{"id":11760,"date":"2017-04-15T19:06:26","date_gmt":"2017-04-15T17:06:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11100-12-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-22-marzo-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:26","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:26","slug":"11100-12-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-22-marzo-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11760","title":{"rendered":"11100 12. NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  22  marzo 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140321 22:04:00 red-emi<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; UN MONDO FATTO SU MISURA DI CHI HA UN CERVELLO SPENTO. C\u2019\u00e8 qualcosa nell\u2019aria che respiriamo, o forse nel cibo che mangiamo, che ci ha fatto diventare cos\u00ec cinici e insensibili? Cos\u00ec poveri di prospettiva, cos\u00ec arrendevoli, cos\u00ec drammaticamente pragmatici (se va bene) e cos\u00ec drammaticamente codardi (se va male)?<br \/>\nVATICANO  &#8211; PAPA. Societ\u00e0 non escluda i disoccupati \/ Per il lavoro ora servono creativit\u00e0, solidariet\u00e0, stile sobrio<br \/>\nEUROPA &#8211; La Bce detta l&#8217;agenda dell&#8217;austerit\u00e0: Nuove manovre entro \/ GRECIA . Austerit\u00e0, Tsipras chiede i danni a Fmi ed Ue per il disastro in Grecia . \/ QUANDO SCOMPARE UN AEREO \/<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 Libia. LA  PETROLIERA TORNA A TR\u00ccPOLI<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; Malesia . Mh370: nessuna traccia continuano le ricerche \/ Proseguono senza risultati positivi, ad ora, le ricerche del velivolo della Malaysia Airlines, scomparso dai radar ormai una settimana fa. \/CINA &#8211; Cure negate a Cao Shunli \/ Il 14 marzo l&#8217;attivista cinese per i diritti umani Cao Shunli \u00e8 morta in un ospedale dove era ricoverata da febbraio in condizioni critiche e dove le erano state negate le cure di cui aveva bisogno<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Venezuela. Caracas.  Cosa c&#8217;\u00e8 davvero dietro il caos in Venezuela . El Salvador Ex Guerrigliero Presidente &#8211; Il 16 marzo il tribunale supremo elettorale del Salvador ha confermato la vittoria di Salvador S\u00e0nchez Cer\u00e9n (nella foto) alle elezioni presidenziali del 9 marzo \/<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; TROPPI SOLDI A SAN FRANCISCO  &#8211; La ricchezza prodotta dalle aziende tecnologiche della Silicon valley sta cambiando il volto della citt\u00e0. Aumenta l&#8217;occupazione, ma i prezzi delle case e degli affitti sono alle stelle<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nUN MONDO FATTO SU MISURA DI CHI HA UN CERVELLO SPENTO.<br \/>\nC\u2019\u00e8 qualcosa nell\u2019aria che respiriamo, o forse nel cibo che mangiamo, che ci ha fatto diventare cos\u00ec cinici e insensibili? Cos\u00ec poveri di prospettiva, cos\u00ec arrendevoli, cos\u00ec drammaticamente pragmatici (se va bene) e cos\u00ec drammaticamente codardi (se va male)?<br \/>\nIeri un articolo su Repubblica di Enrico Franceschini riportava una statistica che meriterebbe di essere stampata e appesa ovunque: in camera da letto, sui muri degli asili, degli ospedali, in metro, pi\u00f9 che altro nel cervello. In Inghilterra il patrimonio di cinque persone (contatele: stanno in una mano) vale quanto quello di 12,6 milioni (milioni\u2026) di persone. Cinque esseri umani contro 12,6 milioni di esseri umani. Non occorre essere comunisti per ritenere un\u2019ingiustizia inammissibile in natura una disuguaglianza cos\u00ec sfacciata. Eppure \u00e8 normale : cosa ci vuoi fare? Eh, dimmi, cosa ci vuoi fare? Bisogna far quadrare i conti sai? Ti incazzi? Maddai.<br \/>\nSu Repubblica di oggi Jenner Meletti racconta invece della crociata dei sindaci \u201cdi sinistra\u201d di Padova, Venezia e Treviso. Contro chi? Contro gli accattoni. I poveracci insomma, quelli che vengono a chiedere lo spicciolo mentre stai al bar con gli amici. \u00abTuteliamo chi \u00e8 indifeso dalle molestie di chi chiede con troppa insistenza\u00bb. A furia di raccontarci che il male da sconfiggere era non la ricchezza sfrontata ma la povert\u00e0, ed essendo stati incapaci di riuscirci, ci siamo arresi: la ricchezza sfrontata \u00e8 rimasta l\u00ec, ma in compenso con i poveri ci siamo accaniti.<br \/>\nViene da pensare che questa tanto decantata e impellente modernit\u00e0 sia in realt\u00e0 un processo collettivo di atrofizzazione delle coscienze. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 giustizia n\u00e9 idealit\u00e0: solo un immenso e legalizzato si salvi chi pu\u00f2 . Un ritorno agli istinti peggiori della specie. Un me ne frego liberatorio, perch\u00e9 il mondo fa talmente schifo che conviene accettarlo cos\u00ec com\u2019\u00e8.<br \/>\nForse \u00e8 pure comprensibile, l\u2019egoismo \u00e8 un fatto di natura. Ma non \u00e8 neanche intelligente. Perch\u00e9 a fronte di cinque salvati ci sono 12,6 milioni di sfigati. Basterebbe fare un calcolo delle probabilit\u00e0: quante possibilit\u00e0 ha mio figlio \u2013 il figlio di chiunque \u2013 di nascere sul fronte \u201csalvezza\u201d? L\u2019impegno (piccolo, grande, fondamentale o inutile che sia) per un\u2019altra societ\u00e0 non \u00e8 solo giusto: \u00e8 anche conveniente per se stessi. Troppo difficile da spiegare in un mondo fatto su misura di chi ha spento il cervello.<br \/>\nSARDEGNA,<br \/>\nIL DOPPIO SCHIAFFO ITALIANO ALL\u2019ISOLA SULLA QUESTIONE DEL COLLEGIO UNICO.<br \/>\n\u201cCito Giorgio Gaber: \u2018Io non mi sento italiano, ma per fortuna o purtroppo lo sono \u201c. Lasciatemi valorizzare la prima parte di questa frase per una volta, perch\u00e9 ci si sente discriminati ! Non \u00e8 accattonaggio, ci si sente discriminati dalle decisioni del Governo e dal trattamento che lo Stato italiano riserva alla Sardegna\u201d.<br \/>\nQueste le parole infuocate di Michele Piras, deputato di Sinistra Ecologia Libert\u00e0, in merito alla discussione di oggi alla Camera dei Deputati.<br \/>\nNella seduta odierna antimeridiana della Camera si discuteva la \u2018Conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2014, n.&#8194;4, recante disposizioni urgenti in materia di emersione e rientro di capitali detenuti all&#8217;estero, nonch\u00e9 altre disposizioni urgenti in materia tributaria e contributiva e di rinvio di termini relativi ad adempimenti tributari e contributivi\u2019 in cui vi erano inseriti degli emendamenti circa, appunto, gli \u2018adempimenti tributari\u2019 delle popolazioni colpite da eventi alluvionali come nel caso della Sardegna.<br \/>\nDue gli emendamenti in questione, dunque: il primo, presentato da un manipolo di parlamentari cinque stelle bocciato con 195 voti a favore e 227 contrari; il secondo, presentato da Caterina Pes (Pd) e da un buon numero di parlamentari sardi (tra cui lo stesso Piras), \u00e8 stato bocciato dalla stessa maggioranza di governo, quindi dal Partito Democratico, con 190 s\u00ec e 255 no. Nel corso della seduta lo stesso Piras affermava come l\u2019emendamento prevedeva che i pagamenti di tributi e gli adempimenti sospesi ai sensi del decreto del Ministro dell&#8217;economia e delle finanze 30 novembre 2013 e via seguitando sono effettuati entro il 30 giugno 2014, senza applicazione di sanzioni e interessi.<br \/>\nSecondo il deputato di Sel, invece: \u201cLa verit\u00e0 \u00e8 che con questo emendamento non si stanno chiedendo soldi allo Stato ma si sta rinviando il pagamento dei tributi al 30 giugno 2014 senza pagamento di interessi. Punto primo. Punto secondo: sono passati quattro mesi e un giorno da quella alluvione e ancora non ci sono provvedimenti strutturali per sanare le ferite lasciate da quella alluvione, n\u00e9 nelle case private n\u00e9 per le infrastrutture gi\u00e0 deboli della Sardegna, n\u00e9 nell&#8217;apparato produttivo gi\u00e0 distrutto dell\u2019Isola, abbattuto dalla crisi &#8211; evidentemente &#8211; e non solamente dall&#8217;alluvione\u201d.<br \/>\nNiente soldi per la Sardegna, a quattro mesi e un giorno di distanza dall\u2019alluvione, e lo stesso Piras stamane ha denunciato: \u201cIo mi chiedo quanto tempo ancora dobbiamo aspettare per i provvedimenti strutturali sull&#8217;alluvione in Sardegna se, a quattro mesi e un giorno di distanza, \u00e8 ancora il tempo di dire che dobbiamo costituire fondi per le calamit\u00e0 naturali. Cosa stiamo aspettando a costituire i fondi per le calamit\u00e0 naturali ? Vi chiedo se a 90 milioni di ritardato pagamento possano essere opposti ragionamenti sulla tenuta del bilancio pubblico e opinioni negative della Ragioneria dello Stato quando questa ha dato il via libera a 614 milioni per le missioni militari votate in rapidissima esecuzione, tagliando anche la discussione in Aula e mettendo pure la fiducia per strozzare definitivamente la discussione sugli emendamenti. \u00c8 un problema di volont\u00e0 politica, la volont\u00e0 politica evidentemente non c\u2019\u00e8, non c&#8217;era da parte dello scorso Governo e non c\u2019\u00e8 da parte di questo Governo\u201d.<br \/>\nDUE SCHIAFFI ALLA SARDEGNA, DUNQUE: DOPPIO ALLA CAMERA, L\u2019ALTRO AL SENATO.<br \/>\nTre emendamenti, sostanzialmente identici a firma Cotti-Mauro-Lai (M5s &#8211; Popolari Per l\u2019Italia &#8211; Partito Democratico), chiedono al Senato di istituire un collegio autonomo per le votazioni europee di maggio in favore della Sardegna.<br \/>\nL\u2019isola, infatti, non forma un collegio a s\u00e9 per le elezioni Europee ma \u00e8 incorporata con l\u2019altra isola, quella siciliana. Perch\u00e9 un secondo schiaffo che il Senato ha approvato ieri pomeriggio?<br \/>\nLa richiesta di un collegio unico per la Sardegna arriva direttamente dagli attori politici della politica dell\u2019Isola, Franciscu Sedda (Partito dei Sardi) in una nota afferma: \u201cL\u2019accorpamento in un\u2019unica circoscrizione di Sardegna e Sicilia non permetter\u00e0 al popolo sardo di eleggere un proprio europarlamentare in quanto i siciliani sono pi\u00f9 numerosi di noi. E questo lo sappiamo tutti. Il nostro voto non varr\u00e0 niente e a Strasburgo andranno solo deputati siciliani, come ormai accade da trent\u2019anni. Chiediamo pertanto al governo Italiano e al Parlamento il varo di un provvedimento urgente ad hoc che permetta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione di un \u201ccollegio\u201d sardo, quindi di un\u2019ulteriore circoscrizione\u201d.<br \/>\nIn un tweet, di questo pomeriggio, inoltre, lo stesso cofondatore del PdS afferma \u201cI due schiaffi assestati oggi dallo stato alla #Sardegna confermano che bisogna quanto prima togliere la faccia dalla traiettoria italica\u201d. Cos\u00ec come ancora pi\u00f9 duro \u00e8 Pier Franco Devias del Fronte indipendentista unidu che sui social network afferma \u201cChe almeno la distruzione, la perdita delle case e delle aziende, la morte, causata da ci\u00f2 che \u00e8 &quot;malgoverno coloniale&quot; e non &quot;alluvione&quot;, possa servire per far capire quale \u00e8 la vera natura del dominio italiano sul nostro Paese.<br \/>\nE&#8217; inutile che vi rivolgiate, per farvi difendere, alla guida indiana Pigliaru, cos\u00ec come \u00e8 sempre stato inutile rivolgervi a qualsiasi politico sardo unionista, fatevene una ragione e imparate\u201d.<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nCITTA&#8217; DEL VATICANO<br \/>\nIL PAPA. Societ\u00e0 non escluda i disoccupati \/ Per il lavoro ora servono creativit\u00e0, solidariet\u00e0, stile sobrio Il &quot;lavoro&quot; non ha solo &quot;finalit\u00e0 economica e di profitto&quot;, ma &quot;interessa la dignit\u00e0 dell&#8217;uomo&quot;, e chi \u00e8 &quot;sottoccupato o disoccupato rischia di diventare una vittima dell&#8217;esclusione sociale&quot;. Lo ha detto il Papa nell&#8217;udienza per i 130 anni di fondazione delle acciaierie di Terni. &quot;La fase di grave difficolt\u00e0 e di disoccupazione richiede di essere affrontata con strumenti della creativit\u00e0 e della solidariet\u00e0&quot;, ha aggiunto il Papa chiedendo a tutti uno &quot;stile di vita sobrio&quot;<br \/>\nCRISI. NON CEDETE AL PESSIMISMO &#8211; Udienza a acciaierie Terni, uscire da palude, lavoro problema Ue \/ &#8221;Non smettete mai di sperare in un futuro migliore, lottate per quello&#8221;. Lo ha detto il Papa nell&#8217;udienza agli abitanti di Terni. &#8221;Non lasciatevi intrappolare dal vortice del pessimismo. Se ciascuno fa la propria parte, se si considera un atteggiamento di solidariet\u00e0 ispirato al Vangelo, si potr\u00e0 uscire dalla palude di una stagione economica e lavorativa difficile&#8221;. Il Papa ha rimarcato che &#8221;il gravissimo problema della disoccupazione interessa diversi Paesi europei&#8221;.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nEU<br \/>\nLA BCE DETTA L&#8217;AGENDA DELL&#8217;AUSTERIT\u00c0: NUOVE MANOVRE ENTRO 2016 \/ I paesi membri non abbassino la guardia sul risanamento dei conti: per centrare gli obiettivi del Patto di Stabilit\u00e0 servirebbero nuove manovre nel 2015-16. Sono le parole forti e chiare lanciate dagli analisti della Bce in un articolo pubblicato sull&#8217;ultimo Bollettino mensile dell&#8217;istituto. \u00ab\u00c8 necessario ma \u00e8 anche probabile che entro il 2016 la maggior parte dei governi adotti ulteriori interventi di risanamento\u00bb, si legge nel testo. \u00abServe infatti ulteriore impegno nel riequilibrio dei conti per ripristinare finanze pubbliche solide nell&#8217;area dell&#8217;euro. In assenza di tale riequilibrio &#8211; si legge nel testo &#8211; vi \u00e8 il rischio di ricadute negative sui titoli di Stato. Inoltre, le ulteriori possibili conseguenze avverse sul clima di fiducia potrebbero ostacolare la ripresa dell&#8217;economia\u00bb. Gli analisi si basano su ipotesi che includono tutti i provvedimenti gi\u00e0 approvati dai parlamenti nazionali, o che sono stati definiti in sufficiente dettaglio dai governi e probabilmente supereranno l&#8217;iter legislativo. \u00abPer la maggior parte dei paesi le misure considerate nello scenario di base delle proiezioni &#8211; si sottolinea &#8211; non bastano a realizzare il risanamento richiesto nel quadro del meccanismo correttivo e di quello preventivo del Patto di stabilit\u00e0 e crescita\u00bb. L&#8217;impegno a soddisfare tali requisiti si riflette ampiamente negli obiettivi di bilancio delineati dai governi nelle leggi di bilancio o nei progetti di documenti programmatici di bilancio per il 2014, spiegano gli analisti della Bce. Tuttavia, \u00abgli interventi tesi al raggiungimento di tali obiettivi spesso mancano oppure non sono sufficientemente precisati nel dettaglio e, pertanto &#8211; si legge &#8211; non se ne tiene conto nello scenario di base delle proiezioni, in particolare per il 2015-2016, periodo che non \u00e8 compreso nelle manovre di finanza pubblica e nelle leggi di bilancio di gran parte dei paesi\u00bb. Il punto \u00e8 dunque il \u00abdivario\u00bb fra gli obiettivi di bilancio dei governi e lo scenario dei conti pubblici utilizzato per le proiezioni. Ma non solo, gli analisti rilevano \u00abincertezze\u00bb nei target di finanza pubblica fissati dai governi con la probabilit\u00e0 di ulteriori interventi di risanamento. In base a queste premesse, per \u00abl&#8217;area dell&#8217;euro si valuta un risanamento aggiuntivo pari a circa lo 0,1% del Pil nel 2014, mentre ulteriori interventi di riequilibrio saranno probabilmente adottati nel 2015 (intorno allo 0,6%) e in misura inferiore nel 2016 (circa lo 0,3%); il valore cumulato si collocherebbe quindi intorno all&#8217;1% del Pil entro la fine del 2016\u00bb, affermano gli esperti della Bce. Insomma, la Bce detta l&#8217;agenda dell&#8217;austerit\u00e0 dei prossimi anni e i Paesi membri dovranno fare altre manovre &#8216;lacrime e sangue&#8217; per rispettarla. Serve davvero un&#8217;altra Europa e anche un&#8217;altra banca europea<br \/>\nEU<br \/>\nEUROPA, UN\u2019ALTRA STRADA \u00c8 POSSIBILE \/ \u00c8 un\u2019Europa messa in ginocchio dall\u2019austerit\u00e0 quella che \u00e8 chiamata a votare alle elezioni europee di maggio. Il dibattito pubblico, per\u00f2, continua a essere schiacciato tra un europeismo senza se e senza ma \u2013 secondo il quale non esiste alternativa alle attuali politiche neoliberiste e di austerit\u00e0 all\u2019interno del sistema dell\u2019eurozona e dell\u2019Ue \u2013 e un populismo nazionalista e anti-europeo che vorrebbe rinazionalizzare le politiche continentali, facendoci tornare indietro di mezzo secolo. \u00c8 possibile riorientare il dibattito sulle possibilit\u00e0 concrete di un cambiamento di rotta? Prova a farlo \u201cUn\u2019altra strada per l\u2019Europa\u201d, il forum organizzato oggi al Parlamento europeo dalla Rete europea degli economisti progressisti (Euro-pen), di cui fanno parte Sbilanciamoci!, EuroMemorandum, Economistes Atterr\u00e9s francesi, Transnational Institute e molti altri. Movimenti e sindacati presenteranno alle forze politiche europee e nazionali le alternative per uscire dalla crisi. Ecco le proposte chiave.<br \/>\nSUPERAMENTO DELL\u2019AUSTERIT\u00c0<br \/>\nLe politiche di austerit\u00e0 stanno generando povert\u00e0, disoccupazione e disuguaglianza, e stanno dissestando le economie e le finanze pubbliche dei paesi pi\u00f9 colpiti dalla crisi (che registrano livelli di debito sempre pi\u00f9 alti). \u00c8 necessario un cambio di paradigma, a partire dall\u2019abbandono del Fiscal Compact, a favore di un rilancio della spesa pubblica, delle politiche industriali e dell\u2019occupazione, e di un di ambizioso piano di investimenti europei per realizzare un green new deal. Ne parleranno Luciana Castellina, Andrea Baranese, Ronald Janssen della Confederazione europea dei sindacati (Etuc) e Stefano Miruca della Fiom.<\/p>\n<p>RESPONSABILIT\u00c0 COMUNE, EUROBOND E UN NUOVO RUOLO DELLA BCE<br \/>\nA causa della dipendenza dai mercati finanziari che impone l\u2019architettura vigente della moneta unica, gli alti livelli di debito pubblico dei paesi della periferia (133% del Pil in Italia) gravano fortemente sull\u2019economia. Pesano soprattutto gli enormi interessi passivi che questi continuano a pagare sul debito pregresso (in Italia 80 miliardi di euro l\u2019anno, circa il 5% del Pil). Allo stesso tempo la Germania \u00e8 favorita da tassi d\u2019interesse negativi. La soluzione a questi squilibri richiede una responsabilit\u00e0 comune sul debito, un nuovo ruolo della Bce e l\u2019introduzione di eurobond. Ne parleranno John Grahl di Euro Memorandum, Jordi Angusto di Econo Nuestra e Sigfrido Ram\u00edrez P\u00e9rez di Transform!.<\/p>\n<p>RUSSIA<br \/>\nMOSCA<br \/>\nDOKU UMAROV \u00c8 MORTO \/ Il 18 marzo il sito Kavkaz Center, considerato vicino ai ribelli islamici del Caucaso, ha annunciato la morte di Doku Umarov, 49 anni, considerato il nemico numero uno del Cremlino. Il sito non ha fornito informazioni sulle circostanze della morte, che probabilmente risale ad alcuni mesi fa. Dopo aver combattuto per anni tra i ribelli ceceni, nel 2007 Umarov si era proclamato leader dell&#8217;emirato del Caucaso, rivendicando molti attentati. Il suo successore \u00e8 Ali Abu Mukhamad.<\/p>\n<p>DA KIEV A DAMASCO<br \/>\nI milioni di siriani vittime di un conflitto atroce subiranno i contraccolpi della situazione in Crimea? Messa in questi termini, la domanda pu\u00f2 sembrare strana, ma \u00e8 chiaro che il crescente antagonismo tra Mosca e Washington sull&#8217;Ucraina avr\u00e0 ripercussioni altrove.<br \/>\nA meno di un miracolo politico-diplomatico, difficile da prevedere, dopo l&#8217;annessione della Crimea il termometro dell&#8217;antagonismo tra Russia e Stati Uniti \u00e8 destinato a salire. Il conflitto siriano, dove di fatto i due paesi si affrontano attraverso i loro alleati, rischia di fare le spese di questa situazione, e forse \u00e8 gi\u00e0 cos\u00ec. Il 18 febbraio, nel momento in cui la situazione a Kiev si infiamma-va, il segretario di stato americano John Kerry accusava i russi di rendere pi\u00f9 difficili i negoziati sulla Siria attraverso &quot;l&#8217;invio in massa di armi&quot; al regime siriano di Bashar al Assad.<br \/>\n\u00c8 tutto come ai tempi della guerra fredda. La soluzione dei conflitti regionali che coinvolgono Mosca e Washington dipende in gran parte dal rapporto tra Cremlino e Casa Bianca. E sul fronte siriano come in Ucraina, gli Stati Uniti e la Russia sono su posizioni opposte. Secondo molti osservatori la tragedia siriana non potr\u00e0 finire senza un&#8217;intesa tra russi e americani. Ma i russi si op-pongono. Alla &quot;conferenza di pace&quot; di Ginevra a febbraio, i russi, pur essendo tra i promotori, han-no lasciato che gli emissari di Damasco bloccassero ogni dialogo con i leader della rivolta. All&#8217;Onu il Cremlino impedisce qualsiasi condanna, anche simbolica, delle stragi del regime.<br \/>\n\u00c8 molto probabile che la situazione dell&#8217;Ucraina accentuer\u00e0 &quot;l&#8217;ostruzionismo&quot; russo sulla Siria. Nel frattempo Assad, che si sente protetto, a giugno organizzer\u00e0 una mascherata elettorale per proclamarsi di nuovo presidente. Anche se in realt\u00e0 la situazione sul campo \u00e8 molto pi\u00f9 complessa, Assad presenta la guerra come lo scontro tra l&#8217;ultima roccaforte laica della regione e una rivolta jihadista sunnita. Ma in Siria questi elementi non possono nascondere la realt\u00e0, cio\u00e8 l&#8217;esistenza di un regime e di un uomo nelle mani dei suoi sponsor stranieri (l&#8217;inquadramento militare iraniano, i seimila combattenti libanesi di Hezbollah e i russi). Assad ha solo il margine di manovra che gli \u00e8 consentito. In questo senso, e per loro sventura, i siriani sono anche ostaggio della situazione a Kiev o a Sebastopoli.  ( fonte, Le Monde, Francia)<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nMONACO DI BAVIERA<br \/>\nLA CONDANNA DI HOENESS \/ Il 13 marzo il tribunale di Monaco di Baviera ha condannato Uli Hoeness, ex calciatore ed ex presidente del Bayern Monaco, a tre anni e mezzo di prigione per evasione fiscale. Hoeness ha rinunciato a ricorrere in appello. &quot;Nelle ore successive&quot;, scrive Der Spiegel, &quot;sono fioccate le dichiarazioni di rispetto per la scelta di Hoeness. Alcuni commentatori sembravano quasi grati, come se avessero gi\u00e0 dimenticato che quest&#8217;uomo aveva ingannato per anni lo stato e i suoi concittadini&quot;. Secondo il settimanale, il caso Hoeness \u00e8 una dimostrazione della mentalit\u00e0 di una parte della societ\u00e0 tedesca, quella formata da &quot;campioni sportivi, fabbricanti di salsicce e manager di livello mondiale&quot; per i quali dare i propri soldi non \u00e8 un dovere democratico, ma una sorta di &quot;beneficenza patriarcale&quot;. Nel mondo di Hoeness &quot;i poveri e i malati non possono rivendicare niente, ma devono solo contare sulla generosit\u00e0 di chi sta bene&quot;. La sentenza di Monaco, invece, \u00e8 un &quot;no&quot; a personaggi che, come Hoeness, &quot;hanno perso il senso della misura<\/p>\n<p>GB<br \/>\nLONDRA<br \/>\nQUANDO SCOMPARE UN AEREO<br \/>\nL&#8217;11 settembre 2001 ebbe un impatto devastante. Mentre le torri gemelle crollavano sotto gli occhi del mondo, gli Stati Uniti si sentirono vulnerabili come mai prima, e questo li spinse a scatenare due guerre e a cominciare a pensare cose prima inconcepibili. Gli attentati resero anche necessarie nuove misure di sicurezza: rafforzare le porte delle cabine di pilotaggio, mettere poliziotti armati sugli aerei e vietare il trasporto di lame nel bagaglio a mano. Alcuni di questi provvedimenti erano eccessivi, altri erano sensati. Tra i suggerimenti pratici proposti in quel periodo c&#8217;era quello di modificare i transponder &#8211; i dispositivi che segnalano la posizione di un aereo &#8211; per impedire che fossero disattivati. Se i dirottatori non avesse-ro potuto farlo, ci si sarebbe accorti subito dell&#8217;in-versione di rotta verso New York di due aerei di-retti a Los Angeles e forse sarebbe stato possibile salvare migliaia di vite.<br \/>\nMa mentre il mondo assiste alla scomparsa di un altro aereo, Gregg Eastbrook, un esperto che ha studiato l&#8217;interruzione delle comunicazioni dell&#8217;11 settembre, ha scritto sul New York Times che anche la scomparsa del volo 370 della Malaysian Airlines \u00e8 stata possibile grazie alla facilit\u00e0 con cui si \u00e8 potuto disattivare il transponder. Oggi i voli sono molto automatizzati ed \u00e8 incredibile che ancora si discuta se debba essere possibile spegnere a mano qualcosa che dovrebbe restare sempre acceso mentre un aereo \u00e8 in volo. Certo, il segnale si deve poter spegnere in quegli aeroporti (vecchi o piccoli) che non hanno la tecnologia per ignorare i messaggi inviati dagli aerei in pista. Ma basterebbe modificare la strumentazione di bordo degli aerei per evitare questi problemi quando sono a terra. Invece qualcuno ha potuto disattivare in volo il transponder e il sistema di comunicazione dell&#8217;aereo malese scomparso.<br \/>\nL&#8217;angoscia dei parenti dei passeggeri scomparsi \u00e8 aggravata dalla consapevolezza che la tragedia si poteva evitare, se solo le energie spese dopo l&#8217;u settembre per imparare le lezioni sbagliate fossero state usate per imparare quelle giuste.  ( Fonte: The Guardian, Regno Unito)<\/p>\n<p>SLOVACCHIA<br \/>\nLA SORPRESA K\u00ccSKA<br \/>\nSaranno il premier Robert Fico e Andrej Kiska a sfidarsi nel ballottaggio delle elezioni presidenziali in Slovacchia. Al primo turno Fico, leader del partito populista Smer che ha la maggioranza in parlamento, ha ottenuto il 28 per cento dei voti, precedendo di appena quattro punti il milionario Kiska, un indipendente che ha cavalcato l&#8217;insoddisfazione popolare per la corruzione. &quot;Fico ha commesso un grave errore candidandosi a presidente&quot;, scrive il settimanale Tyzden.<\/p>\n<p>SERBIA<br \/>\nSerbia<br \/>\nALEKS ANDAR VUCIC SENZA RIVALI ALLE ELEZIONI Nei prossimi quattro anni la Serbia sar\u00e0 dominata dal Partito serbo del progresso (Sns), guidato da Aleksandar Vucic, che con quasi due terzi dei seggi in parlamento potr\u00e0 governare in tutta comodit\u00e0 dopo la vittoria nelle legislative anticipate del 16 marzo. Un trionfo di queste proporzioni non si vedeva dal 1990, quando il Partito socialista di Slobodan Milosevic sbaragli\u00f2 la concorrenza nelle prime elezioni multipartitiche.<br \/>\nLa vittoria di Vucic, attuale vicepremier, \u00e8 un terremoto che cambier\u00e0 profondamente la scena politica serba. Quasi sicuramente l&#8217;Sns governer\u00e0 con il Partito socialista (Sps) di Ivica Dacie, che si \u00e8 detto soddisfatto del risultato. L&#8217;opposizione sar\u00e0 rap-presentata da quel che rimane del Partito democratico (Ds), guidato da Dragan Dilas, e dal Nuovo partito democratico\/Verdi (Nds-Z) di Boris Tadic, formato da fuoriusciti dal Ds. Il Partito democratico della Serbia di Vojislav Kostunica non \u00e8 invece riuscito a superare la soglia del 5 per cento per entrare in parlamento.<br \/>\nIl risultato dell&#8217;Sns \u00e8 ancora pi\u00f9 rilevante se si considera che \u00e8 stato ottenuto nonostante la crisi economica, che ha costretto il governo ad approvare riforme dolorose. Evidentemente nell&#8217;ultimo anno e mezzo in cui progressisti e socialisti hanno governato il paese, gli elettori non hanno mai dubitato che sarebbero stati questi due partiti, e in particolare l&#8217;Sns, a fare uscire la Serbia dalla crisi.<br \/>\nLa differenza tra Vucic e Milosevic \u00e8 che mentre quest&#8217;ultimo aveva sfruttato l&#8217;enorme consenso popolare per sfidare il mondo,<br \/>\nil primo si limiter\u00e0 a condurre una politica filoccidentale. Vucic \u00e8 stato abile a far passare queste elezioni per una specie di referendum. Molti cittadini sono andati alle urne con l&#8217;idea che, scegliendo l&#8217;Sns, votavano contro gli oligarchi e i partiti che li sostengono. L&#8217;obiettivo principale del nuovo governo sar\u00e0 l&#8217;ingresso nell&#8217;Unione europea, tanto che un sociologo ha commentato: &quot;Adesso Bruxelles ha 250 deputati in parlamento a Belgrado, ma almeno il 40 per cento dei serbi \u00e8 contro l&#8217;adesione e non \u00e8 rappresentato da nessuno&quot;.<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nII 18 marzo circa 500 immigrati subsahariani sono entrati nell&#8217;enclave di Melilla dopo uno scontro con la polizia. <\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\nAUSTERIT\u00c0, TSIPRAS CHIEDE I DANNI A FMI ED UE PER IL DISASTRO IN GRECIA \/ Alexis Tsipras, leader di Syriza, il partito della sinistra radicale greca, che e&#8217; in testa ai sondaggi, prende di petto Fondo monetario internazionale e Unione europea chiedendo di pagare i danni del disastro sociale provocati dall\u2019austerit\u00e0. Secondo Tsipras il Fmi e Bruxelles hanno &quot;coscientemente portato la Grecia al piu&#8217; grande disastro umanitario&quot; attraverso calcoli di bilancio sbagliati.<br \/>\nNei giorni scorsi Tsipras aveva ribadito il &quot;basta con l&#8217;austerita&#8217; e con il fiscal compact&quot; sottolineando l\u2019urgenza di organizzare &quot;una grande conferenza europea sul debito pubblico come quella che cancell\u00f2 gran parte dei debiti di guerra della Germania nel 1953, permettendo la ricostruzione sociale e materiale di quel Paese&quot;. A ci\u00f2, sottoline\u00f2 Tsipras, si aggiunge la necessita&#8217; di &quot;un grande piano di investimenti pubblici per il lavoro e la riconversione, come fu il New Deal&quot;. Il tutto nell&#8217;intento di &quot;invertire la rotta dell&#8217;Europa&quot;. In Grecia il sistema sanitario \u00e8 al collasso, tanto che sono ricomparsi alti tassi di malattie infettive e, secondo la rivista Lancet, la Grecia \u00e8 il Paese Ue che ha tagliato di pi\u00f9 in sanit\u00e0 e oggi la sua spesa pubblica in servizi per la salute \u00e8 inferiore a tutti gli altri membri dell&#8217;Unione Europea prima del 2004: tra il 2009 e il 2011 il budget per gli ospedali pubblici \u00e8 stato ridotto del 25%. In Grecia la disoccupazione sfiora il 30% e il tasso di povert\u00e0 \u00e8 sette volte pi\u00f9 alto di quello che era all\u2019inizio della crisi. Il 65% degli anziani ha problemi ad avere un pasto regolare.<\/p>\n<p>AFRICA &#038; MEDIO ORIENTE<br \/>\nPALESTINA<br \/>\nRAMALLAH<br \/>\nUCCISO A QUATTORDICI ANNI.  &#8211; L&#8217;accento del medico dell&#8217;ospedale \u00e8 chiaramente arabo. In una breve intervista radiofonica trasmessa il 19 marzo descrive le gravi condizioni di un soldato israeliano ferito al confine siriano. Nella nostra realt\u00e0 distorta un medIco araboisraeliano che si prende cura di un soldato ferito \u00e8 un raggio di luce.<br \/>\nPoco dopo la stessa radio (militare) trasmette le parole della sorella del comandante delle truppe, rimasto leggermente ferito. Lei \u00e8 molto orgogliosa di lui, spiega che l&#8217;esercito \u00e8 la sua vita: &quot;Siamo una famiglia combattente, facciamo parte da sempre dell&#8217;antica e gloriosa terra di Israele&quot;.<br \/>\nUn&#8217;altra notizia alla radio: nella notte del 19 marzo un diciannovenne palestinese di Hebron ha attraversato la bar-riera di separazione ed \u00e8 stato ucciso dai militari. Grazie ad alcuni amici scopro che &quot;il giovane uomo&quot; era in realt\u00e0 un ragazzo di 14 anni ed \u00e8 stato ucciso alle sette del mattino. In questa stagione, prima di andare a scuola, i ragazzi vengono mandati dalle madri a raccogliere gundelie, una pianta spinosa e saporita. Youssef Abu Aker era andato con due amici di 12 e 15 anni. Hanno attraversato la barriera perch\u00e9 sul versante ovest \u00e8 pi\u00f9 facile trovare le piante. La ter\u00acra, dopotutto, \u00e8 palestinese da entrambi i lati della barriera. I due amici di Youssef sono stati arrestati, quindi per avere un&#8217;idea pi\u00f9 chiara dell&#8217;accaduto dovremo aspettare che siano rilasciati. Ma si pu\u00f2 gi\u00e0 dire che i soldati hanno mentito deliberatamente per nascondere il loro crimine. ( di Amira Hass<\/p>\n<p>TURCHIA<br \/>\n II 18 marzo la Corte europea dei diritti umani ha condannato Ankara per il trattamento inflitto al leader dei ribelli curdi Abdullah \u00d2calan.<br \/>\nISTANBUL, ANKARA e  SMIME<br \/>\nPROTESTE E TANGENTOPOLI NUOVI GUAI PER ERDOGAN<br \/>\nDopo la morte del 15nne Berkin Elvan, in tutta la Turchia si \u00e8 assistito a manifestazioni di protesta contro il governo di Erdogan. Durante le proteste si sono registrati incidenti con la polizia in particolare a Istanbul, Ankara e Smime, con decine di feriti. La polizia ha arrestato 417 persone. A margine delle manifestazioni sono morte due persone. Un poliziotto, stroncato da un infarto dovuto secondo i medici a causa della quantit\u00e0 eccesiva di gas lacrimogeni lanciata dalle force anti-sommossa e un ragazzo di 22 anni a Istanbul, ucciso al termine delle manifestazioni in scontri provocati da attivisti islamici nel quartiere di Okmeydani. I guai per Erdogan non sembrano finire: ieri sono stati adottati i primi rinvii a giudizio nel quadro dell&#8217;inchiesta sulla \u00abTangentopoli\u00bb turca che lo scorso dicembre aveva coinvolto molte personalit\u00e0 vicine al premier. Come riportato dall&#8217;agenzia Dogan, a essere colpiti dal provvedimento sono Mustafa Demir, presidente del municipio di Fatih, a Istanbul, e altri esponenti dello stesso municipio, tutti legati al partito Akp del premier. Le accuse nei loro confronti sono di \u00abcorruzione\u00bb, \u00abfalso\u00bb e \u00abviolazione della legge sulla tutela del patrimonio naturale e culturale\u00bb. L&#8217;inchiesta, scattata il 17 dicembre scorso con un&#8217;ondata di arresti in tutto il paese, ha fatto finire in manette anche i figli di tre ministri del governo Erdogan, poi dimessisi. Nell&#8217;occhio del ciclone c&#8217;\u00e8 lo stesso premier, che in alcune intercettazioni telefoniche del 17 dicembre, successive al diffondersi della notizia dell&#8217;inchiesta, intimava al figlio di nascondere una grossa somma di denaro contante. Erdogan ha tuttavia sempre negato l&#8217;autenticit\u00e0 delle registrazioni e sostiene che l&#8217;inchiesta sia stata orchestrata dal suo ex alleato Gulen, attualmente negli Stati uniti<\/p>\n<p>EGITTO<br \/>\nMorning Glory dalla Libia raggiunge l&#8217;Egitto. Zeidan:  Voto falsificato \/ Annan si ritira, per Sisi presidenza pi\u00f9 vicina \/ Gruppo armato libico sequestra 40 egiziani<br \/>\nL\u2019ex capo di Stato maggiore egiziano, Sami Anan ha ritirato la sua candidatura alle elezioni presidenziali, dopo l&#8217;intimidazione dello scorso luned\u00ec, quando \u00e8 scampato a un attentato. In seguito all&#8217;avvicendamento alla guida dell&#8217;esercito tra il maresciallo Hussein Tantawi e il generale Abdel Fattali Sisi, nell&#8217;estate del 2012, (da molti descritto come un colpo di stato all&#8217;interno dell&#8217;esercito), viene eliminato cos\u00ec dalla competizione elettorale (che dovrebbe svolgersi entro giugno) il consigliere dell&#8217;ex presidente Mohammed Morsi e l&#8217;unico candidato che avrebbe potuto seriamente mettere in discussione il successo di Sisi. Poche ore prima dell&#8217;annuncio, un ufficiale dell&#8217;esercito egiziano era stato ucciso e due sottufficiali erano rimasti gravemente feriti in un agguato nel quartiere Matareya al Cairo. Gli assalitori, a bordo di una moto e a volto coperto, avevano aperto il fuoco contro Un bus militare.  Dopo l\u2019agguato l\u2019esercito egiziano ha puntato il dito contro 1 Fratelli musulmani. Gli islamisti moderati hanno per\u00f2 condannato l&#8217;attentato. Il gruppo radicale Ansar Beit el Maqdis, responsabile di numerosi attacchi nel Sinai, ha invece rivendicato l&#8217;agguato. Nel pomeriggio di gioved\u00ec, sette miliziani sono stati uccisi in seguito a un raid condotto dai militari in una fattoria nel villaggio di al-Madfouna nel nord del Sinai. Secondo l&#8217;esercito egiziano, l&#8217;operazione puntava direttamente a colpire gli interessi nel Sinai del movimento palestinese Hamas, bandito in Egitto da una sentenza del 4 marzo scorso del Tribunale del Cairo.<br \/>\nI blitz anti-terrorismo si susseguono dalla scorsa settimana, 18 persone sono state arrestate nel Sinai e 11 nel Delta del Nilo, con l&#8217;accusa di appartenere a movimenti terroristici. Secondo la polizia egiziana, gli arrestati avevano partecipato a operazioni contro gli eserciti statunitense e pachistano. Uno di loro si era infiltrato in Algeria e poi era stato rimpatriato in Egitto. Altri due sarebbero affiliati di un gruppo radicale che aveva come obiettivo di colpire forze armate, poliziotti, luoghi di culto, ambasciate e diplomatici. D&#8217;altra parte, toma incandescente anche il confine tra Egitto e Libia. Un gruppo armato libico ha sequestrato 40 lavoratori egiziani. Gli operai sono stati prelevati da uomini armati mascherati all&#8217;alba di ieri e condotti in un luogo sconosciuto della Cirenaica. Secondo la stampa locale, gioved\u00ec scorso, la nave nordcoreana Morning Glory aveva raggiunto le acque territoriali egiziane, nonostante le autorit\u00e0 del Cairo neghino la notizia. I separatisti della Cirenaica avevano caricato di greggio la nave, nonostante il divieto del governo libico. L&#8217;intenzione di vendere petrolio indipendentemente dalle autorit\u00e0 centrali era stata gi\u00e0 avanzata nei mesi scorsi ma si \u00e8 concretizzata solo nel caso della Morning Glory dopo l&#8217;annuncio di Ibrahim ladran, leader delle milizie delle Cirenaica in prima linea durante le rivolte del 2011. In seguito alla fuga della petroliera dal porto di Sidra, il premier libico Mi Zeidan era stato sfiduciato dal parlamento ed \u00e8 fuggito in Germania. Dopo il voto del Congresso, i giudici libici avevano imposto contro il politico il divieto d&#8217;espatrio per il presunto coinvolgimento in un caso di appropriazione indebita di fondi pubblici. Zeidan tuttavia ha accusato i movimenti islamisti di aver \u00abfalsificato\u00bb il voto in parlamento, costringendolo alle dimissioni Lo scorso luned\u00ec, in una riunione sulla Libia del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite, il paese \u00e8 stato definito la \u00abfonte principale di armi illegali\u00bb il cui traffico alimenta conflitti e instabilit\u00e0 in vari continenti.<br \/>\nIL CAIRO<br \/>\n II 19 marzo un generale e un colonnello dell&#8217;esercito e cinque jihadisti sono morti nei combattimenti a nord del Cairo. <\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nTRIPOLI<br \/>\nLA  PETROLIERA TORNA A TR\u00ccPOLI &#8211; Le forze speciali degli Stati Uniti sono intervenute il 17 marzo al largo di Cipro per riprendere il controllo della petroliera Morning Glory, carica di greggio venduto illegalmente da una milizia libica. Pochi giorni prima la nave era salpata dal porto di Sidra sfuggendo ai controlli. L&#8217;incidente \u00e8 un esempio delle tensioni tra il governo di Tripoli e le milizie che detengono il potere nell&#8217;est del paese, la Cirenaica, e che rivendicano il federalismo e la condivisione dei proventi del petrolio, scrive Now. Il 17 marzo nove persone sono morte a Bengasi in due at-tentati, di cui uno contro un&#8217;accademia militare.<\/p>\n<p>ALGERIA<br \/>\nGHARDAIA S&#8217;INFIAMMA<br \/>\nTre morti, un centinaio di feriti, decine di case e di negozi distrutti. \u00c8 il bilancio degli scontri intercomunitari scoppiati il 15 marzo a Ghardaia, nella valle algerina dello Mzab. La colpa, scrive ElWatan, \u00e8 \u201cdell&#8217;incapacit\u00e0 del governo&quot;, che interviene solo per ristabilire l&#8217;ordine, ma evita di affrontare le ragioni sociali alla base del conflitto tra gruppi rivali.<\/p>\n<p>RUANDA<br \/>\nIL TWITTERGATE DI PAUL KAGAME<br \/>\nDopo la crisi diplomatica con il Sudafrica, che accusa Rigali di commissionare omicidi contro gli oppositori del regime in esilio, Paul Kagame \u00e8 finito al centro di uno scandalo su Twitter. Il 6 marzo si \u00e8 scoperto che un impiegato della presidenza ruandese gestiva anche l&#8217;account @RichardGoldston, un troll che diffondeva propaganda filogovernativa su Twitter, polemizzando con i giornalisti stranieri, scrive il Daily Maverick. La presidenza ha dovuto scrivere un tweet per prendere le distanze da @RichardGoldston.<\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nVITTIME TRA I DISUCCUPATI \/ Il 15 marzo almeno diciotto persone sono morte in diverse citt\u00e0 della Nigeria nella calca che si \u00e8 creata presso i centri di reclutamento del dipartimento dell&#8217;immigrazione, scrive The Punch. L&#8217;incidente pi\u00f9 grave, con sette morti, \u00e8 avvenuto allo stadio di Abuja, dove si sono presentati in decine di migliaia per cinquemila posti di lavoro. Il giorno prima, un centinaio di persone \u00e8 morto negli attacchi compiuti da allevatori fulani con armi da fuoco e machete contro tre villaggi della Nigeria centrale, una zona segnata da dispute territoriali, religiose e intercomunitarie, che periodicamente scatenano delle violenze.<\/p>\n<p>SOMALIA<br \/>\nSei persone sono morte il 18 marzo in un attentato suicida contro le forze somale e africane a Buula Burde. <\/p>\n<p>SUDAFRICA<br \/>\n II 19 marzo il rapporto della difensora civica ha stabilito che il presidente Jacob Zuma dovr\u00e0 rimborsare allo stato una parte delle spese sostenute per i lavori nella sua residenza privata di Nkandla.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nASIA<br \/>\nI NEMICI DI INTERNET \/ II nuovo rapporto di Reporter senza frontiere sui &quot;nemici di internet&quot; si occupa delle istituzioni responsabili della censura online nel mondo, scrive Asia Times. In cima alla lista nera c&#8217;\u00e8 l&#8217;ufficio per il controllo del web della Cina, dove 70 persone sono in carcere per la loro attivit\u00e0 online, del Vietnam e della Corea del Nord. Il sistema pi\u00f9 avanzato \u00e8 gestito dal governo cinese perch\u00e9 si basa sull&#8217;autocensura degli utenti e sulla collaborazione delle aziende tecnologiche. In Vietnam, dove nel mese di marzo sono stati arrestati due blogger, i provider funzionano come &quot;agenzie di controllo del web&quot;, bloccando i siti non graditi al governo. In Corea del Nord, infine, i collegamenti al web sono quasi inesistenti<\/p>\n<p>PAPUA NUOVA GUINEA<br \/>\nII 17 marzo la corte suprema ha annunciato un&#8217;inchiesta sulle possibili violazioni dei diritti umani avvenute in un centro per richiedenti asilo gestito dal governo australiano sull&#8217;isola di Manu. <\/p>\n<p>TAIWAN<br \/>\nII 19 marzo duecento attivisti hanno occupato il parlamento a Taipei per protestare contro un trattato di libero scambio con la Cina.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nL&#8217;APERTURA DI PYONGYANG<br \/>\nIl 17 marzo i genitori di Megumi Yokota, una dei 14 cittadini giapponesi rapiti dai servizi segreti nordcoreani negli anni settanta e ottanta, hanno rivelato di aver incontrato Kim Eungyong, 26 anni, la figlia che Megumi ha avuto in Corea del Nord. L&#8217;incontro, avvenuto in segreto a Ulan Bator, in Mongolia, \u00e8 stato possibile dopo mesi di trattative tra Tokyo e Pyongyang, che il 19 marzo hanno avviato nuovi colloqui diplomatici. &quot;Dietro l&#8217;apertura da parte dei nordcoreani c&#8217;\u00e8 l&#8217;obiettivo di avere aiuti economici dal Giappone, che non deve lasciarsi sfuggire questa opportunit\u00e0&quot;, scrive l&#8217;Asahi Shimbun.<\/p>\n<p>MALESIA<br \/>\nLA RICERCA INFINITA. Il mistero dell&#8217;aereo della Malaysia Airlines scomparso l&#8217;8 marzo non trova risposte e il susseguirsi di informazioni e smentite non fa che aumentare la rabbia dei familiari delle 239 persone a bordo del velivolo. Ventisei paesi sono coinvolti nelle ricerche che coprono un&#8217;area vastissima. Finora gli unici fatti certi sono che il Boeing 777, decollato da Kuala Lumpur l&#8217;8 marzo intorno a mezzanotte e diretto a Pechino, un&#8217;ora dopo il decollo ha lasciato la rotta stabilita virando a ovest sopra la Malesia e puntando verso lo stretto di Malacca con il sistema di comunicazione disattivato. Cosa sia successo dopo rimane un mistero. In base agli ultimi segnali rilevati da un satellite, gli investigatori hanno individuato due aree che comprendono le possibili posizioni dell&#8217;aereo sette ore dopo il decollo. Le indagini prendono in considerazione diverse possibilit\u00e0: sabotaggio, dirottamento, terrorismo 0 circostanze legate alla salute mentale dei piloti o di chiunque fosse a bordo. Per ora le indagini sui membri dell&#8217;equipaggio e sui passeggeri non hanno fornito informazioni rilevanti. Secondo Frank Gardner, l&#8217;esperto di sicurezza della Bbc, l&#8217;ipotesi che si sia trattato di un atto terroristico \u00e8 improbabile per vari motivi: innanzitutto non c&#8217;\u00e8 stata nessuna rivendicazione; le agenzie governative non hanno rilevato nessuna intercettazione ambientale n\u00e9 accenni a un attacco prima o dopo la scomparsa dell&#8217;aereo; non c&#8217;erano motivi evidenti per colpire quell&#8217;aereo; le indagini sull&#8217;equipaggio e sui passeggeri non hanno fatto emergere nulla di sospetto. Infine nessun gruppo terroristico della zona \u00e8 in grado di mettere a punto un&#8217;azione del genere: la Jemaah Islamiya, presente nel sudest asiatico, si \u00e8 indebolita molto, gli uiguri dello Xinjiang probabilmente non sono in grado di compiere un&#8217;operazione simile e i taliban pachistani e afgani hanno negato il loro coinvolgimento.<br \/>\nMALESIA<br \/>\nMH370: NESSUNA TRACCIA CONTINUANO LE RICERCHE \/ Proseguono senza risultati positivi, ad ora, le ricerche del velivolo della Malaysia airlines, scomparso dai radar ormai una settimana fa. Sono state fatte molte ipotesi al riguardo, dal dirottamento, all&#8217;errore, all&#8217;esplosione in volo. Rimane il fatto che le ricerche che vedono impegnate Cina, Malesia, Vietnam e da ieri anche l&#8217;India, non hanno ancora dato alcun frutto. Secondo le ultime indiscrezioni pubblicate dalla Bbc, il sospetto attuale e che l&#8217;aereo dopo l&#8217;ultimo segnale, possa aver percorso quasi duemila chilometri, finendo poi per sparire dai radar e dagli strumenti di comunicazione. Sulle ragioni di un eventuale cambio di rotta dell&#8217;aereo, ipotesi presentata da esperti sentiti dal Wall Street Journal, ancora non \u00e8 giunta alcuna conferma dai governi interessati. Le autorit\u00e0 della Malesia hanno confermato ieri l&#8217;espansione verso l&#8217;Oceano indiano delle ricerche del Boeing 777 rifiutandosi tuttavia di commentare sulle conclusioni di investigatori amen-cani citati ieri dal quotidiano di Wall Street. \u00abIl velivolo non \u00e8 stato ancora ritrovato, e la zona delle ricerche \u00e8 stata estesa\u00bb, ha detto in una conferenza stampa il ministro dei Trasporti, Hishammuddin Hussein. \u00abCon i nostri partner internazionali, ampliamo le nostre ricerche verso est nel Mar cinese meridionale, e verso ovest nell&#8217;Oceano Indiano\u00bb, ha aggiunto Nel frattempo il Vietnam ha annunciato una riduzione degli uomini per la ricerca, mentre la Cina (due terzi dei passeggeri erano cinesi) ha chiesto pi\u00f9 impegno alla Malesia. Da registrare infine, l&#8217;ultima novit\u00e0: secondo un centro sismografo cinese, il relitto dell&#8217;aereo potrebbe trovarsi tra la Malesia ed il Vietnam.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nCure negate a CaoShunti<br \/>\nIl 14 marzo l&#8217;attivista cinese per i diritti umani CaoShunti \u00e8 morta in un ospedale dove era ricoverata da febbraio in condizioni critiche e dove le erano state negate le cure di cui aveva bisogno. Cao era stata arrestata a settembre, prima di partire per un corso di formazione istituito dal Consiglio dell&#8217;Onu per i diritti umani a Ginevra. Non \u00e8 la prima volta che in Cina si negano le cure mediche a un attivista, scrive Radio Free Asia. A febbraio era toccato a Liu Xia, la moglie cardiopatica del premio Nobel Liu Xiaobo.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\nSedici persone sono morte il 18 marzo in un attentato suicida nella provincia di Faryab, nel nord del paese, a pochi giorni dalle elezioni presidenziali del 5 aprile. <\/p>\n<p>AMERICA CENTROMERIDIONALE<br \/>\nPANAMA<br \/>\nII 14 marzo il consorzio internazionale incaricato dell&#8217;allargamento del canale di Panama ha annunciato un accordo con le autorit\u00e0 panamensi sul finanziamento dei lavori. La chiusura del cantiere \u00e8 prevista nel dicembre del 2015. <\/p>\n<p>EL SALVADOR<br \/>\nEX GUERRIGLIERO PRESIDENTE<br \/>\nIl 16 marzo il tribunale supremo elettorale del Salvador ha confermato la vittoria di Salvador S\u00e0nchez Cer\u00e9n (nella foto) alle elezioni presidenziali del 9 marzo. L&#8217;ex guerrigliero di 69 anni, del Frente Farabundo Marti para la libraci\u00f3n nacional, ha battuto con il50,nper cento dei voti il conservatore Norman Quijano, che ha ottenuto il 49,89 per cento dei consensi e ha denunciato brogli. &quot; \u00c8 la prima volta nella storia del paese centramericano&quot;, scrive ElFaro, &quot;che la sinistra viene riconfermata al potere e un ex comandante guerrigliero \u00e8 eletto presidente&quot;.<br \/>\nGli stranieri si chiedono perch\u00e9 i brasiliani critichino i Mondiali anche se sono pazzi per il calcio. Il motivo \u00e8 proprio questo: in Brasile i bambini cominciano a giocare a calcio appena hanno l&#8217;et\u00e0 per colpire un pallone. \u00c8 uno sport cos\u00ec radicato nella nostra cultura che i Mondiali hanno inevitabilmente un impatto forte sulla societ\u00e0. Prendiamo il Bomsenso futebol<\/p>\n<p>COLOMBIA<br \/>\nLa Colombia \u00e8 davvero un paese strano&quot;, scrive Semana. &quot;Se c&#8217;\u00e8 un politico che negli ultimi anni ha portato a casa una sconfitta dietro l&#8217;altra quello \u00e8 sicuramente Enrique Penalosa, sindaco di Bogot\u00e0 alla fine degli anni novanta. Ma il 9 marzo, alle primarie dell&#8217;Alianza verde, Penalosa ha ottenuto un plebiscito: con pi\u00f9 di due milioni di voti, sar\u00e0 il candidato del partito alle prossime elezioni presidenziali, che si svolgeranno il 25 maggio&quot;. Ma quante possibilit\u00e0 ha l&#8217;ex sindaco di arrivare al ballottaggio e di mettere in pericolo la rielezione di Juan Manuel Santos, l&#8217;attuale presidente che si ricandida per un secondo mandato? Secondo Semana, non sar\u00e0 facile: &quot;Per il momento Penalosa \u00e8 solo uno dei candidati e non un fenomeno elettorale. E la storia recente del paese ha dimostrato che avere delle buone idee, senza per\u00f2 una macchina politica alle spalle, non garantisce di arrivare lontano&quot;. Secondo la giornalista Marta Ruiz, i voti ottenuti da Penalosa dimostrano un fatto: &quot;Ci sono molti colombiani che ancora non si rassegnano a una competizione tra Santos e il voto nullo. Resta da vedere se l&#8217;ex sindaco sapr\u00e0 convincerli&quot;.<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nUN PO DI BUON SENSO<br \/>\nGli stranieri si chiedono perch\u00e9 i brasiliani critichino i Mondiali anche se sono pazzi per il calcio. Il motivo \u00e8 proprio questo: in Brasile i bambini cominciano a giocare a calcio appena hanno l&#8217;et\u00e0 per colpire un pallone. \u00c8 uno sport cos\u00ec radicato nella nostra cultura che i Mondiali hanno inevitabilmente un impatto forte sulla societ\u00e0. Prendiamo il buon senso futebol- clube, un movimento fondato nel settembre 2013 da alcune star del calcio per chiedere condizioni lavorative migliori per tutti in un settore dove i lavoratori hanno poca voce in capitolo, prestazioni sul campo a parte. Oggi il movimento ha pi\u00f9 di mille iscritti e ha organizzato un enorme sit-in prima dell&#8217;inizio del campionato 2013. Le richieste dei calciatori sono tre: un calendario pi\u00f9 democratico per lasciare spazio di crescita alle squadre locali e impegnare di meno i calciatori pi\u00f9 forti, che giocano anche ottanta partite a stagione; maggiore controllo sulle finanze delle societ\u00e0, che sono indebitate e non pagano gli atleti nonostante i ricavi aumentino ogni anno; prezzi dei biglietti pi\u00f9 abbordabili e una programmazione migliore degli orari delle partite (decisi quasi integralmente dalla rete tv Globo) per riportare i tifosi allo stadio. La campagna non \u00e8 vista di buon occhio dalle tv, dagli sponsor, dai proprietari dei club e dai vertici dell&#8217;associazione brasiliana dei calciatori. Ma bisogna ammettere che contiene molto buon senso ( di Natalia Viana)<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nCARACAS &#8211; Cosa c&#8217;\u00e8 davvero dietro il caos in Venezuela \/ In solidariet\u00e0 con la rivoluzione bolivariana, e raccogliendo l&#8217;invito del Premio Nobel A. P. Equivel per dare una giusta informazione su quanto accade, l&#8217;Associazione Culturale Punto Rosso e il Centro Culturale Concetto Marchesi, organizzano un dibattito pubblico Gioved\u00ec 20 marzo alle ore 18 Milano, Via Spallanzani 6 (MM1 Venezia). E\u2019 prevista la partecipazione: dal consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela di Milano, i Consoli Eleanor Franchi e Luis Mart\u00ednez. Intervengono: Luigi Vinci (Punto Rosso), Bruno Casati (Centro Concetto Marchesi), Emanuele Patti (Arci Milano), Corrado Mandreoli (Cgil Milano) e, in collegamento da San Paolo, Jos\u00e8 Luiz Del Roio (storico brasiliano). Organizzano Associazione Culturale Punto Rosso e Centro Culturale Concetto Marchesi. Qui di seguito un articolo di Fabrizio Verde (tratto da Marx XXI) che svela le sottili trame che legano la cosiddetta opposizione venezuelana alla Cia e agli Usa.  Una nuova ondata reazionaria, la pi\u00f9 forte dopo il golpe del 2002, si \u00e8 abbattuta in maniera violenta sul Venezuela. L&#8217;obiettivo \u00e8 palese: costringere il legittimo presidente Maduro a capitolare. Evidentemente i settori reazionari e fascisti della destra venezuelana, con l&#8217;appoggio esterno dei loro padrini di Washington, hanno optato ancora una volta per la linea dura e golpista, avendo constatato che il processo rivoluzionario gode di ottima salute oltre che di un saldo sostegno popolare. Le 18 tornate elettorali su 19 vinte dal \u00abchavismo\u00bb \u2013 senza alcuna ombra come certificato da organismi e osservatori internazionali \u2013 sono l\u00ec a confermarlo senza tema di smentita.<br \/>\nLo schema \u00e8 quello classico, da rivoluzione colorata: sulla base di una protesta studentesca, intrisa di classismo e senza alcuna chiara rivendicazione \u2013 circostanza confermata dal giornalista spagnolo Ignacio Ramonet \u2013 settori dell&#8217;opposizione della Mesa de la Unidad Democratica capeggiati da Leopoldo Lopez hanno dato vita a Caracas e in alcune regioni del paese ad atti di violenza, devastazione e saccheggio. Con l&#8217;ausilio del lavorio mediatico, incessante, del circuito mainstream volto a far credere che in Venezuela siano in atto poderose proteste di massa, quando invece nella realt\u00e0 si tratta di una minoranza. Ben addestrata, armata e finanziata. Bisogna chiarire che le proteste non sono organizzate dal movimento studentesco, bens\u00ec dal partito fascista Voluntad Popular di Leopoldo L\u00f3pez e sono concentrate solo su circa l&#8217;8% del territorio venezuelano. Principalmente in quei municipi e stati governati dall&#8217;opposizione. Come lo stato di Miranda, governato da Capriles, protagonista attivo insieme a L\u00f3pez nel tentato golpe del 2002, dove secondo quanto ha denunciato Maduro, i comportamenti ambigui tenuti dal governatore hanno concesso enorme libert\u00e0 di violenza agli estremisti. Come T\u00e1chira, stato di frontiera al confine con la Colombia, dove il governo ha dovuto inviare forze speciali per contrastare gli squadroni paramilitari penetrati dalla vicina Colombia. E&#8217; uno stato questo dove si trova il municipio di San Crist\u00f3bal, il cui sindaco Daniel Ceballos \u00e8 ritenuto il \u201ccoordinatore\u201d delle azioni violente. \u00abAbbiamo un militante dell&#8217;ala destra del gruppo estremista Voluntad Popular \u2013 ha rivelato Maduro a Telesur \u2013 che \u00e8 gi\u00e0 stato messo sotto inchiesta. \u00c8 un uomo di \u00c1lvaro Uribe V\u00e9lez (ex presidente colombiano), \u00e8 un uomo coinvolto nel traffico d&#8217;armi e di droga e omicida. Il suo nome \u00e8 Daniel Ceballos, si tratta di un nazista\u00bb.<\/p>\n<p>GLI APPELLI DI MADURO AL POPOLO: &quot;ANCORA IN PIAZZA CONTRO I FASCISTI&quot;<br \/>\n\u00abIn Venezuela \u00e8 in atto un tentativo di colpo di stato \u2013 ha spiegato ancora Maduro nell&#8217;intervista rilasciata domenica sera all&#8217;emittente Telesur \u2013 basato sull&#8217;azione di piccoli gruppi che hanno l&#8217;obiettivo di gettare nell&#8217;angoscia il popolo venezuelano\u00bb. L&#8217;azione di questi gruppi \u00e8 necessaria per montare artatamente un clima da guerra civile e provare il colpo di mano. Cos\u00ec facendo l&#8217;opposizione, con l&#8217;apporto fondamentale dei media locali e internazionali, uniti all&#8217;utilizzo massiccio dei social network, ha potuto montare una \u00abbrutale campagna mediatica\u00bb facendo ricorso alle peggiori manipolazioni. L&#8217;obiettivo \u00e8 palese: provocare, la salida, ossia l&#8217;uscita di scena di Maduro, e, se ci\u00f2 non dovesse accadere, creare il clima necessario a giustificare un eventuale intervento armato esterno. Uno scenario, per intenderci, simile a quello libico, siriano o ucraino. Comprovato dalle palesi ingerenze dell&#8217;amministrazione USA. A tal proposito il presidente Maduro ha invitato il popolo venezuelano a continuare la lotta e a occupare le piazze del Venezuela nel caso dovesse avere luogo la sua eliminazione fisica per mano dei fascisti.<br \/>\nLa \u00abbrutale campagna mediatica\u00bb. Il presidente ha efficacemente bollato quella in atto, come la \u00abcampagna di terrorismo mediatico pi\u00f9 brutale dal 2002 ad oggi\u00bb. Essa \u00e8 parte fondamentale della strategia di delegittimazione del governo e di guerra economica che costituisce il cosiddetto \u00abgolpe suave\u00bb tentato dall&#8217;opposizione. Paradigmatica in tal senso la vicenda della modella venezuelana morta durante una delle manifestazioni di protesta: grande risalto sui media internazionali alla foto che ritraeva un uomo in moto trasportare il corpo della giovane donna ormai senza vita. Nessun risalto, invece, all&#8217;inchiesta che ha acclarato come il proiettile che ha spezzato prematuramente la vita di questa giovane provenisse dalle fila dei manifestanti stessi. La donna \u00e8 stata in realt\u00e0 uccisa da fuoco amico. Lo stesso schema \u00e8 stato ripetuto nel caso delle gravi accuse mosse ad alcuni funzionari della Guardia Nacional Bolivariana (GNB): i funzionari, secondo l&#8217;opposizione, avrebbero dapprima torturato un cittadino tratto in arresto e successivamente praticato violenza con un fucile. La notizia ha avuto ampio eco nei media a livello planetario, che ovviamente hanno fatto a gara nel dipingere il governo bolivariano come un crudele repressore dei propri cittadini, capace delle peggiori nefandezze. La perizia condotta dal medico legale Pedro F\u00f3sil \u2013 medico forense dell&#8217;Unit\u00e0 contro la violazione dei diritti fondamentali \u2013 ha per\u00f2 accertato che il cittadino non ha subito alcun abuso. Anche in questo caso l&#8217;esito dell&#8217;indagine \u00e8 stato completamente ignorato.<br \/>\nLA COPERTURA MEDIATICA IN MANO AGLI USA<br \/>\nIl Venezuela viene dipinto come un luogo dove il governo esercita un ferreo controllo sui mezzi d&#8217;informazione. Un luogo dove, sostanzialmente, \u00e8 negata ogni minima libert\u00e0 d&#8217;informazione. Risulta quindi particolarmente curioso che questo brutale regime permetta che le TV di Stato raggiungano solo il 4% del pubblico totale, mentre il restante viene coperto da quei gruppi che rispondono ai nomi di CNN, Univisi\u00f3n, Telemundo, Fox News e NBC \u2013 per restare solo nell&#8217;ambito delle tv pi\u00f9 importanti \u2013 che stanno montando la campagna di terrorismo mediatico producendo menzogna su menzogna. Addirittura la CNN da giorni cerca di giustificare in ogni modo, preventivamente, l&#8217;eventuale assassinio del presidente Maduro. Stride inoltre il il totale silenzio, da parte di chi grida al Venezuela censore, sul criminale assedio con cui i fascisti hanno tentato per una settimana di bloccare le attivit\u00e0 della TV di Stato Venezolana de Televisi\u00f3n, con tentativi d&#8217;incendio e aggressioni ripetuti ai danni dei giornalisti impossibilitati a svolgere il proprio lavoro.<br \/>\nPRIMA DI CHAVEZ INFLAZIONE ANCHE AL 100%<br \/>\nLa \u00abbrutale campagna mediatica\u00bb in corso comprende anche la narrazione di un Venezuela segnato da un&#8217;economia fuori controllo e ormai destinata al disastro. Il dito viene puntato principalmente su inflazione e scarsa disponibilit\u00e0 di cibo e beni di prima necessit\u00e0. Per quanto concerne l&#8217;inflazione, secondo gli ultimi dati disponibili sarebbe al 40%, dunque ben 16 punti percentuali in meno rispetto all&#8217;anno passato, quando viaggiava al 56%. Dati da valutare tenendo pure presente che nel periodo precedente l&#8217;ascesa al potere di Hugo Ch\u00e1vez l&#8217;inflazione toccava anche il 100%. Mentre la scarsit\u00e0 di cibo oltre che di alcuni beni di prima necessit\u00e0 \u00e8 riconducibile, sostanzialmente, alla guerra economica, che il governo bolivariano sta contrastando con ogni mezzo disponibile, e alla forte espansione dei consumi tra le fasce pi\u00f9 povere della popolazione.<br \/>\nNonostante una siffatta situazione, le conquiste del chavismo anche in questo campo sono innegabili: prima dell&#8217;entrata in scena di Ch\u00e1vez, nel 1998, un venezuelano consumava in media 2000 calorie al giorno. A febbraio 2014 siamo intorno alle 3000 calorie assimilate quotidianamente. Insomma, chi afferma che il popolo venezuelano \u00e8 ridotto alla fame sta mentendo in maniera spudorata.<\/p>\n<p>LOPEZ LEGATO A DOPPIO FILO ALLA CIA<br \/>\nLeopoldo L\u00f3pez e le ingerenze degli USA. Gi\u00e0 protagonista nel golpe cruento del 2002, l&#8217;attuale coordinatore del partito fascista Voluntad Popular si presenta come leader di un gruppo che promuove \u00abun conciliante messaggio di pace, benessere e progresso, che s&#8217;impegna per la costruzione di un&#8217;alternativa per il paese dove i diritti sono per tutti i venezuelani\u00bb. In realt\u00e0 abbiamo constatato con mano che L\u00f3pez \u00e8 una creatura degli Stati Uniti e il suo obiettivo \u00e8 destabilizzare attraverso la violenza il legittimo governo Maduro. Il suo nome viene citato per ben 77 volte nei vari dispacci diffusi dall&#8217;organizzazione Wikileaks. In uno di essi viene definito come \u00abambizioso e assetato di potere\u00bb. L&#8217;ex sindaco del municipio di Chacao \u00e8 legato a doppio filo alla Central Intelligence Agency (CIA), a cui si \u00e8 legato ai tempi della sua permanenza presso il Kenyon College, nello stato dell&#8217;Ohio, dove la CIA ha elementi tra gli insegnanti il cui compito \u00e8 individuare tra gli studenti quelli che possono essere utili alla propria causa. Tornato in patria, dal 2002 ha compiuto diversi viaggi negli USA, presso la sede dell&#8217;International Republican Institute (IRI) del Partito Repubblicano, dove ha sostenuto svariati incontri con funzionari dell&#8217;allora governo Bush. Dall&#8217;IRI ha ottenuto supporto strategico e finanziario. Una volta terminato il mandato come sindaco del municipio Chacao, \u00e8 stato interdetto a causa della malversazione delle risorse pubbliche che erano a sua disposizione. I finanziamenti nordamericani a quell&#8217;eterogenea galassia che forma l&#8217;opposizione venezuelana sono davvero ingenti: secondo quanto rivelato dall&#8217;avvocato e scrittrice Eva Golinger, nel solo anno 2014 dagli USA sono arrivati ben 5 milioni di dollari destinati ai vari gruppi d&#8217;opposizione. Mentre dal 2010 ad oggi la cifra sarebbe superiore ai 100 milioni di dollari. A veicolare il flusso di denaro verso i gruppi d&#8217;opposizione \u00e8 la nota agenzia USAID, il cui zampino \u00e8 sempre presente nel mondo quando sono in atto tentativi di destabilizzazione di un qualsivoglia governo che non corrisponda alle esigenze del tracotante imperialismo nordamericano. ( di fabrizio verde)<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nCOLORADO<br \/>\n II 9 marzo il Colorado ha annunciato che a gennaio le vendite di marijuana hanno portato 3,5 milioni di dollari di imposte nelle casse dello stato.<br \/>\nOKLAHOMA<br \/>\nDue esecuzioni previste il 20 e il 27 marzo in Oklahoma sono state sospese a causa della man-canza di un farmaco necessario per le iniezioni letali<br \/>\nNEW YORK<br \/>\nIl 12 marzo una fuga di gas ha provocato il crollo di due palazzi e la morte di otto persone a Manhattan. E &quot;ha riaperto il dibattito sulla manutenzione delle infrastrutture di New York&quot;, scrive l&#8217;Huffington Post. Pochi giorni prima dell&#8217;incidente una piccola organizzazione locale, il Center for anurban future, aveva lanciato l&#8217;allarme: &quot;Strade, ponti, tunnel, tubature dell&#8217;acqua, fognature, scuole e altri edifici pubblici: molte di queste infrastrutture sono vecchie, funzionano male e rischiano di rompersi. Pi\u00f9 di r.500 chilometri di tubature e almeno 160 ponti a New York hanno pi\u00f9 di un secolo&quot;. Per sistemare tutto, servirebbe un investimento senza precedenti: 47,3 miliardi di dollari nei prossimi tre anni, secondo il rapporto.<br \/>\nSAN FRANCISCO<br \/>\nTROPPI SOLDI A SAN FRANCISCO  &#8211; La ricchezza prodotta dalle aziende tecnologiche della Silicon valley sta cambiando il volto della citt\u00e0. Aumenta l&#8217;occupazione, ma i prezzi delle case e degli affitti sono alle stelle ( di  Nick Bilton)<br \/>\nQualche tempo fa la casa rosa al numero 1829 di Church Street, nel quartiere di Glen park, a San Francisco, \u00e8 stata messa in vendita a 895mila dollari. In meno di due settimane \u00e8 stata venduta a 1,425 milioni, 53omila dollari in pi\u00f9 rispetto al prezzo richiesto. La storia di questo villino da ristrutturare, con tre camere da letto, due bagni, pavimenti di linoleum e cucina dei tempi di Eisenhower, \u00e8 per certi versi tipica del momento che sta attraversando la citt\u00e0.<br \/>\nNella zona della baia di San Francisco ce la pi\u00f9 alta concentrazione di ricchezza degli Stati Uniti. Si dice che Google, quando \u00e8 stato quotato in borsa, ha creato mille milionari. Lo stesso \u00e8 accaduto per Facebook. E Twitter? Qualcuno dice 1.600. Ma anche i dipendenti del settore tecnologico se la passano bene, con un salario di base medio di oltre centomila dollari all&#8217;anno. Per capire come tutti questi soldi stanno trasformando San Francisco, basta dare uno sguardo al mercato immobiliare della citt\u00e0. Con l&#8217;arrivo delle aziende tecnologiche l&#8217;afflusso di lavoratori ben pagati ha fatto impennare i costi degli affitti e delle case. Come se non bastasse, San Francisco \u00e8 diventata una specie di citt\u00e0 dormitorio per molti giovani che lavorano nella Silicon valley.<br \/>\nDa una parte l&#8217;industria tecnologica \u00e8 stata un bene per la citt\u00e0. Il tasso di disoccupazione \u00e8 al 4,8 per cento, contro il 6,6 per cento a livello nazionale. Interi quartieri s no stati rivitalizzati. Ma i vecchi residenti lamentano e sostengono che questa riqualificazione a tappe forzate sta distruggendo l&#8217;anima di San Francisco. Negli ultimi dieci anni sono arrivati 75mila nuovi residenti ma sono state costruite solo i7mila unite abitative. Nei prossimi 25 anni, secondo le stime dell&#8217;amministrazione municipale, arriveranno altre 100mila persone.<br \/>\n&quot;La citt\u00e0 \u00e8 circondata dall&#8217;acqua su tre lati, e non si sa materialmente dove mettere le persone&quot;, dice Glenn Kelman, amministratore delegato dell&#8217;agenzia immobiliare Redfin. Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi, dunque, se il mercato \u00e8 andato in fibrillazione. L&#8217;agente immobiliare Landon Nash racconta che a volte le case vengono viste da centinaia di interessati e poi la vendita si conclude con un&#8217;asta tra venti persone. Per guadagnare tempo la gente preferisce non aspettare la concessione del mutuo e pagare in contanti senza neanche visitare la casa. A dicembre del 2013 quasi il 40 per cento degli acquisti \u00e8 stato fatto in contanti.<br \/>\nI POVERI DIMENTICATI<br \/>\nII vero problema \u00e8 un altro: pi\u00f9 gente arriva, pi\u00f9 la citt\u00e0 avr\u00e0 bisogno di insegnanti, poliziotti e vigili del fuoco. Ma vivere a San Francisco con uno stipendio da dipendente pubblico \u00e8 quasi impossibile. Secondo Redfin un insegnante, che qui guadagna in media59700 dollari all&#8217;anno, non pu\u00f2 permettersi di comprare nessuna delle case oggi in vendita nella contea. Gli agenti di polizia, che in media prendono 8omila dollari all&#8217;anno, potrebbero comprarne una. Cinque anni fa poliziotti e insegnanti si sarebbero potuti permettere il 36 per cento delle case sul mercato. L&#8217;amministrazione municipale sa di avere un problema. &quot;Il nostro approccio al problema degli alloggi non funziona&quot;, dice Scott Wiener, un consigliere comunale. &quot;\u00c8 stato studiato per limitare lo sviluppo edilizio&quot;. I vincoli per la costruzione di nuove case sono molto rigidi. Gli esperti del mercato immobiliare dicono che l&#8217;unico modo per costruire a San Francisco \u00e8 farlo in altezza, ma i vecchi residenti hanno gi\u00e0 bocciato vari progetti di condomini a pi\u00f9 piani. Inoltre, per ogni nuova unit\u00e0 abitativa devono esserci opportunit\u00e0 abbordabili per tutti. Secondo il Public policy insti-tute of California e lo Stanford center on poverty and inequality, pi\u00f9 del 23 per cento degli abitanti di San Francisco vive sotto la soglia della povert\u00e0.<\/p>\n<p>(Fonte : Time Londra, The New York Times, Guardian , Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Huffington Post.  Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140321 22:04:00 red-emi ITALIA &#8211; UN MONDO FATTO SU MISURA DI CHI HA UN CERVELLO SPENTO. C\u2019\u00e8 qualcosa nell\u2019aria che respiriamo, o forse nel cibo <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11760\" title=\"11100 12. 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