{"id":11757,"date":"2017-04-15T19:06:26","date_gmt":"2017-04-15T17:06:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/11097-crimea\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:26","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:26","slug":"11097-crimea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11757","title":{"rendered":"11097 CRIMEA"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140319 15:17:00 red-emi<\/p>\n<p>TOKYO &#8211; INTERVISTA \u2013 NOAM CHOMSKY: IL PROBLEMAE\u2019 L\u2019ASSERVIMENTO DEI GIORNALISTI AL PENSIERO COMUNE.  \u201c Altro che feroce invasione \u201c. \u201c PERCHE\u2019 FACCIO FATICA A UNIRMI ALL\u2019INDIGNAZIONE DELL\u2019OCCIDENTE.\u201d<br \/>\nSceda 1 &#8211; I piani di realizzazione dello scudo spaziale<br \/>\nScheda 2 &#8211; CHERNOBYL E ora appare anche lo spettro nucleare<br \/>\nScheda 3 &#8211; Sulla pelle degli Ucraini. Il gioco sporco dopo l\u201989.<br \/>\nScheda 4 &#8211; Analisi\/ STORICAMENTE il bilinguismo e radicato nel vissuto di tutti i giorni \/ Questione linguistica, strumento di incomprensione politica \/ L&#8217;ucraino fu sdoganato nell&#8217;800 dal letterato Shevchenko.<\/p>\n<p>Gorbaciov. \u201cRimediato un errore storico dell\u2019Urss.\u201d<\/p>\n<p>TOKYO &#8211;  \u201c INTERVISTA \u2013 NOAM CHOMSKY: IL problema e\u2019 l\u2019asservimento dei giornalisti al pensiero comune\u201d.  Altro che feroce invasione (di Pio d\u2019Emilio)<br \/>\nDi \u00abpassaggio\u00bb a Tokyo per una serie di affollatissime conferenze, abbiamo chiesto a Noam Chomsky, professore emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, il suo parere sui nuovi \u00abventi di guerra\u00bb tra Occidente e Oriente, che agitano il pianeta. E non solo per quel che riguarda la crisi ucraina e ora la Crimea.<\/p>\n<p>L&#8217;OCCIDENTE SEMBRA ESSERE PREOCCUPATO DA QUELLO CHE QUALCUNO HA DEFINITO IL \u00abFASCISMO\u00bb DI PUTIN. E MENTRE TORNANO I TONI DA GUERRA FREDDA, LA SITUAZIONE, IN CRIMEA, RISCHIA DI PRECIPITARE&#8230; <\/p>\n<p>Non solo in Crimea, direi che anche qui, in Asia orientale, la tensione \u00e8 altissima, tira una bruttissima aria. Il recente riferimento del premier Shinzo Abe -per il quale non nutro particolare stima   alla situazione dell&#8217;Europa prima del primo conflitto mondiale \u00e8 pi\u00f9 che giustificato.<br \/>\nPerch\u00e9 le guerre possono anche scoppiare per caso, o a seguito di un incidente, pi\u00f9 o meno provocato. Quanto alla Crimea, faccio davvero fatica ad associarmi all&#8217;indignazione dell&#8217;occidente. Leggo in questi giorni editoriali assurdi, a livello di guerra fredda, che accusano i russi di essere tornati sovietici, parlano di Cecoslovacchia, Afghanistan.<br \/>\nMa dico, scherziamo? Per un giornalista, un commentatore politico, scrivere una cosa del genere, oggi, significa avere sviluppato una capacit\u00e0 di asservimento e subordinazione al \u00abpensiero comune\u00bb che nemmeno Orwell avrebbe potuto immaginare. Ma come si fa? Mi sembra di essere tornato ai tempi della Georgia, quando i russi   entrando in Ossezia e occupando temporaneamente parte della Georgia, fermarono quel pazzo di Shakaashvili, a sua volta (mal) \u00abconsigliato\u00bb dagli Usa. I russi, all&#8217;epoca, evitarono l&#8217;estensione del conflitto, altro che \u00abferoce invasione\u00bb.<br \/>\nPer carit\u00e0, tutto sono tranne che un filo russo o un fan di Putin: ma come si permettono gli Stati uniti, dopo quello che hanno fatto in Iraq &#8211; dove dopo aver mentito spudoratamente al mondo intero sulla storia delle presunte armi di distruzione di massa, sono intervenuti senza un mandato Onu a migliaia di chilometri di distanza per sovvertire un regime &#8211; a protestare, oggi, contro la Russia? Voglio dire, non mi sembra che ci siano state stragi, pulizie etniche, violenze diffuse. Io mi chiedo: ma perch\u00e9 continuano a considerare il mondo intero come nostro territorio, che abbiamo il diritto, quasi il dovere di \u00abcontrollare\u00bb e, nel caso, modificare a seconda dei nostri interessi? Non \u00e8 cambiato nulla, alla Casa Bianca e al Pentagono, sono ancora convinti che l&#8217;America sia e debba essere la guida &#8211; e il gendarme del mondo.<br \/>\n A proposito di minacce, oltre alla Russia, anche la Cina e il Giappone fanno paura? Chi dobbiamo temere di pi\u00f9? Dobbiamo temere di pi\u00f9 gli Stati uniti. Non ho alcun dub-bio, e del resto \u00e8 quanto ritengono il 70% degli intervistati di un recente sondaggio internazionale svolto in Europa e citato anche dalla Bbc. Subito dopo ci sono Pakistan e India, la Cina \u00e8 solo quarta. E il Giappone non c&#8217;\u00e8 proprio. Questo non significa che quello che stanno facendo, anzi per ora, per fortuna, solo dicendo i nuovi leader giapponesi non siano pericolose e inaccettabili provocazioni. Il Giappone ha un passato recente che non \u00e8 ancora riuscito a superare e di cui i paesi vicini, soprattutto Corea e Cina non considerano chiuso, in assenza di serie scuse e soprattutto atti di concreto ravvedimento dal parte del Giappone.<br \/>\nProprio in questi giorni leggo sui giornali che il governo, su proposta di alcuni parlamentari, ha intenzione di rivedere la cosiddetta \u00abdichiarazione Kono\u00bb, una delle poche dichiarazioni che ammetteva, esprimendo contrizione e ravvedimento, il ruolo dell&#8217;esercito e dello stato nel rastrellare decine di migliaia di donne coreane, cinesi e di altre nazionalit\u00e0 e costringendole a prostituirsi per \u00abristorare\u00bb le truppe al fronte. <\/p>\n<p>GI\u00c0, LE FAMOSE \u00abDONNE DI RISTORO\u00bb, TUTTAVIA OGNI PAESE HA I SUOI SCHELETRI. IN ITALIA POCHI SANNO CHE SIAMO STATI I PRIMI A GASARE I \u00abNEMICI\u00bb E ANCHE INGLESI E AMERICANI NON SCHERZANO, QUANTO A CRIMINI DI GUERRA NASCOSTI E\/O IGNORATI<br \/>\nAssolutamente d&#8217;accordo. So-lo che un conto \u00e8 l&#8217;ignoranza, l&#8217;omissione sui testi scolastici, un conto \u00e8 il negazionismo: insomma, in Germania se neghi l&#8217;olocausto rischi la galera, in Giappone se neghi il massacro di Nanchino rischi di diventare premier.<\/p>\n<p>SCHEDA 1 &#8211; I PIANI DI REALIZZAZIONE DELLO SCUDO SPAZIALE, proseguiranno, secondo quanto affermato dal vicepresidente americano, Joe Biden, in visita in Polonia, Biden ha specificato che i piani di realizzazione dello scudo spaziale in Europa, visti da sempre dalla Russia come un atto ostile, proseguiranno anche con la prevista dislocazione di installazioni in Polonia. <\/p>\n<p>Ha poi aggiunto che saranno intrapresi altri, imprecisati, passi per rafforzare la cooperazione fra Europa e Usa nell&#8217;ambito della Nato. Durante la conferenza stampa a Varsavia, il vicepresidente Usa ha anche specificato che \u00abdopo l&#8217;annessione della Crimea la Russia si trova sola rispetto al resto del mondo, un isolamento che potr\u00e0 solo aumentare se continuer\u00e0 a seguire questa strada\u00bb. Biden ha ribadito la volont\u00e0 di Washington di dare il massimo sostegno all&#8217;Ucraina e che se Mosca continuer\u00e0 in questo atteggiamento \u00abci saranno ulteriori sanzioni da parte di Stati Uniti e Unione Europa\u00bb. Il vice presidente americano ha inoltre sottolineato come \u00abi recenti eventi ci ricordino come la difesa collettiva sia colonna portante della Nato\u00bb e che l&#8217;auspicio \u00e8 che l&#8217;Alleanza Atlantica \u00abemerga da questa crisi pi\u00f9 forte e unita che mai\u00bb, anche il presidente polacco Tusk si \u00e8 espresso contro Mosca: \u00abL&#8217;annessione della Crimea da parte della Russia \u00e8 una provocazione per tutto il mondo libero\u00bb.<\/p>\n<p>SCHEDA 2 &#8211; CHERNOBYL E ora appare anche lo spettro nucleare. \/  Per deformazione professionale, assistendo all&#8217;attuale agonia dell&#8217;Ucraina, ho pensato molto e immediatamente ai suoi reattori nucleari. L&#8217;Ucraina ne ha ben 15, che generano circa la met\u00e0 della sua elettricit\u00e0.<\/p>\n<p>La produzione totale di energia elettrica nel 2009 \u00e8 stata pari a 173 miliardi di kWh: il 48% da nucleare, 21% da carbone, il 20% da gas, e il 7 % da energia idroelettrica. Il paese riceve la maggior parte dei suoi servizi nucleari (tecnologia, manutenzione) e del combustibile nucleare (uranio arricchito) dalla Russia. Prima della crisi attuale, era programmato fino al 2030 un forte programma di manutenzione e rinnovo del nucleare, con investimenti previsti di 25 miliardi di dollari: cosa ne sar\u00e0 in futuro?<br \/>\nLo sviluppo del nucleare in Ucraina inizi\u00f2 nel 1970 con la costruzione della centrale di Chernobyl, la cui tragedia del 1986 \u00e8 talmente nota da non doversi neppure menzionare. Oggi i reattori di Chernobyl sono chiusi, mentre le 15 unit\u00e0 nucleari dell&#8217;Ucraina sono di modello russo Vver ad acqua in pressione (simili ai nostri reattori Pwr). Onestamente, Chernobyl a parte, i reattori nucleari ucraini non hanno mai causato finora grossi guai.<br \/>\nAltrettanto onestamente, non \u00e8 dato sapere e desta pre-occupazione cosa succeder\u00e0 ora, nel momento in cui una tecnologia delicatissima e che necessita know-how e manutenzione, ed \u00e8 ovvia-mente un bersaglio sensibile in caso di guerra o disordini, si trover\u00e0 in un paese al quale mancheranno gli aiuti e la collaborazione tecnica russa.<br \/>\nIl Presidente russo Putin ha comunicato che subito cesser\u00e0 lo sconto sul gas naturale all&#8217;Ucraina, che dovr\u00e0 pagarlo a prezzo di mercato, e regolare il suo debito di circa 2 miliardi di dollari con la Russia. D&#8217;altra parte non si vede il motivo per il quale la Russia debba fare favori ad uno stato che vuole pencolare pesantemente nell&#8217;orbita dell&#8217;Unione Europea, dell&#8217;Alleanza atlantica e degli Stati Uniti.<br \/>\nQuale sar\u00e0 il suo atteggia-mento riguardo alla collabo-razione con l&#8217;Ucraina in campo nucleare? Nessuno se ne preoccupa, per il momento, mentre i reattori ucraini continuano a reggere l&#8217;elettricit\u00e0 del paese.<br \/>\n\u00c8 prevedibile come minimo un taglio alle risorse per la manutenzione, che comporter\u00e0 necessariamente guasti pi\u00f9 frequenti. Le nazioni nuclearmente sviluppate dovrebbero pensare anche a questo, nel piano di aiuti per il nuovo alleato: ma qui l&#8217;Italia non c&#8217;entra, non \u00e8 neppure in grado di risolvere i problemi del nucleare a casa propria.  (di Massimo Zucchetti)<\/p>\n<p>SCEDA 3. SULLA PELLE DEGLI UCRAINI. IL GIOCO SPORCO DOPO L\u201989. Dopo 74 anni di paure si erano convinte che la Russia era un paese \u00abfinito\u00bb, con la sua economia in macerie, con un governo e uno stato, irrimediabilmente corrotti. <\/p>\n<p>Un paese che dipendeva finanziariamente dalle organizzazioni internazionali e politicamente e culturalmente accettava lezioni da chi l&#8217;aveva vinto.<br \/>\nPutin ha rotto questo schema con politiche e comportamenti pubblici e privati, universalmente criticati all&#8217;estero. Che la Russia, l&#8217;ex impero zarista, l&#8217;ex Unione delle repubbliche socialiste sovietiche, torni a contare sulla scena internazionale \u00e8 un imprevisto calato sugli equilibri post 1989, per colpa di una ex spia sovietica che si crede un novello Metternich. Politici e grandi opinionisti Usa chiedono a Obama di punirlo (fo punish), mentre al presente Merkel sta verificando le difficolt\u00e0 di tener in piedi le due politiche parallele della Germania unificata. Da un lato l&#8217;intesa commerciale con Putin e dall&#8217;altro l&#8217;egemonia sulle economie dei paesi dell&#8217;ex Patto di Varsavia. E dunque a braccetto con-temporaneamente con la Polonia e con la Russia. La sfida di Putin sulla Crimea \u00e8 un sasso su tale status quo.<br \/>\nInnanzitutto sono pi\u00f9 chiari i giochi che da tempo si fanno sulla pelle degli ucraini. Il loro paese in crisi non fa gola all&#8217;Unione Europea. Bruxelles e il Fondo Monetario tremano all&#8217;ipotesi di doversene fare carico e infatti sino a ieri si sono spesi in lusinghe solo verbali. Oggi il confronto politico li obbliga a promettere soldi, nella stessa quantit\u00e0 offerta da Putin, ma legati alle solite ristrutturazioni radicali.<br \/>\nCome \u00e8 successo agli altri paesi est europei: messi in salvo dalla gestione sovietica e subito calati in quella neoliberista. L&#8217;effetto \u00e8 lacrime e sangue per buona parte degli abitanti e grandi fortune per le \u00e9lite finanziare transnazionali. Se il braccio di ferro con la Russia si risolver\u00e0 con Putin nell&#8217;angolo, allora per l&#8217;Ucraina finir\u00e0 II limbo. \u00c8 un limbo che dura dal distacco da Mosca, da quando un paese di 46 milioni di abitanti, super industrializzato, con una ricca agricoltura e soprattutto un retaggio culturale e religioso, non \u00e8 riuscita a farsi stato.<br \/>\n\u00c8 rimasto un territorio di conquista degli ex direttori dei grandi kombinat sovietici, gli oligarchi che lo governano. Il pi\u00f9 noto \u00e8 una donna, Yulia Abramovic Timoshenko, la zarina del gas, cos\u00ec brava che processata per un suo ambiguo business con Putin, in prigione si \u00e8 dichiarata vittima della lotta per l&#8217;indipendenza dalla Russia. In tal senso \u00e8 ormai un&#8217;icona universale, con la treccia bionda delle contadine ucraine anni trenta: un vero colpo di genio della comunicazione da parte sua che \u00e8 un ingegnere di etnia ebraica, di cultura urbana, esperta di mille traffici politici ed economici. E che ha imparato l&#8217;ucraino giusto al tramonto dell&#8217;Urss.<br \/>\nL&#8217;altra pista del puzzle ucraino \u00e8 capire appunto da dove vengono storie simili. Io ho imparato il russo da Valia, un&#8217;ucraina della Galizia che a casa parlava polacco, e non conosceva la lingua ucraina \u00abtanto non serve impararla\u00bb. Le vicende allora apprese non da libri ma nel modo pi\u00f9 domestico, mi aiutano a capire quelle di oggi. Valia raccontava del collaborazionismo degli ucraini, che per essi era una vendetta nei riguardi dei bolscevichi ebrei del Cremlino, come Lazar Kaganovic,  un  ex ciabattino ebreo, massimo responsabile della guerra ai contadini e della carestia. Raccontava di quanto venerato fosse l&#8217;ultra nazionalista Stepan Bandera, che appoggiava i tedeschi, e di quello che era successo ai tatari, deportati nel dopo guerra perch\u00e9 erano per i turchi. E infine vi era la Crimea, pi\u00f9 bella di Capri, piena di ebrei, i quali avevano addirittura sperato di farne la loro repubblica, \u00abun focolare ebraico\u00bb. Anche per questo Kruscev l&#8217;aveva regalata agli ucraini, antisemiti come lui che era un minatore ucraino e ucraino era anche Breznev, un operaio che aveva industrializzato la sua terra, strappandola al destino di granaio della Russia. Da trenta anni l&#8217;Urss era governata da dirigenti ucraini e Valia che parlava nell&#8217;ultimissimo periodo di Breznev, non sapeva che un altro ucraino, Chernenko stava per diventare segretario del Pcus.<br \/>\nValia raccontava della sua terra, di Kiev dove viveva, degli ucraini tenacemente anticomunisti e degli ebrei ucraini che vi vivevano da secoli, con una lucidit\u00e0 che sorprendeva in un intellettuale sovietica dell&#8217;epoca.<br \/>\n\u00c8 la medesima lucidit\u00e0 delle analisi di Haaretz, il solo giornale (israeliano) che descrive il puzzle ucraino senza le ipocrisie degli altri. Certo lo fa perch\u00e9 preoccupato dalle aggressioni agli ebrei da parte di membri di partiti ultra nazionalisti, ora al governo e ricevuti alla Casa Bianca. L&#8217;avversione per la Russia di Putin \u00e8 tale da sostenere i suoi avversari comunque siano. E invece la mossa utile per tutti i contendenti \u00e8 quella di ridiscutere gli anni successivi alla fine dell&#8217;Unione sovietica e riconoscere gli errori commessi allora da tutti i contendenti.<\/p>\n<p>SCHEDA 4 &#8211; Analisi\/ STORICAMENTE IL BILINGUISMO E RADICATO NEL VISSUTO DI TUTTI I GIORNI &#8211; Questione linguistica, strumento di incomprensione politica \/ L&#8217;ucraino fu sdoganato nell&#8217;800 dal letterato Shevchenko.<\/p>\n<p>Nei giorni scorsi il ministero degli esteri russo ha diffuso un pacchetto di proposte, rivolto al blocco euro-occidentale, sul futuro assetto dell&#8217;Ucraina. La necessit\u00e0 di passare a una forma federale di stato ne \u00e8 uno dei pilastri. Molti, non solo in Russia, sono convinti che questa sia la formula, forse l&#8217;unica, capace di tenere insieme una nazione spezzata. Mosca ha toccato anche il tema della lingua. \u00abAccanto all&#8217;ucraino, il russo dovr\u00e0 avere il rango di secondo idioma ufficiale\u00bb, si precisava nel documento. \u00c8 stato rigettato dagli occidentali, ma \u00e8 chiaro che al netto della forma che prender\u00e0 la trattativa, ammesso che parta, la pacificazione dell&#8217;Ucraina passa anche dagli idiomi, argomento da sempre molto sensibile. Lo si \u00e8 visto quando il 23 febbraio il parlamento di Kiev, dopo la fuga di Yanukovich, ha azzerato la legge varata nel 2012 dallo stesso Yanukovich che eleva il russo a lingua ufficiale nelle regioni dove almeno il 10% della popolazione lo parla.<br \/>\nQuell&#8217;atto ha contribuito al precipitare la situazione. Mosca l&#8217;ha sfruttato per rilanciare la sua tesi: il governo della Majdan discrimina, dunque dobbiamo difendere i nostri concittadini. Pochi giorni dopo Putin &#8211; \u00e8 lecito pensare che l&#8217;avrebbe fatto lo stesso -ha fatto scattare l&#8217;operazione Crimea. A nulla \u00e8 servita la decisione del presidente del parlamento e capo provvisorio dello stato, Turchynov, di non firmare la misura, lasciando in vita l&#8217;attuale legge e istituendo una commissione di esperti, anche su consiglio dell&#8217;Ue, incaricata di elaborarne una nuova. Al di l\u00e0 delle recenti cronache il tema della lingua, in Ucraina, s&#8217;insinua da sempre nelle fenditure che attraversano cultura e territorio dell&#8217;ex repubblica sovietica, da quanto \u00e8 diventata indipendente. Correva l&#8217;anno 1991. Allora la leadership di Kiev vide nella lingua uno strumento con cui rafforzare l&#8217;identit\u00e0 del nuovo stato. Si oppose al bilinguismo e fece dell&#8217;ucraino, parlato dai due terzi della popolazione secondo il censimento del 2001, l&#8217;ultimo effettuato, la lingua ufficiale. Postura, questa, che derivava da ragioni storiche e politiche. Si trattava di marcare la rottura con l&#8217;esperienza sovietica, quando il russo era stata la lingua dominante. Emerse il timore che, riconoscendo al russo pari dignit\u00e0, la lingua ucraina e l&#8217;identit\u00e0 nazionale potessero lasciare il fianco scoperto all&#8217;influenza russa.<br \/>\nQuesta \u00e8 la tesi che alberga nel campo influenzato dal pensiero nazionale-nazionali-sta, dal partito di Tymoshenko (russofona di nascita, ha imparato l&#8217;ucraino in et\u00e0 adulta) alle destre radicali. Questa lettura \u00e8 stata contrastata dalle forze politiche pi\u00f9 sensibili al rapporto stretto con Mosca. Il loro ragionamento, almeno a livello pubblico, \u00e8 che \u00e8 giusto che ognuno usi la lingua che pratica nella quotidianit\u00e0. La battaglia, negli anni seguenti, s&#8217;\u00e8 srotolata lungo questi due binari, innescando periodicamente scontri politici. Ma la lingua \u00e8 stata anche usata strumentalmente, a scopi elettorali. Yanukovich approv\u00f2 la legge del 2012 non perch\u00e9 volesse potenziare i diritti delle minoranze linguistiche. Piuttosto, intendeva mettere benzina nella macchina elettorale, visto che il provvedimento fu varato in agosto e in ottobre si tennero le politiche.<br \/>\nTutta questa bagarre politica sulla lingua, tuttavia, stona con il contesto di ogni giorno. Gli ucraini comprendono perfettamente il russo, che \u00e8 pi\u00f9 diffuso rispetto al peso demo-grafico della componente russa (circa il 20%) e si spalma nelle regioni centrali, orientali e meridionali del paese. I russi, dal canto loro, capiscono senza problemi l&#8217;ucraino, che fu sdoganato nell&#8217;800 dal letterato Taras Shevchenko nel contesto del processo di formazione della coscienza nazionale ucraina e trova nella regione di Poltava, nel versante centro-orientale del paese, il suo polo pi\u00f9 purista.<br \/>\nIn mezzo, tra le due lingue, c&#8217;\u00e8 poi una sorta di idioma franco, il surzhyk. Ha diverse gradazioni, a seconda dei territori. Lo mastica chi non conosce alla perfezione n\u00e9 il russo n\u00e9 l&#8217;ucraino. Sebbene si stia semplificando, \u00e8 la lingua degli strati meno istruiti della popolazione. Ma nel complesso la gente salta senza problemi da un idioma all&#8217;altro. Il bilinguismo \u00e8 radicato nel vissuto di tutti i giorni. La lingua, tra le persone, favorisce relazioni e commerci. Tra i politici solo incomprensioni. Uno dei tanti paradossi dell&#8217;Ucraina. ( di Matteo Tacconi)<br \/>\nFonte Il Manifesto 18 marzo 2014<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140319 15:17:00 red-emi TOKYO &#8211; INTERVISTA \u2013 NOAM CHOMSKY: IL PROBLEMAE\u2019 L\u2019ASSERVIMENTO DEI GIORNALISTI AL PENSIERO COMUNE. \u201c Altro che feroce invasione \u201c. \u201c PERCHE\u2019 <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11757\" title=\"11097 CRIMEA\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-11757","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2014"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>11097 CRIMEA - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11757\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"11097 CRIMEA - 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