{"id":11652,"date":"2017-04-15T19:06:07","date_gmt":"2017-04-15T17:06:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10989-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-28-dic-2013-a-tutti-buon-anno\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:07","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:07","slug":"10989-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-28-dic-2013-a-tutti-buon-anno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11652","title":{"rendered":"10989 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal mondo 28 dic 2013  &#8211;              A TUTTI BUON ANNO"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20131228 14:22:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; La verit\u00e0 sulle pensioni che i media corrivi al potere nascondono. Districarsi nelle poste del bilancio dello Stato e degli Enti non \u00e8 agevole.<br \/>\nVATICANO  &#8211; Il conflitto in Siria, denuncia il Papa, ha spezzato &quot;troppe vite&quot;, si risparmino &quot;altre sofferenze al popolo&quot;, &quot;le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l&#8217;accesso agli aiuti umanitari&quot;. Preghiamo anche con i credenti di altre fedi, per la pace in Siria.<br \/>\nEUROPA \u2013 GRECIA. ATENE. Crisi, il natale in Grecia: in fila per riconsegnare le targhe delle automobili<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE &#8211; Cisgiordania\/Gerusalemme.  Natale di guerra di Israele tra nuovi insediamenti, razzi assassini e distruzioni di case  Nuove costruzioni negli insediamenti, e cinque batterie anti-missile a protezione del Sud del paese.<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211;<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; Colombia. La sporca guerra usa: contro le farc bombe teleguidate. La Cia ha aiutato la Colombia ad uccidere almeno una ventina di leader ribelli delle farc. A sostenerlo \u00e8 il Washington post<br \/>\nLeonardo Boff \/ DIRITTI  UMANI un ANNO di VIOLAZIONE senza confini. Dalla vigliaccheria dei droni al cibo, in che mondo viviamo.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE \u2013 USA \/ Colorado\/Denver \/ Dal Primo Gennaio Marijuana Per Uso Ricreativo. Folle A Denver &#8211; La Marijuana A Uso Ricreativo Diventer\u00e0 Legale Nello Stato Americano Del Colorado Il 1 Gennaio.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nLA VERIT\u00c0 SULLE PENSIONI CHE I MEDIA CORRIVI AL POTERE NASCONDONO. DISTRICARSI NELLE POSTE DEL BILANCIO DELLO STATO E DEGLI ENTI NON \u00c8 AGEVOLE. Anche il bilancio sociale dell\u2019Inps non \u00e8 di facile comprensione, elaborato e pubblicato per rendere chiare le funzioni, le attivit\u00e0, lo stato economico del principale ente previdenziale pubblico.<br \/>\nIl primo dato di quel bilancio che dovrebbe indignare \u00e8 rappresentato da quei 7 milioni e 200 mila pensionati, il 43% del totale, che percepiscono meno di 1.000 \u20acuro al mese e di questi 2 milioni e cinquecentomila meno di 500 \u20acuro. Una parte di questi anziani, in maggioranza donne, vive in povert\u00e0, altri vi stanno precipitando. La legge di stabilit\u00e0 ignora queste persone, le loro sofferenze e preoccupazioni: per il Governo ed i partiti che lo sostengono non esistono.<br \/>\nIl secondo rappresentato dal fondo dei lavoratori dipendenti e quello dei precari che sono in attivo malgrado siano diminuiti gli iscritti all\u2019Inps ed aumentati i disoccupati. Il fondo lavoratori dipendenti nel 2012 chiude con un attivo di un miliardo e 351 milioni e quello dei precari di 8 miliardi e settecentosedici milioni. Fino al 2011 anche i fondi per gli ammortizzatori sociali erano in attivo. Questi fondi risultano con avanzi consistenti da anni, ma l\u2019attivo non \u00e8 stato utilizzato per aumentare gli assegni pensionistici che, per la crescita del costo della vita perdono non meno del 2% ogni anno. L\u2019avanzo \u00e8 servito invece a coprire i deficit di altri fondi come quello dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori), del clero, dei dirigenti di azienda, degli ex fondi speciali (elettrici, trasporti, telefonici\u2026) per circa 20 miliardi ogni anno. Nel 2012 il bilancio dell\u2019Inps \u00e8 andato in rosso in quanto ha assorbito l\u2019Enpals ed il pubblico impiego, quest\u2019ultimo ente ha caricato sull\u2019Inps un deficit di 7 miliardi e 617 milioni per il 2012 e circa 17 miliardi di passivit\u00e0 pregressa maturata per il mancato versamento da parte dello Stato dei contributi dei suoi dipendenti. Il disavanzo complessivo dell\u2019Inps per il 2012 ammonta a 9 miliardi e 865 milioni e diventer\u00e0 un argomento per giustificare altri tagli al sistema pensionistico.<br \/>\nProviamo a chiarire alcune altre questioni. Si continua a sostenere, anzi si da per scontato, che gli importi degli assegni pensionistici siano spesa pubblica a carico delle collettivit\u00e0: \u00e8 una menzogna spudorata! Si ignora volutamente che gli assegni pensionistici sono coperti dai contributi che vengono versati all&#8217;Inps, contributi che sono parte del salario: con i contributi si pagano le pensioni senza che lo Stato apra i cordoni della borsa.<br \/>\nSi continua a sostenere che le pensioni incidono eccessivamente sul Pil rispetto a quanto avviene negli altri paesi europei. Se continua a diminuire il Pil \u00e8 ovvio che cresce l\u2019incidenza della spesa pensionistica. \u00c8 bene anche si sappia che in Italia il Tfr \u00e8 conteggiato come spesa pensionistica e che sulle pensioni vi \u00e8 un prelievo fiscale di circa 34 miliardi annui mentre negli altri paesi la pensione \u00e8 esente o tassata simbolicamente. Quello scandaloso 13% (pensioni \u2013 Pil) scende all\u2019 8-9%.<br \/>\n\u00c8 desolante che si continui con la commedia degli equivoci, imbrogliando, facendo di palesi verit\u00e0 carta straccia. Ne sono complici le forze politiche salvo rare eccezioni, i sindacati confederali e dei pensionati, stampa e televisione. A pagare sono i pensionati e quanti si pensioneranno nei prossimi anni.<br \/>\nQueste note sulle pensioni saranno, come \u00e8 norma, ignorate dai mass-media. Non saranno contestate n\u00e9 dai partiti, ne dai sindacati, n\u00e9 dagli esperti. Le stesse trasmissioni cosiddette di approfondimento ignorano le pensioni e gli argomenti di carattere sociale.<br \/>\nA Rifondazione Comunista \u00e8 precluso lo schermo televisivo. Le idee e proposte fuori dal coro non hanno spazio nell&#8217;Italia delle grandi o piccole intese.<br \/>\nLa pensione \u00e8 un diritto, un patto tra le generazioni, unisce la classe, \u00e8 fortemente solidale ma non \u00e8 funzionale alla cosiddetta \u201cresponsabilizzazione dei singoli\u201d, alla diminuzione della contribuzione a carico delle aziende, ai mercati finanziari. L\u2019elezione di Renzi a segretario del Pd \u00e8 una spinta forte ad intervenire sulle pensioni di anzianit\u00e0 e di reversibilit\u00e0, ne ha parlato pi\u00f9 volte nelle sue esternazioni. Negli ultimi anni si \u00e8 avviata la costruzione di un sistema pensionistico che rompe il rapporto salario-pensioni ed \u00e8 basato sulla previdenza integrativa e sull\u2019assistenza per gli anziani ed i poveri. Vincono le forze politiche maggiormente legate alla chiesa cattolica che puntano a sostituire i diritti e le certezze con la carit\u00e0. Il quadro \u00e8 fosco, ma se non si rovescia il banco le prospettive per la terza et\u00e0 diventano sempre pi\u00f9 nere.<\/p>\n<p>NAPOLI.<br \/>\nPERDE IL LAVORO E SI D\u00c0 FUOCO: \u00c8 MORTO<br \/>\nPerde il lavoro e si d\u00e0 fuoco: \u00e8 morto \u00c8 morto nella notte dopo quattro giorni di agonia all&#8217;ospedale Cardarelli di Napoli Fausto Genovese, il disoccupato di 28 anni, di Potenza, che si era dato fuoco nei giorni scorsi a Vaglio di Basilicata (Potenza) per la disperazione dopo aver perso il posto di lavoro. L&#8217;uomo aveva riportato ustioni sull&#8217;85% del corpo e le sue condizioni sin dal primo momento erano apparse critiche ai medici dell&#8217;ospedale partenopeo dove era stato ricoverato<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nJOB ACT, DUBBI E PERPLESSIT\u00c0 NEL PD DA PARTE DEI &#8216;GIOVANI TURCHI&#8217;. I &#8216;Giovani Turchi&#8217; bocciano il &#8216;Job act&#8217; di Matteo Renzi. In un articolo a firma dei deputati Fausto Raciti, Valentina Paris, Chiara Gribaudo e Matteo Orfini sulla rivista &#8216;Left Wing&#8217; vengono espressi non pochi dubbi sulla proposta di rilancio occupazione del segretario del Pd che \u2013 si legge &#8211; &quot;rischia di cadere nello stesso errore&quot; della &quot;Fornero: camminare sulla testa dei meccanismi che regolano il mercato del lavoro (i contratti), anziche&#8217; sulle gambe della crescita e cosi&#8217; di essere, nella migliore delle ipotesi, inutile&quot;. Gli autori del documento pubblicato su &#8216;Left Wing&#8217; non nascondono le proprie &quot;perplessit\u00e0&#8217;&quot; sulle &quot;ricette che dovrebbero comporre il cosiddetto job act&quot; e sulle &quot;misure varate dal governo con l&#8217;ultima legge di stabilita&#8217;&quot;. &quot;Tagliare il cuneo fiscale e rendere le regole del lavoro meno macchinose&quot; non &quot;sarebbero le soluzioni a buona parte dei nostri problemi&quot; in quanto &#8211; scrivono &#8211; &quot;in nessuno dei due casi la dinamica occupazionale registrera&#8217; lo shock positivo auspicato&quot;. &quot;Non significa &#8211; precisano &#8211; che le misure in questione siano prive di qualsiasi utilit\u00e0, ma che, dovendo scegliere, non sono la priorit\u00e0&quot;. Le critiche maggiori si concentrano sul &#8216;Job act&#8217; proposto da Renzi. &quot;L&#8217;ipotesi di contratto di inserimento a tempo indeterminato, se da una lato va nella direzione giusta, dall&#8217;altro lascia almeno due fronti aperti &#8211; si legge nel documento &#8211; In primo, la copertura statale dei contributi per i primi tre anni non risolve il pericolo di ricircolo dei lavoratori&quot;. Il secondo fronte sarebbe quello della &quot;riforma degli ammortizzatori&quot;: &quot;Desta un certo stupore &#8211; si legge \u2013 che si immagini di sostituire quelli attuali con un sussidio di disoccupazione universale a parit\u00e0 di risorse&quot;. Infine, vengono espresse perplessit\u00e0 sulla &quot;enfasi posta sulla formazione&quot;: senza interventi migliorativi, &quot;rischia di essere solo la riproposizione dell&#8217;attuale sistema, contribuendo a mantenere competenze &#8211; e salario &#8211; schiacciati verso il basso&quot;.<br \/>\nSecondo i &#8216;Giovani Turchi&#8217;, &quot;per cominciare a restituire dignit\u00e0 al lavoro, occorrerebbe stabilire che ogni tipologia contrattuale preveda la copertura per malattia e maternit\u00e0, a prescindere da durata e retribuzione prevista&quot; per prestazione.<br \/>\nPer evitare che &quot;l&#8217;aumento dei costi per le imprese finisca per scaricarsi sulla busta paga del lavoratore&quot; \u2013 suggeriscono Orfini ed i suoi colleghi &#8211; si puo&#8217; valutare l&#8217;introduzione di un &#8216;equo compens\u00f2 per le professioni non coperte da contrattazione collettiva, affiancato dalla possibilit\u00e0 di concertare con i sindacati la retribuzione minima per professionalit\u00e0 omogenee, non su scala nazionale, ma su base territoriale&quot;. &quot;Le opzioni per recuperare le risorse necessarie a finanziare il piano straordinario per l&#8217;occupazione sono due &#8211; si legge &#8211; Agire sulla leva fiscale chiedendo un contributo maggiore a chi ha di piu&#8217;, oppure, rimanendo dentro il vincolo del 3 per cento nel rapporto deficit\/pil, recuperare qualche decimale rispetto al 2,5% previsto per il 2014&quot;. &quot;Nella situazione drammatica del paese, un &#8216;job act&#8217; che non potesse rivendicare un impatto positivo sul tasso di occupazione rischierebbe di essere un boomerang. Ma per creare lavoro occorre superare i tab\u00f9 che in questo ventennio hanno impedito di considerare gli investimenti pubblici diretti a generare occupazione una opzione possibile&quot;.<\/p>\n<p>BARI,<br \/>\nLA BATTAGLIA &quot;IN SOLITARIO&quot; DI PINO PER IL REDDITO DI CITTADINANZA<br \/>\nHa iniziato lo sciopero della fame &quot;il 24 dicembre&quot;, e dichiara &quot;di continuare a oltranza finche&#8217; il governo non riconoscer\u00e0, a lui e a tutte le persone indigenti, il reddito di cittadinanza&quot;. A protestare e&#8217; il barese Pino Abbatescianni, 47 anni, che per &quot;quattro mesi ha vissuto in un tenda su una spiaggia&quot; di Bari, dopo &quot;aver perso il lavoro&quot;. &quot;Da sei giorni&quot;, spiega Pino, &quot;il Comune di Bari mi ha trovato una sistemazione temporanea in una casa per anziani a Triggiano&quot;.<br \/>\nIn passato l&#8217;amministrazione comunale ha offerto ad Abbatescianni la possibilit\u00e0 di stare nei dormitori e nelle diverse strutture cittadine per l&#8217;accoglienza dei senza tetto, ma Pino ha rifiutato per motivi legati alle &quot;apnee notturne&quot; di cui dichiara di soffrire. &quot;Ma ora&quot;, aggiunge Abbatescianni, &quot;porto avanti la mia battaglia per il diritto alla vita di tutti gli invisibili e non moller\u00f2 fino a che non avremo tutti ottenuto il reddito di cittadinanza&quot;. Oggi Pino e&#8217; davanti alla sede della Caritas di Bari vecchia. &quot;Ma la mia protesta &#8211; conclude &#8211; nei prossimi giorni si sposter\u00e0 in altri posti dove si trovano le persone piu&#8217; deboli di cui voglio difendere i diritti diventando la loro voce&quot;. Tre i punti rivendicati da Pino in dichiarazioni pubbliche, e in manifestazioni che lui stesso definisce a difesa degli \u201cinvisibili\u201d: casa, lavoro o, in alternativa, reddito di cittadinanza. \u201cNon vedo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 qualcuno che ha tutto e altri non hanno niente, letteralmente\u201d.<br \/>\nIn una lettera Pino scrive: \u201cIl diritto alla vita e alla dignit\u00e0 non \u00e8 un optional ma \u00e8 l&#8217;unica condizione che fa di uno Stato un vero Stato. Chiedo che mi siano concessi i diritti che fino ad oggi mi sono stati negati dal sindaco di Bari. Negati a me e a chi, come me, per un motivo o per l&#8217;altro ha perso tutto\u201d. Inoltre, aggiunge di aver \u201cpagato le tasse, ma quando ho avuto bisogno lo Stato non c&#8217;era pi\u00f9. Al sindaco e alle istituzioni non chiedo pi\u00f9 nulla, mi affido alla generosit\u00e0 dei cittadini\u201d. \u201cHo necessit\u00e0 soltanto di ripartire, di avere un aiuto per riuscire a passare l&#8217;inverno, poi &#8211; conclude &#8211; con le mie mani ce la far\u00f2 ad andare avanti e uscire da questo incubo\u201d.<br \/>\nMILANO<br \/>\nMANNHEIMER, SONO PENTITO RESTITUIR\u00d2 AL FISCO TUTTO IL DOVUTO \/ SONDAGGISTA INDAGATO PER FRODE DA 7 MLN, &#8216;MI SPIACE FATTI GRAVI&#8217;<br \/>\nRenato Mannheimer restituir\u00e0 al Fisco &#8221;tutto quanto dovuto&#8221;, ossia la cifra che gli viene contestata come presunta evasione fiscale. Lo afferma in una nota lo stesso sondaggista, indagato dalla Procura di Milano per associazione a delinquere finalizzata a una frode fiscale da 7 mln di euro. Nel comunicato il presidente dell&#8217;Ispo, fa riferimento all&#8217;interrogatorio reso, dopo un invito a comparire firmato dal pm Adriano Scudieri, il 19 dicembre e di cui ha dato notizia oggi &#8216;la Repubblica&#8217;.<br \/>\nNella nota Mannheimer spiega di aver risposto &#8221;con franchezza a tutte le domande&#8221; del pm e di aver compreso &#8221;appieno la natura delle contestazioni che gli sono rivolte&#8221;. Davanti al pm, inoltre, il sondaggista, difeso dall&#8217;avvocato Mario Zanchetti, ha manifestato &#8221;vivo dispiacere e sincero pentimento per essersi lasciato coinvolgere in atti di particolare gravit\u00e0&#8221;. E si \u00e8 detto &#8221;intenzionato a fare in modo che sia restituito al fisco tutto quanto dovuto&#8221;, tanto che si \u00e8 gi\u00e0 &#8221;attivato in tal senso&#8221;. Mannheimer sottolinea anche &#8221;come, gi\u00e0 da alcuni anni&#8221; sia lui personalmente che le sue societ\u00e0 &#8221;siano totalmente rispettose della normativa fiscale&#8221;. Infine, in relazione alla prosecuzione degli accertamenti e del procedimento penale, Mannheimer vuole ribadire &#8221;piena fiducia nell&#8217;attivit\u00e0 e nel giudizio della magistratura&#8221;. Lo scorso 17 aprile, gli uomini del Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza di Milano avevano eseguito una serie di perquisizioni, anche nella sede dell&#8217;Ispo, disposte nell&#8217;ambito dell&#8217;inchiesta con al centro un presunto giro di false fatturazioni e che vede indagate anche altre quattro persone, tra cui un tunisino e tre professionisti italiani. L&#8217;inchiesta, da quanto si \u00e8 saputo, verr\u00e0 chiusa nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nCITTA&#8217; DEL VATICANO<br \/>\nIL PAPA: NO TRAGEDIE COME LAMPEDUSA, VITA DEGNA MIGRANTI &#8211; Il conflitto in Siria, denuncia il Papa, ha spezzato &quot;troppe vite&quot;, si risparmino &quot;altre sofferenze al popolo&quot;, &quot;le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l&#8217;accesso agli aiuti umanitari&quot;. Preghiamo anche con i credenti di altre fedi, per la pace in Siria.<br \/>\nTroppe vite, ha detto il Papa nel messaggio natalizio &quot;Urbi et Orbi (alla Citt\u00e0 e al mondo, ndr), &quot;ne ha spezzate negli ultimi tempi il conflitto in Siria, fomentando odio e vendetta. Continuiamo a pregare il Signore perch\u00e9 risparmi all&#8217;amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l&#8217;accesso agli aiuti umanitari&quot;. &quot;Abbiamo visto &#8211; ha aggiunto il Papa riferendosi agli esiti della veglia interreligiosa di preghiera per la Siria da lui indetta questo autunno &#8211; quanto \u00e8 potente la preghiera! E sono contento che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero&quot;. &quot;E anche ai non credenti invito &#8211; h aggiunto a braccio &#8211; a desiderare la pace, con il suo desiderio, quel suo desiderio che allarga il cuore, tutti uniti, o con la preghiera o con il desiderio, per la pace&quot;.<br \/>\nRepubblica centrafricana, Sud Sudan, Nigeria, c&#8217;\u00e8 tanta Africa nella invocazione di pace di papa Francesco nel suo primo messaggio &quot;Urbi et Orbi&quot; del giorno di Natale. Insieme a una invocazione al &quot;Principe della pace&quot;, perch\u00e9 converta &quot;ovunque il cuore dei violenti perch\u00e9 depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo&quot;. &quot;Dona pace &#8211; ha detto il Papa latinoamericano &#8211; alla Repubblica Centroafricana, spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere. Favorisci la concordia nel Sud-Sudan, dove le tensioni attuali hanno gi\u00e0 provocato diverse vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato&quot;. &quot;Tu, Principe della pace, &#8211; ha proseguito &#8211; converti ovunque il cuore dei violenti perch\u00e9 depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo. Guarda alla Nigeria, lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi&quot;. In un passaggio successivo ha citato il Corno d&#8217;Africa e l&#8217;est della Repubblica Democratica del Congo, circa il problema dei rifugiati.<br \/>\n&quot;Benedici la Terra che hai scelto per venire nel mondo &#8211; \u00e8 l&#8217;invocazione del Papa a Dio, principe della pace &#8211; e fa&#8217; giungere a felice esito i negoziati di pace tra Israeliani e Palestinesi. Sana le piaghe &#8211; ha aggiunto nel messaggio &#8216;Urbi et Orbi&#8217; &#8211; dell&#8217;amato Iraq, colpito ancora da frequenti attentati&quot;.<br \/>\nDona speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, &#8211; ha invocato il Papa &#8211; specie nel Corno d&#8217;Africa e in est Repubblica Democratica del Congo&quot;. Ha chiesto &quot;accoglienza&quot; per &quot;i migranti&quot; in cerca di dignit\u00e0 , e che &quot;Tragedie come quelle di quest&#8217;anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai pi\u00f9!&quot;. &quot;Dona &#8211; ha detto papa Francesco nel messaggio natalizio &#8216;Urbi et Orbi&#8217; &#8211; speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, specialmente nel Corno d&#8217;Africa e nell&#8217;est della Repubblica Democratica del Congo. Fa&#8217; che i migranti in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto. Tragedie come quelle a cui abbiamo assistito quest&#8217;anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai pi\u00f9!&quot;. Subito prima aveva chiesto protezione per i cristiani perseguitati: &quot;Signore della vita proteggi quanti sono perseguitati nel tuo nome&quot;.<br \/>\nNon abbiamo paura che il nostro cuore si commuova, &#8211; ha esortato il Papa a braccio &#8211; ne abbiamo bisogno, lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio&quot; le &quot;carezze di Dio non fanno ferite, ci danno pace e forza, abbiamo bisogno delle sue carezze&quot;. &quot;Lasciamoci commuovere dalla bont\u00e0 di Dio&quot;, ha concluso riprendendo il testo scritto.<br \/>\nEcco gli auguri di Natale del Papa al mondo, nel testo che ha pronunciato in italiano, dopo la benedizione &quot;Urbi et Orbi&quot;, impartita invece in latino: &quot; A voi, cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa Piazza, e a quanti da diversi Paesi siete collegati attraverso i mezzi di comunicazione, rivolgo il mio augurio: buon Natale! In questo giorno illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall&#8217;umile grotta di Betlemme, invoco il dono natalizio della gioia e della pace per tutti: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie, per i poveri e gli emarginati. Ges\u00f9, nato per noi, conforti quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza; sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli pi\u00f9 bisognosi. Buon Natale a tutti!&quot;. La folla in piazza, che probabilmente supera le centomila persone, ha a lungo festeggiato il Papa, manifestando il proprio entusiasmo prima che la banda dei carabinieri eseguisse l&#8217;Inno di Mameli.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nRUSSIA<br \/>\nMOSCA<br \/>\nLIBERATA UNA DELLE PUSSY RIOT \/ La Duma, il parlamento russo, aveva concesso l\u2019amnistia alle ultime due attiviste incarcerate dopo il concerto anti Putin nella cattedrale di Mosca. La prima ragazza liberata \u00e8 Maria Alyokhina, 25 anni, che dall\u2019agosto 2012 scontava due anni di detenzione nel carcere di Nizhni Novgorod. La ragazza \u00ab\u00e8 stata liberata, tutti i documenti sono stati redatti e firmati\u00bb, afferma il suo avvocato.<br \/>\nAncora in carcere l&#8217;altra ragazza, Nadia Tolokonnikova, che comunque potrebbe essere liberata entro il pomeriggio di oggi. La notizia, per ora, non trova per\u00f2 conferme ufficiali.<br \/>\nInsieme a Nadia, Maria stava scontando una pena di due anni di reclusione per \u00abteppismo motivato da odio religioso\u00bb. Con altre tre compagne del gruppo punk femminista Pussy Riot, nel febbraio 2012, misero in scena una performance contro Vladimir Putin nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, con la quale si attirarono le ire del Patriarcato Ortodosso russo e dello stesso Cremlino, dove Putin si preparava a tornare per il suo terzo mandato presidenziale.<br \/>\nMOSCA<br \/>\nPUSSY RIOT LIBERE, VOGLIAMO ANCORA CACCIARE PUTIN &#8211; Parla Nadia: &#8216;&quot;Al suo posto ci piacerebbe Khodorkovski&quot; . &quot;Vogliamo continuare a fare ci\u00f2 per cui siamo finite in prigione. Vogliamo come prima cacciare&quot; il presidente russo Vladimir Putin. Al suo posto &quot;mi piacerebbe molto invitare Mikhail Khodorkovski&quot;. Lo ha detto Nadia Tolokonnikova alla conferenza stampa a Mosca, insieme all&#8217;altro membro delle Pussy Riot Maria Alekhina.<br \/>\nLa liberazione delle Pussy Riot \u00e8 stata concessa per migliorare l&#8217;immagine della Russia prima delle Olimpiadi di Sochi, che sono &quot;il progetto preferito&quot; del presidente Vladimir Putin. Lo ha detto una delle due componenti della band rilasciate nei giorni scorsi, Nadia Tolokonnikova, in una conferenza stampa a Mosca.<br \/>\nLa Chiesa ortodossa russa ha giocato un ruolo nella carcerazione delle Pussy Riot nel 2012. Lo ha dichiarato una delle ragazze della band, Maria Alyokhina, in una conferenza stampa a Mosca dopo la loro liberazione nei giorni scorsi grazie all&#8217;amnistia promulgata dal presidente Vladimir Putin. Le Pussy Riot furono condannate per aver cantato una &quot;preghiera anti-Putin&quot; nella cattedrale di Cristo Salvatore nella capitale russa.<\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\nATENE<br \/>\nCRISI, IL NATALE IN GRECIA: IN FILA PER RICONSEGNARE LE TARGHE DELLE AUTOMOBILI. Tra le tante file che caratterizzano queste festivit\u00e0 \u2013 a Napoli ieri in duemila per la cena offerta dall\u2019associazione dei commercianti \u2013 c\u2019\u00e8 da segnalare sicuramente la Grecia. A causa della crisi economica che ormai da sei anni perdura in Grecia, migliaia di automobilisti stanno facendo la fila in questi giorni davanti agli sportelli degli uffici della motorizzazione o del fisco per riconsegnare le targhe dei loro veicoli ed evitare cosi&#8217; di pagare la costosa tassa di circolazione per l&#8217;anno prossimo.<br \/>\nLe Tv greche dedicano molto spazio alla vicenda e trasmettono le immagini delle persone in fila con le targhe in mano che ammettono davanti alle telecamere di non potersi piu&#8217; permettere di pagare alcune centinaia di euro di tassa sull&#8217;auto. Imposta che supera i 1.000 euro per le macchine di lusso.<br \/>\n&quot;Solo quest&#8217;anno sono stati circa 70.000 gli automobilisti che hanno riconsegnato le targhe dei loro veicoli&quot;, ha detto Charis Theocharis, un funzionario del ministero delle Finanze.<br \/>\nNaturalmente i furbi non mancano mai e c\u2019\u00e8 sempre chi, dopo aver riconsegnato le targhe vere, applica sulla propria autovettura targhe false. Come ha fatto Michalis Liapis, 60 anni, ex ministro dei Trasporti e della Cultura nei precedenti governi di Costas Karamanlis (Nea Dimokratia), fermato marted\u00ec scorso dalla polizia stradale alla periferia di Atene per un controllo di routine mentre guidava un Suv con targhe false appunto per non pagare la tassa di circolazione ne&#8217; l&#8217;assicurazione.<br \/>\nI redditi dei lavoratori greci, come confermano studi condotti dai maggiori sindacati greci, sono diminuiti di circa il 40% dal 2009 mentre, secondo i rivenditori di auto, dallo stesso anno sono state riconsegnate le targhe di almeno un milione di autoveicoli. In forte sofferenza anche il mercato automobilistico ellenico: sempre secondo i concessionari di auto, nel periodo gennaio-novembre di quest&#8217;anno sono state registrate solo 55.000 mila nuove immatricolazioni con un calo delle vendite del 40% rispetto allo stesso periodo del 2012, il picco piu&#8217; basso fra tutti i Paesi dell&#8217;Ue.<\/p>\n<p>AFRICA &#038; MEDIO ORIENTE<br \/>\nCISGORDANNIA\/GERUSALEMME<br \/>\nNatale di guerra di Israele tra nuovi insediamenti, razzi assassini e distruzioni di case<br \/>\nNuove costruzioni negli insediamenti, e cinque batterie antimissili a protezione del Sud del paese. Dopo il raid in cui a sud di Gaza \u00e8 rimasta uccisa una bambina di quattro anni, e le demolizioni in Cisgiordania, va avanti il Natale di guerra di Israele, che non smentisce la linea di condotto bellicista tenuta fin qui parallelamente ai negoziati di pace. La strategia delle nuove costruzioni in Cisgiordania e Gerusalemme Est avviene in concomitanza con il rilascio di un terzo gruppo di prigionieri palestinesi, cosi&#8217; come e&#8217; stato in occasione del rilascio dei primi due gruppi.<br \/>\n&#8221;E&#8217; stato un &#8216;regalo di Natale&#8217; criminale&#8221; il raid aereo israeliano in cui una bambina palestinese di circa quattro anni e&#8217; rimasta uccisa ieri a Deir el-Balah, a sud di Gaza, sostiene il negoziatore capo dell&#8217;Olp Saeb Erekat secondo cui Israele in questa circostanza si e&#8217; macchiato di un crimine di guerra. &#8221;Consideriamo il governo israeliano pienamente responsabile per le conseguenze di questo nuovo atto di aggressione contro la nostra popolazione tenuta sotto occupazione&#8221;, ha affermato.<br \/>\nI raid di ieri sono giunti in seguito alla uccisione di un manovale israeliano. Esponenti del governo israeliano hanno rimarcato con dispiacere che questo attacco armato non e&#8217; stato finora condannato dall&#8217;Anp. Intanto, l&#8217;agenzia dell&#8217;Onu per i profughi palestinesi Unrwa ha condannato la demolizione in Cisgiordania da parte di Israele di diverse case beduine &#8221;avvenuta peraltro &#8211; sottolinea &#8211; proprio alla vigilia di Natale&#8221;. In seguito a questo episodio 68 palestinesi (fra cui 32 minorenni) sono rimasti senzatetto, rileva in un comunicato il portavoce Chris Guinness. L&#8217;Unrwa precisa che le demolizioni sono avvenute nelle zone di Ramallah e di Gerico. &#8221;Si tratta di comunita&#8217; beduine che ancora di recente hanno dovuto misurarsi con tempeste di neve&#8221;, nota ancora il portavoce. Gli sfollati hanno ricevuto dalla Croce rosse internazionale tende per proteggersi dalle intemperie: ma esse non risultano sufficienti a far fronte al freddo pungente registrato di notte. L&#8217;Unrwa rivolge infine un appello ad Israele affinch\u00e9&#8217; rispetti meticolosamente il diritto internazionale.<\/p>\n<p>PALESTINA<br \/>\nDe Magistris: \u00abLiberiamo lo Stato di Palestina\u00bb \/ Per Luigi De Magistris sono stati giorni intensi nei Territori occupati. Il sindaco di Napoli, che ha ricevuto dal presidente dell\u2019Anp la cittadinanza onoraria, ha avuto modo di verificare di persona le conseguenze dell\u2019occupazione militare e di comprendere il significato di una esistenza passata tra posti di blocco, permessi da ottenere, il Muro che circonda le citt\u00e0 palestinesi, a cominciare da Betlemme dove ha alloggiato. \u00abE\u2019 stata una scelta precisa quella di passare a piedi il check point tra Betlemme e Gerusalemme e di non far ricorso all\u2019automobile del consolato (italiano). E\u2019 frustrante pen\u00adsare che ci possa essere un popolo cos\u00ec oppresso, cos\u00ec umiliato nella sua dignit\u00e0\u00bb, spiega De Magistris al manifesto. In questi giorni il sindaco ha potuto rendersi conto anche della tensione che regna sul terreno due palestinesi (tra i quali una bimba di quasi quattro anni) e un israeliano uccisi a Gaza, raid aerei, ordigni esplosivi, vio\u00adlenze e la gravit\u00e0 del pro\u00adblema delle colonie israeliane in continua espansione dei Territori occupati. Le ultime demo\u00adli\u00adzioni di case palestinesi in Cisgiordania, ad Ain Ayoub, vicino Ramallah, e a Fasaiyl Wusta, nella Valle del Giordano, hanno lasciato senza un tetto 70 persone. Una cosa \u00e8 leggere o studiare queste cose, un\u2019altra \u00e8 vederle con i propri occhi.<br \/>\nDomenica, scrive la stampa israe\u00adliana, arriver\u00e0 l\u2019annuncio della costruzione di altre mille, forse duemila nuovi appartamenti negli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, di fatto come contropartita per il rilascio di altri 26 dei 104 prigionieri politici che il governo Netanyahu si \u00e8 impegnato a rilasciare lo scorso luglio nel quadro delle intese per la ripresa del negoziato bilaterale. I timidi \u00abrichiami\u00bb ed \u00abammonimenti\u00bb giunti da Stati Uniti ed Unione europea non hanno mini\u00adma\u00admente scalfito la determinazione del premier israeliano di continuare le costru\u00adzioni nelle colonie. Israele sa che non c\u2019\u00e8 una volont\u00e0 occidentale di fermare l\u2019espansione degli insediamenti colonici che pure avviene in aperta violazione del diritto internazionale. \u00abNon ci fermeremo, nemmeno per un istante, nella costruzione del nostro Paese e nello sviluppo della nostra impresa coloniale\u201d, aveva garantito il primo ministro qualche giorno fa rivolgendosi a un gruppo di mem\u00adbri del suo partito, il Likud. La \u201cmediazione imparziale\u201d da parte degli americani \u00e8 un paradosso. Nelle scorse settimane il Segretario di Stato John Kerry ha presentato a israeliani e palestinesi un \u201cpiano di sicu\u00adrezza\u201d per la Cisgiordania in gran parte simile a quello che ha in mente Netanyahu.<br \/>\nDi fronte alla debole linea dei governi occidentali, Luigi De Magistris, alla guida di una delle citt\u00e0 pi\u00f9 importanti del Mediterraneo, si dice impegnato in una iniziativa dal basso, fon\u00addata sul volere delle popolazioni: fare delle municipalit\u00e0 italiane e mediorientali il pilastro per una pace costruita sulla giustizia. Il Protocollo per il Forum degli enti locali del Mediterraneo che ha firmato nei giorni scorsi, spiega De Magistris, \u00abparte dal sin\u00addaco di Napoli e mette insieme alcun sindaci della Palestina, in particolare quelli di Nablus, Ramallah e Betlemme, per rafforzare la democrazia dal basso per la pace. Pensiamo che con azioni forti che vengono dalle comunit\u00e0, dai rappresentanti delle persone, con una democrazia diretta pi\u00f9 forte, ci possa essere un\u2019accelerazione del processo di pace\u00bb. A Napoli il prossimo anno, aggiunge il sindaco, \u00abil Mediterraneo sar\u00e0 protagonista della pace. Non vogliamo pi\u00f9 un Mediterraneo intriso di sangue come abbiamo visto a Lampedusa\u00bb.<br \/>\nIl legame speciale tuttavia \u00e8 sempre tra Napoli e la Palestina. \u00abSi tratta di un rapporto molto stretto \u2013 prosegue De Magistris \u2013 Abu Mazen qualche mese fa ha ricevuto a Napoli la cittadinanza onoraria e ora anche io sono cittadino palestinese, con tanto di pas\u00adsa\u00adporto\u00bb. Napoli, continua il sindaco, \u00e8 percepita \u00abcome una capitale, una citt\u00e0 con una diplo\u00adma\u00adzia autonoma, indipendente dai governi. Napoli pu\u00f2 essere promotrice di un processo di pace. Stiamo tessendo molti rapporti, stiamo riscoprendo un ruolo internazionale che la citt\u00e0 aveva perso negli anni passati\u00bb. L\u2019amministrazione comunale di Napoli un anno fa appoggi\u00f2 apertamente l\u2019ingresso della Palestina all\u2019Onu come Stato non membro. De Magistris scrisse al capo dello stato Napolitano per spingerlo a sostenere la richiesta al Palazzo di Vetro presentata da Abu Mazen a nome dell\u2019Olp. \u00abA Napoli consideriamo la Palestina uno Stato e Gerusalemme una citt\u00e0 nevralgica della Pale\u00adstina  conclude De Magistris \u2014 Ci batteremo sino a quando lo Stato di Palestina non sar\u00e0 liberato e tutti i prigionieri politici (palestinesi) saranno liberi. Dobbiamo far crescere la mobilitazione e lavorare perch\u00e9 siano abbattuti i muri\u00bb<\/p>\n<p>LIBIA<br \/>\nSABRATHA<br \/>\nRILASCIATI 4 SOLDATI AMERICANI \/ E&#8217; durata poche ore la detenzione di 4 soldati Usa da parte delle autorit\u00e0 libiche. I 4 militari sono stati rilasciati nella notte, informano fonti del ministero della Difesa americano.<br \/>\nI 4 militari erano stati presi, secondo la stampa Usa, vicino alle rovine romane di Sabratha, una zona turistica circa a un&#8217;ora da Tripoli. Nessun commento dalle autorit\u00e0 Usa che comunque hanno mantenuto contatti per tutta la notte con le autorit\u00e0 libiche.<\/p>\n<p>SUD SUDAN<br \/>\nQUALCUNO BRINDAVA AL NUOVO STATO \/ II Sud Sudan, nella retorica dell&#8217;Occidente, era la \u00abnaturale\u00bb soluzione dell&#8217;enigma sanguinoso di quell&#8217;immensa landa tratteggiata dai colonizzatori chiamata Sudan. Un futuro radioso attendeva la nuova nazione. Il suo sottosuolo ai confini con il Nord antico oppressore, ribolliva di oro nero Una quantit\u00e0 spaventosa di petrolio e gas, ancora soggetta agli oleodotti con cui il Nord in combutta con la Cina, aveva per anni derubato i legittimi proprietari delle loro ricchezze. Grazie agli amici occidentali, soprattutto agli americani che tanto si erano spesi perch\u00e9 il Sud vincesse e divenisse stato, se ne sarebbero costruiti di nuovi ed alternativi. Il Sud Sudan era potenzialmente un nuovo west. Non a caso il suo novello presidente, Salva Kir, si presentava con un enorme cappello texano. La tragedia del Sudan \u00e8 sempre stata il piscio puzzolente del diavolo, cio\u00e8 il petrolio ed il gas di ottima quanta e facile estraibilit\u00e0 ivi presente. La sua scoperta negli anni settanta, ad opera di una delle pi\u00f9 potenti multinazionali americane del settore, segna l\u2019inizio di un dramma che sembra non aver mai fine. Quando Khartoum sceglie la Cina come suo cliente principe, si scatena l\u2019inferno. Al sud nascono gruppi armati di tutto punto lo Spla, ed \u00e8 guerra. Infinita<br \/>\nLa gente del sud recrimina sull\u2019uso dei proventi di quell\u2019inaspettata ricchezza. E su quella giusta rivendicazione si inseriscono logiche, appetiti ed interessi senza scrupoli. Nessuno gioca alla pace, tutti preferiscono la guerra. Lo SpIa viene rifornito, da americani ed inglesi, di ogni strumento di morte. La Cina far\u00e0 altrettanto con il governo e l&#8217;esercito del nord. Almeno due milioni di vittime in pi\u00f9 di un decennio di guerra. Poi la \u00abpace\u00bb e con essa la promessa di un referendum che permetta al sud di scegliere se restare, con maggiore peso e relativa autonomia, nel Sudan o ergersi come nuovo stato. Era per\u00f2 gi\u00e0 tutto deciso. Le nuove strade, ogni infrastruttura, realizzate, Siche dalle agenzie dell&#8217;Orni, guardano ai paesi confinanti come il Kenya che guarda caso sar\u00e0 il paese per il quale passera il nuovo oleodotto alternativo a quelli di Khartoum. Al referendum l&#8217;idea della secessione raccoglie un&#8217;ovvia e totale adesione. Le finanze della nuova nazione saranno forti degli in-vestimenti occidentali e americani e dei proventi del petrolio i cui maggiori giacimenti ricadono nei suoi confini. Per alcuni anni ancora il Sud Sudan dovr\u00e0 pagare a Khartoum tasse per il trasporto via oleodotto del suo greggio. Poi, ci sar\u00e0 un altro oleodotto, nuovo di zecca, a farlo. Finalmente liberi. Ed invece sono solo le basi di una annunciata tragedia<br \/>\nAl potere in Sud Sudan va un vorace gruppetto di signori della guerra. Salva Kir e il suo vice Machar hanno le mani lorde di sangue. Kir \u00e8 un dinca, la principale etnia del paese, Machar e un nuer. Gi\u00e0 in passato si sono scontrati. Machar \u00e8 responsabile di un eccidio di dinka Decine di migliaia di morti, distruzioni, migliaia di giovani donne stuprate. Kir ha riservato lo stesso trattamento alle genti nuer. Nessuno li ha mai processati. Sono nostri \u00abamici\u00bb. Hanno la moneta giusta per pagare il silenzio dell&#8217;Occidente. Il piscio del diavolo.<br \/>\nIl Nord Sudan, a sua volta, vive l&#8217;incubo della perdita quasi totale dell&#8217;unica ricchezza capace di riempire i suoi forzieri. La costruzione di un oleodotto alternativo ai suoi \u00e8 una minaccia a mano armata al suo desti-no. La Cina vede minacciati i suoi approvvigionamenti. I petrolieri americani sono gli unici a gongolare. Nessuno lavora per la pace, tutti, nei fatti, per la guerra. E guerra \u00e8. Dopo il bagno di sangue, forse, si arriver\u00e0 ad una trattativa, con il paese diviso in due. La storia del Sud Sudan, la pi\u00f9 giovane nazione del mondo, probabilmente, \u00e8 gi\u00e0 finita.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nGIAPPONE<br \/>\nOKINAWA<br \/>\nTutto deciso, anzi no: il governatore di Okinawa, Hirokazu Nakaima, avrebbe dato l&#8217;assenso allo spostamento della base militare americana in un&#8217;altra zona dell&#8217;isola, meno abitata e con meno impatto sulla vita degli abitanti, a seguito delle pressioni degli stati uniti, desiderosi di riposizionarsi in Asia e di Shinzo Abe, premier giapponese, che nei mesi scorsi ha portato avanti un pressing determinante sul governatore per ricevere l&#8217;assenso. In realt\u00e0 per\u00f2, nonostante la firma ci sia, i tempi e i modi non sono ancora chiari e devono soprattutto confrontarsi con una popolazione locale che da sempre manifesta contrariet\u00e0 alla presenza dei marines americani sull&#8217;isola giapponese.<br \/>\nIl percorso, dunque, per realizzare quanto \u00e8 richiesto da almeno quindici anni sembra ancora lungo, bench\u00e9 dagli Stati Uniti arrivino frasi di giubilo: \u00abSi tratta di una chiara dimostrazione alla regione che l&#8217;alleanza tra Usa e Giappone \u00e8 in grado di gestire problemi complessi per affrontare le sfide di sicurezza del ventunesimo secolo\u00bb, ha subito commentato il segretario alla Difesa Usa Chuck Hagel. Lo scambio di parole cordiali tra Giappone e Usa forse dipende anche dalla frattura causata dalla visita di Shinzo Abe al santuario di Yasukuni, compiuta il 26 dicembre: secondo indiscrezioni, infatti, gli americani avevano chiesto al premier di non recarsi al tempio, per non esacerbare le tensioni in un&#8217;area che gli Usa vogliono tranquilla, per dimostrare come la loro presenza sia garanzia di stabilit\u00e0. Il trasferimento della base comporterebbe la diminuzione dei soldati americani a 10mila (dagli attuali 18mila); la Marine Corps Air Station Futenma, si sposterebbero pi\u00f9 a nord dell&#8217;isola, presso Ginowan a Henoko Bay. Dal 1996 la popolazione locale si batte contro la presenza della base americana, con motivazioni di carattere ambientale, di sicurezza e per comportamenti arroganti dei soldati americani. Per dimostrare  la propria contrariet\u00e0, ieri duemila persone si sono radunate di fronte alla sede del governato locale ricordando alcuni eventi che costituiscono il motivo delle contestazioni: nel 2004 un elicottero militare si schiant\u00f2 su un edificio di un&#8217;universit\u00e0 locale, mentre nel 1996 un branco di soldati americani ubriachi stupr\u00f2 una ragazzina. Lo stesso governatore Nakaima ha ammesso di considerarsi scettico sul futuro dell&#8217;accordo. \u00abHo dato il mio consenso legale, ma lo spostamento non sar\u00e0 facile -ha affermatono il credo che la fattibilit\u00e0 sia molto alta: spostare la base da Okinawa sarebbe un piano migliore\u00bb. Fonti americane hanno inoltre spiegato che per completare la nuova base aerea, che dovrebbe includere anche due piste lunghe oltre 1,6 chilometri ciascuna, ci vorr\u00e0 circa un decennio, (s. pie)<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nLA CRESCITA BOOM DELLA CINA<br \/>\nBilanci di fine anno economico anche in Cina: secondo quanto dichia\u00adrato alla Xinhua, l\u2019agenzia di stampa ufficiale cinese, da Xu Shaoshi, capo dell\u2019ufficio responsabile della pia\u00adnificazione eco\u00adno\u00admica, la Cina \u00e8 cre\u00adsciuta nel 2013 ad una media del 7,6 per\u00adcento; una cifra \u00abpre\u00advi\u00adsta\u00bb e che con\u00adfer\u00adme\u00adrebbe un mer\u00adcato mon\u00addiale nel quale gli ordini inter\u00adna\u00adzio\u00adnali avreb\u00adbero fal\u00adlito nel pro\u00addurre una \u00abforte domanda\u00bb dei pro\u00addotti cinesi. La Cina quindi ha ral\u00adlen\u00adtato, ma dalle parti di Pechino pre\u00addi\u00adcano otti\u00admi\u00adsmo.<br \/>\nIl ral\u00adlen\u00adta\u00admento infatti ver\u00adrebbe dige\u00adrito nell\u2019ambito di un pro\u00adgetto di Riforme che punta a dipen\u00addere sem\u00adpre meno dalle espor\u00adta\u00adzioni e quindi dai mer\u00adcato occi\u00adden\u00adtali, man\u00addando per sem\u00adpre in sof\u00adfitta della \u00abfab\u00adbrica del mondo\u00bb, ergendo a traino della pro\u00adpria eco\u00adno\u00admia i con\u00adsumi e il mer\u00adcato interno.<br \/>\nPer il 2014 si pre\u00advede una cre\u00adscita al 7,5 per\u00adcento, che per il paese dovrebbe costi\u00adtuire l\u2019occasione, come affer\u00admato dal pre\u00admier Li Keqiang, di dare il via a quelle riforme fiscali, finan\u00adzia\u00adrie, ban\u00adca\u00adrie e riguardo la terra e l\u2019ambiente, in grado di rie\u00adqui\u00adli\u00adbrare lo svi\u00adluppo cinese e provvedere ad una reale redistribuzione della ricchezza. Un\u2019economia sospinta dal mercato interno richiede infatti una popolazione che sia in grado di spendere e consumar<\/p>\n<p>THAILANDIA<br \/>\nBUS IN SCARPATA, 29 MORTI \/ Testimone, andava velocissimo. Si ipotizza &#8216;colpo di sonno&#8217;<br \/>\nAlmeno 29 persone sono rimaste uccise e quattro sono i feriti gravi per un incidente nel nord della Thailandia: un bus \u00e8 uscito fuori strada ed \u00e8 caduto in una scarpata. &#8221;Crediamo che il conducente si sia addormentato&#8221;, dicono le autorit\u00e0 locali. Il testimone che ha segnalato l&#8217;incidente alla polizia ha riferito che il bus andava ad altissima velocit\u00e0 prima dell&#8217;incidente. Le vittime sono tutte thailandesi. I bus interregionali sono infatti poco utilizzate dai turisti.<\/p>\n<p>AMERICA CENTROMERIDIONALE<br \/>\nCOLOMBIA<br \/>\nLA SPORCA GUERRA USA: CONTRO LE FARC BOMBE TELEGUIDATE<br \/>\nLA CIA HA AIUTATO LA COLOMBIA AD UCCIDERE ALMENO UNA VENTINA DI LEADER RIBELLI DELLE FARC. A sostenerlo \u00e8 il Washington Post, citando alcune fonti secondo cui la Cia, con un&#8217;azione sotto copertura, condotta anche con l&#8217;aiuto delle intercettazioni della National Security Agency (la stessa che intercettava Merkel), avrebbe offerto assistenza segreta avvalendosi di fondi neri, che non rientrano nel pacchetto da 9 miliardi di dollari di aiuti americani militari del programma &#8216;Plan Colombia. In base alle informazioni divulgate dal giornale americano, il piano contro le Farc venne autorizzato nel 2000 dall&#8217;allora presidente statunitense, George W. Bush. Secondo fonti militari, di intelligence e diplomatiche Usa, consultate dal quotidiano, lo stesso programma venne poi continuato dall&#8217;attuale presidente, Barack Obama.<br \/>\nTra gli altri obiettivi, fu grazie alla Cia che Bogot\u00e0 individu\u00f2 ed uccise il numero 2 delle Farc Raul Reyes nel 2008, peraltro nel vicino Ecuador. Il sistema prevede che gli Usa forniscano informazioni di intelligence per aiutare i colombiani a localizzare i capi delle Farc. Poi vengono foniti speciali localizzatori Gps di dimensioni ridottissime che consentono di colpirli dall&#8217;alto con bombe che centrano gli obiettivi con precisione millimetrica.<br \/>\nLe Farc sono attive dal 1964 e nel corso degli anni hanno condotto una guerra senza quartiere contro gli spietati squadroni paramilitari del governo e effettuato molti rapimenti. La vittima piu&#8217; illustre Ingrid Betancourt loro ostaggio per 7 anni.<br \/>\nSotto la presidenza dell&#8217;intransigente Alvaro Uribe tra il 2002 ed il 2010 le forze delle Farc furono dimezzate a 8.000 combattenti. Al momento sono impegnati in fragili negoziati con delegati del presidente Juan Manuel Santos.<\/p>\n<p>COLOMBIA<br \/>\nLA VERA GUERRA DELLA CIA ALLE FARC, L&#8217;EX PRESIDENTE URIBE rivendica  di Geraldina Colotti<br \/>\nIL POST DENUNCIAVA ANCHE GLI ESCAMOTAGE GIURIDICI ADOTTATI PER AGGIRARE IL PROBLEMA NEGLI USA. L&#8217;EX PRESIDENTE RINGRAZIA ANCHE LONDRA<br \/>\nUribe scende in campo in merito alle affermazioni del Washington Post. Il 22 dicembre, il quotidiano statunitense ha pubblicato un&#8217;inchiesta sui fondi segreti del Pentagono erogati al governo colombiano a lato del Pian Colombia: miliardi di dollari in forniture di intelligence e operativi per localizzare e uccidere i dirigenti dell&#8217;opposizione armata. Contro la guerriglia marxista delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc) e quella, meno consistente, dell&#8217;Esercito di liberazione nazionale (Eln) sono stati impiegati aerei con bombe intelligenti, debitamente modificate, parte di un arsenale in crescita dal 2000, prima con George W. Bush, poi con Barack Obama. Un potenziale militare che, fra contractor, agenzie di sorveglianza e operativi legati all&#8217;ambasciata Usa a Bogot\u00e0, nel 2003- 2004 ha superato il livello della presenza nordamericana in Afghanistan. La Cia era di casa, nonostante le disposizioni del Congresso Usa che le vietano l&#8217;intervento diretto negli affari interni dell&#8217;America latina. L&#8217;inchiesta del Post spiega anche gli escamotage giuridici adottati per aggirare il problema negli Usa.<br \/>\nUna non-notizia, secondo Alvaro Uribe, che ha anche chiamato in causa l&#8217;apporto della Gran Bretagna. \u00abHo ringraziato gli Stati uniti quando ci hanno aiutato con la tecnologia d&#8217;intelligence per localizzare i narco sequestratori e la Gran Bretagna quando ci ha aiutato con il materiale di controspionaggio\u00bb, ha detto. In questo modo \u00absono stati liberati numerosi militari e civili, fra i quali 3 cittadini americani\u00bb, che si trovavano nelle mani delle Farc. Le operazioni militari &#8211; ha per\u00f2 sostenuto Uribe &#8211; sono state condotte dai soldati e dalle squadre colombiane. In base all&#8217;inchiesta giornalistica, invece, almeno per un primo periodo la Cia ha tenuto per s\u00e9 i codici di accesso alle bombe \u00abintelligenti\u00bb, assumendo la responsabilit\u00e0 delle operazioni, che hanno elimi\u00acnato una ventina di comandanti.<br \/>\nUna sanguinosa operazione \u00e8 stata compiuta anche in Ecuador nel 2008, e ieri Quito \u00e8 tornata a esprimere preoccupazione per l&#8217;intervento Cia nella regione.<br \/>\nGli scambi diplomatici pubblicati da Wikileaks durante il Cablogate avevano gi\u00e0 portato in luce la richiesta di intervento diretto rivolta dalla Colombia agli Usa e la presenza di esperti militari israeliani. I documenti sottratti da Snowden all&#8217;Agenzia per la sicurezza Usa (Nsa) hanno poi mostrato gli intrecci e la penetrazione illegale dell&#8217;intelligence nordamericana in America latina. Basi segrete e basi militari Usa (7 quelle di stanza in Colombia) articolano gli scambi incrociati tra partner, pur senza escludere i colpi bassi tra amici. Durante il Datagate, John Negroponte &#8211; direttore dell&#8217;intelligence nazionale Usa (Dni) tra il 2005 e il 2007, sotto la presidente di George W. Bush, e vicesegretario di Stato fino al 2009 &#8211; ha ricordato il patto dei &quot;cinque occhi&quot;. Un accordo segreto tra cinque potenze anglofone che hanno combattuto la Germania nazista &#8211; Usa, Regno unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda &#8211; per scambiarsi informazioni di intelligence, siglato durante la Guerra fredda. Un patto che prevede l&#8217;incrocio di favori con altri paesi amici.<br \/>\nPer contrastare il vento di sinistra che soffia in gran parte dell&#8217;America latina e la presenza in cre-scita della Cina, gli Usa puntano sugli Accordi del Pacifico con Messico, Per\u00f9 e Colombia. In termini securitari, Bogot\u00e0 \u00e8 per il continente latinoamericano quel che Israele \u00e8 per gli Usa in Medioriente. E proprio con Israele Bogot\u00e0 deve ratificare a breve il Trattato di libero commercio, che porter\u00e0 altre cataste al fuoco del cinquantennale conflitto colombiano. E a marzo del 2014 la Colombia va alle urne. L&#8217;ultraliberista Uribe, grande amico dei paramilitari, \u00e8 candidato al senato e oggi avversario feroce del suo ex ministro della Difesa, anch&#8217;egli di destra, l&#8217;attuale presidente Manuel Santos. Uribe ha accusato le Farc di obbligare i contadini a votare per Santos. Quest&#8217;ultimo si ripresenta ostentando la mano tesa da un anno alla guerriglia nelle trattative in corso all&#8217;Avana. Non ha per\u00f2 diminuito le operazioni militari di cui ha parlato il Post. Ieri sono stati uccisi altri 10 guerriglieri, tra questi un altro dirigente delle Farc, &quot;John 26&quot;. \u00abNon \u00e8 facile continuare le trattative con un governo profondamente reazionario, neoliberista, compromesso fino al midollo con gli interessi delle multinazionali e dell&#8217;imperialismo nordamericano, guerrafondaio e oligarchico\u00bb, hanno scritto i portavoce dei due principali gruppi armati, Farc e Eln. In un comunicato congiunto, i dirigenti hanno per\u00f2 rivolto un appello alla base affinch\u00e9 appoggi l&#8217;elezione di \u00abun governo democratico, aperto a nuove prospettive\u00bb. Le trattative riprendono il 13 gennaio.<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nLEONARDO BOFF<br \/>\nDIRITTI  UMANI UN ANNO DI VIOLAZIONE SENZA CONFINI Dalla vigliaccheria dei droni al cibo, in che mondo viviamo \/ Viviamo in un mondo in cui i diritti umani sono violati a tutti i livelli, familiare, locale, nazionale e planetario. Il Rap-porto annuale di Amnesty International 2013, che copre 159 paesi con riferimento al 2012, fa esattamente questa constatazione dolorosa. Invece di avanzare nel rispetto della dignit\u00e0 umana e dei diritti degli individui, dei popoli e degli ecosistemi stiamo regredendo ai livelli di barbarie. Le violazioni non conoscono confini e le forme di questa aggressione diventano sempre pi\u00f9 sofisticate.<br \/>\nLa forma pi\u00f9 vigliacca \u00e8 l&#8217;azione di droni, aerei senza pilota che da una base in Texas, guidati da un giovane soldato su un piccolo schermo come se stesse giocando, \u00e8 in grado di identificare un gruppo di afgani che stanno celebrando un matrimonio, e all&#8217;interno del quale presumibilmente dovrebbe esserci qualche guerrigliero di al Qaeda. Basta questa ipotesi per lanciare con un piccolo cli\u00acck una bomba che distrugge l&#8217;intero gruppo, con molte madri e bambini innocenti.<br \/>\nSi tratta di una forma perversa di guerra preventiva, iniziata da Bush e criminalmente portata avanti dal presidente Obama. Il quale \u00e8 venuto meno alle promesse elettorali con riferimento ai di-ritti umani, sia sulla chiusura di Guantanamo, sia sull&#8217;abolizione del Patriot Act, per cui chiunque negli Stati Uniti pu\u00f2 essere arrestato con l&#8217;accusa di terrorismo senza il bisogno di avvisare la famiglia. \u00c8 un rapimento illegale che in America Latina conosciamo fin troppo bene. In termini economici cos\u00ec come sui diritti umani, si sta verificando una vera latino americanizzazione degli Stati uniti, nello stile dei nostri momenti peggiori. Oggi, secondo il rapporto di Amnesty, il paese che viola di pi\u00f9 i diritti delle persone e dei popoli sono gli Stati Uniti.<br \/>\nCon la massima indifferenza, da imperatore romano assoluto, Obama rifiuta di dare una giustificazione sufficiente allo spionaggio mondiale che il suo governo sta facendo con il pretesto della sicurezza nazionale, su settori che vanno dallo scambio di e-mail tra due amanti fino agli affari segreti e miliardari di Petrobras, violando il diritto alla privacy delle persone e la sovranit\u00e0 di un intero paese. La sicurezza annulla la validit\u00e0 dei diritti inalienabili.<br \/>\nIl continente che soffre la maggior parte delle violazioni \u00e8 l&#8217;Africa. \u00c8 il continente dimenticato e invaso dai vandali. Le Terre sono accaparrate (land grabbing) da grandi corporazioni e dalla Cina per produrre in esse cibo per le loro popolazioni. Si tratta di una neo colonizzazione pi\u00f9 perversa di quella precedente.<br \/>\nMigliaia e migliaia di profughi e immigrati per motivi di fame e di erosione della loro terra sono i pi\u00f9 vulnerabili. Costituiscono una sottoclasse di persone, rifiutate da quasi tutti i paesi, \u00abin una globalizzazione della insensibilit\u00e0\u00bb, come l&#8217;ha chiamata Papa Francesco. Drammatico, dice il report di Amnesty, \u00e8 la situazione delle donne.<br \/>\nPi\u00f9 della met\u00e0 dell&#8217;umanit\u00e0, in molti casi soggette a violenze di ogni tipo e in varie parti dell&#8217;Africa e dell&#8217;Asia ancora costrette a mutilazioni genitali.<br \/>\nLa situazione del mio Brasile preoccupa per il livello di violenza che imperversa ovunque. Direi, non c&#8217;\u00e8 violenza: siamo posti in strutture di violenza sistematica che pesano su pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione di origine africana, sugli indigeni che lottano per conservare la loro terra contro l&#8217;avidit\u00e0 impunita dell&#8217;agro business, sui poveri in generale e sui lgbt, discriminati e persino uccisi. Perch\u00e9 non abbiamo mai fatto la riforma agraria, n\u00e9 politica, n\u00e9 tributaria, le nostre citt\u00e0 vengono circondate da centinaia e centinaia di favelas dove i diritti alla salute, all&#8217;istruzione, alle infrastrutture e alla sicurezza sono deficitari. La diseguaglianza, un altro nome dell&#8217;ingiustizia sociale, provoca le principali violazioni.<br \/>\nIl fondamento ultimo del coltivare i diritti umani sta nella dignit\u00e0 di ogni persona umana e nel rispetto che gli \u00e8 dovuto. (&#8230;) Nel volto di ogni essere umano, per quanto anonimo sia, ogni potere trova il suo limite, anche lo Stato.<br \/>\n11 fatto \u00e8 che viviamo in una sorta di societ\u00e0 mondiale che ha messo l&#8217;economia come suo asse strutturale. La ragione \u00e8 solo utilitaristica e tutto, anche la persona umana, come denuncia Papa Francesco \u00e8 divenuto \u00abuna merce che, una volta utilizzata pu\u00f2 essere gettata via&#8230; In una tale societ\u00e0 non c&#8217;\u00e8 posto per i diritti, solo per l&#8217;interesse. Perfino il sacro diritto al cibo e al bere \u00e8 garantito solo a chi pu\u00f2 pagare. Altrimenti, starete ai piedi del tavolo, con i cani, sperando che alcune briciole cadano dalla ricca tavola degli epuloni.<br \/>\nIn questo sistema economico, politico e commerciale risiedono le cause principali, non esclusive, che portano alla violazione permanente della dignit\u00e0 umana. Il sistema attuale non ama le persone, solo la loro capacit\u00e0 di produrre e consumare. Per il resto sono solo olio esausto, scarti di produzione.<br \/>\nIl compito, al di l\u00e0 dell&#8217;etica e dell&#8217;umanitario, \u00e8 soprattutto politico: come trasformare questo tipo di societ\u00e0 malvagia in una societ\u00e0 in cui gli esseri umani possano trattarsi in modo umano e godere dei diritti fondamentali. In caso contrario, la violenza \u00e8 la norma e la civilt\u00e0 si degrada nella barbarie. da www.adital.org.br   &#8211; traduzione di Antonio Lupo<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nCOLORADO\/DENVER<br \/>\nDAL PRIMO GENNAIO MARIJUANA PER USO RICREATIVO. FOLLE A DENVER &#8211; LA MARIJUANA A USO RICREATIVO DIVENTER\u00c0 LEGALE NELLO STATO AMERICANO DEL COLORADO IL 1 GENNAIO. L&#8217;entrata in vigore della liberalizzazione della marijuana a uso ricreativo e&#8217; molto attesa e sono previste lunghe code, gia&#8217; dalla notte precedente, per poter acquistarla legalmente. A preoccupare e&#8217; la capacit\u00e0 dei negozi aperti di poter gestire la folla, con bus turistici attesi nello stato per &#8216;celebrare&#8217; il via libera alla vendita legale, ed eventuali problemi di sicurezza. La marijuana potr\u00e0 essere acquistata solo in contanti. I negozi che hanno presentato la richiesta di autorizzazione per la vendita sono piu&#8217; di cento ma solo pochi riusciranno ad aprire i battenti il primo giorno dell&#8217;anno: di sicuro lo faranno 12 punti vendita a Denver. Ma potrebbero non essere abbastanza.<br \/>\nLe autorita&#8217; del Colorado cercano di districarsi fra le carte per le autorizzazioni e nel frattempo adeguare la normativa: una delle ultime misure approvate e&#8217; quella che prevede l&#8217;abolizione del divieto per gli adulti di fumare nelle proprie verande, che era stato introdotto in novembre per far fronte ai timori legati al fumare in bella vista in pubblico.<br \/>\nGli elettori del Colorado hanno approvato la legalizzazione della marijuana nel novembre 2012 e negli ultimi sei mesi le autorita&#8217; hanno cercato di definire le norme per il consumo e la pubblicit\u00e0. &#8221;E&#8217; chiaro che si tratta di un territorio non ancora esplorato. Altri stati non sono dovuti passare attraverso questo processo. La marijuana a uso ricreativo &#8211; aveva detto allora il governatore del Colorado, John Hickenlooper &#8211; e&#8217; un\u2019entit\u00e0 del tutto nuova&#8221;.<br \/>\nIl consiglio comunale di Denver ha anche fissato il numero di piante di marijuana a uso ricreativo che ogni famiglia puo&#8217; coltivare: sono 12. &#8221;In pochi giorni l&#8217;immagine della citta&#8217; e dello stato cambier\u00e0. Alcuni saranno contenti delle nostre decisioni, altri meno &#8221; afferma il consiglio comunale.<\/p>\n<p>USA<br \/>\nDIMINUISCONO RICHIESTE SUSSIDI DISOCCUPAZIONE<br \/>\nScendono ancora le richieste di sussidi di disoccupazione negli Usa. Secondo quanto riferisce il Dipartimento al Lavoro, nell&#8217;ultima settimana le domande sono ai minimi da circa un mese a 338mila, registrando una flessione di 42 mila, segnale positivo per il mercato del lavoro americano. Gli economisti prevedevano un calo a 345 mila. Il numero di persone che ricevono un sussidio ammontavano nella settimana conclusa il 14 dicembre a 2 milioni e 923 mila.<br \/>\nWSHINGTON<br \/>\nL NATALE NEGLI USA, SCARTARE REGALI CON DENTRO ARMI E FARSI LA FOTO SU TWITTER<br \/>\nSe invece di Babbo Natale, gli Stati Uniti stanno mandando in questi giorni droni bombaroli in Iraq e in Pakistan, i cittadini americani si tengono \u201cal passo\u201d inondando i social di foto che li ritraggono armati di tutto punto.<br \/>\nA dare l\u2019esempio Nikki Haley, la governatrice del South Carolina, ultraconservatrice, considerata molto vicina al Tea Party. &#8221;La nostra famiglia ha passato uno splendido Natale assieme. E io devo essere stata buona se Babbo Natale mi ha portato una Beretta PX4 Storm&#8221;, scrive in un tweet, correlato di tanto di foto della pistola &#8216;Made in Italy&#8217;. La violenza, le frequenti stragi provocate dall&#8217;eccessiva diffusione di fucili e pistole non frena la passione degli americani per le armi. Neanche a Natale. Ventotto di questi tweet quanto meno inquietanti sono stati raccolti e pubblicati da Buzzfeed. Tra loro una ragazza poco piu&#8217; che adolescente con in mano una pistola piu&#8217; lunga del suo viso, un uomo anziano felice mentre in salotto guarda dentro il mirino del suo fucile nuovo. Ma anche una famiglia intera che posa in giardino, ognuno con la sua arma, come fossero un commando di Marine. E infine un ragazzino, non piu&#8217; grande di 10 anni, con il suo nuovo AR15, la stessa arma usata nella strage di Newtown, appena l&#8217;anno scorso.<br \/>\nUna recente ricerca della Columbia University (New York) pubblicata su &#8216;The American Journal of Medicine&#8217; sfata uno dei capisaldi della cultura americana, il possesso e l&#8217;uso di armi da fuoco come difesa personale: la libera circolazione delle armi non rende la popolazione pi\u00f9 sicura, anzi innesca una specie di meccanismo infernale che si autoalimenta. La ricerca ha analizzato le possibili associazioni tra il possesso di armi, le patologie mentali e il rischio di rimanere vittime di sparatorie in 27 paesi industrializzati (tra cui Giappone, Usa, Sud Africa e Regno Unito). Ebbene, le nazioni dove \u00e8 vietato o limitato il possesso di armi sono pi\u00f9 sicure di quelle dove la legislazioni \u00e8 pi\u00f9 permissiva. Ed hanno meno decessi correlati al porto d&#8217;armi. Quindi &quot;non \u00e8 vero che possederne una aumenta il livello di sicurezza&quot; avvertono gli scienziati. Secondo gli autori Sripal Bangalore e Franz H. Messerli &quot;sembra plausibile che l&#8217;abbondante disponibilit\u00e0 di armi da fuoco faciliti i decessi legati al loro uso &#8211; precisano &#8211; viceversa, i tassi di criminalit\u00e0 elevati possono scatenare l&#8217;ansia e la paura e spingere i cittadini ad armarsi. Questa condizione a sua volta aumenta la disponibilit\u00e0 di pistole. Un circolo vizioso &#8211; osservano &#8211; che sta portando gli Stati Uniti ad un livello estremo di conflitto sociale&quot;. La ricerca ha fotografato questo fenomeno analizzando le statistiche di 27 paesi. Gli Stati Uniti guidano la classifica, 10,2 possessori ogni 100 mila abitanti. Mentre il Giappone \u00e8 all&#8217;estremit\u00e0 opposta con un valore molto basso. Il Sud Africa (9,4 per 100mila) come gli Usa fa registrare un numero estremamente elevato di morti da arma da fuoco. Mentre il Regno Unito (0,25 per 100 mila ) ha avuto un tasso estremamente basso di decessi legato alle armi. Dunque, secondo lo studio &quot;c&#8217;\u00e8 una significativa correlazione tra la diffusione pro capite delle armi in ogni Paese e il tasso di decessi violenti.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20131228 14:22:00 guglielmoz ITALIA &#8211; La verit\u00e0 sulle pensioni che i media corrivi al potere nascondono. 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