{"id":11821,"date":"2017-04-15T19:06:34","date_gmt":"2017-04-15T17:06:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11160-susanna-camusso-confermata-alla-guida-della-cgil\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:34","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:34","slug":"11160-susanna-camusso-confermata-alla-guida-della-cgil","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11821","title":{"rendered":"11160 Susanna Camusso confermata alla guida della Cgil"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140509 13:39:00 redazione-IT<\/p>\n<p>Inizia il secondo mandato. E&#8217; l&#8217;ultimo atto dell&#8217;assise che si \u00e8 svolta dal 6 all&#8217;8 maggio al Palacongressi di Rimini alla presenza di oltre 900 delegati. Su 151 aventi diritto del direttivo, i votanti sono stati 143: 105 s\u00ec, 36 no, 2 astenuti (da rassegna.it)<\/p>\n<p>Il nuovo comitato direttivo della Cgil, appena eletto dal XVII congresso, ha confermato Susanna Camusso alla guida del sindacato di Corso d&#8217;Italia. Su 151 aventi diritto, votanti 143, 105 s\u00ec, 36 no, astenuti due. E&#8217; l&#8217;ultimo atto dell&#8217;assise che si \u00e8 svolta dal 6 all&#8217;8 maggio al Palacongressi di Rimini alla presenza di oltre 900 delegati.<\/p>\n<p>[b]TUTTI I DOCUMENTI APPROVATI e l&#8217;intervento conclusivo di Susanna Camusso[\/b]<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>[b]Congresso Cgil \/ Documento 1, Camusso<\/p>\n<p>DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL XVII CONGRESSO NAZIONALE DELLA CGIL<br \/>\napprovato dalla maggioranza della Commissione Politica[\/b]<\/p>\n<p>Il XVII Congresso della CGIL riunito a Rimini il 6, 7, 8 maggio 2014 approva la relazione e le conclusioni del Segretario Generale e assume il dibattito. I contenuti della Premessa e le Azioni del documento congressuale &quot;Il lavoro decide il futuro&quot; sono parte integrante del presente documento. <\/p>\n<p>Il Paese \u00e8 ancora nel mezzo di una crisi economica e sociale profondissima, le condizioni di milioni di persone si aggravano e aumentano le diseguaglianze economiche, sociali e territoriali, con il Mezzogiorno sempre pi\u00f9 impoverito. E&#8217; necessario un piano straordinario di investimenti produttivi, sostenuto anche dalla finanza pubblica, per intraprendere la via della crescita, dello sviluppo e di un rinnovato welfare per offrire nuove prospettive di lavoro e di occupazione. Creare lavoro significa incidere sulla qualit\u00e0 dello sviluppo. <\/p>\n<p>Nell&#8217;assumere il Piano straordinario europeo di investimenti proposto dalla CES, la critica radicale alle politiche di austerit\u00e0 e rigore, la necessit\u00e0 del progetto dell&#8217;Europa sociale e politica, la CGIL conferma e rilancia il proprio &quot;Piano del Lavoro&quot;, asse strategico della sua iniziativa, nel quale sono indicate le linee innovative di intervento necessarie per confermare l&#8217;Italia come un grande paese a vocazione industriale e manifatturiera, chiamando a raccolta tutte le risorse pubbliche e private disponibili. <\/p>\n<p>Per il Paese occorre un&#8217;idea di sviluppo industriale che richiede una responsabilit\u00e0 politica ed economica dello Stato insieme a politiche di welfare, anch&#8217;esso motore di sviluppo. L&#8217;orizzonte da perseguire \u00e8 quello di una crescita sostenibile fondata sull&#8217;innovazione di processo e di prodotto, sulla ricerca, su una infrastrutturazione di qualit\u00e0, sulla difesa del territorio, sul risanamento ambientale, sulla riqualificazione del patrimonio pubblico, sull&#8217;efficienza e la qualit\u00e0 del sistema dei servizi e dell&#8217;istruzione. <\/p>\n<p>Particolare attenzione va rivolta ai servizi alla persona e alla difesa del diritto alla salute. Assi portanti e volano per una nuova politica di sviluppo del Paese sono anche la valorizzazione dei beni paesaggistici e culturali, del turismo, della cultura, di una nuova qualit\u00e0 dei processi di sviluppo e trasformazione delle citt\u00e0. Questi interventi devono costituire gli elementi di un progetto straordinario per il lavoro, pubblico e privato, capace di offrire una qualificata occupazione per i giovani e una possibilit\u00e0 di reimpiego per tutti coloro che hanno perso il lavoro. <\/p>\n<p>E&#8217; in corso un tentativo volto a ridimensionare il ruolo dei soggetti della rappresentanza sociale. Si tratta di un atto di conservazione e di indebolimento dei livelli di democrazia e partecipazione nel Paese, tanto pi\u00f9 sbagliato -a maggior ragione di fronte alle discutibili ipotesi di riforme istituzionali attualmente in discussione- in quanto la CGIL non ha mai fatto venir meno la spinta al cambiamento. <\/p>\n<p>Pur nella condizione di pesante crisi abbiamo difeso il lavoro. La contrattazione \u00e8 la condizione imprescindibile per rafforzare il ruolo negoziale e di soggetto confederale e generale della CGIL, nei luoghi di lavoro e nel territorio. Con i Governi intendiamo confrontarci e contrattare, in quanto portatori di interessi generali fondamentali per il Paese. La CGIL rilancia la propria contrattazione nei luoghi di lavoro e nel territorio. <\/p>\n<p>Una contrattazione fondata sull&#8217;inclusione, cio\u00e8 sulla possibilit\u00e0 che tutti i soggetti del mondo del lavoro possano avere diritti e opportunit\u00e0 di crescita sociale e civile; sui diritti di genere; su una contrattazione sociale e territoriale quale luogo di relazione fondamentale tra diritti del lavoro e di cittadinanza e di lotta alla povert\u00e0 e all&#8217;esclusione sociale. <\/p>\n<p>Intendiamo affermare la necessit\u00e0 di contrattare a partire dalle figure pi\u00f9 deboli del mercato del lavoro: precari, parasubordinati, lavoratori poveri e discontinui, giovani che vivono una condizione di debolezza sociale, lavoratori degli appalti e dei sub-appalti e che operano in condizioni di marginalit\u00e0. La CGIL \u00e8 impegnata per una iniziativa vertenziale sul tema degli appalti fondata sulla responsabilit\u00e0 sociale e solidale d&#8217;impresa, sulle tutele occupazionali nei cambi d&#8217;appalto, salvaguardando qualit\u00e0 dei servizi, delle opere e dei diritti contrattuali, nonch\u00e9 per la lotta contro il caporalato e per la legalit\u00e0. <\/p>\n<p>Contrattare a partire dal diritto per l&#8217;insieme dei lavoratori e delle lavoratrici, pubblici e privati, ad avere un Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, determinando cos\u00ec potere d&#8217;acquisto delle retribuzioni e diritti universali su tutto il territorio nazionale e affermando il diritto di informazione e consultazione per i processi di ristrutturazione e localizzazione produttiva. Rappresentare l&#8217;insieme delle condizioni di lavoro per ricomporre gli interessi e costruire condizioni di unit\u00e0 e di lotta contro ogni deriva corporativa e discriminatoria. <\/p>\n<p>Una nuova unit\u00e0 e una nuova confederalit\u00e0 dovranno essere i tratti distintivi della prossima stagione di conquiste per lavoratori e pensionati. Le misure adottate dai precedenti governi in materia previdenziale si sono dimostrate ingiuste e socialmente inique ed hanno comportato condizioni sociali inaccettabili per larghe fasce di lavoratori e lavoratrici, ritardando ulteriormente l&#8217;ingresso nel mondo del lavoro e la possibilit\u00e0 di una pensione adeguata per le giovani generazioni, oltre che penalizzazioni per i pensionati. <\/p>\n<p>La CGIL rivendica una profonda revisione delle attuali norme, attraverso un nuovo sistema pensionistico basato sulla flessibilit\u00e0 e la libert\u00e0 di scelta delle persone, sulle condizioni effettive e gravose del lavoro svolto, sul riconoscimento dei tempi dedicati al lavoro di cura, alla formazione e alla riqualificazione delle persone. <\/p>\n<p>Sulla base di questi principi, la CGIL propone a CISL e UIL una &quot;piattaforma rivendicativa&quot; da portare alla consultazione dei lavoratori e dei pensionati e al confronto con il Governo. Il previsto intervento per aumentare il reddito disponibile di una parte del lavoro dipendente \u00e8 una prima misura utile che va necessariamente estesa ai redditi pi\u00f9 bassi, ai pensionati, agli incapienti, al lavoro precario. Ai fini dell&#8217;efficacia dei suoi reali effetti, questo intervento di politica fiscale va collocato in una riforma complessiva del sistema, per un riequilibrio tra i redditi fondato sull&#8217;effettiva progressivit\u00e0 e redistribuzione. <\/p>\n<p>A tal fine, sono necessarie la tassazione sul patrimonio e sulle transazioni finanziarie, la lotta all&#8217;evasione e all&#8217;elusione fiscale, agli sprechi, alle inefficienze. Gli interventi che si stanno affermando sul mercato del lavoro continuano a perseguire una via che si \u00e8 dimostrata inefficace e per molti versi fallimentare. <\/p>\n<p>Il futuro riordino delle norme di legge deve favorire e incentivare il lavoro stabile e qualificato e definire i diritti universali per tutte le tipologie di rapporto di lavoro. La proposta della CGIL di riforma degli ammortizzatori sociali costituisce una garanzia di sostegno al reddito per l&#8217;insieme dei lavoratori e delle lavoratrici, a prescindere dal loro rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato, nelle fasi di inoccupazione e sospensione dei rapporti di lavoro, con l&#8217;estensione della contribuzione per imprese e lavoratori. <\/p>\n<p>E&#8217; quindi necessario modulare la durata e la disponibilit\u00e0 degli ammortizzatori sociali, in raccordo con gli effettivi processi di riorganizzazione e di creazione di nuove opportunit\u00e0 di lavoro nell&#8217;impresa e nel territorio. <\/p>\n<p>Il rilancio del ruolo contrattuale del sindacato confederale deve fondarsi sulla partecipazione democratica dei lavoratori e delle lavoratrici, superando difficolt\u00e0 ed errori del recente passato. Le norme che si sono affermate con i recenti accordi interconfederali e con il Testo Unico in materia di democrazia e rappresentanza devono diventare prassi dell&#8217;insieme della CGIL. <\/p>\n<p>Il diritto di definire piattaforme e approvare accordi da parte dei lavoratori e delle lavoratrici rappresenta un significativo avanzamento democratico nella storia del sindacato confederale italiano e pone una reale barriera contro la deriva degli accordi separati. La fase dei prossimi rinnovi contrattuali sar\u00e0 determinante per l&#8217;applicazione delle norme: per questo, tutta la CGIL \u00e8 impegnata affinch\u00e9 vi sia uno stretto e democratico rapporto tra categorie e confederazione. <\/p>\n<p>Presupposto fondamentale \u00e8 il rafforzamento della presenza in ogni luogo di lavoro delle RSU e l&#8217;aumento degli iscritti e delle iscritte alla CGIL, oltre che l&#8217;estensione a tutti i settori delle regole in materia di democrazia e rappresentanza. Esserci e contare nei luoghi di lavoro e nel territorio \u00e8 la sfida della CGIL per i prossimi anni. <\/p>\n<p>Anche per questo \u00e8 necessario un processo di reinsediamento confederale, che faccia del territorio il luogo centrale della propria azione contrattuale e di tutela collettiva ed individuale, da cui consegue un ripensamento della struttura organizzativa, oltre che un rinnovamento anche generazionale dei gruppi dirigenti, che coniughi esperienza e capacit\u00e0 di interpretare i cambiamenti. <\/p>\n<p>Il XVII Congresso impegna il Comitato Direttivo eletto a svolgere entro il 2015 la Conferenza d&#8217;Organizzazione. <\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[b]Congresso Cgil<\/p>\n<p>Documento n. 2 &#8211; XVII Congresso<br \/>\nNicola Nicolosi, Maurizio Landini, Domenico Moccia[\/b]<\/p>\n<p>Lo svolgimento del XVII Congresso della CGIL \u00e8 la fotografia dello stato di crisi della nostra Organizzazione.<br \/>\nE questo per tre ragioni:<\/p>\n<p>&#8211; Solo il 17% degli iscritti ha partecipato e votato in modo palese nelle assemblee congressuali, e quindi ha avuto, teoricamente, la possibilit\u00e0 di ascoltare la presentazione dei documenti congressuali e degli emendamenti.<br \/>\nTeoricamente perch\u00e9 \u00e8 impossibile in un&#8217;ora di assemblea fornire ai lavoratori, alle lavoratrici e pensionati gli strumenti di valutazione delle diverse posizioni, svolgere il dibattito e quindi votare.<\/p>\n<p>&#8211; Lo scarto tra l&#8217;insieme dei votanti e quelli che hanno partecipato e votato gli emendamenti nelle assemblee \u00e8 di circa 760mila iscritti, che si sono espressi successivamente con il voto segreto sui due documenti alternativi senza presentazione, discussione e voto sugli emendamenti.<br \/>\nNel riepilogo dei dati del Congresso diffusi dalla CGIL,l&#8217;assenza di qualsiasi pronunciamento sugli emendamenti \u00e8 stata considerata d&#8217;ufficio come voto contrario agli stessi. In altri termini, chi tace, dissente.<br \/>\nSi \u00e8 cos\u00ec costruita una platea congressuale che non c&#8217;entra nulla con il voto degli iscritti.<\/p>\n<p>-Anche prendendo per buona la media di partecipazione del 32% , risulterebbe che il 68% dei nostri iscritti non ha partecipato in nessun modo alla discussione congressuale: in nome di chi assumiamo oggi delle decisioni impegnative per i prossimi quattro anni?<\/p>\n<p>Si conferma che le norme di vita interna dell&#8217;Organizzazione, al cospetto di una situazione politica, istituzionale e sociale profondamente cambiata, si configurano come una parodia dell&#8217;esercizio della democrazia che ha poco a che vedere con i soggetti che vogliamo rappresentare ma risponde alle logiche e agli assetti dei gruppi dirigenti.<\/p>\n<p>Noi non siamo altra cosa. Noi siamo parte della crisi profonda della rappresentanza politica e sociale, del distacco da aree crescenti di povert\u00e0, di precariet\u00e0. In definitiva dal complesso del mondo del lavoro.<\/p>\n<p>Avevamo ritenuto che fosse possibile evitare un congresso con mozioni alternative, pur mantenendo giudizi diversi sulle scelte compiute dalla CGIL in questi ultimi anni. Siamo, infatti, l&#8217;unico Paese Europeo dove \u00e8 stato possibile un vero e proprio massacro sociale, senza alcun contrasto reale da parte delle Organizzazioni Sindacali.<\/p>\n<p>Avevamo scelto lo strumento degli emendamenti su punti particolarmente importanti e contribuito a elaborare una premessa comune che riconosceva debolezze e limiti delle nostre scelte, proprio per favorire un libero confronto nella nostra Organizzazione.<\/p>\n<p>Cosi non \u00e8 stato, a partire da metodo e merito dell&#8217;accordo del 10 gennaio 2014, sul Testo Unico sulla Rappresentanza immediatamente successivo alla elaborazione dei documenti congressuali.<\/p>\n<p>Il Congresso \u00e8 stato stravolto, perch\u00e8 il confronto auspicato nella premessa della mozione \u201cIl lavoro decide il futuro\u201d si \u00e8 concluso prima ancora di cominciare, per l&#8217;atto compiuto dalla segretaria generale della CGIL.<br \/>\nUn atto che vale pi\u00f9 di ogni documento, perch\u00e8 conferma e porta a compimento le scelte di questi ultimi anni, prefigurando un modello sindacale e una idea della confederalit\u00e0 che non ci appartiene.<\/p>\n<p>Un atto compiuto, per non fare torto alla intelligenza di ognuno di noi, nella piena consapevolezza di ci\u00f2 che avrebbe determinato nella Organizzazione: si \u00e8 pensato, ancora una volta, di risolvere le diverse posizioni esistenti, eliminando qualsiasi discussione preventiva, saltando qualsiasi coinvolgimento del gruppo dirigente nella elaborazione del testo conclusivo, come se si trattasse di una trattativa clandestina e di propriet\u00e0 di due o tre dirigenti.<\/p>\n<p>A questa scelta sono state piegate le stesse norme statutarie per renderle funzionali ad una idea gerarchica e piramidale della confederalit\u00e0.<br \/>\nTutte le conquiste degli anni &#8217;60 e &#8217;70, sono state cancellate e sostituite, attraverso la legislazione e gli accordi sindacali, da un assetto sociale fondato sulla precariet\u00e0, sulla disoccupazione,sullo svuotamento di significato del Contratto Nazionale, disegnando un sindacato di mercato, in linea con le esigenze di ogni singola impresa. E&#8217; a ci\u00f2 funzionale la cancellazione della soggettivit\u00e0 dei lavoratori, della democrazia, del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori di decidere sulle loro condizioni, sui loro contratti.<\/p>\n<p>Nel Testo Unico sulla Rappresentanza \u00e8 stato considerato naturale che le Organizzazioni Sindacali &#8211; che per altro rappresentano una minoranza dei lavoratori &#8211; possano decidere con la Confindustria, per s\u00e9 e per gli altri, ruolo, funzione, esigibilit\u00e0, sanzioni dei contratti, deroghe e le stesse libert\u00e0 sindacali, senza che i diretti interessati abbiano potuto esprimersi e decidere.<\/p>\n<p>Nel 2009, a fronte dell&#8217;accordo separato sulla struttura contrattuale, la CGIL proclam\u00f2 gli scioperi generali per chiedere il referendum e lo pratic\u00f2 come scelta dell&#8217;Organizzazione.<br \/>\nLa democrazia non \u00e8 di propriet\u00e0 delle Organizzazioni Sindacali che la esercitano a seconda delle convenienze politiche.<br \/>\nLa democrazia \u00e8 un diritto dei lavoratori e delle lavoratrici da affermare per legge.<\/p>\n<p>L&#8217;unit\u00e0 sindacale si costruisce su queste basi e non \u00e8 accettabile il comportamento di CISL e UIL,peraltro sanzionato dalla Corte Costituzionale come discriminatorio della libert\u00e0 sindacale negli stabilimenti FIAT.<\/p>\n<p>Democrazia, unit\u00e0 sindacale, rappresentanza e confederalit\u00e0 vanno oggi riscritte: \u00e8 nel vuoto di questa discussione il fallimento di questo congresso.<br \/>\nLa confederalit\u00e0 non si sostanzia nella torsione autoritaria delle forme di vita interna della Organizzazione, ma esiste se \u00e8 capace di esprimere, a partire dagli interessi del lavoro dipendente, un progetto generale di cambiamento della societ\u00e0 e dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Oggi, a differenza del passato, \u00e8 questo il collante identitario dell&#8217;Organizzazione.<br \/>\nAndrebbe su questo misurata la confederalit\u00e0 e non, come troppo spesso succede, sull&#8217;autoritarismo gerarchico, sulla pratica di atti compiuti e sull&#8217;utilizzo del voto a maggioranza nel Comitato Direttivo Nazionale come una clava per risolvere e annullare la dialettica interna.<\/p>\n<p>Questo Congresso rappresenta un&#8217;altra occasione mancata per svolgere un vero confronto democratico, con il coinvolgimento reale dei nostri iscritti sulla crisi del sindacato,su come riorganizzare la rappresentanza sociale, su quali scelte rivendicative e contrattuali mettere in campo.<\/p>\n<p>Una Cgil democratica che si confronta coi propri iscritti senza aspettare le scadenze congressuali, in una sintesi possibile tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa,che si fonda sul pluralismo e adotta il metodo democratico nella costruzione dei gruppi dirigenti, favorendo esplicitamente la libera competizione tra visioni di politica sindacale e tra stili di direzione, che si apre all&#8217;esterno, all&#8217;interlocuzione ed al rapporto con le molteplici esperienze di auto-organizzazione nei territori.<\/p>\n<p>Una Cgil che sceglie la totale trasparenza della rendicontazione attraverso la pubblicazione on line di tutti gli introiti (da deleghe, quote di servizio, bilateralit\u00e0, sistema servizi e da ogni altra eventuale forma di finanziamento) e di ogni operazione di spesa ordinaria e straordinaria;che pubblica tutte le tabelle retributive di ogni ordine e grado, a partire dal segretario generale, e predispone un&#8217;anagrafe appositamente dedicata alla pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi e del patrimonio di tutti i dirigenti e funzionari delle strutture. Un Sindacato che basa la sua politica delle risorse sulla responsabilit\u00e0 dei centri di spesa e sulla solidariet\u00e0 interna e adotta un sistema di controllo interno su tutta l&#8217;attivit\u00e0 amministrativa e gestionale anche assegnando ai segretari generali pro-tempore l&#8217;attribuzione di una specifica responsabilit\u00e0 di rendicontazione su base annuale e di fine mandato.<\/p>\n<p>Una Cgil che si d\u00e0 un Codice Etico formalizzando regole comportamentali individuali e modificando gli strumenti interni di monitoraggio, di controllo nonch\u00e8 gli organismi giudicanti e sanzionatori, dotandoli di terziet\u00e0, autonomia e autorevolezza rispetto ai soggetti detentori del potere decisionale.<\/p>\n<p>L&#8217;autoconservazione, l&#8217;arroccamento difensivo \u00e8 una pulsione propria di tutte le grandi burocrazie: si alimenta illusoriamente proprio di fronte al crescere delle difficolt\u00e0 nel rapporto con le persone che vogliamo rappresentare e che danno legittimit\u00e0 al nostro esistere, determinando cos\u00ec un vero e proprio corto circuito.<br \/>\nAnche di questo ci parla lo svolgimento di questo Congresso, la selezione dei delegati nel succedersi delle diverse istanze congressuali, gli atti irresponsabili e intimidatori del ricorso al parere del Collegio Statutario e le pagine a pagamento di quotidiani per attaccare personalmente un dirigente sindacale.<\/p>\n<p>Per l&#8217;insieme di queste ragioni e per la chiarezza dovuta nei confronti delle lavoratrici dei lavoratori e dei pensionati, non \u00e8 possibile una conclusione unitaria della mozione \u201cIl lavoro decide il futuro\u201d.<\/p>\n<p>Il Congresso ha cambiato natura per una scelta precisa da parte della segretaria generale.<br \/>\nGli emendamenti che abbiamo presentato sono inevitabilmente diventati altra cosa rispetto all&#8217;inizio dei lavori congressuali, e non sono stati oggetto di un vero confronto.<br \/>\nEmendamenti su capitoli fondamentali, dalla necessit\u00e0 di aprire una vertenza sul sistema previdenziale che preveda la flessibilit\u00e0 in uscita a partire dai 60anni e il ripristino delle pensioni di anzianit\u00e0, il reddito minimo che sostituisce l&#8217;indennit\u00e0 di disoccupazione, la contrattazione con l&#8217;accorpamento di contratti e categorie, l&#8217;obiettivo della riduzione dell&#8217;orario di lavoro e la democrazia interna ed esterna alla CGIL nel rapporto con gli iscritti e con l&#8217;insieme delle lavoratrici e dei lavoratori.<\/p>\n<p>Il voto congressuale laddove \u00e8 stato esercitato, presentando anche le nostre proposte, testimonia dell&#8217;ampiezza del consenso che abbiamo ricevuto, pur scontando il fatto deplorevole che in molte aziende esse non sono neanche state illustrate.<\/p>\n<p>I temi di merito contenuti negli emendamenti e la nostra contrariet\u00e0 all&#8217;accordo sul Testo Unico sulla Rappresentanza, configurano una idea diversa sul presente e sul futuro della CGIL.<br \/>\nQuest&#8217;idea deve continuare a vivere nella nostra Organizzazione e nel rapporto con il mondo del lavoro dipendente.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[b]Congresso Cgil \/ Documento 3, Giorgio Cremaschi[\/b]<\/p>\n<p>Il fiscal compact e le politiche d\u2019austerit\u00e0 di BCE e Unione Europea stanno condannando alla miseria decine di milioni di lavoratrici e lavoratori e larghe fasce sociali, tagliando salari e pensioni, diritti e occupazione, servizi e stato sociale. Occorre lottare contro questa Unione Europea, contro i suoi trattati eretti a difesa dell&#8217;interesse di banche, finanza e speculatori. Senza questa rottura non si potr\u00e0 affermare la necessaria unit\u00e0 e solidariet\u00e0 di classe delle lavoratrici e dei lavoratori d&#8217;Europa e non si potr\u00e0 uscire dalla crisi.<\/p>\n<p>Il congresso nazionale della Cgil promuove una mobilitazione straordinaria del mondo del lavoro a livello europeo per la rottura delle politiche d&#8217;austerit\u00e0. Bisogna dare sostegno e prospettiva alle tante lotte in Europa in difesa di salari e diritti, contro le delocalizzazioni e i licenziamenti, a partire dall\u2019adesione alla prossima manifestazione del 17 maggio contro le privatizzazioni e in difesa dei beni comuni e alle mobilitazioni relative al contro-semestre di Presidenza italiana della Ue. <\/p>\n<p>Inoltre, il congresso della Cgil si oppone a qualsiasi coinvolgimento italiano a sostegno del governo reazionario di Kiev in possibili interventi, con o senza la Nato, nella questione ucraina. <\/p>\n<p>In Italia, l&#8217;accordo del 10 gennaio rappresenta lo strumento per istituzionalizzare le politiche d&#8217;austerit\u00e0 al mondo del lavoro e con esso viene accolto e esteso il modello autoritario di Marchionne. L\u2019accordo \u00e8 in totale continuit\u00e0 con le intese del 28 giugno 2011 e del 31 maggio 2013 e ne assume i principi di fondo; cio\u00e8 la derogabilit\u00e0 dai contratti nazionali, la piena esigibilit\u00e0 delle intese e le sanzioni per chi li contrasta. Questo cambia la natura del sindacato, consegnando le lavoratrici e i lavoratori al dominio assoluto dell\u2019impresa, su condizioni di lavoro e orari, salari e diritti. <\/p>\n<p>La firma della Cgil \u00e8 avvenuta senza alcun mandato democratico, contro la recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dato ragione alla Fiom contro Fiat ed \u00e8 lesiva dei valori e delle regole della stessa Cgil.<br \/>\nIl sistema che viene definito dal TU sulla rappresentanza non pu\u00f2 essere praticato soltanto in parte, n\u00e9 emendato o corretto. L&#8217;accordo va cancellato. Il congresso nazionale della Cgil d\u00e0 mandato al nuovo gruppo dirigente di aprire una vertenza generale sul tema della contrattazione e della rappresentanza, per la difesa dei diritti e delle libert\u00e0 sindacali delle lavoratrici e dei lavoratori. Il congresso nazionale della Cgil conferma quindi la necessit\u00e0 di ottenere una legge sulla rappresentanza e la democrazia sindacale.<\/p>\n<p>Dietro la demagogia del governo Renzi si profila una vera e propria svolta autoritaria. Il progetto di revisione della legge elettorale e i tentativi di manomissione in senso reazionario della Costituzione, la crescente repressione e criminalizzazione del conflitto sociale sono il segno di una torsione autoritaria. E\u2019 in questo quadro che, da un lato, si alimentano episodi disgustosi come quello degli applausi al congresso del Sap rivolti ai quattro poliziotti responsabili dell\u2019omicidio di Aldrovandi; dall\u2019altro, si arrestano con l\u2019accusa di terrorismo quattro militanti No Tav per aver &#8211; forse! &#8211; manomesso un compressore. La Cgil aderisce e partecipa alla manifestazione in loro solidariet\u00e0 il 10 maggio a Torino. <\/p>\n<p>Dal punto di vista del lavoro, il governo Renzi continua l&#8217;attacco ai diritti e alle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori. Dalla drastica riduzione della spesa sociale all&#8217;attacco ai dipendenti pubblici, dal contratto unico al taglio del cuneo fiscale, Renzi si appresta a imporre un&#8217;accelerazione tesa a cancellare ogni elemento di contrasto al dominio dell&#8217;impresa e del mercato. Il congresso della Cgil esprime totale avversit\u00e0 al decreto Renzi\/Poletti denominato jobs act, con il quale si condannano milioni di lavoratrici e lavoratori a una condizione di precariet\u00e0 strutturale. <\/p>\n<p>Il modello va contrastato nella sua complessit\u00e0. Sul terreno legale, assumendo l&#8217;iniziativa dei Giuristi Democratici che hanno denunciato l&#8217;Italia per violazione delle norme comunitarie. Sul terreno sociale, costruendo una grande mobilitazione.<\/p>\n<p>Il provvedimento che dovrebbe assegnare gli 80 euro ai redditi pi\u00f9 bassi, oltre a escludere vaste fasce di mondo del lavoro, pensionati e disoccupati, non \u00e8 &#8211; come vorrebbe apparire &#8211; un atto di giustizia sociale, ma parte di un disegno complessivo di riduzione drastica della spesa pubblica e sociale.<\/p>\n<p>Il congresso della Cgil proclama un vero sciopero generale contro la politica economica e sociale del governo Renzi, contro le politiche del padronato, costruito attraverso un percorso di partecipazione e di definizione di una piattaforma generale del mondo del lavoro a partire da questi temi:<\/p>\n<p>&#8211; l&#8217;abrogazione della legge Fornero su pensioni e ammortizzatori sociali;<br \/>\n&#8211; la riconquista dell&#8217;art.18;<br \/>\n&#8211; la cancellazione dell\u2019art.8;<br \/>\n&#8211; un nuovo intervento pubblico in economia e la nazionalizzazione delle grandi imprese in crisi;<br \/>\n&#8211; il reddito sociale e il salario minimo;<br \/>\n&#8211; un piano straordinario sull&#8217;occupazione, a partire dal blocco dei licenziamenti e dalla riduzione degli orari;<br \/>\n&#8211; la ricostruzione di una pratica rivendicativa che aumenti i salari;<br \/>\n&#8211; contro Tav e grandi opere;<br \/>\n&#8211; contro le privatizzazioni;<br \/>\n&#8211; contro le spese militari, dagli F35 agli Eurofighter;<br \/>\n&#8211; contro il jobs act e la precariet\u00e0;<br \/>\n&#8211; contro i trattati imposti dalla Troika e dai governi italiani.<\/p>\n<p>Il congresso ha reso evidente la profonda crisi della Cgil e delle sue categorie. Di fronte al precipitare della condizione dei lavoratori, dei giovani e dei pensionati il gruppo dirigente ha reagito sostituendo il dispotismo al confronto, l&#8217;esclusione alla partecipazione, l&#8217;autocelebrazione al bilancio delle scelte. Si \u00e8 deciso di non affrontare il tema di fondo che riguarda la ricostruzione di una teoria e una pratica rivendicativa capace di ridare senso e valore all&#8217;iniziativa sindacale. <\/p>\n<p>La crisi della Cgil \u00e8 crisi di idee e di cultura, di identit\u00e0 e di coscienza. Lo dimostra ampiamente il fatto di aver invitato Moretti e aver negato la parola ai familiari delle 32 vittime della strage di Viareggio. <\/p>\n<p>Questa crisi \u00e8 emersa nettamente nelle assemblee di base. La partecipazione reale \u00e8 stata ai minimi storici, nonostante il dato finale di votanti, assolutamente non credibile. Prova ne \u00e8 che la commissione nazionale di garanzia &#8211; per la prima volta nella storia della nostra organizzazione &#8211; ha preteso di deliberare il dato conclusivo, nonostante la met\u00e0 dei suoi componenti non abbia partecipato alla votazione per protesta. Il congresso nazionale della Cgil ritiene dunque di istituire una commissione paritetica d\u2019inchiesta con il mandato di verificare la regolarit\u00e0 del congresso. <\/p>\n<p>Infine, il congresso della Cgil riconferma la piena attualit\u00e0 del concetto di indipendenza del sindacato dalla politica e dal padronato e ritiene necessario che si affronti sino in fondo il tema della crisi della rappresentanza e dell&#8217;adeguatezza dei propri strumenti.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>[b]Cgil, il documento conclusivo approvato dall&#8217;assemblea congressuale[\/b]<\/p>\n<p>Rimini, 8 maggio &#8211; \u201cUn piano straordinario di investimenti produttivi, sostenuto anche dalla finanza pubblica, per intraprendere la via della crescita, dello sviluppo e di un rinnovato welfare per offrire nuove prospettive di lavoro e di occupazione\u201d. Il tutto nella linea del Piano del Lavoro della Cgil, \u201casse strategico della sua iniziativa, nel quale sono indicate le linee innovative di intervento necessarie per confermare l&#8217;Italia come un grande paese a vocazione industriale e manifatturiere, chiamando a raccolta tutte le risorse pubbliche e private disponibili\u201d. <\/p>\n<p>Cos\u00ec recita il documento conclusivo del XVII congresso nazionale della Cgil &#8216;Il lavoro decide il futuro&#8217; approvato dai delegati dell&#8217;assemblea congressuale con 615 voti mentre 92 voti sono andati al documento con primi firmatari Maurizio Landini, Domenico Moccia e Nicola Nicolosi, e 19 al documento con primo firmatario Sergio Bellavita.<\/p>\n<p>Il 17\u00b0 congresso, come si legge nell&#8217;incipt del documento firmato da Susanna Camusso, \u201capprova la relazione e le conclusioni del segretario generale e assume il dibattito. I contenuti della premessa e le azioni del documento congressuale &#8216;Il lavoro decide il futuro&#8217; sono parte integrante\u201d del documento approvato. Nel testo si legge inoltre che \u00e8 \u201cin corso un tentativo volto a ridimensionare il ruolo dei soggetti della rappresentanza sociale. <\/p>\n<p>Si tratta di un atto di conservazione e di indebolimento dei livelli di democrazia e partecipazione nel Paese, tanto pi\u00f9 sbagliato, a maggior ragione di fronte alle discutibili ipotesi di riforme istituzionali attualmente in discussione, in quanto la Cgil non ha mai fatto venire meno la spinta al cambiamento. <\/p>\n<p>Pur nella condizione di pesante crisi abbiamo difeso il lavoro\u201d. Per la Cgil, inoltre, \u201cla contrattazione \u00e8 la condizione imprescindibile per rafforzare il ruolo negoziale e di soggetto confederale e generale della Cgil, nei luoghi di lavoro e nel territorio. Con i governi intendiamo confrontarci e contrattare, in quanto portatori di interessi generali fondamentali per il Paese\u201d.<\/p>\n<p>Il sindacato di corso d&#8217;Italia rilancia \u201cla propria contrattazione nei luoghi di lavoro e nel territorio. Una contrattazione fondata sull&#8217;inclusione, cio\u00e8 sulla possibilit\u00e0 che tutti i soggetti del mondo del lavoro possano avere diritti e opportunit\u00e0 di crescita sociale e civile, sui diritti di genere, su una contrattazione sociale e territoriale quale luogo di relazione fondamentale tra diritte del lavoro e di cittadinanza e di lotta alla povert\u00e0 e all&#8217;esclusione sociale\u201d. Contrattare a partire dalle figure pi\u00f9 deboli del mercato del lavoro, insieme ad \u201cuna iniziativa vertenziale sul tema degli appalti\u201d. <\/p>\n<p>Quanto alle pensioni, nel documento approvato si legge: \u201cLa Cgil rivendica una profonda revisione delle attuali norme, attraverso un nuovo sistema pensionistico basato sulla flessibilit\u00e0 e la libert\u00e0 di scelta delle persone, sulle condizioni effettive e gravose del lavoro svolto, sul riconoscimento dei tempi dedicati al lavoro di cura, alla formazione e alla riqualificazione delle persone\u201d. <\/p>\n<p>Sulla base di questi principi, \u201cla Cgil propone a Cisl e Uil una piattaforma rivendicativa da portale alla consultazione dei lavoratori e dei pensionati e al confronto con il governo\u201d. Circa l&#8217;intervento del governo sull&#8217;Irpef, si precisa che \u201cva collocato in una riforma complessiva del sistema, per un riequilibrio tra i redditi fondato sull&#8217;effettiva progressivit\u00e0 e redistribuzione. <\/p>\n<p>A tal fine, sono necessarie la tassazione sul patrimonio e sulle transazioni finanziarie, la lotta all&#8217;evasione e all&#8217;elusione fiscale, agli sprechi, alle inefficienze\u201d.<\/p>\n<p>Sul tema lavoro, la Cgil sostiene che gli interventi del governo \u201ccontinuano a perseguire una via che si \u00e8 dimostrata inefficace e per molti versi fallimentare\u201d mentre il futuro riordino legislativo \u201cdeve favorire e incentivare il lavoro stabile e qualificato e definire i diritti universali per tutte le tipologie di rapporto di lavoro\u201d. <\/p>\n<p>Inoltre la proposta della Cgil di riforma degli ammortizzatori sociali \u201ccostituisce una garanzia di sostegno al reddito per l&#8217;insieme dei lavoratori a prescindere dal loro rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato, nelle fasi di inoccupazione e sospensione dei rapporti di lavoro, con l&#8217;estensione della contribuzione per imprese e lavoratori\u201d. Infine, un passaggio sul Testo Unico, e sui recenti accordi interconfederali, che, si legge nel documento, \u201cdevono diventare prassi dell&#8217;insieme della Cgil. <\/p>\n<p>Il diritto di definire piattaforme e approvare accordi da parte dei lavoratori rappresenta un significativo avanzamento democratico nella storia del sindacato confederale e pone una reale barriera contro la deriva degli accordi separati. La fase dei prossimi rinnovi contrattuali sar\u00e0 determinante per l&#8217;applicazione delle norme: per questo, tutta la Cgil \u00e8 impegnata affinch\u00e9 vi sia uno stretto e democratico rapporto tra categorie e confederazione. <\/p>\n<p>Presupposto fondamentale \u00e8 il rafforzamento della presenza in ogni luogo di lavoro delle Rsu e l&#8217;aumento degli iscritti e delle iscritte alla Cgil, oltre che l&#8217;estensione a tutti i settori delle regole in materia di democrazia e rappresentanza\u201d. Ultimo punto del documento legato all&#8217;organizzazione. \u201cEsserci e contare nei luoghi di lavoro e nel territorio \u00e8 la sfida della Cgil per i prossimi anni. <\/p>\n<p>Anche per questo \u00e8 necessario un processo di reinsediamento confederale, che faccia del territorio il luogo centrale della propria azione contrattuale e di tutela collettiva ed individuale, da cui consegue un ripensamento della struttura organizzativa, oltre che un rinnovamento anche generazionale dei gruppi dirigenti, che coniughi esperienza e capacit\u00e0 di interpretare i cambiamenti. Il XVII Congresso impegna il Comitato direttivo eletto a svolgere entro il 2015 la Conferenza d&#8217;Organizzazione\u201d.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[b]Cgil: i delegati votano i documenti politici[\/b]<\/p>\n<p>Dopo aver approvato la composizione delle varie commissioni, con il voto dei documenti politici da parte dei delegati, si sono conclusi gli adempimenti del XVII congresso nazionale della Cgil. Il documento politico \u201cIl lavoro decide il futuro\u201d, con prima firmataria Susanna Camusso ha ottenuto 615 voti. Il documento con primi firmatari Nicolosi, Landini e Moccia\u201d ha ottenuto 92 voti. Il documento con primo firmatario Giorgio Cremaschi ha ottenuto 19 voti. Gli astenuti sono stati due.<\/p>\n<p>[b]Cgil: il voto del congresso alle tre liste per il direttivo[\/b]<\/p>\n<p>I 953 delegati al congresso nazionale hanno votato il direttivo nazionale: 747 si sono espressi per la lista 1 (80,5%), primo firmatario Susanna Camusso, 155 hanno votato la lista 2 (16,7%), primo firmatario Ciro D&#8217;Alessio, 26 sono stati i voti per la lista 3 (2,8%), primo firmatario Sergio Bellavita. Diciannove sono state le schede bianche, mentre 6 delegati non hanno espresso il voto.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[b]Tutte le anime del lavoro nella casa comune Cgil<br \/>\ndi Giovanni Rispoli[\/b]<\/p>\n<p>\u00c8 vestita di rosso, Susanna Camusso, quando va alla tribuna per chiudere il XVII Congresso della Cgil. Il rosso, simbolo antico di speranza, simbolo di appartenenza, colore di quelle due parole, \u201ccompagne e compagni\u201d, che il segretario generale della Cgil pronuncia subito, non casualmente \u2013 viste le \u201cstatistiche\u201d apparse in questa giorni sui media \u2013 all\u2019inizio del suo intervento.<\/p>\n<p>Un discorso che \u00e8 partito subito dal tema, discusso non solo a Rimini, dello stato di salute della Cgil, tema spesso adoperato in maniera strumentale, come se il sindacato fosse un organismo alieno, estraneo alla realt\u00e0 in cui vive. <\/p>\n<p>La Cgil non \u00e8 il partito liquido di Renzi o Grillo, \u00e8 un sindacato, il pi\u00f9 grande sindacato dei lavoratori. Se il lavoro non c\u2019\u00e8, se aumentano i disoccupati, \u201cla Cgil non pu\u00f2 stare bene\u201d. Il punto di partenza di qualsiasi sensata discussione sul lavoro e la sua rappresentanza non pu\u00f2 essere che questo: la grande trasformazione, \u201cgi\u00e0 avvenuta\u201d, che ha cambiato in profondit\u00e0 il paese, la sua struttura produttiva, divorando e precarizzando il lavoro. Una trasformazione che ha interessato, con l\u2019economia, la sfera stessa della politica. E che non ha prodotto solo l\u2019eclisse della concertazione \u2013 finita da tempo, come si \u00e8 ricordato pi\u00f9 volte \u2013 ma degli interlocutori di sempre del sindacato: novit\u00e0 \u2013 non certo positiva \u2013 nella gi\u00e0 cattive nuove della crisi.<\/p>\n<p>Si \u00e8 chiusa un\u2019epoca. Ma questo, se significa interrogarsi sulla scatola degli attrezzi del sindacato, non mette in discussione, anzi d\u00e0 pi\u00f9 forza all\u2019idea di un Piano del lavoro: alla proposta che la Cgil ha lanciato nella conferenza di programma dei primi del 2013. <\/p>\n<p>\u00c8 il lavoro il paradigma della crescita: \u201cO si crea lavoro o la crescita non ha senso\u201d. E creare lavoro, appunto, significa rimettere in moto gli investimenti pubblici da un lato, puntare con forza alla dimensione territoriale dall\u2019altro: produrre un circolo virtuoso in cui le domande dei cittadini possano mettere in moto \u2013 si pensi al ciclo dei rifiuti \u2013 le occasioni per la nascita di imprese, ricerca e occupazione. Condizione prima \u2013 fatto non secondario \u2013 per l\u2019emergere di un modello culturale diverso da quello, dominante, del consumo come condizione dell\u2019identit\u00e0 della persona. Questo \u00e8 il Piano del lavoro: un\u2019idea di cittadinanza, oltre che di sviluppo, capace di porre un argine al progressivo impoverimento del paese, dare gambe alla lotta contro le crescenti diseguaglianze e invertire il pessimo trend delle regioni meridionali.<br \/>\nUn\u2019impresa complessa, com\u2019\u00e8 evidente, che richiede un sindacato forte e radicato. \u201cVorrei ricordare \u2013 ha osservato Camusso pensando all\u2019accordo Buozzi-Mazzini del settembre \u201943 \u2013 che uno dei primissimi atti dell\u2019Italia gi\u00e0 liberata fu la ricostituzione delle Commissioni interne. Quando si dice che i permessi sono un costo e bisogna tagliare, si afferma un teoria pi\u00f9 generale: \u00e8 la democrazia, considerata un costo, che bisogna tagliare!\u201d. I grandi cambiamenti \u2013 come insegna la storia delle lotte operaie, fattore decisivo delle trasformazioni dell\u2019organizzazione del lavoro \u2013 sono il frutto della democrazia, della valorizzazione dei saperi diffusi, non \u201cdella mente illuminata dei gruppi dirigenti\u201d. \u00c8 da qui che si deve partire per la ricostruzione dei legami di solidariet\u00e0. \u201cLa destrutturazione del lavoro non \u00e8 stata un fatto transitorio\u201d. E se il precariato \u00e8 cos\u00ec vasto e diffuso, il tema dei diritti universali \u00e8 assolutamente centrale. \u201cSi pu\u00f2 fare tutto per legge? Tutto questo non pone problemi nuovi anche per la struttura contrattuale cos\u00ec come l\u2019abbiamo immaginata?\u201d. Bisogna provare a sperimentare, allora, senza avere paura di mettere in discussione vecchi schemi.<\/p>\n<p>E di uno schema consolidato, \u00e8 parso dire Camusso, sembra essere anche il modo in cui \u2013 il riferimento era all\u2019intervento di Maurizio Landini \u2013 \u00e8 stata affrontata la vertenza delle pensioni proposta nella relazione introduttiva. \u201cSi pu\u00f2 pensare di Cisl e Uil tante cose, ma davvero si crede sia possibile una vertenza della sola Cgil?\u201d. Le parole dette da Bonanni e Angeletti \u201csono un avanzamento importante\u201d, non si pu\u00f2 far cadere nel vuoto la loro disponibilit\u00e0. Cos\u00ec come non si pu\u00f2 ritornare \u2013 sempre a proposito di pensioni \u2013 al punto di partenza: la strada \u00e8 quella di una vertenza capace di costruire un prospettiva solidale, il traguardo di una pensione decente per tutti.<\/p>\n<p>Il rischio dello schematismo, ancora, \u00e8 presente anche in alcune delle riflessioni sul salario minimo. La soluzione non pu\u00f2 essere quella di perseguire l\u2019obiettivo ognuno nel proprio paese, la soluzione \u00e8 una norma europea: \u201cCostruire un punto minimo che valga per tutta l\u2019Europa, che sottragga alle multinazionali la possibilit\u00e0 di fare dumping\u201d. Una questione, com\u2019\u00e8 evidente, che rimanda al tema della contrattazione inclusiva e del lavoro povero, lungamente affrontato nella relazione introduttiva. E insieme, su un altro versante, della contrattazione sociale, decisiva per il Mezzogiorno e l\u2019articolazione del Piano del lavoro.<\/p>\n<p>\u00c8 una situazione inedita, in conclusione, quella in cui si sviluppa oggi l\u2019iniziativa del sindacato. Un contesto che chiede \u201cdi cambiare, di scommettere sull\u2019innovazione, di decidere in che verso andare partendo dagli strumenti che abbiamo a disposizione\u201d. Fondamentale, guardando appunto alla strumentazione, il Testo unico sulla rappresentanza. \u201cCi siamo confrontati \u2013 ha ricordato Camusso \u2013 e abbiamo fatto la consultazione\u201d. Ora non si pu\u00f2 continuare all\u2019infinito. In Cgil si \u00e8 sempre discusso, si continua a discutere anche del \u201975 e dell\u2019accordo sul punto unico di contingenza. \u201cAdesso occorre un passo avanti. Bisogna sapere che ci sono degli accordi che vanno applicati, nel caso specifico da estendere ad altri settori. Poi possono sempre essere migliorati\u201d. Nella consapevolezza, anche qui, che qualcosa \u00e8 cambiato: che \u201cc\u2019\u00e8 tutto un campo in cui lavorare: l\u2019elezione delle Rsu e l\u2019affermazione della Cgil\u201d. \u201cE sapendo che c\u2019\u00e8 un\u2019etica dell\u2019organizzazione. E&#8217; lo Statuto confederale\u201d.<\/p>\n<p>Democrazia, partecipazione, modalit\u00e0 della discussione all\u2019interno della Cgil, formazione delle decisioni. Anche qui il sindacato di Corso d\u2019Italia non deve adeguarsi allo stile dominante, al leaderismo e alla personalizzazione della politica. \u201cNon \u00e8 vero che esisti solo se sei segretario generale\u201d. Non sono le primarie, se la vita democratica dell\u2019organizzazione ha necessit\u00e0 di essere arricchita, la strada giusta. \u201cNoi pensiamo piuttosto a una riduzione del ruolo del segretario generale, a una maggiore responsabilit\u00e0 collettiva\u201d. Che \u00e8 il modo migliore \u201cdi interpretare le tante anime del mondo del lavoro\u201d: le tante anime che da sempre d\u00e0nno forza, ricchezza alla \u201ccasa comune\u201d della Cgil.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[b]Il lavoro decide il futuro. Le conclusioni di Susanna Camusso &#8211; See more at:[\/b]<\/p>\n<p>http:\/\/www.radioarticolo1.it\/audio\/2014\/05\/08\/20302\/il-lavoro-decide-il-futuro-le-conclusioni-di-susanna-camusso#sthash.BZijNX6l.dpuf<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140509 13:39:00 redazione-IT Inizia il secondo mandato. 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