{"id":11637,"date":"2017-04-15T19:06:07","date_gmt":"2017-04-15T17:06:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10974-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-14-dicembre-2013\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:07","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:07","slug":"10974-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-14-dicembre-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11637","title":{"rendered":"10974 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal MONDO 14 dicembre 2013"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20131214 23:25:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Crisi, Landini accusa il ministero dello Sviluppo: &quot;ACCOMPAGNA LA DELOCALIZZAZIONE&quot;.<br \/>\nSecondo il bilancio sociale dell\u2019INPS, 11,5 milioni di pensionati percepiscono un reddito medio di 10.000 euro lordi annui, pari a 700 euro al mese. Con buona pace di quelli che ci raccontano del conflitto generazionale, sarebbe forse allora il caso di tornare a parlare di classico contrasto fra ricchi e poveri<br \/>\nEUROPA \u2013 RUSSIA \/ PUTIN CHIUDE LA RIA NOVOSTI. Il presidente russo Vladimir Putin ha chiuso per decreto l&#8217;agenzia di stampa Ria Novosti, una delle fonti di notizie pi\u00f9 usate dai mezzi d&#8217;informazione esteri<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 QUNU I FUNERALI SOLENNI DI NELSON MANDELA SI CELEBRERANNO DOMENICA 15 DICEMBRE A QUNU. LO HA ANNUNCIATO OGGI IL PRESIDENTE DEL SUDAFRICA, JACOB ZUMA.<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; GIAPPONE \/ II 6 dicembre il parlamento ha approvato una legge sulla protezione dei segreti di stato che rischia di limitare la berta d&#8217;informazione.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211;<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; PRETORIA\/ WASHINGTON \/ SOWETO \/ LA MEMORIA CORTA. Nelson Mandela \u00e8 \u00abun gigante del XX secolo\u00bb, che \u00abmi ha reso un uomo migliore\u00bb, anche se \u00abla tentazione \u00e8 di ricordarlo come una icona, ma Madiba ha resistito a questo quadro privo di vita\u00bb: l\u2019atteso discorso elogio-funebre del presidente americano BARACK OBAMA non \u00e8 stato inferiore alle aspettative<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nCrisi, Landini accusa il ministero dello Sviluppo: &quot;ACCOMPAGNA LA DELOCALIZZAZIONE&quot;. Guardando &#8221;alle delocalizzazioni in atto, come nel settore elettrodomestico, siamo di fronte a un ministero dello Sviluppo economico che invece accompagna quei processi&#8221;. Cos\u00ec il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, in un&#8217;intervista al Fatto Quotidiano.<br \/>\nRivolgendosi al dicastero guidato da Flavio Zanonato, sottolinea: &#8221;Quel ministero, oggi, e&#8217; il luogo in cui le imprese impongono il loro punto di vista. Non ha una politica industriale e svolge un ruolo mai visto prima&#8221;. Insomma, per Landini &#8221;il governo rischia di favorire le delocalizzazioni, la vendita dei pezzi migliori del nostro paese e quindi un processo di deindustrializzazione&#8221;. Alla domanda se oggi andr\u00e0 a votare per le primarie del Pd, il leader delle tute blu della Cgil risponde: &#8221;No, non ci sono mai andato. Non e&#8217; quello il mio ruolo&#8221;.<\/p>\n<p>ROMA<br \/>\nCROLLA IL POTERE D&#8217;ACQUISTO DELLE FAMIGLIA \/ Noi, come suol dirsi, ce lo sapevamo gi\u00e0. Adesso lo certificano i dati dell&#8217;Inps e resta solo da sperare che qualcuno, a Palazzo Chigi, prenda in considerazione questi numeri: quasi la met\u00e0 dei pensionati Inps (il 45,2%) ha un reddito da pensione inferiore ai 1.000 euro al mese; in totale si tratta di circa 7,2 milioni di italiani. Di questi, il 14,3 per cento &#8211; ovvero 2,2 milioni &#8211; non arriva nemmeno a 500 euro di pensione. Solo 650 mila persone possono contare su un contributo che supera i tremila euro mensili.<br \/>\nIn generale, sono i pensionati pubblici i pi\u00f9 \u201cfortunati\u201d. Il loro reddito da pensione nel 2012 \u00e8 stato &#8211; in media &#8211; di 1.948 euro al mese, superiore di oltre 700 euro rispetto ai 1.223 euro medi portati a casa da coloro che hanno lavorato come dipendenti nel settore privato. La differenza dipende anche dal numero di anni lavorati e si amplia tra le donne, con 826 euro medi di pensione per le donne del fondo lavoratori dipendenti e i 1.613 di quelle del settore pubblico. Per artigiani e commercianti il reddito da pensione si ferma in media sotto i 1.000 euro.<br \/>\nSe i pensionati stanno male, non va meglio per le famiglie, il cui potere d&#8217;acquisto \u00e8 crollato di ben 9,4 punti percentuali tra il 2008 e il 2012. Solo tra il 2011 e il 2012 il calo \u00e8 stato di quasi il 5%. Nel 2012 oltre 4 milioni di persone hanno usufruito di ammortizzatori sociali. Oltre 1,6 milioni di persone hanno usufruito di cig e mobilit\u00e0 a fronte dei 1.250.000 lavoratori nel 2011 (+28,5%) con una permanenza media pro capite in cassa di due mesi e 2 giorni lavorativi.<br \/>\nNel complesso, a beneficiare del sussidio di disoccupazione (ordinaria, agricola e quelle a requisiti ridotti) sono stati 2,5 milioni di persone a fronte dei 2,26 milioni dell\u2019anno precedente.<br \/>\nQuanto ai dipendenti pubblici, a causa del blocco dei turn over e dei numerosi pensionamenti, c\u2019\u00e8 stata una vera e propria emorragia. Nel 2012 ci sono state 130.000 unit\u00e0 (-4%) in meno, passando da 3,23 milioni a 3,1 milioni, mentre le entrate contributive ex Inpdap sono calate di 4,78 miliardi (-8,2%).<br \/>\nROMA<br \/>\nSECONDO IL BILANCIO SOCIALE DELL&#8217;INPS, 11,5 MILIONI DI PENSIONATI PERCEPISCONO UN REDDITO MEDIO DI 10.000 EURO LORDI ANNUI, PARI A 700 EURO AL MESE. CON BUONA PACE DI QUELLI CHE CI RACCONTANO DEL CONFLITTO GENERAZIONALE, SAREBBE FORSE ALLORA IL CASO DI TORNARE A PARLARE DI CLASSICO CONTRASTO FRA RICCHI E POVERI<br \/>\nL\u2019Inps ha presentato gioved\u00ec a Roma il suo bilancio sociale 2012. Un rapporto ricco e aggiornato, di un ente che, dopo l\u2019assorbimento dell\u2019Inpdap, gestisce ormai la quasi totalit\u00e0 delle prestazioni pensionistiche (previdenziali e assistenziali) e degli ammortizzatori sociali, oltre ad amministrare le principali banche dati nazionali in materia. Nel 2012, in un paese con un Pil di 1500 miliardi, l\u2019Inps ha pagato prestazioni per quasi 300 miliardi, di cui 261 miliardi di pensioni (237 miliardi di natura previdenziale e 41 miliardi di natura assistenziale), 13 miliardi di ammortizzatori sociali e 10 miliardi di assegni familiari. Nello stesso periodo, ha raccolto 208 miliardi di contributi sociali e ricevuto trasferimenti dallo stato per 94 miliardi. Fra i possibili spunti che emergono dalla lettura del rapporto, proviamo a fare qualche ragionamento focalizzandoci sul valore delle prestazioni pensionistiche erogate.<br \/>\nLe pensioni previdenziali (vecchiaia, invalidit\u00e0 e superstiti) in essere offrono in media 1.029 euro lordi al mese, con una forte differenza di genere: 1.365 euro per i maschi, 822 euro per le femmine. Le prestazioni assistenziali (assegni sociali, pensioni di invalidit\u00e0 civile, indennit\u00e0 di accompagnamento) valgono in media poco pi\u00f9 di 400 euro lordi al mese. Fra i peggio messi nel comparto previdenziale sono i lavoratori parasubordinati, che, anche escludendo quelli che hanno un\u2019altra pensione da lavoro, arrivano a percepire un beneficio di appena 308 euro al mese, mentre nel comparto assistenziale spiccano gli invalidi civili, con una pensione di appena 273 euro al mese. Se ragioniamo in termini di pensionati, anzich\u00e9 di pensioni (lo stesso individuo pu\u00f2 percepire pi\u00f9 di una pensione) scopriamo che, su 16,8 milioni di pensionati, 11,5 milioni sono nel gruppo dei pi\u00f9 poveri, con un reddito pensionistico medio di 10.000 euro lordi annui (netti, 700 euro mensili), mentre altri 3,8 milioni sono nel secondo gruppo, con un reddito medio annuo lordo di 23.800 euro, ovvero una pensione netta mensile di 1.500 euro.<br \/>\nSono dati che non mostrano certo una generalit\u00e0 di pensionati ricchi e benestanti, anzi, con tali valori moltissimi pensionati finiscono sotto la soglia della povert\u00e0. Con buona pace di quelli che ci raccontano del conflitto generazionale, sarebbe forse allora il caso di tornare a parlare \u2013 in termini, bisogna ammetterlo, meno glamour \u2013 di classico contrasto fra ricchi e poveri, piuttosto che fra giovani e vecchi. In effetti, esistono 166.000 pensionati con pensioni medie fra 10 e 17 volte il minimo e 20.000 con un reddito pensionistico superiore a 17 volte il minimo, senza contare, per mancanza di dati, le pensioni erogate da Parlamento, Presidenza della Repubblica e altri organi costituzionali. Ma, se il problema \u00e8 di tipo distributivo (ricchi e poveri) e non generazionale (giovani e vecchi), allora la giusta sede per intervenire sarebbe non il disconoscimento delle passate regole pensionistiche \u2013 peraltro di dubbia costituzionalit\u00e0 \u2013, quanto l\u2019adeguamento delle aliquote Irpef sugli scaglioni di reddito pi\u00f9 adeguati (1).<br \/>\nSe il valore medio delle prestazioni pensionistiche erogate \u00e8 basso, deve destare preoccupazione anche il fatto che, contrariamente a quanto era solito, le nuove pensioni liquidate nel 2012 hanno valori medi bassi e in calo, sia pur leggero, rispetto all\u2019anno precedente (1.133 euro lorde al mese, escludendo le pensioni assistenziali), malgrado corrispondano a periodi contributivi molto lunghi (almeno 39 anni le pensioni di anzianit\u00e0, fra i 27 e i 37 anni le pensioni di vecchiaia). E\u2019 probabilmente l\u2019avvisaglia di un calo che diventer\u00e0 via via pi\u00f9 forte di anno in anno; sia perch\u00e9 ancora per molti anni le pensioni liquidate ai parasubordinati saranno estremamente contenute (perch\u00e9 associate a bassi contributi e anzianit\u00e0 contributive), sia perch\u00e9 iniziano ad andare in pensione sempre pi\u00f9 lavoratori che nel 1995 avevano meno di 18 anni di contributi, e che perci\u00f2 si ritrovano, a differenza di quelli andati in pensione finora, gi\u00e0 con pi\u00f9 di met\u00e0 della loro pensione calcolata con il sistema contributivo.<br \/>\nCerto, gli ulteriori aumenti dell\u2019et\u00e0 di pensionamento e degli anni di contribuzione necessari per accedere al pensionamento previsti per i prossimi anni dalla riforma pensionistica del 2011 dovrebbero servire anche contrastare la riduzione delle prestazioni. D\u2019altro canto, i dati contenuti nella parte del rapporto Inps sugli ammortizzatori sociali suggeriscono l\u2019intempestivit\u00e0 della stretta sui pensionamenti e alimentano scetticismo sul futuro: sono 4,4 milioni i lavoratori che hanno beneficiato di ammortizzatori sociali nel 2012 (contro i 3,8 del 2011), con 2,5 milioni di trattamenti di disoccupazione e 1,6 milioni di trattamenti di Cig. Solo questi ultimi hanno comportato nel 2012 un miliardo di ore di lavoro in meno. \u00c8 evidente che, se nei prossimi anni il mercato del lavoro non sar\u00e0 in grado di accogliere tanto i giovani quanto l\u2019aumento dell\u2019offerta di lavoro degli anziani, ovvero se la crisi economica si prolungher\u00e0, tanto i conti del sistema pensionistico quanto il livello dei benefici sono destinati a diventare sempre pi\u00f9 problematici.<br \/>\nPer chiudere, vale la pena di segnalare un\u2019omissione. \u00c8 opportuno che la tematica degli stranieri che vivono e lavorano in Italia sia considerata nel rapporto solo per indicare la nazione di provenienza dei lavoratori domestici? Eppure i 5 milioni di stranieri residenti in Italia, ormai il 7% della popolazione complessiva, costituiscono una componente importante, oltre che dell\u2019economia nazionale, anche del sistema di welfare, con un apporto netto largamente positivo (cfr. in proposito il recente rapporto di Lunaria http:\/\/www.lunaria.org\/wp-content\/uploads\/2013\/11\/i_diritti_non_sono_un_costo-tot..pdf ). L\u2019Inps \u00e8 l\u2019ente che pi\u00f9 di ogni altro si interfaccia con i lavoratori stranieri e dispone di dati dettagliatissimi, che purtroppo utilizza solo in minima parte, producendo un rapporto peraltro piuttosto difficile da trovare sul suo stesso sito. Non sarebbe lecito aspettarsi che un bilancio che vuole essere sociale integri al suo interno anche qualche informazione su tale dimensione?<br \/>\n(1) CON QUALCHE SPECIFICA ECCEZIONE LEGATA SOPRATTUTTO AI TRATTAMENTI PARTICOLARMENTE PRIVILEGIATI DEI QUALI GODONO, O HANNO GODUTO FINO A TEMPI RECENTISSIMI, I DIPENDENTI DEGLI ORGANI COSTITUZIONALI E ALCUNI FUNZIONARI DELLO STATO O DI ALCUNI ENTI LOCALI, OLTRE CHE ALLE SPECIFICHE MODALIT\u00c0 CON LE QUALI SI \u00c8 INTERVENUTI IN SALVATAGGIO DI ALCUNI FONDI DISSESTATI (AD ESEMPIO L\u2019INPDAI), OGGETTIVAMENTE ECCESSIVAMENTE ONEROSE PER IL SISTEMA PUBBLICO. SU TALI SITUAZIONI SAREBBERO AUSPICABILI INTERVENTI AD HOC.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nRUSSIA<br \/>\nPUTIN CHIUDE LA RIA NOVOSTI<br \/>\nIl presidente russo Vladimir Putin ha chiuso per decreto l&#8217;agenzia di stampa Ria Novosti, una delle fonti di notizie pi\u00f9 usate dai mezzi d&#8217;informazione esteri. Le sue strutture confluiranno in una nuova agenzia che si chiamer\u00e0 Russia Oggi. &quot;Il direttore sar\u00e0 Dmitrij Kiselev (nella foto), un funzionario del partito al potere considerato molto vicino a Putin&quot;, scrive Gazeta.ru. Il motivo ufficiale della mossa di Putin \u00e8 la necessit\u00e0 di riorganizzare i mezzi d&#8217;informazione statali per renderli economicamente pi\u00f9 solidi. &quot;Ma dato che la Ria Novosti non era in perdita&quot;, conclude il giornale online, &quot;probabilmente il vero motivo \u00e8 che Putin non era soddisfatto di come l&#8217;agenzia ha trattato la crisi in Ucraina&quot;.<br \/>\nRUSSIA<br \/>\nII presidente Vladimir Putin ha annunciato il 10 dicembre l&#8217;aumento della presenza militare russa nell&#8217;Artico <\/p>\n<p>ROMANIA<br \/>\nCHEVRON SOTTO ACCUSA<br \/>\nIl 7 dicembre centinaia di persone si sono scontrate con la polizia durante una manifestazione a Pungesti, in Romania, per protestare contro un progetto di esplorazione dei giacimenti di gas di scisto dell&#8217;azienda statunitense Chevron. I manifestanti hanno abbattuto la recinzione che circonda il terreno dove sa-ranno effettuate le trivellazioni. Quindici di loro, tra cui uno dei capi ultra della squadra di calcio locale, sono stati arrestati. Il comune, scrive Adev\u00e0rul, \u00e8 stato dichiarato &quot;zona speciale per la sicurezza pubblica&quot;. Una manifestazione di solidariet\u00e0 con gli abitanti di Pungesti si \u00e8 svolta nella capitale Bucarest.<\/p>\n<p>REGNO UNITO<br \/>\nREGOLE DA CAMBIARE<br \/>\nIl 5 dicembre la ministra dell&#8217;interno britannica Theresa May (nella foto) ha annunciato a Bruxelles una proposta per modificare le regole dell&#8217;Unione europea sulla libera circolazione dei cittadini. Londra, scrive il Daily Telegraph, punta cos\u00ec a evitare l&#8217;ingresso di massa dei lavoratori bulgari e romeni dopo l&#8217;abolizione delle restrizioni, che scatter\u00e0 il 1 gennaio 2014. La vicepresidente della Commissione europea e responsabile della giustizia, Viviane Reding, ha risposto che la libera circolazione \u00e8 un principio fondamentale dell&#8217;Unione europea e non pu\u00f2 essere messo in discussione. Il mese scorso il premier britanni-co David Cameron aveva an-nunciato un piano per limitare i sussidi di disoccupazione per gli immigrati stranieri per scoraggiare i potenziali arrivi. Tra le misure previste ci sono il blocco dei sussidi nei primi tre mesi dal loro arrivo e un limite massimo di sei mesi per l&#8217;erogazione delle prestazioni, oltre al divieto di accedere all&#8217;edilizia popolare.<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nII 12 dicembre si so-no concluse le operazioni di vo-to del referendum tra gli iscritti del Partito socialdemocratico (Spd) sull&#8217;accordo di coalizione con la cancelliera Angela Mer-kel. I risultati saranno annunciati il 14 dicembre. <\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nII 4 dicembre otto agenti della polizia catalana sono stati rinviati a giudizio per la morte di un uomo in custodia cautelare a El Vendrell, una localit\u00e0 a sud di Barcellona.<\/p>\n<p>BELGIO<br \/>\nPOPULISTI DELUDENTI<br \/>\nUn anno dopo aver vinto le elezioni amministrative nelle Fiandre, conquistando quasi un comune su due, \u00e8 arrivata per la Nuova alleanza fiamminga (N-Va), il partito nazionalista di Bart De Wever, &quot;l&#8217;ora di fare un primo bilancio&quot;, scrive LE VIF\/L&#8217;EXPRESS. &quot;Il partito ha esibito la sua forza, come fanno i nuovi ricchi con la loro improvvisa fortuna, ma in realt\u00e0 ha fatto poco&quot;. Per un partito arrivato al potere con lo slogan &quot;la forza del cambiamento&quot; \u00e8 un paradosso, aggiunge il settimanale francofono. &quot;Anche tenendo conto del contesto economico difficile, si pu\u00f2 dire che il partito di De Wever non ha convinto. Rimarr\u00e0 sicuramente forte a livello regionale, ma ha dimostrato di non incarnare il tanto annunciato rinnovamento. Una volta al potere, la N-Va, come tutti i partiti populisti, ha dovuto accettare dei compromessi: con i vincoli di bilancio, con le diverse correnti che la compongono (nazionalista, di estrema destra, liberale, populista), con le personalit\u00e0 dei vari leader, con gli avversari e con i mezzi d&#8217;informazione fiamminghi, molto meno concilianti di prima. E, soprattutto, ha dovuto fare i conti con la realt\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>GRECIA<br \/>\nATENE &#8211;  IL PARLAMENTO SI PIEGA ANCORA ALLA TROIKA: OK A BILANCIO RIGORE \/ Il Parlamento greco ha approvato la legge di bilancio per il 2014 che prevede misure di rigore e una contrazione della spesa pari a 3,1 miliardi di euro. La maggioranza conservatrice-socialista guidata da Antonis Samaras, che dispone di 154 voti su 300, ha ottenuto l&#8217;approvazione poco dopo l&#8217;annuncio dello slittamento a gennaio della troika internazionale e il congelamento di un prestito da 1 miliardo di euro. Insomma, continua il massacro sociale nonostante il popolo sia gi\u00e0 in condizioni drammatiche, in povert\u00e0, disoccupazione, senza i pi\u00f9 fondamentali diritti sociali. Ma \u00e8 il mercato che comanda e tutto il resto non conta!<\/p>\n<p>AFRICA &#038; MEDIO ORIENTE<br \/>\nSUDAFRICA<br \/>\nQUNU<br \/>\nI FUNERALI SOLENNI DI NELSON MANDELA SI CELEBRERANNO DOMENICA 15 DICEMBRE A QUNU. LO HA ANNUNCIATO OGGI IL PRESIDENTE DEL SUDAFRICA, JACOB ZUMA.<br \/>\nCommemorazione il 10 dicembre<br \/>\nMANDELA SAR\u00c0 RICORDATO IN SUDAFRICA CON UNA COMMEMORAZIONE NAZIONALE SOLENNE MARTED\u00cc 10 DICEMBRE NELLO STADIO DI CALCIO DI JOHANNESBURG. Lo ha precisato il presidente Jacob Zuma, confermando inoltre la cerimonia funebre di sepoltura per domenica 15 a Qunu.<br \/>\nBandiere a mezz&#8217;asta alle istituzioni europee per i prossimi tre giorni in segno di cordoglio per la morte di Nelson Mandela. Intanto non \u00e8 stato ancora deciso chi rappresenter\u00e0 la Commissione Ue ai funerali, e per questo si attende di conoscere la data delle esequie. In una nota gi\u00e0 ieri sera i presidenti dell&#8217;esecutivo Jos\u00e8 Manuel Barroso e quello del consiglio Herman Van Rompuy avevano ricordato Mandela come un simbolo nella lotta al razzismo e &quot;una delle pi\u00f9 grandi figure politiche dei nostri tempi&quot;.<br \/>\nIl presidente americano, Barack Obama, in ricordo di Nelson Mandela ha ordinato le bandiere a mezz&#8217;asta in tutti gli edifici pubblici degli Stati Uniti, a partire dalla Casa Bianca. &#8221;Il nostro Paese ha perso un grande amico&#8221;, afferma Obama, &#8221;e onorera&#8217; per sempre la sua memoria&#8221;.<br \/>\nResteranno a mezz&#8217;asta oggi le bandiere britanniche, per tutto il giorno fino alle 8 di questa sera, in segno di rispetto per la scomparsa di Nelson Mandela.<br \/>\nIL PRESIDENTE FRANCESE FRAN\u00c7OIS HOLLANDE ha ordinato le bandiere a mezz&#8217;asta nel paese per onorare la memoria dell&#8217;ex presidente sudafricano Nelson Mandela, secondo quanto ha annunciato a Pechino il Presidente del Consiglio Jean-Marc Ayrault. &#8221;Il Presidente della Repubblica Fran\u00e7ois Hollande ha voluto che questo messaggio sia condiviso da tutti i francesi&#8221; ha dichiarato Ayrault, in visita ufficiale in Cina.<br \/>\nIL PAPA, esempio impegno dignit\u00e0 umana e giustizia  &#8211; &quot;L&#8217;esempio&quot; di Mandela ispiri &quot;generazioni di sudafricani a mettere la giustizia e il bene comune avanti nelle loro aspirazioni politiche&quot;. Cos\u00ec il Papa in un telegramma in cui di Mandela ricorda &quot;l&#8217;impegno nel promuovere la dignit\u00e0 umana di tutti i cittadini&quot; e un nuovo Sudafrica basato sulla &quot;non-violenza e la riconciliazione&quot;. &quot;E&#8217; con tristezza &#8211; scrive Papa Francesco in un telegramma che porta la sua firma diffuso dalla sala stampa vaticana &#8211; che ho appreso della morte del presidente Nelson Mandela e invio le mie condoglianze a tutti i membri della famiglia, ai membri del governo e a tutto il popolo del Sudafrica&quot;. &quot;Nell&#8217;affidare l&#8217;anima del defunto all&#8217;infinita piet\u00e0 di Dio &#8211; prosegue il Papa nel telegramma originariamente in inglese -, chiedo al Signore di confortare tutti coloro che piangono questa perdita. Riconoscendo l&#8217;impegno dimostrato da Mandela nel promuovere la dignit\u00e0 umana dei cittadini di tutte le nazioni e nel forgiare un nuovo Sudafrica costruito sulle solide basi della non-violenza, della riconciliazione e della verit\u00e0, prego che l&#8217;esempio dell&#8217;ex presidente ispiri generazioni di sudafricani affinch\u00e9 mettano la giustizia e il bene comune avanti a tutto nelle loro aspirazioni politiche&quot;. &quot;Con questi sentimenti &#8211; conclude il Papa &#8211; invoco su tutto il popolo del Sudafrica doni divini di pace e prosperit\u00e0&quot;.<br \/>\nNAPOLITANO, dimostr\u00f2 possibile mondo pi\u00f9 equo  &#8211; &quot;Ho appreso con commozione e grande tristezza della scomparsa dell&#8217;ex-Presidente e premio Nobel per la pace Nelson Mandela&quot;. Lo scrive Giorgio Napolitano in un messaggio a Jacob Zuma. &quot;Ha dimostrato che un mondo pi\u00f9 equo e solidale, dove diversit\u00e0 \u00e8 sinonimo di ricchezza, \u00e8 possibile&quot;. &quot;Il suo insopprimibile anelito alla libert\u00e0, alla dignit\u00e0 umana e all&#8217;uguaglianza &#8211; scrive Napolitano &#8211; ha avuto ragione della barbarie dell&#8217;apartheid&quot;. Con la sua vita ha dimostrato che un mondo pi\u00f9 equo e solidale, dove diversit\u00e0 \u00e8 sinonimo di ricchezza, \u00e8 possibile. Aver saputo presiedere a una transizione pacifica del suo paese &#8211; nel segno della verit\u00e0 e della riconciliazione &#8211; dall&#8217;apartheid alla convivenza democratica, resta suo merito incancellabile. E&#8217; un esempio che gli sopravvive, insieme con i suoi ideali e la sua straordinaria eredit\u00e0 morale. Essi passano alle generazioni future e a quanti, in Sud Africa e nel mondo, lottano per costruire una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta ed inclusiva rifuggendo la violenza&quot;.<br \/>\nOBAMA SI COMMUOVE, e&#8217; stato esempio mia vita  &#8211; &#8221;Non posso immaginare la mia vita senza l&#8217;esempio di Nelson Mandela&#8221;: lo ha detto il presidente americano, Barack Obama, commuovendosi in diretta Tv. &#8221;Sono stato uno dei milioni di persone che e&#8217; stato ispirato da Mandela. Non posso immaginare la mia vita senza il suo esempio&#8221; afferma Obama, sottolineando che il giorno in cui Mandela &#8221;e&#8217; uscito dalla prigione mi ha dato l&#8217;idea di cosa si puo&#8217; raggiungere quando si e&#8217; guidati dalla speranza&#8221;. Mandela ha &#8221;raggiunto piu&#8217; di quanto ci si possa aspettare da ogni uomo. E oggi e&#8217; tornato a casa. Fermiamoci e ringraziamo del fatto che sia vissuto&#8217;<br \/>\nSOVETO<br \/>\nLE PAROLE CHE HANNO FATTO LA STORIA<br \/>\n&#8211; 1964: Discorso al processo per sabotaggio<br \/>\nhttp:\/\/www.guardian.co.uk\/world\/2007\/apr\/23\/nelsonmandela<br \/>\n&#8211; 1990: Discorso post-liberazione<br \/>\nhttp:\/\/www.anc.org.za\/show.php?id=4520<br \/>\n&#8211; 1993: Discorso in occasione della consegna del Premio Nobel per la Pace<br \/>\nhttp:\/\/www.nobelprize.org\/nobel_prizes\/peace\/laureates\/1993\/mandela-lecture.html<br \/>\n&#8211; 1994: Discorso per la vittoria dell&#8217;ANC<br \/>\nhttp:\/\/www.anc.org.za\/show.php?id=3658<br \/>\n&#8211; 1994: Discorso come presidente del Sudafrica all&#8217;ANC<br \/>\nhttp:\/\/www.africa.upenn.edu\/Articles_Gen\/Inaugural_Speech_17984.html<br \/>\n&#8211; Pubblicazione delle Nazioni Unite in occasione del Mandela day<br \/>\nhttp:\/\/www.un.org\/en\/events\/mandeladay\/pdfs\/Mandela%20In%20his%20words%20WEB.pdf<br \/>\nARABAIA SAUDITA \/ ETIOPIA<br \/>\nRIMPATRIO FORZATO<br \/>\nNell&#8217;ultimo mese l&#8217;Arabia Saudita ha espulso un milione di immigrati irregolari, tra cui 5omila etiopi, scrive Afrik. Il 4 novembre \u00e8 finito il periodo di sette mesi in cui quattro milioni di immigrati hanno potuto mettersi in regola. Chi non c&#8217;\u00e8 riuscito \u00e8 stato deportato {nella foto, un gruppo di migranti a Riyadh, il 20 novembre 2015). Gli immigrati dall&#8217;Etiopia sono in gran parte donne, costrette a lavorare in condizioni terribili. L&#8217;esodo forzato rischia di inasprire le relazioni tra Riyadh e Addis Abeba, che dovr\u00e0 pagare 2,6 milioni di dollari per il rimpatrio.<\/p>\n<p>YEMEN<br \/>\nLUTTO NAZIONALE \/ Al Thawra, Yemen<br \/>\nL&#8217;attacco del 5 dicembre al ministero della difesa di Sana&#8217;a, che ha causato pi\u00f9 di 56 morti e 215 feriti, \u00e8 stato &quot;uno shock senza precedenti per lo Yemen&quot;, scrive il quotidiano Al Thawra. L&#8217;assalto di una banda armata, preceduto dall&#8217;esplosione di un&#8217;autobomba, ha dimostrato che lo stato non \u00e8 in grado di proteggere i suoi cittadini. Ancora pi\u00f9 grave \u00e8 il fatto che la maggior parte delle vittime \u00e8 formata da civili, tra cui molti medici e infermieri che lavoravano nel vicino ospedale militare. Secondo alcune fonti, i dodici terroristi, morti durante l&#8217;assalto, sarebbero tutti di nazionalit\u00e0 saudita, anche se per ora la responsabilit\u00e0 dell&#8217;attentato non \u00e8 stata accertata. Hanno rivendicato &#8211; e poi rinnegato &#8211; l&#8217;attacco sia il gruppo Al Qaeda nello Yemen sia Al Qaeda nella penisola araba (Aqpa), giustificandolo come una rappresaglia per l&#8217;uso dei droni statunitensi sul suolo yemenita. Altre fonti parlano invece di un&#8217;organizzazione yemenita che vuole il ritorno dell&#8217;ex presidente Ali Abdallah Saleh. Il 9 dicembre tre presunti terroristi di Al Qaeda sono stati uccisi con un drone nella regione di Hadramaut. <\/p>\n<p>ERITREA<br \/>\nL&#8217;INDUSTRIA DEI RAPIMENTI<br \/>\nIl rapporto The human trafficking cycle: Sinai and beyond, pubblicato il 4 dicembre, accusa i militari eritrei di arricchirsi con i rapimenti di giovani connazionali. Basandosi sulle testimonianze di 230 persone, gli autori del rapporto, svedesi e olandesi, hanno stabilito che tra il 2007 e il 2012 sono state rapite almeno 25mila persone e sono stati estorti seicento milioni di dollari. Le vittime vengono minacciate di essere cedute ai trafficanti di esseri umani se non riescono a pagare decine di migliaia di dollari di riscatto. Al centro delle operazioni, scrive il Guardian, c&#8217;\u00e8 l&#8217;Unit\u00e0 eritrea di sorveglianza delle frontiere, al co-mando del generale Teklai Kifle. Le vittime sono soprattutto studenti che frequentano l&#8217;ultimo anno delle scuole superiori nel campo militare di Sawa. Una volta rapiti, i giovani sono tenuti prigionieri in Sudan, torturati e in alcuni casi ceduti ai trafficanti beduini del Sinai anche dopo il pagamento del riscatto.<\/p>\n<p>KENYA<br \/>\nII 7 dicembre alcune ong hanno annunciato che decine di persone sono morte negli scontri tribali nel nord del paese. Libia Un insegnante statunitense di una scuola internazionale di Bengasi, Ronnie Smith, \u00e8 stato ucciso il 5 dicembre. <\/p>\n<p>SIRIA<br \/>\nL&#8217;11 dicembre Washington e Londra hanno sospeso gli aiuti non letali per il nord della Siria, dopo che i ribelli islamisti hanno assunto il controllo di depositi di armi dell&#8217;Esercito siriano libero.<br \/>\nIl 10 dicembre Razan Zeitou-neh, attivista per i diritti umani, \u00e8 stata rapita a Douma. <\/p>\n<p>SOMALIA<br \/>\nUna vittima di stupro \u00e8 stata condannata il 9 dicembre a sei mesi di prigione con la condizionale. Due giornalisti che avevano denunciato il caso sono stati incarcerati.<\/p>\n<p>Da RAMALLAH  Amira Hass<br \/>\nGioved\u00ec 5 dicembre sono andata al matrimonio del mio amico Eitay a Tel Aviv. \u00c8 raro che io partecipi a questi eventi, ma ero curiosa. Eitay \u00e8 gay e religioso, mentre il suo partner \u00e8 laico. Anche il matrimonio \u00e8 stato laico, ma molti invitati appartenevano alla comunit\u00e0 gay religiosa. Con i miei compagni di tavolo ho discusso gli ultimi eventi accaduti a sud di Hebron, soprattutto gli attacchi dell&#8217;esercito e dei coloni. Eitay \u00e8 un giovane avvocato che difende i palestinesi. Naturalmente i suoi &quot;clienti&quot;<br \/>\nnon hanno potuto partecipare alle nozze, a causa delle restrizioni alla mobilit\u00e0 ma anche perch\u00e9 il suo orientamento sessuale non \u00e8 una cosa che pu\u00f2 condividere con loro.<br \/>\nSabato sono rimasta a casa a scrivere un articolo per Haaretz sulle similitudini e le differenze tra l&#8217;apartheid sudafricano e quello israeliano.<br \/>\nDomenica ho visitato il campo profughi di Jalazun, a nord di Ramallah, perch\u00e9 il giorno prima un ragazzo di 15 anni, Wajih Ramahi, era stato ucciso da un soldato. Nel campo vivono 14mila persone provenienti da 36 villaggi distrutti o espropriati da Israele dopo il 1948. Nella vicina colonia di Beit El 5.700 persone vivono in case dai tetti rossi con giardino. Tutti i terreni sono stati rubati dai villaggi vicini. I ragazzi palestinesi lanciano pietre. \u00c8 l&#8217;unico modo che hanno per dire ai coloni e ai soldati che non sono ospiti ma invasori. Anche domenica hanno tirato le loro pietre. Uno di loro \u00e8 stato colpito alla schiena da una pallottola israeliana. Stava scappando.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nGIAPPONE<br \/>\nII 6 dicembre il parlamento ha approvato una legge sulla protezione dei segreti di stato che rischia di limitare la berta d&#8217;informazione.<\/p>\n<p>SINGAPORE<br \/>\nIMMIGRATI IN RIVOLTA<br \/>\nLa morte di un immigrato indiano, investito da un b to nel quartiere di Little Singapore, l&#8217;8 dicembre ha scatenato una rivolta da parte circa quattrocento cittadini stranieri che hanno incendiato  auto della polizia e ambulanze ferendo diciotto persone tratta dei primi disordini  cenni nella citt\u00e0-stato, d protestare in piazza \u00e8 un punibile con il carcere. L zia ha arrestato 27 cittadini stranieri che rischiano di ni di prigione. Singapore 5,2 milioni di abitanti, \u00e8 1 paesi pi\u00f9 ricchi del mondo dipende molto dalla man pera straniera, composta soprattutto da lavoratori de meridionale e spesso mal ti, scrive Asian Age.<\/p>\n<p>FILIPPINE<br \/>\nL&#8217;8 dicembre il g\u00ec verno e il Fronte moro islam di liberazione (Milf), il principale gruppo ribelle musulmani hanno firmato a Kuala Lumpur  un accordo di condivisione c potere che apre la strada a un accordo di pace. L&#8217;intesa prevede la nascita di una regione autonoma sull&#8217;isola di Mindanao  Pi\u00f9 di 150mila persone sono morte dall&#8217;inizio dell&#8217;insurrezione nel 1970. <\/p>\n<p>TAILANDIA<br \/>\nBANGKOK<br \/>\nDopo che per settimane i sostenitori dell&#8217;opposizione hanno manifestato per le strade di Bangkok chiedendo le dimissioni del governo, il 10 dicembre la prima ministra Yingluck Shinawatra ha annunciato che scioglier\u00e0 il parlamento e indir\u00e0 nuove elezioni. La decisione della premier, che il 10 dicembre in un discorso in diretta tv ha escluso di dimettersi prima del voto, segue le dimissioni in blocco dei deputati dell&#8217;opposizione, l&#8217;8 dicembre. La mossa di Shinawatra, tuttavia, non ha calmato i contestatori, guidati dall&#8217;ex deputato del Partito democratico Suthep Thaugsuban, che hanno promesso di continuare la protesta a oltranza finch\u00e9 non se ne andr\u00e0. La prima ministra \u00e8 accusata di essere un fantoccio al servizio del fratello Thaksin, l&#8217;ex premier in esilio volontario con una condanna pendente per corruzione e abuso di potere. Lasciare la scelta ai tailandesi e andare alle urne &#8211; la data del voto potrebbe essere il 2 febbraio 2014 &#8211; non \u00e8 per\u00f2 la soluzione ideale per l&#8217;opposizione, che ha poche probabilit\u00e0 di vincere contro il partito Pheu Thai, oggi al governo. I manifestanti, al contrario, chiedono l&#8217;istituzione di un &quot;consiglio del popolo&quot; scelto dal re. &quot;\u00c8 improbabile che l&#8217;idea sia venuta spontaneamente a Suthep Thaugsuban o gli sia stata suggerita dal suo partito. Qualcuno si chiede se non gli sia stata imposta da qualche potente fronda monarchica&quot;, scrive Asia Times che aggiunge: &quot;Non sarebbe la prima volta che i monarchici si pronunciano a favore di un governo nominato per sostituire quello eletto&quot;. Non \u00e8 ancora chiaro se il Partito democratico boicotter\u00e0 o meno il voto, ma il Pheu Thai ha gi\u00e0 annunciato che tra i suoi candidati ci saranno alcuni fedeli di Thaksin Shinawatra, banditi dall&#8217;attivit\u00e0 politica per cinque anni per brogli e oggi riabilitati. Tra questi l&#8217;ex premier Somchai Wongsawat, scrive il Bangkok Post.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\nSORPRESA NELLE URNE<br \/>\nI risultati delle elezioni che si sono tenute in quattro stati indiani nelle ultime settimane hanno segnato il trionfo del Bharatiya janata party (Bjp), il partito nazionalista ind\u00f9 che guida l&#8217;opposizione al governo centrale. Il Bjp ha mantenuto il potere nel Chhattisgarh e nel Madhya Pradesh e ha conquistato la maggioranza nel Rajasthan e nello stato della capitale New Delhi, guidati finora dal partito del Congress. In molti hanno dato il merito della vittoria a Narendra Modi, il candidato dell&#8217;opposizione alle elezioni generali del 2014, anche se alcuni analisti fanno notare che in questo caso sono stati i leader locali del partito ad avere maggior peso. Inatteso, inoltre, \u00e8 stato il debutto positivo del neonato Aamaadmi (partito dell&#8217;uomo comune), guidato da Arvind Kejriwal  ex attivista del movimento anticorruzione di Anna Hazare, che nello stato della capitale ha ottenuto 28 seggi su 70. Kejriwal, scrive Outlook, ha escluso di allearsi con il Bjp (31 seggi) o il Congress (8 seggi) ed \u00e8 possibile che, non avendo il Bjp la maggioranza assoluta, si torni alle urne.<br \/>\nINDIA<br \/>\nL&#8217;11 dicembre la corte su-prema indiana ha ribaltato una sentenza del 2009 che depenalizzava i rapporti omosessuali, prima puniti con la prigione. La corte ha aggiunto che solo il parlamento pu\u00f2 cancellare la legge.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nPECHINO<br \/>\nLE BARBIE DELLO SFRUTTAMENTO MATTEL IN CINA \/ Una &quot;Barbie operaia&quot;, con la bocca cucita e le braccia incatenate. Sono state denunciate cos\u00ec ieri a Parigi, le condizioni di lavoro negli stabilimenti cinesi che lavorano per Mattel, il marchio americano che produce la celebre bambola.<br \/>\nLa protesta e&#8217; stata organizzata dall&#8217;associazione Peuples solidaires e dall&#8217;organizzazione americana China Labor Watch (CLW) in uno dei grandi quartieri dello shopping parigino, nei pressi dell&#8217;Opera, nel periodo degli acquisti pre-natalizi. Davanti a una scatola rosa di oltre due metri di altezza, contenente una Barbie a grandezza naturale vestita da operaia, gli attivisti hanno vantato i suoi meriti: e&#8217; &#8221;facilmente manipolabile e sfruttabile: e&#8217; capace di lavorare 13 ore al giorno per appena 12 centesimi di euro per bambola&#8221;. Sulla scatola, dove il marchio e&#8217; stato ribattezzato &#8216;Matte&#8217;e&#8217; (un&#8217;espressione gergale francese che in questo caso potrebbe tradursi in umiliata o sottomessa), una serie di adesivi elencavano i pregi della Barbie: &#8221;Stipendio miserabile&#8221;, &#8221;massima redditivita&#8221;&#8217;, &#8221;funziona senza tutele sociali&#8221;.<br \/>\n&#8221;L&#8217;obiettivo e&#8217; sensibilizzare piu&#8217; persone possibile e fare pressione su Mattel&#8221;, ha spiegato all&#8217;agenzia France Presse, Benjamin Lemesle, dell&#8217;associazione Peuples solidaires. Per Kevin Slaton, responsabile di China Labor Watch, la &#8216;Barbie operaia&#8217;, rappresenta l&#8221;&#8217;assenza di diritti&#8221; degli operai cinesi rispetto alle condizioni di lavoro. E ancora: &#8221;La nostra missione e&#8217; fare in modo che Mattel rispetti gli impegni assunti nel 1997 di rispettare il diritto di lavoro cinese e di rispettare i diritti degli operai. Da 15 anni o piu&#8217;, Mattel non ha mai rispettato gli impegni. Mentono all&#8217;opinione pubblica&#8221;.<br \/>\nA ottobre, CLW aveva resa pubblica un&#8217;inchiesta condotta da inquirenti infiltrati in sei fabbriche cinesi. Le conclusioni rivelavano diverse violazioni del diritto del lavoro in materia di rispetto degli orari o degli stipendi. Secondo i dati di &#8216;Peuples solidaires&#8217;, nel mondo vengono vendute 152 Barbie al minuto. In Cina, sono circa 4 milioni le persone che lavorano nella produzione di giocattoli.<\/p>\n<p>AMERICA CENTROMERIDIONALE<br \/>\nURUGUAY<br \/>\nLA MARIJUANA SARA\u2019 LEGALE.<br \/>\nIl 10 dicembre, dopo dodici ore di dibattito, il senato dell&#8217;Uruguay ha approvato una legge che legalizza la produzione, la vendita e il consumo di marijuana nel paese. La nuova legge, unica al mondo, permetter\u00e0 ai maggiorenni uruguaiani iscritti in un registro speciale di comprare nelle farmacie autorizzate fino a quaranta grammi di marijuana al mese. Secondo il presidente Jos\u00e9 Mujica, la norma \u00e8 un&#8217;alternativa alla tradizionale politica di lotta alla droga e al narcotraffico. &quot;Mujica ha il merito di aver collocato questo piccolo paese latinoamericano al centro dell&#8217;attenzione internazionale&quot;, scrive Milenio.<br \/>\nURUGUAY<br \/>\nPRODURR\u00c0 E VENDER\u00c0 MARIJUANA \/ Adesso \u00e8 legge: i cittadini uruguayani potranno comprare la marijuana in farmacia e anche coltivarla in casa, entro un certo quantitativo. Con il voto favorevole del Senato, infatti, \u00e8 diventata definitiva l&#8217;approvazione della legge che fa dell\u2019Uruguay il primo Paese al mondo a liberalizzare e controllare la vendita delle droghe leggere. Una legge fortemente voluta dal presidente Jos\u00e8 Mujica, contro l&#8217;accanita opposizione dei proibizionisti (per lo pu\u00f9 la destra e i gruppi religiosi), ma anche di una larga fetta di opinione pubblica. Nel piccolo Paese sudamericano, dunque, parte una esperienza unica per debellare il narcotraffico e la violenza e la criminalit\u00e0 che esso si porta dietro.<br \/>\nLa nuova legge prevede che i cittadini con pi\u00f9 di 18 anni possono comprare una dose mensile di \u00aberba\u00bb (si parla di 40 grammi) ad un prezzo relativamente basso, meno di un euro al grammo, circa il 30 per cento in meno degli attuali valori sul mercato illegale. La vendita avverr\u00e0 nelle farmacie autorizzate e sar\u00e0 controllata (con apposito registro dei consumatori), mentre la coltivazione sar\u00e0 affidata a cooperative private, sempre sotto il controllo dello Stato. La legge permette anche ai cittadini di tenere un numero limitato di piantine di cannabis in casa: per i singoli massimo sei piante a testa; per le associazioni di consumatori massimo 45 soci e 99 piante. E per evitare la nascita di un turismo della marijuana, non \u00e8 consentita la vendita agli stranieri.<br \/>\nIl governo sostiene che la regolamentazione andr\u00e0 di pari passo con campagne pubbliche che mettano in guardia dagli eccessi del consumo, simili a quelle che avvengono con il tabacco. Il dibattito finale al Senato \u00e8 durato ben dieci ore e alla fine i voti favorevoli hanno prevalso per 16 a 13. Il presidente Jos\u00e9 Mujica (ex guerrigliero Tupamaro ai tempi della dittatura) ha ribadito che l&#8217;obiettivo della riforma non \u00e8 \u00abdiventare un Paese del fumo libero\u00bb, ma piuttosto tentare un \u00abesperimento al di fuori del proibizionismo, che \u00e8 fallito\u00bb per riuscire a \u00abstrappare un mercato importante ai trafficanti di droga\u00bb. Ora l&#8217;\u00abesperimento\u00bb \u00e8 atteso alla prova. Responsabili del governo hanno detto che la produzione e la vendita della marijuana di Stato sar\u00e0 pronta verso giugno o luglio.<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nIL VOTO MUNICIPALE CONFERMA LA VIA DEL PROCESSO BOLIVARIANO<br \/>\nDomenica scorsa in Venezuela, pi\u00f9 di 19 milioni di cittadini sono stati chiamati al voto in elezioni municipali per scegliere 337 sindaci e 2455 consiglieri. Con una partecipazione di quasi il 60 %, secondo l\u2019ultimo bollettino emesso dal Consiglio Nazionale Elettorale (97,52 % della trasmissione dati) si conferma la vittoria dei candidati del processo bolivariano riuniti nel \u201cGran Polo Patriottico\u201d (GPP) e la netta sconfitta dell\u2019opposizione.<br \/>\nAl momento in cui scriviamo il GPP ed al suo interno il principale partito, il Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), vince in 234 comuni, con un totale di 5.111.336 voti contabilizzati, (il 49,24 %). Di questi, almeno 13 sono capoluoghi (o capital) dei 24 Stati che formano il Paese.<br \/>\nLa variegata opposizione di destra, riunita nella Mesa de la Unidad (MUD), si ferma a 53 municipi con 4.435.097 elettori, (42,7%).<br \/>\nVi \u00e8 quindi una differenza relativa del 6,52 % a favore del proceso bolivariano, sufficiente per uscire da una zona di immediato rischio politico.<br \/>\nGli altri partiti minori, ottengono 833.731 voti, equivalenti all\u2019 8,03%. Tra questi il Partito Comunista con l\u20191,6%. Quasi tutte le formazioni minori hanno appoggiato i candidati bolivariani.<br \/>\nMancano ancora i dati di alcuni comuni, ma il dato pol\u00edtico \u00e8 inequivocabile. Ancora una volta, il processo bolivariano esce vittorioso dalle urne. Fino a ieri del totale dei 337 comuni, 265 erano mano al PSUV ed alle forze che sostengono il processo di cambiamento iniziato dal Presidente Ch\u00e1vez e scomparso nel Marzo di quest\u2019anno.<br \/>\nDopo la scomparsa del Presidente Ch\u00e1vez , e prima di queste elezioni comunali, nello scorso aprile si erano tenute le elezioni presidenziali con la vittoria di misura del Presidente Nicol\u00e1s Maduro.<br \/>\nE negli ultimi 14 anni, il processo bolivariano si \u00e8 sottoposto a 19 processi elettorali, di cui finora ne ha perso solamente 1. Fin qui i numeri della strana \u201cdittatura\u201d venezuelana, che celebra pi\u00f9 elezioni che qualsiasi altro Paese del continente latino-americano e di molti altri Paesi del mondo intero.<br \/>\nIL FLOP DELL\u2019OPPOSIZIONE<br \/>\nLa destra voleva trasformare queste elezioni in un plebiscito contro il processo bolivariano e per fare cadere il governo del Presidente Nicol\u00e1s Maduro. Forti della risicata vittoria di Maduro nelle presidenziali di Aprile (che non ha mai voluto riconoscere), erano convinti di potere dare la spallata finale. Ci avevano provato scatenando i pistoleros in piazza e assassinando 11 persone la volta scorsa, aizzati dal candidato Henrique Capriles, gi\u00e0 squadrista in prima fila nell\u2019assalto all\u2019ambasciata cubana nel tentativo di golpe del 2002. Da mesi il messaggio era chiaro: se Maduro aveva quasi perso in Aprile, adesso era la volta buona per sloggiarlo dal Palazzo di Miraflores. Con l\u2019aiuto onnipresente e onnipotente degli Stati Uniti, l\u2019opposizione ha adottato uno schema \u201calla cilena del 1973\u201d con la \u201ccombinazione di tutte le forme di lotta\u201d: guerra economica e finanziaria, accaparramento e scarsezza indotta di beni, sabotaggi nella rete elettrica, insicurezza con l\u2019uso della criminalit\u00e0 organizzata ed una implacabile campagna mediatica interna. Si ripeteva fino all\u2019ossessione che il chavismo senza Ch\u00e1vez era finito e che non aveva nessuna possibilit\u00e0 di sopravvivere. Dopo Ch\u00e1vez (un indio poi\u2026), neanche Maduro era all\u2019altezza, in fondo si trattava \u201csolo\u201d di un autista di metro, un ex-sindacalista non certo in grado di governare, etc. Una matrice di opinione amplificata e moltiplicata da tutti i megafoni dei media internazionale (CNN, RAI, La Repubblica, Il Corriere della Sera, El Pais, etc). Un livore di classe che traspare incessantemente dalle pagine patinate dei rotocalchi mondiali, insieme agli attacchi a quello che viene definito \u201cl\u2019autoritarismo del governo\u201d.<br \/>\nALCUNE CONSIDERAZIONI PER IL FUTURO<br \/>\nUn\u2019analisi pi\u00f9 attenta del voto permette alcune considerazioni. Dopo avere condotto una campagna feroce contro il CNE, la destra questa volta non ha potuto far altro che riconoscere i risultati e quindi, il suo ruolo di arbitro imparziale. Il sistema elettorale elettronico, perfezionato negli anni, \u00e8 stato riconosciuto da tutte le parti come un sistema a prova di fraude. Ed anche in questa occasione migliaia di osservatori nazionali hanno partecipato a tutte le fasi del processo elettorale.<br \/>\nL\u2019opposizione mantiene il bastione dei quartieri pi\u00f9 benestanti della capitale (Baruta, Chacao, Sucre, El Hatillo) e tiene l\u2019importante citt\u00e0 petrolifera di Maracaibo. Ma in entrambi i casi \u00e8 seguita a ruota dai candidati socialisti. Conquista Valencia, Barquisimeto, Barinas (citt\u00e0 natale di Ch\u00e1vez ), San Cristobal, citt\u00e0 in mano a sindaci \u201cchavisti\u201d. Vince in 8 capoluoghi (in uno grazie alle divisioni interne dei bolivariani). Sarebbe quindi un grave errore sottovalutare l\u2019opposizione, che guadagna spazi di potere importanti in vari Stati del Paese.<br \/>\nA questo ci sono da aggiungere gli errori dello stesso governo, che non sono mancati. Tra questi, un certo trionfalismo.<br \/>\nMa il saldo generale negativo per l\u2019opposizione e la sconfitta dei sostenitori oltranzisti della tesi del \u201cplebiscito per sfrattare Maduro da Miraflores\u201d far\u00e0 sentir\u00e9 i suoi effetti nel campo oppositore e tra i suoi dirigenti. Gli stessi che , con questo risultato, perdono forza e prestigio, data l\u2019incapacit\u00e0 di superare il voto bolivariano nonostante l\u2019avanzata e la conquista di diverse capital del Paese.<br \/>\nIn generale l\u2019opposizione vince in citt\u00e0 e perde nelle campagne. Viceversa il processo bolivariano consolida le posizioni nelle zone rurali. Ma sono ancora in disputa gli Stati alla frontiera con la Colombia, con una forte immigrazione colombiana ed una influenza dei paramilitari. La legge elettorale, che permette il voto agli stranieri che risiedono da pi\u00f9 di 10 anni nel Paese, ha pesato nell\u2019esito del voto a favore dell\u2019opposizione, almeno in diverse citt\u00e0 delle zone di frontiera.<br \/>\nSul terreno elettorale persistono quindi zone geografiche di instabilit\u00e0 e di svantaggio da non sottovalutare.<br \/>\nManca ancora una analisi ed una valutazione approfondita dell\u2019astensionismo. Questa volta la partecipazione nelle elezioni municipali (58,9 %) ha superato quella delle regionali del 16 Dicembre 2012 (53,8 %), ma l\u2019astensione continua ad essere alta, data la posta in gioco e gli obiettivi politici. Il dato dell\u2019astensione, marca comunque distanza dalla politica e dalla \u201cdemocrazia partecipativa\u201d. A prima vista, come spesso accade, anche qui sono i quartieri popolari che stanno a casa, nonostante un parziale recupero, mentre gli abitanti dei quartieri benestanti e di classe media vanno a votare contro il governo.<br \/>\nPi\u00f9 in generale, il processo bolivariano ha centrato due obiettivi strategici: da una parte ha ottenuto un tempo politico supplementare cruciale, senza perdere grandi spazi di governo; dall\u2019altra ha potuto mettere un freno alla strategia oppositora di farlo cadere in breve tempo, uscendo da un\u2019area di rischio politico immediato. Non c\u2019\u00e8 dubbio che fosse importante superare una potenziale crisi politica a tempi stretti, a partire dai magri risultati elettorali dello scorso aprile e dalla \u201cguerra economica\u201d, in uno scenario di crisi economica mondiale. Un obiettivo parzialmente raggiunto.<br \/>\nIl \u201cgolpe de tim\u00f2n\u201d invocato da Ch\u00e1vez ha visto una prima concresione nelle misure sul terreno economico e sociale prese dal governo a partire da Ottobre (con l\u2019ottenimento di nuovi poteri grazie alla \u201cLey Habilitante\u201d) che hanno rimesso in sintonia il governo con il sentire popolare e l\u2019eredit\u00e0 di Ch\u00e1vez . In termini gramsciani, si \u00e8 parzialmente rinnovata la \u201cconnessione sentimentale\u201d tra la rivoluzione ed il suo popolo. I colpi contro la speculazione sfacciata, l\u2019arresto di alcuni funzionari e quadri intermedi corrotti, e soprattutto l\u2019approvazione del Plan de la Patria, ideato dallo scomparso Presidente, sono passi in avanti che permettono di approfondire le trasformazioni in atto. Non \u00e8 un caso che l\u2019opposizione vi si sia opposta con tanto fervore. Di certo, per essere credibile, l\u2019operato anti-corruzione deve andare fino in fondo e non guardare in faccia a nessuno, neanche tra le file del governo.<br \/>\nLa prima sfida strategica \u00e8 quella di saper articolare questa \u201csvolta a sinistra\u201d con criteri politici ed una maggiore coscienza ideologica, non solo da parte del PSUV, ma da parte di tutte le forze alleate nel Gran Polo Patriottico (GPP) che hanno contribuito al recupero del consenso ed alla vittoria bolivariana. Il GPP ha davanti a s\u00e8 un compito a tutto tondo: superare le tensioni e le differenze interne, mantenendo l\u2019unit\u00e0 e trasformandosi nell\u2019ossatura per l\u2019implementazione del Plan de la Patria, vero e proprio testamento politico di Ch\u00e1vez e bussola del cambiamento della societ\u00e0 in senso socialista.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 dubbio che l\u2019argine principale ai piani di destabilizzazione della destra \u00e8 stata l\u2019unit\u00e0 chavista, bolivariana, popolare attorno ai propri dirigenti. Una unit\u00e0 che ha posto il freno a coloro che la disprezzano e sottovalutano il protagonismo popolare organizzato, come soggetto della trasformazione. Se si consolider\u00e0 questa unit\u00e0 tra il protagonismo popolare, il prestigio della maggioranza dei dirigenti e l\u2019eredit\u00e0 rivoluzionaria di Ch\u00e1vez, i rapporti di forza continueranno ad essere favorevoli al Presidente Maduro. Un dirigente sottovalutato dall\u2019opposizione e da alcuni settori bolivariani che non sanno cogliere le sue capacit\u00e0.<br \/>\nUna debolezza che si trascina da tempo: la comunicazione di massa dell\u2019insieme delle forze bolivariane<br \/>\nUna mancanza che lo scomparso Ch\u00e1vez riempiva con la sua capacit\u00e0 di entrare in connessione diretta con il suo popolo. Oggi non basta ripetere i discorsi del Presidente Maduro e dei vari Ministri. Non basta fare propaganda. N\u00e8, peggio ancora, scimmiottare il linguaggio ed il messaggio dell\u2019avversario. C\u2019\u00e8 bisogno del massimo di fantasia e creativit\u00e0 per costruire e ricostruire un\u2019 auto-immagine, per \u201cvedersi con i propri occhi\u201d e non con quelli dell\u2019avversario. Per parlare al cuore ed alle coscienze di milioni di persone avvelenate quotidianamente dai codici e dai messaggi dell\u2019avversario, aperti, simbolici e subliminali. Come diceva Sim\u00f3n Rodr\u00edguez, il maestro del libertador Sim\u00f3n Bol\u00edvar, \u201co inventiamo, o erriamo\u201d. E\u2019 questo il terreno della \u201cguerra asimmetrica\u201d, la decisiva \u201cguerra di quarta generazione\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 bisogno di una analisi pi\u00f9 profonda dei rapporti di forza reali, delle dinamiche di flusso e riflusso del campo rivoluzionario, con la testa fredda, umilt\u00e0 intellettuale e senza trionfalismi, tenendo conto delle prossime sfide elettorali per il rinnovo del Parlamento venezuelano e soprattutto della delicata fase economico-sociale del prossimo anno.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nPRETORIA\/ WASHINGTON \/ SOWETO \/<br \/>\nLA MEMORIA CORTA<br \/>\nNelson Mandela \u00e8 \u00abun gigante del XX secolo\u00bb, che \u00abmi ha reso un uomo migliore\u00bb, anche se \u00abla tentazione \u00e8 di ricordarlo come una icona, ma Madiba ha resistito a questo quadro privo di vita\u00bb: l\u2019atteso discorso elogio-funebre del presidente americano BARACK OBAMA non \u00e8 stato inferiore alle aspettative. L\u2019approvazione grande, piovevano gli applausi dei sudafricani riuniti a Soweto, presi dalle parole dell\u2019altro presidente nero della storia. Soprattutto quando ha par\u00adlato dell\u2019uomo \u00abin carne ed ossa\u00bb, che ammetteva le sue imperfezioni, una ragione in pi\u00f9 per \u00abamarlo cos\u00ec tanto\u00bb perch\u00e9 \u00abcondivideva con noi i suoi dubbi, le sue paure, i suoi calcoli sbagliati, insieme alle sue vit\u00adto\u00adrie. Diceva: non sono un santo\u00bb. E poi, l\u2019accusa: \u00abTroppi leader che celebrano oggi Mandela, in realt\u00e0 non tollerano il dis\u00adsenso dei loro popoli\u00bb. E, subito dopo, il gesto storico: la stretta di mano con il presidente cubano Raul Castro, tra gli interlocutori dell\u2019invettiva appena pronunciata.<br \/>\nL\u2019autorevole discorso di Obama a Johannesburg, a largo spettro rivolto ad alcuni leader internazionali del cosiddetto Terzo Mondo, quasi come portavoce dell\u2019Occidente, rischia per\u00f2 di seppellire la verit\u00e0 e di essere alla fine l\u2019ennesima sua imbalsamazione, soprattutto perch\u00e9 appare largamente smemorato.<br \/>\nIl presidente americano dimentica di ricordare, in primo luogo a se stesso, che gli Stati uniti fino al 1988, hanno sostenuto e difeso per lunghi decenni il regime dell\u2019apartheid. Con la motivazione \u2014 degli Stati uniti, della Gran Bretagna, della Francia (fino all\u201981) e d\u2019Israele \u2014 che bisognava fermare il pericolo comunista. E se si ricorda che era l\u2019epoca della Guerra fredda, questa non pu\u00f2 essere presentata da Washington certo come giustificazione dei crimini che ha perpetrato e ha contribuito a perpetrare in nome della democrazia.<br \/>\nNello scontro tra la maggioranza nera e la minoranza bianca, Washington aveva sostenuto Pretoria in Angola (e poi in Mozambico) nel 1975, dove l\u2019esercito sudafricano tentava di instaurare il proprio predominio militare e la sua egemonia razziale. E non esit\u00f2 ad aggirare l\u2019embargo sulle armi e a collaborare strettamente con l\u2019intelligence bianca sudafricana, rifiutando ogni misura coercitiva o sanzionatoria contro il r\u00e9gime dell\u2019apar\u00adtheid, men\u00adtre per la Casa bianca la maggioranza nera doveva \u00abdare prova di moderazione\u00bb. Ha ricordato Alain Gresh su Le Monde Diplomatique che Chester Crocker, l\u2019uomo chiave della politica dell\u2019\u201cimpegno costruttivo\u201d del presidente Ronald Reagan in Africa australe negli anni Ottanta, scriveva su Foreign Affairs nell\u2019inverno 1980\u201381: \u00abPer la sua natura e la sua storia, l\u2019Africa del Sud fa parte dell\u2019esperienza occidentale ed \u00e8 parte integrante dell\u2019economia occidentale\u00bb. Il 22 giugno del 1988 \u2014 siamo a soli diciotto mesi dalla liberazione di Mandela e dalla legalizzazione dell\u2019Anc \u2014 John C. Whitehead, sottosegretario al Dipartimento di Stato, spiegava ad una commissione del Senato Usa: \u00abDobbiamo riconoscere che la transizione verso una democrazia non razzista in Africa del Sud richieder\u00e0 inevitabilmente pi\u00f9 tempo di quanto speriamo\u00bb, insi\u00adstendo sul fatto che le sanzioni, richieste in sede Onu dai leader sudafricani della lotta anti\u2013apartheid e dall\u2019allora \u201ccampo socialista\u201d rischiavano un \u00abeffetto demoralizzante sulle \u00e9lite bianche\u00bb penalizzando invece in primo luogo la popolazione nera.<br \/>\nRonald Reagan concludendo il suo mandato, tent\u00f2 con ogni mezzo, ma per for\u00adtuna senza suc\u00adcesso, di impedire che il Congresso punisse il regime dell\u2019apartheid. Ancora duravano i tempi in cui alla Casa bianca si celebravano i Contras nicaraguesi, i combattenti per la libert\u00e0 afghana, e si stendeva il tappeto rosso per le milizie della contro\u00adrivoluzione armata angolana e mozambicana, mentre si denun\u00adciava il \u201cterrorismo\u201d dell\u2019Anc e dell\u2019Olp palestinese.<br \/>\nQuanto alla Gran Bretagna, il governo Thatcher rifiut\u00f2 ogni incontro con l\u2019Anc fino al febbraio 1990, quando Mandela fu liberato, e si oppose in ogni occasione \u2013 famoso il vertice del Commonwealth di Vancouver del 1987 \u2013 all\u2019adozione di sanzioni antiapartheid. Era l\u2019epoca in cui il primo ministro Cameron \u2014 solo tre anni fa ha chiesto scusa \u2014 and\u00f2 in visita nel 1989 in Sudafrica invitato da una lobby filo\u2013apartheid. Ad esser schierati con l\u2019Anc erano i paesi \u201csocialisti\u201d, l\u2019Urss, il Vietnam   dove si addestrarono molti quadri. E Cuba. L\u2019intervento militare dell\u2019esercito cubano nel 1975, a fianco del fragile esercito della da poco liberata colonia portoghese dell\u2019Angola, fu decisivo con la battaglia di Quito Canavale del 1988. Fu \u00abuna svolta nella liberazione del nostro Continente e del mio popolo\u00bb, ha sempre sostenuto lo stesso Mandela. Il quale, non smemorato, invit\u00f2 Fidel Castro alla sua proclamazione a presidente della repubblica sudafricana nel 1994. Di che dovrebbero vergognarsi dunque, su questo, i fratelli Castro?<br \/>\nIl fatto \u00e8 che quando si nomina Man\u00addela non si parla solo di Guerra fredda e del fatto che, caduto il Muro di Berlino, non poteva pi\u00f9 restare in piedi il Muro dell\u2019apartheid. Parlano, anzi gridano ancora tutti i nodi rimasti aperti nel \u201csecolo breve\u201d. Certo, l\u2019apartheid razziale \u00e8 stato risolto grazie alla saggezza e, insieme, radicalit\u00e0 di Madiba, ma resta il grande apartheid economico e sociale, quello sudafricano (paese Brics) e quello mondiale. E sar\u00e0 un caso se, mentre Obama parlava a Soweto, veniva confermato da Washington che il campo di concentramento di Guantanamo non chiuder\u00e0, come promesso?<br \/>\n(11\/12\/2013 12:48 | POLITICA &#8211; INTERNAZIONALE | Fonte: Il Manifesto | Autore: Tommaso Di Francesco)<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nLA SFIDA DEI REDDITI<br \/>\n&quot;La disuguaglianza dei redditi \u00e8 la vera sfida del nostro tempo&quot;, ha detto il 4 dicembre il presi-dente degli Stati Uniti Barack Obama in un discorso al Center for american progress. Secondo un&#8217;analisi di Bankrate condotta sui dati del Census bureau, la disparit\u00e0 \u00e8 maggiore tra gli statunitensi dai 35 ai 54 anni. &quot;A causa della recessione molte persone di mezza et\u00e0 hanno perso impieghi promettenti e ben pagati, proprio mentre il valore delle loro case crollava&quot;, scrive l&#8217;Huff\u00ecngton Post. Negli ultimi vent&#8217;anni il divario di reddito tra gli statunitensi dai 35 ai 44 anni \u00e8 aumentato del 21 per cento, mentre \u00e8 stato inferiore al 3 per cento per le persone di pi\u00f9 di 65 anni e inferiore all&#8217;n per cento per quelle tra i 18 e i 24.<br \/>\nAumento della disuguaglianza dei redditi negli Stati Uniti dal 1992 al 2012 per fasce d&#8217;et\u00e0, percentuale<br \/>\nUSA<br \/>\nMigliaia di lavoratori dei fast food hanno partecipato a uno sciopero il 5 dicembre per chiedere un aumento del salario minimo, che per molti \u00e8 di appena 7,25 dollari all&#8217;ora.<br \/>\nIl 10 dicembre i rappresentanti democratici e repubblicani al congresso hanno annunciato un accordo di bilancio per i prossimi due anni che eviter\u00e0 una nuova paralisi dello stato federale il 15 gennaio.<br \/>\n USA<br \/>\nUNA RICHIESTA INTERESSATA<br \/>\nIl 9 dicembre otto grandi aziende tecnologiche &#8211; Aol, Twitter, Yahoo, Microsoft, Facebook, Google, Apple e Linkedln &#8211; hanno chiesto in una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti Barack Obama di riformare il sistema di sorveglianza di Washington, che dopo le rivelazioni di Edward Snowden \u00e8 accusato di violare la libert\u00e0 e i diritti dei cittadini. &quot;Per questi colossi della tecnologia \u00e8 importante che la gente si fidi di internet&quot;, spiega F Atlantic. Il congresso comincer\u00e0 a discutere la riforma della sorveglianza a gennaio.<\/p>\n<p>(articoli da: NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20131214 23:25:00 guglielmoz ITALIA &#8211; Crisi, Landini accusa il ministero dello Sviluppo: &quot;ACCOMPAGNA LA DELOCALIZZAZIONE&quot;. 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