{"id":11852,"date":"2017-04-15T19:06:37","date_gmt":"2017-04-15T17:06:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11192-23-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-7-giugno-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:37","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:37","slug":"11192-23-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-7-giugno-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11852","title":{"rendered":"11192 23. NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  7 giugno 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140606 15:12:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; ROMA \/ GRASSO, svegliamoci contro la corruzione \/ Lotta a mafia, evasione e clientelismi non \u00e8 utopistica. \/ Imprese, che desolazione: dal 2001 chiuse 120 mila fabbriche, 1,160 milioni senza lavoro \/ L\u2019ITALIA non \u00e8 un paese per giovani.<br \/>\nVENEZIA \/ Mose: ondata arresti a Venezia, anche sindaco Oltre 100 indagati, sequestrati 40 mln beni. Chiesto arresto Galan<br \/>\nVATICANO  &#8211; PAPA: disprezzo dire \u201cattenti a portafogli&#8217; per gli zingari su bus\u201d \/ \u201c&#8217;certo anche il popolo zingaro \u00e8 chiamato a contribuire al bene comune\u201d.<br \/>\nEUROPA \u2013 TURCHIA. ad un anno da Gezi park Erdogan si prepara alla repressione dura \/ Ucraina  L\u2019Europa afona e complice   \/ PORTOGALLO, La Corte costituzionale in Portogallo abroga i tagli ai salari.<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE &#8211;  PALESTINA &#8211; UNITA NAZIONALE. Dopo sette anni di divisioni, \u00e8 stato presentato il 1 giugno a Ramallah, in Cisgiordania, il nuovo governo di unit\u00e0 nazionale palestinese, frutto dell&#8217;accordo di riconciliazione firmato il 23 aprile dagli esponenti di Al Fatah e di Hamas.<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; GIAPPONE \/ IL DISGELO CON PYONGYANG. L&#8217;annuncio che la Corea del Nord riaprir\u00e0 le indagini sui cittadini giapponesi rapiti tra gli anni settanta e ottanta, arrivato il 28 maggio al termine di un incontro tra alti funzionari di Tokyo e Pyongyang<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Venezuela, presentate le intercettazioni sul tentato golpe<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; CANADA. Armato  come &quot;Rambo&quot; uccide tre agenti . E&#8217; caccia all&#8217;uomo in Quebec, nel mirino un 24enne . &#8211; USA \/ NYC \/ Nel cuore di Wall Street si discute di rivoluzione<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nGRASSO, svegliamoci contro la corruzione \/ Lotta a mafia, evasione e clientelismi non \u00e8 utopistica<br \/>\n&quot;I romani che nel &#8217;43-&#8217;44 combatterono per la libert\u00e0 ci invitano a risvegliarci dal torpore collettivo che, oggi, induce a pensare che la lotta alle mafie, il contrasto dell&#8217;evasione fiscale, la resistenza a favoritismi, atteggiamenti clientelari, situazioni di conflitto di interesse e corruzione siano battaglie utopistiche&quot;. Cos\u00ec il presidente del Senato Pietro Grasso.<br \/>\nVENEZIA<br \/>\nMOSE: ONDATA ARRESTI A VENEZIA, ANCHE SINDACO OLTRE 100 INDAGATI, SEQUESTRATI 40 MLN BENI. CHIESTO ARRESTO GALAN \/ L&#8217;ondata che travolge Venezia questa volta non \u00e8 di marea, ma di arresti. Manette eccellenti a politici di primo piano e funzionari pubblici, fatte scattare dai magistrati che da tre anni seguono il sistema di fondi neri, tangenti e false fatture con cui, sostengono, si teneva in piedi il sistema di appalti collegati al Mose, l&#8217;opera colossal &#8211; 5 miliardi di euro &#8211; che entro il 2017 protegger\u00e0 la citt\u00e0 dalle acque alte. Nella rete delle indagini della Guardia di Finanza, dopo gli arresti dell&#8217;ex manager della Mantovani, Piergiorgio Baita, e dell&#8217;ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, sono finiti pesci ancora pi\u00f9 grossi: il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, vicino al Pd, posto ai domiciliari, l&#8217;attuale assessore regionale alle infrastrutture, Renato Chisso (Fi), il generale in pensione della Gdf Emilio Spaziante, gli ex presidenti del Magistrato alle Acque (emanazione del Ministero dei lavori pubblici) Patrizio Cuccioletta e Maria Giovanna Piva. I magistrati hanno disposto il sequestro di beni nella disponibilit\u00e0 degli indagati per 40 milioni.<br \/>\nSul fronte politico fanno scalpore due nomi scritti nell&#8217;ordinanza del Gip Alberto Sacaramuzza: l&#8217;ex governatore veneto ed ex ministro Giancarlo Galan, deputato di Forza Italia, da sempre vicino a Berlusconi, e l&#8217;eurodeputata uscente Lia Sartori (Fi). Le richieste di autorizzazione all&#8217;arresto sono state inviate alle competenti commissioni parlamentari. Intanto il Movimento 5 stelle attacca a 360 gradi, mentre il &#8216;partito dei sindaci&#8217; difende Orsoni. Incredulit\u00e0 \u00e8 trapelata dal Pd. Cautela tra i &#8216;garantisti&#8217; di Forza Italia. Sono 35 le persone raggiunte dai provvedimenti cautelari: 25 in carcere, 10 ai domiciliari. Devono rispondere, a vario titolo, dei reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti, frode fiscale. A loro si aggiunge un &#8216;esercito&#8217; di 100 indagati: funzionari pubblici, addetti alle segreterie dei politici, imprenditori grandi e piccoli, dipendenti di aziende e coop che accedevano alla &#8216;spartizione&#8217; degli appalti del Mose accettando il gioco dei fondi neri e delle fatture gonfiate, per pagare politici di centrodestra e centrosinistra.<br \/>\nUn sistema del quale, secondo i pm del pool della Dda di Venezia &#8211; Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonini &#8211; era &quot;grande burattinaio&quot; l&#8217;ex capo del Cvn, l&#8217;8oenne Giovanni Mazzacurati, che dopo aver ottenuto i domiciliari aveva raccontato tutto alla Procura. Nell&#8217;ordinanza il Gip non fa sconti neppure ad amministratori e funzionari dello Stato. Come l&#8217;ex generale Spaziante, i dirigenti del magistrato delle acque Cuccioletta e Piva, l&#8217;assessore Chisso, che &quot;per anni e anni &#8211; scrive &#8211; hanno asservito totalmente l&#8217;ufficio pubblico che avrebbero dovuto tutelare agli interessi del gruppo economico criminale, lucrando una serie impressionate di benefici personali di svariato genere&quot;. Solo a Spaziante, per ammorbidire i controlli fiscali sul Consorzio, erano stati promessi 2,5 milioni di euro, poi ridotti a 500mila, somma divisa con l&#8217;ex consigliere politico dell&#8217;ex ministro Tremonti, Marco Milanese, e con il finanziere vicentino Roberto Meneguzzo. Ad un altro indagato eccellente, il magistrato della Corte dei Conti Vittorio Giuseppone, sarebbe stato garantito uno &#8216;stipendio&#8217; annuo di 3-400mila euro, &quot;per compiere atti contrari ai suoi doveri&quot;.<br \/>\nL&#8217;ondata di arresti \u00e8 una frustata morale per una regione che ora teme di diventare l&#8217;emblema di una nuova Tangentopoli, come ha prefigurato il Procuratore aggiunto Carlo Nordio. Lo shock \u00e8 racchiuso sostanzialmente in due nomi: Galan, che in Veneto ha dettato legge per 15 anni, e oggi \u00e8 passato al contrattacco &#8211; &quot;mi riprometto di difendermi a tutto campo nelle sedi opportune con la serenit\u00e0 ed il convincimento che la mia posizione sar\u00e0 interamente chiarita&quot; &#8211; e Orsoni, il sindaco del centrosinistra che a Ca&#8217; Farsetti era subentrato nel 2010 a Massimo Cacciari. Orsoni, avvocato, \u00e8 accusato di finanziamento illecito per 110mila euro &#8211; in tre tranche &#8211; ricevuti da aziende che lavoravano per il Mose e avrebbero creato la provvista con false fatturazioni. Un sistema malato che i magistrati hanno passato al setaccio in 711 pagine di ordinanza. Solo la &#8216;Mantovani&#8217; avrebbe creato fondi neri per 20 milioni di euro. In questa terza fase dell&#8217;inchiesta, i magistrati hanno scoperto altri 25 milioni di false fatture. Un pozzo nero di cui si fatica a vedere il fondo.<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nIMPRESE, CHE DESOLAZIONE: DAL 2001 CHIUSE 120 MILA FABBRICHE, 1,160 MILIONI SENZA LAVORO<br \/>\nPER IL CENTRO STUDI DI CONFINDUSTRIA LA MANIFATTURA ITALIANA HA PAGATO CARA LA CRISI: LA PRODUTTIVIT\u00c0 \u00c8 CALATA DEL 5% TRA IL 2007 E IL 2013.VIALE DELL\u2019ASTRONOMIA: PESA IL CALO DEGLI INVESTIMENTI, DELLA DOMANDA INTERNA E IL CREDIT CRUNCH.<br \/>\nIn dodici anni nella manifattura italiana hanno perso il lavoro un milione e 160 mila persone. Tra il 2001 e il 2013, sostiene il centro studi Confindustria nel rapporto annuale \u00abScenari globali\u00bb hanno chiuso 120 mila imprese. La massiccia erosione della base produttiva, scrivono i ricercatori di Viale dell\u2019Astronomia, \u00e8 dunque precedente di circa otto anni dall\u2019inizio ufficiale della crisi globale e si \u00e8 intensificata nei suoi primi anni. TRA IL 2001 E IL 2011, INFATTI, HANNO PERSO IL LAVORO UN MILIONE DI ADDETTI, MENTRE 100 MILA FABBRICHE HANNO CHIUSO I BATTENTI. Tra il 2011 e il 2013 la crisi \u00e8 precipitata facendo perdere il lavoro ad altre 160 mila persone. Ventimila sono state le imprese perdute.<br \/>\nCi\u00f2 ha comportato un calo produttivo complessivo del 5% registrato tra il 2007 e il 2013 provocando un contraccolpo nel posizionamento del sistema industriale italiano nelle classifiche del capitalismo mondiale. In questo \u00abquadro impietoso\u00bb l\u2019Italia sarebbe scivolata all\u2019ottavo posto nella graduatoria dei maggiori paesi manifatturiere, superata dall\u2019India al sesto posto e dal Brasile al set\u00adtimo posto. Nel confronto tra il 2013 e il 2007 e il 2000 l\u2019Italia \u00e8 stato l\u2019unico paese tra i primi dieci con il segno meno in entrambi i periodi. Il tasso percentuale di crescita media annua della manifattura \u00e8 pari al 5%. Questo calo non viene spiegato esclusivamente con l\u2019avanzata dei paesi \u00abemergenti\u00bb come Cina, India o Brasile, ma anche per \u00abdemeriti domestici\u00bb. La contrazione del 5%, infatti, non trova riscontro negli altri paesi manifatturieri. La produzione manifatturiera mondiale \u00e8 infatti cresciuta del 36% nel 2000\u20132013, mentre l\u2019Italia, nello stesso periodo, ha registrato un crollo del 25%, con cadute in tutti i comparti ad eccezione di quello alimentare. Tra le cause scatenanti di questa anomalia c\u2019\u00e8 la contrazione di investimenti e consumi interni l\u2019asfissia del credito delle banche verso le imprese (credit crunch), l\u2019aumento del costo del lavoro slegato dalla produttivit\u00e0, la redditivit\u00e0 che ha toccato il fondo. Questi fattori si sono intrecciati bloccando tanto l\u2019attivit\u00e0 industriale quanto quella bancaria.<br \/>\nCi\u00f2 non toglie che, rispetto a paesi della stessa dimensione demografica, l\u2019Italia abbia ottenuto il 23\u00b0 posto che nella gara della competitivit\u00e0 globale viene definito come un \u00abottimo posizionamento\u00bb. Su questo scenario pesano per Confindustria \u00abi condizionamenti europei\u00bb che \u00abcerto non aiutano\u00bb. Si sono abbattuti su tutti i paesi europei, che infatti arretrano, ad eccezione di Germania e Polonia sulla cui crescita per\u00f2 i ricercatori nutrono pi\u00f9 di un dubbio: \u00abquanto a lungo durer\u00e0?\u00bb si chiedono. C\u2019\u00e8 poi il capitolo delle \u00abpolitiche fiscali restrittive\u00bb e \u00abil para\u00addosso di un euro che si apprezza, spe\u00adcial\u00admente nei con\u00adfronti delle valute di molte econo\u00admie emer\u00adgenti, e frena cos\u00ec il driver delle esportazioni\u00bb. Questa situazione sta facendo \u00abarrancare\u00bb l\u2019Europa colpita dalla combinazione di politiche recessive e dal rigore di bilancio \u00abche rallentano le esportazioni\u00bb.<br \/>\n\u00c8 una richiesta ad allentare la morsa del patto di stabilit\u00e0 in nome di una \u00abcapacit\u00e0 di competere\u00bb che \u00e8 rimasta forte, anche perch\u00e9 gli economisti di Confindustria registrano segnali di cambiamento \u00abnelle strategie delle imprese\u00bb che intendono reagire al credit crunch senza rinun\u00adciare agli investimenti. Forte \u00e8 la critica alla mancanza di una politica industriale che \u00e8 tornata ad essere considerata un fattore importante al pari delle politiche di bilancio e di quelle monetarie. Non \u00e8 cos\u00ec in Italia che ha abbandonato un programma di rilancio industriale denominato \u00abIndustria 2015\u00bb inaugurato nel 2006 e bloccato nel 2008.<br \/>\n\u00abUn bollettino di guerra \u2014 ha commentato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi \u2014 ma le imprese non sono immobili. Rispondendo indirettamente al governatore di Bankitalia Ignazio Visco Squinzi ritiene che investire \u00abnon \u00e8 facile farlo quando la redditivit\u00e0 \u00e8 al lumicino e il costo del lavoro aumenta in modo slegato dall\u2019andamento della produttivit\u00e0\u00bb.<br \/>\nROMA<br \/>\nNON \u00c8 UN PAESE PER GIOVANI \/ sbilanciamoci | Autore: Chiara Saraceno<br \/>\nL\u2019IMMAGINE CHE EMERGE DAL RAPPORTO ANNUALE DELL\u2019ISTAT MOSTRA UN PAESE CHE NON RIESCE AD AFFRONTARE I NODI CHE NE HANNO DETERMINATO LA DEBOLEZZA GI\u00c0 DA PRIMA DELL\u2019INIZIO DELLA CRISI MONDIALE E CHE ORA NE FRENANO LA RIPRESA<br \/>\nUn paese che non riesce a riprendersi, in cui solo il 30 per cento delle imprese crea domanda di lavoro. Un paese che ha investito e investe poco in cultura, istruzione, ricerca, innovazione, a livello sia individuale sia sociale, sia privato sia pubblico, con il risultato che riesce contemporaneamente ad avere troppo pochi laureati e troppi laureati sotto-utilizzati, a costringere i giovani con livelli di istruzione elevata a emigrare senza garantire ai meno qualificati possibilit\u00e0 di lavoro. Un paese in cui tutte le ultime riforme \u2013 da quella sull\u2019et\u00e0 della pensione a quella del mercato del lavoro (inclusa l\u2019ultima ancora in discussione) \u2013 sono state fatte in nome di un riequilibrio a favore delle generazioni pi\u00f9 giovani, ma con il risultato che le disuguaglianze a sfavore dei giovani sono aumentate, perch\u00e9 sono loro a sperimentare i maggiori rischi di disoccupazione e di precariet\u00e0 lavorativa, mentre la composizione per et\u00e0 degli occupati si \u00e8 ulteriormente alzata, soprattutto a causa della riforma delle pensioni.<\/p>\n<p>Un paese in cui troppi giovani non riescono a raggiungere una ragionevole autonomia economica, rimanendo a carico dei propri genitori ad una et\u00e0 in cui dovrebbero invece poter formare una propria famiglia e diventare a propria volta genitori. Ed infatti il tasso di fecondit\u00e0 \u00e8 tornato a diminuire, soprattutto nel Mezzogiorno che nel giro di pochissime generazioni ha raggiunto e superato il Centro-Nord nella discesa della fecondit\u00e0 non gi\u00e0 a seguito di una riduzione delle differenze territoriali, ma a causa di un loro allargamento. Nel Mezzogiorno si concentrano oggi tutti gli indicatori di una societ\u00e0 che non investe pi\u00f9 in nulla, tanto meno nelle future generazioni: alti tassi di disoccupazione, bassissimo tasso di occupazione femminile, insieme, tuttavia, ad un aumento delle famiglie in cui \u00e8 la donna a mantenere la famiglia perch\u00e9 il marito \u00e8 disoccupato, altissima concentrazione di Neet, di giovani che n\u00e9 studiano n\u00e9 lavorano, alta incidenza della povert\u00e0. Un paese in cui, a fronte di un aumento delle famiglie in cui nessun adulto in et\u00e0 da lavoro \u00e8 occupato, aumentano le famiglie, anche di non soli pensionati, in cui l\u2019unico, o principale, reddito disponibile \u00e8 una pensione: in cui \u00e8 un pensionato a mantenere gli altri membri della famiglia, adulti o minori. \u00c8 un fenomeno tipico delle societ\u00e0 povere, dove la pensione \u00e8 il primo strumento di welfare ad essere introdotto e che in Italia era un tempo presente soprattutto nel Mezzogiorno, ma che negli ultimi anni si sta diffondendo anche in altre aree del paese, a motivo del persistere della crisi occupazionale ed anche della mancanza di ammortizzatori sociali universalistici, a partire da una misura di sostegno al reddito dei poveri. D\u2019altra parte, nonostante l\u2019esiguit\u00e0 di molte pensioni, il reddito pensionistico \u00e8 l\u2019unico ad aver tenuto negli anni della crisi e i pensionati gli unici ad aver mantenuto una capacit\u00e0 di consumo vicina a quella dell\u2019epoca precedente la crisi. Anche se pu\u00f2 capitare che nel loro carrello della spesa compaiano pannolini per i bambini, latte in polvere, nutella e biscotti, ovvero prodotti per i loro nipoti che i genitori non possono permettersi di acquistare.<br \/>\nL\u2019immagine che emerge dal rapporto annuale dell\u2019Istat mostra un paese che non riesce ad affrontare i nodi che ne hanno determinato la debolezza gi\u00e0 da prima dell\u2019inizio della crisi mondiale e che ora ne frenano la ripresa. Anche perch\u00e9 le politiche fin qui messe in campo li hanno ulteriormente irrigiditi. Non basta il ritorno di fiducia dei consumatori, pure documentato nel rapporto. Anche perch\u00e9 sembra, al momento, rimanere pi\u00f9 a livello di un mutamento nel giudizio sulla situazione del paese (testimoniato anche dal risultato delle elezioni) che non di comportamento. Anzi, il comportamento di consumo sembra diventato ancora pi\u00f9 cauto di prima, visto il perdurare delle difficolt\u00e0. Per la prima volta, infatti, dall\u2019inizio della crisi nel 2013 la contrazione dei consumi finali delle famiglie, che ormai coinvolge anche le spese per le cure mediche, \u00e8 stata a superiore a quella del reddito disponibile. In altri termini, per quanta fiducia teorica abbiano nelle possibilit\u00e0 della ripresa, l\u2019esperienza concreta induce a contenere ulteriormente i consumi per risparmiare in vista di ulteriori peggioramenti o comunque non miglioramenti.<br \/>\nIl timore del ministro Padoan che gli 80 euro di rimborso fiscale ai lavoratori a basso salario vadano in risparmi anzich\u00e9 in consumi, quindi non abbiano un effetto di volano per l\u2019economia, \u00e8 empiricamente fondato. Fino a che non si sar\u00e0 ricostituito un orizzonte di ragionevole sicurezza sulla tenuta dei bilanci famigliari, soprattutto chi ha redditi modesti ed \u00e8 l\u2019unico percettore di reddito tender\u00e0 a costruire per s\u00e9 e la propria famiglia una rete di protezione privata tramite il risparmio. COME DAR LORO TORTO\u2026..<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nCITTA&#8217; DEL VATICANO, 5 GIU .<br \/>\n La Chiesa &quot;non \u00e8 una casa in affitto&quot; dove chi entra prende ci\u00f2 che vuole, la Chiesa \u00e8 &quot;madre&quot; e ci si entra amandola. Lo ha detto il Papa nella messa a Santa Marta, criticando diversi gruppi di cristiani: gli &quot;uniformisti&quot;, gli &quot;alternativisti&quot; e gli &quot;affaristi&quot;, per i quali tutti, &quot;la Chiesa non \u00e8 casa loro, la prendono in affitto&quot;.<br \/>\nPAPA: DISPREZZO DIRE &#8216;ATTENTI A PORTAFOGLI&#8217; PER GLI ZINGARI SU BUS \/ &#8216;CERTO ANCHE IL POPOLO ZINGARO \u00c8 CHIAMATO A CONTRIBUIRE AL BENE COMUNE&#8217; \/ &quot;Spesso gli zingari si trovano ai margini della societ\u00e0, e a volte sono visti con ostilit\u00e0 e sospetto; mi ricordo tante volte qui a Roma, &#8211; ha raccontato il Papa a braccio &#8211; salivo sul bus, alcuni zingari salivano, l&#8217;autista diceva &#8216;guardate i portafogli&#8217; questo \u00e8 disprezzo, sar\u00e0 anche vero, ma \u00e8 disprezzo&quot;. &quot;Sono scarsamente coinvolti nelle dinamiche politiche, economiche e sociali del territorio&quot;.<br \/>\nIl Papa ha aggiunto che &quot;certo anche il popolo zingaro \u00e8 chiamato a contribuire al bene comune, e questo \u00e8 possibile con adeguati itinerari di corresponsabilit\u00e0, nell&#8217;osservanza dei doveri e nella promozione dei diritti di ciascuno&quot;.<br \/>\n&quot;Accanto a una azione solidale in favore del popolo zingaro&quot;, ha detto il Papa, \u00e8 &quot;necessario che vi sia l&#8217;impegno delle istituzioni locali e nazionali e il supporto della comunit\u00e0 internazionale, per individuare progetti e interventi volti al miglioramento della qualit\u00e0 della vita&quot;. Lo ha detto ricevendo i partecipanti a un incontro sul tema, organizzato in Vaticano dal Pontificio consiglio dei migra<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\n&quot;IL WELFARE CHE NON C&#8217;\u00c8&quot;. IL RAPPORTO MONDIALE DELL&#8217;ILO. ITALIA IN FONDO ALLA CLASSIFICA<br \/>\nIl Welfare copre solo il 27 per cento della popolazione mondiale, mentre il 73 per cento non beneficia solo parzialmente o per niente. E&#8217; quanto emerge dal rapporto mondiale sulla protezione sociale 2014-15 realizzato dall&#8217;Ilo, l\u2019Ufficio internazionale del lavoro (Onu). &quot;Mentre la necessita&#8217; di una protezione sociale e&#8217; ampiamente riconosciuta &#8211; si legge nel rapporto \u2013 il diritto umano fondamentale alla sicurezza sociale rimane insoddisfatto per la grande maggioranza della popolazione mondiale&quot;.<br \/>\nL&#8217;organismo dell\u2019Onu sottolinea che sono soprattutto i bambini a pagare gli effetti della mancanza di protezione sociale. In media, i governi destinano lo 0,4 per cento del Pil a loro e alle prestazioni familiari, sottolinea il rapporto. Percentuale che va dal 2,2 per cento in Europa occidentale allo 0,2 per cento in Africa, in Asia e nel Pacifico. Cos\u00ec circa 18.000 bambini muoiono ogni giorno, soprattutto per cause prevenibili. E quindi morti che potrebbero essere scongiurate attraverso una protezione sociale adeguata. Molti bambini non ricevono i trasferimenti essenziali di cassa che potrebbero fare la differenza in termini di nutrizione, salute, istruzione e servizi di assistenza&quot;. &quot;Gli scarsi investimenti nei bambini &#8211; secondo l&#8217;Ilo &#8211; mette a repentaglio i loro diritti e il loro futuro, nonch\u00e9&#8217; come le loro prospettive di sviluppo&quot;.<br \/>\nIN QUESTO QUADRO, L&#8217;ITALIA E&#8217; AL 21ESIMO posto tra i Paesi ad alto. Il nostro paese, che destina l&#8217;1,5% del Pil alla spesa per la protezione sociale sui bambini e per le prestazioni familiari e&#8217; dietro non solo ai paesi scandinavi e del nord Europa, ma anche di Lettonia e Slovacchia e Cipro. La statistica non tiene conto delle spese sanitarie e si riferisce al periodo 2010-11. Quanto alla spesa sociale per le persone in et\u00e0 lavorativa (sempre escludendo le spese per la salute), l&#8217;Italia si colloca al 28esimo posto tra i Paesi ad alto reddito, destinando a questa voce il 4% del Pil. Meglio di noi, tra gli altri paesi, Slovacchia, Lituania, Slovenia e Cipro e Estonia. E\u2019 invece al primo per la spesa pensionistica: secondo il rapporto, nel periodo di riferimento 2010-2011 il nostro Paese ha destinato alla spesa per pensioni e agli altri benefici per gli anziani (escluso la spesa sanitaria) circa il 15% del Pil. Dietro di noi, nella classifica di 50 paesi ad alto reddito considerati dal rapporto, Francia, Austria, Grecia, Portogallo e Polonia. Il metodo di calcolo non consente per\u00f2 di determinare la spesa pro-capite in quanto la forte contrazione del Pil ha sicuramente aumentato il peso della quota previdenziale. Secondo altre classifiche, infatti, l\u2019importo dell\u2019assegno mensile \u00e8 notevolmente pi\u00f9 basso degli altri paesi industrializzati.<\/p>\n<p>RUSSIA<br \/>\nL&#8217;UNIONE DI PUTIN Il 29 maggio ad Astana \u00e8 stato firmato da Russia, Kazakistan e Bielorussia l&#8217;accordo per la creazione dell&#8217;Unione economica eurasiatica. Ai tre paesi il 15 giugno si unir\u00e0 l&#8217;Armenia, e presto anche il Kirghizistan. Per raggiungere questo risultato, ottenuto dopo trattative durate due anni, Mosca &#8211; spiega Kommersant &#8211; ha dovuto fare diversi concessioni. Gli accordi siglati in campo energetico vanno incontro alle esigenze finanziarie della Bielorussia, mentre il Cremlino ha accolto la richiesta del Kazakistan di escludere dall&#8217;accordo ogni intesa di natura politica. A sorpresa \u00e8 stata inserita anche una clausola di natura finanziaria che impegna i paesi a non superare la soglia del 50 per cento nel rapporto tra debito pubblico e pil e a tenere il deficit sotto il 3 per cento del pil. &quot;Nel complesso l&#8217;Unione eurasiatica sembra non tanto una risposta post sovietica all&#8217;Unione europea, quanto un sistema di difesa dall&#8217;isolamento economico e da eventuali guerre commerciali&quot;.<\/p>\n<p>UCRAINA<br \/>\nL\u2019EUROPA AFONA E COMPLICE. IL MANIFESTO. Autore: Giulio Marcon \/ POROSHENKO HA RIACCESO IL CONFRONTO ARMATO PERICOLOSAMENTE. L\u2019ITALIA, PUR CHIAMATA IN CAUSA DA PUTIN, NON HA ALCUN RUOLO<br \/>\nIl neoeletto presidente ucraino Petro Poroshenko aveva promesso in campagna elettorale di \u00abportare la pace in tre mesi\u00bb nel Paese. Appena nominato ha fatto vedere negli ultimi due giorni come intendeva farlo: con una guerra definita eufemisticamente \u00aboperazione antiterrorismo\u00bb \u2014 cos\u00ec fan tutti \u2014 che ha cau\u00adsato almeno cento morti, met\u00e0 dei quali civili, nella regione di Donetsk controllata dalle milizie filorusse. La situazione (delle vittime e umanitaria) potrebbe peggiorare nei prossimi giorni. Ora, anche la missione Osce, a detta del suo segretario generale Lamberto Zannier, \u00e8 \u00abad alto rischio\u00bb. E infatti risulta dispersa una seconda squadra di osservatori. Sempre il \u00abre del cioccolato\u00bb e oligarca (cos\u00ec definito anche dal filo-atlantico Corriere della Sera di ieri) Poroshenko ha minaccio\u00adsamente avvertito: \u00abSenza un\u2019Ucraina stabilizzata non sar\u00e0 possibile garantire la sicurezza dell\u2019intera Europa\u00bb.<br \/>\nDopo settimane di relativa tranquillit\u00e0, l\u2019offensiva ucraina degli ultimi due giorni riporta il paese sull\u2019orlo del baratro. Gli Usa e la Nato, con i polacchi, soffiano sul fuoco, i russi stanno alla finestra giocando un ruolo reticente, ambiguo e interessato, l\u2019Europa \u00e8 seduta su una panchina, incapace di proporre un negoziato e di fermare la dinamica bellica che il neoeletto Poroshenko ha pericolosamente rimesso in movimento. L\u2019Italia, pur chiamata in causa da Putin, non \u00e8 dato sapere.<br \/>\n\u00c8 una dinamica che assomiglia sempre di pi\u00f9 a quella alla quale abbiamo assistito negli anni \u201990 in ex Jugoslavia, con le dovute differenze del caso. E non solo per l\u2019importanza geopolitica del coinvolgimento della Russia, ma anche per l\u2019esplicita intenzione della Nato di allargarsi e stabilirsi in Ucraina, monitorando cos\u00ec sempre pi\u00f9 da vicino le mosse di Mosca. L\u2019Europa invece \u2014 come nella vicenda jugoslava \u2014 \u00e8 sempre, sostanzialmente, alla finestra. Nonostante aiuti finanziari e abbozzi di accordi tra Ue e Ucraina, l\u2019Europa non riesce ad avere un ruolo.<br \/>\nPoroshenko, quando dice che la vicenda ucraina potrebbe mettere a rischio la sicurezza europea, un po\u2019 di ragione ce l\u2019ha. Se la guerra si intensifica e si allarga in qualche modo alla Russia, che \u00e8 ai confini, allora la frittata \u00e8 fatta.<br \/>\nPotrebbe essere coinvolta la Nato e l\u2019Europa si troverebbe sulla linea del fronte, spaccandosi tra interventisti e moderati, disponibili al negoziato. L\u2019Italia si \u00e8 distinta per la sua opacit\u00e0 e la sua incapacit\u00e0 di contribuire alla costruzione di un profilo politico autonomo ed incisivo dell\u2019Europa. Per far ripartire il negoziato, bisogna fermare l\u2019offensiva sul campo e far tacere le armi. Basta con gli ultimatum di Kiev. Gli Stati Uniti e la Nato devono smetterla di soffiare sul fuoco, l\u2019Europa deve riacquistare la sua voce, la Russia farla finita con le ambiguit\u00e0 e le complicit\u00e0 con le milizie. La prova muscolare non porta da nessuna parte. O forse s\u00ec: alla guerra generalizzata e prolungata.<br \/>\nFatta la tara alla strumentalit\u00e0 politica veicolata da Mosca e alle pulsioni nazionaliste e violente \u2014 che, \u00e8 bene ricordarlo, fanno il paio con una parte di quelle di Piazza Majdan \u2014 il problema della tutela e della salvaguardia dei diritti delle minoranze russofone \u00e8 una questione reale, soprattutto perch\u00e9 non si sono mai sentite tali nella ex Urss e nella Csi.<br \/>\nNon si possono fare pervicacemente gli stessi errori gi\u00e0 cos\u00ec atrocemente messi in atto negli anni \u201990 in ex Jugoslavia. Non si pu\u00f2 affrontare un tema cos\u00ec complesso come la gestione dello sfaldamento di paesi o federazioni multietniche, premiando i nazionalismi, la geopolitica, gli interessi strategici ed economici delle grandi potenze o delle vecchie alleanze militari o economiche. La lezione dell\u2019ex Jugoslavia avrebbe dovuto consigliarci la retta via. Ma cos\u00ec non sembra: nazionalismi ed interessi geopolitici tornano a prevalere. E non \u00e8 una buona notizia per l\u2019Europa.<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nOBIETTIVO MELILLA<br \/>\nIl 28 maggio duemila migranti dell&#8217;Africa subsahariana hanno cercato di passare la frontiera che separa il Marocco dall&#8217;enclave spagnola di Melilla. Secondo El Pais, gli immigrati, che erano accampati sul monte Gurugu, hanno dato l&#8217;assalto alle barriere in due punti diversi intorno alle 5 del mattino. Circa cinquecento sono riusciti a en-trare in Spagna e si sono diretti verso il centro di soggiorno temporaneo per migranti, dove la situazione \u00e8 al limite: la struttura ha 480 posti ma ospita pi\u00f9 di 2.400 persone. L&#8217;assalto del 28 maggio, scrive El Pais, ricorda quello del 18 marzo, quando 500 migranti sono riusciti a entrare a Melilla.<\/p>\n<p>PORTOGALLO<br \/>\nLA CORTE COSTITUZIONALE IN PORTOGALLO ABROGA I TAGLI AI SALARI \/ Fonte: Il Manifesto | Autore: Goffredo Adinolfi<br \/>\nQUELLA CHE SI VIVE IN PORTOGALLO \u00c8 UNA SITUAZIONE SEMPRE PI\u00d9 PARADOSSALE: da un lato c\u2019\u00e8 il governo di Pedro Passos Coelho che adotta misure per ridurre diritti e retribuzioni in nome della crescita sostenibile, dall\u2019altra una corte costituzionale che uno via l\u2019altro boccia buona parte di quei provvedimenti e, infine, un\u2019economia che ad ogni allentamento della morsa austeritaria riprende a crescere. Il nuovo epilogo \u00e8 di venerd\u00ec scorso quando, in seguito a una richiesta di controllo di costituzionalit\u00e0 da parte dei partiti dell\u2019opposizione contro 4 provvedimenti dell\u2019Or\u00e7amento do Estado 2014 (Oe 2014), il Tribunale Costituzionale (Tc) accetta il ricorso per ben 3 dei 4 articoli e ne statuisce l\u2019abrogazione immediata. Dei tre, uno, il 33, ha un impatto e un\u2019importanza centrale, perch\u00e9 architrave dell\u2019intero processo di riduzione del deficit voluto dalla Troika e condiviso ampiamente dall\u2019esecutivo: quello della \u00abriduzione remuneratoria\u00bb dei  funzionari pubblici.<br \/>\nUna questione che viene da lontano, certo, perch\u00e9 le \u00abtemporanee\u00bb \u00abriduzioni remuneratorie\u00bb del 3,5 e 10%, applicate sui redditi a partire dai 1500 euro erano gi\u00e0 entrate in vigore fin dal 2011. Tuttavia, con l\u2019articolo 33 dell\u2019Oe 2014, il governo Coelho ha voluto allargare ulteriormente sia il campo di applicazione, abbassandolo fino ai redditi di 675 euro, sia le aliquote, accresciute fino al 12%. La sentenza abrogativa dell\u2019articolo 33 emessa dal Tc si basa su di un principio considerato inderogabile: il diritto fondamentale dei cittadini a ricevere la propria remunerazione, un diritto violabile esclusivamente nel caso in cui il \u00abbene costituzionale\u00bb possa risultarne altrimenti compromesso e, quindi, da intendersi come strettamente temporaneo. Nell\u2019interpretazione dei giudici, e contraria\u00admente a quanto ribadito dal governo, dopo 4 anni tali tagli sono da considerarsi permanenti e quindi non congruenti alla costituzione. Questo significa che da giugno gli stipendi pubblici torneranno a essere quelli che erano nel 2010 e, fatti i calcoli, quella che si apre nei conti \u00e8 una voragine di ben 1,2 miliardi. Ora la palla passa nel campo del governo ed \u00e8 probabile che verranno annunciati ulteriori giri di vite per reagire a quella che il primo Ministro ha definito eufemisticamente come un\u2019\u00abenorme avversit\u00e0\u00bb.<br \/>\nSe dalle elezioni europee non \u00e8 arrivata la delegittimazione definitiva contri i partiti di centrodestra da tre anni artefici di una perversa e contradditoria dialettica, questa \u00e8 arrivata da parte dei giudici di Pal\u00e1cio Ratton. Dal testo della sentenza emerge una battuta di arresto non solo rispetto a 3 dei 4 provvedimenti oggetto di scrutinio, ma anche, e soprattutto, per un intero impianto politico che comprometterebbe l\u2019idea di giustizia che l\u2019Europa ha sempre mostrato di volere difendere. I giudici hanno ricordato che il principio di uguaglianza e proporzionalit\u00e0 non \u00e8 derogabile e che ci sono delle linee rosse che non possono essere oltrepassate, confini statuiti in una detta\u00adgliatissima costituzione di stampo antifascista.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nSVOLTA DI OBAMA SUL CLIMA  &#8211; Le Monde, Francia \/ Quando \u00e8 arrivato in Europa, il 3 giugno, Barack Obama non si \u00e8 presentato a mani vuote. Il presidente degli Stati Uniti aveva appena annunciato un&#8217;iniziativa senza precedenti per combattere il cambiamento climatico: un progetto dell&#8217;Epa, l&#8217;agenzia americana per la protezione dell&#8217;ambiente, per ridurre del 30 per cento (rispetto ai livelli del 2005) le emissioni di anidride carbonica delle centrali elettriche statunitensi entro il 2030. Per superare l&#8217;opposizione dell&#8217;industria del carbone, Obama ha deciso di agire con un decreto. In questo modo intende aggirare il congresso, in particolare il senato, dove il progetto contro il riscaldamento globale \u00e8 bloccato da quattro anni.<br \/>\nDelusi dall&#8217;atteggiamento degli Stati Uniti nella conferenza di Copenaghen del 2009, quando Obama si \u00e8 alleato con Cina e India rifiutandosi di firmare un trattato internazionale sul clima, gli europei speravano da tempo in un gesto come questo. Abbiamo dovuto attendere le elezioni del 2012 (e i primi segnali di ripresa dell&#8217;economia statunitense) perch\u00e9 il presidente decidesse di impegnarsi seriamente sul cambia-mento climatico. Fin dal suo secondo discorso di insediamento, Obama ha legato la questione del riscaldamento globale all&#8217;interesse nazionale americano. E il 28 maggio, in occasione del discorso sulla politica estera pronunciato a West Point, ha promesso che il clima sar\u00e0 uno dei temi su cui gli Stati Uniti cercheranno di dare l&#8217;esempio. Questa volta sembra che l&#8217;amministrazione statunitense faccia sul serio, anche perch\u00e9 le circostanze sono cambiate. La rivoluzione energetica sta spingendo gli Stati Uniti a emanciparsi dal carbone, la fonte pi\u00f9 inquinante. E l&#8217;aumento dei disastri ambientali &#8211; siccit\u00e0, incendi, uragani &#8211; ha reso gli americani pi\u00f9 consapevoli delle conseguenze economiche negative del cambiamento climatico.<br \/>\nMa gli europei hanno buoni motivi per essere prudenti. Le norme firmate da Obama non entreranno in vigore prima di un anno, e comunque si affidano molto all&#8217;iniziativa dei singoli stati. In definitiva, la scelta di Obama segna un passo avanti importante, ma non trasforma gli Stati Uniti negli eroi della lotta al cambiamento climatico. C&#8217;\u00e8 ancora molta strada da fare prima che il secondo paese pi\u00f9 inquinante del mondo (dopo la Cina) si prenda le sue responsabilit\u00e0 per il riscaldamento globale. Gli altri paesi dovranno tenerne conto in occasione della prossima conferenza sul clima, che si terr\u00e0 a Parigi nel 2015<\/p>\n<p>SVIZZERA<br \/>\nLa nuova provocazione di Assad &#8211; Le Temps, Svizzera \/ Bashar al Assad non si accontenta di diffondere terrore e morte in Siria. Ha voluto anche prendersi gioco dei suoi concittadini, almeno di quelli che continuano a essergli ostili, sia in patria sia all&#8217;estero. In un momento in cui le priorit\u00e0 sono tutt&#8217;altre, Assad ha organizzato meticolosamente la sua rielezione alla guida del paese, spingendo il suo cinismo fino a conferire al voto una presunta cornice democratica. Il presidente avr\u00e0 un nuovo mandato di sette anni, il terzo da quando ha ereditato il potere da suo padre Hafez al Assad, nel 2000.<br \/>\nPi\u00f9 che un messaggio per la popolazione siriana, queste elezioni sono una dimostrazione di forza nei confronti della comunit\u00e0 internazionale. Un messaggio che Assad manda a tutti gli &quot;amici&quot; della rivoluzione siriana, arabi o occidentali che siano. Nel corso degli ultimi tre anni la comunit\u00e0 internazionale non ha fatto altro che commettere errori di valutazione sul presidente siriano, che ha saputo trarre vantaggio da quest&#8217;incertezza per guadagnare tempo e rafforzare la sua posizione.<br \/>\nBashar al Assad \u00e8 stato, \u00e8 e rester\u00e0 l&#8217;uomo forte della Siria. Con lui al potere, la strategia mi-litare continuer\u00e0 a prevalere su tutte le altre. A un certo punto del conflitto siriano si \u00e8 presentata la possibilit\u00e0 di una transizione politica negoziata che avrebbe dovuto prevedere l&#8217;uscita di scena del presidente. Ma quell&#8217;opzione si \u00e8 arenata sulle rive della conferenza di pace di Ginevra 2, nel febbraio del 2014. Lakhdar Brahimi, il mediatore delle Nazioni Unite e della Lega araba, l&#8217;ha capito quando ha gettato la spugna un mese fa. Ora tocca alle diplomazie occidentali trarre le dovute conclusioni. D&#8217;ora in poi dovranno per forza dialogare con Bashar al Assad. Con quale atteggiamento e attraverso quali canali? Cosa si pu\u00f2 negoziare con lui? Almeno la possibilit\u00e0 che gli aiuti umanitari raggiungano i siriani che ne hanno bisogno, in qualsiasi zona del paese si trovino. <\/p>\n<p>IRLANDA<br \/>\nGli scheletri di 796 bambini sono stati rinvenuti in una fossa comune vicino a un orfanotrofio cattolico a Tuam, in Irlanda. Non si conoscono ancora le cause della loro morte. Tra il 1925 e il 1961 la struttura ha accolto migliaia di giovani madri non sposate. <\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nII 4 giugno il procuratore federale Harald Range ha annunciato l&#8217;apertura di un&#8217;inchiesta sulle intercettazioni telefoniche ai danni di Angela Merkel da parte dei servizi se-greti statunitensi. <\/p>\n<p>LITUANIA<br \/>\n II 4 giugno l&#8217;Unione europea ha dato il via libera all&#8217;ingresso del paese nell&#8217;euro a partire dal 1 gennaio 2015.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nTURCHIA<br \/>\nad un anno da Gezi park Erdogan si prepara alla repressione dura &#8211;  INTERNAZIONALE | Autore: Fabrizio Salvatori. \/ Gli esami effettuati sull&#8217;arma hanno provato che e&#8217; stato un poliziotto a uccidere un manifestante negli scontri violenti della settimana scorsa a Istanbul. Secondo l&#8217;Istituto medico legale della citta&#8217; e&#8217; stato un poliziotto a causare la morte di Ugur Kurt, 30 anni, raggiunto da un proiettile alla testa. La polizia aveva sparato per disperdere i manifestanti che lanciavano pietre e molotov contro le forze dell&#8217;ordine. In un primo momento il ministro dell&#8217;Interno Efkan Ala aveva respinto le accuse alla polizia, chiedendo che le armi fossero esaminate prima di qualsiasi procedimento giudiziario. L&#8217;ufficio del procuratore di Istanbul ha chiesto al Governatore della citta&#8217; l&#8217;autorizzazione a intraprendere un&#8217;azione legale contro il poliziotto, del quale non e&#8217; stata rivelata l\u2019identit\u00e0. La notizia arriva alla vigilia dell&#8217;anniversario della rivolta di Gezi Park. Un anno dopo il movimento tenta di riaccendere la fiamma dello &quot;spirito di Gezi&quot; per denunciare la deriva autoritaria dell&#8217;uomo forte del paese. &quot;Per ricordare al mondo che non abbiamo rinunciato alle nostre richieste e alle nostre vittorie, saremo sabato a Taksim&quot; ha proclamato Taksim Solidariet\u00e0, la piattaforma di organizzazioni non governative e di rappresentanti della societ\u00e0 civile che ha preso la guida del movimento.<br \/>\nIl Governo si sta preparando alla scadenza nel peggiore dei modi. Ha dichiarato di essere pronto a mettere in piazza Taskim e nelle zone adiacenti 25mila poliziotti e diverse decine di blindati corazzati. Il dipartimento di polizia di Istanbul, intanto, ha disposto un piano per il 31 maggio che riguarda soprattutto l&#8217;area di Taksim, ma anche altre zone della citta&#8217;. Oltre al ricorso massiccio ad agenti e cannoni ad acqua, e&#8217; stato autorizzato anche l&#8217;uso di veicoli corazzati ed elicotteri.<br \/>\nLe forze dell&#8217;ordine hanno duramente represso le manifestazioni di Gezi: otto morti, pi\u00f9 di 8.000 feriti e migliaia di arresti. Secondo Amnesty International, ci sono state &quot;violazioni dei diritti umani su vasta scala&quot;. Da allora il regime islamico conservatore ha scelto di piegare ogni contestazione. La stampa \u00e8 sottoposta a censura e centinaia di manifestanti rischiano grosse pene in carcere. &quot;Le autorit\u00e0 turche hanno avviato una caccia alle streghe contro tutti coloro che manifestano o fanno sentir e al loro voce&quot; ha detto il presidente della Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH), Karim Lahidzi<br \/>\nISTAMBUL<br \/>\nUN ANNO DI PROTESTE Il corteo organizzato a Istanbul il 31 maggio per il primo anniversario delle proteste del Parco Gezi \u00e8 stato violentemente represso dalla polizia, che ha arrestato decine di manifestanti. Il primo ministro Recep Tayyip Erdogan aveva annunciato: &quot;Non potrete occupare piazza Taksim come avete fatto l&#8217;anno scorso, perch\u00e9 dovete rispettare la legge&quot;. Il governo ha mobilitato oltre ventimila agenti, che hanno usato cannoni ad acqua e lacrimogeni contro i manifestanti. &quot;Le proteste del 2013&quot;, scrive il quotidiano Posta, &quot;erano contro il paternalismo del governo, contro la mentalit\u00e0 dei leader politici che pretendono di sapere cosa \u00e8 meglio per tutti, contro un partito, l&#8217;Akp di Erdogan, che vuole controllare i poteri esecutivo, giudiziario e legislativo. La mobilitazione di Gezi era per la libert\u00e0 e la democrazia. Ma il governo non ha voluto ascoltare e nemmeno quest&#8217;anno ha intenzione di farlo. \u00c8 cos\u00ec che si spiegano i 25mila poliziotti e i blindati presenti in piazza&quot;. Secondo Milliyet, tuttavia, &quot;la repressione non deve far dimenticare le vittorie ottenute. Il parco non \u00e8 stato distrutto e il progetto di ricostruire una caserma ottomana \u00e8 stato abbandonato. E tutto il mondo ha potuto vedere il vero volto del governo dell&#8217;Akp&quot;. \u00c8 in questo clima di tensione che Erdogan si prepara ad annunciare la sua candidatura ufficiale alle presidenziali di agosto.<\/p>\n<p>PALESTINA<br \/>\nUNITA NAZIONALE<br \/>\nDopo sette anni di divisioni, \u00e8 stato presentato il 1 giugno a Ramallah, in Cisgiordania, il nuovo governo di unit\u00e0 nazionale palestinese, frutto dell&#8217;accordo di riconciliazione firmato il 23 aprile dagli esponenti di Al Fatah e di Hamas. Al Quds al Arabi fa notare che tre ministri non hanno potuto partecipare all&#8217;evento perch\u00e9 Israele non gli aveva rilasciato il permesso di uscire dalla Striscia di Gaza. Il presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese Abu Mazen ha comunque annunciato che &quot;visiter\u00e0 Gaza al pi\u00f9 presto&quot;. 117 nuovi ministri sono stati scelti tra una rosa di personalit\u00e0 politiche indipendenti e saranno guidati dal premier uscente Rami Hamdallah. Dopo il giuramento Abu Mazen ha annunciato in tv &quot;la fine di una divisione catastrofica per la causa palestinese&quot;, assicurando che il governo di transizione comincer\u00e0 a organizzare nuove elezioni entro sei mesi. Abu Mazen ha ricordato inoltre che l&#8217;Organizzazione per la liberazione della Palestina rimane l&#8217;unica interlocutrice di Israele per i negoziati di pace e che le dure condanne israeliane rafforzano la determinazione dei palestinesi. (Al Quids al Arabi, Regno Unito)<\/p>\n<p>RAMALLAH<br \/>\nIL CAPO DEL PARTITO AL FATAH HA ESPULSO CINQUE POLITICI DI LUNGO CORSO ACCUSATI DI AVER IGNORATO LA LINEA UFFICIALE.<br \/>\nIl capo dello stato palestinese ha deciso chi saranno i nuovi ministri, effettuando alcuni cambiamenti fino all&#8217;ulti-mo momento. Ha rimosso dall&#8217;incarico il suo pi\u00f9 fedele collaboratore, il ministro degli affari religiosi, arrendendosi alle pressioni dell&#8217;opinione pubblica. Il giorno dopo ha nominato la stessa persona presidente del tribunale religioso. Ha invece mantenuto al suo<br \/>\nposto il ministro degli esteri, poco apprezzato dai palestinesi e dai diplomatici stranieri. Infine ha sostituito il presidente del tribunale civile.<br \/>\nIl capo dell&#8217;Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) ha promesso di proseguire il negoziato con Israele e ha dichiarato che il coordinamento della sicurezza con Israele \u00e8 sacro. L&#8217;opinione pubblica detesta sia il negoziato sia il coordinamento della sicurezza.<br \/>\nIl capo del partito, quello dell&#8217;Olp e quello di uno stato non-esistente chiamato Pale-stina sono la stessa persona. Abu Mazen ha un potere enorme, pi\u00f9 di quanto ne abbia mai avuto Yasser Arafat. Ma sembra preoccuparsi pi\u00f9 dell&#8217;opinione degli statunitensi e degli israeliani che di quella del suo stesso popolo. Il nuovo governo di unit\u00e0 nazionale si limiter\u00e0 a eseguire le direttive di Abu Mazen. Questa specie di dittatura permetter\u00e0 ad Al Fatah di vincere a mani basse le prossime elezioni? Molti commentatori, me compresa, ne dubitano<\/p>\n<p>EGITTO<br \/>\nPLEBISCITO PER AL SISI, MA VOTA SOLO MENO DELLA MET\u00c0 DEGLI AVENTI DIRITTO \/ Abdel Fattah al Sisi e&#8217; il nuovo Faraone d&#8217;Egitto. Con percentuali pari al 95,3%, degne dell&#8217;era Mubarak stando ai primi exit poll, l&#8217;ex generale e ministro della Difesa protagonista della cacciata dei Fratelli musulmani lo scorso luglio, ha conquistato la presidenza. L&#8217;unico sfidante, l&#8217;innocuo progressista Hamdine Sabbahi, si e&#8217; fermato a meno del 5%, secondo il centro demoscopico Basira, citato dal quotidiano filo-governativo al Ahram. E altre rilevazioni, accreditate dal sito di al Arabiya, fanno lievitare la percentuale a favore di Sisi addirittura al 97%.<br \/>\nIl sito del quotidiano al Ahram riferisce tuttavia fonti dell&#8217;Alta Commissione elettorale secondo le quali l&#8217;affluenza non ha superato il 40%, con 21 milioni di votanti. Ma si tratta ancora di dati ufficiosi e altre stime arrivano al 47%. L&#8217;astensionismo appare comunque alto, anche se al secondo turno delle ben piu&#8217; combattute presidenziali del 2012, vinte da Morsi sul filo di lana, la percentuale dei votanti non era stata superiore al 51,8%<\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nBENGASI<br \/>\nIl 4 giugno a Bengasi l&#8217;esplosione di un&#8217;autobomba vicino al compound del generale Khalifa Haftar ha causato tre morti, scrive Libya Herald. La crisi libica &#8211; scatenata dall&#8217;intervento delle forze di Haftar contro le milizie islamiche di Bengasi -sta peggiorando anche sul piano politico, perch\u00e9 il paese ha praticamente un doppio governo. Il primo ministro uscente Abdullah al Thani si rifiuta infatti di cedere il potere ad Ahmed Miitiq, che gode del sostegno del parlamento. Thani considera illegale l&#8217;elezione di Miitiq.<\/p>\n<p>IRAQ<br \/>\nII 3 giugno 18 persone sono morte in un bombardamento dell&#8217;esercito a Falluja, una citt\u00e0 controllata dai ribelli sunniti <\/p>\n<p>MALAVVI<br \/>\nI NUOVI ALLEATI DI MUTHARIKA<br \/>\nPeter Mutharika \u00e8 il nuovo presidente del Malawi, dopo che il 30 maggio sono stati comunicati i risultati ufficiali delle elezioni. Prende il posto di Joyce Banda, che aveva chiesto l&#8217;annullamento del voto. &quot;Mutharika ha dichiarato che cercher\u00e0 nuovi alleati, come la Russia e la Cina, paesi meno attenti ai diritti umani&quot;, scrive il Nyasa Times.<\/p>\n<p>BURKINA FASO<br \/>\nII 31 maggio 35mila persone hanno partecipato a una manifestazione in uno stadio a Ouagadougou per denunciare un possibile referendum per permettere al presidente Blaise Compaor\u00e9 di candidarsi a un nuovo mandato. <\/p>\n<p>REP. CENTRAFRICANA<br \/>\nDiciassette persone sono morte il 28 maggio in un attentato in una chiesa a Bangui.<\/p>\n<p>QATAR<br \/>\nLA DIFESA DI DOHA \/ &quot;Nessuna delle accuse \u00e8 vera. Il Qatar si \u00e8 aggiudicato i Mondiali del 2022 perch\u00e9 la sua candidatura era la migliore&quot;. Il quotidiano qatariota Al Sharq respinge le accuse del giornale britannico Sunday Times, secondo cui l&#8217;emirato avrebbe ottenuto la possibilit\u00e0 di ospitare l&#8217;evento pagando 5 milioni di dollari in tangenti. L&#8217;uomo al centro dello scandalo, Mohamed bin Hammam (nella foto, neliou), ex presidente della Asian football confederation, &quot;non si \u00e8 mai interessato ai lavori per presentare la candidatura&quot;, scrive Al Sharq. &quot;Il Qatar \u00e8 stato scelto perch\u00e9 era ora che i Mondiali si giocassero in un paese mediorientale&quot;.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nGIAPPONE<br \/>\nIL DISGELO CON PYONGYANG.<br \/>\nL&#8217;annuncio che la Corea del Nord riaprir\u00e0 le indagini sui cittadini giapponesi rapiti tra gli anni settanta e ottanta, arrivato il 28 maggio al termine di un incontro tra alti funzionari di Tokyo e Pyongyang, ha sorpreso molte persone. Ma cosa significa? &quot;Il nuovo accordo indica una maggiore fiducia tra i due paesi, paragonabile a quella che port\u00f2 all&#8217;incontro tra Junichiro Koizumi e Kim Jong il nel 2002&quot;, scrive The Diplomat &quot;La disponibilit\u00e0 di Pyongyang a riaprire tutti i casi, inclusi quelli dei giapponesi morti durante la seconda guerra mondiale nel nord della penisola coreana , \u00e8 un successo diplomatico per Tokyo, che si aggiunge al fatto che la commissione nord-coreana includer\u00e0 dei rappresentanti giapponesi. In cambio il Giappone ha promesso di rivedere le sanzioni contro Pyongyang e ha offerto aiuti umanitari. Tokyo potrebbe rendere pi\u00f9 facile l&#8217;ingresso nel paese per chi ha legami con la Corea del Nord e l&#8217;accesso ai porti giapponesi per le navi nordcoreane. Che la questione dei rapimenti si risolva positivamente o che ; Abe sia costretto a tornare alla linea dura a causa di un nuovo test nucleare, per il premier giapponese sar\u00e0 comunque un successo. Pyongyang ha l&#8217;occasione di uscire dall&#8217;isolamento diplomatico ed \u00e8 probabile che eviter\u00e0 di rovinare tutto con nuove provocazioni militari&quot;.<\/p>\n<p>COREA DEL SUD<br \/>\nREFERENDUM PER PARK<br \/>\nCinquanta giorni dopo l&#8217;affondamento del traghetto Sewol, in cui sono morte trecento persone, quasi tutti ragazzi in gita scolastica, il 4 giugno si sono svolte in Corea del Sud le elezioni amministrative. Il paese \u00e8 ancora sconvolto dalla tragedia, che ha dominato la campagna elettorale scalzando temi tradizionali come il lavoro, l&#8217;istruzione e il welfare, e il voto era considerato ! una prova per il governo della presidente Park Geun-hye, sotto accusa per come il governo ha gestito l&#8217;incidente, scrive Hankyoreh. La popolarit\u00e0 della presidente \u00e8 calata drasticamente dopo la tragedia. Il sindaco di Seoul Park Wonsoon, della Nuova alleanza politica per la democrazia, all&#8217;opposizione, \u00e8 riuscito a farsi rieleggere<\/p>\n<p>THAILANDIA<br \/>\nNIENTE ELEZIONI PER UN ANNO<br \/>\nUndici giorni dopo il golpe, il 3 giugno la giunta militare ha tolto il coprifuoco dalle tre principali localit\u00e0 turistiche del paese, Phuket, Pattava e Koh Samui, per riattivare un settore in stallo, scrive il Bangkok Post. Il generale Prayuth Chanocha, capo del governo, ha fatto sapere che le elezioni non si terranno prima di un anno.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nSILENZIO SU TIANANMEN &#8211; MingPao, Hong Kong<br \/>\nLa repressione del 4 giugno 1989 contro i manifestanti di piazza Tiananmen non \u00e8 un fardello solo per il Partito comunista, ma per tutta la Cina, scrive MingPao. Sono trascorsi 25 anni da quando l&#8217;esercito apr\u00ec il fuoco sulle persone che da mesi chiedevano riforme politiche ed economiche, nell&#8217;ultima fase di un movimento che alla fine degli anni ottanta aveva attraversato il paese. Il bilancio dei morti \u00e8 ancora incerto. Duecento \u00e8 la cifra ufficiale, ma secondo altre stime le vittime furono migliaia. In Cina parlare di Tiananmen \u00e8 ancora un tab\u00f9, spiega Liu Sulin, uno dei reduci del movimento che dopo vent&#8217;anni di silenzio \u00e8 tornato all&#8217;attivismo. Nelle settimane precedenti l&#8217;anniversario decine di persone sono state fermate dalla polizia, la censura di parole &quot;sensibili&quot; sul web \u00e8 aumentata e le forze dell&#8217;ordine hanno presidiato Pechino. &quot;Chi c&#8217;era e oggi ha un ruolo di rilievo nel paese, per esempio in campo economico, non ricorda cos&#8217;\u00e8 successo?&quot;, chiede Liu. &quot;Il problema&quot;, continua, &quot;non \u00e8 che i cinesi tacciono su Tiananmen, ma che chi parlandone potrebbe innescare un cambiamento non lo fa&quot;.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nNON TOCCATE IL KASHMIR<br \/>\nLa dichiarazione di un sottosegretario del nuovo governo indiano, secondo cui l&#8217;esecutivo vorrebbe abrogare l&#8217;articolo 370 della costituzione, ha scatenato un&#8217;accesa polemica. L&#8217;articolo in questione fu introdotto nel 1947, dopo la fine del dominio britannico e l&#8217;annessione del Jammu e Kashmir, e d\u00e0 a questo stato il diritto di decidere a quali leggi di New Delhi sottostare e di avere una propria costituzione. La replica di Omar Abdullah, chief minister del Jammu e Kashmir, intervistato dalla Bbc, \u00e8 stata secca: &quot;Quell&#8217;articolo \u00e8 l&#8217;unico anello che lega il Jammu e Kashmir all&#8217;India&quot;. Un&#8217;affermazione che qualcuno ha interpretato come una minaccia di secessione, esclusa per\u00f2 da Abdullah. L&#8217;abrogazione dell&#8217;articolo 370 \u00e8 un tema caro al Bjp, il partito nazionalista ind\u00f9 del primo ministro Narendra Modi.<br \/>\nINDIA<br \/>\nANDHRA PRADESH<br \/>\nII 31 maggio cinque uomini sono stati arrestati con l&#8217;accusa di aver stuprato e poi ucciso, impiccandole a un albero, due ragazze di 14 e r5 anni a Katrashadatganj, nell&#8217;Uttar Pradesh. Il 2 giugno da una scissione dell&#8217;Andhra Pradesh \u00e8 nato il ventinovesimo stato indiano, il Telangana.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nII 3 giugno centinaia di persone si sono scontrate con la polizia e hanno incendiato alcuni autobus a Karachi dopo l&#8217;arresto a Londra di Altaf Hussain, leader dell&#8217; Mqm, il principale partito locale. Hussain \u00e8 accusato di corruzione<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nVENEZUELA<br \/>\nPRESENTATE LE INTERCETTAZIONI SUL TENTATO GOLPE| Fonte: Il Manifesto | Autore: G. Colotti<br \/>\n&quot;Bisogna eliminare questa porcheria, cominciando dalla testa, approfittando del clima mondiale con l\u2019Ucraina e ora con la Thailandia. Prima si fa, meglio \u00e8\u201d. Parole di Maria Corina Machado, ex deputata venezuelana di estrema destra. Le avrebbe scritte all\u2019ex ambasciatore all\u2019Onu Diego Arria, esponente del cartello di opposizione Mesa de la unidad democratica (Mud).<br \/>\nAncora pi\u00f9 espliciti i messaggi rivolti da Machado ai nazisti del gruppo Juventud Activa Venezuela Unida (Javu), finanziati da Henrique Salas Romer, economista e fondatore del partito Proyecto Venezuela, ex governatore dello stato Carabobo: \u201cLa lobby internazionale \u00e8 nel suo miglior momento\u201d, avrebbe scritto Machado aizzando gli oltranzisti. Il governo venezuelano ha presentato le intercettazioni nel corso di una conferenza stampa coordinata ieri sera dal sindaco del municipio Libertador, Jorge Rodriguez. Un\u2019occasione per denunciare \u201cil colpo di stato\u201d delle destre durante la quale \u00e8 emersa una rete di complicit\u00e0 che include, tra gli altri, il banchiere Eligio Cedeno, l\u2019avvocato costituzionalista Gustavo Tarre Birce\u00f1o (della locale Democrazia cristiana) e diplomatici Usa (in particolare l\u2019ambasciatore in Colombia, Kevin Whitaker).<br \/>\nIntanto, negli Stati Uniti, 14 deputati democratici hanno espresso il loro disaccordo al progetto di legge per imporre sanzioni al Venezuela. Lo hanno fatto con una lettera aperta al presidente Barack Obama prima che si aprisse la discussione sul tema alla Camera dei rappresentanti. Il testo che prevede di bloccare i visti e i beni ai funzionari del governo venezuelano \u201cche hanno violato i diritti umani\u201d \u00e8 gi\u00e0 stato approvato dalla Commissione esteri della camera e del Senato. I 14, guidati dal rappresentante per il Michigan John Conyers, chiedono invece a Obama di ripristinare le relazioni bilaterali fra i due paesi, congelate da quattro anni. Come gesto di distensione, il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, si \u00e8 detto pronto a inviare un nuovo ambasciatore, gi\u00e0 nominato. Nessuna risposta, per\u00f2, da Washington, anche se John Kerry ha recentemente usato toni distensivi.<br \/>\nLe destre venezuelane premono per l\u2019intervento esterno attra\u00adverso i loro fidi a Miami e tuonano contro \u201cil castro madurismo\u201d. Nella lettera a Obama, i deputati democratici esprimono invece il loro sostegno all\u2019azione intrapresa dall\u2019Unione delle nazioni sudamericane (Unasur), che sta mediando nel conflitto in corso da febbraio tra governo e opposizione (42 morti e oltre 800 feriti). Un conflitto che registra il rifiuto della Mud di proseguire senza prima aver ottenuto \u201cl\u2019amnistia\u201d per gli arrestati. Fra questi, il commissario Ivan Simon vis, coinvolto nel colpo di stato contro Hugo Chavez del 2002, che ha iniziato uno sciopero della fame. Il ministro degli Esteri, Elias Jaua, ha denunciato l\u2019ingerenza degli Stati uniti davanti ai rappresentanti del Movimento dei paesi non allineati (Mnoal), nel vertice che si conclude oggi in Algeria: \u201cIl popolo venezuelano merita di vivere in democrazia\u201d, ha detto davanti agli 80 delegati dei 120 paesi che formano l\u2019organismo internazionale. L\u2019anno prossimo, il summit si terr\u00e0 a Caracas e il Venezuela assumer\u00e0 la presidenza del Mnoal fino al 2018. Jaua ha presentato una denuncia analoga nella riunione straordinaria della Unasur, che si \u00e8 tenuta in Ecuador lo scorso 22 e 23 maggio. Stessa cosa intende fare davanti ad altri organismi internazionali, molti dei quali sono gi\u00e0 in possesso di un corposo fascicolo che documenta \u201cil colpo di stato strisciante\u201d ad opera della destra venezuelana. Il 14 e il 14 giugno parler\u00e0 al G77 + Cina in programma a Santa Cruz, in Bolivia e davanti alla Comunit\u00e0 degli stati latinoamericani e caraibi li (Celac) che riunisce 33 paesi latino caraibi. Oggi, Jaua va a Mosca per incontrare il suo omologo Sergei Lavrov, per consolidare i meccanismi di cooperazione e le relazioni politiche con la Russia. Dal vertice del Mondo al, il presidente boliviano Evo Morales ha protestato contro \u201ci tentativi invasori degli imperi\u201d e ha difeso il Venezuela socialista. \u201cIl cammino delle sanzioni \u00e8 un fallimento come lo \u00e8 stato il bloqueo e la persecuzione degli Stati uniti contro Cuba \u2013 ha detto Maduro durante il suo programma televisivo settimanale \u2014 speriamo che Obama ascolti il clamore dei popoli e instauri nuove relazioni di rispetto, perch\u00e9 qualunque sanzione si esporrebbe al ripudio internazionale\u201d.<\/p>\n<p>URUGUAY<br \/>\nUn successore per Mujica<br \/>\nIl i giugno ci sono state le primarie interne ai partiti per eleggere i candidati che parteciperanno alle elezioni presidenziali di ottobre per succedere a Jos\u00e9 &quot;Pepe&quot; Mujica. L&#8217;ex presidente Tabar\u00e9 V\u00e0zquez del Frente amplio (al governo), Luis Lacalle Pou del Partido nacional e Pedro Bordaberry del Partido Colorado sono stati i prescelti dai loro partiti. Il Clarin sottolinea la bassissima affluenza alle urne.<\/p>\n<p>COLOMBIA<br \/>\n II 31 maggio la polizia ha arrestato a Barranquilla 46 membri del gruppo criminale Los Rastrojos. <\/p>\n<p>EL SALVADOR<br \/>\nII 1 giugno si \u00e8 insediato il nuovo presidente del Salvador S\u00e1nchez Cer\u00e9n, ex guerrigliero.<\/p>\n<p>CILE<br \/>\nLEGALIZZARE L&#8217;ABORTO<br \/>\nIl 21 maggio la presidente cilena, Michelle Bachelet, ha annunciato che il suo governo presenter\u00e0 in parlamento &quot;un progetto di legge che depenalizzi l&#8217;interruzione volontaria di gravidanza in caso di pericolo di vita per la madre, malformazione del feto e violenza sessuale&quot;. Un annuncio importante, scrive The Clinic, &quot;dato che il Cile proibisce l&#8217;aborto in forma totale. Una donna che interrompe la gravidanza nel paese non solo mette a rischio la salute e la vita, ma pu\u00f2 scontare dai tre ai cinque anni di carcere&quot;.<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nVERITA\u2019 E BUGIE SUI MONDIALI &#8211; Un motivo di preoccupazione per i giornalisti \u00e8 la quantit\u00e0 d&#8217;informazioni sbagliate diffuse all&#8217;estero sui Mondiali. Un paio di settimane fa il freelance danese Keldorf Mikkel Jensen ha scritto che non seguir\u00e0 pi\u00f9 i Mondiali perch\u00e9 a Fortaleza i bambini di strada &quot;vengono uccisi per ripulire la citt\u00e0 durante il torneo. Li uccidono mentre dormono, in una zona piena di turisti&quot;. Quest&#8217;accusa \u00e8 stata subito smentita dalle ong che lavorano con i bambini di strada a Fortaleza. Infondata \u00e8 anche l&#8217;accusa rivolta al governo di sottrarre denaro dalla sanit\u00e0 e l&#8217;istruzione per finanziare i Mondiali. Lo sfruttamento sessuale delle ragazze o la repressione degli ambulanti erano problemi che esistevano gi\u00e0 prima dei Mondiali, ma sono stati ingigantiti con l&#8217;avvicinarsi dell&#8217;evento. Quando lo faccio notare ai corrispondenti stranieri, loro mi chiedono perch\u00e9 i brasiliani sono cos\u00ec arrabbiati. Perch\u00e9 vogliono approfittare dell&#8217;attenzione interazionale per protestare contro la Fifa e il governo, che hanno speso troppo e non hanno avviato un dialogo con le popolazioni coinvolte. D&#8217;altra parte gli stadi ristrutturati su misura per i vip fanno pensare ai brasiliani di non essere stati invitati alla festa.  In un certo senso, chi manifesta ha gi\u00e0 raggiunto il suo obiettivo: l&#8217;opinione pubblica non guarder\u00e0 pi\u00f9 nello stesso modo un torneo organizzato dalla Fifa. \u00c8 il nostro modo di partecipare alla pi\u00f9 grande festa del mondo.  ( Natalia Viana dirige l&#8217;agenzia giornalistica brasiliana P\u00f9blica.)<\/p>\n<p>essere rimasto coinvolto in uno scandalo legato alla mancata assistenza ai reduci.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nCANADA<br \/>\nQUEBEC<br \/>\nArmato  come &quot;Rambo&quot; uccide tre agenti . E&#8217; caccia all&#8217;uomo in Quebec, nel mirino un 24enne<br \/>\nE&#8217; caccia all&#8217;uomo in Canada dove un uomo, nella zona di New Brunswick, in Quebec, vicino al confine nordest degli Stati Uniti, ha aperto il fuoco contro gli agenti della polizia uccidendone tre e ferendone altri due.  In una foto diffusa il killer appare vestito con una tuta mimetica, i capelli lunghi raccolti in una fascia e armato fino ai denti, con almeno due fucili d&#8217;assalto. La popolazione e&#8217; stata invitata a chiudersi nelle abitazioni e a non uscire fino a contrordine.<br \/>\nL&#8217;uomo in fuga, vestito alla Rambo, \u00e8 stato identificato dalla polizia nel 24enne Justine Bourque. Viene definito dalla polizia &quot;armato e pericoloso&quot;. Secondo le prime ricostruzioni avrebbe colpito, ferendole,<br \/>\nanche altre due persone, oltre ai cinque poliziotti delle Giubbe Rosse della Royal Canadian Mounted Police che &#8211; sembra &#8211; cercavano di fermarlo, di cui tre deceduti e due trasportati in ospedale non in pericolo di vita.  In azione ci sono mezzi ed elicotteri delle forze dell&#8217;ordine, e tutte le arterie stradali della zona sono state bloccate, anche se l&#8217;uomo, fuggito pare a piedi, non dovrebbe essersi allontanato di molto e le ricerche sono al momento concentrate su due strade. L&#8217;area interessata e&#8217; quella di Moncton, una cittadina di 100 mila persone a circa 300 chilometri da Halifax.<br \/>\nPer le Giubbe Rosse canadesi si tratta di una delle tragedie pi\u00f9 gravi della loro storia. La peggiore nel 2005, quando nella provincia francese di Alberta un uomo armato all&#8217;interno di un&#8217;azienda agricola ne uccise cinque: non accadeva da 100 anni.<\/p>\n<p>USA &#8211; NYC<br \/>\nNel cuore di Wall Street si discute di rivoluzione \/ Intervista a Seth Adler, organizzatore del Left Forum  di Marina Catucci<br \/>\nDA 30 MAGGIO  AL PRIMO GIUGNO SI E\u2019 SVOLTO  A NEW YORK IL LEFT FORUM, IL FORUM DELLA SINISTRA, GIUNTO QUEST\u2019ANNO ALLA DECIMA EDIZIONE. LE RADICI DI QUESTA TRE GIORNI ANNUALE CHE CERCA DI FARE IL PUNTO A SINISTRA SUL \u00abCHI SIAMO E DOVE VOGLIAMO ANDARE\u00bb RISALGONO AGLI ANNI \u201960, ALLA SOCIALIST SCHOLARS CONFERENCE.<br \/>\n\u00abLa Socialist Scholars Conference era lo sforzo di un ampio gruppo di accademici di sinistra per creare uno spazio dove presentare il proprio lavoro teorico e storico, per la maggior parte in un formato scientifico, del pensiero marxista, leninista, trotzkista e maoista, ma con un pubblico ben pi\u00f9 vasto e vario di quello dei circoli accademici \u2013 spiega al manifesto Seth Adler, coordinatore del Left Forum \u2013 Durante gli anni \u201980, nell\u2019era Reagan, la conferenza \u00e8 cresciuta fino ad attirare in media tra i 1.500 ed i 2.000 partecipanti l\u2019anno e ospitare circa 300\u2013400 oratori e una cinquantina di espositori (editori di libri, riviste, organizzazioni), perdendo il carattere accademico e diventando il pi\u00f9 grande raduno annuale della sinistra in Nord America. Ogni grande pensatore socialista \u00e8 passato dalla SSC, cos\u00ec come molti politici e sindacalisti internazionali. Da questo terreno nel 2004 \u00e8 nato il Left Forum. Ora si parla di oltre 4.000 partecipanti, pi\u00f9 di 1.200 oratori e centinaia tra pannelli, workshop ed eventi. Quando abbiamo avuto interventi da parte di personalit\u00e0 come Chomsky, Michael Moore, Oliver Stone o il reverendo Jesse Jackson, si sono viste vere e proprie folle, con file per entrare intorno a tutto l\u2019isolato\u00bb.<br \/>\nIl tema di quest\u2019anno sar\u00e0 \u00abRiforma e\/o rivoluzione: immaginare un mondo con giustizia trasformativa\u00bb e si svolger\u00e0 presso il John Jay College of Criminal Justice, parte della City Univesity di New York, a Manhattan. I seminari spaziano dall\u2019introduzione a Lacan come risorsa per la sinistra al pensiero di Rosa Luxemburg applicato alle attuali esigenze di trasformazione politica, dal seminario sulla contrapposizione tra borghesia, colletti bianchi e precariato a quello sulle analisi delle catastrofi ambientali, partendo da un approccio anarchico. L\u2019elenco dei seminari \u00e8 diviso per aree tematiche (genere e sessualit\u00e0, cibo, ambiente, istruzione, salute) e per aree geografiche e sono numerosi i contributi internazionali.<br \/>\n\u00abI diversi aspetti della sinistra sono cambiati e si sono moltiplicati \u2013 continua Seth Adler \u2013 Tra i nostri seminari ci sono il contributo del pensiero anarchico, del pensiero e delle nuove metodologie di Occupy Wall Street; nuove forme di teoria e di pratica sia per un approccio rivoluzionario che per una strada di riforme. Queste due vie, rivoluzione e riforma, sono sempre state viste come separate ed antitetiche. Noi vogliamo, in questa edizione del Left Forum, focalizzarci su ogni loro aspetto, analizzandone sia le differenze che i punti di incontro. I partecipanti alla conferenza si riuniscono per mettere in campo una vasta gamma di prospettive critiche sul mondo, per condividere idee\u00bb.<br \/>\nChe questo tipo di conferenza avvenga proprio a Manhattan, nella stessa isola che ospita Wall Street, il cuore di quel sistema capitalistico che i partecipanti al Forum cercano di smantellare, non \u00e8 sorprendente per il coordinatore Adler. \u00abIl Left Forum \u00e8 composto da un ampio spettro di organizzazioni, intellettuali di sinistra, progressisti, attivisti, accademici, si avvale dell\u2019apporto di esperienze internazionali. Tutte queste realt\u00e0 sono rappresentate a New York, qua convergono o a volte, come nel caso di Occupy Wall Street, qua si formano\u00bb.<br \/>\nTra gli speaker di quest\u2019anno ci sono nomi noti come quello di Amy Goodman, Harry Belafonte, Angela Davis, Chri\u00adstian Hedges. \u00abQuello che accade \u2013 racconta l\u2019organizzatore \u2014 \u00e8 che spesso personalit\u00e0 famose della sinistra vengono al Left Forum anche se non devono tenere un seminario, vengono come pubblico. L\u2019ha fatto Michael Moore, ad esempio, e l\u2019anno scorso ha partecipato, in incognito, una delle Pussy Riots. Il Left Forum \u00e8 un momento importante di analisi e di confronto, due aspetti importanti nel processo rivoluzionario\u00bb.<br \/>\nRivoluzione, rivoluzionario, sono termini ricorrenti nel dialogo con gli organizzatori del Left Forum e compaiono spesso anche nei titoli dati ai vari seminari: si parla di rivoluzione come di un\u2019opzione percorribile, affrontabile. \u00abIl termine rivoluzione \u00e8 un termine importante, che indica qualcosa, ma che \u00e8 stato abusato e svuotato di significato. Ad esempio \u00e8 abusato in pubblicit\u00e0 , dove viene definito rivoluzionario un dentifricio, un sapone per la lavatrice. Non bisogna concederlo con facilit\u00e0, \u00e8 i STATI WASHINGTON<br \/>\nOBAMA TAGLIA LE EMISSIONI<br \/>\nIl 2 giugno l&#8217;amministrazione Obama, in base alle raccomandazioni dell&#8217;agenzia per l&#8217;ambiente statunitense (Epa), ha annunciato un piano per combattere le emissioni di gas serra: entro il 2030 le centrali elettriche del paese dovranno ridurre del 30 per cento le emissioni di CO2 rispetto ai livelli del 2005. &quot;Il piano, accolto con entusiasmo dagli ambientalisti e considerato dai repubblicani un pericoloso freno all&#8217;economia, affida agli stati il compito di scegliere come raggiungere gli obiettivi fissati a Washington&quot;, spiega il New York Times. &quot;Una strategia simile a quella adottata per la riforma sanitaria&quot;.<br \/>\nEmissioni, miliardi di tonnellate di CO2 equivalente importante continuare ad utilizzarlo in modo proprio, per il vero significato che veicola\u00bb.<br \/>\nNYC<br \/>\nI CONTI CON IL PASSATO The Atlantic, Stati Uniti<br \/>\n Duecentocinquant&#8217;anni di schiavit\u00f9, novant&#8217;anni di leggi razziali, trentacinque anni di politiche sulla casa che hanno penalizzato gli afroamericani. In un lungo articolo che ha riacceso un vivacissimo dibattito nel paese, TaNehisi Coates chiede agli Stati Uniti di fare i conti con il passato e di regolare i suoi debiti morali con i neri d&#8217;America, risarcendoli. La schiavit\u00f9, scrive Coates, ha permesso agli Stati Uniti di diventare un paese ricco e potente, creando &quot;un&#8217;indispensabile classe operaia&quot; che ha lasciato i bianchi &quot;liberi di sbandierare il loro amore per la libert\u00e0 e i valori democratici&quot;. La discriminazione razziale oggi \u00e8 meno esplicita, ma affligge ancora il paese. Liquidando l&#8217;eredit\u00e0 della schiavit\u00f9 come acqua passata o come uno sbaglio dei loro avi, gli Stati Uniti rifiutano di assumersi una responsabilit\u00e0. Le conseguenze della schiavit\u00f9 e della discriminazione hanno creato un insanabile divario tra bianchi e neri in termini di ricchezza. &quot;La vita degli afroamericani \u00e8 migliorata rispetto a un secolo e mezzo fa&quot;, scrive Coates. &quot;Ma i progressi poggiano su fondamenta fragili e ci sono crepe ovunque&quot;.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. 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