{"id":1195,"date":"2017-04-15T18:45:52","date_gmt":"2017-04-15T16:45:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11782-a-milano-lincontro-senza-perderci-di-vista-una-grande-italia-oltre-litalia\/"},"modified":"2017-04-15T18:45:52","modified_gmt":"2017-04-15T16:45:52","slug":"11782-a-milano-lincontro-senza-perderci-di-vista-una-grande-italia-oltre-litalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=1195","title":{"rendered":"11782 A Milano l\u2019incontro \u201cSenza perderci di vista. Una grande Italia oltre l\u2019Italia\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20150908 16:46:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Una riflessione a tutto campo su italiani all\u2019estero, nuova emigrazione e presenza degli italici nel mondo.<br \/>\nGli interventi di Eugenio Marino (responsabile Pd italiani all\u2019estero), del deputato Fabio Porta (Pd), di Piero Bassetti, di Rodolfo Ricci (Forum associazioni italiane nel mondo), di Silvia Bartolini (Cord. consulte regionali dell\u2019emigrazione), di Gilberto De Santis (CEPA),  di Enzo Amendola (responsabile Pd politica estera);  di Piero Corsini (Rai Italia) e del gi\u00e0 sottosegretario agli Esteri Donato Di Santo<\/p>\n<p>MILANO \u2013 Nell\u2019ambito della Festa nazionale dell\u2019Unit\u00e0 conclusasi ieri a Milano si \u00e8 svolto il dibattito sul tema \u201cSenza perderci di vista. Una grande Italia oltre l\u2019Italia\u201d. L\u2019incontro \u00e8 stato aperto da Eugenio Marino, responsabile nazionale del Pd per gli italiani nel mondo che, spiegando il titolo dell\u2019incontro, ha sottolineato come spesso l\u2019Italia e le sue istituzioni perdano di vista coloro che hanno intrapreso la via dell\u2019emigrazione.<\/p>\n<p>\u201cNoi invece \u2013 ha affermato Marino \u2013 consideriamo quel mondo come un universo identitario che \u00e8 legato e ricorda il paese d\u2019origine. In pratica una risorsa che non va persa di vista e va messa in rete\u2026 Un universo, formato non sono solo da pi\u00f9 di quattro milioni e mezzo di titolari di passaporto italiano ma anche dai tanti italici e italofoni, che va valorizzato e tenuto fortemente legato al nostro Paese\u201d.<\/p>\n<p>Ha poi preso la parola Fabio Porta, presidente del Comitato per gli italiani nel mondo e la promozione del sistema Paese della Camera,che ha ricordato come in calendario vi siano tre importanti scadenze: l\u2019approvazione della legge di stabilit\u00e0,  che comporter\u00e0 un ulteriore giro di vite sulla spesa pubblica, il passaggio decisivo della riforma costituzionale al Senato, che avr\u00e0 anche delle ricadute sul\u2019auspicata riforma della rappresentanza degli italiani all\u2019estero, e l\u2019elezione del nuovo Cgie. \u201cPurtroppo sulla legge di stabilit\u00e0 \u2013 ha spiegato Porta \u2013 l\u2019esperienza degli ultimi anni ci dice che le voci di spesa che riguardano gli italiani all\u2019estero sono considerate fra le pi\u00f9 adatte a subire tagli lineari. Io credo che gi\u00e0 da questa sede debba partire una sollecitazione verso il Governo affinch\u00e9 a partire dalla prossima legge di stabilit\u00e0, in un momento in cui il nostro Paese torna a crescere, possano aumentare dopo tanti anni i livelli di investimento e di spesa per l\u2019Italia e i connazionali nel mondo. Per far ci\u00f2 \u2013 ha aggiunto il parlamentare del Pd eletto nella ripartizione America Meridionale \u2013 non \u00e8 sufficiente soltanto l\u2019impegno dei parlamentari eletti all\u2019estero, ma \u00e8 necessaria una mobilitazione pi\u00f9 generale che faccia capire all\u2019Italia che noi abbiamo nel mondo un comunit\u00e0 di italici che negli ultimi anni si \u00e8 integrata ed affiancata agli italiani nel mondo che sono in continua crescita\u201d. Dopo aver evidenziato la scarsa percezione che si ha in Italia dell\u2019accresciuta diaspora verso l\u2019estero dei nostri connazionali,  notevoli gli aumenti delle presenze nel Regno Unito e in Olanda, Porta ha precisato come la lievitazione degli iscritti all\u2019Aire abbia fra le sue cause anche il riacquisto della cittadinanza italiana, come ad esempio avviene in Brasile, da parte dei numerosi discendenti. Una realt\u00e0, quest\u2019ultima, che per il deputato, l\u2019Italia ha sempre vissuto come un problema e non come un\u2019opportunit\u00e0. Una procedura, quella del riacquisto della cittadinanza che oggi prevede una tassa di 300 euro, risorse che per\u00f2 non sono destinate ai consolati per il miglioramento dei servizi.   Porta ha anche sottolineato l\u2019esigenza sia di avviare una riflessione sulla tutela previdenziale e sociale degli italiani all\u2019estero anche in nuova mobilit\u00e0, da questo punto di vista andrebbe rilanciata l\u2019idea della convenzione fra patronati e Maeci, sia di creare reti pi\u00f9 dinamiche, in ambito diplomatico , associativo e delle istituzioni regionali, capaci di essere pi\u00f9  vicine agli italiani all\u2019estero della nuova e vecchia emigrazione.<\/p>\n<p>\u201cPer quanto riguarda gli italici \u2013 ha proseguito Porta \u2013 con molto piacere ho visto in Per\u00f9 e in Venezuela l\u2019enorme potenziale rappresentato da chi \u00e8 interessati all\u2019Italia e dalle imprese italiane che sono ormai parte integrante di quei paesi,  realt\u00e0 che per\u00f2 sono ancora ai margini delle nostre politiche.. Sono passati 10 anni dall\u2019arrivo in Parlamento del primo contingente di eletti all\u2019estero, \u2013 ha continuato il deputato del Pd \u2013 \u00e8 giunto dunque il momento di avviare una riflessione anche autocritica, su questa presenza che rappresenta molto ma che pu\u00f2 migliorare ancora soprattutto se messa in grado di rappresentare questo enorme bacino di italici nel mondo\u201d.  Da Porta \u00e8 stato infine ricordato il naufragio della nave Sirio, avvenuto il 4 agosto del 1906 , dove morirono pi\u00f9 di 300 italiani. Una tragedia, molto simile a quelle subite oggi dagli immigrati nei nostri mari, che, come tanti altri avvenimenti significativi della nostra emigrazione,  potrebbe essere ricordata nelle scuole italiane attraverso l\u2019approvazione di un progetto di legge volto all\u2019introduzione nei programmi dell\u2019insegnamento  della storia delle migrazioni.<\/p>\n<p>Dal canto suo Piero Bassetti, presidente di Globus et locus\u201d, ha spiegato come nel suo libro \u201cSvegliamoci italici!\u201dsi cerchi di richiamare l\u2019interesse di un largo pubblico affinch\u00e9 prendano  coscienza di un mondo cambiato rispetto a quello di cento anni fa, quando i nostri connazionali morivano naufraghi. Oggi infatti, secondo lo scrittore, di fronte all\u2019odierno fenomeno della mobilit\u00e0, gli antichi principi delle frontiere nazionali e della cittadinanza appaiono meno rilevanti e andrebbero aggiornati ad esempio attraverso un\u2019ipotesi universalistica della cittadinanza. Bassetti dopo aver segnalato la necessit\u00e0 di non approcciarsi alla nuova emigrazione italiana attraverso i classici temi della nostalgia, ha sottolineato l\u2019esigenza di raccordare il nostro Paese al mondo moderno assorbendo da questo il pi\u00f9 possibile e al contempo restituendo  al mondo il meglio che l\u2019Italia possiede, ovvero la presenza della civilizzazione italica che viene da prima dello stato nazionale , in cui si riconoscono i grandi valori dell\u2019italicit\u00e0 come la romanit\u00e0 e il rinascimento. \u201cEcco che quindi \u2013 ha spiegato Bassetti \u2013  l\u2019italicit\u00e0 diviene un discorso di valori e non di passaporti\u2026. Non perdiamoci di vista nel costruire una grande italicit\u00e0 nel mondo \u2013 ha aggiunto lo scrittore \u2013 e cresciamo dentro questa italicit\u00e0 dove noi nuotiamo come dei pesci. .. Noi abbiamo interesse che quello che abbiamo seminato nel mondo, e che magari \u00e8 stato ripreso da persone che non sanno pi\u00f9 l\u2019italiano, giochi a nostro vantaggio\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 poi intervenuto Rodolfo Ricci, del Coordinamento del Forum delle associazioni italiane nel mondo, che ha ricordato come ormai dal 1988, l\u2019anno della seconda Conferenza sull\u2019Emigrazione, si continui a parlare dell\u2019emigrazione italiana come una risorsa, senza giungere a risultati concreti. Un obbiettivo mancato, da parte di chi lavora in questo settore e delle istituzioni, che , secondo Ricci, appare preoccupante alla luce di un\u2019emigrazione che vede allentarsi sempre di pi\u00f9 il legame con l\u2019Italia e sta pi\u00f9 vivendo una dimensione culturale e sociale molto simile a quella degli oriundi, Ricci ha poi ricordato come negli anni novanta e nella prima decade del 2000 furono messi in atto interventi concreti, dal ministero del Lavoro, dal Mae e da molte regioni, per la formazione delle nuove generazioni degli italiani all\u2019estero. Uomini e donne che soprattutto in Europa acquisirono capacita e competenze anche trasversali, biculturali e bilinguiste. Una risorsa umana in vari ambiti professionali che per\u00f2 fu sfruttata in gran parte da imprese con realt\u00e0 produttive estere, dimostrando, secondo Ricci, la nostra incapacit\u00e0  di cogliere l\u2019emigrazione come risorsa. \u201cSe queste nuove generazioni sono state una risorsa perduta, \u2013 ha proseguito Ricci \u2013 la nuova emigrazione che noi abbiamo di fronte oggi \u00e8 invece un\u2019altra grande risorsa che stiamo rischiando di perdere\u2026. Vi sono dei paesi che colgono pienamente e hanno la capacit\u00e0 di misurasi in un contesto internazionale come \u2018paesi globali\u2019, fra questi cito la Germania in Europa, gli Stati Uniti, il Giappone, la Cina e  il Brasile, ma l\u2019Italia se si lascia sfuggire centinaia di migliaia di giovani all\u2019anno,  qualificati e formati con i nostri soldi, va  oggettivamente incontro ad una perdita di patrimonio umano e di Pil , e non vi \u00e8 un arricchimento culturale che passa essere messo al servizio del Paese\u201d. A questa valutazione ha replicato Bassetti sottolineando come la presenza dei nostri ricercatori all\u2019estero rappresenti comunque un bene per il nostro paese e contribuisca all\u2019azione di sviluppo.  <\/p>\n<p>Nel suo intervento Silvia Bertolini, coordinatrice delle consulte regionali dell\u2019emigrazione, ha in primo luogo precisato come a tutt\u2019oggi in Italia quasi tutte le regioni abbiano una consulta, un consiglio o una commissione per i corregionali all\u2019estero. Organismi collegiali che per\u00f2 non sempre vengono convocati lasciando, secondo la Bartolini, le politiche migratorie in mano ai consiglio regionali, con il rischio di un\u2019ingerenza dei partiti in questa delicata materia che deve anche confrontarsi con il costante calo delle risorse pubbliche.  La Bartolini ha poi precisato come le consulte regionali rappresentino un punto di riferimento per circa 3500 associazioni regionali nel mondo, solo in Emila Romagna sono iscritte 110 le associazioni. Sodalizi, quelli regionali che, per la coordinatrice, dovrebbero essere fattivamente coinvolti nelle attivit\u00e0 di internazionalizzazione delle nostre imprese messe in atto dalle Regioni.  <\/p>\n<p>\u201cIo credo che le Regioni \u2013 ha precisato la Bartolini dopo aver auspicato un maggiore coordinamento fra le varie iniziative  di internazionalizzazione messe in campo dal sistema Italia \u2013 abbiano il compito e il dovere di inserire nelle loro attivit\u00e0 all\u2019estero a favore delle piccole e medie imprese italiane la presenza del nostro associazionismo nel mondo, perch\u00e9 \u00e8 grazie a questa presenza che si va oltre all\u2019operazione unidirezionale verso l\u2019esterno, e si ottiene uno scambio con la reale comprensione di ci\u00f2 che \u00e8 veramente il territorio all\u2019estero, visto con gli occhi di chi \u00e8 gi\u00e0 integrato in tutto o in parte.. Quindi penso che questo coinvolgimento delle associazioni con le loro straordinarie competenze, soprattutto nei settori del cibo, della moda, del turismo e della cultura, siano fondamentali\u201d.<\/p>\n<p>Ha poi preso la parola il coordinatore del CEPA Gilberto De Santis che ha sottolineato come il problema non sia la frammentazione della presenza italiana all\u2019estero, che di per se rappresenta una ricchezza, ma il coordinamento di tutte queste realt\u00e0 che si attivano per conto dell\u2019Italia nel mondo  De Santis ha poi ricordato come i patronati siano oggi presenti, in circa 40 paesi del mondo con oltre 1000 uffici. Una realt\u00e0, quella dei patronati, che nel dopo guerra ha superato i confini nazionali per portare sostegno alle comunit\u00e0  italiane nel mondo che avevano bisogno di assistenza previdenziale.<\/p>\n<p>De Santis, dopo aver segnalato l\u2019organizzazione entro la fine dell\u2019anno di una conferenza alla Camera sulla nuova emigrazione in cui verranno verificate anche le diverse esigenze di servizio delle ultime ondate migratorie dei nostri connazionali,  ha evidenziato l\u2019esigenza di aggiornare il ruolo dei patronati che potrebbero ad esempio essere di supporto anche alle piccole aziende italiane che si recano all\u2019estero .\u201c La sfida pi\u00f9 grossa \u2013 ha precisato De Santis \u2013 \u00e8 quella di riuscire a stare vicino alle piccole  comunit\u00e0,  una questione che i consolati ed patronati potrebbero affrontare attraverso le nuove tecnologie informatiche. Sistemi innovativi, come ad esempio la creazione di fascicoli elettronici, che permetterebbero di accompagnare e di assistere i giovani emigranti all\u2019estero anche negli spostamenti nei vari paesi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNoi viviamo la proiezione geopolitica del nostro paese \u2013 ha affermato Enzo Amendola, responsabile nazionale del Pd per la politica estera \u2013 in uno schema pi\u00f9 libero rispetto al passato, non perch\u00e9 l\u2019identit\u00e0 europea o le alleanze  transoceaniche siano venute a mancare, ma perch\u00e9 lo schema di risposta ai grandi fenomeni di crisi economica e di migrazioni dovuti a guerre, squilibri e continenti che vogliono una globalizzazione pi\u00f9 equa, spingono medie potenze come l\u2019Italia ad essere pi\u00f9 reattive. La proiezione geopolitica del nostro paese \u00e8 quindi necessariamente cambiata e in questo ambito si colloca la recente riforma della Cooperazione allo sviluppo i cui fondi verranno incrementati\u201d. Amendola ha poi sottolineato la necessit\u00e0 di cambiare la struttura burocratica dell\u2019Italia nel mondo attraverso riforme ragionate che riorganizzino la rete diplomatica consolare, in modo che possa comunicare con tutti. Un cambiamento che dovr\u00e0 tenere conto del  retaggio culturale della nostra proiezione nel mondo, ma anche della nuove generazioni che si affacciano all\u2019estero. Quindi una nuova rete nel mondo per la cultura e la proiezione economica dell\u2019export. Amendola ha infine parlato dell\u2019esigenza di un salto di qualit\u00e0 della rete del Pd all\u2019estero . Ha quindi ricordato il caso della Tunisia dove convivono la grande cultura storica degli italiani che hanno dato tutto alla  Tunisia, le presenze di alto livello italiane nel campo politico, intellettuale e imprenditoriale, e la nuova emigrazione fatta di pensionati italiani hanno scelto questo paese.<\/p>\n<p>Dal canto suo il direttore di Rai Italia Piero Corsini ha ricordato come grazie alla diffusione del programma di Rai Italia \u201cCommunity\u201d  attraverso  Rai Tre e su Rai Scuola, anche i connazionali in patria abbiano finalmente potuto conoscere le storie, i problemi e le necessit\u00e0 degli italiani all\u2019estero, portando cos\u00ec a compimento l\u2019attivazione della tanto richiesta informazione di ritorno.  Corsini ha poi segnalato come un\u2019altra trasmissione di Rai Italia \u201cCamera con vista\u201d dia indicazioni utili sull\u2019imprenditoria italiana, favorendo cos\u00ec eventuali investimenti dall\u2019estero.   Il direttore di Rai Italia ha anche rilevato la necessit\u00e0 di coinvolgere nella fruizione dei programmi sempre di pi\u00f9 le comunit\u00e0 italofone che non parlano italiano, attraverso l\u2019uso nelle trasmissioni dei sottotitoli e la creazione di uno specifico canale complementare. \u201cRai Italia \u2013 ha concluso Corsini \u2013 \u00e8 una delle espressioni pi\u00f9 vere del servizio pubblico ed \u00e8 una delle missioni della Rai\u201d.<\/p>\n<p>Questa parte del dibattito \u00e8 stata conclusa da Donato Di Santo, gi\u00e0 sottosegretario agli Esteri, che \u00e8 intervenuto sul rapporti fra l\u2019Italia e l\u2019America Latina  \u201cQuesta Italia oltre l\u2019Italia  \u2013 ha spiegato Di Santo riferendosi ai Paesi dell\u2019America Latina \u2013 non \u00e8 dovuta solo all\u2019enorme quantit\u00e0 di italo discendenti, almeno  trenta o quanta milioni, non solo al fatto che le generazioni degli oriundi sono ben inserite a tutti i livelli delle societ\u00e0 , economia, cultura e politica,  ma perch\u00e9 ormai vi \u00e8 un interesse adulto in quei paesi verso l\u2019Italia, a cui non chiedono pi\u00f9 cooperazione allo sviluppo unidirezionale ed assistenziale, bens\u00ec crescita reciproca e collaborazione economica alla pari\u201d. Di Santo ha inoltre evidenziato sia il determinate appoggio alla candidatura di Milano per l\u2019Expo 2015 espresso dai paesi sud americani, sia l\u2019esigenza di non chiudere e di portare avanti l\u2019esperienza dell\u2019Istituto Italo Latino Americano.  \u201c In America Latina \u2013 ha proseguito Di Santo \u2013 vi \u00e8 un interesse autentico verso l\u2019Italia, sta a noi cogliere l\u2019attimo e costruire una politica estera adeguata che faccia della presenza italiana in questo continente una formidabile leva di crescita per il futuro\u201d. In vista dell\u2019ottava edizione della conferenza Italia \u2013 America Latina, che si terra in Italia nel 2017, Di Santo ha infine proposto la realizzazione di un Forum di preparazione all\u2019evento dedicato alle migrazioni che coinvolga gli italiani in America Latina e i latino americani in Italia. <\/p>\n<p>(Goffredo Morgia &#8211; Inform)\/eminews<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20150908 16:46:00 redazione-IT Una riflessione a tutto campo su italiani all\u2019estero, nuova emigrazione e presenza degli italici nel mondo. Gli interventi di Eugenio Marino (responsabile <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=1195\" title=\"11782 A Milano l\u2019incontro \u201cSenza perderci di vista. 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