{"id":11811,"date":"2017-04-15T19:06:31","date_gmt":"2017-04-15T17:06:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11171-19-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-10-maggio-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:31","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:31","slug":"11171-19-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-10-maggio-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11811","title":{"rendered":"11171 19. Notizie dall\u2019Italia e dal mondo 10 maggio 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140511 11:06:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; L\u2019intervista a ANTONIO Jr  il nipote  del fondatore del PCI: \u201cil no dell\u2019URSS all\u2019espatrio di mio nonno\u201d , STALIN contro GRAMSCI.<br \/>\nVATICANO &#8211; Un video di 8 minuti per chiedere giustizia. Lo hanno inviato ieri a papa Francesco 17 donne e uomini che hanno subito abusi e violenze da parte di preti e religiosi.<br \/>\nEUROPA \u2013 STIGLITZ: &quot;attenzione, l&#8217;austerit\u00e0 pu\u00f2 portare alla crisi strutturale. Non siamo fuori dalla recessione&quot;. L&#8217;euro e&#8217; stato il piu&#8217; grande errore dell&#8217;Europa e un po\u2019 di crescita in Europa oggi non significa l\u2019uscita della recessione. \/ Germania, una mobilitazione lunga un mese, contro l\u2019austerit\u00e0 \/ LONDRA, vuoi il sussidio? Lavora gratis \/ Gran Bretagna. In vigore il pacchetto \u00abHelp to work\u00bb<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 Turchia. Lavoratori  e cittadini tornano a Gezi park, Erdogan scatena la polizia \/    REPUBBLICA CENTRAFRICANA &#8211; Le violenze interreligiose che imperversano da mesi nella Repubblica Centrafricana.<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; A poche settimane dalla visita infruttuosa del presidente statunitense Barack Obama in Giappone, il 29 aprile il primo ministro giapponese Shinz\u00f2 Abe \u00e8 partito per un viaggio in sei paesi europei.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; VENEZUELA Per la festa del 1\u00b0maggio, Maduro aumenta i salari minimi del 30%<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE \u2013 OKLAHOMA. L&#8217;esecuzione di Clayton Lockett, l&#8217;uomo di 38 anni morto il 29 aprile in Oklahoma dopo un&#8217;iniezione sbagliata e un&#8217;agonia di 43 minuti, ha riacceso il dibattito sulla pena di morte e sulle iniezioni letali negli Stati Uniti. \/ NEW YORK, il 46% vicino alla povert\u00e0. Il sindaco De Blasio vara piano casa e aumenti di salario A New York tra il 2005 e il 2012 gli stipendi sono aumentati in media del 2% mentre il costo degli affitti \u00e8 cresciuto del 11%, come rivelano i dati di una analisi della New York University<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nL\u2019intervista a ANTONIO Jr  IL NIPOTE  DEL FONDATORE DEL PCI: \u201cIL NO DELL\u2019URSS ALL\u2019ESPATRIO DI MIO NONNO\u201d ,  STALIN CONTRO GRAMSCI.<br \/>\n\u201c OTTO ANNI FA, ho trovato le lettere  di Tatiana scritte negli ultimi anni di vita del prigioniero. Missive che chiariscono molto sulla mia famiglia e sui rapporti con Togliatti. Il quaderno rubato? Un idea infondata\u201d.<br \/>\nPI\u00d9 DI DIECI ANNI FA L&#8217;AMICO SCOMPARSO ADRIANO GUERRA CI CHIAMA,<br \/>\n\u00abVIENI A PRANZO TI PRESENTO ANTONIO GRAMSCI<br \/>\n\u00bb. Scherzo di omonimia&#8230; E invece in trattoria al Portuense, con lo storico ed ex corrispondente de l&#8217;Unit\u00e0 da Mosca e la moglie Maresa, c&#8217;era un vero Antonio Gramsci, nipote russo del fondatore del nostro giornale. Ne nacque un&#8217;amicizia e poi un libro de l&#8217;Unit\u00e0: La Russia di mio nonno. Seguito da 1miei nonni nella rivoluzione {Il riformista) e oggi da La storia di una famiglia rivoluzionaria. Antonio Gramsci e gli Schucht tra la Russia e l&#8217;Italia (Editori Riuniti, university press pr. di Raul Mordenti, pp.234, Euro 18,90). Grande album familiare, che si accresce via via di documenti, tratti da un \u00abbaule\u00bb che Antonio (figlio di Giuliano secondogenito di Gramsci) musicista e biologo a Mosca, ha aperto alla Fondazione Istituto Gramsci. Gli Schucht sono la dinastia materna di Antonio Jr, col capostipite Apollon, padre di Giulia e moglie di Gramsci, l&#8217;ufficiale zarista rivoluzionario e amico di Lenin. Una saga che Antonio Jr &#8211; 49 anni due figli (Tarquinio e Galatea) &#8211; ha \u00abriconquistato\u00bb, per conoscere quel nonno mitico. Lo incontriamo nella sede del Gramsci (\u00e8 in Italia per presentare il libro e oggi alle 11 sar\u00e0 in via di Val Melaina a Roma, al concerto con Giovanna Marini e la Scuola di musica popolare di Testaccio).<br \/>\nQUELLA SULLA FAMIGLIA SCHUCHT \u00c8 UN&#8217;OPERA CHE CRESCE A STRATI. QUALI SORPRESE HAI INSERITO IN QUESTA ULTERIORE EDIZIONE?<br \/>\n\u00abAd esempio le lettere di Giuliano e Delio in risposta al padre, connettendole con quelle di Gramsci. Vi si parla di Checov, Gorkij, Tolstoj e di Wells, de L&#8217;uomo invisibile che piaceva a Delio, ma non troppo a Gramsci. Poi ho scoperto una lettera di Delio a Stalin del 1947: voleva pubblicare una biografia di Stalin con i soldi del premio Viareggio vinto con le Lettere dal carcere&#8230;\u00bb<br \/>\nDELIO ERA UN VERO BOLSCEVICO, MENTRE TUO PADRE ERA UN ARTISTA E BASTA. COME MAI TANTO DIVERSI?<br \/>\n\u00abGiuliano era apolitico, privo di passione militante. Da biologo direi che geneticamente erano diversi, ma la differenza nasce nel clima famigliare. Delio, primogenito subisce l&#8217;influenza bolscevica della zia Eugenia che lo ha &quot;adottato&quot;, riversando su di lui l&#8217;antica passione frustrata per Antonio. Mio padre Giuliano, sul quale c&#8217;erano meno aspettative, viveva nel suo mondo interiore. Divenne musicista e sub\u00ec l&#8217;influsso della madre Giulia, musicista anche lei. Delio era ufficiale di marina, si sentiva &quot;tutto sovietico&quot;, non approv\u00f2 la scelta &quot;piccolo borghese&quot; di Giuliano e si dedic\u00f2 anche alla balistica della controaerea siriana nella guerra contro Israele del 1967&#8230;\u00bb.<br \/>\nUNA FAMIGLIA, QUELLA SCHUCHT-GRAMSCI, CHE VIVEVA PROTETTA E AL SICURO NELL&#8217;URSS. DOVE PER\u00d2 IL &quot;CASO GRAMSCI&quot;, RESTAVA UN PROBLEMA&#8230;<br \/>\n\u00abIl nome di Gramsci era un grande scudo ideologico. E poi c&#8217;era Togliatti, che al contrario di tante chiacchiere, ebbe un ruolo positivo. Nel proteggere e assistere Antonio in carcere, e la famiglia a Mosca. Ma su Gramsci e l&#8217;Urss ci sono dei punti da chiarire. Ad esempio, il ritorno in Urss del prigioniero &#8211; che egli stesso ipotizzava &#8211; non era un fatto scontato. Nel 1937, alla viglia della morte, si intensificano le visite alla Quisisana di Roma di agenti sovietici in veste di funzionari dell&#8217;ambasciata. Gli chiedevano informazioni sui trotzkisti italiani. Volevano capire le sue posizioni e intimidirlo. Ricordandogli i sospetti di trotzkismo che gravavano su di lui dal 1926 e dal 1930. Volevano dissuaderlo dal trasferirsi in Urss. Meglio malato in Italia che a Mosca. Lo apprendiamo da una protesta di Tatiana scovata da Silvio Pons negli archivi sovietici&#8230;\u00bb.<br \/>\nTOGLIATTI PENSAVA DI PROTEGGERE GRAMSCI ANCHE DA S\u00c8 STESSO?<br \/>\n\u00abDirei di s\u00ec, dal suo punto di vista. Non rese pubblica la sua lettera di dissenso del 1926 al Comintern, facendola vedere a Bucharin e informandone Stalin. Ma cercando di ammorbidire i contrasti con il Comintern. Gramsci non accetta questo metodo e reagisce con veemenza. Di qui anche i contrasti successivi e il sospetto di un complotto contro di lui: l&#8217;idea di Antonio che lo si volesse tradire, o tenere in prigione. Idea infondata, come quella di un Quaderno rubato. Perch\u00e9 Togliatti al massimo voleva avvolgere Gramsci in una bolla protettiva, e proteggere la sua famiglia a Mosca. Cosa che fece sempre da lontano e da vicino\u00bb.<br \/>\nIN BALLO C&#8217;ERA IL LASCITO TEORICO DI GRAMSCI, RIVENDICATO DA EUGENIA CON LE SORELLE. MEGLIO SE NE SIA IMPOSSESSATO ERCOLI?<br \/>\n\u00abTogliatti port\u00f2 i Quaderni ad Ufa in Baskiria, dopo la querelle che lo accusava di tradimento e sequestro dei materiali. E fece bene ad agire cos\u00ec. Se il lascito gramsciano fosse stato affidato al Comintern, come voleva la zia Eugenia, chiss\u00e0 che fine avrebbero fatto quelle carte&#8230;\u00bb<br \/>\nE ORA PARLIAMO DI TE. COME E QUANDO HAI RISCOPERTO LE TUE RADICI? GI\u00c0 AL TEMPO DELL&#8217;URSS?<br \/>\n\u00abNell&#8217;Urss si parlava molto di Togliatti. Gramsci era solo un martire del fascismo e un filosof\u00f2 italiano. Allora ero molto lontano da queste cose e avevo nozioni vaghe su mio nonno. Non capivo l&#8217;italiano ed esistevano solo antologie di Gramsci. Mi occupavo di scienze e musica. L&#8217;interesse scatta con la fine dell&#8217;Urss. Quel crollo determin\u00f2 in me un trauma, che ho cercato di elaborare con la riscoperta delle mie radici familiari. Avevo 26 anni, ma quella catastrofe &#8211; tale per me e altri milioni di persone &#8211; fu la vera scossa psicologica in tal senso&#8230;\u00bb.<br \/>\nNE PARLASTI CON TUO PADRE GIULIANO?<br \/>\n\u00abS\u00ec, e ne fu lieto, anche se si mostrava lontano da certi ricordi, e tra noi culturalmente c&#8217;era un rapporto tra musicisti. Mio padre sapeva poco di Gramsci. Ne aveva notizie vaghe e indirette, forse aveva rimosso tutto. Per\u00f2 mi incoraggiava, con discrezione&#8230;\u00bb<br \/>\nIMPARI L&#8217;ITALIANO E ARRIVI A SCOPRIRE UN BAULE, \u00c8 COS\u00cc?<br \/>\n\u00abI! baule di legno l&#8217;ho scoperto in realt\u00e0 otto anni fa: conteneva lettere e documenti. Lo aveva portato in casa Tatiana nel 1938 quando torn\u00f2 a Mosca, con altre casse. Ora \u00e8 in casa mia, e troneggia nella mia stanza come un cimelio. Quasi tutto \u00e8 stato gi\u00e0 letto e classificato. A parte alcuni documenti in francese, copiati e consegnati alla Fondazione Gramsci, che ha gi\u00e0 visto l&#8217;intero fondo. Il contributo pi\u00f9 importante \u00e8 stato il pacco di lettere di Tatiana scritte negli ultimi anni della vita del prigioniero, che ormai hanno chiarito molte cose sull&#8217;intrico di rapporti tra Tatiana, Giulia, Sraffa, Togliatti, e la famiglia Schucht\u00bb.<br \/>\nNEL TUO LIBRO PER\u00d2, MALGRADO L&#8217;AMMIRAZIONE, C&#8217;\u00c8 ANCHE UNA FORTE CRITICA A TUO NONNO: NON CAPIVA GRANCH\u00c9 DI MUSICA. CE LO SPIEGHI MEGLIO?<br \/>\n\u00abNel capitolo dedicato a Giulia sostengo che non esiste &quot;l&#8217;universalit\u00e0 della musica&quot; di cui parlava Gramsci. Da musicista penso che la musica sia un insieme di suoni e linguaggi poco legati reciprocamente, che si apprendono con molta difficolt\u00e0. \u00c8 un amalgama costruito, tra varie culture. Gramsci invece ha un&#8217;idea intuitiva e sentimentale della musica. Poi c&#8217;era un abisso tra i gusti di Giulia e quelli di Antonio. Lei amava la musica barocca: Bach, Vivaldi. Gramsci l&#8217;opera lirica e l&#8217;operetta. Prediligeva il tratto popolare e di massa della musica\u00bb. ( da \u2018UNITA\u2019 DI Bruno Gravagnuolo)<\/p>\n<p>VATICANO  \/ 17 vittime di preti pedofili  italiani consegnano al papa i filmati degli abusi<br \/>\nIL VIDEO CHOC CHE IMBARAZZA BERGOGLIO di Luca Kocci \/ Un video di 8 minuti per chiedere giustizia. Lo hanno inviato ieri a papa Francesco 17 donne e uomini che hanno subito abusi e violenze da parte di preti e religiosi. L&#8217;iniziativa \u00e8 stata promossa dalla rete L&#8217;Abuso, l&#8217;associazione che da anni aggrega e difende le vittime dei preti pedofili in Italia.<br \/>\n\u00abVOGLIAMO SOLO GIUSTIZIA\u00bb, \u00abchiediamo che Bergoglio ci dia delle risposte e faccia giustizia\u00bb, ripetono nei loro brevissimi video messaggi le 17 vittime. C&#8217;\u00e8 Giada Vitale, 18 anni, abusata da un prete da quando aveva 13 anni fino ai 16, che chiede a papa Francesco perch\u00e9 non ha risposto alla sua lettera che gli ha consegnato personalmente. Erik Zattoni, 32enne, nato da un abuso subito dalla madre da don Pietro Tosi, come riconosciuto dal test del DNA, che domanda come mai quel prete &#8211; ora morto -non sia nemmeno stato dimesso dallo stato clericale. E poi ci sono otto ex ospiti dell&#8217;Istituto per sordomuti \u00abProvolo\u00bb di Verona che, insieme ad altre decine di ragazze e ragazzi accolti al \u00abProvolo\u00bb, hanno subito abusi e violenze da parte di 26 preti e fratelli laici fra gli anni &#8217;50 gli anni &#8217;80, come stabilito anche da una commissione di inchiesta voluta nel 2009 dal Vaticano e presieduta da Mario Sannite, ex presidente del tribunale di Verona. \u00abInizialmente la Curia dichiar\u00f2 che non avrebbe dato importanza alla prescrizione, ma poi, forse visti anche i risultati dell&#8217;inchiesta, ritratt\u00f2\u00bb, rileva la rete L&#8217;Abuso. Di quei 26 preti e religiosi, 12 sono de-ceduti. I restanti 14 sono impuniti, molti &#8211; pre-scritti &#8211; sono ancora preti e vivono tuttora al Pro volo, altri invece sono stati trasferiti nella succursale argentina dell&#8217;istituto, con sede a La Plata.<br \/>\n\u00abLa nostra vuole essere una denuncia pacata ma netta, perch\u00e9 nessuno di noi ha ricevuto<br \/>\nClamorosa protesta contro l&#8217;immobilismo vaticano nei confronti dei prelati italiani. Sollecitata la denuncia alla magistratura risposte. Sembra che papa Francesco stia facendo molto per le vittime della pedofilia, ma dal nostro punto di vista non \u00e8 cambiato nulla\u00bb, spiega Francesco Zanardi, portavoce della rete L&#8217;Abuso. La denuncia alle autorit\u00e0 civili e alla magistratura resta, per Zanardi, l&#8217;unico strumento veramente efficace di giustizia e di risarcimento per le vittime. Ed \u00e8 un passo che le autorit\u00e0 religiose non intendono fare. \u00abL&#8217;istituzione ecclesiastica nel migliore dei casi avvia un processo canonico nei confronti del prete pedofilo &#8211; aggiunge &#8211; e la pena pi\u00f9 severa \u00e8 la dimissione dalla stato clericale. In questo modo, secondo noi, la Chiesa risolve il \u00absuo\u00bb problema, perch\u00e9 allontana da s\u00e9 chi ha sbagliato. Ma se non c&#8217;\u00e8 l&#8217;intervento della magistratura, non si pu\u00f2 dire che giustizia sia stata fatta. Perlomeno dal punto di vista delle vittime. E a questo proposito, il fatto che le Linee guida antipedofilia della Cei, rese note poche settimane fa, non prevedano per i vescovi un obbligo stringente di denuncia alla magistratura ma solo un generico \u00abdovere morale di contribuire al bene comune\u00bb ci sembra un fatto gravissimo\u00bb. La Congregazione per la dottrina della fede &#8211; ha comunicato qualche giorno fa monsignor Silvano Tornasi al Comitato Onu sulla Convenzione contro la tortura &#8211; fra il 2004 e il 2013 ha ritenuto attendibili 3.420 casi di abuso su minori commessi tra gli anni &#8217;50 e gli anni &#8217;80. I preti dimessi dallo stato clericale sono 848, mentre 2.572 sono stati puniti dalla Santa Sede con \u00abaltre misure canoniche e disciplina-ri\u00bb. \u00abMa questi numeri non valgono per l&#8217;Italia, dove le vittime non hanno ricevuto nessun sostegno\u00bb, dice Zanardi, che annuncia: \u00abNelle prossime settimane presenteremo un dossier all&#8217;Onu con i casi di 150 preti italiani condannati in via definitiva per abuso e violenze sessuali su minori. Ma se consideriamo anche i prescritti e quelli in attesa di giudizio il numero aumenta notevolmente\u00bb.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nSTIGLITZ: &quot;ATTENZIONE, L&#8217;AUSTERIT\u00c0 PU\u00d2 PORTARE ALLA CRISI STRUTTURALE. NON SIAMO FUORI DALLA RECESSIONE&quot;<br \/>\nL&#8217;euro e&#8217; stato il piu&#8217; grande errore dell&#8217;Europa e un po\u2019 di crescita in Europa oggi non significa l\u2019uscita della recessione. Anzi l\u2019abuso dell\u2019austerit\u00e0 potrebbe portare molti paesi sull\u2019orlo dell\u2019indebolimento strutturale. Joseph Stiglitz, premio Nobel per l\u2019economia ieri \u00e8 stato a Roma per una conferenza sulla fine dell\u2019euro (alla Luiss). E non ha risparmiato critiche e osservazioni puntuali.<br \/>\nSecondo Stiglitz il problema principale non e&#8217; \u201cnella struttura dei singoli paesi come l&#8217;Italia &#8211; anche se ci sono riforme da portare avanti &#8211; ma la struttura stessa dell&#8217;Eurozona&quot;. Stiglitz ha sottolineato come &quot;oggi in molte parti dell&#8217;Europa si celebra la fine della recessione e secondo alcuni questo dimostrerebbe che l&#8217;austerita&#8217; funziona: ma cio&#8217; non significa che ci sia una ripresa solida&quot;.<br \/>\nStiglitz ha parlato apertamente di fallimento dell\u2019economia di mercato perch\u00e9 mentre da una parte solo la Germania ha un pil pro capite superiore a quello pre-crisi, in Grecia la riduzione e&#8217; stata del 25% e persino negli Usa il reddito mediano oggi e&#8217; piu&#8217; basso che 25 anni fa. Peraltro in una situazione dove la performance della Germania e&#8217; scadente \u201cse consideriamo che la sua crescita e&#8217; basata sull&#8217;avanzo dei conti e quindi non puo&#8217; essere emulata a livello mondiale&quot;.<br \/>\nStiglitz si \u00e8 soffermato anche sul \u201cvizio d\u2019origine\u201d dell\u2019euro evidenziato in una \u201cscelta politica\u201d in cui tutti si rendevano conto che non erano state soddisfatte alcune condizioni per una moneta condivisa. &quot;I successi iniziali dell&#8217;euro &#8211; ha aggiunto &#8211; facevano parte del problema: si pensava che l&#8217;eliminazione del rischio valutario avrebbe eliminato il rischio paese&#8221;. Con l&#8217;euro &#8221;e&#8217; stato dato vita a un sistema inefficiente e intrinsecamente instabile \u2013 ha aggiunto Stiglitz &#8211; ma i suoi creatori non hanno compreso la natura profonda delle distorsioni nell&#8217;economia&quot;, Quanto alle soluzioni, ha ricordato ancora l&#8217;economista, &quot;c&#8217;erano due opzioni: la prima, riformare la struttura dell&#8217;euro mentre la seconda era andare avanti facendo il meno possibile con riforme minime&quot;. L&#8217;Europa ha scelto la seconda, ha ricordato Stiglitz, abbinandola all\u2019austerit\u00e0 che pero&#8217; come soluzione &quot;non ha mai funzionato&quot;.<br \/>\nPeraltro, ha aggiunto l&#8217;economista, &quot;alcune riforme strutturali possono indebolire le economie dei paesi perch\u00e8 implicano semplicemente tagli ai salari, che peggiorano la situazione visto che si affiancano ai tagli alla spesa pubblica&quot;. &quot;Non e&#8217; stata la rigidit\u00e0 del mercato del lavoro a causare la crisi&quot; ha concluso Stiglitz.<br \/>\nUn mese fa, Stiglitz firm\u00f2 insieme ad Amartya Sen una nota in cui sostennero di essere &quot;decisamente in favore di un&#8217;Europa piu&#8217; unita&quot; nell&#8217;ottica di arrivare a una &quot;integrazione politica&quot;. Contro coloro che volevano strumentalizzare il loro pensiero in chiave anti-europeista i due economisti sostennero di essere invece &quot;fortemente pro-europeisti chiedendo molto di piu&#8217; di una semplice unione monetaria&quot;. (di fabrizio salvatori)<br \/>\nOCSE<br \/>\nL&#8217;OCSE COPIA IL GOVERNO SU RECESSIONE E DEFICIT MA FRENA SULLA DISOCCUPAZIONE: &quot;NESSUN MIGLIORAMENTO&quot;<br \/>\nCrescita lenta e ancora problemi con il deficit nel 2014 e 2015 mentre sul fronte della disoccupazione continua la stagnazione. E\u2019 questo in sintesi il quadro che l\u2019Ocse ha diffuso in queste ore sulla situazione nel Bel Paese, un quadro tutto sommato uguale a quello delineato dal Governo nell\u2019ultimo Def. Cos\u00ec sovrapponibili i due profili che in un passaggio viene sottolineato come le prospettive complessive continuano a migliorare non solo grazie &quot;alle esportazioni, stimate in crescita per via dell&#8217;aumento della domanda estera\u201d, ma anche per una domanda interna che iniziera&#8217; a espandersi, \u201csostenuta anche dai tagli alle tasse sul reddito nel 2014\u201d. Tuttavia, ancora una volta proprio come sottolinea palazzo Chigi, servono &quot;ulteriori riforme strutturali mentre &quot;il governo dovrebbe anche garantire l&#8217;effettiva attuazione delle riforme precedenti&quot;.<br \/>\nNEL 2015 LA DISOCCUPAZIONE SAR\u00c0 AL 12,5% \/ La recessione continuera&#8217; durante il 2104 e la crescita aumentera&#8217; un po&#8217; di piu&#8217; nel 2015 &#8211; scrive l&#8217;organizzazione parigina &#8211; Il ritorno della fiducia aiutera&#8217; sia i consumi sia gli investimenti (tenuti a freno dal sistema creditizio), con un&#8217;ulteriore spinta dai moderati tagli alle tasse che aumenteranno il reddito delle famiglie&quot;. Quadro nero per la disoccupazione, che scendera&#8217; nel 2015, ma solo lentamente, perche&#8217; il primo impatto dell&#8217;aumento della domanda di lavoro \u201csaranno probabilmente piu&#8217; ore lavorate&quot;. La percentuale di senza lavoro viene al 12,8% nel 2014, dopo il 12,2% dell&#8217;anno scorso, e al 12,5% nel 2015. Sul fronte del deficit invece, scrive ancora l&#8217;Ocse, &quot;il governo italiano ha avuto successo nel portare avanti il consolidamento di bilancio nel 2013&quot;. Ciononostante, &quot;il livello del deficit non e&#8217; sceso, a causa dell\u2019attivit\u00e0 economica debole&quot;. Il rapporto deficit\/Pil e&#8217; cosi&#8217; rimasto al 2,8% l&#8217;anno scorso, e scender\u00e0 secondo le stime dell&#8217;organizzazione al 2,7% quest&#8217;anno e al 2,1% l&#8217;anno prossimo. &quot;il rapporto tra debito e Pil non comincer\u00e0 a scendere prima del 2016\u201d. Cio&#8217; rende il Paese &quot;ancora vulnerabile a potenziali scossoni&quot; dei mercati, ed e&#8217; quindi &quot;essenziale continuare con la cautela sui conti pubblici basata sulla riduzione della spesa&quot;.<br \/>\n&quot;INFLAZIONE DESTINATA A RIMANERE BASSA&quot;\/ La fiducia delle imprese \u201ce&#8217; cresciuta ma rimane al di sotto dei recenti picchi&quot;, prosegue l&#8217;Ocse, &quot;l&#8217;occupazione, pero&#8217;, continua a diminuire e la disoccupazione e&#8217; aumentata di nuovo; pertanto la debolezza dell&#8217;economia rimane sostanziale&quot;. &quot;La crescita dei salari e&#8217; rimasta bassa e l&#8217;inflazione e&#8217; calata, in parte a causa dell&#8217;apprezzamento dell&#8217;euro&quot;, si legge ancora nell&#8217;Outlook, &quot;la spesa pubblica rester\u00e0 debole e l&#8217;inflazione e&#8217; destinata a rimanere bassa&quot;. In Italia le condizioni del credito dovrebbero in qualche modo migliorare nel 2014, a seconda dei risultati dell&#8217;Asset Quality Review della Bce, ma dovrebbero sostenere una ripresa solo graduale degli investimenti&quot;, i quali, secondo l&#8217;Ocse, accelereranno comunque nel 2015 grazie proprio alla ripresa delle esportazioni. I rischi al ribasso per la ripresa, afferma ancora l&#8217;organizzazione di Parigi, sono legati proprio al settore bancario, la cui debolezza potrebbe &quot;restringere il credito e interrompere il normale ciclo degli investimenti&quot; e a una possibile reazione avversa dei mercati a una frenata sul consolidamento fiscale. D&#8217;altro canto, si legge ancora nell&#8217;Outlook, &quot;gli investimenti, e di conseguenza il Pil, potrebbero riprendersi piu&#8217; del previsto, soprattutto se il piano di rimborso dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese riuscira&#8217; a dare un impeto significativo all&#8217;economia&quot;.<br \/>\nIL QUADRO MONDIALE \u00c8 SOSTANZIALMENTE STATICO \/La situazione mondiale, al di l\u00e0 di qualche facile trionfalismo sui segnali di qualche ripresa in settori del mondo occidentale, non lascia intravvedere grandi prospettive. Il Pil dell&#8217;area Ocse e&#8217; destinato a crescere del 2,2% nel 2014 e del 2,8% nel 2015, in accelerazione rispetto all&#8217;espansione dell&#8217;1,3% segnata nel 2013, in un quadro che vede gli Usa accelerare, la Cina rallentare e l&#8217;Eurozona riprendersi in modo piu&#8217; lento rispetto alle altre grandi potenze economiche mondiali. Per\u00f2, viene anche sottolineato che i rischi derivanti dal ritiro delle misure di allentamento quantitativo attuate dalle banche centrali &quot;potrebbero rivelarsi un&#8217;enorme sfida&quot;, dice l\u2019Ocse. E se da una parte sono diminuiti i timori di un collasso dell&#8217;area euro, proprio &quot;le tensioni finanziarie sui mercati emergenti potrebbero far deragliare la ripresa globale&quot;. Fattori di rischio che si aggiungono ai pericoli di deflazione nell&#8217;Eurozona e alle tensioni geopolitiche, in un quadro dove &quot;l&#8217;eredit\u00e0 della crisi deve ancora essere affrontata&quot;<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nIL PAESE INGIUSTO &#8211; Negli anni passati in Germania si sono manifestate &quot;in modo strisciante diverse ingiustizie sociali&quot;, scrive Der Spiegel. &quot;Dall&#8217;assenza di pari opportunit\u00e0 nell&#8217;accesso all&#8217;istruzione alla distribuzione diseguale di redditi e patrimoni fino a un sistema di protezione sociale che muove ogni anno miliardi di euro ma lascia poco a chi ha di meno e alle giovani generazioni&quot;. Sono finiti i tempi i cui il paese assicurava benessere a tutti, continua il settimanale. La situazione tedesca sembra rispecchiare le tesi dell&#8217;economista francese Thomas Piketty, che &quot;nel suo monumentale studio Le Capital au XXI siede denuncia le ingiustizie del capitalismo e propone una tassa sui patrimoni e sui capitali&quot;. Piketty sostiene che &quot;la ricchezza dei paesi sviluppati si \u00e8 concentrata nelle mani di poche famiglie, facendo in modo che idee come la giustizia sociale siano diventate vuote promesse&quot;. I dati parlano chiaro: &quot;Tra il 1992 e il 2012 il patrimonio dei tedeschi \u00e8 raddoppiato, ma nel 2008 il 10 per cento pi\u00f9 ricco possedeva il 53 per cento del patrimonio, mentre la met\u00e0 pi\u00f9 povera si \u00e8 dovuta accontentare dell&#8217;i per cento ( Der Spiegel)<br \/>\nBERLINO &#8211; UNA MOBILITAZIONE LUNGA UN MESE, CONTRO L\u2019AUSTERIT\u00c0 &#8211; Un buon segno: l\u2019Europa \u00e8 al centro delle tradizionali mobilitazioni del primo maggio della confederazione unitaria sindacale tedesca (Dgb). \u00abBassi tassi di crescita, alta disoccupazione, in particolare fra i giovani, e una crescente povert\u00e0: le conseguenze della rigorosa politica di austerit\u00e0 sono catastrofiche\u00bb, afferma senza mezzi termini l\u2019organizzazione che raccoglie le otto federazioni di categoria, per un totale di oltre 6 milioni di iscritti. Contro le politiche anticrisi di stampo neoliberale, la ricetta della Dgb \u00e8 presto detta: un massiccio piano di investimenti per il rilancio dell\u2019economia del Vecchio continente e la conseguente creazione di nuovi posti di lavoro, da finanziare anche attraverso la tassazione delle grandi ricchezze.<br \/>\nLe rivendicazioni del sindacato tedesco non sono nuove: risale al dicembre 2012 la proposta di un \u00abpiano Marshall\u00bb per l\u2019Europa che preveda la spesa di 260 miliardi l\u2019anno, indirizzata in particolare alla riconversione ecologica della produzione. Un\u2019idea fatta propria dalla confederazione dei sindacati europei (Ces), che un mese fa sfil\u00f2 per le strade di Bruxelles. Le risorse &#8211; pari al 2% del Pil europeo &#8211; andrebbero ottenute non solo con la leva fiscale, ma anche con l\u2019emissione di titoli di debito pubblico europeo, qualcosa di simile a quegli Eurobond che alle orecchie di Angela Merkel suonano come una bestemmia. Nonostante l\u2019ostinato diniego della cancelliera, la Dgb non demorde, e invita i lavoratori tedeschi a votare il 25 maggio \u00abper l\u2019Europa sociale\u00bb.<br \/>\nLa manifestazione principale di oggi si tiene a Brema, dove prende la parola per il suo ultimo comizio da segretario generale Michael Sommer. Il passaggio di consegne con il successore designato Reiner Hoffmann (socialdemocratico come il leader uscente) avviene all\u2019insegna della continuit\u00e0: da quando la Spd \u00e8 nella grosse Koalition di governo, il rapporto con l\u2019esecutivo \u00e8 migliorato, e non si prevedono cambiamenti. Non c\u2019\u00e8 opposizione dura, ma nemmeno piatto collateralismo: sull\u2019introduzione del salario minimo legale di 8,50 euro all\u2019ora, ad esempio, il sindacato lamenta che il progetto di legge governativo preveda troppe eccezioni. La misura, infatti, non si applicherebbe ai disoccupati di lungo corso e agli under 18: per la Dgb si tratta di \u00abinsopportabili discriminazioni\u00bb. Sulla stessa linea \u00e8 la Linke, che chiede anche che il salario minimo sia elevato a 10 euro.<br \/>\nSono previsti cortei e comizi in tutto il Paese. Insieme ai sindacati sfileranno anche i militanti della Spd e della Linke: per il principale partito di opposizione, l\u2019odierno primo maggio dev\u2019essere un \u00abgiorno di lotta europeo\u00bb. In alcune citt\u00e0 (molte dell\u2019Ovest, come Duisburg, Dortmund o Essen) sono annunciati anche i neonazisti della Npd e di altre formazioni della frastagliata galassia nera (o \u00abbruna\u00bb come si dice in Germania), che rivendicano per s\u00e9 l\u2019identit\u00e0 di \u00abanticapitalisti nazionali\u00bb. Ovunque abbiano minacciato la loro presenza, i neonazi sanno di trovare ben pi\u00f9 nutrite contro-manifestazioni alle quali prendono parte sindacati, associazioni, partiti e  Autonomen delle case occupate. La mobilitazione preventiva degli scorsi giorni ha gi\u00e0 sortito positivi effetti a Berlino, dove l\u2019annunciata sfilata della Npd attraverso il quartiere multietnico di Neukolln \u00e8 stata disdetta dagli stessi organizzatori.<br \/>\nNella capitale ci sar\u00e0 l\u2019ormai tradizionale \u00abMyfest\u00bb per le strade di Kreuzberg: stand, musica e incontri in un\u2019autentica atmosfera di festa popolare<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nPARIGI &#8211; TEMPESTA A LE MONDE \/ Sette caporedattori di Le Monde, su un totale di undici, si so-no dimessi il 6 maggio, denunciando &quot;gravi disfunzioni e l&#8217;assenza di fiducia e di comunica-zione con la direzione&quot;. Nel mirino c&#8217;\u00e8 la direttrice Natalie Nougayr\u00e8de, accusata di essere troppo autoritaria, e l&#8217;amministratore delegato Louis Dreyfus. Secondo Les Echos, i dimissionari criticano anche lo slitta-mento del lancio della nuova formula del giornale e &quot;le difficolt\u00e0 legate alla riorganizzazione della redazione in vista del passaggio al digitale&quot;.<br \/>\nPARIGI<br \/>\nII parlamento ha ap-provato il 29 aprile un piano di austerit\u00e0 da 50 miliardi di euro proposto dal nuovo premier Manuel Valls.<\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\nII 5 maggio 22 migranti, in maggioranza somali, sono morti nel naufragio di due imbarcazioni nel mar Egeo. Altre sette persone risultano disperse<br \/>\nATENE<br \/>\nUN PARTITO TUTTO NUOVO \/ Alla vigilia delle elezioni europee del 25 maggio, in Grecia \u00e8 nato un nuovo partito che potrebbe essere la vera sorpresa del voto. Si tratta di To Potami, il fiume, formazione fondata dal giornalista Stavros Theodorakis in un momento particolarmente importante per il paese: dopo quattro anni, infatti, Atene \u00e8 tornata a finanziarsi sui mercati e il leader di Syriza, Alexis Tsipras, \u00e8 stato scelto dalla sinistra europea come candidato alla presidenza della Commissione europea. Come spiega Theodorakis, To Potami &quot;\u00e8 nato per coinvolgere nella vita politica le persone che vengono dai diversi settori della societ\u00e0: esattamente il contrario di quello che hanno fatto, e fanno ancora, gli altri partiti&quot;. Secondo il suo leader, To Potami \u00e8 un partito di sinistra, quindi attento ai temi della giustizia sociale, ma liberale, per questo favorevole all&#8217;euro e all&#8217;Unione europea: tutte caratteristiche che lo distinguono nettamente da Syriza, anche se entrambi i partiti pescheranno i voti dallo stesso bacino elettorale e la rivalit\u00e0 pi\u00f9 interessante sar\u00e0 proprio quella tra Tsipras e Theodorakis, commenta To Vi-ma. Come scrive il quotidiano, Syriza potrebbe diventare il primo partito e superare i conservatori e i socialisti che governano insieme. Ma c&#8217;\u00e8 anche l&#8217;incognita dei neonazisti di Alba dorata. A dire dove andr\u00e0 il paese sar\u00e0 il voto del 25 maggio.<\/p>\n<p>PORTOGALLO<br \/>\nLISBONA<br \/>\nDOPO L&#8217;AUSTERIT\u00c0 \/ La missione della troika (Ue, Bce e Fmi) ha lasciato Lisbona dopo aver completato l&#8217;ultima valutazione trimestrale del piano di salvataggio da 78 miliardi di euro, che si concluder\u00e0 il 17 maggio. Il Portogallo diventa cos\u00ec il secondo paese dopo l&#8217;Irlanda a uscire dalla tutela della troika senza ricorrere alla linea di credito d&#8217;emergenza della Bce. Il paese \u00e8 tornato a finanziarsi sui mercati e l&#8217;Ocse prevede che nel 2014 crescer\u00e0 dell&#8217;1,4 per cento. Ma il prezzo del risanamento \u00e8 stato altissimo, scrive Publico: negli ultimi tre anni sono stati persi 332mila posti di lavoro e la disoccupazione \u00e8 arrivata al 15,3 per cento.<\/p>\n<p>SLOVENIA<br \/>\nLJUBLJANA<br \/>\nBRATUSEK GETTA LA SPUGNA \/ La premier slovena Alenka Bratusek {nella foto) si \u00e8 dimessa il 5 maggio, dopo essere stata scalzata dalla guida del suo partito, Slovenia positiva, dal suo storico avversario, il sindaco di Ljubljana ed ex primo ministro Zoran Jankovic. Il presidente della repubblica e il parlamento hanno ora 30 giorni per formare un nuovo governo, ma, spiega Dnevnik, gli altri partiti della coalizione guidata da Bratusek, al potere dal marzo 2013, hanno annunciato che lasceranno la maggioranza, sostenendo di non poter partecipare a un eventuale governo guidato da Jankovic, sospettato di corruzione. A questo punto sembra quindi molto probabile che entro giugno saranno indette le elezioni anticipate, come aveva chiesto anche Bratusek<\/p>\n<p>GB<br \/>\nLONDRA<br \/>\nLVUOI IL SUSSIDIO? LAVORA GRATIS \/ GRAN BRETAGNA. IN VIGORE IL PACCHETTO \u00abHELP TO WORK\u00bb<br \/>\n\u00c8 UNA DELLE MISURE pi\u00f9 controverse tra quelle ideate dal governo, e fa parte di un pacchetto di provvedimenti che somiglia pi\u00f9 a un attacco ai disoccupati che alla disoccupazione. Entrato in vigore luned\u00ec, il cosiddetto Help to work \u2014 il cui scopo sulla carta sarebbe quello d\u2019incoraggiare i senza lavoro a \u00abdarsi da fare\u00bb per trovarne uno \u00e8, dopo la decurtazione dei sussidi, il fiore all\u2019occhiello della controversa iniziativa lanciata dal governo di coalizione Tory Libdem per \u00abaiutare\u00bb i disoccupati.<br \/>\nSECONDO LE NUOVE REGOLE, che interesseranno circa 200 mila persone, chi \u00e8 disoccupato da pi\u00f9 di due anni e gi\u00e0 iscritto all\u2019attuale Work programme perder\u00e0 i propri sussidi, a meno che non visiti un ufficio di collocamento (il Job Centre) tutti i giorni anzich\u00e9 una volta a settimana, lavori gratuitamente o frequenti qualche corso di avviamento professionale. Tra le altre attivit\u00e0 che il disoccupato dovrebbe abbracciare con entusiasmo figurano la preparazione di pasti, la pulizia e l\u2019assistenza a ospiti in case di riposo e presso enti benefici e di recupero. Il tutto per 30 ore settimanali per un periodo fino a sei mesi, pi\u00f9 almeno quattro ore di ricerca di lavoro la settimana. Il sussidio di disoccupazione sar\u00e0 sospeso per quattro settimane alla prima assenza e per tredici settimane nel caso di una seconda. Questo coniglio non esce dal cilindro del cancelliere George Osborne, ma \u00e8 un ben noto (fu introdotto da Nixon negli Stati Uniti) provvedimento alternativo detto work\u00adfare (dove work sostituisce il well di welfare ) e da noi \u00e8 meglio noto come \u00ablavoro socialmente utile\u00bb. Una definizione benigna per qualcosa che, una volta cambiato l\u2019angolo di visuale, appare nella sua reale entit\u00e0 di lavoro forzato e non retribuito.<br \/>\nBENCH\u00c9 IL MINISTRO DEL LAVORO MCVEY si affanni a definirle non punitive, il sotto testo di vendetta traspare, nei confronti degli \u00abscrocconi\u00bb, figure demonizzate la cui incidenza reale \u00e8 stata gonfiata da un\u2019implacabile campagna mediatica che vede i tabloid (tranne il Daily Mirror , tradizionalmente filo Labour) in prima linea. Il Paese \u00e8 convinto che molti disoccupati se la spassino a sbafo delle fatiche del virtuoso contribuente. Ecco perch\u00e9 a prescindere dalla sua reale efficacia, il pro\u00adgramma gode di buon consenso presso un\u2019opinione pubblica gi\u00e0 \u00abcucinata\u00bb a dovere. A poco \u00e8 valsa la levata di scudi della maggior parte degli enti benefici che avrebbero dovuto avvalersi di buon grado della manodopera  gratuita regalata loro dal governo e che tuttavia ne hanno rigettato il sostrato politico e culturale. (londra-  reuters \/ il manifesto : Leonardo Clausi)<\/p>\n<p>SVIZZERA<br \/>\nLO ZAPPING DI MATTEO RENZI Louis Lema, Le Temps, Svizzera<br \/>\nIL FUTURO DELLA SINISTRA? IL FUTURO DELL&#8217;ITALIA? IL FUTURO DELL&#8217;EUROPA? Il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi suscita aspettative e un&#8217;attenzione quasi incredibili. E i motivi sono fondati. Non si proclama impunemente di voler fare una riforma dopo l&#8217;altra, di cambiare il paese, di far cadere interi settori di un modello superato senza suscitare la curiosit\u00e0, l&#8217;interesse, ma anche le invidie, le gelosie ed eventuali battute ironiche.<br \/>\nL&#8217;Italia politica \u00e8 un mondo a parte. Un formi-caio in continuo movimento e al tempo stesso un luogo dove tutto si blocca in modo irritante. \u00c8 una miniera per gli studiosi di politologia in cerca di nuove categorie: il lungo regno della Democrazia cristiana, l&#8217;incredibile performance televisiva di Silvio Berlusconi durata un ventennio, l&#8217;irruzione della Lega nord, il comico Beppe Grillo. Tutte innovazioni politiche che trovano il loro significato nel teatro della politica italiana, ma che si suppone (e si spera) siano anche i timidi movimenti di una crisalide che si trasforma in farfalla, in questo paese in eterna transizione.<br \/>\nRenzi sar\u00e0 in grado di fare questa trasformazione? Rispetto alla politica tradizionale il suo talento di comunicatore, le sue formule a effetto, il suo gusto per i SELFIE, la sua spontaneit\u00e0 (reale o calcolata) hanno un lato esasperante. \u00c8 o vuole essere il degno erede di altri grandi comunicatori della sinistra: l&#8217;inventore della terza via Tony Blair o il fuoriclasse Barack Obama. Ormai la sua popolarit\u00e0 ispira anche altri, e quasi subito sembra nato una sorta di asse &quot;naturale&quot; tra lui e il francese Manuel Valls.<br \/>\nPer una sinistra alla ricerca di identit\u00e0 questo modo renziano di affrontare la politica senza complessi \u00e8 quanto meno seducente. Alla vigilia delle elezioni europee, in mezzo a un panorama politico depresso in cui si parla solo attraverso irrigidimenti e riflessi populisti, questo modo di fare politica \u00e8 una maniera per contrastare pericoli pi\u00f9 seri. Ma scherzare con il fuoco \u00e8 pericoloso. Non solo perch\u00e9 anche Renzi contribuisce a banalizzare il populismo, ma soprattutto perch\u00e9 in questo regno dell&#8217;immediatezza ci si stanca pre-sto. E lo spettatore-elettore ha un modo per passare rapidamente ad altro: fare zapping. <\/p>\n<p>BELGIO<br \/>\nII 4 maggio Eric Tomas, sindaco socialista di Anderlecht, comune della regione di Bruxelles, ha vietato per motivi di ordine pubblico un raduno antisemita a cui avrebbe partecipato anche il comico francese Dieudonn\u00e9.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nSIRIA<br \/>\nLA MISSIONE DEI RIBELLI \/ Il 5 maggio gli Stati Uniti hanno annunciato che riconosceranno gli uffici di Washington della Coalizione nazionale siriana (Cns), il gruppo principale dell&#8217;opposizione laica, come una &quot;missione straniera&quot;. La decisione faciliter\u00e0 l&#8217;invio ai ribelli di aiuti finanziari e di equipaggiamenti non letali. L&#8217;annuncio \u00e8 stato fatto prima della visita negli Stati Uniti di Ahmad Jarba, il leader della Cns, scrive Now. Nella provincia di Deir Ezzor gli scontri tra i ribelli jihadisti del Fronte al nusra e quelli dello Stato islamico dell&#8217;Iraq e del levante hanno causato almeno 74 morti e la fuga di 100mila civili<\/p>\n<p>CISGIORDANIA<br \/>\nINTIMIDIRE VENDICARSI da Ramallah Amira Hass<br \/>\nHo raggiunto Hebron, in Cisgiordania, per seguire gli sviluppi dell&#8217;ultimo scandalo: un soldato \u00e8 stato filmato mentre minacciava di sparare a due palestinesi a cui (insieme ad altri) stava dando il tormento. Poco prima, nello stesso giorno, il soldato era stato condannato a passare venti giorni in una prigione militare per aver aggredito alcuni superiori, ma l&#8217;esercito ha pensato che fosse meglio inviarlo a un checkpoint nel centro di Hebron, all&#8217;ingresso di una strada vietata ai palestinesi. Il filmato \u00e8<br \/>\nstato visto da milioni di persone in tv e su internet, ma circa 150mila israeliani hanno messo un like a un post di sostegno al soldato su Facebook. Evidentemente hanno creduto alle bugie dell&#8217;uomo, che ha raccontato di aver reagito a una situazione di pericolo.<br \/>\nSono andata a trovare il giovane accusato di aver minacciato il soldato con un tirapugni. In realt\u00e0 aveva in mano una corona di preghiera e si era limitato ad allontanare un ragazzo dal militare, che lo stava assalendo. Quattro giorni dopo alcuni soldati sono tornati per arrestarlo. La verit\u00e0 \u00e8 che se davvero avesse avuto un tirapugni, sarebbe stato arrestato subito. I militari sono tornati per fare ci\u00f2 che fanno meglio: intimidire e vendicarsi. Lo hanno legato e picchiato, poi lo hanno lasciato steso sul pavimento tutta la notte, ammanettato e bendato. \u00c8 stato rilasciato la sera seguente. Da allora il giovane, che ha vent&#8217;anni, dorme tra gli ulivi di famiglia, lontano da casa e dalla sete di vendetta dei soldati.<\/p>\n<p>TURCHIA<br \/>\n1\u00b0 MAGGIO, LAVORATORI E CITTADINI TORNANO A GEZI PARK, ERDOGAN SCATENA LA POLIZIA \/ Mano dura, come era prevedibile, del regime di Erdogan contro lavoratori e cittadini che ieri hanno invaso le piazze turche per celebrare il primo maggio. A un anno dalle proteste di Gezi Park, attorno alle due piazze simbolo della grande rivolta anti- governativa di maggio e giugno 2013, Taksim a Istanbul e Kizilay ad Ankara, blindate e vietate tassativamente ai cortei della festa del lavoro per decisione del premier Recep Tayyip Erdogan, ci sono stati molti incidenti con feriti e arresti. La nuova legge che assegna pi\u00f9 potere ai servizi lasciando loro mano libera negli arresti, comincia a dare i primi effetti: le persone portate in galera sono state infatti diverse centinaia.<br \/>\nFin dalla mattina presto circa 40mila agenti antisommossa dispiegati nella megalopoli del Bosforo hanno attaccato con cannoni ad acqua, gas lacrimogeni e pallottole di gomma le migliaia di manifestanti che si avvicinavano nonostante il divieto all&#8217;emblematica piazza Taksim, di cui fa parte Gezi Park.<br \/>\nGli incidenti sono proseguiti per ore. Centinaia di giovani hanno continuato a confrontarsi con la polizia, lanciando pietre e bottiglie contro gli agenti antisommossa e i blindati &#8216;Toma&#8217; delle forze di sicurezza, mentre il centro della citta&#8217; era avvolto in nuvole di lacrimogeni. Scene analoghe si sono registrate ad Ankara, dove 5mila agenti hanno blindato Piazza Kizilay, impedendo con la forza ai manifestanti di avvicinarsi.<br \/>\nSolo ad Istanbul ci sono stati 90 feriti, per lo piu&#8217; leggeri, secondo l&#8217;ufficio del governatore. Sindacati di sinistra e partiti di opposizione avevano invitato nei giorni scorsi a sfilare comunque a Taksim e Kizilay sfidando il divieto del governo, invocando i diritti garantiti dalla costituzione. Il leader dell&#8217;opposizione Kemal Kilicdaroglu oggi ha accusato il governo islamico di &quot;avere paura dei lavoratori&quot;, denunciando l&#8217;uso della forza contro chi voleva celebrare la festa del lavoro.<br \/>\nL&#8217;anno scorso le autorita&#8217; avevano vietato di manifestare a Taksim il primo maggio, in quanto nella piazza erano in corso lavori di trasformazione. Ci furono gia&#8217; violenti incidenti fra polizia e forze antisommossa. Dalle grandi proteste di Gezi Park, Erdogan ha poi vietato ogni manifestazione sulla celebre piazza, reprimendo con la forza ogni tentativo di sfidare il divieto. Quest&#8217;anno il governatore di Istanbul ha giustificato la chiusura della piazza affermando di avere ricevuto dai servizi segreti informative su possibili azioni violente di &quot;gruppi terroristici&quot;.<br \/>\nProprio nei giorni scorsi, un procuratore di Antalya ha chiesto cinque anni di carcere per cinque partecipanti a una manifestazione di Gezi Park nel 2013, fra cui Ayse Deniz Karacagli, nota come la &#8216;ragazza dal foulard rosso&#8217;. Karacagli era stata arrestata durante una protesta convocata ad Antalya dopo l&#8217;uccisione da parte della polizia di un giovane manifestante ad Antiochia. La ragazza era rimasta in carcere quattro mesi. I cinque manifestanti sono stati incriminati con l&#8217;accusa di &quot;resistenza alle leggi del parlamento&quot; e di avere danneggiato uno stand del partito islamico Akp del premier Recep Tayyip Erdogan, riferisce Hurriyet online.<\/p>\n<p>TUNISIA L&#8217;assemblea nazionale costituente ha approvato il 1 maggio una legge elettorale che apre la strada allo svolgimento di elezioni legislative e presidenziali entro la fine dell&#8217;anno.<\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nII parlamento ha approvato il 5 maggio la nomina di Ahmed Miitig a capo di un governo di transizione<\/p>\n<p>IRAQ<br \/>\nII 30 aprile si sono svolte le elezioni legislative. Il tasso di partecipazione \u00e8 stato del 60 per cento, nonostante il rischio di violenze. Gli attacchi ai seggi hanno causato 14 morti. <\/p>\n<p>KENYA<br \/>\nII 3 maggio quattro persone sono morte in un duplice attentato a Mombasa. Il giorno dopo altre tre persone hanno perso la vita in due attacchi contro degli autobus a Nairobi. <\/p>\n<p>RDC<br \/>\n II 5 maggio un tribunale militare del Nord Kivu ha assolto 37 dei 39 soldati accusati di aver partecipato a una serie di stupri nel novembre del 2012 a Mino-va, nel Sud Kivu. <\/p>\n<p>SUD SUDAN<br \/>\nTENTATIVI DI DIALOGO<br \/>\nDopo le visite a Juba del segretario di stato statunitense John Kerry e del segretario generale dell&#8217;Orni Ban Kimoon, \u00e8 stato fissato per il 9 maggio ad Addis Abeba l&#8217;incontro tra il presidente sud-sudanese Salva Kiir e il suo avversario Riek Machar per cercare una soluzione al conflitto in corso da met\u00e0 dicembre, che ha causato migliaia di morti e pi\u00f9 di un milione di sfollati. Il 5 maggio a Bentiu {nella foto, un&#8217;abitante in fuga dalla citt\u00e0, ilio aprile) ci sono stati violenti scontri tra l&#8217;esercito regolare e le forze fedeli a Machar, che si contendono il controllo di questo centro petrolifero, scrive Jeune Afrique.<\/p>\n<p>SUDAFRICA<br \/>\nII 7 maggio pi\u00f9 di 25 milioni di elettori sono stati chiamati alle urne per eleggere quattrocento deputati. L&#8217;African national congress (Anc) \u00e8 il partito favorito.<\/p>\n<p>REPUBBLICA CENTRAFRICANA<br \/>\nBANGUI<br \/>\nTRAGEDIA AL CENTRO DELL&#8217;AFRICA The New York Times, Stati Uniti &#8211; Le violenze interreligiose che imperversano da mesi nella Repubblica Centrafricana tra milizie e folle inferocite cristiane e musulmane sono sfociate in una campagna di pulizia etnica contro i musulmani che vivono nella capitale, Bangui, e nel sud del paese. Finora tutti i tentativi di arginare il caos sono falliti, e i musulmani sono in fuga verso i confini settentrionali del paese. Ci sono due milioni e 100mila persone che hanno un disperato bisogno di assistenza umanitaria, e i paesi donatori devono intervenire rapidamente finanziando gli aiuti di emergenza per 274 milioni di dollari giudicati urgenti dall&#8217;Onu.<br \/>\nAll&#8217;interno del paese 100mila persone hanno gi\u00e0 abbandonato le loro case e, secondo l&#8217;Onu, entro l&#8217;anno oltre 360mila abitanti si saranno rifugiati nei paesi confinanti, che sono altrettanto poveri. Le infrastrutture della Repubblica Centrafricana sono a pezzi, miliziani e vigilantes continuano a dare la caccia ai civili, molte colture non hanno potuto essere seminate e di questo passo si rischia la fame, oltre che nuovi massacri.<br \/>\nNella Repubblica Centrafricana ci sono oggi duemila militari francesi, che operano a fianco di cinquemila peacekeeper dell&#8217;Unione africana. Ma le tensioni interconfessionali hanno coinvolto anche i peacekeeper, tanto che gli 800 militari del Ciad sono stati accusati di schierarsi con i musulmani centrafricani e costretti a lasciare il paese.<br \/>\nIl Consiglio di sicurezza dell&#8217;Orni ha fatto be-ne ad autorizzare l&#8217;invio nella Repubblica Centrafricana di una nuova forza di pace composta da diecimila militari e 1.800 poliziotti. Ma la nuova missione dovrebbe diventare operativa solo il 15 settembre, e potrebbe essere troppo tardi per impedire la devastazione del paese e la morte di milioni di persone. \u00c8 indispensabile fare tutto il possibile per anticipare quella data. Stati Uniti, Unione europea e paesi africani devono sostenere di pi\u00f9 l&#8217;operazione di peacekeeping e l&#8217;assistenza umanitaria. Se non si fermeranno le violenze sar\u00e0 impossibile tenere le elezioni, come previsto, nel febbraio del 2015. Eppure il voto potrebbe rappresentare il primo passo verso una soluzione politica duratura. Urge quindi un intervento energico e immediato che impedisca ai conflitti interreligiosi della Repubblica Centrafricana di trasformarsi in una guerra civile. <\/p>\n<p>ETIOPIA<br \/>\nLE PROTESTE NELLE UNIVERSIT\u00c0 \/ Durante la visita in Etiopia di Li Keqiang, il premier della Cina, i due paesi hanno firmato vari accordi economici per la costruzione di nuove infrastrutture nel paese africano. Ma, scrive Think Africa Press, proprio i piani di espansione territoriale di Addis Abeba avevano scatenato il 28 aprile una serie di proteste antigovernative nelle universit\u00e0 della regione di Oromia, all&#8217;interno della quale sorge la capitale, che gode di uno status autonomo. Le proteste si sono diffuse nelle citt\u00e0, tra cui Ambo, e la repressione di polizia ha causato almeno 17 morti<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nAUSTRALIA<br \/>\nII 3 maggio il primo ministro Tony Abbott ha cancellato una visita in Indonesia a causa delle divergenze sulla questione dei richiedenti asilo respinti da Canberra. <\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nLE MIRE EUROPEE DI ABE \/ Sh\u00f9kan Asahi \/ A poche settimane dalla visita infruttuosa del presidente statunitense Barack Obama in Giappone, il 29 aprile il primo ministro giapponese Shinz\u00f2 Abe \u00e8 partito per un viaggio in sei paesi europei. L&#8217;incontro con Obama alla fine di aprile si era concluso con un nulla di fatto per quanto riguarda i negoziati sull&#8217;ingresso del Giappone nella Trans-Pacific strategie economie partnership (Tpp), un accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti e altri dieci paesi. Portare a termine queste trattative fa parte della strategia di sviluppo cui punta il governo giapponese. Ma le condizioni imposte da Washington stanno incontrando la forte opposizione di molti settori dell&#8217;agricoltura giapponese. Il viaggio di Abe ha l&#8217;obiettivo di rafforzare i rapporti commerciali tra il Giappone e l&#8217;Unione europea. Ma, secondo il settimanale Sh\u00f9kan Asahi, ha come scopo principale l&#8217;accelerazione e l&#8217;aumento dell&#8217;esportazione di armi e tecnologia nucleare verso l&#8217;Unione.<\/p>\n<p>THAILANDIA<br \/>\nLA FINE DI YINGLUCK SHINAWATRA \/ Il 7 maggio la corte costituzionale ha ordinato la destituzione della prima ministra Yingluck Shinawatra e di nove ministri del suo gabinetto per abuso di potere. Shinawatra \u00e8 ritenuta colpevole di aver sostituito il capo della sicurezza del paese con un proprio parente nel 2011. La premier si \u00e8 dimessa ma il governo ad interim rimane in piedi guidato da Niwattumrong Boonsongpaisan, ministro del commercio e vicepremier. Molti pensano che la sentenza della corte abbia motivi politici. Ora si attendono le proteste delle camicie rosse<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nARMA A DOPPIO TAGLIO \/ La notizia che l&#8217;economia cinese sorpasser\u00e0 quella statunitense, forse gi\u00e0 entro la fine del 2014, ha fatto il giro del mondo. A divulgarla \u00e8 stata la Banca mondiale che dal 2011, attraverso l\u00ecnternational comparison program, analizza le economie nazionali basandosi, oltre che sulla crescita, anche sulla parit\u00e0 di potere d&#8217;acquisto e prendendo in considerazione i dati del Fondo monetario internazionale. La stampa cinese ha reagito in modo cauto. Caijing scrive che Pechino in realt\u00e0 sembra non gradire le stime della Banca mondiale. Per lo Huanqiu Shibao il primato \u00e8 un&#8217;arma a doppio taglio: da una parte offre all&#8217;occidente l&#8217;occasione di ripensare al modo in cui guarda alla crescita cinese, dall&#8217;altra mette Pechino di fronte alla necessit\u00e0 di non farsi condizionare dall&#8217;estero, sapendo che presto il sorpasso avverr\u00e0 e che se da un lato questo far\u00e0 aumentare la fiducia dei cittadini, dall&#8217;altro potrebbe anche spingerli a chiedere di pi\u00f9, con conseguenze sulla coesione e la stabilit\u00e0 sociale. Per i Feng, inoltre, bisogna tenere presente che nella gestione degli organismi finanziari internazionali la Cina ha un peso minore rispetto agli Stati Uniti.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nII primo maggio 32 persone sono morte in una serie di attacchi rivendicati dai ribelli separatisti del Fronte nazionale democratico del Bodoland (Ndfb) nello stato dell&#8217;Assalii. <\/p>\n<p>VIETNAM<br \/>\nII 7 maggio il governo ha accusato la marina cinese di aver attaccato con cannoni ad acqua delle imbarcazioni vietnamite nelle acque contese del mar Cinese Meridionale.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nLE ACCUSE DI HAMID MIR &#8211;  Il 2 maggio Hamid Mir, il giornalista sopravvissuto a un tentato omicidio il 19 aprile scorso a Karachi, \u00e8 comparso per la prima volta davanti alla commissione d&#8217;inchiesta che sta indagando sull&#8217;attentato. Mir, veterano del giornalismo pachistano (fu il primo a intervistare Bin Laden dopo l&#8217;n settembre 2001), ha rinnovato le accuse contro una parte dell&#8217;intelligence militare del paese. In un&#8217;intervista canale in urd\u00f9 della Bbc, Mir ha riferito che anche mentre era ricoverato in ospedale ha ricevute minacce: &quot;Sono venuti a riferirmi messaggi di chi mi vuole eliminare, consigliandomi di lasciare il paese&quot;. Il 7 maggio il commentatore politico Zaid Hamid, autodefinendosi un patriota, ha denunciato per tradimento Hamid Mir.<\/p>\n<p>BRUNEI<br \/>\nARRIVA LA SHARIA \/ Il 1 maggio il sultano del Brunei ha lanciato la prima fase dell&#8217;introduzione della sharia nel paese. I musulmani di etnia malay, il 70 per cento dei 4.oomila abitanti del sultanato, hanno accolto con cauto sostegno la decisione, mentre la popolazione non musulmana ha protestato sui social network, un evento raro nel paese, scrive Al jazeera.<\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nURUGUAY<br \/>\nI DETTAGLI DELLA RIFORMA<br \/>\nIL 2 maggio il governo di Monte-video ha reso pubblici i decreti attuativi della riforma che regoler\u00e0 la produzione, il commercio e il consumo di cannabis. Un grammo di marijuana coster\u00e0 meno di un dollaro e ogni consumatore &#8211; maggiorenne, residente in Uruguay e iscritto in un registro speciale &#8211; potr\u00e0 comprare massimo quaranta grammi al mese. In ogni casa si potranno coltivare non pi\u00f9 di sei piante. &quot;Entro la fine di novembre&quot;, scrive La Naci\u00f3n, &quot;la marijuana si potr\u00e0 comprare nelle farmacie autorizzate a venderla\u201d.<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nCARACAS<br \/>\nINCHIESTA DEL GOVERNO VENEZUELANO: COSPIRAZIONE DI ESTREMA DESTRA PAGATA DALL\u2019ESTERNO &#8211; UNA COSPIRAZIONE DI ESTREMA DESTRA, finanziata da fuori, per mettere le mani sulle risorse del paese. Questo, in sintesi, il risultato dell\u2019inchiesta condotta dal governo venezuelano e illustrata dal ministro degli Interni, Miguel Rodriguez Torres. Dalla prima settimana di febbraio, il paese \u00e8 scosso dalle proteste violente. Una parte dell\u2019opposizione vuole imporre con la forza \u201cla salida\u201d, l\u2019uscita dal governo del presidente Nicolas Maduro. Finora i morti sono 41 e i feriti 785 (275 sono funzionari pubblici, poliziotti e militari). Restano in carcere 197 persone, fra queste solo 14 sono studenti. La Fiscal general, Luisa Ortega Diaz ha detto di aver aperto 142 procedimenti per sospetta violazione dei diritti umani, di aver formalizzato 98 accuse per un totale di 294 persone: \u201cNon possiamo permettere che si ripetano fatti del genere come negli anni \u201980-\u201990\u201d, ha detto Ortega.<br \/>\nCARACAS<br \/>\nABUSI CONTRO I MANIFESTANTI \/ &quot;A tre mesi dall&#8217;inizio delle proteste, un rapporto pubblicato il 5 maggio dall&#8217;organizzazione non governativa Human rights watch (Hrw) accusa le forze dell&#8217;ordine venezuelane di 45 casi di abusi e torture fisiche e psicologiche ai danni di pi\u00f9 di 150 manifestanti&quot;, scrive El Universal. &quot;La quantit\u00e0 di violazioni dei diritti umani che abbiamo documentato in Venezuela ci fa pensare che non si tratta di casi isolati n\u00e9 di eccessi da parte di qualche agente insubordinato&quot;, ha dichiarato Jos\u00e9 Miguel Vivanco, direttore per le Americhe di Hrw. L&#8217;organizzazione ha visitato a marzo Caracas e tre stati del paese.<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nS\u00c0O PAULO Il 23 e il 24 aprile il Brasile ha ospitato a S\u00e0o Paulo il Net mundial per discutere il futuro di internet. \u00c8 la prima volta che un forum internazionale sulla legislazione e i diritti del web riesce a produrre un documento, ma \u00e8 un testo blando e debole in relazione alla sorveglianza e allo spionaggio commessi dalla National security agency (Nsa).<br \/>\nSe il Brasile vuole guidare il dibattito mondiale sulla governance e la sorveglianza su in-ternet ha l&#8217;obbligo morale di intervenire nella vicenda dei sette giornalisti e informatori senza i quali non ci sarebbe stato il Net mundial. Il governo di Dilma Rousseff ha lasciato senza risposta ufficiale la richiesta di asilo di Edward Snowden. Al tempo stesso il paese non si \u00e8 mai espresso sulla situazione di Julian Assange, chiuso da quasi due anni nell&#8217;ambasciata ecuadoriana a Londra. L&#8217;impasse diplomatica tra l&#8217;Ecuador e il Regno Unito &#8211; che rifiuta di rilasciare ad Assange il salvacondotto per raggiungere il paese che gli ha concesso<br \/>\nasilo &#8211; ha bisogno di mediatori per sbloccarsi. Il Brasile \u00e8 un candidato naturale, per l&#8217;esperienza e l&#8217;efficienza del ministero degli esteri nei negoziati internazionali.<br \/>\nAlla presidente Rousseff chiedo quindi di offrire asilo a Snowden e di mediare tra il Regno Unito e l&#8217;Ecuador affinch\u00e9 Assange possa finalmente godere dell&#8217;asilo politico ottenuto da Quito, nostro paese fratello. ( di Natalia Viana dirige l&#8217;agenzia giornalistica brasiliana P\u00f9blica)<\/p>\n<p>ECUADOR<br \/>\nII 6 maggio il consiglio nazionale elettorale ha respinto un referendum contro l&#8217;estrazione di petrolio nel parco amazzonico Yasuni per irregolarit\u00e0 nella raccolta delle firme. <\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nII 6 maggio la Casa Bianca ha lanciato un appello per l&#8217;adozione di misure urgenti contro i cambiamenti climatici. Secondo il comunicato, l&#8217;emissione di gas a effetto serra ha gi\u00e0 causato gravi danni al territorio e all&#8217;economia statunitensi.<br \/>\nNEW YORK<br \/>\nIL 46% VICINO ALLA POVERT\u00c0. IL SINDACO DE BLASIO VARA PIANO CASA E AUMENTI DI SALARIO &#8211; A NEW YORK TRA IL 2005 E IL 2012 GLI STIPENDI SONO AUMENTATI IN MEDIA DEL 2% MENTRE IL COSTO DEGLI AFFITTI \u00c8 CRESCIUTO DEL 11%, COME RIVELANO I DATI DI UNA ANALISI DELLA NEW YORK UNIVERSITY.<br \/>\nE\u2019 anche questo uno dei motivi che hanno spinto il sindaco Bill De Blasio a varare un piano di contenimento che si basa sul principio dell\u2019accessibilit\u00e0 dei prezzi delle case. Del resto, se le statistiche parlano di una popolazione che per met\u00e0 (46%) \u00e8 vicina alla soglia di povert\u00e0 la situazi0ne socio-abitativa della Grande mela appare del tutto ingestibile. La citta&#8217; di New York, in pratica, si impegna a stanziare 8,2 miliardi di dollari per creare e mantenere abitazioni a prezzi accessibili, oltre a lavorare per ottenere circa 30 miliardi di dollari in finanziamenti privati.<br \/>\nGLI SPECUALTORI PRONTI ALLA GUERRA \/ L&#8217;investimento, comprendendo anche i fondi statali e federali, ammonterebbe a 41,1 miliardi di dollari in dieci anni: secondo i funzionari dell&#8217;amministrazione sarebbe il maggiore sforzo mai compiuto da una citta&#8217; americana nel settore. De Blasio &#8211; riporta il New York Times &#8211; sta incoraggiando la costruzione di nuovi edifici residenziali, garantendo nel contempo che includano case a prezzi accessibili per gli abitanti a basso e medio reddito. \u201cQuesto piano nel corso dei prossimi dieci anni creer\u00e0 opportunita&#8217; per tante persone e sara&#8217; un pilastro centrale nella lotta contro la disuguaglianza&quot;, ha detto il sindaco da Fort Greene, Brooklyn, dove e&#8217; in corso la costruzione di un edificio del quale il 20% delle unita&#8217; sara&#8217; costituito da case popolari. Quella di de Blasio non sar\u00e0 una battaglia semplice: dovr\u00e0 infatti affrontare anche le resistenze dell&#8217;establishment finanziario e del potente Real Estate Board of New York, che unisce agenti e imprenditori immobiliari.<br \/>\nGLI AUMENTI AGLI INSEGNANTI: PRONTI GLI ALTRI DIPENDENTI COMUNALI\/ Intanto gli insegnanti della Grande Mela \u2013 \u00e8 notizia di pochi giorni fa &#8211; dopo anni e anni di attesa e di muro contro muro con l&#8217;amministrazione di Michael Bloomberg, avranno finalmente un nuovo contratto, e alcuni aumenti salariali. In controtendenza con quanto accade in molte altre citta&#8217; americane dove la strada scelta per risanare le finanze pubbliche e&#8217; anche quella del taglio dei salari, lo stipendio dei docenti newyorkesi sara&#8217; aumentato del 18% in nove anni. Non solo: gli insegnanti avranno indietro anche ben 3,4 miliardi di arretrati, come chiedevano. In cambio i sindacati accettano un taglio dei costi legati all&#8217;assicurazione sanitaria per 1,3 milioni di dollari. L&#8217;operazione, dopo cinque mesi di dure trattative, sembra accontentare tutti. E non era facile, vista la difficolta&#8217; di coniugare le rivendicazioni sindacali con la situazione dei conti ereditata da de Blasio, con circa due miliardi di dollari di &#8216;buco&#8217; previsti per quest&#8217;anno. Ma i forti legami del nuovo sindaco col mondo del lavoro hanno permesso quello che alcuni chiamano &quot;il miracolo&quot;, il compromesso che spezza una situazione di stallo che durava da troppo tempo. Ora la speranza e&#8217; che l&#8217;intesa raggiunta per la scuola possa divenire una sorta di &#8216;pietra miliare&#8217;, un modello per chiudere tutti gli altri contratti aperti, una decina. In ballo ci sono i salari di oltre 300 mila dipendenti comunali: dai servizi ai trasporti, dalla pulizia della citta&#8217; agli impiegati. L&#8217;obiettivo di de Blasio &#8211; non certo facile da centrare- e&#8217; quello di venire incontro a tutti senza pero&#8217; mettere a repentaglio i tanti impegni presi sul fronte sociale, quelli per aiutare i piu&#8217; disagiati, a partire dalla sua battaglia per gli asili nido.<br \/>\nE su quanto accadra&#8217; sono puntati gli occhi di tutti i democratici del Paese. Perch\u00e8 non e&#8217; un mistero che la New York di de Blasio viene vista come un laboratorio in cui sperimentare nuove politiche di segno piu&#8217; progressista che in passato, per capire se la ricetta del sindaco di origini italiane funziona e puo&#8217; essere adottata anche a livello nazionale.<br \/>\nUSA<br \/>\nAUBURN HILLS<br \/>\nFIAT-CHRYSLER, IL LIBRO DEI SOGNI DI SERGIO MARCHIONNE. DAGLI USA IL NUOVO PIANO \/ &quot;Siamo fondamentalmente diversi da quello che eravamo in passato e siamo diversi dai nostri competitor\u201d. Sergio Marchionne, che IL 6 maggio  ad Auburn Hills, negli Usa, ha presentato il nuovo piano industriale, il primo dell\u2019era Fiat-Chrysler, punta tutto sulla diversit\u00e0. Una diversit\u00e0 che nasce dall\u2019aver puntato sui- \u201cbrand storici\u201d, ovvero Maserati e Alfa, a discapito delle fasce basse ovviamente. Una scelta \u201cstorica\u201d per la Fiat, che azzera pi\u00f9 di un secolo di produzione di \u201cutilitarie\u201d, buon ultima oggi nell\u2019alto di gamma tra le major. A vedere bene, al di l\u00e0 di questa esplicitazione, nel piano 2014-2018 non c\u2019\u00e8 niente di cos\u00ec rivoluzionario. La borsa lo capisce e penalizza Fiat con un -9%, che costringe il titolo alla sospensione.<br \/>\nSi punta sempre sui soliti mercati, Usa e America Latina con cifre previsionali che sembrano buttate l\u00ec per far impressione. L\u2019Alfa Romeo dovrebbe passare, per esempio, dagli appena ottantamila pezzi venduti a pi\u00f9 di quattrocentomila. La Jeep dovrebbe registrare un incremento del 160%. Un&#8217;impennata delle vendite e&#8217; attesa anche per Maserati con 6 modelli al 2018: il target e&#8217; di vendite quintuplicate al 2018 a 75.000 unita&#8217; dalle 15.400 del 2013.<br \/>\nLa situazione in Italia, per\u00f2, a livello produttivo rimane pi\u00f9 o meno sempre la stessa. Basso regime sia a Torino che a Melfi con un generico \u201cimpegno\u201d a richiamare i lavoratori dalla cassa integrazione, e quindi a non fare licenziamenti. Il punto \u00e8 che le cifre disegnano un altro scenario, a cominciare dalle 200mila Jeep a Melfi, per un impianto che ha almeno il doppio delle potenzialit\u00e0. Pomigliano, ha assicurato Marchionne, sara&#8217; completamente utilizzato, ma non ci sono cifre attendibili. Numeri a cui nemmeno il Governo \u00e8 interessato pi\u00f9 di tanto. &quot;Quando un&#8217;impresa decide e propone di fare investimenti e lavorare in Italia, dopo una discussione lunga sul fatto che questa impresa sarebbe o non sarebbe rimasta un protagonista industriale, di certo e&#8217; un segnale positivo&quot;, ha commentato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Tutto qui. La Fiom ha convocato una conferenza stampa alle 12,30 a Rimini, dove illustrer\u00e0 la sua posizione. Per il momento a dare qualche indicazione \u00e8 il segretario di Torino, Federico Bellono. &quot;Gli annunci non sono negativi, presuppongono investimenti importanti. Non si tratta di dividersi tra chi si fida e chi no, ma gli impegni devono diventare stringenti ed esigibili per evitare che si ripeta quanto accaduto con piano Fabbrica Italia. Molti degli impegni annunciati si riferiscono al 2018, quattro anni sono tanti&quot;.<br \/>\nFiat Chrysler Automobiles punta a 7 milioni di auto vendute nel 2018, con 55 miliardi di investimenti anche su ricerca e sviluppo. Sono gli obiettivi che Marchionne scrive da anni nei piani (ormai siamo al terzo). E che vengono regolarmente disattesi. L&#8217;obiettivo del gruppo Fiat-Chrysler e&#8217; vendere 1,3 milioni di veicoli al 2018 in America Latina, con un incremento del 43% rispetto alle 900.000 vetture immatricolate nel 2013, cioe&#8217; a dire circa 400.000 vetture in piu&#8217;. Per Jeep si prevedono vendite per 200.000 unita&#8217; nel 2018 da 27.000 nel 2013 mentre resteranno invariate intorno alle 20.000 unita&#8217; le immatricolazioni di Chrysler, Dodge e Ram nella regione.<br \/>\nStessa musica anche sul piano finanziario: sempre nel 2018, 132 miliardi di ricavi, 5 miliardi di utile. Tuttavia, il tallone di Achille di Fiat-Chrysler continua ad essere il debito, che ha subito un altro aumento. Marchionne \u00e8 stato costretto a mettere in pista un nuovo bond, anche se continua a tenersi distante da nuovi apporti di capitale. &quot;Non sono preoccupato per il debito, lo possiamo abbattere con i risultati&quot;, e cio\u00e8 con le vendite di Alfa Romeo e Maserati. &quot;Abbiamo gia&#8217; fatto miracoli senza raccogliere capitale&quot;, ha detto Marchionne assicurando che il piano &quot;e&#8217; fattibile&quot;. La verit\u00e0 \u00e8 che l&#8217;indebitamento industriale netto tocchera&#8217; il picco a 11 miliardi nel 2015 da 9,7 miliardi alla fine del 2013. Poi, sempre secondo le previsioni, l&#8217;indebitamento scender\u00e0 sotto il miliardo entro la fine del 2018. Attualmente, l&#8217;indebitamento netto industriale del gruppo Fiat, pari a 10 miliardi, in crescita di 0,3 miliardi rispetto al 31 dicembre 2013, mentre la liquidita&#8217; disponibile complessiva ammonta a 20,8 miliardi di euro.<br \/>\nAl di l\u00e0 degli eccelsi obiettivi posti alla fine del piano, la situazione attuale sulle vendite registra consegne a livello globale pari a 1,1 milioni di veicoli, in aumento del 9% rispetto allo stesso periodo del 2013, trainate dalla crescita nei mercati Nafta, Asia ed Europa che ha piu&#8217; che compensato il calo dell&#8217;11% in America Latina, penalizzata dal graduale venir meno degli incentivi fiscali in Brasile.<br \/>\nSecondo il deputato di Sel, Giorgio Airaudo, a lungo segretario della Fiom di Torino, &quot;tutti gli otto piani presentati da Marchionne in Italia non si sono mai conclusi. Sono stati sempre rinviati nei tempi e negli effetti e ridotti negli investimenti&quot;.<br \/>\n&quot;Il dubbio nasce dai precedenti&quot;, &quot;non si capisce come possa pagare tutti gli investimenti&quot;, osserva. Quanto all&#8217;Alfa &quot;gia&#8217; nel 2010 Marchionne indic\u00f2 l&#8217;obiettivo di mezzo milione per il 2015, speriamo che questa volta l&#8217;obiettivo di 400.000 nel 2018 possa essere raggiunto&quot;.<br \/>\n&quot;In tutti i casi &#8211; sostiene il deputato di Sel &#8211; si allungano i tempi per il rientro dei lavoratori, a Mirafiori era previsto entro il 2014 e ora si passa al 2018, grazie al sistema italiano della cassa integrazione che Marchionne critica ma non abbandona<br \/>\nOKLAHOMA<br \/>\nL&#8217;AGON\u00ccA DI LOCKETT<br \/>\nL&#8217;esecuzione di Clayton Lockett, l&#8217;uomo di 38 anni morto il 29 aprile in Oklahoma dopo un&#8217;iniezione sbagliata e un&#8217;agonia di 43 minuti, ha riacceso il dibattito sulla pena di morte e sulle iniezioni letali negli Stati Uniti. Da quando le aziende farmaceutiche europee si rifiutano di vendere i farmaci per eseguire le condanne, nelle prigioni statunitensi si usano miscele non controllate e sconosciute.<br \/>\nWASHINGTON<br \/>\n\u201c lo scenario \u00e8 fosco per i democratici al congresso degli Stati Uniti. Gli analisti prevedono che alle elezioni di met\u00e0 mandato di novembre il partito non riuscir\u00e0 a strappare ai repubblicani il controllo della camera dei deputati, e che perder\u00e0 anche la maggioranza al senato&quot;, scrive In These Times. Secondo il mensile di Chicago, i fattori che ostacolano i democratici sono soprattutto il crollo della popolarit\u00e0 di Barack Obama, la debolezza del mercato del lavoro, la mancanza di candidati della base e l&#8217;abbondanza di finanziamenti che la destra riceve. &quot;Per di pi\u00f9 devono ottenere una percentuale altissima di consensi se vogliono conquistare la camera, perch\u00e9 gli elettori democratici sono concentrati nelle citt\u00e0 e i repubblicani hanno ridisegnato i confini territoriali dei collegi elettorali in modo da favorire i loro candidati&quot;. Cos\u00ec i gruppi di base che sostengono i candidati di sinistra concentrano i loro sforzi sulle elezioni locali, cio\u00e8 sulla scelta dei governatori e dei parlamenti statali. Alle elezioni di met\u00e0 mandato del 2010 il numero dei governatori democratici \u00e8 sceso da 26 a 20.1 restanti 29 sono repubblicani, e otto di loro molto vicini al Tea party<\/p>\n<p>(articoli da: Le Temps, Svizzera, NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, Think Africa Press , Jeune Afrique,  L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, Daily Mirror,  il settimanale Sh\u00f9kan Asahi , ControLaCrisi, Les Echos e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. 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