{"id":11645,"date":"2017-04-15T19:06:07","date_gmt":"2017-04-15T17:06:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10982-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-21-dicembre-2013\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:07","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:07","slug":"10982-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-21-dicembre-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11645","title":{"rendered":"10982 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  21 dicembre 2013"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20131223 02:53:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; CRISI, ITALIANI PI\u00d9 POVERI. E NEL 2014 LA RIPRESA ANDR\u00c0 A FAVORE DI BANCHE ED EQUITALIA \/Calano, per la prima volta da anni, i prezzi e il valore delle case e la ricchezza delle famiglie italiane, gi\u00e0 messa sotto pressione dalla crisi, subisce una ulteriore, decisa, erosione<br \/>\nVATICANO  &#8211; Chiesa povera? La faccia tosta di \u201cAvvenire\u201d sull\u2019ottopermille<br \/>\nEUROPA &#8211;<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 Sudafrica.  L&#8217;eredit\u00e0 tradita \/  di Nelson Mandela non nasconde lo scontento della popolazione verso l&#8217;African national congress (ANC, al governo dal 1994) e, in particolare, verso il presidente Jacob Zuma.<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; BALI COMMERCIO GLOBALE, IL PACCO DI BALI \/ Poche luci e tante ombre sul pacchetto di misure approvate la settimana scorsa a Bali dai 160 paesi membri dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211;  CILE. La ex-presidente Michelle Bachelet vince senza sorprese (62,16 %) e nella corsa alla presidenza lascia dietro di s\u00e9 Evelyn Matthei (32,87 %), l\u2019impresentabile candidata della destra nostalgica, con una differenza di quasi un milione e mezzo di voti.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211;  da NEW YORK a LOS ANGELES, a CHICAGO a WASHINGTON<br \/>\nALTRO CHE RIPRESA, AUMENTANO HOMELESS E POVERI \/ I bollettini economici degli Usa nelle ultime settimane segnano sempre valori positivi, a cominciare dal calo della disoccupazione.<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nCRISI, ITALIANI PI\u00d9 POVERI. E NEL 2014 LA RIPRESA ANDR\u00c0 A FAVORE DI BANCHE ED EQUITALIA<br \/>\nCalano, per la prima volta da anni, i prezzi e il valore delle case e la ricchezza delle famiglie italiane, gia&#8217; messa sotto pressione dalla crisi, subisce una ulteriore, decisa, erosione. A segnalarlo e&#8217; la Banca d&#8217;Italia secondo cui il calo del tradizionale bene rifugio mattone porta cosi&#8217; il passivo della ricchezza netta dal 2007 a -9% a prezzi costanti. La media fissa la ricchezza a 143 mila euro pro capite e a 357 mila euro per famiglia su un valore totale di 8542 miliardi di euro con un ribasso dello 0,6% a prezzi correnti e del 2,9% in termini reali. E nei primi sei mesi del 2013 le stime parlano di un ulteriore -1%.<br \/>\nE cosi&#8217; per la prima volta dal 1995 il totale del valore delle propriet\u00e0 immobiliari detenute dalle famiglie e&#8217; sceso da oltre 5000 miliardi a quota 4832 (-3,9% che arriva a -6% in termini reali), un ribasso che peraltro e&#8217; proseguito nei primi mesi del 2013 facendo vaporizzare in 18 mesi oltre 270 miliardi di valore. Il mercato infatti e&#8217; stretto fra le tenaglie del restringimento del credito da parte delle banche e dal calo del reddito per colpa della crisi che provoca meno richieste di mutui e che solo ora mostra qualche timido segnale di ripresa.<br \/>\nAnche il risparmio viene limato e &#8216;nel 2012 e&#8217; sceso per il settimo anno consecutivo in termini nominali, risultando pari a 36 miliardi di euro&#8221;. Alla fine degli anni novanta si attestava in media intorno ai 100 miliardi di euro.<br \/>\nInsomma, il refolo di ripresa di cui il Governo parla rischia di essere meno di un alito e questo per il semplice motivo che le famiglie si stanno indebitando e quindi ammesso che i lievi incrementi di Pil possano dare qualche incremento di reddito, questo andr\u00e0 in direzione dei creditori. E se non saranno le banche sar\u00e0 il pareggio di bilancio a spillare soldi dalle tasche degli italiani.<br \/>\nProprio ieri il presidente del Centro Studi di Economia Reale, Mario Baldassarri, ha sottolineato che alla luce della legge di stabilit\u00e0 la cosiddetta &quot;ripresa appare molto incerta\u201d. Nel 2014 &#8211; spiega &#8211; solo +0,2% e non l&#8217;1%&quot;, prospettato da ministro dell&#8217;economia Fabrizio Saccomanni. E il tasso di crescita continuera&#8217; a essere assolutamente modesto anche negli anni successivi. Il Pil tornerebbe ai livelli del 2007 nel 2022. Per vedere qualche segnale piu&#8217; incoraggiante bisognera&#8217; attendere il 2015, quando si registrer\u00e0 un +1,3%. Ma l&#8217;anno prossimo la disoccupazione crescera&#8217; ulteriormente, prima di ripiegare a partire proprio dal 2015. &quot;Il quadro previsionale &#8211; ha detto Baldassarri \u2013 fino al 2018 dice che nei prossimi cinque anni saranno aumentate le tasse per 98 miliardi, che servono a ridurre il deficit e ad aumentare di pochi miliardi gli investimenti. E&#8217; evidente che il rapporto debito\/pil inizia a scendere dopo il 2017. La nostra previsione ci dice che, con questa legge di stabilita&#8217;, nel 2013 avremo -1,9%, +0,2% nel 2014, +1,3% nel 2015, +1,5% nel 2016. Con questa legge di stabilita&#8217; un +0,1 nel 2014 e nel 2015. Rispetto al 2007 abbiamo perso il 10% di pil.<br \/>\nROMA<br \/>\nIN ITALIA LA POLITICA? SOLO CON I SOLDI DEI RICCHI E DEI POTENTI.<br \/>\nSentite le grida di giubilo e gli squittii con cui lor signori (equamente distribuiti fra i partiti maggiori) stanno salutando, in compagnia dell\u2019innocuo esercito grillino, l\u2019abolizione di ogni forma di finanziamento pubblico dei partiti. \u201cNeanche un quattrino (dalle finanze pubbliche) ai partiti\u201d, annunciano garruli, a petto in fuori, facendo a gara a chi si intesta il risultato di questa presunta campagna moralizzatrice. E\u2019 raggiante Letta (\u201cQuando il governo \u00e8 nato tra le priorit\u00e0 aveva l\u2019abolizione del finanziamento con una riforma e un nuovo sistema basato sulla volontariet\u00e0 dei cittadini\u201d); \u00e8 felice Renzi che di questo obiettivo aveva fatto il proprio cavallo di battaglia; esulta Gaetano Quagliariello (\u201dE una \u00e8 andata: abolito il finanziamento pubblico ai partiti! Ecco i fatti\u201d); rilancia, come sempre, L\u2019egoarca a 5 Stelle che chiede a Letta di restituire \u201ci 45 milioni di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio\u201d.<br \/>\nQuello che, ahinoi, i pi\u00f9 non hanno capito, a partire dai diseredati che ne pagheranno le conseguenze, \u00e8 che con questa decisione il Consiglio dei ministri consegna la politica a quelle formazioni i cui referenti sociali, o (per meglio dire) i cui \u201cclientes\u201d, possono permettersi laute elargizioni (private) affinch\u00e9 i propri interessi siano ben rappresentati nelle sedi che contano. E\u2019 la politica che torna ad essere un privilegio dei ricchi, le cui lobbies terranno al guinzaglio ministri, sottosegretari, deputati e senatori nonch\u00e9, ovviamente, segretari di partito che a quei munifici emolumenti dovranno la propria esistenza. L\u2019assalto populistico al finanziamento pubblico, condotto nel nome del repulisti contro gli sprechi e le malversazioni di cui la \u2018casta\u2019 si \u00e8 macchiata, \u00e8 servito a rendere chiaro che da oggi la politica sar\u00e0, pi\u00f9 di quanto non sia mai stata, roba da piani alti dell\u2019edificio sociale. Chi fra i propri finanziatori potr\u00e0 collezionare industriali, finanzieri (pi\u00f9 o meno d\u2019assalto), proprietari di  hedge fund , immobiliaristi, professionisti  \u00e0 la page , avr\u00e0 diritto di fare politica; gli altri, ed in particolare quei partiti che ancora si \u2018attardano\u2019 a rappresentare il lavoro dipendente, proletario e precarizzato saranno consegnati a vita grama, gramissima. E\u2019 quello che gi\u00e0 sta accadendo sul fronte dell\u2019editoria, della carta stampata, sequestrata e monopolizzata da finanziatori dal portafoglio gonfio, i soli che spopolano sul mercato dell\u2019informazione e che esercitano una funzione disciplinare sul pensiero, sulle opinioni di larghe masse popolari. Dopo la legge elettorale maggioritaria, che fra premio di maggioranza e soglia di sbarramento abolisce il criterio secondo cui \u201cogni testa vale un voto\u201d e distrugge il principio proporzionale della rappresentanza parlamentare, ora si assesta un colpo solenne e definitivo al pluralismo politico e al diritto ad esistere delle minoranze.<br \/>\nPoi Letta ha provato a raddrizzare un po\u2019 la barra, spiegando che \u201ccon la nuova disciplina \u201cASSEGNIAMO TUTTO IL POTERE AI CITTADINI\u201d, perch\u00e9 \u201cil cittadino che vuole dare un contributo a un partito lo pu\u00f2 fare attraverso il 2 per mille o con contribuzione volontaria\u201d. Gi\u00e0: il 2 per mille di Agnelli ai partiti che fanno gli affari suoi e il 2 per mille dell\u2019operaio, del cassaintegrato, o del disoccupato che vive di Aspi alle formazioni che provano a rappresentare questi soggetti sociali. Un capolavoro! Ma niente paura, dice Letta, \u201cil sistema \u201cnon frega il cittadino\u201d perch\u00e9 \u201cl\u2019inoptato rimane allo Stato\u201d. Il diritto al voto secondo il censo: manca solo questo. Ma forse non ce n\u2019\u00e8 neppure pi\u00f9 bisogno.<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nCITTA\u2019 DEL VATICANO<br \/>\nChiesa povera? La faccia tosta di \u201cAvvenire\u201d sull\u2019ottopermille \/ A proposito di povert\u00e0 della Chiesa: tra il Patto delle catacombe e papa Francesco, l\u2019Avvenire pretende di \u201cinfilarci\u201d il sistema fondato sul Concordato e sull\u2019ottopermille che ha fatto ricca la Chiesa in Italia. Quanta faccia tosta!<br \/>\nAlcune informazioni: al Concilio il tema della povert\u00e0 della Chiesa e nella Chiesa fu affrontato da una minoranza di padri conciliari. Alla fine, nel novembre del 1965, essi firmarono un testo (detto Patto delle catacombe) con il quale si impegnarono a uno stile di vita molto sobrio e ad abbandonare l\u2019apparenza e la realt\u00e0 della ricchezza delle strutture episcopali ed anche altri simboli esterni (titoli, onori\u2026). Da allora questo documento \u00e8 diventato il punto di riferimento per chi, nella Chiesa, ha cercato di tenere viva la riflessione e la proposta di una Chiesa povera e dei poveri. Nel nostro paese questa tematica, nella teoria e nella pratica, \u00e8 finita in un angolo nel mondo ecclesiastico ed \u00e8 stata trascurata anche nella generalit\u00e0 del mondo cattolico. Luisito Bianchi ne \u00e8 stato il profeta inascoltato.<br \/>\nCon papa Francesco la situazione \u00e8 completamente cambiata (dovrebbe cambiare). Nelle sue interviste e nella Evangelii Gaudium le sue parole sulla Chiesa povera non sono equivocabili.<br \/>\nOra l\u2019Avvenire, con un editoriale di Umberto Folena (12 dicembre), fa un\u2019opera di manipolazione troppo evidente perch\u00e9 sia efficace. Egli sostiene che \u00e8 nella stessa linea del Patto delle Catacombe e di papa Francesco anche il documento dei vescovi italiani \u201cSovvenire alle necessit\u00e0 della Chiesa\u201d del 1988. Per i non addetti ai lavori ricordo che questo \u00e8 il testo fondamentale (riconfermato vent\u2019anni dopo) con cui la CEI, insieme a tante belle parole, annunciava e strutturava il sistema, fondato sul nuovo Concordato Craxi-Casaroli del 1984, con cui la Chiesa italiana dal 1990 avrebbe goduto di ingenti risorse grazie soprattutto (ma non solo) al sistema dell\u2019ottopermille; il gettito per il 2012 \u00e8 stato di 1.148 milioni, dei quali solo il venti per cento \u00e8 destinato a opere caritative (tra queste il 7,5 per cento al terzo mondo). Sono risorse che, dal 1990 in poi, si sono circa quintuplicate rispetto a quelle di cui la Chiesa godeva precedentemente.<br \/>\nIn Europa la Conferenza episcopale italiana \u00e8 la pi\u00f9 ricca dopo quella tedesca. Con le risorse dell\u2019otto per mille la presidenza Ruini ha potuto organizzare l&#8217;attuale forte struttura centrale della CEI (che papa Francesco ha chiesto di contenere decentrando alle conferenze episcopali regionali), aprire una televisione (TV 2000), mantenere l\u2019Avvenire, garantire a ogni membro del clero una retribuzione certa e costante e fare tanti altri interventi.<br \/>\nChiesa povera? E anche &#8211; per dirla tutta &#8211; Chiesa dei poveri e per i poveri intervenendo in politica sempre a favore dei poteri forti rappresentati dal centrodestra?<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nGERMANIA<br \/>\nBERLINO<br \/>\nLA GROSSE-KOALITION SEGNATA DA UNA SASSAIOLA CONTRO LA SEDE DELL&#8217;SPD A BERLINO \/ La stampa lo ha definito un &quot;attacco in piena regola&quot;, ma il blitz contro la sede della Spd a Berlino non \u00e8 andato oltre un fitto lancio di sassi. Comunque, l&#8217;azione \u00e8 arrivata nella notte seguita alla presentazione dei ministri di grande coalizione tra l&#8217;Unione di Cdu\/Csu e la socialdemocratica Spd, alla vigilia dell&#8217;elezione della cancelliera Angela Merkel per il suo terzo mandato consecutivo da cancelliera. Coperti dal buio, tra luned\u00ec 16  e marted\u00ec 17, alcuni sconosciuti hanno preso a sassate la centrale del partito socialdemocratico a Berlino, la Willy-Brandt-Haus, danneggiando 14 vetrate.<br \/>\nSecondo le prima indagini, tra i sospettati ci sarebbero appartenenti alla scena degli autonomi radicali di sinistra. Sull&#8217;episodio sono al lavoro gli uomini della polizia criminale, responsabile per i delitti di natura politica. Stando alle testimonianze raccolte, intorno all&#8217;1.15 della scorsa notte un gruppo di circa 15 persone ha tirato una serie di blocchetti di pietra, tipo sampietrino, sulle vetrate della facciata della Willy-Brandt-Haus. Prima dell&#8217;arrivo della polizia gli autori del gesto sono riusciti a fuggire, qualcuno anche in bicicletta.<\/p>\n<p>BELGIO<br \/>\nBRUXELLES<br \/>\nBASTA TAGLI, SCONTRI TRA POMPIERI E POLIZIA \/  Centinaia di pompieri si sono scontrati con altrettanti agenti in assetto antisommossa, nella capitale belga Bruxelles, per protestare contro le misure decise dal governo che tagliano pesantemente vari settori della pubblica amministrazione, Vigili del Fuoco compresi. Non \u00e8 la prima volta che i pompieri del paese decidono di adottare forme determinate di protesta e si scontrano con i celerini &#8211; era successo anche lo scorso anno &#8211; sui quali i dimostranti in divisa hanno scaricato quintali di schiuma antincendio arrivando fino allo scontro fisico davanti alla sede del Primo Ministro Elio Di Rupo. La polizia ha cercato di bloccare i dimostranti con un ampio ricorso al manganello ma senza grande successo visto che i Vigili del Fuoco indossavano il casco d&#8217;ordinanza. Nel mirino dei pompieri in mobilitazione, oltre ai tagli al finanziamento del corpo quelli alle loro pensioni e l\u2019allungamento della loro et\u00e0 lavorativa, assurdo se si considera la pericolosit\u00e0 delle condizioni in cui devono operare quotidianamente durante incendi, alluvioni ecc. Misure che il governo belga naturalmente giustifica in nome dell&#8217;austerity e della necessit\u00e0 di ridurre la spesa pubblica. A scapito della sicurezza dei cittadini oltre che dei diritti dei lavoratori.<\/p>\n<p>RUSSIA<br \/>\nII 16 dicembre il governo ha confermato di aver schierato dei missili a corta gittata nell&#8217;exclave di Kaliningrad in ri-sposta al progetto di scudo anti-missile della Nato.<br \/>\nLa Duma ha approvato il 18 dicembre una legge di amnistia che prevede anche la scarcerazione degli attivisti di Greenpeace arrestati a settembre e delle Pussy Riot. <\/p>\n<p>UCRAINA<br \/>\nKIEV SI AVVICINA ALLA RUSSIA<br \/>\nMentre nelle strade di Kiev continuano le manifestazioni contro il governo, colpevole di aver interrotto il processo di avvicinamento all&#8217;Unione europea, la situazione politica e diplomatica tra l&#8217;Ucraina, Mosca e Bruxelles rimane intricata. Il 15 dicembre Bruxelles ha fatto sapere che per il momento considera sospesa la trattativa con Kiev, e due giorni dopo il presidente ucraino Viktor Janukovic (nella foto con Putin) \u00e8 stato in visita a Mosca, incassando da Vladimir Putin un cospicuo sconto sulle forniture di gas e l&#8217;impegno del Cremlino a investire 15 miliardi di euro in titoli di stato ucraini. Nell&#8217;incontro non si \u00e8 parlato esplicitamente del progetto russo di un&#8217;unione doganale eurasiatica, ma i due paesi hanno siglato importanti protocolli di collaborazione in materia di commercio. Secondo il settimanale ucraino Zerkalo Nedeli, &quot;l&#8217;opposizione vuole sapere cosa l&#8217;Ucraina ha promesso alla Russia in cambio del taglio del prezzo del gas e del prestito. Stando a uno dei suoi leader, Vitali] Klicko, Janukovic ha dato come garanzia l&#8217;intero paese, con le sue imprese e le sue infrastrutture energetiche&quot;. Pi\u00f9 prudente \u00e8 il sito russo Gazeta: &quot;Putin ha teso la mano a Janukovic, ma \u00e8 an-cora presto per affermare che la Russia sia riuscita a fare compiere a Kiev un passo decisivo verso l&#8217;unione doganale e a convincerla a rinunciare per sempre all&#8217;integrazione europea&quot;.<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nLO STRAPPO DELLA CATALOGNA<br \/>\nEl Pais 13 dicembre 2013 \/ Il 12 dicembre il presidente della comunit\u00e0 autonoma della Catalogna, Artur Mas, ha annunciato che il referendum sull&#8217;indipendenza della regione si terr\u00e0 il 9 novembre 2014. &quot;Una sfida in piena regola alle istituzioni&quot;, scrive EI Pais, &quot;e un altro passo verso la crisi costituzionale&quot;. La consultazione, in programma due mesi dopo il voto sull&#8217;indipendenza della Scozia, sar\u00e0 articolata in due quesiti. Chi dir\u00e0 s\u00ec al primo &#8211; &quot;Vuoi uno stato catalano?&quot;- dovr\u00e0 rispondere anche al secondo: &quot;Vuoi che questo stato sia indipendente?&quot;. In questo modo, sostiene Mas, tutti i cittadini potranno dire la loro, &quot;sia chi desidera solo una modifica dello statuto politico catalano, sia chi vuole l&#8217;indipendenza&quot;. Le opzioni, quindi, sono due: la prima non implica la secessione da Madrid (sul modello della Baviera, che si definisce uno stato, ma rimane all&#8217;interno della Repubblica federale di Germania), ma la seconda, chiaramente indipendentista, \u00e8 molto pi\u00f9 problematica, commenta La Vanguardia. Per questo, aggiunge il quotidiano di Barcellona, l&#8217;iniziativa \u00e8 stata definita &quot;illegale&quot; dal premier Mariano Rajoy, il quale ha anche dichiarato che &quot;rifiuter\u00e0 categoricamente&quot; di autorizzare lo svolgimento del referendum, in quanto &quot;contrario alla costituzione e alla sovranit\u00e0 di tutti gli spagnoli&quot;. <\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nMigliaia di persone hanno partecipato il 14 dicembre a una manifestazione a Madrid contro un progetto di legge che vieta le proteste da-vanti alle sedi del parlamento e del governo. <\/p>\n<p>AUSTRIA<br \/>\nIL COMPROMESSO AL GOVERNO<br \/>\nIl 12 dicembre, a tre mesi dalle elezioni legislative, i conserva-tori dell&#8217;Ovp e i socialdemocratici dell&#8217;Sp\u00f2 hanno annunciato un accordo che conferma la grande coalizione, al governo a Vienna dal 2007. Il socialdemo-cratico Werner Faymann resta cancelliere, mentre Michael Spindelegger, il leader dell&#8217;Ovp, sar\u00e0 ancora il suo vice. Unica grande novit\u00e0 \u00e8 Sebastian Kurz, ministro degli esteri a soli 27 an-ni. &quot;La grande coalizione&quot;, commenta Die Presse, &quot;\u00e8 tipica-mente austriaca, cio\u00e8 un governo basato sul compromesso tra i partiti&quot;, il cui scopo non \u00e8 &quot;rea-lizzare le cose, ma impedirle. E sar\u00e0 cos\u00ec anche questa volta: i temi su cui l&#8217;\u00d2vp e l&#8217;Sp\u00f2 non sono d&#8217;accordo saranno praticamente ignorati&quot;.<\/p>\n<p>AFRICA &#038; MEDIO ORIENTE<br \/>\nMEDIO ORIENTE<br \/>\nNEGOZIATI INCONCLUDENTI<br \/>\nGli attuali negoziati tra israeliani e palestinesi non porteranno a una soluzione del conflitto, scrive Moshe Arens su Ha&#8217;aretz. L&#8217;obiettivo delle pressioni sempre pi\u00f9 forti esercitate dall&#8217;inviato statunitense John Kerry (nella foto) \u00e8 solo ottenere &quot;il ritiro delle forze armate israeliane da Giudea e Samaria, lasciando irrisolte le altre questioni&quot;. Alcuni alti funzionari palestinesi hanno criticato l&#8217;amministrazione Obama, accusandola di favorire Israele nei negoziati, scrive Ha&#8217;aretz. &quot;La mancanza di progressi nei colloqui con Israele solleva ancora una volta la questione della riconciliazione tra Al Fatah e Hamas&quot;. L&#8217;agenzia palestinese Ma&#8217;an ha rivelato che l&#8217;organizzazione islamica al potere nella Striscia di Gaza \u00e8 pronta a formare un governo di unit\u00e0 nazionale in vi\u00acsta delle prossime elezioni legislative e presidenziali.<br \/>\n Il 15 dicembre un soldato israeliano \u00e8 rimasto ucciso a Ras al Naqura, sul confine con il Libano, probabilmente per un colpo sparato dai militari libanesi.<\/p>\n<p>TUNISIA<br \/>\nACCORDO SU MEHDIJOMAA<br \/>\nIl 17 dicembre 2013 la Tunisia ha celebrato il terzo anniversario dell&#8217;immolazione di Mohamed Bouazizi, il gesto che ha dato il via alle rivolte arabe del 2011. L&#8217;anniversario \u00e8 caduto in un momento delicato sul piano politico. Il 14 dicembre, dopo mesi di trattative e nonostante la contrariet\u00e0 di parte dell&#8217;opposizione, il ministro dell&#8217;industria Mehdi Jomaa \u00e8 stato designato come successore del primo ministro Ali Laarayedh. Jomaa, un indipendente, dovr\u00e0 formare un nuovo governo entro un mese, scrive il sito Tunisie Num\u00e9rique, e guidare il paese fino alle elezioni del 2014.<\/p>\n<p>SUD SUDAN<br \/>\nCOMBATTIMENTI A JUBA<br \/>\nIl 15 dicembre a Juba sono scoppiati degli scontri tra unit\u00e0 rivali della guardia presidenziale che, secondo le Nazioni Unite, hanno causato 500 morti, 800 feriti e ornila sfollati (nella foto, sfollati nella sede della missione dell&#8217;Orni). I combattimenti sono durati due giorni. Il 18 dicembre, in un momento di calma, sono partiti i primi voli per portare gli stranieri fuori del paese, scrive Radio Tamazuj. Il presidente Salva Kiir ha accusato l&#8217;ex vicepresidente Riek Machar (destituito a luglio) di aver tentato un golpe mobilitando i reparti dell&#8217;esercito che gli sono fedeli. Vecchio leader della lotta per l&#8217;indipendenza, Machar ha smentito questa versione, evocando scontri interni alla guardia presidenziale, e ha accusato il governo di alimentare l&#8217;odio tra le etnie. Secondo altri, all&#8217;origine degli scontri ci sarebbe la decisione di Kiir di disarmare i soldati nuer della guardia presidenziale. Il 18 dicembre ci sono state violenze in altre parti del paese, in particolare a Bor, che \u00e8 stata attaccata da disertori.<\/p>\n<p>CONGO<br \/>\n II 16 dicembre 22 persone sono morte negli scontri tra l&#8217;esercito e il corpo di guardia di Marcel Tsourou, un ufficiale di alto grado. Tsourou era stato condannato a cinque anni con la condizionale per l&#8217;esplosione accidentale di un deposito di armi, il 4 marzo 2012, in cui erano morte circa trecento persone. <\/p>\n<p>MALI<br \/>\nII partito del presidente Ibrahim Boubacar Keita e le formazioni alleate hanno ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi nel secondo turno delle elezioni legislative il 15 dicembre. <\/p>\n<p>NIGERIA<br \/>\nII 18 dicembre il presidente Goodluck Jonathan ha perso la maggioranza in parlamento dopo la defezione di 37 deputati del suo partito. <\/p>\n<p>RDC<br \/>\n L&#8217;11 dicembre l&#8217;esercito ha lanciato un&#8217;offensiva nel Nord e nel Sud Kivu contro i ribelli hutu ruandesi dell&#8217;Fdlr. Il giorno dopo il governo e un altro gruppo ribelle, l&#8217;M23, hanno firmato delle dichiarazioni che mettono ufficialmente fine al conflitto nel Nord Kivu.<\/p>\n<p>SUDAFRICA<br \/>\nL\u2019EREDTA\u2019 TRADITA<br \/>\nL&#8217;eredit\u00e0 tradita TheSunday Times, Sudafrica \/  di Nelson Mandela non nasconde lo scontento della popolazione verso l&#8217;African national congress (Anc, al governo dal 1994) e, in particolare, verso il presidente Jacob Zuma. Sul capo dello stato, scrive il Sunday Times, aumentano le pressioni affinch\u00e9 si dimetta. Zuma \u00e8 coinvolto in uno scandalo che riguarda 1 uso di fondi pubblici per i lavori di ammodernamento della sua residenza privata di Nkandla e l&#8217;n dicembre allo stadio Fnb di Soweto, ha subito l&#8217;umiliazione di essere fischiato davanti ai leader di tutto il mondo. Secondo un sondaggio commissionato dal giornale, il 42 per cento degli intervistati \u00e8 convinto che Zuma abbia abusato del suo potere spendendo 200 milioni di rand di denaro pubblico (15 milioni di euro) per la sua casa, &quot;il dissenso e lo scontento sono sempre pi\u00f9 forti sia tra la popolazione sia all interno del partito&quot;, commenta l&#8217;analista politico Justice Maiala su Al Jazeera. &quot;Dal 2010 almeno tre nuovi partiti sono nati dalle divisioni dell&#8217;Anc. In pochi ormai credono che il partito stia portando avanti la lotta per L\u2019uguaglianza cominciata da Mandela&quot;. <\/p>\n<p>SUDAFRICA<br \/>\nPRETORIA. IN MARCIA CON MADIBA<br \/>\nNELSON MANDELA: IL PARTITO COMUNISTA SUDAFRICANO E LA LOTTA CONTRO L&#8217;APARTHEID (1990)<br \/>\nIn occasione della scomparsa di Nelson Mandela il Partito Comunista Sudafricano e l&#8217;African National Congress hanno per la prima volta ufficialmente confermato la militanza comunista di Madiba. Vi proponiamo il discorso che Nelson Mandela tenne il 29 luglio 1990 al raduno per il rilancio del Partito Comunista Sudafricano che segnava il ritorno alla legalit\u00e0 dopo 40 anni. Nel 1950 il regime dell&#8217;apartheid aveva approvato la &quot;legge per la soppressione del comunismo&quot;.<br \/>\nCompagno Presidente,<br \/>\nCompagni e amici,<br \/>\nQuesto \u00e8 un importante giorno nella storia politica del nostro paese. \u00c8 un giorno che potrebbe dare conforto e speranza a chiunque in Sudafrica consideri se stesso o se stessa un Democratico. \u00c8 importante perch\u00e9 segna la fine di un periodo di esattamente 40 anni, durante il quale dichiarato intento e pratica dello stato era la soppressione di tutte le opinioni politiche che non fossero certificate dal governo del Partito Nazionale come legittime e permesse. Sicuramente, ci sono, oggi, sorrisi felici sui volti dei pensatori politici che dissero che, pur se in disaccordo con opposti punti di vista che alcune persone avrebbero potuto esprimere, avrebbero comunque difeso con le loro vite il diritto democratico di questi oppositori ad esprimerle.<br \/>\nL\u2019ANC non \u00e8 un partito comunista. Ma \u00e8 un difensore della democrazia, ha combattuto e continuer\u00e0 a combattere per il diritto all\u2019esistenza di un partito comunista. Come movimento per la liberazione nazionale, l\u2019ANC non ha alcun mandato per propagandare l\u2019ideologia marxista. Ma come movimento democratico, come Parlamento del popolo del nostro paese, l\u2019ANC ha difeso e continuer\u00e0 a difendere il diritto di qualsiasi sudafricano a aderire all\u2019ideologia marxista se questa \u00e8 la sua volont\u00e0.<br \/>\nPer noi come movimento democratico, la lezione della nostra storia \u00e8 molto chiara. \u00c8 quella dei popoli dell\u2019Europa imparata durante il turbolento decennio degli anni \u201930, quando il fascismo inizi\u00f2 il suo assalto verso la democrazia lanciando una violenta offensiva contro i comunisti. \u00c8 la stessa lezione che il popolo degli Stati Uniti apprese durante il decennio degli anni \u201950, quando le forze del Maccartismo lanciarono un assalto volto a minare il patrimonio democratico del popolo americano, conducendo un offensiva virulenta contro i comunisti e le opinioni di sinistra. I teologi della Chiesa tedesca capirono questi processi molto bene quando dissero che la Chiesa cristiana non aveva fatto nulla quando i nazisti attaccarono i comunisti. E nuovamente la Chiesa non fece nulla quando i nazisti volsero le loro brutali attenzioni verso i socialisti. E quando i nazisti si rivolsero verso gli uomini cristiani e le donne di tale coscienza, la Chiesa scopr\u00ec che non viera pi\u00f9 nessuno a difenderla.<br \/>\nQuesto \u00e8 un errore che l\u2019ANC non ha mai fatto, perch\u00e9 capimmo che aver reso illegale il Partito Comunista nel 1950, era un preludio alla soppressione di tutte le opinioni democratiche nel nostro paese. Questa \u00e8 una lezione che coloro i quali sono all\u2019interno del Partito Nazionale, e si considerano democratici, devono imparare al pi\u00f9 presto.<br \/>\nLa lezione che debbono imparare \u00e8 che fu fondamentalmente sbagliato l\u2019aver emanato il decreto per la soppressione del comunismo nel 1950. La lezione che debbono imparare \u00e8 che \u00e8 fondamentalmente sbagliato oggi cercare di creare un clima di tolleranza democratica di diversi punti di vista tentando di demonizzare coloro che scelgono di avere opinioni comuniste. Una posizione come questa conduce ad una cosa e una cosa soltanto, vale a dire, la negazione e la soppressione della democrazia stessa.<br \/>\nSiamo qui oggi per partecipare con voi al rilancio del Partito Comunista, 40 anni dopo la sua soppressione. Lo facciamo perch\u00e9 durante gli ultimi 70 anni della sua esistenza, il Partito Comunista si \u00e8 distinto come un alleato nella lotta comune per la fine dell\u2019oppressione razziale e dello sfruttamento delle masse nere nel nostro paese. Esso ha lottato fianco a fianco con l\u2019ANC con lo stesso obiettivo della liberazione nazionale del popolo, senza cercare di imporre le sue visioni sul nostro movimento. \u00c8 stato ed \u00e8 un amico affidabile che ha rispettato la nostra indipendenza e la nostra politica. I suoi membri sono stati dei devoti congressisti che, come membri dell\u2019ANC, hanno propagandato e difeso le politiche del nostro movimento, inclusa la Freedom Charter (Carta della Libert\u00e0, NdT), senza esitazione. Hanno quindi dato forza al nostro movimento, qualunque fossero le loro diverse prospettive come formazione politica indipendente. I suoi capi sono stati stretti amici e colleghi dei capi del nostro movimento.<br \/>\nIl segretario generale del Partito Comunista, compagno Joe Slovo, \u00e8 un vecchio amico. C\u2019\u00e8 una vecchia e stabile amicizia che lega la sua famiglia alla mia. Siamo andati all\u2019universit\u00e0 insieme. Siamo stati imputati insieme nei processi per tradimento del 1956 e del 1961. Nel corso degli anni, abbiamo condiviso le stesse opinioni su questioni fondamentali come la fine del sistema criminale dell\u2019apartheid e la trasformazione democratica del nostro paese. Oggi condividiamo le stesse visioni riguardo l\u2019importanza vitale e l\u2019urgenza di arrivare ad soluzione politica attraverso i negoziati, in condizioni di pace per tutto il nostro popolo. Questa personale e politica relazione \u00e8 stata in grado di durare durante gli anni precisamente perch\u00e9 Joe Slovo e i suoi colleghi del Partito Comunista hanno compreso e rispettato il fatto che l\u2019ANC \u00e8 un corpo indipendente. Non hanno mai provato a trasformare l\u2019ANC in una marionetta del Partito Comunista. Hanno combattuto per difendere il carattere dell\u2019ANC come il Parlamento degli oppressi, contenente al suo interno persone dalle differenti visioni ideologiche, le quali sono unite da una prospettiva comune di emancipazione nazionale rappresentata dalla Freedom Charter.<br \/>\nAnche quando ci siamo messi insieme al compagno Joe Slovo e ad altri nel 1961 per formare l\u2019Esercito del Popolo, Umkhonto we Sizwe (Lancia della nazione, NdT), abbiamo compreso il ruolo specifico che Umkhonto avrebbe dovuto giocare. Abbiamo capito che nonostante la repressione dello stato ci avesse costretto a prendere le armi, questo non avrebbe dovuto fare dell\u2019ANC uno schiavo della violenza. Sapevamo che i quadri che formavano Umkhonto we Sizwe avrebbero dovuto essere uomini e donne che dovevano rispettare l\u2019autorit\u00e0 politica dell\u2019ANC, e sapevamo che dovevamo sempre partire dal fatto che avevano preso le armi precisamente per aiutare a stabilire un ordine democratico nel quale le persone avrebbero avuto il diritto alla libert\u00e0 di opinione politica e di espressione, senza paura di alcuna intimidazione da qualsiasi parte.<br \/>\nTali sono le opinioni degli uomini e delle donne che hanno composto la nostra gloriosa armata. Suggerire, come alcuni fanno in questi giorni, che questi eccezionali figli e figlie del nostro popolo covino idee di un\u2019azione militare unilaterale contro il processo di pace, \u00e8 un insulto fabbricato dai nemici della democrazia i quali hanno costruito reti cospiratorie all\u2019interno delle strutture di potere nel nostro paese.<br \/>\nTutti, governo incluso, sanno anche che l\u2019ANC \u00e8 la formazione politica che dispone l\u2019uso strategico delle armi nelle mani dell\u2019Esercito Popolare. Il nostro movimento, il quale ha una storia illustre e incontrastata nella ricerca di soluzioni pacifiche, non ha mai abbandonato da parte sua la strategia della lotta non violenta, anche quando il regime dell\u2019apartheid fece tutto ci\u00f2 che era in suo potere per rendere questo tipo di lotta impossibile. Non possiamo ora rivoltarci contro una risoluzione pacifica del conflitto nel nostro paese, soprattutto dal momento che tale risoluzione sembra possibile.<br \/>\nColoro che oggi si atteggiano a esperti sulla struttura e la strategia del nostro vasto movimento per la liberazione nazionale devono capire questo ABC della nostra lotta. Ci\u00f2 che questo ABC indica \u00e8 l\u2019impegno dell\u2019alleanza guidata dall\u2019ANC di fare tutto ci\u00f2 che \u00e8 in suo potere per arrivare a una soluzione pacifica dei problemi che affliggono il nostro paese.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nAUSTRALIA<br \/>\nCAMBERRA<br \/>\nII 12 dicembre l&#8217;alta corte ha annullato i matrimoni omosessuali celebrati nella capitale Canberra. Secondo i giudici, solo il parlamento federale pu\u00f2 autorizzare le nozze tra persone dello stesso sesso. Cina II governo ha confermato il 18 dicembre che all&#8217;inizio del mese una nave da guerra cinese ha rischiato una collisione con una nave da guerra statunitense nel mar Cinese meridionale.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nI R\u00ccSCHI DEL PRIMO IMPIEGO<br \/>\nSHUKAN KINY\u00d3BI, GIAPPONE \/ Come ogni anno a dicembre, per i laureandi giapponesi \u00e8 cominciata la caccia al primo impiego. In questo periodo dell&#8217;anno, infatti, gli studenti universitari che frequentano il penultimo anno prendono contatto con le aziende in cerca di personale, che il 1 del mese pubblicano le loro offerte di lavoro. L&#8217;obiettivo degli studenti \u00e8 ottenere una &quot;promessa d&#8217;impiego&quot; che, una volta laureati, dovrebbe trasformarsi in un&#8217;assunzione vera e propria. Lo sh\u00f9katsu (ricerca di lavoro), per\u00f2, \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile, e secondo il ministero del lavoro e del welfare nei prossimi tre anni un laureato su tre sar\u00e0 disoccupato. Inoltre \u00e8 in aumento il rischio di incappare nelle cosiddette burakku kigy\u00f3 (aziende nere), scrive lo Shukan Kiny\u00f3bi. Si tratta di aziende che reclutano neolaureati con offerte di stage pubblicate sui siti specializzati e li sfruttano con metodi criminali: minacce, imposizione di orari di lavoro massacranti, e straordinari e stipendi non pagati. Il ministero del lavoro ha creato una linea telefonica per offrire assistenza alle vittime di questi abusi, sempre pi\u00f9 numerose <\/p>\n<p>UZBEKISTAN<br \/>\nSTERILIZZAZIONE FORZATA<br \/>\nSecondo uno studio della Open society foundation, la sterilizzazione forzata delle donne con due o pi\u00f9 figli \u00e8 ancora molto diffusa in Uzbekistan, scrive Eurasianet. Le donne prese di mira dalla campagna del governo per il controllo delle nascite sono soprattutto le appartenenti alla fascia socioeconomica pi\u00f9 bassa e alle minoranze etniche. Le sterilizzazioni, decine di migliaia dal 1999, avvengono alla nascita del secondo figlio, all&#8217;insaputa delle donne.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nLA NUOVA LEGGE ANTICORRUZIONE<br \/>\nIl 17 dicembre la camera bassa ha approvato una proposta di legge contro la corruzione presentata nel 2011 e rimasta finora bloccata alla camera alta. Secondo la nuova legge, un difensore civico avr\u00e0 il potere di indagare su esponenti politici e funzionari pubblici. L&#8217;attivista Anna Hazare (nella foto), che nel 2011 aveva guidato le manifestazioni a favore della nuova legge e che da nove giorni era in sciopero della fame, ha interrotto la protesta. Maggioranza e opposizione hanno votato compatte &#8211; tranne il Samajwadi party, che ha boicottato il voto &#8211; dopo il successo del nuovo partito anticorruzione alle elezioni di New Delhi, scrive l&#8217;Hindustan Times.<br \/>\n.<br \/>\nCINA<br \/>\nALTA TENSIONE NELLO XINJIANG<br \/>\nLa notte del 15 dicembre almeno sedici persone sono morte in una rivolta nello Xinjiang, una regione a maggioranza uigura, turcofona e musulmana. Secondo le autorit\u00e0 le forze di sicurezza hanno ucciso quattordici persone, definite &quot;una banda di terroristi&quot;, che si erano rivoltate contro la polizia perch\u00e9 gli agenti avevano cercato di togliere il velo a una donna. Ma secondo il Congresso mondiale uiguro, un gruppo in esilio, si tratta dell&#8217;ennesimo episodio di abuso delle autorit\u00e0 contro la popolazione locale. Il Congresso denuncia una campagna repressiva in atto da mesi e discriminazioni culturali e religiose. Tra i 14 morti almeno sei sarebbero donne, scrive Radio Free Asia che parla di un raid della polizia in una casa, seguito dalla reazione degli uiguri, che hanno fatto esplodere un&#8217;auto delle forze di sicurezza. Le misure di controllo nello Xinjiang sono aumentate dopo che a ottobre un&#8217;auto con a bordo degli uiguri si \u00e8 scagliata contro i turisti in piazza Tiananmen.<\/p>\n<p>THAILANDIA<br \/>\nDONNE IN PIAZZA<br \/>\nL&#8217;annuncio delle nuove elezioni da parte della prima ministra Yingluck Shinawatra non ha cambiato la situazione in Thailandia, dove il leader delle proteste Suthep Thaugsuban ha indetto una manifestazione per il 22 dicembre. Il 23 comincer\u00e0 la registrazione dei partiti alle elezioni. Suthep, scrive il Bangkok Post, vuole che le manifestanti raggiungano in corteo la residenza della premier per chiederle &quot;gentilmente&quot; di andarsene: &quot;Ci servono volontarie, solo donne, niente katoey (travestiti) per favore&quot;.<\/p>\n<p>TURKMENISTAN<br \/>\nII 15 dicembre per la prima volta due partiti hanno partecipato alle elezioni legislative. Oltre al Partito democratico del presidente Gur- banguly Berdymukhammedov al potere dall&#8217;indipendenza del paese, c&#8217;era il Partito degli industriali e degli uomini d&#8217;alFari, vicino al presidente.<\/p>\n<p>BALI<br \/>\nCOMMERCIO GLOBALE, IL PACCO DI BALI\/ Poche luci e tante ombre sul pacchetto di misure approvate la settimana scorsa a Bali dai 160 paesi membri dell&#8217;Organizzazione mondiale del commercio<br \/>\nUN MILIONE DI MILIARDI: tanto, secondo la Camera di Commercio Internazionale 1 \u2013 e di seguito per tutti quelli che ne hanno citato la previsione \u2013 dovrebbe valere solo uno dei dieci accordi che costituiscono il pacchetto misure di liberalizzazione commerciale approvato la scorsa settimana a Bali dai 160 Paesi membri dell\u2019Organizzazione Mondiale del commercio (Wto). Dopo quattro giorni di negoziati ininterrotti, il Direttore Generale Roberto Azevedo ha portato a casa il primo accordo commerciale multilaterale dal 1994, anno della fine del Ciclo di negoziati. Al virtualmente lucroso capitolo della Facilitazione del commercio si affiancano altri nove capitoli: 4 agricoli e cio\u00e8 servizi generali, stoccaggio pubblico di materie prime alimentari ai fini della sicurezza alimentare, tariffe \u201cquota rates\u201d, competizione nelle esportazioni; poi un molto annacquato capitolo sul cotone; poi altri 4 capitoli riguardanti i paesi meno sviluppati (LDCs), estratti dall&#8217;Agenda di sviluppo di Doha, e cio\u00e8 il rinvio dell&#8217;implementazione della liberalizzazione dei servizi, regole d&#8217;origine semplificate, accesso duty free quota free dei loro prodotti nei mercati dei paesi avanzati e un meccanismo di monitoraggio specifico dell&#8217;impatto delle misure commerciali.<br \/>\n&quot;Non siamo riusciti solamente a tenere in vita questa organizzazione, ma a dimostrare come dovrebbe lavorare, in modo energico, non in incontri chiusi, ma con tutti i membri impegnati a negoziare&quot;, ha dichiarato soddisfatto del suo lavoro il direttore generale neoeletto Roberto Azevedo. A guardare per\u00f2 con un po\u2019 di attenzione il pacchetto di Doha, si capisce che entusiasmo e propaganda hanno un po\u2019 esagerato i contorni deI risultato. La maggior parte delle misure &#8211; poche e limitate rispetto al mandato di Doha &#8211; \u00e8 stata approvata nella sua forma meno definita, per non creare dissenso, e molto lavoro resta ancora da fare a Ginevra a livello tecnico per dar loro corso. Scendendo, poi, nel dettaglio, il quadro diventa ancor pi\u00f9 disarmante. Sulla facilitazione del commercio, che dovrebbe portare dogane e confini di tutto il mondo a lavorare con le stesse procedure ed elettronicamente, Jeronim Capaldo della Tuft University 2 ha verificato che i conti fatti per arrivare ai fantastilioni prefigurati, prevedono un tasso fisso di aumento del Pil legato all\u2019aumento dei flussi commerciali, che presuppone, innanzitutto, che i flussi commerciali non si contraggano, cosa regolarmente successa negli ultimi anni in molte aree del pianeta a causa della crisi globale. Il calcolo prevede, in secondo luogo, un coefficiente di aumento di occupazione legato all\u2019aumento degli scambi, gi\u00e0 utilizzato nel passato anch\u2019esso da Banca Mondiale e Fondo Monetario, ma smentito pi\u00f9 volte dai fatti. Se aggiungiamo a questo il fatto che informatizzare le dogane e omologare le loro procedure a livello globale a standard propri di un paio di corrieri internazionali, oltre che risultare costosissimo per paesi poveri e gi\u00e0 strutturalmente in crisi come quelli meno sviluppati, costituisce un implicito favore per un numero selezionato di corrieri e operatori dei servizi postali e un danno certo per le imprese nazionali, pratica ben altro che giusta e concentrata sugli interessi dei pi\u00f9 poveri.<br \/>\nPASSIAMO POI AL CAPITOLO AGRICOLO. \u00c8 vero: all\u2019India, dopo dura battaglia, \u00e8 stato consentito in via transitoria di stoccare materie prime alimentari acquistate dal governo dai produttori nazionali, per distribuirle ai pi\u00f9 poveri nell\u2019ambito di programmi di sicurezza alimentare, senza che questo sia considerato sussidio illegale alla propria agricoltura. \u00c8 vero che questo vale, per\u00f2, solo per le misure gi\u00e0 in piedi, e non sar\u00e0 permesso pi\u00f9 a nessun altro d\u2019ora in poi. E che questa concessione copre politicamente anche gli attuali programmi di assistenza alimentare che gli Stati uniti garantiscono ai propri cittadini poveri, e che costano ogni anno 75 miliardi di dollari. Senza contare i sussidi agricoli Usa considerati legali dalla Wto, che valgono 120 miliardi di dollari. E quelli illegali notificati ogni anno per evitare cause valgono altri 19 miliardi. \u00c8 chiaro che un riequilibrio redistributivo a livello globale, obiettivo di ogni sistema multilaterale che si rispetti, con queste polarizzazioni di poteri assolutamente indiscutibili e indiscusse, \u00e8 del tutto fuori questione. Africa Trade Network, rete di ong africane, constata che i propri governi sono tornati a casa a mani vuote, contrariamente a quanto hanno entusiasticamente affermato alla chiusura del vertice. Le misure specificamente dirette ai paesi meno sviluppati, infatti, paradossalmente \u201crappresentano un ulteriore indebolimento degli impegni che avevano ottenuto sulle stesse questioni in conferenze ministeriali precedenti. Era dal vertice di Hong Kong del 2005 che i nostri prodotti avrebbero dovuto godere di un accesso senza dazi n\u00e8 quote nei mercati avanzati, e addirittura da quello del 2003 di Canc\u00fan che doveva essere garantito sostegno ai paesi produttori di cotone\u201d. A Bali, su entrambi i capitoli, troviamo solo la promessa di prendere in esame ulteriori azioni relative agli impegni assunti in precedenza. Tutto considerato, quello di Bali si dimostra, pi\u00f9 che un pacchetto, \u201cun pacco\u201d, una fregatura, ai danni dei pi\u00f9 poveri e dei nostri diritti fondamentali a vantaggio dei soliti noti.<br \/>\nDI FRONTE A TANTA TRUFFA, \u00e8 dimostrato che la Wto non \u00e8 l\u2019assise pi\u00f9 adatta per discutere di temi sempre pi\u00f9 sensibili quali il diritto al cibo, l\u2019occupazione, le attivit\u00e0 umane e il loro impatto sulla vita del pianeta. \u00c8 lampante che continuare ad allargarne le competenze non sia la scelta giusta, e che la governance globale trovi pi\u00f9 adatta cornice nelle istituzioni dell\u2019Onu (Fao, Ilo, Unctad, Unfccc), in relazione alle loro specifiche competenze. In tempi di crisi cos\u00ec stringente, Il Parlamento e il Governo italiano, e a maggior ragione il Parlamento e la Commissione europea \u2013 nel rispetto dello stesso Trattato di Lisbona \u2013 dovrebbero innanzitutto promuovere il rispetto dei diritti umani fondamentali e di quel vincolo di coerenza delle politiche in un\u2019ottica di solidariet\u00e0 internazionale che costituisce valore fondante della stessa costruzione europea 3 . Con sindacati e associazioni, crediamo ci sia bisogno, in vista delle prossime elezioni europee, di lavorare ad un mandato alternativo per la Commissione europea rispetto ai temi del commercio. Un gruppo di organizzazioni europee 4 , tra cui la nostra, ci sta gi\u00e0 lavorando. A partire dai valori fondativi dell\u2019Europa come cooperazione e sostenibilit\u00e0, bisogna superare il dogma della competitivit\u00e0, affermare nei fatti il multilateralismo, porre fine alla proliferazione dei tavoli bilaterali e plurilaterali, garantire piena trasparenza ai processi e la garanzia della partecipazione democratica dei Paesi membri e della loro societ\u00e0. Per delle politiche commerciali al servizio dell\u2019occupazione di qualit\u00e0, dei diritti ambientali, sociali e del lavoro.<br \/>\n1 www.iccwbo.org\/News\/Articles\/2013\/Business-gives-last-push-to-seal-Bali-deal-and-salvage-Doha-Round\/<br \/>\n2 Capaldo, J \u201cThe uncertain Gains from Trade Facilitation, GDAE Policy Brief 23-02, Medford, MA, Tuft University, December 2013.<br \/>\n3 A questo proposito, leggere la prima analisi del Pacchetto di Bali dell\u2019Osservatorio italiano sul commercio Trade Game http:\/\/tradegameblog.com\/2013\/12\/07\/wtobali-un-modesto-compromesso-manteniamo-un-atteggiamento-critico-e-vigile\/<br \/>\n4 http:\/\/www.alternativetrademandate.org\/<\/p>\n<p>AMERICA CENTROMERIDIONALE<br \/>\nBRASILE<br \/>\nMANAUS<br \/>\nMONDIALI 2014, I LAVORATORI PROTESTANO CONTRO GLI INCIDENTI MORTALI \/ Circa 1.800 lavoratori impiegati nella costruzione del nuovo stadio di Manaus, dove l&#8217;Italia esordira&#8217; il 14 giugno contro l&#8217;Inghilterra nella Coppa del Mondo di Brasile 2014, hanno incrociato le braccia in seguito alla morte di un loro collega, che e&#8217; caduto sabato scorso da un&#8217;altezza di 35 metri, mentre stava installando dei riflettori sul tetto dell&#8217;impianto. Secondo quanto riferito dal sindacato dei lavoratori lo sciopero e&#8217; stato effettuato sia per la scarsa sicurezza sia contro la pressione subita dai lavoratori per accelerare la consegna dello stadio, prevista per l&#8217;inizio del prossimo anno. &quot;I lavori sono in ritardo e cosi&#8217; stanno cercando di mettere sotto fratta agli operai per rispettare il programma. La nostra protesta non e&#8217; contro i mondiali, ma vogliamo la massima sicurezza per i lavoratori&quot;, ha detto il presidente del sindacato, Cicerone Custodio, al portale &#8216;G1&#8242;<\/p>\n<p>CILE<br \/>\nSANTIAGO<br \/>\nCILE, &quot;QUANDO MAI \u00c8 STATO FACILE CAMBIARE IL MONDO&quot;. LE SFIDE DI BACHELET. L&#8217;ANALISI DI MARCO CONSOLO<br \/>\nLa ex-presidente Michelle Bachelet vince senza sorprese (62,16 %) e nella corsa alla presidenza lascia dietro di s\u00e9 Evelyn Matthei (32,87 %), l\u2019impresentabile candidata della destra nostalgica, con una differenza di quasi un milione e mezzo di voti.<br \/>\nNel secondo turno delle elezioni presidenziali, la candidata della coalizione di centro-sinistra \u201cNueva Mayor\u00eca\u201d ha ottenuto quasi tre milioni e mezzo di voti, superando il consenso ottenuto al primo turno, mentre l\u2019astensionismo questa volta \u00e8 arrivato quasi al 58% (9 punti in pi\u00f9). Di certo, il voto volontario, introdotto dal governo di destra, \u00e8 servito a depotenziare l\u2019inclusione automatica nelle liste elettorali e non ha favorito la partecipazione elettorale. Ma come sempre l\u2019astensionismo ha molti motivi ed \u00e8 refrattario ad un\u2019analisi sistematica.<br \/>\nMATTHEI AMMIRATRICE DI PINOCHET<br \/>\nAlla fine, non ci sono stati i \u201cmiracoli\u201d invocati dalla Matthei nella sua chiusura di campagna con un discorso rivolto alla classe media, ed ai settori cattolici ed evangelici (questi ultimi molto presenti nel Paese). \u201cCi vogliono far diventare come il Venezuela, dove si fanno le file perch\u00e8 non c\u2019\u00e8 da mangiare\u201d ha detto la Matthei. \u201cVi ricorda qualcosa ?\u201d, ha continuato l\u2019ammiratrice di Pinochet, evocando lo spettro della guerra economica contro il socialista Salvador Allende nei mesi prima del golpe. Ma nonostante i consigli degli \u201cspin doctors\u201d per ripulire la sua immagine, i falsi sorrisi e le finte buone maniere non sono riusciti a sedurre l\u2019elettorato. Viceversa l\u2019aspetto umano e simpatico della Bachelet ha avuto un peso nella campagna e nella sua vittoria. Ma sono le promesse di riforme democratiche quelle che hanno spostato la bilancia a suo favore.<\/p>\n<p>La nuova presidente si insedier\u00e0 il prossimo marzo e l\u2019attuale governo di Sebasti\u00e0n Pi\u00f1era sta accelerando l\u2019iter parlamentare di diverse leggi (tra cui quella elettorale) per approvarle prima di lasciare il palazzo de La Moneda. A proposito di \u201cpalazzi\u201d, la destra ne ha approfondito la distanza dalle strade, la lontananza tra la politica tradizionale e le aspirazioni di cambiamento al centro delle mobilitazioni degli ultimi anni. Non c\u2019\u00e8 dubbio che senza i movimenti sociali (in primo luogo degli studenti, ma anche dei lavoratori, e dei settori ambientalisti) non ci sarebbe stata questa vittoria. Ed oggi i vincitori parlano della necessit\u00e0 di \u201cascoltare i cittadini\u201d, mentre i movimenti per il momento dichiarano di non essere disposti a fare sconti al nuovo governo.<br \/>\nIL CILE CAMBIER\u00c0 DAVVERO?<br \/>\nCon queste elezioni si apre una fase nuova nella politica cilena. C\u2019\u00e8 chi parla di un momento storico vincendo il proprio scetticismo. Ma la domanda di fondo che percorre tutta la societ\u00e0 \u00e8 se davvero cambier\u00e0 qualcosa in questo sistema cos\u00ec ben ingessato. Prima dai 17 anni di dittatura civico-militare che ha imposto il modello neo-liberista \u201ca sangue e fuoco\u201d. Poi dal ventennio di centro-sinistra che lo ha \u201cmigliorato\u201d e ha realizzato la modernizzazione capitalista in salsa \u201cagrodolce\u201d. Infine dagli ultimi quattro anni di gestione pragmatica (ed inefficiente) da parte della destra, andata al governo grazie al voto castigo contro il centro-sinistra.<\/p>\n<p>AL DI L\u00c0 DELLA RISICATA MAGGIORANZA ISTITUZIONALE, CI SARANNO LA VOLONT\u00c0 POLITICA, IL SUFFICIENTE APPOGGIO ED I NUMERI PARLAMENTARI PER LE RIFORME ? FINO A CHE PUNTO PESER\u00c0 LA PROBABILE PRESENZA DENTRO IL GOVERNO DEL PARTITO COMUNISTA ? E I MOVIMENTI SOCIALI SARANNO IN GRADO DI FARE SENTIRE LA LORO VOCE E DI INCIDERE NELLE DECISIONI DI GOVERNO ?<br \/>\nDi certo la candidatura della Bachelet ha avuto un forte consenso trasversale, dentro e fuori dal Paese. Molti settori impresariali interni ed internazionali hanno espresso il loro appoggio (o la loro indifferenza). Insieme a loro i partiti politici tradizionali (la Democrazia Cristiana, il Partito Socialista, il Partito per la Democrazia e i radicali), a cui si \u00e8 aggiunto per la prima volta anche il Partito Comunista.<\/p>\n<p>IL PROGRAMMA DI GOVERNO DELLA NUEVA MAYORIA HA TRE PUNTI cardine<br \/>\nRiforma tributaria, riforma dell\u2019educazione e soprattutto riforma della costituzione ereditata dall\u2019epoca di Pinochet, i fondamentali del programma. Quanto basta a spaventare la destra che vede le riforme come una minaccia, mentre la sinistra della coalizione le considera un passo in avanti, anche se chiaramente insufficienti.<br \/>\nIl Partito Comunista ancora non ha deciso se andr\u00e0 o meno al governo, e riunir\u00e0 i suoi organismi dirigenti tra qualche giorno. Al suo interno c\u2019\u00e8 comunque consenso sulla partecipazione, percepita come il possibile epilogo dell\u2019esclusione anti-comunista iniziata con il golpe e la dittatura. Restano da definirne le modalit\u00e0.<\/p>\n<p>LA CENTRAL UNITARIA DE TRABAJADORES (CUT) D\u00c0 L&#8217;OK<br \/>\nLa principale centrale sindacale cilena, ha dichiarato il suo appoggio al governo solo dopo il primo turno. C\u2019\u00e8 chi dice che, cos\u00ec facendo, abbia comunque ipotecato la sua autonomia rispetto al governo. La CUT risponde dichiarando la volont\u00e0 di saldare il debito sociale forse pi\u00f9 importante, quello con i lavoratori. In Cile, infatti, \u00e8 ancora in vigore di fatto il Codice del Lavoro pinochetista che limita fortemente l\u2019organizzazione sindacale, nega in concreto il diritto di sciopero e pregiudica la firma di contratti collettivi. Gli abusi nei posti di lavoro sono la regola ed i salari in molti settori sono sotto il livello della sopravvivenza. Il \u201cmiracolo economico\u201d cileno \u00e8 fatto quindi di bassi salari, mancanza di diritti ed indebitamento di massa (70% della popolazione).<br \/>\nLa promessa riforma tributaria che dovrebbe appesantire il carico fiscale sulle grandi imprese e su chi ha di pi\u00f9, alleggerendo la pressione nei confronti dei lavoratori, permetterebbe entrate addizionali per aumentare salari e pensioni da fame. Se Bachelet ha parlato di \u201cfine del lucro\u201d nel sistema educativo, sul versante del sistema pensionistico e di quello della salute (entrambi pesantemente privatizzati) sono ancora incerte le misure che prender\u00e0 la nuova presidente.<\/p>\n<p>MA LA \u201cMADRE DI TUTTE LE RIFORME\u201d&#8230;<br \/>\n&#8230;\u00e8 quella della Costituzione, ereditata dall\u2019epoca di Pinochet. Ieri sera nel suo discorso in strada, durante i festeggiamenti nell\u2019Alameda, la Bachelet ha parlato di \u201cuna nuova Costituzione, nata in democrazia, che assicuri pi\u00f9 diritti e garantisca in futuro che la maggioranza non possa essere azzittita da una minoranza. Un patto sociale nuovo, moderno e rinnovato di cui ha bisogno il Cile\u201d. Ma c\u2019\u00e8 un piccolo dettaglio: mancano i voti in Parlamento a causa alle altissime maggioranze necessarie, imposte dalla attuale costituzione. Gioco forza la Presidente dovr\u00e0 cercare di guadagnare consensi anche nelle file della destra. Cambiare la costituzione non sar\u00e0 semplice, ma gi\u00e0 ci sono alcuni spiragli in questo senso e qualche possibile appoggio. In questi mesi i giuristi della \u201cNueva Mayor\u00eca\u201d hanno lavorato per trovare i grimaldelli necessari a scardinare l\u2019architettura istituzionale disegnata dal fascismo. Probabilmente si far\u00e0 ricorso congiuntamente all\u2019iniziativa del governo, del parlamento ed alla mobilitazione nelle piazze. E\u2019 forse la unica maniera di portare a casa il risultato.<\/p>\n<p>LA DESTRA ESCE DURAMENTE SCONFITTA DA QUESTE ELEZIONI<br \/>\nCon profonde divisioni interne ed al suo interno gi\u00e0 si \u00e8 aperta la resa dei conti nella destra. Quella che lo stesso Sebastian Pi\u00f1era ha chiamato la \u201cnotte dei lunghi coltelli\u201d. Dopo un solo mandato dalla fine della dittatura, la scommessa di rinnovamento della destra con l\u2019elezione del \u201cmoderato ed indipendente\u201d Pi\u00f1era, non ha portato a grandi consensi. Viceversa l\u2019anima dura pinochetista della Uni\u00f2n Democratica Independiente (UDI) affila le armi rivendicando un protagonismo che le \u00e8 dovuto, per essersi confermata come primo partito in voti. Con questa ultima sconfitta, si aprono scenari imprevedibili nella ridefinizione degli assetti della destra.<br \/>\nParlando di destra e di estrema destra, anche per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani c\u2019\u00e8 molto da fare. L\u2019anniversario dei 40 anni del golpe ha scosso l\u2019aria, fino ad oggi quasi immobile. Quella che permetteva e permette che all\u2019angolo della strada o nel supermercato si incontrino i carnefici e le vittime, o di trovare in qualche clinica privata i medici torturatori della dittatura. Quella che ha garantito una quasi totale impunit\u00e0 ai responsabili di crimini di lesa umanit\u00e0 che tuttora ricoprono cariche importanti ed alzano la voce minacciando. Sono militari attivi ed in pensione, insieme a qualche industriale, che proprio in questi giorni si sono fatti risentire, mentre le vittime aspettano giustizia. Non ci sono pi\u00f9 n\u00e8 scuse, n\u00e8 giustificazioni che tengono.<br \/>\nSu tutti i versanti l\u2019aria che si respira \u00e8 carica di aspettativa e si aspetta al varco il nuovo governo. Non c\u2019\u00e8 dubbio che la prossima presidente dovr\u00e0 marcare una discontinuit\u00e0 netta sia con gli ultimi 4 anni di Pi\u00f1era, sia soprattutto con la gestione neo-liberista del centro-sinistra del ventennio post-dittatura.<\/p>\n<p>LA SFIDA CHE HA DAVANTI BACHELET<br \/>\nMantenere gli equilibri politici interni alla coalizione, e mantenere un dialogo aperto con i movimenti sociali, soprattutto con gli studenti ed il movimento sindacale \u00e8 il banco di prova di Bachelet. Dopo 4 anni di governo delle destre (sia moderata, che pinochetista) il giro a sinistra con la \u201cNueva mayoria\u201d e l\u2019inclusione dei comunisti ha la sua ragion d\u2019essere se lascia dietro di s\u00e8 il ricordo della vecchia coalizione di centro sinistra, e la sequela di corruttele della \u201cConcertaci\u00f2n\u201d.<\/p>\n<p>DUE MONDI A CONFRONTO<br \/>\nAnche sul piano internazionale non sar\u00e0 semplice. Innanzitutto a causa della crisi economica e della contrazione della domanda globale di molti beni. Nel caso cileno spicca in particolare il rame, prodotto principale di esportazione, assorbito in gran parte dalla Cina, che resta il primo partner commerciale del Paese.<br \/>\nFatta salva la visione \u201cbi-partisan\u201d sull\u2019importanza di mantenere e rafforzare le relazioni commerciali con il continente asiatico, sul versante dei rapporti internazionali del Cile si scontrano due visioni. Da una parte quella che privilegia la \u201cAlianza del Pacifico\u201d composta dalla destra continentale (Messico, Colombia, Per\u00f9 in primo luogo) con la benedizione degli Stati Uniti. Dall\u2019altra quella dell\u2019integrazione regionale, nel solco del nuovo corso latino-americano con una ritrovata autonomia dal gigante del Nord.<br \/>\nNella regione, il Cile dovr\u00e0 ridare ossigeno ai rapporti raffreddati dal governo della destra di Pi\u00f1era. Bachelet ha gioco facile con il Brasile di Dilma e con l\u2019Uruguay (il rapporto con il probabile futuro presidente Tabar\u00e8 Vasquez \u00e8 molto stretto), ma anche con l\u2019Ecuador e l\u2019Argentina. Per quanto riguarda il Venezuela di Maduro, dovr\u00e0 vedersela con le contraddizioni interne alla sua coalizione, in particolare con l\u2019ala destra della DC e dello stesso Partito Socialista che vedono con il fumo negli occhi l\u2019esperienza bolivariana e che, solo pochi mesi fa, hanno ricevuto l\u2019oppositore Henrique Capriles.<br \/>\nAltro tema decisivo sar\u00e0 il verdetto del tribunale internazionale de La Haya sia per quanto riguarda il Per\u00f9, che la Bolivia, per annose dispute territoriali e marittime. Entrambe di non poco conto. La Haya ha gi\u00e0 comunicato che nel caso peruano il verdetto sar\u00e0 a gennaio. E la Bolivia di Evo Morales, stanca di negoziati bilaterali che non hanno portato a nulla a causa della intransigenza cilena, ha portato il Cile davanti alla Corte per cercare di risolvere il tema dello sbocco al mare. Nel frattempo ha praticamente smesso di utilizzare i porti cileni a vantaggio di quelli peruani.<br \/>\nC\u2019\u00e8 molta aspettativa sul responso de La Haya e le prime pagine dei giornali strillano titoli a tinte forti. Riaffiora prepotente il nazionalismo, alimentato prima dalla dittatura per difendersi dall\u2019isolamento internazionale, e poi anche dal centro-sinistra per riscattare l\u2019orgoglio nazionale post-dittatura. E purtroppo la xenofobia inizia a trasparire nella societ\u00e0, in particolare contro boliviani, peruani, e colombiani. Sono i nuovi migranti che cercano opportunit\u00e0 nel \u201cmiracolo economico\u201d, a fianco del popolo cileno. Un popolo fiero che ha sofferto molto, ma non si \u00e8 mai piegato e che oggi affronta il pericolo della \u201cguerra tra poveri\u201d.<br \/>\nIn questa lunga fascia di terra alla fine del mondo, stretta tra l\u2019oceano e la cordigliera delle Ande, non sar\u00e0 facile cambiare passo. Ma come ha ricordato proprio ieri la neo-presidente Bachelet davanti alla folla festante \u201cquando mai \u00e8 stato facile cambiare il mondo?\u201d.<\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nSERVONO STADI PI\u00d9 SICURI<br \/>\n&quot;Il 15 dicembre il ministero del lavoro brasiliano ha ordinato la chiusura immediata del cantiere nello stadio Arena da Amaz\u00f2nia (nella foto), nella citt\u00e0 di Manaus, dopo la morte di un operaio che il 14 dicembre era precipitato dal tetto dello stadio, da un&#8217;altezza di 35 metri&quot;, scrive Carta Capital. Poche ore dopo un altro operaio \u00e8 morto d&#8217;infarto. Gli operai che lavorano nello stadio sono entrati in sciopero &#8211; per chiedere condizioni di sicurezza migliori. &quot;Dall&#8217;inizio dei lavori per i Mondiali del 2014 sono gi\u00e0 morte sei persone&quot;.<\/p>\n<p>URUGUAY<br \/>\nL&#8217;ESPERIMENTO DI MUJICA<br \/>\nBrecha, Uruguay Il 10 dicembre il parlamento dell&#8217;Uruguay ha approvato una legge che legalizza la produzione, la vendita e il consumo di marijuana per scopi non medici. Il giorno dopo, l&#8217;agenzia delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine ha dichiarato che, con la nuova norma, l&#8217;Uruguay viola le convenzioni internazionali sul controllo delle sostanze stupefacenti. Invece il settimanale Brecha sottolinea l&#8217;eccezionalit\u00e0 di questa legge voluta dal presidente Jos\u00e9 &quot;Pepe&quot; Mujica e dal partito al governo, il Frente amplio: &quot;\u00c8 la prima volta che un paese si fa carico di regolare tutta la catena di produzione e vendita di una droga che, secondo l&#8217;Onu, nel 2011 era consumata da 230 milioni di persone. L&#8217;Uruguay ha rotto un tab\u00f9 e sta cercando un&#8217;alternativa per mettere fine al narcotraffico e alle sue guerre. Con l&#8217;approvazione di questa legge, la legalizzazione del matrimonio omosessuale e la depenalizzazione dell&#8217;aborto, il piccolo paese latinoamericano si \u00e8 guadagnato il rispetto di molti attivisti per i diritti umani e dei politici di altri paesi che considerano l&#8217;Uruguay un modello a cui ispirarsi&quot;. <\/p>\n<p>MESSICO<br \/>\nRIFORMA ENERGETICA<br \/>\n&quot;Il 12 dicembre il parlamento ha approvato, con i voti contrari della sinistra, una riforma energetica che manterr\u00e0 il petrolio in mano allo stato, ma permetter\u00e0 l&#8217;intervento di aziende private messicane e straniere&quot;, scrive Reforma. Con il provvedimento, il presidente Enrique Pena Nieto vuole favorire la produzione dell&#8217;azienda statale Pemex, che dal 2004 \u00e8 diminuita del 24 per cento. Secondo Proceso, &quot;la costituzione \u00e8 stata oltraggiata per permettere il saccheggio legale delle risorse naturali del paese da parte d&#8217;interessi privati&quot;. The Economist \u00e8 favorevole alla riforma che mette fine al monopolio di Pemex, ma avverte: &quot;Ora bisogna risolvere il problema della sicurezza&quot;. Nella foto: un deputato dell&#8217;opposizione protesta contro la riforma<\/p>\n<p>NICARAGUA<br \/>\nII 10 dicembre il congresso ha approvato una ri-forma della costituzione che permetter\u00e0 al presidente Daniel Ortega di candidarsi per un nuovo mandato nel 2016.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nNEW YORK a LOS ANGELES, a CHICAGO a WASHINGTON<br \/>\nALTRO CHE RIPRESA, AUMENTANO HOMELESS E POVERI \/ I bollettini economici degli Usa nelle ultime settimane segnano sempre valori positivi, a cominciare dal calo della disoccupazione. Ma si tratta solo di numeri. La realt\u00e0 \u00e8 ben diversa. Nelle grandi e medie citta&#8217; Usa i senzatetto, gli affamati che non hanno i soldi per pagarsi da mangiare: a denunciarlo e&#8217; la Conferenza dei sindaci americani in un sondaggio che ha coinvolto 25 aree metropolitane, da New York a Los Angeles, a Chicago a Washington. La cosa curiosa \u00e8 che molti di questi hanno un lavoro, solo che non ce la fanno a far fronte al costo della vita, a cominciare dagli alti costi delle case in affitto. Evidentemente la rendita immobiliare, che in qualche modo sta guidando la ripresa schiaccia i pi\u00f9 deboli e candida alla povert\u00e0 fasce sempre pi\u00f9 ampie di popolazione. Il costo delle case in affitto \u00e8 salito del 12% negli ultimi 5 anni. Un vero e proprio paradosso a pensarci bene.<br \/>\nA Los Angeles ad esempio, lo scorso anno gli &#8216;homeless&#8217; sono cresciuti di un drammatico 26%, ed al 16% di costoro e&#8217; stato negato alcun aiuto finanziario pubblico per un alloggio. A Chicago l&#8217;incremento dei senzatetto e&#8217; stato dell&#8217;11,4% negli ultimi 12 mesi, e dei &#8216;senza cibo&#8217; del 6%. Ogni notte nelle strade di Los Angeles dormono almeno 20.000 persone, di queste 2.000 sono bambini. Nei dormitori, le pubbliche amministrazioni permettono l&#8217;ingresso di sempre piu&#8217; cittadini.<br \/>\nCon un tasso di poverta&#8217; a livello nazionale al 15%, vicinissimo al peggiore (pari al 15.1%) registrato nella storia recente dell&#8217;Unione della Grande Depressione, i sindaci temono un peggioramento della situazione per il 2014 : gli esperti sono preoccupati in particolare per i recenti tagli ai buoni pasto e per la legge di bilancio approvata, che non rinnova i benefici per i disoccupati da lungo tempo. Dopo Natale non riceveranno piu&#8217; gli assegni di sostegno.<br \/>\nA livello globale, negli Stati Uniti, il numero dei senzatetto e&#8217; salito del 3% nelle citta&#8217; analizzate, ma per il 2014 l&#8217;indagine prevede un ulteriore incremento. Meno grave la situazione dell&#8217;occupazione: A San Francisco, ad esempio, infatti il 22% degli &#8216;homeless&#8217; ha un lavoro.<br \/>\nBrutte anche le statistiche sulla mancanza di cibo: il 21% degli americani che ha fatto richiesta per i buoni alimentari per poverta&#8217; non li ha ricevuti, e 21 citta&#8217; hanno riportato un aumento delle domande, salite in media del 7%.<br \/>\n&quot;Gli affamati ed i senza casa continuano ad essere qui, con noi, siamo preoccupati che il governo di Washington non capisca cosa succede nei quartieri delle nostre citta&#8217;&quot;, ha dichiarato Tom Cochran, direttore della Conferenza dei sindaci.<\/p>\n<p>USA<br \/>\nII 16 dicembre il governo ha annunciato di aver trasferito due prigionieri di Guantanamo in Arabia Saudita. Nel carcere militare rimangono cos\u00ec 160 detenuti.  Il 16 dicembre il senato ha confermato, con 78 voti a favore e 16 contrari, la nomina di Jeh Johnson a capo del dipartimento della sicurezza interna. Johnson prende il posto di Janet Napolitano. <\/p>\n<p>WASHINGTON \/ SORVEGLIANZA IRRAGIONEVOLE<br \/>\nSecondo Richard J. Leon, un giudice federale di Washington, il programma di sorveglianza telefonica condotto dalla National security agency (Nsa) su milioni di cittadini statunitensi \u00e8 incostituzionale. Il 16 dicembre Leon ha spiegato che il programma, scoperto a giugno grazie alle rivelazioni di Edward Snowden, viola il quarto emendamento, che proibisce perquisizioni, arresti e confische irragionevoli, spiega il New York Times. La sentenza \u00e8 un duro colpo per l&#8217;amministrazione Obama e d\u00e0 il via a una battaglia giuridica che probabilmente arriver\u00e0 fino alla corte suprema.<\/p>\n<p>PUERTO RICO AL COLLASSO<br \/>\nQuasi otto anni di recessione, un tasso di disoccupazione vicino al 15 per cento e un tasso di omicidi sei volte pi\u00f9 alto della media statunitense hanno provocato un esodo che non si vedeva dagli anni cinquanta: tra il 2010 e il 2012 Puerto Rico ha perso l&#8217;i,5 per cento dei suoi abitanti, scrive il Washington Post. Il governatore Alejandro Javier Garcia Padilla \u00e8 alle prese con un debito di 70 miliardi di dollari e con le agenzie di rating che minacciano di declassare il debito. Come la altre amministrazioni statunitensi, anche Puerto Rico, un territorio non incorporato degli Stati Uniti con un governo eletto localmente ma soggetto alla giurisdizione di Washington, non pu\u00f2 per legge dichiarare insolvenza. L&#8217;amministrazione Obama per ora esclude di intervenire con un piano di salvataggio, ma la crisi di Puerto Rico potrebbe avere gravi ricadute per i fondi d&#8217;investimento statunitensi che detengono buona parte del debito dell&#8217;isola.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20131223 02:53:00 guglielmoz ITALIA &#8211; CRISI, ITALIANI PI\u00d9 POVERI. 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