{"id":11930,"date":"2017-04-15T19:06:47","date_gmt":"2017-04-15T17:06:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11273-33-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-16-agosto-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:47","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:47","slug":"11273-33-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-16-agosto-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11930","title":{"rendered":"11273 33. Notizie dall\u2019Italia e dal  Mondo 16  agosto 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140815 01:17:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Istat: Pil ancora gi\u00f9. Siamo in recessione tecnica. Manovra obbligatoria a settembre<br \/>\nVATICANO  &#8211; Il Papa incoraggia &quot;gli sforzi per riconciliazione e stabilit\u00e0 nella penisola coreana&quot;, &quot;unica strada&quot; per una &quot;pace duratura&quot;. E ricorda che la ricerca della pace da parte della Corea &quot;influenza la stabilit\u00e0 dell&#8217;intera area e del mondo intero, stanco della guerra&quot;. Lo ha detto incontrando le autorit\u00e0 nel Palazzo presidenziale di Seul.<br \/>\nNU &#8211; &quot;Ebola, malattia che nasce dalla miseria e dalla mancanza di strutture sanitarie&quot;.<br \/>\nTRIBUNALE RUSSELL &#8211; Migranti, un tribunale &quot;Russell&quot; che chiarisca le responsabilit\u00e0 dei governi<br \/>\nEUROPA &#8211; MOSCA  \/ HACKER FANNO &quot;DIMETTERE&quot; MEDVEDEV E mettono in bocca al premier critiche contro Putin e il governo.<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 PALESTINA. &quot;Palestinesi delusi dal ruolo di Onu ed Europa nel dramma di Gaza&quot;. Intervista ad Eleonora Forenza<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; AUSTRALIA \/ Tasso disoccupazione in Australia tocca livelli non visti da 12 anni<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Argentina \/ 100 ECONOMISTI SCRIVONO AL CONGRESSO USA: LA SENTENZA? RISCHIO INUTILE PER LA FINANZA MONDIALE<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE  &#8211; WASHINGTON \/ SNOWDEN, anche prigione per giusta causa . Ex talpa, mi interessa di pi\u00f9 il mio paese.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nISTAT<br \/>\nPIL, ANCORA GI\u00d9. SIAMO IN RECESSIONE TECNICA. MANOVRA OBBLIGATORIA A SETTEMBRE<br \/>\nNel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo e&#8217; a -0,3%, quindi diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013. L\u2019Istat, attraverso la stima preliminare, certifica quindi il ristagno dell&#8217;economia italiana. La controprova viene dalla media della produzione industriale nel trimestre aprile-giugno, diminuita dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Il dato \u00e8 peggiore di quanto veniva dichiarato in questi giorni. Sar\u00e0 impossibile arrivare allo 0,8 previsto dal Governo. Autore: di fabrizio salvatori<br \/>\n&quot;Stentiamo a uscire da una recessione che \u00e8 davvero profonda&quot; ha ammesso il ministro Carlo Padoan in una intervista. &quot;I dati negativi che ci arrivano dall&#8217;Istat riguardano, soprattutto, gli investimenti mentre, invece, i dati su consumi e esportazioni sono moderatamente positivi\u201d. Una sottigliezza che in realt\u00e0 non cambia il nodo del problema. A Palazzo Chigi, il leit motiv \u00e8 che non \u00e8 lo &#8216;zero virgola&#8217; a cambiare la sostanza delle cose e neanche la strategia complessiva del governo che, in attesa di incassare il primo via libera del Senato sulle riforme, si prepara a un autunno denso di provvedimenti economici: l&#8217;aggiornamento del Def, la legge di stabilit\u00e0, ma anche lo Sblocca Italia, l&#8217;iter parlamentare della delega sul lavoro e i decreti attuativi della delega fiscale.<br \/>\nIl Pil nel 2014 pu\u00f2 tornare a crescere ma la condizione era che &quot;nel II trimestre si registrasse almeno +0,2% o + 0,3%&quot;, dice il direttore del centro studi di Confcommercio Mariano Bella. A pesare, tra l&#8217;altro, &quot;il grave difetto meccanico&quot; che si registra, visto che il Sud &quot;un&#8217;area cos\u00ec importante del Paese, non cresce e continua ad andare indietro&quot;.<br \/>\nTutti i pi\u00f9 importanti centri di analisi economica hanno comune sottolineato che la crescita italiana sta tra lo 0,2% e lo 0,3%. In qualche caso, come Cer di Roma, \u00e8 addirittura allo 0,1%. Mezzo punto in meno rispetto alle previsioni del Def vuol dire un aumento del deficit di ben tre miliard<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nLA DEFLAZIONE SI MANGIA L&#8217;ITALIA \/ E COS\u00cc \u00c8 ARRIVATA. LA DEFLAZIONE, LA BESTIA NERA DEL GOVERNATORE DELLA BCE, MARIO DRAGHI, VIVE TRA NOI. Autore: Antonio Sciotto<br \/>\nNelle nostre citt\u00e0 \u2013 le principali del nostro Paese, ha registrato ieri l\u2019Istat \u2013 \u201cmangiandosi\u201d intere regioni che di solito trainano l\u2019economia, come il Piemonte, la Lombardia, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia. E gi\u00f9 fino alla Toscana, al Lazio, alla Puglia.<br \/>\nI prezzi hanno dunque un trend negativo (siamo al contrario dell\u2019inflazione, quando il costo della vita, il valore di beni e i servizi aumenta). Un dato positivo, si potrebbe pensare se guardiamo al nostro portafoglio, impoverito da anni di tagli ai salari e al wel\u00adfare, frutto di contratti che non si rinnovano, svuotato dalla precariet\u00e0, la cassa integrazione, la disoccupazione. Ma purtroppo non \u00e8 cos\u00ec: perch\u00e9 la deflazione \u00e8 segnale di consumi che non vanno, di un\u2019economia che si \u00e8 fermata, di un debito che cresce a dismisura rispetto al Pil: e quindi pu\u00f2 essere, pur\u00adtroppo, l\u2019anticamera di nuovi tagli decisi dalla politica (ita\u00adliana e Ue).<br \/>\nGuardiamo i dati: l\u2019inflazione a luglio si \u00e8 attestata a un +0,1%, in calo rispetto a giugno (era +0,3%). \u00c8 la cifra pi\u00f9 bassa dall\u2019agosto del 2009. Ma andando al dato congiunturale, vediamo una discesa: \u20130,1%. Che \u00e8 frutto di cali, anche parecchio vistosi, in diverse citt\u00e0 italiane. L\u2019inflazione acquisita per il 2014 \u00e8 stabile allo 0,3%.<br \/>\nLa diminuzione congiunturale pi\u00f9 alta \u00e8 quella di Firenze (-0,7%); seguono Roma e Torino con \u20130,5%; poi Milano (-0,3%). E ancora Palermo, Catanzaro e Potenza (-0,2%). Per finire con Genova, Trieste e Bari (-0,1%). Pesanti, in queste citt\u00e0, anche i dati tendenziali (il calo calcolato su un anno).<br \/>\nMa la deflazione abbraccia, come abbiamo anticipato, intere regioni e macro aree, quelle che di solito sono le pi\u00f9 produttive e dinamiche del Paese: gi\u00f9 Piemonte (-0,2%) e Lombardia (-0,1%), con un Nord Ovest a bilancio negativo (-0,1%); gi\u00f9 Veneto (-0,3%) e Friuli Venezia Giulia (-0,2%), con il Nord Est a crescita piatta (0%).<br \/>\nLa Toscana perde lo 0,2%, il Lazio lo 0,1%, e anche il Centro segna crescita zero dei prezzi. Crescono al contrario il Sud (+0,4%) e le Isole (+0,7%).<br \/>\nA far frenare la dinamica dell\u2019inflazione, ci informa l\u2019Istat, \u00e8 stato principal\u00admente \u00abl\u2019ampliarsi della flessione su base annua dei prezzi degli energetici regolamentati\u00bb. Basti pensare che il gas naturale \u00e8 sceso del 5,4% su giugno e dell\u201911,2% in termini tendenziali (la flessione pi\u00f9 forte dal marzo del 2010).<br \/>\nD\u2019altra parte, proprio a luglio l\u2019Autorit\u00e0 per l\u2019Energia ha deciso le nuove tariffe, riducendo il prezzo del gas. Quanto all\u2019indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell\u2019Unione europea (Ipca, utilizzato ad esempio per i rinnovi contrattuali), diminuisce del 2,1% su base mensile, soprattutto a causa dei saldi estivi, mentre risulta azzerato su base annua (era +0,2% a giugno).<br \/>\nTutti a comprare, quindi, visto che i prezzi si sono abbassati? Forse \u00e8 un discorso che si pu\u00f2 fare per i beni non durevoli \u2013 come ad esempio gli alimentari \u2013 ma pensiamo ad esempio a un\u2019auto, ancor pi\u00f9 se usata: chi sa che i prezzi tendenzialmente sono in fase di decrescita, rallenta i propri acquisti, aspettando una stagione migliore, quando sa insomma che il bene che acquista oggi non perder\u00e0 valore domani.<br \/>\nMa il rischio maggiore, a questo punto, \u00e8 per i Paesi con alto debito, come l\u2019Italia. A contare, come si sa, \u00e8 il rapporto debito\/Pil, dove il debito fa da numeratore e il Pil da denominatore. Se il secondo non cresce in termini reali, almeno in genere lo fa in termini nominali (calcolando cio\u00e8 l\u2019inflazione): ma in caso di crescita piatta sia dell\u2019economia che dei prezzi (come praticamente siamo in Italia), il fattore debito cresce a dismisura, creando quindi un problema per i conti pubblici.<br \/>\nNon a caso la Bce di Draghi segnala come pericolo la deflazione, soprattutto per i Paesi ad alto debito, e indica come crescita ideale dei prezzi il 2%: traguardo che come vediamo si allontana. Ma per ora lo stesso Draghi non ha saputo intervenire efficacemente.<\/p>\n<p>SARDEGNA<br \/>\nCONTINUA LA PROTERVIA DELLO STATO ITALIANO: IL GOVERNO BOCCIA L&#8217;EMENDAMENTO DEL M5S CONTRO POLIGONI MILITARI di : marco piccinelli<br \/>\n\u00abAll\u2019articolo 120 della Costituzione, dopo il primo comma, \u00e8 inserito il seguente: &quot;L\u2019impiego permanente di parti di territorio nazionale come poligoni militari per esercitazioni a fuoco \u00e8 consentito previa intesa con la Regione o Provincia autonoma interessata, anche ai fini dell\u2019adozione di adeguate misure compensative di carattere economico e sociale\u201d\u00bb.<br \/>\n&#8232;E\u2019, o sarebbe meglio, era il testo dell\u2019emendamento 33.3 proposto da Roberto Cotti, senatore sardo del Movimento 5 Stelle.<br \/>\n&#8232;Tale emendamento, con parere negativo di relatore e Governo, viene bocciato con 180 voti contrari. Amareggiato, il senatore commenta cos\u00ec su facebook: \u00abL\u2019ultimo disperato tentativo di bloccare l&#8217;invadenza dei poligoni militari nell&#8217;Isola senza preventiva intesa con le Regioni \u00e8 stato bocciato dalla maggioranza di governo\u00bb. &#8232;\u00abPer la serie: &quot;continuate a farci del male\u201d\u00bb, l\u2019amaro commento del senatore Cotti che fa il paio con quello di Michele Piras (Sel) mesi addietro, quando il Parlamento non aveva sbloccato i fondi (dopo mesi nda) destinati alle popolazioni alluvionate della Sardegna: \u00abCi si sente discriminati! Non \u00e8 accattonaggio, ci si sente discriminati dalle decisioni del Governo e dal trattamento che lo Stato italiano riserva alla Sardegna\u00bb.<br \/>\nLO STATO ITALIANO continua, dunque, a mettersi di traverso nelle questioni con l\u2019Isola, aggravando una situazione che negli anni ha dato linfa ai moventi \u2018pro s\u2019indipendentzia\u2019, che traggono, (legittimamente e giustamente) da queste volontarie manifestazioni di protervia continentale, linfa politica.<br \/>\nLa lotta dei sardi contro i poligoni militari continua e sembra senza fine e proprio un pugno di giorni fa il sito on line di \u2018Repubblica\u2019 rendeva disponibili delle foto scattate da Francesco Nonnoi che testimoniavano l\u2019atroce verit\u00e0 di resti di bombe, bossoli, tra \u2018gli ombrelloni dei bagnanti\u2019.<br \/>\n\u00abNella spiaggia di Cala Zafferano, nel Sulcis, turisti e villeggianti sono costretti a prendere il sole e a nuotare tra residui bellici, missili esplosi e numerosi proiettili. La spiaggia &#8211; confinante con la base Nato interforze di Teulada &#8211; \u00e8 diventata con il tempo una discarica non controllata e i resti delle esercitazioni militari che si svolgono d&#8217;inverno sono sotto gli occhi di tutti\u00bb.<br \/>\nSi fa dunque pi\u00f9 serrata e pi\u00f9 cruciale la lotta dell\u2019Isola contro l\u2019occupazione militare e, con essa, l\u2019appuntamento della manifestazione del 13 settembre assume contorni ancora pi\u00f9 rilevanti: \u00abblocco immediato di tutte le esercitazioni militari e chiusura di tutte le servit\u00f9, basi e poligoni militari con la bonifica, riconversione delle aree interessate\u00bb, queste le richieste degli indipendentisti che manifesteranno a Capo Frasc.<br \/>\nLO STATO INNOVATORE CONTRO IL VIRUS<br \/>\nEBOLA, CHI C\u2019\u00c8 DAVVERO DIETRO IL \u201cSIERO MIRACOLOSO\u201d PER CURARE L\u2019EPIDEMIA di Luca Aterini<br \/>\nOggi la Liberia, che aveva chiuso le proprie frontiere per difendersi dall\u2019epidemia di ebola che sta devastando l\u2019Africa occidentale, ha dichiarato lo stato d\u2019emergenza, immediatamente seguita dalla Nigeria. Pi\u00f9 velocemente del virus si sta allargando per\u00f2 nel resto del mondo un altro pericolo, quello della psicosi. Contro questa terribile malattia, colta spesso nei macabri connotati di una punizione divina, sembra naturale che come baluardo di difesa \u2013 quantomeno psicologica \u2013 appaia cos\u00ec efficace la retorica di un \u201csiero miracoloso\u201d capace di curare.<br \/>\nI medici occidentali ripetono ancora oggi che la diffusione dell\u2019epidemia nei paesi industrializzati (Italia compresa) resta assai improbabile, ma l\u2019attenzione \u00e8 tutta rivolta all\u2019epidemia e al siero sperimentale per contrastarla, definito appunto \u201cmiracoloso\u201d. Kent Brantly e Nancy Writebol, i volontari statunitensi colpiti in Africa dall\u2019ebola, presentano ad oggi condizioni di salute insperatamente positive (seppur ancora critiche) proprio grazie all\u2019iniezione del farmaco sperimentale, noto come ZMapp.<br \/>\nInterrogato a proposito delle possibilit\u00e0 di questo farmaco, oggi il presidente Obama ha affermato che \u00e8 prematuro pensare di inviare il vaccino sperimentale in Africa: \u00abBisogna aspettare che la scienza ci guidi \u2013 ha dichiarato \u2013 Penso che non abbiamo tutte le informazioni necessarie per determinare se questa medicina sia efficace\u00bb.<br \/>\nLe speranze per fermare l\u2019epidemia, nonostante tutto, continuano a guardare verso ZMapp. Prima ancora che al futuro, \u00e8 dunque estremamente interessante guardare al passato di questo farmaco. Secondo il Corriere della Sera si tratta di un \u201cmiracolo\u201d \u00abfrutto del lavoro di una piccola azienda biotech californiana, la Mapp, che si \u00e8 appoggiata a una fabbrichetta del Kentucky, la BioProcessing, per confezionare il siero\u00bb. Questo basta al Corsera per decretare che \u00abdove non arrivano le multinazionali del farmaco (ebola \u00e8 una malattia troppo rara per i loro livelli di fatturato) n\u00e9 la ricerca del governo federale Usa, la risposta viene \u2013 forse questo \u00e8 il vero miracolo \u2013 da una piccola impresa\u00bb.<br \/>\nAndando per\u00f2 a spulciare nella storia della \u00abfabbrichetta\u00bb si scopre che in realt\u00e0 lo sviluppo del farmaco oggi noto come ZMapp deve moltissimo proprio agli investimenti pubblici del governo Usa. Ancora una volta, come ha magistralmente spiegato l\u2019economista Mariana Mazzucato nel suo Lo Stato innovatore (il premier Renzi l\u2019ha appena comprato: speriamo anche lo legga) l\u2019immaginario del geniale imprenditore che nel chiuso del suo garage rivoluziona il mondo sganciandosi dal peso schiacciante dello Stato \u2013 e dello sforzo collettivo che questo rappresenta \u2013 si rivela per quello che \u00e8: pura retorica.<br \/>\nAlle spalle di ZMapp c\u2019\u00e8 infatti MB-003, un \u201ccocktail\u201d di anticorpi monoclonali sviluppato grazie all\u2019attivit\u00e0 di ricerca e sviluppo della US Army Medical Research Institute of Infectious Diseases (Usarmiid) che \u2013 come spiegano i documenti della BioProcessing \u2013 \u00e8 una diretta emanazione dello Stato la cui missione \u00e8 quella di indagare e bloccare le minacce per la salute pubblica.<br \/>\nMB-003 non \u00e8 frutto di un singolo imprenditore visionario, ma \u00ab\u00e8 stato sviluppato attraverso una collaborazione decennale tra industria privata e il governo degli Stati Uniti, con il finanziamento della Defense Advanced Research Projects Agency (Darpa), del National Institutes of Health (Nih), e del Threat Defense Reduction Agency (Dtra)\u00bb.<br \/>\nMa il ruolo di propulsione innovatrice dello Stato non si ferma qui. Dopo aver contribuito in modo determinante alla nascita di MB-003, dalle carte di Mapp Biopharmaceutical si scopre che anche lo stesso farmaco sperimentale ZMapp deve la sua nascita alla collaborazione del governo statunitense e della Public Health Agency of Canada (Phac). Non c\u2019\u00e8 dunque niente di \u201cmiracoloso\u201d dietro lo sviluppo del farmaco contro l\u2019ebola, se non la volont\u00e0 innovatrice dello Stato, che ha guidato le imprese private passo dopo passo. Il contrario di quanto sta succedendo in Italia, dove il team del virologo Giorgio Pal\u00f9, dell\u2019universit\u00e0 (pubblica) di Padova, sta mettendo a punto un possibile farmaco alternativo contro l\u2019ebola, ma \u00e8 costretto a testarlo a Stoccolma, perch\u00e9 nelle patrie terre non c\u2019\u00e8 un laboratorio adatto allo scopo.<br \/>\nSar\u00e0 invece un miracolo se i proventi derivanti dalla vendita del farmaco ZMapp torneranno almeno in parte nelle tasche dei cittadini che, con le loro tasse, hanno finanziato la creazione di ZMapp e se \u2013 soprattutto \u2013 l\u2019epidemia dell\u2019ebola riuscir\u00e0 a far comprendere l\u2019importanza di uno Stato che si fa guida attiva e intelligente dello sviluppo: nel mondo della green economy ne sanno qualcosa.<\/p>\n<p>PUTIGLIANO<br \/>\nLA SALMA DI SIMONE CAMILLI \u00c8 RIENTRATA IN ITALIA<br \/>\nNapolitano: La sua morte sia &quot;monito alle parti in conflitto e a tutti noi affinch\u00e9 ci si impegni per un&#8217;immediata e definitiva cessazione delle ostilit\u00e0&quot;. Venerd\u00ec i funerali a Pitigliano<br \/>\nLa salma di Simone Camilli, il videoreporter rimasto ucciso ieri in una esplosione a nord di gaza, \u00e8 rientrata in Italia.<br \/>\nAppena atterrato l&#8217;Airbus della Presidenza del Consiglio, che ha riportato in Italia la salma di Simone Camilli, si \u00e8 fermato a poche decine di metri dalla palazzina del 31\/o Stormo dell&#8217;Aeronautica militare, dove si trovavano la moglie del videoreporter, Ilfa, Chiara, una delle due sorelle, e alcuni parenti stretti di Simone, con colleghi e amici.<br \/>\nI funerali di Simone dovrebbero svolgersi domani, venerd\u00ec 15 agosto, alle 18, nella cattedrale di Pitigliano. La comunicazione l&#8217;ha data il parroco don Luca Caprini. A celebrare il rito funebre, come confermato dalla diocesi, sar\u00e0 il vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello, monsignor Guglielmo Borghetti, &quot;salvo altre impreviste disposizioni delle autorit\u00e0 competenti&quot;, si legge in una nota. La salma di Camilli, secondo quanto appreso, dovrebbe rientrare in Italia in nottata. Nella stessa cattedrale di Pitigliano, dove il padre del reporter Pier Luigi Camilli \u00e8 sindaco, alle 21.30 di oggi il vescovo ha convocato la comunit\u00e0 locale e diocesana per un momento di preghiera in suffragio di Simone e di sostegno per i suoi familiari.<br \/>\nNapolitano: morte di Simone sia monito per parti in conflitto &#8211; &quot;La morte di Simone &#8211; come quella delle altre vittime dell&#8217;esplosione e dei numerosi civili di ogni et\u00e0 e nazionalit\u00e0 quotidianamente coinvolti dalla violenza bellica in Medio Oriente &#8211; deve costituire un ulteriore monito alle parti in conflitto e a tutti noi affinch\u00e9 ci si impegni per un&#8217;immediata e definitiva cessazione delle ostilit\u00e0&quot;. Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che esprime la sua &quot;vicinanza e partecipazione al dolore&quot; per la morte di Simone Camilli.<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nCOREA<br \/>\nIl Papa incoraggia &quot;gli sforzi per riconciliazione e stabilit\u00e0 nella penisola coreana&quot;, &quot;unica strada&quot; per una &quot;pace duratura&quot;. E ricorda che la ricerca della pace da parte della Corea &quot;influenza la stabilit\u00e0 dell&#8217;intera area e del mondo intero, stanco della guerra&quot;. Lo ha detto incontrando le autorit\u00e0 nel Palazzo presidenziale di Seul.<br \/>\n&quot;La diplomazia&quot; ha oggi di fronte una sfida: operare per la giustizia, &quot;senza dimenticare le ingiustizie del passato&quot;, ma superandole con &quot;perdono, tolleranza e cooperazione&quot;. E raggiungere &quot;obiettivi reciprocamente vantaggiosi, costruendo le fondamenta del reciproco rispetto, della comprensione e della riconciliazione&quot;. Lo ha detto il Papa nel suo discorso alle autorit\u00e0, nel Palazzo presidenziale di Seul.<br \/>\nNel primo discorso ufficiale del suo viaggio nella Repubblica di Corea papa Francesco ha affrontato il problema della divisione della Penisola e del popolo coreano in due Stati, al Nord e al Sud, che risale al 1953 e l&#8217;ha messa in rapporto con la pace dell&#8217;intera Asia e di tutto il mondo. L&#8217;incontro con le autorit\u00e0 &#8211; circa 200 persone tra cui, tra gli altri, membri dell&#8217;esecutivo, delle istituzioni della Repubblica, una rappresentanza del Corpo diplomatico &#8211; si \u00e8 svolto nel Salone dei ricevimenti del Palazzo presidenziale. Questo, chiamato &quot;Blue house&quot;, prende il nome dal colore tradizionale delle 150 mila tegole che ricoprono l&#8217;edificio centrale e le due dipendenze laterali. La &quot;eredit\u00e0 nazionale&quot; della gente di Corea, ha dunque osservato papa Bergoglio, \u00e8 stata &quot;messa alla prova nel corso degli anni da violenza, persecuzioni e guerra&quot; ma i coreani &quot;non hanno perso speranza&quot; di giustizia pace e unit\u00e0, e queste sono mete a beneficio non solo del popolo coreano, ma dell&#8217;intera regione e del mondo intero. Papa Bergoglio ha quindi chiesto impegno per &quot;trasmettere ai giovani una eredit\u00e0 di pace&quot; e ha osservato che &quot;questo appello ha un significato del tutto speciale qui in Corea, una terra che ha sofferto lungamente a causa della mancanza di pace. &quot;Esprimo &#8211; ha proseguito il Pontefice &#8211; il mio apprezzamento per gli sforzi in favore della riconciliazione e della stabilit\u00e0 nella penisola coreana e incoraggio tali sforzi, che sono l&#8217;unica strada sicura per una pace duratura. La ricerca della pace da parte della Corea &#8211; ha rimarcato &#8211; \u00e8 una causa che ci sta particolarmente a cuore perch\u00e9 influenza la stabilit\u00e0 dell&#8217;intera area e del mondo intero, stanco di guerra&quot;.<br \/>\nNU<br \/>\n&quot;Ebola, malattia che nasce dalla miseria e dalla mancanza di strutture sanitarie&quot;. Intervista al dottor Aldo Morrone  di Autore: fabio sebastiani<br \/>\nDOMANI A GINEVRA IL COMITATO DI EMERGENZA ISTITUITO DALL&#8217;OMS PER AFFRONTARE L&#8217;EPIDEMIA DI EBOLA DECIDER\u00c0 SE INSERIRE LA MALATTIA NELLA LISTA DELLE &#8216;EMERGENZA DI SALUTE PUBBLICA DI LIVELLO INTERNAZIONALE&#8217;.<br \/>\nLo status finora e&#8217; stato adottato solo per la pandemia del 2009 dell&#8217;influenza A, la cosiddetta &#8216;suina&#8217;, e poche settimane fa per la polio. Per il Centro Europeo di Controllo delle Malattie, che ieri ha appena pubblicato il suo &#8216;risk assessment&#8217; sul virus, il rischio che Ebola arrivi in Europa e&#8217; &#8216;molto basso&#8217;. &#8221;Anche per chi viaggia o risiede nei paesi colpiti e&#8217; molto basso \u2013 scrivono gli esperti europei &#8211; a patto che seguano alcune precauzioni elementari&#8221;.- Intanto, la \u201cvia leghista\u201d alla sanit\u00e0 pubblica non smentisce le sue allucinazioni. Il capogruppo leghista al Comune di Bologna e consigliere regionale Manes Bernardini, ha chiesto addirittura la quarantena per i migranti. Controlacrisi ha intervistato Aldo Morrone, uno dei massimi esperti di malattie infettive, soprattutto legate ai movimenti migratori.  Primario di Medicina delle Migrazioni dell&#8217;IFO San Gallicano di Roma, Morrone \u00e8 stato l&#8217;ideatore, negli anni &#8217;80, del primo poliambulatorio italiano dedicato tanto a migranti quanto a italiani senza fissa dimora, a Roma, nell&#8217;antica sede dell&#8217;ospedale, a Trastevere.<br \/>\nLA MORTALIT\u00c0 PROVOCATA DAL VIRUS EBOLA \u00c8 TORNATA A LIVELLI PREOCCUPANTI, MA QUESTO \u00c8 STATO TRADOTTO IN OCCIDENTE COME IL \u201cPERICOLO ALLE PORTE\u201d. CHA STA ACCADENDO IN REALT\u00c0?<br \/>\nEffettivamente c\u2019\u00e8 un\u2019alta mortalit\u00e0 come si sapeva gi\u00e0. Possiamo per\u00f2 dire che si tratta di fasi cicliche. Dopo impennate di alta mortalit\u00e0 il virus si stabilizza. Questo accade per tutte le malattie virali. Il problema \u00e8 che per la prima volta ci sono stati tre paesi coinvolti. Questo succede per la totale mancanza di strutture sanitarie minime, come \u00e8 la realt\u00e0 di Sierra Leone, Guinea Liberia.<br \/>\nINSOMMA, UNA MALATTIA PROVOCATA DALLA MISERIA\u2026<br \/>\nSierra Leone \u00e8 il paese con la pi\u00f9 bassa aspettava di vita media, intorno ai 48 anni. Ha un\u2019alta mortalit\u00e0 infantile, e uno degli indici sul pi\u00f9 basso peso alla nascita. Tutte malattie con le quali non c\u2019\u00e8 nessun tipo di contrasto e che nascono da una precisa situazione di privazione. Non c&#8217;\u00e8 nessun pericolo in Italia per la diffusione del virus Ebola. Non c&#8217;\u00e8 allo stato attuale nessun rischio che qualche individuo contagiato dal virus  Ebola, possa raggiungere l&#8217;Italia senza che le autorit\u00e0 sanitarie ne vengano a conoscenza. Non c&#8217;\u00e8 nessun possibile innesco di un focolaio epidemico<br \/>\nQUINDI, PER ARGINARE IL COSIDDETTO PERICOLO FORSE SAREBBE IL CASO DI INTERVIRE L\u00cc\u2026<br \/>\nAnche le immagini che abbiamo po tutto osservare, con ambiti ospedalieri dove non c\u2019\u00e8 nessun tipo di igiene e non vengono utilizzati guanti, con malati abbandonati ci parlano di una situazione dove mancano le misure minime. Questo \u00e8 un virus che non si diffonde per via aerea o per un colpo di tosse ma solo nel contatto diretto con il sangue. E\u2019 evidente che questo accade per gli operatiori sanitari, e per i famigliari, che lavorano in condizioni tremende. Ci vuole un intervento con una serie di risorse tali che in queste aree del mondo si possa mettere in piedi un servizio sanitario pubblico. Sono le fasce pi\u00f9 povere della popolazione che vivono in queste condizioni. Si tratta di una decisone da prendere a livello internazionale. Non abbiamo soltanto il virus dell\u2019Ebola. Ci sono anche le cosiddette malattie tropicali dimenticate che riguardano un miliardo e mezzo di persone. Non c\u2019\u00e8 nessun investimento di natura farmacologica perch\u00e9 si ritene che colpiscano aree povere<br \/>\nMOLTI HANNO SOLLEVATO POLEMICHE SUI RISCHI DELL\u2019EBOLA A PROPOSITO DEGLI ARRIVI \u201cCLANDESTINI\u201d DEI MIGRANTI IN ITALIA.<br \/>\nVa detto che gli arrivi in Italia non sono da quelle zone. Poi, va anche sottolineato che sulle navi di \u201cMare nostrum\u201d ci sono medici preparati e operatori che seguono precisi corsi di formazione. Gli immigrati che arrivano sono in condizioni sostanzialmente sane. L&#8217;origine del fenomeno migratorio, vorrei dire, risale a trenta anni fa. Partono i pi\u00f9 sani e i pi\u00f9 forti. Il fenomeno della diffusione delle malattie virali, infine, non \u00e8 semplicemente un fenomeno legato alla migrazione ma alla mobilit\u00e0 di merci, animali e persone, e alla loro velocit\u00e0 di spostamento.<br \/>\nTRIBUMALE RUSSELL<br \/>\nMIGRANTI, UN TRIBUNALE &quot;RUSSELL&quot; CHE CHIARISCA LE RESPONSABILIT\u00c0 DEI GOVERNI.<br \/>\nIl Comitato \u201cGiustizia per i nuovi desaparecidos\u201d \u00e8 composto da centinaia di aderenti, molti dei quali avvocati che da anni hanno maturato una esperienza significativa nell&#8217;assistenza ai migranti. Qui di seguito il documento che propone l&#8217;istituzione di una sorta di &quot;Tribunale Russell&quot; sul grande tema dei migranti che chiarisca le responsabilit\u00e0 dei governi, che nel decidere &quot;le regole del gioco&quot; e le politiche di intervento agiscono sempre senza un reale riferimento normativo, etico e morale.<br \/>\n\u00c8 una tragica routine che si ripete ormai da anni. Immagini di barconi pieni di persone stipate in condizioni disumane, naufragi, morte e disperazione. Per chi riesce ad arrivare sulle coste italiane c\u2019\u00e8 solo la detenzione in campi di ogni sorta, la difficolt\u00e0 nell\u2019accedere al diritto all&#8217;asilo e lo stato di abbandono in cui di fatto si ritrovano quei profughi che hanno ottenuto una qualche forma di protezione internazionale. \u00c8 una triste sequela di fronte alla quale si rischia l&#8217;assuefazione, il facile ricorso a capri espiatori, o a scorciatoie securitarie. Dietro quelle notizie, quei nomi, quei numeri ci sono bambini, donne, uomini con la loro dignit\u00e0 e i loro diritti umani inalienabili. Dignit\u00e0 e diritti che sono loro sottratti quando diventano oggetto di diatriba politica, carne da macello per campagne elettorali, immagini sbiadite di un video che li ritrae abbracciati in fondo al mare. Dinanzi al dolore degli altri dobbiamo prendere posizione. I morti di oggi sono un anello della lunghissima catena segnata ai suoi inizi, per quanto ci riguarda direttamente, dallo speronamento di un barcone pieno di albanesi da parte di una nave della nostra Marina Militare nel 1997.<br \/>\nSono, queste morti, gli effetti collaterali di un contesto mondiale in cui l\u2019accaparramento delle risorse della terra da parte di una esigua minoranza della popolazione mondiale produce nel resto del pianeta miseria, disastri ecologici, guerre, proliferazione nucleare e degli armamenti.<br \/>\nLa migrazione dei tanti che da mille rotte arrivano alle sponde del Mediterraneo ne \u00e8 conseguenza diretta.<br \/>\nMa quei tanti sono una parte, soltanto, dei tantissimi costretti a lasciare i loro paesi e per\u00f2 ostacolati da politiche europee e dalla proliferazione di accordi con governi non sempre democratici della sponda sud. Altri ancora verranno decimati dai respingimenti o semplicemente lasciati in mare a morire di fame e di sete, perch\u00e9 questo \u00e8 quanto ciclicamente avviene: impossibile credere che non vengano segnalati da satelliti, navi, elicotteri e aerei che continuamente solcano, sorvolano e controllano il Mediterraneo e il deserto del Sahara, anche nell\u2019ambito d\u2019azione di Frontex. La stessa operazione Mare Nostrum, pur garantendo il soccorso a migliaia di persone, denuncia limiti evidenti: spesso comincia proprio da qui il percorso che condanna rifugiati e migranti alla invisibilit\u00e0 e alla sparizione.<br \/>\nSono ormai decine e decine di migliaia le vittime di questa spirale perversa di violenza di fronte alla quale non basta pi\u00f9 l&#8217;indignazione, n\u00e9 gli strumenti messi a disposizione dal diritto hanno finora permesso di rendere verit\u00e0 e giustizia alle loro famiglie, identificando e sanzionando le responsabilit\u00e0 dei singoli, dei governi e delle istituzioni. \u00c8 l&#8217;esistenza di una visione politica propria degli Stati, dell\u2019Europa e della NATO, che condanna alla sparizione i tanti che attraversano il deserto e il Mediterraneo. \u00c8 difficile ormai nasconderselo: questa frontiera \u00e8 una grande muraglia che contiene ma allo stesso tempo filtra la mobilit\u00e0 umana, violando cos\u00ec i diritti fondamentali e producendo gerarchie e sfruttamento. Insomma il Mediterraneo \u00e8 il buco nero di un&#8217;Europa che non sa o non vuole essere solidale, presa dall&#8217;ossessione del controllo delle sue frontiere e attraversata da rigurgiti nazionalisti, xenofobi e razzisti.<br \/>\nOssessione securitaria e razzismo sono due facce della stessa medaglia e vanno sconfitte attraverso gli strumenti del diritto e della politica. Noi, attivisti, rappresentanti di associazioni di migranti, famiglie dei nuovi desaparecidos, giuristi ed esponenti della societ\u00e0 civile riteniamo intollerabile tutto ci\u00f2. Per questo ci rivolgiamo ai governi, all&#8217;Unione Europea, agli organismi internazionali, ai movimenti, alle organizzazioni non-governative e a tutti coloro che hanno a cuore la dignit\u00e0 e i diritti delle persone. Lo facciamo all&#8217;apertura del semestre italiano di Presidenza dell&#8217;Unione Europea perch\u00e9 crediamo che il rispetto e la tutela dei diritti umani, che dovrebbero essere il fondamento del progetto europeo, debbano essere costantemente riaffermati e difesi.<br \/>\nLe responsabilit\u00e0 vanno chiarite. A tal fine proponiamo la convocazione di un tribunale internazionale di opinione, sulla scia del Tribunale Russell e del Tribunale Permanente dei Popoli, che offra alle famiglie dei migranti scomparsi un&#8217;opportunit\u00e0 di testimonianza e rappresentanza; contribuisca ad accertare le responsabilit\u00e0 e le omissioni di individui, governi e organismi internazionali; e fornisca uno strumento per l\u2019avvio delle azioni avanti agli organi giurisdizionali nazionali, comunitari, europei e internazionali. Vogliamo ricostruire la verit\u00e0, sanzionare i responsabili e rendere giustizia a vittime e famigliari.<br \/>\nRivendichiamo il diritto ad essere informati sul contenuto degli accordi stipulati dagli Stati europei in materia di controllo delle frontiere dei paesi attraversati dalle persone dirette verso l\u2019Unione europea; sulle forme di cooperazione militare e di polizia instaurate tra gli Stati europei e i paesi di origine e transito dei migranti; sulle regole di ingaggio delle forze impiegate nell\u2019attivit\u00e0 di \u201ccontrasto all\u2019immigrazione clandestina\u201d; sui comportamenti effettivamente tenuti da queste forze in occasione delle tragedie avvenute lungo i percorsi dei migranti; sui campi di contenimento e detenzione dislocati nei paesi di passaggio.<br \/>\nDobbiamo interrompere il ciclo di disinformazione che si fa indifferenza e impotenza. Occorre mettere insieme una molteplicit\u00e0 di attori ascoltando, in primo luogo, la voce dei diretti interessati, gli esuli e i migranti, le vittime e i testimoni.<br \/>\nChiediamo che l&#8217;Unione Europea adotti tutti gli strumenti necessari per arrestare questo massacro, prevedendo una politica comune di asilo e accoglienza, l\u2019apertura di canali umanitari, laddove sussistano situazioni di conflitto o gravi violazioni del diritto, essenziali per sottrarre le migliaia di migranti all\u2019arbitrio e allo sfruttamento da parte di trafficanti di esseri umani.<br \/>\nChiediamo all&#8217;Unione Europea, al Parlamento Europeo e agli Stati Membri l\u2019istituzione di commissioni d\u2019inchiesta sui nuovi \u201cdesaparecidos\u201d, la ratifica della Convenzione ONU sui Diritti dei Lavoratori Migranti e delle loro Famiglie e l&#8217;abolizione della cosiddetta direttiva rimpatri del 2008, detta \u201cdella vergogna\u201d per il suo contenuto fortemente repressivo.<br \/>\nChiediamo che le istituzioni si impegnino a garantire con tutti gli strumenti disponibili il riconoscimento dell\u2019identit\u00e0 delle vittime e offrano ai loro famigliari un luogo di raccoglimento e cordoglio che restituisca dignit\u00e0 alle persone scomparse.<br \/>\nIl Comitato \u201cGiustizia per i nuovi desaparecidos\u201d<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nRUSSIA<br \/>\nMOSCA<br \/>\nHACKER FANNO &quot;DIMETTERE&quot; MEDVEDEV E mettono in bocca al premier critiche contro Putin e il governo.<br \/>\nDegli hacker hanno attaccato l&#8217;account Twitter di Dmitri Medvedev attribuendo al premier russo improbabili critiche al suo stesso governo e allo &#8216;zar&#8217; del Cremlino Vladimir Putin. &quot;Mi dimetto. Provo vergogna per l&#8217;operato del governo. Scusatemi&quot;, \u00e8 il primo annuncio &#8216;shock&#8217;, a cui segue la &#8216;confessione&#8217; del desiderio di diventare un &quot;fotografo freelance&quot;. Ma il falso Medvedev non si ferma qui: &quot;I cittadini &#8211; scrive &#8211; non devono soffrire perch\u00e9 le autorit\u00e0 del Paese non hanno buon senso&quot;<\/p>\n<p>EU<br \/>\nROJAVA<br \/>\nAPPELLO DELLE DONNE CURDE ALL&#8217;UMANIT\u00c0 CHE RESISTE<br \/>\n Il  TJKE- Movimento Europeo delle Donne Curde, lancia oggi un durissimo messaggio all&#8217;opinione pubblica internazionale rispetto alla guerra portata avanti dall&#8217;Is sul confine iracheno. &quot;L\u2019organizzazione terroristica IS (Stato Islamico), che sta compiendo massacri e genocidi nei confronti dei popoli, comunit\u00e0 religiose e societ\u00e0 del Medio Oriente &#8211; si legge nel comunicato &#8211; che non porta altro che morte e brutalit\u00e0 e viene sfruttata dal sistema capitalistico come organizzazione di provocatori, in questo momento sta commettendo crimini di guerra in spregio degli umani per distruggere i valori di umanit\u00e0 in Kurdistan e nel Medio Oriente.<br \/>\nAl momento le bande aggressive e fasciste di IS proseguono con i loro attacchi con grandissima brutalit\u00e0 ed inimicizia nei confronti del Kurdistan a Koban\u00ea, Mossul e &#350;engal (Sinjar). Persone vengono decapitate, messe in futa, donne violentate e bambini lasciati alla morte per fame e per sete.<br \/>\nCase e propriet\u00e0 vengono distrutte e saccheggiate. Citt\u00e0 sacre vengono date alle fiamme, saccheggiate, distrutte e sporcate. Persone anziane, sagge, vengono assassinate. Tutti coloro che sostengono la storia dei popoli e i valori dell\u2019umanit\u00e0 sono bersaglio dei banditi di IS. La barbarie di IS prosegue i suoi orrendi attacchi come nemico dei popoli e delle comunit\u00e0 religiose.<br \/>\nLe bande di IS infibulano bambine, strumentalizzano donne come concubine come strumenti sessuali, vietano negozi di parrucchiere e violentano e riducono in schiavit\u00f9 donne per \u201cfidanzamenti religiosi\u201d della durata di una o due ore. Come ha detto la parlamentare yezida Viyan Daxil, donne vengono vendute al mercato, violentate e considerate come bottino.<br \/>\nLe bande che da due anni compiono brutali attacchi nel Rojava (Kurdistan occidentale), il 3 agosto 2014 hanno iniziato ad attaccare Sengal e i suoi dintorni che si trovano nel Kurdistan meridionale, una delle regioni pi\u00f9 preziose per il popolo curdo. Compiono massacri nei confronti del popolo yezida che appartiene ad una delle pi\u00f9 antiche religioni tra il popolo curdo.<br \/>\nCome risultato di questi attacchi pi\u00f9 di 10.000 curdi yezidi sono dovuti fuggire sul monte Sengal. Pi\u00f9 di 30.000 donne, bambini e anziani sono stati costretti a lasciare le proprie case. Anche se tuttora non ci sono indicazioni precise sui numeri, si parla di migliaia di donne rapite da IS per essere vendute sul mercato degli schiavi o violentate.<br \/>\nLe persone che sono dovute fuggire in montagna per via della fame e della sete guardano la morte negli occhi. Pi\u00f9 di 50 bambini sono gi\u00e0 morti per mancanza di acqua e di cibo e il numero cresce ogni giorno. Secondo quanto affermano delegazioni che hanno visitato Sengal, centinaia di donne si sono suicidate per non cadere nelle mani di IS.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nPALESTINA<br \/>\n&quot;PALESTINESI DELUSI DAL RUOLO DI ONU ED EUROPA NEL DRAMMA DI GAZA&quot;. INTERVISTA AD ELEONORA FORENZA<br \/>\nEleonora Forenza, parlamentare europea della lista Tsipras, si \u00e8 recata nei giorni scorsi in Israele e Cisgiordania nell&#8217;ambito di una missione di parlamentari intergruppo italiani: Mattiello, Bordo, Nicchi, Fossati, Piras, Paris, Gribaudo, Tidei.  di: fabio sebastiani<br \/>\nCHE IMPRESSIONE AVETE RICAVATO DALLA VOSTRA VISTA? AVETE POTUTO VISITARE GAZA IN QUALCHE MODO?<br \/>\nCi siamo potuti muovere solo in Cisgiordania. Per Gaza ci hanno detto di no. Anche perch\u00e9 fino a qualche giorno fa, prima della tregua, la situazione era molto molto complicata. La prima cosa che abbiamo fatto \u00e8 stata la visita all\u2019opsedale di Gerusalemme est, che accoglie parte dei feriti di Gaza, che \u00e8 gi\u00e0 una azione di per se molto complicata. Lo scenario \u00e8 stato terrificante. Molti i bambini in condizioni gravissime.<br \/>\nI PALESTINESI IN CISGIORDANIA CHE IDEA SI SONO FATTI DI QUESTA AGGRESSIONE A GAZA?<br \/>\nI cooperanti che abbiamo incontrato parlano di persone che non pensano nemmeno pi\u00f9 a fuggire. Una rassegnazione alla convivenza con la morte che \u00e8 pazzesca. Anche i pi\u00f9 critici nei confronti di Hamas parlano di guerra contro i palestinesi. Gli esponenti Anp ci hanno detto innanzitutto che \u00e8 una guerra contro il popolo palestinese e che, secondo elemento, ci sono metri di valutazione nettamente differenti nelle reazioni internazionali. I 1800 morti per la gran parte civili non valgono il sequestro di un soldato israeliano, peraltro in territorio di guerra, checch\u00e9 ne dicano Renzi e Obama.<br \/>\nQUESTA GUERRA NON PARLA DELLA REALE CONDIZIONE QUOTIDIANA DEI PALESTINESI.<br \/>\nLoro chiedono alcune cose basilari, ovvero la possibilit\u00e0 di uscire da Gaza, la continuit\u00e0 territoriale tra Gaza e Cisgiordania, e la fine dell\u2019occupazione. Esponenti della societ\u00e0 civile israeliana ci hanno raccontato cosa \u00e8 la quotidianit\u00e0 come per esempio a scuola passi l\u2019idea dei palestinesi terroristi e come nei libri la Palestina non venga citata, nemmeno come sommaria indicazione geografica. Mettere anche soltanto in dubbio questi elementi equivale al tradimento. L\u2019apartheid a Hebron \u00e8 impressionante. E\u2019 lampante che se Israele vuole veramente aprire un percorso di pace deve mettere sul tavolo la questione delle colonie. Ogni luogo in Cisgiordania \u00e8 circondato da colonie che si espandono. Come \u00e8 possibile pensare che per i palestinesi sia possibile una convivenza?<br \/>\nIl ruolo dell\u2019Onu non ha subito una accelerazione nemmeno di fronte al sospetto di crimini di guerra\u2026<br \/>\nLa cosa che lascia pi\u00f9 delusi i palestinesi \u00e8 esattamente la questione delle Nazioni Unite: di fronte ai crimini di guerra di Israele non c\u2019\u00e8 mai una condanna netta da parte della comunit\u00e0 internazionale.<br \/>\n\u2026 l\u2019Unione europea ha perso un\u2019altra occasione\u2026<br \/>\nSulla questione dell\u2019Unione europea ci aspettavamo un ruolo di mediazione diverso. Resta il silenzio dell\u2019Europa e l\u2019omologazione alla posizione degli Stati Uniti.<br \/>\nCOME DELEGAZIONE ITALIANA COME INTENDETE ANDARE AVANTI?<br \/>\nAbbiamo sottoscritto una lettera a Shultz in cui chiediamo che ci sia una presa di posizione europea, anche tenendo conto degli accordi commerciali tra Europa e Israele. La seconda questione \u00e8 che proprio nel momento in cui si litiga su chi deve essere il rappresentante della politica estera nel governo dell\u2019Europa c\u2019\u00e8 il vuoto pi\u00f9 assoluto. Tutti sul fronte palestinese ci hanno spiegato che la parola pace e tregua sono vuote senza la fine dell\u2019assedio. L\u2019Unione europea deve agire un ruolo politico su quel conflitto anche rispetto all\u2019asimmetria totale.<br \/>\nE LA GUE?<br \/>\nE\u2019 possibile una missione Gue in Palestina e in ogni caso la delegazione del Parlamento europeo presieduta da una parlamentare della Gue prender\u00e0 alcune iniziative<br \/>\nGAZA<br \/>\nI  NUMERI DELLA GUERRA 1.910 MORTI, DI CUI 415 BAMBINI<br \/>\n In 29 giorni di guerra tra israeliani e palestinesi, a partire dall&#8217;8 luglio scorso, i morti sono stati complessivamente 1910, di cui 1843 palestinesi, 64 soldati israeliani, due civili israeliani e un thailandese. Il bilancio e&#8217; redatto dall&#8217;agenzia umanitaria dell&#8217;Onu Ocha. I feriti palestinesi sono 9.560. Tra i morti palestinesi l&#8217;Ocha conta 1354 civili (pari al 73%), di cui 415 bambini e 214 donne. I palestinesi morti, che facevano parte di gruppi armati, sarebbero 216.<\/p>\n<p>IRAQ<br \/>\nITALIA PRONTA AL COINVOLGIMENTO A FIANCO DEGLI STATI UNITI<br \/>\n &quot;Stiamo chiaramente valutando una serie di altre iniziative in questi giorni che non riguarderanno probabilmente soltanto il ministero degli Esteri ma potranno riguardare anche quello della Difesa&quot;, il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha risposto cosi&#8217; su Rainews24 a una domanda su un possibile coinvolgimento militare italiano in Iraq.<br \/>\nL&#8217;aiuto della Francia all&#8217;Iraq, invece, &quot;e&#8217; attualmente umanitario. Al momento un intervento di tipo militare non e&#8217; previsto&quot;, ha detto il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, in una conferenza stampa a Erbil, accanto a Massud Barzani, presidente della regione autonoma del Kurdistan iracheno. La lotta delle forze irachene e curde contro &quot;il califfato dell&#8217;odio&quot; dell&#8217;Isis &quot;non e&#8217; solo per loro stesse, ma e&#8217; una lotta per le liberta&#8217; che ci riguardano tutti&quot;, ha sottolineato il capo della diplomazia francese.<\/p>\n<p>NIGERIA, LIBERIA e  BURKINA FASO.<br \/>\nEbola: stato di emergenza in Nigeria e Liberia. Il Burkina Faso vieta la caccia ai pipistrelli<br \/>\nL\u2019epidemia di Ebola sembra ormai essere arrivata anche in Nigeria che, come la  Liberia, ha dichiarato lo stato di emergenza. La presidente liberiana, Ellen Johnson Sirleaf, ha annunciato che lo stato di emergenza, entrato in vigore ieri, durer\u00e0 90 giorni e che \u00abIl governo e il popolo della Liberia chiedono delle misure straordinarie per aiutare il  nostro Stato e per la protezione della vita del nostro popolo\u00bb, Secondo il ministro della Sanit\u00e0 nigeriano, Onyebuchi Chukzu, \u00abattualmente tutto il mondo \u00e8 a rischio. L\u2019esperienza della Nigeria ha aperto gli occhi al mondo sulla realt\u00e0 di Ebola\u00bb.<br \/>\nAnche un Paese non ancora colpito dall\u2019epidemia di Ebola, il Burkina Faso, sta prendendo misure preventive: il ministero ro dell\u2019ambiente e dello sviluppo sostenibile ha sospeso su tutto il territorio nazionale  la caccia speciale alle \u201croussette\u201d, i pipistrelli,  che \u00e8 aperta dal primo luglio al 31, proprio per contrastare una possibile diffusione di Ebola.<br \/>\nI pipistrelli, insieme ai ratti ed ad altre specie selvatiche, cacciate legalmente o di frodo, sono infatti il principale vettore della malattia tra gli esseri umani. In particolare i pipistrelli sono fortemente contagiosi. Le  equipe mediche che lottano per frenare Ebola in Africa occidentale stanno sconsigliando a tutti di mangiare  carne di animali selvatici,  ma alcune comunit\u00e0 rurali, che dipendono dalla carne per le proteine sono determinati a continuare le loro pratiche tradizionali di caccia. Mentre la carne di animali selvatici come volpi volanti, roditori e antilopi di foresta \u00e8 in gran parte scomparsa dalle dalle bancarelle dei mercati nelle principali citt\u00e0 dell\u2019epicentro di Ebola, come Gu\u00e9ck\u00e9dou nellla Guinea meridionale, o nella capitale Conakry dove sono in corso campagne informative per evitare la contaminazione, la carne di pipistrello o di altri animali selvatici viene ancora mangiata nei villaggi pi\u00f9  remoti. Dove la zootecnia \u00e8 poco diffusa e la selvaggina \u00e8 ancora abbondante.<\/p>\n<p>Juan Lubroth, veterinario capo della Fao, ha detto all\u2019agenzia informativa umanitaria dell\u2019Onu, Irin, che \u00abLa scarsa conoscenza e la superstizione, soprattutto nelle comunit\u00e0 rurali, cos\u00ec come il movimento transfrontaliero, una carenza di infrastrutture di sanit\u00e0 pubblica ed  altre cause epidemiologiche hanno contribuito alla diffusione di Ebola. La preoccupazione immediata \u00e8 quella di fermare la trasmissione da uomo a uomo. Scoraggiare il consumo di carne selvatica  e l\u2019introduzione di bestiame come alternativa alla caccia fa parte delle soluzioni a lungo termine contro i rischi di contrarre Ebola dalla selvaggina. Riconosciamo l\u2019importanza che la selvaggina ha alla nutrizione di qualit\u00e0 che non si pu\u00f2 ottenere solo da diete a base di vegetali. Noi non diciamo che si dovrebbe smettere di mangiare carne selvatica\u2026 ma possiamo sostituire la necessit\u00e0 di andare nella foresta a caccia di selvaggina con l\u2019avere una fonte di bestiame e mezzi di sussistenza, cosa \u00e8 pi\u00f9 sicuro? Possiamo avere un pi\u00f9 di un programma di sviluppo dove \u00e8 possibile, si pu\u00f2 produrre pollame, ovini, caprini, suini \u2026 e gestire questo in  modo che non ci sia alcuna invasione indebita nella foresta per la caccia?>.<br \/>\nMa promuovere pratiche igieniche per evitare di contrarre Ebola si sta gi\u00e0 dimostrando un grosso sforzo che implica un notevole cambiamento nei comportamenti, far accettare alle popolazioni rurali e forestali una nuova dieta \u00e8 ancora pi\u00f9 complicato, come fa notare Lubroth, \u00abDiventa molto difficile far capire e ad un individuo di una minaccia che non pu\u00f2 essere vista, in questo caso particolare un virus\u2026 Uno degli aspetti pi\u00f9 importanti \u00e8 quello di costruire la fiducia con le comunit\u00e0 o villaggi. La sociologia, l\u2019antropologia, la comunicazione sono altrettanto importanti della veterinaria e delle scienze mediche o dello studio della fauna selvatica. I fatti epidemiologici devono essere tradotti in modo semplice perch\u00e9 li capisca la gente comune, usando per esempio allegorie locali\u00bb. Eppure gli informatori sanitari come Mariame Bayo in Guinea, sono stati minacciati di morte nei villaggi dove gli abitanti si oppongono fortemente agli operatori umanitari. \u00abA Nongoha  &#8211; racconta la Bayto \u2013 ci hanno detto che se non ce ne andavamo ci avrebbero fatto a pezzi ed avrebbero buttato la nostra carne nell\u2019acqua\u00bb.<br \/>\nSecondo il ministro della salute della Guinea, il colonnello R\u00e9my Lamah, la questione \u00e8 anche politica: \u00abC\u2019\u00e8 gente che arriva a dire che il governo e il presidente hanno inventato Ebola e il loro scopo \u00e8 quello di evitare che si tengano le elezioni\u00bb. Le elezioni presidenziali dovrebbero tenersi nel 2015.<br \/>\nLubroth non chiede di vietare la caccia ma direttive chiare, \u00abCome non toccare animali morti o vendere o mangiare animali trovati morti. Si dovrebbe anche evitare di cacciare animali malati o che hanno comportamenti strani, perch\u00e9 quello \u00e8 un segnale di allarme\u00bb.<br \/>\nI pipistrelli frugivori, che vengono solitamente consumati secchi o in una zuppa speziata, sono particolarmente pericolosi perch\u00e9 possono veicolare Ebola senza sviluppare segni clinici della malattia. Se \u00e8 vero che Ebola viene eliminato dalle alte temperature della cottura della carne, \u00e8 per\u00f2 la manipolazione della selvaggina ad infettare cacciatori ed acquirenti.<br \/>\nDiversi governi dell\u2019Africa occidentale hanno vietato il consumo e la vendita di selvaggina, ma nessuno riesce a far rispettare il divieto perch\u00e9 le comunit\u00e0 rurali si sentono penalizzate.<br \/>\nKatinka de Balogh, uno specialista di salute pubblica veterinaria della Fao, dice che \u00abRegna un clima di sfiducia, a tal punto che la gente nasconde i malati invece di cercare l\u2019aiuto di un medico. E\u2019 molto difficile lottare contro la malattia con i miti e le voci che circolano\u00bb.<br \/>\n&#8211; See more at:<br \/>\n http:\/\/www.greenreport.it\/news\/ebola-emergenza-in-nigeria-liberia-burkina-faso-vieta-caccia-pipistrelli\/#sthash.mny3dZmy.dpuf <\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nAUSTRALIA<br \/>\nTasso disoccupazione in Australia tocca livelli non visti da 12 anni<br \/>\nIL MERCATO DEL LAVORO IN AUSTRALIA HA REGISTRATO UN TASSO DI DISOCCUPAZIONE (DESTAGIONALIZZATO) DURANTE LUGLIO 2014 PARI A 6,4%. Secondo dati pubblicati dall\u2019Australian Bureau of Statistics, ci\u00f2 rappresenta un forte aumento rispetto al mese precedente quando il dato corrispondente era pari a 6,0%. Il tasso \u00e8 salito rispetto a dodici mesi fa quando era stato misurato pari a 5,6%. Il risultato di Luglio \u00e8 il peggiore dall\u2019Agosto 2002. Nasce da una crescita marcata della forza lavoro australiana alla quale non corrisponde una crescita altrettanto forte e veloce di posti di lavoro. La combinazione di crescita della popolazione e di immigrazione crea un bacino di lavoratori sempre pi\u00f9 grande. La manodopera australiana ha infatti raggiunto durante Luglio 2014 il record di sempre con 12.365.000 persone o impiegate o in cerca di lavoro. Con 789.000 persone, il numero di disoccupati ha raggiunto un livello non visto dal 1997 (anche se allora il tasso di disoccupazione era pari all\u20198,7%). Durante Luglio il numero di posti di lavoro persi \u00e8 stato di \u2018soli\u2019 300, un calo dovuto alla perdita di posti di lavoro part-time mentre i posti di lavoro a tempo pieno solo saliti di quasi 15.000 unit\u00e0. Questo pu\u00f2 essere visto come un risvolto positivo in quanto l\u2019economia ha \u2018trasformato\u2019 lavori part-time in lavori a tempo pieno. Per quello che riguarda i vari Stati, il tasso di disoccupazione \u00e8 cresciuto ovunque fatta eccezione il South Australia e la Tasmania, i due Stati con un\u2019economia attualmente meno forte. Ecco i tassi di disoccupazione per ogni Stato:<br \/>\nNew South Wales 5,9%<br \/>\nVictoria 7%<br \/>\nQueensland 6,8%<br \/>\nSouth Australia 7,2%<br \/>\nWestern Australia 5,2%<br \/>\nTasmania 7,5%<br \/>\nNorthern Territory 4,8%<br \/>\nACT 3,9%<br \/>\nIl Queensland ha visto uno degli aumenti pi\u00f9 significativi passando dal valore di 6,3% durante il mese di Giugno. Una maggiore partecipazione in Victoria ha visto il tasso di disoccupazione raggiungere livelli non visti negli ultimi 11 anni.<br \/>\nSIDNEY<br \/>\nJIHADISTA AUSTRALIANO PORTA FIGLI IN SIRIA, BIMBO MOSTRA UNA TESTA MOZZATA IN FOTO UN BAMBINO DI SETTE ANNI, NATO E CRESCIUTO IN AUSTRALIA, REGGE LA TESTA MOZZATA DI UN SOLDATO SIRIANO NELLA CITT\u00c0 DI RAQQA.<br \/>\nL\u2019immagine \u00e8 stata messa in rete dal padre del ragazzo, fuggito in Siria con i suoi tre figli e divenuto un combattente dello Stato Islamico. \u201cQuesto \u00e8 mio figlio\u201d ha scritto Khaled Sharrouf, nei confronti del quale \u00e8 stato emesso un mandato d\u2019arresto.<br \/>\nL\u2019immagine \u00e8 stata pubblicata su un quotidiano australiano nel giorno della visita del Segretario alla Difesa statunitense, Chuck Hagel: \u201cIsil \u00e8 una minaccia per il mondo civilizzato \u2013 ha detto Hagel \u2013 Lo \u00e8 sicuramente per gli Stati Uniti, per i nostri interessi, per l\u2019Europa e per l\u2019Australia. Se ripenso alla foto che ho visto oggi sulla prima pagina di un giornale locale, vedo la prova grafica della reale minaccia che l\u2019Isil rappresenta\u201d.<br \/>\nIl governo australiano stima che fino a 150 australiani stiano combattendo la Jihad in Siria e in Iraq.<br \/>\nSharrouf ha scontato quasi quattro anni di carcere per aver partecipato alla preparazione di un attentato nel 2005 a Sydney e da allora era sotto sorveglianza. L\u2019uomo \u00e8 per\u00f2 riuscito a fuggire all\u2019estero usando il passaporto del fratello. Il premier australiano, Tony Abbott, dai paesi Bassi ha detto che le immagini sono un altro esempio delle \u201corribili atrocit\u00e0\u201d di cui il gruppo \u00e8 capace.<br \/>\nIl presidente dell\u2019Associazione Musulmana, Libanese Samier Dandan, si \u00e8 detto profondamente sconvolto dall\u2019immagine, che ha bollato come \u201cil gesto di un folle\u201d e ne ha preso fermamente le distanze in nome di tutta la comunit\u00e0 musulmana in Australia<\/p>\n<p>MELBORNE<br \/>\nOSPEDALE D\u00c0 PAZIENTI PER MORTI \/  MEDICI INFORMANDOLI CHE 200 PAZIENTI ERANO MORTI. E&#8217; emerso oggi che l&#8217;ospedale di Austin il 30 luglio ha informato diversi medici di famiglia che i loro pazienti erano deceduti durante il ricovero, invece di dire che erano stati dimessi il giorno prima. La direzione dell&#8217;ospedale ha presto scoperto la svista e ha presentato profonde scuse, attribuendola a errore umano.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nArgentina<br \/>\n100 ECONOMISTI SCRIVONO AL CONGRESSO USA: LA SENTENZA? RISCHIO INUTILE PER LA FINANZA MONDIALE<br \/>\nhttp:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/notizie\/2014-08-01\/argentina-100-economisti-scrivono-congresso-usa-sentenza-rischio-inutile-la-finanza-mondiale&#8211;154153.shtml?uuid=ABxMTSgB<br \/>\nDear Member of Congress,<br \/>\nWe note with concern the recent developments in the court case of Argentina vs. NML Capital, etc. The District Court\u2019s decision \u2013 and especially its injunction that is currently blocking Argentina from making payments to 93 percent of its foreign bondholders &#8212; could cause unnecessary economic damage to the international financial system, as well as to U.S. economic interests, Argentina, and fifteen years of U.S. bi-partisan debt relief policy. We urge you to act now and seek legislative solutions to mitigate the harmful impact of the court\u2019s ruling.<br \/>\nFor various reasons, governments sometimes find themselves in situations where they cannot continue to service their sovereign debt. This was Argentina\u2019s situation at the end of 2001. After years of negotiations, Argentina reached a restructuring agreement with 93 percent of the defaulted bondholders, and has made all agreed-upon payments to them.<br \/>\nThe court\u2019s decision that Argentina cannot continue to pay the holders of the restructured bonds unless it first pays the plaintiffs mean that any \u201choldout\u201d creditor can torpedo an existing agreement with those bondholders who chose to negotiate. While individuals and corporations are granted the protection of bankruptcy law, no such mechanism exists for sovereign governments. As such, the court\u2019s ruling would severely hamper the ability of creditors and debtors to conclude an orderly restructuring should a sovereign debt crisis occur. This could have a significant negative impact on the functioning of international financial markets, as the International Monetary Fund has repeatedly warned.<br \/>\nThose who invested in Argentine bonds were compensated with high interest rates, to mitigate the risk of default. There are inherent risks when investing in sovereign bonds, but the court\u2019s ruling creates a moral hazard, by allowing investors to obtain full repayment, no matter how risky the initial investment.<br \/>\nThe plaintiffs in the case purchased Argentine bonds on the secondary market after default, often for less than 20 cents on the dollar. While these actors could have accepted the restructuring and still made a very large profit, they instead have fought a decade-long legal battle, seeking exorbitant profits in excess of 1,000 percent and creating financial uncertainty along the way.<br \/>\nThe recent developments will also directly impact the United States and its status as a financial center of the world economy. While much of the developing world\u2019s debt is issued under the jurisdiction of New York law and utilizing New York-based financial institutions, the court\u2019s ruling will make it more likely for sovereign governments to seek alternate locations to issue debt. Britain and Belgium, for example, have already passed legislation aimed at preventing this type of behavior from \u201choldout\u201d creditors.<br \/>\nIn addition, the court has put restrictions on New York banks, preventing them from distributing regularly scheduled interest payments to holders of the restructured bonds. Already, banks have faced lawsuits from investors, creating greater uncertainty for U.S.-based financial institutions.<br \/>\nArgentina has expressed a willingness to negotiate, and has recently reached agreements with the Paris Club as well as claims by international investors.<br \/>\nWe hope that you will look for legislative solutions to prevent this court decision, or similar rulings, from causing unnecessary harm.  Sincerely,<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nMORTE CAMPOS SCONVOLGE CAMPAGNA PRESIDENZIALI \/ CANDIDATO SOCIALISTA SCOMPARSO IN INCIDENTE PICCOLO AEREO<br \/>\nLa tragica morte del candidato socialista Eduardo Campos &#8211; vittima di un incidente aereo la cui dinamica non \u00e8 ancora stata chiarita &#8211; ha sconvolto la campagna per le presidenziali in Brasile del prossimo 5 ottobre, con conseguenze ancora difficili da valutare ma che comunque complicano il panorama per la presidente Dilma Rousseff, alla ricerca di una rielezione.<br \/>\nCampos &#8211; un economista 49enne, nato a Recife, capitale dello stato di Pernambuco (nord-est del Brasile), del quale \u00e8 stato governatore dal 2006 fino al 2014 &#8211; era considerato una figura<br \/>\nemergente della politica brasiliana. I sondaggi gli attribuivano poco meno del 10% di voti, ancora lontano dal 38% di Rousseff e dal 23% dello sfidante moderato Aecio Neves, del Partito della<br \/>\nSocialdemocrazia Brasiliana (Psdb)<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE.<br \/>\nWASCHINGTON<br \/>\nOBAMA<br \/>\nNon ci sar\u00e0 nessun piano di evacuazione sul monte Sinjar. Lo ha detto il presidente Usa, Barack Obama, da Martha&#8217;s Vineyard. Secondo Obama, l&#8217;assedio alla minoranza minacciata dai jihadisti dell&#8217;Isis sarebbe stato comunque rotto. Obama ha aggiunto che i raid continueranno in Iraq per &quot;proteggere i civili e il personale americano&quot;. Mentre gli aiuti umanitari alla popolazione yazida sul monte Sinjar diminuiranno nei prossimi giorni.<br \/>\nPENTAGONO<br \/>\nevacuazione yazidi meno probabile &#8211; &quot;I consiglieri militari, che erano accompagnati dall&#8217;Usaid &#8211; ha detto John Kirby, portavoce del Pentagono &#8211; hanno constatato che ci sono meno yazidi sulle montagne rispetto a quanto temuto in precedenza&quot;. Grazie agli aiuti umanitari, ai raid aerei americani contro le postazioni dei jihadisti dello stato islamico dell&#8217;Iraq e agli sforzi dei miliziani curdi Peshmerga, &quot;molti yazidi sono riusciti a fuggire nelle scorse notti. Coloro che sono rimasti sono in condizioni migliori rispetto a quanto calcolato in precedenza e continuano ad avere accesso ai viveri e all&#8217;acqua lanciati di cargo americani&quot;.<br \/>\nWASCHINGTON<br \/>\nIL VUOTO STRATEGICO AMERICANO.<br \/>\nhttp:\/\/www.termometropolitico.it\/media\/2013\/08\/presidenti-stati-uniti.jpg<br \/>\nQuando croll\u00f2 l\u2019Urss, e con essa l\u2019ordine mondiale bipolare, le valutazioni furono in generale assai ottimistiche e molti si spinsero a prevedere che tutto ci\u00f2 avrebbe portato ad un crollo nelle spese militari, non essendoci pi\u00f9 alcuna gara negli armamenti, dirottando ingentissime cifre verso investimenti sociali. Si parl\u00f2 addirittura di un incombente \u201cNuovo Rinascimento\u201d. Aldo Giannuli<br \/>\nNon pare che le cose siano andate in questo modo: dopo un relativo calo nei primi anni novanta, la spesa militare \u00e8 invece sensibilmente aumentata, a danno di quella sociale e, quanto al \u201cnuovo Rinascimento\u201d, chi lo ha visto?<br \/>\nQuelle rosee previsioni si basavano sulla certezza di un nuovo ordine mondiale monopolare, nel quale gli Usa, senza neppure dover spendere le cifre del passato, avrebbero assicurato una stabile governance mondiale. Si calcolava che, almeno sino al 2060 non avrebbe potuto esserci alcuna potenza in grado di sfidare l\u2019egemonia americana e sempre che la nuova potenza trovasse le risorse necessarie, mentre gli Usa segnassero il passo. Le cose sono andate, poi, molto diversamente: la Russia si riprese abbastanza presto dal ciclo negativo 1991-1998, la Cina crebbe a ritmi molto maggiori del previsto e cos\u00ec l\u2019India, gli Usa dovettero misurarsi con le turbolenze mediorientali che ingoiarono montagne di dollari e ad esse si somm\u00f2 la lunga serie di interventi minori in Africa (Sudan, Somalia, ecc.).<br \/>\nI nuovi venuti, grazie ai sostenuti tassi di crescita, iniziarono ad armarsi (o riarmarsi) e la gara riprese: gi\u00e0 nei primi anni 2000 le spese militari mondiali avevano superato di slancio quelle del periodo bipolare.<br \/>\nPoi venne la crisi del 2008 e, pur se con molte incertezze e ritardi, \u00e8 diventato chiaro a tutti che, come scrive Alessandro Colombo: \u201cl\u2019unipolarismo a guida americana \u00e8 diplomaticamente, economicamente e persino militarmente insostenibile\u201d (COLOMBO \u201cTempi decisivi\u201d Feltrinelli 2014. A proposito: ve ne consiglio caldamente la lettura, ma ci torneremo).<br \/>\nLa crisi ha dimostrato che gli Usa non hanno il fiato economico per reggere l\u2019Impero, che ha costi proibitivi e non solo per il sopraggiungere della crisi finanziaria, ma anche per le diseconomie della sua macchina militare. Il ritiro americano da Iraq ed Afghanistan, prima ancora che i \u201cregimi amici\u201d vi si fossero consolidati, non meno che i mancati interventi in Siria ed Iran, sempre annunciati e mai realizzati, hanno tolto credibilit\u00e0 alle minacce americane. Non che gli americani abbiano rinunciato alle pretese di essere l\u2019Impero mondiale, da cui discendono moneta, lingua, diritto e legittimazione politica, ma, non sanno pi\u00f9 come fare. Dal 2011 hanno provato a consociare gli alleati europei negli interventi militari, ma l\u2019esperimento libico \u00e8 restato un caso isolato e di ben scarso successo; per il resto, c\u2019\u00e8 molto poco da aspettarsi dal vecchio continente. Stanno cercando di creare una cintura di alleato per contenere la Cina, ma anche qui le cose sono molto al di sotto delle aspettative.<br \/>\nNel frattempo i conflitti locali iniziano a sommarsi, descrivendo archi di crisi lunghissimi. Accanto ai conflitti non risolti che ci portiamo dietro da anni (dalle Farc Colombiane, alla Somalia, dal Sudan a Cipro, Timor ecc.) si sono aggiunti altri punti di guerra o intervento straniero (Mali, Costa d\u2019Avorio ecc.) mentre altre linee di confine si surriscaldano (Cina-Vietnam, India-Pakistan). Ma soprattutto si sono profilate due linee di frattura particolarmente lunghe e pericolose, come quella russo-ucraina e la sommatoria di conflitti e crisi mediorientali (Libia, Gaza, Irak, Siria, Afghanistan, Turchia, Barhein, Yemen ecc.) mentre l\u2019Iran \u00e8 pronto ad intervenire.<br \/>\nL\u2019elenco \u00e8 incompleto, anzi appena accennato, ma basta a dire che, dal 1945 in poi,  non c\u2019\u00e8 mai stata una situazione altrettanto conflittuale. Anche la crisi indocinese o quella arabo-israeliana erano ben pi\u00f9 circoscritte e controllate come pure le guerriglie africane e latino americane. Nel complesso, il \u201cbipolarismo imperfetto\u201d (c\u2019erano anche i \u201cnon allineati\u201d) aveva trovato un suo modo di funzionare ed una lingua comune ai contendenti. Non dico che si debba rimpiangere quell\u2019equilibrio che aveva molti aspetti di assoluta negativit\u00e0, ma, insomma, era un equilibrio che assicurava un certo ordine mondiale, mentre oggi non ce ne \u00e8 alcuno.<br \/>\nLe ragioni di questo nuovo \u201cdisordine mondiale\u201d sono molto complesse e richiederebbero molto pi\u00f9 di un semplice articolo, per cui ci limitiamo solo ad abbozzare alcune possibili linee di approfondimento.<br \/>\nLa spiegazione pi\u00f9 immediata e semplice (fatta propria da Prodi nella sua intervista all\u2019Espresso ora in edicola) \u00e8 quella del \u201critiro\u201d americano e dell\u2019indisponibilit\u00e0 delle altri grandi potenze ad assicurare una efficace governance mondiale assumendosi la responsabilit\u00e0 di intervenire quando questo sia necessario. C\u2019\u00e8 del vero in questo (ammesso che l\u2019intervento esterno sia la soluzione cui ricorrere, cosa di cui, in linea di massima, non saremmo poi cos\u00ec convinti), ma, per certi versi, questo \u00e8 pi\u00f9 il sintomo che la malattia, perch\u00e9 occorrerebbe spiegare perch\u00e9 una stagione ventennale di interventi esteri ha fatto registrare una lunga serie di fallimenti.<br \/>\nRiprenderemo il discorso nei primissimi giorni e settimane, perch\u00e9 ci sono molti aspetti che vanno indagati. Qui ci limitiamo a segnalarne uno di particolare rilevanza: lo schema concettuale con il quale gli americani sono entrati nella globalizzazione pretendendo di guidarla. Sia lo schema di Fukuyama dell\u2019 \u201cesportazione della democrazia\u201d quanto quello di Huntington del \u201cconflitto di civilt\u00e0\u201d, si sono rivelati completamente fallimentari (ed il primo molto pi\u00f9 del secondo) nella loro incapacit\u00e0 di capire il mondo ed assumere le ragioni degli altri come qualcosa con cui confrontarsi. Bruciati dai fatti questi due schemi di azione, gli Usa sono rimasti senza strategia alcuna. Mirano a mantenere la loro posizione egemonica ma non hanno pi\u00f9 un disegno credibile di ordine mondiale. Le esitazioni sui casi di Siria ed Iran stanno l\u00ec a dimostrarlo. Certo l\u2019idea di impantanarsi in un nuovo conflitto di lunga durata e di altissimo costo resta la ragione che (per fortuna!) scongiura l\u2019ennesimo intervento a stelle e strisce, ma non si tratta solo di questo. Il problema principale, per gli americani, \u00e8 che non sanno bene cosa verr\u00e0 fuori una volta ingaggiato il conflitto.<br \/>\nPrendiamo il caso siriano: forse non sarebbe neppure una guerra lunga e dispendiosa e con un urto concentrato si potrebbe ottenere la caduta del regime di Assad in un paio di settimane, ma dopo? A beneficio di chi andrebbe questa spallata? I contendenti non sono esattamente quanto di pi\u00f9 rassicurante dal punto di vista occidentale, persino le fazioni sostenute da turchi e sauditi danno ben poche assicurazioni in questo senso. Anzi, ad essere chiari, in Siria gli alleati storici degli occidentali (a cominciare dai francesi nel 1919) sono proprio gli alauiti (gruppo etnico di Assad)  che, infatti, vengono visti dagli altri islamici come sorta di traditori alleati agli \u201cinfedeli\u201d. Ce la hanno un\u2019alternativa ad Assad gli americani? Nel caso iraniano le cose potrebbero stare differentemente, perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una opposizione \u201cliberal\u201d pi\u00f9 solida e consapevole, per\u00f2 la maggioranza della popolazione sta dall\u2019altra parte ed anche gli alleati storici di Washington, come i sauditi, pur odiando furibondamente gli sciiti, non gradirebbero affatto un Iran \u201cliberal\u201d che potrebbe rappresentare una fonte di contagio di altre rivolte. Ed allora, come gestire la situazione? Anche nei confronti del \u201cCaliffato\u201d non pare che gli Usa abbiano le idee chiare su cosa fare, fra una convergenza con gli iraniani o uno sforzo unilaterale americano. Di fatto la situazione si trascina con il risultato moltiplicando il rischio che questa buffonata di Califfato, che mette insieme fanatici religiosi, tagliagole, briganti ed avventurieri di ogni risma, possa diventare un problema molto serio, qualora riuscisse a diventare un simbolo intorno al quale si riuniscano le masse islamiche.<br \/>\nQuesto vuoto di strategia degli americani diventa anche paralisi tattica con conseguenze tutt\u2019altro che trascurabili.<\/p>\n<p>WASHINGTON<br \/>\nSNOWDEN, ANCHE PRIGIONE PER GIUSTA CAUSA . EX TALPA, MI INTERESSA DI PI\u00d9 IL MIO PAESE<br \/>\n&quot;Sono disposto ad andare in prigione&quot; per rientrare negli Usa &quot;se fosse per una giusta causa&quot;. Lo ha detto Edward Snowden in un&#8217;intervista a Wired di settembre di cui sono state diffuse alcune anticipazioni. &quot;Mi interessa di piu&#8217; il mio Paese di quello che possa capitare a me&quot;, ha detto l&#8217;ex talpa del Datagate. La settimana scorsa, la Russia ha prolungato di tre anni il permesso di soggiorno nel Paese all&#8217;ex analista della Nsa.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140815 01:17:00 red-emi ITALIA &#8211; Istat: Pil ancora gi\u00f9. Siamo in recessione tecnica. 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