{"id":11654,"date":"2017-04-15T19:06:07","date_gmt":"2017-04-15T17:06:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10991-1-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-4-gennaio-2014\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:07","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:07","slug":"10991-1-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-4-gennaio-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11654","title":{"rendered":"10991 1. NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO 4 gennaio 2014"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20140105 09:55:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; SETTANT&#8217;ANNI FA L&#8217;ECCIDIO DEI FRATELLI CERVI. LE INIZIATIVE &quot;PER NON DIMENTICARE&quot; \/ Settant\u2019anni fa, all&#8217;alba del 28 dicembre 1943, nel poligono di tiro di Reggio Emilia, Gelindo, Antenore, Aldo, Agostino, Ferdinando, Ovidio, Ettore Cervi vengono fucilati senza processo dai fascisti repubblicani.<br \/>\nEUROPA \u2013 Grecia &#8211; la coca cola ritira i suoi prodotti da Atene e Salonicco dopo le minacce del FAIIRF.<br \/>\nEU &#8211; Le ELEZIONI EUROPEE spiegate a un bambino.<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 BEIRUT. Finalmente sposi: il primo matrimonio civile in un paese arabo<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; CINA \/ Approvati abolizione campi lavoro e modifiche politica figlio unico. Il comitato permanente del l&#8217;Assemblea Nazionale del Popolo.<br \/>\nINDIA &#8211; sedicenne stuprata e bruciata. E&#8217; la figlia di un taxista iscritto al partito comunista \/ Stuprata e bruciata viva<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Chiapas \u00abya basta\u00bb, il grido degli indigeni dopo i botti di capodanno \/ Eizn. Camminare domandando, dalla rivolta alla resistenza \/ vent\u2019anni fa, in Chiapas, l\u2019urlo zapatista nella notte di capodanno: \u00abya basta!\u00bb.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; NEW YORK. Katrina: case dono Brad Pitt marciscono &#8211; la fondazione no profit &#8216;make it right&#8217;, creata dall&#8217;attore Brad Pitt per aiutare la popolazione colpita nel 2005 dall&#8217;uragano Katrina.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nREGGIO EMILIA<br \/>\nSETTANT&#8217;ANNI FA L&#8217;ECCIDIO DEI FRATELLI CERVI. LE INIZIATIVE &quot;PER NON DIMENTICARE&quot; \/ Settant\u2019anni fa, all&#8217;alba del 28 dicembre 1943, nel poligono di tiro di Reggio Emilia, Gelindo, Antenore, Aldo, Agostino, Ferdinando, Ovidio, Ettore Cervi vengono fucilati senza processo dai fascisti repubblicani. Il piu&#8217; vecchio, Gelindo, ha 42 anni, il piu&#8217; giovane, Ettore, 22 anni. I fratelli Cervi sono stati catturati insieme al padre Alcide nella notte tra il 24 e il 25 novembre nella loro cascina ai Campi Rossi di Gattatico, attaccata in forze dai fascisti e incendiata. Dopo oltre un mese di carcere, la loro fucilazione viene decisa come rappresaglia per l&#8217;uccisione del segretario del fascio di Bagnolo in Piano, un paese vicino. Alcide con due suoi figli aveva dato un contributo importante alla lotta partigiana costituendo un gruppo clandestino.<br \/>\nTante le iniziative di commemorazione in programma, da quelle di movimento a quelle istituzionali. \u201cA settant&#8217;anni da quella pagina drammatica della nostra storia,noi che crediamo che non si possano mettere sullo stesso piano i partigiani con i repubblichini, ci troviamo alle 9.30 al poligono di tiro a Reggio Emilia e alle 11 alla Casa Cervi a Campegine. Per non dimenticare, perch\u00e9 non vengano cancellati quegli ideali per i quali i Sette Fratelli Cervi e altri migliaia di partigiani e partigiane come loro hanno dato la vita. Viva la Resistenza!\u201d, si legge in un comunicato.<br \/>\nAlle 15.00, poi, a Guastalla (RE) (Cimitero-tomba Quarto Camurri), cerimonia commemorativa e alle 18.00 a Campegine (RE), fiaccolata commemorativa &quot;La vigilia del sacrificio&quot;.<br \/>\nCi sono anche i dipinti di Renato Guttuso nella mostra che apre oggi fino al 25 aprile al museo di Gattatico (&#8216;I Cervi, una storia che resiste&#8217;), a cura di Orlando Piraccini e Paola Varesi che collaborano con l&#8217;Ibc e l&#8217;Istituto Cervi che la promuovono. Vengono esposti dipinti, sculture, disegni, fotografie del Museo Cervi e di altre collezioni pubbliche e private, approfondite evidenze della storia di questa famiglia di contadini antifascisti.<br \/>\nSono esposte opere della stagione realista italiana, come il grande dipinto di Nello Leonardi per la vicina scuola media di Sant&#8217;Ilario d&#8217;Enza o le scene del sacrificio dei Cervi di Omero Ettorre e Anna Coccoli, di stretta militanza artistica figurativa ma cariche di umanita&#8217;, e della pittura d&#8217;impegno sociale, che rimanda la &#8216;sequenza&#8217; dei ritratti dei sette fratelli Cervi firmati da Renato Guttuso &#8211; forse la firma piu&#8217; prestigiosa della mostra -, qui insieme al volto di papa&#8217; Alcide dipinto da Guttuso tra i personaggi illustri riuniti per i funerali di Togliatti. Tra gli autori in mostra anche Aldo Borgonzoni, Nani Tedeschi, Ennio Calabria, Arnaldo Bartoli, Luigi Bront, Nikolaj Zukov, Franco Ori, Giovanni Sesia, Alfonso Borghi, Gino Covili, Piero Ghizzardi. Un capitolo e&#8217; riservato al &#8216;racconto popolare&#8217; che la pittura naive dedica alla vicenda della Famiglia Cervi, un altro alle copertine delle tante edizioni delle memorie di Alcide Cervi, pubblicate per la prima volta nel 1954; una sezione e&#8217; per alcuni fotogrammi del film di Gianni Puccini, con sceneggiatura di Cesare Zavattini, e due rare fotografie scattate da Arturo Zavattini in occasione del documentario tv girato da Elio Petri. Un dialogo tra storia e contemporaneo negli stessi luoghi lo rappresenta l&#8217;installazione artistica del Collettivo FX di Reggio Emilia, che ha coinvolto la torre radar di Arpa costruita a poche decine di metri da Casa Cervi: e&#8217; una diversa forma di &quot;esercizio della memoria&quot;, spiega Rossella Cantoni, presidente dell&#8217;Istituto Alcide Cervi. L&#8217;inaugurazione della mostra, alle 11.30 con l&#8217;orchestra da camera Carl Orff (Amici della Musica di Gattatico) e alle 12.30 al Parco del Museo proprio per l&#8217;installazione &quot;Distributore permanente di cultura resistente&quot; del Collettivo FX; annunciata anche Loretta Camellini dell&#8217;Arpa di Reggio Emilia, che sostiene il progetto. Questa sera, infine alle 21.15 su Rai Storia &quot;Una Giornata Particolare&quot; presenta il film I sette fratelli Cervi preceduto da un&#8217;intervista ad Alcide Cervi, accompagnata da brevi interventi del professor Alberto Asor Rosa, docente di letteratura italiana all\u2019universit\u00e0 di Roma &quot;La Sapienza&quot;.<br \/>\nROMA<br \/>\nLAVORO, LA STRADA DI KEYNES \/ La Confindustria e i sindacati hanno criticato il governo per l\u2019esiguit\u00e0 della manovra che tende a ridurre il cosiddetto cuneo fiscale. Ancora non si hanno dati precisi, ma nella migliore delle ipotesi si tratta di poco pi\u00f9 di un centinaio di euro per i lavoratori e per le imprese. Ridicolo. Ma, ammettiamo pure che per ridurre il cuneo fiscale fossero impiegati 4 miliardi, quelli che ci sarebbero se fosse rimasta l\u2019Imu sulla prima casa, che cosa avrebbero prodotto in questa direzione? Considerando che i lavoratori dell\u2019industria manifatturiera e delle costruzioni ammontano a circa 6 milioni di addetti, se questo beneficio si concentrasse su questa categoria, la riduzione del cuneo fiscale porterebbe circa 320 euro l\u2019anno in tasca dei lavoratori e altrettanto per le imprese. L\u2019effetto sarebbe comunque limitato e certamente non darebbe vita a una netta ripresa dell\u2019occupazione per il semplice fatto che, come ci ha spiegato Keynes, in una clima di incertezza generalizzata l\u2019occupazione e gli investimenti ripar\u00adtono con difficolt\u00e0. Detto in altri termini: se diminuisce il costo del lavoro di circa 55 euro al mese in media per busta paga, come nel nostro esempio, non c\u2019\u00e8 un incentivo sufficiente a far s\u00ec che le imprese assumano altri lavoratori. Inoltre, bisogna considerare il fatto che in molte produzioni, a partire da quella a media e alta tecnologia, il costo del lavoro ha un peso relativamente basso, ed in diversi casi non arriva al 10 per cento del costo finale al consumatore.<br \/>\nSe invece il governo usasse i 4 miliardi, che abbiamo ipotizzato, per assumere direttamente dei lavoratori nella sanit\u00e0, scuola, Universit\u00e0, ricerca, servizi sociali, si creerebbero 130.000 nuovi posti di lavoro in settori in cui c\u2019\u00e8 un grande bisogno, dove i servizi sono spesso scadenti o insufficienti per la carenza di personale.<br \/>\nSi tratta di posti pubblici, fissi, statali: \u00abche orrore!\u00bb potrebbe dire il premier o il presidente di Confindustria o la Commissione Europea. Peccato che questa sia l\u2019unica strada possibile per ridurre la disoccupazione oggi e non domani o dopodomani quando arriver\u00e0 la mitica crescita che tutti i governi hanno annunciato da sei a questa parte.<br \/>\nNon solo. Questi nuovi lavoratori avrebbero un reddito da spendere e potrebbero fare aumen\u00adtare anche la domanda interna creando altra occupazione, molto di pi\u00f9 di quello che potrebbero fare i gi\u00e0 occupati con un piccolo incremento nella busta paga. Last but not least, avere pi\u00f9 occupati nella scuola\/Universit\u00e0, nella ricerca, nella sanit\u00e0 e nei servizi sociali, migliorerebbe la qualit\u00e0 della vita per tutti e in particolare per i pi\u00f9 poveri, che il peggioramento dei servizi pubblici ha colpito direttamente. E si potrebbero aggiungere alla lista i posti che servono per contrastare il dissesto idrogeologico, per mettere in sicurezza gli edifici pubblici, i beni archeologici, ecc.<br \/>\nServirebbero altre risorse, certo, ma questa \u00e8 l\u2019unico modo che abbiamo per creare lavori realmente utili nel medio periodo. Questa \u00e8 la linea di demarcazione tra una posizione liberista e una di sinistra rispetto alla questione dell\u2019occupazione. La prima punta fideisticamente sulle virt\u00f9 del mercato capitalistico di creare occupazione attraverso la crescita con opportuni incentivi, dimenticando che in tutto l\u2019Occidente negli ultimi venti anni si \u00e8 sem\u00adpre pi\u00f9 spesso registrata una ripresa jobless. La seconda posizione punta sul ruolo dello stato, e non si vergogna di dire che questo \u00e8 l\u2019unico soggetto che, in gran parte dell\u2019Europa, tenendo conto della Nuova Divisione internazionale del Lavoro, possa creare realmente nuovi posti di lavori nel breve periodo.<br \/>\nMa, per chi \u00e8 dispe\u00adrato, para\u00adfrasando Keynes, non esiste un lungo periodo. Que\u00adsta \u00e8 , a nostro avviso, la vera sfida che si giocher\u00e0 alle prossime elezioni europee. Ed \u00e8 ci\u00f2 che, insieme alla richiesta di ristrutturazione del Debito Pubblico, pu\u00f2 creare la grande alleanza tra i paesi del SudEuropa.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nELEZIONI \/ LE EUROPEE SPIEGATE A UN BAMBINO di Alexis TSIPRAS<br \/>\n1. A Strasburgo eleggeremo circa 750 parlamentari europei.<br \/>\n2. L\u2019Italia ne elegge 73.<br \/>\n3. Si dividono praticamente in otto grandi gruppi inter-nazioni:<br \/>\n&#8211; estrema destra (AENM)<br \/>\n&#8211; euroscettici (EFD)<br \/>\n&#8211; liberal-conservatori (ECR)<br \/>\n&#8211; popolari&#038;cristiani (PPE)<br \/>\n&#8211; liberal-riformisti (ALDE)<br \/>\n&#8211; socialisti&#038;democratici (PSE)<br \/>\n&#8211; verdi&#038;regionalisti (ALE)<br \/>\n&#8211; sinistra (GUE)<br \/>\npi\u00f9 un gruppetto misto.<br \/>\n4. Per capirci, la collocazione dei partiti italiani nei gruppi sarebbe:<br \/>\n&#8211; estrema destra: Fratelli d\u2019Italia, Destra di Storace<br \/>\n&#8211; euroscettici: 5stelle, Lega<br \/>\n&#8211; liberal-conservatori: Scelta Civica<br \/>\n&#8211; popolari&#038;cristiani: Pdl (forzaitalia), Udc<br \/>\n&#8211; liberal-riformisti: radicali<br \/>\n&#8211; socialisti&#038;democratici: Pd, Sel<br \/>\n&#8211; verdi&#038;regionalisti: verdi, autonomie locali (Svp\u2026)<br \/>\n&#8211; sinistra: comunisti (Prc, Pdci), antineoliberisti\u2026<br \/>\n5. In Italia si vota col proporzionale, e sbarramento al 4%.<br \/>\n6. Per i sondaggi attuali il prossimo parlamento avrebbe, pi\u00f9 o meno:<br \/>\n&#8211; 30 deputati alla destra estrema (+30 rispetto a oggi)<br \/>\n&#8211; 30 euroscettici (=)<br \/>\n&#8211; 40 liberalconservatori (-20)<br \/>\n&#8211; 220 popolari&#038;cristiani (-50)<br \/>\n&#8211; 80 liberalriformisti (-10)<br \/>\n&#8211; 220 socialisti&#038;democratici (+25)<br \/>\n&#8211; 40 verdi&#038;regionalisti (-20)<br \/>\n&#8211; 60 alla sinistra (+25)<br \/>\n&#8211; 30 gruppomisto (+30)<br \/>\n7. Per la prima volta le liste nazionali di tutti gli orientamenti dovranno dichiarare quel \u00e8 il loro candidato alla presidenza della Commissione europea (il \u2018premier\u2019 continentale). al momento si conoscono le candidature di Martin Schulz (Spd tedesca) per i socialisti&#038;democratici e di Alexis Tsipras (Syriza greca) per la sinistra.<br \/>\n8. Per i sondaggi attuali, nessuno dei 73 europarlamentari eletti dall\u2019Italia apparterrebbe al gruppo della sinistra con Tsipras candidato (anche perch\u00e9 il \u2018laboratorio\u2019 per una lista di sinistra in Italia ancora non si \u00e8 neppure ufficializzato).<br \/>\n9. Tuttavia, a sinistra non c\u2019\u00e8 il \u2018vuoto quantico\u2019: Rifondazione comunista si \u00e8 gi\u00e0 dichiarata per la costituzione plurale \u2013 di partiti (Prc, Pdci\u2026), movimenti e singoli \u2013 di una lista unitaria proprio per smentire il sondaggio e riempire quel vuoto (purch\u00e9 si superi ovviamente il 4 per cento di sbarramento).<br \/>\n10. E, per quello che conta, io \u2013 da indipendente \u2013 far\u00f2 questo e poco altro nei prossimi mesi: contribuire alla costituzione di quella lista e invogliare tutta la gente di sinistra che conosco a sostenerla. Perch\u00e9 a maggio in Europa il voto utile \u2013 il voto del meno peggio, il voto a naso turato, il voto contro qualcuno \u2013 davvero non ha senso. Nel 2014 per Strasburgo si vota in libert\u00e0, secondo coscienza di cittadine e cittadini dell\u2019Europa come la vorremmo. E, soprattutto, come faremo il possibile che diventi.<\/p>\n<p>FILLANDIA<br \/>\nLAVORO, UNO STUDIO FINLANDESE CONFERMA ILI PREPENSIONAMNETO PER I LAVORI USURANTI \/ Un lavoro molto stressante, sia dal punto di vista fisico che mentale, puo&#8217; portare a piu&#8217; malattie durante la vecchiaia. Ad affermarlo \u00e8 uno studio finlandese pubblicato dalla rivista Age and Ageing. I ricercatori della University of Jyvaskyla hanno studiato i dati di 5mila dipendenti pubblici finlandesi che erano stati oggetto di una ricerca sullo stress nel 1981. I dati sono stati combinati con quelli dei registri ospedalieri nei 26 anni successivi, e dal confronto e&#8217; emerso che lo stress aumenta i giorni di ricovero. Nel dettaglio ogni mille persone con basso stress fisico ci sono in media otto giorni di ricovero, che salgono a tredici se lo stress e&#8217; alto. &quot;Questa associazione si trova anche se si considerano solo i ricoveri oltre i 65 anni &#8211; scrivono gli autori &#8211; segno che gli effetti durano anche dopo il pensionamento&quot;.<br \/>\nLa Commissione Europea; Direzione Generale Occupazione e Affari Sociali (COMMISIONE EUROPEA, 1999), ha provato ad elencare i fattori che generano stress. Se nel nostro ambiente di lavoro si verifica anche solo una delle condizioni descritte \u00e8 probabile che siamo dei lavoratori sotto stress, con tutti i rischi che ci\u00f2 comporta per la nostra salute. Ovviamente per limitare le cause dello stress bisognerebbe agire a livello sia personale che organizzativo. I fattori pi\u00f9 comuni che possono determinare stress legato all&#8217;attivit\u00e0 lavorativa sono:<br \/>\nQuantit\u00e0 di lavoro da eseguire eccessiva oppure insufficiente<br \/>\nTempo insufficiente per portare a termine il lavoro in maniera soddisfacente sia per gli altri sia per se stessi<br \/>\nMancanza di una chiara descrizione del lavoro da svolgere o di una linea gerarchica<br \/>\nRicompensa insufficiente, non proporzionale alla prestazione<br \/>\nImpossibilit\u00e0 di esprimere lamentele<br \/>\nResponsabilit\u00e0 gravose non accompagnate da autorit\u00e0 o da potere decisionale adeguati<br \/>\nMancanza di collaborazione e sostegno da parte dei superiori, colleghi o subordinati<br \/>\nImpossibilit\u00e0 di esprimere effettivamente talenti o capacit\u00e0 personali<br \/>\nMancanza di controllo o di giusto orgoglio per il prodotto finito del proprio lavoro<br \/>\nPrecariet\u00e0 del posto di lavoro, incertezza della posizione occupata<br \/>\nCondizioni di lavoro spiacevoli o lavoro pericoloso<br \/>\nPossibilit\u00e0 che un piccolo errore o disattenzione possano avere conseguenze gravi.<br \/>\nSecondo il modello dell&#8217;Aggravio di lavoro &#8211; Job strain model (Karasek R., Theorell T., eds., 1990), lo stress lavorativo sarebbe causato soprattutto dalla combinazione di un eccessivo carico di lavoro e una scarsa possibilit\u00e0 di controllo sui compiti da svolgere. Quindi seppure in presenza di un carico di lavoro pesante, un lavoratore potrebbe non sentirsi stressato se percepisse di poter gestire nella maniera pi\u00f9 opportuna tale carico.<br \/>\nIl modello dello Squilibrio tra sforzo e ricompensa &#8211; Effortreward imbalance model (Siegrist J.; Peter R., 1994), ipotizza che lo stress lavorativo si riscontri in presenza di un elevato impegno da parte del lavoratore associato ad una scarsa ricompensa. Laddove con il termine ricompensa si intende un guadagno economico, approvazione sociale, stabilit\u00e0 lavorativa e opportunit\u00e0 di carriera.<\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\nLA COCA COLA RITIRA I SUOI PRODOTTI DA ATENE E SALONICCO DOPO LE MINACCE DEL FAI-IRF \/ Tutte le bottiglie di Coca Cola e Nestea (nei vari gusti) in confezioni singole di plastica da 500ml sono state ritirate dagli scaffali dei negozi di Atene e di Salonicco in seguito a una lettera di minacce inviata nei giorni scorsi al sito greco Zougla.gr. Nella missiva, firmata dalla Federazione Anarchica informale-Fronte Rivoluzionario internazionale (Fai-Irf), l&#8217;organizzazione anarchica aveva minacciato di boicottare i prodotti delle multinazionali Coca Cola e Nestle&#8217; manomettendo le bottiglie da mezzo litro e immettendovi acido cloridrico.<br \/>\nLa decisione di ritirare le bottiglie dai negozi e&#8217; stata annunciata dalla stessa Coca Cola in un comunicato in cui si afferma che l\u2019azienda e&#8217; in stretto contatto con le autorita&#8217; competenti per chiarire la questione. Proseguono intanto le indagini dell\u2019antiterrorismo sulla lettera pervenuta a Zougla.gr, mentre dalle analisi effettuate sul contenuto della bottiglia di Coca Cola inviata arrivata insieme con la missiva e&#8217; risultato che conteneva tracce di acido cloridrico. La lettera di sei pagine conteneva una rivendicazione e un video della durata di due minuti e mezzo. Nel documento e nel video si minaccia che nei prossimi quattro giorni dall&#8217;invio della lettera membri della Fai-Irf metteranno sui scaffali dei negozi bottiglie di bibite in cui avranno immesso acido cloridrico. Nelle prossime ore la polizia dovrebbe rendere pubblico sia il video che il contenuto della lettera.<br \/>\nATENE<br \/>\nGRECIA, SETTE VOLTE IN PI\u00d9 IL NUMERO DEI POVERI DALL&#8217;INIZIO DELLA CRISI \/ Dopo cinque anni di crisi economica, la percentuale di greci poveri ha raggiunto il 14% su una popolazione totale di circa 11 milioni di persone, a fronte del 2% del 2009: ovvero il numero dei poveri e&#8217; aumentato di sette volte in appena quattro anni. Una situazione di estrema difficolt\u00e0 segnata anche dal collasso delle strutture di assistenza e, soprattutto, della sanit\u00e0, a causa del drastico taglio delle risorse. E quindi quando si parla di pover\u00e0 si parla di una condizione di abbandono totale a se stessi.<br \/>\nSecondo una ricerca condotta dall\u2019Universit\u00e0 di Atene, i piu&#8217; disperati in Grecia oggi sono 630.000 &#8216;single&#8217; da tempo disoccupati e circa 455.000 nuclei famigliari nei quali nessuno dei componenti lavora. Lo studio suggerisce che questa situazione di estrema poverta&#8217; non e&#8217; determinata soltanto dalla recessione: una delle cause alla base dell&#8217;esplosione della poverta&#8217; e&#8217; la mancanza di adeguati ed efficaci ammortizzatori sociali. In particolare, nell&#8217;ambito delle intese siglate dal governo di Atene con i creditori internazionali in cambio di aiuti per risanare l&#8217;economia, il denaro investito negli ammortizzatori e&#8217; scarso e cio&#8217; fa si&#8217; che l&#8217;assistenza sociale sia incapace di aiutare coloro che ne hanno piu&#8217; bisogno. Al momento, secondo la ricerca, il 22% della popolazione greca ha un reddito di meno della meta&#8217; del reddito medio nazionale. Ma il dato piu&#8217; preoccupante e&#8217; che il 14% dei greci ha un reddito cosi&#8217; basso che non puo&#8217; permettersi nemmeno lo stretto necessario.<br \/>\nProprio per sfuggire a questa drammatica situazione, sempre piu&#8217; greci pensano ad emigrare: questa e&#8217; la foto emersa da un sondaggio condotto dalla societ\u00e0 Kapa Research per conto del settimanale To Vima circa ci\u00f2 che pensano i greci del loro futuro.<br \/>\nOltre la meta&#8217; degli intervistati (il 55,6%) ha risposto che, se si presentasse &quot;l&#8217;occasione giusta&quot;, non esiterebbe ad andare all&#8217;estero per incominciare una nuova esistenza, mentre il 45,9% ha ammesso di star pensando ad abbandonare la citta&#8217; per trasferirsi in campagna dove il costo della vita e&#8217; inferiore.<br \/>\nAnche il sentimento della disperazione e&#8217; emerso evidente dal sondaggio secondo cui per sette greci su 10 (il 68,6%) &quot;il peggio deve ancora venire&quot; mentre solo per uno su quattro (il 25,1%) la situazione in futuro migliorer\u00e0.<br \/>\nUn altro dato che evidenzia la sempre maggiore esclusione sociale di ampi strati della popolazione greca con il prolungarsi della crisi e della recessione e&#8217; emerso da un sondaggio condotto dalla Ekrizo in collaborazione con la Facolt\u00e0 di Economia domestica dell&#8217;Universita&#8217; di Atene. Circa il 93% degli intervistati ha ammesso di aver dovuto drasticamente ridurre il numero dei pranzi e delle cene al ristorante o alla taverna a causa delle diminuite disponibilit\u00e0 finanziarie. In particolare, il  55,1% ha detto di aver subito un taglio dello stipendio o della pensione mentre addirittura il 44% ha ammesso che il proprio reddito non consente loro di acquistare il cibo per le necessita&#8217; quotidiane.<\/p>\n<p>GRAN BRETAGNA<br \/>\nLONDRA<br \/>\nLA THATCHER NEL 1984 PREPARAVA LO SCONTRO ARMATO CONTRO I MINATORI \/ Era tutto pronto a Londra nel 1984 per un risolutivo e drammatico intervento dell&#8217;esercito durante il duro braccio di ferro tra l&#8217;allora primo ministro conservatore Margaret Thatcher e i minatori mobilitati in sciopero, in quello che si ricorda come un momento cruciale nella storia recente del Regno Unito. Al contrario di quanto ufficialmente dichiarato dal governo infatti, la Thatcher aveva contemplato la possibilit\u00e0 di dichiarare lo stato di emergenza, ordinando ai militari di fare irruzione nelle miniere e prelevare il carbone necessario per il Paese sull&#8217;orlo della crisi energetica. E&#8217; quanto risulta dai documenti ufficiali rimasti riservati per trent&#8217;anni e adesso resi pubblici. Dagli archivi emerge inoltre come in quell&#8217;anno in piu&#8217; di un&#8217;occasione il governo e la Lady di Ferro &#8211; al contrario di quanto dichiarato pubblicamente &#8211; ebbero il reale timore di dover soccombere davanti alla determinazione dei minatori. La prima volta accadde a luglio, quando alla protesta si aggiunsero i lavoratori portuali: &quot;Il tempo non e&#8217; dalla nostra parte&quot;, ammise l&#8217;allora ministro del Lavoro Norman Tebbit in una nota riservatissima diretta alla Thatcher. Risale poi ad ottobre una lista delle &quot;opzioni da scenario peggiore&quot;, che comprendeva &#8216;interventi-limite&#8217;, redatta dopo che era ormai chiara l&#8217;intenzione dei minatori di non cedere di un millimetro minacciando di fatto la &#8216;chiusura totale&#8217; del Paese.<br \/>\nLONDRA<br \/>\nSANIT\u00c0, IN GRAN BRETAGNA VOGLIONO FAR PAGARE LE PRESTAZIONI AGLI IMMIGRATI \/ Svolta nel Regno Unito, patria del servizio sanitario nazionale accessibile e gratuito per tutti: gli immigrati (extra Ue) dovranno pagare alcuni dei servizi offerti dall&#8217;Nhs, compresi alcuni interventi di pronto soccorso. Lo ha reso noto il governo a Londra annunciando che le nuove regole verranno illustrate nel dettaglio nei prossimi mesi. Si tratta infatti al momento di una proposta, che rientra nell&#8217;ambito di una stretta per contrastare quello che viene indicato come &#8216;turismo dei benefit&#8217;, ma anche per fare cassa e recuperare fondi. La novita&#8217; ha gia&#8217; acceso polemiche con associazioni dei medici di base che puntano il dito contro le complicazioni burocratiche che le nuove regole potrebbero comportare, a partire dalla necessita&#8217; di verificare lo status nel Paese di ogni paziente che si rivolgera&#8217; alle strutture sanitarie britanniche. Una maggiore mole di lavoro che rischia, sottolinea la British Medical Association, di far lievitare i costi del servizio invece di ridurli. Nel proporre il nuovo corso, il ministero britannico della Sanita&#8217; ha fatto sapere che non si intende negare l&#8217;assistenza medica agli stranieri e soprattutto che si continueranno a garantire interventi salvavita, ma ha tuttavia precisato che i cambiamenti sono necessari per &quot;un sistema che sia giusto nei confronti dei contribuenti britannici che lo finanziano&quot;.<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nBERLINO<br \/>\nLE CIFRE NASCOSTE \/ PACCHETTO OCCUPAZIONE 2013, SARA&#8217; LA VOLTA BUONA<br \/>\nOrmai \u00e8 un appuntamento fisso. Ogni volta che l\u2019Ufficio statistico federale pubblica i dati sull\u2019occupazione in Germania, si celebrano le \u00abcifre da record\u00bb. \u00abMai tanti occupati come nel 2013\u00bb, afferma il bollettino che accompagna i numeri diffusi ieri dall\u2019Istat tedesco: 41 milioni e 780 mila, che rappresentano un incremento di 232 mila unit\u00e0 rispetto all\u2019anno precedente, pari allo 0,6%. Un aumento significativo, ma inferiore a quello dell\u2019annata anteriore: tra il 2011 e il 2012, infatti, fu dell\u20191,4%. Ufficialmente, la disoccupazione \u00e8 soltanto del 5,2%: un miraggio se si guarda con gli occhi della \u00abperiferia\u00bb europea. Le cifre rese note ieri, tuttavia, non dicono tutto. Nulla si evince della quota di lavoratori precari all\u2019interno della massa di chi ha un\u2019occupazione. Rilevazioni precedenti hanno messo in luce, come non si stancano di ricordare i sindacati e le forze di sinistra, che sono almeno 7 milioni le persone costrette a un impiego \u00abatipico\u00bb, come i famigerati \u00abminijobs \u00bb. Molto diffusi (circa 2,5 milioni) sono anche i casi di quanti devono avere pi\u00f9 di un lavoro per poter vivere al di sopra della soglia di povert\u00e0, a causa di salari spesso molto bassi.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nPARIGI<br \/>\nDIVORZIO PI\u00d9 FACILE E SBRIGATIVO DAVANTI AL CANCELLIERE \/ Semplificare le procedure per il divorzio consensuale, affidando l&#8217;intero iter a un cancelliere senza bisogno di passare davanti al giudice. E&#8217; quanto propone un rapporto commissionato dal ministro della Giustizia francese, Christiane Taubira, rivelato dal quotidiano Le Figaro. Dato che oltralpe le cause di diritto familiare rappresentano circa l&#8217;80% dell\u2019attivit\u00e0 dei tribunali, spiega il giornale, la misura potrebbe, secondo gli autori del rapporto, contribuire in modo significativo a ridurre l&#8217;ingolfamento di alcuni tribunali, e quindi i tempi della giustizia.<br \/>\nI pareri degli esperti sono pero&#8217; contrastanti. Alcuni magistrati, citati sempre da Le Figaro, parlano di evoluzione &#8221;inevitabile&#8221;, visto l&#8217;elevato livello di formazione dei cancellieri e la loro esperienza in materia di giurisdizione, che li rendono del tutto adatti a trattare questo genere di casi, a priori privi di punti di disaccordo. Ma gli avvocati specialisti di diritto della famiglia fanno notare che la cancellazione del passaggio davanti a un giudice &#8221;rischierebbe di rendere piu&#8217; fragile l&#8217;accordo (di divorzio) tra i due coniugi&#8221;, e aprire quindi la strada a ricorsi e revisioni. Dal governo giungono invece parole di apprezzamento: &#8221;Nel caso in cui ci siano mariti e mogli che sono assolutamente d&#8217;accordo, perche&#8217; non semplificare le procedure? &#8211; ha commentato ai microfoni di Bfm Tv il ministro della Famiglia, Dominique Bertinotti &#8211; non serve aggiungere conflitto al conflitto&#8221;.<\/p>\n<p>AFRICA &#038; MEDIO ORIENTE<br \/>\nPALESINA<br \/>\nGAZA<br \/>\nRAGAZZO PALESTINESE UCCISO DAI SOLDATI ISRAELIANI \/ Un palestinese di 16 anni \u00e8 morto questa mattina a seguito delle ferite da arma da fuoco riportate ieri presso il muro di separazione tra Israele e la Striscia di Gaza in un incidente con militari israeliani.<br \/>\nL&#8217;esercito israeliano aveva riferito ieri che i soldati israeliani avevano individuato alcuni sospetti intenti a danneggiare la barriera di sicurezza. Dopo averli messi in guardia, \u00e8 stato spiegato, i soldati hanno aperto il fuoco ferendo l&#8217;adolescente palestinese, morto stamane.<br \/>\nMa non \u00e8 finita qui perch\u00e9 aerei da guerra israeliani hanno condotto nella notte azioni di rappresaglia su Gaza, poco dopo il lancio di un razzo dal territorio palestinese. In un comunicato, le forze armate israeliane affermano che &quot;l&#8217;aviazione ha preso di mira un sito terroristico nel centro della Striscia di Gaza e di altre tre postazioni di lanciarazzi nel nord per rappresaglia dopo un colpo lanciato verso Israele. Gli impatti diretti sono stati confermati&quot;, si legge nel testo. Nessun danno e&#8217; stato causato dal razzo sparato dal territorio palestinese, secondo la polizia israeliana.<br \/>\nDa ieri \u00e8 a Gerusalemme il segretario di Stato Usa John Kerry torna per un&#8217;ulteriore spola di pace durante la quale &#8211; secondo anticipazioni della stampa &#8211; sottoporr\u00e0 ad israeliani e palestinesi la bozza di un &#8216;accordo quadro.<\/p>\n<p>LIBANO<br \/>\nBEIRUT<br \/>\nFINALMENTE SPOSI: IL PRIMO MATRIMONIO CIVILE IN UN PAESE ARABO \/ Grazie a un escamotage burocratico che ha permesso di aggirare la legge, \u00e8 stato riconosciuto in Libano, nonostante le forti resistenze della politica e delle comunit\u00e0 religiose. Un passo importante verso la laicit\u00e0 dello stato  Kholoud Sukkarieh e Nidal Darwish si sono sposati\u2026 In se non sarebbe una notizia se non fosse che il loro \u00e8 il primo matrimonio civile riconosciuto in un Paese arabo. Un importante passo avanti verso la laicit\u00e0 che \u00e8 stato compiuto nel pi\u00f9 multiconfessionale degli stati del Medio Oriente, il Libano, grazie ad un escamotage burocratico. Ne parla un articolo di Elisa Pierandrei pubblicato dal mensile Popoli .<br \/>\nKholoud \u00e8 musulmana sunnita e Nidal \u00e8 musulmano sciita ed \u00e8 soprattutto questo il problema. In Libano, come negli altri paesi arabi, i matrimoni \u201cmisti\u201d sono fortemente scoraggiati . Il matrimonio civile potrebbe essere una soluzione per coppie che per nascita o scelta appartengono a diverse comunit\u00e0 religiose, ma fino ad oggi \u00e8 stato riconosciuto solo se contratto all\u2019estero. Per questo centinaia di copie vanno a sposarsi nella vicina Cipro. Anche Kholoud e Nidal avevano intenzione di fare lo stesso, ma grazie ad un avvocato hanno poi trovato il modo di sposarsi nel loro Paese. Un atto simbolico fortemente voluto, non contro la religione,  ma per esprimere la volont\u00e0 di costruire uno Stato laico in Libano.<br \/>\nQuesto successo \u00e8 stato possibile grazie ad un cavillo burocratico , come si legge nell\u2019articolo. \u201cFacendo leva su un decreto del 2009 i due sposi hanno eliminato la voce della loro appartenenza religiosa dai registri familiari. In questo modo, non appartenendo a nessuna comunit\u00e0 confessionale, i due erano qualificati a contrarre un matrimonio davanti ad un notaio, senza un\u2019autorit\u00e0 religiosa. Insomma a contrarre un matrimonio civile\u201d.<br \/>\nL\u2019iniziativa dei due sposi ha incontrato forti resistenze soprattutto da parte delle due comunit\u00e0 religiose di appartenenza. L\u2019Alto consiglio sciita ha emesso una fatwa diffidando tutti i politici musulmani dal sostenerla, con il rischio di essere accusati di apostasia. Al contrario la societ\u00e0 civile ha risposto positivamente attivando anche la campagna web \u201c Make civil marriage, not civil war \u201d.<br \/>\nSollecitazioni che hanno finito per smuovere la politica. La questione, aperta nel novembre del 2012 si \u00e8 chiusa ad aprile 2014 quando il documento matrimoniale \u00e8 stato finalmente registrato con le felicitazioni (espresse via Twitter) del presidente Michel Sleiman, cristiano maronita.<br \/>\nMa questa vicenda di Kholoud e Nidal seppur \u201cun traguardo importante per un futuro pi\u00f9 rispettoso delle differenze presenti in Libano\u201d, potrebbe non essere conclusa. Il loro resta un matrimonio non disciplinato dalla legge . A quale giudice possono ricorrere in caso di divorzio o affidamento dei figli? In attesa di un cambiamento pi\u00f9 organico della normativa il loro esempio non \u00e8 per\u00f2 rimasto isolato: il 13 settembre \u00e8 stato celebrato in Libano un altro matrimonio civile.<\/p>\n<p>AFRICA<br \/>\nIL 2013 NEL MONDO \u2013 PROFONDO NERO IN AFRICA \/ Malgrado i progressi politici ed economici non siano un\u2019invenzione, gli stati a sud del Sahara tornano ad essere terra di nessuno (e di tutti). Dal Mali ai conflitti in Centrafrica e Sud Sudan, tra interventi esterni di stampo coloniale e il Sudafrica lasciato solo da Mandela<br \/>\nCOMINCIATO IN MALI, IL 2013 africano \u00e8 finito in Centrafrica e Sud Sudan. Ogni crisi ha una storia a s\u00e9 ma il contagio, i rimandi e le ripetizioni trovano una spiegazione nella geopolitica e la scena \u00e8 sempre l\u2019Africa. La persistente vulnerabilit\u00e0 \u2013 non solo di singole nazioni o fattispecie ma del continente nel suo insieme \u2013 autorizza a mettere in dubbio l\u2019ottimismo che aveva fatto parlare di \u00abrina\u00adscenza\u00bb appena vent\u2019anni fa. In effetti, i pro\u00adgressi della politica e dell\u2019economia non sono un\u2019invenzione e le ultime prove negative non bastano a cancellare tutto. Nel 2014 la crescita dell\u2019Africa a sud del Sahara dovrebbe superare di qualche decimale il 5%. Qual\u00adcosa deve essere andato storto, per\u00f2, se l\u2019Africa \u00e8 tornata a essere un \u00aboggetto\u00bb.<br \/>\nIl sistema delle relazioni internazionali, con i suoi caratteri selettivi ed egemonici, \u00e8 un puro prodotto \u201coccidentale\u201d. Esso \u00e8 stato realizzato quando le nazioni del concerto erano relativamente omo\u00adge\u00adnee fra di loro men\u00adtre l\u2019Africa era un\u2019appendice dell\u2019Europa senza personalit\u00e0 e sovranit\u00e0. Se ne potrebbe derivare un\u2019irreparabile estraneit\u00e0 dell\u2019Africa. In realt\u00e0, l\u2019Africa, sebbene in qualche misura \u201cdiversa\u201d, non \u00e8 fuori del sistema mondiale. Al contrario, essa \u00e8 sempre pi\u00f9 presente come generatore di politica, anche sul piano internazionale e transnazionale, e non pi\u00f9 unicamente come recipiente di reti d\u2019interessi che hanno altrove il loro fulcro dire\u00adzio\u00adnale, come all\u2019epoca della tratta e poi del colonialismo, ma i rapporti di forza le sono sempre contrari.<br \/>\nAnche gli ultimi fatti dimostrano che un po\u2019 (o molto) per le carenze interne a livello di societ\u00e0 e di stato ma anche per l\u2019atteggiamento che la politica del Centro riserva ai travagli della Periferia vale ancora il pregiudizio \u2013 molto simile a una profezia che si autorealizza \u2013 secondo cui l\u2019Africa sarebbe una nebulosa di disordine che ha bisogno dell\u2019intervento delle potenze \u201ccivilizzate\u201d per rimediare alle sue difficolt\u00e0. L\u2019obiettivo \u00e8 sempre di preservare l\u2019accesso alle risorse economiche, strategiche e di manodopera del Sud del mondo. D\u2019altra parte, appena l\u2019Africa ha preteso che le sue crisi avessero una soluzione africana, le crisi africane, ancora pi\u00f9 di quanto non accadesse nel periodo della guerra fredda, hanno cessato di essere solamente africane e hanno sempre pi\u00f9 effetti globali. Si pu\u00f2 capire cos\u00ec il montare di attenzioni che alla fine si traducono in interferenze, comunque giustificate. Il risultato \u00e8 un circolo vizioso quasi perfetto fra cause interne che vengono trattate non in se stesse ma per le ripercussioni a distanza o per i fenomeni generali che le inquinano ( war on terror  e jihadismo, non importa in quale successione logica o cronologica) e operazioni dall\u2019esterno che perpetuano o addirittura riproducono i fenomeni che si pretenderebbe di arginare. L\u2019islam politico ha sem\u00adpre avuto una sede privilegiata nel Sahel ma ha assunto un atteggiamento antioccidentale solo negli ultimi anni.<br \/>\nLa concentrazione dei conflitti nella terra di nessuno (o di tutti) fra Nord Africa e Africa sudanese \u00e8 significativa. Si immagina un \u201cconfine\u201d \u2013 in un certo senso un confine fra due mondi \u2013 ma nella realt\u00e0 \u00e8 un\u2019area di passaggio. La militarizzazione in atto, quella statica degli Stati Uniti con le infrastrutture per l\u2019 intelligence  e la video\u00adsorveglianza e quella mobile della Francia per le spedizioni di tipo coloniale, l\u2019una e l\u2019altra al servizio del contenimento delle \u201cminacce\u201d, ostacola la libert\u00e0 di movimento, soprattutto dei nomadi o seminomadi, i flussi migratori clandestini, i traffici leciti e illeciti lungo le antiche vie carovaniere, aumentando la belligeranza e creando solidariet\u00e0 spurie fra tutti coloro che ne subiscono le conseguenze.<br \/>\n\u00c8 avvenuto anche in Mali con la for\u00adma\u00adzione dello stato di Azawad e sta avvenendo nella Repubblica Centrafricana con disinvolti spostamenti di campo degli stessi alleati dei governi occidentali (il presidente D\u00e9by del Ciad cerca di distinguere fra mercenari e soldati). In Mali \u00e8 ancora aperto il caso di Kidal, la roccaforte dell\u2019irredentismo tuareg, dove le truppe governative non possono entrare: a crederci, sia Hollande che Fabius hanno garan\u00adtito che la Fran\u00adcia non interferir\u00e0.<br \/>\nLa Francia ha fatto il punto nel vertice Francia-Africa che si \u00e8 svolto a Parigi in dicembre. All\u2019inizio della sua presidenza Hollande aveva pensato al precedente di Mitterrand, che pretendeva di sostituire l\u2019 Afrique du papa  cara al gollismo con una  partnership  basata sulla diffusione anche nell\u2019Africa francofona delle buone pratiche dello stato di diritto. La forza degli avvenimenti ha spinto il secondo presidente socialista della Quinta Repubblica a celebrare piuttosto le sue \u201cvittorie\u201d militari. Il grande perdente non \u00e8 il colonnello Sanogo in Mali o Michel Djotodia, che ha rovesciato il presidente del Centrafrica ma che \u00e8 stato pressoch\u00e9 esautorato. Chi ha perso \u00e8 l\u2019Africa. E ha perso soprattutto il Sudafrica o pi\u00f9 precisamente il suo presidente Jacob Zuma, pi\u00f9 che mai allo scoperto dopo la scomparsa di Mandela. \u00c8 dalla guerra in Libia che Zuma cerca inutilmente di essere \u201cascoltato\u201d: una tragedia per uno stato che aspira alla  leadership  del continente, il solo paese africano nel G20 e cooptato nel blocco delle potenze del Sud. \u00c8 in sofferenza anche l\u2019Unione africana. La forzatura di far eleggere alla presidenza della Commissione africana Nkosazana Dlamini-Zuma non \u00e8 bastata a rinvigorire l\u2019Ua, ha incattivito ulteriormente la rivale Nigeria e ha sprecato una risorsa (come ex-ministro non come ex-moglie) per una possibile successione.<br \/>\nAlla base dei \u201cbuchi neri\u201d del 2013 c\u2019\u00e8 sempre la questione irrisolta dello stato. L\u2019origine dello stato africano cos\u00ec come venuto alla luce dopo il colonialismo, con un territorio disegnato sulla base di logiche esterne anzich\u00e9 di processualit\u00e0 interne e con istituzioni d\u2019importazione, ha portato alla definizione di \u201cquasi stato\u201d, che non riguarda solo l\u2019Africa ma che ha in Africa la maggiore diffusione. Lo stato postcoloniale ha adottato un modello che riprende l\u2019esperienza europeo-occidentale ma si \u00e8 tro\u00advato nella neces\u00adsit\u00e0 di adat\u00adtarlo a requi\u00adsiti ambien\u00adtali e storico-culturali che in parte hanno stravolto il modello dege\u00adne\u00adrando in pato\u00adlo\u00adgie per certi versi funzionali a garantire una par\u00advenza di  governance  mettendo in moto un\u2019economia e aggregati informali o decisamente illegali.<br \/>\nI \u201cpoteri forti\u201d alla testa del sistema mon\u00addiale non si pongono seriamente il problema di quale sia il tasso di \u201cesistibilit\u00e0\u201d e \u201csovranibilit\u00e0\u201d dei nuovi stati. Invece di rafforzare gli stati deboli o garantire i diritti delle minoranze nello spazio precostituito, si punta a protettorati a termine pi\u00f9 o meno determinato o alla moltiplicazione di cantoni, mini\u00adstati o quasi-stati senza radici e con legit\u00adti\u00admit\u00e0 incerta per dare un rifu\u00adgio o una spe\u00adranza ai per\u00addenti di oggi (i pos\u00adsi\u00adbili vin\u00adcenti di domani). In Africa \u00e8 acca\u00adduto con l\u2019indipendenza delle pro\u00advince meri\u00addio\u00adnali del Sudan, tea\u00adtro di un riflusso della vec\u00adchia con\u00adtesa dinkanuer. La Soma\u00adlia \u201cpaci\u00adfi\u00adcata\u201d \u00e8 un mosaico di spez\u00adzoni in parte sotto occupazione Straniera. In attesa ci sono il Soma\u00adli\u00adland, la Cire\u00adnaica e forse un Aza\u00adwad allar\u00adgato a tutta l\u2019area ber\u00adbera. Il capo di un\u2019ala del S\u00e9l\u00e9ka, il movi\u00admento che ha por\u00adtato al potere a Ban\u00adgui il poco pre\u00adsen\u00adta\u00adbile Djotodia e che ora sarebbe pas\u00adsato all\u2019opposizione, ha pure minacciato di ritagliarsi uno \u201cstato\u201d nel Nord del Centrafrica.<br \/>\nIl para\u00addosso \u00e8 che que\u00adsta for\u00admula \u201cgri\u201d potrebbe aiutare a sbloccare la que\u00adstione della Cisgiordania e\/o di Gaza dando vita a una parvenza di stato palestinese autonomo dentro la sfera strategica di Israele cos\u00ec come il Kurdistan ira\u00adcheno \u00e8 sotto l\u2019occhio vigile della Turchia e il Somaliland sotto quello altrettanto interessato dell\u2019Etiopia.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nCINA<br \/>\nAPPROVATI ABOLIZIONE CAMPI LAVORO E MODIFICHE POLITICA FIGLIO UNICO<br \/>\nIl comitato permanente del l&#8217;Assemblea Nazionale del Popolo &#8211; massimo organo legislativo della repubblica popolare cinese &#8211; ha sancito l&#8217;abolizione dei campi di lavoro, noti come &quot;campi di rieducazione attraverso il lavoro&quot; e l&#8217;allentamento delle rigide norme che regolano la politica del figlio unico. L&#8217;adozione di queste misure era stata preannunciata nel corso del plenum del Partito comunista lo scorso mese.<br \/>\nCos\u00ec in Cina si potranno avere due figli. La &#8216;politica del figlio unico&#8217; \u00e8 durata 30 anni, fu adottata per tenere sotto controllo la crescita demografica del paese pi\u00f9 popoloso del mondo.<\/p>\n<p>CAMBOGIA<br \/>\nLA POLIZIA MILITARE SPARA SUGLI OPERAI TESSILI CHE CHIEDONO UN AUMENTO \/ E\u2019 di almeno tre morti il bilancio, del tutto provvisorio, della mattanza della polizia militare della Cambogia contro una manifestazione di operai tessili. Da una prima ricostruzione di quanto sta accadendo a Phnom Penh, le forze dell&#8217;ordine hanno prima sparato colpi d&#8217;avvertimento, poi hanno fatto fuoco in direzione dei manifestanti, che da settimane protestano per chiedere un aumento dei salari. Secondo Chan Soveth del gruppo locale per i diritti umani Adhoc, altri sette lavoratori sono stati gravemente feriti. Gli operai sono in protesta da dicembre per ottenere un aumento delle retribuzioni minime a 160 dollari al mese, dagli attuali 80. Il governo di Hun Sen ha promesso di portare i salari a 95 dollari entro il prossimo aprile: una prospettiva che non soddisfa i 650 mila lavoratori tessili cambogiani, spina dorsale del settore che sostiene le esportazioni nazionali.<br \/>\nLa protesta si sovrappone in parte alle manifestazioni del Partito di salvezza nazionale della Cambogia, che lo scorso luglio e&#8217; stato sconfitto di poco in elezioni che crede siano state macchiate da diffuse irregolarit\u00e0. Da allora l&#8217;opposizione e&#8217; scesa in piazza piu&#8217; volte, reclamando la vittoria e chiedendo invano l&#8217;istituzione di una commissione d&#8217;inchiesta sui presunti brogli.<br \/>\n&quot;Hun Sen e il suo governo illegale non possono ignorarci, il popolo oggi mostra la sua volont\u00e0 di cambiamento&quot;, ha detto alla folla Sam Rainsy, leader del &quot;Partito di salvezza nazionale della Cambogia&quot; (Cnrp), che nel voto di luglio ha conquistato 55 seggi contro i 68 del &quot;Partito popolare cambogiano&quot; (Cpp) del premier.<br \/>\nForte del sostegno tra i piu&#8217; giovani, in un Paese in cui il 52% della popolazione ha meno di 25 anni, il Cnrp accusa il governo di essere rimasto al potere solo grazie a diffusi brogli. Le richieste di inchieste indipendenti sul voto e di una uova consultazione elettorale sono state pero&#8217; respinte da Hunen, &quot;uomo forte&quot; che in un modo o nell&#8217;altro governa dal 985.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nSEDICENNE STUPRATA E BRUCIATA. E&#8217; LA FIGLIA DI UN TAXISTA ISCRITTO AL PARTITO COMUNISTA \/ Stuprata e bruciata viva. Ad un anno dalla tragedia della ragazza violentata a morte da un branco su un autobus a New Delhi, l&#8217;India e&#8217; sotto shock per un nuovo episodio di indicibile brutalit\u00e0 e violenza. Una studentessa 16enne e&#8217; stata stuprata per due volte in ottobre a Kolkata, la vecchia Calcutta, per poi essere perseguitata tenacemente dai suoi aggressori, che, preoccupati dalla sua denuncia, l&#8217;hanno alla fine bruciata viva cercando di simulare un suicidio.<br \/>\nL&#8217;autopsia ha poi rivelato che al momento del decesso l&#8217;adolescente era incinta di un mese. Il feto e&#8217; stato prelevato per esami del Dna che<br \/>\npotrebbero essere utili alle indagini. Originaria dello Stato indiano di Bihar, la giovane si era trasferita mesi fa a Madhyamgram, vicino alla capitale del West Bengala, per studiare. L&#8217;incubo si materializza il 26 ottobre quando Chhotu Talukdar, grossista di pesce, propone alla ragazza una passeggiata, portandola invece con l&#8217;inganno in una casa abbandonata dove con cinque amici abusa di lei. Il padre e la madre la cercano per tutta la notte, trovandola al mattino incosciente in un campo. Ne segue una denuncia, e cos\u00ec il violentatore, aiutato dal branco, la sequestra nuovamente con la forza 24 ore dopo, stuprandola in un taxi. I genitori la ritrovano questa volta, stordita e ferita, vicino ad una stazione.<br \/>\nPer poter sfuggire alla persecuzione il padre, un tassista affiliato al sindacato comunista Citu, decide a quel punto di cambiare casa, spostandosi nella zona dell&#8217;aeroporto. Ma le minacce continuano per costringere la famiglia a ritirare la denuncia di stupro.<br \/>\nPoco prima di Natale il dramma. La ragazza viene sequestrata e bruciata. Nonostante i soccorsi la giovane morir\u00e0 dopo una settimana di agonia e in un momento di lucidit\u00e0 riesce a fare i nomi dei suoi assassini. La notizia si diffonde immediatamente e lo stesso 31 dicembre migliaia di manifestanti, aderenti al Partito comunista, intellettuali e esponenti della societa&#8217; civile, scendono in piazza. A tratti anche scontrandosi con le forze dell&#8217;ordine. Le proteste si sono ripetute anche ieri ed oggi, a sottolineare la rabbia per l&#8217;ennesima tragedia a sfondo sessuale fra quelle che ogni giorno inesorabilmente colpiscono le donne indiane. Fortissima la polemica nei confronti della polizia, accusata di aver cercato di chiudere la vicenda in modo troppo sbrigativo, mentre lo scontro divampa anche tra le diverse forze politiche bengalesi. Per l&#8217;India e&#8217; un&#8217;altra pagina nera.<\/p>\n<p>AMERICA CENTROMERIDIONALE<br \/>\nURUGUAY<br \/>\nL\u2019anno di M\u00fajica e dell\u2019Uruguay<br \/>\nIl presidente dell\u2019Uruguay, l\u2019ex guerrigliero Jos\u00e9 \u201cPepe\u201d M\u00fajica, vive in una fattoria alla periferia della capitale Montevideo con sua moglie, la senatrice Luc\u00eda Topolansky, guida un vecchio maggiolino e si dichiara vegetariano sfegatato. Salvo un paio di poliziotti di guardia all\u2019entrata, cosa peraltro molto comune quasi ovunque nelle citt\u00e0 latinoamericane, non si serve di particolari protezioni o scorte e conduce una vita umile e dignitosa, senza eccessi n\u00e9 lussi. M\u00fajica d\u00e0 in beneficienza il 90% del suo stipendio di 12mila dollari al mese, un gesto piccolo rispetto ai costi generali della politica o al bilancio statale, ma di certo molto significativo e simbolico, soprattutto in una regione come il Sud America che \u00e8 al primo posto per le disuguaglianze nella distribuzione del reddito, cio\u00e8 per la breccia tra ricchi e poveri. Per lui questo \u00e8 un modo di \u201crestare libero\u201d e non un escamotage per creare un \u201cpersonaggio\u201d e ottenere riconoscimenti. Infatti, M\u00fajica non ama essere chiamato \u201cil presidente pi\u00f9 povero del mondo\u201d, un titolo affibbiatogli dalla stampa internazionale negli ultimi anni.<br \/>\n\u201cNon sono povero, ma poveri sono quelli che hanno bisogno di molto per vivere, quelli sono i veri poveri\u201d, replica il presidente parafrasando Seneca. Molti reportage e interviste tendono a esaltare il suo stile austero e sobrio, la sua vena contadina e la sua vita da persona \u201cnormale\u201d, in controtendenza con una politica insultante e sempre pi\u00f9 distante dalla gente in tutto il mondo. Tutto vero, ma si parla poco della sua storia politica e combattente, delle prigionie e delle sofferenze e dei successi ottenuti dopo la fine della dittatura che dur\u00f2 dal 1971 al 1984. Quegli anni Pepe li pass\u00f2 prevalentemente in carcere. Fu arrestato quattro volte in quanto membro del Movimiento de Liberaci\u00f3n Nacional-Tupamaros e l\u2019ultima prigionia dur\u00f2 13 anni, per cui fu liberato solo nel 1985 e si reintegr\u00f2 alla vita politica dopo l\u2019approvazione delle leggi di amnistia e il ritorno a un regime democratico.<br \/>\nNel 1989 i Tupamaros entrarono a far parte della coalizione di partiti del Frente Amplio, al governo dal 2004, e si trasformarono nella sua anima maggioritaria e progressista con la fondazione dell\u2019MPP, il Movimiento de Participaci\u00f3n Popular. Pepe fu eletto deputato nel 1994 e poi senatore cinque anni dopo. Durante la presidenza del medico Tabar\u00e9 V\u00e1zquez (2004-2009) M\u00fajica diventa ministro dell\u2019agricoltura, l\u2019allevamento e la pesca ed entra quindi nel primo governo del Frente Amplio. Questa forza politica \u00e8 nata nel 1971, ma \u00e8 stata proscritta e i suoi esponenti perseguitati durante la dittatura. Ad oggi ne fanno parte numerosi partiti, ben sedici liste, in rappresentanza delle principali anime della sinistra ma anche di alcune forze d\u2019ispirazione democristiana e di tradizione liberale.<br \/>\nCoerentemente col suo passato e il suo presente M\u00fajica ha formulato discorsi energici e decisi nei summit internazionali contro il consumismo e il modello di sviluppo capitalista, con le sue espressioni ed eccessi degenerati e aberranti, e a favore dell\u2019integrazione latino-americana e di una rivoluzione culturale ed educativa profonda: \u201cIl mondo \u00e8 prigioniero oggi della cultura della societ\u00e0 dei consumi e ci\u00f2 che sta consumando \u00e8 la vita umana, in quantit\u00e0 tremende\u201d per cui la gente ormai \u201cnon compra con i soldi, ma con il tempo che ha dovuto spendere per avere quei soldi. Non si pu\u00f2 sprecare, quel tempo, va lasciato del tempo alla vita\u201d. Di seguito incorporo un video, sottotitolato all\u2019italiano da Clara Ferri, col discorso tenuto dal presidente uruguaiano alla conferenza della CELAC (Comunit\u00e0 degli Stati Latinoamericani e dei Caraibi) del 26-27 gennaio 2013: http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=gx0S6KoY5gM<br \/>\nIl 22 marzo 2012 il presidente ha letto un discorso in cui lo stato uruguaiano riconosceva pubblicamente la sua responsabilit\u00e0 nelle violazioni ai diritti umani durante la dittatura. In pi\u00f9 occasioni M\u00fajica, insieme a una parte della sua coalizione, ha promosso attivamente sia la revisione che la cancellazione della Ley de Caducidad, la legge che nel 1986 concesse l\u2019amnistia ai repressori del regime dittatoriale, ma le misure adottate dal parlamento hanno subito in varie occasioni la bocciatura da parte della Corte Suprema (Costituzionale) che ne ha annullato gli effetti. Quindi la questione resta ancora in sospeso e, nonostante l\u2019appoggio di Onu e Corte Interamericana dei Diritti Umani, sembra difficile che M\u00fajica e la sua maggioranza, divisa su questo punto, riescano a trovare una soluzione e far riaprire i processi proprio a pochi mesi dalle prossime elezioni presidenziali.<br \/>\nAndando oltre i discorsi e le dichiarazioni, la novit\u00e0 rappresentata dall\u2019esperienza dei governi del Frente Amplio e specialmente di Jos\u00e9 M\u00fajica risiede nei fatti concreti, nella politica sociale ed economica, rivolte verso i pi\u00f9 poveri, e nelle misure coraggiose approvate negli ultimi anni che stanno cambiando il volto del paese sudamericano e ravvivando le speranze dell\u2019ondata progressista in America Latina.<br \/>\nSicuramente i provvedimenti pi\u00f9 trascendenti, che sono stati anche al centro delle cronache e delle inevitabili polemiche internazionali, sono quelli dell\u2019anno che s\u2019\u00e8 appena concluso e che riguardano i matrimoni tra persone dello stesso sesso e la legalizzazione della marijuana.<br \/>\nNello scorso mese di dicembre \u00e8 stata promulgata la legge che legalizza e regola la produzione, il consumo e la vendita di marijuana nel paese, primo e unico caso in America Latina. Il consumo era gi\u00e0 permesso, anche in luogo pubblico, ma restavano dei vuoti per le altre attivit\u00e0 che da quest\u2019anno saranno sotto il controllo statale. L\u2019Uruguay \u00e8 il primo paese al mondo a mettere sotto il controllo dello stato tutti gli aspetti legati alla vendita e produzione di cannabis e dei suoi derivati attraverso la creazione di un Istituto per la Regolazione e il Controllo della Cannabis dipendente dal Ministero della Salute. Potranno comprarla in farmacie autorizzate gli uruguaiani e gli stranieri residenti maggiori di 18 anni, ma potranno anche coltivarla privatamente (al massimo sei piante e 480 grammi di raccolto all\u2019anno) o in club speciali riservati agli iscritti con un minimo di 15 soci e un massimo di 45.<br \/>\nSi potranno portare con s\u00e9 o acquistare al massimo 40 grammi al mese. Il prezzo non \u00e8 ancora stato definito, ma si pensa per esempio a una media di un dollaro al grammo per poter competere con l\u2019attuale mercato illegale. Le persone che la coltivano in casa e i grossi produttori legali del mercato nazionale dovranno ricevere una licenza statale ed essere registrati. Chiaramente i coltivatori uruguaiani potranno esportare semi e piante nei paesi in cui l\u2019uso medicinale o ricreativo della marijuana \u00e8 permesso, per esempio negli stati nordamericani di Washington e del Colorado dove dal 1 gennaio \u00e8 permesso il consumo.<br \/>\nIl governo far\u00e0 dei piani di prevenzione e sensibilizzazione ed \u00e8 stata vietata la pubblicit\u00e0 della marijuana, come succede gi\u00e0 con il tabacco in numerosi paesi. Sebbene l\u2019Uruguay non sia uno dei paesi pi\u00f9 colpiti dalla violenza della \u201cguerra alla droga\u201d, promossa ipocritamente di paesi proibizionisti come gli Usa e adottata massicciamente come politica di sicurezza nazionale, per esempio, dal Messico e dalla Colombia, la presenza del narcotraffico costituisce un problema grave, considerando anche che i paesi del Corno Sud sono tra i principali punti di transito e d\u2019imbarco della coca diretta in Europa via Africa e Suez.<br \/>\nUna soluzione pragmatica e alternativa, seppur sperimentale, come ha ribadito lo stesso M\u00fajica, rispetto alle fallimentari ingerenze statunitensi nella regione e alle politiche nazionali repressive e militari, corresponsabili di centinaia di migliaia di morti in America Latina, viene quindi da un piccolo paese che ha saputo sfidare l\u2019opposizione interna delle destre e quella della comunit\u00e0 internazionale, in particolare dell\u2019Onu e del suo Ufficio su droga e crimine, l\u2019Unodc, secondo cui si starebbe violando la Convenzione sugli Stupefacenti del 1961.<br \/>\nE anche gli Usa hanno intimato il rispetto della Convenzione e degli impegni internazionali mentre al loro interno i cittadini di due stati hanno scelto di legalizzare l\u2019uso ricreativo della marijuana, sancendo una svolta storica a livello culturale e di politiche pubbliche. Ma l\u2019Uruguay va avanti e se l\u2019esperimento avr\u00e0 successo (o comunque sia, in realt\u00e0), avr\u00e0 molto da insegnare al continente e al mondo e propizier\u00e0 il ripensamento dei dogmi sul traffico e il consumo di stupefacenti che risalgono alla met\u00e0 del secolo scorso e che hanno permesso soprattutto agli Stati Uniti, mossi dalla politica della guerra alla droga, di giustificare il loro enorme potere d\u2019ingerenza negli affari continentali.<br \/>\nSempre nel 2013 \u00e8 stata promulgata anche la Legge del Matrimonio Egualitario per cui le coppie di persone dello stesso sesso potranno sposarsi ed \u00e8 prevista \u201cl\u2019unione di due contraenti, qualunque sia la loro identit\u00e0 di genere o orientamento sessuale, negli stessi termini, con gli stessi effetti e forme di scioglimento che stabilisce il Codice Civile\u201d, recita il testo della norma. S\u2019\u00e8 anche deciso che il cognome dei figli delle coppie omosessuali sar\u00e0 stabilito da un accordo tra i due coniugi o da un sorteggio in mancanza di un accordo. Inoltre \u00e8 stato fissato il diritto dei figli a riconoscere il loro padre biologico nel caso in cui la madre, sposata con un\u2019altra donna, lo abbia concepito con un uomo e non in vitro.<\/p>\n<p>L\u2019Uruguay nel 2012 \u00e8 diventato il primo paese sudamericano a permettere una depenalizzazione ampia dell\u2019aborto, ora permesso nelle prime 12 settimane di gestazione dalla nuova Legge sul\u2019Interruzione Volontaria della Gravidanza. In America Latina esistono norme simili solamente a Cuba, a Citt\u00e0 del Messico, nella Guyana e a Porto Rico. M\u00fajica spieg\u00f2 in quell\u2019occasione che depenalizzare \u201csembra molto pi\u00f9 intelligente che proibire\u201d, infatti, se \u201clasciamo sole le donne, se non ce ne curiamo e non diamo loro sostegno, la cosa va male\u201d.<\/p>\n<p>Vista la spiccata vocazione rurale, forestale e turistica dell\u2019Uruguay, con l\u201984,6% del territorio dedicato all\u2019agricoltura (primo posto al mondo) e la storica importanza dell\u2019allevamento, anche in seguito all\u2019incremento esponenziale negli ultimi anni del valore della terra, la stessa \u00e8 considerata come un elemento strategico fondamentale per cui il governo M\u00fajica ha proposto una legge che limita l\u2019acquisto di terre da parte di imprese o gruppi in cui vi sia la partecipazione di un paese straniero come socio investitore. L\u2019obiettivo \u00e8 salvaguardare la sovranit\u00e0 alimentare e delle risorse naturali del paese, in controtendenza con quanto accade in altre realt\u00e0 come l\u2019Italia e il Messico, dove la svendita di spiagge e terreni o del patrimonio artistico e immobiliare si \u00e8 trasformata in una soluzione facile per i problemi di bilancio o per ottenere l\u2019approvazione di agenzie di rating, troike e business community internazionale. Il problema \u00e8 che i conti si risanano per un anno o due, gli interessi sul debito si ripagano per un po\u2019, per\u00f2 il patrimonio che viene alienato, invece di essere reso produttivo e valorizzato, \u00e8 perso per sempre.<br \/>\nNel 2012 \u00e8 stata approvata la legge sulla donazione degli organi, pensata per ridurre in breve tempo la lunga lista d\u2019attesa di pazienti in attesa di trapianti, stabilisce che ciascuno dei tre milioni e 400mila uruguaiani diventa un potenziale donatore di organi dopo il decesso, a meno che esplicitamente non decida il contrario e, nel caso dei minorenni, ci vuole il consenso del rappresentante legale.<br \/>\nAlle elezioni presidenziali e parlamentarie dell\u2019ottobre di quest\u2019anno il candidato del Frente Amplio sar\u00e0 l\u2019ex presidente Tabar\u00e9 V\u00e1zquez che, dopo un quinquennio di pausa, ha annunciato recentemente la sua ridiscesa in campo. Pi\u00f9 moderato rispetto a Mujica, che non pu\u00f2 candidarsi a un secondo mandato per proibizione espressa della costituzione, e legato all\u2019FMI, in quanto parte del Gruppo di Consulenti Regionale del Fondo per l\u2019emisfero occidentale, il sessantanovenne Vazquez e il Frente sono in testa nei sondaggi. Nel 2008 V\u00e1zquez aveva mostrato il suo lato conservatore bloccando la legge sull\u2019interruzione volontaria della gravidanza, anche se dal punto di vista economico nel 2007 aveva implementato una riforma fiscale progressiva che ha prodotto una diminuzione della povert\u00e0 e delle disuguaglianze.<br \/>\nInoltre, nonostante le misure \u201ceterodosse\u201d rispetto al dogma neoliberista, i governi del Frente hanno ottenuto buoni risultati economici con il PIL in crescita del 126% dal 2000 al 2011 (anche se una parte di questa crescita ricade negli anni del governo precedente) e del 5,7% e 3,8% nel 2011 e 2012. La riduzione della povert\u00e0 \u00e8 stata impressionante, dal 40% della popolazione nel 2005 al 12,5% nel 2012. La povert\u00e0 estrema o indigenza \u00e8 stata quasi azzerata. Statistiche a parte, non sembra comunque che ci siano intenzioni da parte del Frente e del suo candidato di fare marcia indietro sulle conquiste sociali dell\u2019amministrazione M\u00fajica, ma il loro destino evidentemente dipender\u00e0 anche dalla difesa che ne faranno la societ\u00e0 e i movimenti oltre che dai risultati elettorali.<br \/>\nEmir Kusturica si appresta a girare un documentario sulla vita di Pepe M\u00fajica. Mentre aspettiamo l\u2019uscita del film, resta meno di un anno di governo al presidente guerrigliero per consolidare l\u2019opera riformatrice che ha messo l\u2019Uruguay al centro del mondo e ne ha fatto uno dei punti di riferimento in America Latina. Con l\u2019augurio che anche i prossimi continuino ad essere gli anni di M\u00fajica e dell\u2019Uruguay.<\/p>\n<p>CHIAPAS<br \/>\n\u00abYA BASTA\u00bb, IL GRIDO DEGLI INDIGENI DOPO I BOTTI DI CAPODANNO \/ EZLN. CAMMINARE DOMANDANDO, DALLA RIVOLTA ALLA RESISTENZA \/ VENT\u2019ANNI FA, IN CHIAPAS, L\u2019URLO ZAPATISTA NELLA NOTTE DI CAPODANNO: \u00abYA BASTA!\u00bb.<br \/>\nAdesso basta, grida un esercito indigeno, prevalentemente composto da contadini, nel sud del Messico. D\u00e0 l\u2019assalto a quattro municipi \u2013 San Cristobal de Las Casas, Altamirano, \u00abYa Basta\u00bb, il grido degli indigeni dopo i botti di capodanno cent\u2019anni fa, in Chiapas, l\u2019urlo zapatista nella notte di capo\u00addanno: \u00abYa Basta!\u00bb. Adesso basta, grida un esercito indigeno, pre\u00advalentemente composto da contadini, nel sud del Messico. D\u00e0 l\u2019assalto a quat\u00adtro municipi \u2013 San Cristobal de Las Casas, Altamirano, Ocosingo, Las Margaritas \u2013 e ne occupa per poco altri tre. Poi se ne va da San Cristobal senza problemi, il 2 gen\u00adnaio, evi\u00adtando lo scon\u00adtro con i mili\u00adtari, che intanto stanno bombardando le comu\u00adnit\u00e0. A Ocosingo e nei pressi di Rancho Nuevo, sede della pi\u00f9 importante base militare della regione, invece, gli insorti devono combattere e subire perdite. Fa cos\u00ec la sua comparsa l\u2019Esercito zapatista di liberazione nazionale (Ezln) e il sub\u00adco\u00adman\u00addante Marcos, con tanto di pipa e passamontagna. L\u2019Ezln \u00e8 nato il 17 novem\u00adbre del 1983 nella Selva Lacandona, fon\u00addato dal comandante German e da un manipolo di donne e uomini in maggioranza indigeni e meticci. Proviene per\u00f2 da un gruppo guevarista attivo nel nord del paese fin dal 1969, le Fuerzas de liberacion nacional (Fln), che si \u00e8 poi radicato nel Chiapas e nelle regioni vicine dalla fine degli anni \u201870. Un\u2019organizzazione con un classico programma marxista-leninista, che prevedeva la presa del potere politico e l\u2019instaurazione di \u00abuna repubblica popolare e del socialismo\u00bb. La storia dell\u2019Ezln pren\u00adder\u00e0 invece un\u2019altra strada, segnando fin dai suoi primi passi una distanza dalle rivoluzioni di stampo novecentesco. L\u2019insurrezione, si sapr\u00e0 in seguito, intendeva per\u00f2 di estendersi ai vicini stati di Oaxaca, Tabasco e fino alla capitale, fidando nell\u2019appoggio della popolazione. Un obiettivo, quindi, nazionale, che avanza allora undici richieste (\u00ablavoro, terra, casa, alimentazione, salute, istruzione, indipendenza, libert\u00e0, demo\u00adcra\u00adzia, giustizia, pace\u00bb) ed esige la destituzione di Carlos Salinas de Gortari (il \u00abdittatore\u00bb), eletto nel 1988 con un\u2019enorme frode. \u00c8 stato lui a por\u00adtare il paese verso il Trattato di libero com\u00admer\u00adcio con gli Stati uniti e il Canada (Nafta) e alla riforma dell\u2019articolo 27 della costituzione, nel 1992. Un balzo all\u2019indietro a prima della Rivoluzione messicana, che sancisce la fine della riforma agraria e provoca mani\u00adfestazioni e marce.<br \/>\nIl 12 ottobre, la forza degli zapatisti \u00e8 gi\u00e0 evidente a San Cristobal de Las Casas tra le 10.000 persone che manifestano con l\u2019Alianza nacio\u00adnal campesina indipendente Emi\u00adliano Zapata (Anciez) e tirano gi\u00f9 la sta\u00adtua del conquistador Diego de Mazariegos. Marcos dir\u00e0 poi che durante quelle mobilitazioni, tra settembre e gennaio, le comunit\u00e0 decidono di pas\u00adsare alla lotta armata e che la via della Selva ha avuto la meglio su quella urbana: il movimento \u2013 sostiene Marcos \u2014 aveva allora un ampio sostegno, per\u00f2 la societ\u00e0 mes\u00adsi\u00adcana non chie\u00addeva agli zapatisti guerra ma pace e nego\u00adziato. Da qui la lunga rifles\u00adsione dell\u2019Ezln che lo porter\u00e0 a optare sempre pi\u00f9 per una lotta politica \u00abche va dal basso verso l\u2019alto\u00bb, alimentata da pause e metafore, circolarit\u00e0 e cyber comunicazione.<br \/>\nUn mese dopo quella prima insorgenza prende avvio la trattativa tra governo e Ezln che por\u00adter\u00e0 agli accordi di San Andr\u00e9s su \u00abDiritti e cultura degli indigeni\u00bb, firmati il 16 febbraio del \u201996. Un punto, per\u00f2, sempre disat\u00adteso dal governo nel corso di questi vent\u2019anni e nono\u00adstante i nume\u00adrosi ten\u00adta\u00adtivi degli zapa\u00adti\u00adsti per \u00abandare al di l\u00e0 dello specchio truccato della realt\u00e0\u00bb (come disse Marcos allo scrit\u00adtore Manuel Vazquez Montalban).<br \/>\nIntanto, quell\u2019iniziale programma \u00e8 a suo modo andato avanti nei territori autonomi zapatisti. Contro venti e maree e a dispetto della forte repres\u00adsione che continua a colpire le comunit\u00e0. La \u00abmaschera\u00bb del subcomandante \u00e8 entrata nell\u2019immaginario internazionale. Colto, ironico, figlio della borghesia, l\u2019uomo con la pipa ha nel frattempo squadernato a scrittori e giornalisti i suoi giudizi politici e la sua filosofia del \u00abcamminare domandando\u00bb, \u00abin basso e a sinistra\u00bb e senza pensare a prendere il potere. In questi giorni, nel suo ultimo comunicato ha attaccato la stampa asservita ai poteri forti. E i giornalisti non possono entrare all\u2019\u00abescuelita\u00bb zapatista.<br \/>\nIntanto, il Messico \u00e8 sempre nella morsa del neoliberismo. Il Nafta, i nuovi accordi del Paci\u00adfico e la svendita del petrolio pubblico sono al cen\u00adtro delle politiche di Pe\u00f1a Nieto. Le manifestazioni si susseguono. Il paese conta una quindicina di guerriglie. La pi\u00f9 presente, l\u2019Esercito popolare rivoluzionario (Epr), di orientamento marxista-leninista, ha anche un suo braccio legale ed \u00e8 nata due anni dopo l\u2019insurrezione zapatista. In altre parti dell\u2019America latina, si scommette sul \u00absocialismo del XXI secolo\u00bb messo in moto da Hugo Ch\u00e1vez in Venezuela. La ribellione civico-militare del Comandante, nel 92, \u00e8 stato l\u2019altro grande spartiacque di fine secolo, che ha rimesso al centro della scena gli ultimi degli ultimi. E ha riaperto la strada che sembrava chiudersi con la fine dell\u2019Unione sovietica.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nNEW YORK<br \/>\nKATRINA: CASE DONO BRAD PITT MARCISCONO<br \/>\n&#8211; La fondazione no profit &#8216;Make it Right&#8217;, creata dall&#8217;attore Brad Pitt per aiutare la popolazione colpita nel 2005 dall&#8217;uragano Katrina, a New Orleans, finisce nell&#8217;occhio del ciclone. Gran parte delle case di legno realizzate con i fondi raccolti, infatti, starebbe gia&#8217; marcendo &#8211; o quasi &#8211; a causa dell\u2019umidit\u00e0. A pochi anni dalla loro realizzazione.<br \/>\nA riportarlo e&#8217; la stampa locale, che parla di almeno 30 abitazioni su 100 che hanno bisogno di lavori di ristrutturazione all&#8217;esterno e all&#8217;interno.<br \/>\nNYC<br \/>\nSUPERTEMPESTA USA FA 16 MORTI, IN ARRIVO NUOVO GELO \/ Atteso crollo temperature in molti Stati nei prossimi giorni<br \/>\nSale ad almeno 16 il bilancio delle vittime della supertempesta che si e&#8217; abbattuta sul nordest degli Stati Uniti, portando neve e temperature polari in almeno 22 Stati. Il pericolo maggiore in queste ore &#8211; ripetono le autorita&#8217; &#8211; e&#8217; il ghiaccio, che rende molto rischiosa la circolazione sulle strade. In alcune zone le temperature sono vicine ai 30 gradi sotto lo zero.<br \/>\nA New York, dove l&#8217;emergenza neve sembra finita, la temperatura in serata e&#8217; di 10 gradi sotto lo zero.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20140105 09:55:00 guglielmoz ITALIA &#8211; SETTANT&#8217;ANNI FA L&#8217;ECCIDIO DEI FRATELLI CERVI. LE INIZIATIVE &quot;PER NON DIMENTICARE&quot; \/ Settant\u2019anni fa, all&#8217;alba del 28 dicembre 1943, nel <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11654\" title=\"10991 1. 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