{"id":12000,"date":"2017-04-15T19:06:58","date_gmt":"2017-04-15T17:06:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11343-44-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-2-oct-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:58","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:58","slug":"11343-44-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-2-oct-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000","title":{"rendered":"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct  2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20141003 15:07:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Sblocca Italia: le promesse (non mantenute) \u00f2 Dopo roboanti annunci alla fine il Decreto \u201csblocca Italia\u201d \u00e8 arrivato<br \/>\nEUROPA \u2013 BELGIO \/ JIHADISTI ALLA SBARRA Il 29 settembre si \u00e8 aperto ad Anversa il processo contro 46 militanti del gruppo jihadista Sharia4Belgium<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 YEMEN . A partire dalla seconda settimana di settembre, lo Yemen ha visto inasprirsi il confronto tra la minoranza Houthi e l\u2019Esercito di Sana\u2019a. \/<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; Giappone . Tutti morti sul monte ONTAKE?<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Elezioni in America Latina, il Brasile \u00e8 un boccone ghiotto In Ottobre si svolgono in America Latina tre importanti sfide elettorali. In Brasile (il 5), Bolivia (il 12),<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE \u2013 NYC. HARVEY: capire la politica monetaria degli stati uniti . All\u2019indomani della crisi finanziaria.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nSBLOCCA ITALIA: LE PROMESSE (NON MANTENUTE) \u00d2 DOPO ROBOANTI ANNUNCI ALLA FINE IL DECRETO \u201cSBLOCCA ITALIA\u201d \u00c8 ARRIVATO . Nessuna svolta riformista tanto declamata dal Presidente Renzi, ma \u201cpassodopopasso\u201d si prosegue ed aiuta lo sblocco di cantieri inutili, il consumo di territorio e paesaggio, ad indebolire le Soprintendenze, a svendere il demanio pubblico, a scavare petrolio per mare e per terra, a insistere con la deregulation edilizia, ad imporre inceneritori in giro per l\u2019Italia.  IT | Fonte: sbilanciamoci | Autore: Anna Donati<br \/>\nEra lecito sperare che un presidente del consiglio giovane e scattante, che parla un linguaggio nuovo, avesse anche idee e progetti nuovi per il futuro dell\u2019Italia: green economy, riqualificazione delle citt\u00e0, efficienza ed energie rinnovabili, reti e servizi per il trasporto pubblico, ricerca ed innovazione tecnologica, beni comuni, patrimonio storico e bellezza del paesaggio. Idee e soluzioni che dove sono state attuate hanno assicurato anche crescita dell\u2019occupazione in particolare di quella giovanile, che certamente resta un obiettivo primario per il nostro Paese.<br \/>\nCerto, qua e l\u00e0, qualche idea giusta c\u2019\u00e8 &#8211; le opere contro il dissesto idrogeologico, quelle dei Comuni e per le scuole, la banda larga, reti tramviarie e metropolitane &#8211; ma annegano nella lunga lista di obiettivi e progetti che vengono direttamente dal passato a base di asfalto, cemento, petrolio, consumo di suolo. Anche semplificare la troppa carta e le burocrazie pesanti potrebbe avere un senso se quello che si vuole realizzare fosse utile ed innovativo, invece suona come togliere gli ultimi \u201clacci e lacciuoli\u201d a chi fa rispettare le regole, o espropriare i poteri dei Comuni come per la bonifica e la riqualificazione di Bagnoli avocata alla Presidenza del Consiglio e sottratta al Comune di Napoli ed al suo piano regolatore.<br \/>\nQuando a luglio venne lanciata dal Governo la parola d\u2019ordine \u201csblocca Italia\u201d ( ormai abbiamo una lista di Salva Italia, Destinazione Italia, Fare Italia&#8230;) per le grandi opere strategiche si annunciava lo sblocco di 42 miliardi di opere da realizzare subito. Numeri \u201cincredibili\u201d, anche alla luce del fallimento di 13 anni di Legge Obiettivo, ridimensionati man mano che si avvicinava il Decreto Legge e la dura realt\u00e0 dei numeri e delle coperture finanziarie.<br \/>\nAlla fine per le grandi opere sono destinati in totale 3,9 miliardi, spalmati dal 2014 al 2020 e prevalentemente negli anni 2017 e 2018. Il Decreto contiene la lista delle opere da rifinanziare subito (lista a), da sbloccare entro il 30 giugno (lista b) e quelle di cui aprire i cantieri entro il 31 agosto 2015 (lista c). Il testo non contiene quante risorse sono assegnate per ciascuna opera &#8211; che spetter\u00e0 fissare dal Ministero delle Infrastrutture insieme a quello dell\u2019Economia \u2013 ma nella relazione tecnica allegata vi sono le previsioni distinte opera per opera. La logica \u00e8 quella di dare un poco di risorse a molte opere per evitare che si fermino i cantieri e realizzare altri \u201cpezzi\u201d.<br \/>\nSommando le previsioni, si ottiene che ben il 47% dei 3,9 miliardi andr\u00e0 a strade ed autostrade (1.832 milioni), il 25% a ferrovie (989 milioni) e solo l\u20198,8% a reti tramviarie e metropolitane (345 milioni). Il resto sar\u00e0 destinato alle opere idriche (134 milioni), aeroporti (90 milioni) mentre 500 milioni sono destinati alle opere dei Comuni, il piano dei 6mila campanili del DL del Fare del 2013.<br \/>\nQuindi lo Sblocca Italia continua a sostenere lo sviluppo dell\u2019asfalto, mentre molto meno destina alle ferrovie e davvero poco alle reti per il trasporto urbano, che sono il vero deficit italiano, insistendo quindi con le distorsioni della Legge Obiettivo e senza una politica dei trasporti innovativa e sostenibile. Inoltre, anche dei 989 milioni destinati alle ferrovie, ben 520 milioni sono per tre nuove tratte ad alta velocit\u00e0 (Terzo Valico Milano-Genova, Tunnel del Brennero, AV Brescia Padova) e solo la restante parte per le ferrovie ordinarie.<br \/>\nAnche altre due tratte ferroviarie, la Napoli-Bari e la Palermo Catania Messina, sono inserite nello Sblocca Italia per accelerare le procedure autorizzative, mentre le risorse sono quelle fissate dal Contratto di Programma di RFI, che prevedono 2,9 miliardi per la prima e 2,4 miliardi per la seconda. L\u2019amministratore Delegato di FS, Michele Elia, \u00e8 nominato commissario straordinario, ha tempi stretti per l\u2019approvazione e la revisione dei progetti (tratto Apice-Orsara) e per indire la Conferenza dei servizi. In deroga alle norme, in caso di \u201cdissenso di una amministrazione preposta alla tutela ambientale, paesaggistico territoriale, del patrimonio storico artistico, tutela della salute e pubblica incolumit\u00e0\u201d decide il commissario previa intesa con le regioni interessate. Non \u00e8 di certo un buon modo per progettare una infrastruttura attenta al territorio ed al paesaggio, capace di adottare soluzioni innovative. La lista delle strade ed autostrade contiene interventi per la terza corsia Venezia-Trieste, lavori per la Torino-Milano ed opere connesse, il quadrilatero Umbria Marche, messa in sicurezza della SS131 Carlo Felice, Salerno &#8211; Reggio Calabria, Benevento Caianello, Pedemontana Piemontese, asse viario Lecco Bergamo. Si pu\u00f2 ben facilmente notare che alcune di queste opere di adeguamento di strade esistenti siano necessarie e che \u201csembrano mancare\u201d le grandi autostrade che ogni giorno vengono invocate come la soluzione sia ai problemi di mobilit\u00e0 che di crescita e occupazione del paese.<br \/>\nIn effetti alcune sono sparite dall\u2019elenco, come le risorse per l\u2019Autostrada della Maremma o la Cispadana, che il Governo rassicura saranno nel DDL Stabilit\u00e0, o come la Valdastico nord, a cui la provincia Autonoma di Trento \u00e8 fermamente contraria e prima il Governo deve ricomporre il quadro istituzionale.<br \/>\nMa per altre come l\u2019autostrada Orte -Mestre, opera in autofinanziamento del valore di almeno 10 miliardi, il cui promotore \u00e8 una cordata di imprese capeggiata dall\u2019On.Vito Bonsignore, \u00e8 stata inserita una specifica norma (articolo 2, comma 4) per aiutare con la defiscalizzazione &#8211; almeno 2 miliardi di risorse pubbliche &#8211; il Piano Finanziario dell\u2019opera. Era stata la Corte dei Conti con un parere del 7 luglio del 2014 che non aveva dato il via libera alla delibera Cipe di approvazione del progetto, a segnalare che le norme vigenti non consentivano di applicare la defiscalizzazione prevista dal 2013 alle opere gi\u00e0 dichiarate di pubblico interesse e la Orte Mestre lo era stata nel lontano 2003 con il riconoscimento del progetto del promotore Bonsignore.<br \/>\nQuesta retroattivit\u00e0 &#8211; ottenuta con la norma inserita nello Sblocca Italia &#8211; per superare le obiezioni della Corte dei Conti, \u00e8 assai grave ed anche indecente, perch\u00e9 se adesso lo stato mette 2 miliardi nel piatto, allora bisognerebbe azzerare anche il promotore e rifare questa selezione. Perch\u00e9 non dimentichiamo che il promotore ha diversi vantaggi tra cui quello che la gara avviene sul progetto preliminare da lui presentato, che ha il diritto di adeguarsi all\u2019offerta migliore e vincere la gara per realizzare e gestire l\u2019infrastruttura. In caso di perdita viene comunque ripagato di tutti i costi sostenuti.<br \/>\nNon \u00e8 un cavillo, \u00e8 una vera e propria distorsione dell\u2019offerta a suo tempo presentata. Se all\u2019epoca il promotore fu considerato il migliore da ANAS perch\u00e9 aveva bisogno di minori aiuti pubblici e sosteneva che si sarebbe autofinanziato l\u2019opera, se adesso il Governo mette due miliardi di aiuti sotto forma di defiscalizzazione, allora tutto cambia. In realt\u00e0 quelle risorse pubbliche si dovrebbero usare, come propongono gli ambientalisti riuniti della Rete Nazionale Stop Orte-Mestre 2 , per mettere in sicurezza la E45 e la Romea, senza realizzare nuovi inutili e devastanti 400 km di nuova autostrada.<br \/>\nMa anche le altre autostrade hanno un articolo dedicato &#8211; art. 5, Norme in materia di concessioni autostradali &#8211; che con frasi criptiche e giri di parole consente la richiesta di proroga della scadenza delle concessioni . E\u2019 la solita storia che si ripete, basti ricordare che dal 1993 la direttiva europea n. 37 intimava che per le concessioni fosse necessario procedere mediante gara, chiedendo a tutti i paesi membri di adeguarsi.<br \/>\nMa tra la fine degli anni 90 ed i primi anni 2000 tutte le concessioni sono state prorogate invocando il contenzioso pregresso, le privatizzazioni e gli investimenti da fare: da Autostrade per l\u2019Italia prorogata di 20 anni al 2038 3 , alla Sitaf Torino-Bardonecchia che scade nel 2050, alla Satap di Gavio al 2016, Autostrada dei Fiori al 2021, poi quelle che devono realizzare nuove autostrade come la SAT per l\u2019Autostrada della Maremma con scadenza al 2046, o l\u2019Autocamionale della Cisa che deve realizzare il Ti-Bre Parma Verona con scadenza al 2031.<br \/>\nLa discussione con Bruxelles \u00e8 stata accesa ma alla fine anche dalla Commissione Europea \u00e8 arrivato il via libera, perch\u00e9 si trattava di investimenti gi\u00e0 inseriti nelle convenzioni e del fatto che era \u201cl\u2019ultima proroga\u201d, per poi procedere a gara ed utilizzare il meccanismo del subentro. Cio\u00e8 chi gareggia sa di doversi accollare gli investimenti in corso e da fare. Ma questo meccanismo \u201cnon funziona\u201d dicono in coro le concessionarie, anche se praticamente non \u00e8 stato mai sperimentato. Adesso con lo Sblocca Italia il Governo Italiano ci riprova ad ha avviato una dialogo con Bruxelles per ottenere ulteriori proroghe. Forse forte del fatto che anche la Francia avrebbe avanzato una analoga richiesta.<br \/>\nLa norma all\u2019art. 5 dice che le concessionarie possono \u201cproporre modifiche del rapporto concessorio \u201c entro la fine del 2014, negoziazione e firma degli atti aggiuntivi entro il 31 agosto 2015, per realizzare potenziamenti della rete sia per quelli gi\u00e0 in concessione e sia per nuove opere da inserire, per tenere tariffe favorevoli all\u2019utenza, \u201canche mediante l\u2019unificazione di tratte interconnesse contigue\u201d, al fine di assicurare l\u2019equilibrio del Piano Economico e finanziario senza ulteriori oneri a carico dello Stato.<br \/>\nIl terzo comma ha anche una prescrizione che sembra guardare a Bruxelles con occhio accorto: tutte le opere ulteriori inserite nelle convenzioni, saranno realizzate mediante gara di lavori per il 100% dell\u2019importo (per quelle in convenzione va a gara il 60%). Un buon principio certo, ma che rischia di essere vano perch\u00e9 le convenzioni vigenti includono lunghe liste di opere e ben difficilmente se ne aggiungeranno.<br \/>\nL\u2019articolo 5 al comma 4 prevede che per l\u2019A21 Piacenza Brescia, la cui concessione \u00e8 scaduta nel 2011 e per l\u2019A3 Napoli Pompei sono approvati con legge gli schemi di convenzione ed i relativi Piani Finanziari per accelerare l\u2019iter del \u201criaffidamento\u201d. Vedremo se ad esito di gara o prorogando agli attuali concessionari.<br \/>\nBasti pensare che le proroghe di cui si parla (o si legge 4 ) richieste dalle concessionarie, sono per lavori gi\u00e0 assentiti ed opere note. Si parla di una proroga per l\u2019AutoCisa che vuole realizzare il Tibre (1,8 miliardi) che ha per\u00f2 gi\u00e0 avuto una concessione prorogata al 2031, di Autovie Venete che deve realizzare la terza corsia Venezia-Trieste (1,7 miliardi) che scade nel 2017 e che aveva gi\u00e0 ottenuto una proroga, della SATAP A4, che chiede la proroga per ammodernare la Torino-Milano (500 milioni di investimento) e che ha una scadenza gi\u00e0 prorogata al 2026.<br \/>\nChiede la proroga anche l\u2019Autostrada Asti Cuneo, nuova autostrada in parte realizzata e che per il completamento deve investire 1,5 miliardi e la cui scadenza \u00e8 fissata al 2035. Infine c\u2019\u00e8 il caso dell\u2019Autobrennero, scaduta il 30 aprile 2014, sui cui era stata avviata una gara poi annullata da un ricorso e che adesso chiede 20 anni di proroga sia per realizzare la terza corsia Modena-Verona e sia per destinare alla ferrovia i 500 milioni accantonati per il tunnel del Brennero (deciso con norma nel 1997).Ma anche l\u2019autostrada Centropadane avrebbe richiesto una proroga, magari applicando quella norma sulle concessioni \u201ccontigue\u201d.<br \/>\nA Genova il dibattito sulla Gronda Autostradale, prevista dalla Convenzione di Autostrade \u00e8 molto acceso sia sul tracciato che sulla utilit\u00e0 dell\u2019opera, ma la Societ\u00e0 Autostrade per l\u2019Italia ha gi\u00e0 ventilato in diverse occasione che &#8211; dati gli alti costi dell\u2019opera &#8211; si potr\u00e0 realizzare solo se vi sar\u00e0 una proroga della concessione che va ricordato scade nel 2038. Magari non sar\u00e0 richiesta immediatamente, ma intanto gi\u00e0 si lavora per andare quella direzione.<br \/>\nSTAREMO A VEDERE SE ANCHE QUESTA VOLTA BRUXELLES DAR\u00c0 IL VIA LIBERA ALLE PROROGHE.<br \/>\nVanno segnalati anche due casi su cui c\u2019\u00e8 molta attenzione anche dalla Ue: la concessione SAT (Autostrada Tirrenica) che il governo si era impegnato a ridurre di tre anni e su cui \u00e8 riaperta una procedura d\u2019infrazione; la scadenza della Brescia-Padova prorogata al 31\/12\/2026 a condizione che il progetto definitivo della Valdastico Nord sia approvato entro il 30 giugno 2015. Progetto a cui si oppone in modo deciso la Provincia autonoma di Trento.<br \/>\nLa richiesta delle proroghe si aggiunge alla richiesta diffusa da parte delle concessionarie di ottenere la \u201cdefiscalizzazione\u201d, cio\u00e8 la possibilit\u00e0 di non pagare Iva, Ires e Irap. Gi\u00e0 deciso dal Cipe per la Pedemontana Lombarda, richiesto dalla autostrada Orte-Mestre e dalla Brebemi, di fatto \u00e8 un contributo pubblico in quanto riduce le entrate dello Stato per gli anni a venire.<br \/>\nAnche su questi aiuti \u00e8 acceso un faro da parte di Bruxelles, mentre nello Sblocca Italia, oltre alla norma specifica per la Orte Mestre, l\u2019articolo 11 stabilisce che tutte le opere hanno diritto alla defiscalizzazione, abbassando da 200 a 50 milioni di euro il valore dell\u2019opera.<br \/>\nSolo proroghe, niente gare ed aiuti dalla Stato. E\u2019 il solito blocco di interessi, sono i signori delle autostrade che dopo aver promesso grandi investimenti, presentato ed ottenuto piani finanziari scritti sulla sabbia, con il calo di traffico e le banche sempre pi\u00f9 prudenti, con il buco che si \u00e8 creato nei piani finanziari, alza la voce in tempi di crisi per assicurarsi un futuro 5 .<br \/>\nMolte autostrade, qualche ferrovia, poche reti tramviarie e metropolitane: la politica del Presidente Renzi sulla mobilit\u00e0 e le infrastrutture non cambia verso.<br \/>\n1 Decreto Legge 12 settembre 2014 n.133. Misure urgenti per l\u2019apertura dei cantieri, la realizzazione di opere pubbliche, la digitalizzazione del paese, la semplificazione burocratica, l\u2019emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attivit\u00e0 produttive. Pubblicato sulla G.U n. 212 del 12.09.2014.<br \/>\n2 vedi www.stoporme.org<br \/>\n3 Giorgio Ragazzi. I signori delle autostrade. Edizioni il Mulino. 2008<br \/>\n4 Autostrade, le opere da sbloccare. Di Alessandro Arona. Edilizia e Territorio, Il sole 24 ore. 15 settembre 2014<br \/>\n5 Roberto Cuda. Strade senza Uscita. Banche, costruttori e politici. Le nuove autostrade al centro di un colossale spreco di denaro pubblico. Edizioni Castelvecchi. 2013ALIA<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nUCRAINA<br \/>\nTregua e vittime<br \/>\nIn Ucraina la tregua ufficialmente continua a reggere, ma sul terreno ci sono ancora scontri. Negli ultimi giorni si sono registrate diverse vittime, in particolare nell&#8217;area di Donetsk. Il 1 ottobre almeno dieci civili sono morti per alcuni colpi di artiglieria sparati dall&#8217;esercito ucraino. Due giorni prima sette soldati di Kiev erano stati uccisi nella zona dell&#8217;aeroporto. A Charkiv, invece, la tensione \u00e8 salita dopo lo svolgimento di due manifestazioni, una contro e l&#8217;altra a favore dell&#8217;unit\u00e0 dell&#8217;Ucraina, e l&#8217;abbattimento della statua di Lenin nella piazza centrale. &quot;Il centro della citt\u00e0&quot;, scrive Ukrainska Pravda, &quot;\u00e8 pattugliato da blindati e da truppe ucraine&quot;. L&#8217;Unione europea, intanto, ha rimandato a fine ottobre la decisione sulla cancellazione parziale delle sanzioni contro Mosca. Tutto dipender\u00e0, scrive l&#8217;agenzia ItarTass, &quot;da come si evolver\u00e0 la situazione sul terreno&quot;. Secondo Gazeta, &quot;il finanziamento della ricostruzione potrebbe diventare uno dei punti su cui l&#8217;occidente e Mosca concentreranno le trattative&quot;.<\/p>\n<p>SERBIA<br \/>\nII 28 settembre centinaia di persone hanno partecipato a Belgrado al primo Gay pride dal 2010 (nella foto), quando ci furono violenze provocate dai gruppi ultranazionalisti. <\/p>\n<p>LETTONIA<br \/>\n II 4 ottobre si svolgeranno le elezioni legislative nel paese. L&#8217;attuale premier \u00e8 l&#8217;economista Laimdota Straujuma. <\/p>\n<p>PAESI BASSI<br \/>\nII processo contro l&#8217;ex leader serbo-bosniaco Radovan Karadzic davanti al Tribunale penale internazionale per l&#8217;ex Jugoslavia \u00e8 entrato il 29 settembre nella sua fase finale. La sentenza \u00e8 prevista alla fine del 2015.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nIL SENATO VA A DESTRA<br \/>\nLe elezioni del 28 settembre per il parziale rinnovo del senato si sono concluse con la vittoria della destra e l&#8217;ingresso del Front national (Fn) nella camera alta. Al voto hanno partecipato pi\u00f9 di 87mila grandi elettori, soprattutto consiglieri comunali e rappresentanti della societ\u00e0 civile scelti dai partiti, che hanno rinnovato 179 dei 348 seggi del senato. Come scrive Le Monde, la sinistra ha perso 21 seggi, la destra ne ha guadagnati 12, il centrodestra 7 e il Front national \u00e8 riuscito a far eleggere i suoi primi due senatori. Si chiude cos\u00ec la parentesi della prima maggioranza socialista al senato nella quinta repubblica, durata tre anni. Se &quot;dopo le disastrose comunali di marzo e lo schiaffo delle europee di maggio la sconfitta della sinistra era prevedibile&quot;, osserva Liberation, il successo del Fn rivela invece che il partito di Marine Le Pen &quot;oggi \u00e8 in grado di sedurre anche gli elettori estranei alla sua famiglia politica&quot; e di rubare voti alla destra istituzionale. Secondo il quotidiano, &quot;il risultato di questo voto non deve far credere che l&#8217;estrema destra stia per salire al potere, ma dimostra ancora una volta quanto sia stata efficace la strategia di Marine Le Pen per rendere accettabile il suo partito<\/p>\n<p>BELGIO<br \/>\nJIHADISTI ALLA SBARRA<br \/>\nIl 29 settembre si \u00e8 aperto ad Anversa il processo contro 46 militanti del gruppo jihadista Sharia4Belgium, accusati di voler &quot;rovesciare lo stato belga e di volerlo sostituire con uno stato islamico&quot;. Il gruppo Sharia4Bel-gium, che si \u00e8 sciolto ufficialmente due anni fa, \u00e8 accusato di essere stato &quot;una fucina di terroristi islamici&quot;, scrive la Gazet van Antwerpen, e i suoi militanti sono sospettati di aver reclutato decine di giovani volontari mandati poi in Siria a combattere a fianco di gruppi legati ad Al Qaeda e allo Stato islamico. Solo otto degli accusati, tra i quali il capo dell&#8217;organizzazione, Fouad Belkacem, in custodia cautelare dal 2013, erano presenti al processo. Gli altri potrebbero essere in Siria o morti nei combattimenti.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nPALESTINA-ISRAELE-WASHINGTON<br \/>\nABU MAZEN CAMBIA STRADA<br \/>\nIl 25 settembre i partiti palestinesi Al Fatah e Hamas hanno raggiunto un accordo in base al quale l&#8217;Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese riprender\u00e0 alcune funzioni amministrative nella Striscia di Gaza. Il giorno dopo, nel suo discorso all&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite, il presidente palestinese Abu Ma-zen (nella foto) ha annunciato di aver presentato domanda per il riconoscimento a pieno titolo della Palestina come stato membro dell&#8217;Orni. Gli Stati Uniti e Israele hanno duramente criticato il discorso di Abu Ma-zen, scrive Al Monitor.<\/p>\n<p>ALGERIA<br \/>\nLE MISURE DI ALGERI<br \/>\nIl rapimento e l&#8217;assassinio del turista francese Herv\u00e9 Gourdel ha spinto le autorit\u00e0 algerine a rafforzare la sorveglianza delle zone a rischio, come i campi petroliferi nel sud del paese, scrive Le Quotidien d&#8217;Orari. Le misure sono la conseguenza del deterioramento della situazione in Libia e della minaccia dei gruppi terroristi, come Jund al khilafa, che hanno proclamato la loro fedelt\u00e0 all&#8217;organizzazione jihadista Stato islamico. Secondo alcune fonti, l&#8217;Algeria vuole anche chiudere alcuni punti di passaggio alle frontiere con Libia e Mali, in particolare costruendo una barriera elettrificata lunga 110 chilometri sul confine libico. Tuttavia alcuni studiosi, come Riadh Sidaoui, intervistato da Maghreb \u00c9mergent, sminuiscono la minaccia presentata da gruppi come Jund al khilafa: &quot;Il loro \u00e8 un terrorismo residuale, in cerca di visibilit\u00e0 e influenza, che non ha rapporti strutturali n\u00e9 con lo Stato islamico n\u00e9 con Al Qaeda&quot;.<\/p>\n<p>YEMEN<br \/>\nA PARTIRE DALLA SECONDA SETTIMANA DI SETTEMBRE, LO YEMEN HA VISTO INASPRIRSI IL CONFRONTO TRA LA MINORANZA HOUTHI E L\u2019ESERCITO DI SANAA. Gli Houthi sono una realt\u00e0 tribale radicata nelle regioni settentrionali del Paese (Saada e Jawf). A fasi alterne e intensit\u00e0 variabili queste sono in conflitto con il governo centrale da circa 10 anni. Forti del fattore omogeneizzante di matrice religiosa, si contraddistinguono per l\u2019adesione allo zaydismo, una variante dello sciismo professata da circa il 30% dei musulmani yemeniti, gli Houthi sono emersi come una influente realt\u00e0 regionale nel panorama politico yemenita dalla caduta del Presidente Saleh nel 2011.<br \/>\nLe recenti tensioni tra governo ed insorti, scaturite apparentemente dalla soppressione di alcuni privilegi fiscali, sono degenerate quando, tra il 9 e il 10 settembre, le forze di sicurezza yemenite hanno aperto il fuoco sui manifestanti.<br \/>\nIn risposta alla repressione da parte delle Forze di sicurezza, le milizie Houthi sono arrivate ad assediare e occupare i principali palazzi del potere di Sanaa, sbaragliando nel nord del Paese la resistenza delle milizie filogovernative sunnite, in larga parte legate alle scuole coraniche. Al culmine di una settimana di sangue, con decine di morti e centinaia di feriti, e con l\u2019aiuto dell\u2019inviato speciale dell\u2019ONU Jamal Benomar, il 22 settembre le parti sembravano aver trovato infine un accordo di pace.<br \/>\nTuttavia, come spesso accaduto negli ultimi 3 anni, l\u2019accordo \u00e8 stato rapidamente sconfessato e le milizie Houthi hanno ripreso le ostilit\u00e0, giungendo a controllare rapidamente la capitale e mettendo in fuga i gruppi armati della trib\u00f9 Ahmar, la stessa dell\u2019ex Presidente Saleh, e le Forze di sicurezza yemenite.<\/p>\n<p>GUINEA BISSAU<br \/>\nII 28 settembre 21 passeggeri di un minibus sono morti nell&#8217;esplosione di una mina abbandonata sulla strada tra Bissora ed Enxeia. <\/p>\n<p>BAHREIN<br \/>\n II 29 settembre nove sciiti sono stati condannati all&#8217;ergastolo e privati della cittadinanza per terrorismo. Iran II 30 settembre \u00e8 stata rinviata l&#8217;esecuzione di una donna accusata di aver ucciso un uomo durante un tentativo di stupro.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nAUSTRALIA-CAMBOGIA<br \/>\nII 26 settembre i governi dei due paesi hanno firmato un accordo che prevede il trasferimento in CAMBOGIA di un numero imprecisato di richiedenti asilo. Per questo CANBERRA verser\u00e0 a PHNOM PENH 28 milioni di euro.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nTUTTI MORTI SUL MONTE ONTAKE?<br \/>\nTrenta escursionisti non danno segni di vita: forse colpiti da arresto cardiaco e respiratorio<br \/>\nGiappone, erutta vulcano Monte Ontake Giappone, erutta vulcano Monte Ontake(KIKA) \u2014 TOKYO &#8211;  I trenta escursionisti recuperati sul vulcano , che ieri \u00e8 entrato in eruzione dopo sette anni di silenzio, non danno segni di vita. I soccorritori hanno parlato di \u201carresto cardiaco e respiratorio\u201d ma le autorit\u00e0, riferisce l\u2019Ansa, non hanno ancora confermato la morte dell\u2019intero gruppo.<br \/>\nIl Monte Ontake, la cui cima raggiunge i 3.067 metri di altezza e si trova tra Nagano e Gifu, ha eruttato all\u2019improvviso nella giornata di ieri, lanciando in aria detriti, cenere e sassi che avrebbero ferito a morte una sola persona, bilancio che potrebbe salire notevolmente se il decesso degli escursionisti venisse confermato. Le operazioni di soccorso sono iniziate immediatamente ma sono state poi interrotte a causa del rischio di nuove eruzioni e per la presenza nell\u2019aria di gas tossici che potrebbero aver causato la morte delle persone presenti sul monte al momento dell\u2019eruzione<\/p>\n<p>CAMBOGIA<br \/>\nSALARIO MINIMO<br \/>\nCon una lettera al governo cambogiano e all&#8217;associazione nazionale delle imprese tessili, otto aziende internazionali di abbigliamento si sono dette disposte a pagare costi pi\u00f9 alti per il trasporto e le operazioni doganali, cos\u00ec da garantire agli operai un salario adeguato. L&#8217;apertura di aziende come H&#038;M e Zara, arrivata dopo gli scioperi del dicembre 2013 in cui morirono 5 persone, si inserisce nelle trattative per l&#8217;aumento del salario minimo mensile, oggi di 100 dollari. I lavoratori vorrebbero che fosse portato a 177, mentre gli imprenditori si fermano a 110. Non \u00e8 ancora chiaro quanto le aziende siano disposte a pagare in pi\u00f9, scrive il Cambodia Daily, ma per i sindacati la decisione potrebbe influire positivamente sulle trattative.<\/p>\n<p>INDONESIA<br \/>\nUNO SCHIAFFO PER JOKOWI<br \/>\nIl 25 settembre il parlamento indonesiano ha cancellato le elezioni dirette di governatori e sindaci. La decisione \u00e8 stata resa possibile dall&#8217;astensione del partito del presidente uscente Susilo Bambang Yudhoyono. L&#8217;abrogazione dell&#8217;elezione di-retta, introdotta nel 2005, \u00e8 uno schiaffo per la giovane democrazia indonesiana, scrive Asia Sentinel. Inoltre \u00e8 un segnale per il presidente Joko Widodo, ex governatore riformista di Giacarta eletto direttamente dai cittadini e figura di spicco della nuova classe politica indonesiana. La cancellazione \u00e8 stata votata dalla coalizione dell&#8217;ex generale Prabowo Subianto, espressione dei vecchi poteri legati alla dittatura di Suharto e sconfitta alle elezioni di luglio<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\n II 27 settembre la chief minister del Tamil Nadu, Jayaram Jayalalitha , si \u00e8 dimessa dopo una condanna a quattro anni di prigione per corruzione.<br \/>\nNEW DHELI\/ WASHINGTON<br \/>\nNarendra Modi alla Casa Bianca<br \/>\nIl 29 e il 30 settembre il primo ministro indiano Narendra Modi ha incontrato a Washington il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Il visto di Modi per entrare nel paese era stato bloccato in seguito agli scontri etnici del 2002 nello stato del Gujarat, dove lui era chief minister, che provocarono la morte di migliaia di musulmani. Ma a maggio, dopo la sua elezione, Modi ha riottenuto il visto.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nII bilancio delle violenze etniche del 21 settembre nello Xinjiang, nel nordovest del pae-se, \u00e8 salito a 50 vittime<\/p>\n<p>CINA.<br \/>\nVINCENZO COMITO: LA CINA E IL PIL SOTTOVALUTATO<br \/>\nQualche mese fa, come \u00e8 noto, un\u2019organizzazione del gruppo della Banca Mondiale ci ha informato che il pil cinese dovrebbe nel 2014 superare come dimensioni globali quello degli Stati Uniti, almeno utilizzando per il calcolo relativo il criterio della parit\u00e0 dei poteri di acquisto; e da allora non \u00e8 successo niente che possa far pensare ad una qualche modifica nella previsione. Secondo un\u2019agenzia statunitense, The Conference Board, tale evento si sarebbe forse gi\u00e0 verificato nel 2012. Fonte: sbilanciamoci | Autore: Vincenzo Comito<br \/>\nDa rilevare peraltro che i cinesi, come risulta dalle notizie di stampa, hanno cercato di impedire la pubblicazione dell\u2019informazione della Banca Mondiale, mentre anche gli Stati Uniti non ne hanno comunque avuto grande piacere. Il fatto \u00e8 che ambedue i paesi hanno interesse a non sottolineare notizie di questo tipo, i cinesi per una tendenza di fondo a mantenere una scarsa enfasi sui loro crescenti successi economici, gli statunitensi per una ovvia questione di prestigio e, in prospettiva, di potere. La notizia, anche per questo, non ha avuto comunque il clamore che meritava e cos\u00ec il sorpasso della Cina sugli Stati Uniti si sta nella sostanza svolgendo in questi anni in sordina, come ci ricorda Martin Jacques (M. Jacques, 2012).<br \/>\nRicordiamo a questo punto come negli anni della guerra fredda, quando i russi annunciavano che in un certo anno l\u2019economia sovietica era cresciuta del 7% e pi\u00f9, in realt\u00e0 essa era aumentata di molto meno, ma gli Stati Uniti, che conoscevano la verit\u00e0, facevano finta di credere all\u2019informazione ufficiale del nemico perch\u00e9 essa sosteneva gli interessi della loro politica di potenza e faceva marciare a ritmo molto sostenuto il loro complesso militare-industriale<br \/>\nQuesti episodi ci portano a ricordare come le statistiche economiche, come pi\u00f9 in generale quelle politicamente sensibili, sono soggette ad essere manipolate dal potere politico per evidenti ragioni strategiche.<br \/>\nUn esperto di economia industriale, Michael Kami, diversi decenni fa sottolineava come i governi mentano sistematicamente per quanto riguarda la divulgazione di statistiche importanti ed egli arrivava a calcolare il lie factor caratteristico di ogni governo; se ricordo bene tale fattore, per quello statunitense, era calcolato intorno al 20%. Il che significava che se l\u2019allora presidente in carica, Ronald Reagan, annunciava che il livello di inflazione in un certo anno si era collocato intorno al 4,0%, aggiungendovi il 20% di menzogna si otteneva la cifra vera, che era quindi quella del 4,8%.<br \/>\nDa allora, comunque, la situazione potrebbe essere migliorata, ma la questione aleggia sempre nel mondo. Per esempio, alle statistiche ufficiali argentine degli ultimi anni relative alla crescita del pil o dell\u2019inflazione nessuno crede pi\u00f9, mentre alla veridicit\u00e0 di quelle greche di qualche anno fa tutti hanno semplicemente fatto finta di credere. Per altro verso, qualcuno forse ricorda gli attacchi che i membri dei governi Berlusconi ogni tanto rivolgevano all\u2019Istat per la pubblicazione di dati piuttosto scomodi.<br \/>\nA volte, peraltro, le statistiche di un paese tendono ad essere distorte anche semplicemente per l\u2019esistenza di carenze nell\u2019apparato tecnico dello stesso paese. Cos\u00ec, nell\u2019ultimo periodo alcuni stati africani hanno rifatto i conti relativi alle loro economie con delle metodologie pi\u00f9 moderne e hanno quasi sempre trovato che il loro pil era notevolmente superiore a quanto precedentemente si pensasse. La Nigeria, dopo la rivalutazione dei suoi dati, \u00e8 diventato il paese africano con il pil pi\u00f9 alto, superando il Sud-Africa, che era precedentemente valutato come il pi\u00f9 ricco paese del continente.<br \/>\nLE STATISTICHE CINESI<br \/>\nE veniamo di nuovo alla Cina. Ricordiamo come agli inizi del Novecento un geografo anarchico di grande valore, Elis\u00e9e Reclus, dopo un soggiorno in Cina, valutava che nessuna cifra di tipo economico sul paese appariva attendibile. L\u2019osservazione di Reclus metteva l\u2019accento in realt\u00e0 sul fatto che tradizionalmente nella cultura cinese le statistiche non avevano grande valore n\u00e9 erano seguite con molta attenzione. La situazione da allora \u00e8 certo migliorata, culturalmente ed operativamente, ma essa permane per molti versi complicata.<br \/>\nIntanto, i cinesi stanno forse comportandosi come i russi qualche decennio fa? Nel caso del paese asiatico le spinte ad abbellire la realt\u00e0, almeno a livello di statistiche nazionali relative al pil, non sembra essere veramente molto presente (Yukon Huang, 2014); piuttosto si pu\u00f2 parlare, almeno sul fondo, oltre che di qualche reticenza, di persistenti debolezze nell\u2019apparato statistico nazionale, anche se esse sembrano in via di superamento.<br \/>\nSe c\u2019\u00e8 una qualche malizia nella pubblicazione delle statistiche cinesi, essa \u00e8 stata, almeno sino a qualche anno fa, quella di \u201cattenuazione delle punte\u201d, nel senso che negli anni di crescita economica pi\u00f9 forte le statistiche ufficiali tendevano a ridurla, mentre negli anni di sviluppo pi\u00f9 debole si tendeva a incrementare un poco le stime; ma il trend di fondo mostrato ufficialmente appariva probabilmente abbastanza coerente con le informazioni possedute dalle autorit\u00e0. Va comunque sottolineato che qualche volta, per quanto riguarda alcune informazioni sensibili, i dati sono molto carenti ed approssimativi, come ad esempio se ci si chiede su quanto sia elevato il numero dei lavoratori migranti o come si presenti nella realt\u00e0 la distribuzione del reddito tra gli abitanti del paese.<br \/>\nEsistono apparentemente dei punti deboli nelle statistiche cinesi anche pi\u00f9 recenti. In termini generali va sottolineato che in realt\u00e0 il livello del pil cinese \u00e8 probabilmente e tradizionalmente sottovalutato in misura rilevante. Per tenere conto di questo fatto ci sono state in passato delle rivalutazioni una tantum dello stesso. Cos\u00ec nel 1993 nuove stime hanno portato ad aumentare il pil del 10% e nel 2004 la crescita media del pil del precedente decennio \u00e8 stata portata dal 9,2% annuo al 9,9% (Yukon Huang, 2014).<br \/>\nCOS\u00cc LA MORGAN STANLEY, ANCORA NEL 2008, AFFERMAVA CHE IL PIL CINESE ERA SOTTOVALUTATO DEL 30%.<br \/>\nSe queste valutazioni fossero corrette questo significherebbe, tra l\u2019altro, che la previsione fatta qualche tempo fa da alcuni esperti, secondo la quale nel 2030 l\u2019economia cinese potrebbe risultare pi\u00f9 grande come dimensioni quantitative di quella statunitense e di quella dell\u2019Unione Europea messe insieme appare a questo punto un po\u2019 meno improbabile di come poteva sembrare a molti qualche tempo fa.<br \/>\nLa sottovalutazione del pil nelle statistiche cinesi sembra dovuto essenzialmente al fatto che tradizionalmente le metodologie impiegate erano basate su di una cultura che mirava soprattutto a misurare il livello della produzione industriale tangibile e quello degli investimenti, mentre trascurava fortemente il settore dei servizi e quello dell\u2019economia informale. Ora la Cina ha adottato le metodologie delle Nazioni Unite e quindi dobbiamo aspettarci, dopo un necessario periodo di perfezionamento ancora in atto, dei valori pi\u00f9 attendibili.<br \/>\nCOS\u00cc LA SOTTOVALUTAZIONE DEL PIL APPARE LEGATA A DELLE CARENZE TECNICHE PI\u00d9 CHE A TENTATIVI DI MANIPOLAZIONE.<br \/>\nUna cosa che colpisce da molto tempo nelle statistiche cinesi da molto tempo appare il basso livello dei consumi, che si aggirerebbero, secondo le cifre ufficiali disponibili sino a qualche tempo fa, intorno al 35% del pil, mentre corrispondentemente risulterebbe un altissimo livello degli investimenti, intorno al 48% dello stesso pil. In particolare appaiono sottovalutati i consumi personali.<br \/>\nUna struttura di questo tipo appare anomala per un paese del livello di sviluppo cinese. Cos\u00ec studi recenti sembrano suggerire che il livello dei consumi si aggira in realt\u00e0 intorno al 45% mentre corrispondentemente quello degli investimenti verrebbe ridimensionato al 38%, cifre che sarebbero pi\u00f9 ragionevoli e del resto sarebbero in linea con informazioni a portata di mano tutti i giorni, informazioni che vedono la forte crescita dei consumi di lusso nel paese ed in particolare di beni di consumo durevoli.<br \/>\nCONCLUSIONI<br \/>\nCerto molte statistiche economiche cinesi sembrano non molto solide, pi\u00f9 apparentemente per incuria metodologica che per una volont\u00e0 deliberata di nascondere la realt\u00e0. Provando a tener conto di questo fenomeno, delle valutazioni abbastanza equilibrate portano a pensare che la Cina, dopo essere diventato il primo paese esportatore del mondo, poi il primo commerciante globale, sia ormai diventata anche la prima economia del mondo; e molti altri primati dovrebbero seguire nei prossimi anni. Questo pone, come sempre in casi analoghi nella storia, un oggettivo rischio di conflitti anche pesanti con l\u2019attuale potenza egemone, gli Stati Uniti, che sono oggi ben lontani dall\u2019immaginare di poter perdere il primato economico, politico, militare. L\u2019articolo che seguir\u00e0 cercher\u00e0 di dar conto di alcune tematiche legate a questo possibile contrasto tra le due potenze.<\/p>\n<p>AFGANISTAN<br \/>\nl 21 settembre a Kabul i due candidati alla presidenza, Ashraf Ghani e Abdullah Abdullah, hanno raggiunto l\u2019accordo per la formazione di un governo di coalizione. Secondo l\u2019intesa raggiunta, Ghani \u00e8 stato nominato Presidente e spetter\u00e0 ad Abdullah nominare il Chief Executive \u2013 figura  reintrodotta ad hoc, assimilabile a quella di un Primo Ministro, ma con poteri ancora da definire. Sebbene l\u2019accordo, accolto con moderato ottimismo sia in patria che all\u2019estero, sembrerebbe risolvere lo stallo politico che paralizzava le istituzioni afghane dallo scorso giugno, in realt\u00e0 questa soluzione potrebbe presentare ancora una serie di incognite.<br \/>\nLa necessit\u00e0 di porre termine all\u2019impasse istituzionale per far fronte alle difficili condizioni economiche in cui versano le casse dello Stato, infatti, potrebbe aver spinto i due ex contendenti ad affrettare la firma dell\u2019accordo per trovare il plauso, e nonch\u00e9 l\u2019indispensabile aiuto, internazionale.<br \/>\nL\u2019agenda politica del Paese sar\u00e0 ricca di appuntamenti spinosi nei primi mesi di governo e la capacit\u00e0 di interazione e collaborazione tra le due anime del governo di coalizione, espressione di realt\u00e0 etniche e istanze politiche differenti, sar\u00e0 fondamentale. Un primo banco di prova per la tenuta del nuovo esecutivo potrebbe essere la firma degli accordi di sicurezza per la definizione della presenza internazionale in Afghanistan a partire dal 2015.<br \/>\nDopo che il Parlamento avr\u00e0 definito e ratificato i poteri del Chief Executive, infatti, si aprir\u00e0 il tavolo negoziale con gli USA e la NATO per la definizione, rispettivamente, del Bilateral Security Agreement e del NATO SOFA, la cui continua procrastinazione non solo ha rappresentato il principale motivo di rottura tra l\u2019ormai ex Amministrazione Karzai e i partner occidentali ma, soprattutto, ha messo in serio dubbio l\u2019avvio della futura missione internazionale nel Paese.<br \/>\nKABUL<br \/>\nFirmato il patto sulla sicurezza<br \/>\nIl 30 settembre il governo afgano ha firmato l&#8217;accordo bilaterale sulla sicurezza che permetter\u00e0 alle truppe statunitensi di rimanere nel paese anche dopo il ritiro previsto per quest&#8217;anno. Trascorso un giorno dall&#8217;insediamento, il presidente Ashraf Ghani ha mantenuto l&#8217;impegno di chiudere l&#8217;intesa con Washington, a lungo rinviata dal predecessore Hamid Karzai, e di firmare anche un secondo accordo che permetter\u00e0 alla Nato di tenere delle truppe nel paese, scrive Tolo News. I soldati dell&#8217;Alleanza atlantica che rimarranno in Afghanistan dopo il 2014 con il compito di addestrare le truppe afgane saranno circa i2mila, e di questi novemila saranno statunitensi. Gli Stati Uniti manterranno anche altre unit\u00e0 da impiegare nella guerra contro i miliziani di Al Qaeda.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nELEZIONI IN AMERICA LATINA, IL BRASILE \u00c8 UN BOCCONE GHIOTTO \/ IN OTTOBRE SI SVOLGONO IN AMERICA LATINA TRE IMPORTANTI SFIDE ELETTORALI. IN BRASILE (IL 5), BOLIVIA (IL 12), ED URUGUAY (IL 26) . NEL CASO DELLA BOLIVIA NON C\u2019\u00c8 STORIA E, CON UNA DESTRA FRAMMENTATA, I PRONOSTICI SONO DI GRAN LUNGA FAVOREVOLI ALLA RIELEZIONE DI EVO MORALES AL PRIMO TURNO. PER QUANTO RIGUARDA L\u2019URUGUAY I NUMERI DOVREBBERO FAVORIRE IL FRENTE AMPLIO AL GOVERNO, MA SI TEME PER LA MAGGIORANZA PARLAMENTARE. MA SU QUESTI DUE PAESI TORNEREMO IN UN PROSSIMO ARTICOLO. AMBIENTE &#8211; ITALIA | Autore: marco consolo<br \/>\nNel caso della Repubblica Federale del Brasile, a pochi giorni dal voto, la situazione \u00e8 decisamente pi\u00f9 complicata. Si tratta della scadenza elettorale pi\u00f9 importante per il continente. Nella settima economia mondiale, c\u2019 \u00e8 in gioco non solo la continuit\u00e0 dell\u2019attuale governo di Dilma Roussef, che promette \u201cpi\u00f9 cambiamenti e pi\u00f9 futuro\u201d, ma anche il progetto di trasformazione iniziato nel 2002 con la vittoria di Lula. Ma il risultato elettorale avr\u00e0 un impatto decisivo anche al di l\u00e0 della frontiera, a cominciare dal processo di integrazione dell\u2019America Latina e dei Caraibi, ed il rafforzamento dell\u2019alleanza tra Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa, i cosiddetti BRICS, per la costruzione di un mondo multi-polare.<br \/>\nCome nel caso delle ultime elezioni in Cile, anche qui sono due donne a battersi con possibilit\u00e0 concrete per la presidenza del Paese-continente, con circa 200 milioni di abitanti. Anche nel gigante brasiliano sono due progetti-Paese che si scontrano nelle urne<br \/>\nDa una parte Dilma Rousseff, la prima donna Presidente del Brasile, l\u2019erede di Lula che cerca la rielezione come candidata del Partito dei Lavoratori (PT), un partito le cui radici affondano negli anni delle lotte contro la dittatura civico-militare (1964 \u2013 1984) e nelle battaglie sindacali di quel periodo. Dalla fine della sanguinosa dittatura, ci vollero 18 anni di transizione delle \u201cdemocra-dure\u201d neo-liberiste, perch\u00e8 l\u2019operaio e sindacalista metalmeccanico Lula vincesse le elezioni per la prima volta. E dal 2002 il PT \u00e8 alla guida della variegata e contraddittoria coalizione di governo in cui detiene importanti ministeri, spesso sotto ricatto di una spuria maggioranza parlamentare.<br \/>\nContro di lei Marina Silva, ex-ministra dell\u2019Ambiente di Lula. Militante del PT per pi\u00f9 di 20 anni, ne usc\u00ec sbattendo la porta per contraddizioni insanabili. Nel 2010 si presenta con il Partito verde ottenendo il 19%, un buon risultato con quasi 20 milioni di voti, che per\u00f2 non le bastano per vincere. In seguito d\u00e0 vita ad un proprio movimento, la \u201cRete della sostenibilit\u00e0\u201d, che fino a poco tempo fa godeva di scarso appoggio.<br \/>\nLo scenario \u00e8 cambiato radicalmente a partire dallo strano incidente aereo in cui \u00e8 scomparso Eduardo Campos, allora candidato del Partito Socialista Brasiliano (PSB), fino a quel momento solo terzo nei sondaggi con il 9% (contro il 36% di Dilma). E Silva era la sua Vice, grazie all\u2019accordo elettorale con il PSB. Ma dopo l\u2019 incidente, e anche grazie all\u2019\u201deffetto tragedia\u201d, Marina Silva diventa la candidata alla presidenza del PSB. Oggi \u00e8 seconda nei sondaggi e minaccia un testa a testa con Dilma in un probabile secondo turno elettorale il 26 ottobre.<br \/>\nA molta distanza appare il terzo candidato, il senatore Aecio Neves del Partido della Socialdemocrazia Brasiliana (PSDB), erede politico dell\u2019ex-presidente Fernando Henrique Cardoso (1995-2002) e dei suoi governi neo-liberali. Un periodo ricordato per il disordine nei conti pubblici, i tassi di interesse stratosferici, l\u2019inflazione a due numeri, i tentativi di privatizzare l\u2019educazione lasciando fuori i poveri dalle universit\u00e0. Un Paese in s-vendita, sottomesso ai diktat del Fondo Monetario Internazionale. Ma fino all\u2019incidente aereo di Campos, i pronostici davano il candidato del PSDB al secondo posto.<br \/>\nDopo l\u2019incidente e la scomparsa di Campos, e soprattutto dopo gli ultimi sondaggi che vedevano Marina Silva in crescita, la preoccupata sinistra si \u00e8 iniziata a mobilitare con pi\u00f9 forza. In particolare il Partito Comunista del Brasile (PCdoB), interno alla coalizione fin dal primo governo Lula (con l\u2019importante dicastero dello Sport), cos\u00ec come il PT.<br \/>\nChi sta facendo una attivissima campagna elettorale \u00e8 l\u2019 ex-presidente Lula che gira in lungo e largo il Paese, d\u00e0 interviste quotidiane, e insiste sulla necessit\u00e0 di una \u201criforma politica\u201d, cavallo di battaglia della sinistra al governo. Una riforma basata innanzitutto sulla proibizione del finanziamento privato alla campagna elettorale dei partiti, \u201cun delitto che non deve ammettere la possibilit\u00e0 di cauzione\u201d. \u201cSe bisogna radicalizzare, dobbiamo partire dalla moralizzazione della politica nel nostro Paese\u201d ha detto Lula. \u201cCi vuole un referendum per approvare una Costituente\u201d ha continuato, \u201cma i deputati che votano la riforma politica non possono essere candidati alle prossime elezioni\u201d.<br \/>\nLA SORPRESA SILVA<br \/>\nDopo la sconfitta del 2010, oggi Marina Silva ci prova di nuovo. Ex-ambientalista, evangelica, contraria all\u2019aborto ed al matrimonio omosessuale, sostiene a spada tratta l\u2019assioma delle destre riguardo all\u2019indipendenza della Banca Centrale. Cos\u00ec come la riduzione del ruolo delle banche pubbliche, un cambiamento nella politica estera, la revisione delle regole per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi del \u201cPr\u00e9-sal\u201d, scoperti da poco. Il buon risultato del 2010, era dovuto anche al suo innegabile carisma, c\u2019\u00e8 chi dice quasi \u201cmessianico\u201d. Per qualcuno appare quasi come una \u201csalvezza\u201d e grazie alla sua appartenenza ad una delle Chiese evangeliche pi\u00f9 conservatrici del Paese (l\u2019Assemblea di Dio), pu\u00f2 contare con l\u2019appoggio di vasti settori religiosi che hanno una grande influenza in Brasile. E che hanno a disposizione un loro canale Tv che compete in ascolti direttamente con il gigante Tv Rete Globo.<br \/>\nDIMMI CON CHI VAI\u2026\u2026<br \/>\nAlla testa della campagna presidenziale della sfidante Silva, c\u2019\u00e8 la sua amica Maria Alice Set\u00fabal, esponente di spicco della Familia che ha fondato e controlla la Banca Ita\u00fa, la pi\u00f9 grande banca privata del Paese, con una forte presenza in molti Paesi latino-americani.<br \/>\nSet\u00fabal, che Silva chiama affettuosamente con il suo nomignolo \u201cNeca\u201d, ha dichiarato di avere ricevuto \u201cdiverse telefonate di imprenditori\u201d che hanno offerto denaro, e che un gruppo di economisti del settore finanziario appoggiano la campagna di Silva.<br \/>\nSet\u00fabal cerca di vendere l\u2019idea di una candidata per una \u201cnuova politica\u201d, con \u201cun\u2019idea pi\u00f9 femminile del potere\u201d lontano dallo \u201cstile burocratico di Dilma\u201d.<br \/>\nMa nonostante l\u2019appoggio della poderosa Banca Ita\u00fa, Silva sa bene che ha bisogno di ampliare la sua base elettorale per poter vincere le elezioni del prossimo 5 ottobre.<\/p>\n<p>Manda cos\u00ec segnali di distensione sia al PT che al PSDB, i due principali partiti brasiliani. E lo fa per bocca del suo \u201cguru\u201d economico, Eduardo Giannetti da Fonseca. Ex direttore dei rapporti internazionali della potente Federazione Industriale di Sao Paulo, Giannetti da Fonseca sostiene con forza i tagli alla spesa pubblica. Per farlo, \u201cci piacerebbe molto portare nel governo gli eccellenti tecnici che ci sono nel PT en el PSDB, perch\u00e8 la nostra idea \u00e8 quella di governare con i migliori uomini della pol\u00edtica e della gestione\u201d ha detto recentemente Giannetti. Insomma, un \u201cgoverno tecnico\u201d con chi ci sta, per superare le divisioni della politica.<br \/>\nI MOVIMENTI ALLA PROVA DEL VOTO<br \/>\nOggi, il governo sta chiamando a discutere i movimenti sociali, le piattaforme programmatiche, le ONG, le reti organizzate, cosa che non avveniva nella prima met\u00e0 dell\u2019anno. E con qualche resistenza iniziano ad esprimere l\u2019appoggio, seppur critico, alla rielezione di Dilma. Sul versante sindacale, \u00e8 il caso della storica centrale CUT, ma anche dell\u2019altra organizzazione dei lavoratori, la CTB vicina al PCdoB, (con una qualificata presenza nelle fabbriche FIAT).<br \/>\nAnche il \u201cMovimento Sem Terra\u201d (MST) e il \u201cMovimento dei Senza Tetto\u201d giustamente gelosi della propria autonomia, dopo una fase attendista, oggi stanno chiamando ad appoggiare Dilma. Sono movimenti che non hanno nessuna simpatia per Marina Silva, anche se paradossalmente lo scomparso Campos, come governatore dello Stato di Pernambuco, appoggiava il MST.<br \/>\nE dallo scorso Giugno, la Presidente Rousseff con un decreto ha aperto lo spazio alla presenza dei movimenti ed al dialogo con il governo, un decreto accolto favorevolmente dai movimenti pi\u00f9 dinamici. Una apertura che, viceversa, ha prodotto la sollevazione dell\u2019opposizione che l\u2019ha accusata di essere \u201cpro-chavista\u201d, \u201cneo-comunista\u201d, \u201cbolivariana\u201d.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 dubbio che negli ultimi 12 anni, i governi di Lula e Dilma hanno portato avanti importante riforme sociali che hanno fatto uscire dalla povert\u00e0 quasi 40 milioni di brasiliani, aumentato l\u2019occupazione e i salari, migliorato l\u2019offerta e la qualit\u00e0 dei servizi pubblici, ampliato la democrazia. Nonostante le accuse di assistenzialismo, si mantiene tra gli altri l\u2019importante programma \u201cBolsa familia\u201d, un sussidio a sostegno delle fasce piu povere e lo Stato continua ad essere soggetto importante di investimenti pubblici a tutto campo.<br \/>\nMa non basta. Una volta ottenuta una certa sicurezza, la nuova \u201cclasse media\u201d vuole di pi\u00f9, mentre quella tradizionale guarda con sospetto i \u201cnuovi arrivati\u201d che chiedono una piu amplia re-distribuzione della ricchezza.<br \/>\nOggi Dilma cerca un secondo mandato, e cerca di sintonizzarsi con il sentimento popolare espresso in particolare nelle giornate di mobilitazione dello scorso giugno, che hanno visto la presenza massiccia di giovani nelle piazze del Paese, alla ricerca di visibilit\u00e0 internazionale grazie ai mondiali di calcio. Oltre alla qualit\u00e0 ed al prezzo dei trasporti, al governo Dilma si chiede tra l\u2019altro di approfondire le politiche sociali, una crescita economica inclusiva e sostenibile, la garanzia di accesso all\u2019educazione di qualit\u00e0 come grande motore di trasformazione, una riforma agraria che ponga al centro i bisogni dei contadini senza terra e la sovranit\u00e0 alimentare e non gli interessi dei latifondisti e dell\u2019\u201dagro-business\u201d. Si chiede si cambiare la rotta di un \u201cmodello di estrattivismo selvaggio\u201d che provoca ingenti danni ambientali ed alla salute e che in molti casi si scontra apertamente con i diritti dei popoli originari sulle loro terre, non ancora completamente demarcate e legalizzate.<br \/>\nSulla carta, il programma del PT propone \u201cun nuovo ciclo storico\u201d che passa per la Riforma politica, federativa, del sistema tributario, la riforma urbana e dei servizi pubblici (in particolare salute, sicurezza e risanamento urbano). I grandi movimenti sociali non fanno sconti e chiedono di rendere concreti i cambiamenti, per approfondire la democrazia, il benessere sociale, la sovranit\u00e0 sulle risorse nazionali.<br \/>\nE IL PROGRAMMA ?<br \/>\nQuel che \u00e8 certo \u00e8 che il dibattito \u00e8 ancora polarizzato sulle persone, e poco sui diversi programmi, sul modello economico e la visione di societ\u00e0.<br \/>\nSul versante economico, la contrazione della domanda cinese (primo partner commerciale del Brasile) ha rallentato la crescita, mentre alcuni economisti sostengono la tesi della \u201crecessione tecnica\u201d in base ai risultati negativi degli ultimi due trimestri. Altri parlano di \u201cstagnazione provvisoria\u201d, come risultato dei recenti Mondiali di calcio. Durante le partite molti settori si sono praticamente fermati e quando giocava la nazionale brasiliana le festivit\u00e0 hanno fatto cadere ulteriormente la produttivit\u00e0. Sono dati da relativizzare, anche se l\u2019opposizione cerca di utilizzarli a suo favore per sostenere la tesi di una crisi profonda di cui l\u2019unico responsabile \u00e8 il governo che bisogna mandare a casa. Il dato concreto \u00e8 che la popolazione sta affrontando un aumento dei prezzi dei prodotti della canasta familiare, in una spirale di cui non si vede ancora la fine. C\u2019\u00e8 insoddisfazione in alcuni settori poveri della societ\u00e0, con una critica ed un rifiuto crescente verso il governo, ma ancora non ci sono proposte alternative. In alcuni casi di corruzione nello stesso governo (relativamente meno del passato), si \u00e8 lasciata agire la giustizia, senza che i dirigenti spiegassero diffusamente le misure da prendere, perch\u00e8 non si ripetessero.<br \/>\nC\u2019\u00e8 poi un tema che conosciamo bene, quello della \u201cmemoria corta\u201d o della \u201cmancanza di memoria\u201d tout court di alcuni settori. Ci si dimentica dei miglioramenti sostanziali negli ultimi 12 anni per quanto riguarda la casa, l\u2019educazione, la salute. Non si parla della ridistribuzione dell\u2019ingresso che ha favorito chi aveva meno. E\u2019 mancata una azione pedag\u00f3gica, di comunicazione di massa, con l\u2019aggravante che Dilma non ha lo stesso carisma di Lula nei confronti dei settori poveri della popolazione. E dopo 12 anni di governo, si inizia a sentire un certo logor\u00eco della capacit\u00e0 propositiva del governo.<br \/>\nIn campo internazionale, pur tra mille contraddizioni, il gigante Brasile ha difeso la sovranit\u00e0 nazionale ed ha avuto un ruolo chiave sullo scacchiere mondiale. Nel continente \u00e8 il riferimento obbligato per i piani di integrazione regionale che non possono prescindere dal suo ruolo di potenza, anche rispetto ai Paesi BRICS, le principali potenze emergenti.<br \/>\nViceversa Marina Silva, ha dichiarata la volont\u00e0 di riavvicinarsi agli Stati Uniti, e di avere un ruolo pi\u00f9 attivo nella \u201cAlleanza del Pacifico\u201d, la vera e propria spina nel fianco dell\u2019integrazione continentale, vista come il fumo negli occhi dai governi progressisti dell\u2019area.<br \/>\nPer molti settori dell\u2019opposizione, ossessionati dai tre mandati successivi, non importa chi vinca, l\u2019importante \u00e8 disfarsi di questo governo.<br \/>\nIL PARTITO DEI MASS-MEDIA<br \/>\nE ancora una volta, di fronte alla d\u00e9b\u00e2cle dei partiti della destra tradizionale, anche in Brasile come nel resto del continente, sono i grandi mezzi di comunicazione di massa che si sono trasformati in veri e propri partiti di opposizione. Tradizionalmente il \u201cquarto potere\u201d, oggi i media hanno fatto un salto di categoria e sono chiaramente uno dei fattori centrali del potere, con il compito di costruire la \u201crealt\u00e0\u201d politica e ideologica su scala planetaria. Lo fanno, tra l\u2019altro, omettendo le informazioni, distorcendole con obiettivi elettorali ed ideologici, quando non mentono spudoratamente. In Brasile si \u00e8 visto chiaramente in occasione dei Mondiali di calcio con una campagna totalmente negativa, che scommetteva sull\u2019incapacit\u00e0 del governo di realizzare l\u2019evento sportivo. Lo si \u00e8 visto anche in occasione delle mobilitazioni dello scorso giugno, attaccate all\u2019inizio come \u201cmanifestazioni di vandali e teppisti\u201d, per poi passare rapidamente all\u2019appoggio aperto, cercando di cavalcarli, di influenzarne l\u2019agenda in funzione anti-governo.<br \/>\nE nei tre mandati a disposizione, il governo non ha avuto il coraggio di affrontare la grande riforma del settore della comunicazione, per rompere i \u201clatifondi mediatici\u201d e cambiare le regole, come fatto in altri Paesi latino-americani (tra gli altri Argentina, Venezuela, Ecuador). Oggi i grandi \u201cgruppi mediatici\u201d, i \u201ccolonnelli elettronici\u201d brasiliani sono tutti all\u2019opposizione e sparano ad alzo zero contro Dilma.<br \/>\nAllo stesso tempo, l\u2019uragano politico provocato dalla carismatica evangelica, \u00e8 visto con prudenza da diversi analisti, dato che Silva non dispone di una consistente struttura di partito per governare e che fino ad oggi l\u2019unico appoggio chiaro \u00e8 quello espresso dal settore finanziario.<br \/>\nNegli scampoli di questa campagna elettorale, gli \u201cspin doctors\u201d sono freneticamente al lavoro per disegnare una strategia di immagine vincente, almeno al secondo turno.<br \/>\n&#8211; See more at: http:\/\/marcoconsolo.altervista.org\/gigante-brasiliano-boccone-ghiotto-2\/#sthash.LjzsDqkw.dpuf<\/p>\n<p>ARGENTINA<br \/>\nII 30 settembre il governo ha versato 161 milioni di dollari su un fondo speciale a Buenos Aires per rimborsare i creditori dei suoi titoli di stato, aggirando la sentenza di un tribunale statunitense. <\/p>\n<p>CUBA<br \/>\n II presidente di un&#8217;azienda di trasporti canadese, Cy Tokmakjian, \u00e8 stato condannato il 29 settembre a 15 anni di prigione per corruzione.<\/p>\n<p>MESSICO<br \/>\nGLI STUDENTI DILGUALA<br \/>\nAlmeno 19 dei 58 studenti scomparsi il 26 settembre a Iguala, nello stato meridionale di Guerrero, sono tornati a casa in buone condizioni di salute. Il corrispondente in Messico di Bbc mundo prova a ricostruire i fatti, ancora poco chiari: un gruppo di studenti dell&#8217;Escuela normal de Ayotzinapa si \u00e8 impossessato di tre autobus durante una protesta. La polizia ha sparato e un ragazzo \u00e8 morto. Pi\u00f9 tardi un gruppo armato non identificato ha assalito alcuni studenti che parlavano con i giornalisti e un altro gruppo ha sparato contro un autobus in cui viaggiava una squadra di calcio. Sei persone sono morte. Quando gli studenti si sono riuniti, ne mancavano 58 all&#8217;appello. Le autorit\u00e0 dello stato hanno ammesso che la polizia ha fatto un uso eccessivo della forza e 22 agenti locali sono stati arrestati. La Jornada ricorda che lo stato di Guerrero \u00e8 governato da \u00c1ngel Aguirre Rivero, un politico &quot;di cui tutti conoscono le tendenze autoritarie e repressive&quot;.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nNYC<br \/>\nHARVEY: CAPIRE LA POLITICA MONETARIA DEGLI STATI UNITI ALL\u2019INDOMANI DELLA CRISI FINANZIARIA.<br \/>\nPer dare una valutazione della politica tenuta dalla Federal Reserve dopo la crisi occorre innanzitutto comprendere che i funzionari della Fed hanno dovuto affrontare dei problemi che non credevano si potessero verificare[1]. Fonte: economiaepolitica.it | Autore: John T. Harvey*<br \/>\nGli eventi del 2007-2008 assestano un colpo violento al modello teorico in cui essi riponevano la loro fede, e questo \u00e8 anche il motivo per cui niente era stato fatto per disinnescare la situazione che si andava creando, e gli interventi successivi si sono rivelati in larga misura inefficaci. Se non adotteranno un paradigma diverso, non esistono ragioni per credere che la crisi sia servita da lezione. Pertanto il ripetersi di avvenimenti analoghi resta una possibilit\u00e0 concreta.<br \/>\nCOME \u00c8 NOTO, LA POLITICA DELLA BANCA CENTRALE \u00e8 costruita sulla teoria neoclassica. Questa teoria sostiene che i sistemi economici sono in grado in buona parte di badare a loro stessi e tendono automaticamente verso la piena occupazione. Anche quegli economisti neoclassici che sono relativamente interventisti, come Christina Romer (che presiede il Council of Economic Advisors del presidente Barak Obama), ritengono che questo felice equilibrio possa non essere raggiunto solo a causa di shock esogeni o di politiche sbagliate (Romer 2008). La loro concezione del mercato finanziario \u00e8 la seguente: esso \u00e8 popolato da agenti razionali volti a massimizzare la propria utilit\u00e0, il cui interesse principale consiste nella prevedere con precisione i prezzi delle attivit\u00e0 basandosi sulle determinanti fondamentali del loro valore. Il mercato sar\u00e0 in grado di disciplinare sia la speculazione selvaggia che i rapporti contrattuali caratterizzati dall\u2019assenza di informazioni. Oltre a ci\u00f2, si presume che la concorrenza sia sufficiente a controllare il comportamento di chi emette le attivit\u00e0 finanziarie e delle altre istituzioni presenti sul mercato finanziario. Le imprese che ingannano il pubblico o che rifiutano di rendere trasparente la composizione del loro portafoglio si troveranno presto senza clienti. In un mondo siffatto, non possono esistere bolle e, fintanto che manteniamo le nostre interferenze al minimo, il sistema economico dovrebbe tendere verso la piena occupazione e l\u2019allocazione ottimale delle risorse.<br \/>\nIn questo contesto, il compito di chi lavora alla Federal Reserve non poteva che essere concepito come un qualcosa di abbastanza minimale. In primo luogo e soprattutto, occorreva stare a guardia dell\u2019inflazione e dell\u2019eccesso di investimenti e, per raggiungere questo obiettivo, si \u00e8 ipotizzato che i tassi di interesse fossero strumenti sufficientemente potenti. In secondo luogo, sempre grazie alle manovre sul tasso di interesse, la Fed garantiva che le economie in via di sviluppo avrebbero trovato un nuovo vigore. Infine, per ci\u00f2 che concerne le responsabilit\u00e0 regolatorie tipiche dei cani da guardia, la fede nella ipotesi dei mercati efficienti ha portato non solo al laissez faire sancito dalle norme che sono ancora in vigore, ma anche a sostenere un\u2019ulteriore liberalizzazione (in particolare l\u2019abrogazione del Glass-Steagall Act). I banchieri centrali hanno riposto una grande fiducia in queste regole operative e hanno creduto di riscontrare una prova della validit\u00e0 del loro approccio nella storia (in particolare nella drastica riduzione dell\u2019inflazione nella seconda met\u00e0 degli anni \u201980 e nella crescita senza inflazione degli anni \u201890).<br \/>\nNON SORPRENDE ALLORA CHE GLI EVENTI DEL 2007-2008 FURONO UNO SHOCK TERRIBILE. LA REAZIONE DELL\u2019EX PRESIDENTE DELLA FED, ALAN GREENSPAN, \u00c8 SIGNIFICATIVA:<br \/>\n\u201cCosa \u00e8 andato storto? Perch\u00e9 in pratica tutti gli economisti e i politici di rango sono stati ciechi di fronte al disastro che sopraggiungeva? Come hanno fatto cos\u00ec tanti esperti, me compreso, a non vedere ci\u00f2 che si avvicinava?\u201d (Greenspan 2013).<br \/>\nNon era solo evidente che il mercato aveva selvaggiamente sopravvalutato molti asset, ma sembrava molto probabile che alcune istituzioni finanziarie fossero impegnate in vere e proprie frodi. Niente di tutto questo si adattava ai preconcetti della Fed e, di conseguenza, gli strumenti tradizionali di politica monetaria restavano impotenti dinanzi al carattere e alla grandezza del crollo. Tuttavia, la gravit\u00e0 della situazione richiedeva un\u2019azione. Sono state allora emanate una serie di politiche di emergenza. Nel 2008, per esempio, sono stati fatti degli sforzi per stabilizzare le istituzioni finanziarie attraverso gli acquisti dei loro asset \u201cin difficolt\u00e0\u201d (de Costa 2014). Contemporaneamente, nel tentativo di stimolare la spesa del settore privato, sono stati abbassati i tassi di interesse. A causa delle condizioni economiche tipiche di una depressione, i tassi di interesse sono stati spinti quasi a zero, dopo che il primo round di Quantitative Easing (QE) era stato avviato (novembre 2008). Quest\u2019ultimo \u00e8 stato progettato per aumentare direttamente la quantit\u00e0 di denaro nel sistema bancario scambiando asset finanziari con moneta sonante. Altre due misure \u2013 QE2 e QE3 \u2013 sono poi state attivate nel giugno 2010 e nel settembre 2012. Inoltre, in una condizione inusuale che rende difficile individuare i tassi di interesse obiettivo, la Fed ha iniziato a pagare gli interessi sulle riserve in eccesso detenute presso la banca centrale.<br \/>\nNel loro insieme, tutte queste politiche avevano lo scopo di ridurre il costo del denaro, aumentando al contempo il volume dei fondi disponibili e rafforzare le banche e le altre istituzioni finanziarie. Questo, si riteneva, avrebbe creato gli incentivi necessari per stimolare gli investimenti e le altre forme di spesa, stimolando cos\u00ec la ripresa. Tuttavia cos\u00ec non \u00e8 stato, a meno di considerare come un successo, il lento, irregolare ritorno al livello di disoccupazione vigente nell\u2019ottobre 2008. La spesa per gli investimenti reali deve ancora tornare ai massimi pre-crisi e la fiducia dei consumatori continua ad essere in ritardo. La tensione riguarda tutti i partecipanti al mercato e a tutti i livelli. Ogni nuovo dato che viene comunicato \u00e8 guardato con ansia. Le ragioni di una risposta tanto debole sono molte e varie, ma sono definitivamente radicate nel fatto che anche le misure di emergenza pi\u00f9 pragmatiche messe in atto dai funzionari della Fed si sono basate sulla stessa discutibile concezione del sistema finanziario che aveva caratterizzato la loro politica prima della crisi. In particolare, \u00e8 degno di nota il fatto che l\u2019accento viene posto sui prezzi, piuttosto che sulle variabili del reddito. Questa \u00e8 una pratica normale nell\u2019approccio neoclassico e si estende in generale all\u2019analisi condotta dalla Fed. Deriva dalla convinzione che la scienza economica riguarda la scarsit\u00e0 e i trade off e che i volumi della produzione e dell\u2019occupazione non costituiscono dei focus importanti. Naturalmente, la ragione di fondo \u00e8 che la piena occupazione \u00e8 un assunto. Se cos\u00ec non fosse, non esisterebbero trade off poich\u00e9 si potrebbe sempre produrre di pi\u00f9, semplicemente attivando risorse precedentemente disoccupate. Come sosteneva Keynes, questa teoria si applica solo a un caso particolare, cio\u00e8 quello in cui \u00e8 gi\u00e0 stata raggiunta la piena occupazione.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 da stupirsi che le politiche derivate da un modello che trascura la disoccupazione fossero inadeguate di fronte alla peggiore crisi economica che si \u00e8 avuta dai tempi della Grande Depressione. Una risposta basata sull\u2019idea che se il costo dell\u2019indebitamento potesse essere spinto abbastanza in basso, allora emergerebbe una domanda latente sufficiente, era destinata al fallimento. La verit\u00e0 \u00e8 che la domanda non c\u2019era perch\u00e9 i redditi e le vendite erano crollati. Per essere onesti, la Federal Reserve non ha potuto impegnarsi in ci\u00f2 che era realmente necessario, vale a dire la politica fiscale. Tuttavia, anche tralasciando questo punto, \u00e8 evidente che ci si aspettava molto di pi\u00f9 dalla politica monetaria: basta considerare gli allarmi lanciati sul fatto che le banche non stavano ancora facendo prestiti, anche dopo che queste politiche erano in vigore.<br \/>\nTUTTAVIA, QUESTO NON SAREBBE MAI ACCADUTO ATTRAVERSO I CAMBIAMENTI DEI PREZZI. QUESTO PERCH\u00c9, COME SCRIVE JAN KREGEL,<br \/>\n\u201cSolo quando le banche hanno redditi sufficienti, esse saranno in grado di ripristinare il loro capitale e ritornare a concedere prestiti. Solo quando le famiglie hanno un reddito sufficiente per pagare i loro debiti, esse saranno in grado di tornare a spendere. Fino ad ora \u00e8 stata la Fed che \u00e8 stata disposta ad operare sullo stato patrimoniale delle banche, ma solo scambiando un asset con un altro, non aumentando i guadagni delle banche \u2026 Il modo migliore \u00e8 quello di aumentare il reddito a sufficienza in modo che le famiglie possano coprire il servizio del debito sui prestiti superiori al proprio reddito e le imprese abbiano un reddito sufficiente per soddisfare il proprio indebitamento\u201d (enfasi aggiunta; Kregel 2009, p.662).<br \/>\nLE PROSPETTIVE DI AUSTERIT\u00c0 FISCALE GETTANO ANCORA PI\u00d9 DUBBI SUL FUTURO DEGLI STATI UNITI.<br \/>\nCos\u00ec, nonostante tutta la pubblicit\u00e0 che circonda le politiche dei tassi di interesse a zero, il Quantitative Easing, il Troubled Asset Relief Program, ecc. , non molto \u00e8 stato fatto dalla politica monetaria post crisi negli Stati Uniti. Peggio ancora, la Fed ha comunicato che torner\u00e0 alla normalit\u00e0 una volta che il peggio \u00e8 passato. N\u00e9 vi \u00e8 stato alcuno sforzo per regolamentare di nuovo i settori responsabili del collasso. \u00c8 come se non si fossero tratti insegnamenti dalla crisi. Albert Einstein una volta disse: \u201cSe \u00e8 possibile osservare una cosa o no, dipende dalla teoria che si utilizza\u201d (Salam 1990, p.99). Questo sembra tanto pi\u00f9 evidente nel caso della politica monetaria<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20141003 15:07:00 red-emi ITALIA &#8211; Sblocca Italia: le promesse (non mantenute) \u00f2 Dopo roboanti annunci alla fine il Decreto \u201csblocca Italia\u201d \u00e8 arrivato EUROPA \u2013 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000\" title=\"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct  2014\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-12000","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2014"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014 - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014 - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"20141003 15:07:00 red-emi ITALIA &#8211; Sblocca Italia: le promesse (non mantenute) \u00f2 Dopo roboanti annunci alla fine il Decreto \u201csblocca Italia\u201d \u00e8 arrivato EUROPA \u2013 [...]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-04-15T17:06:58+00:00\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"49 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\"},\"headline\":\"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014\",\"datePublished\":\"2017-04-15T17:06:58+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000\"},\"wordCount\":9925,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Z- EmiNews 2014\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000\",\"name\":\"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014 - Emi-News\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2017-04-15T17:06:58+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=12000#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"name\":\"Emi-News\",\"description\":\"Emigrazione Notizie\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\",\"name\":\"Emi-News\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"width\":390,\"height\":115,\"caption\":\"Emi-News\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"admin\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?author=1\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014 - Emi-News","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014 - Emi-News","og_description":"20141003 15:07:00 red-emi ITALIA &#8211; Sblocca Italia: le promesse (non mantenute) \u00f2 Dopo roboanti annunci alla fine il Decreto \u201csblocca Italia\u201d \u00e8 arrivato EUROPA \u2013 [...]","og_url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000","og_site_name":"Emi-News","article_published_time":"2017-04-15T17:06:58+00:00","author":"admin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"49 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000"},"author":{"name":"admin","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4"},"headline":"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014","datePublished":"2017-04-15T17:06:58+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000"},"wordCount":9925,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"articleSection":["Z- EmiNews 2014"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000","name":"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014 - Emi-News","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website"},"datePublished":"2017-04-15T17:06:58+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=12000#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"11343 44 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 2 Oct 2014"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","name":"Emi-News","description":"Emigrazione Notizie","publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization","name":"Emi-News","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","width":390,"height":115,"caption":"Emi-News"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"},"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?author=1"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12000","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=12000"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/12000\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=12000"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=12000"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=12000"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}