{"id":11622,"date":"2017-04-15T19:06:05","date_gmt":"2017-04-15T17:06:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10959-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-6-dic-2013\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:05","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:05","slug":"10959-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-6-dic-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11622","title":{"rendered":"10959 NOTIZIE dall\u2019ITALIA e dal  MONDO  6 dic 2013"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20131206 15:11:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA  &#8211; Disoccupazione, nuovo boom tra i giovani. Commento choc del Governo: &quot;E&#8217; normale&quot;. Il numero di disoccupati cresce del 9,9% rispetto allo scorso anno e arriva a 3 milioni e 189 mila persone<br \/>\nVATICANO  &#8211; Papa. Mania a Miami, spopola su Media Latinos. Cattolici folgorati dal messaggio e dalla personalit\u00e0 di Bergoglio<br \/>\nEUROPA &#8211; UE, i conti &quot;fuori posto&quot; dell&#8217;italia e gli avvoltoi che girano sul cadavere. &quot;ho preso nota delle buone intenzioni del governo italiano su privatizzazioni e spending review.<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE &#8211; \u201cDodici accordi\u201d, contro la Palestina\u201d<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; Giappone. Cittadini all&#8217;oscuro. Il 26 novembre, dopo solo due ore di discussione, la camera bassa ha approvato una proposta di legge sulla protezione dei segreti di stato che rischia di limitare la libert\u00e0 d&#8217;informazione dei cittadini.<br \/>\nAMERICA CENTROMERIDIONALE  &#8211; BRASILE. Un leader indigeno G BRASILE<br \/>\nUn leader indigeno guarani, Ambr\u00f2sio Vilhalva, \u00e8 stato trovato morto il 3 dicembre nello stato del Mato Grosso do Sul. Probabilmente \u00e8 stato ucciso da qualcuno della sua trib\u00f9.<br \/>\nuarani, Ambr\u00f2sio Vilhalva, \u00e8 stato trovato morto il 3 dicembre nello stato del Mato Grosso do Sul. Probabilmente \u00e8 stato ucciso da qualcuno della sua trib\u00f9.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211;  USA. Riparte il movimento per il salario minimo: in sciopero le grandi catene del fast food.  Ora gli organizzatori del movimento promettono mobilitazioni in 100 citta&#8217;<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nROMA<br \/>\nVIA IL PORCELLUM<br \/>\nCI SONO VOLUTI OTTO ANNI: LA LEGGE ELETTORALE VIGENTE, IL COSIDDETTO PORCELLUM, \u00c8 INCOSTITUZIONALE. La CORTE COSTITUZIONALE l&#8217;ha infatti bocciato in tutti e due i punti sottoposti al vaglio di costituzionalit\u00e0: ovvero il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze. \u00abLa Corte costituzionale &#8211; si legge in una nota &#8211; ha dichiarato l&#8217;illegittimit\u00e0 costituzionale delle norme della legge n. 270\/2005 che prevedono l&#8217;assegnazione di un premio di maggioranza (sia per la Camera dei Deputati che per il Senato della Repubblica) alla lista o alla coalizione di liste che abbiano ottenuto il maggior numero di voti e che non abbiano conseguito, almeno, alla Camera, 340 seggi e, al Senato, il 55% dei seggi assegnati a ciascuna Regione. La Corte ha altres\u00ec dichiarato l&#8217;illegittimit\u00e0 costituzionale delle norme che stabiliscono la presentazione di liste elettorali &quot;bloccate&quot;, nella parte in cui non consentono all&#8217;elettore di esprimere una preferenza\u00bb. Le motivazioni vere e proprie del pronunciamento della Corte \u00absaranno rese note con la pubblicazione della sentenza, che avr\u00e0 luogo nelle prossime settimane e dalla quale dipende la decorrenza dei relativi effetti giuridici\u00bb.<br \/>\nIn pratica la Consulta (smentendo tutte le previsioni di un rinvio) ha cancellato il premio di maggioranza, considerato abnorme, e ha inserito una preferenza simbolica laddove la legge non le prevedeva. \u00abResta fermo &#8211; afferma comunque la Consulta &#8211; che il Parlamento pu\u00f2 sempre approvare nuove leggi elettorali, secondo le proprie scelte politiche, nel rispetto dei principi costituzionali\u00bb. E qui casca l&#8217;asino: perch\u00e9 ad oggi non c&#8217;\u00e8 alcun accordo dentro e tra i partiti su un modello piuttosto che un altro, che \u00e8 il motivo per cui in otto anni non si \u00e8 riusciti a mandare in pensione il Porcellum prima dell&#8217;intervento della Corte Costituzionale. Che adesso mette tutti di fronte ad una scelta: tenersi la legge cos\u00ec come &quot;riscritta&quot; dalla Consulta oppure darsi da fare. Non sar\u00e0 semplice.<br \/>\nTanto per dire: giusto oggi na nota di Palazzo Chigi ha smentito le voci secondo cui ci sarebbe gi\u00e0 un patto tra Enrico Letta e Matteo Renzi sulla legge elettorale: il premier \u00ab\u00e8 stato sempre assolutamente rispettoso del percorso del Pd e del dibattito congressuale\u00bb e quindi fino al risultato delle primarie del partito \u00abnon far\u00e0 patti n\u00e9 riservati n\u00e9 alla luce del sole con nessuno dei tre candidati\u00bb. Il premier, sottolineano le stesse fonti, si tiene in contatto con i principali candidati ed ha gi\u00e0 annunciato pubblicamente la sua intenzione di incontrare il nuovo segretario del Pd subito dopo la sua elezione. Il cha fa capire quanto sia delicata la materia e quanto fragili gli equilibri. Non ci sono solo le questioni interne al Pd, ma anche quelle del Nuovo centrodestra di Alfano che vede come fumo negli occhi un possibile accordo in parlamento tra Pd e Forza Italia su un modello maggioritario che &quot;stritoli&quot; i piccoli partiti e\/o li costringa a coalizzarsi.<br \/>\nAl Senato, che prima dell&#8217;estate si era assunto il compito \u00abcon urgenza\u00bb, non hanno cavato un ragno dal buco. Tanto che il presidente del Senato si \u00e8 arreso e ha passato la palla alla Camera: pensateci voi, deve aver pensato, che a me mi viene da ridere. Alla Camera, il Pd si sente pi\u00f9 forte perch\u00e9 ha i numeri e si sa che Renzi (probabile prossimo segretario) vuole una legge elettorale maggioritaria, meglio se con doppio turno e aborre il proporzionale perch\u00e9 gli impedirebbe di essere lui il candidato del centrosinistra. Ma poich\u00e9 al Senato \u00e8 Alfano che tiene in piedi il governo con i suoi senatori, un qualche compromesso con lui si dovr\u00e0 fare. Si vedr\u00e0.<br \/>\nComunque una riforma della legge elettorale \u00e8 tra i punti programmatici che il premier Enrico Letta intende portare in aula mercoled\u00ec prossimo in sede di verifica e sulla quale sta cercando di giungere a un\u2019intesa tra le forze di maggioranza. Ma non solo. Proprio ieri il premier ha rivolto un appello alle forze politiche non di maggioranza, ma soprattutto a Forza Italia perch\u00e9 distingua tra l\u2019appoggio al governo e la partecipazione attiva al percorso riformatore: \u00abCi sono tutti gli spazi per discutere\u00bb, ha detto Letta, \u00abma il danno del non fare le riforme non viene contro uno o a vantaggio di un altro\u00bb. Vallo a dire a Berlusconi che non vede l&#8217;ora di mettere nell&#8217;angolo i &quot;traditori&quot;.<br \/>\nSe davvero si volesse fare una legge elettorale che non va \u00abcontro qualcuno o a vantaggio di un altro\u00bb (visto che si tratta della pi\u00f9 importante regola di funzionamento democratico di una nazione) si dovrebbe tornare ad un sistema proporzionale. Se non altro perch\u00e9 tutti i tentativi maggioritari degli ultimi quindici anni hanno miseramente fallito nel loro proposito &quot;ufficiale&quot;, che era quello, pensate un po&#8217;, di garantire la stabilit\u00e0 e la governabilit\u00e0; mentre, in realt\u00e0 servivano a ridurre gli spazi di democrazia e di rappresentanza, impedendo alle forze politiche minori di arrivare in parlamento se non coalizzate con quelle maggiori.<br \/>\n\u00abLa proposta di legge elettorale del governo ricade sotto la definizione di \u201cinteressi privati in atto di ufficio\u201d &#8211; commenta appunto Paolo Ferrero &#8211; La legge elettorale, come tutti gli atti del governo, non \u00e8 finalizzata al bene dell\u2019Italia ma semplicemente alla sopravvivenza del governo. Il mantenimento artificiale di un bipolarismo farlocco in un paese in cui il bipolarismo non solo \u00e8 fallito ma \u00e8 morto e sepolto nelle urne \u00e8 una porcheria antidemocratica che serve solo a mantenere il potere nelle mani dei soliti noti. L\u2019unico sistema elettorale che pu\u00f2 permettere al Parlamento di riacquistare una qualche rappresentativit\u00e0  \u00e8 quello proporzionale, in cui ogni cittadino possa votare per il partito e per il candidato che desidera\u00bb.<br \/>\nROMA<br \/>\nDISOCCUPAZIONE, NUOVO BOOM TRA I GIOVANI. COMMENTO CHOC DEL GOVERNO: &quot;E&#8217; NORMALE&quot;<br \/>\nIL NUMERO DI DISOCCUPATI CRESCE DEL 9,9% RISPETTO ALLO SCORSO ANNO E ARRIVA A 3 MILIONI E 189 MILA PERSONE. Oltre un milione sono under 30. L&#8217;Istat sottolinea che gli scoraggiati, coloro che non cercano lavoro perch\u00e9 hanno rinunciato, sono 1,9 milioni: una cifra mai raggiunta prima. Il dramma sociale, per\u00f2, resta il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) che a ottobre \u00e8 balzato al 41,2%: si tratta del nuovo record storico assoluto.<br \/>\nSecondo i dati Istat, nel terzo trimestre del 2013, per la classe d&#8217;et\u00e0 18-29 anni il tasso di disoccupazione si attesta al 28% (+5,2 punti su base annua), con un numero di disoccupati che giunge a 1 milione 68mila (+17,2%, pari a 157mila unit\u00e0). In questa classe d&#8217;et\u00e0 i disoccupati rappresentano il 14% della popolazione (7 milioni 621 mila). I disoccupati tra 15 e 24 anni sono 663 mila, in aumento dell&#8217;1,4% nell&#8217;ultimo mese (+9 mila) e del 5,5% rispetto a dodici mesi prima (+35 mila). E la loro incidenza sulla popolazione in questa fascia di et\u00e0 e&#8217; pari all&#8217;11,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,6 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione risulta invece in rialzo di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,8 punti nel confronto tendenziale. Lapidario e sfrontato il commento del ministro del Lavoro Giovannini. I dati &#8221;non sono sorprendenti. La stabilit\u00e0 di occupazione e disoccupazione e&#8217; coerente con il quadro economico. I segnali di risveglio stanno accadendo ora&#8221;, ha detto. &#8221;La disoccupazione giovanile aumenta leggermente &#8211; spiega a margine di un convegno &#8211; nonostante i 15.000 posti di lavoro creati con gli interventi sull&#8217;occupazione giovanile.<br \/>\nSecondo Comitas, l&#8217;associazione delle piccole e microimprese, li dati Istat sono in relazione con i fallimenti delle piccole aziende, \u201dche hanno infatti da sempre creato in Italia il doppio dell&#8217;occupazione rispetto alle grandi realt\u00e0 aziendali. Proprio l&#8217;emorragia che ha colpito il settore delle microimprese, dove nei soli primi nove mesi del 2013 si sono registrati 9mila fallimenti, con un incremento del 6% rispetto allo stesso periodo del 2012, alimenta il fenomeno della disoccupazione, destinato ad aggravarsi nel corso del prossimo anno.<br \/>\nLe cifre sulla disoccupazione rappresentano &#8221;una vergogna per un paese civile&#8221;, afferma il Codacons, commentando il nuovo record fatto segnare dal tasso giovanile. Tutti dati che, aggiunge, &#8221;purtroppo, vedono l&#8217;Italia avvicinarsi di gran passo alla situazione tragica della Grecia&#8221;. Per il Codacons, infatti, &#8221;senza interventi urgenti sul fronte dell&#8217;occupazione, del rilancio dei consumi e della pressione fiscale per le imprese, la velocita&#8217; con cui il nostro paese di avviciner\u00e0 alla Grecia subir\u00e0 un progressivo incremento &#8221;.<\/p>\n<p>SBILANCIAMOCI &#8211; 26 miliardi PER I DIRITTI, LA PACE E L&#8217;AMBIENTE \/ Una manovra da 26 miliardi per i diritti, la pace e l&#8217;ambiente. A dimostrare, ancora una volta, che \u00e8 possibile, tabelle, conti e numeri alla mano, \u00e8 Sbilanciamoci!, che oggi presenta la sua quindicesima contromanovra, \u00abCome usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l&#8217;ambiente\u00bb, a Roma (Fandango Incontro, via dei Prefetti 22, ore 10,30), all&#8217;interno della giornata organizzata insieme alla Campagna 005.<br \/>\nIl rapporto, come di rigore ha fatto finora ogni documento programmatico annualmente presentato da Sbilanciamoci!, propone un&#8217;analisi approfondita sia di quello che riguarda il contesto nazionale sia di quello europeo attuale ma anche e soprattutto presenta proposte concrete per cambiare strada: 106 alternative specifiche e dettagliate sia sul versante delle entrate che su quello delle uscite.<br \/>\nI tagli della spesa pubblica sbagliata, come quella per la Difesa e per le \u00abgrandi opere\u00bb, una tassazione progressiva come prevede la nostra Costituzione, possono consentire di investire nel lavoro, nella tutela dell&#8217;ambiente e nella redistribuzione della ricchezza a partire dalla sperimentazione di un reddito minimo garantito.<br \/>\nE a sfatare i tanti, troppi granitici luoghi comuni sulla spesa pubblica ecco quest&#8217;anno il rapporto di Lunaria, dal titolo molto significativo: \u00abI diritti non sono un costo. Immigrazione, welfare e finanza pubblica\u00bb, che sar\u00e0 presentato, sempre presso \u00abFandango Incontro\u00bb, via dei Prefetti (Roma), domani alle 10.<br \/>\nAnche questa \u00e8 una analisi dettagliata e rigorosa della spesa pubblica sociale italiana imputabile ai cittadini stranieri. Vale a dire \u00e8 la dimostrazione concreta ed empirica che accogliere, includere, garantire i diritti di cittadinanza \u00e8 non solo giusto ma anche conveniente per la finanza pubblica<\/p>\n<p>VATICANO<br \/>\nPAPA-MANIA A MIAMI, SPOPOLA SU MEDIA LATINOS. CATTOLICI FOLGORATI DAL MESSAGGIO E DALLA PERSONALITA&#8217; DI BERGOGLIO<br \/>\nEsistono di fatto &quot;due&quot; Cuba. Una \u00e8 l&#8217;isola di Fidel Castro, l&#8217;altra \u00e8 Miami e le altre citt\u00e0 della Florida dove vivono tantissimi cubani. Tutti cattolici, folgorati dalla personalit\u00e0 e dal messaggio del Papa argentino. Cos\u00ec come capita d&#8217;altra parte anche con i &#8216;latinos&#8217; di altre nazionalit\u00e0. I cubani residenti negli Usa sono circa 1,8 milioni, dei quali 1,2 milioni nella Florida: una cifra significativa visto che la popolazione totale della penisola supera di poco gli 11 milioni di abitanti. E&#8217; proprio da questo mondo di Miami che emerge un interesse nei confronti della Chiesa cattolica che c&#8217;era senz&#8217;altro prima dell&#8217;elezione di Jorge Bergoglio, ma che da quel 13 marzo si \u00e8 moltiplicato. Un esempio di ci\u00f2 viene dal settore dell&#8217;editoria e dei media. Qualsiasi contenuto &#8211; testo, foto, audio o video &#8211; con il Vaticano e Bergoglio quale protagonista desta subito un forte interesse.<br \/>\n&quot;Basta accennare al pontificato, per non parlare poi quando a intervenire \u00e8 in prima persona Bergoglio: la notizia diventa quasi automaticamente la pi\u00f9 cliccata delle &#8216;news&#8217; del momento. Comunque, immancabilmente tra le prime cinque&quot;, sottolinea all&#8217;ANSA la giornalista argentina Maria Arce, responsabile dei notiziari digitali di Univisi\u00f3n, la principale tra le grandi reti TV in lingua spagnola degli Stati Uniti. &quot;All&#8217;inizio eravamo stupiti per questo interesse e lo abbiamo attribuito alla novit\u00e0, e cio\u00e8 all&#8217;arrivo di Bergoglio in Vaticano. Poi per\u00f2 abbiamo capito che era una tendenza che si stava consolidando, come di fatto \u00e8 poi stato&quot;, afferma d&#8217;altra parte Maria Elvira Salazar, della Cnn in spagnolo, che da Miami trasmette per tutti i residenti di origine latinoamericano, molto visto anche in Messico e nei paesi sudamericani. &quot;E&#8217; vero che \u00e8 il primo Papa proveniente dalla regione ma credo anche che ci\u00f2 non basta per spiegare quanto sta succedendo da noi. Credo anzi &#8211; aggiunge la Salazar &#8211; sia un fenomeno da seguire e studiare&quot;.<br \/>\nQualche dato aiuta a spiegare questa &quot;Papa-mania latina&quot;. Negli Stati Uniti vi sono undici milioni di residenti illegali, che attendono con ansia una riforma della legge americana sull&#8217;emigrazione, argomento all&#8217;ordine del giorno nel paese, visto tra l&#8217;altro che la recente decisione del Congresso di non trattare la riforma prima della fine dell&#8217;anno ha provocato una grande delusione. &quot;Gli immigranti guardano con tanta speranza a questo Papa che sa come loro cosa voglia dire crescere in una famiglia dove si parla una lingua diversa da quella che insegnano a scuola&quot;, sottolineano molti dei &#8216;latinos&#8217;. Tutti ricordano la grande sensibilit\u00e0 dimostrata da Bergoglio prima a Buenos Aires por in Vaticano nei confronti dei problemi di chi deve lasciare il proprio luogo di origine. D&#8217;altra parte, proprio a Miami risiede la pi\u00f9 numerosa comunit\u00e0 latinoamericana degli Stati Uniti. Per le strade del &#8216;downtown&#8217;, e non solo, \u00e8 quindi normale sentire parlare spagnolo e vedere nelle vetrine delle librerie volumi in questa lingua accanto a quelli in inglese. Tra questi quelli che raccontano la storia del nuovo papa figlio di emigranti piemontesi in Argentina. Senza dimenticare il suo impegno, per anni, a favore dei peruviani, paraguaiani e boliviani che sbarcano nelle &#8216;villas miserias&#8217; della megalopoli Buenos Aires alla ricerca della fortuna che non hanno trovato a Lima, Asuncion o La Paz. &#8221;E&#8217; inutile fare tante analisi, a noi basta essere convinti di una cosa: Bergoglio ci conosce&quot;, precisa Laura Chacon, una giovane colombiana, hostess in una compagnia di crociere, che si definisce non credente ma comunque entusiasta di questo papa latinoamericano. E che facendo appello a uno dei ricorrenti paragoni calcistici afferma che &quot;come accade ai mondiali, quando non vince la propria nazionale si cerca quella di un altro paese del proprio continente. Sono colombiana ma con questo Papa &#8211; conclude &#8211; tifo Argentina<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nUE<br \/>\nE ADESSO, POVERO EURO?<br \/>\nLasciamolo dire al Sole 24 ore, un giornale che per la sua funzione non pu\u00f2 permettersi di raccontare troppe frottole: \u201cCHI SI ILLUDEVA CHE IL RITORNO DEI SOCIALDEMOCRATICI AL GOVERNO AVREBBE AMMORBIDITO LE POLITICHE DI RIGORE DI ANGELA MERKEL SI RITROVA SMENTITO SU TUTTA LA LINEA: NIENTE ALLENTAMENTI, N\u00c9 MUTUALIZZAZIONE DEI DEBITI, N\u00c9 SOLIDARIET\u00c0 FINANZIARIA UE NELL\u2019UNIONE BANCARIA SE NON COME ULTIMISSIMA SPIAGGIA. SILENZIO SULLA CRESCITA EUROPEA (CHE NON C\u2019\u00c8). INVECE CONTRATTI UE VINCOLANTI SULLE RIFORME DEGLI ALTRI\u201d. Capito? Il PD ha sempre saputo che le cose sarebbero andate cos\u00ec, e far\u00e0 finta che sia ancora possibile ottenere, assieme al rigore, la sospirata crescita. Non si tratta di illusioni, si tratta di fare il proprio mestiere, che \u00e8, per il PD, quello di tenere i lavoratori italiani dentro la gabbia del capitalismo euroatlantico. Ma che dire della sinistra sedicente radicale, che ancora continua a coltivare speranze analoghe? \u201cBeh \u2013 mi si risponder\u00e0 \u2013 ma noi non speriamo certo nel rinsavimento della Merkel, contiamo piuttosto sulla lotta dei lavoratori europei\u2026\u201d . Appunto: se la Grosse Koalition tra socialdemocratici e conservatori \u00e8 tirchia sull\u2019Europa, \u00e8 invece pi\u00f9 generosa sul fronte interno. I patti prevedono infatti l\u2019instaurazione di un salario minimo ed un allentamento delle restrizioni in tema di pensioni. Poca cosa, certo: ma cosa rilevantissima perch\u00e9 in assoluta controtendenza rispetto all\u2019andazzo attuale. Insomma, diciamola chiara: con i sovrapprofitti garantiti anche dal poter godere, grazie all\u2019euro, di una permanente svalutazione della propria moneta (quella svalutazione che, chiss\u00e0 perch\u00e9, per l\u2019Italia dovrebbe essere peccato capitale), la Germania finanzia il rafforzamento dell\u2019adesione dei lavoratori tedeschi al suo modello mercantilista. Cosicch\u00e9 lo \u201cspazio europeo\u201d dimostra ancora una volta di non favorire affatto l\u2019unit\u00e0 dei lavoratori, e quindi la costituzione del fronte sociale che dovrebbe democratizzarlo. Anzi.<br \/>\nMa che ne \u00e8 dell\u2019altro paladino della cosiddetta Europa sovranazionale, che ne \u00e8 di quel Mario Draghi che dovrebbe difendere l\u2019euro (questo presunto \u201cspazio avanzato\u201d della lotta di classe) contro la miopia della Germania? Vediamo, vediamo:&#8230; \u201cMario Draghi non ha bloccato la proposta di alcuni membri dell\u2019Esbr, l\u2019autorit\u00e0 per i rischi sistemici, di prevedere una valutazione del rischio superiore a zero per i titoli di stato detenuti dalle banche. E, ovviamente, che tali rischi siano ponderati in modo diverso di stato in stato, con i titoli dei paesi virtuosi ad essere valutati pi\u00f9 sicuri di quelli dei Piigs.\u201d Se questa scelta venisse confermata \u2013 continua Investire oggi, un sito di consulenza finanziaria che, anch\u2019esso, non pu\u00f2 raccontare troppe frottole \u2013 ci\u00f2 \u201cequivarrebbe a dire agli investitori che anche per la BCE i BTp ei Bonos non sono cos\u00ec sicuri come i Bund tedeschi. E perch\u00e9 mai dovrebbero acquistarli, se la stessa banca centrale li declassa?\u201d.<br \/>\nInoltre Weidmann, il presidente della Banca centrale tedesca, \u201cavverte Draghi che se intende andare avanti sulla strada della supervisione bancaria unica e centrale, non sar\u00e0 lui a guidarla. La Germania uscir\u00e0 dal cilindro [chiedo scusa per il pessimo italiano, ma io non c\u2019entro\u2026 M.P.] l\u2019ennesimo organismo sovranazionale e ufficialmente super-partes, per evitare che i bilanci delle sue banche siano giudicati dal board della BCE, dove ormai i tedeschi sono finiti in minoranza, come ha dimostrato l\u2019ultimo voto di novembre con il taglio dei tassi avversato dalla Bundesbank e da pochi altri. E la BCE potr\u00e0 anche scordarsi nuove misure di stimolo monetario, perch\u00e9 il discorso del governatore tedesco era tutto improntato ad evidenziare i difetti di simili provvedimenti, che non sarebbero tollerati da Berlino, dopo il taglio dei tassi di meno di venti giorni fa\u201d.<br \/>\nCapito l\u2019aria che tira? Mario Draghi preferirebbe tenere in piedi la zona euro, forse per evitare che una sua disgregazione ostacoli il prossimo \u2013 e per noi micidiale \u2013 trattato di partnership euro-americana. Ma Berlino, nonostante possa lucrare molto dalla moneta unica, non le sacrificher\u00e0 mai la propria autonomia strategica.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 niente da fare, dunque: la sinistra radicale (se davvero vuole essere sinistra e se davvero vuole essere radicale) deve rassegnarsi a deporre la vetusta retorica dell\u2019Europa sociale, dei movimenti, della lotta di classe continentale, per affrontare con coraggio i propri compiti storici. Ossia la ridefinizione della posizione internazionale del Paese. L\u2019elaborazione di un nazionalismo difensivo e democratico-costituzionale come base di un\u2019alleanza del Sud, e poi di un\u2019Europa confederale. La riscoperta dei pregi dell\u2019economia pubblica contro le illusioni privatistiche (comuni anche a tanto \u201cprivato sociale\u201d, a tanta \u201ceconomia alternativa\u201d). La costruzione di un\u2019alleanza trai lavoratori che oggi seguono il PD e quelli che oggi seguono il centrodestra, su un programma che mescoli pianificazione per i grandi gruppi e (vero) mercato per le PMI, innovazione scientifico-tecnologica e democrazia industriale, valorizzazione dell\u2019immenso patrimonio paesistico-culturale dell\u2019Italia ed espansione razionale del lavoro pubblico.<br \/>\nCapiamolo una buona volta: lo rompano i Piigs o lo rompa la Germania l\u2019euro finir\u00e0. Saremo allora costretti a riscoprire la seriet\u00e0, la difficolt\u00e0, la durezza di una effettiva posizione di sinistra, dunque socialista.<br \/>\nUE<br \/>\nUE, I CONTI &quot;FUORI POSTO&quot; DELL&#8217;ITALIA E GLI AVVOLTOI CHE GIRANO SUL CADAVERE. &quot;HO PRESO NOTA DELLE BUONE INTENZIONI DEL GOVERNO ITALIANO SU PRIVATIZZAZIONI E SPENDING REVIEW. Ma lo scetticismo e&#8217; un valore profondamente europeo. E io ho il preciso dovere di restare scettico, fino a prova del contrario\u201d. Picchia duro Olli Rehn, vicepresidente della Commissione europea e responsabile degli Affari economici. Picchia duro perch\u00e9 dopo aver decretato la morte cerebrale dell\u2019Italia ora scatena gli avvoltoi sul cadavere. Parla di competitivit\u00e0, Rehn, ma vuole intendere innanzitutto il costo del lavoro. E quindi l\u2019abbassamento degli standard di vita di chi vive con un reddito da lavoro. Una operazione che di solito viene portata avanti con l\u2019attacco frontale ai contratti e con lo smantellamento dello Stato sociale. E nell\u2019intervista a Repubblica il messaggio \u00e8 chiaro: \u201cServono le privatizzazioni e la distruzione del welfare\u201d. Che cosa non convince nel piano di stabilit\u00e0 e nella legge finanziaria italiana? &quot;Per quanto riguarda il deficit- risponde il commissario Ue- l&#8217;Italia e&#8217; in linea, anche se di poco, con il criterio del tre per cento e questo ha consentito al Paese di uscire dalla procedura per deficit eccessivo che e&#8217; importante per la sua credibilita&#8217; sui mercati finanziari. Inoltre l&#8217;Italia deve rispettare un certo ritmo di riduzione del debito, e non lo sta rispettando. Per farlo, lo sforzo di aggiustamento strutturale avrebbe dovuto essere pari a mezzo punto del Pil, e invece e&#8217; solo dello 0,1 per cento. Ed e&#8217; per questo motivo che l&#8217;Italia non ha margini di manovra e non potra&#8217; invocare la clausola di flessibilit\u00e0&quot;.<br \/>\nIl Governo accetta lo schema Ue, anche perch\u00e9 in vista dell\u2019approvazione alla Camera della legge di Stabilit\u00e0 \u00e8 evidente il pi\u00f9 classico dei giochi di sponda, e prova a stare in difesa. &quot;Abbiamo gi\u00e0 risposto: c&#8217;\u00e8 stato un intervento della Commissione poche settimane fa, sappiamo che il Commissario Cottarelli \u00e8 al lavoro e che nei primi mesi del 2014 quantificheremo dei risultati&quot;, replica il sottosegretario all&#8217;Economia, Pier Paolo Baretta. Per il prossimo anno, aggiunge Baretta, &quot;la priorit\u00e0 \u00e8 quella di rafforzare l&#8217;intervento sulla stabilizzazione della ripresa economica, sia dal lato delle imprese che dell&#8217;occupazione e naturalmente riconcentrarsi sul debito&quot;.<br \/>\nIntanto, Forza Italia chiede le dimissioni del ministro Saccomanni. \u201cNon era lui l&#8217;uomo della Provvidenza \u2013 ironizza Renato Brunetta &#8211; l&#8217;uomo di Napolitano, l&#8217;uomo di Draghi, l&#8217;uomo che rassicurava i mercati, l&#8217;uomo che avrebbe ridato credibilit\u00e0 all&#8217;Italia e riportato il nostro Paese su un sentiero virtuoso di crescita?\u201d.<\/p>\n<p>GERMANIA<br \/>\nBERLINO<br \/>\nGERMANIA TROVATO L&#8217;ACCORDO PER LA GROSSE KOALITION, BYE BYE EUROPA<br \/>\nSi al salario minimo, ma senza un cambio di passo per l&#8217;Europa in crisi, che per altri quattro anni dovr\u00e0 fare i conti con il rigore tedesco declinato dalla cancelliera Angela Merkel. A oltre due mesi dal voto federale dello scorso 22 settembre, dopo cinque settimane di trattative, in Germania l&#8217;Unione di Cdu\/Csu e l&#8217;Spd hanno trovato l&#8217;accordo per un programma di governo condiviso. Il segno politico \u00e8 tutto in chiave nazionalistica e garantista per ogni singolo partito, a partire dal Spd. Rispetto a prima, nella prospettiva europea, quindi, non cambia nulla se non in peggio. Gli speculatori hanno festeggiato con l&#8217;euro in deciso rialzo.<br \/>\nREFERENDUM SCONTATO<br \/>\nOra per diventare effettivo l\u2019accordo dovr\u00e0 passare al vaglio degli iscritti del partito socialdemocratico, chiamati a votare in un referendum il cui esito sara&#8217; reso noto il prossimo 14 dicembre. Ma nessuno si aspetta sorprese. Solo allora la grande coalizione rendera&#8217; noti i nomi dei ministri che andranno a occupare le caselle di governo, sei per Spd e Cdu, tre per la Csu. Il via libera all&#8217;elezione di Merkel da parte del Bundestag, il parlamento federale, \u00e8 previsto per il 17 dicembre prossimo. Da parte sua il segretarijo Spd Gabriel ha rassicurato che tra i circa 470mila militanti della Spd &quot;si trover\u00e0 un&#8217;ampia maggioranza&quot;, e ha rivendicato il successo di avere imposto l&#8217;introduzione del &quot;Mindestlohn&quot;, il salario minimo<br \/>\nUN VIZIO ANTICO<br \/>\nSe saltasse la grande coalizione significherebbe tornare alle urne e l&#8217;azzeramento della leadership Spd. Per il partito di Willy Brandt, che fu peraltro vicecancelliere nella prima grande coalizione (1966-69), sarebbe lo sbando. Per la cancelliera Angela Merkel sara&#8217; la sua seconda volta in meno di dieci anni. E nel dopoguerra siamo al tris nella Bundesrepublik. Anche prima della guerra, nella travagliata Repubblica di Weimar, naufragata nel nazismo nel &#8217;33, la grande coalizione era usanza praticata.<br \/>\nUNO SCAMBIO IMPARI<br \/>\nIl punto piu&#8217; controverso del programma di grande coalizione &#8211; duramente criticato dal mondo dell&#8217;economia e lodato dai sindacati &#8211; e&#8217; stato l&#8217;introduzione di un salario minimo da 8,50 euro l&#8217;ora a partire dal 2015. Sara&#8217; valido in tutto il Paese e per tutte le categorie, come voleva la Spd, a partire dal 2015, ma le parti sociali potranno trovare un&#8217;intesa per una deroga fino al 2017. Sul fronte pensionistico, la Spd ha inoltre conquistato l&#8217;uscita dal lavoro, senza sanzioni, per i 63enni che abbiano accumulato 45 anni di contributi. E come volevano ancora i socialdemocratici, i figli degli stranieri nati in Germania potranno mantenere la doppia cittadinanza. Una misura che interessa in primo luogo i milioni di immigrati turchi. La federazione dei sindacati tedesca Dgb ha valutato molto positivamente il punto dell\u2019accordo. &quot;Siamo andati avanti di un gran bel pezzo nel nuovo ordinamento del lavoro da parte di questa grande coalizione&quot;, ha detto il leader Dgb, Michael Sommer.<br \/>\nSULLE PENSIONI TUTTO COME PRIMA<br \/>\nLa Cdu di Merkel ha invece ottenuto il blocco dell&#8217;aumento delle tasse per i piu&#8217; ricchi voluto dalla Spd, il mantenimento del rigore dei conti, con la fine del nuovo indebitamento a partire dal 2015, e una sostanziale tenuta sul fronte previdenziale. Rispetto alla riforma attualmente in corso, che prevede l&#8217;innalzamento graduale fino a 67 anni per l&#8217;eta&#8217; pensionabile, sara&#8217; concessa una deroga senza sanzioni per i lavoratori che hanno accumulato 45 anni di contributi gia&#8217; a partire dai 63 anni d&#8217;eta&#8217;, come voluto dai socialdemocratici. L&#8217;Unione ottiene invece l&#8217;aumento delle pensioni per chi ha avuto figli prima del 1992 a partire da luglio 2014. Dal 2017 sara&#8217; invece introdotta una pensione di solidarieta&#8217; da 850 euro per i contribuenti piu&#8217; deboli.<br \/>\nEUROPA TARGATA MERKEL: ANCORA AUSTERITY<br \/>\nLa Cdu e&#8217; inoltre riuscita a imprimere decisamente la propria impronta sui temi europei. La futura Ue vista da Berlino dovra&#8217; coniugare &quot;solidarieta&#8217; e responsabilita&#8217;&quot;, con una &quot;maggiore competitivita&#8217; attraverso riforme strutturali&quot;. Ma &quot;il principio che ogni Stato rimane garante dei propri debiti rimane&quot;. Niente eurobond, insomma. Inoltre &quot;crediti dai fondi di salvataggio europei possono essere considerati solo come ultima ratio, quando la stabilita&#8217; dell&#8217;eurozona e&#8217; messa in pericolo&quot;. E su questo si aprir\u00e0 uno scontro duro con la Bce. Berlino si impegna a concretizzare il patto per la stabilita&#8217; e la crescita da 120 miliardi di euro deciso nell&#8217;estate del 2012.<br \/>\nALLA RICERCA DELLE COPERTURE<br \/>\nResta da vedere come sara&#8217; finanziato il programma, che secondo calcoli ottimistici richiedera&#8217; almeno 23 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi entro il 2017, a fronte di entrate in crescita per 15 miliardi nello stesso periodo, come ha fatto sapere il ministero delle Finanze tedesco.<\/p>\n<p>RUSSIA<br \/>\nMOSCA<br \/>\nLA CONDANNA DEL BALLERINO \/Il 3 dicembre un tribunale di Mosca ha condannato a sei anni di campo di lavoro Pavel Dmitricenko, il ballerino del Bolshoi accusato di essere il mandante dell&#8217;aggressione con l&#8217;acido che, lo scorso gennaio, ha lasciato quasi cieco il direttore artistico del teatro Sergej Filin. L&#8217;esecutore materiale e l&#8217;autista sono stati condannati rispettivamente a dieci e a quattro anni. &quot;La sentenza&quot;, scrive il MoscowTimes, &quot;segna la fine di una vicenda che ha gettato fango sulla reputazione del teatro&quot;, e fa luce, sottolinea  New Times\/Novoe Vremja, &quot;sulla concorrenza spietata e gli interessi economici che regnano nel mondo della danza&quot;.<br \/>\nRUSSIA\/BELGIO<\/p>\n<p>TRA MOSCA E BRUXELLES \u2013 PARTENARITO ORIENTALE<br \/>\nNonostante la marcia indietro dell&#8217;Ucraina, e l&#8217;atteso no di Armenia, Azerbaigian e Bielorussia, al vertice di Vilnius del 28 e 29 novembre due paesi ex sovietici hanno comunque deciso di avviare il trattato di associazione con l&#8217;Unione europea: la Moldova e la Georgia. &quot;Per la Moldova \u00e8 una giornata storica&quot;, scrive il quotidiano Timpul, perch\u00e9 &#8211; come ha dichiarato il primo ministro Iurie Leanc\u00e0 (nella foto) &#8211; la firma &quot;apre una strada chiara verso la futura adesione all&#8217;Unione&quot;. Anche secondo la versione moldava del romeno Adev\u00e0rul, &quot;con l&#8217;accordo Bruxelles ha strappato Chisin\u00e0u dalle grinfie della Russia&quot;. A questo punto &quot;i funzionari europei dovranno concedere fiducia alla Moldova senza per\u00f2 dimenticare l&#8217;Ucraina, dove non tutto \u00e8 perduto. L&#8217;importante \u00e8 che il desiderio d&#8217;integrazione europea si mantenga alto ai vertici del potere e continui a essere l&#8217;atteggiamento dominante nella societ\u00e0&quot;. Anche per la Georgia il summit di Vilnius \u00e8 stato un evento di &quot;portata storica&quot;, commenta Georgia Today. Tuttavia, sottolinea il settimanale di Tbilisi, &quot;nessuno sa con certezza cosa succeder\u00e0 tra dieci mesi, quando la Moldova e la Georgia dovranno sottoscrivere definitivamente l&#8217;accordo&quot;. Quel che \u00e8 certo \u00e8 che &quot;Mosca far\u00e0 di tutto per attirare Tbilisi nel suo progetto di Unione euro-asiatica, come ha gi\u00e0 fatto con l&#8217;Armenia&quot;.<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nELIMINARE LA PROSTITUZIONE \/  legge che introduce una multa di 1.500 euro per i clienti delle prostitute e il blocco dei siti che propongono servizi sessuali a pagamento. La legge abolisce anche il delitto di adescamento e prevede misure per aiutare le persone che si prostituiscono nel reinserimento sociale. L&#8217;obiettivo \u00e8 &quot;cancellare del tutto la prostituzione&quot;, osserva Le Monde. Un fenomeno, spiega il giornale, che in Francia riguarda &quot;tra le 20mila e le 4omila persone&quot;. Tuttavia, secondo un sondaggio dell&#8217;istituto Csa, il 68 per cento degli intervistati \u00e8 contrario alle sanzioni per i clienti, con grandi differenze a seconda dei sessi (\u00e8 contrario il 58 per cento delle donne contro il 79 per cento degli uomini) e dell&#8217;et\u00e0 (i giovani sono pi\u00f9 favorevoli alla legge degli anziani). Sostenuto da maggioranza e opposizione, il provvedimento ha incontrato resistenze in entrambi gli schieramenti, e provocato un acceso dibattito nella societ\u00e0. Mentre le organizzazioni femministe sono favorevoli, molte associazioni di prostitute sono contrarie. Contro la legge, inoltre, diversi intellettuali e personaggi dello spettacolo hanno firmato il cosiddetto &quot;Appello dei 343 bastardi&quot;, che richiama il &quot;Manifesto delle 343 puttane&quot;, sottoscritto nel 1971 da un gruppo di donne per la legalizzazione dell&#8217;aborto.<\/p>\n<p>CROAZIA<br \/>\nZAGABRIA<br \/>\nVIETA I MATRIMONI GAY<br \/>\nLa costituzione croata sar\u00e0 modificata per impedire l&#8217;approvazione di leggi che introducano i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Lo ha deciso il primo referendum di iniziativa popolare nella storia del paese, che si \u00e8 svolto il 1 dicembre e si \u00e8 concluso con il 66 per cento dei voti favorevoli alla modifica. Tuttavia, nonostante l&#8217;appoggio della chiesa cattolica all&#8217;iniziativa, solo un terzo degli aventi diritto \u00e8 andato alle urne. &quot;Con questo referendum&quot;, commenta Novi List, &quot;la Croazia ha dimostrato di non essere ancora una societ\u00e0 matura. Nonostante tutti gli atti di fede verso l&#8217;Europa pronunciati negli ultimi anni, in pochi mesi dal nostro ingresso nell&#8217;Ue abbiamo gi\u00e0 dato prova di essere in conflitto con tutti i valori europei fondamentali&quot;.<\/p>\n<p>LUSSEMBURGO<br \/>\nII 3 dicembre socialisti, liberali e verdi hanno approvato un accordo di coalizione per sostenere il governo guidato dal liberale Xavier Bettel.<\/p>\n<p>ISLANDA<br \/>\nREYKJAV\u00cdK<br \/>\nII 2 dicembre, per la prima volta nella storia del paese, la polizia ha aperto il fuoco contro un uomo durante un&#8217;operazione a Reykjav\u00edk. L&#8217;uomo \u00e8 rimasto ucciso. <\/p>\n<p>KOSOVO<br \/>\nI nazionalisti albanesi hanno vinto le elezioni amministrative del 1 dicembre a Pristina, mentre quelli serbi hanno vinto a Kosovska Mitrovica. <\/p>\n<p>AFRICA &#038; MEDIO ORIENTE<br \/>\nITALIA-ISRAELE<br \/>\nROMA<br \/>\n\u201cDodici accordi\u201d, contro la Palestina\u201d<br \/>\nESPANSIONE DELLE COLONIE, MURO DELL&#8217;APARTHEID, FURTO DI TERRE, CACCIATA DEI BEDUINI? NO, LETTA TACE SUI TERRITORI OCCUPATI E FIRMA CON IL PREMIER ISRAELIANO 12 PATTI BILATERALI di Emma Mancini<br \/>\nL&#8217;ombra della PALESTINA non ha offuscato il vertice bilaterale di Villa Madama, che ha rafforzato i gi\u00e0 stretti rapporti economici e militari tra Roma e Tel Aviv. Nessun convitato di pietra: al governo italiano, impegnato da pi\u00f9 di una legislatura a radicare la speciale alleanza con lo Stato israeliano, poco importa di quanto accade oltre mare. E delle proteste che da sabato a luned\u00ec hanno avuto come teatro importanti citt\u00e0 italiane, da Torino alla capitale, scese in piazza per protestare contro il Piano Prawer &#8211; l&#8217;espulsione forzata di 70mila beduini palestinesi del Negev &#8211; e pi\u00f9 in generale contro l&#8217;occupazione dei Territori e le discriminazioni etniche che caratterizzano le politiche israeliane.<br \/>\nIl premier Letta non ha speso una parola, limitandosi a esprimere all&#8217;amico Netayahu \u00abl&#8217;auspicio che il processo di pace in Israele vada avanti anche per i nostri amici palestinesi\u00bb. Nessuna critica all&#8217;amico israeliano: prima la visita in sinagoga in occasione dell&#8217;Hannukkah, festa ebraica della luce, e poi la firma di ben 12 accordi bilaterali in campo scientifico, culturale, turistico e di cooperazione alla sicurezza. Ben diverso \u00e8 stato l&#8217;approccio di Letta da quello del presidente francese Hollande, molliccio in patria e interventista militar-umanitario ma che, dallo scranno della Knesset dieci giorni fa, non ha temuto di alzare la voce contro le politiche colonizzatrici israeliane.<br \/>\nLa priorit\u00e0 per l&#8217;Italia resta il business: \u00abQuesti accordi ora devono divenire fatti concreti &#8211; ha detto Letta in conferenza stampa &#8211; Le intese sono su energia, sanit\u00e0, ricerca, cultura. Abbiamo avuto un momento d&#8217;incontro con il comitato congiunto creato per aiutare le start up. Riguardano tutto il Paese: la regione Abruzzo, un&#8217;universit\u00e0 importante, un&#8217;azienda come l&#8217;Acea\u00bb. Al centro del bilaterale tra ROMA e TEL AVIV finisce la crisi italiana: i dodici accordi sono considerati dal governo italiano strumenti per crescita e occupazione. Entusiasmo di Letta: Israele parteciper\u00e0 all&#8217;Expo 2015, annunciando \u00abaltra carne al fuoco, dossier importanti da finalizzare in altrettanti accordi\u00bb con Israele.<br \/>\nTra le intese firmate ieri salta agli occhi il memorandum sull&#8217;acqua tra l&#8217;Acea e la compagnia israeliana Mekorot, uno dei pilastri del controllo e il furto delle risorse idriche palestinesi da parte di TEL AVIV. Centrali anche la questione sanitaria, con la partecipazione del Policlinico Gemelli e la facolt\u00e0 di Medicina di Torino, e quella tecnologica con memorandum d&#8217;intesa in materia di hi-tech e cyberspazio. Gli affari prima di tutto.<br \/>\nEppure c&#8217;\u00e8 chi ha duramente protestato contro questo approccio: sabato a Torino e ieri di nuovo a Roma attivisti, organizzazioni per i diritti umani e semplici cittadini sono scesi in piazza per dimostrare solidariet\u00e0 al popolo palestinese, alla battaglia contro quella che viene definita \u00abuna catastrofe mai finita\u00bb, ongoing Nakba, l&#8217;espulsione della popolazione palestinese dalle proprie terre. \u00abSabato a Torino il corteo di mille persone ha scelto di schierarsi dalla parte di chi lotta contro l&#8217;occupazione &#8211; ci spiegano dal Collettivo Palestina Rossa &#8211; Le realt\u00e0 presenti, provenienti da tutta Italia, sono le stesse che hanno condiviso il percorso dell&#8217;assemblea nazionale &#8216;Dalla solidariet\u00e0 alla lotta internazionalista&#8217; che ha visto tre convegni in Italia. La manifestazione \u00e8 stata costruita per dire no al vertice Italia-Israele e al Piano Prawer. Negli ultimi anni i rapporti tra le reciproche dirigenze ed istituzioni si sono rafforzati. Due gli obiettivi degli accordi: favorire il libero scambio e usare l&#8217;Italia come ponte per l&#8217;Europa di cui Israele non \u00e8 membro, ma in cui riesce a trovare modi per darsi l&#8217;immagine di Paese democratico\u00bb.<br \/>\nE se la PALESTINA non \u00e8 riuscita a ritagliarsi spazio nel bilaterale romano, ospite non gradito \u00e8 stato l&#8217;Iran. Netanyahu \u00e8 tornato a gridare la sua ferma opposizione all&#8217;accordo tra Teheran e il 5+1: \u00abVorrei cancellare ogni illusione &#8211; ha detto Bibi, in piedi accanto a Letta &#8211; L&#8217;Iran aspira ad ottenere la bomba atomica. Non minaccer\u00e0 solo Israele, ma anche l&#8217;Italia e il mondo intero. C&#8217;\u00e8 un regime in Iran che sostiene il terrorismo, aiuta il massacro dei civili in Siria e fornisce armi ai suoi sostenitori\u00bb. I timori di Netanyahu sono ormai palesi: senza la minaccia rappresentata dall&#8217;Iran e dal suo programma nucleare, Tel Aviv perder\u00e0 un fondamentale collante del consenso interno &#8211; basato sulla necessit\u00e0 di un nemico comune esterno &#8211; e anche la giustificazione a spese folli per gli armamenti e agli ingenti finanziamenti statunitensi per la sicurezza.<br \/>\nDI PALESTINA SI \u00c8 PARLATO IN VATICANO. Nell&#8217;incontro Netanyahu e papa Francesco hanno affrontato \u00abla ripresa dei negoziati tra israeliani e palestinesi, auspicando che si possa giungere ad una soluzione giusta e duratura\u00bb. In conclusione, anche stavolta si \u00e8 parlato di affari e del lungo contenzioso tra Stato d&#8217;Israele e Vaticano in merito ai privilegi fiscali di cui godeva la Chiesa cattolica prima del 1948.<\/p>\n<p>PALESTINA\/FRANCIA<br \/>\nPARIGI<br \/>\nL\u2019IPOCRISIA DEGLI EUROPEI da Parigi Amira Hass \/ Due amici mi hanno convinta a interrompere la vacanza per scrivere due articoli sull&#8217;Unione europea e l&#8217;occupazione israeliana. Cos\u00ec ho deciso di eliminare alcune delle visite ai musei che avevo in programma. Passeggiando per i canali di Amsterdam e lungo la Senna a Parigi ho preparato le domande da rivolgere ai funzionari europei.<br \/>\nIl primo articolo parla della richiesta dello stato palestinese di entrare nel Consiglio oleicolo internazionale (Coi), un&#8217;organizzazione fondata nel 1959 da stati come Israele, Italia e Libia per migliorare la rete internazionale di produzione e distribuzione dell&#8217;olio d&#8217;oliva. La coltivazione degli ulivi \u00e8 una parte importante dell&#8217;economia palestinese, e proprio per questo gli alberi sono tra i bersagli preferiti dei coloni israeliani. Gli stati dell&#8217;Unione europea erano in maggioranza favorevoli all&#8217;ammissione della Palestina, ma Germania e Regno Unito si sono opposti sostenendo che un voto favorevole &quot;avrebbe danneggiato il processo di pace&quot;. E cos\u00ec i palestinesi hanno ritirato la loro richiesta. Il secondo articolo riguarda le relazioni economiche sempre pi\u00f9 strette tra i Paesi Bassi e Israele. L&#8217;ambasciata di Tel Aviv \u00e8 arrivata addirittura a ignorare le disposizioni ufficiali che vietano alle aziende olandesi di collaborare con i coloni. Cos\u00ec, mentre l&#8217;Unione europea e i suoi stati si oppongono a parole alla politica coloniale di Israele, di fatto rafforzano i legami economici con Israele e le colonie.  <\/p>\n<p>EGITTO.<br \/>\n UCCISO STUDENTE A PROTESTA UNIVERSIT\u00c0 DEL CAIRO<br \/>\nUno studente e&#8217; stato ucciso durante una manifestazione di islamisti all\u2019universit\u00e0 del Cairo. Lo ha riferito una fonte del ministero della salute, ricordando che nel Paese continua la repressione contro i sostenitori dell&#8217;ex presidente Mohamed Morsi, espressione dei Fratelli Musulmani e deposto da un golpe il 3 luglio Testimoni citati dalla France Press hanno riferito che la polizia ha usato idranti, gas lacrimogeni ma anche fucili a pallini, per disperdere gli studenti che chiedevano il ritorno al potere di Morsi<\/p>\n<p>TUNISIA<br \/>\nCinquanta poliziotti sono rimasti feriti il 27 novem-bre negli scontri scoppiati du-rante uno sciopero a Siliana. <\/p>\n<p>LIBANO<br \/>\nOMICIDIO A BEIRUT<br \/>\nIl 4 dicembre un comandante di Hezbollah, Hassan al Laqqis, \u00e8 stato ucciso a Beirut, scrive Al Akhbar. L&#8217;attacco \u00e8 stato attribuito a Israele. Secondo Ha&#8217;aretz, \u00e8 il peggior colpo subito dall&#8217;organizzazione dalla morte di Imad Mughniyya nel 2008. Il giorno prima Hezbollah aveva accusato l&#8217;Arabia Saudita di aver orchestrato l&#8217;attentato del 19 novembre contro l&#8217;ambasciata dell&#8217;Iran (alleato di Hezbollah). Negli stessi giorni il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif \u00e8 stato impegnato in una serie di visite agli stati del golfo Persico e ha ribadito l&#8217;intenzione di ricucire i rapporti anche con l&#8217;Arabia Saudita. <\/p>\n<p>MAURITANIA<br \/>\nII 3 dicembre la commissione elettorale ha an-nunciato che l&#8217;Unione per la re-pubblica (Upr, al potere) ha vinto il primo turno delle legislative. Al secondo posto, a sorpresa, gli islamisti di Tawassul. <\/p>\n<p>SOMALIA<br \/>\nII 2 dicembre il parlamento ha sfiduciato il primo ministro Abdi Farah Shirdon, da tempo ai ferri corti con il presidente Hassan Sheikh Mohamoud.<\/p>\n<p>MALI<br \/>\nLA TREGUA \u00c8 STATA INFRANTA<br \/>\nI ribelli del Movimento nazionale di liberazione dell&#8217;Azawad (nella foto, un combattente) hanno annunciato la rottura della tregua con l&#8217;esercito maliano dopo le violenze all&#8217;aeroporto di Kidal del 28 novembre, quando i soldati hanno aperto il fuoco su una folla di manifestanti causando un morto e cinque feriti . II 1 dicembre un kamikaze si \u00e8 fatto esplodere a M\u00e9naka. An-che a Bamako l&#8217;atmosfera \u00e8 tesa, scrive il Journal du Mali, perch\u00e9 gli abitanti temono che i sostenitori del capitano Amadou Sanogo, l&#8217;ex leader golpista arrestato il 27 novembre, decidano di marciare sulla capitale. <\/p>\n<p>ZAMBIA<br \/>\n II 29 novembre il tribunale di Lusaka ha rinunciato a perseguire 54 separatisti del Barotseland, che rischiavano la pena di morte per alto tradimento.<\/p>\n<p>ANGOLA<br \/>\nUN FUNERALE POLITICO<br \/>\nL&#8217;uccisione di un militante di un partito d&#8217;opposizione ha scatenato manifestazioni inedite per l&#8217;Angola, scrive Maka Angola. Manuel Ganga, un insegnante di 28 anni, \u00e8 stato ucciso dalla polizia il 23 novembre mentre era in stato di arresto. Ganga era stato fermato poche ore prima di una grande manifestazione dell&#8217;op-posizione mentre attaccava dei poster in ricordo di due attivisti politici scomparsi nel 2012. Al suo funerale, il 27 novembre, la polizia ha usato elicotteri e cannoni ad acqua per impedire che il corteo si trasformasse in una protesta contro il governo.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<\/p>\n<p>COREA DEL NORD<br \/>\nII 3 dicembre i servizi segreti sudcoreani dell&#8217;Nsi hanno rivelato che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha destituito suo zio Jang Songthaek, eminenza grigia del regime e vicepresidente della commissione di difesa nazionale. Inoltre, due funzionari vicini a Jang sarebbero stati fucilati con l&#8217;accusa di corruzione.<\/p>\n<p>GIAPPONE<br \/>\nCITTADINI ALL&#8217;OSCURO<br \/>\nIl 26 novembre, dopo solo due ore di discussione, la camera bassa ha approvato una proposta di legge sulla protezione dei segreti di stato che rischia di limitare la libert\u00e0 d&#8217;informazione dei cittadini. Se, come previsto, la camera alta il 6 dicembre dar\u00e0 l&#8217;assenso definitivo, chiunque entri in possesso e divulghi delle informazioni segrete sar\u00e0 punibile fino a dieci anni di carcere. Il problema \u00e8 che non \u00e8 chiaro secondo quali criteri un segreto di stato sar\u00e0 classificato come tale. La proposta del primo ministro Shinz\u00f2 Abe ha suscitato molte critiche in tutte le fazioni politiche e ha portato migliaia di cittadini in piazza. &quot;Benvenuti nella nuova et\u00e0 buia del Giappone&quot;, commenta Jake Adelstein sul Japan Times, tra le tante testate a criticare il disegno di Abe. &quot;L&#8217;8o per cento dei giapponesi teme che il governo usi la legge per nascondere scandali come \u00e8 successo con il disastro di Minamata negli anni sessanta, con la partita di sangue infetto da hiv negli anni novanta fino all&#8217;incidente alla centrale di Fukushima&quot;. Abe ha assicurato che sar\u00e0 creata &#8216;un&#8217;entit\u00e0 terza&#8217; che dovr\u00e0 fare da supervisore all&#8217;applicazione della legge. &quot;Che tipo di persone saranno chiamate a far parte di questo organismo? E che poteri avranno?&quot;, chiede l&#8217;Asahi Shimbun in un editoriale in cui lancia un appello alla camera alta, dove la coalizione di governo ha una larga maggio-ranza, perch\u00e9 bocci la proposta.<\/p>\n<p>INDIA<br \/>\n\u00c8 CADUTA UNA STELLA<br \/>\nLa caduta di Tarun Tejpal, fondatore e direttore del settimanale Tehelka, per un&#8217;accusa di molestie sessuali, rischia di segnare la fine della rivista indiana, nota per le sue inchieste scomode. Il 30 novembre Tejpal, star del giornalismo del paese, \u00e8 stato arrestato dalla polizia di Goa con l&#8217;accusa di stupro. Dieci giorni prima era trapelata la no-tizia che una sua giovane redattrice era stata molestata da Tejpal in un ascensore di un hotel a Goa, dove era in corso il festival che Tehelka organizza ogni anno. Come ha detto la ra-gazza, che ha denunciato il fatto alla vice di Tejpal, Shoma Chaudhury, dimessasi pochi giorni dopo, quello che ha fatto &quot;rientra nella definizione legale di stupro&quot;. La legge sulla violenza sulle donne \u00e8 diventata pi\u00f9 severa dopo la campagna, seguita ai casi di stupro del 2012, in cui Tehelka \u00e8 stata in prima linea. &quot;Tejpal ha perso la fiducia di chi lo ammirava per i valori progressisti che incarnava&quot;, scrive The Diplomat.<\/p>\n<p>PAKISTAN<br \/>\nPASSAGGIO BLOCCATO<br \/>\nLe manifestazioni di protesta nella provincia di Khyber Paktunkhwa, al confine tra Pakistan e Afghanistan, contro gli attacchi dei droni statunitensi in Pakistan hanno spinto gli statunitensi a sospendere la via principale dei rifornimenti via terra alle truppe Nato, scrive Dawn. Il partito Pakistan TehrikiInsaf, che governa la provincia e guida le proteste da 24 novembre, ha rivendicato 1 &quot;successo tattico&quot;, impegnan-dosi a continuare la protesta finch\u00e9 Islamabad non bloccher\u00e0 il passaggio dei rifornimenti.  Ma il governo pachistano ha firmato un accordo con Washington che permette ai convogli della Nato di passare attraverso il territorio pachistano fino al 2015.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nII 3 dicembre Shanghai \u00e8 arrivata in testa alla graduatoria Pisa 2012 dell&#8217;Ocse, che indaga sulle competenze scolastiche dei ragazzi di 15 anni. La metropoli cinese precede Singapore e Hong Kong.<br \/>\nPECHINO<br \/>\nIL VERO OBIETTIVO DI PECHINO<br \/>\nLa nuova zona di identificazione aerea cinese segna un punto di svolta nella strategia di Pechino verso l&#8217;oceano, scrive lo Yazhou Zhoukan. L&#8217;area si sovrappone alle zone aeree del Giappone e della Corea del Sud e comprende le isole Diaoyu (Senkaku per i giapponesi). Il vero obiettivo della strategia di Pechino, tuttavia, non si ferma alle isole contese e al mar Cinese orientale. La Cina guarda al mar Giallo e al mar Cinese meridionale, dove potrebbe creare altre zone simili in cui gli aerei che la attraversano sono tenuti a fornire il piano di volo e restare in contatto con le autorit\u00e0 militari cinesi a terra. Il fatto che l&#8217;area decisa da Pechino si protenda verso lo stretto di Miyako, tra l&#8217;omonima isola giapponese e Okinawa, indica il Giappone come bersaglio principale della mossa e sottolinea la volont\u00e0 della Cina di avanzare verso l&#8217;oceano Pacifico superando la prima barriera di isole, in cui sono di stanza truppe statunitensi e attraverso cui passano le rotte delle navi cinesi. La zona di identificazione non comprende invece Taiwan segno, spiega l&#8217;esperto di questioni militari Song Xiaojun, che i cinesi ritengono possibile una riunificazione pacifica.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\nKABUL<br \/>\n\u00abNUOVO\u00bb AFGHANISTAN &#8211; La notizia \u00e8 sconvolgente: in Afghanistan si propone di reintrodurre la lapidazione per l&#8217;adulterio! Dopo dodici anni di intervento militare occidentale si ritorna alle leggi dei taleban. Ed \u00e8 sconvolgente, o dovrebbe esserlo, per chi, come l&#8217;Italia, nella \u00abricostruzione\u00bb dell&#8217;Afghanistan aveva l&#8217;incarico di seguire il settore della giustizia. Alla vigilia del ritiro delle truppe, almeno parziale, si impone un bilancio. L&#8217;investimento del governo italiano sulla propaganda per celebrare i successi dei nostri militari in Afghanistan si scontra con una realt\u00e0 che emerge con tutta la sua forza raccapricciante. La notizia della reintroduzione della lapidazione &#8211; in un paese dove purtroppo non \u00e8 mai sparita del tutto &#8211; \u00e8 stata rivelata da Human rights watch (Hrw) che ha potuto esaminare il documento elaborato da una commissione del Ministero della giustizia afghano incaricata di rivedere il Codice penale. Il progetto prevede che se due persone sposate sono giudicate colpevoli di aver avuto rapporti sessuali fuori dal loro rispettivo matrimonio, l&#8217;uomo e la donna possono essere condannati alla \u00abpena della lapidazione\u00bb. La sentenza sar\u00e0 applicata in luogo pubblico. Se una delle due persone non \u00e8 sposata sar\u00e0 condannata a 100 frustate.<br \/>\nLa pena di morte per lapidazione \u00e8 una delle pi\u00f9 aberranti violazioni delle norme internazionali relative ai diritti umani, sottoscritte anche dall&#8217;Afghanistan. \u00ab\u00c8 assolutamente scandaloso che dodici anni dopo la caduta del governo dei taleban, l&#8217;amministrazione Karzai intenda ristabilire la pena della lapidazione\u00bb, ha dichiarato Brad Adams, direttore della divisione Asia di Hrw. \u00abIl presidente Karzai dovrebbe dare prova di un impegno a favore dei diritti umani, respingendo categoricamente questa proposta\u00bb.<br \/>\nPer questo &#8211; sostiene l&#8217;associazione per i diritti umani &#8211; i donatori internazionali, soprattutto quelli che sostengono il processo di riforma giuridica in Afghanistan, oltre a prendere decisamente posizione contro questo progetto dovrebbero sospendere gli aiuti nel caso la proposta della Commissione del ministero della giustizia dovesse essere adottata.<br \/>\nTuttavia, se questa proposta rappresenta un ulteriore passo verso l&#8217;oscurantismo, in Afghanistan con l&#8217;accusa di aver commesso \u00abcrimini morali\u00bb molte donne vittime di violenze e stupri vengono regolarmente incarcerate. La denuncia di stupro si trasforma in accusa di adulterio, per la sola donna, che finora comportava anni di carcere ma che in futuro potrebbe voler dire essere uccisa a colpi di pietre &#8211; piccole, cos\u00ec prolungano l&#8217;agonia &#8211; davanti a un pubblico assetato di sangue, magari dentro lo stadio di Kabul. Ma basta fuggire di casa allom scopo di evitare le violenze del marito per essere incarcerate. Poche di queste donne, purtroppo, riescono a sfuggire alla peggior sorte rifugiandosi nelle case per le donne che subiscono violenze. I fondi per il loro mantenimento sono pochi e il governo aveva tentato di portare queste case-rifugio sotto il suo controllo, il che equivaleva a consegnare le donne rifugiate in pasto ai loro carnefici.<br \/>\nProprio oggi si terr\u00e0 nel Parlamento italiano un convegno in occasione della giornata per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne (celebrata il 25 novembre) per dibattere sul futuro dell&#8217;Afghanistan, speriamo si vada oltre un confronto istituzionale spesso lontano dalla realt\u00e0 vissuta da molte donne afghane. Una realt\u00e0 che conosce bene Malalai Joya, deputata buttata fuori dal parlamento afghano per aver denunciato i signori della guerra, che in questi giorni sta compiendo un lungo tour in Italia, proprio per denunciare la situazione del paese dopo dodici anni di intervento militare.( di  Giuliana Sgrena )<\/p>\n<p>AMERICA CENTROMERIDIONALE<br \/>\nBRASILE<br \/>\nUn leader indigeno guarani, Ambr\u00f2sio Vilhalva, \u00e8 stato trovato morto il 3 dicembre nello stato del Mato Grosso do Sul. Probabilmente \u00e8 stato ucciso da qualcuno della sua trib\u00f9.<br \/>\nSAN PAOLO<br \/>\nANCORA MORTI NEI CANTIERI DEI MONDIALI DI CALCIO<br \/>\nMondiali di calcio in Brasile: in mattinata, e&#8217; crollata una parte della struttura metallica che copre lo stadio Itaquerao, a San Paolo, scelto dalla Fifa per la partita inaugurale del torneo, il prossimo 12 giugno. Due gli operai morti, mentre altri due, feriti, ancora non sono stati estratti da sotto le macerie. L&#8217;orario dell&#8217;incidente, avvenuto durante la pausa pranzo, ha forse evitato una tragedia che poteva avere proporzioni anche maggiori. Secondo una prima ricostruzione, il crollo e&#8217; avvenuto quando una gru stava issando un elemento particolarmente pesante, di circa 500 tonnellate. Alcuni testimoni hanno riferito che l&#8217;argano (uno dei piu&#8217; grandi del mondo) si sarebbe spezzato in due, precipitando sulla tribuna destinata a ricevere la copertura metallica e facendo franare anche i due piani dello stadio sottostanti. L&#8217;avveniristico impianto &#8211; sede ufficiale del Corinthians, costato circa 320 milioni di euro, con 70 mila posti di capienza e persino un discobar panoramico sul campo di gioco &#8211; aveva il 94% dei lavori gia&#8217; ultimati e avrebbe dovuto essere inaugurato il prossimo gennaio. La Fifa ha espresso &#8221;grande tristezza&#8221; e il presidente Joseph Blatter ha presentato le proprie condoglianze ai familiari di due operai morti nell&#8217;incidente. La Fifa ha sottolineato che &#8221;la sicurezza degli operai e&#8217; una priorita&#8217; assoluta&#8221; per l&#8217;organismo che controlla il calcio<br \/>\nmondiale. Non e&#8217; la prima volta che si verifica un cedimento nei cantieri di ristrutturazione in uno stadio brasiliano: lo scorso aprile, sempre a San Paolo, un episodio simile era accaduto nell&#8217;Arena Palestra, sede del Palmeiras: in quell&#8217;occasione, un operaio era deceduto dopo che alcune travi destinate alla nuova tribuna si erano staccate dal cavo di una gru, finendo addosso a un gruppo di lavoratori.<\/p>\n<p>VENEZUELA<br \/>\nCARACAS<br \/>\nAL BUIO PRIMA DELLE ELEZIONI<br \/>\n&quot;La notte del 2 dicembre un blackout ha lasciato al buio gran parte della capitale Caracas e almeno dieci stati della zona centroccidentale del paese&quot;, scrive El Nacional. L&#8217;interruzione di elettricit\u00e0 si \u00e8 verificata mentre il presidente Nicolas Maduro stava parlando al paese dalla tv di stato. Secondo il ministro dell&#8217;energia elettrica Jesse Chac\u00f3n, si \u00e8 trattato di un sabotaggio in vista delle elezioni amministrative dell&#8217;8 dicembre: &quot;Non \u00e8 stato un incidente&quot;, scrive Tal Cual riportando le sue dichiarazioni. Il 3 dicembre Maduro ha detto di avere le &quot;prove che \u00e8 stato un sabotaggio della destra&quot;.<\/p>\n<p>HONDURAS<br \/>\nS\u00ec al riconteggio dei voti<br \/>\n&quot;Il 2 dicembre il presidente del Tribunale supremo elettorale dell&#8217;Honduras ha annunciato che si controlleranno tutte le schede delle elezioni presidenziali del 24 novembre, come richiesto da Xiomara Castro, moglie dell&#8217;ex presidente Manuel Zelaya deposto con un golpe nel 2009 e candidata del partito di sinistra Libertad y refundaci\u00f3n&quot;, scrive il quotidiano argentino P\u00e1gina 12. Castro \u00e8 arrivata seconda, dietro al conservatore Juan Orlando Hern\u00e1ndez, ma ha denunciato brogli e non ha riconosciuto la sconfitta.<\/p>\n<p>MESSICO<br \/>\nUN ANNO CON PENA NIETO<br \/>\nIl 12 dicembre 2012 il nuovo presidente del Messico Enrique Pena Nieto (del Partito rivoluzionario istituzionale) aveva annunciato un pacchetto di riforme per far crescere l&#8217;economia messicana. &quot;Un anno dopo scrive The Economist, &quot;Pena Nieto ha mantenuto la maggior parte delle sue promesse: ha indebolito il sindacato degli insegnanti e ha avviato un&#8217;offensiva contro i monopoli delle telecomunicazioni&quot;. Diversa l&#8217;opinione della Jornada: &quot;Pena Nieto ha favorito gli imprenditori e ha ridotto i diritti e le conquiste sociali dei cittadini messicani&quot;. Il quotidiano disapprova le riforme proposte dal governo, in particolare quella energetica, in discussione proprio in questi giorni: &quot;Pena Nieto vuole liquidare l&#8217;industria petrolifera nazionale e consegnare il controllo e l&#8217;usufrutto degli idrocarburi alle multinazionali straniere&quot;. Il 4 dicembre la sinistra e i movimenti sociali sono scesi in piazza contro la privatizzazione del settore energetico.<\/p>\n<p>ARGENTINA<br \/>\nII 4 dicembre centinaia di persone hanno dato l&#8217;assalto ai negozi di Cordoba approfittando di uno sciopero della polizia. Un ragazzo \u00e8 morto e decine di persone sono rimaste ferite.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nRIPARTE IL MOVIMENTO PER IL SALARIO MINIMO: IN SCIOPERO LE GRANDI CATENE DEL FAST FOOD<br \/>\nORA GLI ORGANIZZATORI DEL MOVIMENTO PROMETTONO MOBILITAZIONI IN 100 CITTA&#8217;, comprese alcune, come Charleston, Providence e Pittsburgh, dove finora non vi erano mai state proteste. Il nuovo sciopero, dopo quello di un anno fa, indetto per giovedi&#8217; dai lavoratori di McDonald&#8217;s, Wendy ed altri fast food per chiedere l&#8217;aumento del salario minimo a 15 dollari all&#8217;ora, da 7,25, rilancia il fronte del lavoro precario e tenta di scuotere il Congresso, immobilizzato dalla pression dei repubblicani.<br \/>\nNegli ultimi mesi infatti la battaglia per l&#8217;aumento del salario minimo, portata avanti da sindacati ed associazioni, come Fast Food Forward e Fight for 15, che assistono i lavoratori meno pagati, si e&#8217; spostata nei singoli stati, alcuni dei quali hanno gia&#8217; varato misure per imporre un aumento a livello locale, ma \u00e8 rimasta ferma a livello nazionale.<br \/>\nFu lo stesso presidente Obama nell&#8217;ultimo discorso sullo stato dell&#8217;Unione, a tornare sull\u2019argomento, perch\u00e9 aumentarlo, disse lo scorso febbraio, darebbe a &quot;una famiglia con due bambini\u201d di non vivere pi\u00f9 \u201csotto la soglia della poverta&#8217;\u201d.\u201dE nella nazione piu&#8217; ricca del mondo nessuno che lavora a tempo pieno deve vivere in poverta&#8217;&quot;, aggiunse.<br \/>\nI DEMOCRATICI PROPONGONO POCO PI\u00d9 DI DIECI DOLLARI<br \/>\nI democratici del Senato hanno formulato una proposta per un aumento di tre dollari, portandolo a 10,10 dollari. Ma nel Congresso diviso la proposta ha poche possibilita&#8217; di passare, considerando che i repubblicani che controllano la Camera si oppongono all&#8217;aumento, sostenendo che danneggerebbe sia i datori di lavoro che i lavoratori. &quot;Quando aumenti il costo del lavoro, indovinate cosa succede? Ci sono meno posti di lavoro!&quot; ha affermato, in risposta al discorso di Obama lo scorso febbario, lo Speaker della Camera, John Boehner.<br \/>\nA LIVELLO LOCALE C&#8217;\u00c8 PI\u00d9 MOVIMENTO<br \/>\nTuttavia, il panorama \u00e8 in deciso movimento. All&#8217;inizio di novembre in New Jersey gli elettori hanno approvato un emendamento costituzionale che porta a 8,25 dollari all&#8217;ora il salario minimo che e&#8217; stato anche indicizzato con l&#8217;inflazione. Ancora piu&#8217; consistente l&#8217;aumento varato dallo stato di Washington, fino a 9,19 dollari, che lo mette in testa alla lista dei 18 stati americani che hanno un salario minimo piu&#8217; alto di quello federale. Mentre la California ha approvato una misura che lo portera&#8217; a 10 dollari entro il 2016. Anche le singole citta&#8217; sono passate all&#8217;azione, con San Francisco, considerata una delle capitali liberal e progressiste d&#8217;America, che ha fissato il minimo salariale a 10,55 dollari all&#8217;ora. Ed una cittadina dello stato di Washington, SeaTak, dove si trova l&#8217;aeroporto di Seattle, ha votato per portare a 15 dollari il salario minimo per i lavoratori aeroportuali.<br \/>\nIL CONSIGLIO DEL DISTRETTO DI COLUMBIA, l&#8217;area della capitala Washington, sta approvando l&#8217;aumento del salario minimo ad 11,50 dollari all&#8217;ora, che, una volta certificato, sarebbe il piu&#8217; alto del Paese. Nei giorni scorsi un aumento simile e&#8217; stato gi\u00e0 varato dai consigli delle contee di Montgomery e Prince George, nel Maryland. Il sindaco democratico di Washington, Vincent Gray, appoggia l&#8217;aumento del minimo salariale &#8211; che nella capitale e&#8217; ora di 8,25 visto che sin dal 1993 e&#8217; almeno un dollaro in piu&#8217; di quello federale- ma ritiene che bisogna fermarsi a 10 dollari all&#8217;ora.<br \/>\nI PADRONI PROTESTANO E MINACCIANO LICENZIAMENTI<br \/>\nLa National Restaurant Association da parte sua minaccia che l&#8217;aumento del salario minimo provocherebbe la diminuzione dei posti di lavoro, ed afferma che solo una piccola percentuale dei dipendenti dei fast food percepisce il salario minimo e che si tratta in gran parte di giovani studenti lavoratori sotto i 25 anni, che vivono ancora in famiglia. Un argomento contestato dal movimento che afferma che sono in media lavoratori di 29 anni, un quarto dei quali genitori con figli a carico.<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nREPUBBLICANI DISARMATI<br \/>\nIl 21 novembre il senato degli Stati Uniti ha approvato una riforma del regolamento che limi\u00acta la possibilit\u00e0 della minoranza di fare ostruzionismo sulle nomine proposte dal presidente per incarichi nell&#8217;esecutivo e nella magistratura: per approvarle sar\u00e0 sufficiente la maggioranza assoluta, e non pi\u00f9 quella di tre quinti dei membri del senato. Dal 1949 al 2008, quando Barack Obama \u00e8 stato eletto la prima volta, questo tipo di ostruzionismo \u00e8 stato usato per bloccare 68 nomine, mentre ben 79 sono state bloccate solo dal 2009 a oggi. &quot;I repubblicani hanno usato l&#8217;ostruzionismo per esercitare un potere che democraticamente non sono pi\u00f9 capaci di esercitare&quot;, scrive The Nation.<\/p>\n<p>NEW YORK.<br \/>\n II 1 dicembre quattro persone sono morte e 67 sono rimaste ferite quando un treno ha deragliato nel quartiere del Bronx, a New York.<br \/>\nNYC<br \/>\n&quot;La sinistra di base, che sembrava dispersa e demoralizzata dopo il fallimento di Occupy Wall Street, si \u00e8 rianimata quest&#8217;anno &#8211; grazie anche ai soldi dei sindacati e di professionisti della raccolta fondi &#8211; ed \u00e8 riuscita a raccogliere i consensi degli elettori intorno a una convinzione: chi lavora a tempo pieno dovrebbe guadagnare abbastanza da non vivere in condizioni di povert\u00e0&quot;. Dalle proteste dei dipendenti di Walmart a quelle dei lavoratori dei fast food, un movimento sta nascendo perch\u00e9 &quot;molti cittadini pensano che il salario minimo federale &#8211; 7,25 dollari all&#8217;ora, la stessa cifra dal 2009 &#8211; sia troppo basso&quot;, scrive Steve Coli sul New Yorker. A gennaio Barack Obama ha chiesto l&#8217;aumento a 9 dollari all&#8217;ora, poi a 10 dollari, ma l&#8217;opposizione repubblicana ha bloccato in senato ogni tentativo di riforma. &quot;Il salario minimo a 10 dollari all&#8217;ora non eliminerebbe le disuguaglianze, ma permetterebbe a milioni di statunitensi di vivere a un livello di sicurezza e disponibilit\u00e0 economica simile a quello che avevano prima dello scoppio della bolla immobiliare. Almeno in parte, il salario minimo \u00e8 sempre stata una questione sociale e morale&quot;.<\/p>\n<p>(articoli da:  Georgia Today, Timpul, Adevarul NYC Time, Time, Guardian, The Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Nuovo Paese, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberazione, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 su www.cambiailmodo.org<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20131206 15:11:00 guglielmoz ITALIA &#8211; Disoccupazione, nuovo boom tra i giovani. 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