{"id":11796,"date":"2017-04-15T19:06:31","date_gmt":"2017-04-15T17:06:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11136-16-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-19-aprile-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:31","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:31","slug":"11136-16-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-19-aprile-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11796","title":{"rendered":"11136 16. NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 19 aprile 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140420 10:35:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Tsipras: &quot;Dopo elezioni in Italia? Un giorno nuovo per la sinistra&quot;. \/ ROMA Nomine, ve l&#8217;avevamo detto. Questo \u00e8 un democristiano doc! Prc: &quot;La solita compagnia di giro&quot;. Un giro di Valzer e gli Italiani pagano.<br \/>\nVATICANO  &#8211; Per le cerimonie di canonizzazione di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII, che si svolgeranno il 26 e il 27 aprile a Roma<br \/>\nEUROPA \u2013  EU \/ BCE . La Troika come l\u2019usuraio, in Grecia come in Italia,<br \/>\n FRANCIA \/ AUSTRIA \/ OLANDA \/ REGNO UNITO \/ FINLANDIA  &#8211; Il partito della crisi \u00e8 di estrema destra  &#8211; EU. Draghi: &quot;Pronti alle misure non convenzionali di fronte al pericolo deflazione<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 PALESTINA \/ GAZA &#8211;  Il mare umano di Vik I fondi raccolti contribuiranno alla costruzione di un asilo intitolato a Vittorio a Khan Yunis, Gaza e a sostegno della fondazione Vik Utopia onlus. \/  RUANDA &#8211; Venti anni di genocidio in Ruanda, i danni del colonialismo non finiscono<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; PECHINO.  Export -6,6% a marzo, secondo calo consecutivo.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Venezuela, Maduro comincia il dialogo con l&#8217;opposizione.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211;  CINQUANTANNI DOPO New York Magazine, Stati Uniti &#8211; As it turns out, race has been the real story of&#8217; the Obama presidency all along.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nNOMINE, VE L&#8217;AVEVAMO DETTO. QUESTO \u00c8 UN DEMOCRISTIANO DOC! PRC: &quot;LA SOLITA COMPAGNIA DI GIRO&quot;. UN GIRO DI VALZER E GLI ITALIANI PAGANO.<br \/>\nPerfino Bonanni, il segretario della Cisl parla di &quot;lottizzazione ordinaria&quot;. Le nomine delle \u201caziende di Stato\u201d riportano il Bel Paese nella \u201cPrima Repubblica\u201d. Tutto si pu\u00f2 rottamare, tutto si pu\u00f2 \u201cprendere a calci\u201d, perfino le donne inermi a terra, ma la vera casta italiana, quella che conta davvero e ha in mano le filiere politico-affaristiche, \u00e8 irremovibile.  di Fabio Sebastiani<br \/>\nQuattro donne presidente, MARCEGAGLIA (Eni), GRIECO (Enel), TODINI (Poste) e BASTIOLI (Terna), MORETTI dalle ferrovie a Finmeccanica. Gli amministratori delegati saranno DE SCALZI, CAIO e STARACE. Tetto agli stipendi fissato a 238 mila euro. Ma che grande rivoluzione! Una riconferma che ha dello scandaloso, infine, quella di GIANNI DE GENNARO, che rimane sulla sua poltrona a Finmeccanica e lavorer\u00e0 con MORETTI. Secondo BONANNI, &quot;non ci sono stati gli azionisti a pronunciarsi, e&#8217; pura politica&quot;. Un argomento, questo, che taglia la testa al toro.<br \/>\nMentre tutti i quotidiani, da Repubblica al Corriere della Sera, dalla Stampa all\u2019Unit\u00e0 intrecciano alti osanna all\u2019opera \u201criformatrice\u201d di Renzi, l\u2019unico critico \u00e8 il commento di Stefano Feltri, sul Fatto Quotidiano, \u201cRottamare a met\u00e0\u201d, mentre il manifesto ironizza con il titolo di apertura \u201cIn nomine Renzi\u201d, con una foto di Mauro Moretti e il simbolo di Confindustria, l&#8217;aquila.<br \/>\nDietro la patina della \u201crivoluzione rosa\u201d, che nel caso di Marcegaglia \u00e8 una vera e propria presa in giro visti i suoi interessi imprenditoriali nel settore dell\u2019energia, non c\u2019\u00e8 nessun ricambio. Anzi, nel caso di Eni siamo al \u201cdelfinato\u201d. Al gruppo petrolifero viene promosso Claudio Descalzi, artefice della grande fortuna nell&#8217;esplorazione del Cane a sei zampe e unanimemente considerato l\u2019allievo pi\u00f9 fedele e devoto del precedente  a.d, mentre al gruppo elettrico Francesco Starace conquista la poltrona principale dopo aver gestito con successo il business delle rinnovabili con Enel Green Power. Di quale rinnovamento stiamo parlando? E poi le dismissioni sono solo apparenti. Per alcuni dei manager &#8216;licenziati&#8217;, potrebbero aprirsi altre porte, come quella di Fintecna per Alessandro Pansa, mentre l&#8217;attuale presidente di Eni, Giuseppe Recchi, e&#8217; gia&#8217; destinato a Telecom Italia.<br \/>\nInfine, la nomina di Luisa Todini, imprenditrice, eletta deputata europea nelle liste di Forza Italia nel 1994. alle Poste grida vendetta. E il colloquio tra Berlusconi e Renzi sulle cosiddette riforme che l\u2019ha propiziato un penoso teatrino.<br \/>\n&quot;Moretti a Finmeccanica, Marcegaglia all&#8217;Eni, Caio alle poste, De Gennaro riconfermato&#8230; Una vera rivoluzione!\u201d, \u00e8 il commento a caldo del segretario del Prc Paolo Ferrero. \u201cSe non ci fosse da piangere ci sarebbe da ridere \u2013 continua Ferrero &#8211; non un nome fuori dal giro, non un nome al di fuori del club degli amici degli amici che passano da un incarico all&#8217;altro recitando di volta in volta una diversa parte in commedia&#8221;. &#8221;Domani ci spiegheranno che si sono messi al servizio del paese &#8211; aggiunge &#8211; e invece i servitori siamo noi che garantiscono prebende e benefit a questa casta che vive sulle nostre spalle con un solo compito: distruggere le imprese pubbliche privatizzando ogni settore che possa dare profitti ai privati, cioe&#8217; a coloro che hanno occupato lo stato con Renzi e soci&quot;.<br \/>\nROMA<br \/>\nTSIPRAS: &quot;DOPO ELEZIONI IN ITALIA? UN GIORNO NUOVO PER LA SINISTRA&quot;. di A. Bianchi<br \/>\n&quot;Sono molto felice che la lista L&#8217;Altra Europa sia riuscita a raccogliere le firme che servono a presentare le candidature. \u00c8 stata una battaglia difficile e per questo sono fiero dei nostri compagni&quot;. Con queste parole Alexis Tsipras si \u00e8 complimentato per il primo, importante, risultato ottenuto dalla lista italiana che lo sostiene nelle prossime elezioni europee. A Bruxelles ha partecipato a una giornata di dibattiti sul debito organizzata della Sinistra europea. Un&#8217;occasione per fare anche un punto su programmi elettorali e sul futuro del movimento che lo sostiene. Anche in Italia.<br \/>\n&quot;Sono molto ottimista sul fatto che L&#8217;Altra Europa sar\u00e0 la sorpresa delle elezioni &#8211; dice &#8211; Innanzitutto perch\u00e9 \u00e8 una iniziativa positiva per unire tutte le forze di sinistra in Italia&quot;, e questo \u00e8 &quot;molto importante perch\u00e9 nell&#8217;ultima legislatura non c&#8217;era nessuno a rappresentare l&#8217;Italia nello schieramento della sinistra&quot;. E poi perch\u00e9 l&#8217;Italia \u00e8 un &quot;Paese che segue la Grecia nelle misure di rigore e nella crisi umanitaria e il successo della sinistra italiana sar\u00e0 un messaggio forte per il governo affinch\u00e9 smetta di mettere in campo politiche di austerit\u00e0&quot;. Nel suo discorso usa spesso la parola &quot;compagni&quot;, e spessissimo la parola &quot;sinistra&quot;. Anche se sa che quella parola non compare nemmeno nel simbolo della lista. Cos\u00ec come sa che i suoi componenti si mostrano spesso litigiosi. Per questo guardando al futuro fa alcune significative considerazioni. &quot;Per noi \u00e8 importante che sia una lista plurale con tante persone unite nella stessa iniziativa e nello stesso sforzo per portare nel Parlamento Ue la sinistra italiana&quot;, afferma, ma questo per Tsipras deve essere solo il primo passo di un percorso pi\u00f9 lungo e pi\u00f9 importante.<br \/>\nPer il leader di Syriza il giorno dopo e elezioni (che saranno un &quot;successo&quot;, ribadisce) &quot;sar\u00e0 un giorno nuovo per la sinistra italiana&quot;. &quot;Sono ottimista e credo nei compagni italiani che sapranno trovare un modo per cooperare e creare un permanente, come posso dire&#8230;&quot; indugia, non sapendo come definirlo. &quot;Non partito, non so se vogliono creare un partito&quot; continua, ma almeno, azzarda tenendosi vago, &quot;un nuovo movimento&quot;. E lo scopo secondo lui \u00e8 tanto semplice quanto importante: &quot;Rappresentare non solo nel Parlamento europeo ma anche nello spettro politico italiano queste nuovo messaggio di resistenza e di speranza. Per l&#8217;Europa e per l&#8217;Italia&quot;.<br \/>\nROMA<br \/>\nCONFERMATA DALLA CASSAZIONE l&#8217;annullamento della proclamazione degli eletti alle elezioni regionali del PIEMONTE DEL 28 E 29 MAGGIO 2010.Per i Supremi giudici \u00e8 &quot;inammissibile&quot; il ricorso presentato dal governatore Roberto Cota:il Consiglio di Stato che lo scorso 17 febbraio ha statuito l&#8217;invalidit\u00e0 dell&#8217;ammissione della lista &#8216;Pensionati per Cota&#8217;, annullando di conseguenza la proclamazione degli eletti, non ha &quot;travalicato&quot; i suoi poteri, come sostenuto da Cota.<\/p>\n<p>REGIONI<br \/>\nBRUXELLES &#8211; VALLE D&#8217;AOSTA e PIEMONTE fanno squadra per fronteggiare il rischio esondazione che arriva da dighe e laghi artificiali. Assieme al partner francese, l&#8217;Istituto nazionale di ricerca in scienze e tecnologie per l&#8217;ambiente e l&#8217;agricoltura, le due regioni partecipano al progetto Risba, partito a gennaio 2013 nell&#8217;ambito del programma di cooperazione transfrontaliero Alcotra Italia-Francia.<br \/>\n    L&#8217;obiettivo di Risba \u00e8 di sviluppare e condividere metodologie, strumenti e banche dati per il monitoraggio e la prevenzione dei rischi correlati agli &#8216;accumuli idrici&#8217;.<br \/>\n    Oltre a condurre nuove valutazioni tecniche, l&#8217;iniziativa riunisce le esperienze maturate negli anni dai partner del progetto e punta a condividere le migliori pratiche di progettazione, costruzione, gestione e controllo dei laghi artificiali, ma soprattutto di prevenzione dei rischi d&#8217;esondazione nei territori a valle.<br \/>\n    Queste opere, sfruttate per l&#8217;innevamento artificiale o a scopo irriguo o idroelettrico, hanno un impatto importante per i territori e le comunit\u00e0 locali in ambito transfrontaliero. E malgrado le loro modeste dimensioni, presentano rischi potenzialmente notevoli per le popolazioni e i beni presenti a valle, per la loro posizione sovrastante rispetto a strutture con una forte presenza di turisti e a zone abitate. Il progetto, che intende cos\u00ec migliorare sia la prevenzione sia la gestione di eventuali emergenze, terminer\u00e0 all&#8217;inizio del 2015, ha un costo complessivo di 950mila euro ed \u00e8 cofinanziato dai fondi europei di sviluppo regionale, con circa 270mila euro dall&#8217;Italia (180mila dal Piemonte e 90mila dalla Valle d&#8217;Aosta).<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nROMA &#8211; Per le cerimonie di canonizzazione di Giovanni Paolo II e di Giovanni XXIII, che si svolgeranno il 26 e il 27 aprile a Roma, \u00e8 stata disposta l&#8217;intensificazione delle attivit\u00e0 di prevenzione e controllo del territorio e degli obiettivi sensibili, che sar\u00e0 assicurata attraverso l&#8217;assegnazione di 2.430 unit\u00e0 di rinforzo delle forze dell&#8217;ordine. Lo ha deciso il Comitato nazionale per l&#8217;ordine e la sicurezza pubblica, presieduto al Viminale dal ministro dell&#8217;Interno.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nEU \/ BCE<br \/>\nLA TROIKA COME L\u2019USURAIO, IN GRECIA COME IN ITALIA di Tonino Perna \/ La visita dI Angela Merkel ad Atene \u00e8 coincisa con il ritorno sul mercato finanziario dei titoli di stato greci per un valore di 2.5 miliardi. Il fatto di averli collocati ad un tasso inferiore al 5,5%, come preventivato, ha fatto dire al premier greco Samaras che la Grecia \u00e8 ormai uscita dal tunnel. Non si capisce bene di quale tunnel parli, se \u00e8 quello del Monte Bianco in cui Monti vedeva la luce alla fine del percorso (ma la leggeva male, altrimenti avrebbe capito che diceva adieu Monti ) o quella di Letta che prevedeva gi\u00e0 nel 2014 una crescita dell\u20191% per l\u2019Italia, gi\u00e0 rivelatasi errata.<br \/>\nL\u2019abbraccio con la Merkel del premier greco non \u00e8 stato sufficiente a rassicurare chi conosce bene la situazione economica e finanziaria della Grecia. \u00bb. Dello stesso tenore altri commenti di esperti di grandi banche ed istituzioni finanziarie, apparse sulla pagina economica di Le Monde l\u201911 aprile : \u00bb stima Jesus Castillo. Ed aggiunge Christopher Dembik, della Banca Saxo: \u00bb.<br \/>\nIl debito pubblico della Grecia era all\u2019inizio della crisi (2008) pari al 112,9 % del Pil, su un livello pari a quello italiano. Tre anni dopo era arrivato al 170.3%, dopo le prime misure di austerity.  I titoli di stato non riuscivano pi\u00f9 ad essere venduti sul mercato globale se non a tassi di interesse sempre pi\u00f9 alti ed insostenibili. A quel punto, nel 2011, lo Stato greco era chiaramente in default , come sosteneva su questo giornale Guido Viale. Ma i tempi della politica sono diversi da quelli del mercato e della razionalit\u00e0 contabile. Accettando il fallimento della Grecia la troika avrebbe ammesso il fallimento delle politiche di austerity e, soprattutto, avrebbe lasciato le banche tedesche, francesi, ecc. con miliardi di titoli di stato greci inesigibili. Per evitare tutto questo fu deciso di cancellare una parte del debito pubblico (123 miliardi) e di chiedere come contraccambio dure politiche di austerit\u00e0 che in poco tempo hanno prodotto un tasso di disoccupazione altissimo (27.3% al 2014), la fine della sanit\u00e0 pubblica e del diritto all\u2019istruzione, la perdita della casa per centinaia di migliaia di famiglie ed una povert\u00e0 di massa che non si vedeva dal tempo della seconda guerra mondiale. Dopo tre anni di questa disonorata macelleria sociale il risultato \u00e8 che il rapporto debito pubblico \/Pil ha toccato un nuovo record: 177% agli inizi di quest\u2019anno. E quindi si richiede una nuova, parziale, cancellazione del debito, che avverr\u00e0 con il contraltare di altre odiose misure di austerit\u00e0.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da chiedersi: a chi giova questo gioco al massacro, visto che poi alla fine il debito pubblico deve essere comunque in parte cancellato ed in parte ristrutturato? Per comprenderlo dobbiamo approfondire il rapporto che passa tra l\u2019usuraio e le sue vittime. L\u2019usuraio non ha interesse ad uccidere le sue vittime, ma a succhiargli il sangue, a torturarle con ogni mezzo per costringerle a vendere tutti i propri beni. Gli presta ancora del denaro quando la vittima non onora i pagamenti, ma lo fa ogni volta chiedendo in cambio tassi pi\u00f9 alti fino alla consunzione delle persone che cadono nella sua rete. Questo rapporto sadico e perverso \u00e8 stato magistralmente espresso da Shakespeare nel \u201cIl mercante di Venezia\u201d. Come \u00e8 noto, Shylock, l\u2019usuraio, fa firmare ad Antonio, un armatore in difficolt\u00e0, un contratto in cui se non restituisce i soldi, dovr\u00e0 offrire all\u2019usuraio una libbra della sua carne. Quando si arriva al processo e gli amici di Antonio offrono a Shylock i tremila ducati dovuti, l\u2019usuraio li rifiuta e pretende che venga rispettato il contratto: \u00bb.<br \/>\nE\u2019 quello che a preteso la troika (Commissione europea, Bce e Fmi) dal popolo greco. Non ha pensato tanto a recuperare i denari prestati dalle banche e dalle istituzioni pubbliche, quanto a tagliare la carne viva del corpo sociale, come pretendeva il personaggio shakespeariano. L\u2019odiosa punizione, il rituale sacrificale \u00e8 stato imposto anche alla SPAGNA e al PORTOGALLO, ma non all\u2019Italia che ha deciso di punirsi da s\u00e9 per soddisfare la sete di sangue dei padroni della finanza. Non \u00e8 servito a niente: anche il nostro paese di avvia sulla strada del default : il rap\u00adporto debito pubblico\/Pil era a 118% quando \u00e8 venuto il turno del governo Monti, oggi \u00e8 arri\u00advato al 134%! Ed \u00e8 sicuro che continuer\u00e0 a crescere, dato il deficit previsto per l\u2019anno in corso si aggira intorno al 3% ed il Pil nella migliore delle ipotesi arri\u00adver\u00e0 ad un 0.8%.<br \/>\nIn sostanza il nostro debito pubblico \u00e8 insostenibile ed impagabile. Il programma che prevede in venti anni di ridurre il rapporto debito\/Pil al 60% \u00e8 pura follia: si dovrebbero tagliare ogni anno 50 miliardi dalla spesa pubblica. Come se ne esce ? Come diciamo da anni: attraverso una alleanza forte tra i paesi europei pi\u00f9 indebitati, i cosiddetti PIIGS, per costituire una massa critica in grado di bilanciare lo strapotere tedesco del governo delle larghe intese che vorrebbe continuare a dettare legge nella Ue. E\u2019 quello che ci insegna la storia delle vittime dell\u2019usura: solo quando si ribellano, si uniscono, non hanno pi\u00f9 paura dell\u2019usuraio e riescono a riacquistare il diritto a vivere.<\/p>\n<p>EU<br \/>\nFRANCIA \/ AUSTRIA \/ OLANDA \/ REGNO UNITO \/ FINLANDIA  &#8211; IL PARTITO DELLA CRISI \u00c8 DI ESTREMA DESTRA I FRANCESI DEL FN E IL FPO AUSTRIACO, GLI OLANDESI DI WILDERS E LA BRITANNICA UKIP, LA NUOVA ALLEANZA FIAMMINGA E I VERI FINLANDESI. A TENERLI INSIEME IL NO A EURO E IMMIGRATI, E IL PATRIOTTISMO ECONOMICO di Guido Caldiron<br \/>\n\u00abIl partito della vita vera\u00bb. Cos\u00ec Marine Le Pen definisce il suo Front National, movimento che ha pi\u00f9 di un titolo per essere considerato l\u2019esempio di maggior successo della proposta politica incarnata dalla destra populista in Europa. Nell\u2019espressione \u00abla vita vera\u00bb, la leader frontista sintetizza infatti l\u2019insieme di quelle tematiche che indicherebbero il crescente scollamento tra le \u00e9lite politiche e il resto della popolazione. Scollamento su cui i populisti hanno puntato tutto.<br \/>\nLo schema proposto \u00e8 semplice, esprime una visione del mondo lineare, quasi una nuova ideologia. Da una parte c\u2019\u00e8 \u00abla gente comune\u00bb, i lavoratori, le piccole e medie imprese, la \u00abpatria\u00bb, o se si preferisce lo Stato-nazione, le vecchie monete nazionali, l\u2019identit\u00e0 e la tradizione considerate come l\u2019ultima chance per poter declinare ancora un caldo e consolante \u201cnoi\u201d; dall\u2019altra ci sono le \u00e9lite, nazionali ed internazionali, l\u2019Euro, l\u2019Unione europea, le multinazionali che delocalizzano all\u2019estero o semplicemente chiudono le aziende per gettarsi nell\u2019economia finanziaria, \u00abl\u2019immigrazione di massa\u00bb e \u00abl\u2019islamizzazione\u00bb che cambiano il volto di quartieri e citt\u00e0, la globalizzazione.<br \/>\nLa dicotomia \u00e8 secca, fotografata plasticamente, tranquillizzante nel suo estremo schematismo e in grado di sedurre, specie i pi\u00f9 deboli, perch\u00e9 contrappone ci\u00f2 che si conosce del passato a un presente incerto e a un futuro presentato come un buco nero da cui non ci si potr\u00e0 salvare. A chi abita la vita vera, quella che dalla loro torre d\u2019avorio le \u00e9lite non vogliono vedere, o forse non sono pi\u00f9 nemmeno in grado di percepire, fatta di disoccupazione e di impoverimento, di paura e insofferenza verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 diverso o straniero, di solitudine e smarrimento anche emotivo, la destra populista offre risposte magiche, ma apparentemente efficaci, in ogni caso nette.<br \/>\nIl catalogo \u00e8 presto fatto e prevede l\u2019abbandono della moneta unica europea, quando non l\u2019uscita tout court dalla Ue, il \u00abpatriottismo economico\u00bb declinato alle frontiere nella forma dei dazi da imporre alle merci straniere e, nella societ\u00e0, attraverso la preferenza nazionale, ovvero la priorit\u00e0 in materia di lavoro e servizi sociali da riservarsi ai locali sugli stranieri, il blocco totale dell\u2019immigrazione o la sua ridefinizione in termini di quote, sul modello di quanto proposto nei mesi scorsi dal vittorioso referendum sostenuto dalla destra populista dell\u2019Udc in Svizzera.<br \/>\nQueste, in estrema sintesi, le condizioni evocate per tornare al benessere di \u00abprima\u00bb: un prima che indica sia l\u2019epoca antecedente alla crisi globale che una sorta di passato mitico, una stagione di serenit\u00e0 e fiducia nel futuro che spesso viene fatta coincidere con il \u00abquando ci sentivamo padroni a casa nostra\u00bb, prima cio\u00e8 che la societ\u00e0 diventasse pi\u00f9 articolata e composita anche per l\u2019arrivo di molti lavoratori immigrati a  \u00abMarsiglia di un tempo, dove si viveva tranquillamente\u00bb, per dirla con St\u00e9phane Ravier, il candidato del Front National eletto sindaco dei Quartieri nord della metropoli provenzale, la pi\u00f9 grande periferia popolare di Francia.<br \/>\nCi sono arrivati attraverso traiettorie diverse che tengono conto della storie nazionali e del percorso cono\u00adsciuto da ogni singola formazione, ma \u00e8 questo il punto d\u2019approdo comune delle nuove destre populiste: le forze politiche che in tutta Europa si presentano oggi come \u00abpartito della crisi\u00bb. C\u2019\u00e8 chi, come il Front National di Marine Le Pen o l\u2019Fp\u00f6 austriaco di Heinz Christian Strache, l\u2019erede politico di J\u00f6rg Haider, affonda le proprie radici nella destra radicale e nostalgica del secondo dopo\u00adguerra o nelle ultime battaglie a difesa del colonialismo, o chi, come il Partito per la libert\u00e0 di Geert Wilders in Olanda o la Lega Nord nel nostro paese, si \u00e8 formato negli ultimi decenni principalmente come \u00abblocco antiimmigrati\u00bb, talvolta ridefinendosi, dopo l\u201911 settembre, in funzione anti-islamica.<br \/>\nMa ci sono anche formazioni meno radicali, come l\u2019United Kingdom Independence Party, la Nuova alleanza fiamminga o il Movimento dei Veri finlandesi, che partendo dalla messa in discussione, da destra, della Ue si spingono poi a rivendicare meno diritti per le minoranze o i \u00abnuovi arrivati\u00bb. Questo, senza considerare il rischio, indicato dall\u2019evoluzione conosciuta negli ultimi anni dal Partito popolare europeo che ha accolto partiti come quello di Berlusconi o il Fidesz ungherese, che forme di populismo di destra governino in Europa anche senza bisogno di Marine Le Pen.<br \/>\nEU<br \/>\nUE, BCE e FMI  &#8211; DRAGHI: &quot;PRONTI ALLE MISURE NON CONVENZIONALI DI FRONTE AL PERICOLO DEFLAZIONE&quot; . di Fabrizio Salvatori<br \/>\nLa bassa inflazione spaventa la Bce che non esclude ulteriori misure di allentamento, \u201canche non convenzionali nell&#8217;ambito del mandato\u201d Bce per far fronte a rischi di un periodo prolungato in cui l\u2019indice di aumento dei prezzi rischia di diventare negativo. Ad assicurarlo e&#8217; il presidente della Bce, Mario Draghi, nel discorso depositato all&#8217;International Monetary and Financial Committee (Imfc), il braccio operativo del Fondo Monetario Internazionale.<br \/>\n&#8221;Le recenti informazioni restano in linea con le nostre aspettative di un periodo prolungato di bassa inflazione che sara&#8217; seguito da un graduale rialzo durante il 2015 per raggiungere livelli vicini al 2% verso la fine del 2016&#8221; mette in evidenza Draghi, precisando che le &#8221;aspettative di inflazione di medio e lungo termine restano ancorate con la nostra definizione di stabilita&#8217; dei prezzi. In questo contesto i rischi geopolitici e gli sviluppi sui tassi di cambio saranno monitorati da vicino. La Bce &#8221;e&#8217; risoluta nella sua determinazione a mantenere una politica monetaria altamente accomodante&#8221; e non &#8221;esclude un ulteriore allentamento&#8221; aggiunge Draghi, assicurando tassi bassi per un lungo periodo. Osservando come la ripresa economica e&#8217; in corso nell&#8217;area euro, con i &#8221;primi segnali di miglioramento&#8221; sul mercato del lavoro, Draghi mette in evidenza come la disoccupazione resta ancora alta.<br \/>\nLe parole di Draghi a Washington arrivano dopo la pressione del Fmi, corrette appena nelle ultime ore dal direttore generale del Fmi, Christine Lagarde. Schierandosi con il suo capoeconomista, che ritiene un&#8217;azione della Bce &#8221;meglio prima che dopo &#8221;, Lagarde afferma pero&#8217; di avere fiducia nella Bce, che ha il &#8221;polso della situazione&#8221;, e si dice &#8221;incoraggiata&#8221; dalle recenti dichiarazioni della banca centrale europea su possibile nuove misure contro il rischio inflazione.<br \/>\n&#8221;I rischi sull\u2019Outlook economico dell&#8217;area euro sono al ribasso &#8221; precisa Draghi, invitando i paesi dell&#8217;area euro a non compiacersi dei risultati raggiunti con il risanamento di bilancio. E&#8217; necessario evitare la trappola del compiacersi per non ripetere gli errori del passato. I Paesi dell&#8217;area euro &quot;non dovrebbero mandare all&#8217;aria&quot; i risultati raggiunti con il consolidamento e dovrebbero mettere su una traiettoria al ribasso gli elevati livelli di debito. Resta il nodo della disoccupazione che &quot;nell&#8217;area euro e&#8217; molto alta &#8211; conclude &#8211; anche se il mercato del lavoro ha mostrato i primi segni di miglioramento&quot;<br \/>\nUE<br \/>\nSALVATAGGI PRIVATI \/ Il parlamento europeo ha approvato il pacchetto di norme sul meccanismo di risoluzione bancaria, a completamento della riforma sull&#8217;unione bancaria. In base alla nuova disciplina, in caso di crisi non saranno pi\u00f9 i contribuenti ad accollarsi i costi dei salvataggi ma gli istituti stessi e i loro finanziatori. &quot;Questo passo&quot;, scrive il Financial Times, &quot;segna l&#8217;apice di una lotta durata quattro anni per metter fine all&#8217;epoca dei bailout finanziati dai cittadini.<\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\nATENE TORNA SUI MERCATI<br \/>\nIl 10 aprile la Grecia \u00e8 tornata sui mercati dei titoli di stato, dopo un&#8217;assenza cominciata quattro anni fa, quando \u00e8 scoppiata la crisi del debito e il paese \u00e8 stato sottoposto al programma di austerit\u00e0 della troika (Unioneeuropea, Bce e Fmi). Con la collocazione di pi\u00f9 di tre miliardi di euro di buoni del tesoro quinquennali a un tasso d&#8217;interesse del 4,75 per cento annuo, l&#8217;operazione \u00e8 stata definita &quot;un successo&quot; dal governo, scrive Kathimerini, e &quot;potrebbe rappresentare una svolta nel piano di austerit\u00e0, consentendo ad Atene di uscire dall&#8217;assistenza finanziaria all&#8217;inizio del 2015&quot;.. Tuttavia, i problemi rimangono gravi e la disoccupazione \u00e8 altissima. Sempre il 10 aprile, aggiunge Eleftherotypia, un&#8217;au-tobomba \u00e8 esplosa davanti alla sede della banca centrale greca, provocando danni ad alcuni edifici. Il tutto alla vigilia della visita della cancelliera tedesca Angela Merkel, arrivata ad Atene &quot;per sostenere gli sforzi del governo per uscire dalla crisi&quot;.<br \/>\nATENE. Bomba davanti alla Banca di Grecia ad Atene: molti danni ma nessuna vittima \/ Un potente ordigno e&#8217; esploso stamani davanti alla sede della Banca di Grecia, ad Atene, causando alcuni danni ma nessuna vittima. La bomba, secondo le prime informazioni della polizia, era stata collocata dentro un&#8217;auto parcheggiata davanti all&#8217;edificio che ospita la Banca Centrale, poco distante dagli uffici della troika (Ue, Bce e Fmi). L&#8217;esplosione e&#8217; avvenuta pochi minuti prima delle 3:00 locali (le 2:00 in Italia) ed e&#8217; stata udita in una vasta area della capitale. Stando agli inquirenti, il veicolo &#8211; una Nissan &#8211; era stato imbottito con almeno 75 chili di esplosivo. Un&#8217;ora prima dell&#8217;esplosione, un anonimo aveva telefonato al sito di notizie Zougla e al giornale Efymerida ton Syndakton per avvertire dell&#8217;imminente scoppio dell&#8217;ordigno. L&#8217;attentato, che sinora non e&#8217; stato rivendicato, avviene il giorno dopo il ritorno della Grecia sui mercati internazionali dopo quattro anni di assenza e alla vigilia della visita ad Atene della cancelliera tedesca Angela Merkel. Atene collocher\u00e0 fra i due e i 2,5 miliardi di debito a cinque anni, con un rendimento di appena il 5%, una cifra comunque appetitosa per gli investitori affamati di un buon ritorno per i loro soldi di fronte allo 0,6% tedesco.<\/p>\n<p>MACEDONIA<br \/>\nIVANOV VINCE IL PRIMO TURNO \/ Smentendo le previsioni, il 13 aprile il presidente uscente della Macedonia, Gjorge Ivanov , del partito di governo Vmro-Dpmne, ha vinto il primo turno delle elezioni presidenziali con il 52 per cento dei voti. Il candidato dell&#8217;opposizione, il socialdemocratico Stevo Penda- rovski, ha ottenuto il 37,5 per cento. L&#8217;affluenza alle urne \u00e8 stata del 49 per cento, soprattutto a causa del boicottaggio della minoranza albanese. Secondo il quotidiano Utrinski vesnik, la destra al potere ha confermato &quot;il mito della propria imbattibilit\u00e0. Gli appelli all&#8217;omogeneit\u00e0 etnica e il nazionalismo crescente sono solo alcune delle manifestazioni di una macchina statale implacabile&quot;.<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nBARCELLONA CONTRO MADRID<br \/>\nC\u00e0mbio 16, Spagna<br \/>\nL&#8217;8 aprile il parlamento spagnolo ha bocciato la richiesta del governo catalano di organizzare un referendum sull&#8217;indipendenza della regione. I partiti principali hanno votato contro, i nazionalisti catalani e baschi a favore. Dopo il voto il presidente della Catalogna, Artur Mas, ha dichiarato che continuer\u00e0 a<br \/>\ncercare il modo per far svolgere la consultazione. Il voto del parlamento &quot;non va interpretato come la fine delle aspirazioni dei catalani, anzi&quot;, scrive C\u00e0mbio 16. &quot;Ma fa capire che serve una via legale per istituzionalizzare quello che la piazza chiede. Serve una riforma costituzionale che disegni un nuovo modello territoriale accettato da tutti&quot;. Anche il catalano La Vanguardia \u00e8 d&#8217;accordo: &quot;Dopo le europee si aprir\u00e0 una finestra che dev&#8217;essere usata per trovare una soluzione. I riferimenti del capo del governo a una riforma costituzionale non possono essere considerati pura retorica&quot;. Il paese ha bisogno di &quot;una riforma di pochi articoli, con una disposizione che riconosca la Catalogna come nazione, blindi le sue competenze e faccia piazza pulita per sempre delle tentazioni di una battaglia contro la lingua e la cultura catalane&quot;.<br \/>\nIl 10 aprile la Grecia \u00e8 tornata sui mercati dei titoli di stato, dopo un&#8217;assenza cominciata quattro anni fa, quando \u00e8 scoppiata la crisi del debito e il paese \u00e8 stato sottoposto al programma di austerit\u00e0 della troika (Unione europea, Bce e Fmi). Con la col-locazione di pi\u00f9 di tre miliardi di euro di buoni del tesoro quinquennali a un tasso d&#8217;interesse del 4,75 per cento annuo, l&#8217;ope-razione \u00e8 stata definita &quot;un successo&quot; dal governo, scrive Kathimerini, e &quot;potrebbe rap-presentare una svolta nel piano di austerit\u00e0, consentendo ad Atene di uscire dall&#8217;assistenza finanziaria all&#8217;inizio del 2015&quot;.. Tuttavia, i problemi rimangono gravi e la disoccupazione \u00e8 altissima. Sempre il 10 aprile, aggiunge Eleftherotypia, un&#8217;autobomba \u00e8 esplosa davanti alla sede della banca centrale greca, provocando danni ad alcuni edifici. Il tutto alla vigilia della visita della cancelliera tedesca Angela Merkel, arrivata ad Atene &quot;per sostenere gli sforzi del governo per uscire dalla crisi&quot;.<\/p>\n<p>REGNO UNITO<br \/>\nINDIPENDENTISTI ALLA CARICA<br \/>\nIn Scozia i nazionalisti procedono spediti verso il referendum sull&#8217;indipendenza da Londra previsto per il 18 settembre. Il 12 aprile, in occasione del congresso dello Scottish national party (Snp) ad Aberdeen, il leader Alex Salmond (nella foto) ha attaccato la campagna per il no, definendola &quot;miserabile, negativa, deprimente e noiosa&quot;, riferisce The Scotsman, &quot;e condotta da politici che hanno perso il contatto con la realt\u00e0 e stanno perdendo anche quello con la gente&quot;. Salmond, sottolinea The Herald, pi\u00f9 che ai simpatizzanti dell&#8217;Snp &quot;si \u00e8 rivolto agli scettici e agli indecisi&quot;. Tra cui ci sono, secondo il Daily Telegraph, &quot;soprattutto gli elettori laburisti e le donne&quot;.<\/p>\n<p>UNGHERIA<br \/>\nII 13 aprile la commissione elettorale ha confermato che il partito Fidesz, del primo ministro Viktor Orb\u00e0n, ha ottenuto la maggioranza dei due terzi in parlamento.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nSecondo un sondaggio pubblicato il 13 aprile sul Journal du Dimanche, la popolarit\u00e0 del presidente Franfois Hollande \u00e8 scesa al 18 per cento, contro il 58 per cento del primo ministro Manuel Valls.<br \/>\nFRANCIA<br \/>\nPARIGI &#8211; BANDIERE ROSSE CONTRO L\u2019AUST\u00c9RIT\u00c9 A PARIGI di  Anna Maria Merlo \/ In piazza. Dopo le tensioni delle municipali, la sinistra torna unita in vista delle europee. Al fianco di Tsipras e contro Hollande Bandiere rosse in Place de la R\u00e9publique per l\u2019avvio della campagna elettorale del Front de Gauche alle europee del 25 maggio, per lottare contro l\u2019austerit\u00e0 generalizzata. Varie migliaia di persone hanno sfilato ieri pomeriggio a Parigi. Alla manifestazione era presente il greco Alexis Tsipras, leader di Syriza. Pierre Laurent del PCF e Jean-Luc M\u00e9lenchon del Parti de Gauche hanno messo da parte le tensioni esplose in occasione delle municipali per ritrovarsi assieme alla testa del corteo contro l\u2019austerit\u00e0. Tra gli organizzatori del corteo, c\u2019era anche il NPA (Nuovo partito anticapitalista, ex trotzkista).<br \/>\nLa manifestazione arriva a due settimane dalla nomina di Manuel Valls a primo ministro. \u00abHol\u00adlande basta\u00bb diceva uno striscione in Place de la R\u00e9publique. \u00abContro l\u2019austerit\u00e0, per l\u2019uguaglianza e la condivisione delle ricchezze\u00bb, hanno scandito i manifestanti. \u00abQuando si \u00e8 di sinistra si tassa la finanza\u00bb, hanno ricordato migliaia di persone a Hollande, che appena eletto ha dimenticato molto in fretta l\u2019annuncio fatto durante la campagna elettorale: \u00abIl mio nemico \u00e8 la finanza\u00bb.<br \/>\nIl Front de Gauche, che ha ritro\u00advato una certa unit\u00e0 in vista delle ele\u00adzioni euro\u00adpee, dopo le lace\u00adra\u00adzioni del voto amministrativo (spaccatura e liste separate in varie citt\u00e0, a cominciare da Parigi, tra alleanze del Pcf con i socialisti per salvare una presenza nei comuni e liste autonome del Parti de Gauche di M\u00e9lenchon), ha voluto ricordare al governo che \u00abquando si \u00e8 di sinistra in Europa la dimensione umana viene prima di tutto\u00bb. Il Front de Gauche, che ha lanciato venerd\u00ec sera la campagna per le europee, ha indicato Tsipras come suo candidato presidente della Commissione.<br \/>\nI Verdi non hanno partecipato alla manifestazione. Neppure il Partito socialista, ma solo ufficialmente, perch\u00e9 a titolo personale nel corteo c\u2019erano alcuni esponenti di entrambe le formazioni. L\u2019economista del Ps Liem Hoag Ngoc, per esempio, ha sfilato con il Front de Gauche per ricordare al governo che \u00abHollande ha sbagliato primo mini\u00adstro\u00bb, nominando Manuel Valls, un esponente della destra del Ps, \u00abe ci impone una svolta che non \u00e8 stata discussa\u00bb, cio\u00e8 una scelta liberal-socialista che importa in Francia le teorie di Gerhard Schroeder dieci anni dopo.<br \/>\nLa sinistra del Partito socialista resta molto perplessa sulla scelta di Valls e intende farsi sentire. Una decina di deputati socialisti si sono astenuti al voto di fiducia al nuovo governo, per manifestare lo scontento nei confronti di una nomina che previlegia le relazioni con le imprese a scapito di quelle con i lavoratori. Valls dovr\u00e0 applicare il Patto di Responsabilit\u00e0 voluto da Hollande, che tradotto in grandi linee significa una trentina di miliardi di sgravi di contributi al padronato, senza avere ottenuto per ora in cambio nessuna garanzia sull\u2019aumento dell\u2019occupazione.<br \/>\nLa forte disoccupazione e la paura del futuro che genera questa situazione sono le principali cause dell\u2019impennata del Fronte nazionale alle municipali di marzo, dove il Ps ha subito una sconfitta storica.<br \/>\nLa manifestazione di ieri a Parigi, che \u00e8 stata un successo, voleva segnare, nelle intenzioni degli organizzatori, anche la prima offensiva della sinistra per \u00abriprendersi la piazza\u00bb, dopo mesi di manifestazioni della destra francese contro i matrimoni omosessuali.<\/p>\n<p>UCRAINA<br \/>\nLA DISINFORMAZIONE SUI FATTI DELL&#8217;UCRAINA: LA VERSIONE DEL PC IN UN INCONTRO DEL GUE\/NGL  di Pietro Lunetto<br \/>\nGli avvenimenti degli ultimi mesi avvenuti in Ucraina sono stati trattati a livello mediatico dalla stampa internazionale seguendo un copione gi\u00e0 visto e sperimentato in molteplici occasioni: distorsione dei fatti reali, oscuramento delle voci contrarie agli interessi imperialistici di Unione Europea, USA e Nato a secondo dei casi, fino alla diffusione di immagini montate ad arte per sostenere dei fatti inesistenti. Questo \u00e8 stato uno dei principali argomenti trattati dal primo segretario del comitato centrale del Partito Comunista Ucraino, Petro Symonenko (picchiato da alcuni deputati fascisti dentro il parlamento nei giorni scorsi), durante un incontro tenutosi presso il parlamento europeo e organizzato dal gruppo del GUE\/NGL (Sinistra Unita e Sinistra Verde Nordica).<br \/>\nDopo una breve introduzione della presidente del GUE\/NGL Gabi Zimmer, dove ha confermato la piena solidariet\u00e0 e il massimo supporto di tutti i partiti che fanno parte del gruppo parlamentare, Symonenko ha aggiornato i presenti all\u2019incontro della situazione dei cittadini ucraini dopo il golpe di piazza sostenuto dall\u2019UE e dagli USA in chiave anti russa, che ha portato al governo dell\u2019Ucraina esponenti della destra neonazista, soffermandosi in particolare sui fatti che hanno provocato la secessione della Crimea.<br \/>\nLa distorsione dei fatti reali accaduti vanno dalla censura totale della risposta dei cittadini ucraini al golpe fuori dai confini di Kiev, all\u2019avere completamente taciuto della presenza di stranieri a sostegno dei rivoltosi nelle piazze di Kiev, alla mancata chiarezza sui motivi per i quali molti esponenti di punta dell\u2019Unione Europea si siano recati a Kiev ripetutamente incontrando le delegazioni dei rivoltosi; alle decine di attacchi che i paramilitari nazisti hanno compiuto a danno dei militanti e delle sedi del Partito Comunista, di altri partiti minori e a danno di giornalisti indipendenti, rei di non volere accettare il colpo di stato militare.<br \/>\nSecondo Symonenko, vi \u00e9 anche stato un certo supporto popolare ai rivoltosi, derivante dal fatto che, dalla proclamazione dell\u2019indipendenza in poi, nessuno dei governi succedutisi ha realmente cercato di risolvere i gravi problemi economici e sociali dell\u2019Ucraina. A peggiorare notevolmente la situazione si \u00e8 inserito l\u2019accentramento completo e totale di tutte le strutture burocratiche nelle mani dell\u2019 ex presidente Yanukovick e delle oligarchie che lo sostenevano. Che di fatto hanno solo pensato ad arricchirsi a spese dei cittadini.<br \/>\nI media mainstream non dicono, continua Symonenko, che tra i primi provvedimenti del nuovo governo vi \u00e9 stata l\u2019eliminazione della lingua russa come una delle lingue ufficiali dell\u2019Ucraina, in aperta violazione della costituzione, e ovviamente questo ha avuto un grosso impatto nella percezione delle regioni a maggioranza russa e su tutta la comunit\u00e0 russofona, che ammonta a circa il 60% della popolazione.<br \/>\nIn un primo momento i russofoni hanno cercato una trattativa, appoggiandosi alle norme della costituzione, ma a causa della risposta negativa e violenta del nuovo governo, \u00e9 passata ad altre azioni. La situazione in Crimea \u00e9 nota, ma abbiamo fatto presente al nuovo governo che una situazione analoga si sta creando nella regione di Donetsk, che al contrario della Crimea, produce il 25% del PIL ucraino.<br \/>\nIl nuovo governo sta continuando la sua battaglia neonazista, attaccando e distruggendo i simboli e i monumenti della lotta partigiana in Ucraina e revocando la festa del Primo Maggio. Senza considerare la modifica delle leggi sull\u2019arresto, che daranno la possibilit\u00e0al nuovo governo di trattenere chiunque senza esplicitare le accuse per ben 60 giorni.<br \/>\nIl Partito Comunista ucraino ha da sempre sostenuto una proposta che si basa su 3 principi per cercare di risolvere positivamente le tensioni nelle zone a prevalenza russa.<br \/>\nIntavolare un negoziato per risolvere i problemi economici e sociali delle regioni che abbia come premessa l\u2019integrit\u00e0 territoriale dell\u2019Ucraina. Rispettare le procedure di governo ed autonomia scritte nella costituzione dell\u2019Ucraina. La volont\u00e0 popolare \u00e9 legge. E quindi i risultati delle consultazioni devono essere rispettate.<br \/>\nOvviamente nulla di tutto questo \u00e9 stato accettato prima dal presidente Yanukovic n\u00e9 poi dal nuovo governo.<br \/>\nLa proposta principale del partito comunista ucraino \u00e9 stata ed \u00e8 quella di far decidere sulle sorti del proprio paese in maniera democratica i cittadini ucraini. Senza influenze esterne.<br \/>\nAd oggi si sono affrontate solo due fazioni che dicono che una \u00e9 meglio dell\u2019altra, ma non hanno lasciato ai cittadini la possibilit\u00e0 di dibattere sulle due opzioni e di scegliere liberamente.<br \/>\nQualsiasi decisione dovr\u00e0 anche tenere conto della situazione attuale dell\u2019economia ucraina: quelli che ribadiscono che gli accordi con l\u2019Unione Europea consentiranno da subito dei miglioramenti economici, poco sanno delle condizioni dell\u2019 apparato industriale ucraino. Per riconvertire l\u2019apparato industriale agli standard dell\u2019Unione Europea ci vorranno tempo e risorse (che oggi non ci sono), e nel frattempo come vivranno i cittadini ucraini?<br \/>\nIn conclusione dell\u2019incontro, Symonenko, ha sottolineato che gli accordi con l\u2019EU firmati a Febbraio sono stati in molte parti disattese, specialmente dove si prevedeva il disarmo delle forze paramilitari, e che il nuovo prestito che sara\u2019 erogato all\u2019Ucraina servir\u00e0 solo a coprire gli interessi di un precedente prestito erogato dal Fondo Monetario Internazionale, e che le condizioni per erogarlo peggioreranno in maniera considerevole la vita dei cittadini. Vi \u00e9 stata anche una proposta di aiuti economici da parte della Cina, senza nessuna clausola capestro nei confronti del sistema sociale ucraino, che non \u00e9 stata nemmeno presa in considerazione dai governi ucraini.<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE &#038; AFRICA<br \/>\nPALESTINA<br \/>\nGAZA &#8211;  Il mare umano di Vik I fondi raccolti contribuiranno alla costruzione di un asilo intitolato a Vittorio a Khan Yunis, Gaza e a sostegno della fondazione Vik Utopia onlus.  di Tommaso Di Francesco<br \/>\nIl mare di Gaza che Vittorio amava. Il mare di Gaza che Vittorio solcava a bordo delle barche della Freedom Flotilla e dei pescherecci palestinesi che, con la sua presenza, sperava di proteggere dagli assalti della marina militare israeliana. Il mare di Gaza che accompagnava tanti momenti di riflessione di Vittorio.<br \/>\nDa oggi \u00e8 disponibile in un e-book formato digitale, \u00abIl mare di Gaza\u00bb che raccoglie 12 articoli di Vittorio Arrigoni pubblicati nel 2009\u20132011 dal nostro-suo giornale e il racconto del sequestro che tre anni fa, nella notte tra il 14 e il 15 aprile del 2011, port\u00f2 all\u2019assassinio dell\u2019attivista e giornalista italiano, con il lutto mondiale che ne scatur\u00ec. Ci piace credere che al testimone-medi attivista-internazionalista Vik avrebbe fatto piacere dare questo titolo a una raccolta, stavolta digitale, di suoi articoli curata dal manifesto .<br \/>\nIl ricavato di questo libro sar\u00e0 interamente devoluto in beneficenza per la costruzione di un asilo a Khan Yunis (Gaza) che porter\u00e0 il nome di Vittorio e per sostenere le attivit\u00e0 della Fondazione Vik Utopia onlus.<br \/>\nVik ci ha dato tanto, \u00e8 il tempo di restituire contribuendo, con progetti concreti, alla realizzazione di ci\u00f2 che lui avrebbe voluto per la sua Gaza. \u00abNon era un eroe, n\u00e9 un martire, solo un ragazzo che credeva nei diritti umani\u00bb, ha scritto la madre di Vittorio, Egidia Beretta Arrigoni. Stay human, Restiamo umani.<\/p>\n<p>TURCHIA<br \/>\nL&#8217;11 aprile la corte costituzionale ha annullato una parte della riforme giudiziaria approvata dal governo di Recep Tayyip Erdogan per rafforzare il controllo sulla magistratura.<br \/>\nANKARA &#8211; Turchia: &#8216;Destinazione Italia&#8217; per 100 milioni investimenti.<br \/>\nCON 100 MILIONI DI EURO DI POSSIBILI INVESTIMENTI SUL TAPPETO SI E&#8217; TENUTO OGGI A ISTANBUL A PALAZZO VENEZIA, ANTICA RESIDENZA DELL&#8217;AMBASCIATORE ITALIANO IN TURCHIA, UN INCONTRO &#8216;DESTINAZIONE ITALIA&#8217;, IL PROGRAMMA VARATO PER PROMUOVERE INVESTIMENTI ESTERI DIRETTI NELLA PENISOLA. L&#8217;incontro di Istanbul, aperto dall&#8217;ambasciatore Gianpaolo Scarante e da Rifat Hisarciklioglu, Presidente dell&#8217;Unione delle Camere di Commercio di Turchia (Tobb), ha esplorato potenzialit\u00e0 di investimento prevalentemente in turismo, trasporti, energia, tecnologie dell&#8217;informazione e settore immobiliare. I potenziali investimenti sono stati individuati grazie alla cooperazione di studi legali e di consulenza italiani che operano in Turchia con l&#8217;obiettivo di facilitare i contatti fra operatori privati e di agevolare l&#8217;ingresso degli investitori turchi nel mercato italiano. Fra gli interventi, quelli di Zeynep Bodur Okyay, Presidente dell&#8217;Italian-Business Council di DEIK, Elisabetta Muscolo di Invitalia e Vincenzo De Luca del Ministero Affari Esteri. L&#8217;Italia e&#8217; ai primi posti tra i principali partner commerciali della Turchia, con un interscambio di circa 19,6 miliardi di dollari nel 2013. Circa 1.100 imprese italiane operano oggi in Turchia. Il progetto &#8216;Destinazione Italia&#8217; e&#8217; stato varato dal governo per attrarre investimenti esteri e favorire la competitivit\u00e0 delle imprese. Seconda potenza manifatturiera d&#8217;Europa e quinta al mondo l&#8217;Italia attrae solo l&#8217;1,6% dello stock complessivo di investimenti diretti esteri. Una cifra ancora troppo bassa dovuta ad una serie di fattori che scoraggiano gli investitori, soprattutto a livello normativo. Le misure previste dal programma toccano numerosi ambiti: dal fisco al lavoro, dalla giustizia civile alla ricerca, dal rafforzamento della rete estera al miglioramento della reputazione dell&#8217;Italia all&#8217;estero. In generale, l&#8217;Italia rappresenta un partner fondamentale della Turchia in settori d&#8217;importanza strategica, bancario, energia, macchinari, auto motive, infrastrutture e costruzioni, industria della difesa, tessile e abbigliamento, alimentare, elettrodomestici, chimico<\/p>\n<p>RUANDA<br \/>\nVENTI ANNI DI GENOCIDIO IN RUANDA, I DANNI DEL COLONIALISMO NON FINISCONO MAI  &#8211; di Anastasia Latini<br \/>\nVenti anni fa il mondo si svegliava e in una parte dell\u2019Africa che era sconosciuta a molti stava compiendosi uno dei peggiori genocidi che la storia ricordi.<br \/>\nIl tempo che passa a trasformare un bambino in un uomo, e tra i ricordi del 1994 c\u2019\u00e8 anche quella ferita lacerante a cui molti di noi hanno assistito tramite i mezzi d\u2019informazione, mentre almeno un milione di ruandesi trovava la morte a colpi di machete.<br \/>\nIl 6 Aprile fu la data che segn\u00f2 l\u2019inizio della carneficina, durata cento giorni, e la prima vittime fu il presidente del Ruanda, Juv\u00e9nal Habyarimana, il cui aereo fu abbattuto mentre tornava da Arusha, citt\u00e0 della Tanzania dove si svolgevano i negoziati per porre fine alla guerra civile ruandese.<br \/>\nQuesto fu il segnale d\u2019inizio, dopodich\u00e9 per cento giorni i miliziani di etnia Hutu trucidarono i loro connazionali di etnia Tutsi, e quello che era iniziata come una escalation di violenza a sfondo politico (per eliminare ogni possibilit\u00e0 di pacificazione tra il Fronte Patriottico Ruandese composto da tutsi) divenne nel giro di pochi giorni una pulizia etnica di una brutalit\u00e0 senza pari.<br \/>\nOltre alle vittime ci furono un milione e mezzo di profughi che scapparono negli stati confinanti creando cos\u00ec un\u2019ulteriore emergenza umanitaria, con il proliferare delle malattie tipiche quali il tifo e il colera, mentre la quantit\u00e0 di corpi insepolti e gettati nei fiumi che vennero trascinati dalle correnti nel lago Vittoria contaminarono le rive del Kenya e dell\u2019Uganda.<br \/>\nQuando l\u2019FRP riusc\u00ec a prendere il potere la situazione si capovolse e si scatenarono le rappresaglie contro le persone di etnia hutu che, terrorizzate, scapparono nei paesi confinanti abbandonando uno Stato \u201cclinicamente morto come nazione\u201d, come lo defin\u00ec il premio Nobel nigeriano Wole Soyinka.<br \/>\nOggi la ferita \u00e8 ancora aperta nonostante la politica di pacificazione intrapresa dal premier ruandese di etnia tutsi Paul Kagame che in questi giorni ha presenziato le celebrazioni per l\u2019anniversario con toni tutt\u2019altro che concilianti verso la comunit\u00e0 internazionale, in special modo la Francia, il cui ambasciatore \u00e8 stato definito ospite non gradito alle celebrazioni.<br \/>\nKagame aveva infatti ribadito il ruolo svolto dal paese durante il genocidio ( i 40.000 soldati hutu che formavano l\u2019esercito erano stati addestrati e armati in Francia) e durante la cerimonia di apertura della commemorazione ha dichiarato: \u201cNessun paese \u00e8 abbastanza potente, anche se pensa di esserlo, da cambiare i fatti\u201d aggiungendo in francese \u201cdopo tutto i fatti sono testardi\u201d.<br \/>\nE un fatto \u00e8 il comportamento che la Francia ebbe durante il genocidio: due mesi dopo l\u2019inizio mise in piedi l\u2019Operazione \u201cTurquoise\u201d, all\u2019inizio senza il sostegno delle Nazioni Unite, volta a creare una zona di sicurezza per permettere ai tutsi di scappare, che s\u00ec ruppe l\u2019inedia della comunit\u00e0 internazionale, ma data la sua brevissima durata non ebbe molti risultati oltre ad aggravare la situazione nei campi profughi.<br \/>\nInoltre, la Francia viene accusata di aver messo in piedi questo corridoio umanitario per mettere in sicurezza l\u2019esercito ruandese in modo da proteggere i suoi interessi nel vicino Congo, all\u2019epoca governato da un dittatore filo-francese. La comunit\u00e0 internazionale dimostr\u00f2 in quell\u2019occasione tutta la sua inadeguatezza, non riuscendo, o non volendo reagire all\u2019orribile massacro che si compiva sotto gli occhi di tutti e a quello meno scenografico ma altrettanto letale che si svolse poi nei campi profughi, declinando ogni responsabilit\u00e0 che il colonialismo ebbe nel creare conflittualit\u00e0 tra le varie etnie.<br \/>\nE anche in seguito. Come il rifiuto posto tra il 1994 e il 1996 del Consiglio di Sicurezza di disarmare i &quot;genocidaires&quot; presenti nei campi profughi del Congo, che ebbe poi un peso nell\u2019aprire la strada alla Seconda Guerra del Congo.<br \/>\nVenti anni e ancora non \u00e8 sanata la rabbia dei ruandesi, anche se il paese ha fatto passi da gigante con una crescita pari all\u20198% l\u2019anno e una media di vita che si \u00e8 enormemente innalzata, un debellamento dell\u201985% della morte per malaria.<br \/>\nLa strada tuttavia \u00e8 ancora lunga, essendo ad oggi il Ruanda uno dei paesi pi\u00f9 poveri dell\u2019Africa e certamente uno dei pi\u00f9 duramente colpiti al cuore e nella memoria.<\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nMAIDUGURI &#8211;  Disperse le 115 liceali rapite Oltre 100 delle 129 studentesse rapite in Nigeria dal gruppo Boko Haram mancano ancora l&#8217;appello. Lo ha detto la direttrice della scuola nello Stato del Borno dal quale le ragazze erano state sequestrate. In precedenza l&#8217;esercito aveva detto che 100 erano state liberate. Secondo la direttrice, solo 14 delle ragazze rapite sono tornate in libert\u00e0.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nASIA<br \/>\nLA CORSA AL RIARMO<br \/>\nNel 2013, mentre per il secondo anno consecutivo la spesa militare mondiale \u00e8 scesa, in Asia c&#8217;\u00e8 stato un aumento del 3,6 per cento, scrive Asia Times. Secondo il rapporto dell&#8217;istituto internazionale di ricerca per la pace di Stoccolma, nel 2012 i primi importatori di armi sono stati la Cina (che in dieci anni ha alzato le spese militari del 170 per cento e nel 2014 le aumenter\u00e0 del 12,2 per cento), l&#8217;India, Il Pakistan, la Corea del Sud e Singapore. Quest&#8217;anno il Giappone per la prima volta spender\u00e0 in armi pi\u00f9 dell&#8217;i per cento del pil. Le imponenti importazioni di armi in Asia sono il sintomo e la causa di tensioni latenti legate alle dispute territoriali nel mar Cinese meridionale e orientale, al programma nucleare nordcoreano e all&#8217;allontanamento di Tokyo dal pacifismo della sua costituzione.<\/p>\n<p>COREA DEL SUD<br \/>\n II 16 aprile al-meno quattro persone sono morte e 284, in maggioranza studenti in gita, risultano di-sperse nel naufragio di un tra-ghetto al largo della costa meridionale del paese  <\/p>\n<p>BIRMANIA<br \/>\nGiornali in lutto<br \/>\nL&#8217;11 aprile i quotidiani birmani sono usciti con la prima pagina completamente nera per protestare contro la condanna a un anno di prigione di Zaw Pe, giornalista del sito Democratic voice of Burma, per disturbo di pubblico ufficiale. Pe era stato arrestato mentre cercava di intervistare un funzionario del ministero dell&#8217;istruzione.<\/p>\n<p>INDONEIA<br \/>\nALLE ELEZIONI LEGISLATIVE DEL 9 APRILE, il Partito democratico indonesiano di lotta (Pdi-p), all&#8217;opposizione, ha ottenuto quasi il 20 per cento dei voti, un risultato migliore rispetto al 2009 (14 per cento) ma peggiore del previsto (27 per cento). Il suo candidato alle presidenziali di luglio, il governatore di Jakarta Joko Widodo, detto Jokowi, rimane il favorito anche se per presentarlo il partito, che avrebbe dovuto ottenere almeno il 25 per cento dei voti 0 il 20 per cento dei seggi in parlamento, dovr\u00e0 coalizzarsi con un&#8217;altra forza politica. Il risultato deludente \u00e8 dovuto al fatto che molti sostenitori di Jokowi non votano il Pdi-p. <\/p>\n<p>CINA<br \/>\nPECHINO.  Export -6,6% a marzo, secondo calo consecutivo \/ Le esportazioni in Cina calano del 6,6% annuale a marzo, per il secondo mese consecutivo e l&#8217;import arretra dell&#8217;11,3%. Il surplus commerciale si attesta a 7,7 miliardi di dollari a marzo, a fronte del deficit di 23 miliardi di dollari di febbraio. Gli analisti si aspettavano un aumento del 4% dell&#8217;export e del 2,4% dell&#8217;import. Il calo contemporaneo di esportazioni e importazioni a marzo dimostra che il settore manifatturiero in Cina resta in raffreddamento.<br \/>\nCINA<br \/>\nSCIOPERO DI MASSA<br \/>\nIl 14 aprile migliaia di lavoratori della Yue Yuen &#8211; un&#8217;azienda taiwanese che produce calzature per vari marchi internazionali come Nike e Adidas a Dongguan, nella Cina sudorientale &#8211; sono entrati in sciopero per chiedere di alzare il livello delle pensioni, dell&#8217;assicurazione sanitaria, dei sussidi per la casa e delle indennit\u00e0 per gli infortuni. Secondo gli organizzatori almeno 4omila lavoratori hanno incrociato le braccia bloccando sette stabilimenti in citt\u00e0 e minacciano di proseguire lo sciopero fino a quando l&#8217;azienda non accoglier\u00e0 le loro richieste. A scatenare la protesta, scrive il South China Morning Post, \u00e8 stata la denuncia di un&#8217;ex dipendente che non ha ricevuto la pensione dovuta dopo 18 anni di lavoro. Gi\u00e0 il 5 aprile la Yue Yuen aveva bloccato la produzione per uno sciopero poi rientrato. Li Dong, attivista di una ong peri diritti dei lavoratori arrivato a Shenzhen per dare sostegno alla protesta, ha denunciato di essere stato fermato dalla polizia al suo ingresso in citt\u00e0 il 13 aprile. Almeno altre venti persone sono state arrestate e alcune picchiate. Il mancato pagamento delle assicurazioni sanitarie per i lavoratori migranti \u00e8 uno dei principali problemi sociali in Cina, dove il welfare \u00e8 legato al sistema dei certificati di residenza (hukou), che legano una persona al suo luogo di nascita.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nII 12 aprile i ribelli maoisti hanno ucciso 14 persone in due attacchi nello stato del Chhattisgarh durante le operazioni di voto per le<br \/>\nBENVENUTO TERZO SESSO<br \/>\nIl 15 aprile la corte suprema in-diana ha riconosciuto i transgender come terzo genere. &quot;\u00c8 un diritto di ogni essere umano scegliere il proprio genere&quot;, re-cita la sentenza della corte, &quot;e lo stato deve garantire i diritti di chi non si sente n\u00e9 uomo n\u00e9 donna con quote dedicate nel lavoro e nell&#8217;istruzione, come avviene gi\u00e0 per le altre minoranze&quot;. Le persone transessuali in India hanno sempre avuto un ruolo importante in ambito artistico e culturale e sono state trattate con rispetto fino all&#8217;arrivo dei coloni britannici, che nel 1871 li misero fuori legge, scrive Outlook. Da allora i transgender sono stati discriminati e marginalizzati. Il riconoscimento come terzo genere gli garantir\u00e0 la protezione della legge.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\n I taliban pachistani hanno annunciato il 16 aprile la fine del cessate il fuoco cominciato il 1 marzo. Rimane comunque aperta la porta al dialogo con il governo di Islamabad. <\/p>\n<p>AMERICA CENTRO-MERIDIONALE<br \/>\nVENEZUELA<br \/>\nCARACAS &#8211; SPIRAGLI D&#8217;INTESA \/ &quot;Una ventina di dichiarazioni, accuse reciproche e sguardi di sfida&quot;, scrive Daniel Pardo su Bbc mundo. &quot;Sono solo alcune cose che si sono viste alla riunione, il 10 aprile, tra il governo di Nicol\u00e0s Maduro e i leader dell&#8217;opposizione della Mesa de la unidad democr\u00e0tica, con la mediazione di un nunzio del Vaticano e dei ministri degli esteri di Colombia, Brasile ed Ecuador. &quot;\u00c8 stato un preambolo che ha rivelato le differenze tra le parti, ma che lascia aperta la porta del dialogo&quot;. Nel secondo incontro, che si \u00e8 svolto il 15 aprile, il governo e l&#8217;opposizione hanno raggiunto un&#8217;intesa su tre punti. Il 14 aprile \u00e8 stata liberata la giornalista di Globovisi\u00f3n, Nairobi Pinto, sequestrata una settimana prima a Caracas.<br \/>\nVENEZUELA<br \/>\nMaduro comincia il dialogo con l&#8217;opposizione. Marted\u00ec il prossimo incontro  di Fabio Sebastiani<br \/>\nSi apre il dialogo tra il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro e l&#8217;opposizione venezuelana. L\u2019altra notte, nel palazzo presidenziale di Miraflores, dopo due mesi di scontri durissimi di piazza con almeno 41 morti, c\u2019\u00e8 stato un primo lunghissimo incontro durato ben sei ore sotto l\u2019egida della chiesa cattolica e dell\u2019ex presidente del Brasile Lula.<br \/>\nE\u2019 uscita con nettezza la difficolt\u00e0 ad individuare una linea di mediazione possibile. Del resto le prime battute sono state utilizzate tutte per formulare le reciproche accuse. Sono state sei ore di conversazioni senza agenda e senza freni, segnate da accuse reciproche e toni spesso duri. Maduro ha escluso ogni misura di clemenza verso i dirigenti arrestati o nel mirino dalle procure -&quot;c&#8217;e&#8217; un tempo per il perdono e un tempo per la giustizia, e questo e&#8217; il momento della giustizia&quot;, ha detto. La riunione, trasmessa in diretta su tutti i canali tv, si e&#8217; aperta con un messaggio di papa Francesco che auspicava &quot;l&#8217;eroismo del perdono e la misericordia&quot; da ambedue le parti, perche&#8217; &quot;la violenza non conduce mai alla pace e al benessere, ma genera solo violenza&quot;.<br \/>\nI rappresentanti del governo hanno sostenuto che le politiche del chavismo hanno messo in crisi potenti interessi nazionali ed esteri. A queste scelte del popolo venezuelano che pochi mesi fa ha riconfermato con il voto la linea della rivoluzione bolivariana \u00e8 stato deciso di rispondere con la destabilizzazione e la violenza golpista. E poi ancora: l&#8217;opposizione non ha mai riconosciuto la legittimit\u00e0 dell&#8217;elezione di Maduro un anno fa. Le difficolt\u00e0 economiche sono reali ma il modello del &quot;socialismo bolivariano&quot; e&#8217; stato essenzialmente un successo.<br \/>\nDa parte sua, l&#8217;opposizione ha fatto la lista dei problemi economici del paese, peraltro mai negata dall\u2019esecutivo: l&#8217;inflazione alle stelle, i gravi problemi di approvvigionamento (&quot;fare la spesa e&#8217; un&#8217;esperienza umiliante&quot;), l&#8217;insicurezza crescente (&quot;25 mila morti ammazzati l&#8217;anno scorso e c&#8217;e&#8217; voluta una Miss morta perche&#8217; le vittime avessero un nome&quot;). E poi: l&#8217;atteggiamento aggressivo del governo (&quot;come potete chiederci rispetto se ogni giorno ci date del fascista?&quot;) e la violazione della Costituzione che rappresenta l&#8217;allineamento delle Forze Armate e il potere giudiziario con il chavismo. All\u2019incontro c\u2019\u00e8 stata la presenza dei ministri degli Esteri dell&#8217;Unasud (Brasile, Colombia, Ecuador) e del nunzio apostolico, personaggio che sicuramente si trova in posizione delicata in quanto la Conferenza episcopale di Caracas sostiene che la vera causa della crisi attuale e&#8217; la volont\u00e0 del governo di imporre al paese un progetto politico &quot;con un profilo totalitario&quot;. Il prossimo appuntamento e&#8217; stato preso per marted\u00ec prossimo. Lula da parte sua ha ipotizzato due giorni fa, con un atteggiamento molto pragmatico, &quot;un patto politico di 5 anni&quot; fra Maduro e l&#8217;opposizione &quot;per lavorare sui blackout elettrici, la lotta contro l&#8217;inflazione e l&#8217;autosufficienza alimentare&quot;.<\/p>\n<p>BOLIVIA<br \/>\nLa crisi ucraina permetterebbe al gas boliviano di entrare in nuovi mercati Morales: \u00abSar\u00e0 per i popoli, non per la guerra\u00bb<br \/>\nLa Bolivia ha portato all&#8217;Aja il conflitto con il Cile, a cui chiede uno sbocco al mare. La Corte internazionale di giustizia dell&#8217;Orni (Cig) dovr\u00e0 quindi esaminare il fascicolo presentato dal presidente boliviano Evo Morales in cui si articola, sul piano storico e giuridico, la denuncia presentata nell&#8217;aprile del 2013 contro il Cile: per \u00abobbligarlo a negoziare un accesso sovrano all&#8217;Oceano Pacifico\u00bb. Una questione che dura da 135 anni. La Paz ha perso l&#8217;accesso al mare (120 mila km quadrati di territorio e 400 km di costa) durante la guerra del Pacifico (1879-1883), dichiarata contro Santiago con l&#8217;aiuto del Per\u00f9. E da allora cerca di recuperarlo. Finora il Cile ha respinto la richiesta sostenendo che il conflitto si \u00e8 concluso con un Trattato di pace e di amicizia nel 1904: con il quale si sono stabilite facilitazioni commerciali nell&#8217;uso dei porti cileni per la Bolivia, ma senza sovranit\u00e0. Tra il 1975 e il &#8217;78, durante la dittatura cilena e boliviana, Pinochet ha proposto al generale boliviano Hugo Banzer una por-zione di territorio con accesso al mare. I negoziati si sono per\u00f2 arenati perch\u00e9 il Per\u00f9, che avrebbe dovuto essere consultato per via del trattato col Cile, firmato nel 1929, voleva un governo a tre su quella porzione di territorio. Morales ha ricordato alla presidenta cilena Michelle Bachelet quelle trattative: \u00abSe un dittatore come Pinochet ha proposto uno sbocco al mare per la Bolivia negli anni &#8217;70, speriamo che un governo democratico e socialista faccia diventare realt\u00e0 questo diritto in pieno XXI mo secolo\u00bb, ha detto. \u00abIl mare boliviano sar\u00e0 dei popoli e non un bottino di guerra o un motivo per far aumentare il numero delle armi\u00bb, ha affermato il presidente indigeno. Nel 2006, durante la sua prima presidenza, Bachelet aveva intavolato con Morales un&#8217;agenda in 13 punti che includeva anche il contenzioso marittimo, ma che \u00e8 poi rimasta lettera morta durante il governo di Sebastian Pinera. Il tribunale Onu ha gi\u00e0 risolto altri conflitti di frontiera tra vari paesi latinoamericani come fra Cile e Per\u00f9 o fra Colombia e Nicaragua. La Paz ha accelerato le procedure di denuncia contro Santiago dopo che il Per\u00f9, nel 2008, ha portato il suo caso alla Cig: per chiedere una porzione di mare cileno (ricchissima di pesce), poi ottenuta. Il Cile ha tempo per rispondere fino al 18 febbraio del 2015. Per La Paz, la questione assume una particolare importanza anche in presenza della crisi Ucraina e dei problemi tra Russia e Europa. Il 65% del gas che produce attualmente Mosca \u00e8 destinato ai paesi europei, che importano la met\u00e0 dell&#8217;energia che consumano (la Germania importa il 36% del gas che consuma). La Bolivia \u00e8 il maggior esportatore di gas dell&#8217;America latina, a cominciare da Brasile e Argentina. Ora avrebbe la possibilit\u00e0 di entrare in un mercato di proporzioni ancora pi\u00f9 appetibili: tanto pi\u00f9 dopo la scoperta di un grossissimo giacimento nel sud-est dell&#8217;Argentina. Il vicepresidente Alvaro Garda Linera ne ha parlato la settimana scorsa, durante la sua visita a Praga: \u00abDobbiamo diversificare i nostri mercati &#8211; ha detto &#8211; anche perch\u00e9 da qui a cinque-dieci anni l&#8217;Argentina inonder\u00e0 di gas il Latino america grazie allo sfruttamento della zona di Vaca Muerta\u00bb. ( di Geraldina Colotti)<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nSOTTO SFRATTO<br \/>\nLa vicenda dell&#8217;operaio edile Altair Antunes  Guimar\u00e0es di Rio de Janeiro \u00e8 un tipico caso di &quot;effetto collaterale&quot; delle grandi manifestazioni. Mentre il calcio d&#8217;inizio dei Mondiali si avvicina, la gente sembra essersi dimenticata delle migliaia di famiglie sfrattate per fare posto ai lavori di ampliamento, di ammodernamento o di costruzione delle infrastrutture. La sensazione \u00e8 che le imprese edili abbiano vinto la battaglia e le famiglie si siano ormai rassegnate ad abbandonare le loro case. Non \u00e8 il caso di Altair,<br \/>\n60 anni, e delle cinquecento famiglie che vivono a Vila Aut\u00f2dromo. Questa ex comunit\u00e0 di pescatori che si \u00e8 trasformata in favela \u00e8 a rischio di evacuazione dalla met\u00e0 degli anni novanta. Con l&#8217;assegnazione delle Olimpiadi del 2016, il rischio \u00e8 diventato pi\u00f9 concreto. Il comune vorrebbe costruire il villaggio olimpico l\u00ec vicino e ha progettato un &quot;condominio extra lusso&quot; proprio dove vivono Altair e i suoi vicini. Sarebbe la terza volta che l&#8217;amministrazione di Rio de Janeiro lo caccia per fare spazio ai progetti di<br \/>\nsviluppo di una citt\u00e0 che non si \u00e8 mai curata dei suoi vecchi residenti. Altair \u00e8 andato ad abitare a Vila Aut\u00f2dromo dieci anni fa, quando \u00e8 stato sfrattato da Cidade de Deus perch\u00e9 l&#8217;amministrazione doveva costruire un&#8217;autostrada. Era stato gi\u00e0 sfrattato all&#8217;et\u00e0 di 14 anni: la sua famiglia abbandon\u00f2 llha dos Caifaras, a sud della laguna Rodrigo de Freitas. Questa volta lui e i suoi vicini combatteranno. E resteranno.  (Da S\u00e0o Paulo Natalia Viana dirige l&#8217;agenzia giornalistica brasiliana P\u00f9blica.<\/p>\n<p>EQUADOR<br \/>\nII 10 aprile l&#8217;associazione ecologista Yasunidos ha annunciato di aver raccolto le firme necessarie per organizzare un referendum contro l&#8217;estrazione di petrolio nel parco amazzonico Yasuni. <\/p>\n<p>ARGENTINA<br \/>\nLa capitale Buenos Aires \u00e8 rimasta paralizzata il 10 aprile a causa di uno sciopero nazionale proclamato dai sindacati contro la recente ondata di violenze e l&#8217;inflazione. <\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nII 13 aprile un uomo di 73 anni, Frazier Glenn Cross, ex affiliato del Ku Klux Klan, ha aperto il fuoco in un centro ebraico nel Kansas uccidendo tre persone.<br \/>\nNYC<br \/>\nILPULITZER DELLE RIVELAZIONI<br \/>\nIl 14 aprile il Washington Post e il Guardian hanno vinto il premio Pulitzer per il giornalismo nella categoria servizio pubblico per gli articoli sulle attivit\u00e0 della National security agency (Nsa) basati sui documenti forniti dall&#8217;ex collaboratore della Cia Edward Snowden (nella foto). Denunciando il programma di spionaggio dell&#8217;Nsa, i due quotidiani hanno &quot;lanciato un dibattito intemazionale sui limiti della sorveglianza da parte dei governi&quot;, scrive il New York Times. &quot;E sono stati accusati da Washington e Londra di mettere a rischio la sicurezza nazionale&quot;<br \/>\nNYC<br \/>\nCINQUANTANNI DOPO<br \/>\nNew York Magazine, Stati Uniti<br \/>\nAs it turns out, race has been the real story of&#8217; the Obama presidency all along.<br \/>\nBARACK OBAMA AVEVA DUE ANNI quando il presidente degli Stati Uniti Lyndon B. Johnson firm\u00f2 il Civil rights act, la legge che dichiar\u00f2 illegali le disparit\u00e0 di registrazione nelle elezioni e la segregazione razziale nelle scuole, sul posto di lavoro e nelle strutture pubbliche. Il 10 aprile ad Austin, in Texas, nell&#8217;ambito delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario di quella firma, il primo presidente nero nella storia del paese ha ammesso che il razzismo non \u00e8 stato eliminato e che le iniziative del governo non sempre hanno avuto successo. Ma ha respinto il cinismo di chi pensa che la politica non possa cambiare le cose, perch\u00e9, ha detto &quot;la storia dell&#8217;America \u00e8 una storia di progresso&quot;. Durante la presidenza Obama la questione razziale ha avuto una centralit\u00e0 senza precedenti nella politica statunitense, scrive Jonathan Chait in un articolo che ha fatto molto discutere: &quot;I progressisti vivono nella paranoia di un razzismo bianco che si nasconde ovunque e non viene riconosciuto. I conservatori vivono nella paranoia che il razzismo sia usato per delegittimare le loro opinioni. E il brutto \u00e8 che entrambi hanno ragione<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi,  Le Monde,  South China Morning Post, Washington Post e  Bbc Mundo)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140420 10:35:00 red-emi ITALIA &#8211; Tsipras: &quot;Dopo elezioni in Italia? 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