{"id":11884,"date":"2017-04-15T19:06:42","date_gmt":"2017-04-15T17:06:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11225-27-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-5-luglio2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:42","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:42","slug":"11225-27-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-5-luglio2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11884","title":{"rendered":"11225 27. NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO 5 luglio2014."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140706 23:59:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; ROMA \/ Parte il 3 luglio la raccolta delle firme per il referendum contro l&#8217;austerit\u00e0<br \/>\nROMA \/ In 5 anni 2,5 milioni di poveri in pi\u00f9. \u201cQuadro critico per le famiglie\u201d I dati del rapporto sul Benessere equo e sostenibile. Tra il 2010 e il 2012 raddoppia la grave deprivazione e crescono le persone in povert\u00e0 assoluta. Qualche segnale di ripresa per il 2013 \u201cma ancora non basta\u201d.<br \/>\nEUROPA &#8211; Maltese: a Strasburgo solo uno show \u201cPreparatevi, a marzo 2015 si \/ A Bruxelles braccio di ferro con la Russia sull\u2019energia Italia in prima linea per la \u00abriduzione dei rischi di rottura di approvvigionamento di gas\u00bb. Russia permettendo<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE &#8211; Medio oriente, se la diaspora di Al Quaeda finisce cambia nuovamente lo scacchiere<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; AUSTRALIA, STATI UNITI, , NUOVA ZELANDA, CANADA \/ TISA: IL CONTRARIO DI PUBBLICO \u00c8 SEGRETO \/ TISA (\u00abTrade In Service Agreement\u00bb). E&#8217; un nuovo trattato super segreto che riguarda i mercati del settore dei servizi.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Uruguay \/ La lunga corsa dell\u00b4ex tupamaro. Un libro su Pepe Mujica. VIVE in una casa di campagna, con una cagnetta zoppa e un maggiolino azzurro. Ha detto : \u201c&quot;Il mio obiettivo \u00e8 quello di lasciare un Uruguay un po\u2019 meno ingiusto, di aiutare i pi\u00f9 deboli e creare un nuovo modo di far politica.&quot; Ed \u00e8 un piacere leggere su Pepe Mujica di fronte a tanta ingiustizia e corruzione nel mondo!!!\u201d<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE \u2013 USA \/ Detroit, capitale  Usa della povert\u00e0: le compagnie tagliano le forniture dell&#8217;acqua a 150 mila morosi.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nPARTE IL 3 LUGLIO LA RACCOLTA DELLE FIRME PER IL REFERENDUM CONTRO L&#8217;AUSTERIT\u00c0.  Fabio  Sebastiani<br \/>\nUn referendum contro \u201cL&#8217;AUSTERITA&#8217; OTTUSA\u201d, che \u201cHA FALLITO&quot; e sta rischiando di portare l\u2019Italia ad una rovinosa caduta. Con questo obiettivo un comitato di economisti ed intellettuali di varia provenienza ha dato il via ieri ad una raccolta di firme che terminer\u00e0 a settembre. Ieri si \u00e8 tenuta la conferenza stampa di presentazione. Quattro i quesiti posti dal referendum, nel tentativo di modificare alcuni articoli della legge 243 del 2012: il primo per evitare che &quot;l&#8217;equilibrio di bilancio sia piu&#8217; gravoso di quanto preveda l&#8217;Ue&quot;; il secondo perche&#8217; non sia necessaria una &quot;esatta corrispondenza tra gli obiettivi nazionali e quelli di medio termine dell&#8217;Unione&quot;; il terzo quesito e&#8217; volto a consentire l&#8217;indebitamento anche per &quot;operazioni finanziarie non straordinarie&quot;; infine, l&#8217;ultimo punto punta a permettere l&#8217;attivazione del meccanismo di revisione solo da parte dell&#8217;Ue e non da trattati internazionali. La raccolta firma partir\u00e0 il 3 luglio e andra&#8217; avanti fino alla fine di settembre.<br \/>\nRiccardo Realfonzo in un suo intervento spiega come ormai il quadro economico dell&#8217;Italia sia drammaticamente compromesso sia per quanto riguarda il prodotto interno lordo che l&#8217;occupazione. E questo proprio a causa dell&#8217;azione frenante, e in qualche caso distruttiva, che l&#8217;austerit\u00e0 sta attuando nei confronti delle economie deboli. &quot;In Italia, a causa della risposta sbagliata alla crisi &#8211; scrive Realfonzo &#8211; il pil resta oggi a un livello del 9% pi\u00f9 basso rispetto allo scoppio della crisi e la disoccupazione \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiata, passando da 1,5 a 3,1 milioni. Viceversa, negli USA, dove il Presidente Obama ha varato il Recovery Act, stanziando risorse per circa 800 miliardi di dollari, la crisi ormai \u00e8 un ricordo lontano e l\u2019economia ha ripreso una crescita solida&quot;.<br \/>\nL&#8217;iniziativa verra&#8217; sostenuta anche da alcuni parlamentari: a cominciare da quelli di Sel, che hanno annunciato, tramite il deputato Giulio Marcon, di &quot;aver deciso all\u2019unanimit\u00e0 di sostenere e aiutare la raccolta firma&quot;. L&#8217;appoggio all&#8217;iniziativa lo ha garantito anche il neo-dimesso dal partito di Vendola, Gennaro Migliore. Infine, pieno sostegno anche da alcuni deputati del Pd, come Gianni Cuperlo e Stefano Fassina, che durante la conferenza stampa di presentazione della raccolta firma ha spiegato come questa &quot;sia l&#8217;unica strada per salvare l&#8217;euro&quot; e ha sostenuto che il &quot;Parlamento non e&#8217; ancora consapevole della drammaticit\u00e0 della questione&quot;, cosi&#8217; come la comunicazione di Renzi alle Camere degli scorsi giorni non ha &quot;dato la sensazione di una consapevolezza della drammaticit\u00e0 della situazione&quot;.<br \/>\nROMA<br \/>\nIN 5 ANNI 2,5 MILIONI DI POVERI IN PI\u00d9. \u201cQUADRO CRITICO PER LE FAMIGLIE\u201d. Due milioni e mezzo di persone in povert\u00e0 assoluta in pi\u00f9 tra il 2007 e il  2012 e un livello di grave deprivazione che raddoppia tra il 2010 e il 2012. Non migliora la condizione delle famiglie italiane a cinque anni dall\u2019inizio della crisi economica. Anche se si registrano alcuni segnali positivi, infatti,  la situazione resta molto critica. A sottolinearlo \u00e8 il rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) 2014 di Istat e Cnel, presentato oggi a Roma.<br \/>\nI dati del rapporto sul Benessere equo e sostenibile. Tra il 2010 e il 2012 raddoppia la grave deprivazione e crescono le persone in povert\u00e0 assoluta. Qualche segnale di ripresa per il 2013 \u201cma ancora non basta\u201d. Pi\u00f9 colpiti minori e giovani In particolare, spiega il rapporto, nel 2012 la percentuale di persone che vive in famiglie assolutamente povere passa dal 5,7 per cento all\u20198 per cento, facendo aumentare di due milioni e 400mila le persone in questa condizione rispetto al 2007 (anno precedente all\u2019inizio della crisi) . \u201cQuello che emerge \u00e8 quadro assolutamente critico dal punto di vista del benessere economico \u2013 spiega Linda Laura Sabbadini , direttore del dipartimento statistiche sociali e ambientali dell\u2019Istat -. Con il sopravvenire della crisi e con il calo dell\u2019occupazione che c\u2019\u00e8 stato tra il 2009 e il 2010, le famiglie hanno cercato di difendersi in tutti i modi, anche dando fondo ai propri risparmi e talvolta indebitandosi. L\u2019hanno fatto per mantenere i propri standard di vita, ma il problema \u00e8 che questa crisi si \u00e8 prolungata nel tempo, molto pi\u00f9 a lungo di quanto si pensasse e una parte di queste famiglie non ce l\u2019ha fatta pi\u00f9. Una situazione che si \u00e8 vista in maniera molto chiara tra il 2010 e il 2012 quando  \u00e8 praticamente raddoppiata la grave deprivazione, che non \u00e8 un concetto monetario di povert\u00e0 ma esprime piuttosto il disagio delle persone e la difficolt\u00e0 ad avere disponibilit\u00e0 di beni\u201d. Nel 2012, spiega ancora Sabbadini, registriamo dunque un aumento dei pi\u00f9 poveri tra i poveri: \u201cc\u2019\u00e8 stato un balzo di oltre due punti percentuali di povert\u00e0 assoluta, di quelle persone cio\u00e8 che non riescono a sostenere una spesa per un paniere di beni e servizi ritenuti essenziali per una vita dignitosa\u201d. Ad aumentare \u00e8 anche la grave deprivazione che nel 2010 era pari al 7 per cento, passa all\u201911 nel 2011 per arrivare al 14,5 nel 2012: una cifra doppia rispetto a due anni prima. Un piccolo miglioramento si registra, per\u00f2 nel 2013: \u201c ancora non abbiamo il dato sulla povert\u00e0 assoluta \u2013 aggiunge Sabbadini \u2013 ma dal punto di vista della grave deprivazione sappiamo che c\u2019\u00e8 stata  una diminuzione di 2 punti rispetto al 2012. Questo \u00e8 un segnale positivo ma che di certo non ci riporta a una situazione precedente al 2010. Non possiamo quindi dire che c\u2019\u00e8 un reale arretramento della povert\u00e0, c\u2019\u00e8 invece ancora molta incertezza\u201d. A fare le spese della crisi, spiega ancora l\u2019Istat, sono in particolare i minori e i giovani, che sono di fatto i nuovi poveri. Se fino a qualche tempo fa ci si preoccupava, infatti, della situazione critica degli anziani, ora sono i nipoti a subire gli effetti peggiori della recessione. \u201cSiamo arrivati a un milione di minori in povert\u00e0 assoluta \u2013 aggiunge Sabbadini \u2013 la situazione \u00e8 critica e c\u2019\u00e8 bisogno di politiche mirate per fare in modo che questa povert\u00e0 diminuisca soprattutto tra i pi\u00f9 giovani.  La crisi li ha colpiti in prima persona, nel lavoro ma anche nelle prospettive di vita\u201d. Secondo il rapporto, infatti, il livello di soddisfazione per la qualit\u00e0 della vita \u00e8 sceso tra i giovani di 4,5 punti percentuali.<br \/>\n\u201cMalgrado gli sforzi siamo ancora distanti dal raggiungere il grado di benessere che vorrebbero i cittadini italiani \u2013 aggiunge Antonio Marzano, presidente del  Cnel \u2013 E\u2019 l\u2019incertezza a dominare questo periodo storico ma servono politiche di welfare per garantire standard minimi di benessere a tutti\u201d. Sulla stessa scia anche Chiara Saraceno, esperta di politiche sociali e minori: \u201cIn Italia il benessere \u00e8 insicuro, poco equo e poco sostenibile \u2013 sottolinea \u2013 c\u2019\u00e8 un problema drammatico che riguarda i minori, ma sappiamo che la povert\u00e0 minorile non interessa a nessuno perch\u00e9 non \u00e8 una priorit\u00e0 nell\u2019agenda politica. Qualche segnale positivo c\u2019\u00e8, ma sono avanzamenti troppo lenti\u201d. (ec) www.agenzia.redattoresociale.it<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nUCRAINA<br \/>\nUN TREGUA FRAGILE \/ Il presidente ucraino Petro Porosenko ha annunciato che non prorogher\u00e0 il cessate il fuoco scaduto il 30 giugno. Durante la tregua Kiev e i separatisti si sono reciprocamente accusati di aver violato gli accordi. Porosenko, spiega il sito russo Gazeta, &quot;\u00e8 passato al piano b, che prevede una soluzione militare del conflitto. Inoltre questa settimana presenter\u00e0 al parlamento la proposta di sostituire i vertici militari e delle forze di sicurezza&quot;. Secondo diverse fonti, Porosenko potrebbe dichiarare<br \/>\nLO stato di guerra nell&#8217;Ucraina orientale. Il presidente russo Vladimir Putin ha reagito affermando che Mosca continuer\u00e0 a difendere i propri connazionali all&#8217;estero &quot;con tutti mezzi di cui dispone, da quelli politici ed economici fino alle missioni umanitarie riconosciute dal diritto internazionale&quot;, scrive Gazeta. &quot;Porosenko \u00e8 passato all&#8217;attacco&quot;, commenta il sito ucraino Insider, &quot;sia sul fonte militare sia su quello politico. Nei prossimi giorni presenter\u00e0 al parlamento il progetto per una nuova costituzione, mentre sta cercando di convincere i deputati a indire elezioni anticipate per il 26 ottobre. Ma perch\u00e9 il voto si possa svolgere \u00e8 necessario prima pacificare l&#8217;est del paese&quot;. Intanto il 27 giugno Porosenko ha firmato, insieme ai leader di Georgia e Moldova, IL TRATTATO DI ASSOCIAZIONE  con L\u2019Unione Europea, all\u2019 origine della crisi ucraina.<\/p>\n<p>BOSNIA ERZEGOVINA<br \/>\nCENT&#8217;ANNI DOPO \/ 28 GIUGNO A SARAJEVO SI SONO SVOLTE LE CELEBRAZIONI PER IL CENTENARIO DELLO SCOPPIO DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE IN SEGUITO ALL&#8217;ASSASSINIO DELL&#8217;ARCIDUCA FRANCESCO FERDINANDO, L&#8217;EREDE AL TRONO D&#8217;AUSTRIA UCCISO DAL NAZIONALISTA SERBO GAVRILO PRINCIP NELLA CAPITALE BOSNIACA. La figura dell&#8217;attentatore continua a dividere i bosniaci. Come scrive Radio Sarajevo, molti considerano Principe &quot;un serbo retrogrado che uccise un erede al trono progressista, segnando l&#8217;uscita della Bosnia dall&#8217;Europa. Ma la realt\u00e0 \u00e8 diversa. Princip fu vittima di una spartizione del mondo voluta dal grande capitale e il suo nome continua a essere usato per promuovere le dottrine pi\u00f9 folli: dal clericonazionalismo all&#8217;eurofondamentalismo&quot;<\/p>\n<p>POLONIA<br \/>\nII 25 giugno il governo guidato da Donald Tusk ha superato un voto di fiducia in parlamento con 237 voti a favore e 203 contrari. Il voto era stato indetto dopo che alcune intercettazioni illegali pubblicate dal settimanale Wprost avevano messo in difficolt\u00e0 il governo.<\/p>\n<p>EU<br \/>\nMALTESE: A STRASBURGO SOLO UNO SHOW \u201cPREPARATEVI, A MARZO 2015 SI VOTA\u201d<br \/>\nNiente \u00e8 avvenuto per caso alla cerimonia di apertura del semestre italiano dell\u2019Unione europea a Strasburgo. La bordata di Manfred Weber, capogruppo del Ppe (i conservatori), contro Matteo Renzi fa parte di un sottile gioco delle parti da cui il premier cerca di trarre vantaggio. A dirlo \u00e8 Curzio Maltese, fresco di elezione al Parlamento europeo nella lista Tsipras. Come si \u00e8 comportato Renzi, secondo lei?<br \/>\nHa fatto due cose molto scorrette: ha consegnato i contenuti del semestre in un documento e si \u00e8 messo a parlare di altro per evitare domande scomode sull\u2019Italia e spostare il discorso su vaghi principi, come lo slogan della \u201cgenerazione Telemaco\u201d copiato da Recalcati (che non ha citato). Poi ha saltato la conferenza con la stampa estera, sempre per evitare un confronto.<br \/>\nRENZI HA PREFERITO ANDARE DA VESPA. COME L\u2019HANNO PRESA GLI ALTRI EURODEPUTATI?<br \/>\nI tedeschi e gli spagnoli della sinistra hanno detto che fa quello che gli pare come Berlusconi. E durante il suo intervento, di circa due ore, tantissimo, in molti si sono annoiati. Non si parlava di nulla di concreto. L\u2019unica cosa seria l\u2019ha detta Weber, cio\u00e8 di scordarci di cambiare i patti.<br \/>\nIL PREMIER HA RISPOSTO CHE NON PRENDE LEZIONI DALL\u2019UE. CHI VINCER\u00c0?<br \/>\n\u00c8 uno scontro fintissimo, una messa in scena. Renzi non vuole rivedere nessun trattato. Sta tentando in tutti i modi di ritardare le manovre di rigore. Gli servono sei mesi di respiro per andare alle elezioni il prossimo febbraio, stravincere e solo dopo fare i tagli di austerity. Mi sembra strano che nessuno se ne sia accorto.<br \/>\nQUINDI LA FLESSIBILIT\u00c0 DI CUI PARLA IL PREMIER \u00c8 UNO SLOGAN?La flessibilit\u00e0 non esiste. Renzi chiede solo sei mesi di tregua . Infatti non ha chiesto di rinunciare al fiscal compact.<br \/>\nNON POTREBBE ANDARE AL VOTO GI\u00c0 A NOVEMBRE?<br \/>\nNO, la nuova legge elettorale per novembre non sar\u00e0 pronta. Sulle liste bloccate ha l\u2019accordo di Berlusconi, che vuole confermarsi capo di FI e su questo non si discute. Grillo \u00e8 in crisi e Sel \u00e8 spaccata. Lui prender\u00e0 i voti da destra a sinistra.<br \/>\nE BRUXELLES?<br \/>\nLa Commissione europea non verr\u00e0 insediata fino a novembre, quindi Renzi avr\u00e0 il tempo per posticipare la manovra e fare contentini, come gli 80 euro ai pensionati. La sua strategia \u00e8 buttare la palla avanti. L\u2019ha fatto anche da sindaco di Firenze: in mille giorni aveva promesso la tranvia ma dopo cinque anni non c\u2019\u00e8 nulla. Dopo i problemi diventano degli altri.<br \/>\nPER\u00d2 IN ITALIA RENZI HA TUTTI DALLA SUA PARTE PER ORA?<br \/>\nNon vedo punti di debolezza. Il suo problema \u00e8 che fa quello che vuole. Si sta scegliendo perfino la minoranza interna: al posto di Cuperlo e Civati vuole Fava e Migliore. \u00c8 pi\u00f9 furbo di Berlusconi, nel senso che \u00e8 subdolo: passano cose per cui Berlusconi veniva dilaniato. Se Renzi fa una legge incostituzionale \u00e8 comunque bravo, per l\u2019altro invece si scendeva in piazza. Quello che in Berlusconi faceva scandalo, in Renzi fa simpatia.<br \/>\nDUE PESI E DUE MISURE\u2026<br \/>\nS\u00cc. Ed \u00e8 grave perch\u00e9 significa che non esistono piu regole. Se lo fa il nostro lo sdegno non vale, se lo fa il nemico s\u00ec? Non significa che loro due sono uguali, ma quando fanno la stessa cosa i giudizi sono diversi.<br \/>\nAlla fine della fiera, il premier la far\u00e0 franca davanti all\u2019Ue? Non \u00e8 sicuro che ottenga la tregua pre-elettorale. Di una cosa sono sicuro per\u00f2: se va alle elezioni, fa il pieno perch\u00e8 intorno ha un deserto. Ha vampirizzato tutti. E a Strasburgo ha lanciato la sua campagna elettorale. (Il Fatto quotidiano | Autore: Chiara Daina)<\/p>\n<p>BELGIO<br \/>\nA BRUXELLES BRACCIO DI FERRO CON LA RUSSIA SULL\u2019ENERGIAITALIA IN PRIMA LINEA PER LA \u00abRIDUZIONE DEI RISCHI DI ROTTURA DI APPROVVIGIONAMENTO DI GAS\u00bb. RUSSIA PERMETTENDO. Il Manifesto | Autore: Anna Maria Merlo<br \/>\nGrosso braccio di ferro al Consiglio europeo sul pacchetto clima energia, in discussione oggi (venerd\u00ec 27 giugno). Non solo si scontrano due clan, tra i pi\u00f9 ambiziosi che chiedono impegni precisi per la riduzione dell\u2019emissione di gas a effetto serra entro il 2030 e chi frena, invocando la crisi economica. Ma l\u2019Italia \u00e8 in prima linea sul capitolo della \u00abriduzione dei rischi di rottura di approvvigionamento di gas\u00bb, impegno preso dalla Ue, che comporta al suo interno i delicati rapporti con il principale fornitore, la Russia, perch\u00e9 l\u2019Eni \u00e8 il primo partner europeo del progetto South stream, il gasdotto sotto il Mar Nero che dovrebbe trasportare il gas russo fino all\u2019Italia e all\u2019Austria senza passare per l\u2019Ucraina, fornendo il 15% dei bisogni in gas della Ue. La questione torna sul tavolo dei leader europei proprio nel giorno della firma dell\u2019accordo di associazione con l\u2019Ucraina, che nel novembre scorso ha scatenato la grave crisi con Mosca. Nella bozza del comunicato finale non viene fatta menzione n\u00e9 della Russia n\u00e9 di South stream, ma la battaglia \u00e8 in corso, all\u2019interno della Ue e a livello internazionale.<br \/>\nLa Russia, dal 2008 al 2010, ha firmato una serie di accordi bilaterali con vari stati implicati, Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Ungheria (pi\u00f9 Serbia, paese non Ue), dopo che il progetto South stream era stato lanciato a Roma nel 2007. Ma nel dicembre scorso la Commissione ha affermato che questi accordi vanno tutti rinegoziati, perch\u00e9 non conformi alle leggi europee della famosa \u00abconcorrenza libera e non distorta\u00bb. La Bulgaria, che aveva gi\u00e0 avviato la costruzione della pipeline, ha sospeso i lavori, perch\u00e9 minacciata da Bruxelles di una procedura di infrazione. La colpa di Bucarest \u00e8 di aver affidato i lavori a un consorzio di cui fa parte la societ\u00e0 Stroy transgas, dove \u00e8 presente un oligarca che \u00e8 nella lista nera degli Usa, nell\u2019ambito delle sanzioni alla Russia decise in seguito alla crisi ucraina e all\u2019annessione della Crimea. I senatori John McCain, Ron Johnson e Christopher Murphy si sono recati in Bulgaria e il 6 giugno l\u2019ambasciatore statunitense a Bucarest ha minacciato di sanzioni americane le imprese bulgare che lavorano alla costruzione della pipeline. Per l\u2019ambasciatore russo alla Ue, Vladimir Chizhov, la sospensione della costruzione di South stream non \u00e8 altro che \u00abuna sanzione economica insidiosa contro la Russia\u00bb, \u00abuna decisione politica\u00bb degli europei fatta su pressione americana. E anche un segnale per i tre paesi che oggi firmano l\u2019accordo di associazione: non solo l\u2019Ucraina, ma anche Georgia e Moldavia devono rendersi conto, secondo Mosca, che associandosi con la Ue perderanno margini di manovra. La Ue, del resto, ha fatto anche pressioni sulla Serbia, minacciando un ritardo nella procedura della candidatura a paese membro. Per protestare contro il blocco di South\u00adstream, che danneggia Eni, Matteo Renzi ha proposto ai primi ministri di Austria, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Slovacchia (e Serbia) di firmare una lettera comune a Bruxelles. Ci sono le pressioni statunitensi, ma anche all\u2019interno della stessa Ue. Difatti, c\u2019\u00e8 un consorzio di imprese Ue che si \u00e8 impegnato a investire per rinnovare la rete di trasporto del gas russo che passa per l\u2019Ucraina. Ma questo rinnovamento sar\u00e0 redditizio solo se il gas russo passer\u00e0 esclusivamente per questa rete. Ma South\u00adstream avrebbe una portata di 63 miliardi di metri cubi l\u2019anno, cio\u00e8 priverebbe l\u2019Ucraina di miliardi di euro di entrate per il transito, mettendo in difficolt\u00e0 il paese e gli investitori del rinnovamento della rete.<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nL&#8217;inganno di Facebook \/ El Pais, Spagna  \/ Molti utenti forse non se ne sono resi conto &#8211; non ancora! -ma tutti i commenti e le foto che metto-no su un social network possono rimanere l\u00ec per sempre. E possono essere usati dalle aziende per decidere se assumere qualcuno.<br \/>\nFacebook e Twitter sono informatori spietati. E anche ottimi strumenti per raccogliere dati personali su gusti e abitudini degli utenti: informazioni preziose per aziende e marchi che in questo modo possono mandare pubblicit\u00e0 personalizzata, come fosse un vestito fatto su misura, a chiunque sia iscritto a un social network. Come se non gli bastasse sapere (quasi) tutto sui miliardi di persone collegate alla famosa f, alla fine del 2012 Facebook ha condotto un&#8217;indagine sulle loro emozioni, analizzando circa settecentomila profili per studiare le reazioni degli utenti davanti a notizie positive e negative.<br \/>\nQuesta indagine, secondo i suoi ideatori, aveva una certa pretesa scientifica. Vi hanno partecipato professori della Cornell university e dell&#8217;University of California, oltre a un ricercatore di Facebook specializzato nel trattamento dei dati. Per fare questo lavoro hanno modificato l&#8217;algoritmo e manipolato per una settimana il contenuto delle notizie che le settecentomila ca-vie ricevevano dai loro amici. Tutto, natural-mente, senza avvertirle. I risultati dello studio hanno finito per confermare l&#8217;ovvio: che lo stato d&#8217;animo degli utenti \u00e8 condizionato da quello che scrivono gli amici e dal tipo di commenti che fanno. Significa che una buona notizia genera allegria e una cattiva notizia genera tristezza. Sicuramente sono gli stessi sentimenti che prova Mark Zuckerberg quando le azioni di Facebook salgono o scendono. L&#8217;azienda statunitense ha giustificato l&#8217;esperimento dicendo: &quot;Eravamo preoccupati che l&#8217;esposizione alla negativit\u00e0 degli amici finisse per allontanare le persone da Facebook&quot;. Ma in questo caso la cosa pi\u00f9 negativa \u00e8 stata ingannare gli utenti che, tra l&#8217;altro, sono venuti a sapere dell&#8217;esperimento solo due anni dopo. <\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nLA LEZIONE DI SARKOZY, Eric Decouty, Lib\u00e9ration, Francia<br \/>\nLa questione che dovrebbe assillare i sostenitori dell&#8217;ex-presidente francese Nicolas Sarkozy non \u00e8 tanto quella del suo ritorno in politica (di cui si era parlato nelle ultime settimane), ma piuttosto della figura che incarna oggi sul piano politico e morale. Scartata infatti la grottesca teoria di un complotto organizzato dal presidente Francois Hollande con la complicit\u00e0 di alcuni magistrati, emerge un dato evidente perfino ai fedelissimi di Sarkozy, e\t cio\u00e8 che i fatti che gli vengono attribuiti vanno al di l\u00e0 della loro natura giudiziaria. E ovvio che 1 giudici hanno il compito di accertare la responsabilit\u00e0 penale personale di Nicolas Sarkozy in questa vicenda del traffico di influenze, cos\u00ec come dovranno farlo per la vicenda Bygmalion, che riguarda i finanziamenti delle sue campagne elettorali.<br \/>\nMa al di l\u00e0 delle procedure, il susseguirsi degli scandali in questi ultimi anni ha portato allo scoperto una prassi politica fondata su manipolazioni, accordi, aggiramenti delle norme e, a volte, sul disprezzo della legge.<br \/>\nI torbidi rapporti intrattenuti da Nicolas Sarkozy con il magistrato Gilbert Azibert (accusato di avergli fornito informazioni sulle indagini che lo riguardavano) o con il discusso imprenditore Bernard Tapie, cos\u00ec come l&#8217;occultamento dei conti relativi alle sue spese elettorali, dimostrano che l&#8217;ex presidente ha un rapporto discutibile con l&#8217;etica politica.<br \/>\nAnche se non ha mai fatto della morale la virt\u00f9 principale della sua attivit\u00e0 politica, Sarkozy non pu\u00f2 disprezzare certi valori essenziali della democrazia francese. Se aspira a tornare in politica, o addirittura a riconquistare il potere, dovr\u00e0 dunque assumersi la responsabilit\u00e0, di fronte ai francesi, di quanto emerso dalle indagini. Ben sapendo che non \u00e8 certo riprendendo brutalmente le redini del suo partito, l&#8217;Ump, che potr\u00e0 rifarsi l&#8217;immagine di leader dotato di senso morale<br \/>\nPARIGI<br \/>\n&quot;Non era mai successo che un ex presidente fosse trattenuto in stato di fermo dalla polizia. Ma con Nicolas Sarkozy mai dire mai&quot;. Cos\u00ec Le Monde commenta l&#8217;interrogatorio nel tribunale di Nanterre dell&#8217;ex capo di stato francese, che il 2 luglio \u00e8 stato formalmente indagato per corruzione, traffico d&#8217;influenze e complicit\u00e0 in violazione del segreto istruttorio, &quot;tutti reati punibili con pene fino a dieci anni di reclusione&quot;, spiega Le Figaro. &quot;Anche il suo ex avvocato, Thierry Herzog, e due alti magistrati della corte di cassazione, Gilbert Azibert e Patrick Sassoust, sono stati fermati&quot;, precisa Le Monde. Secondo il quotidiano, gli inquirenti &quot;indagano su una rete di informatori che possono aver fornito a persone vicine a Sarkozy, o direttamente all&#8217;ex presidente, informazioni sulle procedure giudiziarie che potevano riguardarlo&quot;. In particolare Azibert avrebbe fornito notizie confidenziali sulle indagini per lo scandalo Bettencourt (un caso di presunta circonvenzione d&#8217;incapace a danno della proprietaria dell&#8217;Or\u00e9al per finanziare il partito di Sarkozy) in cambio di un aiuto per facilitare il suo trasferimento a Montecarlo. Secondo Le Monde, &quot;l&#8217;ex presidente appare come il &#8216;mandante&#8217; e il beneficiario finale delle informazioni ottenute&quot; da Herzog, che avrebbe svolto il ruolo di intermediario. Le intercettazioni all&#8217;origine dell&#8217;inchiesta rivelano anche &quot;l&#8217;esistenza di una rete di informatori nelle istituzioni, in particolare nella giustizia e nella polizia, fedeli a Sarkozy, e fanno luce sulle pressioni esercitate dalla cerchia dell&#8217;ex capo di stato per ottenere informazioni sulle procedure che potevano metterlo in difficolt\u00e0&quot;. Le Figaro sottolinea infine che la vicenda \u00e8 emersa proprio mentre cominciavano a circolare le prime voci sulla volont\u00e0 di Sarkozy di riprendere la guida del suo partito, l&#8217;Ump, per poi presentarsi come candidato alle presidenziali del 201<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nTURCHIA<br \/>\nII 29 giugno i due principali partiti d&#8217;opposizione, il Chp e l&#8217;Mhp, hanno presentato la candidatura dell&#8217;intellettuale islamico Ekmeleddin ihsanoglu alle elezioni presidenziali del 10 agosto. Due giorni dopo si \u00e8 candidato anche il premier Recep Tayyip Erdogan. <\/p>\n<p>PALESTINA<br \/>\nGAZA<br \/>\nGAZA, LA GUERRA CHE VERR\u00c0  \/ Territori Occupati. La Striscia vive nell&#8217;angoscia della nuova offensiva che minaccia il premier israeliano Netanyahu in ritorsione contro Hamas per l&#8217;uccisione dei tre ragazzi ebrei in Cisgiordania. A pagare sar\u00e0 comunque la popolazione civile<br \/>\n\u00abNon puoi passare, occorre far parte di una lista di giornalisti autorizzati per entrare (a Gaza)\u00bb. Cadiamo dalle nuvole. Inutile far notare che questa disposizione non \u00e8 mai stata comunicata alla stampa estera. Alla fine, dopo un\u2019ora passata tra telefonate di protesta e discussioni con gli agenti della societ\u00e0 di sicurezza che gestisce il valico di Erez, otteniamo il via libera. Anche per i giornalisti con regolare accredito si fa pi\u00f9 difficile entrare a Gaza. I comandi militari israeliani ora richiedono un \u201ccoordinamento\u201d, ossia essere informati in anticipo dell\u2019intenzione dei media di inviare un loro giornalista a Gaza.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE, SE LA DIASPORA DI AL QUAEDA FINISCE CAMBIA NUOVAMENTE LO SCACCHIERE<br \/>\nLa divisione tra le due macro correnti dell\u2019Islam inizi\u00f2 appena dopo la morte di Maometto e l\u2019apertura della diatriba per la successione del Profeta. Volendo semplificare eccessivamente una serie di eventi molto complessi, diciamo che mentre alcuni ritenevamo che la Parola e il califfato di Maometto dovessero essere gestiti dai suoi discendenti diretti, altri, i sunniti (dal termine Sunna: \u201ctradizione, codice di comportamento\u201d), erano sostenitori di Abu Bakr, suo amico e suocero, che la spunt\u00f2 e venne eletto quarto califfo, dando inizio ad un monopolio sunnita ai vertici del potere che perdur\u00f2 per secoli. Gli sciiti, al contrario, seguono l\u2019imam, una figura molto importante per la religione musulmana, considerato un intermediario per la salvezza, che trasmette il principio divino che lo anima al successore dopo la propria morte. Questo processo viene personificato dagli ayatollah iraniani, mentre si attende il ritorno del Mahdi, l\u2019imam nascosto, ultimo discendente di Maometto che un giorno torner\u00e0 a illuminare l\u2019Islam.<br \/>\nLa conclusione fu la nascita di due confessioni: lo sciismo, la corrente minoritaria dell\u2019islamismo (approssimativamente si calcola che su 1,2 miliardi di persone che professano la religione musulmana, solo 300 milioni siano sciite) e il sunnismo, la corrente maggioritaria che prende le mosse dalle monarchie arabe della Penisola.<br \/>\nA secoli di distanza, la guerra tra sunniti e sciiti non si \u00e8 mai fermata e prende le forme moderne di diversi gruppi armati che si battono per la restaurazione di un califfato in Medio Oriente, contro la corruzione generata dall\u2019avvicinamento dell\u2019Occidente (e dalle sue molte invasioni) e per annientare quella che viene vista come (e che in alcuni casi di fatto \u00e8) una dittatura sciita. Sia a Baghdad che a Damasco \u00e8 infatti la minoranza sciita a detenere il potere: ora al vertice del governo iracheno siede al Maliki, il quale ha tagliato la testa alla coalizione sunnita, estromettendola di fatto dalla scena politica e radicalizzando le tensioni tra i due gruppi militarizzando il paese, con le conseguenze che noi tutti vediamo. Al di l\u00e0 del confine abbiamo Bashar al Assad, sciita alawita, il quale \u00e8 al centro di una guerra civile che sta massacrando la popolazione a maggioranza sunnita da tre anni e che ha attirato in Siria ogni sorta di gruppo armato, compresi i combattenti di Al Qaeda sopravvissuti all\u2019offensiva statunitense. E\u2019 infatti proprio ci\u00f2 che \u00e8 nato dal tronco di Al Qaeda che si offre come alternativa per i sunniti oppressi della Mezzaluna. Molte cellule, che secondo alcune stime sono attive in trenta paesi, continuano a perseguire l\u2019obiettivo dell\u2019organizzazione madre, anche se alcune si sono distaccate da questa a seguito del cambio di leadership dopo la morte di bin Laden nel 2011 e il passaggio dello scettro a Ayman al-Zawahiri, rispuntato recentemente in un\u2019intervista audio in cui esortava i musulmani sunniti ad imbracciare le armi contro \u201cil regime criminale di al Assad\u201d e ai combattenti jihadisti di mettere fine alla lotta intestina e unirsi contro il nemico comune.<br \/>\nAppello a quanto pare ricevuto dalle fazioni di al Nusra e Isil, le quali si sono scontrate per mesi accusandosi di servire gli interessi di Assad , che secondo le ultime notizie si sono incontrate nella citt\u00e0 di confine di Abukamal dove hanno raggiunto un accordo. Secondo l\u2019ONDUS (l&#8217;Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria) i capi delle due organizzazioni si sono riunite riconoscendo l\u2019autorit\u00e0 di al-Zawahiri, bench\u00e9 si siano distaccate in passato dalla guida del fronte egiziano, specialmente l\u2019Isil, la quale riteneva che fosse necessario creare un centro territoriale assoggettato, il califfato appunto, da cui far partire la crociata jihadista, mentre la dirigenza di al Qaeda viet\u00f2 di creare lo Stato islamico prima che gli infedeli e gli occidentali non fossero stati cacciati dal Medio Oriente.<br \/>\nUna foto messa su Twitter da uno dei combattenti dell\u2019Isil conferma la tregua di fatto e sembra che uno dei leader di a Nusra abbia giurato fedelt\u00e0 alla sua controparte dello Stato islamico dell\u2019Iraq e del Levante, che a questo punto potrebbe avere libero accesso alle due parti di un confine gi\u00e0 molto poroso. Le due met\u00e0 di al Qaeda si sono insomma riunite, aggravando ancora di pi\u00f9 una situazione che vede minacciata non solo l\u2019unit\u00e0 territoriale di uno stato gi\u00e0 al collasso, ma che rischia di far esplodere l\u2019intera regione, rafforzando l\u2019organizzazione terroristica pi\u00f9 pericolosa al mondo. Stati Uniti e l\u2019Iran sciita degli ayatollah sembrano pensarla allo stesso modo riguardo la pericolosit\u00e0 dei ribelli jihadisti, tanto da spingere il segretario di Stato Kerry a dichiarare di voler avviare un negoziato con gli iraniani per frenare l\u2019Isil, ovvero da una parte incitare gli sciiti iracheni alla ribellione e dall\u2019altra supportarli con raid aerei americani, quindi con i droni, come richiesto dallo stesso Maliki ad Obama. Lo scenario \u00e8 ancora fantapolitica dati i conti in sospeso tra le due potenze, come ad esempio riguardo il nucleare.<br \/>\nMa l\u2019Isil non pu\u00f2 essere arginato che da un intervento deciso della comunit\u00e0 internazionale, che si vedrebbe altrimenti un califfato sunnita guidato da terroristi di al Qaeda nel bel mezzo del Medio Oriente, che seguirebbe la via dell\u2019espansione come \u00e8 tra i principi ispiratori del gruppo e sprofonderebbe in un bagno di sangue tutto il mondo musulmano. Per quanto sembrasse ridicola questa ipotesi fino a qualche mese fa sembra incredibilmente concreta oggi. La domanda a questo punto pu\u00f2 essere un\u2019altra: cosa fa l\u2019Unione Europea in tutto ci\u00f2? Autore: anastasia latini<\/p>\n<p>SIRIA<br \/>\nII 26 giugno il presidente statunitense Barack Obama ha chiesto al congresso di stanziare 500 milioni di dollari per soste-nere i ribelli moderati in Siria<\/p>\n<p>ISRAELE<br \/>\nAmnesty condanna Israele per l&#8217;operazione &quot;Brother&#8217;s keeper&quot;<br \/>\nE\u2019 stata un\u2019altra notte sanguinosa quella dopo il funerale dei tre ragazzi israeliani, Eyal Yifrah, Gilad Shaar e Naftali Fraenkel, tutti tra i 16 e i 19 anni, rapiti e poi trovati morti qualche giorno fa a West Bank. Infatti \u00e8 stato trovato il cadavere di un giovane palestinese di 16 anni, Mohammed Abu Khdeir, il quale \u00e8 stato sequestrato e ucciso a Gerusalemme Est, si presume come una sorta di risposta per l\u2019assassinio dei tre giovani che sta innescando una spirale di vendette personali e di ritorsioni militari in tutta Israele. ( Autore: Anastasia Latini)<br \/>\nIl premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Hamas, sospettata per il rapimento e l\u2019uccisione, avrebbe pagato per questo ed ha avviato l\u2019operazione \u201cBrother\u2019s keeper\u201d con cui in circa venti giorni ha messo praticamente in ginocchio l\u2019organizzazione, arrestato pi\u00f9 di quattrocento persone che ne sono attivisti, e demolito le case di due sospettati per il rapimento.<br \/>\nAlcune organizzazioni internazionali come Amnesty International e l\u2019 Association for Civil Rights in Israel hanno sottoscritto una lettera in cui si denuncia come questa operazione sia stata \u201ccondotta senza piena aderenza a rilevanti norme di diritti umani del diritto internazionale\u201d.<br \/>\nLa \u201cBrother\u2019s Keeper\u201d secondo queste ONG \u00e8 stata una risposta\u201d sproporzionata e le violazioni dei diritti basilari non necessari\u201d: l\u2019arresto dello Speaker del Concilio Legislativo e di suoi sei membri, i raid aerei e le incursioni in pi\u00f9 di mille case, spesso causando gravi danni alla propriet\u00e0, e l\u2019uccisione di almeno tre ragazzi palestinesi da parte dei militari durante le incursioni, sono solo alcune delle azioni che Israele ha perpetrato contro i palestinesi in questi ultimi giorni.<br \/>\nDall\u2019altra parte della barricata i militanti di Gaza hanno lanciato pi\u00f9 di venti missili e svariati colpi di mortaio nel sud di Israele, mentre lo stesso premier Abu Mazen ha sollecitato Netanyahu a trovare i colpevoli della morte del giovane Mohammed, cos\u00ec come quest\u2019ultimo aveva rivolto un simile appello al leader palestinese durante il rapimento dei tre ragazzi israeliani.<br \/>\nQuesti eventi stanno scatenando un\u2019ondata di revanscismo tra le due popolazioni: in Israele \u00e8 stata aperta una pagina Facebook chiamata \u201cIl popolo di Israele chiede vendetta\u201d che in pochissimo tempo ha raccolto pi\u00f9 di 35 mila \u201clike\u201d, come riporta il NY Times, che include foto dei soldati che posano con le loro armi, mentre si calcola che pi\u00f9 di 50 mila persone hanno partecipato ai funerali dei tre giovani israeliani, in quella che \u00e8 stata dichiarata una giornata di lutto nazionale.<br \/>\nIl governo israeliano \u00e8 in difficolt\u00e0 di fronte a questa ondata di razzismo contro gli arabi, il responsabile delle comunicazione di Netanyahu, Yoaz Hendel, ha dichiarato: \u201cE\u2019 incredibile come poche centinaia di ebrei razzisti possano causare cos\u00ec tanti danni al Paese. I risultati delle investigazioni sulla morte del ragazzo sono gi\u00e0 irrilevanti. Dopo le foto di una folla urlante \u2018Morte agli Arabi\u2019 il danno \u00e8 fatto\u201d.<br \/>\nSembra sempre pi\u00f9 impossibile la convivenza tra le due popolazioni, con i palestinesi in balia della brutale offensiva israeliana, che a conti fatti potrebbe portare pi\u00f9 danni che vantaggi innescando una reazione da parte di tutto il mondo arabo, e in particolare il vuoto creato da un\u2019eventuale soppressione di Hamas potrebbe venire riempito dai molti gruppi jihadisti che operano in Medio Oriente, aggravando la situazione di Israele.<br \/>\nCos\u00ec infatti si esprime Janiki Cingoli, direttore del Cipmo (Centro per la Pace in Medio Oriente), sulle colonne dell\u2019HuffingtonPost: \u201cCi si deve chiedere, ammesso e non concesso che con questi mezzi si riesca a estirpare Hamas dalla Cisgiordania, chi riempirebbe il vuoto da esso lasciato, se le forze pi\u00f9 moderate o non piuttosto i gruppi jihadisti e qaedista, come gi\u00e0 successo in Iraq e Siria\u201d.<br \/>\nUna minaccia seria che potrebbe trascinare definitivamente tutto il Medio Oriente in una guerra regionale senza proporzioni, il cui esito sarebbe del tutto incerto.<\/p>\n<p>EGITTO<br \/>\nANNIVERSARIO CON LE BOMBE \/ Il 30 giugno, nell&#8217;anniversario della prima grande manifestazione popolare che ha portato alla destituzione del presidente Mohamed Morsi, due poliziotti sono morti nell&#8217;esplosione di tre bombe al palazzo presidenziale del Cairo (nella foto), scrive MadaMasr. L&#8217;attacco era stato annunciato dal gruppo armato Ajnad Misr, che aveva fatto sapere di aver posizionato degli ordigni vicino all&#8217;edificio per colpire le forze di sicurezza. Due giorni prima dell&#8217;attentato, un&#8217;altra esplosione nella capitale aveva ucciso due donne.<\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nBENGASI<br \/>\nBengasi in lutto \/ Dal 25 giugno, giorno delle elezioni legislative, gli abitanti di Bengasi hanno assitito a una lunga serie di omicidi. Particolarmente doloro sa \u00e8 stata la morte di Salwa Bugaighis avvocata, attivista per la  democrazia e protagonista della rivolta contro Muammar Gheddafi. Bugaighis \u00e8 stata uccisa davanti alla sua casa, dove stava rientrando dopo aver votato. Il 30 giugno le autorit\u00e0 libiche hanno deciso legalizzare le armi da fuoco. &quot;In un paese dove ci sono tante armi quanti abitanti questa scelta pu\u00f2 ricordare il gesto  Richiude la stalla dopo che sono scappati i buoi , scrive Libya Herald. In realt\u00e0 \u00e8 un primo tentativo di controllare la diffusione delle armi.<\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nLA STRATEGIA DEI RAPIMENTI<br \/>\nLe forze di sicurezza nigeriane hanno annunciato il 30 giugno di aver smantellato una cellula terroristica di Boko haram. Il suo capo sarebbe l&#8217;imprenditore Babuji Ya&#8217;ari, che \u00e8 accusato di aver partecipato al rapimento di 276 studentesse &#8211; per la maggior parte ancora in mano ai sequestratori &#8211; da una scuola di Chi bok, nello stato di Borno, nel nordest della Nigeria. Tra gli arrestati, ci sono anche delle donne. This Day scrive che il sospettato avrebbe coordinato numerosi attacchi usando come copertura la sua appartenenza alla Civilian Jtf, il gruppo di autodifesa formato dai cittadini di Maiduguri. In questa citt\u00e0 il 30 giugno \u00e8 esplosa una bomba che ha causato 18 vittime (nella foto, il luogo dell&#8217;esplosione, 1 luglio 2014). Il giorno prima 46 persone erano morte durante le incursioni di uomini armati in quattro villaggi vicino a Chibok. Un&#8217;inchiesta della Reuters sui finanziamenti a Boko haram ha stabilito che il gruppo si \u00e8 arricchito con i rapimenti di stranieri e di ricchi nigeriani. I funzionari statunitensi impegnati nella lotta ai terroristi nigeriani stimano che ogni sequestro frutti un milione di dollari. Ma le autorit\u00e0 di Abuja e i governi stranieri faticano a tracciare le transazioni finanziarie del gruppo. Questo denaro infatti non \u00e8 depositato nelle banche, ma \u00e8 affidato a un sistema di corrieri che viaggiano nel paese e all&#8217;estero, sfruttando la scarsa sorveglianza ai confini.<\/p>\n<p>SENEGAL<br \/>\nVITTORIA A MET\u00c0 \/ Sud Quotidien, Senegal \/ A due anni dalla sua elezione come presidente, Macky Sali ha dovuto affrontare il primo test delle urne il 29 giugno, quando si sono svolte le amministrative. Secondo Sud Quotidien Sali ha ottenuto un buon risultato: l&#8217;Alleanza per la repubblica (Apr), il partito fondato dal presidente nel 2008, ha vinto in pi\u00f9 di quattrocento comunit\u00e0, contro le 29 che controllava nel 2009. Ma il voto ha anche fatto emergere la fragilit\u00e0 del partito, indebolito dalle divisioni. Molte figure di primo piano dell&#8217;Apr hanno subito dure sconfitte. Tra loro, la prima ministra Aminata Tour\u00e9, che nella capitale Dakar \u00e8 stata superata dal candidato socialista Khalifa Sali. C&#8217;\u00e8 stata anche una scarsa partecipazione dei giovani, &quot;stanchi di una classe politica preoccupata solo dei suoi interessi&quot;, scrive il quotidiano Wal Fadjri<\/p>\n<p>ERITREA<br \/>\nII 27 giugno il consiglio dei diritti umani dell&#8217;Orni ha aperto un&#8217;inchiesta sulle violazioni dei diritti umani nel paese. <\/p>\n<p>GUINEA EQUATORIALE<br \/>\n II 26 e il 27 maggio si \u00e8 svolto a Malabo il vertice dell&#8217;Unione africana dedicato all&#8217;avanzata dei gruppi jihadisti in Africa. All&#8217;incontro era presente anche il segretario generale dell&#8217;Orni Ban Kimoon. <\/p>\n<p>NIGER<br \/>\nDiciassette persone sono state arrestate il 26 giugno a Niamey per complicit\u00e0 nel traf\u00acfico di neonati dalla Nigeria.<br \/>\n.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nAUSTRALIA, STATI UNITI, , NUOVA ZELANDA, CANADA<br \/>\nTISA: IL CONTRARIO DI PUBBLICO \u00c8 SEGRETO \/ TISA (\u00abTrade In Service Agreement\u00bb). E&#8217; un nuovo trattato super segreto che riguarda i mercati del settore dei servizi. Lo stanno negoziando nel massimo silenzio STATI UNITI, AUSTRALIA, NUOVA ZELANDA, CANADA, i 28 paesi dell\u2019Unione Europea, SVIZZERA, ISLANDA, NORVEGIA, LIECHTENSTEIN, ISRAELE, TURCHIA, TAIWAN, HONG KONG, COREA DEL SUD, GIAPPONE, PAKISTAN, PANAMA, PER\u00d9, PARAGUAY, CILE, COLOMBIA, MESSICO E COSTA RICA. Ci sono interessi enormi in ballo: il settore servizi \u00e8 il pi\u00f9 grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del prodotto interno lordo globale  (Autore: Marco Bersani*)<br \/>\nCome se non bastasse il Partenariato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti (TTIP), ovvero il negoziato, condotto in assoluta segretezza, fra Usa e Ue per costituire la pi\u00f9 grande area di libero scambio del pianeta, realizzando l\u2019utopia delle multinazionali, un nuovo attacco ai beni comuni, ai diritti e alla democrazia \u00e8 in corso con il TISA (\u00abTrade In Service Agreement\u00bb), un nuovo trattato, della cui esistenza si \u00e8 venuti a conoscenza solo grazie ai \u00abfuorilegge\u00bb di Wikileaks..<br \/>\nSi tratta \u2013per quel che sinora \u00e8 filtrato dalle segrete stanze\u2013 di un negoziato, che riprende in molte parti il fallito Accordo generale sul commercio e i servizi (Agcs), discusso per oltre 10 anni e con durissime contestazioni di piazza all\u2019interno del Wto.<br \/>\nFallito quello che doveva essere un accordo globale, le grandi \u00e9lite politico-finanziarie hanno da tempo optato per accordi tra singoli paesi o per aree, dove far rientrare dalla finestra, grazie all\u2019assoluta opacit\u00e0 con cui vengono condotti gli stessi, ci\u00f2 che le mobilitazioni sociali dei movimenti alter mondialisti avevano caciato dalla porta.<br \/>\nA sedere al tavolo delle trattative per il nuovo trattato sono i paesi che hanno i mercati del settore servizi pi\u00f9 grandi del mondo: Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, Canada, i 28 paesi dell\u2019Unione Europea, pi\u00f9 Svizzera, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Israele, Turchia, Taiwan, Hong Kong, Corea del Sud, Giappone, Pakistan, Panama, Per\u00f9, Paraguay, Cile, Colombia, Messico e Costa Rica. Con interessi enormi in ballo: il settore servizi \u00e8 il pi\u00f9 grande per posti di lavoro nel mondo e produce il 70% del prodotto interno lordo globale; solo negli Stati Uniti rappresenta il 75% dell\u2019economia e genera l\u201980% dei posti di lavoro del settore privato.<br \/>\nL\u2019aspetto pi\u00f9 incredibile di quanto rivelato dai documenti in possesso di Wikileaks \u00e8 il fatto di come non solo il negoziato si svolga in totale spregio di alcun diritto all\u2019informazione da parte dei cittadini, bens\u00ec sia previsto, fra le disposizioni contenute, l\u2019impegno da parte degli Stati partecipanti a non rivelare alcunch\u00e9 fino a cinque anni dopo la sua approvazione!<br \/>\nUna nuova ondata di liberalizzazioni e di privatizzazione di tutti i servizi pubblici si sta dunque preparando e, non a caso, la prima tappa di questa trattativa \u2013 avvenuta nell\u2019aprile scorso e finita nelle provvidenziali mani di Wikileaks \u2014 ha riguardato la liberalizzazione dei servizi e prodotti finanziari, dei servizi bancari e dei prodotti assicurativi: non sia mai che la crisi, provocata esattamente dalle banche e dai fondi finanziari, rimetta in discussione la totale libert\u00e0 di movimento e di investimento dei capitali finanziari in ogni angolo del pianeta.<br \/>\nPer quel che si \u00e8 riusciti a sapere, proprio in questi giorni si sta svolgendo un secondo incontro ed \u00e8 assolutamente evidente come ad ogni tappa verr\u00e0 posta l\u2019attenzione su un settore di servizi, fino a comprenderli tutti: dall\u2019acqua all\u2019energia, dalla sanit\u00e0 alla scuola, dai trasporti alla previdenza.<br \/>\nUn mondo da mettere in vendita, attraverso la trappola del debito pubblico e le politiche di austerit\u00e0, attraverso il TTIP e il TISA, per permettere al modello capitalistico di uscire dalla crisi sistemica, con un rilancio dei mercati finanziari, che, dopo aver investito l\u2019economia, ora hanno puntato gli occhi sulla societ\u00e0 e la vita, sui diritti, i beni comuni e la natura.<br \/>\nPer farlo, devono sottrarsi ad ogni elementare regola di democrazia e rifugiarsi nella segretezza: ma come i vampiri della notte non reggono la luce del giorno, cos\u00ec i piani delle \u00e9lite possono essere sconfitti da una capillare informazione e da una ampia e determinata mobilitazione sociale. \u00c8 ora di muoversi. * Attac Italia<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nADDIO ALL&#8217;ARTICOLO 9<br \/>\nIl i luglio 2014 il governo di Tokyo ha approvato una riforma che cambia radicalmente l&#8217;interpretazione della costituzione pacifista. La nuova lettura dell&#8217;articolo 9, che limitava la libert\u00e0 d&#8217;intervento dell&#8217;esercito, \u00e8 appoggiata dagli Stati Uniti e d\u00e0 pi\u00f9 potere alle forze armate giapponesi, che potranno partecipare alle missioni internazionali al fianco degli alleati. Il via libera del governo \u00e8 arrivato nonostante le manifestazioni di protesta e l&#8217;immolazione di un uomo a Tokyo, di cui la tv di stato Nhk non ha dato notizia. &quot;Per rafforzare le capacit\u00e0 di difesa&quot;, scrive il Mainichi Shimbun, &quot;non era necessario abrogare la limitazione alle operazioni collettive, bastava migliorare le forze esistenti. La modifica dell&#8217;articolo 9 \u00e8 una mossa dalla quale non si torna indietro e a cui potrebbe seguire una svolta militarista&quot;. &quot;Il governo sta rapida-mente cambiando la costituzione del paese&quot;, scrive il Tokyo Shimbun. &quot;Dalla fine del 2013 \u00e8 stata introdotta la legge sul segreto di stato, \u00e8 stato creato il consiglio nazionale per la sicurezza ed \u00e8 stata approvata la nuova strategia militare che aumenta l&#8217;esportazione delle armi&quot;. Per l&#8217;Asahi Shimbun &quot;la nuova interpretazione della costituzione \u00e8 di fatto una revisione. Questa riforma, fatta in fretta e nonostante il parere contrario della maggior parte dei cittadini, \u00e8 una minaccia per la democrazia.<\/p>\n<p>HONGKONG<br \/>\nARRSTI A TAPPETO. Almeno 500 persone sono state arrestate a Hong Kong nella notte tra il 1 e il 2 luglio per aver partecipato a una protesta del movimento Occupy centrai in favore del suffragio universale davanti alla sede del governo locale. Prima del sit-in, decine di migliaia di cittadini avevano partecipato alla tradizionale marcia per la democrazia nell&#8217;anniversario del ritorno di Hong Kong sotto la sovranit\u00e0 cinese. I manifestanti vorrebbero che 1 candidati alle elezioni del 2017 fossero scelti dai cittadini e non da un gruppo di 1.200 persone vicine a Pechino. Sulla questione a fine giugno Occupy ha organizzato un referendum a cui hanno partecipato Scornila persone<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nUN&#8217;ESPULSIONE ECCELLENTE \/ Il 30 giugno il generale in pensione Xu Caihou \u00e8 stato espulso dal Partito comunista con l&#8217;accusa di corruzione. Gi\u00e0 componente del politburo e vicepresidente della commissione mili-tare centrale, Xu \u00e8 il militare di grado pi\u00f9 alto a finire sotto in-chiesta negli ultimi trent&#8217;anni, scrive Caixin. \u00c8 inoltre il pi\u00f9 importante esponente dell&#8217;esercito coinvolto nella campagna anticorruzione lanciata dal presidente Xi Jinping. Al termine di un&#8217;inchiesta avviata il 15 marzo sarebbero emerse prove del fatto che il generale ha sfruttato il suo ruolo di supervisore delle nomine nell&#8217;esercito per gestire le promozioni e ricevere soldi per s\u00e9 e i suoi familiari. Xu, considerato un protetto dell&#8217;ex presidente Jiang Zemin, dovr\u00e0 ora affrontare la corte marziale. Insieme a Xu sono stati espulsi dal partito altri tre alti funzionari e dirigenti delle aziende di stato, considerati vicini all&#8217;ex capo della sicurezza Zhou Yongkang<\/p>\n<p>AFGANISTAN<br \/>\nASPETTANDO IL PRESIDENTE<br \/>\nDopo le polemiche seguite al ballottaggio del 14 giugno, Abdullah Abdullah, candidato alla presidenza che aveva denunciato gravi brogli a favore del suo avversario Ashraf Ghani, ha ab-bassato i toni. Abdullah, che alla vigilia del voto era dato per favo-rito, si \u00e8 detto pronto ad accettare un&#8217;eventuale sconfitta purch\u00e9 ci sia la garanzia della regolarit\u00e0 del voto. Secondo Abdullah, sarebbero due milioni le schede precompilate a favore di Ghani. Una denuncia di brogli \u00e8 arrivata anche da Ghani e, scrive la Bbc, \u00e8 stata confermata dagli osservatori. Un milione di schede sar\u00e0 RI conteggiato e la pubblicazione dei risultati parziali, attesi inizialmente per il 2 luglio, sar\u00e0 posticipata.<\/p>\n<p>BIRMANIA<br \/>\nII 2 luglio centinaia di buddisti hanno danneggiate una moschea e alcuni negozi d musulmani a Mandalay, la seconda citt\u00e0 del paese. Le violenze sono scoppiate quando si \u00e8 sparsa la voce, non confermati di uno stupro commesso da di musulmani.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nII 2 luglio il governo ha convocato un diplomatico statunitense dell&#8217;ambasciata di Ne Delhi per protestare contro le intercettazioni dell&#8217;Nsa nei cc fronti del Bharatiya janatpa; del premier Narendra Modi.<br \/>\nAlmeno 40 persone sono morte il 28 giugno nel crollo c un edificio a Chennai.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nURUGUAY<br \/>\nLA LUNGA CORSA DELL\u00b4EX TUPAMARO. Un libro su Pepe Mujica Autore: GERALDINA COLOTTI<br \/>\nVIVE IN UNA CASA di campagna, con una cagnetta zoppa e un maggiolino azzurro. E con la compagna di tutta una vita, durante la quale ha cercato d\u2019incidere sulla realt\u00e0 del paese. Con tutti i mezzi, politici e militari. Parliamo di Jos\u00e9 Mujica, detto \u00abPepe\u00bb, attuale presidente dell\u2019Uruguay. Un ex dirigente del movimento guerrigliero Tupamaros che, come la moglie Lucia Topolansky, ha trascorso una parte della sua esistenza in carcere. Il presidente impossibile, lo definisce il libro di Nadia Angelucci e Gianni Tarquini, in questi giorni in libreria per Nova Delphi con una prefazione di Erri De Luca. Una biografia veloce e precisa che spazia fra aneddoti, attualit\u00e0 e storia. L\u2019intervista a Lucia Topolansky, attuale presidente del parlamento, d\u00e0 il tocco finale a un libro che stimola un arco di temi ben oltre il contesto e i personaggi. \u00abPEPE MUJICA, DA GUERRIGLIERO A CAPO DI STATO\u00bb, recita il sottotitolo del volume. Com\u2019\u00e8 potuto accadere, in quale mutamento di scenario, con quali costi e ricavi? Qual \u00e8 il discorso di Mujica oggi, a chi si rivolge davvero? Le sue parole, pronunciate a braccio al G20 del 2012 in Brasile hanno infiammato la rete e i movimenti: \u00abLa grande crisi non \u00e8 ecologica, ma politica \u2013 ha detto ai capi di stato \u2013 L\u2019uomo non governa oggi le forze che ha scatenato, sono le forze che ha scatenato a governare l\u2019uomo\u00bb. Una radicalit\u00e0 molto lontana, per\u00f2, dalla realt\u00e0 politica dell\u2019Uruguay. A chi fa gioco, in fondo, il \u00abpresidente pi\u00f9 povero\u00bb, che affascina stuoli di giornalisti ed \u00e8 persino in odore di Nobel? Con rispetto, ma senza omissioni, i due autori scavano nella storia recente dell\u2019Uruguay e in quella dei Tupamaros, inquadrandone nascita, sviluppo e parabola nello scenario internazionale. La scelta delle armi avviene sull\u2019onda della rivoluzione cubana, vittoriosa e decisa a estendersi nel continente attraverso la teoria guevarista del \u00abfoquismo\u00bb, fuochi di guerriglia da innescare in ambito rurale. All\u2019Avana, nell\u2019agosto del 1967, durante la Conferenza dell\u2019Organizzazione latinoamericana di solidariet\u00e0 (Olas) \u00e8 stato votato a maggioranza un documento che sostiene \u00abla necessit\u00e0 della lotta armata nel continente\u00bb. Ma, come ricordano gli autori, il leader del Partito comunista uruguayano, Rodny Arismendi \u2013 come altri Pc latinoamericani \u2013 ha espresso il suo disaccordo. I Tupamaros nascono all\u2019interno di quella rottura e dei suoi effetti (Che Guevara morir\u00e0 in Bolivia il 9 ottobre di quell\u2019anno), e nonostante i dubbi avanzati dallo stesso Fidel Castro: \u00abIl tuo paese \u2013 dice Fidel a un giornalista uruguayano \u2013 non possiede le condizioni geografiche per la lotta armata. Non ha montagne. Non ci sono boscaglie. Non si pu\u00f2 realizzare una guerriglia. Ci sono, certo, masse attive e politicizzate&#8230; alcune condizioni ci sono&#8230; ma \u00e8 circondato da due colossi, non durerebbe pi\u00f9 di due giorni\u00bb. I Tupa scommettono sulla guerriglia urbana, agendo su quelle \u00abmasse attive e politicizzate\u00bb, forti del ciclo di lotte che attraversa fabbriche e campagne e al cui interno hanno gi\u00e0 iniziato a fare esperienza di azioni illegali. Centrale per la fondazione del Movimiento de Liberacion Nacional- Tupamaros (1965), \u00e8 il movimento di massa organizzato da Raul Sendic con i lavoratori della canna da zucchero (i ca\u00f1eros). Con l\u2019appoggio dei braccianti, Sendic \u2013 figura storica dei Tupa, ex militante del Partito socialista, morto nell\u201989 \u2013 lotta per recuperare la terra al latifondo e assegnarla alle cooperative dei contadini. Il movimento nasce quindi al punto di pi\u00f9 alta confluenza tra lotte sindacali e lotte rurali, e compie la sua prima azione di esproprio a favore dei ca\u00f1eros: non proprio un successo sul piano militare, ma l\u2019avvio di una sperimentazione in crescendo. Allora \u00e8 il 1962. Mujica (nato nel \u201935) fa lavoro legale nel quartiere ma al contempo organizza la logistica per l\u2019azione. Per sfuggire alla repressione, diversi gruppi si stanno preparando alla clandestinit\u00e0 pur mantenendo, come Sendic, un piede nel lavoro legale e anche elettorale. Poi, dopo un periodo di rapine e piccole azioni, si fa strada la storia dei Tupamaros, che raggiunge il picco di forza e consenso tra il 1970 e il \u201971. Nelle \u00abprigioni del popolo\u00bb finiscono impopolari pezzi da novanta del sistema politico o giudiziario. Il 31 luglio del 1970, il sequestro di Dan Mitrione, torturatore della Cia che sta applicando la \u00abscuola di Washington\u00bb nel continente latinoamericano, porta i Tupa all\u2019attenzione internazionale. \u00abIl dolore preciso, nel momento preciso, nella quantit\u00e0 necessaria all\u2019effetto desiderato\u00bb, insegna Mitrione agli allievi mentre tortura mendicanti rapiti per strada. Il regista Costa Gravas ne ha raccontato la fine nel film L\u2019Amerikano, del \u201973. A Montevideo, Mitrione dirige l\u2019Oficina de Seguridad Publica. Ufficialmente si tratta di un ufficio dell\u2019Agenzia per lo sviluppo Internazionale degli Usa (Usaid), ma dipende da Byron Engle, alto dirigente della Cia a Washington . Un episodio emblematico nel quadro dello scontro senza quartiere tra due mondi inconciliabili che ha animato il grande Novecento. E che ha rimesso al centro del gorgo vecchi e nuovi temi. Washington punta sulle dittature sudamericane degli anni \u201970-\u201980 per mantenere il suo \u00abcortile di casa\u00bb. Nella guerriglia, gi\u00e0 provata, emergono conflitti e problemi. L\u2019accumulo di forze realizzato, il suo impossibile impiego al di fuori e all\u2019interno delle strutture armate, diventa un invaso in un imbuto. La storia dei Tupamaros si sviluppa e si consuma durante la crescita del potere militare che s\u2019impadronisce del paese nel luglio 1973. Gli squadroni della morte impegnano il movimento in una lotta senza quartiere, la maggior parte del quadro dirigente va in carcere o muore. Il mese successivo al colpo di stato, i Tupamaros formano la Giunta Coordinata Rivoluzionaria con altri gruppi della sinistra politica che continuano le azioni di guerriglia urbana nel Cono Sur. L\u2019anno dopo si scatena in tutto il continente l\u2019Operazione Condor, l\u2019organizzazione criminale a guida Cia volta a raggiungere gli oppositori politici alle dittature ovunque si trovino. Mujica viene arrestato per la quarta volta nel \u201972, dopo essere fuggito dalla prigione di Punta Carretas l\u2019anno prima. Sotto il governo di Jorge Pacheco Areco, che ha sospeso le garanzie costituzionali, viene rimandato in carcere da un tribunale militare. Dopo il golpe, viene trasferito in una prigione militare insieme agli altri dirigenti Tupa. Per 11 anni, sei mesi e sette giorni, nel completo isolamento di un buco sotterraneo, saranno i rehenes, gli ostaggi da uccidere in caso di azioni militari del movimento fuori. Nel 1985, con il ripristino della democrazia costituzionale, vengono liberati da un\u2019amnistia che rende intoccabili i golpisti. Costruiscono allora il proprio rientro nella vita politica, che porter\u00e0 Mujica alla presidenza, all\u2019interno del Frente Amplio, il 1\u00b0 marzo del 2010. Oggi, Mujica e i suoi ex compagni parlano di \u00abcomplementariet\u00e0 delle parti sociali\u00bb, di \u00abgoverno del mercato\u00bb, di microcredito e di \u00abTupa bank\u00bb. E, dall\u2019impostazione del volume, si capisce che agli autori piace recuperare il lato libertario e mutualista di Mujica, da lui stesso messo in avanti in diverse dichiarazioni pubbliche. In controluce, un filo lega \u00abl\u2019impossibile\u00bb presidente all\u2019influenza esercitata su di lui da un vecchio anarchico carcerato, il riscatto dei ca\u00f1eros alle cooperative costruite oggi in Uruguay, e interpretate come embrione di \u00abautorganizzazione operaia\u00bb. Resta che, nel piccolo paese sudamericano (tre milioni di abitanti) le conquiste in campo sociale (aborto, marijuana legalizzata e matrimoni omosessuali), fortemente volute da Pepe, non rispecchiano un cambio di indirizzo strutturale a favore delle classi popolari. Mujica ha finito il suo mandato. Alle elezioni del 26 ottobre, il Frente Amplio torna a candidare il pi\u00f9 moderato ex presidente Tabar\u00e9 Vazquez, gi\u00e0 contrario all\u2019aborto e pi\u00f9 vicino al Fondo monetario internazionale. Ai primi di giugno, le primarie hanno registrato l\u2019altissima disaffezione degli uruguayani per la politica elettorale. \u00abSiamo al governo in rappresentanza di una forza molto eterogenea&#8230; Il mio obiettivo \u00e8 quello di lasciare un Uruguay un po\u2019 meno ingiusto, di aiutare i pi\u00f9 deboli e creare un nuovo modo di far politica\u00bb, ha dichiarato Pepe in una delle sue versioni pi\u00f9 \u00abrealiste\u00bb. Pepe Mujica \u00e8 il Mandela vivente dell\u2019America latina \u2013 scrive Erri De Luca \u2013, lui e il \u00absuo nuovo Uruguay democratico inaugurano il tempo moderno e il futuro praticabile\u00bb. Pepe \u00e8 il compagno rimasto integro, \u00abche ognuno avrebbe voluto a fianco e che molti hanno conosciuto sotto diversi nomi\u00bb. Nel secolo delle rivoluzioni. Il libro sar\u00e0 presentato a Roma il 3 luglio alla libreria Arion di Palazzo delle Esposizioni (via Milano, 15\/17) ore 18. Saranno presenti gli autori.<\/p>\n<p>ECUADOR<br \/>\nIL GIORNALE HOY NON ESCE PI\u00d9 \/ &quot;La lotta tra il governo ecuadoriano di Rafael Correa (nella foto) e i mezzi d&#8217;informazione ha fatto una nuova vittima&quot;, scrive La Naci\u00f3n. Il 29 giugno il quotidiano Hoy, fondato 32 anni fa, ha annunciato che non potr\u00e0 pi\u00f9 pubblicare l&#8217;edizione cartacea. In un editoriale, Hoy ha spiegato i motivi della decisione: &quot;Le restrizioni previste dalla Ley de comunicaci\u00f3n (approvata nel 2013), il boicottaggio della pubblicit\u00e0 e altri ostacoli ai nostri tentativi di finanziarci ci obbligano a sospendere la stampa del quotidiano&quot;. Il presidente Correa sostiene che alcuni giornali di propriet\u00e0 di privati cercano di destabilizzare il suo governo<\/p>\n<p>CUBA<br \/>\nGoogle in visita<br \/>\nInternet non funziona ancora bene a Cuba, ma Google \u00e8 gi\u00e0 arrivato&quot;,<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nAutore: fabrizio salvatori<br \/>\nVENEZUELA, VINAGRETA TRA I COLLABORATORI DI MADURO PER LA RIFORMA DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE<br \/>\nE\u2019 Orlando Borrego, un economista cubano di 78 anni noto per aver collaborato con Ernesto &#8216;Che&#8221; Guevara, l\u2019uomo scelto da Maduro per avviare un programma di &quot;revisione in profondita&#8217;&quot; del funzionamento del suo governo, gi\u00e0 dalla prima meta&#8217; del mese di luglio.<br \/>\n&quot;Orlando Borrego, piu&#8217; noto come &#8216;Vinagreta&#8217;, e&#8217; stato incluso in una squadra speciale, insieme al ministro della Pianificazione, Ricardo Menendez, il ministro del Lavoro, Jesus Martinez, \u201ce altri compagni per preparare un insieme di piani che comportano una rivoluzione totale e profonda della pubblica amministrazione&quot;, come ha annunciato Maduro.<br \/>\nBorrego ha combattuto durante la Revolucion nella cosiddetta Colonna Otto, agli ordini del Che&#8217; Guevara, guadagnandosi il grado di primo tenente e dopo il trionfo di Fidel Castro ha occupato diversi incarichi di governo, fra i quali quello di ministro per l&#8217;Industria dello zucchero (1964-68), ha ottenuto un dottorato in Scienze Economiche dell&#8217;Accademia delle Scienze dell&#8217;Urss nel 1980 e attualmente lavora come docente e consigliere del ministero cubano dei Trasporti.<br \/>\n&quot;Analizzeremo tutto, ci riuniremo con i vicepresidenti e i ministri, dicastero per dicastero, per vedere come va ogni progetto&quot;, ha promesso Maduro nel suo consueto programma radiofonico settimanale, durante il quale ha sottolineato che &quot;e&#8217; necessario voltare pagina e scordare gli scontri e le lettere: ora basta, ci siamo detti quello che avevamo da dirci, ma ora la mano e&#8217; tesa verso tutti i compagni&quot;. Parlando delle &quot;lettere&quot; l&#8217;erede di Chavez alludeva all&#8217;ondata di critiche scatenata da una lettera aperta di Jorge Giordani, l&#8217;ex ministro della Pianificazione considerato il padre del modello economico chavista, nella quale denunciava &quot;un vuoto di potere nella presidenza&quot; e una corruzione crescente nei quadri del governo.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nDETROIT<br \/>\nCAPITALE  USA DELLA POVERT\u00c0: LE COMPAGNIE TAGLIANO LE FORNITURE DELL&#8217;ACQUA A 150 MILA MOROSI<br \/>\n Detroit \u00e8 una delle citt\u00e0 pi\u00f9 povere degli Stati uniti. E\u2019 la metropoli, tanto per dirne una, in cui l\u2019amministrazione \u00e8 stata costretta ad un default di pi\u00f9 di 20 miliardi un anno fa circa. Ebbene, in questa situazione di estremo degrado a migliaia di residenti le varie compagnie che gestiscono la distribuzione dell\u2019acqua hanno pensato bene di interrompere la fornitura.<br \/>\nUna coalizione di attivisti ha lanciato un appello alle Nazioni Unite affinche&#8217; intervengano in difesa degli abitanti. In ballo, infatti, c\u2019\u00e8 una palese violazione dei diritti umani. Tante famiglie &#8211; hanno scritto gli attivisti in una lettera inviata allo Special Rapporteur on the Human Right to Safe Drinking Water and Sanitation &#8211; hanno abbandonato le loro case dopo aver trascorso oltre un anno senza acqua. Per gli attivisti si tratta di una grave violazione dei diritti umani, e per questo hanno chiesto alle Nazioni Unite di fare pressione sul governo federale americano e sullo stato del Michigan, affinche&#8217; affrontino il problema. Secondo gli attivisti a rischiare il blocco dell&#8217;erogazione sono circa 150mila cittadini, su una popolazione complessiva che prima del default ammontava a pi\u00f9 di sette milioni.<br \/>\n&quot;Non vogliamo togliere l&#8217;acqua a nessuno, ma se non vengono saldate le bollette e&#8217; nostro dovere interrompere il servizio, altrimenti saranno altre persone a pagare per gli insolventi, e questo non e&#8217; giusto&quot;, ha commentato Curtrise Garner, portavoce del Detroit Water and Sewerage Department (Dwsd). Secondo il Detroit Free Press, oltre la meta&#8217; dei 323 mila utenti erano in ritardo sui pagamenti di marzo, causando al Dwsd un sospeso di 175 milioni di dollari. (di  fabio sebastiani)<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nMisure urgenti peri migranti 1130 giugno il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha<br \/>\nannunciato che user\u00e0 un ordine esecutivo per superare l&#8217;immobilismo del congresso sulla riforma dell&#8217;immigrazione e modificare la legislazione attuale. Obama, spiega il New York Times, ha preso questa decisione in seguito alle pressioni dei governatori degli stati del sud, che chiedono nuove misure per fronteggiare il crescente flusso in aumento di migranti (soprattutto minori) che cercano di entrare negli Stati Uniti dal Messico.<br \/>\nUSA<br \/>\nSENTENZA RELIGIOSA<br \/>\nIL 30 giugno la corte suprema statunitense ha stabilito che includere 1 contraccettivi tra le spese coperte dalle assicurazioni sanitarie dei dipendenti di aziende private Baarack Obama), viola le leggi federali che proteggono la liberta religiosa. La corte, spiega Mother Jones si f pronunciata dopo il ricorso presentato da Hobby Lobby una catena di supermercati con pi\u00f9 di ventimila&quot; evangelico. La sentenza si applica alle societ\u00e0 per azioni con un numero limitato di soci.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140706 23:59:00 red-emi ITALIA &#8211; ROMA \/ Parte il 3 luglio la raccolta delle firme per il referendum contro l&#8217;austerit\u00e0 ROMA \/ In 5 anni <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11884\" title=\"11225 27. 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