{"id":11926,"date":"2017-04-15T19:06:47","date_gmt":"2017-04-15T17:06:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11269-filef-australia-progetto-di-accoglienza-per-i-nuovi-immigrati-italiani-ad-adelaide\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:47","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:47","slug":"11269-filef-australia-progetto-di-accoglienza-per-i-nuovi-immigrati-italiani-ad-adelaide","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11926","title":{"rendered":"11269 Filef Australia: progetto di accoglienza per i nuovi immigrati italiani ad Adelaide"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140813 15:47:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b]di Barbara Scioni[\/b]<br \/>\n[i]Gli italiani emigrati in Australia tra il 2012-2013 sono pi\u00f9 numerosi di quelli che arrivarono nel 1950-51.<br \/>\nA rivelarlo \u00e8 il Rapporto Italiani In Australia 2013 che analizza l\u2019immigrazione giovanile italiana in Australia. I dati che emergono da questo studio, curato da un gruppo di tre giovani ricercatori italiani, superano quelli dello storico fenomeno degli anni \u201850, (che secondo le statistiche del Department of Immigration fu di 19.007), con pi\u00f9 di 22mila nuove presenze suddivise in residenti temporanei (visti vacanza-lavoro, studente, lavoro specializzato \u201c457\u201d), residenti permanenti e nuove cittadinanze.[\/i]<\/p>\n<p>Il flusso di immigrati italiani in Australia sembra essere un fenomeno inarrestabile. Sempre citando i dati di questo Rapporto, fino al 30 settembre dello scorso anno, 18.610 italiani erano presenti con un visto di residenza temporaneo (visti vacanza-lavoro, studente e lavoro specializzato) con aumento del 116% negli ultimi 24 mesi e del 36% rispetto al 30 settembre 2012. Il Bel Paese risulta essere la prima nazione europea per numero di visti studente e la seconda, in termini percentuali, per quanto concerne i visti Working Holiday, preceduta solo da Cipro.<br \/>\nSi tratta di un fenomeno nuovo e complesso, difficile da racchiudere in un\u2019unica categoria e che riguarda diverse fasce d\u2019et\u00e0. Non ci sono solo i giovani con il visto di Vacanza e Lavoro in cerca di un\u2019avventura, affascinati dall\u2019idea di un\u2019esperienza dall\u2019altra parte del mondo. Ci sono laureati attratti da un\u2019economia in crescita e da un  sistema pi\u00f9 meritocratico rispetto a quello italiano. Infine, ci sono gli italiani in fuga dalla crisi. Persone che hanno perso il lavoro o che sono rimasti sommersi dai debiti. Famiglie intere che si lasciano dietro tutto, sognando un futuro migliore agli antipodi. Migranti, insomma, come lo siamo stati tante volte in passato.<\/p>\n<p>[b]Incontro e obiettivi[\/b]<\/p>\n<p>Questo spaccato cos\u00ec variegato dei nuovi migranti italiani \u00e8 lo stesso che ha preso parte ad un incontro tenutosi lo scorso 21 giungo presso la sede della Federazione Italiana dei Lavoratori Emigranti e Famiglie (FILEF) di Adelaide. L\u2019idea di organizzare questo riunione \u00e8 nata da un piccolo gruppo di giovani italiani che hanno espresso la volont\u00e0 di fondare un\u2019associazione volta a facilitare l\u2019inserimento dei nuovi migranti italiani di Adelaide. Non si tratterebbe della prima realt\u00e0 associativa di questo genere presente in Australia. A Melbourne, lo scorso anno \u00e8 nata un\u2019associazione simile chiamata NOMIT con la quale alcuni dei partecipanti sono entrati in contatto appena arrivati nel Victoria. Questo esempio virtuoso di associazionismo \u00e8 stato fonte di ispirazione per lanciare la stessa sfida ad Adelaide. Tale iniziativa \u00e8 stata ben accolta dalla FILEF, da tempo sensibile a questo nuovo fenomeno, che oltre aver messo a disposizione la sua sede, si \u00e8 resa disponibile a sostenere questo progetto. <\/p>\n<p>Durante la serata, apertasi con un aperitivo di benvenuto, si \u00e8 parlato dell\u2019entit\u00e0 della nuova ondata migratoria, si sono condivise le varie esperienze personali dei partecipanti, si \u00e8 discusso sulla necessit\u00e0 di creare un network tra i nuovi arrivati e si sono definite le finalit\u00e0 che la futura associazione dovrebbe prefiggersi.<br \/>\nL\u2019obiettivo prioritario sara\u2019 quello di accogliere e sostenere la nuova immigrazione fornendo, tramite un sito internet e una sede, informazioni utili a tutti coloro che si accingono a trasferirsi o che si sono gia\u2019 trasferiti ad Adelaide e mettendo a disposizione della collettivit\u00e0 le esperienze personali di ciascuno. Inoltre, si cercher\u00e0 di favorire una pi\u00f9 ampia comprensione delle leggi riguardanti l\u2019immigrazione mediante l\u2019organizzazione di seminari con esperti del settore in grado di dare delle risposte chiare e puntuali al riguardo.<\/p>\n<p>Un altro obiettivo sara\u2019 quello di creare un ponte tra i nuovi immigrati e gli italo-australiani presenti nel Sud Australia al fine stimolare l\u2019offerta culturale che tale immigrazione pu\u00f2 mettere a disposizione della societ\u00e0 australiana nonch\u00e9 favorire la comprensione degli eventi politici, economici e sociali che interessano l\u2019 Italia in questo difficile momento storico.<br \/>\nInfine, s\u2019intende creare una rete con le altre realt\u00e0 associative di immigrati presenti nel territorio Australiano, al fine di dar voce alle loro esigenze creando un filtro tra queste nuove categorie e gli Enti e le Istituzioni australiane. <\/p>\n<p>Durante il dibattito, i partecipanti hanno messo in luce alcuni limiti e le condizioni discutibili lagate ai diversi visti concessi dal governo Australiano. In particolare, coloro in possesso di un Working Holiday visa &#8211; visto che permette ai giovani con meno di 30 annidi stare nel Paese fino a due anni lavorando a tempo pieno \u2013 ne hanno messo in rilievo almeno due problematiche.<\/p>\n<p>Un primo luogo, tutti coloro che vogliono stare nel paese per due anni devono dimostrare di aver lavorato per un minimo di 88 giorni in specifici settori quali allevamento, agricoltura, pesca ed industria in aree spesso remote del Paese. Molti di questi lavori vengono svolti gratuitamente in cambio di vitto e alloggio. Diversi sono i casi di sfruttamento legati ad eccessive ore di lavoro e a condizioni spesso disumane in cui sono costretti a vivere questi giovani. Non sempre \u00e8 facile denunciare questi casi e il controllo da parte delle istituzioni sembra carente.<\/p>\n<p>Un\u2019altro limite interessa i numerosi giovani che, una volta scaduto il loro visto vorrebbero prolungare la loro permanenza in questo Paese. Per ottenere un nuovo permesso hanno bisogno di ottenere uno sponsor in uno dei settori che rientrano negli skill jobs, cio\u00e8 in quelle specifiche categorie di lavoro richieste dall\u2019Australia. Una delle condizioni imposte dal Working and Holiday Visa per\u00f2, impedisce di lavorare per lo stesso datore di lavoro per pi\u00f9 di sei mesi limitando, di fatto, la possibilit\u00e0 di trovare un lavoro qualificato. La domanda, infatti, sorge spontanea: com\u2019\u00e8 possibile ottenere una sponsorship se i datori di lavoro sono restii ad assumere giovani, seppur qualificati, che hanno un limite di sei mesi?<\/p>\n<p>All\u2019incontro erano presenti anche alcune coppie in possesso del visto studentesco. Tale visto, concesso anche a coloro che hanno superato i 30 anni, obbliga a frequentare una scuola o un corso universiario e limita le ore di lavoro settimanali a 20 sia allo studente e, a patto non ci sia iscritti ad uno corso universitario (spesso molto costosi), anche al proprio partner.<br \/>\nQuesta risulta una condizione parecchio limitativa per coloro che frequentano una scuola in quanto, in un Paese come l\u2019Australia dove il costo della vita \u00e8 tra i pi\u00f9 alti al mondo, \u00e8 difficile vivere con due stipendi parttimee senza alcun sussidio statale. Questi e altri ostacoli imposti dalle politiche sempre pi\u00f9 restrittive adottate dal governo australiano, limitano il desiderio dei numerosi nuovi arrivati di costruirsi un futuro in questo Paese.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 a restare in questo paese non \u00e8 legata solo ai limiti imposti dai visti. Molti decidono partire dall\u2019altra parte del mondo senza conoscere le condizioni imposte per poterci restare. Altri arrivano senza nemmeno conoscere l\u2019inglese sperando di impararlo sul posto. Come ha giustamente sottolineato un\u2019italiana appena arrivata ad Adelaide, tanti non si rendono conto che l\u2019Australia non \u00e8 l\u2019Inghilterra. Mark Quaglia, avvocato che si occupa di immigrazione, che ha preso parte all\u2019incontro, ha osservato che solo il 50% dei nuovi immigrati italiani riescono ad ottenere la residenza permamente mentre gli altri sono costretti a tornare a casa spesso dopo aver speso tante risorse ed energie. <\/p>\n<p>[b]Conclusioni[\/b]<\/p>\n<p>Tanti sono i motivi che rendono necessaria, ora pi\u00f9 che mai, la nascita di un\u2019associazione in grado di fornire informazioni a tutti i nuovi arrivati e a coloro che intendo farlo e di supportare progetti, che usufruendo delle rete di contatti che l\u2019Associazione cercher\u00e0 di stabilire, forniscano un effettivo e duraturo contributo all\u2019integrazione e all\u2019inserimento della nuova immigrazione italiana nel tessuto sociale e civile della realt\u00e0 australiana.<\/p>\n<p>L\u2019entusiasmo e il supporto non mancano. Non resta che mettersi a lavoro. Allora, in bocca al lupo!<\/p>\n<p>(da Nuovo Paese, mensile della Filef Australia &#8211; Agosto<br \/>\n2014)<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[b]A working holiday in progress[\/b]<\/p>\n<p>[i]Ciao a tutti! Ci presentiamo: siamo Sara e Riccardo, due dei tanti giovani italiani che stanno cercando qua in Australia una possibilit\u00e0 per costruire il proprio futuro.<br \/>\nSiamo in questo paese da due mesi e mezzo grazie al Working Holiday Visa e da qualche giorno \u00e9 cominciata anche per noi l\u2019avventura nelle farm per ottenere il rinnovo del visto per<br \/>\nun secondo anno.<br \/>\nVorremmo condividere la nostra &#8211; seppur ancora breve &#8211; esperienza di pickers.[\/i]<\/p>\n<p>La nostra avventura \u00e8 iniziata una settimana prima di partire per la farm in cui ci troviamo ora, vicino a Renmark. Contattando gli uffici del Harvest Trail siamo stati immediatamente indirizzati alla divisione locale della Madec, la quale ci ha fornito i nominativi di alcuni employer. Comprata una macchina &#8211; rigorosamente di millesima mano &#8211; e dopo aver fatto un p\u00f2 di pratica con la guida a sinistra tra le strade di Adelaide, abbiamo caricato il nostro \u201cbolide\u201d con le nostre cose e siamo partiti alla volta del Riverland con buone sensazioni e tante speranze. <\/p>\n<p>Una volta arrivati a destinazione ci siamo trovati di fronte ad una situazione \u201cparticolare\u201d: 22 ragazzi che abitavano in tre camere da letto e tre caravan, tra muffa e sporcizia, e che condividevano una cucina con un solo fornello, due frigoriferi, un tavolo e cinque sedie. I servizi igienici&#8230;solo di nome ma non di fatto, erano soltanto tre. Onestamente la prima sera volevamo scappare via! Poi, dopo averci dormito un p\u00f2 su, l\u2019indomani mattina ci siamo detti: \u201cProviamoci!\u201d. Dopo una settimana in farm possiamo dire che tutte le cose che non ci andavano a genio la prima sera &#8211; e che comunque non dovrebbero esistere &#8211; hanno acquisito un peso relativo anche grazie alla compagnia di tutti i nostri coinquilini che hanno fatto di tutto per farci sentire a casa! Conoscere cos\u00ec tanti ragazzi con storie ed esperienze diverse dalle nostre, ma con gli stessi sogni e le stesse speranze \u00e9 sicuramente la<br \/>\ncosa migliore che ci potesse capitare! Inoltre anche il lavoro di raccoglitori di arance, pur essendo duro, ha un sacco di lati positivi: il profumo delle arance sempre presente, i panorami mozzafiato, i tramonti con la loro luce<br \/>\nparticolare, l\u2019ottima compagnia&#8230;meglio di cos\u00ec non possiamo desiderare al momento!<br \/>\nQuesta esperienza &#8211; si pu\u00f2 dire &#8211; ci sta arricchendo umanamente e ci sta facendo crescere! Poi cosa il nostro futuro ci riserver\u00e0 lo scopriremo in un\u2019altra puntata!<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140813 15:47:00 redazione-IT [b]di Barbara Scioni[\/b] [i]Gli italiani emigrati in Australia tra il 2012-2013 sono pi\u00f9 numerosi di quelli che arrivarono nel 1950-51. 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