{"id":11963,"date":"2017-04-15T19:06:53","date_gmt":"2017-04-15T17:06:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11306-40-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-12-settembre-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:53","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:53","slug":"11306-40-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-12-settembre-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963","title":{"rendered":"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140912 17:02:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Italia-Russia, il pericoloso gioco delle sanzioni. Lettera degli imprenditori a Squinzi<br \/>\nEUROPA &#8211; O l\u2019Europa o la Nato \/ FRANCIA. Attac: informare, discutere e agire  A Parigi si \u00e8 tenuta l&#8217;universit\u00e0 estiva della pi\u00f9 grande di tutte le reti internazionali di alternativa al neoliberismo emerse dal movimento altermondialista<br \/>\nMEDIO ORIENTE \u2013 TURCHIA Troppi morti sul lavoro. Dieci operai edili sono morti il 6 settembre a Istanbul nel crollo di un ascensore in un edificio in costruzione.  \/ ISRAELE-PALESTINA &#8211; Scontri a Gerusalemme<br \/>\nAFRICA  &#8211; MOZAMBICO. Fine delle ostilit\u00e0 \/ L&#8217;accordo di pace firmato il 5 settembre a Maputo \/<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; India.\/ Varato il nuovo programma nucleare: ma c\u2019\u00e8 chi teme un\u2019altra Fukushim.  L\u2019India procede spedita verso la riforma del nucleare: accordo con l\u2019Australia, ma crescono i timori<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Messico, paese della tortura. Rapporto shock di Amnesty international\/ MESSICO. Tortura e impunit\u00e0 Il 4 settembre Amnesty international ha pubblicato un rapporto sulla tortura in Messico<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; USA. \/California. Esperti  temono un disastro nucleare peggiore di Fukushima Forum relativi alla notizia: USA, Nucleare, Fukushima, Giappone \/ &quot;Il 4 settembre sono state arrestate decine di lavoratori dei fast food che in circa 150 citt\u00e0 statunitensi.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nITALIA-RUSSIA, IL PERICOLOSO GIOCO DELLE SANZIONI. LETTERA DEGLI IMPRENDITORI A SQUINZI \/ Sullo scacchiere ucraino, mentre la Nato soffia sullo scontro armato (domani il vertice in Galles con la presenza di Obama) e l&#8217;Europa si perde in un complicato puzzle tenuto insieme dalle sanzioni, dall&#8217;Italia arriva il grido di allarme degli imprenditori italiani che hanno rapporti economici con la Russia: le sanzioni in atto porteranno un danno immediato di mezzo miliardo alle esportazioni nel solo settore alimentare. Autore: fabio sebastiani<br \/>\nAggiungerne altre non sembra il caso. Il presidente di Confindustria Russia Ernesto Ferlenghi ha chiesto in una lettera al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi di fare &#8221;tutto il possibile&#8221; per &#8221;convincere i nostri governanti ad un maggiore equilibrio e ad una piu&#8217; marcata autonomia del nostro Paese&#8221; nella crisi ucraina nei confronti di Mosca, per evitare di &#8221;distruggere decenni di lavoro e di investimenti&#8221;. Insomma, anche lo schema &quot;europeo&quot; della soluzione diplomatica attraverso il danno economico sembra avere un peso del tutto relativo. Anche perch\u00e9, come viene fuori dalla lettera degli esportatori, la Russia di Putin sembra molto pi\u00f9 attrezzata per una resistenza di lunga durata. Al contrario di paesi come l&#8217;Italia cos\u00ec fragili da un punto di vista economico, e che hanno nell&#8217;export una sorta di piccolo lumicino per la ripresa.<br \/>\nInoltre, anche se l&#8217;Italia e&#8217; il secondo esportare verso la Russia tra i Paesi Ue, 10,8 miliardi di euro nel 2013, Mosca porta avanti da tempo una politica di ricerca di nuovi partner commerciali e fornitori. &quot;La Russia gia&#8217; oggi importa molto da Kazakhistan e Bielorussia, nell&#8217;ambito dell&#8217;Unione doganale, e ora punter\u00e0 sul rafforzamento della collaborazione con con i Brics e l&#8217;America Latina&quot;. Non solo: &#8216;perderemo le opportunita&#8217; che i crescenti investimenti nel settore petrolifero garantiranno per i prossimi decenni ai numerosi contrattisti italiani che offrono servizi ed equipment alle numerose societa&#8217; anche straniere che operano in Russia&#8221;. Inoltre, secondo la Confindustria Russia, &#8221;l&#8217;adozione di misure di sanzionamento delle maggiori banche russe e l\u2019impossibilit\u00e0 di ricorrere da parte di queste ultime a linee di finanziamento a lungo termine comporter\u00e0 tra le altre cose la difficolta&#8217; di molti nostri colleghi a vedere confermate le lettere di credito&#8221;. Secondo Ferlenghi, &#8221;la posizione dell&#8217;Europa e, con nostro rammarico, del nostro Governo alimentera&#8217; quel clima di sfiducia e diffidenza che portera&#8217; a contrapposizioni da cui nessuno trarr\u00e0 benefici\u00f2&#8217;.<br \/>\nIn base al meccanismo delle sanzioni, in Russia il settore piu&#8217; colpito per ora e&#8217; quello bancario, con grandi istituti di credito che non possono piu&#8217; chiedere prestiti all&#8217;estero o emettere obbligazioni sui mercati esteri.<br \/>\nIdem per alcune grosse societa&#8217;, come il colosso petrolifero Rosneft, costretto a chiedere l&#8217;aiuto dello Stato per rimborsare il suo pesante debito di oltre 30 miliardi di euro. Anche il vice ministro delle finanze, Serghiei Storciak, ha ammesso che &#8221;le sanzioni settoriali, in particolare nel campo delle relazioni finanziarie internazionali, cominciano sicuramente a farsi sentire e si faranno sentire&#8221;.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nO L\u2019EUROPA O LA NATO \/ \u00abLA MAGGIORANZA DEI MEMBRI DELLA COMMISSIONE UE NON CAPISCE NULLA DI QUESTIONI MONDIALI. VEDI IL TENTATIVO DI FAR ENTRARE NELLA UE  L\u2019UCRAINA\u00c8 megalomania\u2026 hanno posto a Kiev la scelta o Ue o Est\u2026ci vuole una rivolta del Parlamento europeo contro gli eurocrati di Bruxelles, cos\u00ec si rischia la terza guerra mondiale\u00bb: (prima di quelle di Bergoglio) sono le parole allarmate dell\u2019ex cancelliere tedesco Schmidt in un\u2019intervista alla Bild di tre mesi fa che non parla ancora di ingresso esplosivo di Kiev. Pericolo sul quale, con tentativo non riuscito di influenzare le scelte di Obama che invece rilancia il riarmo atlantico sulla base del presunto sconfinamento-invasione russa dell\u2019Ucraina, si sono pronunciati gli ex segretari di Stato Usa Kissinger e Brzezinski e perfino l\u2019ex capo del Pentagono dell\u2019amministrazione Obama, Robert Gates che nel suo libro di memorie ha scritto: \u00abL\u2019allargamento cos\u00ec rapido della Nato a est \u00e8 un errore e serve solo ad umiliare la Russia, fino a provocare una guerra\u00bb. Non \u00e8 servito a nulla a quanto pare.<br \/>\nLamentano i governi europei che \u00e8 in gioco l\u2019unit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina e Federica Mogherini, Mrs Pesc in pectore davanti al Parlamento europeo, per farsi perdonare di essere considerata filorussa dati gli interessi dell\u2019Eni, ha la faccia tosta di accusare: \u00ab\u00c8 colpa di Putin\u00bb. Se gli stava veramente a cuore l\u2019unit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina, perch\u00e9 i governi europei insieme alla Nato e agli Usa con tanto di capo della Cia John Brennan, senatori repubblicani guidati da McCain e segretario di stato Kerry tutti su quella piazza, hanno alimentato e sostenuto dalla fine del 2013 fino al maggio 2014 la rivolta, spesso violenta e di estrema destra, di Piazza Majdan che ha rimesso di fatto in discussione l\u2019unit\u00e0 territoriale del Paese. Mentre l\u2019ambasciatrice Usa mandava affan\u2026 l\u2019Europa. Era colpa di Putin anche la rivolta di piazza Majdan? Magari perch\u00e9 aveva soccorso, pronta cassa, le richieste di Kiev quando l\u2019Ue se ne lavava le mani in preda alla sua crisi?<br \/>\nE come dimenticare che quella rivolta \u00e8 stata nazionalista ucraina e anti\u00adrussa, non solo anti-Putin, ma contraria ai diritti delle popolazioni dell\u2019est che avevano sostenuto ed eletto Yanukovitch \u2014 certo corrotto, ma non meno dell\u2019attuale Poroshenko e del premier dimissionario Yatsenyuk. La rivolta di Majdan \u00e8 stata nazionalista anti\u00adrussa, contro gli interessi politici e sociali delle popolazioni dell\u2019est, di lingua russa all\u201980%, quando non pro\u00adprio russe e comunque filo\u00adrusse, legate alla Russia per appatenenze storiche, religiose e culturali e per legame economico imprescindibile e complementare alla propria sopravvivenza, tutt\u2019altro che garantita dall\u2019associazione delle regioni dell\u2019ovest all\u2019Ue.<br \/>\n\u00c8 l\u00ec, in quel sostegno strumentale e ideologico, come se fosse un nuovo \u201989, dato dall\u2019Occidente europeo ed americano che si \u00e8 consumata l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Ucraina che a quel punto si \u00e8 associata all\u2019Ue solo a met\u00e0. Ora accade che il governo di Kiev dimissionato pochi giorni fa dal presidente Poroshenko annunci, di fronte alla presunta invasione \u2014 \u00e8 il quarto allarme in due mesi \u2014 la richiesta di adesione all\u2019Alleanza atlantica. \u00abIl governo ha sottoposto al parlamento un progetto di legge per annullare lo status fuori dei blocchi dell\u2019Ucraina e tornare sulla via dell\u2019adesione alla Nato\u00bb ha dichiarato quasi in fuga il premier uscente, gi\u00e0 leader di Majdan, Yatseniuk. E subito il segretario della Nato Ander Fogh Rasmussen, ha ammiccato: \u00abOgni paese ha diritto di scegliere da s\u00e9 le proprie alleanze\u00bb. Tanto pi\u00f9 che la decisione sembra andare incontro alle ultime parole di Obama che, ormai incapace di uscire dal \u00abmilitarismo umanitario\u00bb degli Stati uniti, sciorina per fermare l\u2019orso russo (quel Putin che gli ha impedito di impelagarsi ancora di pi\u00f9 nella guerra in Siria) la \u00abnuova\u00bb agenda del riarmo americano e Nato nell\u2019Europa dell\u2019est, dalla Polonia, ai Paesi baltici \u2014 andr\u00e0 in Estonia per questo domani \u2014 e alle finora neutrali Finlandia e Svezia. Altro che nuova agenda: \u00e8 la scellerata strategia della Nato in atto da pi\u00f9 di venti anni a partire dalle guerre nei Balcani, con relativa redistribuzione di costi per la difesa sullo scacchiere europeo, tra gli stessi paesi ora alle prese con la lacerante crisi economica. Una strategia che in questi venti anni ha visto l\u2019ingresso di tutti i paesi dell\u2019ex Patto di Varsavia nella Nato, commissioni in guerre alleate, a partire dall\u2019ex Jugoslavia (dove, a specchio capovolto della storia, i raid Nato hanno aiutato i ribelli dell\u2019Uck \u2014 criminali, dice ora l\u2019indagine della stessa commissione Ue Eulex \u2014 ad otte\u00adnere l\u2019indipendenza) e ancora tante basi, strutture d\u2019intelligence, siti missilistici, ogive nucleari, scudi spaziali tutti quanti ai confini russi. Senza l\u2019allargamento a est della Nato non ci troveremmo sull\u2019orlo di un conflitto spaventoso in Ucraina, n\u00e9 ci sarebbe stata la sceneggiata arrogante di una leadership di oligarchi volta\u00adgabbana che ha destabilizzato l\u2019Ucraina con la violenza della piazza \u00abbuona\u00bb perch\u00e9 sedicente filoeuropea, e che ora cavalca la repressione sanguinosa della piazza \u00abcattiva\u00bb perch\u00e9 filorussa. Senza la Nato esisterebbero una politica estera e di difesa dell\u2019Ue. Intanto in queste ore nell\u2019est ucraino si combatte, Kiev \u00e8 all\u2019offensiva. Secondo l\u2019Onu i morti, tanti i civili, in quattro mesi sono pi\u00f9 di 2.600<br \/>\nSe dal vertice Nato che si apre domani a Cardiff, in Galles, arrivasse un s\u00ec alla richiesta incendiaria di Kiev e se si avvia, come accade, lo schieramento di forze militari Nato in dichiarate esercitazioni anti-Russia o ai confini russi, come ha chiesto l\u2019irresponsabile Cameron, \u00e8 l\u2019inizio della fine. Cio\u00e8 la separazione delle regioni dell\u2019est con l\u2019intervento, stavolta vero, della Russia nella guerra, a quel punto motivata a difendere dalle truppe occidentali le popolazioni russo-ucraine, lo status proclamato dagli insorti filo-russi ma anche lo stesso territorio russo. Quando invece \u00e8 chiaro che l\u2019Ucraina rester\u00e0 unita finch\u00e9 non apparterr\u00e0 ad alcun blocco militare e se ci sar\u00e0 un tavolo negoziale per una federalizzazione del paese capace di garantire l\u2019autonomia sostanziale dell\u2019est. \u00c8 quello che chiede anche Putin quando dichiara: \u00abDevono essere immediatamente avviati negoziati sostanziali non su questioni tecniche, ma sull\u2019organizzazione politica della societ\u00e0 e sul sistema statale nel sud-est dell\u2019Ucraina allo scopo di garantire incondizionatamente gli interessi delle persone che vivono l\u00ec\u00bb, ma le sue parole sono tradotte in modo propagandistico dai media velinari: \u00abVoglio uno Stato nell\u2019est\u00bb. \u00c8 la stessa richiesta che formula, inascoltato, sul Corriere della Sera, Sergio Romano, tra i pochi ad intendersi di Russia. Federale e neutrale sono le due parole chiave garanzia di pace anche per l\u2019Ue, e certo non aiuta l\u2019elezione a presidente dell\u2019Unione del polacco Tusk, leader della Polonia che vanta un contenzioso storico su una parte della terra ucraina considerata ancora \u00abpolacca\u00bb. Altrimenti sar\u00e0, e non a pezzetti, la terza guerra mondiale in piena Europa. E siamo a cento anni fa. \u00c8 il nuovo che avanza, la \u00abnuova generazione\u00bb alla guida europea tanto cara a Renzi. Ora la Mrs Pesc Mogherini, anche se \u00e8 stata commissariata da un vice-Pesc tedesco, ha l\u2019occasione di dimostrarsi per una volta europea e non schiacciata sull\u2019Alleanza atlantica e sugli Stati uniti. Qualcosa ci dice che non saremo ascoltati.<\/p>\n<p>SVEZIA<br \/>\nREINFELD AL CAPOLINEA<br \/>\n&quot;Il governo perduto di Fredrik Reinfeldt&quot;, \u00e8 il titolo di copertina scelto da Fokus per raccontare gli ultimi giorni di campagna elettorale in Svezia, dove il 14 settembre si svolgono le elezioni politiche. La sua coalizione di centrodestra, al potere dal 2006, nei sondaggi \u00e8 data al 36,9 per cento contro il 48 del blocco di centrosinistra. Secondo il settimanale, Reinfeldt ha fatto il gravissimo errore di non negoziare per tempo un accordo con gli ambientalisti del Milj\u00f2partiet. Questi, spiega Fokus, hanno deciso quindi di avvicinarsi all&#8217;opposizione, e la scelta avr\u00e0 conseguenze importanti sulle dinamiche &#8216; politiche del paese. Con l&#8217;appoggio dei verdi, ormai il terzo partito di Svezia e al 10 per cento nei sondaggi, la coalizione guidata dal Partito moderato di Reinfeldt avrebbe potuto garantirsi un altro mandato di governo. Nella situazione attuale, invece, il blocco guidato dal leader socialdemocratico Stefan L\u00f2fven (che oltre agli ambientalisti comprende anche il Partito della sinistra) sembra poter ottenere la maggioranza. Secondo un sondaggio pubblicato da Dagens Nyheter, un&#8217;altra forza che avr\u00e0 un peso significativo nel prossimo parlamento \u00e8 1 estrema destra xenofoba dei Democratici svedesi, mentre per la prima volta potrebbe conquistare seggi anche il partito femminista Feministiskt initiativ.<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nIL GIGANTE VACILLA Der Spiegel, Germania &quot;I tedeschi vedono il loro paese come una fabbrica di posti di lavoro e un esempio di riforme per l&#8217;intera Europa&quot;, ma la realt\u00e0 \u00e8 meno idilliaca di quello che sembra, scrive Der Spiegel. Il settimanale cita gli studi dell&#8217;economista Marcel Fratzscher, direttore del Deutsche Institut f\u00f9r Wirtschaftsforschung, uno degli istituti di ricerca economica pi\u00f9 autorevoli del paese. Secondo Fratzscher, da anni la Germania ha smesso di investire sul futuro, mettendo a rischio il benessere creato grazie alle riforme introdotte negli anni novanta con l&#8217;Agenda 2010, voluta dal cancelliere dell&#8217;epoca, il socialdemocratico Gerhard Schr\u00f2der. I segni sono evidenti in tutto il paese: molte aziende cominciano a investire all&#8217;estero; le infrastrutture &#8211; come strade ed edifici pubblici &#8211; sono in pessime condizioni; sono diminuiti gli investimenti nell&#8217;istruzione. Fratzscher ritiene che oggi alla Germania serva un&#8217;altra Agenda 2010. Bisogna realizzare un piano di investimenti nelle grandi infrastrutture, che dovrebbe essere finanziato con 1 grandi patrimoni accumulati dall&#8217;economia privata tedesca<\/p>\n<p>GB<br \/>\nPOVERT\u00c0, NELLA &quot;RICCA&quot; GRAN BRETAGNA I BAMBINI SONO LE VERE VITTIME DELLA CRISI<br \/>\nSecondo le ultime statistiche raccolte dall&#8217;associazione di volontariato e beneficenza Banardo&#8217;s, una delle piu&#8217; importanti e diffuse nel Paese, nel Regno Unito 1,6 milioni di piccoli stanno crescendo in case troppo fredde, dove mancano i soldi per il riscaldamento in inverno. Ancora, il 41% dei bambini delle zone definite &quot;povere&quot; vive in famiglie che non si possono permettere di riparare o sostituire un elettrodomestico rotto, mentre per un quarto delle famiglie britanniche e&#8217; praticamente impossibile riuscire a portare i figli in vacanza.<br \/>\nL&#8217;associazione &#8211; che recentemente ha dichiarato che il taglio al welfare del governo di coalizione fra Tory e libdem potrebbe far scivolare un altro milione di minorenni nella poverta&#8217; &#8211; ha inoltre fornito alcuni dati sul rendimento scolastico di questi bimbi poveri (per i quali, comunque, gia&#8217; esiste un programma per i pasti gratuiti, che si basa sul reddito ma che finora non e&#8217; riuscito a coprire tutte le esigenze): solo il 48% dei bambini che hanno o avrebbero diritto ai pasti gratuiti riesce ad avere risultati scolastici definiti &quot;soddisfacenti&quot;, contro quasi il 65% del resto dei piccoli. Chi vive in famiglie sotto le diecimila sterline di reddito annuo ha inoltre tre volte di piu&#8217; la possibilita&#8217; di ammalarsi di una malattia cronica, rispetto ai bambini che provengono da famiglie con piu&#8217; di 52mila sterline di reddito annuo. La mortalit\u00e0 infantile, fra i gruppi disagiati, e&#8217; piu&#8217; alta del 10%.<br \/>\n| Autore: fabrizio salvatori<br \/>\nGB<br \/>\nANCORA UNA SETTIMANA<br \/>\nLa crescita nei sondaggi dei sostenitori del s\u00ec al referendum sull&#8217;indipendenza della Scozia preoccupa sempre di pi\u00f9 Londra. Come spiega il Guardian, &quot;i leader dei tre principali partiti britannici (tory, laburisti e liberaldemocratici) stanno mettendo da parte le divisioni per cercare di frenare l&#8217;emorragia di voti verso gli indipendentisti&quot;. Il io settembre, a una settimana dal voto, David Cameron, David Miliband e Nick Clegg hanno lanciato dalla Scozia, dove negli ultimi mesi non si erano fatti vedere spesso, un ultimo appello all&#8217;unit\u00e0. Il leader indipendentista Alex Salmond ha definito la mossa &quot;il pi\u00f9 grave errore della campagna degli unionisti&quot;.<\/p>\n<p>SCOZIA<br \/>\nINDIPENDENZA DELLA SCOZIA, CONTINUA VERSO L&#8217;ALTO IL TREND DEI SECESSIONISTI<br \/>\nAvanza l&#8217;indipendentismo in Scozia e a Londra gli unionisti tremano. Per la prima volta un sondaggio, pubblicato a meno di due settimane dal referendum del 18 settembre, da&#8217; infatti in vantaggio i s\u00ec alla secessione dalla Gran Bretagna. La rilevazione &#8211; realizzata da You Gov per il Sunday Times e dilagata in apertura su tutti i media britannici \u2013 attribuisce ora agli indipendentisti un 51% contro il 49% di coloro che vogliono difendere il legame con l&#8217;Inghilterra e con tutto il Regno Unito. | Autore: fabrizio salvatori<br \/>\nSCOZIA<br \/>\nIn base al margine di errore statistico si tratta di un pareggio virtuale, ma il dato conferma il trend sempre in ascesa. dei sostenitori del divorzio, partiti piuttosto indietro all&#8217;inizio della campagna. Nell&#8217;ultimo mese i secessionisti hanno guadagnato infatti piu&#8217; di 10 punti. Ed e&#8217; in particolare fra gli elettori laburisti che si sta assistendo a una repentina svolta: i favorevoli all&#8217;indipendenza sono passati in poche settimane dal 18% a oltre il 30%.&quot;Ho sempre pensato che potessimo vincere, i sondaggi sono molto incoraggianti&quot;, ha dichiarato d&#8217;altronde questa settimana il first minister Alex Salmond, capo del governo di Edimburgo e portabandiera del vessillo scozzese con la croce di Sant&#8217;Andrea.<br \/>\n&quot;Il nostro atteggiamento non cambia, conta il voto nel referendum&quot;, ha continuato a ripetere come in una sorta di mantra il premier britannico David Cameron, assicurando di non essere intenzionato a dimettersi neanche in caso di sconfitta, ma gli ultimi dati scuotono ormai molti ambienti dell&#8217;establishment, a cominciare dalla City. Al governo Cameron non pochi imputano in effetti di aver dato fin troppo per scontata la vittoria e di non avere pronto un piano b nel momento in cui la Scozia scommettesse alla fine davvero sulla separazione. I punti su cui eventualmente servir\u00e0 concordare una separazione &#8216;amichevole&#8217; tra Londra ed Edimburgo sono tanti: dal destino della sterlina in Scozia a tutti i dossier economico-finanziari, fino ai sottomarini nucleari nelle basi scozzesi.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nATTAC: INFORMARE, DISCUTERE E AGIRE<br \/>\n A PARIGI SI \u00c8 TENUTA L&#8217;UNIVERSIT\u00c0 ESTIVA DELLA PI\u00d9 GRANDE DI TUTTE LE RETI INTERNAZIONALI DI ALTERNATIVA AL NEOLIBERISMO EMERSE DAL MOVIMENTO ALTERMONDIALISTA| Fonte: sbilanciamoci | Autore: Thomas<br \/>\nDal 19 al 23 agosto, al grido di \u00abinformare, discutere, agire\u00bb, si \u00e8 tenuta a Parigi la consueta universit\u00e0 estiva europea dei movimenti sociali promossa dalla rete Attac. Per chi non lo sapesse, Attac \u2013 presente in oltre 40 paesi in Europa, Africa ed America Latina \u2013 \u00e8 probabilmente la pi\u00f9 grande di tutte le reti internazionali di opposizione e di alternativa al neoliberismo che sono emerse dal movimento altermondialista che si \u00e8 sviluppato tra la fine degli anni novanta e i primi anni zero.<br \/>\nNon a caso, l&#8217;organizzazione nasce proprio nel 2001, l&#8217;anno in cui quel movimento raggiunse il suo apice, per poi essere brutalmente stroncato nelle strade di Genova. Il risultato (voluto) della sanguinosa strategia repressiva di quei giorni fu quello di frantumare un movimento forte, unitario ed internazionalista \u2013 un movimento che univa la critica alle multinazionali alla difesa dei beni comuni, l&#8217;ecologia alla democrazia partecipativa, l&#8217;analisi lucida delle trasformazioni globali in corso alle battaglie locali (o \u00abglocali\u00bb, come si diceva al tempo), un movimento che quando marciava era sempre un fiume in piena (molti al tempo furono i paragoni con il movimento del &#8217;68) \u2013 in una miriade di rivoli localistici segnati dalla paura, dal disincanto e dalla consapevolezza che forse, in fondo, un altro mondo non \u00e8 possibile. Questo \u00e8 senz&#8217;altro vero per l&#8217;Italia, ma non solo, e gli effetti si sentono ancora oggi. Eppure, per chi era a Parigi nelle giornate del forum, la sensazione sorprendente era quella di essere tornati indietro di quindici anni.<br \/>\nMerito in buona parte di Attac (e degli innumerevoli gruppi che ad esso fanno riferimento), che in questi anni ha tenuto vivo \u2013 soprattutto in Francia, patria dell&#8217;organizzazione \u2013 lo spirito e le battaglie dell&#8217;altermondialismo, e in particolar modo la capacit\u00e0 di quel movimento di unire le battaglie sui singoli temi a una critica profonda, radicale e sistemica dell&#8217;attuale modello economico e sociale. Rispondendo chiaramente a un bisogno che oggi come ieri continua ad essere presente nella societ\u00e0, come dimostra la straordinaria risposta della gente: pi\u00f9 di 2,000 gli attivisti discesi su Parigi da tutta Europa (molti anche gli invitati dall&#8217;Africa, dall&#8217;Asia e dalle Americhe) per l&#8217;evento.<br \/>\nQuindi non solo crisi e austerity al centro dei dibattiti, ma anche: cambiamento climatico, democrazia diretta, riconversione ecologica, trasformazione dei modelli produttivi e di consumo, trattati commerciali (a partire ovviamente dal Ttip, il famigerato accordo di libero scambio Europa-Usa), sovranit\u00e0 alimentare, finanza, geopolitica e imperialismo, primavere arabe, l&#8217;ascesa dell&#8217;estrema destra in Europa, e tanto altro. Della crisi sociale, economica e politica provocata dalle politiche della troika, del futuro dell&#8217;euro e delle alternative possibili hanno discusso per tre giorni, nell&#8217;aula magna stracolma dell&#8217;Universit\u00e0 di Parigi VII-Diderot sulle rive della Senna: Trevor Evans (Euro Memo), Mariana Mortagua (Bloco de Esquerda, Portogallo), Dominique Plihon (Economistes Atterr\u00e9s, Francia), Mario Pianta (Sbilanciamoci!), Cristina Asensi (Attac Spagna), Thilo Bolde (Greenpeace Germania), Aris Chatzistefanou (regista di Debtocracy ) e altri.<br \/>\nNumerosi e variegati i toni degli interventi: cognizione dei rischi che un&#8217;eventuale disgregazione della zona euro comporterebbe per l&#8217;Europa (e in particolare per le economie pi\u00f9 deboli del continente) ma anche crescente scetticismo sulla capacit\u00e0 di rompere la gabbia dell&#8217; austerity all&#8217;interno del processo \u00abdemocratico\u00bb ed istituzionale europeo; consapevolezza della probabile necessit\u00e0 di un&#8217;insubordinazione, di una forzatura o rottura nazionale delle regole europee (che non vuol dire necessariamente uscire dall&#8217;euro ma semmai usare questo come strumento di pressione o ricatto nei confronti dell&#8217; establishment conservatore), ma anche del fatto che tutta la differenza la fa se questo avviene &quot;da sinistra&quot; (come si sta tentando di fare in Grecia, in Spagna e in Portogallo) o piuttosto \u00abde destra\u00bb, come sta avvenendo in Francia, dove \u00e8 il Front national di Marine Le Pen a intercettare il crescente anti-europeismo dei francesi. Consapevolezza anche del fatto che forse uno dei problemi principali \u00e8 che i movimenti sociali non hanno ancora un&#8217;alternativa chiara da proporre, e quindi che \u00e8 solo continuando a incontrarsi, a discutere e a scambiarsi idee, lotte ed esperienze che si riuscir\u00e0 ad uscire insieme dalla crisi in corso. Cruciali a tal proposito i prossimi appuntamenti dell&#8217;agenda dei movimenti sociali europei, tra cui la grande manifestazione indetta da Blockupy in occasione dell&#8217;inaugurazione del nuovo edificio della Bce a Francoforte, a inizio 2015, ma soprattutto la 21esima conferenza mondiale sul clima, che si terr\u00e0 a Parigi alla fine dell&#8217;anno prossimo.<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\n\u00c8 UN VIGILE DEL FUOCO L&#8217;EROE DELLA LOTTA CONTRO GLI SFRATTI<br \/>\n Il suo nome Roberto Rivas a molti, soprattutto in Italia, non dir\u00e0 nulla. Ma lui, che di mestiere fa il vigile del fuoco \u00e8 diventato un simbolo della lotta agli sfratti nel suo paese, la Spagna (Autore: fabio sebastiani)<br \/>\nPi\u00f9 di un anno fa, precisamente il 18 febbraio del 2013, si rifiut\u00f2 di spezzare la catena che chiudeva la porta di casa di Aurelia Rey, affinch\u00e9 la donna di 85 anni non venisse sfrattata dal suo appartamento, in cui viveva da oltre trent&#8217;anni. Grazie al gesto, l&#8217;anziana signora riusc\u00ec a rimanere altri due mesi in casa prima di trasferirsi in un appartamento pi\u00f9 economico.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 cominciato il processo a suo carico e proprio nel tribunale della sua citt\u00e0, Coruna, in Galizia. E&#8217; stato accusato di &quot;provocare reazioni che potrebbero alterare la sicurezza cittadina&quot;. Per quel gesto del 18 febbraio \u00e8 stato condannato a pagare una multa e lui ha fatto ricorso.<br \/>\nRivas \u00e8 diventato un simbolo della lotta per la casa in Spagna: spesso \u00e8 stato fotografato in prima linea alle manifestazione per il diritto all&#8217;abitare e con in mano striscioni e cartelli con scritto &quot;no agli sfratti&quot;. &quot;Non \u00e8 stato un atto premeditato&quot;, ha detto l\u2019altro giorno in tribunale, volendo sottolineare la reazione istintiva di fronte a un grande atto di palese ingiustizia. Nel 2013, nel pieno della crisi economica, quasi 50mila famiglie hanno perso la casa perch\u00e8 non potevano pagare l&#8217;affitto o le rate del mutuo, in quella che in Spagna era diventata una vera e propria emergenza sociale<\/p>\n<p>ANDORRA<br \/>\nUn paradiso in crisi<br \/>\n&quot;Ad Andorra niente \u00e8 pi\u00f9 come una volta&quot;, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung. Il<br \/>\npiccolo stato sui Pirenei, incastonato tra la Spagna e la Francia, non \u00e8 pi\u00f9 &quot;il paradiso fiscale che attira discreti banchieri, ma una sorta di duty free che, grazie all&#8217;iva al 4 per cento, alimenta un flusso di visitatori in cerca di alcol, sigarette, profumi ed elettrodomestici a basso costo&quot;. Negli ultimi anni il governo di Andorra ha dovuto cedere alle pressioni dell&#8217;Unione europea e abolire il segreto bancario, adeguando il suo sistema finanziario alle regole del resto d&#8217;Europa. &quot;I grandi investitori e i clienti pi\u00f9 ricchi, per\u00f2, hanno subito portato via i loro soldi&quot;. E la misura non colpisce solo gli stranieri, ma anche gli andorrani, che hanno perso molti privilegi. Ora Andorra ha deciso di rilanciare la sua economia puntando sul turismo, sui servizi finanziari compatibili con le nuove regole e sull&#8217;agricoltura.<\/p>\n<p>PAESI BASSI<br \/>\nUN RAPPORTO MOPLTO PRUDENTE<br \/>\nIl 9 settembre le autorit\u00e0 olandesi hanno pubblicato il primo  rapporto sul volo MH17, precipitato il 17 luglio in un&#8217;area dell&#8217;Ucraina controllata dai filorussi mentre era in volo da Amsterdam a Kuala Lumpur. Nell&#8217;incidente sono morte 298 persone. L&#8217;indagine non individua cause precise, ma sostiene che l&#8217;aereo \u00e8 stato abbattuto da &quot;oggetti esterni ad alta potenza&quot;. Il rapporto, scrive Der Tagesspiegel, &quot;\u00e8 scritto in modo prudente per non mettere a rischio la tregua in corso in Ucraina. Se non ci sono prove certe, non \u00e8 il momento per puntare il dito&quot;.<\/p>\n<p>POLONIA<br \/>\nII 9 settembre il primo ministro Donald Tusk si \u00e8 dimesso per assumere l&#8217;incarico di presidente del consiglio europeo. Sar\u00e0 sostituito da Ewa Kopacz, attuale presidente della camera bassa del parlamento. <\/p>\n<p>RUSSIA-ESTONIA<br \/>\nII 5 settembre il governo estone ha accusato le forze di sicurezza russe di aver varcato il confine tra i due paesi per rapire un poliziotto estone, che poi \u00e8 stato accusato di spionaggio. Le tensioni tra la Russia e i paesi baltici sono in aumento a causa della crisi in Ucraina<\/p>\n<p>UE<br \/>\nLA SQUADRA DI JUNKER<br \/>\nIl francese Pierre Moscovici agli affari economici, l&#8217;irlandese Phil Hogan all&#8217;agricoltura, la svedese Cecilia Malmstrom al commercio, il britannico Jonathan Hill alla stabilit\u00e0 finanziaria e il greco Dimitris Avramopoulos al nuovo portafoglio dell&#8217;immigrazione. Sono alcune delle figure che faranno parte della nuova Commissione europea annunciata il 10 settembre dal presidente Jean-Claude Juncker. L&#8217;esecutivo comunitario sar\u00e0 composto da 19 uomini e 9 donne, come quello uscente guidato da Jos\u00e9 Manuel Barroso, e avr\u00e0 sette vicepresidenti, tra cui Federica Mogherini, alta responsabile per la politica estera, e l&#8217;ex premier finlandese Jyrki Katainen, che si occuper\u00e0 anche di occupazione e crescita. Tredici commissari sono del Partito popolare, mentre i socialisti sono otto e i liberali cinque. Come spiega Le Monde, &quot;l&#8217;accordo \u00e8 stato raggiunto dopo trattative lunghe e complesse, ma il risultato \u00e8 una commissione pi\u00f9 forte e pi\u00f9 politica di quella di Bar-roso&quot;. Inoltre, commenta il quotidiano, &quot;molte delle figure scelte sono di primo piano, e questa volta nessuno pu\u00f2 accusare Bruxelles di riciclare politici ormai indesiderati nei loro paesi&quot;.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE<br \/>\nTURCHIA<br \/>\nTROPPI MORTI SUL LAVORO \/ DIECI OPERAI EDILI SONO MORTI IL 6 SETTEMBRE A ISTANBUL NEL CROLLO DI UN ASCENSORE IN UN EDIFICIO IN COSTRUZIONE. La tragedia ha scatenato le proteste di centinaia di persone (nella foto) che sono scese in piazza per denunciare la mancanza di sicurezza sul lavoro, gridando slogan come &quot;Questo non \u00e8 un incidente, \u00e8 un omicidio&quot;. &quot;A maggio&quot;, scrive H\u00f9rriyet, &quot;i responsabili della miniera di Soma, dove hanno perso la vita 301 minatori, hanno cercato di spiegarci che tutto era in regola e che si \u00e8 trattato solo di un incidente. Oggi succede qualcosa di simile. Quando ci si preoccupa pi\u00f9 dei profitti che della giustizia, le vittime diventano un fatto normale. Ogni incidente sul lavoro che non viene punito con pene seve re \u00e8 un una &#8216;licenza di uccidere&#8217; che causer\u00e0 altri morti&quot;.<\/p>\n<p>ISRAELE-PALESTINA<br \/>\nScontri a Gerusalemme<br \/>\nAlmeno cinquanta palestinesi sono rimasti feriti nelle violenze del 7 settembre a Gerusalemme  tra i soldati israeliani e le persone che partecipavano al funerale di Mohamed Abdul Majid Sunuqrut, 16 anni, morto per le ferite riportate negli scontri con le forze di sicurezza israeliane una settimana prima. Ha&#8217;aretz scrive che il 10 settembre i militari israeliani hanno ucciso un altro giovane palestinese, Issa Kha-led al Qatri, 22 anni, nel campo profughi Al Amari, vicino a Ramallah. I militari avevano fatto irruzione nel campo per arrestare un militante di Hamas facendo scoppiare una rivolta. Sostengono di aver sparato a Qatri perch\u00e9 il ragazzo gli stava lanciando contro un ordigno esplosivo. Secondo l&#8217;Olp, dal 13 giugno al 28 agosto 32 palestinesi sono stati uccisi e 1.753 sono stati arrestati dalle forze israeliane in Cisgiordania.<br \/>\nSIRIA<br \/>\nAlmeno 28 capi del gruppo ribelle islamico Ahrar al Sham, tra cui il leader Hassan Abbud, sono morti il 9 settembre in un attentato nella provincia di Idlib, nel nordovest del paese. <\/p>\n<p>AFRICA<br \/>\nMOZAMBICO<br \/>\nFINE DELLE OSTILIT\u00c0 \/ L&#8217;accordo di pace firmato il 5 settembre a Maputo dal presidente Armando Guebuza (a sinistra nella foto), del partito Frelimo, e dal leader ribelle Afonso Dhlakama {a destra), del movimento Renamo, ha messo fine a due anni di conflitto. La firma arriva a poche settimane dalle elezioni del 15 ottobre, a cui Guebuza non potr\u00e0 ricandidarsi, scrive il Mail &#038; Guardian. Al momento della firma Dhlakama ha espresso il desiderio che &quot;l&#8217;accordo metta fine al governo del partito unico&quot; (il Frelimo governa dall&#8217;indipendenza, nel 1-975)  Secondo l&#8217;accordo i combattenti della Renamo saranno integrati nell&#8217;esercito<\/p>\n<p>SUDAN<br \/>\nChiusura sospetta \/ Il 2 settembre a Khartoum \u00e8 stato chiuso il pi\u00f9 importante centro culturale iraniano. Secondo il ministero degli esteri sudanese, promuovendo l&#8217;islam sciita, il centro minacciava &quot;la stabilit\u00e0 sociale e intellettuale del paese&quot;. Le relazioni tra Iran e Sudan sono sempre state buone, osserva Middle East Eye: la chiusura del centro rifletterebbe quindi nuove pressioni esterne, in particolare quelle dei sauditi. Pochi giorni dopo, la Libia ha espulso un diplomatico sudanese accusando Khartoum di &quot;fornire armi ai terroristi<\/p>\n<p>YEMEN<br \/>\nCLIMA TESO NELLA CAPITALE \/ Il 9 settembre la polizia yemenita ha sparato contro la folla che voleva occupare gli uffici del governo a Sana&#8217;a, uccidendo sette attivisti sciiti houthi. Dalla met\u00e0 di agosto nella capitale il clima \u00e8 teso perch\u00e9 decine di migliaia di manifestanti provenienti dal nord del paese, vicini alla ribellione degli houthi, si sono accampati nei quartieri periferici chiedendo le dimissioni del governo e il ripristino dei sussidi sul carburante, scrive Al Jazeera. Il 7 settembre tredici ribelli erano morti nei bombardamenti governativi sulla provincia settentrionale di Al Jawf.<\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nBOKO HARAM IN CAMERUN<br \/>\nHOW SHEKAU WENT WILD, STARTED BEHEADING VICTIMS&#8217; 7 Alla fine di agosto i terroristi di Boko haram hanno lanciato una grande offensiva nel nord della Nigeria e ormai controllano sei localit\u00e0: Gwoza (la citt\u00e0 di zoomila abitanti dove il 24 agosto \u00e8 stato proclamato il &quot;califfato&quot;), Gamboru-Ngala e Banki, nello stato di Borno; Michika e Gulak, in quello di Adamawa; Buni-Yadi, in quello di Yobe. Le citt\u00e0 di Bama e Damboa sono state riconquistate dall&#8217;esercito nigeriano, mentre l&#8217;8 e il 9 settembre i combattimenti tra esercito e miliziani si concentravano a Mubi, scrive Vanguard. La minaccia di Boko haram si estende anche oltre il confine con il Camerun, fa notare Jeune Afrique. Negli ultimi mesi nell&#8217;estremo nord del paese \u00e8 stata denunciata la scomparsa di molti giovani &#8211; almeno tremila, secondo un giornalista del posto &#8211; che sarebbero stati reclutati dalla setta islamica. Le autorit\u00e0 di Abuja hanno chiesto aiuto alla comunit\u00e0 internazionale perch\u00e9 l&#8217;esercito nigeriano non \u00e8 in grado di fermare l&#8217;avanzata dei terroristi. Oltre ad aver causato quattromila morti nel 2014, il conflitto ha costretto migliaia di nigeriani a scappare in Camerun, in Ciad e in Niger (Vanguard, Nigeria)<\/p>\n<p>BURUNDI<br \/>\nII 9 settembre la polizia ha annunciato l&#8217;arresto del presunto assassino di tre suore italiane in un convento alla periferia di Bujumbura. Le vittime sono Lucia Pulici, Olga Raschietti e Bernardetta Boggian. <\/p>\n<p>TUNISIA<br \/>\n II 6 settembre il partito islamico moderato Ennahda ha annunciato che non presenter\u00e0 un candidato alle elezioni presidenziali del 23 novembre per favorire la formazione di un governo che rappresenti tutti i tunisini. Ennahda \u00e8 il partito favorito alle elezioni legislative del 26 ottobre.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nAUSRALIA<br \/>\nNato. L\u2019Australia diventa partner di primo piano dell\u2019alleanza \/ L\u2019Australia diventer\u00e0 un partner \u2018enhanced\u2019 (di primo piano) della Nato: l\u2019intesa verr\u00e0 firmata dai ministri degli Esteri Julie Bishop e della Difesa David Johnston al vertice dei leader dell\u2019alleanza questa settimana in Galles.<br \/>\nLo ha confermato Bishop, che ha definito l\u2019invito \u201cun raro onore per l\u2019Australia e per le forze di difesa australiane\u201d. L\u2019Australia manterr\u00e0 la propria autonomia sulle dimensioni e il carattere della partecipazione ad operazioni a guida Nato, ha precisato il ministro. Pur non facendo parte dell\u2019Alleanza Atlantica, il coinvolgimento dell\u2019Australia \u00e8 cresciuto nell\u2019 ultimo decennio, partecipando al coinvolgimento pi\u00f9 lungo della Nato, la missione Isaf in Afghanistan.<br \/>\nNUOVA CALEDONIA<br \/>\nVOGLIA DI INDIPENDENZA<br \/>\n&quot;Quando l&#8217;esploratore James Cook il 4 settembre del 1774 vide per la prima volta l&#8217;isola melanesiana di Grande Terre, le sue montagne gli ricordarono le highlands scozzesi, cos\u00ec decise di chiamare quel posto Nuova Caledonia (il nome latino dell&#8217;odierna Scozia)&quot;, 1 scrive Inside Story. &quot;Oggi la Nuova ,\u2014\u2014Caledonia e quella vecchia sono unite da un elemento comune: in entrambi i territori \u00e8 in corso un dibattito sull&#8217;indipendenza&quot;. Come gli scozzesi, che il 18 settembre voteranno per decidere se rimanere nel Regno Unito, entro il 2018 gli abitanti dell&#8217;isola nel Pacifico terranno un referendum sull&#8217;indipendenza dalla Francia. Nel 1998 un accordo mise fine alle violenze tra le autorit\u00e0 e gli indipendentisti scoppiate negli anni ottanta e decreto 1 inizio del periodo di transizione che porter\u00e0 al referendum entro il 2018. La disuguaglianza economica tra gli abitanti di origine europea, che vivono nella ricca regione meridionale e sono un terzo del totale, e il resto della popolazione \u00e8 sempre stata fonte di tensioni II riconoscimento di una maggiore autonomia al territorio d oltremare annesso dalla Francia nel 1853 ha cercato di attenuarle. (Inside Story, Australia )<\/p>\n<p>FIJI<br \/>\nALLE URNE DOPO OTTO ANNI<br \/>\nIl 17 settembre alle Fiji si terranno le prime elezioni in otto anni e Fiji first, il partito del primo ministro Frank Bainimarama, l&#8217;ex comandante militare che nel 2006 ha preso il potere, sembra essere in vantaggio, scrive il New Zealand Herald. Gli attivisti a favore della democrazia nell&#8217;arcipelago temono per la trasparenza delle operazioni di voto, in particolare dopo che la commissione elettorale \u00e8 stata accusata di corruzione per aver stampato 700mila schede mentre gli elettori registrati sono 59omila. Inoltre, lamenta l&#8217;opposizione, il governo ha usato soldi pubblici per la campagna elettorale di Fiji first.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nII 10 settembre l&#8217;autorit\u00e0 giapponese per l&#8217;energia nucleare ha dato il via libera tecnico alla riapertura di due reattori della centrale di Sendai. Al momento nessuno dei 48 reattori del paese \u00e8 in funzione.<\/p>\n<p>MALESIA<br \/>\nABOLIRE IL REATO DI SEDIZIONE<\/p>\n<p>Nel 2012 l&#8217;annuncio che il primo ministro Najib Razak aveva intenzione di abolire il reato di sedizione, un retaggio dell&#8217;era coloniale britannica, colse tutti di sorpresa e suscit\u00f2 grandi aspettative per una maggiore libert\u00e0 nel paese. A distanza di due anni, per\u00f2, nulla \u00e8 cambiato e in nome della legge antisedizione molte persone (cinque solo nell&#8217;ultimo mese) sono indagate e rischiano fino a tre anni di carcere, scrive The Diplomat. &quot;La legge d\u00e0 un&#8217;interpretazione ampia del termine sedizione, in modo da comprendere qualsiasi forma di dissenso&quot;, spiega il presidente dell&#8217;associazione nazionale dei giovani avvocati, Syah-redzan Johan, che il 4 settembre ha lanciato una campagna per l&#8217;abolizione della legge. Un movimento di sensibilizzazione simile \u00e8 stato lanciato anche da un centinaio di ong che nelle scuole terranno lezioni sull&#8217;argomento. Il governo ha risposto annunciando che nel 2015 presenter\u00e0 al parlamento una serie di disegni di legge sostitutivi.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\n L&#8217;8 settembre Abdullah Abdullah ha nuovamente rivendicato la vittoria nelle elezioni presidenziali del 14 giugno. \u00c8 in corso un riconteggio dei voti del secondo turno con la supervisione delle Nazioni Unite.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nAlmeno 24 persone sono morte il 9 settembre nel crollo di una moschea a Lahore.<br \/>\nKARACI<br \/>\nMANIFESTANTI PAGATI<br \/>\nCentinaia di manifestanti che nelle ultime settimane hanno presidiato le sedi amministrative a Islamabad sarebbero stati pagati dal partito di Tahirul Qadri, il religioso a capo del movimento anticorruzione Pakistan awami tehrik. Lo rivela la Bbc dopo aver raccolto le testimonianze di diversi studenti che hanno raccontato di essere stati reclutati con un compenso pari a 46 euro e obbligati a rimanere sul luogo del presidio. Alle donne che avessero portato con s\u00e9 dei bambini era stato promesso un compenso pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nDESERTO INQUINATO<br \/>\nNonostante le inchieste giornalistiche che nel 2012 avevano messo in luce il problema dell&#8217;inquinamento nella Mongolia Interna, le industrie locali continuano a scaricare le acque reflue nel deserto del Tengger. Responsabili dell&#8217;inquinamento, che mette a repentaglio le falde acquifere, sono alcune industrie chimiche del parco industriale di Tengri, scrive Beijing News. Secondo la testimonianza di un funzionario locale, nel 2012 erano stati chiusi quindici impianti, ma successivamente i controlli sono diminuiti permettendo agli stabilimenti di continuare a inquinare. Inoltre i residenti denunciano la presenza di guardie assoldate dalle fabbriche per tenere lontana la gente dagli stagni maleodoranti.<\/p>\n<p>INDIA.<br \/>\n VARATO IL NUOVO PROGRAMMA NUCLEARE: MA C\u2019\u00c8 CHI TEME UN\u2019ALTRA FUKUSHIM.  L\u2019India procede spedita verso la riforma del nucleare: accordo con l\u2019Australia, ma crescono i timori<br \/>\nL\u2019India vara il nuovo programma nucleare: ma c\u2019\u00e8 chi teme un\u2019altra Fukushima 03\/09\/2014 \u2013 L\u2019India fa sul serio con il nucleare: in tal senso sono iniziati gli incontro bilaterali con il Governo australiano  la firma di un accordo per aprire alla societ\u00e0 giapponese Tepco, la stessa di Fukushima,  la possibilit\u00e0 di costruire diverse centrali nucleari in India da 90.000 milioni. La Tepco \u00e8 tristemente famosa per il disastro nucleare di Fukushima . Il timore adesso in India \u00e8 il ripetersi di un disastro simile a quello che ha messo in ginocchio il Giappone. \u201cLa sicurezza nucleare \u00e8 una preoccupazione pressante in questo paese-  ha detto il professore di Jawaharlal Nehru University Happymon Jacob \u2013 e l\u2019India insiste sul fatto che il suo programma \u00e8 abbastanza sicuro, ma la mia tesi \u00e8 che abbiamo bisogno di approfondire l\u2019argomento e poi vediamo che il regolamento in materia nucleare \u00e8 nelle mani del governo e non un regolatore completamente indipendente\u201d. Per molti l\u2019India non ha quegli standard di sicurezza tali da rendere sicuro un programma nucleare. Anche se la  lezione del disastro nucleare di Fukushima \u00e8 servita ad imparare molti errori, si teme che in India possa ripetersi un disastro del genere. Vedremo se gli investimenti proseguiranno comunque: l\u2019Australia intravede molte potenzialit\u00e0 e TEPCO mira a ricostruire la propria immagine.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nMESSICO<br \/>\nTORTURA E IMPUNIT\u00c0<br \/>\nIL 4 SETTEMBRE AMNESTY INTERNATIONAL HA PUBBLICATO UN RAPPORTO SULLA TORTURA IN MESSICO. Anche se il fenomeno non \u00e8 nuovo nel paese, i dati sono allarmanti: &quot;Tra il 2010 e il 2013 la Commissione nazionale per i diritti umani del Messico ha ricevuto pi\u00f9 di settemila denunce per casi di tortura, detenzioni arbitrarie e altri maltrattamenti. Ma nessuna di queste denunce si \u00e8 conclusa con una condanna penale&quot;, scrive Animai Politico. La tortura durante gli interrogatori \u00e8 usata spesso dalla polizia e dai militari, e l&#8217;impunit\u00e0 per chi commette questi abusi \u00e8 quasi totale. La giustizia non indaga e non punisce. Numero di denunce per tortura e altri maltrattamenti ricevute dalla Commissione nazionale  per i diritti umani del Messico<br \/>\n2003\t219<br \/>\n2004\t273<br \/>\n2010\tI.524<br \/>\n2011\t2.021<br \/>\n2012\t2.114<br \/>\n2013\t1505<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nRIMPASTO IN TONO MINORE \/ &quot;Il 2 settembre il presidente del Venezuela, Nicol\u00e0s Maduro, ha annunciato un rimpasto di governo per affrontare i cambiamenti necessari a superare la crisi economica&quot;, scrive El Nacional. Su Prodavinci Margarita Lopez Maya sostiene che &quot;il rimpasto \u00e8 pi\u00f9 un riequilibrio di poteri interno al chavismo che una risposta alla crisi economica. Da quando ha vinto le elezioni, Maduro ha sempre dovuto dimostrare di essere in grado di guidare il chavismo senza Ch\u00e0vez. L&#8217;economia non \u00e8 certo una sua priorit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nCONFESSIONI PERICOLOSE<br \/>\nLE RIVELAZIONI DI PAULO ROBERTO COSTA, dirigente dell&#8217;azienda petrolifera statale brasiliana Petrobras dal 2004 al 2012, hanno scosso la gi\u00e0 accesa campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 5 ottobre. Il settimanale conservatore Veja riferisce che Costa, arrestato a marzo del 2013 con l&#8217;accusa di riciclaggio di denaro e di occultamento delle prove, avrebbe accettato di collaborare con la giustizia rivelando i nomi di quaranta politici coinvolti in operazioni illegali con l&#8217;azienda. Tra questi ci sarebbero l&#8217;attuale presidente del senato Renan Calheiros, il candidato alla presidenza dei socialisti Eduardo Campos, morto il 13 agosto in un incidente aereo, e vari deputati e ministri del Partito dei lavoratori di Dilma Rousseff. Secondo Costa, prendevano una commissione del 3 per cento sui contratti firmati con la Petrobras. Molti giornali sostengono che le rivelazioni di Costa, da confermare, potrebbero mettere in difficolt\u00e0 la presidente Rousseff, candidata a un nuovo mandato (Veja, Brasile)<\/p>\n<p>BOLIVIA<br \/>\nLA PAZ<br \/>\nIL FORO BOLIVIANO: DIALOGO A SINISTRA<br \/>\nDal 24 al 29 Agosto si \u00e8 tenuto il 20\u00b0 Incontro del Foro di Sao Paulo a La Paz, capitale della Bolivia. L\u2019evento ha riunito quasi 200 delegati di partiti ed organizzazioni della sinistra latinoamericana e dei Caraibi, con la presenza tra gli altri di una nutrita delegazione di invitati europei. Autore: Marco Consolo Impegnativo il programma: \u201cPer l\u2019Agenda della Patria Grande: sconfiggere la povert\u00e0 e la contro-offensiva imperialista. Conquistare la pace, l\u2019integrazione ed il Vivir bien nella nostra America\u201d. Il filo conduttore \u00e8 stato il bilancio dell\u2019esperienza dei governi progressisti e di sinistra di vario conio e soprattutto un\u2019analisi della contro-offensiva imperiale che si fa sentire in molti dei Paesi della regione. Basti pensare al Venezuela, a Cuba , ed alla \u201cguerra finanziaria dei \u201cfondi avvoltoi\u201d contro il governo dell\u2019Argentina. Questa volta \u00e8 stata massiccia la presenza delle organizzazioni sociali boliviane, mobilitate per seguire i lavori del Foro, che per la prima volta si \u00e8 riunito nella capitale boliviana. Un\u2019occasione ghiotta che i movimenti non si sono fatti sfuggire. Le aule ed i corridoi nel nuovo centro fieristico di La Paz, erano colorati dalle \u201cwipala\u201d, dai cappelli e dai vestiti tradizionali delle donne boliviane, espressione tangibile delle 34 nazionalit\u00e0, riconosciute costituzionalmente dallo Stato Plurinazionale della Bolivia.<br \/>\nImpossibile riassumere 5 giorni di discussioni a tutto campo. Tra le altre attivit\u00e0, durante l\u2019incontro si \u00e8 tenuta una Scuola di Formazione Politica sulla crisi del capitalismo, riunioni dei giovani, delle donne, degli afro-discendenti, dei parlamentari, degli eletti locali, un incontro tra le Fondazioni e gli Istituti di ricerca, cos\u00ec come una riunione dedicata alla \u201cdiplomazia dei popoli\u201d Tra i pi\u00f9 seguiti un interessante seminario sui governi progressisti della regione e le sfide da affrontare.<br \/>\nAffollati anche i 13 seminari tematici dedicati all\u2019attualit\u00e0 continentale ed alle alternative al modello di sviluppo, in particolare il \u201cvivir bien\u201d in armonia con la madre terra, la \u201cpacha mama\u201d nella cosmovisione dei popoli originari di \u201cAbya Yala\u201d, il nome pre-colombino del continente. Di fronte al rischio di \u201cri-primarizzazione dell\u2019economia\u201d e di estrattivismo selvaggio in molti Paesi della regione la discussione verte su un possibile modello di un\u2019economia plurale, in un continente che vuole approfondire la sua integrazione. Dopo il Venezuela, anche Ecuador e Bolivia si accingono ad entrare nel Mercosur.<br \/>\nPer l\u2019Italia da molti anni anche Rifondazione Comunista partecipa come invitato ai suoi lavori ed ha salutato nella plenaria questa importante riunione. Anche in questa occasione si \u00e8 avanzato nei rapporti con il resto dei partiti e movimenti sociali della regione, intercambiando esperienze di vittorie, di sconfitte, di lavoro e di buone pratiche. L\u2019obiettivo politico \u00e8 quello di rafforzare una agenda comune di riflessione e mobilitazioni che si \u00e8 costruita negli anni, anche insieme al resto del Partito della Sinistra Europea.<br \/>\nIL CAMMINO PERCORSO<br \/>\nMolta acqua \u00e8 passata da quando, nel 1990, il Foro di Sao Paulo fu fondato nell\u2019omonima citt\u00e0 brasiliana, su invito del Partito dei Lavoratori (PT) allora diretto dal lider sindacale Luiz In\u00e1cio Lula da Silva, in seguito eletto presidente del gigante latino-americano. L\u2019obiettivo iniziale era quello di discutere il nuovo scenario internazionale dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica e del muro di Berlino, l\u2019impatto dei governi neo-liberisti nella regione e la necessit\u00e0 di una alternativa popolare e democratica all\u2019onda lunga del neoliberismo, ancora egemone a livello mondiale. A quel primo incontro parteciparono 48 partiti ed organizzazioni che rappresentavano le diverse matrici politico-ideologiche della regione, tutte all\u2019opposizione. L\u2019unica forza di sinistra al governo era il Partito Comunista di Cuba.<br \/>\nNACQUE COS\u00cc L\u2019IDEA DI UNA MAGGIORE INTEGRAZIONE CONTINENTALE ATTRAVERSO L\u2019INTERCAMBIO DI ESPERIENZE, LA DISCUSSIONE DELLE DIFFERENZE E LA RICERCA DI CONSENSO PER LE AZIONI DELLA SINISTRA REGIONALE.<br \/>\nOggi, 24 anni dopo, molti dei partecipanti sono al governo o si consolidano come le principali forze dell\u2019opposizione. Dopo il primo incontro del Foro del 1990, il primo a vincere nel 1998 fu Hugo Chavez con il primo governo di sinistra nel continente dopo decenni. Poi, nel 2002, fu la volta di Lula in Brasile alla testa di una coalizione di centro-sinistra. Seguirono poi Tabar\u00e9 V\u00e1zquez del Frente Amplio in Uruguay nel 2004, Evo Morales con il Movimento al Socialismo in Bolivia nel 2005 e via via gli altri. L\u2019ultimo in ordine di tempo \u00e8 stato El Salvador dove nel giugno scorso si \u00e8 insediato il Presidente Salvador Sanchez Ceren, ex-comandante guerrigliero del Frente Farabundo Mart\u00ec (FMLN).<br \/>\nOGGI SONO PI\u00d9 DI 10 I PAESI GOVERNATI DA PARTITI DEL FORO, DA FORZE PROGRESSISTE, RIVOLUZIONARIE E DI SINISTRA, CON ESPERIENZE DIVERSE, MA CON UNA AGENDA DI INTEGRAZIONE CONTINENTALE IN PARTE COMUNE.<br \/>\nNegli anni \u201990 dello \u201ctsunami\u201d neo-liberista hanno resistito, poi sono passati all\u2019offensiva e infine hanno affrontato la prova del governo.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 dubbio che la resistenza \u00e8 stato fattore di unit\u00e0 dal basso nelle mobilitazioni sociali ed il nuovo blocco sociale si \u00e8 costruito nel conflitto.<br \/>\nGARC\u00cdA LINERA: APPROFONDIRE LA DEMOCRAZIA VERSO IL SOCIALISMO<br \/>\nTra gli interventi pi\u00f9 significativi, quello di \u00c1lvaro Garc\u00eda Linera, Vice-Presidente della Stato Plurinazionale della Bolivia. Citando Antonio Gramsci pi\u00f9 volte nel suo intervento, Garc\u00eca Linera ha esaminato la fase continentale, passando per la Bolivia, ed ha concluso indicando 5 compiti per il futuro prossimo.<br \/>\n\u201cSolo 15 anni fa il neo-liberismo era la Bibbia, oggi lo stiamo gettando nella spazzatura della storia, da dove non sarebbe mai dovuto uscire\u201d, ha detto Garc\u00eda Linera. \u201cOggi il mondo \u00e8 un altro. La storia continua, l\u2019ideologia e la falsa narrazione della fine della storia sono crollate con il sorgere delle lotte, di progetti e di ribellioni che si sono allargati a tutta L\u2019america Latina\u201d.<br \/>\nSecondo Garc\u00eda Linera il primo obiettivo raggiunto \u00e8 la democrazia come metodo per approfondire i processi rivoluzionari. \u201cNel passato avevamo assunto la democrazia come una tappa sospettosa, precedente alla rivoluzione, e ci eravamo preparati per questo. Le dittature ci avevano fatto visualizzare questa tappa previa a un processo che chiamavamo Rivoluzione\u201d ha continuato Garc\u00eda Linera. \u201cOggi in Bolivia abbiamo un governo dei movimenti sociali, grazie alla resistenza dei movimenti negli anni bui del\u2019attacco neo-liberista\u201d.<\/p>\n<p>NELLE SUE CONCLUSIONI, IL VICEPRESIDENTE BOLIVIANO HA PARLATO DI 5 COMPITI PER LA SINISTRA CONTINENTALE:<br \/>\nInnanzitutto difendere ed ampliare i risultati ottenuti in quello che ha definito come \u201cPost-neoliberismo\u201d. Difendere e approfondire quello che si \u00e8 ottenuto fin qui, prendendo in considerazione i rapporti di forza reali, per poter ampliare a tutti i benefici delle trasformazioni in atto.<br \/>\nSecondo, migliorare i risultati economici e raggiungere un modello di sviluppo sovrano ed indipendente a livello nazionale. A partire dalle proprie peculiarit\u00e0, costruire un modello di sviluppo complementare e plurale, basato sulla cooperazione per l\u2019integrazione. Garantire crescita economica e ridistribuzione a favore dei pi\u00f9 poveri ed oppresi.<\/p>\n<p>TERZO, approfondire la democrazia, ampliando la partecipazione popolare, istallando e rafforzando i canali istituzionali per l\u2019inclusione, per la costruzione di una nuova societ\u00e0, sempre pi\u00f9 democratica, verso il socialismo. Non sar\u00e0 un processo facile, n\u00e8 lineare. Dobbiamo promuovere la creazione di reti produttive partecipative, potenziando la tendenza socialista nelle mani dei settori produttivi. Partecipazione e produzione devono esere al servizio di tutti, dello \u201cstato integrale\u201d di gramsciana memoria.<br \/>\nQUARTO, occorre saper affrontare le contraddizioni inevitabili e le tensioni emergenti all\u2019interno di processi democratici: la costruzione dell\u2019egemonia \u00e8 fatta di autorit\u00e0 morale, consolidando il nucleo fondamentale ed incorporando le tendenze sociali pi\u00f9 avanzate alle idee di cambiamento. Sapendo sommare ed ampliare la base sociale ad altri settori.<br \/>\nIl punto centrale del suo discorso \u00e8 stata la consapevolezza delle tensioni tra Stato e movimenti sociali e della dialettica necessaria per avanzare; in sintesi essere capaci di costruire il \u201cnuovo blocco sociale del cambiamento\u201d, dando potere al popolo e democratizzando l\u2019apparato statale.<br \/>\nQUINTO ed ultimo compito, quello di approfondire l\u2019integrazione regionale, costruendo la complementariet\u00e0 produttiva. La sua base materiale \u00e8 l\u2019integrazione economica. La sfida \u00e8 passare dalle riunioni e dai discorsi, all\u2019integrazione economica reale. \u00abMentre abbiamo difficolt\u00e0 sul versante dell\u2019integrazione econ\u00f3mica, l\u2019integrazione continentale mostrer\u00e0 i suoi limiti. E\u2019 necessario basare l\u2019integrazione politica, ideologica e culturale su quella economica, materiale e tecnologica\u00bb, ha insistito Linera.<br \/>\nL\u2019INCONTRO CON LA SINISTRA EUROPEA<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 dubbio che oggi il Foro di Sao Paulo \u00e8 l\u2019articolazione politica pi\u00f9 importante del continente. Al suo interno convivono tutte le anime della sinistra latino-americana ed anno dopo anno, nuove organizzazioni chiedono l\u2019affiliazione. Ad oggi sono pi\u00f9 di 100 i partiti che ne fanno parte.<br \/>\nDa tempo il Foro \u00e8 un\u2019interlocutore prioritario per la sinistra alternativa europea e questa volta alla riunione tra il Partito della Sinistra Europea ed il Foro di Sao Paulo erano presenti ben 18 partiti.<br \/>\nTra i punti di forte attenzione vi \u00e8 la crisi europea, soprattutto per i suoi contraccolpi sul continente. Secondo un\u2019 analisi condivisa, l\u2019Unione Europea sta attraversando una fase di \u201causterit\u00e0\u201d del tutto simile a quella dei famigerati \u201cPiani di Aggiustamento Strutturale\u201d del cosiddetto \u201cConsenso di Washington\u201d, che in passato tanti danni ha provocato in America latina e nei Caraibi.<br \/>\nNei rapporti tra l\u2019Unione Europea ed i governi del continente, figurano in primo piano i Trattati di Libero Commercio (mascherati da \u201cAccordi di Associazione\u201d) su cui le lobby padronali di Bruxelles stanno lavorando da tempo per scaricare i costi della crisi verso altri lidi. Insieme a quello firmato con il Centroamerica (CAFTA) e quelli bilaterali con Colombia, Per\u00f9 e recentemente l\u2019Ecuador, la UE \u00e8 ancora in fase negoziale con il Mercosur. Tra i nodi, quello sulla propriet\u00e0 intellettuale, la protezione degli investimenti esteri e la possibilit\u00e0 per le grandi imprese europee di entrare nelle commesse pubbliche in condizioni di evidente asimmetria. Non a caso, percentuali importanti dei profitti delle multinazionali \u201ceuropee\u201d dell\u2019energia, della finanza, delle telecomunicazioni, vengono proprio da qui.<br \/>\nTra i temi di una agenda comune di mobilitazioni necessarie, oltre al tema delle multinazionali, anche il debito estero, le migrazioni e la lotta per la pace.<br \/>\nIl prossimo appuntamento del Foro \u00e8 a Citt\u00e0 del Messico nel 2015.<\/p>\n<p>MESSICO<br \/>\nPAESE  DELLA TORTURA. RAPPORTO SHOCK DI AMNESTY INTERNATIONAL<br \/>\nSECONDO UN RAPPORTO DI AMNESTY INTERNATIONAL, IN MESSICO NEGLI ULTIMI 10 ANNI I CASI DI TORTURA E MALTRATTAMENTI SONO AUMENTATI DEL 600 PER CENTO. L\u2019ORGANIZZAZIONE PER I DIRITTI UMANI HA CHIESTO AL GOVERNO MESSICANO DI AGIRE PER FERMARE IL MASSICCIO E COSTANTE USO DELLA TORTURA DA PARTE DELLE FORZE DI POLIZIA E DELL\u2019ESERCITO. | Autore: fabrizio salvatori<br \/>\nIl rapporto, intitolato \u201cFuori controllo: torture e maltrattamenti in Messico\u201d \u2013 il primo di una serie di cinque rapporti prodotti nell\u2019ambito della campagna globale \u201cStop alla tortura\u201d di Amnesty International &#8211; descrive il grave aumento del fenomeno e la dominante cultura di accondiscendenza e impunit\u00e0 che lo alimenta. I responsabili di tortura condannati dalle corti federali sono solo sette e il numero di quelli condannati dalle corti statali \u00e8 ancora pi\u00f9 basso.<br \/>\n\u201cLe autorit\u00e0 non possono continuare a chiudere un occhio nei riguardi della tortura. La continua mancata applicazione delle garanzie per prevenire la tortura e i maltrattamenti e l\u2019inadeguatezza delle indagini sulle denunce, dicono che il governo sta venendo meno al dovere di proteggere i diritti umani\u201d \u2013 ha dichiarato Erika Guevara Rosas, direttrice del Programma Americhe di Amnesty International.<br \/>\n\u201cIl drammatico aumento della tortura in Messico significa che ogni cittadino \u00e8 a rischio. Un sondaggio di Amnesty International ha rivelato che il 64 per cento dei messicani teme di venir torturato in caso d\u2019arresto\u201d \u2013 ha proseguito Guevara Rosas.<br \/>\nIl rapporto di Amnesty International segnala che, tra il 2010 e la fine del 2013, la Commissione nazionale per i diritti umani ha ricevuto oltre 7000 denunce di tortura e maltrattamenti. Nel 2014 il numero \u00e8 diminuito ma risulta sempre maggiore rispetto a 10 anni prima.<br \/>\nVittime di varie zone del paese hanno riferito ad Amnesty International di essere state sottoposte a pestaggi, minacce di morte, violenza sessuale, scariche elettriche e semi-soffocamento da agenti di polizia o militari, spesso per estorcere \u201cconfessioni\u201d o per incriminare altre persone in gravi reati.<br \/>\nAngel Am\u00edlcar Col\u00f3n Quevedo, un honduregno nero, ha subito torture da parte della polizia e dell\u2019esercito a causa della sua condizione di migrante e della sua origine etnica. \u00c8 stato picchiato, soffocato con una busta di plastica, costretto ad atti umilianti e sottoposti a offese razziste. Si trova in carcere, sulla base di dichiarazioni che gli sono state estorte con la tortura. Nel corso dell\u2019anno, Amnesty International lo ha dichiarato prigioniero di coscienza.<br \/>\nIl rapporto di Amnesty International descrive oltre 20 casi analoghi a quello di Angel Am\u00edlcar Col\u00f3n Quevedo<\/p>\n<p>GOLFO DEL MESSICO,<br \/>\n \u00c8 LA BP, SECONDO UN GIUDICE FEDERALE, LA MAGGIORE RESPONSABILE. Multe miliardarie British petroleum, la multinazionale dell\u2019energia, ancora nei guai per la marea nera del 2010 nel Golfo del Messico. Secondo alcune anticipazioni di una sentenza di un giudice federale Usa la compagnia ha agito con negligenza, una &quot;grave negligenza&quot;, e&#8217; stata spericolata, non ha preso e non ha voluto prendere le misure di sicurezza necessarie. E per questo e&#8217; responsabile per il 67% della marea nera del 2010 nel Golfo del Messico. Il giudice Carl Barbier, punta il dito contro la societa&#8217; petrolifera, scagionando in parte Transocean e Halliburton, e apre la strada a multe anocra piu&#8217; salate per Bp, fino a 18 miliardi di dollari. Ma British Petroleum non intende mollare e annuncia che ricorrera&#8217; in appello: la societa&#8217; &quot;contesta con forza&quot; la sentenza e, mentre la esamina nel dettaglio, fa sapere che fara&#8217; ricorso. &quot;La legge e&#8217; chiara. Essere colpevoli di negligenza grave risponde a criteri rigidi&quot; che non sono stati dimostrati in questo caso: &quot;Bp ritiene che una visione imparziale del dossier non coincida con le conclusioni sbagliate della corte&quot;. La conclusione a cui e&#8217; giunto Barbier, ovvero la negligenza grave e in qualche modo deliberata, espone Bp al piu&#8217; alto livello di sanzioni, ovvero 4.300 dollari al barile, in base al Clear Water Act, la legge anti inquinamento. Il governo americano stima che in mare siano finiti 4,2 milioni di barili, ma il giudice non ha ancora deliberato al riguardo. La quantita&#8217; di barili finiti in mare sara&#8217; determinante per stabilire quanto Bp dovra&#8217; pagare, e una decisione in merito e&#8217; attesa a gennaio. La compagnia petrolifera nel 2012 ha riconosciuto la propria responsabilita&#8217; penale per il disastro accettando di pagare 4,5 miliardi di dollari in multe e rimborsi danni. La decisione della giustizia americana arriva come una doccia fredda per Bp, che cede in Borsa fino al 4%. La societa&#8217; ha accantonato 3,5 miliardi di dollari per far fronte alle multe del Clean Water Act e sanzioni maggiori andrebbero a intaccare i suoi profitti.<br \/>\nTransocean e Halliburton, le altre due societa&#8217; che si trovano a far fronte ad azioni legali per il disastro della marea nera, sono state ritenute negligenti ma non in modo altrettanto spregiudicato. Su Transocean ricade, infatti, il 30% della responsabilita&#8217; e su Halliburton il 3%<\/p>\n<p>CILE<br \/>\nUN ATTENTATO SORPRENDE SANTIAGO. L&#8217;8 settembre una bomba \u00e8 esplosa in pieno giorno in un centro commerciale vicino alla fermata della metro Escuela militar, a Santiago del Cile. Quattordici persone sono rimaste ferite. La presidente Michelle Bachelet ha condannato l&#8217;attentato, uno dei pi\u00f9 violenti dal ritorno della democrazia nel 1990, ma ha assicurato che &quot;il Cile \u00e8 ancora un paese sicuro&quot;. Finora non ci sono state rivendicazioni.<\/p>\n<p>EL SALVADOR<br \/>\n II 5 settembre l&#8217;ex presidente Francisco Flores {nella foto), al potere dal 1999 al 2004, si \u00e8 consegnato alla polizia. \u00c8 accusato di corruzione. <\/p>\n<p>PER\u00d9<br \/>\n L&#8217;8 settembre le autorit\u00e0 peruviane hanno annunciato che quattro indigeni ashaninka, impegnati nella lotta contro il disboscamento illegale, sono stati uccisi a Saweto, al confine con il Brasile.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nII presidente Barack Obama ha annunciato il 6 settembre un rinvio della riforma dell&#8217;immigrazione almeno fino alle elezioni legislative del 4 novembre.<\/p>\n<p>CALIFORNIA<br \/>\nESPERTI  TEMONO UN DISASTRO NUCLEARE PEGGIORE DI FUKUSHIMA FORUM RELATIVI ALLA NOTIZIA: USA, Nucleare, Fukushima, Giappone. Esperti avvisano che la centrale nucleare statunitense gestita dalla Diablo Canyon, potrebbe sconvolgere il Paese, con una Fukushima americano California, esperti temono un disastro nucleare peggiore di Fukushima  Michael Peck, ispettore federale&#8230;<br \/>\nSTATI UNITI.<br \/>\nCHICAGO, LAS VEGAS, DETROIT, NEW YORK, LITTLE ROCK.<br \/>\nFAST FOOD, 500 ARRESTI ALLA PROTESTA DEI PRECARI . I LAVORATORI SI BATTONO PER UNA PAGA ORARIA DI 15 DOLLARI. Nei mesi scorsi si era espresso a loro favore anche il presidente Barack Obama<\/p>\n<p>Quasi 500 manifestanti arrestati in tutta America, fra cui un parlamentare del Wisconsin, Gwen Moore. \u00c8 il bilancio della sesta giornata di mobilitazione per i salari nei fast food in America. La protesta, che ha preso la forma di sit-in davanti ai franchise di Chicago, Las Vegas, Detroit, New York, Little Rock e 150 altre citt\u00e0 americane, \u00e8 stata coordinata dal sindacato Seiu, che ha organizzato le azioni di disubbidienza civile per sensibilizzare l\u2019opinione pubblica su una delle categorie emblema della dilagante sottoccupazione e del lavoro precario su cui in larga parte \u00e8 predicata la ripresa americana. Come molti ipermercati big box (e fino a qualche anno fa l\u2019industria del credito trash responsabile della bolla immobiliare e della recessione globale), i fast food estraggono utili giganteschi dallo stesso target di neo-poveri da cui assumono i propri impiegati, e come accade con alcune corporation come Wal-Mart, sono rigorosamente non sindacalizzati, con i prevedibili abusi salariali. La vertenza sui fast-food \u00e8 cominciata un paio di anni fa a New York ed \u00e8 diventata un movimento nazionale per l\u2019aumento della paga sindacale di cui \u00e8 fautore anche Obama. All\u2019atto pratico le normative sui salari minimi dipendono per\u00f2 dalle amministrazioni locali (Washington ha giurisdizione unicamente su quelli degli statali). In seguito alle proteste, alcune municipalit\u00e0, come Seattle, hanno recentemente istituito una paga minima di 15 dollari l\u2019ora, una simile proposta \u00e8 all\u2019esame a San Francisco. Agli aumenti sono fortemente contrarie invece le associazioni degli esercenti, di solito piccoli imprenditori che gestiscono le filiali in franchising per conto delle corporation . La McDonald\u2019s \u00e8 stata particolarmente attiva nell\u2019opposizione al movimento. In una nota rilasciata questa settimana il gigante di Oak Brook, Illinois, ribadisce che pur nel \u00abrispetto di una vita dignitosa per i nostri lavoratori, deve essere la concorrenza di mercato a determinare i salari\u00bb. In realt\u00e0 le grandi corporation dei panini sono contrarie a ogni tentativo di sindacalizzazione dei lavoratori che hanno ogni interesse a mantenere come vasto bacino di manovalanza a buon mercato. Il salario medio di un lavoratore di fast food in America \u00e8 da soglia di povert\u00e0: 9 dollari l\u2019ora, ma pu\u00f2 scendere fino ad appena 7,50. Gli impieghi nel settore sono tradizionalmente considerati fonte di occupazione per addetti entry level , con l\u2019accesso ad impieghi part-time ad esempio per adolescenti e studenti. NELLA REALT\u00c0, SPECIE QUELLA DETERMINATA DAL \u00abRIALLINEAMENTO VERSO IL BASSO\u00bb CAUSA CRISI, LA GRANDE MAGGIORANZA DEI FAST FOOD OGGI IMPIEGA ADULTI, CAPI FAMIGLIA, DONNE E IMMIGRATI CHE STENTANO A SOPRAVVIVERE CON LE MISERE PAGHE, E SONO COSTRETTI AL DOPPIO E TRIPLO LAVORO PER SBARCARE IL LUNARIO. L\u2019entrata in campo al loro fianco di un sindacato come la Seiu, che rappresenta milioni di alberghieri e lavoratori sanitari in tutto il paese, ha ridato vigore al movimento dei precari simbolo dell\u2019economia della new poverty , caratterizzata da sotto lavoro e disuguaglianza Autore: Luca Celada<\/p>\n<p>STATI UNITI<br \/>\nLavoratori arrestati<br \/>\n&quot;Il 4 settembre sono state arrestate decine di lavoratori dei fast food che in circa 150 citt\u00e0 statunitensi chiedevano un aumento salariale (fino a 15 dollari all&#8217;ora) attraverso scioperi, cortei e azioni di disobbedienza civile&quot;, scrive il Los Angeles Times. &quot;A San Diego undici lavoratori sono finiti in manette per aver bloccato il traffico. A Los Angeles, durante un sit in davanti a un ristorante McDonald&#8217;s, sono state arrestate dieci persone. A New York sono stati fermati 19 lavoratori, a Detroit 42 e a Chicago 23&quot;.<\/p>\n<p>(Le fonti di questo numero:<br \/>\nFokus Svezia, NYC Time USA, Washington Post, Time GB, Guardian The Observer, GB, The Irish Times, Das Magazin A, Der Spiegel D, Veja, Brasile,  Folha de S\u00e0o Paulo B, Pais,  Carta Capital,  Clarin Ar, Le Monde,  Le Monde Diplomatique ,Gazeta, Pravda, Tokyo Shimbun, Global Time,  Nuovo Paese , L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e INFORM, AISE, AGI,  AgenParle , RAI News e 9COLONNE&quot;.)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@em<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140912 17:02:00 red-emi ITALIA &#8211; Italia-Russia, il pericoloso gioco delle sanzioni. Lettera degli imprenditori a Squinzi EUROPA &#8211; O l\u2019Europa o la Nato \/ FRANCIA. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963\" title=\"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-11963","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2014"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014 - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014 - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"20140912 17:02:00 red-emi ITALIA &#8211; Italia-Russia, il pericoloso gioco delle sanzioni. Lettera degli imprenditori a Squinzi EUROPA &#8211; O l\u2019Europa o la Nato \/ FRANCIA. [...]\" \/>\r\n<meta property=\"og:url\" content=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963\" \/>\r\n<meta property=\"og:site_name\" content=\"Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"article:published_time\" content=\"2017-04-15T17:06:53+00:00\" \/>\r\n<meta name=\"author\" content=\"admin\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:card\" content=\"summary_large_image\" \/>\r\n<meta name=\"twitter:label1\" content=\"Scritto da\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data1\" content=\"admin\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:label2\" content=\"Tempo di lettura stimato\" \/>\n\t<meta name=\"twitter:data2\" content=\"50 minuti\" \/>\r\n<script type=\"application\/ld+json\" class=\"yoast-schema-graph\">{\"@context\":\"https:\\\/\\\/schema.org\",\"@graph\":[{\"@type\":\"Article\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963#article\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963\"},\"author\":{\"name\":\"admin\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\"},\"headline\":\"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014\",\"datePublished\":\"2017-04-15T17:06:53+00:00\",\"mainEntityOfPage\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963\"},\"wordCount\":10115,\"commentCount\":0,\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"articleSection\":[\"Z- EmiNews 2014\"],\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"CommentAction\",\"name\":\"Comment\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963#respond\"]}]},{\"@type\":\"WebPage\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963\",\"name\":\"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014 - Emi-News\",\"isPartOf\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\"},\"datePublished\":\"2017-04-15T17:06:53+00:00\",\"breadcrumb\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963#breadcrumb\"},\"inLanguage\":\"it-IT\",\"potentialAction\":[{\"@type\":\"ReadAction\",\"target\":[\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963\"]}]},{\"@type\":\"BreadcrumbList\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?p=11963#breadcrumb\",\"itemListElement\":[{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":1,\"name\":\"Home\",\"item\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\"},{\"@type\":\"ListItem\",\"position\":2,\"name\":\"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014\"}]},{\"@type\":\"WebSite\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#website\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"name\":\"Emi-News\",\"description\":\"Emigrazione Notizie\",\"publisher\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\"},\"potentialAction\":[{\"@type\":\"SearchAction\",\"target\":{\"@type\":\"EntryPoint\",\"urlTemplate\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?s={search_term_string}\"},\"query-input\":{\"@type\":\"PropertyValueSpecification\",\"valueRequired\":true,\"valueName\":\"search_term_string\"}}],\"inLanguage\":\"it-IT\"},{\"@type\":\"Organization\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#organization\",\"name\":\"Emi-News\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/\",\"logo\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\",\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2023\\\/04\\\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png\",\"width\":390,\"height\":115,\"caption\":\"Emi-News\"},\"image\":{\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/logo\\\/image\\\/\"}},{\"@type\":\"Person\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/#\\\/schema\\\/person\\\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4\",\"name\":\"admin\",\"image\":{\"@type\":\"ImageObject\",\"inLanguage\":\"it-IT\",\"@id\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"url\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"contentUrl\":\"https:\\\/\\\/secure.gravatar.com\\\/avatar\\\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g\",\"caption\":\"admin\"},\"url\":\"https:\\\/\\\/emigrazione-notizie.org\\\/?author=1\"}]}<\/script>\r\n<!-- \/ Yoast SEO plugin. -->","yoast_head_json":{"title":"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014 - Emi-News","robots":{"index":"index","follow":"follow","max-snippet":"max-snippet:-1","max-image-preview":"max-image-preview:large","max-video-preview":"max-video-preview:-1"},"canonical":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963","og_locale":"it_IT","og_type":"article","og_title":"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014 - Emi-News","og_description":"20140912 17:02:00 red-emi ITALIA &#8211; Italia-Russia, il pericoloso gioco delle sanzioni. Lettera degli imprenditori a Squinzi EUROPA &#8211; O l\u2019Europa o la Nato \/ FRANCIA. [...]","og_url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963","og_site_name":"Emi-News","article_published_time":"2017-04-15T17:06:53+00:00","author":"admin","twitter_card":"summary_large_image","twitter_misc":{"Scritto da":"admin","Tempo di lettura stimato":"50 minuti"},"schema":{"@context":"https:\/\/schema.org","@graph":[{"@type":"Article","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963#article","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963"},"author":{"name":"admin","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4"},"headline":"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014","datePublished":"2017-04-15T17:06:53+00:00","mainEntityOfPage":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963"},"wordCount":10115,"commentCount":0,"publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"articleSection":["Z- EmiNews 2014"],"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"CommentAction","name":"Comment","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963#respond"]}]},{"@type":"WebPage","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963","name":"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014 - Emi-News","isPartOf":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website"},"datePublished":"2017-04-15T17:06:53+00:00","breadcrumb":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963#breadcrumb"},"inLanguage":"it-IT","potentialAction":[{"@type":"ReadAction","target":["https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963"]}]},{"@type":"BreadcrumbList","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11963#breadcrumb","itemListElement":[{"@type":"ListItem","position":1,"name":"Home","item":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/"},{"@type":"ListItem","position":2,"name":"11306 40.Notizie dall\u2019Italia e dal Mondo 12 Settembre 2014"}]},{"@type":"WebSite","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#website","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","name":"Emi-News","description":"Emigrazione Notizie","publisher":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization"},"potentialAction":[{"@type":"SearchAction","target":{"@type":"EntryPoint","urlTemplate":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?s={search_term_string}"},"query-input":{"@type":"PropertyValueSpecification","valueRequired":true,"valueName":"search_term_string"}}],"inLanguage":"it-IT"},{"@type":"Organization","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#organization","name":"Emi-News","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/","logo":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/","url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","contentUrl":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/cropped-cropped-LOGO-EMI-NEWS-100-3.png","width":390,"height":115,"caption":"Emi-News"},"image":{"@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/logo\/image\/"}},{"@type":"Person","@id":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/#\/schema\/person\/fe29b413db8f079f5349865bcb161aa4","name":"admin","image":{"@type":"ImageObject","inLanguage":"it-IT","@id":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","url":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","contentUrl":"https:\/\/secure.gravatar.com\/avatar\/c6a5980337db2acdbf91d5a435f092b24e21b51c832d5e3457a6fbd3ade7009a?s=96&d=mm&r=g","caption":"admin"},"url":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?author=1"}]}},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11963"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11963\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}