritti e probabilmente avr\u00e0 semmai un effetto depressivo sui redditi da lavoro. Confindustria non pu\u00f2 che ringraziare per la cortesia. Inoltre offrire alle imprese incentivi non finalizzati, non condizionati, anche se volti a ridurre il costo del alvoro, non porter\u00e0 nuova occupazione, ma far\u00e0 solo aumentare i profitti, senza la garanzia che verranno reinvestiti. Cos\u00ec la conferma degli 80 euro in busta paga non porter\u00e0 una ripresa della domanda interna perch\u00e9 contemporaneamente c&#8217;\u00e8 il blocco del rinnovo dei contratti e i tagli alle regioni e agli entilocali porteranno o a tasse locali in pi\u00f9 o a tagli dei servizi.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 una partita di giro all&#8217;interno del mondo del lavoro: alcuni guadagnano, altri perdono il saldo \u00e8 zero. Anche le assunzioni dei precari della scuola dal settembre 2015 vengono finanziate dal mancato rinnovo del contratto del settore.<br \/>\nCon misure di questo tipo lo sviluppo non decolla, del resto lo ammette anche il governo che infatti non prevede una svolta nel 2015.<br \/>\nEppure l&#8217;unico vero argomento per tenere a bada i mercati finanziari e dare una risposta credibile all&#8217;Europa \u00e8 proprio dimostrare che lo sviluppo in Italia riprender\u00e0 e che l&#8217;occupazione crescer\u00e0 e per farlo &#8211; piaccia o non piaccia &#8211; occorre sforare i parametri, come sta tentando di fare la Francia, forzando le regole dell&#8217;austerit\u00e0. Anzich\u00e9 distinguersi dalla Francia sostenendo che ha ragione ma l&#8217;Italia rispetter\u00e0 comunque il 3% era necessario mettere insieme un fronte antiausterit\u00e0, invece purtroppo prima Monti (noi non siamo la Grecia) ora Renzi (rispetteremo il 3 %) non hanno trovato di meglio che distinguersi, sperando forse nella benevolenza della Germania, che invece procede sulla sua linea che rischia di portare al suicidio l&#8217;euro e l&#8217;Europa.<br \/>\nIn altre parole, se si vuole fare un&#8217;altra politica occorre assumersene la responsabilit\u00e0, promuovere le alleanze necessarie per avere la forza necessaria. Prodi ne parl\u00f2 apertamente qualche tempo fa, senza essere ascoltato. Renzi ha asbagliato a cambiare linea passando dal cambiare verso all&#8217;Europa all&#8217;accettazione del 3 % come un vincolo da non superare.<br \/>\nAffermare che il 3% \u00e8 un errore e poi dichiarare che verr\u00e0 rispettato non \u00e8 solo una contraddizione in termini ma un errore grave che porter\u00e0 l&#8217;Italia a navigare sul fondo della crisi, senza riuscire a dare il colpo d&#8217;ala necessario, come del resto sar\u00e0 il risultato di questa legge di stabilit\u00e0, e che per di pi\u00f9 porter\u00e0 conseguenze sul nostro paese senza nemmeno avere fatto una seria battaglia per giustificarle. In altre parole con i giochi di parole si possono forse imbonire gli elettori per un periodo ma non si inganna chi se ne intende e i liberisti europei non sono stupidi, sbagliano, portano avanti una linea di destra, socialmente iniqua, ma non sono stupidi. Certo lascieranno qualche margine finanziario di poco conto che verr\u00e0 rivenduto in Italia come un grande successo, riprometteranno i 300 miliardi di investimenti di Juncker, contro i 4500 miliardi veri spesi per sostenere le banche e i mercati finanziari in Europa, ma la sostanza non cambier\u00e0.<br \/>\nL&#8217;Italia se vuole farcela, evitando tra un anno o due di dover ristrutturare forzatamente il debito pubblico &#8211; come la Grecia &#8211; deve fare una grande redistribuzione della ricchezza e dei redditi, in altre parole la ripresa deve pagarla chi i soldi li ha. Non c&#8217;\u00e8 alternativa.<br \/>\nQuindi il governo Renzi sta sbagliando perch\u00e9 non riuscir\u00e0 a mantenere le promesse e anzi rischia di contribuire  a rendere l&#8217;Italia pi\u00f9 debole all&#8217;appuntamento di qui a qualche tempo.<br \/>\nUn&#8217;alternativa \u00e8 rimettere in discussione i trattati, a partire dal Fiscal compact, riscrivere l&#8217;articolo 81 della Costituzione sul pareggio di bilancio, proporre di rendere la Bce simile alla Federal reserve nei compiti e nella possibilit\u00e0 di finanziare il debito degli stati in difficolt\u00e0, almeno sopra il 60 %.<br \/>\nUn&#8217;alternativa \u00e8 rilanciare la concertazione con imprese e sindacati per realizzare un programma di sviluppo industriale e di investimenti pubblici, ormai all&#8217;insignificante 2%, per modernizzare il paese, in questo s\u00ec prendendo spunto da altri paesi come la Germania. In sostanza si tratterebbe di decidere quale ruolo l&#8217;Italia vuole avere nella divisione internazionale del lavoro oggi, naturalmente mantenendo ben fermo l&#8217;orizzonte europeo, ma di un&#8217;Europa diversa da quella che prima ha portato alla crisi e ora, non appagata dai disastri che ha contribuito a creare, vorrebbe anche guidare l&#8217;uscita dalla crisi. Altrimenti la svalutazione del lavoro, via di fuga del capitalismo italiano, proseguir\u00e0 e la svalutazione dell&#8217;Italia ne conseguir\u00e0 inevitabilmente, le cosiddette classi dominanti farebbero bene a ricordarselo.<br \/>\nAlfiero Grandi<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nGIUSTO PARALLELO TRA SINODO E CONCILIO VATICANO &#8211; &quot;QUALCUNO HA FATTO IL PARALLELO UN POCO ANCHE CON IL CONCILIO VATICANO II E QUESTO NON \u00c8 UN PARALLELO COMPLETAMENTE FUORI LUOGO&quot;. Cos\u00ec il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, fa il punto, in un&#8217;intervista a Radio vaticana, del sinodo straordinario sulla famiglia che si \u00e8 appena concluso in Vaticano.<br \/>\n&quot;Come Giovanni XXIII, con il Concilio, ha messo in cammino la Chiesa universale, naturalmente su degli orizzonti amplissimi, che riguardano la sua vita in tutte le sue dimensioni&quot;, afferma Lombardi, &quot;Papa Francesco ha messo in cammino la Chiesa universale su un tema pi\u00f9 specifico come quello della famiglia, che per\u00f2 \u00e8 estremamente coinvolgente. E lo ha fatto riuscendo a coinvolgere, grazie anche a questo metodo complesso e articolato, la comunit\u00e0 della Chiesa in tutti i suoi livelli: \u00e8 partito con la consultazione nelle comunit\u00e0; poi ha coinvolto il Collegio cardinalizio nel Concistoro; poi tutti i presidenti delle Conferenze episcopali con questo Sinodo; poi si rilancia da parte delle Conferenze episcopali nelle comunit\u00e0 in tutto il mondo; e poi si ritorna in un Sinodo ordinario e quindi con una rappresentanza allargata dei vescovi e probabilmente anche di osservatori, di uditori che rappresentino l&#8217;insieme della comunit\u00e0 della Chiesa&quot;.<\/p>\n<p>ONU<br \/>\nUN SI PER IL VENEZUELA E UN NO PER LA TURCHIA. L&#8217;elezione dei nuovi membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza mostra i limiti di un&#8217;istituzione da riformare<br \/>\nUn giro di congratulazioni e strette di mano ha festeggiato giovedi scorso l&#8217;elezione dei 5 nuovi membri non permanenti del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;Onu per il biennio 2015-2016. Il Venezuela, in rappresentanza dell&#8217;America Latina, l&#8217;Angola, in rappresentanza dell&#8217;Africa e la Malesia, in rappresentanza dell&#8217;Asia, sono stati eletti alla prima votazione e senza concorrenza . Tra i tre stati in competizione per I due seggi assegnati ai paesi dell&#8217;Europa occidentale e ad alcuni altri, invece, la competizione e&#8217; stata piu&#8217; dura. La Spagna, alla fine, l&#8217;ha spuntata, ma soltanto al terzo ballottaggio e dopo un incerto braccio di ferro con la Turchia, mentre la Nuova Zelanda, che fa parte dello stesso gruppo regionale allargato , ha sostituito senza vere opposizioni l&#8217;Australia.<br \/>\nConclusa nel giro di poche ore, la votazione con cui i 193 paesi che fanno parte dell&#8217;Assemblea generale hanno scelto, con la maggioranza dei due terzi dei voti, i paesi che dovranno sedersi attorno al grande tavolo a ferro di cavallo, ha lasciato spazio anche a qualche recriminazione e a qualche polemica .<br \/>\n&#8221;La carta delle Nazioni Unite rende chiaro che i candidati al Consiglio di Sicurezza devono contribuire al mantenimento della pace internazionale e della sicurezza e appoggiare gli altri obbiettivi dell&#8217;Onu, compresa la promozione del rispetto universale dei diritti umani&#8221;, ha commentato secca l&#8217;ambasciatrice statunitense all&#8217;Onu, Samantha Power, subito dopo l&#8217;elezione del Venezuela. &#8221;Sfortunatamente, la condotta del Venezuela all&#8217;Onu e&#8217; stata contraria allo spirito della Carta e le sue violazioni dei diritti umani sono in contrasto con la lettera della Carta&#8221;, ha poi aggiunto.<br \/>\nL&#8217;opposizione degli Stati Uniti all&#8217;elezione del paese sudamericano era , ovviamente, piu&#8217; che attesa. Gia&#8217; nel 2006, Washington si era battuta con molta energia ed era riuscita a bloccare l&#8217;ingresso nel &#8221;governo dell&#8217;Onu&#8221; del paese di Hugo Chavez. Adesso, pero&#8217; , il suo successore Nicolas Maduro e&#8217; considerato dalla Casa Bianca assai meno pericoloso per gli interessi americani , anche se il Venezuela ha stretti legami politici e economici sia con la Cina che con la Russia e lo stesso Maduro, dal podio dell&#8217;Assemblea Generale, ha apertamente lodato il presidente siriano Assad per il suo ruolo nel combattere l&#8217;Isis.<br \/>\nCosi&#8217;, malgrado le dichiarazioni di Samantha Power, questa volta l&#8217;opposizione e&#8217; stata molto piu&#8217; soffice e la missione americana all&#8217;Onu si e&#8217; rifiutata, visto che il voto in Assemblea Generale e&#8217; segreto, di rivelare la sua posizione. Secondo gran parte degli osservatori, gli Stati Uniti si sarebbero uniti al gruppo degli astenuti.<br \/>\n&#8221;C&#8217;e&#8217; un certo scontento negli Stati Uniti e tra i suoi alleati&#8221;, ha osservato Eric Olson, uno studioso del Woodrow Wilson Center di Washington,&#8221;ma la possibilita&#8217; del Venezuela di bloccare qualsiasi cosa e&#8217; limitata. La sua presenza al Consiglio di Sicurezza sara&#8217; soprattutto un fastidio&#8221;.<br \/>\nPiu&#8217; complesso, invece, il caso della Turchia, che ha dovuto cedere il passo alla Spagna. Per il paese di Erdogan, che ha cercato di presentarsi come uno dei paesi chiave nel combattere la crisi dell&#8217;Isis e come una potenza regionale importante durante la sua lunga e intensa campagna di promozione della candidatura, la sconfitta e&#8217; stata pesante. Alla fine, pero&#8217; hanno prevalso le incertezze di molti paesi europei e degli Stati Uniti , e soprattutto le divisioni all&#8217;interno dei paesi mediorientali. . &#8221;Alcuni paesi sono forse stati disturbati dalle nostre posizioni di principio,&#8221; ha dichiarato il ministro degli esteri turco, Mevlut Cavasoglu, all&#8217;agenzia di stampa Anadolu,&#8221;ma non avremmo potuto abbandonare i nostri principi per qualche voto in piu&#8221;&#8217;. ( di Gianna Pontecorboli)<br \/>\nAdesso, a giochi conclusi almeno per quest&#8217;anno, e&#8217; rimasto il problema di fondo. In un momento di tensione internazionale e di dubbi, e&#8217; apparso chiaro che le prospettive di una riforma a tempi brevi del Consiglio di Sicurezza sono lontane. E con la struttura attuale un seggio non permanente, sia pure con dei poteri limitati, non rappresenta soltanto una posizione di prestigio nell&#8217;ambito dell&#8217;organizzazione internazionale. Alcune inchieste recenti, per esempio, hanno dimostrato che i vantaggi non sono soltanto politici, ma hanno anche degli aspetti molto concreti. Con gli Stati Uniti in prima fila, infatti, i membri permanenti sono spesso disposti ad aiutare generosamente gli altri paesi seduti attorno al tavolo, soprattutto se si dimostrano disposti a mostrare gratitudine con il loro voto quando serve<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nGERMANIA<br \/>\nOndata  di sciopero nei trasporti. Dopo i treni \u00e8 la volta degli aerei<br \/>\nAl via lo sciopero dei piloti di Lufthansa, che incroceranno le braccia oggi e domani per chiedere il nuovo contratto di lavoro e contro l&#8217;innalzamento dell&#8217;et\u00e0<br \/>\npensionabile. Per effetto della protesta, \u00e8 prevista la cancellazione di 1.450 voli. I primi ad astenersi dal lavoro da oggi e nella giornata di domani sono i piloti di breve e medio raggio, mentre i piloiti di lungo raggio hanno annunciato oggi che si uniranno allo sciopero nella giornata di domani. Saranno interessati, dunque, tutti i voli di lungo raggio Lufthansa sugli Airbus A380, A340, A330 e B747. Sul breve e medio raggio, saranno cabcellati i voli operati da Airbus A320, Boeing 737 ed Embraer. Lufthansa cerca di minimizzare la portata del fenomeno, dicendo che i voli sulla lunga distanza non verranno toccati e definendo &quot;sproporzionata&quot; la reazione<br \/>\ndei sindacati al cambiamento del trattamento pensionistico.<br \/>\nSi tratta dell&#8217;ottavo sciopero da aprile ad oggi. Secondo quanto riferisce la compagnia, complessivamente, sono stati cancellati 4.400 voli che hanno coinvolto oltre mezzo milione di passeggeri.  Il Paese \u00e8 gi\u00e0 rimasto paralizzato nei giorni scorsi, proprio nel weekend d&#8217;inizio delle tradizionali ferie d&#8217;autunno e fino a questa mattina alle quattro, da un nuovo sciopero dei macchinisti dei treni: 50 ore di astensione, che hanno mandato in tilt l&#8217;intero sistema di trasporto su ferro (Internazionale | Autore: fabrizio salvatori)<br \/>\nBERLINO\/PARIGI<br \/>\nCOMPROMESSO SUL DEBITO<br \/>\nLa situazione dei rapporti tra Germania e Francia \u00e8 simile a quella dell&#8217;euro: un matrimonio che non potr\u00e0 mai essere sciolto a causa dei danni collaterali che questo provocherebbe in tutto il continente. La crisi di coppia attuale \u00e8 pericolosa quanto quelle del 2004 e del 2010, quando le prime due economie europee hanno sospeso il patto di stabilit\u00e0 per evitare le sanzioni dovute ai loro debiti eccessivi. Ora che sono state adottate nuove norme, il problema si ripropone: le regole che costringono i piccoli paesi europei a risparmiare e a fare le riforme devono essere rispettate anche dai grandi paesi come la Francia? Secondo i trattati, la risposta \u00e8 s\u00ec: ufficialmente tutti hanno gli stessi diritti e gli stessi doveri e non si fanno eccezioni per nessuno. Ma le regole sono una cosa e la realt\u00e0 politica un&#8217;altra. E la realt\u00e0 \u00e8 che l&#8217;unione monetaria si basa sull&#8217;asse franco-tedesco. Occorre dunque un compromesso tra la dottrina astratta e la realt\u00e0 concreta. Berlino e Parigi devono cooperare per evitare che la discussione sul bilancio francese degeneri al punto da costringere la Commissione europea a proporre sanzioni contro la Francia per tutelare la propria credibilit\u00e0. In questo caso, qualsiasi votazione farebbe vacillare l&#8217;unione monetaria. Se il governo tedesco approvasse le sanzioni il divorzio da Parigi sarebbe quasi inevitabile. Se invece Berlino votasse contro, la Commissione perderebbe il ruolo di garante e diventerebbe inutile, rendendo inutili anche le regole stabilite da tutti i paesi dell&#8217;Unione. Per evitare che si arrivi a questo punto serve il dialogo. E positivo che Francia e Germania abbiano gi\u00e0 cominciato a trattare con i vertici della nuova Commissione europea. Tutti dovranno fare qualche concessione. Non bisogna escludere soluzioni alternative, come la proposta del governo francese: l&#8217;idea che la Germania investa cinquanta miliardi di euro in cambio di un taglio equivalente nella spesa pubblica francese \u00e8 soprattutto un diversivo, ma arriva al momento giusto. Que sto dibattito offrir\u00e0 ai leader dei due paesi un&#8217;altra opportunit\u00e0 per dialogare (Cerstin Gammelin, S\u00fcddeutsche Zeitung, Germania)<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nLa trappola degli ovuli congelati<br \/>\nLa logica della proposta di Facebook e Apple di &quot;regalare&quot; alle dipendenti i costi di congelamento dei loro ovociti sembra femminista ma \u00e8 tutto il contrario: secondo queste aziende servirebbe a lottare contro la discriminazione di cui sono vittime le donne, offrendogli la possibilit\u00e0 di rinviare un&#8217;eventuale gravidanza. Niente pi\u00f9 contrapposizione tra carriera e figli: grazie a questo &quot;regalo&quot; le donne sulla trentina potranno dedicarsi completamente alla carriera senza preoccuparsi dell&#8217;orologio biologico e del calo di fertilit\u00e0.<br \/>\nSi sa che \u00e8 fra i trenta e i quarantanni che bisogna fare la scelta tra carriera ed eventuali maternit\u00e0. In tutti i tipi di lavoro \u00e8 in quel momento che le donne subiscono un ritardo di carriera per un &quot;sospetto di maternit\u00e0&quot;, vero o presunto. In realt\u00e0 queste aziende, che vogliono pi\u00f9 donne al loro interno, adottano esattamente il contrario di una politica family-friendly. Lungi dal favorire l&#8217;armonia tra lavoro e famiglia, queste aziende oppongono l&#8217;uno all&#8217;altra, come ai vecchi tempi, e spingono le donne a scegliere tra carriera e maternit\u00e0. Invece di pensare diversamente la carriera, queste imprese suggeriscono di posticipare la maternit\u00e0. Non si fanno domande sul rischio biologico, etico e demografico di questo rinvio. Ancora una volta sono le donne a doversi adattare ai bisogni dell&#8217;impresa, e non il contrario. Le aziende non pensano mai di rimettere in discussione la gestione delle risorse umane, tenendo conto proprio di questi anni fondamentali per le donne : per esempio permettendo alle pi\u00f9 giovani di cominciare la carriera prima dell&#8217;et\u00e0 della maternit\u00e0. N\u00e9 vogliono favorire una vera articolazione tra carriera e figli: i soldi del congelamento potrebbero servire invece a finanziare congedi o orari flessibili per entrambi i genitori o per introdurre misure in favore dei padri ed evitare la discriminazione verso le donne.<br \/>\nIl loro messaggio \u00e8 chiaro: le donne che osano rimanere incinte tra i trenta e i quarantanni saranno emarginate. Che succeder\u00e0 dopo i quarant&#8217;anni se le donne che hanno accettato il &quot;regalo&quot; volessero scongelare i loro ovociti? Che misure saranno prese per permettergli di svolgere il ruolo di genitrici? Non saranno spinte a lasciare l&#8217;azienda nel momento pi\u00f9 importante della loro carriera? A quel punto forse faranno la scelta opposta, e rischieranno di rinunciare una volta per tutte al desiderio di avere un bambino (Rachel Silvera, Lib\u00e9ration, Francia)<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nPALESTINA<br \/>\nCISGIORDANIA\/RAMALLAH<br \/>\nPROBLEMI DI CONNESSIONE \/ Essendo  allergica alla gestione della casa, le interruzioni dei servizi di base (elettricit\u00e0, acqua, internet, telefono) mi mettono in crisi. L&#8217;ultima sfida \u00e8 stata la connessione a inter-net. Qui a Ramallah, dove vivo, salta abbastanza spesso a causa dei blackout. Domenica la connessione \u00e8 mancata per pi\u00f9 di due ore e ho capito che dovevo attivarmi. Ho chiamato l&#8217;azienda privata che gestisce la mia connessione, ma l&#8217;operatrice mi ha spiegato che il problema non poteva essere risolto al telefono. Cos\u00ec un tecnico \u00e8 venuto a casa mia e ha sistemato i cavi danneggiati dall&#8217;umidit\u00e0. Finalmente riconnessa, mi sono chiesta: i servizi di base funzionerebbero cos\u00ec bene anche sotto l\u2019occupazione israeliana diretta? I fallimenti politici dell&#8217;Autorit\u00e0 palestinese inducono molti palestinesi a pensare che bisognerebbe semplicemente &quot;restituire le chiavi&quot; a Israele. Fino a vent&#8217;anni fa telefono, acqua ed elettricit\u00e0 erano gestiti dall&#8217;esercito. Vogliamo davvero tornare a quei tempi, quando ogni nuova linea telefonica doveva essere autorizzata dal comando militare, per non parlare di una connessione internet, della riparazione di una buca o della costruzione di un marciapiede? La verit\u00e0 \u00e8 che i servizi di base funzionano piuttosto bene nelle enclave palestinesi nate grazie al processo di Oslo. La combinazione tra interessi privati e opportunit\u00e0 di lavoro per i giovani garantisce una specie di normalit\u00e0. Normalit\u00e0 in un&#8217;enclave, come ossimoro none c\u2019e\u2019 male. (di Amira Hass)<br \/>\n(Ramallah (in arabo: &#1585;&#1575;&#1605; &#1575;&#1604;&#1604;&#1607;, R&#257;m All&#257;h, che significa &quot;Monte di Dio&quot; o, pi\u00f9 propriamente, &quot;Casa di Dio&quot;) \u00e8 una citt\u00e0 palestinese di circa 27.092 abitanti, situata nel centro della Cisgiordania, circa 18 km a nord di Gerusalemme. Gli arabi palestinesi considerano come loro capitale al-Quds (lett. &quot;la Santa&quot;, cio\u00e8 Gerusalemme). Ci\u00f2 nondimeno, la perdurante situazione di precariet\u00e0 e di conflitto con lo Stato d&#8217;Israele, unitamente alla sostanziale assenza di un vero e proprio Stato palestinese)<\/p>\n<p>ISRAELE<br \/>\nIn un presunto attacco terroristico, un palestinese ha investito e ucciso con la sua auto una neonata e ha ferito altre otto persone a una fermata del tram a Gerusalemme.  ( di Amira Hass)<\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nTRIPOLI<br \/>\nL&#8217;\u00abesecutivo\u00bb spedisce l&#8217;esercito a Tripoli<br \/>\nUn comunicato apparso sul sito web del governo libico informa che l&#8217;esecutivo ha dato \u00abordine alle forze dell&#8217;esercito, sotto il comando dello Stato maggiore, di avanzare verso  Tripoli per liberare la citt\u00e0 e le sedi delle istituzioni dai gruppi armati\u00bb. 11 testo inoltre esorta i cittadini di Tripoli e dei dintorni a unirsi all&#8217;esercito \u00abper liberare loro stessi, le famiglie e la loro citt\u00e0 dalle forze opprimenti e ingiuste\u00bb. Ovvero le milizie islamiste, che controllano quartieri e palazzi pubblici nella capitale libica. Il generale al Sisi intanto ha smentito il coinvolgimento dell&#8217;Egitto nei raid aerei sul territorio libico contro i jihadisti.<br \/>\nBATTAGLIA PER BENGASI<br \/>\nA Bengasi, nell&#8217;est della Libia, sono morte almeno 75 persone nei combattimenti in corso dal 15 ottobre tra le truppe del generale Khalifa Haftar e le milizie islamiste della citt\u00e0, scrive il Libya Herald. Secondo il quotidiano, il 21 ottobre le forze filogovernative di Haftar controllavano l&#8217;8o per cento della citt\u00e0<\/p>\n<p>TUNISIA<br \/>\nLa Tunisia si prepara alle elezioni legislative del 26 ottobre. L&#8217;ultima settimana di campagna elettorale, dai toni molto accesi, \u00e8 stata dominata dai due partiti pi\u00f9 importanti del periodo postrivoluzionario: la formazione laica Nidaa Tounes, di B\u00e9ji Caid Essebsi, e quella islamista Ennahda, di Rachid Ghannouchi. Secondo il quotidiano La Presse, i partiti tunisini non hanno mai speso tanto denaro per la comunicazione politica come quest&#8217;anno. I tunisini torneranno alle urne il 23 novembre per eleggere il presidente, che per la prima volta sar\u00e0 scelto direttamente dagli elettori e rimarr\u00e0 in carica cinque anni<\/p>\n<p>BURKINA FASO<br \/>\nII 21 ottobre il governo ha annunciato un referendum per permettere al presidente Blaise Compaor\u00e9, al potere da 27 anni, di ricandidarsi nel 2015.<br \/>\nRDC<br \/>\n II 16 ottobre i ribelli ugandesi dell&#8217;Adf hanno ucciso 30 persone a Beni, nel Nord Kivu. Il giorno dopo ne hanno uccise altre 22 nel villaggio di Eringeti.<\/p>\n<p>YEMEN<br \/>\nLa lunga mano dell&#8217;Iran<br \/>\nNello Yemen si moltiplicano le violenze, che dalla met\u00e0 di ottobre hanno causato almeno 130 morti. I ribelli houthi provenienti dal nord del paese hanno conquistato nuovi territori (tra cui la citt\u00e0 di Ibb) e si sono avvicinati alle regioni dove sono presenti i jihadisti di Al Qaeda nella penisola araba. Secondo Suhail news, gli houthi (sciiti, e quindi considerati vicini all&#8217;Iran) rap-presentano un grave pericolo per l&#8217;Arabia Saudita, che condivide una lunga frontiera con lo Yemen. L&#8217;editorialista di Suhail news scrive che l&#8217;Iran ha esteso la sua sfera d&#8217;influenza dall&#8217;Iraq alla Siria, dal Libano allo Yemen. Nella foto, manifestanti sciiti a Sanaa, il 18 ottobre 2014.<\/p>\n<p>MOZAMBICO<br \/>\nRisultati contestati<br \/>\nIl principale partito d&#8217;opposizione, la Resistenza nazionale mozambicana (Renamo), ha contestato i risultati delle elezioni del 15 ottobre e ha chiesto di ripetere il voto, scrive il sito Afrik. Secondo il portavoce della Rena-mo, le elezioni sono state caratterizzate da irregolarit\u00e0 e brogli. I risultati parziali delle presidenziali danno Filipe Nyusi, il candidato del partito Fronte di liberazione del Mozambico (Frelimo), vincitore con il 63 percento dei voti, contro il 29,4 per cento di risolto al telefono. Cos\u00ec un tecnico \u00e8 venuto a casa mia e ha<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nAUSTRALIA<br \/>\nPer non discriminare le donne di religione islamica, il 20 ottobre il parlamento ha rinunciato a un progetto che avrebbe introdotto restrizioni all&#8217;accesso di visitatori con il volto coperto.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nABE PERDE DUE MINISTRE<br \/>\nMeno di due mesi dopo la loro nomina, il 20 ottobre due delle cinque ministre del governo di Shinz\u00f2 Abe si sono dimesse. Y\u00f9ko Obuchi, ministra dell&#8217;economia, del commercio e dell&#8217;industria, ha lasciato l&#8217;incarico perch\u00e9 accusata di irregolarit\u00e0 nell&#8217;uso dei fondi politici tra il 2009 e il 2012. Midori Matsushima ministra della giustizia, si \u00e8 dimessa dopo che l&#8217;opposizione l&#8217;ha accusata di donazioni illegali per aver fatto distribuire dei ventagli con il suo volto stampato sopra durante le feste popolari nel suo collegio elettorale di Tokyo. \u00c8 un duro colpo per Abe, che ha messo la promozione del ruolo delle donne nella societ\u00e0 in cima al suo programma politico.<br \/>\nTOKIO<br \/>\nILJIHADCOME ALTERNATIVA<br \/>\nL&#8217;n ottobre un ragazzo di 23 anni \u00e8 stato fermato dalla polizia perch\u00e9 si stava preparando ad andare in Siria a combattere con l&#8217;organizzazione Stato islamico. Pochi giorni prima era stato interrogato uno studente dell&#8217;universit\u00e0 di Hokkaido con le stesse intenzioni. In base ai dati del ministero, da settembre sono state individuate almeno nove persone che volevano unirsi ai jihadisti. In tutti i casi si trattava di persone non musulmane in cerca di una nuova esperienza o di un&#8217;alternativa al suicidio. Alla base di questa scelta, scrive l&#8217;edizione giapponese di Newsweek, c&#8217;\u00e8 un forte disagio e la ricerca di una semplificazione delle categorie del bene e del male in una societ\u00e0 percepita come sempre pi\u00f9 complessa.<\/p>\n<p>SRI LANKA<br \/>\nELEZIONI ANTICIPATE<br \/>\nDUE ANNI PRIMA DELLA FINE DEL SUO SECONDO MANDATO, il 20 ottobre il presidente Mahinda Rajapaksa ha annunciato che gli srilanchesi torneranno alle urne a gennaio. La notizia arriva in un momento in cui la popolarit\u00e0 del presidente \u00e8 in calo. &quot;Nessuno vuole le elezioni, tranne lui e la sua famiglia&quot;, scrive il Colombo Telegraph. Con una modifica alla costituzione fatta dopo la sua rielezione nel 2009, Rajapaksa ha tolto il limite ai mandati presidenziali.<\/p>\n<p>HONG KONG<br \/>\nGOVERNO: \u00abDIALOGO, NEI LIMITI DELLA LEGGE\u00bb. Ieri a Hong Kong, in diretta televisiva, c&#8217;\u00e8 stato il primo confronto pubblico tra esponenti del governo e studenti. Carrie Lam, la numero due del governo della Speciale Regione Amministrativa (Sar) di Hong Kong, ha affermato di riconoscere \u00abla legittimit\u00e0 delle proteste dei manifestanti\u00bb ma ha sottolineato che esse devono restare \u00abentro i limiti della legge\u00bb. Alex Chow della Federazione degli Studenti ha sostenuto che \u00abmolta gente ha aspettato per lungo tempo che si svolgesse questa conversazione, la gente sente che la societ\u00e0 \u00e8 in crisi e che deve uscire fuori e combattere\u00bb. Il capo del governo di Hong Kong, il \u00abchief executive\u00bb Leung Chun-ying ha affermato in un&#8217;intervista pubblicata ieri da alcuni media internazionali che la democrazia ad Hong Kong \u00abnon \u00e8 possibile\u00bb perch\u00e8 porterebbe \u00abi poveri al posto di comando\u00bb. Leung. del quale i manifestanti chiedono le dimissioni, ha deciso di non prendere parte ai colloqui.<\/p>\n<p>UN INCONTRO INUTILE<br \/>\nIl 21 ottobre, per la prima volta dall&#8217;inizio delle manifestazioni, cinque rappresentanti degli studenti che da pi\u00f9 di un mese occupano le strade di Hong Kong hanno incontrato una delegazione delle autorit\u00e0 cittadine. Gli studenti hanno ribadito la volont\u00e0 che Pechino conceda agli abitanti dell&#8217;ex colonia britannica la libert\u00e0 di votare il loro governatore a partire dal 2017. Secondo le regole attuali, infatti, gli elettori di Hong Kong potranno scegliere tra una rosa di candidati approvati da Pechino. Sia le autorit\u00e0 della citt\u00e0 sia quelle della Cina continentale sono state irremovibili e il faccia a faccia si \u00e8 concluso con un nulla di fatto. &quot;Dato l&#8217;atteggiamento poco positivo degli studenti durante i colloqui, non si sa quanto durer\u00e0 l&#8217;occupazione&quot;, commenta il Global Times. Il quotidiano in inglese vicino a Pechino mette in guardia i manifestanti dal rischio &quot;di essere strumentalizzati da forze tradizionalmente anticinesi come i separatisti tibetani, uiguri e taiwanesi, i devoti della setta Falung gong e gli attivisti per la democrazia&quot;. L&#8217;incontro \u00e8 stato preceduto dalle polemiche scatenate da un&#8217;intervista che il governatore di Hong Kong, Cy Leung, ha rilasciato a tre giornalisti occidentali. Per sostenere l&#8217;inopportunit\u00e0 delle elezioni libere a Hong Kong, Leung ha detto che il rischio \u00e8 di consegnare il potere alla met\u00e0 della popolazione pi\u00f9 povera, che perseguirebbe politiche populiste come la creazione dello stato sociale. Finora, invece, il comitato di 1.200 esponenti di diversi settori della societ\u00e0 incaricato di scegliere il governatore garantiva equit\u00e0. &quot;Forse Leung pensa che pi\u00f9 provoca i cittadini, pi\u00f9 il caos aumenter\u00e0 e pi\u00f9 potr\u00e0 rafforzare il suo potere&quot;, commenta l&#8217;Apple Daily, il quotidiano schierato con i manifestanti. &quot;Leung dev&#8217;essere molto stressato. Ha mostrato alle future generazioni di politici come non si deve parlare ai mezzi d&#8217;informazione&quot;, scrive il South China Morning Post.<\/p>\n<p>VIETNAM<br \/>\nII 21 ottobre la famiglia del blogger Dieu Cay, in carcere da otto anni, ha fatto sapere che il dissidente \u00e8 stato liberato e si trova negli Stati Uniti.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\nProduzione di oppio a livelli record<br \/>\nNonostante i 7,6 miliardi di dollari spesi dagli Stati Uniti per la lotta al narcotraffico dal 2002 a oggi, le ter-re afghane riservate alla coltura dell&#8217;oppio hanno raggiunto un livello record nel 2013, superando con 209.000 ettari i 193.000 ettari del 2007. Lo denuncia un rapporto inviato alle autorit\u00e0 americane dall&#8217;Ispettore generale speciale per la ricostruzione in Afghanistan (Sigar), John Sopko. 1209.000 ettari su cui \u00e8 cresciuto il papavero da oppio, precisa il rapporto, rappresentano un incremento del 36% sul 2012 e si trovano principalmente nel sud (Kandahar ed Helmand) e nel sudest dell&#8217;Afghanistan. Ma anche in province, come Nangarhar, dove normalmente non veniva impianta-to il papavero. I primi dati relativi al 2014 lasciano intendere, sostiene il Sigar, che l&#8217;area di coltivazione si estender\u00e0 ulteriormente. Il valore dell&#8217;oppio e dei suoi derivati \u00e8 ammontano in Afghanistan nel 2013 a tre miliardi di dollari, contro i due miliardi raggiunto l\u2019anno precedente . Tale denaro e per lo pi\u00f9 utilizzato da narcotraffico , ma anche dai telebani , che finanziano in questo modo il loro sforzo bellico.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nII 21 ottobre i ribelli taliban hanno destituito il loro portavoce Shahidullah Shahid  che il 4 ottobre aveva dichiarato di sostenere il gruppo Stato islamico. <\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nAMERICA LATINA<br \/>\nELEZIONI COMITES: IL MAIE PRESENTA LISTE IN SUDAMERICA CON RECORD DI RACCOLTA FIRME<br \/>\nSONO SCADUTI DOMENICA SCORSA I termini per la presentazione delle liste di candidati in vista delle elezioni per il rinnovo dei Comites del 19 dicembre. Il Movimento associativo italiani all\u2019estero ha presentato liste proprie  in  Sudamerica,  raggiungendo un vero record di raccolta firme, soprattutto in alcune circoscrizioni consolari,  dove si \u00e8 registrato un numero di sottoscrizioni ampiamente superiore a quelle necessarie, come ad esempio a  Buenos Aires (249 firme raccolte), La Plata (370), C\u00f3rdoba (400), Rosario (282) e Bah\u00eda Blanca( ben 211 e qui ne necessitavano solo 100).<br \/>\nPeraltro, oltre nelle gi\u00e0 nominate,  il MAIE ha presentato i propri candidati \u2013 con le relative sottoscrizioni &#8211;  anche nelle circoscrizioni consolari di Mor\u00f3n, Lomas de Zamora, Mendoza, Mar del Plata, Montevideo, Porto Alegre, Curitiba, Asunci\u00f3n, Lima, Caracas e Maracaibo.<br \/>\nL\u2019on. Ricardo Merlo, soddisfatto per questo risultato straordinario, ha inviato un messaggio di ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati in questi giorni a mobilitare la collettivit\u00e0, non solo in Sudamerica, ma anche in Europa, Australia e Nordamerica: \u201c Ringrazio  tutti i nostri dirigenti, coordinatori e sostenitori  delle liste MAIE nel mondo per la grande partecipazione alla prima tappa di questa competizione elettorale: la raccolta delle sottoscrizioni\u201d ha detto il Presidente Merlo.<br \/>\n\u201cAnche se queste elezioni sono un banco di prova molto impegnativo, a causa delle modalit\u00e0 con cui sono state organizzate, con questa presenza corale il MAIE ha dato dimostrazione che intende partecipare massivamente per vincere in ogni circoscrizione consolare. Ora passiamo alla seconda fase, quella di  promuovere la partecipazione e la registrazione dei votanti.<br \/>\nQuindi, confidando nello stesso entusiasmo e impegno finora dimostrato, invito tutti i militanti MAIE e le associazioni di volontariato che ci seguono \u2013 e che sono da sempre il nostro punto di riferimento &#8211;  a partecipare a questa nuova sfida<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nVENEZUELA, IN MIGLIAIA SFILANO CONTRO LE STRAGI DEL PARAMILITARISMO DELLA DESTRA<br \/>\nDIVERSE MIGLIAIA DI SOSTENITORI DEL GOVERNO VENEZUELANO HANNO PRESO PARTE IERI A UNA MARCIA FINO AL PARLAMENTO DI CARACAS PER PROTESTARE CONTRO &quot;IL FASCISMO E IL TERRORISMO&quot;. LA MARCIA \u00c8 STATA INDETTA IN SEGUITO ALL&#8217;UCCISIONE DI ROBERT SERRA, DEPUTATO DEL PARTITO SOCIALISTA UNITO DEL VENEZUELA (PSUV) E DELLA SUA COMPAGNA.<br \/>\nI chavisti sospettano che il duplice omicidio, avvenuto lo scorso primo ottobre, sia opera di gruppi paramilitari di destra.<br \/>\nSerra aveva 27 anni ed era il parlamentare pi\u00f9 giovane della storia del Venezuela. Eletto nel 2012, era conosciuto per i suoi veementi attacchi contro gli oppositori del presidente Nicolas Maduro, di cui era un fedele alleato.<br \/>\n&quot;Non esiste un&#8217;arma pi\u00f9 efficace contro il para militarismo che la mobilitazione popolare: il popolo in strada&quot;, ha detto Diosdado Cabello, presidente del parlamento. Maduro, che ha partecipato personalmente alla manifestazione, ha denunciato che Serra \u00e8 stato ucciso da un gruppo il cui leader era il responsabile della sua scorta, che sarebbe stato reclutato da un paramilitare colombiano, sostenendo che l&#8217;omicidio del dirigente fa parte di una campagna terrorista promossa dall&#8217;opposizione con l&#8217;assistenza di gruppi armati del paese vicino.<br \/>\nCARACAS<br \/>\nDal 2015, per due anni, il Venezuela occuper\u00e0 uno dei dieci seggi non permanenti al consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite&quot;, scrive El Universal. Il 16 ottobre Caracas ha ottenuto il voto favorevole di 181 paesi. L&#8217;ambasciatrice degli Stati Uniti davanti all&#8217;Onu ha dichiarato che le violazioni dei diritti umani in Venezuela contrastano con i princ\u00ecpi su cui si fonda l&#8217;organizzazione stessa. Il 20 ottobre Zeid Raad al Hussein, l&#8217;alto commissario per i diritti umani, ha espresso preoccupazione per la detenzione del leader dell&#8217;opposizione Leopoldo Lopez e ha chiesto al Venezuela la sua liberazione immediata.<\/p>\n<p>CUBA<br \/>\nIN PRIMA L\u00ccNEA CONTRO L&#8217;EBOLA  \/ &quot;Il 20 ottobre, in una riunione dei paesi dell&#8217;Alleanza bolivariana per le Americhe (Alba) all&#8217;Avana, il presidente cubano Raul Castro ha annunciato l&#8217;invio di due nuovi gruppi di medici in Africa occidentale per sostenere la lotta contro l&#8217;ebola e ha esposto un piano d&#8217;azione per proteggere dal virus i paesi della regione&quot;, scrive Milenio. In un editoriale del 19 ottobre il New York Times ha sottolineato lo sforzo di Cuba nella lotta contro l&#8217;ebola: insieme a qualche ong, \u00e8 l&#8217;unico paese a mandare medici sul posto.<\/p>\n<p>MESSICO<br \/>\nMESSICO, ARRESTATO UN CAPO DEI NARCOS SOSPETTATO DI AVER FATTO SPARIRE I 43 STUDENTI<br \/>\nLa polizia messicana ha arrestato il capo dei &#8216;Guerreros Unidos&#8217;, la banda di narcotrafficanti sospettata di aver fatto sparire 43 studenti di una scuola rurale nello stato meridionale messicano di Guerrero. Sidronio Casarrubias e&#8217; stato arrestato ad un posto di blocco sulla strada che collega Citta&#8217; del Messico con la vicina Toluca.<br \/>\nI &#8216;Guerreros Unidos&#8217; si sono formati dopo la scissione del cartello dei fratelli Beltran Leyva, il cui capo e&#8217; stato arrestato il 2 ottobre scorso a San Miguel de Allende.<br \/>\nLa banda di narcotrafficanti e&#8217; sospettata di essere la responsabile della strage di Iguala, nello stato di Guerrero, dove lo scorso 23 settembre un gruppo di studenti che partecipavano a una manifestazione di protesta e&#8217; stato attaccato da alcuni agenti della polizia municipale spalleggiati da uomini armati: 43 giovani sono spariti nel nulla dopo l&#8217;attacco, che ha causato sei morti. Migliaia di persone hanno manifestato ieri ad Acapulco, la principale citta&#8217; dello stato di Guerrero, per chiedere alle autorita&#8217; di fare piena luce sul caso degli studenti scomparsi. I manifestanti invocavano le immediate dimissioni del governatore di Guerrero, Angel Aguirre, del Partito della rivoluzione democratica (Prd, di sinistra), la stessa formazione alla quale appartiene Jose&#8217; Luis Abarca, il sindaco di Iguala latitante dal giorno della scomparsa degli studenti. Abarca e&#8217; sospettato di aver consegnato gli studenti ai sicari dei &#8216;Guerreros Unidos&#8217;.<br \/>\nIl presidente messicano Enrique Pena Nieto ha inviato ad Iguala l&#8217;esercito ed una squadra di esperti per coordinare le ricerche degli studenti &#8216;desaparecidos&#8217;. Finora, a riprova delle collusioni e delle complicit\u00e0 tra alcuni settori della polizia e la criminalit\u00e0, sono stati arrestati dalle forze speciali ben trenta agenti di polizia. Nelle tombe clandestine scoperte finora sono stati ritrovate almeno 28 persone, finora non identificate, ma che secondo gli esperti non sarebbero gli studenti spariti lo scorso 26 settembre. In Messico, ben 26 mila persone sono scomparse senza lasciare traccia negli ultimi 10 anni di guerra contro i narcotrafficanti.<br \/>\nI vescovi messicani e le associazioni di imprenditori hanno manifestato la solidarieta&#8217; alle famiglie degli scomparsi, segnalando che da mesi avevano denunciato episodi di collusio i ne fra i cartelli dei narcos ed i poteri locali a Guerrero.<br \/>\nLa vicenda dei 43 &quot;desaparecidos&quot; ha scatenato proteste, sfociate anche in scontri violenti, non solo a Chilapasingo, capitale dello stato di Guerrero (dove si trova Iguala) ma anche nella capitale federale, Citt\u00e0 del Messico, dove i manifestanti esigono al governo centrale di chiarire il caso. (internazionale | Autore: fabrizio salvatori )<br \/>\nMESSICO<br \/>\nLE COLPE DEL GOVERNO ( Proceso, Messico) \/  La scomparsa di 43 studenti a Iguala, nello stato di Guerrero, \u00e8 un caso di sparizione forzata. Lo ha dichiarato il 20 ottobre Jes\u00fas Pe\u00f1a, rappresentante aggiunto in Messico dell&#8217;Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, al termine di una riunione a porte chiuse con la commissione d&#8217;inchiesta che indaga sui fatti di Iguala. I ragazzi sono scomparsi il 26 settembre dopo uno scontro con la polizia locale. Il governo di Enrique Pe\u00f1a Nieto ha ordinato alla polizia federale di prendere il controllo di 12 municipi dello stato. Ma il settimanale Proceso critica il presidente per come ha gestito la vicenda. Pe\u00f1a Nieto, ha detto un deputato del Partito della rivoluzione democratica alla rivista, sapeva dal 2013 che gran parte del territorio di Guerrero era controllato dalla criminalit\u00e0 organizzata, con ramificazioni nelle istituzioni e nelle forze dell&#8217;ordine. Indagare \u00e8 difficile, spiega la giornalista Marcela Turati: &quot;In questo luogo un tempo famoso per le sue miniere d&#8217;oro e oggi noto per le fosse piene di cadaveri, poche persone sono disposte a parlare. O fanno parte del cartello dei Guerreros unidos o sanno quanto sia rischioso aprire bocca&quot;.<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nII 26 ottobre Dilma Rousseff e A\u00e9cio Neves si sfideranno nel secondo turno delle elezioni presidenziali. <\/p>\n<p>CILE<br \/>\nCristian Labb\u00e9, ex guardia del corpo e ministro di Augusto Pinochet, \u00e8 stato arrestato il 20 ottobre con l&#8217;accusa di aver partecipato all&#8217;omicidio di 13 persone all&#8217;epoca della dittatura.<\/p>\n<p>L\u2019URUGUAY<br \/>\nSCEGLIE IL SUCCESSORE DI MUJICA<br \/>\nIL 26 ottobre i cittadini dell&#8217;Uruguay votano per eleggere il successore di Jos\u00e9 &quot;Pepe&quot; Mujica, e il Frente amplio (la coalizione di sinistra al governo) ha tutte le carte per mantenere la presidenza per altri cinque anni. La sua base elettorale \u00e8 forte, l&#8217;economia continua a crescere, la povert\u00e0 si \u00e8 ridotta e il governo ha ottenuto molti attestati di stima all&#8217;estero. Saranno elezioni noiose e dal risultato scontato, pensano in molti. Ma secondo gli ultimi sondaggi, tutto il capitale politico, economico e sociale accumulato in questi anni dal Frente amplio non basta a garanti-re la vittoria del suo candidato, l&#8217;ex presi-dente Tabar\u00e9 V\u00e0zquez.<br \/>\nCome sta succedendo al Partito dei la-voratori in Brasile, dove il 26 ottobre la presidente Dilma Rousseff lotter\u00e0 all&#8217;ultimo voto con il socialdemocratico A\u00e9cio Neves, per la prima volta dal 2005 il predominio politico del Frente amplio sembra vacillare. Ma, a differenza del Brasile, in Uruguay la crescita economica non si \u00e8 mai fermata.<br \/>\nAllora perch\u00e9 Tabar\u00e9 V\u00e0zquez, che nel 2010 aveva chiuso il suo mandato con un indice di gradimento molto alto, non \u00e8 sicuro di essere rieletto al primo turno o al ballottaggio del 30 novembre? Secondo gli analisti politici, dipende dalle nuove richieste dei cittadini, da un certo logoramento del governo, dall&#8217;approccio difensivo di V\u00e0zquez e soprattutto dalla comparsa di un avversario giovane che ha obbligato il Fren-te amplio a non cantare vittoria troppo pre-sto. Luis Lacalle Pou, 41 anni, \u00e8 il candidato del Partido nacional e ha sorpreso tutti vincendo le primarie interne al suo partito a giugno.<br \/>\n&quot;Nonostante i successi del Frente amplio, la politica uruguaiana \u00e8 competitiva e le elezioni sono sempre state combattute&quot;, spiega Ignacio Zuasn\u00e0bar, responsabile dei sondaggi Equipos Mori. &quot;Inoltre, l&#8217;Uru\u00acguay \u00e8 un paese insoddisfatto, dove le aspettative sono molto alte anche quando il partito al governo ha fatto bene. Negli ultimi sessant\u2019anni nessuna forza politica al governo ha aumentato i suoi voti da un&#8217;elezione all&#8217;altra&quot;. Dopo dieci anni di crescita e stabilit\u00e0 economica, il Frente amplio non ha saputo andare incontro ad alcu-ne richieste dei cittadini. &quot;Gli uruguaiani non credono che le cose vadano male, ma neanche abbastanza bene da poter inserire il pilota automatico. Le esigenze sono cambiate&quot;, sostiene Zuasn\u00e0bar. Le priorit\u00e0 ora sono la sicurezza e l&#8217;istruzione. Ventimila furti all&#8217;anno e un omicidio al giorno superano la soglia di tolleranza di una societ\u00e0 abituata a vivere tranquilla. Lo stesso vale per l&#8217;istruzione: nei test internazionali Pisa del 2012, l&#8217;Uruguay si \u00e8 piazzato al55\u00b0posto su 65 paesi. E ha perso anche contro se stesso, perch\u00e9 quella del 2012 \u00e8 stata la performance peggiore dal 2003.<br \/>\nAD ARMI PARI<br \/>\n&quot;Alcuni episodi hanno messo in cattiva luce il governo, per esempio la chiusura della compagnia aerea di bandiera Pluna, che \u00e8 stata gestita male e ha portato il presidente del Banco Rep\u00fablica e il ministro dell&#8217;economia in tribunale. Anche il Frente amplio, famoso per l&#8217;impeccabile gestione della cosa pubblica, mostra qualche crepa&quot;, ha spiegato alla Naci\u00f3n il politologo Daniel Chasquetti a proposito dello scandalo che ha coinvolto il partito alla fine del 2013. Secondo Chasquetti, gli uruguaiani potrebbero essersi stancati di vedere sempre le solite facce. V\u00e1zquez ha governato dal 2005 al 2010, poi \u00e8 stato eletto Jos\u00e9 Mujica e ora si ricandida V\u00e1zquez. Al loro fianco c&#8217;\u00e8 stato sempre Danilo Astori, prima come ministro dell&#8217;economia e poi come vicepresidente.<br \/>\nIn campagna elettorale V\u00e1zquez ha speso pi\u00f9 tempo a difendere i meriti della sua amministrazione e di quella di Mujica che a proporre soluzioni all&#8217;altezza delle aspetta-tive dei cittadini. Cos\u00ec Lacalle Pou ha trova-to la strada spianata. Ha riconosciuto i suc-cessi del governo di Mujica e ha costruito la sua campagna sullo slogan &quot;Por la positiva&quot; (In positivo). Il candidato del Partido nacional &quot;propone piccole modifiche alla linea politica del Frente amplio. L&#8217;eccezione pi\u00f9 significativa riguarda l&#8217;istruzione&quot;, spiega il politologo Adolfo Garc\u00e9. &quot;Ma sul lavoro, sulle politiche sociali o sulla politica estera non ci sono grandi differenze di fondo&quot;, continua. L&#8217;idea sembra essere: &quot;Miglioriamo quello che gi\u00e0 c&#8217;\u00e8, facciamo quello di cui c&#8217;\u00e8 bisogno&quot;. Semplice, ma efficace per lottare ad armi pari per la presidenza dell&#8217;Uruguay.  (Ramiro Pellet Lastra, La Naci\u00f3n, Argentina)<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nCANADA<br \/>\nSPARI IN PARLAMENTO<br \/>\nIl 22 ottobre alcuni uomini armati hanno aperto il fuoco dentro e fuori il parlamento canadese, a Ottawa, uccidendo un soldato. Uno degli attentatori \u00e8 stato ucciso. Due giorni prima Martin Rouleau, un uomo di 25 anni convertito all&#8217;islam e simpatizzante dello Stato islamico, aveva investito volontariamente due soldati in Quebec, uccidendone uno. In seguito Rouleau \u00e8 stato ucciso dalla polizia.<\/p>\n<p>USA<br \/>\nSCOPERTI DECINE DI NAZISTI TEDESCHI A LIBRO PAGA DELL&#8217;INPS AMERICANO &#8211; EX MILITARI TEDESCHI SOSPETTATI DI CRIMINI DI GUERRA ED EX SS CHE OPERARONO NEI LAGER NAZISTI SI GODONO ORA LA PENSIONE A SPESE DEI CONTRIBUENTI AMERICANI. E&#8217; LA RIVELAZIONE SHOCK DELL&#8217;AGENZIA ASSOCIATED PRESS, DOPO DUE ANNI DI INDAGINI, INTERVISTE E DOCUMENTI. (Internazionale | Autore: fabrizio salvatori)<br \/>\nTra questi ci sono soldati delle SS che facevano la guardia ai campi dove sono morti milioni di ebrei, soldati che hanno partecipato allo sterminio del ghetto di Varsavia dove furono uccisi 13 mila ebrei, e un collaboratore dei nazisti che rese possibile l&#8217;arresto e l&#8217;esecuzione di migliaia di ebrei in Polonia.<br \/>\nTra coloro che sono ancora in vita e&#8217; il caso dell&#8217;ex guardia di Auschwitz Jakob Denziger, 90 anni, che dopo aver realizzato il sogno americano, nel 1989 ha dovuto lasciare gli Stati Uniti a causa della cosiddetta pratica &#8216;Nazi Dumping&#8217;, ossia lo sbarazzarsi dei nazisti sospettati di crimini di guerra. Dopo aver fatto le valigie ed essere fuggito in Germania, Denziger si e&#8217; stabilito in Croazia e tutt&#8217;oggi riceve ben 1.500 dollari al mese dalla Social Security americana, circa il doppio di quanto prende in media un operaio croato. Ci sono poi Peter Mueller, 90 anni, ex SS in un campo di concentramento in Francia tornato in Germania dagli Usa nel 1994; e Wasyl Lytwyn, 93 anni, anche lui ex SS che partecipo&#8217; alla strage di ebrei a Varsavia e che oggi vivrebbe in Ucraina; e infine Martin Hartmann, 95 anni, una guardia del campo di concentramento di Sachsenhausen, alle porte di Berlino, citta&#8217; in cui e&#8217; tornato dopo aver lasciato gli Usa.<br \/>\nSecondo l&#8217;inchiesta, il governo americano ha continuato a versare milioni in pensioni a decine di nazisti espulsi dagli Stati Uniti quando si decise di privare loro della cittadinanza americana perche&#8217; sospettati di crimini di guerra. Nazisti entrati negli Usa mentendo sul loro passato dopo la Seconda Guerra Mondiale. Le pensioni venivano erogate con la benedizione del Dipartimento della Giustizia di Washington che le usava come una sorta di merce di scambio per i nazisti che accettavano di andarsene dal Paese, oppure che semplicemente scappavano prima di essere deportati. L&#8217;Associated Press scrive che la pratica di elargire pensioni era un modo per sbarazzarsi rapidamente di sospetti criminali. L&#8217;appiglio, infatti, consentiva alle autorita&#8217; americane di evitare lunghi e costosi processi per la deportazione che potevano andare avanti per anni prima di costringere il sospettato a lasciare il Paese. Oppure si poteva correre il rischio di perdere il processo e quindi lasciare che sospetti criminali, complici diretti o indiretti dello sterminio di milioni di ebrei, continuassero a vivere su suolo americano. Dal 1979 almeno 38 dei 66 sospettati mandati via dagli Usa hanno mantenuto la loro pensione. E ad oggi sono almeno quattro quelli ancora in vita che continuano a riceverla. Inutili i tentativi di porre fine a questa situazione a dir poco imbarazzante. L&#8217;ultimo tentativo falli&#8217; 15 anni fa.<br \/>\nIl figlio di Denzinger, che attualmente vive negli Stati Uniti, ha semplicemente detto che il padre si merita la pensione del governo americano perche&#8217; per anni ha pagato le tasse<\/p>\n<p>USA\/CUBA<br \/>\nEBOLA, GLI USA MANDANO I SOLDATI E CUBA? CUBA MANDA I MEDICI!<br \/>\nMentre l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 recita il mea culpa per gli errori e i ritardi nell&#8217;affrontare il caso ebola, c&#8217;\u00e8 chi ha dato la parola ai fatti: varie organizzazioni di volontariato, Medici Senza Frontiere per primi, ad esempio. Ma anche i medici cubani. NTERNAZIONALE | Autore: claudia galati<br \/>\nPochissime testate italiane ne hanno parlato, e quasi tutte meno di una settimana fa (eccetto Contropiano.org). Eppure \u00e8 ufficialmente da inizio ottobre che L&#8217;Avana &#8211; accogliendo l&#8217;appello delle Nazioni Unite e dell\u2019Oms\/World Health Organization alla comunit\u00e0 internazionale &#8211; continua ad inviare personale sanitario e medico in soccorso delle popolazioni dell&#8217;Africa occidentale colpite dall&#8217;ebola: attualmente si contano circa 461 professionisti, rendendo Cuba uno dei primi paesi mobilitatisi per affrontare l&#8217;epidemia e il paese maggiormente presente sul campo.<br \/>\nMedici, infermieri e operatori sanitari con almeno 15 anni di esperienza professionale che hanno \u201cpartecipato precedentemente a situazioni d\u2019emergenza\u201d e che hanno offerto \u201cvolontariamente la propria disponibilit\u00e0\u201d fino a sei mesi, ha fatto notare Roberto Morales Ojeda, ministro della Salute pubblica cubana. Il contingente sanitario viene inviato in Sierra Leone, Liberia e Guinea solo dopo aver ricevuto una formazione speciale nelle tecniche di contrasto al virus dell&#8217;ebola e di biosicurezza da esperti dell&#8217;Organizzazione Panamericana per la Salute e dall&#8217;Oms. Cuba \u00e8 famosa in tutto il mondo per l\u2019abilit\u00e0 di formare ottimi dottori e infermieri che partecipano spesso a operazioni umanitarie all\u2019estero: ad oggi pi\u00f9 di 50 mila dottori formati a Cuba lavorano in 66 paesi, 4 mila dei quali si trovano in 32 nazioni africane. Nel 2010 i medici cubani ebbero un ruolo fondamentale nel curare i pazienti con il colera dopo il terremoto di Haiti.<br \/>\nProprio ieri l&#8217;Onu ha riconosciuto il ruolo e l&#8217;impegno di queste centinaia di professionisti nella lotta al virus che sta sempre pi\u00f9 assumendo i contorni di una pandemia. Parlando a margine della conferenza stampa con l&#8217;agenzia cubana Prensa Latina, la direttrice generale dell\u2019Oms Margaret Chan ha ringraziato Cuba \u201cper essere il primo paese che raccoglie l\u2019appello di Onu e Oms di fronte alla situazione in Africa Occidentale\u201d. Inoltre, rivolgendosi al presidente Ra\u00fal Castro e a Fidel Castro ha affermato: \u201cPer una nazione cos\u00ec piccola, la quantit\u00e0 di medici e infermieri che state inviando, cos\u00ec come la rapidit\u00e0 con cui avete risposto, sono davvero meravigliose. Cuba \u00e8 mondialmente reputata per formare dei medici e degli infermieri eccellenti e per la generosit\u00e0 del suo aiuto verso altri paesi in sviluppo.\u201d \u201cStraordinario. Una dimostrazione di solidariet\u00e0, di fratellanza e un sostegno di prima classe\u201d, ha aggiunto il coordinatore delle Nazioni Unite per la lotta all&#8217; ebola David Nabarro, esortando altri paesi \u201ca portare un aiuto simile\u201d.<br \/>\n&quot;Una terribile epidemia si propaga oggi fra i popoli fratelli dell&#8217;Africa e ci minaccia tutti. Se questa minaccia non sar\u00e0 arginata in Africa occidentale potrebbe diventare una delle pandemie pi\u00f9 gravi della storia dell&#8217;umanit\u00e0&quot;, ha dichiarato il presidente cubano Raul Castro inaugurando ieri all\u2019Havana il Vertice straordinario dell\u2019Alleanza bolivariana per i popoli della Nostra America-Trattato del commercio dei popoli (Alba-Tcp), riunione sollecitata da vari Paesi dell\u2019area, alla quale hanno partecipato le autorit\u00e0 delle nazioni che hanno espresso la necessit\u00e0 di mettere in campo misure per il contenimento dell\u2019epidemia e per combatterla in modo rapido ed efficiente. Al summit &#8211; il cui obiettivo \u00e8 quello di &quot;armonizzare i protocolli per proteggere la popolazione e prevenire la diffusione della malattia nei Paesi della regione&quot;, ha riferito in una nota il ministro degli Esteri cubano &#8211; erano presenti i nove capi di Stato dell&#8217;Alternativa bolivariana per le Americhe (Alba), blocco creato nel 2005 dai Paesi governati dalla sinistra, che oltre a Cuba comprende Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua e diversi piccoli Stati caraibici. Anche Haiti, Grenada e Saint-Kitts e Nevis sono stati invitati. Presente anche la direttrice generale dell\u2019Organizzazione Panamericana della Salute Carissa Etienne, la prima ad arrivare all\u2019Avana, che ha enunciato: \u201cSiamo qui per parlare con i capi di Stato anche di quello che sta facendo Cuba, un paese piccolo che si pone da esempio, per affrontare ebola. Ma anche per condividere la cooperazione tecnica dell\u2019Ops e assicurarci che i paesi siano preparati di fronte a eventuali casi di ebola\u201d.<br \/>\nFidel Castro nei giorni scorsi ha scritto nell&#8217;articolo &quot;L\u2019ora del dovere&quot; pubblicato su Granma, organo ufficiale del Comitato centrale del Partito Comunista cubano: \u201cE\u2019 oggi imprescindibile tendere la mano solidale della nazione cubana, dell\u2019America Latina e dei Caraibi per frenare l\u2019epidemia. Coopereremo con piacere con il personale nordamericano in questo compito perch\u00e9 la pace per il mondo \u00e8 un obiettivo che si pu\u00f2 e si deve perseguire\u201d, annunciando che Cuba non si tirer\u00e0 indietro dalla collaborazione con gli Stati Uniti nella battaglia contro il virus ebola, nonostante i decenni di storica reciproca avversione delle due nazioni. \u201cIl nostro Paese non ha tardato un minuto a dare risposta agli organismi internazionali a fronte della richiesta di appoggio per la lotta contro la brutale epidemia che si \u00e8 sviluppata in Africa occidentale. Inviare personale medico nei Paesi colpiti da maxi-emergenze sanitarie \u00e8 ancora pi\u00f9 duro che inviare soldati a combattere e anche a morire per una causa politica giusta\u201d. Gli \u201ceroi in camice bianco\u201d sono \u201cl\u2019esempio pi\u00f9 grande di solidariet\u00e0 che possa offrire l\u2019essere umano, soprattutto quando non \u00e8 mosso da alcun interesse materiale\u201d, ha sottolineato l\u2019ex Lider M\u00e0ximo.<br \/>\nQuesto quadro di solidariet\u00e0 cozza con le esternazioni di alcune settimane fa di Barack Obama, che aveva citato l\u2019ebola come uno dei principali nemici della sicurezza degli Stati Uniti e del mondo intero ma, anzich\u00e9 decidere l\u2019invio di finanziamenti e sostegno sanitario ai paesi colpiti dall\u2019epidemia, aveva annunciato l\u2019invio di 3 mila militari. Persino il New York Times in un editoriale di ieri ha evidenziato come i timori dei governi e dell\u2019opinione pubblica per il virus ebola in Occidente non hanno determinato un\u2019adeguata risposta dalle nazioni che avrebbero di pi\u00f9 da offrire. Mentre gli Stati Uniti e molte altre nazioni ricche sono state pi\u00f9 che disposte a stanziare fondi e inviare soldi, solo Cuba e poche organizzazioni non governative hanno inviato quello che davvero serve: personale medico qualificato sul campo. L\u2019articolo inoltre fa notare come sia un peccato che gli Stati Uniti, il paese che sta donando pi\u00f9 risorse per combattere l\u2019epidemia di ebola, non abbia nessun rapporto diplomatico con Cuba, il paese che sta fornendo la pi\u00f9 grande delegazione medico-sanitaria. Accogliendo le parole di Fidel Castro, anche il New York Times ha auspicato che l\u2019epidemia di ebola possa portare a un cambio di atteggiamento da parte degli Stati Uniti nei confronti di Cuba.<br \/>\nQuello che colpisce maggiormente \u00e8 il contrasto nel modo di affrontare la situazione. Come fa notare la testata statunitense MintPressNews, gli opulenti Stati Uniti hanno risposto all&#8217;emergenza ebola &#8211; come di consueto in ogni disastro umanitario &#8211; fornendo 156 milioni di dollari e l&#8217;invio di soldati, allo scopo di espandere le proprie conquiste imperiali mascherate da aiuti umanitari. Cuba al contrario ha messo in campo un &quot;esercito di medici&quot;, mostrando maggiore senso pratico, assenza di secondi fini e soprattutto un diverso approccio sul tema della salute. Il libro: &quot;Dottori rivoluzionari: come il Venezuela e Cuba stanno cambiando la concezione del mondo sull&#8217;assistenza sanitaria&quot; (2011) di Steve Brouwer fornisce una comprensione approfondita sulle differenze tra un sistema medico basato sulla solidariet\u00e0 socialista e uno basato sul profitto imperialista. Risultato della Rivoluzione cubana \u00e8 stato il difficile processo di ricostruzione e ripensamento dell&#8217;assistenza sanitaria a favore della dignit\u00e0 umana. In estrema sintesi, la differenza tra i due sistemi pu\u00f2 riassumersi nelle parole pronunciate da Fidel Castro nel 2010 riguardo il disastro umanitario di Haiti: \u201cNoi inviamo dottori, non soldati!\u201d<\/p>\n<p>STATI UNITI<br \/>\nIL VIRUS DELL&#8217;ISTERISMO<br \/>\nDal 22 ottobre i passeggeri che arrivano negli Stati Uniti dalla Sierra Leone, dalla Liberia o dalla Guinea devono fare scalo negli aeroporti di Chicago, New York Jfk, Newark, Washington e Atlanta, dove saranno sottoposti a una serie di controlli. Queste misure sono state introdotte dopo il contagio di tre persone negli Stati Uniti e la morte di Thomas Eric Duncan, un cittadino liberiano deceduto l&#8217;8 ottobre a Dallas. Il Partito repubblicano accusa il presidente Barack Obama di non contrastare adeguatamente la diffusione dell&#8217;ebola, e propone di vietare l&#8217;ingresso a tutte le persone che arrivano da paesi con alto tasso di contagio. &quot;Ma secondo l&#8217;Organizzazione mondiale della sanit\u00e0, sarebbe un errore&quot;, spiega il Los Angeles Times. &quot;Il divieto ostacolerebbe gli sforzi per mandare dottori e medicinali nei paesi che ne hanno bisogno e potrebbe spingere alcuni pazienti a nascondere la loro condizione, rendendo ancora pi\u00f9 difficile individuare le persone infettate&quot;. La Bbc scrive che la paura sta sfociando nell&#8217;isterismo e nel razzismo: &quot;Una scuola del New Jersey ha ordinato a due studenti del Ruanda (che si trova a pi\u00f9 di quattromila chilometri dall&#8217;Africa occidentale) di rimanere a casa per 21 giorni. Un college del Texas ha rifiutato l&#8217;iscrizione di alcuni studenti provenienti dalla Nigeria (che ha debellato il virus) &quot;.<\/p>\n<p>(Le principali fonti di questo numero:<br \/>\nNYC Time USA, Washington Post, Time GB, Guardian The Observer, GB, The Irish Times, Das Magazin A, Der Spiegel D, Folha de S\u00e0o Paulo B, Pais,  Carta Capital,  Clarin Ar, Le Monde,  Le Monde Diplomatique ,Gazeta, Pravda, Tokyo Shimbun, Global Time,  Nuovo Paese , L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e INFORM, AISE, AGI,  AgenParle , RAI News e 9COLONNE&quot;.)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20141024 13:47:00 guglielmoz ITALIA &#8211; OPPORSI ALLA SCHIAVIT\u00d9 ECONOMICA DEL Ttip, ossia il Trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti, \u00e8 un patto che <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12050\" title=\"11394 47. 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