{"id":11872,"date":"2017-04-15T19:06:40","date_gmt":"2017-04-15T17:06:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11213-25-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-21-giugno-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:40","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:40","slug":"11213-25-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-21-giugno-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11872","title":{"rendered":"11213 25.NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  21 giugno 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140621 18:08:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; ROMA \/ Bimbo Down rifiutato al centro o estivo, il padre lancia una campagna su Facebook \/ Roma . Marx? Non era un opinion maker\u2026\/ Machiavelli e il Principe senza popolo &#8211; L&#8217;Ue era partita con il favore e il sostegno dei popoli. Ora rischia di essere un Principe senza il sostegno del popolo e sotto il dominio delle lobbies   \/  I modesti effetti degli 80 euro in busta paga \/<br \/>\nEUROPA &#8211; Le conseguenze economiche di Mario Draghi<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE &#8211; Il piano Prawler, edizione speciale per la Cisgiordania \/<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; India \/ scene di lotta di classe in india raccontate dall&#8217;associated press che non ci sembra siano state riprese da nessun quotidiano nazionale in Italia.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; VENEZUELA \u2013SPAGNA Podemos? Grazie a Hugo Chavez Il quotidiano El Pais attacca la quarta forza politica laureata dalle elezioni europee<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; USA \/ARGENTINA \u00c8  scontro sul rimborso ai fondi avvoltoi dopo la sentenza di New.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nBIMBO DOWN RIFIUTATO AL CENTRO ESTIVO, IL PADRE LANCIA UNA CAMPAGNA SU FACEBOOK<br \/>\n\u201cHO LANCIATO UN INIZIATIVA: PUBBLICHIAMO LE FOTO DEI NOSTRI BAMBINI, VISTO CHE QUALCUNO ANCORA CREDE CHE POSSONO ESSERE PERICOLOSI&quot;.<br \/>\nL\u2019iniziativa \u00e8 lanciata su Facebook da Andrea Mantovani, pap\u00e0 di Danilo, un bambino con sindrome di Down che l\u2019altro giorno \u00e8 stato rifiutato dal gestore di un campus estivo a Roma, il centro estivo Ottavia in via delle Canossiane rivolto a bambini da 4 a 13 anni.<br \/>\nAndrea e sua moglie qualche giorno fa hanno portato Danilo al centro estivo, \u201cil cui responsabile \u00e8 un professore delle medie di zona\u201d, dopo aver avvisato che il bambino ha la sindrome di Down. \u201cAvevamo parlato dicendo che Dany \u00e8 gestibile, certo ci vuole un po\u2019 di impegno in pi\u00f9. Ma anche l\u2019anno scorso lo abbiamo portato ad un centro dove ci fecero i complimenti per il suo comportamento. Certo dava un po\u2019 da fare ma non pi\u00f9 di altri .. insomma dopo la premessa questa mattina lo abbiamo portato, lui iper felice&#8230;l\u00ec c&#8217;era la piscina, il campetto, pallone e minibasket. Sono andato a prenderlo alle 16,30 e ho visto molti bambini, ma solo una ragazza e un assistente e il titolare, un certo Ivano, mi dicono che mi voleva parlare. Beh, ha detto che era molto dispiaciuto, ma Danilo non poteva frequentare, era difficile da gestire e lui non aveva personale da dedicargli\u201d. A quel punto \u201ccon un cuore minuscolo\u201d Andrea ha provato a dire che, se eventualmente avevano un tutor da dedicargli, \u201clo avrei pagato a parte, oppure se potevo metterlo io: la risposta \u00e8 stata \u2018no\u2019: \u201cSai, poi non vorrei che crei problemi agli altri bambini che, tornati a casa, si lamentino di Danilo\u2026 e magari i genitori portino via i loro figli dal centro\u201d.<br \/>\nSulla rete a cui Andrea ha affidato il racconto della vicenda si susseguono gli attestati di vicinanza a Danilo e alla sua famiglia e di condanna per il comportamento dello staff del centro estivo romano. Diversi esprimono indignazione e tristezza, e scrivono che \u201cqualora la notizia fosse fondata speriamo di cuore che gli amministratori del municipio in ascolto intervengano immediatamente e con urgenza sul centro estivo Ottavia di via delle Canossiane\u201d. Sirio Leoncini \u00e8 il coordinatore della scuola di nuoto societ\u00e0 polisportiva Delta e si scaglia contro l\u2019incompetenza e l\u2019improvvisazione di operatori estivi che non sanno stare con i bambini: \u201cIl sapere e la competenza non sono da tutti, spesso ci improvvisiamo in mestieri\u2026 Quello di insegnanti in discipline sportive e non \u00e8 un mestiere delicato e poliedrico e capace di adattarsi ad ogni circostanza e integrare situazioni non sempre uguali. Per questo, da padre e insegnante prego gentilmente questi millantatori di farsi da parte e lasciare lavorare le persone qualificate. Non \u00e8 accettabile \u2013 continua Leoncini \u2013 rifiutare un bambino per nessuna ragione al mondo. Non \u00e8 un bambino Down a creare problemi agli altri ragazzi ma la disorganizzazione e l\u2019incompetenza. Forse per alcuni \u00e8 un fatto meramente economico\u2026 Io ho avuto modo e piacere di conoscere Danilo \u2013 conclude l\u2019insegnante -: un bambino meraviglioso e pieno di gioia e vitalit\u00e0 che da pi\u00f9 di due anni nuota nella nostra struttura e non ha mai creato alcun tipo di problemi e difficolt\u00e0 n\u00e9 agli istruttori n\u00e9 agli altri ragazzi\u201d.Prosegue Andrea: \u201cA questo punto ho capito che il problema non era il comportamento di Dany, ma era Dany. Avevano paura di perdere soldi\u201d. Commenta il pap\u00e0 con amarezza: \u201cCerto, 15 euro al giorno a bambino per 20-30 bambini sono un capitale, e gestiti in 3 o 4 persone poi\u2026E non possono mica permettere che un bambino \u2018diverso\u2019 possa infastidire qualcuno. Ragazzi, ero fuori di me\u201d. Ma non basta: \u201cGli ho chiesto se dovevo pagare il giorno, cosa alla quale non hanno rinunciato: ho dato i 15 euro e non mi hanno fatto nessuna ricevuta (cosa che torner\u00f2 domani a chiedere), ho ripreso il mio piccolo e le sue cose e me lo sono portato via. Con lui che salutava tutti e diceva ci vediamo domani\u201d.<br \/>\nE OGGI ANDREA, IL PAP\u00c0 DI DANILO, LANCIA SU FACEBOOK LA SUA CAMPAGNA . Oltre all\u2019invito a pubblicare foto e video di questi bambini \u201cpericolosi\u201d, chiede a chi ha vissuto o sta vivendo esperienze simili a raccontarle: \u201cMi rivolgo a tutti coloro che hanno subito una qualche forma di ingiustizia, un\u2019esperienza analoga che vi ha turbato, deluso, a scuola, nel lavoro, nello svago. Potete scrivere anche in privato, con la certezza che daremo seguito alla cosa. L\u2019unione fa la forza\u201d.<br \/>\nIntanto Andrea richiama il video toccante e divertente dell\u2019anno scorso, 4 giugno 2014, che racconta la visita di Danilo alla Questura di Roma e pubblicato sulla pagina Facebook della Questura stessa: la volante 6 e la volante 9 lo avevano atteso fuori la scuola facendogli una sorpresa e lo avevano accompagnato in Questura per realizzare il suo sogno di essere poliziotto per un giorno. \u201cEh s\u00ec \u2013 ironizza oggi pap\u00e0 Andrea \u2013 i poliziotti lo avevano capito gi\u00e0 un anno fa che il mio Danilo era un tipo pericoloso\u2026 lo avevano arrestato gi\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nMachiavelli e il Principe senza popolo &#8211; L&#8217;Ue era partita con il favore e il sostegno dei popoli. Ora rischia di essere un Principe senza il sostegno del popolo e sotto il dominio delle lobbies (DI Valentino Parlato)<\/p>\n<p>Scusate, ma quando debbo fare il nome di Machiavelli non posso fare a meno di ricordare e segnalare che i due autori italiani pi\u00f9 tradotti nel mondo sono Machiavelli e Collodi. Insomma il Principe e Pinocchio sono le due anime contraddittorie del nostro paese pi\u00f9 accreditate all&#8217;estero. Ma veniamo alla questione di oggi. \u00abUno che diventa Principe con il favore del popolo deve mantenerselo amico e ci\u00f2 gli sar\u00e0 facile perch\u00e9 il popolo non chiede altro che di non essere oppresso. Ma uno che contro il popolo, diventa Principe con il favore dei potenti, deve prima di ogni altra cosa conquistare il popolo, e ci\u00f2 gli sar\u00e0 facile nel momento in cui prender\u00e0 il popolo sotto la sua protezione (&#8230;..) A un Principe \u00e8 necessario avere amico il popolo: altrimenti nelle avversit\u00e0 non ha scampo\u00bb (Machiavelli, Il Principe, cap. IX) L&#8217;Unione Europea, il nuovo desiderato Principe, era partita con il favore e il sostegno dei popoli. Ora rischia di essere un Principe senza il sostegno del popolo e sotto il dominio delle lobbies, della finanza speculativa e delle grandi imprese. Il popolo \u00e8 uscito di scena. Proviamo a ricordare. L&#8217; unificazione dell&#8217;Europa \u00e8 stata una grande speranza. Unire paesi di grande e storica cultura e tuttavia segnati da sanguinose e ripetute guerre intestine \u00e8 stato un grande obiettivo. Con questo obiettivo e una grande speranza abbiamo fatto l&#8217;euro, la moneta comune, ma non siamo riusciti a fare il Principe, lo stato unitario europeo sostenuto dai popoli europei. C&#8217;\u00e8 solo l&#8217;euro: la moneta unitaria senza uno stato unitario e democratico. Siamo alla vigilia della elezione del Parlamento europeo, ma di un Parlamento con poteri assai limitati. Di solito il parlamento elegge il governo, ma con l&#8217;Europa non \u00e8 cos\u00ec. Il governo di fatto rester\u00e0 in mano alla Troika e, ancora di pi\u00f9, delle lobbies, della grande finanza. Il prossimo 25 di maggio andremo a votare, ma sar\u00e0 un voto assai leggero per eleggere un Parlamento debole e senza i poteri reali di cui dispongono (anche qui, relativamente) i parlamenti nazionali. Siamo ancora lontani da un reale stato europeo: non avremo un vero Principe e, aggiungo, sar\u00e0 un Principe lontano dal popolo<br \/>\nROMA<br \/>\nMarx? Non era un opinion maker<br \/>\nTEMPI PRESENTI. LE DIECI TESI DI TERRY EAGLETON IN DIFESA DEL FILOSOFO TEDESCO PUBBLICATE DALLA CASA EDITRICE ARMANDO. UN BRILLANTE PAMPHLET PUBBLICATO PER CONTRASTARE UNA RIABILITAZIONE CHE IN EUROPA TENDE A NEUTRALIZZARE LA PORTATA POLITICA DELLA SUA OPERA di Benedetto Vecchi<br \/>\nTerry Eagleton \u00e8 un sofisticato e iroso intellettuale di spicco della \u00abnuova sinistra\u00bb inglese. Di origine irlandese e docente di letteratura comparata, \u00e8 una firma che compare spesso sui giornali al di l\u00e0 della Manica. Ogni suo articolo scatena polemiche a non finire. L\u2019ultima, in termini di virulenza, lo ha visto incrociare la penna con Martin Amis sull\u2019\u00aboccidentalismo\u00bb, cio\u00e8 sulla rivendicata, da parte dello scrittore inglese, superiorit\u00e0 dei sistemi politici occidentali \u2014 garanti dei diritti civili individuali \u2014 rispetto a quelli dei paesi terzi. In quell\u2019occasione Eagleton non esit\u00f2 ad accusare Amis, da sempre vicino al \u00abNew Labour\u00bb di Tony Blair, di razzismo. Scoccarono scintille e la polemica dilag\u00f2 per mesi sulla stampa inglese. Ma questa  attitudine alla polemica \u00e8 complementare alla sua capacit\u00e0 di scrivere saggi critici sulla storia della letteratura inglese, sulla filosofia novecentesca e sul marxismo. In Italia, sono stati tradotti Figure del dissenso, Ideologia, Il senso della vita e L\u2019idea di cultura e un suo intervento critico sul noto libro di Jacques Derrida Spettri di Marx.<\/p>\n<p>UNA SCOPERTA SOSPETTA<br \/>\nQuasi a riprendere il filo rosso di quel testo, Eagleton ha mandato in libreria un pamphlet dal titolo Why Marx Was Right, finalmente tradotto da Armando con il titolo Perch\u00e9 Marx aveva ragione (pp. 239, euro 19). L\u2019anno della pubblicazione del volume \u00e8 il 2011 e l\u2019autore interveniva nel pieno di di una riabilitazione dell\u2019opera dell\u2019autore del Capitale che periodicamente occupa il centro della scena nella discussione pubblica.<br \/>\nSono infatti anni che riviste, giornali quotidiani, intellettuali conservatori non fanno che elogiare la critica al capitalismo di Marx alla luce della crisi che dal 2007 ha messo in ginocchio Stati Uniti e Europa.<br \/>\nL\u2019opera marxiana \u00e8 cos\u00ec riabilitata, nonostante il fallimento del socialismo reale, per la sua capacit\u00e0 di prevedere le crisi, mentre Marx \u00e8 elevato al rango di uno studioso che tutti i capitalisti dovrebbero leggere per evitare di ripercorrere gli errori che hanno portato all\u2019attuale crisi. \u00c8 contro questa riabilitazione che Eagleton si scaglia, per sottrarre Marx a una vulgata che neutralizza la sua critica dell\u2019economia politica.<br \/>\nPrendendo a modello un famoso testo dedicato a Feuerbach, il libro \u00e8 costruito partendo da dieci \u00abtesi\u00bb diffuse negli ambienti conservatori per confutarle. Al microscopio sono passati tutti i luoghi comuni che circolano attorno a Marx: il determinismo economico; l\u2019egualitarismo nemico della \u00abvera\u00bb natura umana; una filosofia della storia che considera come inevitabile il socialismo; l\u2019inevitabile fine del marxismo perch\u00e9 lo sviluppo<br \/>\ncapitalistico ha dissolto come neve al sole la classe operaia; la tendenza dei partiti che si rifanno a Marx a edificare societ\u00e0 tiranniche; la nefasta utopia di una societ\u00e0 di liberi e eguali; la tendenza a ridurre la realt\u00e0 all\u2019economia; il gretto materialismo che cancella la spiritualit\u00e0; la spiegazione del divenire delle societ\u00e0 a partire dalla lotta di classe; l\u2019apologia della violenza come levatrice della storia; la statolatria dei marxisti; l\u2019indifferenza dei marxisti per i nuovi movimenti sociali.<br \/>\nEagleton ha gioco facile per ribattere punto su punto. Per fare questo, mette tra parentesi il marxismo consolidato, evidenziando invece la problematicit\u00e0 che caratterizza i testi del filosofo di Treviri. E tuttavia la sua \u00e8 un\u2019arringa difensiva che non fa che confermare proprio quel marxismo consolidato dal quale invita a prendere congedo. Sia ben chiaro, gli scritti di Marx sono attraversati da un\u2019attitudine antidogmatica che lo ha portato a \u00abcorreggere\u00bb alcune tesi iniziali, nella prospettiva di dare fondamento scientifico alla sua critica dell\u2019economia politica. Assegnare alla lotta di classe la centralit\u00e0 che merita non ha, infatti, mai significato per Marx che altri \u00abfattori\u00bb non svolgano un ruolo fondamentale nello sviluppo individuale.<br \/>\nQuel che ha sempre tenuto a sottolineare \u00e8 che la divisione in classe della societ\u00e0 e la condanna a vivere nel \u00abregno della necessit\u00e0\u00bb esercitano un evidente condizionamento nella vita dei singoli. Sta forse in questo lo svelamento della frase \u00ab\u00e8 l\u2019essere sociale a determinare la sua coscienza\u00bb. Niente determinismo, dunque, ma un\u2019indicazione di ricerca sui molti sentieri aperti da un\u2019\u00abopera aperta\u00bb, a partire dal nodo inerente la formazione delle soggettivit\u00e0 collettive e di come la produzione culturale, nella sua autonomia, svolga un ruolo nel vivere in societ\u00e0. E nel definire le gerarchie sociali. Dunque nessun determinismo economico. Tutto ci\u00f2 per dire che il problema non \u00e8 tanto la difesa dell\u2019opera marxiana, bens\u00ec la definizione di un progetto di ricerca e di elaborazione che, partendo proprio dai nodi problematici, si ponga l\u2019obiettivo di colmare lacune, aporie, contraddizioni.<\/p>\n<p> UN GIOCO INTERPRETATIVO<br \/>\nLe argomentazioni di Eagleton in difesa di Marx perdono forza nella sovrapposizione che egli compie tra la sua opera e il marxismo reale, cio\u00e8 quell\u2019articolata biblioteca di interpretazioni che per tutto il Novecento ha riempito scaffali di saggi e libri. Soltanto che il marxismo non \u00e8 un ordine del discorso unitario, ma \u00e8 segnato da letture e interpretazioni differenti, spesso confliggenti l\u2019una con l\u2019altra. In altri termini, Eagleton compie un cortocircuito tra la storia politica del marxismo e l\u2019opera di Marx. Operazione legittima, sia chiaro, ma solo se esplicitata fino in fondo, elemento che \u00e8 invece assente in questo pamphlet.<br \/>\nIl libro di Eagleton si propone per\u00f2 di sottrarre Marx a una lettura \u00abpacificata\u00bb, memore di quella undicesima tesi su Feuerbach che invitava a cambiare il mondo dopo averlo interpretato.<br \/>\nPer lo studioso inglese, infatti, Marx \u00e8 soprattutto un militante. La sua prassi teorica \u00e8 stata sempre finalizzata a \u00ababolire lo stato di cose presenti\u00bb. Resta per\u00f2 da fornire una risposta alla domanda: perch\u00e9 il pensiero dominante lo riabilita? Perch\u00e9 lo ha ridotto a una specie di profeta o, tutt\u2019al pi\u00f9, a un brillante pensatore da usare pi\u00f9 o meno come si pu\u00f2 usare un qualsiasi altro studioso della societ\u00e0. \u00c8 questa neutralizzazione della portata \u00abpolitica\u00bb l\u2019oggetto polemico dello studioso irlandese. Pi\u00f9 che prendersela con i conservatori, sotto traccia, gli spettri da combattere sono le tesi di intellettuali come Jacques Derrida laddove invitavano a studiare Marx, lasciandone da parte la dimensione \u00abpolitica\u00bb; oppure l\u2019opinion maker Jacques Attali, che ha scritto una biografia del filosofo di Treviri descritto come un promettente storico dell\u2019economia. Oppure a quella riduzione di Marx a classico della filosofia, con i suoi testi allineati in un ipotetico scaffale che segue quello di Hegel. Insomma, un filosofo da consegnare alla storia e nulla pi\u00f9. Il libro di Eagleton \u00e8 un antidoto a tutto ci\u00f2. \u00c8 questo il suo pi\u00f9 grande merito. Da il Manifesto 8.1.2014<br \/>\ninfo sul libro: http:\/\/www.armando.it\/schedalibro\/22782\/Perch&#8211;Marx-aveva-ragione<br \/>\nROMA\/ISTAT<br \/>\nI MODESTI EFFETTI DEGLI 80 EURO IN BUSTA PAGA di Monica Montella e Franco Mostacci* \u2013 economiaepolitica.it<br \/>\nIL BONUS FISCALE DI 80 EURO MENSILI, che ha rappresentato uno slogan comunicativo di grande impatto mediatico, corrisponde a un importo massimo di 640 euro per il 2014 ed \u00e8 riservato ai lavoratori dipendenti e assimilati che hanno un reddito da lavoro dipendente fino  a 26.000 euro[1]. Il decreto legge 66\/2014 che lo ha istituito ha suscitato alcune perplessit\u00e0 che andrebbero approfondite[2].<br \/>\nIn Italia, il sistema di tassazione \u00e8 di tipo individuale e non dipende dal reddito percepito dai diversi componenti del nucleo familiare. Ci\u00f2 significa che a parit\u00e0 di composizione e di reddito complessivo familiare, con il bonus calcolato sul reddito individuale si creano condizioni di disparit\u00e0 tra famiglie monoreddito con figli a carico che non ricevono alcun beneficio dalla manovra governativa e famiglie, magari con pi\u00f9 redditi e senza figli, che percepiranno pi\u00f9 bonus.<br \/>\nIl credito inoltre esclude dal rimborso gli incapienti e i percettori di reddito che non appartengono alla categoria dei lavoratori dipendenti, e occorre sottolineare che le disposizioni del decreto si applicano solo per il periodo d\u2019imposta 2014. In definitiva, solo con la dichiarazione dei redditi, che avverr\u00e0 a maggio 2015, ciascun lavoratore potr\u00e0 sapere esattamente a quanto ammonta il bonus ricevuto e non saranno infrequenti i casi di restituzione al fisco di somme impropriamente ricevute nel corso del 2014.<br \/>\nPer avere un\u2019idea della platea dei possibili beneficiari si pu\u00f2 considerare che i lavoratori dipendenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi nel 2012 sono stati 20 milioni e 790 mila, di cui circa 11 milioni hanno un reddito compreso nella fascia interessata al bonus (Mef, Dipartimento delle Finanze). Ulteriori beneficiari di un bonus parziale sono anche tutti quei lavoratori dipendenti che hanno un reddito annuale basso, avendo lavorato soltanto alcuni mesi.<br \/>\nPer approfondire ulteriormente la questione presentiamo di seguito i risultati di una ricerca condotta a partire dai dati dell\u2019indagine campionaria della Banca d\u2019Italia sui redditi delle famiglie riferita all\u2019anno 2012[3].<br \/>\nDa questa analisi emerge che a ottenere il bonus sar\u00e0 il 57,4% dei lavoratori dipendenti  e assimilati, che riceveranno un importo medio di 558 euro (tavola 1). L\u2019analisi per decili di famiglie consente di capire meglio a chi andranno i benefici della manovra fiscale e le conclusioni si sposano con gli altri studi scientifici gi\u00e0 pubblicati[4]. Su 100 famiglie italiane solo 39 ricevono il bonus (tavola 2). Ma l\u2019aspetto pi\u00f9 deludente \u00e8 che soltanto il 22% della porzione pi\u00f9 povera di popolazione percepisce il bonus, ricavandone mediamente soltanto 96 euro l\u2019anno in pi\u00f9 (+1,3%), mentre il 10% delle famiglie con un reddito gi\u00e0 pi\u00f9 elevato riceve maggiori entrate per 243 euro l\u2019anno (+0,3%). Pi\u00f9 in generale, si nota che, in conseguenza della manovra, sono soprattutto le famiglie con un reddito medio-alto quelle che beneficiano maggiormente del bonus.<br \/>\nSe si tiene conto della numerosit\u00e0 dei nuclei familiari (tavola 3)[5], si evidenzia una distribuzione dei redditi equivalenti che favorisce le classi centrali.<br \/>\nL\u2019effetto redistributivo del bonus \u00e8 solo di lieve entit\u00e0, come mostra l\u2019indice di concentrazione di Gini che si riduce di soli due decimi di punti[6]. La propensione al  consumo, che, come noto, diminuisce all\u2019aumentare del reddito, \u00e8 uguale sia nel gruppo dei beneficiari sia in quello dei non beneficiari, come risulta dalle elaborazioni condotte sui dati dell\u2019indagine della Banca d\u2019Italia.<br \/>\nUna valutazione obiettiva sull\u2019efficacia del provvedimento  varato dal governo Renzi  dipende naturalmente dagli obiettivi che essa si prefigge e dalle coperture finanziarie utilizzate per sostenere il bonus fiscale[7].<br \/>\nSe lo scopo fosse stato quello di rilanciare la crescita, si deve constatare con rammarico che l\u2019impatto sar\u00e0 estremamente modesto. L\u2019importo redistribuito nel 2014 (circa 6,6 miliardi di euro secondo la stima effettuata dai tecnici del Senato),  sar\u00e0  solo dello 0,4% del Pil e assumendo una propensione al consumo di 0,8% l\u2019incremento atteso della domanda scende allo 0,32%[8]. Se poi si considera  il minor consumo privato (se il bonus \u00e8 finanziato con un aumento della tassazione) o pubblico (nella misura in cui il bonus \u00e8 finanziato attraverso un taglio della spesa della PA) se ne deduce che la manovra avr\u00e0 un effetto trascurabile sul Pil e, quindi, sulla crescita.<br \/>\nTanto pi\u00f9 che entro il 15 gennaio 2015, sar\u00e0 adottato un decreto per aumentare le aliquote di imposta e ridurre le agevolazioni e le detrazioni fiscali per conseguire un maggior gettito di 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 miliardi dal 2017 (DEF 2014)[9].<br \/>\nMa, eliminando l\u2019ipotesi di un beneficio sulla crescita, si potrebbe ritenere che l\u2019obiettivo del Governo fosse operare una redistribuzione dei redditi, in considerazione della forte disuguaglianza esistente in Italia. Ma anche a questo scopo il provvedimento, come si \u00e8 visto, risulta inefficace, perch\u00e9 la concentrazione dei redditi si riduce solo marginalmente.<br \/>\nD\u2019altra parte se la finalit\u00e0 era la maggiore equit\u00e0 sociale, sarebbe stato opportuno utilizzare strumenti diversi per l\u2019individuazione dei beneficiari, primo fra tutti quello dell\u2019indicatore Isee[10]. A riguardo \u00e8 opportuno aggiungere che ben pi\u00f9 efficace poteva essere l\u2019introduzione di una forma di reddito minimo per coloro che versano in uno stato di deprivazione materiale [11]. Una manovra di questo tipo infatti, avrebbe avuto il vantaggio di determinare un maggiore impatto sui consumi e una pi\u00f9 accentuata riduzione delle disuguaglianze sociali. Un effetto aggiuntivo sulla crescita poteva essere, poi, ottenuto se ai destinatari del reddito minimo, ma anche agli attuali percettori di ammortizzatori sociali, venisse chiesto in cambio un impegno lavorativo in settori pubblici strategici che offrono un servizio a pagamento (svolgere la funzione di custodi in musei, siti archeologici, parchi pubblici, ecc. per consentire, ad esempio, un orario prolungato del servizio di apertura).<br \/>\nIn alternativa ai trasferimenti monetari, una maggiore inclusione sociale potrebbe essere raggiunta anche con trasferimenti pubblici in natura diretti ai ceti meno abbienti (con strumenti come i buoni alimentari e l\u2019edilizia popolare), ma ad esempio anche attraverso il sostegno del tempo pieno nell\u2019istruzione pubblica per favorire in misura maggiore il lavoro femminile, oppure rafforzando l\u2019assistenza sanitaria pubblica e sociale. In questo caso, la riduzione delle disuguaglianze si avrebbe in termini di capabilities, cio\u00e8 di opportunit\u00e0 materiali da cogliere all\u2019interno della societ\u00e0.<br \/>\nC\u2019\u00e8 tuttavia da considerare che la platea dei beneficiari del reddito minimo o dei trasferimenti in natura sarebbe risultata minore di quella del decreto proposto, i tempi di realizzazione sarebbero stati pi\u00f9 lunghi e nell\u2019immediato l\u2019impatto in termini di consenso politico ed elettorale sarebbe stato inferiore.<br \/>\nIn conclusione, al di l\u00e0 del beneficio economico che solo alcune famiglie percepiranno, il bonus come previsto nell\u2019attuale decreto non appare una misura idonea a dare nuovo slancio all\u2019economia italiana n\u00e9 capace di incidere significativamente sulle condizioni di vita delle famiglie pi\u00f9 disagiate; n\u00e9 si tratta di una misura strutturale, dal momento che le coperture del decreto sono una tantum. <\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nEU<br \/>\nLe conseguenze economiche di Mario Draghi \/  Keynesblog | Autore: Jan Toporowski<br \/>\nIl presidente della BCE Mario Draghi ha annunciato il 5 giugno tre misure che dovrebbero rilanciare l\u2019economia europea e invertire il declino dell\u2019inflazione, ora appena lo 0,5% nella zona euro.<br \/>\nLa Banca centrale europea ha portato il tasso di interesse sulle riserve depositate presso la Banca a -0,1% (in altre parole, alle banche commerciali sar\u00e0 addebitato lo 0.1% sui depositi delle loro riserve presso la BCE), diventando la prima banca centrale importante ad imporre tassi di interesse negativi. Alle banche commerciali saranno offerti 400 miliardi di euro di credito, a condizione che esse li prestino alle imprese. Dovrebbe essere poi introdotto uno schema per rendere pi\u00f9 semplice [alla BCE, ndr] comprare asset-backed securities (ndr: titoli aventi dei crediti a garanzia, si veda:http:\/\/www.borsaitaliana.it\/notizie\/sotto-la-lente\/assetbackedsecurities.htm). Nel frattempo cesser\u00e0 la sterilizzazione degli acquisti di titoli di Stato da parte della BCE (cio\u00e8, la BCE non vender\u00e0 titoli a lungo termine per assorbire le riserve con cui paga i titoli di Stato). Queste misure hanno eccitato il mercato per un poco e l\u2019Euro si \u00e8 leggermente svalutato, dopodich\u00e9 le cose si sono stabilizzate nuovamente.<br \/>\nQuali saranno le conseguenze di tali misure? Possono invertire la deflazione dell\u2019economia europea? Siamo cos\u00ec abituati alla pretesa dei banchieri centrali e degli economisti monetari secondo cui la politica monetaria determina il ciclo economico che pochi ricordano oggi che la banca centrale non funziona all\u2019interno del sistema di produzione e di scambio nell\u2019economia. I governi possono farlo, perch\u00e9 tassano e spendono. Ma la banca centrale opera su bilanci bancari e influenza solo una gamma molto ristretta di costi di finanziamento dell\u2019economia. Cos\u00ec l\u2019effetto immediato delle misure rischia di essere limitato alle condizioni bancarie, piuttosto che coinvolgere l\u2019economia in generale. Ci saranno ovviamente un sacco di aziende che saranno disposte ad attingere dalla pentola di 400 miliardi di prestiti a basso costo. Ma lo faranno pi\u00f9 probabilmente per ripagare debiti pi\u00f9 costosi, e tutto ci\u00f2 che accadr\u00e0 \u00e8 che le aziende potranno rifinanziare il debito esistente a un costo inferiore.<br \/>\nInvece il tasso di interesse negativo sui depositi \u00e8 una misura molto pi\u00f9 radicale che mette in discussione la funzione stessa della banca centrale come banca di riserva per le banche commerciali. Se le banche commerciali vengono caricate di un costo per depositare le loro riserve presso la banca centrale, perch\u00e9 non dovrebbero mantenere i loro depositi di riserva presso un\u2019altra banca in grado di offrire loro un tasso positivo di interesse? Le banche italiane, per esempio, pagaranno fino al 1,9% per i depositi, e anche le banche tedesche pagheranno lo 0,7%. Il passaggio a banche commerciali con funzione di riserva non sarebbe senza precedenti: prima che il Federal Reserve System fosse fondato negli Stati Uniti, era JP Morgan ad agire come banchiere di riserva per le grandi banche di New York. Le banche commerciali con riserve da depositare possono naturalmente considerare che le banche italiane hanno una grande quantit\u00e0 di crediti inesigibili sui bilanci. Ma il sistema bancario italiano \u00e8 troppo grande e troppo importante politicamente per essere ricapitalizzato a spese dei depositanti, come \u00e8 successo a Cipro. In ogni caso, il rischio per la BCE \u00e8 che le sue operazioni giornaliere sulle riserve vengono prese in carico da una banca commerciale, o un gruppo di banche, che pu\u00f2 offrire alle altre banche commerciali un accordo migliore per i loro depositi.<br \/>\nL\u2019effetto delle misure della BCE per l\u2019economia in generale \u00e8 comunque una questione diversa. Un eventuale effetto pi\u00f9 di larga portata non dipende da nulla che la BCE possa fare all\u2019interno del sistema finanziario, o da ci\u00f2 che pu\u00f2 accadere all\u2019interno del sistema finanziario. La futura evoluzione dell\u2019economia dipende da ci\u00f2 che le grandi imprese europee faranno con il loro gruzzolo di liquidit\u00e0. Questo \u00e8 pi\u00f9 o meno quadruplicato a quasi 7,3 miliardi di euro dal congelamento dei mercati finanziari nel 2008. Le cifre delle consistenze di cassa delle aziende americane sono ancora pi\u00f9 sorprendenti. Le societ\u00e0 americane detengono qualcosa come 2.000 miliardi di dollari in attivit\u00e0 liquide. Per come funzionano l\u2019economia e il sistema finanziario, la controparte della liquidit\u00e0 trattenuta da queste aziende \u00e8 l\u2019indebitamento delle piccole e medie imprese, che lottano per mantenere il loro flusso di cassa prendendo in prestito. Se le maggiori aziende americane ed europee detengono liquidit\u00e0, o la usano per comprare e vendere titoli, piuttosto che investire in impianti e macchinari, allora quasi sicuramente ci sar\u00e0 una richiesta di ulteriori prestiti dalle piccole e medie imprese tramite il nuovo canale di prestiti della BCE. Ma questi prestiti non saranno impiegati per scopi produttivi, per acquistare nuove attivit\u00e0. Sar\u00e0 solo per coprire il deficit di cassa causati dalla deflazione. A sua volta l\u2019espansione del debito, senza una corrispondente crescita delle attivit\u00e0, metter\u00e0 le basi per un\u2019ulteriore deflazione, dato che un debito eccessivo scoraggia gli investimenti e amplia le sofferenze nei bilanci bancari.<br \/>\nSe invece queste imprese iniziassero a spendere la loro liquidit\u00e0 in investimenti di capitale fisso, allora la deflazione nell\u2019economia europea potr\u00e0 davvero invertirsi. Il boom risultante sar\u00e0 ovviamente rivendicato come un successo delle politiche di austerit\u00e0 che hanno creato l\u2019attuale deflazione e una vittoria per la BCE, cos\u00ec come l\u2019osservazione empirica ci dice che andare a letto la sera fa sorgere il sole al mattino.<br \/>\n* Jan Toporowski \u00e8 professore di Economia e Finanza presso la Scuola di Studi Orientali e Africani dell\u2019Universit\u00e0 di Londra. Ha lavorato nel settore bancario internazionale, nella gestione di fondi e presso banche centrali. Il suo libro pi\u00f9 recente \u00e8 Micha&#322; Kalecki, An Intellectual Biography Volume 1 \u2013 Rendezvous a Cambridge 1899-1939 pubblicato da Palgrave<\/p>\n<p>FINLANDIA<br \/>\nUn premier diverso<br \/>\nIl nuovo premier finlandese sar\u00e0 Alexander Stubb, che prender\u00e0 ufficialmente il posto del dimissionario Jyrki Katainen il 23 giugno. Stubb sostituisce Katainen anche alla guida del Partito della coalizione nazionale, che governa dal 2011 in una grande coalizione con verdi e socialdemocratici. Secondo il sito Mtv, &quot;la Finlandia oggi ha un presidente diverso da quelli che ha avuto finora: in economia \u00e8 un liberista di destra, \u00e8 a suo agio con le nuove tecnologie ed \u00e8 favorevole all&#8217;ingresso del paese nella Nato. A questo punto bisogner\u00e0 capire come riuscir\u00e0 a convivere con il ministro delle finanze, il socialdemocratico Antti Rinne&quot;.<\/p>\n<p>REGNO UNITO<br \/>\n FONDAMENTALISTI A SCUOLA &#8211; Sta provocando un acceso dibattito l&#8217;inchiesta dell&#8217;ispettorato della pubblica istruzione britannico (Ofsted) sul &quot;cavallo di Troia&quot;, un presunto complotto islamista per prendere il controllo delle scuole pubbliche di Birmingham Dall&#8217;inchiesta \u00e8 emerso che non esiste nessun piano, spiega il Guardian. Ma nelle scuole oggetto dell&#8217;ispezione viene contestata la teoria dell&#8217;evoluzione, non si insegna l&#8217;educazione sessuale, si mette in discussione il ruolo delle donne nella societ\u00e0, e si impedisce alle ragazze di partecipare alle ore di educazione fisica per evitare che stiano insieme ai maschi. The Spectator aggiunge che, secondo il rapporto, &quot;i fondamentalisti hanno usato &#8216;la paura e l&#8217;intimidazione&#8217; per infiltrarsi nei consigli d&#8217;amministrazione delle scuole e imporre &#8216;un&#8217;ideologia religiosa&#8217;&quot;. Secondo il settimanale, il problema \u00e8 il risultato della politica degli ultimi governi, che &quot;hanno incoraggiato i musulmani britannici a organizzarsi in comunit\u00e0 anzich\u00e9 come cittadini&quot;. Questo clima ha alimentato le differenze tra le comunit\u00e0 e ha rafforzato i fondamentalisti. &quot;I predicatori estremisti hanno girato il paese cercando di coinvolgere e isolare i giovani musulmani. Questa follia \u00e8 dilagata: sono state create zone di segregazione religiosa, si sono affermati valori non democratici ed \u00e8 stata tollerata la nascita di un diverso sistema di regole e leggi<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nLINCIATO PER UN FURTO &#8211; Un ragazzo rom di 16 anni \u00e8 stato linciato il 13 giugno a Pierrefitte sur Seine, un sobborgo di Parigi. Le Parisien spiega che l&#8217;adolescente, ricoverato in coma, &quot;\u00e8 stato rapito da un gruppo di sconosciuti nella bidonville (nella foto) dove viveva con la famiglia dopo l&#8217;arrivo, un mese fa, dalla Romania&quot; perch\u00e9 sospettato di alcuni furti. L&#8217;aggressione, scrive Le Monde, \u00e8 &quot;la conseguenza di anni di misure inefficaci e sbagliate&quot;, \u00e8 non pu\u00f2 essere liquidata con l&#8217;indifferenza che invece sembra aver suscitato nel paese.<br \/>\nFRANCIA<br \/>\nSI FERMANO I TRENI<br \/>\nIl progetto di riforma delle ferrovie ha provocato uno degli scioperi pi\u00f9 lunghi degli ultimi anni nel settore dei trasporti, cominciato l&#8217;n giugno e proseguito per diversi giorni. Il governo punta a ridurre il deficit cronico del settore, il cui indebitamento ha raggiunto i 44 miliardi di euro, fondendo la Sncf (che gestisce i treni) e la Rff, che ha in carico le infrastrutture. Le due societ\u00e0 erano state divise nel 1997 per separare quella in perdita (Rff) da quella in attivo. Ma Rff ha continuato ad accumulare perdite, mentre la Sncf non \u00e8 mai diventata redditizia, spiega Le Monde. Anche se favorevoli alla fusione, i sindacati (divisi tra di loro) ne contestano le modalit\u00e0 e chiedono che lo stato si faccia carico dei debiti della Rff.<\/p>\n<p>REGNO UNITO<br \/>\nII 16 giugno in Inghilterra e in Galles \u00e8 entrata in vigore una legge che punisce i matrimoni forzati con pene fino a sette anni di prigione. Spagna La polizia ha smantellato il 16 maggio a Madrid una rete che reclutava jihadisti per andare a combattere in Siria e in Iraq. Otto persone sono state arrestate<\/p>\n<p>BULGARIA<br \/>\nVERSO IL VOTO ANTICIPATO &#8211; A un anno dalle manifestazioni del giugno del 2013 la Bulgaria precipita di nuovo nel caos politico. A innescare la crisi \u00e8 stata la decisione del governo di continuare &#8211; contro la volont\u00e0 I dell&#8217;Unione europea i lavori ; per il gasdotto South Stream, che dovrebbe portare il gas russo in Europa aggirando l&#8217;Ucraina. Anche se l&#8217;8 giugno il primo ministro socialista Plamen Oresarski ha fatto marcia indietro, la vicenda ha destabilizzato<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nTURCHIA<br \/>\nII 12 giugno \u00e8 cominciato a Istanbul il processo a 26 leader delle proteste di piazza Taksim della primavera del 2013 (nella foto) contro il governo di Recep Tayyip Erdogan. Rischiano fino a 13 anni di prigione<\/p>\n<p>CISGIORDANIA<br \/>\nIL PIANO PRAWLER, EDIZIONE SPECIALE PER LA CISGIORDANIA<br \/>\nSILENZIOSAMENTE, SENZA MANIFESTAZIONI O CONSULTARE LE PARTI INTERESSATE, L\u2019AMMINISTRAZIONE CIVILE STA PREPARANDO UN PIANO PER SPOSTARE I BEDUINI DELLA CISGIORDANIA IN NUOVE TOWNSHIP AFFOLLATE. Haaretz 01\/06\/2014<br \/>\nChe cosa vi ricorda questo? Migliaia di persone vengono costrette, sotto la minaccia delle armi, a lasciare le loro case. Sono raggruppati insieme e la gente con le armi li costringe a vivere insieme con un livello di affollamento che contrasta con il loro modo di vivere e di procurarsi di che sostenersi.<br \/>\nNon importa realmente che cosa questo ci ricorda. L\u2019Amministrazione Civile nella Cisgiordania, parte del potere esecutivo del governo israeliano, sta diligentemente lavorando a produrre un\u2019altra calamit\u00e0 [che colpir\u00e0] migliaia di persone. Per noi si tratta di un piccolo cambiamento, vero? Un piccolo brivido della stampante quando butta fuori le pagine a comando.<br \/>\nUn ente designato, non eletto da coloro il cui destino \u00e8 nelle sue mani, composto da impiegati civili, coloni e personale militare in pensione o in attivit\u00e0, sta preparando un\u2019 altra versione draconiana del cosiddetto piano Prawler. Il piano originario doveva trasferire con la forza i Beduini nel Neghev, mentre quello nuovo prende di mira i Beduini della Cisgiordania. L\u2019Amministrazione Civile non chiede loro cosa desiderano n\u00e9 li ascolta o prende in considerazione la loro storia o il loro futuro. I territori che verranno ripuliti saranno utilizzati per costruire migliaia di appartamenti per ebrei e anche, probabilmente, parchi come anche fattorie unifamiliari (queste ultime conosciute come\u201cfattorie isolate\u201d, solo per ebrei). Cos\u00ec semplice, cos\u00ec facile.<br \/>\nQuesta volta sono state prese di mira le comunit\u00e0 dei Beduini [residenti] tra Gerusalemme e Gerico, e anche a nord di Gerico, che comprendono nel complesso dai 15mila ai 20mila [abitanti]. Siamo abituati a vedere i Beduini nelle tende e in baracche di lamiera lungo le nuove autostrade, oppure che cercano l\u2019erba per far pascolare il loro gregge, su piccoli appezzamenti di terra tra le colonie in espansione e le basi militari. Molti ritengono che il loro modo di vivere sia primitivo, duro e senza senso. Questo atteggiamento viene usato per giustificare le espulsioni di massa e la loro concentrazione ora stabilita dalla Amministrazione Civile, quel messaggero di modernit\u00e0 e progresso.<br \/>\nL\u2019Amministrazione Civile sta organizzando per loro tre township, come il mese scorso il responsabile del governo per i territori ha assicurato i rappresentanti delle colonie di quell\u2019area, molto preoccupati della vicinanza con i Beduini. Nei dieci anni passati, lo Stato ha notificato alla Suprema Corte di Giustizia i propri progetti, utilizzandoli per giustificare il divieto per le comunit\u00e0 [beduine] di collegarsi alla rete idrica ed elettrica, di costruire scuole o nuove case per mettersi al passo con la crescita naturale. Il tutto a una distanza ravvicinata con le lussuose colonie ebraiche.<br \/>\nLa township pi\u00f9 grande programmata per persone di tre differenti trib\u00f9 beduine, \u00e8 adiacente al villaggio di Nu\u2019eimeh, a nord di Gerico. Si trova su un territorio di 2.000 dunam [20 ettari] appartenente alla Stato, nella Zona C (sotto il pieno controllo di Israele secondo gli accordi di Oslo). \u00c8 un piccolo appezzamento di terreno, adiacente a e circondata dall\u2019enclave di Gerico [Zona] A (sotto il pieno controllo palestinese secondo gli accordi di Oslo).<br \/>\nSono state introdotte diverse modifiche al piano per assecondare le obiezioni dei coloni di quella zona. La settimana scorsa doveva essere annunciato il termine ultimo per pubblicare la versione finale del piano e le obiezioni da presentare, ma non \u00e8 stato stabilita nessuna data. Il portavoce del responsabile del governo per i territori [COGAT] ha detto che i piani per sviluppare Nu\u2019eimeh erano ancora oggetto di negoziati con gli abitanti. Negoziati? A due clan della trib\u00f9 di Rashadiyeh che gi\u00e0 abitano l\u00ec vicino si \u00e8 fatto credere che il piano riguardasse solamente loro, cosicch\u00e9 lo hanno approvato. Non sono venuti a sapere che \u00e8 previsto che anche clan delle trib\u00f9 dei Kaabneh e Jahalin sono stati inseriti tra coloro che verranno trasferiti con la forza a Nu\u2019eimeh: tutte e tre le trib\u00f9 si sono fortemente opposte al piano.<br \/>\nIn un comunicato l\u2019ufficio del COGAT [sarebbe l\u2019Amministrazione Civile] ha affermato: \u201cE\u2019 previsto che il Comitato Supremo della Pianificazione, che \u00e8 stato incaricato di discutere le obiezioni, si riunisca presto\u201d.<br \/>\nIn altre parole, riprenderanno le discussioni sulla pianificazione della prossima catastrofe umanitaria. Il piano prevede di ammassare da 3800 a 6000 Beduini in appezzamenti di terra su cui dovranno essere costruite le [loro] abitazioni, con una densit\u00e0 di popolazione e con una vicinanza agli altri clan e trib\u00f9 che cozza contro le loro tradizioni e il loro modo di vivere. Le donne si troveranno a muoversi in spazi pi\u00f9 limitati. Buona parte delle pecore e delle capre dovranno essere vendute, per mancanza di spazio. Far vivere clan e trib\u00f9 differenti in simili quartieri cos\u00ec ristretti significa produrre litigi e discussioni che possono rapidamente degenerare. Il trauma per il trasferimento forzato non render\u00e0 per niente la situazione pi\u00f9 facile. Per esperienza, si sa che un\u2019innocente disputa fra ragazzi pu\u00f2 provocare un incendio. Nel caso di una grave lite, una delle parti non sar\u00e0 pi\u00f9 in grado di avvolgere le tende e andarsene, come si suole fare ora..<br \/>\nL\u2019avamposto Mevo\u2019ot Yeriho, la colonia Yitav, una fattoria di un solo colono e un campo militare bloccheranno l\u2019accesso ai pascoli dall\u2019ovest e dal nord. Il villaggio palestinese Nu\u2019eimeh a sudovest e la prevista citt\u00e0 palestinese di Medinat Qamar e un progetto palestinese di agroindustria (nella zona A) chiuderanno completamente la township da est. La principale forma di sostentamento dei Beduini, l\u2019asse intorno al quale un\u2019antica tradizione millenaria si \u00e8 sviluppata, sar\u00e0 spazzata via.<br \/>\nUn cos\u00ec grande incremento di popolazione diverr\u00e0 un enorme aggravio nella disponibilit\u00e0 idrica del villaggio di Nu\u2019eimeh e dei suoi campi. La vicinanza di una grande base della polizia palestinese ha gi\u00e0 ridotto del 40 per cento la quantit\u00e0 [d\u2019acqua] delle due sorgenti del villaggio. Il vicino campo profughi di Ein al-Sultan dispone di una sola sorgente, e nei mesi estivi l\u2019erogazione dell\u2019acqua \u00e8 irregolare e insufficiente. Il campo frontegger\u00e0 anche maggiori carenze d\u2019acqua se una parte della sua disponibilit\u00e0 verr\u00e0 dirottata verso i nuovi vicini. Gli abitanti delle nuove township saranno in concorrenza con quelli del campo profughi anche rispetto alla limitata offerta di lavoro nella zona e per i servizi educativi e sanitari gi\u00e0 ridotti al minimo offerti dall\u2019assistenza e dal centro per l\u2019impiego delle Nazioni Unite a Ein al-Sultan.<br \/>\nLa maggior parte dei Beduini nella Cisgiordania e in particolare nella Zona C sono stati espulsi dai loro villaggi d\u2019origine nel Neghev dopo il 1948, o sono discendenti da coloro che furono espulsi. Si sono distribuiti in tutta la Cisgiordania, mantenendo una ben calcolata distanza tra ciascun clan e trib\u00f9. Alcuni hanno comprato la terra. Ma poi \u00e8 arrivato il 1967. Con i soliti trucchi (esproprio di terre, zone militari di esercitazione, riserve naturali, confisca di armenti, demolizioni, espulsioni), Israele ha progressivamente ridotto i movimenti e i mezzi di sostentamento dei Beduini.<br \/>\nE ora ci stiamo avvicinando alla fase finale della distruzione. Questo \u00e8 quello che succeder\u00e0 se nessuno si sveglia e dice: Basta [ a quello che \u00e8 gi\u00e0 successo] (traduzione di carlo tagliacozzo)<\/p>\n<p>IRAQ<br \/>\nL&#8217;OFFENSIVA DELL&#8217;ISIS CAMBIA LE ALLEANZE NELLO SCACCHIERE MEDIORIENTALE di Fabrizio Salvatori<br \/>\nGli Usa, pur non confermando l&#8217;autenticit\u00e0 dei fatti, hanno condannato il massacro di 1.700 soldati iracheni compiuto a Tikrit dai combattenti sunniti dell\u2019Isis. L\u2019azione era stata diffusa su twitter e documentata con alcune foto e filmati. Intanto Washington si sta preparando a &quot;colloqui diretti&quot; con Teheran per trovare il modo di affrontare la drammatica situazione in Iraq e il dialogo dovrebbe cominciare gia&#8217; in settimana. A darne la notizia sono fonti dell&#8217;amministrazione Obama al Wall Street Journal. Le fonti non precisano quali saranno i canali attraverso i quali avverranno i colloqui. Una possibilita&#8217; potrebbero essere i negoziati sul nucleare iraniano che riprendono oggi a Vienna e che vedono riuniti diplomatici di Washington e Teheran.<br \/>\nTuttavia l&#8217;Iran, che nei giorni scorsi attraverso il suo presidente Hassan Rohani si era detto pronto ad aiutare Baghdad nel &quot;combattere il terrorismo&quot;, anche attraverso una cooperazione con gli Usa, \u00e8 comunque ostile a &quot;qualsiasi intervento militare straniero in Iraq&quot;. Dopo che gli Stati Uniti hanno dispiegato una loro portaerei nel Golfo, anche la Lega Araba si mostra prudente. Durante una riunione al Cairo, di cui ha riferito l&#8217;agenzia egiziana Mena, i rappresentanti permanenti dell&#8217;organizzazione hanno espresso il rifiuto di immischiarsi nelle questioni interne dell&#8217;Iraq e hanno auspicato la realizzazione di un&#8217;intesa nazionale per risolvere la crisi.<br \/>\nIntanto Tony Blair, primo ministro britannico ai tempi dell&#8217;invasione anglo-americana che porto&#8217; al rovesciamento del regime di Saddam Hussein, respinge le critiche &#8211; prima di tutto quelle della Russia &#8211; di chi ritiene che le origini del caos odierno vadano ricercate in quell&#8217;intervento. &quot;L&#8217;invasione dell&#8217;Iraq del 2003 non e&#8217; da biasimare per l&#8217;insurrezione violenta che ormai attanaglia il Paese&quot;, scrive sul suo sito Blair. La violenza, aggiunge, e&#8217; invece la conseguenza &quot;prevedibile e maligna&quot; dell&#8217;inazione in Siria.<br \/>\nAnche se l&#8217;esercito iracheno ha annunciato una sorta di controffensiva, l&#8217;Isis controlla ormai, dopo la recente conquista di Mosul in Iraq, un&#8217;area piu&#8217; grande della Giordania, che si estende da est di Aleppo a ovest di Baghdad e dove vivono circa 6 milioni di persone. Comandati da Abu Bakr al Baghdadi, famoso per la sua crudelt\u00e0 e ferocia, hanno fatto il grande balzo dopo aver annunciato, nell&#8217;aprile del 2013, l&#8217;espansione in Siria e conquistato il controllo lo scorso anno della citta&#8217; siriana di Raqqa, punto strategico da cui hanno potuto sfruttare i vicini pozzi petroliferi e accumulare ingenti risorse nel &#8216;business&#8217; dei rapimenti di siriani e sopratutto stranieri. E&#8217; li&#8217; che, fra l&#8217;altro, e&#8217; stato sequestrato il gesuita Paolo Dall&#8217;Oglio. Con il passaggio in Siria, il gruppo ha anche cambiato nome: da Isi, ovvero lo Stato islamico dell&#8217;Iraq, la sigla e&#8217; divenuta Isis, aggiungendo una &#8216;s&#8217; che sta per &#8216;Sham&#8217;, ovvero &#8216;Levante&#8217; o &#8216;Grande Siria&#8217;, ed ottenendo fondi dai paesi del Golfo nemici di Assad, tra cui il Qatar e il Kuwait. I jihadisti dell&#8217;Isis contano &#8211; secondo esperti citati dell&#8217;Economist &#8211; su circa 6 mila combattenti in Iraq e su un numero variabile tra i 3 mila e i 5 mila in Siria, inclusi circa 3 mila stranieri: si parla di un migliaio di ceceni e di cinquecento o piu&#8217; europei, provenienti per lo piu&#8217; dalla Francia e dalla Gran Bretagna.<br \/>\nPiuttosto che combattere semplicemente come un frangia di Al Qaida, come facevano prima del 2011, i guerriglieri dell&#8217;Isis hanno deciso di controllare il territorio, imponendo non solo il loro codice morale, ma anche le tasse alla popolazione locale. In altre parole hanno creato una bozza di Stato islamico, un &#8216;califfato&#8217; nei loro disegni, a cavallo tra la Siria e l&#8217;Iraq, approfittando della guerra civile siriana e del conflitto etnico iracheno.<br \/>\nCon l&#8217;aiuto degli ex sostenitori di Saddam Hussein e con i fondi e gli aiuti accumulati nella siriana Raqqa, e&#8217; cosi&#8217; partita l&#8217;offensiva verso Baghdad di questi giorni, con la spettacolare conquista di Mosul, la seconda citta&#8217; piu&#8217; popolosa dell&#8217;Iraq. A Mosul &#8211; riferiscono fonti citate dall&#8217;Economist &#8211; i jihadisti dell&#8217;Isis non si sono limitati agli eccidi e alle atrocit\u00e0 da loro stessi documentati sul web, ma si sono impossessati di enormi arsenali di armi americane, di 6 elicotteri Black Hawks e di circa 500 miliardi di dinari (430 milioni di dollari) in denaro contante.<\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nII 15 giugno le forze speciali statunitensi e l&#8217;Fbi hanno arrestato in un&#8217;operazione segreta Ahmed Abu Kattala, considerato il responsabile dell&#8217;at-tacco dell&#8217;11 settembre 2012 contro la sede diplomatica statunitense a Bengasi<\/p>\n<p>MAURITANIA<br \/>\nELEZIONI BOICOTTATE &#8211; L&#8217;opposizione ha annunciato che boicotter\u00e0 le presidenziali del 21 giugno, favorendo cos\u00ec la rielezione di Mohamed Ould Abdelaziz, scrive Jeune Afri-que. I candidati alla presidenza sono cinque. Tra loro, una don\u00acna e un attivista contro la schia\u00acvit\u00f9. L&#8217;opposizione mauritana denuncia il &quot;carattere dittatoria\u00acle&quot; del governo e sostiene che le elezioni sono una farsa.\u00f9<\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\n II 17 giugno 21 persone riunite per guardare una partita dei Mondiali di calcio sono mor\u00acte in un attentato a Damaturu, nello stato di Yobe (nord).<\/p>\n<p>KENIA<br \/>\nATTENZIONE ALLA COSTA. Il 15 giugno un commando armato ha preso d&#8217;assalto gli hotel e il commissariato di Mpeketoni, una localit\u00e0 turistica sulla costa keniana. Secondo la Croce rossa, i morti sono stati 49 (la stampa keniana aveva parlato di un bilancio delle vittime pi\u00f9 alto). Il giorno dopo in un nuovo attacco nella stessa localit\u00e0 altre quindici persone sono morte e dodici donne sono state rapite. I terroristi somali di Al Shabaab hanno rivendicato il primo attentato, accusando il governo di Nairobi di perseguitare i musulmani e di aver invaso la Somalia. Tuttavia il presidente Uhuru Kenyatta ha attribuito l&#8217;accaduto alle tensioni etniche alimentate dai leader locali. Il 17 giugno gli abitanti di Mpeketoni sono scesi in piazza in segno di protesta e per chiedere le dimissioni del sottosegretario all&#8217;interno Joseph Ole Lenku. Sono stati gli attentati pi\u00f9 gravi dal settembre del 2013, quando 67 persone hanno perso la vita nell&#8217;assalto dei terroristi di Al Shabaab contro il centro commerciale Westgate di Nairobi<\/p>\n<p>SUD AFRICA<br \/>\nUN AUMENTO PER I MINATORI<br \/>\nSono in corso le trattative per mettere fine allo sciopero dei lavoratori delle miniere di platino, in corso da gennaio (nella foto Rustenburg, 14 maggio 2014). Il sindacato Amcu, che rappresenta 7omila lavoratori, ha accettato con riserva la proposta delle aziende Lonmin, Anglo Ameri-can e Implats, che negli ultimi cinque mesi hanno perso 2 miliardi di dollari a causa delle agitazioni. Entro il 2017 il salario mensile di un minatore aumenter\u00e0 progressivamente fino a raggiungere i 10.350 rand (964 dollari), scrive Business Day.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nGIAPPONE<br \/>\nII 18 giugno il parlamento ha approvato una legge che punisce con pene fino a un anno di prigione il possesso di materiale pedopornografico. Finora erano vietate solo la produzione e la distribuzione.<br \/>\nGIAPPONE<br \/>\nIL BUSINESS DEI MATTI . Tokyo Shimbun, Giappone &quot;Negli ospedali psichiatrici giapponesi ci sono pi\u00f9 di 340mila posti letto, una cifra che in rapporto alla popolazione totale \u00e8 quattro volte la media degli altri paesi sviluppati&quot;, scrive il Tokyo Shimbun. In Giappone ci sono pi\u00f9 patologie psichiche? &quot;No&quot;, continua il quotidiano, &quot;ma molti pazienti che potrebbero essere curati a casa sono ricoverati. La mancanza di attenzione ai diritti delle persone con disturbi mentali in Giappone \u00e8 sempre stata oggetto di critiche. Secondo gli ultimi dati, il 30 per cento dei 32omila pazienti ricoverati resta in ospedale per pi\u00f9 di dieci anni, e ogni anno 2omila pazienti muoiono mentre sono ricoverati. Il ministero della salute sta pensando di trasformare i reparti psichiatrici in strutture abitative. Gli ospedali, per il 90 per cento privati e contrari a una riduzione del numero dei pazienti, sono favorevoli. Questa situazione deriva dalla politica promossa nel dopoguerra, che ha favorito l&#8217;isolamento dei pazienti dalla societ\u00e0 e delegato le cure psichiatriche ai privati<\/p>\n<p>SRI LANKA<br \/>\nVIOLENZA BUDDISTA &#8211; Il 15 giugno gli estremisti buddisti hanno scatenato nuove violenze nel sud dello Sri Lanka, provocando quattro morti e ottanta feriti. I musulmani sono il 10 per cento della popolazione, a maggioranza buddista. Recentemente le tensioni tra le due comunit\u00e0 erano aumentate e i musulmani avevano chiesto al governo pi\u00f9 protezione dagli attacchi dei buddisti.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nAL PATIBOLO NELLO XINJIAIIG<br \/>\nIl 16 giugno nello Xinjiang sono state eseguite le condanne a morte di 13 persone, ira cui alcuni uiguri (minoranza musulmana) per omicidio e atti terroristici. Secondo le autorit\u00e0 tre di loro avevano organizzato l&#8217;attacco a una stazione di polizia nel giugno del 2013 in cui morirono 24 persone. Altre tre persone sono state condannate a morte per l&#8217;attacco a piazza Tiananmen dell&#8217;ottobre del 2013. Del giro di vite di Pechino contro gli uiguri \u00e8 rimasto vittima anche Ilham Tohti, accademico arrestato a gennaio per incitamento al separatismo. Il suo avvocato teme che sia stato processato in segreto, scrive la Bbc.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nCONFLITTO INEVITABILE<br \/>\nDopo i falliti tentativi di dialogo con i taliban, il 15 giugno l&#8217;esercito pachistano ha lanciato un&#8217;offensiva militare nel Waziristan del nord, roccaforte delle milizie armate. &quot;Siamo in guerra&quot;, scrive The News in un editoriale. &quot;L&#8217;esercito non \u00e8 mai stato convinto della possibilit\u00e0 di pace attraverso i negoziati e stava solo aspettando che anche il governo arrivasse alla stessa conclusione. Il premier Nawaz Sharif ha detto che &#8216;l&#8217;offensiva militare si \u00e8 resa inevitabile&#8217;. Ma ha tralasciato di specificare se l&#8217;esercito e il governo sono pronti a gestire le conseguenze di quest&#8217;azione, in particolare a proteggere gli sfollati. L&#8217;unica fonte di notizie dal campo \u00e8 l&#8217;esercito, quindi non sapremo mai il numero effettivo delle vittime civili. Il governo ha scelto la guerra, speriamo che alla fine prevalga la pace&quot;.<br \/>\nPAKISTAN<br \/>\nII 17 giugno almeno otto persone sono morte e 97 sono rimaste ferite negli scontri a Lahore tra la polizia e i seguaci del religioso Tahirul Qadri, leader del partito Pakistan awami tehreek ()<\/p>\n<p>AFGANISTAN<br \/>\nL&#8217;ombra dei brogli<br \/>\nQuattro giorni dopo le elezioni presidenziali del 14 giugno, il candidato favorito, Abdullah Abdullah, ha chiesto di interrompere la conta dei voti denunciando brogli su larga scala a favore dell&#8217;avversario, Ashraf Ghani. Secondo i primi conteggi, Ghani avrebbe un vantaggio di un milione di voti. Abdullah ha dichiarato che i suoi osservatori elettorali sono stati picchiati, imprigionati e liberati solo a urne chiuse, scrive Tolo News. I risultati preliminari dovrebbero arrivare il 2 luglio e quelli definitivi il 22 luglio.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nKOLKATA<br \/>\nOperai indiani uccidono amministratore delegato Autore: Prasanta Paul, India June 16, 2014 (AP) Associated Press<br \/>\nSCENE DI LOTTA DI CLASSE IN INDIA RACCONTATE DALL&#8217;ASSOCIATED PRESS CHE NON CI SEMBRA SIANO STATE RIPRESE DA NESSUN QUOTIDIANO NAZIONALE IN ITALIA.<br \/>\nUna folla inferocita di operai indiani armati di spranghe di ferro e pietre ha picchiato a morte l&#8217;amministratore delegato di una fabbrica di juta durante una vertenza sull&#8217;aumento delle loro ore di lavoro, ha detto la polizia lunedi dopo l&#8217;arresto di sei lavoratori.<br \/>\nI SOSPETTI &#8211; due arrestati lunedi e quattrodomeniche &#8211; dovrebbero essere accusati di omicidio, atti di vandalismo e altri reati commessi quando la folla di circa 200 lavoratori ha preso d&#8217;assalto l&#8217;ufficio del sessantenne HK Maheswari nello stato orientale indiano del West Bengala, secondo il  sovrintendente del Distretto di Polizia di Hooghly Sunil Chowdhury.<br \/>\nMAHESWARI aveva negato la loro precedente richiesta di lavorare ed essere pagati per 40 ore a settimana al North Brook Iuta Mill, anzich\u00e9 l&#8217;attuale regola di 25. Aveva anche proposto di spegnere la fabbrica per tre giorni alla settimana per limitare le crescenti perdite finanziarie, a detta del direttore generale della fabbrica, Kiranjit Singh.<br \/>\n&quot;I LAVORATORI DELLA FABBRICA improvvisamente hanno cominciato a lanciare pietre mentre eravamo impegnati in una riunione&quot;, ha detto Kiranjit Singh. A un certo punto durante l&#8217;incontro di domenica, Maheswari guard\u00f2 fuori dalla finestra la folla crescente e fu colpito alla testa da due pietre.<br \/>\nSi \u00e8 accasciato, a quel punto un folto gruppo di lavoratori ha preso d&#8217;assalto l&#8217;ufficio, ha dichiarato Singh .<br \/>\n&quot;L&#8217;amministratore delegato \u00e8 stato battuto con aste di ferro, e ha ceduto alle sue ferite molto presto&quot;, ha dichiarato Singh. Sia il direttore generale che una guardia di sicurezza sono stati ricoverati per le ferite e poi rilasciati, mentre Maheswari \u00e8 morto sulla strada verso un ospedale, ha detto la polizia.<br \/>\nIl Bengala Occidentale \u00e8 noto per i suoi sindacati combattivi sostenuti dai partiti politici, e il primo ministro Mamata Banerjee immediatamente incolpato della violenza i sindacati diretti dai partiti di opposizione. L&#8217;opposizione ha negato qualsiasi ruolo in attacco, e ha detto che un&#8217;indagine indipendente dovrebbe essere tenuta prima che qualsiasi accusa venga scagliata.<br \/>\nLunedi Banerjee ha cercato di rassicurare la comunit\u00e0 imprenditoriale che il suo governo non tollerava la violenza sindacale.<br \/>\n&quot;Non c&#8217;\u00e8 posto per la violenza in una democrazia&quot;, lei ha dichiarato, mentre al tempo stesso racconta ai membri dell&#8217;assemblea dello stato che una normale indagine di polizia sarebbe sufficiente.<br \/>\nNel frattempo, il lavoro in fabbrica \u00e8 stato sospeso a tempo indeterminato.<br \/>\nUn funerale era previsto per marted\u00ec per Maheswari, che \u00e8 lascia la moglie, due figlie adulte e un figlio.<br \/>\nARTICOLO ORIGINALE: http:\/\/www.montrealgazette.com\/story.html?id=9943646<br \/>\nper ulteriori approfondimenti sul caso: http:\/\/www.hindustantimes.com\/india-news\/hooghly-jute-mill-workers-kill-ceo-over-shift-timings\/article1-1229900.aspx<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nVENEZUELA -SPAGNA<br \/>\nPodemos? Grazie a Hugo Chavez Il quotidiano El Pais attacca la quarta forza politica laureata dalle elezioni europee Autore: Geraldina Colotti<br \/>\nEl Pais scatenato contro Podemos. Il quotidiano madrileno dedica due pagine alla formazione politica che, in pochi mesi, \u00e8 riuscita a diventare in Spagna la quarta forza, ottenendo l\u20198% alle europee del 25 maggio: in dieci anni la fondazione legata a Podemos avrebbe \u00abricevuto almeno 3,7 milioni da Hugo Chavez\u00bb. In alcuni casi, sostiene El Pais, i pagamenti del governo venezuelano al Centro de Estudios Politicos y Sociales (Ceps) hanno superato l\u201980% delle entrate della fondazione, \u00abnel cui consiglio direttivo hanno figurato i tre principali dirigenti di Podemos, Pablo Iglesias, I\u00f1igo Errejon e Luis Alegre\u00bb.<br \/>\nViene chiamato in causa anche il politologo Juan Carlos Monedero, che ha lavorato al programma di Podemos: tramite il Centro de Estudios Politicos y Sociales di Valencia, avrebbe svolto \u00abconsulenza giuridica e politica ai governi del Venezuela, dell\u2019Ecuador, della Bolivia, del Salvador e del Paraguay\u00bb. Gli accusati hanno risposto: \u00abPodemos non ha ricevuto un solo euro da nessun governo o fondazione straniera o nazionale\u00bb, e hanno promesso di pubblicare in dettaglio i loro conti.<br \/>\nTuttavia hanno ammesso la partecipazione dei dirigenti citati nella fondazione Ceps, che ha fornito consulenze in diversi paesi dell\u2019America latina \u00abal pari di altri membri di formazioni politiche come il Psoe o Iu\u00bb. Ma il livore di El Pais \u00e8 soprattutto contro l\u2019esperimento socialista bolivariano che ha scompaginato gli equilibri della IV Repubblica attivando quel \u00abpotere costituente\u00bb, risultato appetibile anche nelle urne spagnole<\/p>\n<p>COLOMBIA<br \/>\nI COLOMBIANI VOGLIONO LA PACE El Espectador, Colombia<br \/>\nIn un&#8217;atmosfera di forte contrapposizione che ha coinvolto tutta l&#8217;opinione pubblica colombiana, il 15 giugno, il presidente Juan Manuel Santos ha vinto le elezioni dopo la sconfitta al primo turno. Ci \u00e8 riuscito grazie anche al sostegno della sini\u00acstra e giocando la carta del processo di pace con la guerriglia delle Fare. Otto milioni di colombiani l&#8217;hanno votato dandogli un vantaggio di cinque punti sul rivale, Oscar Ivan Zuluaga, sostenuto dall&#8217;ex presidente Alvaro Uribe.<br \/>\nUna parte dei colombiani ha scelto Santos proprio perch\u00e9 ha puntato sulla fine negoziata del conflitto armato con le Fare. Ora il presidente Santos deve mettersi alla guida di un processo di riconciliazione, per risanare le ferite collettive e rafforzare le istituzioni. \u00c8 evidente che dovr\u00e0 vedersela con l&#8217;opposizione. Mala strada che ha detto di voler scegliere \u00e8 quel-la giusta: senza rancori, senza divisioni settarie, riconoscendo l&#8217;avversario politico come tale e non come un nemico. Una cosa deve essere garantita: non sar\u00e0 considerata legittima nessuna pace con le Fare che non tenga in considerazione le preoccupazioni di una parte della societ\u00e0. L&#8217;op-posizione guidata da Uribe sbaglia se insiste a scagliarsi contro il processo di pace senza cono-scerlo a fondo. \u00c8 ora di sedersi e parlare.<br \/>\nIl nostro \u00e8 un appello alla tolleranza e all&#8217;unit\u00e0. Questo paese ha gi\u00e0 dovuto soffrire troppo per continuare a odiare (e a uccidere) a causa di una diversa visione del mondo. La convivenza pacifica di idee diverse dev&#8217;essere l&#8217;obiettivo di tutte le societ\u00e0 del ventunesimo secolo. La domanda ora \u00e8 rivolta all&#8217;intera societ\u00e0 colombiana: siamo in grado di raggiungere questo traguardo? O continueremo sulla strada dell&#8217;odio<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA \/ARGENTINA<br \/>\n\u00c8  scontro sul rimborso ai fondi avvoltoi dopo la sentenza di New York Autore: fabrizio salvatori<br \/>\nL&#8217;Argentina vuole risolvere la crisi del debito aprendo trattative con gli hedge fund. I legali di Buenos Aires e quelli dei fondi speculativi si sono incontrati in tribunale, davanti al giudice Thomas Griesa che ha bocciato il piano di swap al quale Buenos Aires sta lavorando e che prevede che i bond diventino di diritto argentino e non siano piu&#8217; regolati dalle norme americane.<br \/>\nIl piano viola quanto e&#8217; stato stabilito dalla giustizia americana, afferma Griesa, criticando il discorso a reti unificate del presidente argentino Cristina Fernandez de Kirchner, secondo il quale e&#8217; impossibile per il Paese aderire a quanto stabilito dalla Corte Suprema americana, ovvero al pagamento dei titolari di bond in default che non hanno accettato lo swap per poter procedere a quello di coloro che hanno aderito al concambio.<br \/>\nCon la decisione della Corte Suprema americana di rigettare l&#8217;appello di Buenos Aires e&#8217; giunto il downgrade del paese da parte di Standard &#038; Poor&#8217;s a &#8216;CCC-&#8216; che vede un aumento del rischio di default. Preoccupato anche il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che teme ripercussioni sul sistema finanziario. Nel messaggio registrato a reti unificate, che ha dato tutto il senso della delicatezza del momento, la presidente ha confermato in sostanza due punti: l&#8217;Argentina ribadisce il pagamento del debito gia&#8217; ristrutturato e non accetta nel contempo &quot;estorsioni&quot;, quali quello appunto dalla sentenza Usa. Buenos Aires portera&#8217; avanti &quot;le strategie necessarie affinche&#8217; chi ha avuto fiducia nel paese riceva i propri soldi&quot;, ha sottolineato la Kirchner, ripetendo piu volte il concetto &quot;trattative&quot;.<br \/>\n&quot;Il discorso del presidente e&#8217; un problema. Non mi da&#8217; fiducia in un impegno in buona fede a onorare tutti gli obblighi&quot; mette in evidenza Griesa. Pesanti anche le affermazioni del ministro dell&#8217;Economia argentino, Alex Kicillof, che ha parlato di &quot;fondi avvoltoi&quot; che vogliono mandare all&#8217;aria la ristrutturazione del debito.<br \/>\n&quot;Mi e&#8217; stato detto che c&#8217;e&#8217; in programma una visita qui&quot;, a New York, &quot;la prossima settimana&quot; con i titolari di bond che non accettato il concambio per &quot;risolvere la situazione&quot;, afferma Carmine Boccuzzi, il legale dell&#8217;Argentina. Affermazioni che innescano il rally dei bond argentini, dopo le pressioni al ribasso degli ultimi giorni seguite alla decisione della Corte Suprema americana.<br \/>\nI titoli di stato dell\u2019Argentina sono scesi nella mattinata di ieri ai minimi degli ultimi tre mesi per poi bruciare le perdite e salire grazie all&#8217;apertura al negoziato. &quot;Trattare va bene. Come giudice quello che voglio &#8211; afferma Griesa &#8211; e&#8217; un meccanismo legale che prevenga un&#8217;altra situazione in cui un Paese puo&#8217; semplicemente mettersi a ridere&quot; del giudizio di altri.<br \/>\nLa sentenza di Griesa riguarda direttamente una partita di un miliardo e mezzo di dollari, ma in realt\u00e0 i possessori dei titoli che non hanno accettato lo swap hanno la propriet\u00e0 di un valore nominale di quindici miliardi..<br \/>\nWASSHINGTON<br \/>\nOBAMA NEL CAOS IRACHENO The New York Times, Stati Uniti<br \/>\nFinora il presidente Barack Obama ha fatto la cosa giusta in Iraq, dove gli estremisti sunniti conqui-stano territori e minacciano l&#8217;esistenza stessa dello stato. Ha agito con cautela, sottolineando la necessit\u00e0 di riforme e contattando altri paesi che possono influire sul destino dell&#8217;Iraq.<br \/>\nL&#8217;apertura all&#8217;Iran \u00e8 stata la sua mossa pi\u00f9 controversa ma pi\u00f9 importante. Teheran ha gran-de influenza sul governo a guida sciita di Baghdad e sul suo primo ministro, Nuri al Maliki. Gli Stati Uniti hanno negoziato per mesi con l&#8217;Iran sul suo programma nucleare, ma pochi giorni fa Obama ha mandato a Vienna un alto funzionario del di-partimento di stato per parlare con un funziona-rio iraniano anche dell&#8217; Iraq. I due paesi hanno gi\u00e0 collaborato in Afghanistan nel 2001 contro i tale-bani e, in teoria, la stabilizzazione dell&#8217;Iraq dovrebbe essere nell&#8217;interesse di entrambi.<br \/>\nCome condizione per evitare un&#8217;azione mili-tare da parte degli Stati Uniti, Obama ha invitato Maliki a formare un governo che rappresenti davvero gli sciiti, i sunniti e i curdi. Nonostante que-sto, Maliki si \u00e8 rifiutato di tendere la mano ai sunniti. Forse Teheran pu\u00f2 essere pi\u00f9 convincente. Lo Stato islamico dell&#8217;Iraq e del Levante &#8211; il gruppo ribelle noto come Isil che ora marcia sul terri\u00actorio iracheno &#8211; sta combattendo anche la guerra in Siria, mescolando i due conflitti e alimentando le tensioni tra sunniti e sciiti in tutto il Medio<br \/>\nORIENTE. Obama e i suoi collaboratori hanno consultato i leader della regione, i cui interessi sarebbero minacciati da un collasso dell&#8217;Iraq. La Turchia, per esempio, dovrebbe chiudere le sue frontiere ai militanti e alle armi che affluiscono verso la Siria e l&#8217;Iraq. E l&#8217;Arabia Saudita, il Kuwait e gli altri stati del Golfo dovrebbero smettere di finanziare (pi\u00f9 o meno direttamente) l&#8217;Isil, che \u00e8 nato come affiliato di Al Qaeda e di altri gruppi estremisti.<br \/>\nObama ha dichiarato che l&#8217;Iraq ha bisogno di aiuto e che sta considerando diverse possibilit\u00e0, compresa un&#8217;azione militare. Le ipotesi degli ultimi giorni si sono concentrate su attacchi con droni o aerei contro l&#8217;Isil. Se sar\u00e0 cos\u00ec, si tratter\u00e0 di azioni isolate e strategiche, e le forze irachene dovranno appoggiarle da terra. Se Obama sceglier\u00e0 per l&#8217;intervento militare, dovr\u00e0 dire chiaramente che non lo fa per sostenere il governo di Maliki ma per fermare i ribelli mentre l&#8217;esercito iracheno si riorganizza. Qualunque azione Obama decider\u00e0 di intraprendere, dovr\u00e0 essere basata su una strategia politica pi\u00f9 ampia che tenga conto di tutti i conflitti settari della regione. Un esempio: il 16 giugno, prima di essere respinti, i ribelli hanno attaccato Baquba, una citt\u00e0 a 60 chilometri da Baghdad controllata dal governo sciita. Durante l&#8217;attacco gli agenti hanno ucciso 44 prigionieri sunniti detenuti nella stazione di polizia.  <\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, El Espectador, Colombia,  Nuovo Paese, +972 Magazine, Israele, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140621 18:08:00 red-emi ITALIA &#8211; ROMA \/ Bimbo Down rifiutato al centro o estivo, il padre lancia una campagna su Facebook \/ Roma . 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