{"id":11911,"date":"2017-04-15T19:06:45","date_gmt":"2017-04-15T17:06:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11254-31-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-2-agosto-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:45","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:45","slug":"11254-31-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-2-agosto-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11911","title":{"rendered":"11254 31. NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  2 agosto 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140801 21:48:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Non ne azzecca una  \/ TASSE sulle copie private, FRANCESCHINI nel mirino. &quot;Ha tentato una sortita, che ha finito solo per aggravare la sua posizione&quot;.<br \/>\nCAMERA, IL TAGLIO AGLI STIPENDI NON CI SAR\u00c0: troppi i benefit dei dipendenti Il progetto di ridurre gli stipendi gi\u00e0 in crisi: FERIE, INDENNIT\u00c0 E TFR RENDONO GLI SFORZI NULLI \/  l&#8217;Unit\u00e0 chiude. Il cdr:&quot; continueremo a combattere guardandoci dal fuoco amico.<br \/>\nVATICANO &#8211; Papa rinuncia a governo circoscrizione ecclesiastica in Brasile<br \/>\nONU &#8211; Lettera aperta all&#8217;Onu di cento tra premi Nobel e personalit\u00e0. \/ Ipocrisia dei governi EUROPEI e USA. Nessuno vuole davvero fermare Israele.<br \/>\nEUROPA &#8211; &quot;Repubblica ha fatto uno scoop. Ha scoperto il Ttip&quot;. Intervento di Luciana Castellina<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 GAZA \/ Amnesty: l\u2019esercito israeliano compie crimini di guerra \/ Nell\u2019invasione della Striscia di Gaza l\u2019esercito israeliano commette crimini di guerra. \u00c8 la denuncia di Amnesty International in un report pubblicato il 23 luglio  dove si legge che le forze israeliane hanno mostrato \u00abflagrante disprezzo per le vite umane e le propriet\u00e0 personali\u00bb.<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; L&#8217;AUSTRALIA  \/ Cancella la carbontax . Il senato  ha votato  un sistema che della tassa sulle emissioni di c02 promessa dal premier abbott in campagna elettorale. Ora manca una misura per contrastare l&#8217;inquinamento<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Venezuela, Maduro acclamato presidente del psuv.<br \/>\nNicolas Maduro \u00e8 stato eletto presidente del partito socialista unito del Venezuela (psuv), al suo iii congresso fino a gioved\u00ec.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE \u2013 FLORIDA \/ II 20 luglio un tribunale della Florida ha condannato l&#8217;azienda R.J. Reynolds Tobacco Company<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nNON NE AZZECCA UNA  \/ TASSE SULLE COPIE PRIVATE, FRANCESCHINI NEL MIRINO<br \/>\n&quot;Ha tentato una sortita, che ha finito solo per aggravare la sua posizione&quot;. E&#8217; uno dei commenti pi\u00f9 benevoli tra quelli che in queste ore si leggono su Internet a proposito dell&#8217;ultima sortita di Dario Franceschini. Un mese fa il ministro dei Beni e delle attivit\u00e0 culturali era finito nel mirino dei consumatori dopo aver dato il via libera alla revisione dei compensi sulle copie private relative alle opere dell&#8217;ingegno. Con un decreto ministeriale aveva ritoccato verso l&#8217;alto i compensi applicati a spese dei fabbricanti e degli importatori di memorie di massa, quindi pc, smartphone, tablet e computer. Il plauso da parte del mondo del cinema e della musica era stato immediato, ma diametralmente opposte erano state le reazioni dei consumatori.<br \/>\nIL NODO DEI RIALZI<br \/>\nNell&#8217;occasione Franceschini aveva affermato di aver dovuto dar seguito a una Direttiva europea, assicurando in ogni caso che la misura non avrebbe impatto sul prezzo finale di questi beni.<br \/>\nUna giustificazione da subito contestata in Rete secondo il principio che i costi a monte tendono (non sempre, ma spesso) a scaricarsi a valle della filiera, quindi sugli acquirenti finali. Eppure Elio Catania, Presidente di Confindustria digitale, all\u2019indomani della firma del decreto, si era detto convinto che,<br \/>\ndata l\u2019entit\u00e0 degli aumenti (fino al doppio rispetto alle precedenti tariffe, l\u2019industria non avrebbe potuto che ribaltare il costo sui clienti italiani.<br \/>\nIl ritocco verso l\u2019alto dei prezzi di listino \u00e8 stato quasi immediato e la cosa \u00e8 apparsa subito evidente per i beni pi\u00f9 costosi, come computer e hard disk. In particolare ha fatto notizia la decisione della Apple, che ha deciso di alzare il prezzo dei suoi dispositivi di una somma analoga al sovrapprezzo che deve sopportare dopo il Decreto Franceschini. La multinazionale americana lo indica chiaramente nei suoi store online, parlando esplicitamente di  \u201ctassa sul copyright.<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nCAMERA, IL TAGLIO AGLI STIPENDI NON CI SAR\u00c0: troppi i benefit dei dipendenti Il progetto di ridurre gli stipendi gi\u00e0 in crisi: ferie, INDENNIT\u00c0 E TFR RENDONO GLI SFORZI NULLI \/ Niente taglio agli stipendi dei dipendenti in Parlamento: il piano di ridefinizione dei salari, la famosa spending review annunciata dal presidente della Camera Laura Boldrini all\u2019indomani della sua elezioni allo scranno pi\u00f9 alto di Montecitorio non potranno essere realizzati.  E, se lo saranno, incideranno in misura quasi impalpabile sui conti pubblici.<br \/>\nIn sostanza, le riduzioni agli innumerevoli benefit di cui godono i dipendenti di Montecitorio potranno arrivare al massimo a un 3% sul totale, abbassando i costi per il personale alla Camera da 238 a 231 milioni di euro. E\u2019 quanto riferisce il settimanale l\u2019Espresso, che prova a fare il punto sulle proposte di revisione degli stipendi nei sacri palazzi delle istituzioni.<\/p>\n<p>Il faldone per ridurre le spese per gli organici interni \u00e8 in mano a Marina Sereni, vicepresidente della Camera, che nei giorni scorsi ha avviato la girandola di incontri con i sindacati, al fine di riadattare il sistema di retribuzione dei lavoratori di Montecitorio, ritenuto ormai anche dagli addetti ai lavori fuori dalle logiche del tempo attuale ancora in balia della crisi<br \/>\nIn realt\u00e0, per\u00f2, quella avviata alla Camera sembra una lotta innanzitutto troppo blanda, che prevede una riduzione quasi invisibile nel bilancio annuale di gestione e, in secondo, che finisce per scontrarsi contro un sistema di agevolazioni, indennit\u00e0 e trattamenti di favore che appare assai difficile da abbattere.<br \/>\nUn esempio che il settimanale propone, \u00e8 proprio quello delle indennit\u00e0, che ricadono sotto molteplici voci, dalle contrattuali, alle meccanografiche, per arrivare a quelle legate all\u2019immissione dati.<br \/>\nUn altro scoglio non da poco, quindi, \u00e8 quello delle ferie, che i lavoratori della Camera maturerebbero in misura assai pi\u00f9 rapida e sostanziosa rispetto ai lavoratori normali. L\u2019unica soluzione per ovviare a questo problema, sembra quella di proporre dei pensionamenti anticipati, accantonando, cos\u00ec, le giornate di risposo residue al termine della carriera professionale.<br \/>\nQuanto questo piano finir\u00e0 per convincere le nove sigle sindacali presenti alla Camera \u00e8 ancora tutto da vedere, anche perch\u00e9 restano non poche spine da eliminare, prima di un taglio che, se portato a termine, si annuncia comunque \u201cmignon\u201d. Tra tutte, il Tfr, che andrebbe liquidato ai lavoratori in scadenza, tra cui sono presenti anche cifre superiori al milione di euro per singolo lavoratore.<br \/>\nINSOMMA, PER PARTORIRE IL TOPOLINO, LA MONTAGNA DA SCALARE SEMBRA DAVVERO TROPPO ALTA<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nL&#8217;UNIT\u00c0 CHIUDE. IL CDR:&quot; CONTINUEREMO A COMBATTERE GUARDANDOCI DAL FUOCO AMICO&quot;.  Autore: fabrizio salvatori<br \/>\nDal primo agosto L\u2019Unit\u00e0 sospende le pubblicazioni: per la terza volta nella sua storia &#8211; e a 90 anni esatti dalla sua nascita &#8211; lo storico quotidiano fondato da Antonio Gramsci lascia le edicole. Gli azionisti della Nie in liquidazione non hanno trovato l&#8217;intesa su nessuna delle ipotesi sul tavolo. &quot;Dopo tre mesi di lotta, ci sono riusciti: hanno ucciso L\u2019Unit\u00e0&quot;, e&#8217; l&#8217;affondo del cdr. Lo strappo traumatico di oggi e&#8217; il culmine di una crisi gia&#8217; evidente a inizio anno, aggravatasi negli ultimi tre mesi durante i quali gli 80 giornalisti e lavoratori non hanno percepito lo stipendio. Per restare in edicola ad agosto e settembre si stima che sarebbero serviti 1,8 milioni. &quot;I lavoratori agiranno in tutte le sedi per difendere i propri diritti&quot;, annuncia il cdr. &quot;Oggi e&#8217; un giorno di lutto per la comunita&#8217; dell\u2019Unit\u00e0, per i militanti delle feste, per i nostri lettori, per la democrazia. Noi continueremo a combattere guardandoci anche dal fuoco amico&quot;. Accanto ai giornalisti la Fnsi, che auspica tutti gli sforzi possibili &quot;per tentare il ritorno in edicola&quot; e la Cgil, che con Susanna Camusso e gli ex segretari Cofferati, Epifani e Pizzinato chiede al Pd di mettere in campo &quot;tutta la sua autorevolezza e il suo peso&quot;.<br \/>\nIl 13 luglio 2000 il quotidiano e&#8217; in liquidazione e dopo un tentativo di salvataggio, non riuscito, da parte dell&#8217;editore Alessandro Dalai (Baldini &#038; Castoldi), il 28 luglio 2000 cessa le pubblicazioni. Nel gennaio 2001 un gruppo di imprenditori coordinati da Dalai si organizza come Nuova Iniziativa Editoriale, rileva la testata e l\u2019Unit\u00e0 torna in edicola il 28 marzo 2001. Il 20 maggio 2008 Marialina Marcucci, presidente di Nuova Iniziativa Editoriale, annuncia che la testata e&#8217; stata acquistata dal sardo Renato Soru, allora presidente della Regione Sardegna e patron di Tiscali. L&#8217;11 giugno 2014, anno in cui la testata festeggia i suoi 90 anni con la pubblicazione fra gli altri, dei supplementi andati presto esauriti, dedicati a Enrico Berlinguer, la proprieta&#8217; ha annunciato la messa in liquidazione la casa editrice del quotidiano<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nPAPA RINUNCIA A GOVERNO CIRCOSCRIZIONE ECCLESIASTICA IN BRASILE<br \/>\nCitt\u00e0 del Vaticano (Vaticano), 21 lug. (LaPresse) &#8211; Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell&#8217;Eparchia di Nossa Senhora do Para\u00edso em S\u00e3o Paulo (Brasile), presentata da S.E. Mons. Far\u00e8s Maakaroun, M.S.P., in conformit\u00e0 al can. 210 \u00ba 1 del CCEO. Gli subentra nel governo pastorale dell&#8217;Eparchia S.E. Mons. Joseph G\u00e9bara, finora Coadiutore della stessa circoscrizione ecclesiastica. Lo comunica il bollettino del radiogiornale di Radio Vaticana.<br \/>\nS.E. Mons. Joseph Gebara \u00e8 nato ad Amatour (Chouf) il 10 giugno 1965. Dopo gli studi istituzionali ha conseguito una licenza in filosofia all&#8217;Istituto Teologico Saint Paul di Harissa (1995) ed un master in teologia all&#8217;Institut Catholique di Parigi (1998), un diploma di studi approfonditi (DEA) in patristica (2000) ed un dottorato in storia delle religioni ed antropologia religiosa (2003) all&#8217;Universit\u00e0 Sorbonne di Parigi.<br \/>\n\u00c8 stato ordinato sacerdote per l&#8217;Arcieparchia di Beirut e Jbeil dei Greco-Melkiti il 10 luglio 1993. Dopo aver svolto il servizio pastorale nella chiesa Saint Elie di Dekwaneh (1993-1995), durante gli studi di specializzazione a Parigi ha collaborato nelle parrocchie di Saint-Julien-le-Pauvre (1996-1998) e Notre-Dame des Champs a Montparnasse (1998-2003). Ritornato in Libano nel 2003, \u00e8 stato nominato parroco della chiesa Notre-Dame de la D\u00e9livrance di Hadath. E&#8217; stato Decano della III circoscrizione dell&#8217;Arcieparchia di Beirut (2006-2011).<br \/>\n\u00c8 stato docente in varie Istituzioni accademiche (Istituto Teologico Saint Paul di Harissa, Universit\u00e0 Saint Joseph di Beirut, Universit\u00e0 Saint Esprit di Kaslik, Universit\u00e0 Antonina&quot; di Baabda, Direttore dell&#8217;Istituto di studi islamo-cristiani dell&#8217;Universit\u00e0 Saint Joseph). Nominato Vescovo Coadiutore dell&#8217;Eparchia di il 31 ottobre 2013, \u00e8 stato consacrato il 21 dicembre successivo. Parla l&#8217;arabo e il francese e conosce le lingue classiche<\/p>\n<p>ONU<br \/>\nLETTERA APERTA ALL&#8217;ONU DI CENTO TRA PREMI NOBEL E PERSONALIT\u00c0: &quot;Embargo militare totale a Israele&quot;<br \/>\nQuasi 100 artisti e personalit\u00e0 di tutto il mondo, anche italiani, hanno pubblicato una lettera aperta per esigere che l\u2019ONU e i governi del mondo impongano \u201cun embargo militare totale e giuridicamente vincolante verso Israele, simile a quello imposto al Sud Africa durante l&#8217;apartheid\u201d.<br \/>\nLa lettera porta la firma dei Premi Nobel Desmond Tutu, Mairead Maguire, Jody Williams and Rigoberta Mench\u00fa.<br \/>\nTra le firme italiane Ascanio Celestini, il deputato Giulio Marcon e Luisa Morgantini, gi\u00e0 vice presidente del Parlamento europeo. I firmatari affermano che la \u201c capacit\u00e0 di Israele di lanciare impunemente attacchi cos\u00ec devastanti\u201d, come quelli in corso contro la popolazione palestinese a Gaza, \u201cderiva in gran parte dalla vasta cooperazione militare e dalla compravendita internazionale di armi che Israele intrattiene con governi complici di tutto il mondo\u201d. A darne notizia \u00e8 il sito www.bdsitalia.com. #stoparmingisrael (appello in lingua inglese).<br \/>\nTra gli altri, hanno firmato: Noam Chomsky, Roger Waters dei Pink Floyd, Caryl Churchill, rapper dei Boots Riley, Jo\u00e3o Antonio Felicio, presidente del Trade Union Confederation, Zwelinzima Vavi, segretario generale della Confederation of South African Trade Unions.<br \/>\nMONDO<br \/>\nIPOCRISIA DEI GOVERNI EUROPEI E USA. NESSUNO VUOLE DAVVERO FERMARE ISRAELE<br \/>\nGAZA sotto attacco.<br \/>\nL&#8217;IPOCRISIA DEI GOVERNI EUROPEI E DELL&#8217;AMMINISTRAZIONE AMERICANA \/ LA STRISCIA DI GAZA \u00c8 MARTIRIZZATA DA TREDICI ANNI, DALL\u2019INIZIO DELLA SECONDA INTIFADA. PERIODICAMENTE ISRAELE, IN RISPOSTA AI LANCI DI RAZZI, AL RAPIMENTO DI UN SOLDATO O ALL\u2019UCCISIONE DI GIOVANI COLONI, SCATENA OFFENSIVE (DAI NOMI FANTASIOSI O TRUCI, COME \u201cARCOBALENO\u201d O \u201cPIOMBO FUSO\u201d ECC.) DAL CIELO, DAL MARE E A TERRA. Fonte: Il Manifesto | Autore: Alessandro Dal Lago<br \/>\nDall\u2019inizio del millennio, sono morti circa 6.400 palestinesi e poco pi\u00f9 di 1000 israeliani, senza dimenticare le centinaia di palestinesi vittime della guerra civile tra Hamas e Anp. Ogni volta, gli strateghi israeliani giurano che il conflitto in corso sar\u00e0 l\u2019ultimo, ma chiunque nel mondo sa che si tratta di una favola. Anche se la striscia di Gaza \u2013 una fascia costiera abitata da una popolazione pari a quella della Liguria, ma con una superficie quindici volte pi\u00f9 piccola \u2013 fosse completamente ridotta in macerie, qualche razzo potrebbe essere ancora sparato e quindi il conflitto riprenderebbe\u2026<br \/>\nPer comprendere il senso di una guerra apparente\u00admente infinita, basta confrontare le carte della Palestina nel 1946 e oggi. Se allora gli insediamenti dei coloni ebrei erano una manciata, soprattutto nel nord, oggi \u00e8 esattamente il contrario: una spruzzata di insediamenti palestinesi circondati da Israele e dai suoi coloni, con la striscia di Gaza isolata a sud-ovest. Non ci vuole molta fantasia per comprendere che la strategia di Israele, in nome di una sicurezza assoluta di cui non potr\u00e0 mai godere, \u00e8 quella di cacciare pi\u00f9 palestinesi possibile, con le infiltrazioni dei coloni in Cisgiordania e con le azioni militari a Gaza.<br \/>\nRapporti pubblicati da Human Rights Watch, agenzie Onu e Amnesty International mostrano ormai, senza possibilit\u00e0 di dubbio, che lo sradicamento dei palestinesi \u00e8 perseguito con l\u2019espulsione dalla terre coltivabili, l\u2019interruzione periodica dell\u2019energia elettrica e il blocco delle risorse idriche. D\u2019altronde che l\u2019esercito considerato il pi\u00f9 \u201cprofessionale\u201d al mondo rada al suolo scuole gestite dall\u2019Onu e uccida soprattutto civili la dice lunga sulla vera strategia di Israele verso i palestinesi.<br \/>\nMai come oggi, i palestinesi di Gaza sono stati cos\u00ec soli. Hamas non gode della protezione dell\u2019Egitto, a come ai tempi di Morsi, n\u00e9 della simpatia dei sauditi e di quasi tutti gli stati arabi. N\u00e9 riceve vera solidariet\u00e0 da parte di Abu Mazen. E, ovviamente, in quanto organizzazione ufficial\u00admente definita \u201cterrorista\u201d, \u00e8 avversata da Stati Uniti ed Europa. Ma tutto questo non spiega, n\u00e9 tanto meno giustifica, il silenzio ipo\u00adcrita dei governi occidentali e tanto meno della cosiddetta opinione pubblica indipendente sulle stragi di Gaza.<br \/>\nLasciamo stare il nostro Presidente del consiglio e l\u2019ineffabile ministro Mogherini, la cui ascesa spiega perfettamente il ruolo trascurabile della politica estera nella cultura governativa italiana. Ma che dire dell\u2019incredibile squilibrio politico e morale nella valutazione ufficiale del conflitto?<br \/>\nBasti pensare che un B.-H. L\u00e9vy, l\u2019eroe della fasulla rivoluzione libica e il mestatore di Siria, da noi passa come un profeta della pace e della giustizia. Che centinaia o migliaia di imbecilli, in Europa o altrove, trasformino il conflitto tra palestinesi e stato d\u2019Israele in una crociata antisemita non pu\u00f2 essere usato come un alibi per chiudere gli occhi davanti alle stragi di bambini e di civili. In questo quadro, la palma dell\u2019ipocrisia va al governo americano, e in particolare a Obama, che pure aveva illuso il mondo all\u2019inizio del suo primo mandato.<br \/>\nLa banale verit\u00e0 \u00e8 che la differenza tra democratici e repubblicani in materia di Palestina \u00e8  di stile. Brutalmente filo-israeliani quelli della banda Bush, preoccupati un po\u2019 pi\u00f9 delle forme della repressione gli obamiani, come dimostrano i famosi fuori-onda di Kerry.<br \/>\nMa nessuno ha veramente intenzione di fermare Israele, oggi o mai. La solitudine dei palestinesi \u00e8 la vergogna del mondo, dell\u2019occidente come dei padroni del petrolio. Per non par\u00adlare di un\u2019Europa inetta e imbelle.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nEU\/USA<br \/>\n&quot;Repubblica ha fatto uno scoop. Ha scoperto il Ttip&quot;. Intervento di Luciana Castellina<br \/>\nRepubblica ha fatto uno scoop: ci ha avvertito, il 21 luglio, con un articolo di Federico Rampini pubblicato in prima pagina, che l\u2019Europa \u00e8 minacciata da un oggetto misterioso, il Ttip, di cui nessuno sa niente e invece occorre occuparsene. Il nome non \u00e8 nemmeno un nuovo acronimo difficile da capire, ma una sigla leggibilissima: Transatlantic Trade and Investment Partnership. Ma sembra che nessuno ne avesse sentito parlare prima. In qualche modo Rampini ha ragione a lanciare da New York l\u2019allarme: di questo Trattato, che pure \u00e8 la cosa pi\u00f9 grave di cui si sta occupando la Commissione Ue da oltre un anno, la stampa italiana non aveva mai fino ad ora parlato. E, quel che \u00e8 pi\u00f9 singolare, neppure un accenno vi aveva fatto uno qualsiasi dei nostri giovani ministri, per non dire del primo fra loro, sebbene a Bruxelles vada ormai ogni due giorni e sembra sia l\u00ec il domino del dibattito politico europeo. Peccato che ministri e direttori di giornale, per non dire di Tv, leggano cos\u00ec poco. Peccato non leggano il nostro giornale e non facciano attenzione a quanto dicono le minoranze che stanno all\u2019opposizione: Repubblica avrebbe evitato di far passare per una rivelazione un argomento su cui da mesi e mesi continuiamo a fornire notizie dettagliate: sul Trattato, sui segreti che ne accompagnano la negoziazione, sul procedere della sua elaborazione, sull\u2019estrema gravit\u00e0 delle sue conseguenze. Quanto al governo, si capisce: \u00e8 cos\u00ec preoccupato di andare in fretta che non pu\u00f2 accorgersi di quello che pure sta sulla sua strada. Purtroppo anche con lo scoop di Repubblica di chiarezza se ne \u00e8 fatta poca. Gli ostacoli alla liberalizzazione degli scambi che il Ttip dovrebbe rimuovere non solo non sono tariffari (ormai liquidati da tempo), e neppure solo causati dalla difformit\u00e0 dei regolamenti. Si tratta di ben altro: di eliminare larga parte dei diritti acquisiti dai lavoratori e delle protezioni ambientali notoriamente in Europa molto pi\u00f9 ampi che negli Stati uniti, con ci\u00f2 dando l\u2019ennesimo colpo al modello sociale europeo che pure avrebbe dovuto rappresentare la ragion d\u2019essere della costruzione comunitaria se non si voleva si trattasse solo di un pezzo come un altro del mercato globale. Cos\u00ec, oltretutto, lanciando un\u2019ipoteca pesante sul futuro, giacch\u00e9 ogni eventuale ulteriore conquista normativa in campo sociale o ecologico potrebbe essere denunciata dagli investitori d\u2019oltreoceano come una illegittima sottrazione alle loro aspettative di profitto; e per questo da rimborsare. A deciderne non un tribunale, ma un foro privato di avvocati. Altrettanto ignorato, in Italia, fu il precedente tentativo operato per raggiungere questo risultato alla fine degli anni \u201990. Si trattava, allora, dell\u2019Ami (Accordo multilaterale sugli investimenti) e doveva esser concordato in seno all\u2019Ocse. Fall\u00ec, per fortuna, grazie ad una larghissima mobilitazione, quella chiamata \u00abla prima guerriglia on line\u00bb. Anche di questa pagina di storia, difficile trovare anche solo una riga sulla stampa \u201cche conta\u201d, o un\u2019eco nelle riflessioni dei nostri governi. Che dire? Leggete Sbilanciamoci \u2013 il primo speciale \u00abSbilanciamo l\u2019Europa\u00bb, del 24 gennaio, era dedicato proprio al Ttip \u2014 e, naturalmente, il manifesto<br \/>\nEU<br \/>\nMILANO,LONDRA, PARIGI,<br \/>\nTEL AVIV: PROSEGUONO LE MOBILITAZIONI CONTRO LA MATTANZA ISRAELIANA<br \/>\nMentre le notizie che arrivano dalla Striscia di Gaza parlano di una tregua sempre pi\u00f9 precaria nel mondo vanno avanti le proteste contro la mattanza israeliana. INTERNAZIONALE | Autore: Fabrizio Salvatori<br \/>\nIeri a Parigi (26luglio), nonostante il divieto della prefettura, diverse migliaia di persone hanno partecipato a una manifestazione filo-palestinese. Nello stesso tempo, migliaia di persone hanno sfilato pacificamente alle manifestazioni autorizzate di Lione, Marsiglia, Lille o Tolosa, come ogni fine settimana, dal &#8216;inizio dell&#8217;offensiva israeliana a Gaza, circa venti giorni fa\u2019.<br \/>\nNel tentativo di fermare la protesta di Parigi, \u00e8 sceso in campo addirittura il ministro dell&#8217;Interno, Bernard Cazeneuve, che ha lanciato un appello agli organizzatori affinche&#8217; rinunciassero all&#8217;iniziativa, avvertendoli che sarebbe stati &#8221;responsabili di eventuali derive (&#8230;) e passibili di sanzioni penali&#8221;. Ma intorno alle 17, almeno cinquemila persone si sono riunite sul luogo della manifestazione vietata, a place de la Republique, dove sono rimaste statiche, evitando accuratamente di sfilare formando un corteo. Partita nella calma, la protesta e&#8217; poi degenerata quando la polizia in tenuta antisommossa ha lanciato gas lacrimogeni aprofittando del lancio di alcuni oggetti da parte di alcuni manifestanti. Prima degli incidenti, almeno una quarantina d persone erano state bloccate dalla polizia. Tra queste, una ventina sono poste in stato di fermo. &#8221;Israele fuori dalla Palestina: e&#8217; finito il tempo delle colonie&#8221;. &#8221;Israele assassino, Hollande complice&#8221;, &#8221;Siamo tutti palestinesi&#8221;, alcuni degli slogan scanditi a Parigi. Anche a Londra si e&#8217; svolta una manifestazione pro-palestinese: circa 10 mila persone &#8211; secondo fonti della polizia &#8211; sono scese pacificamente in piazza per chiedere &quot;la fine del massacro a Gaza&quot;. I manifestanti si sono radunati davanti all&#8217;ambasciata d&#8217;Israele, nel quartiere di Kensington, per poi sfilare verso la piazza del Parlamento e Downing Street, scandendo slogan come &quot;Vergogna Cameron&quot;, &quot;Israele Stato terrorista&quot;.<br \/>\nTremila israliani sono scesi in strada, poi, a Tel Aviv per protestare contro l&#8217;offensiva in corso a Gaza da 19 giorni. L&#8217;appuntamento e&#8217; stato a piazza Rabin, dal nome dell&#8217;ex premier e Nobel per la Pace che siglo&#8217; gli accordo di Oslo nel 1993 e venne assassinato da un&#8217;estremista israeliano. Infine, proteste dei giovani musulmani anche a Milano. \u201cNon devi essere musulmano per essere con Gaza, devi essere umano&quot;: in tanti hanno accolto l&#8217;invito dei Giovani Musulmani d&#8217;Italia a manifestare a sostegno della Palestina. Il corteo, aperto dallo striscione &quot;Stop genocidio in Palestina&quot;, e&#8217; partito da Porta Venezia ed e&#8217; arrivato in Piazza Cordusio. Tra i partecipanti, egiziani e marocchini, ma anche i palestinesi di Milano e molti italiani. &quot;Hanno partecipato molti italiani e questo ci fa piacere anche perche&#8217; &#8211; dice Mazen Hussein, tra gli organizzatori del corteo &#8211; abbiamo voluto che il nostro corteo si svolgesse interamente in italiano, senza messaggi in arabo, perche&#8217; il nostro messaggio arrivasse a tutti&quot;. Anche per questo, tra le parole d&#8217;ordine della manifestazione, Mazen ha inserito quello &#8216;Stay Human&#8217;, &#8216;Restiamo umani&#8217;, con cui l&#8217;attivista Vittorio Arrigoni siglava le sue corrispondenze da Gaza durante l&#8217;operazione Piombo Fuso.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nSCONTRI IN PIAZZA<br \/>\nDall&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare israeliana nella striscia di Gaza, diverse manifestazioni si sono svolte in Francia, dove vivono le pi\u00f9 grandi comunit\u00e0 musulmana ed ebraica d&#8217;Europa. Nella maggior parte dei casi non ci sono stati incidenti. A Parigi, invece, ci sono stati scontri e sono stati scanditi slogan antisemiti. Per questo le autorit\u00e0 hanno vietato (fatto rarissimo) la manifestazione del 19 luglio, che per\u00f2 si \u00e8 svolta lo stesso e si \u00e8 conclusa con 19 poliziotti feriti e 44 persone arrestate. Altri scontri si sono verificati a Sarcelles. Le violenze, scrive Le Monde, sono &quot;la conseguenza della posizione del governo, considerata troppo appiattita su quella di Israele&quot; e &quot;della percezione che l&#8217;esecutivo abbia voluto impedire a uno dei due campi di esprimersi&quot;.<\/p>\n<p>BELGIO<br \/>\nUNA COALIZIONE INEDITA<br \/>\nIl 22 luglio, quasi due mesi dopo il voto, il re Filippo ha incaricato Charles Michel, capo dei liberali francofoni (Mr), e il cristiano- democratico fiammingo Kris Peeters di formare un governo federale. L&#8217;esecutivo dovrebbe comprendere anche i liberali e i separatisti fiamminghi (N-Va). Una coalizione medita, bollata come &quot;kamikaze&quot; dai giornali francofoni, secondo i quali l&#8217;alleanza con l&#8217;N-Va, che punta a spaccare il paese, sar\u00e0 mal digerita dai valloni, racconta Le Soir. I quattro partiti possono contare su 85 dei 150 seggi del parlamento federale, ma  rappresenta solo il 25 per cento dell&#8217;elettorato francofono.  Per questo qualcuno evoca gi\u00e0 l&#8217;ingresso nella coalizione dei cristiano democratici francofoni.<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nUNA MANOVRA DELLA STAMPA.<br \/>\nIl 17 febbraio 2012 Christian WulfF si \u00e8 dimesso da presidente della repubblica federale tedesca in seguito alle accuse di aver ricevuto favori da amici imprenditori quando governava il land della Bassa Sassonia. Due anni dopo il politico cristianodemocratico \u00e8 stato assolto e successivamente ha pubblicato un libro sulla vicenda in cui non risparmia critiche al sistema giudiziario e al mondo dell&#8217;informazione, compreso Der Spiegel, che lo ha intervistato. Wulff, scrive il settimanale, sostiene che la richiesta di revoca dell&#8217;immunit\u00e0 fatta dalla magistratura, l&#8217;atto che nel 2012 lo spinse alle dimissioni, &quot;si basava su una ricostruzione del tabloid Bild, come ha confermato il tribunale&quot;. L&#8217;ex presidente si sente &quot;vittima di una campagna stampa orchestrata per motivi diversi da quelli dichiarati in pubblico. Non andavo pi\u00f9 bene ad alcuni potenti mezzi d&#8217;informazione per la mia apertura all&#8217;islam o per le critiche alle banche e alla chiesa cattolica&quot;. E oggi, anche dopo l&#8217;assoluzione, l&#8217;immagine che l&#8217;opinione pubblica ha di Wulff &quot;resta quella costruita dai giornalisti&quot;. Una forma di &quot;imbarbarimento che non dovrebbe pi\u00f9 ripetersi in Germania&quot;. Der Spiegel, Germania<\/p>\n<p>UNGHERIA<br \/>\nIL MONUMENTO RIFIUTATO<br \/>\nNonostante mesi di proteste, nella notte del 20 luglio in piazza della Libert\u00e0 a Budapest \u00e8 stato collocato il monumento alle vittime dell&#8217;invasione nazista dell&#8217;Ungheria , voluto in particolare dal premier Viktor Orb\u00e0n. Chi contesta il monumento sostiene che si tratta di un modo per cancellare le responsabilit\u00e0 dei collaborazionisti ungheresi nell&#8217;olocausto. &quot;Questo falso monumento \u00e8 stato eretto nel cuore della notte, di nascosto e in tutta fretta, solo grazie alla protezione della polizia&quot;, scrive su Heti Vil\u00e0g- gazdas\u00e0g il filosofo Gaspar Mikl\u00f3s Tam\u00e0s. &quot;Il messaggio che manda \u00e8 il seguente: quello che \u00e8 successo non \u00e8 colpa degli ungheresi, ma riguarda esclusivamente gli stranieri, cio\u00e8 gli ebrei e i tedeschi. In questo modo si dimentica del tutto che allora gli ungheresi furono i lacch\u00e8 dei nazisti<\/p>\n<p>REGNO UNITO<br \/>\nII 23 luglio a Glasgow si sono aperti i ventesimi giochi del Commonwealth.  La manifestazione, a cui partecipe-ranno oltre 4.500 atleti da 71 tra nazioni e territori del Commonwealth, si chiuder\u00e0 il 3 agosto. Russia II 23 luglio il presidente Vladimir Putin ha promulgato una legge che consente la costruzione di casin\u00f2 e sale per il gioco d&#8217;azzardo in Crimea, la regione ucraina annessa alla <\/p>\n<p>RUSSIA<br \/>\nII 23 luglio il presidente Vladimir Putin ha promulgato una legge che consente la costruzione di casin\u00f2 e sale per il gioco d&#8217;azzardo in Crimea, la regione ucraina annessa alla Russia in marzo durante il conflitto con Kiev<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nGAZA<br \/>\nAmnesty: l\u2019esercito israeliano compie crimini di guerra \/ Nell\u2019invasione della Striscia di Gaza l\u2019esercito israeliano commette crimini di guerra. \u00c8 la denuncia di Amnesty International in un report pubblicato il 23 luglio  dove si legge che le forze israeliane hanno mostrato \u00abflagrante disprezzo per le vite umane e le propriet\u00e0 personali\u00bb. \u00abEntrambe le parti, che hanno ripetutamente e impunemente violato il diritto internazionale, devono essere chiamate a rispondere delle loro azioni e il primo passo in questa direzione \u00e8 un\u2019indagine internazionale disposta dall\u2019Onu\u00bb, ha aggiunto Philip Luther, responsabile dell\u2019area Mediterraneo e Medio oriente.<br \/>\nIn riferimento poi ai raid contro i civili non preceduti da avvertimenti, Amnesty segnala un attacco dello scorso 10 luglio, contro il campo rifugiati di Khan Younis che ha ucciso 8 persone della famiglia di Mahmoud Lufti al-Haji e ferito 20 vicini. Non \u00e8 stato preceduto da avviso. Per Amnesty questi raid sono crimini di guerra e una punizione collettiva, anche se nell\u2019abitazione si fosse trovato un membro di un gruppo armato palestinese.<br \/>\nGli attacchi israeliani causano anche enormi danni alle infrastrutture idriche e sanitarie nella Striscia. Tre operai sono stati uccisi mentre cercavano di effettuare una riparazione e in molte zone le ostilit\u00e0 hanno reso pericoloso continuare i lavori. Dall\u2019inizio del conflitto, almeno 84 scuole e almeno 13 strutture sanitarie sono state costrette a chiudere. Il 17 luglio il centro di riabilitazione al-Wafa di Shujaiyyeh \u00e8 stato colpito per la seconda volta e distrutto, dopo che il personale era stato costretto a evacuare tutti i pazienti. (  INTERNAZIONALE  Fonte: Il Manifesto | Autore: Giuseppe Acconcia)<\/p>\n<p>TURCHIA<br \/>\nLe ambizioni di Erdogan<br \/>\nIl 10 agosto in Turchia si terranno le prime elezioni presidenziali a suffragio universale. E molto probabilmente a vincerle sar\u00e0 il primo ministro Recep Tayyip Erdogan , che potrebbe sconfiggere gi\u00e0 al primo turno il candidato dell&#8217;opposizione, Ekmeleddin ihsanoglu. Secondo il sito indipendente T24, &quot;Erdogan ha sicuramente compiuto passi importanti verso la democrazia e lo stato di diritto, e ha riportato l&#8217;esercito sotto l&#8217;autorit\u00e0 politica civile, avvicinandolo alla democrazia. Il problema \u00e8 che si \u00e8 fermato l\u00ec&quot;. Secondo T24, il primo ministro ha alimentato grandi speranze anche per l&#8217;autonomia dell&#8217;universit\u00e0, per poi deludere tutte le aspettative. Il punto \u00e8 che &quot;Erdogan non concepisce l&#8217;idea della separazione dei poteri e vuole mettere i giudici sotto il controllo dell&#8217;esecutivo&quot;. Il risultato \u00e8 che &quot;la tutela della societ\u00e0, in passato esercitata da un&#8217;oligarchia civile e militare, \u00e8 passata di mano. Ma il sistema resta lo stesso. Siamo solo entrati in un&#8217;era di dittatura civile&quot;. <\/p>\n<p>MALI<br \/>\nCONSIGLIO SICUREZZA ONU: BENE ROADMAP PACE,COLLOQUI DA 17 agosto<br \/>\nIl Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite accoglie con favore la roadmap per i negoziati tra il governo e i separatisti in Mali, seguita al cessate il fuoco firmato il 23 maggio, chiedendo a entrambi di impegnarsi nei colloqui di pace dal 17 agosto. I negoziati tra il governo di Bamako e i separatisti tuareg ad Algeri hanno l&#8217;obiettivo di riportare stabilit\u00e0 nel nord del Mali, caduto sotto il controllo degli estremisti legati ad al-Qaeda nel 2012. Un intervento guidato dalla Francia lo scorso anno ha inferto un duro colpo ai separatisti. Il Consiglio di sicurezza ha ribadito la sua forte preoccupazione per la fragile situazione della sicurezza nel nord, in una dichiarazione diffusa ieri. Vi ha invitato le parti a &quot;rispettare immediatamente e pienamente il cessate il fuoco&quot;.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nL&#8217;AUSTRALIA<br \/>\nCANCELLA LA CARBONTAX . Il senato  ha votato  un sistema che della tassa sulle emissioni di c02 promessa dal premier abbott in campagna elettorale. Ora manca una misura per contrastare l&#8217;inquinamento<br \/>\n11 17 luglio il senato australiano ha votato l&#8217;abolizione della carbon tax, la tassa sulle emissioni di C02, lasciando il paese senza una politica contro il cambiamento climatico. Negli ultimi otto anni il dibattito sul clima ha monopolizzato tre campagne elettorali e fatto cadere tre primi ministri e due leader dell&#8217;opposizione, eppure si \u00e8 tornati al punto in cui si era prima del 2007, quando il candidato premier conservatore John Howard promise a malincuore che se fosse stato eletto avrebbe introdotto un sistema di scambio delle quote di emissione dei gas serra. Il mercato delle quote di emissione \u00e8 uno strumento efficace per affrontare il riscaldamento globale. \u00c8 vero, ci sono altri modi per ridurre le emissioni, da un regolamento pi\u00f9 vincolante a incentivi governativi mirati e rigorosi. Ma \u00e8 altrettanto vero che la Direct action premia chi riduce spontaneamente le emissioni ma che non pone limiti all&#8217;inquinamento da gas serra &#8211; avr\u00e0 un costo molto superiore rispetto al mercato delle quote e permetter\u00e0 di ottenere risultati inferiori. Inoltre saranno i contribuenti, e non le aziende inquinanti, a pagarne il prezzo.Tony Abbott ha vinto le elezioni promettendo di cancellare la carbon tax, ma davvero gli australiani vogliono rimanere senza una politica sul clima? Il voto del senato ha cancellato otto anni di lavoro di migliaia di persone, e la responsabilit\u00e0 \u00e8 di molti. Nel 2009 il Partito laburista concep\u00ec il suo schema di scambio di emissioni pensando di farlo passare in parlamento con i voti della Coalizione, che unisce le forze conservatrici, invece che con quelli dei Verdi. Quando poi Malcolm Turnbull, al tempo leader della Coalizione oggi guidata da Abbott, fu sfiduciato e la proposta dei laburisti bocciata, il partito non ebbe il coraggio di sciogliere le camere. La settimana scorsa il leader laburista Bill Shorten, che guida l&#8217;opposizione, si \u00e8 detto dispiaciuto per quanto accaduto allora, senza per\u00f2 ammettere un&#8217;altra colpa del suo partito, cio\u00e8 aver trascurato il dibattito sul clima cos\u00ec a lungo. Anche i Verdi devono avere la loro buona dose di rimorsi. Nel 2009 bocciarono la proposta laburista perch\u00e9 &quot;ufficializzava&quot; l&#8217;obiettivo, per loro inadeguato, di ridurre le emissioni del 5 per cento. Cinque anni dopo scoprono che l&#8217;obiettivo \u00e8 ancora lo stesso ma il paese non ha pi\u00f9 un progetto in grado di raggiungerlo. Per quanto riguarda la Coalizione, chi al suo interno teme il riscaldamento globale deve riflettere sul fatto che la campagna contro la tassa sulle emissioni ha cancellato alcuni elementi che avrebbero potuto rendere pi\u00f9 credibile la Direct action.<br \/>\nI LIMITI DELLA NUOVA POLITICA<br \/>\nComunque vadano le cose, la Direct action I avr\u00e0 vita breve. Anche se dovesse produrre buoni risultati per qualche anno, infatti, i suoi costi diventeranno proibitivi non appena all&#8217;Australia sar\u00e0 chiesta un&#8217;ulteriore riduzione delle emissioni. Probabilmente l&#8217;ultima parola spetta agli &quot;anarchici ecocomunisti&quot; del tesoro federale, i cui commenti inclusi nel libro bianco preparato nel 2010 in vista di una vittoria della Coalizione sono stati resi pubblici di recente. Il tesoro ha de- I scritto il mercato delle emissioni come &quot;l&#8217;unico metodo realistico per ottenere la sensibile riduzione delle emissioni che \u00e8 stata richiesta. Lo scambio di quote pu\u00f2 ri- I durre le emissioni a un costo per tonnellata inferiore a qualsiasi altro metodo. Inoltre, molte misure previste dalla Direct action non possono essere ampliate, e le altre comporterebbero un aumento del costo della riduzione che graverebbe sui contribuenti. Per questo \u00e8 necessario realizzare al pi\u00f9 presto un meccanismo di scambio delle quote di emissione. Si \u00e8 gi\u00e0 perso troppo I tempo, e la comunit\u00e0 australiana ne paghe- I r\u00e0 il prezzo&quot;. Sono passati quattro anni, e si I continua a perdere tempo, mentre il prezzo da pagare \u00e8 alle stelle. Lenore Taylor, The Guardian, Regno Unito.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nDIRITTO ALL&#8217;INFORMAZIONE<br \/>\nUn gruppo di 43 giornalisti a freelance giapponesi ha fatto causa j contro la legge che tutela il segreto di stato, firmata nel dicembre 2013 dal primo ministro Shinz\u00f2 Abe. La legge d\u00e0 diritto ai vertici amministrativi di limitare al  pubblico, e quindi alla stampa, l&#8217;accesso ad alcune informazioni ritenute riservate. Secondo i giornalisti che hanno portato l&#8217;accusa davanti alla corte distrettuale di Tokyo, la legge e incostituzionale perch\u00e9 viola il diritto dei cittadini all&#8217;informazione e la libert\u00e0 di ricerca. L&#8217;accusa ha sottolineato che la legge minaccia l&#8217;informazione indipendente, proprio in un momento in cui 1 giapponesi si fidano meno dei mezzi d&#8217;informazione tradizionali. Inoltre, hanno aggiunto i giornalisti, la trasparenza dell&#8217;attivit\u00e0 della pubblica amministrazione potrebbe essere intaccata. La prossima udienza, dove sar\u00e0 chiamato in causa anche il primo ministro, e fissata per met\u00e0 settembre<\/p>\n<p>INDONESIA<br \/>\nUN PRESIDENTE NUOVO<br \/>\nIl 22 luglio la commissione elettorale indonesiana ha annunciato la vittoria di Joko Widodo, noto come Jokowi, alle elezioni presidenziali. Jokowi, che ha presentato come candidato alla vicepresidenza Jusuf Kalla, ha ottenuto il 53,1 per cento dei voti, contro il 46,8 per cento dello sfidante, l&#8217;ex generale dell&#8217;esercito Prabowo Subianto. Come anticipato poche ore prima dell&#8217;annuncio dei risultati, Subianto ha dichiarato che far\u00e0 ricorso alla corte costituzionale per brogli. &quot;Il paese dovrebbe unirsi dietro Jokowi e lottare contro ogni tentativo di dividere la popolazione&quot;, scrive il Jakarta Globe. &quot;Subianto avrebbe dovuto essere ricordato per il suo riscatto da reietto dell&#8217;esercito a leader del terzo partito del paese e candidato presidente. Invece passer\u00e0 alla storia come un candidato sconfitto, sprezzante fino alla fine&quot;. La vittoria dell&#8217;ex governatore di Giacarta, diverso dai leader che hanno guidato l&#8217;Indonesia dall&#8217;indipendenza, senza legami con i militari n\u00e9 con la vecchia classe dirigente, \u00e8 &quot;un terremoto politico&quot;, commenta Asia Sentinel. &quot;Prima di tutto Jokowi, una figura cos\u00ec insolita nel panorama politico asiatico da sembrare esotica, dovr\u00e0 costruire una squadra in grado di combattere l&#8217;evasione fiscale, risanare un sistema giudiziario fazioso e riformare la polizia di stato e l&#8217;ufficio del procuratore generale, le istituzioni pi\u00f9 corrotte del paese<br \/>\nCINA<br \/>\nLAVORARE DA MORIRE<br \/>\nNegli ultimi dieci anni, nella citt\u00e0-fabbrica di Dongguan, nella provincia di Guangzhou, il numero di lavoratori che muoiono nel sonno senza aver prima manifestato problemi di salute o riportato ferite \u00e8 aumentato. Dal 2001, scrive il Guangzhou Shibao, i decessi sono stati 893, quasi il triplo rispetto ai 231 degli anni novanta. La sindrome della morte per troppo lavoro \u00e8 diffusa in tutto il sudest asiatico. La morte \u00e8 in genere provocata da un&#8217;improvvisa difficolt\u00e0 respiratoria. Le vittime sono in gran parte operai dell&#8217;industria manifatturiera tra i 18 e i 40 anni. Tuttavia, spiegano le organizzazioni per la tutela dei lavoratori, chiedere risarcimenti, collegando la sindrome al lavoro eccessi vo, \u00e8 molto difficile.<br \/>\nCINA<br \/>\nCARNE AVARIATA NEGI HAMBURGER<br \/>\nIl 23 luglio la polizia di Shanghai ha arrestato cinque dirigenti della Shanghai Husi Food, un&#8217;azienda alimentare di propriet\u00e0 della statunitense Osi Group, per aver fornito carne avariata a diverse catene di fast food &#8211; McDonald&#8217;s, Burger King, Kfc, Pizza Hut e 7-Eleven &#8211; in Cina e in Giappone. La carne, gi\u00e0 verde e maleodorante, veniva ri- processata, surgelata, mescolata a carne intatta e venduta con una nuova data di scadenza.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nII 23 luglio le sedute delle camere del parlamento sono state sospese per le proteste scatenate da alcuni deputati del partito ind\u00f9 Shiv Sena che avrebbero imboccato con la forza un musulmano a digiuno per il ramadan.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\nII 20 luglio la commissione elettorale ha sospeso il riconteggio dei voti del ballottaggio perch\u00e9 i due candidati alla presidenza non trovano un accordo sui termini della revisione delle schede.<br \/>\nTAIWAN<br \/>\nII 23 luglio un aereo della TransAsia Airways \u00e8 caduto facendo 45 morti. India II 23 luglio le sedute delle camere del parlamento sono state sospese per le proteste sca\u00actenate da alcuni deputati del partito ind\u00f9 Shiv Sena che avrebbero imboccato con la for\u00acza un musulmano a digiuno per il ramadan.<br \/>\nAfghanistan<br \/>\nII 20 luglio la commissione elettorale ha so\u00acspeso il riconteggio dei voti del ballottaggio perch\u00e9 i due candi\u00acdati alla presidenza non trovano un accordo sui termini della re\u00acvisione delle schede.<br \/>\nTaiwan II 23 luglio un aereo della TransAsia Airways \u00e8 ca<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nNICARAGUA<br \/>\nATTACCO AI SANDINISTI<br \/>\nIl 19 luglio cinque persone sono morte e altre 25 sono rimaste ferite in una serie di attacchi armati nel dipartimento di Matagalpa, nel nord del Nicaragua. Le vittime erano simpatizzanti sandinisti che avevano partecipato alle celebrazioni per il 350 anniversario della rivoluzione, a Managua. Secondo il quotidiano El Nuevo Diario, il 22 luglio la polizia ha arrestato sette persone sospettate di aver partecipato agli attacchi. Il Centro nicaraguense per i diritti umani sostiene che gli arresti sono illegali perch\u00e9 la procura non ha ancora formulato un&#8217;accusa. L&#8217;organizzazione far\u00e0 ricorso al tribunale di Managua.<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\n II 21 luglio \u00e8 cominciato lo sgombero delle oltre quattromila persone che dal 2007 occupano la &quot;torre di David&quot;, un grattacielo di 45 piani nel centro di Caracas.<\/p>\n<p> PER\u00d9<br \/>\n II 23 luglio il presidente Ol- lanta Humala ha tolto a Ren\u00e9 Cornejo l&#8217;incarico di primo ministro. Il suo posto sar\u00e0 preso dalla parlamentare Ana Jara.<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nVenezuela, maduro acclamato presidente del psuv.<br \/>\nNicolas maduro \u00e8 stato eletto presidente del partito socialista unito del venezuela (psuv), al suo iii congresso fino a gioved\u00ec. Di Geraldina Colotti<br \/>\nOltre alla guida del paese, il capo di stato vene\u00adzue\u00adlano prende cos\u00ec anche quella del par\u00adtito, fondato nel 2008 da Hugo Chavez e da lui diretto. Un voto \u00abper acclamazione\u00bb che verr\u00e0 formalizzato a fine congresso, il primo dopo la morte di Chavez (il 5 marzo del 2013). Da allora, \u00e8 cominciato per Maduro un percorso tutto in salita: fin dalla notte del 14, quando \u00e8 risultato vincitore con uno scarso margine di voti sul suo avversario Henrique Capriles, leader della coalizione Mesa de la unidad democratica (Mud). Capriles ha subito chiamato le destre alla rivolta, accusando Maduro di frode e pretendendo la riconta dei voti. Le violenze post-elettorali hanno tolto la vita a 11 chavisti, e innescato un lungo periodo di crisi.<br \/>\nGli organismi internazionali e le istituzioni giuridiche venezuelane hanno poi confermato la legalit\u00e0 del voto. E gli elettori hanno ridato un\u2019ampia maggioranza al governo Maduro durante le comunali del dicembre scorso. Rinfrancato dalle urne e dal sostegno di piazza, l\u2019ex autista del metro ha cos\u00ec inaugurato il \u00abgoverno di strada\u00bb, chiamando i settori popolari a una costante gestione assembleare, e \u00abla classe media\u00bb al dialogo e alla collaborazione. Destre, grandi imprese e correnti golpiste hanno per\u00f2 deciso di portare un affondo, prima di tutto sul terreno economico: deviando dalla filiera dei prezzi controllati tonnellate di prodotti, rivenduti poi ad altissimo costo al mercato nero, come hanno evidenziato i costanti sequestri effettuati dagli ispettori governativi.<br \/>\nE poi, i mesi di proteste violente, scatenate dall\u2019opposizione oltranzista con la campagna \u00abla salida\u00bb: ovvero la sua cacciata violenta dal governo. E ancora la rete destabilizzante ordita ai suoi danni, dentro e fuori il paese, i colpi bassi e il discredito tentato a livello internazionale, le denunce per violazione dei diritti umani, sempre finite nel nulla. E infine le critiche interne, arrivate anche da una voce qualificata come l\u2019ex ministro di Pianificazione, Jorge Giordani: che lo ha accusato di non essere all\u2019altezza del ruolo e di scivolare verso il moderatismo ascoltando le sirene di una certa finanza europea.<br \/>\n\u00abSono un uomo del popolo, non posso tradirne i principi\u00bb, ha per\u00f2 ribattuto Maduro, da una parte invitando al dialogo, dall\u2019altra tuonando contro \u00abi dogmatici\u00bb. E oggi riconferma la sua leadership, forte di alcuni successi e accordi conseguiti a livello internazionale: in primo luogo con la Russia e con la Cina, come \u00e8 emerso durante il vertice dei Brics in Brasile. Oggi inizia a Caracas il summit del Mercosur, che discuter\u00e0 la proposta di accordo commerciale con l\u2019Unione europea. I presidenti socialisti dell\u2019organismo regionale hanno presenziato al congresso: i pi\u00f9 applauditi, insieme alla delegazione palestinese e a quella russa.<br \/>\nAl teatro Teresa Carre\u00f1o, dove si riunisce il Psuv, \u00e8 arrivato anche il console Hugo Carvajal, personaggio storico del chavismo, detenuto per qualche giorno sull\u2019isola di Aruba (olandese) per via di un mandato di cattura emesso dagli Usa per narcotraffico e sostegno alla guerriglia marxista colombiana delle Farc. Maduro si era appellato alla convenzione di Vienna e aveva denunciato l\u2019ambivalenza degli Stati uniti (primo acquirente del petrolio venezuelano) presso cui Caracas ha recentemente inviato nuovamente un incaricato d\u2019affari.<br \/>\n\u00abDa qui al 2019 l\u2019agenda principale della Rivoluzione bolivariana sar\u00e0 quella economica \u2014 ha detto Maduro al congresso \u2014 annunciando una Conferenza nazionale straordinaria per discutere, con invitati speciali a livello nazionale e internazionale, \u00abil progetto economico-sociale della rivoluzione\u00bb. Ha promesso di approfondire i programmi sociali, il \u00abpotere popolare costituente\u00bb, le comuni e la formazione dei militanti. Una plenaria del congresso \u00e8 stata dedicata a Chavez, nei sessant\u2019anni della sua nascita, ricordata ieri anche dalle sinistre alternative di vari paesi europei.<br \/>\nIn Italia, la neonata Rete di solidariet\u00e0 con la rivoluzione socialista boliva\u00adriana \u2014 che riunisce movimenti, migranti, giornalisti, pezzi di sinistra e singolarit\u00e0, ha ricordato Chavez con murales e comunicati: con lui \u2014 scrive la Rete \u2014 il Venezuela dei diritti e della giustizia sociale, rivolta \u00ab a quelli a cui le classi dominanti riservano solo fatica e dolore\u00bb \u00e8 diventato \u00abuna preziosa e concreta indicazione di rotta\u00bb anche \u00abper queste nostre sponde, che attirano e inghiottono, mettendo gli ultimi contro i penultimi, secondo gli schemi del grande capi\u00adtale internazionale<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nMEDIORIENTE, ROUSSEFF: A GAZA \u00c8 IN CORSO UN MASSACRO.<br \/>\n&quot;Penso che quanto sta accadendo nella Striscia di Gaza sia pericoloso. Non penso sia un genocidio, ma penso sia un massacro&quot;. Lo ha dichiarato in un editoriale sul sito web della Folha de Sao Paolo la presidente del Brasile, Dilma Rousseff, a proposito del conflitto oggi al 22esimo giorno da quando Israele ha lanciato l&#8217;offensiva Margine protettivo nel territorio palestinese. Oltre 1.100 i morti palestinesi, in gran parte civili tra cui 250 bambini, mentre Israele conta 56 vittime di cui 53 militari. La scorsa settimana il Brasile ha richiamato il suo ambasciatore da Israele, tra i primi Paesi a farlo.<\/p>\n<p>ARGENTINA<br \/>\nARGENTINA, CONFRONTO DIRETTO E SERRATO CON GLI HEDGE FUND PER TROVARE UN ACCORDO SUI BOND.<br \/>\nSta andando avanti da ore la trattativa tra gli hedge fund e l&#8217;Argentina, attiva da ieri a New York. L&#8217;Argentina finora aveva rifiutato di avere un confronto diretto con gli hedge fund. A un giorno dalla scadenza, per\u00f2,i contatti diretti sono gli unici strumenti possibili per evitare da una parte il default e, dall\u2019altra, un impegno di spesa che ad occhio e croce rappresenterebbe venti volte l\u2019intero ammontare delle riserve estere del paese sudamericano. La novit\u00e0 delle ultime ore \u00e8 la discesa in campo delle banche argentine. Secondo le indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, gli istituti starebbero lavorando a un piano per acquistare le pretese legali sui bond degli hedge fund, che dovrebbero chiedere alla giustizia americana di sospendere temporaneamente la sentenza. La sospensione della sentenza permettere all\u2019Argentina di ridurre notevolmente l\u2019ammontare del debito potenziale.<br \/>\nLa giustizia Usa ha stabilito che l&#8217;Argentina deve pagare chi ha aderito al concambio allo stesso tempo degli hedge fund. Il termine ultimo per il pagamento e&#8217; oggi: nel caso in cui Buenos Aires non pagasse sarebbe default, e sarebbe il secondo in tredici anni.<br \/>\nUn altro piccolo aiuto potrebbe arrivare dai titolari dei bond argentini denominati in euro che hanno aderito al concambio che hanno chiesto al giudice Thomas Griesa di sospendere la sentenza ed evitare il default dell&#8217;Argentina. &#8221;Un default cancellerebbe molto del lavoro che la corte ha fatto negli ultimi anni \u2013 scrive la stampa Usa &#8211; e prolungherebbe lo scontro legale per anni&#8221;. Un default avrebbe dall&#8217;impatto limitato, rassicura il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), Christine Lagarde. &#8221;Anche se un default e&#8217; sempre spiacevole, non riteniamo che avrebbe un impatto forte su ampia scala&#8221; precisa Lagarde. L&#8217;andamento dei bond argentini indica che gli investitori non prevedono una catastrofe imminente ma &#8211; avvertono alcuni analisti &#8211; esistono rischi. &#8221;La situazione debole dell&#8217;Argentina dal punto di vista di bilancio e monetario fa si&#8217; che le chance che la situazione finisca fuori controllo abbastanza alte&#8221; afferma Marcos Buscaglia, analista di Bank of America.<br \/>\nUn default si tradurrebbe in richieste da parte dei titolari di bond per 29 miliardi di dollari, ovvero l&#8217;intero ammontare delle riserve estere dell&#8217;Argentina. Evitare il default e rispettare la sentenza americana implicherebbe invece, secondo Buenos Aires, pagamenti per 500 miliardi di dollari. Il giudice Thomas Griesa ha stabilito che l&#8217;Argentina per poter pagare chi ha aderito al concambio deve pagare allo stesso tempo gli hedge fund che non hanno accettato lo swap. Il rispetto della sentenza, confermata dalla Corte Suprema, farebbe scattare la clausola Rufo (Rights upon future options), ovvero la possibilita&#8217; per chi ha accettato il concambio di chiedere rimborsi maggiori nel caso in cui l&#8217;Argentina pagasse di piu&#8217; chi non ha accettato lo swap. Buenos Aires continua a chiedere a Griesa una sospensione della sentenza per non far scattare la clausola e concedere tempo alle trattative con gli hedge fund. Buenos Aires inoltre ritiene di non poter fare default perch\u00e8 i fondi per il pagamento sono stati depositati e Griesa li ha bloccati: tecnicamente quindi, e&#8217; la tesi dell&#8217;Argentina, i fondi per il pagamento ci sono ma sono altri a bloccarli. Griesa nelle ultime ore ha dato il via libera a Citigroup a pagare gli interessi sui titoli discount emessi in dollari con giurisdizione argentina, in parte nelle mani di di chi ha accettato il concambio. di: fabrizio salvatori<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nDETROIT SCENDE IN PIAZZA<br \/>\nIl 21 luglio il comune di Detroit ha annunciato una sospensione di quindici giorni dei tagli alle forniture idriche che hanno lasciato senz&#8217;acqua migliaia di cittadini in ritardo con i pagamenti. Il Detroit Free Press spiega che la decisione delle autorit\u00e0 \u00e8 arrivata dopo le proteste dei residenti. Il 18 luglio circa mille persone sono scese in piazza affermando che la fornitura dell&#8217;acqua \u00e8 un diritto universale dell&#8217;uomo. Alcuni cittadini, sostenuti da attivisti e associazioni locali, hanno presentato una denuncia al giudice del tribunale fallimentare di Detroit, chiedendogli di ripristinare il servizio.<br \/>\nNYC<br \/>\nSENTENZA PERICOLOSA<br \/>\n&quot;Milioni di cittadini con redditi bassi e medi che hanno sottoscritto un&#8217;assicurazione sanitaria con l&#8217;aiuto dei sussidi federali potrebbero ritrovarsi presto senza copertura&quot;, scrive il New York Times in un&#8217;editoriale. Il quotidiano commenta cos\u00ec la sentenza di una corte d&#8217;appello di Washington che ha dichiarato illegali i sussidi del governo concessi negli stati che non hanno creato un loro mercato per l&#8217;acquisto delle assicurazioni sanitarie. &quot;La sentenza potrebbe colpire i cittadini in 36 stati&quot;, conclude il quotidiano.<br \/>\nTEXAS<br \/>\nL\u2019AMBIZIONE DI RICK PERRY. Texas Monthly, Stati Uniti<br \/>\n&quot;Il 20 gennaio del 2015 Rick Perry lascer\u00e0 la carica di governatore del Texas&quot;, scrive il Texas Monthly nell&#8217;edizione di luglio. Il mensile statunitense fa un bilancio dei quattordici anni di Perry alla guida del Texas. &quot;Il suo successore dovr\u00e0 misurarsi con l&#8217;eredit\u00e0 pesante lasciata dal governatore : nel bene e nel male, Perry ha cambiato la societ\u00e0 texana&quot;. Buona parte della sua popolarit\u00e0 \u00e8 dovuta ai risultati economici: &quot;L&#8217;economia del Texas andava gi\u00e0 bene quando Perry \u00e8 diventato governatore. Ma non \u00e8 una coincidenza se il &#8216;Texas miracle&#8217;, la crescita che ha portato posti di lavoro e un aumento del pil, \u00e8 avvenuta durante il suo mandato&quot;. Negli ultimi giorni Perry \u00e8 stato al centro delle cronache nazionali. Dopo aver accusato il presidente Barack Obama di non fare abbastanza per gestire il flusso di migranti tra il Messico e il Texas, il 21 luglio ha ordinato il dispiegamento di altri mille agenti per controllare la frontiera. Secondo il New York Times, in questo modo Perry ha voluto lanciare un messaggio anche al suo partito, spaccato sulla questione dell&#8217;immigrazione, e fare un primo passo verso la candidatura repubblicana alle presidenziali del 2016.<br \/>\nCALIFORNIA<br \/>\nLA MORTE DEL DIRITTO<br \/>\nIl 17 luglio un giudice federale ha stabilito che la pena di morte in California \u00e8 incostituzionale. Il Los Angeles Times spiega che il verdetto annulla la condanna a morte di Ernest Deway- ne Jones, colpevole di aver ucciso una donna. Secondo il giudice Cormac Carney, i detenuti condannati alla pena di morte in California sono destinati a &quot;una vita in prigione, con una remota possibilit\u00e0 di morte&quot;, e i ritardi e le incertezze violano il divieto costituzionale di praticare punizioni crudeli e disumane. Se non sar\u00e0 rovesciata dalla corte su-prema, la sentenza potrebbe mettere fine alla pena capitale in California. Dal 1978, quando i cittadini hanno votato per reintrodurre la pena di morte, sono state pronunciate novecento sentenza di morte ma solo 13 sono state eseguite. Non c&#8217;\u00e8 stata nessuna esecuzione dal 2006, quando un giudice ha chiesto allo stato di rivedere le procedure per le iniezioni letali. Intanto il sostegno pubblico alla pena di morte \u00e8 diminuito. &quot;\u00c8 ora di smetterla con questa farsa&quot;, scrive il Los Angeles Times. Secondo il giornale, il sistema attuale \u00e8 un insulto: alle vittime, che contano sulla certezza della pena per mettere fine alle loro sofferenze; ai giurati, i cui verdetti sono invalidati dagli appelli e dalle lungaggini burocratiche; e ai cittadini, che spendono miliardi per tenere in piedi un sistema che non funziona.<br \/>\nFLORIDA<br \/>\n II 20 luglio un tribunale della Florida ha condannato l&#8217;azienda R.J. Reynolds Tobacco Company, produttrice delle sigarette Carnei, a pagare un risarcimento di 23 miliardi di dollari a Cynthia Robinson, una donna che aveva fatto causa all&#8217;azienda dopo che suo marito era morto di cancro ai polmoni.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, El Nuevo Diario,  Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140801 21:48:00 red-emi ITALIA &#8211; Non ne azzecca una \/ TASSE sulle copie private, FRANCESCHINI nel mirino. &quot;Ha tentato una sortita, che ha finito solo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11911\" title=\"11254 31. 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