{"id":11608,"date":"2017-04-15T19:06:02","date_gmt":"2017-04-15T17:06:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10945-ce-la-legge-di-stabilita-ma-manca-la-politica-economica-ovvero-shock-economy-allitaliana\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:02","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:02","slug":"10945-ce-la-legge-di-stabilita-ma-manca-la-politica-economica-ovvero-shock-economy-allitaliana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11608","title":{"rendered":"10945 C&#8217;\u00e8 la legge di stabilit\u00e0 ma manca la politica economica. Ovvero SHOCK ECONOMY all&#8217;Italiana."},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20131129 15:56:00 guglielmoz<\/p>\n<p>1.Stabilit\u00e0. Quale reddito minimo? \u00c8 solo Social card.<br \/>\n2.Legge di Stabilit\u00e0, via un altro pezzo di sanit\u00e0 pubblica: la denuncia della Cgil-Fp.<br \/>\n3.I precari di oggi hanno un futuro: poveri tutta la vita e senza pensione.<br \/>\n4.Legge di Stabilit\u00e0, la protesta contro i tagli delle vittime delle strage.<br \/>\n5.Stabilit\u00e0, l&#8217;inguardabile legge firmata da Letta e Napolitano.<br \/>\n6.Legge Stabilit\u00e0, 3 miliardi per le navi dei signori della guerra.<br \/>\n7.La crisi di lunga durata.<br \/>\n8.\u00c8 NATO IL \u00abSIA\u00bb 120 milioni in tre anni contro la miseria.<br \/>\n9.Propriet\u00e0 privata pubbliche servit\u00f9.<br \/>\n10.C&#8217;\u00e8 la legge di stabilit\u00e0 ma manca la politica economica.<\/p>\n<p>1 &#8211; STABILIT\u00c0. QUALE REDDITO MINIMO? \u00c8 SOLO SOCIAL CARD<br \/>\nNessun reddito minimo, n\u00e9 ipotesi di sperimentazione a livello nazionale del Sostegno per l\u2019inclusione attiva voluto dal ministro del Welfare, Enrico Giovannini: nel testo della legge di stabilit\u00e0 2014 votato ieri si parla solo dell\u2019estensione della Nuova social card. Il maxiemendamento, infatti, non parla n\u00e9 del Sia, n\u00e9 di qualsiasi altra forma di reddito minimo, nonostante nella serata di ieri circolasse la notizia di un primo passo verso uno strumento di questo tipo, ancora assente in Italia. Il testo approvato, invece, parla s\u00ec di 40 milioni l\u2019anno per tre anni (2014-2016), ma si riferisce alla Nuova social card. \u201cE\u2019 incrementato, di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014-2016 ai fini della progressiva estensione su tutto il territorio nazionale, non gi\u00e0 coperto, della sperimentazione di cui all\u2019articolo 60 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012, n.35\u201d, cio\u00e8 la sperimentazione della nuova carta acquisti. Dal ministero del Welfare, infatti, fanno sapere che i nuovi finanziamenti previsti dalla legge di stabilit\u00e0 2014, quindi, permetteranno di allargare la sperimentazione della nuova Card a tutto il Centro Nord , a cui si riferisce quel \u201cnon gi\u00e0 coperto\u201d riportato nel testo. Allargamento a tutto il territorio nazionale gi\u00e0 ricordato nel testo della legge di stabilit\u00e0 laddove indica il rinnovo degli stanziamenti per la social card ordinaria, fissati a 250 milioni per il 2014. Attualmente, la nuova social card \u00e8 finanziata con 50 milioni per quanto riguarda le 12 citt\u00e0 con pi\u00f9 di 250 mila abitanti (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Venezia, Verona, Milano, Roma e Torino) e le prime carte acquisti arriveranno gi\u00e0 al termine di quest\u2019anno. Per il 2014, invece, sono previsti i bandi per l\u2019attivazione della sperimentazione in tutte le citt\u00e0 del Sud Italia a cui sono stati stanziati 167 milioni provenienti dalla riprogrammazione di fondi europei, ripartiti in 140 milioni nel 2014 e i restanti 27 nel 2015.(ga)<\/p>\n<p>2 &#8211; LEGGE DI STABILIT\u00c0, VIA UN ALTRO PEZZO DI SANIT\u00c0 PUBBLICA: LA DENUNCIA DELLA CGIL-FP<br \/>\nIl maxiemendamento del Governo sulla Legge di Stabilita&#8217; approvato ieri in SENATO NON SOLO CONFERMA IL TAGLIO DI 1,150 MILIARDI AL FONDO SANITARIO NAZIONALE per il biennio 2015 -2016 &#8211; colpendo le risorse contrattuali che avrebbero consentito di valorizzare la professionalit\u00e0 e di premiare il merito di medici ed operatori della sanita&#8217; pubblica &#8211; ma finanzia con 400 milioni di euro i policlinici universitari privati dal 2014 al 2024. Lo denunciano Cecilia Taranto, segretaria nazionale Fp Cgil e Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici. &quot;A fronte di scelte politiche di potere di investimento nel privato &#8211; spiegano i sindacati \u2013 i cittadini avranno un servizio pubblico sempre piu&#8217; povero, gi\u00e0 decurtato di oltre 30 miliardi di tagli lineari in pochi anni. Prima di pensare a destinare risorse ai policlinici universitari privati il Governo si impegni a dare nel prossimo incontro con il sindacato del 3 dicembre una risposta alle nostre richieste di stabilizzazione per i 35mila precari della sanita&#8217;, e a finanziare la formazione specialistica sanitaria dell\u2019Universit\u00e0 pubblica nella quale e&#8217; stato perfino ridotta la possibilit\u00e0 di accesso ai laureati. Il Governo cambi rotta.<br \/>\nNON VORREMMO CHE ANCHE DOPO IL PROSSIMO PASSAGGIO ALLA CAMERA IL TESTO DEFINITIVO DELLA LEGGE DI STABILITA&#8217; PORTI PER NATALE CARBONE PER LA SANITA&#8217; PUBBLICA E DONI NATALIZI PER L\u2019UNIVERSIT\u00c0 PRIVATA&quot;.<\/p>\n<p>3 &#8211; I PRECARI DI OGGI HANNO UN FUTURO: POVERI TUTTA LA VITA E SENZA PENSIONE<br \/>\n\u00abSe dovessimo dare la simulazione della pensione ai parasubordinati &#8211; disse il presidente dell&#8217;Inps Antonio Mastrapasqua il 6 ottobre 2010 &#8211; rischieremmo un sommovimento sociale\u00bb. Lo studio \u00abPensions at a Glance\u00bb pubblicato ieri dall&#8217;Ocse ha finalmente dissolto tutte le reticenze. Finalmente tutti i precari, i lavoratori autonomi e indipendenti sanno che avranno un presente da working poors e un futuro di povert\u00e0 da anziani. \u00abL&#8217;adeguatezza dei redditi pensionistici potr\u00e0 essere un problema per le generazioni future &#8211; sostiene la ricerca &#8211; i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono pi\u00f9 vulnerabili al rischio di povert\u00e0 durante la vecchiaia\u00bb.<br \/>\nSul banco degli imputati ci sono il metodo contributivo e l&#8217;assenza delle pensioni sociali. Secondo l&#8217;Ocse, il metodo contributivo \u00e8 legato strettamente all&#8217;ammontare dei contributi. Quindi penalizza tutti coloro che hanno un lavoro precario e nelle loro vita attraversano periodi crescenti di disoccupazione e precariato, quindi di retribuzione e di contribuzione diseguali. Al termine di questo zigzagare tra lavori e non lavori, queste persone rischiano di non percepire una pensione degna di questo nome. E, in futuro, non godranno delle pensioni sociali \u00abper attenuare il rischio di povert\u00e0 tra gli anziani\u00bb. Una catastrofe, dopo pi\u00f9 di mezzo secolo di Stato sociale.<br \/>\nIl sistema contributivo \u00e8 stato tuttavia una manna per i conti pubblici. Ha garantito la stabilizzazione della spesa pensionistica. Nel 2010 era il 15,4% del Pil rispetto alla media Ocse del 9,3%. In virt\u00f9 della riforma, nel 2050 sar\u00e0 del 14,7%, mentre la spesa media nei paesi Ocse crescer\u00e0 all&#8217;11,4%. La riforma Fornero del 2012 ha consolidato questi risultati, garantendo la stabilit\u00e0 del sistema tra il 2010 e il 2050. L&#8217;aumento dell&#8217;et\u00e0 pensionabile a 69 anni ha contribuito a questo fine, ma per l&#8217;Ocse non basta. \u00abL&#8217;et\u00e0 effettiva alla quale uomini e donne lasciano il lavoro \u00e8 ancora relativamente bassa: 61,1 anni per gli uomini e 60,5 per le donne &#8211; precisa l&#8217;Ocse &#8211; Le politiche per promuovere l&#8217;occupazione e l&#8217;occupabilit\u00e0 e per migliorare la capacit\u00e0 degli individui ad avere carriere pi\u00f9 lunghe sono essenziali\u00bb.<br \/>\nLa riforma dovrebbe continuare, evitando che i lavoratori \u00ablascino il mercato in anticipo\u00bb. in condizioni di crescente precariet\u00e0. Un circolo vizioso che rischia di trasformarsi in una dannazione perch\u00e9 lavorare 40 e pi\u00f9 anni non garantisce comunque una pensione pari o quasi all&#8217;ultimo stipendio, come invece avveniva nel sistema precedente. Per questa ragione l&#8217;Ocse insiste sullo sviluppo dei sistemi integrativi privati e le assicurazioni vita. Due strumenti che non hanno prodotto i risultati attesi in Italia, molto probabilmente per i bassi salari (28.900 euro, pari a 38.100 dolari, al di sotto dei 42.700 dollari medi dell&#8217;Ocse). Ciononostante, nella logica neoliberista, l&#8217;Ocse sollecita a proseguire sulla strada della privatizzazione della previdenza a carico del lavoratore mentre i giovani non hanno la possibilit\u00e0 di versare i propri contributi e la percentuale degli over 55 che lavorano (sempre pi\u00f9 precariamente) \u00e8 \u00abrelativamente bassa\u00bb, al 40,5%.<br \/>\nL&#8217;obiettivo che spinse 17 anni fa alla trasformazione del sistema, il suo costo elevatissimo, \u00e8 stato dunque raggiunto. Le pensioni sono state vincolate alla crescita del Pil. Se oggi il Pil non cresce, e non crescer\u00e0 nei prossimi anni, gli assegni previdenziali saranno ancora pi\u00f9 poveri. Ci\u00f2 peggiorer\u00e0 l&#8217;attuale macroscopica diseguaglianza ai danni dei nuovi entrati sul mercato del lavoro, oltre che ai danni di chi non avr\u00e0 una carriera professionale con regolari versamenti dei contributi.<br \/>\nLavorare pi\u00f9 a lungo, lavorare peggio, guadagnare sempre meno e, nel caso di chi ha iniziato a lavorare dopo la riforma Dini del 1996, non arrivare alla pensione contando sulla capacit\u00e0 di consumare di pi\u00f9. Nei fatti questa situazione \u00e8 il rovesciamento della teoria del Nobel per l&#8217;Economia Franco Modigliani che rifletteva sull&#8217;attitudine dell&#8217;individuo al risparmio nella fase attiva della vita per poi consumare di pi\u00f9 durante il pensionamento. Chi avr\u00e0 lavorato per tutta la vita con il metodo contributivo, in maniera precaria, intermittente o indipendente, non ha pi\u00f9 speranza di rientrare nel \u00abciclo vitale del lavoratore\u00bb sperimentato nel secondo Dopoguerra. E nel 2050 non consumer\u00e0 quanto accumulato nel frattempo, continuando a lavorare da povero a 70 anni. E oltre.<\/p>\n<p>4 \u2013 LEGGE DI STABILIT\u00c0, LA PROTESTA CONTRO I TAGLI DELLE VITTIME DELLE STRAGE<br \/>\nLa rabbia per il mancato inserimento dei risarcimenti alle vittime di strage nella Legge di stabilita&#8217; monta anche a Firenze. Giovanna Maggiani Chelli, presidente dell&#8217;associazione dei familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, evidenzia come il &quot;27 del mese&quot; si confermi giorno &#8216;negativo&#8217; per chi ha a che fare con stragi terroristiche ed eversive: il 27 maggio 1993 esplose la bomba in via dei Georgofili e &quot;per ironia della sorte&quot;, oggi, 27 novembre, si accende il &quot;disco verde alla piu&#8217; tribolata Legge di stabilita&#8217; di questi ultimi 20 anni, e come prevedile, malgrado le promesse dello stesso Governo in carica, nella finanziaria non c&#8217;e&#8217; l&#8217;emendamento composto di nove punti che avrebbe sanato la 206 del 2004 legge in favore delle vittime delle stragi&quot;.<br \/>\nIn una nota, Maggiani Chelli, continua dicendo: &quot;Quindi ora forse capiamo perche&#8217; il Governo, nella veste del primo ministro, ha avanzato la proposta che il prossimo 27 maggio quello del 2014, sia la giornata dedicata alla cultura nella citta&#8217; di Firenze e che migliore data del 27 maggio, data del ricordo delle vittime della strage di via dei Georgofili, non ci fosse. Era ancora una volta, ahime&#8217;, non una pensata di un animo nobile, protesa a cambiamenti, bensi&#8217; l&#8217;azione di chi ancora una volta usa le vittime delle stragi mentre di li a poco le avrebbe abbandonate a se stesse. Infatti di quale anno della cultura stiamo parlando? Di quello dell&#8217;ipocrisia?&quot;. I parenti delle vittime di via Georgofili non possono &quot;impedire che il 27 maggio prossimo sia a Firenze la giornata dedicata a qualunque minestra riscaldata si ami rimestare per dare lustro a istituzioni sorde ai richiami delle vittime della strage di via dei Georgofili&quot;, ma se le cose non cambiano quel giorno i familiari daranno vita ad un presidio &quot;di protesta&quot;.<\/p>\n<p>5 &#8211; STABILIT\u00c0, L&#8217;INGUARDABILE LEGGE FIRMATA DA LETTA E NAPOLITANO<br \/>\nIl prelievo sulle pensioni d&#8217;oro che scattera&#8217; sui redditi oltre 90mila euro e servira&#8217; per finanziare la carta acquisti ma anche l&#8217;introduzione, in via sperimentale, di un reddito minimo di inserimento, che nulla ha a che vedere con il reddito minimo vero e proprio; la nuova tassazione sulla casa con l&#8217;addio alla Trise e l&#8217;arrivo della Iuc, che in realt\u00e0 esenta gi\u00e0 chi era esentato; l&#8217;aumento degli sconti per le imprese ai fini Ires e Irpef per il solo 2013 e la riduzione della platea del taglio del cuneo fiscale con le detrazioni concentrate sui redditi medio-bassi. E ancora, oltre alla norma ammazza-sanit\u00e0 dei costi standard, la sanatoria sulle cartelle esattoriali, le risorse per la Sardegna e le aree terremotate e alluvionate cosi&#8217; come il rinvio delle norme sulle spiagge, il taglio dei fondi per le vittime delle stragi, e sull&#8217;indicizzazione delle pensioni che saranno probabilmente affrontate alla Camera. Sono queste le principali novita&#8217; della legge di stabilita&#8217; che sara&#8217; licenziata stanotte dal Senato con il voto di fiducia sul maxiemendamento del governo. Questa inguardabile finanziaria serve solo a &quot;passa&#8217; a nuttata&quot; dei numeri e dell&#8217;ennesima crisi politica provocata dalla vicenda Berlusconi. E quindi, \u00e8 tutto un andirivieni di norme per questo o quel feudo che serve e rinforzare la maggioranza, cos\u00ec come ha preteso SM Napolitano. Che \u00e8 inguardabile lo dicono i sindacati, scontenti della riduzione delle tasse &quot;da operetta&quot;, e anche gli imprenditori della Confcommercio. Insomma, un lavoro di basso profilo che a questo punto potrebbe andare storto anche all&#8217;Ue che aveva promosso con riserva i conti portati da Saccomanni. Dopo il voto notturno del Senato ora tocca alla Camera.<br \/>\nQuesto il quadro sintetico delle norme, che potrebbe subire ancora delle modifiche.<\/p>\n<p>CASA: via la TRISE, arriva la IUC (imposta unica comunale). Avr\u00e0 ben tre componenti: rimane l&#8217;Imu ma non sulla prima casa, ci sara&#8217; la TARI sulla raccolta dei rifiuti e la TASI sui servizi indivisibili. Sara&#8217; esentata la prima casa, ad esclusione delle case di lusso e l&#8217;aliquota massima sara&#8217; del 10,6 per mille. Vengono stanziati 500 milioni di euro in piu&#8217; all&#8217;anno a favore dei Comuni (la dote sale a 1,5 miliardi) da destinare alle detrazioni per le famiglie con redditi bassi.<br \/>\nSCONTI IMPRESE: aumenta dal 20 al 30% la deducibilit\u00e0 Imu sui beni d&#8217;impresa ai fini Ires e Irpef ma solo per il 2013, con una dote di 200 milioni di euro.<br \/>\nCONTRIBUTO PENSIONI D&#8217;ORO: il contributo scatter\u00e0 sui redditi oltre 90mila euro l&#8217;anno con un 6% che sale al 12% per redditi oltre 128mila euro fino al 18% per redditi sopra 193mila.<br \/>\nREDDITO MINIMO INSERIMENTO: le risorse derivanti dal prelievo sulle pensioni d&#8217;oro finanzieranno la sperimentazione della carta acquisti ma anche, come ha spiegato il viceministro dell&#8217;Economia, Stefano Fassina, il reddito minimo d&#8217;inserimento in alcune grandi aree metropolitane. A protestare contro la presa in giro del Governo \u00e8 invece il segretario del Prc Paolo Ferrero. &quot;Se, come si legge, la copertura finanziaria del provvedimento \u00e8 di 40 milioni di euro l\u2019anno, visto il numero di disoccupati e di poveri qui siamo a meno di 10 euro all\u2019anno a testa\u00a7&quot;, scrive Ferrero in una nota. &quot;Una cosa simile in un contesto in cui si spendono miliardi per la Tav e i cacciabombardieri e decine di miliardi vengono regalati alle banche e agli speculatori attraverso gli interessi del debito pubblico, non \u00e8 nemmeno una elemosina, \u00e8 un insulto alla miseria&quot;. &quot;Inoltre la copertura di questa spesa pare somigliare da vicino a quella gi\u00e0 bocciata dalla Corte Costituzionale quando c\u2019era il governo Monti, per cui al danno rischia di aggiungersi la beffa e cio\u00e8 che quei pochi soldi non verranno mai nemmeno stanziati sul serio&quot;. ricevuto cartelle esattoriali da Equitalia potranno sanare la loro posizione pagando l&#8217;imposta al 100% e le sanzioni ma senza corrispondere gli interessi di mora.<\/p>\n<p>CUNEO FISCALE: riduzione della platea dei destinatari con benefici aumentati fino a un massimo di 225 euro all&#8217;anno che si registra nella fascia tra i 15 e i 18mila euro. La norma prevede detrazioni fiscali fino ai 35mila euro.<br \/>\nCDP PER SOSTEGNO ECONOMIA: esteso il perimetro d&#8217;azione della Cassa per il credito alle Pmi, anche con garanzia dello Stato. La Cassa potra&#8217; acquistare titoli cartolarizzati delle imprese di ogni dimensione.<br \/>\nCREDITO PMI E MUTUI FAMIGLIE: nasce un &#8216;Sistema di garanzia nazionale&#8217; con un fondo di garanzia per le Pmi, e un fondo per i mutui prima casa delle famiglie e per i lavoratori<br \/>\nco.co.pro.<br \/>\nSARDEGNA: nel biennio 2014-2015 lo Stato stanziera&#8217; 103,4 milioni per la ricostruzione e la ripresa economica nelle zone interessate dagli eventi alluvionali il commissario delegato potra&#8217; avvalersi dell&#8217;Anas per il ripristino della viabilita&#8217; interrotta o danneggiata.<br \/>\nCOSTI STANDARD: monitoraggio e revisione dei costi standard di regioni ed enti locali entro il 2015, incluso il comparto della Sanita&#8217;.<br \/>\nCONTI CORRENTI: il cliente potra&#8217; trasferire a un&#8217;altra banca a costo zero, senza spese aggiuntive, i servizi di pagamento connessi al rapporto di conto corrente. L&#8217;operazione deve essre perfezionata entro 14 giorni lavorativi dalla richiesta.<br \/>\nVEICOLI SEQUESTRATI IN VENDITA: i veicoli sequestrati da oltre 2 anni per violazione al codice della strada saranno messi in vendita o riscattati. Resta il diritto di riscatto del proprietario. I veicoli che non riusciranno a essere venduti saranno rottamati.<br \/>\nMANAGER SOCIETA&#8217; COMUNALI: basteranno due bilanci in rosso perche&#8217; i manager delle societa&#8217; &quot;partecipate&quot; dai comuni<br \/>\npossano essere cacciati &quot;per giusta causa&quot;.<br \/>\nCALAMITA&#8217; NATURALI: i risparmi derivanti dalla riduzione dei finanziamenti ai partiti andranno alle regioni colpite da calamita&#8217; naturali. Le risorse dovrebbero ammontare a circa 68 milioni di euro.<br \/>\nAUTOTRASPORTO: 330 milioni per il settore<\/p>\n<p>6 &#8211;  LEGGE STABILIT\u00c0, 3 MILIARDI PER LE NAVI DEI SIGNORI DELLA GUERRA<br \/>\n&quot;La super-casta delle spese militari che non conosce la crisi e il rigore che devono sopportare i cittadini italiani che ormai sommano sacrifici a sacrifici, la fa sempre franca e si arricchisce&quot;. Nel giorno degli affari d\u2019oro di Fincantieri con i partner russi per la fornitura di navi da guerra e piattaforme, e dopo la vicenda degli F-35, la legge di stabilit\u00e0 regala ben 3 miliardi di euro alla difesa per nuovi navi da guerra. La denuncia viene dal co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli che aggiunge: &quot;Nei commi 21 e 22 del maxi-emendamento del governo ci sono oltre 3 miliardi di euro in 20 anni per interventi nel settore della difesa degli interessi nazionali nel settore marittimo oltre che per sostenere l&#8217;industria naval-meccanica. Tradotto, significano finanziamenti per nuove navi militari&quot;. Angelo Bonelli aggiunge: &quot;Il comma 21 prevede 40 milioni nel 2014; 110 del 2015 e 140 dal 2016 e per i successivi vent&#8217;anni. A questi si sommano 400 milioni di sostegno previsti al settore aereo navale disposti dal comma 22- denuncia il leader ecologista -. Con queste stesse risorse utilizzate nello stesso arco temporale si potrebbe rivoluzionare il settore del trasporto pubblico nelle citta&#8217; italiane che e&#8217; ormai al collasso oppure finanziare un grande piano per la messa in sicurezze del territorio italiano che e&#8217; a rischio idrogeologico: priorit\u00e0 velocemente dimenticata dalla politica nonostante il dramma sardo&quot;.<br \/>\n&quot;Di certo &#8211; conclude Bonelli &#8211; finanziare l&#8217;acquisto di navi da guerra mentre latitano risorse per la sanita&#8217;, la scuola la sicurezza come dimostra la denuncia del capo della Polizia sugli organici sottodimensionati e&#8217; uno schiaffo in faccia all&#8217;Italia che fa sacrifici e che soffre a causa della crisi&quot;. A protestare \u00e8 anche l\u2019Idv, per bocca del segretario nazionale Ignazio Messina, che sul suo profilo twitter scrive: \u201cE&#8217; schiaffo a chi non arriva alla fine del mese&quot;.<\/p>\n<p>7 &#8211; LA CRISI DI LUNGA DURATA<br \/>\nLa crisi non \u00e8 finita, lo sappiamo bene in Italia con l\u2019economia in recessione e la disoccupazione in aumento. Il resto dell\u2019Europa meridionale non \u00e8 messa molto meglio, mentre Germania e Stati Uniti sembrano essere usciti dal momento peggiore, almeno se si guardano gli indicatori macroeconomici pi\u00f9 classici, come crescita e disoccupazione.<br \/>\nChe nascondono per\u00f2 alcune inquietanti verit\u00e0. Per esempio che il famoso top 1% si \u00e8 impossessato del 95% della crescita avvenuta in questi anni negli USA. O che, sempre negli Stati Uniti, la partecipazione al mercato del lavoro \u00e8 la pi\u00f9 bassa dal 1948, l\u2019anno in cui si cominciarono a registrare questi dati. E la produzione industriale, in tutti i paesi occidentali, \u00e8 ancora sotto il livello pre-crisi. Perch\u00e9? Perch\u00e9 mancano le opportunit\u00e0 di investimento.<br \/>\nCerto, lo shock finanziario ha colpito duro, ed ancora pi\u00f9 duro han colpito le politiche di austerity. Il problema, per\u00f2, \u00e8 di natura strutturale, non congiunturale. Si tratta di trend di lungo periodo del capitalismo, proprio quelli che, in primo luogo, hanno gettato le basi per il meltdown del 2007. La finanziarizzazione dell\u2019economia ha creato una enorme massa di capitale in eccesso in cerca di investimento che non era, per\u00f2, facile trovare. Il risultato \u00e8 stato la creazione di bolle su bolle, sempre pi\u00f9 grosse, sempre pi\u00f9 difficili da controllare. Fino a Lehman, appunto. Nulla per\u00f2 si \u00e8 fatto per curare questi problemi e lo stesso trend \u00e8 ricomparso quasi subito: una crescita esponenziale del mercato azionario americano, pure a fronte di bassi investimenti e bassa crescita; ed un aumento fortissimo dei prezzi delle case in Inghilterra, soprattutto a Londra. Insomma, nuovamente il capitale \u2013 presto riformatosi soprattutto grazie ai quantitative easing \u2013 gira il mondo e, non trovando investimenti produttivi, crea bolle speculative. I segni di una certa instabilit\u00e0 del sistema finanziario non mancano, anche JP Morgan ha messo in guardia i mercati denunciando un eccesso di liquidit\u00e0 superiore anche al periodo 2001-2006, gli anni che hanno portato alla bolla e alla crisi finanziaria.<br \/>\nQuello cui ci troviamo davanti \u00e8, in sintesi, una crisi di struttura. C\u2019\u00e8 una sovraccumulazione di capitale ed un eccesso di capacit\u00e0 produttive. Da una parte, l\u2019avanzamento tecnologico e la robotizzazione porta ad un eccesso di offerta rispetto alla domanda corrente. Dall\u2019altra, la stessa domanda \u00e8 costretta dalla crescente diseguaglianza che \u00e8 stato l\u2019altro trend dominante degli ultimi trent\u2019anni. Per un decennio abbondante, questo squilibrio \u00e8 stato nascosto proprio dalla leva finanziaria che, con i vari mutui subprime e l\u2019economia del debito, ha finanziato tanto gli investimenti profittevoli quanto il consumo. In realt\u00e0, la struttura economica attuale \u2013 e con l\u2019attuale livello di domanda \u2013 sembra portarci a quella che Larry Summers ha definito una stagnazione secolare, con pochissime opportunit\u00e0 di investimento, e dunque di crescita. Tant\u2019\u00e8 che \u00e8 stato calcolato che il livello di equilibrio dei tassi di interesse per garantire la piena occupazione sia negativo (-3%). Un trend che rischia di peggiorare con il progressivo re-orientamento dell\u2019economia cinese verso i servizi. Non \u00e8 una sorpresa quindi che la politica monetaria espansiva di questi anni abbia portato risultati assai modesti: in America, appunto, un rigonfiamento artificiale dei prezzi delle azioni \u2013 il rapporto prezzo\/guadagni che indica la presenza di un eccesso di esuberanza nei mercati \u00e8 gi\u00e0 a livello di rischio \u2013 in Europa una riduzione dei tassi di interesse sul debito pubblico.<br \/>\nAffidarsi al mercato, dunque, non potr\u00e0 portare a nessuna vera crescita non solo per i prossimi mesi o anni, ma addirittura per i prossimi decenni. L\u2019uscita dalla crisi pu\u00f2 avvenire solo attraverso l\u2019intervento pubblico. Da una parte, con politiche fiscali redistributive che possano incoraggiare la domanda interna. Dall\u2019altra, soprattutto, con la spesa pubblica. Tutto l\u2019Occidente, oggi, \u00e8 in disperato bisogno di interventi pubblici per ricalibrare il sistema economico in maniera sostenibile, verso una versione ecologicamente compatibile del capitalismo. Si tratta di una modernizzazione necessaria, tanto per ragioni sociali quanto per motivi economici. Un tipo di investimento infrastrutturale di lungo termini che, per sua stessa natura, difficilmente potrebbe vedere il mercato privato protagonista \u2013 mercato che per\u00f2, nel medio periodo, si gioverebbe sia della maggior crescita, sia della modernizzazione tecnologica.<br \/>\nIn Italia poi, e non solo in Italia, il bisogno di investimento pubblico sarebbe essenziale per sopperire la mancanza cronica di infrastrutture \u2013 dai trasporti locali ai porti alla messa in sicurezza del territorio. Si tratterebbe di una ritorno al passato nella maniera di intendere l\u2019economia pubblica. E soprattutto di una presa di coscienza che la struttura economia attuale non \u00e8 sostenibile.<\/p>\n<p>8 &#8211; \u00c8 NATO IL \u00abSIA\u00bb 120 milioni in tre anni contro la miseria.<br \/>\nNel maxiemendamento alla legge di stabilit\u00e0 \u00e8 inserito il \u00abreddito minimo di inserimento\u00bb. Lo ha annunciato ieri in aula al Senato il Vice-ministro all&#8217;Economia Stefano Fassina. Si tratta di un fondo di contrasto alla povert\u00e0 finanziato con il prelievo sulle pensioni d&#8217;oro (la soglia \u00e8 stata abbassata da 150 mila a 90 mila euro). Da questo paniere verr\u00e0 attinto un \u00abcontributo di solidariet\u00e0\u00bb per finanziare il Sostegno di inclusione sociale (Sia) con 40 milioni di euro all&#8217;anno per i prossimi tre. In attesa di un&#8217;integrazione del fondo, davvero esiguo, nel passaggio della legge di stabilit\u00e0 alla Camera, il governo ha annunciato la sperimentazione di questa misura \u00abin alcune grande aree metropolitane\u00bb. Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha espresso \u00abgrande soddisfazione, anche se abbiamo dovuto ridimensionare le nostre aspettative\u00bb.<br \/>\nIl ridimensionamento \u00e8 davvero rilevante e deluder\u00e0 gli interlocutori di Giovannini (la Caritas e le Acli) che si erano lamentati dell&#8217;importo risicato quando si parlava ancora di 400 milioni di euro per tre anni. I cattolici ne hanno chiesti 900 per finanziare il \u00abreddito di inclusione sociale\u00bb (Reis). Per finanziare il Sia il governo ha parlato di 7-8 miliardi di euro (all&#8217;anno). Considerate le ristrettezze del bilancio, la previsione era stata ristretta a 1,5 miliardi. Ora siamo a 120 milioni (su tre anni). Questi 120 milioni di euro dovranno essere spartiti tra 3 milioni di persone, e in particolare alle famiglie con un valore Isee pari o inferiore a 12 mila euro e reddito inferiore alla soglia di povert\u00e0 assoluta. Verranno erogati dall&#8217;Inps in base al calcolo sulla differenza tra il reddito a disposizione e i margini che contrassegnano l&#8217;indigenza totale. Nell&#8217;attuale formulazione, i poveri dovranno dimostrare allo Stato di essere buoni padri di famiglia che mandano i figli a scuola e si impegnano a cercare lavoro iscrivendosi alle liste di collocamento, notoriamente gli strumenti ideali per trovare un lavoro in Italia. Nella bozza elaborata prima della legge di stabilit\u00e0 si prevedevano misure ispirate a un workfare disciplinare che dal 2014 obbligher\u00e0 i Comuni &#8211; gli enti che coordineranno l&#8217;erogazione del sussidio &#8211; al controllo dei \u00abbuoni comportamenti\u00bb dei capofamiglia.<br \/>\nQuello finanziato, si fa per dire, ieri dal governo non \u00e8 un \u00abreddito di cittadinanza universale incondizionato\u00bb, come gi\u00e0 si espresse Giovannini il 18 settembre scorso. Non \u00e8 nemmeno il \u00abreddito minimo garantito\u00bb, destinato agli individui e non alle famiglie, di cui esistono ben tre proposte di legge (Sel, Pd e Movimento 5 Stelle) alla Camera. Il Sia \u00e8 una \u00abmisura nazionale contro la miseria\u00bb, cos\u00ec lo ha definito Cristiano Gori, membro della commissione ministeriale che ha elaborato la proposta.<\/p>\n<p>9 \u2013 PROPRIET\u00c0 PRIVATA PUBBLICHE SERVIT\u00d9 &#8211; Ugo Mattei<br \/>\nDalla gestione del territorio a quella dell&#8217;acqua i rapporti tra pubblico e privato sono sbilanciati a favore di quest&#8217;ultimo, anche grazie alla complicit\u00e0 degli amministratori locali. \u00abInvertire la rotta\u00bb sui beni comuni \u00e8 possibile. Napoli lo dimostra<br \/>\nBene ha fatto Tonino Perna a collocare la tragedia che ha colpito la Sardegna nel contesto ecologico di medio-lungo periodo divenuto sempre pi\u00f9 insostenibile e necessitante quindi di una inversione di rotta radicale. Poich\u00e9 il diritto \u00e8 l&#8217;istituzione attraverso la quale una collettivit\u00e0 prende le proprie decisioni, qualsiasi declamazione politica mostra la sua coerenza soltanto se mette mano al diritto dei beni (ossia dei rapporti che legano l&#8217;individuo al territorio e agli \u00abarredi del mondo\u00bb). In quest&#8217;ambito l&#8217;ipocrisia di Enrico Letta diventa davvero intollerabile, perch\u00e9 mentre recita il miserere, stanzia una cifra del tutto ridicola per il territorio Sardo (20 milioni di Euro, qualche decina di metri di Tav), si lascia andare a proclami irresponsabili sulla necessit\u00e0 della Torino-Lione (dispiacendosi per di pi\u00f9 che le sue forze del disordine impediscano con la violenza ogni manifestazione di dissenso e l&#8217;accesso a un bene comune come Piazza Farnese), e colloca in vendita alcuni interessi strategici del paese, mostrando nei fatti la sua rinuncia ai mezzi economici per esercitare qualunque tipo di sovranit\u00e0 territoriale.<br \/>\nProprio quest&#8217;ultima vicenda \u00e8 emblematica. Da molti anni ormai una parte importante della nostra cultura giuridica ed economica (il volume Invertire la la rotta esce per Il Mulino nel 2007) mostra l&#8217;insostenibilit\u00e0 dello sbilanciamento costituzionale che consente al governo in carica di privatizzare beni pubblici e comuni alienandoli e distruggendoli (vedi paesaggio in Val Susa) come se fossero di sua propriet\u00e0 privata, senza dover dimostrare la pubblica utilit\u00e0, e senza dover indennizzare il popolo sovrano che viceversa ne \u00e8 formalmente proprietario. Tale comportamento di vero e proprio saccheggio legalizzato dei beni appartenenti al popolo sovrano tradito (che si lamenta con l&#8217;astensione) non solo legittima ogni tipo di resistenza, ma mostra pure lo strumentario giuridico con cui esso viene realizzato, che essendo tecnico consente operazioni non agevolmente comprensibili.<br \/>\nInnanzitutto deve essere chiaro che la forma \u00absociet\u00e0 per azioni\u00bb facilita l&#8217;alienazione a fini di speculazione e dunque la mercificazione di brevissimo periodo di ogni interesse. Gli agognati 12 miliardi del pacchetto di privatizzazioni (ma voglio mettere agli atti che se ne realizzer\u00e0 molto meno della met\u00e0) proverranno da \u00absemplici\u00bb trasferimenti di pacchetti azionari di societ\u00e0 ad azionariato pubblico (Mef e Cdp), confermando che la privatizzazione della forma \u00e8 gi\u00e0 anche privatizzazione della sostanza. I tanti sindaci contro-riformisti che in questa forma vogliono continuare a gestire i servizi pubblici (acqua, trasporti, spazzatura) mentono quando sostengono che una Spa col 100% di azioni del Comune \u00e8 comunque un ente pubblico di gestione. Il profitto di breve periodo e la facile alienabilit\u00e0 delle azioni sono nel Dna della Spa, sicch\u00e9 la trasformazione formale \u00e8 inevitabilmente prodromica alla svendita di pacchetti azionari sufficienti al controllo in capo a interessi privati con vocazione \u00abestrattiva\u00bb.<br \/>\nOltre alla struttura societaria (antichissima), anche quella del demanio e del patrimonio indisponibile (a loro volta antiche) sono responsabili della situazione di mal governo del territorio e dei beni pubblici e comuni. In Italia le regole del demanio sono le stesse che aveva a disposizione l&#8217;amministrazione napoleonica. Esse producono un misto di burocratismo, formalismo ed arbitrio della Pubblica Amministrazione che spiega in gran parte l&#8217;impopolarit\u00e0 del settore pubblico percepito come incapace e corrotto. Infatti, sovente i funzionari degli \u00abuffici pubblici\u00bb leggono le norme giuridiche come se si trattasse di istruzioni per montare un boiler che bisogna seguire alla lettera per paura di possibili esplosioni. La paura degli occhiuti controlli della Corte dei Conti (a sua volta sovente portatrice di una cultura formalistica) accompagnata all&#8217;incapacit\u00e0 generale di interpretazioni del diritto \u00abcostituzionalmente orientate\u00bb (che pure sono doverose) rendono ben difficile misurarsi giuridicamente con la sfida epocale di cui parlava Perna.<br \/>\nInfine un ruolo drammatico nel formalizzare uno status quo insostenibile svolge la propriet\u00e0 privata. Anche qui le ragioni sono in parte legate agli sbilanciati rapporti fra pubblico e privato favorevoli a quest&#8217;ultimo, in parte alla resa prima di tutto culturale della dottrina giuridica e della giurisprudenza di fronte alle prepotenze neoliberiste che arrivano dalle Corti di Bruxelles e di Strasburgo (purtroppo anche NizzaLisbona non vanno nella direzione sperata da nostri autorevoli teorici dei diritti). La propriet\u00e0 privata oggi, sia essa in capo a persone fisiche che giuridiche, riceve una tutela assoluta ed indipendente dalla sua funzione sociale, che pur ancora vige nell&#8217;Art. 42 Costituzione. La sua natura \u00abestrattiva\u00bb e di rendita anche parassitaria \u00e8 fortemente accettata dal comune sentire. Per questo casi emblematici come il grattacielo sottratto a Macao dall&#8217;asse CancellieriLigresti o il Colorificio Liberato a Pisa dove si \u00e8 restaurata con la forza la propriet\u00e0 estrattiva contro quella generativa realizzata dal Municipio dei beni comuni non hanno ancora prodotto il moto di indignazione sperato.<br \/>\nIn questo quadro di complicit\u00e0 dei sindaci rispetto alla restaurazione neoliberista seguita al referendum del 2011 che appunto chiedeva di invertire la rotta, in attesa di vedere che cosa riuscir\u00e0 a fare Accorinti, sento il dovere di segnalare il lavoro contro-corrente di De Magistris. Eleganza mi induce ad accennare appena al completamento della della trasformazione di Abc (che mai pi\u00f9 potr\u00e0 esser venduta o data in pegno alle Banche), la sua eccellente condizione di sostenibilit\u00e0 economica attuale, e i passi significativi nel maggior coinvolgimento dei lavoratori e degli utenti nel governo dell&#8217;acqua bene comune. Il caso dell&#8217;acqua di Napoli resta unico in Italia, \u00e8 ammirato in tutta Europa ma quotidianamente si misura con la necessit\u00e0 di dare coraggiose letture costituzionalmente orientate alla fiumana di diritto contro-riformista che si abbatte contro questo unico esempio nazionale di cristallina coerenza con la volont\u00e0 del popolo espressa nel referendum.<br \/>\nLa giunta De Magistris sta per approvare altre due rivoluzionarie delibere, preparate dall&#8217;Osservatorio Permanente sui Beni Comuni gi\u00e0 istituito con sue delibere del giugno 2013 in attuazione dello Statuto Comunale di Napoli che contiene la definizione di beni comuni della Commissione Rodot\u00e0. L&#8217;osservatorio presieduto da Alberto Lucarelli e composto da autorevoli esponenti della cultura napoletana, propone il rientro di propriet\u00e0 tanto private quanto pubbliche attualmente abbandonate fra i beni comuni dei napoletani, con successivo loro governo istituzionale partecipato ed inclusivo come gi\u00e0 avviene tanto per l&#8217;ex Asilo Filangieri quanto per Abc. Le delibere sono assai ben fondata tanto in leggi ordinarie (in particolare Art 838 Codice Civile, 113 Tuel) lette in modo costituzionalmente orientato, quanto nella Costituzione (Artt. 3, 41,42, 43, 44) come era scontato fosse data l&#8217;autorevolezza dei giuristi dell&#8217; Osservatorio Permanente (Maddalena, Moccia, De Giovanni). Esse tracciano una procedura di riacquisizione ai beni comuni di propriet\u00e0 private che non rispettano la funzione sociale (l&#8217;esempio Pisano del Colorificio era ben presente ai redattori) e costituiscono quella vera rivoluzione culturale negli assetti proprietari che, se estesa a tutto il territorio nazionale, consentir\u00e0 davvero di \u00abinvertire la rotta\u00bb nel senso auspicato da Perna. Se a ci\u00f2 aggiungiamo il ruolo di promotore di una nuova Associazione nazionale fra i gestori pubblici di servizi di interesse generale denominata Federcommons assunto da Abc Napoli, ecco che la coraggiosa coerenza con la \u00abrivoluzione arancione\u00bb delle politiche poste in essere pur fra mille difficolt\u00e0 dalla giunta di Napoli fa vergogna a chi ha gi\u00e0 tradito quel sogno. Ed ecco spiegato il perch\u00e9 gruppi editoriali legati al partito contro-riformista, che ospitano abbondante pubblicit\u00e0 dell&#8217;acqua minerale insieme a pseudo-intellettuali di varia natura, attacchino oggi Napoli. Solo il capoluogo partenopeo sta dimostrando nei fatti che la rivoluzione dei beni comuni \u00e8 possibile. Copia Napoli e il saccheggio muore!<\/p>\n<p>10 &#8211;    C&#8217;\u00e8 la legge di stabilit\u00e0 ma manca la politica economica<br \/>\nFinalmente abbiamo la legge di stabilit\u00e0. Saranno in molti a sostenere che il percorso politico della nuova maggioranza si \u00e8 finalmente delineato. Adesso sar\u00e0 possibile adottare tutti i provvedimenti che permettono al paese di uscire dalle secche in cui si \u00e8 trovato in questi ultimi anni, e guidare la ripresa economica con tutti i provvedimenti necessari. Se da un punto di vista politico \u00e8 possibile sostenere la maggiore coerenza dell\u2019attuale maggioranza, la politica economica e pubblica che si manifesta con la \u201cnuova\u201d legge di stabilit\u00e0 \u00e8, forse, il vero manifesto della \u201cnuova\u201d politica economica.<\/p>\n<p>Proviamo a farci una domanda semplice: la politica economica del governo \u00e8 quella di sostenere\u2026\u2026.? Nessuno saprebbe dare una risposta univoca. Qualcuno risponderebbe il lavoro via cuneo fiscale; altri l\u2019edilizia via ecobonus; si potrebbe proseguire facendo riferimento alle infrastrutture e ai nuovi investimenti; se proprio si vuole esagerare possiamo considerare il nuovo fondo SIA, cio\u00e8 il sostegno all\u2019inclusione attiva. Si potrebbe anche declinare la nuova IUC (imposta unica comunale), in sostituzione della vecchia IMU. Se vogliamo esagerare possiamo considerare la possibilit\u00e0 per le banche e le assicurazioni di dedurre in 5 anni le predite legate alle sofferenze.<\/p>\n<p>L\u2019elenco potrebbe continuare per molte altre voci, ma il senso dell\u2019elenco \u00e8 quello di denunciare l\u2019assenza di una politica economica di qualsiasi colore. Inoltre, le principali misure di politica economica, quelle che metteranno realmente le mani nelle nostre tasche e nelle tasche dello stato, sono annunciate senza che si possa discutere della loro utilit\u00e0. Al massimo \u00e8 concesso il vincolo \u201cpolitico\u201d, quello legislativo \u00e8 chiedere troppo, di destinare i risparmi della spending review alla riduzione del cuneo fiscale. Al netto dell\u2019effetto marginale del provvedimento in essere, \u00e8 necessario conoscere che il fisco interviene sempre a margine dei redditi pattuiti nel mercato, realizzando, quindi, una distribuzione marginale dello stesso reddito. Chiedere al fisco di risolvere i problemi di crescita, distribuzione di reddito e produttivit\u00e0, per non parlare di nuovo lavoro, \u00e8 la pi\u00f9 grande menzogna di questi ultimi 20 anni, ma comoda per dissipare il vasto patrimonio di conoscenze che potrebbero facilitare l\u2019uscita dalla crisi, senza essere per forza keynesiani.<\/p>\n<p>La legge di stabilit\u00e0 \u00e8 la manifestazione plastica della politica italiana: tutti hanno ragione; tutti devono trovare una risposta pi\u00f9 o meno plausibile. Nominalmente tutti possono essere riconosciuti, ma la politica economica \u00e8 qualcosa di pi\u00f9. L\u2019andazzo non \u00e8 accettabile. Tutti parlano della pi\u00f9 grave crisi del capitalismo. Alcuni si spingono a dire che questa crisi \u00e8 molto peggiore di quella del ventinove, ma la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 stringente: la crisi economica partita nel 2007 per alcuni paesi si \u00e8 declinata in minore crescita, per altri in stagnazione, per altri ancora in recessione, per i pi\u00f9 sfortunati in depressione. L\u2019Italia \u00e8 l\u2019unico paese europeo, al netto della povera Grecia, che ha vissuto una depressione nel vero senso della parola. 175 mld di euro di minore crescita dell\u2019Italia rispetto alla media europea nel corso di questi ultimi 10 anni, 6 milioni di persone senza lavoro, una riduzione del reddito procapite del 17%, secondo solo a quello della Grecia (meno 14%), potevano suggerire almeno la scelta di chi e di che cosa privilegiare. La politica dovrebbe occuparsi del cosa e del come progettare il futuro. L\u2019attuale governo gestisce male il presente, mentre il futuro \u00e8 nelle mani del destino. Ma come possiamo lasciare al destino 6 milioni di persone senza lavoro? Come possiamo rinunciare a creare tanto lavoro quanto se ne perde? Come possiamo guardare al futuro se ai giovani neolaureati non offriamo un lavoro coerente con la loro formazione?<br \/>\nForse un senso nella legge di stabilit\u00e0 e nella nuova maggioranza c\u2019\u00e8, ed \u00e8 nella parodia di Briatore e di Renzi fatta da Crozza suggerita da Nicol\u00f2. Non che gli altri siano meglio o peggio, ma sono la fotografia della classe dirigente che rigenera, nei migliori dei casi, se stessa.<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE .<br \/>\nSui siti internet  www.emigrazione-notizie.org   e www.cambiailmondo.org   \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. Per maggiori informazioni, contattateci a  emigrazione.notizie@email.it  , oppure visitate la sezione PUBBLICIT\u00c0 di  www.cambiailmodo.org   &#8211; email  cambiailmondo2012@gmail.com<br \/>\nFILEF &#8211; Via di Porta Tiburtina, 36 &#8211; 00185 ROMA (Italy) &#8211; Tel.+39-06-484994<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20131129 15:56:00 guglielmoz 1.Stabilit\u00e0. Quale reddito minimo? \u00c8 solo Social card. 2.Legge di Stabilit\u00e0, via un altro pezzo di sanit\u00e0 pubblica: la denuncia della Cgil-Fp. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11608\" title=\"10945 C&#8217;\u00e8 la legge di stabilit\u00e0 ma manca la politica economica. 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