{"id":11598,"date":"2017-04-15T19:06:02","date_gmt":"2017-04-15T17:06:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10935-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-23-novembre-2013\/"},"modified":"2017-04-15T19:06:02","modified_gmt":"2017-04-15T17:06:02","slug":"10935-notizie-dallitalia-e-dal-mondo-23-novembre-2013","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11598","title":{"rendered":"10935 Notizie dall\u2019ITALIA e dal  MONDO 23 novembre 2013"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20131122 21:25:00 guglielmoz<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nOLBIA \/ Quando avvengono tragedie come quella che stanno vivendo gli abitanti della Sardegna, i social network (Facebook e Twitter in primis) indossano gli abiti di servizi d\u2019informazione e comunicazione utili alla cittadinanza e a promuovere iniziative di solidariet\u00e0.<br \/>\nBruxelles. PUNISCE L&#8217;ITALIA E SI RIPRENDE TRE MILIARDI \/ Doccia gelata \u00e8 dire poco. Mentre a Roma il governo e la maggioranza non hanno ancora finito di litigare per trovare l&#8217;accordo sulle modifiche alla legge di stabilit\u00e0, a Bruxelles tirano le somme e la bocciatura \u00e8 pressoch\u00e9 totale<br \/>\nRoma &#8211; IL 42% DI ITALIANI TAGLIA SU ACQUISTO PANE. AL MINIMO STORICO<br \/>\nRoma &#8211; I volti degli emigranti in mostra al vittoriano \/  fino al  24 novembre prossimo, a roma, presso il complesso del vittoriano, verr\u00e0 allestita la mostra \u201cthe dream\u201d dell\u2019artista Meo Carbone.<br \/>\nEUROPA &#8211; se l&#8217;antibiotico invece di guarire \u00e8 responsabile di 25mila decessi in Europa<br \/>\nAFRICA &#038; MEDIO ORIENTE \u2013 Qatar Amnesty: per mondiali di calcio abusi e sfruttamento dei lavoratori migranti . Pessime notizie riguardanti i lavoratori migranti in Qatar<br \/>\nASIA &#038; PACIFICO  &#8211; Filippine, arrivano le cliniche mobili di Save the children \u2013 DOVE VA LA CINA\/ Il Terzo Plenum del XVIII Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese \u00e8 stato ampiamente ripreso dai giornali<br \/>\nAMERICA CENTRO MERIDIONALE \u2013 BOLIVIA \/ CHAYANTA \/ vivere a  Chayanta (a nord di potos\u00ed), uno dei nove dipartimenti della Bolivia, non \u00e8 affatto facile!<br \/>\nSANTIAGO  &#8211; BACHELET vince il primo turno. CAMILA VALLEJO E KAROL CARIOLA in parlamento \/ Camila Vallejo \u00e8 stata eletta al Congresso alle elezioni legislative cilene. La giovanissima leader degli STUDENTI CILENI, che nel 2011 divenne il volto della protesta studentesca cilena, \u00e8 stata eletta assieme ad atri tre esponenti del movimento.<br \/>\nAMERICA SETTENTRIONALE &#8211; CONDANNATO A 10 ANNI DI CARCERE JEREMY HAMMOND, HACKER CHE HA SVELATO SCOMODE VERIT\u00c0 \/ Perch\u00e9 gli Stati Uniti stanno condannando al carcere alcuni dei loro giovani pi\u00f9 brillanti?<\/p>\n<p>ITALIA<br \/>\nOLBIA<br \/>\nQuando avvengono tragedie come quella che stanno vivendo gli abitanti della Sardegna, i social network (Facebook e Twitter in primis) indossano gli abiti di servizi d\u2019informazione e comunicazione utili alla cittadinanza e a promuovere iniziative di solidariet\u00e0. E, paradossalmente, riescono ad operare meglio di chi lo fa per mestiere ma si ostina a non utilizzare gli strumenti offerti dalla rete, capaci in potenza di raggiungere migliaia di persone nel giro di pochissimo tempo. Il riferimento \u00e8 alla Protezione Civile Nazionale, assente sia da Facebook che da Twitter (al contrario di quanto avviene, ad esempio, negli Stati Uniti d\u2019America con la Federal Emergency Management Agency). Tutto ci\u00f2 nonostante neanche due giorni fa ci sia stata una giornata di studio a Roma proprio sul rapporto tra la Protezione Civile e i social media (qui il nostro articolo). Per essere precisi, su Facebook \u2013 oltre quella creata automaticamente dal social \u2013 ne esiste una con oltre 35mila iscritti, non aggiornata dal 5 gennaio del 2009 ma assai probabilmente creata da un \u201csemplice\u201d volontario. Su Twitter, poi, esistono solo profili territoriali; ne manca uno di coordinamento e informazione nazionale. Una scelta voluta dalla Protezione Civile, come confermato dalle parole di Titti Postiglione, Responsabile Ufficio Volontariato, Formazione e Comunicazione: \u00abNon vogliamo che sia il Dipartimento ad essere il gestore della comunicazione sui social media \u2013 ha affermato \u2013 non andrebbe bene per il nostro sistema di protezione civile, che \u00e8 basato su competenze di carattere locale e territoriale: dobbiamo piuttosto costruire una rete e continuare a svolgere un ruolo di coordinamento\u00bb. Per fortuna, per\u00f2, che ci sono gli utenti \u201cnormali\u201d, capaci di inviare in tempo reale notizie e appelli dalle zone colpite dal ciclone Penelope. Sono ben tre, infatti, gli hashtag che fanno parte delle tendenze di oggi su Twitter: #FORZASARDEGNA, #ALLERTAMETEOSAR E #Cagliari. Lo stessi si pu\u00f2 dire per Facebook, dove le altre parole pi\u00f9 utilizzate sono anche #olbia e #uras. Tante, inoltre, le pagine creata sul social media di Zuckerberg, come Help Sardynia e Sardegna devastata dal ciclone..<\/p>\n<p>COLDIRETTI<br \/>\nIL 42% DI ITALIANI TAGLIA SU ACQUISTO PANE. AL MINIMO STORICO \/ Con la crisi gli italiani non mangiano pi\u00f9: il 42% ha infatti ridotto la quantit\u00e0 acquistata di pane. Questo \u00e8 quanto emerge da un&#8217;analisi della Coldiretti. IL 37% DEGLI ITALIANI SI RECA TUTTI I GIORNI DAL FORNAIO PER ASSICURARSI IL PANE ARTIGIANALE, MENTRE IL 16 VI SI RECA UNA VOLTA OGNI DUE GIORNI, IL 22% DUE VOLTE ALLA SETTIMANA E L&#8217;11 APPENA UNA VOLTA ALLA SETTIMANA.<br \/>\n&quot;Complessivamente la spesa familiare per pane, grissini e cracker in Italia ammonta a quasi 8 miliardi di euro all&#8217;anno. Le famiglie italiane &#8211; spiega la Coldiretti &#8211; hanno speso in media 30,15 euro al mese per acquistare il bene alimentare piu&#8217; prezioso, che e&#8217; pari ad<br \/>\nappena il 6,4 per cento della spesa alimentare familiare risultata di circa 468 euro al mese&quot;.<br \/>\nL&#8217;associazione degli agricoltori inoltre sottolinea che &quot;piu&#8217; di quattro italiani su dieci (42 per cento) nel 2013 hanno mangiato il pane avanzato dal giorno prima e appena il 2 per cento butta il pane superfluo&quot;.<br \/>\nSono diverse le tecniche utilizzate per evitare un vero sacrilegio, con il 44% degli italiani che il pane lo surgela, il 43% lo grattugia il 22% invece lo fa mangiare agli animali.<br \/>\nE&#8217; NEL 5% DELLE FAMIGLIE CHE IL PANE NON AVANZA MAI.<br \/>\n&quot;Sono ben il 24 per cento gli italiani che &#8211; conclude la Coldiretti &#8211; utilizzano il pane raffermo per la preparazione di particolari ricette che vengono spesso dalla tradizione contadina<\/p>\n<p>ROMA\/BRUXELLES<br \/>\nBruxelles. PUNISCE L&#8217;ITALIA E SI RIPRENDE TRE MILIARDI \/ Doccia gelata \u00e8 dire poco. Mentre a Roma il governo e la maggioranza non hanno ancora finito di litigare per trovare l&#8217;accordo sulle modifiche alla legge di stabilit\u00e0, a Bruxelles tirano le somme e la bocciatura \u00e8 pressoch\u00e9 totale. Debito troppo elevato, \u00e8 la diagnosi e dunque l&#8217;Italia non avr\u00e0 i tre miliardi di maggiore spesa previsti dalla cosiddetta \u00abclausola di investimento\u00bb, quella attraverso la quale l\u2019Europa &quot;premia&quot; i paesi virtuosi concedendo loro un allentamento nella gestione dei propri conti. Dunque spariscono in un sol colpo tre miliardi di euro, che il governo dava per scontati e che fatalmente manderanno all&#8217;aria la manovra economica, sia quella gi\u00e0 fatta sia quella su cui i partiti stanno trattando.<br \/>\nLa motivazione \u00e8 semplice: \u00abSiamo arrivati alla conclusione che non si possa profittare di questo vantaggio &#8211; avverte Bruxelles &#8211; perch\u00e9, sulla base delle previsioni economiche dell\u2019autunno 2013, non sar\u00e0 ottenuto l\u2019aggiustamento minimo strutturale richiesto per portare il rapporto fra debito e pil su un cammino di sufficiente riduzione\u00bb. Una smentita clamorosa delle rosee previsioni di &quot;Mister palle d&#8217;acciaio&quot;, secondo il quale \u00abla ripresa \u00e8 a portata di mano\u00bb, per dire che i sacrifici sono finiti. Come si vede, i sacrifici non sono affatto finiti, perch\u00e9 senza quei tre miliardi serviranno altri tagli e altre tasse per restare dentro i parametri europei; la recessione continuer\u00e0; il pil continuer\u00e0 a calare; la disoccupazione continuer\u00e0 a salire (si vedano i dati sui fallimenti).<br \/>\nSECONDO LE STIME UE, IL DEBITO VALE IL 133% DEL PIL QUEST\u2019ANNO E SALIR\u00c0 AL 134 L\u2019ANNO PROSSIMO. Dunque nessun miglioramento, tanto pi\u00f9 che \u00abc\u2019\u00e8 il rischio che la legge di Stabilit\u00e0 (italiana) per il 2014 non sia in regola con il Patto di Stabilit\u00e0; in particolare l\u2019obiettivo di riduzione del debito per il 2014 non \u00e8 rispettato\u00bb, sottolinea senza tanti giri di parole una nota appena diffusa. La legge di Stabilit\u00e0, anzi, \u00abdimostra limitati progressi per quanto concerne la parte strutturale delle raccomandazioni di bilancio emesse dal Consiglio nell\u2019ambito del semestre europeo\u00bb. Per questo, \u00abla Commissione invita le autorit\u00e0 a prendere le necessarie misure all\u2019interno del processo di gestione di bilancio per assicurarsi che i conti del 2014 siano pienamente in linea col Patto di Stabilit\u00e0 europeo e, in particolare, che si sia in grado di affrontare i rischi identificati in questo rapporto\u00bb. Sia nei documenti dello staff europeo che in quelli finali della Commissione, emerge che la preoccupazione maggiore \u00e8 legata alla scarsa crescita, con il Pil in progressione solamente dello 0,7% l&#8217;anno prossimo, contro l&#8217;1,1% previsto dalla Stabilit\u00e0. Peccato che questo sia esattamente il risultato delle politiche di austerit\u00e0 imposte proprio dall&#8217;Europa. Un bel (si fa per dire) paradosso.<br \/>\nOvviamente all&#8217;Europa a trazione tedesca non frega nulla se per restare dentro i parametri-capestro sar\u00e0 necessario stritolare ancora di pi\u00f9 la vita di persone in carne e ossa. Al governo invece dovrebbe; e forse sarebbe ora di ribellarsi a questo ricatto non pi\u00f9 sostenibile. Ma di sicuro Letta, che \u00e8 membro del Gruppo Bilderberg (il &quot;club&quot; di potenti dove vengono messe a punto queste &quot;strategie&quot;), non ci pensa neppure. Si adeguer\u00e0 alle raccomandazioni Ue per la politica economica e di bilancio, costi quel che costi. Un bel guaio per il governo Alfetta, che ora avr\u00e0 ancora pi\u00f9 difficolt\u00e0 di prima a trovare le coperture necessarie a mantenere le promesse (in primisi quella sull&#8217;abolizione della tassa sulla casa, pretesa dal Pdl).<br \/>\nLa reazione del ministro arriva presto ma difficilmente convincer\u00e0 Bruxelles, anche perch\u00e9 ripete cose gi\u00e0 dette. Minimizza, Saccomanni, sostenendo che \u00abnon c&#8217;\u00e8 bocciatura\u00bb, perch\u00e9 la valutazione dell&#8217;Europa \u00abdiscende da una stima di crescita del prodotto che, come \u00e8 noto, non coincide con quella del Governo italiano e comporta implicazioni per le proiezioni di finanza pubblica. Va poi sottolineato che la crescita del debito in rapporto al Pil \u00e8 la risultante della recessione che si \u00e8 protratta fino al 2013 e del pagamento dei debiti commerciali delle pubbliche amministrazioni (quasi 50 miliardi di euro in 12 mesi tra il 2013 e il 2014), operazione concordata con la Commissione europea. Anche il sostegno finanziario ai Paesi dell&#8217;area dell&#8217;Euro in difficolt\u00e0 ha contribuito alla dinamica del debito\u00bb. Inoltre, la Commissione \u00abnon tiene conto di importanti provvedimenti annunciati dal Governo, anche se non formalmente inseriti nella Legge di stabilit\u00e0, e gi\u00e0 in fase di attuazione. Provvedimenti che da un lato rappresentano uno stimolo all&#8217;economia, dall&#8217;altro saranno in grado di produrre gettito e risparmi di spesa aggiuntivi che il governo intende utilizzare per ridurre ulteriormente il disavanzo e il debito del 2014, oltre che per alleggerire la pressione fiscale sulle famiglie e sulle imprese. Al riguardo possono essere ricordati interventi come la spending review, la riforma del sistema fiscale attraverso la delega che il Parlamento sta ormai per varare, il programma di privatizzazioni, il rientro dei capitali illecitamente detenuti all&#8217;estero, la rivalutazione delle quote del capitale della Banca d&#8217;Italia. Queste misure rafforzano il carattere innovativo della Legge di stabilit\u00e0 2014 che, per la prima volta dopo diversi anni, avvia un percorso di riduzione della tassazione\u00bb. Si arrampica sugli specchi Saccomanni, perch\u00e9 difficilmente i guardiani dei conti di Bruxelles si lasciano abbindolare dalle promesse del governo (sulla spending review, poi, dove hanno fallito tutti finora&#8230;). Per di pi\u00f9 si tratta delle stesse cose che il ministro ha sostenuto quando ha contestato le stime dell&#8217;Istat qualche giorno fa: a quanto pare sbagliano tutti.<br \/>\nROMA<br \/>\nCRISI, IN 9 MESI QUASI 10.000 FALLIMENTI \/ Secondo i dati del Cerved resi noti dall\u2019agenzia Ansa, da gennaio a settembre 2013 i fallimenti di aziende hanno raggiunto quasi i 10mila, 9.902 per la precisione. Hanno registrato un aumento del 12% e questo rispetto allo stesso periodo del 2012 e una crescita del 9% nel solo terzo trimestre.<br \/>\nIL CERVED PARLA DI FALLIMENTI E LO FA AL LIVELLO \u201cMASSIMO OSSERVATO DA PI\u00d9 DI UN DECENNIO\u201d PROPRIO NEL PERIODO DA GENNAIO A SETTEMBRE. &quot;Un incremento che riguarda tutte le forme giuridiche d\u2019impresa, con tassi di crescita a due cifre: +12% per le societ\u00e0 di capitale, +10% per le societ\u00e0 di persone e +11% per le altre forme. Le pi\u00f9 colpite sono le industrie dei servizi, con un aumento dei fallimenti del 14%, seguite da quelle manifatturiere con il +11%, un andamento che inverte quello positivo del 2012.In Lombardia si registra il numero assoluto maggiore di fallimenti: 2.250 nei primi nove mesi del 2013, con un aumento del 13%. La percentuale peggiore si ha per\u00f2 in Emilia Romagna e Veneto, con un +19% per entrambe le Regioni, seguite dal Lazio, con il +15%. Diminuiscono invece i fallimenti in Umbria, -18%, e in Liguria, -11%.Le liquidazioni volontarie, invece, sono state sopra le 50mila, nei primi nove mesi del 2013, in crescita del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2012. Anche in questo caso, come per i fallimenti, si tratta di una cifra record. Secondo gli analisti, le liquidazioni volontarie sono dovute non solo alla crisi economica ma anche alle nuove leggi che a finiscono con il favorire chi chiude la propria azienda per non pagare i creditori. Crescono infatti ben del 75% le chiusure di societ\u00e0 societ\u00e0 che non hanno depositato alcun bilancio nell\u2019ultimo triennio.&quot;<br \/>\nMESTRE<br \/>\nLA BEFFA DELLE TREDICESIME 2013, QUASI TUTTE PER FISCO E DEBITI. IL CALCOLO DELLA CGIA \/ Le tredicesime quest&#8217;anno rimarranno sostanzialmente invariate rispetto all&#8217;anno scorso e per i dipendenti di piccole imprese sarebbero addirittura a rischio. E&#8217; la previsione della Cgia di Mestre che stima una platea di 33 milioni di italiani, tra pensionati e lavoratori dipendenti, destinatari di tredicesime. La cifra complessiva che finira&#8217; nelle loro tasche si aggira attorno ai 37 miliardi di euro.<br \/>\nUn operaio specializzato con un reddito lordo annuo di poco superiore ai 21.000 euro (pari ad uno stipendio mensile di 1.255 euro) &#8211; calcola l&#8217;associazione degli artigiani &#8211; ricever\u00e0 una tredicesima piu&#8217; &#8216;pesante&#8217; di appena un euro rispetto a quella dell&#8217;anno scorso.<br \/>\nUn impiegato con un reddito lordo annuo di oltre 25.600 euro (pari ad una busta paga netta di 1.419 euro) avr\u00e0 2 euro in piu&#8217; nella tredicesima di quest&#8217;anno. Infine, un capo ufficio con un reddito lordo annuo di quasi 50.000 euro (che corrisponde ad uno stipendio mensile netto di 2.545 euro) non beneficer\u00e0 di alcun aumento. &quot;Non siamo in grado di dimensionare l\u2019entit\u00e0 del fenomeno. Tuttavia, abbiamo la percezione che molti imprenditori potrebbero trovarsi in difficolt\u00e0 nel pagare le tredicesime &#8211; sottolinea il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi &#8211; da sempre il mese di dicembre presenta una elevata concentrazione di scadenze fiscali e contributive. Detto ci\u00f2, e&#8217; possibile, considerata la scarsa liquidita&#8217; a disposizione, che molti decidano di onorare gli impegni con il fisco e di posticipare il pagamento della tredicesima, o di una parte di essa, mettendo in difficolt\u00e0, loro malgrado, le famiglie dei propri dipendenti&quot;.  &quot;Nei primi nove mesi di quest&#8217;anno &#8211; fa notare il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi &#8211; l&#8217;inflazione e gli adeguamenti retributivi dei lavoratori dipendenti sono aumentati in egual misura: se il costo della vita e&#8217; cresciuto dell&#8217;1,3 per cento, l&#8217;indice di rivalutazione contrattuale Istat e&#8217; salito dell&#8217;1,4 per cento. Pertanto, rispetto allo stesso periodo del 2012, il potere d&#8217;acquisto dei lavoratori e&#8217; rimasto pressoch\u00e9&#8217; invariato&quot;. Secondo la stima della Cgia, l&#8217;importo delle tredicesime dovrebbe essere pari a 37 miliardi di euro. Questa somma, spiega Bortolussi, &quot;garantir\u00e0 alle casse dell&#8217;Erario un gettito di oltre 9,5 miliardi di euro. L&#8217;auspicio e&#8217; che una buona parte di questi 37 miliardi vengano spesi per rilanciare i consumi interni. Mai come in questo momento gli artigiani e i commercianti hanno bisogno di veder ripartire la domanda interna. Senza nessuna inversione di tendenza, anche questo Natale rischia di essere all&#8217;insegna del rigore, con ripercussioni molto negative sui bilanci dei lavoratori autonomi. Ricordo che per molte attivita&#8217; le vendite nel periodo natalizio incidono fino al 30\/40 per cento del fatturato annuale&quot;. La platea dei 33 milioni rappresenta un dato puramente indicativo, in quanto lo stock complessivo dei pensionati, pari a poco piu&#8217; di 16 milioni, fotografa la situazione al 31 dicembre 2011 (ultimo dato disponibile), mentre il numero dei lavoratori dipendenti, che sfiora ormai i 17 milioni, e&#8217; riferito alla media dei primi sei mesi di quest&#8217;anno.<br \/>\nROMA<br \/>\nI VOLTI DEGLI EMIGRANTI IN MOSTRA AL VITTORIANO \/  FINO AL  24 NOVEMBRE PROSSIMO, A ROMA, PRESSO IL COMPLESSO DEL VITTORIANO, VERR\u00c0 ALLESTITA LA MOSTRA \u201cTHE DREAM\u201d DELL\u2019ARTISTA MEO CARBONE. In esposizione, una serie di opere che, utilizzando documenti, immagini, fotografie, cercano di tenere viva la memoria storica dell\u2019emigrazione italiana negli Stati Uniti. Per le sue opere, Meo Carbone, infatti, parte da alcune fotografie d\u2019epoca che ritraggono persone, famiglie con bambini, al loro arrivo nei porti e nelle grandi metropoli statunitensi. Elabora quindi un procedimento di astrazione dell\u2019ambientazione: da un ingrandimento fotografico, con l\u2019aerografo su cartone stempera l\u2019iperrealismo fotografico, incentrandosi sulle forme e i volumi in negativo. Sovrappone immagini creando delle composizioni surreali nelle quali evoca l\u2019effetto estetico delle insegne pubblicitarie con il leit motiv di grattacieli, status symbol delle metropoli americane, tra i quali dispone le figure degli emigrati pi\u00f9 o meno sconosciuti. Alcune opere ricordano i montaggi futuristi, e anche le scritte che appaiono occasionalmente rievocano il clima culturale del tempo, riportandoci a quei tempi grigi. I colori sono cupi, predomina lo sfondo nero, sbalzi di luce illuminano in maniera drammatica la narrazione della composizione. Centinaia di volti di lavoratori, operai, minatori, ragazzini e donne che si moltiplicano sulla superficie del dipinto, diventano l\u2019eco della nostra memoria visiva. Le composizioni assurgono a valore di immaginario collettivo e di ricordo; l\u2019enfasi della ripetizione, oltre a sottolineare l\u2019intensit\u00e0 e la fiumana di individui che si sono riversi in America, impone al fruitore una riflessione sulla dimenticanza. Da qui il titolo di questa serie di opere, \u201cThe Dream\u201d&#8230; per non dimenticare. Alla serie appartiene un omaggio molto commuovente in onore di \u201cSacco e Vanzetti\u201d, simbolo delle ingustizone e delle prevenzioni nei confronti degli Italiani.<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nEU<br \/>\nSE L&#8217;ANTIBIOTICO INVECE DI GUARIRE \u00c8 RESPONSABILE DI 25MILA DECESSI IN EUROPA \/ La resistenza agli antibiotici e&#8217; responsabile di oltre 25mila decessi l&#8217;anno in Europa: decessi evitabili che comportano costi supplementari per la sanita&#8217; e il lavoro per almeno 1,5 miliardi di euro. La fotografia in chiaro e scuro delle conseguenze del consumo sproporzionato che e&#8217; stato fatto negli anni degli antibiotici in Europa, ma il problema e&#8217; mondiale, e&#8217; stato illustrato ieri a Bruxelles dal commissario europeo alla salute Tonio Borg, dalla collega alla ricerca Maire Geoghegan-Quinn, e dal direttore del Centro di prevenzione e controllo delle malattie, Marc Sprenger. Piu&#8217; in particolare, un recente sondaggio Eurobarometro sulla resistenza antimicrobica, rivela che il 35% dei cittadini Ue e il 36% dei cittadini italiani ha consumato antibiotici negli ultimi 12 mesi: ma solo il 22% degli europei e il 14% degli italiani hanno dimostrato di essere davvero informati sull&#8217;argomento. Resta invece &quot;molto inquietante&quot;, che il tasso di resistenza agli antibiotici in Italia &#8211; ma anche in Spagna, Portogallo, Grecia e Bulgaria &#8211; sia aumentato tra il 2009 e il 2012: infatti, oltre il 5% dei casi di infezioni polmonari sono resistenti anche agli antibiotici carbapenemi, utilizzati solo a livello ospedaliero come ultima linea di difesa<\/p>\n<p>RUSSIA<br \/>\nMOSCA<br \/>\nPER L&#8217;OMICIDIO DI ANNA POLITKOVSKAJA AZZERATO IL PROCESSO. FORFAIT DI TRE GIURATI POPOLARI \/ Dopo sette anni dalla morte di Anna Politkovskaja, uccisa il 7 ottobre 2006, il processo avviato contro i cinque accusati della sua morte sar\u00e0 da riprendere da capo.<br \/>\nA determinarlo il forfait dei tre giurati popolari, invalidando cos\u00ec di fatto il processo.<br \/>\nSar\u00e0 azzerato tutto e sar\u00e0 nominata una nuova giuria popolare. Le cause dei tre forfait sono per motivi di salute o di lavoro. Questa oggi \u00e8 la versione ufficiale, bench\u00e9 sia probabile che abbiamo ricevuto pressioni esterne.<br \/>\nDietro le sbarre ci sono i fratelli ceceni Rustam, Ibragim e Dzhabrail Makhmudov, lo zio Lom-Ali Gaitukayev e anche l\u2019ex dirigente della polizia moscovita Serghiei Khadzhikurbanov.<br \/>\nMentre Rustam latitava, gli altri due fratelli con il poliziotto erano stati assolti per insufficienza di prove, poi c\u2019\u00e8 stato l\u2019arresto del terzo fratello e lo zio, chiamato in causa come teste, \u00e8 stato incriminato. In un secondo momento la Corte Suprema ha accolto il ricorso della famiglia della giornalista ed \u00e8 stato imbastito un nuovo processo. &quot;PER LA MORTE DELLA POLITKOVSKAJA, AI CUI FUNERALI ERA PRESENTE \u2013 UNICO LEADER POLITICO ITALIANO \u2013 MARCO PANNELLA, SINORA \u00c8 STATA COMMINATA UNA SOLA CONDANNA, PER FAVOREGGIAMENTO AGGRAVATO, ALL\u2019EX POLIZIOTTO DMITRI PAVLIUCHENKOV, CHE STA SCONTANDO UNDICI ANNI DI CARCERE PER AVER PARTECIPATO ALL\u2019ORGANIZZAZIONE DEL DELITTO, FORNENDO ANCHE LE ARMI AI SICARI. UNA NUOVA GIURIA POPOLARE SAR\u00c0 NOMINATA IL 14 GENNAIO PROSSIMO&quot;.<br \/>\nRUSSIA<br \/>\nUn Boeing 737 della Tatarstan Airlines proveniente da Mosca si \u00e8 schiantato all&#8217;aeroporto di Kazan in fase di atterraggio. Nell&#8217;incidente sono morte 50 persone.<br \/>\nA Cristian D&#8217;Alessandro e ad altri dieci attivisti di Greenpeace arrestati il 19 settembre \u00e8 stata concessa la libert\u00e0 su cauzione in vista del processo.<\/p>\n<p>KOSOVO<br \/>\nRITORNO AL VOTO \/ Il 17 novembre gli abitanti della zona nord di Mitrovica, in larga maggioranza serbi, sono tornati alle urne per le elezioni municipali. Come racconta il quotidiano di lingua albanese Koha Ditore, hanno votato 5.231 persone e non ci sono stati incidenti. Il 3 novembre le elezioni &#8211; considerate una tappa fondamentale nella normalizzazione dei rapporti tra Belgrado e Pristina -erano state sospese in alcune zone del nord del Kosovo a maggioranza serba per le violenze di alcuni estremisti, mentre nel resto del paese non c&#8217;erano stati inconvenienti.<br \/>\nKOSSOVO<br \/>\nDopo 106 stati membri dell&#8217;Onu, oggi anche il principale stato &quot;virtuale&quot; del mondo, il social network Facebook, ha riconosciuto il Kosovo, lo stato che si \u00e8 autoproclamato indipendente dalla Serbia nel 2008. Ad annunciarlo \u00e8 stato il ministro per l&#8217;Integrazione Ue Vlora Citaku e lo ha fatto attraverso&#8230; Twitter. &quot;Facebook riconosce il Kosovo come uno stato&quot;, ha scritto su Twitter il ministro. Poi il primo ministro Hashim Thaci, in un comunicato, ha riferito di essere stato &quot;informato luned\u00ec dai manager di Facebook dell&#8217;inclusione del Kosovo nel social network globale&quot;. Finora i kosovari che volevano creare un profilo Facebbok dovevano registrarsi come cittadini della Serbia ed era solo data la possibilit\u00e0 di inserire la citt\u00e0 kosovare di residenza<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nIN ARRIVO UNA LEGGE PER IMBAVAGLIARE GLI INDIGNADOS \/ Il governo conservatore del Partido popular teme il dissenso e porter\u00e0 in parlamento una proposta di legge studiata per mettere il bavaglio alle proteste, che in Spagna si susseguono sempre pi\u00f9 numerose.<br \/>\nNell&#8217;ultimo anno, infatti, non solo indignados, ma anche medici, studenti, professori e lavoratori della pubblica amministrazione sono scesi ripetutamente nelle piazze del paese per dire no alle politiche di austerit\u00e0 che il governo sta applicando in tutti i settori. Una tendenza che, per\u00f2, potrebbe cambiare drasticamente. Se il pacchetto di norme \u00abper la sicurezza cittadina\u00bb firmato dal ministro degli Interni Jorge Fern\u00e1ndez D\u00edaz dovesse passare (com&#8217;\u00e8 probabile), partecipare a una manifestazione potrebbe, infatti, costare molto caro: da 30mila a 600mila euro, nel caso, ad esempio, di una protesta non autorizzatane i pressi di un edificio istituzionale.<br \/>\nUna misura, questa, disegnata ad hoc, per impedire che si ripetano le manifestazioni che l&#8217;anno scorso, in pi\u00f9 occasioni, hanno radunato alle porte del parlamento migliaia di cittadini.<br \/>\nMa i 55 articoli che, se approvati, sostituiranno la normativa socialista del 1992, prevedono dure sanzioni amministrative per quasi ogni tipo di protesta: gli escraches &#8211; i presidi pacifici sotto casa dei politici &#8211; saranno considerati un&#8217;infrazione grave dell&#8217;ordine pubblico e potranno essere multati anch&#8217;essi fino a 600.000 euro, in quanto, secondo il ministro, \u00abatti minacciosi che si collocano al margine della legge pur non essendo finora classificati come reati\u00bb.<br \/>\nInoltre, con il fine implicito di prevenirli, la nuova normativa concede alla polizia la facolt\u00e0 di istituire zone di sicurezza inaccessibili a mezzi e persone. Una limitazione delle libert\u00e0 personali che i socialisti del Psoe hanno definito \u00abun calcio in bocca alla democrazia degno di altri regimi\u00bb.<br \/>\nA un mese dalla denuncia del commissario europeo per i diritti umani Nils Muinieks, che aveva richiamato il governo spagnolo \u00abper l&#8217;uso eccessivo della forza durante le manifestazioni cittadine\u00bb, arriva anche il giro di vite anche sulla diffusione di immagini riguardanti le forze dell&#8217;ordine.<br \/>\nLa nuova normativa &#8211; che stride anche con il recente caso di otto poliziotti catalani imputati, proprio grazie a un video, per la morte di un ragazzo a Barcellona &#8211; prevede multe di svariate migliaia di euro per chi diffonda foto, riprese o dati personali di agenti di polizia con la finalit\u00e0 di violare la loro privacy o di compromettere il loro operato.<br \/>\nAmnesty International, gi\u00e0 a gennaio, aveva sollevato perplessit\u00e0 questo punto, recapitando le sue proteste al ministero degli Interni insieme a 60.000 firme per chiedere un&#8217;inchiesta sulla repressione della polizia durante l&#8217;accerchiamento del parlamento del 25 settembre del 2012.<br \/>\n\u00abCon questa misura- ha dichiarato Ricardo Sixto di Izquierda Unida &#8211; il governo vuole dare una veste legale alla condotta violenta delle forze dell&#8217;ordine\u00bb. \u00abTuttavia &#8211; ha proseguito il deputato -non bisogna dimenticare che la volont\u00e0 di mettere la sordinaalle proteste,si scontra con la costituzione, che garantisce il diritto a manifestare\u00bb. Un diritto che, comunque, esce ridimensionato dal testo della proposta di legge, che il governo \u00e8 gi\u00e0 pronto ad attuare: nell&#8217;ultima finanziaria il budget del ministero degli Interni \u00e8 stato aumentatodell&#8217;1,3%, in controtendenza rispetto agli altri dicasteri, che hanno subito, in totale, un taglio alle risorse economiche pari al 4,7%.<\/p>\n<p>REGNO UNITO<br \/>\nLONDRA<br \/>\nPRIMA E DOPO UN CICLONE \/ Financial Times \/ Nel 1999 un gigantesco ciclone devast\u00f2 lo stato indiano dell&#8217;Orissa, uccidendo pi\u00f9 di diecimila persone. Il mese scorso un ciclone di potenza di-struttiva simile \u00e8 tornato a colpire la stessa zona. Stavolta, per\u00f2, le vittime sono state appena quindici. L&#8217;enorme differenza si spiega con un unico fattore: negli ultimi anni le autorit\u00e0 indiane han-no messo in atto un elaborato piano per proteggere la popolazione. Mentre i mezzi d&#8217;informazione internazionali analizzano la tragedia causata dal tifone Haiyan nelle Filippine, vale la pena di tornare sull&#8217;esempio dell&#8217;Orissa. Nelle Filippine sono morte oltre quattromila persone. Stati Uniti, Regno Unito e altri paesi hanno mandato navi da guerra nella regione per aiutare la popolazione, ma per quanto sia nobile il comportamento della comunit\u00e0 internazionale la dura verit\u00e0 \u00e8 che dopo una calami-t\u00e0 non si pu\u00f2 fare molto per ridurre le vittime. Nella maggior parte dei casi a fare la differenza \u00e8 la cifra investita dal governo e da altre istituzioni negli anni precedenti, un aspetto dell&#8217;assistenza umanitaria che oggi \u00e8 ancora troppo trascurato. Nel caso dell&#8217;Orissa l&#8217;effetto positivo delle misure preventive \u00e8 stato evidente. Le autorit\u00e0 han-no addestrato migliaia di persone a reagire all&#8217;arrivo di un ciclone, hanno costruito centinaia di rifugi nei centri abitati e ordinato ai funzionari di arrestare le persone che rifiutavano di lasciare le loro case. Nelle Filippine tutto questo non \u00e8 stato fatto. Non si pu\u00f2 negare che l&#8217;arcipelago sia di fronte a gravi emergenze climatiche ma, pur tenendo conto della potenza senza precedenti del tifone Haiyan, resta il fatto che il denaro stanziato prima del disastro per rafforzare le strutture locali \u00e8 stato insufficiente. Non sono solo le Filippine a dover prendere esempio dall&#8217;India. In generale si spende troppo poco per prevenire gli effetti dei disastri naturali. Un rapporto del centro studi Global humanitarian assistance mostra che l&#8217;anno scorso il budget stanziato per la riduzione del rischio legato alle emergenze climatiche \u00e8 stato appena il 5 percento della spesa globale per lo sviluppo. Quando la natura colpisce violentemente una regione, la copertura televisiva dei mezzi d&#8217;informazione occidentali suscita la risposta generosa dei politici e dell&#8217;opinione pubblica. \u00c8 una reazione comprensibile, ma \u00e8 arrivato il momento di riflettere sul modo in cui il denaro dei donatori pu\u00f2 essere usa-to per proteggere la gente prima di un disastro naturale, non solo dopo<\/p>\n<p>FRANCIA<br \/>\nPARIGI<br \/>\nCACCIA ALL&#8217;UOMO \/ Il 18 novembre un uomo armato con un fucile a pompa ha ferito un assistente fotografo nella sede di Liberation, a Parigi, prima di recarsi nel quartiere della D\u00e9fense e sparare contro gli uffici della banca Soci\u00e9t\u00e9 Generale. Poi ha preso in ostaggio un automobilista e si \u00e8 fatto portare su-gli Champs Elys\u00e9es, dove la polizia ha perso le sue tracce, scrive Liberation. Secondo gli inquirenti si tratta della stessa persona che il 15 novembre era entrata nella sede della televisione Bfmtv e aveva puntato il fucile contro un giornalista.<\/p>\n<p>IRLANDA-SPAGNA<br \/>\nLA FINE DELL&#8217;AUSTERIT\u00c0 \/ Il 15 dicembre l&#8217;Irlanda uscir\u00e0, dopo tre anni, dal programma di salvataggio internazionale, mentre il piano di aiuti per le banche spagnole finir\u00e0 a gennaio. Lo ha annunciato il presidente dell&#8217;Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem al termine della riunione dei ministri economici della zona euro del 14 novembre. Il ritorno di Dublino sui mercati finanziari, scrive l&#8217;Irish Times, &quot;\u00e8 importante per l&#8217;Irlanda ma anche per l&#8217;Europa. Perch\u00e9 dimostra che le tanto bistrattate politiche di austerit\u00e0<br \/>\npossono funzionare, ed \u00e8 finalmente una buona notizia in una situazione complicata, con alcune delle principali economie europee in difficolt\u00e0 e la disoccupazione in crescita&quot;. Tuttavia, sottolinea il quotidiano, &quot;il paese non dovr\u00e0 allentare i freni e darsi alle spese pazze&quot;. Per quanto riguarda Madrid, Cinco Dias fa notare che un anno e mezzo fa neanche gli osservatori pi\u00f9 ottimisti avrebbero scommesso sul successo del salvataggio delle banche spagnole in un arco di tempo cos\u00ec breve. Secondo il quotidiano, il denaro versato nelle casse degli istituti dal luglio del 2012 dovr\u00e0 essere usato per sostenere le imprese e la ripresa economica.<\/p>\n<p>ALBANIA<br \/>\nTIRANA<br \/>\nRIFIUTA LE ARMI SIRIANE &#8211; Non sar\u00e0 l&#8217;Albania a distruggere le armi chimiche siriane. Lo ha annunciato il primo ministro Edi Rama il 15 novembre, dopo le proteste organizzate a Tirana e Durazzo. Al paese balcanico era stato proposto di provvedere allo smaltimento delle armi siriane perch\u00e9 nel 2007 si era gi\u00e0 occupato della smantellamento del suo arsenale chimico, accumulato nel periodo comunista. A Rama, che inizialmente sembrava favorevole alla proposta statunitense, Klan rimprovera il silenzio e la poca trasparenza nella gestione della vicenda. Re\u00acsta da capire, commenta il settimanale, se il dietrofront di Rama sia stato deciso autonomamente, come sostiene il premier, 0 se sia stato la conseguenza delle manifestazioni.<\/p>\n<p>SPAGNA<br \/>\nL&#8217;Audiencia nacional ha negato l&#8217;estradizione in Marocco del pedofilo Daniel Galv\u00e0n, 63 anni, graziato per errore dal re marocchino e poi arrestato in Spagna. Galv\u00e0n finir\u00e0 di scontare la condanna in Spagna.<\/p>\n<p>AFRICA &#038; MEDIO ORIENTE<br \/>\nPALESTINA<br \/>\nRAMALLAH &#8211; ALLA RICERCA DI UN BANCOMAT \/ La necessit\u00e0 urgente di avere del denaro contante mi ha co-stretta a spingermi in due insediamenti alla ricerca di un bancomat. Posso prelevare in tutto il mondo, ma a Ramallah no. In Cisgiordania la moneta pi\u00f9 usata \u00e8 lo shekel israeliano ma qui la banca israeliana mi costringe a comprare dollari, che poi sono automaticamente convertiti in shekel. Per questo di solito cerco di prelevare contanti quando sono a Gerusalemme.<br \/>\nPer me entrare in una colonia per motivi indipendenti dal lavoro \u00e8 come infrangere un tab\u00f9, ma ero costretta a farlo. La prima dove sono stata \u00e8 la comunit\u00e0 religiosa di Beit El. Ho scoperto per\u00f2 che a Beit El, 6.500 abitanti, non ci sono banche. Ne ho tratto due conclusioni: la prima \u00e8 che molti abitanti della colonia lavorano in Israele; la seconda \u00e8 che la comunit\u00e0 \u00e8 abbastanza compatta da aiutare chi ha bisogno di contanti.  Quindi mi sono spostata a Pisgat Zeev, una colonia con pi\u00f9 di 4omila abitanti, molti dei quali sono immigrati russi. Nel centro commerciale dove sono entrata per cercare il bancomat, ho sentito molti parlare in russo. A quel punto ho deciso di infrangere un altro mio tab\u00f9: fermarmi a bere un caff\u00e8. Il ragazzo dietro il bancone ha servito un ebreo ortodosso e una ragazza, scherzando con entrambi in ebraico. Poi ha preparato il mio espresso e ha detto qualcosa in arabo. Solo allora ho capito che era palestinese, come altri clienti del centro commerciale. In meno di novanta minuti ho attraversato tre mondi. Cosi lontani, cos\u00ec vicini.  ( di Amira Hass)<\/p>\n<p>LIBANO<br \/>\nIL BERSAGLIO IRANIANO<br \/>\nUn duplice attacco suicida contro l&#8217;ambasciata dell&#8217;Iran a Beirut, che sorge in un quartiere a maggioranza sciita sotto il controllo di Hezbollah, ha causato 23 morti, tra cui l&#8217;addetto culturale dell&#8217;ambasciata Ebrahim Ansari, e pi\u00f9 di 140 feriti. L&#8217;attentato \u00e8 stato rivendicato su Twitter da Sirajeddin Zreikat, appartenente alle brigate Abdallah Azzam, un gruppo vicino ad Al Qaeda. Zreikat ha annunciato che ci saranno ulteriori attacchi finch\u00e9 i miliziani del braccio armato di Hezbollah, alleato dell&#8217;Iran e della Siria, combatteranno a fianco del regime di Damasco e finch\u00e9 non saranno liberati i prigionieri delle brigate Azzam in Libano. Il gruppo aveva gi\u00e0 rivendicato un attacco contro un convoglio di Hezbollah a luglio e il lancio di razzi su Israele ad agosto. Il quotidiano Al Akhbar, vicino a Hezbollah, s&#8217;interroga sulle responsabilit\u00e0 dell&#8217;Arabia Saudita (che finanzia alcune milizie estremiste islamiche in lotta contro il regime siriano), facendo notare che Riyadh non ha ancora condannato l&#8217;attacco. &quot;Alcune componenti dell&#8217;opposizione siriana cercano di trasformare il Libano in una specie di Iraq&quot;, scrive Al Akhbar.<\/p>\n<p>EGITTO<br \/>\nLA BATTAGLIA PER LA MEMORIA &#8211; Un giovane \u00e8 morto nelle manifestazioni del 19 novembre per il secondo anniversario della strage di via Mohamed Mahmoud, la strada del Cairo dove nel 2011 rimasero uccisi 47 manifestanti. Un ritorno ai &quot;giorni gloriosi&quot; della rivoluzione, scrive il quotidiano Tahrir, commentando il gesto di alcuni ra\u00acgazzi che a piazza Tahrir hanno distrutto un monumento eretto due ore prima dai militari. L&#8217;hanno fatto per ribadire che non stanno &quot;n\u00e9 con i militari n\u00e9 con i Fratelli musulmani n\u00e9 con Mubarak&quot;. Il 20 novembre un attacco suicida nel Sinai ha causato la morte di undici soldati.<\/p>\n<p>ALGERIA<br \/>\nII Fronte di liberazione nazionale ha designato, il 16 novembre, l&#8217;attuale presidente Abdelaziz Bouteflika, 76 anni, al potere dal 1999, come candidato alle presidenziali del 2014. <\/p>\n<p>IRAQ<br \/>\nII 20 novembre una serie di attacchi nei quartieri sciiti di Baghdad ha causato la morte di almeno 33 persone. Due giorni prima erano state eseguite le condanne a morte di dodici persone ritenute colpevoli di atti di terrorismo<\/p>\n<p>MOZAMBICO<br \/>\nII 20 novembre si sono svolte le elezioni amministrative. Quarantasei persone sono rimaste ferite il 17 novembre negli scontri tra polizia e sostenitori dell&#8217;opposizione a un meeting preelettorale a Beira. <\/p>\n<p>SOMALIA<br \/>\nL&#8217;esplosione di un&#8217;autobomba presso un commissariato di polizia a Beledweyne, il 19 novembre, ha causato sedici morti. L&#8217;attacco \u00e8 stato rivendicato dai ribelli somali di Al Shabaab.<\/p>\n<p>SUDAN<br \/>\nLa radio pubblica sudanese ha fatto sapere il 16 no-vembre che un centinaio di persone, tra cui un soldato ciadiano, sono morte negli scontri tra comunit\u00e0 rivali in Darfur.<\/p>\n<p>REP. CENTRO AFRICANA<br \/>\nATTACCO SUL CONFINE \/ Un gruppo di uomini armati della Repubblica Centrafricana ha attaccato il 17 novembre il villaggio di Biti, nell&#8217;est del Camerun, scrive Rf\u00ec. Negli scontri con l&#8217;esercito camerunese sono morte sette persone, tra cui cinque aggressori. E il terzo attacco di questo tipo in pochi mesi. Il 18 novembre, riferisce Jeune Afri-que, il segretario generale dell&#8217;Orni Ban Kimoon ha chiesto di inviare seimila caschi blu nella Repubblica Centrafricana, dove il &quot;livello di violenza inter-comunitaria &#8211; tra cristiani e musulmani &#8211; ha raggiunto livelli allarmanti&quot;.<\/p>\n<p>QATAR<br \/>\nAMNESTY: PER MONDIALI DI CALCIO ABUSI E SFRUTTAMENTO DEI LAVORATORI MIGRANTI<br \/>\nPessime notizie riguardanti i lavoratori migranti in Qatar. E&#8217; Amnesty International infatti a denunciare le condizioni dei migranti invitando non solo la Fifa, ma anche le autorit\u00e0 del Qatar e gli organizzatori dei Mondiali del 2022, a impedire proprio gli abusi sui lavoratori.<br \/>\nSecondo un rapporto sul settore costruzioni in Qatar in previsione dei Mondiali di calcio, sono stati evidenziati dunque sia abusi che sfruttamenti a danno dei lavoratori: &quot;il rapporto dell\u2019organizzazione per i diritti umani, condotto tra ottobre 2012 e marzo 2013, \u00e8 stato effettuato sui lavoratori, datori di lavoro e rappresentanti del governo&quot;.<br \/>\nA essere interpellati ben 210 lavoratori migranti delle costruzioni, 101 in modo individuale, 22 sono le imprese di costruzione.<br \/>\nInoltre i ricercatori di Amnesty hanno anche avuto 14 incontri con i rappresentanti del governo del Qatar, e anche con i funzionari dei Ministeri degli Affari esteri, dell\u2019Interno e del Lavoro.<br \/>\nDal rapporto viene fuori lo sfruttamento in modo particolare nei confronti dei lavoratori migranti che viene favorito dalla mancanza di controlli per il rispetto delle norme in materia di tutela dei lavoratori e di sicurezza sul lavoro: tra gli elementi che vengono messi in risalto da Amnesty, &quot;il mancato pagamento dei salari, condizioni durissime e pericolose di lavoro e alloggi non adeguati per i lavoratori che nella maggior parte dei casi provengono dall\u2019Asia meridionale e sudorientale&quot;.<br \/>\nIl rapporto ha inoltre messo in luce anche l\u2019inadeguatezza della legislazione a tutela dei lavoratori migranti come il sistema dello \u201csponsor\u201d, che di fatto impedisce ai lavoratori migranti di andar via dal paese o di cambiare l&#8217;impiego senza ricevere prima il permesso del loro datore di lavoro.<br \/>\nL\u2019organizzazione per i diritti umani ha chiesto cos\u00ec il rafforzamento delle norme vigenti e anche la fine del sistema sponsor. Ma non \u00e8 tutto. Amnesty ha denunciato anche la discriminazione nei confronti dei lavoratori migranti. Sembrerebbe infatti che un direttore di un\u2019impresa di costruzione si rivolga ai suoi lavoratori con il termine di \u201canimali\u201d.<br \/>\n\u201cNon si pu\u00f2 assolutamente scusare che in uno dei paesi pi\u00f9 ricchi del mondo cos\u00ec tanti lavoratori migranti siano sfruttati senza piet\u00e0, privati del salario e abbandonati al loro destino. Le imprese di costruzione e le stesse autorit\u00e0 del Qatar stanno venendo meno al loro dovere nei confronti dei lavoratori migranti. I datori di lavoro mostrano un impressionante disprezzo per i loro diritti umani basilari e molti approfittano del clima permissivo, nonch\u00e9 della scarsa applicazione delle tutele, per sfruttare i lavoratori del settore delle costruzioni\u201d, ha dunque dichiarato il segretario generale di Amnesty, Salil Shetty. \u201cI riflettori del mondo resteranno puntati sul Qatar da qui ai Mondiali Fifa del 2022, offrendo al governo un\u2019opportunit\u00e0 unica per mostrare al mondo che prende sul serio i suoi impegni in materia di diritti umani e pu\u00f2 costituire un modello per il resto della regione\u201d.<\/p>\n<p>ASIA &#038; PACIFICO<br \/>\nFILIPPINE<br \/>\nDieci giorni dopo il passaggio del tifone Haiyan, che P8 novembre ha spazzato il centro dell&#8217;arcipelago filippino radendo al suolo l&#8217;intera citt\u00e0 di Tacloban, sull&#8217;isola di Leyte, e quella di Guiuan, sull&#8217;isola di Samar, i soccorsi non hanno ancora raggiunto tutte le localit\u00e0 colpite. Le autorit\u00e0 filippine, le agenzie delle Nazioni Unite e diverse organizzazioni internazionali sono al lavoro per portare assistenza a circa 12 milioni di persone, di cui quattro milioni sfollate, in 51 citt\u00e0 e 41 regioni. Il numero delle vittime accertate finora dalle autorit\u00e0 \u00e8 3.900. La stima di diecimila morti diffusa frettolosamente all&#8217;indomani della tragedia \u00e8 costata il posto al capo della polizia Elmer Soria, trasferito ufficialmente &quot;perch\u00e9 possa superare il trauma subito&quot;. Il Manila Times in un editoriale critica la decisione del presidente Benigno Aquino, che subito dopo il passaggio del tifone aveva cercato di sdrammatizzare, attestando una stima di 2.500 vittime. &quot;La stima di Soria metteva in evidenza l&#8217;impreparazione delle autorit\u00e0 e contrastava con l&#8217;atteggiamento iniziale del presidente&quot;, scrive il quotidiano. &quot;Ma Aquino non tiene conto del fatto che l&#8217;entit\u00e0 straordinaria della catastrofe avrebbe colto chiunque impreparato. Oggi il numero delle vittime ha superato di gran lunga le cifre date dalle autorit\u00e0 all&#8217;inizio. E se arrivasse a diecimila? Il presidente reintegrerebbe Soria? Il governo, alle prese con la crisi umanitaria, deve rispondere alle critiche per la lentezza nella distribuzione del cibo e dei generi di prima necessit\u00e0, mentre s&#8217;inseguono le notizie di stupri e casi di sciacallaggio. Non \u00e8 il momento di decisioni impulsive come il licenziamento di Soria&quot;, conclude l&#8217;editoriale. Intanto la Cina, criticata perch\u00e9 inizialmente aveva annunciato una quantit\u00e0 minima di aiuti per Manila con cui ha una disputa territoriale in corso nel mar Cinese meridionale, ha inviato una nave ospedale.<br \/>\nFilippine. Per donare online  www.savethechildren.it\/filippine <\/p>\n<p>BANGLADESH<br \/>\nCONDIZIONI INACCETTABILI \/ Il Bangladesh deve riformare la sua industria dell&#8217;abbigliamento se vuole continuare a crescere. E la raccomandazione dell&#8217;Organizzazione internazionale del lavoro che il 19 novembre ha pubblicato uno studio su come migliorare le condizioni di lavoro dei quattro milioni di operai del settore. Dopo il crollo del Rana Plaza, sotto le cui macerie ad aprile sono morti 1.135 operai tessili, il governo e le aziende committenti si sono impegnati ad assicurare maggiori controlli di sicurezza. In seguito alle manifestazioni dell&#8217;ultimo mese (nella foto), lo stipendio minimo per gli operai tessili \u00e8 stato aumentato del 76 per cento. Cinquanta euro al mese che sono ancora poco rispetto agli stipendi in CAMBOGIA, SRI LANKA E VIETNAM, scrive NewAge.<\/p>\n<p>NEPAL<br \/>\nUNA NUOVA ASSEMBLEA \/ Per la seconda volta dalla fine della monarchia nel 2008, il 19 novembre in Nepal si sono svol-te le elezioni per il rinnovo dell&#8217;assemblea che dovr\u00e0 scri-vere la nuova costituzione -compito che l&#8217;assemblea prece-dente non \u00e8 riuscita a portare a termine. Ha votato il 70 per cento degli aventi diritto e per il risultato definitivo bisogner\u00e0 aspettare alcune settimane.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN<br \/>\nII 21 novembre si \u00e8 riunita a Kabul la loya jirga, l&#8217;assemblea di tremila delegati da tutto il paese, per discutere del futuro della presenza statunitense. Le condizioni imposte da Kabul potrebbero portare al ritiro completo dei marines. <\/p>\n<p>INDONESIA<br \/>\nSTRAPPO CON CANBERRA<br \/>\nIl governo australiano spiava le telefonate del presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono (nella foto), di sua moglie e dei suoi ministri. Lo rivelano i mezzi d&#8217;informazione australiani che l&#8217;hanno saputo grazie a documenti diffusi dall&#8217;ex collaboratore dell&#8217;Nsa Edward Snowden. La notizia ha mandato su tutte le furie Yudhoyono, che il 19 novembre ha richiamato il suo ambasciatore in Australia e ha sospeso la cooperazione con Canberra. In particolare ha interrotto le operazioni militari congiunte per contrastare la tratta dei migranti verso le coste australiane. Il primo ministro australiano Tony Abbott ha definito Yudhoyono &quot;uno dei migliori amici dell&#8217;Australia&quot;, si \u00e8 detto &quot;rammaricato per l&#8217;imbarazzo creato dalla stampa&quot; ma non intende scusarsi per &quot;una normale raccolta d&#8217;intelligence&quot;, scrive il Jakarta Post.<\/p>\n<p>THAILANDIA<br \/>\nII 20 novembre la corte costituzionale ha rifiutato la proposta del partito di governo di emendare la costituzione scritta dal governo militare do-po il golpe del 2006.<\/p>\n<p>CINA<br \/>\nPECHINO<br \/>\nDOVE VA LA CINA\/ Il Terzo Plenum del XVIII Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese \u00e8 stato ampiamente ripreso dai giornali. Si \u00e8 parlato di una svolta storica, di una definitiva apertura al mercato, della fine definitiva della contraddizione del capitalismo di stato in Cina. In realt\u00e0 la situazione, come sempre a Pechino, \u00e8 assai pi\u00f9 complessa. Fedeli alla massima di Deng \u2013 non importa che il gatto sia nero o bianco, l\u2019importante \u00e8 che acchiappi i topi \u2013 la leadership cinese basa le sue strategie su uno schietto pragmatismo, analizzando la realt\u00e0 e i problemi dell\u2019economia cinese e proponendo soluzioni adeguate. I trent\u2019anni di riforme sono state proprio l\u2019esempio di questa politica. Dopo aver abbandonato una economia di piano con chiari segni di sfinimento, si sono introdotti diversi elementi di economia di mercato. Ma non ci si \u00e8 mai affidati all\u2019ideologia e si sono sempre respinti gli interessati suggerimenti occidentali che spingevano per una liberalizzazione rapida, sul modello dell\u2019Est Europa. Si \u00e8 visto poi chi avesse ragione.<br \/>\nLa Cina ha battuto tutti i record di crescita, \u00e8 diventata la seconda economia mondiale e ha portato centinaia di milioni di lavoratori fuori dalla povert\u00e0. Allo stesso tempo, per\u00f2, ha creato nuove contraddizioni. Intanto una crescita basata sullo sfruttamento selvaggio della forza lavoro e quindi sull\u2019accesso ai mercati internazionali. In sintesi, salari bassi per esportare invece che per aumentare la domanda interna in un ciclo virtuoso di investimenti, consumo, crescita. Ora questo modello sta mostrando segni di logoramento: da una parte i mercati occidentali non tirano pi\u00f9 come una volta, a causa della crisi; dall\u2019altra, la sperequazione sociale sta portando ad un aumento del costo della vita nelle citt\u00e0, alle conseguenti tensioni sociali ed ad un aumento progressivo del costo del lavoro. Nel frattempo l\u2019industrializzazione si \u00e8 completata, gli investimenti in beni capitali non possono reggere una continua accelerazione dato il progressivo esaurimento delle opportunit\u00e0 di profitto, il gap tecnologico con l\u2019Occidente si \u00e8 drasticamente ridotto. Ed allora, per la prima volta in questi tre decenni di riforme, si parla di muovere l\u2019economia verso il mercato interno, rafforzando il potere d\u2019acquisto dei cittadini cinesi e fornendo un solido stato sociale per stabilizzare la domanda e ridurre le tensioni sociali. In un paese che invecchia velocemente, \u00e8 allora normale attendersi maggiori servizi per gli anziani e un cambiamento nella politica del figlio unico che ha avuto grande successo nello stabilizzare la popolazione cinese ma ne ha favorito anche il veloce invecchiamento. Insieme a questo, una parziale rimodulazione dell\u2019economia verso i servizi, che garantirebbe possibilit\u00e0 occupazionali e di reddito anche in presenza di una crescita meno forte che nei decenni precedenti. Infine, il mercato. In questi decenni la Cina si \u00e8 aperta all\u2019economia di mercato ma ha sempre cercato di regolarla. Investimenti esteri consentiti ma solo in partnership con compagnie cinesi, servizi finanziari regolati, ruolo chiave delle industrie di stato che hanno accesso al credito a prezzi calmierati, dominando alcuni segmenti economici chiave. Da una parte questo ha portato ad alcune inefficienze \u2013 diverse compagnie pubbliche producono perdite e sopravvivono solo grazie all\u2019aiuto di Stato \u2013 ma ha permesso al Partito di tenere le redini dell\u2019economia. Allo stesso tempo, per\u00f2, la commistione endemica tra pubblico e privato ha portato ad un forte debito delle amministrazioni locali e ha foraggiato una corruzione indecente. La dirigenza cinese sembra ora orientata a lasciare ancora pi\u00f9 spazio al mercato. Lo far\u00e0 per\u00f2 molto gradualmente, timorosa come sempre di shock sistemici che possano distruggere il fragile equilibrio economico e sociale del Paese. E\u2019 difficile credere che Pechino si lanci in un liberismo sfrenato. Cercher\u00e0 di dare pi\u00f9 spazio al mercato, mediandolo per\u00f2 con i tanto attesi servizi sociali, e vorr\u00e0 mantenere un ferreo controllo sulle linee guida dell\u2019economia. Perch\u00e9 una cosa \u00e8 molto chiara ai leader cinesi: il monopolio politico del Partito Comunista \u00e8 possibile solo in una societ\u00e0 ordinata. ( di Nicola Melloni \u2013 liberazione)<\/p>\n<p>AMERICA CENTROMERIDIONALE<br \/>\nBOLIVIA<br \/>\nCHAYANTA<br \/>\nVivere a  Chayanta (a nord di Potos\u00ed), uno dei nove dipartimenti della Bolivia, non \u00e8 affatto facile! Per arrivarci bisogna percorrere, partendo da Sucre, circa 150 km e viaggiare per sei ore in pullman\u2026 questo se le vie sono in buone condizioni, altrimenti il tempo che ci si pu\u00f2 impiegare sar\u00e0 variabile e non prevedibile. Ocuri, a 4000 metri s.l.m., e Colchechaca, a 4500 metri s.l.m., sono i due paesi di intervento del progetto \u201cInvece della miniera\u201d. D&#8217;inverno la temperatura va spesso sotto zero e, sovente  le case non hanno n\u00e9 riscaldamento n\u00e9 acqua calda. A volte capita che il vento faccia cadere, o danneggi, i pali dell\u2019 elettricit\u00e0 per cui i villaggi rimangono al buio o, come accade spesso, senza segnale telefonico. La vita in questa zona \u00e8 tranquilla ma anche isolata. Da Ocuri a Colchechaca e viceversa, ad esempio, non ci sono che due pullman alla settimana. Bambini e giovani per frequentare la scuola devono percorrere a piedi lunghe distanze e raggiungere strutture non idonee. E\u2019 in questo contesto che si sviluppa il progetto di formazione che sto coordinando! L&#8217;agricoltura, presente in un breve periodo dell&#8217;anno, \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 molto ridotta, a causa della povert\u00e0 della terra e delle condizioni poco favorevoli per la coltivazione. Le patate, sia fresche che disidratate -note come \u201cchu\u00f1o\u201d- rappresentano la base alimentare della maggior parte della popolazione.<br \/>\nI giovani accolgono le nuove prospettive di vita, con entusiasmo ed allegria,. Sanno che una nuova formazione pu\u00f2 aprirgli nuove porte in un contesto dove il settore economico pi\u00f9 importante continua ad essere quello minerario. L&#8217;orizzonte, specialmente per le nuove generazioni, ora \u00e8 pi\u00f9 ampio e in questo momento, le azioni da parte dello Stato combaciano con quelle della Cooperazione. La formazione in ambiti come falegnameria, metalmeccanica, elettricit\u00e0, panetteria e nei settori tessile ed edilizio sono appena un piccolo ventaglio di possibilit\u00e0 e di intervento. La formazione continua ad essere richiesta proprio perch\u00e9 i \u201cgiovani\u201d pensano al futuro dei loro figli, i \u201cgiovanissimi\u201d. Le persone \u201cpi\u00f9 grandi\u201d, al limite dell&#8217;et\u00e0 compresa dall&#8217;azione progettuale, spesso vorrebbero frequentare pi\u00f9 di un seminario di formazione ma il coordinamento del Progetto insieme alle autorit\u00e0 locali, ha deciso di dare la possibilit\u00e0 a pi\u00f9 persone. La formazione risulta ambita ed indispensabile per la popolazione residente, ma altrettanto necessaria per coloro che lavorano nella zona, a livello statale, comunale, privato o delle Ong. Poche persone hanno avuto esperienze in altri contesti o si sono confrontate con culture diverse. Sucre, capitale dello Stato, e Potosi, capoluogo del dipartimento, sono sovente il punto di riferimento come traguardo o meta. La strada da fare \u00e8 ancora lunga e la migrazione continua a far sparire villaggi, come ho gi\u00e0 sentito dire ad alcune persone nella zona. Quale sar\u00e0 l&#8217;impronta lasciata alla conclusione di questo progetto? ( di Marco Santizo)<\/p>\n<p>CILE<br \/>\nSANTIAGO<br \/>\nBACHELET VINCE IL PRIMO TURNO. CAMILA VALLEJO E KAROL CARIOLA IN PARLAMENTO \/ Camila Vallejo \u00e8 stata eletta al Congresso alle elezioni legislative cilene. La giovanissima leader degli STUDENTI CILENI, che nel 2011 divenne il volto della protesta studentesca cilena, \u00e8 stata eletta assieme ad atri tre esponenti del movimento. L\u2019affermazione arriva sullo sfondo di un trionfo del centrosinistra. La coalizione che appoggia la candidatura presidenziale di Michelle Bachelet (46,6%), infatti, ha ottenuto il 56,6% dei voti nelle elezioni legislative che hanno accompagnato ieri le presidenziali, assicurandosi 67 dei 120 seggi della Camera dei Deputati, a solo due seggi dalla maggioranza necessaria per promuovere una riforma costituzionale. \u201cFesteggeremo il nostro trionfo per le strade di La Florida\u201d, ha scritto Vallejo su Twitter, riferendosi al distretto elettorale a Santiago, che l\u2019ha scelta con il 44% delle preferenze. 25 anni, laureata in geografia, la brillante esponente dei Giovani comunisti cileni sosterr\u00e0 in parlamento il programma di governo della coalizione \u201cNueva Mayoria\u201d di Michelle Bachelet, se quest\u2019ultima vincer\u00e0 al ballottaggio delle presidenziali il 15 dicembre, come previsto da tutti i sondaggi. Nel 2011, Camila Vallejo guid\u00f2 la protesta degli studenti contro il presidente conservatore Sebastian Pinera per ottenere un accesso pi\u00f9 libero e meno costoso all\u2019istruzione secondaria. Molti fra i suoi ex colleghi l\u2019hanno accusata di aver tradito la militanza per per aver dato il suo appoggio a Bachelet. Il 6 ottobre di quest\u2019anno, Camila \u00e8 diventa mamma. Secondo l\u2019Ocse, il Cile \u00e8 il paese con la peggiore redistribuzione dei redditi fra i suoi 34 membri. \u201cNell\u2019ambito dell\u2019ottimo risultato delle sinistra in Cile, \u2013 ha commentato Paolo Ferrero \u2013 le nostre congratulazioni a Camila Vallejo e alla leader della giovent\u00f9 comunista Karol Cariola, a Giorgio Jackson, di Rivoluzione Democratica, e a Gabriel Boric di Sinistra Autonoma, compagni dei movimenti studenteschi che sono stati eletti al Parlamento cileno. La loro elezione \u00e8 un bellissimo segnale, di democrazia, partecipazione e di vero rinnovamento, non solo per il Cile ma per tutta l\u2019America Latina e anche per l\u2019Europa: il futuro non \u00e8 il neoliberismo che proprio nel Cile di Pinochet ha fatto i suoi primi passi\u201d.<br \/>\nSANTIAGO.<br \/>\nIL DOPPIO TURNO DEI CILENI \/ El Pa\u00eds, Spagna \/ Quando la ex presidente socialista del Cile Michelle Bachelet torner\u00e0 alla Moneda, lo far\u00e0 in condizioni peggiori di quelle che si aspettava. Non \u00e8 riuscita a vincere le presidenziali al primo turno, anche se la schiacciante vittoria sulla candidata del partito al governo, Evelyn Matthei (che ha ottenuto il 25 per cento dei voti) fa prevedere una sua vittoria al secondo turno del 15 dicembre. L&#8217;enorme popolarit\u00e0 di Bachelet non ha influito sulla forza parlamentare della sua coalizione. A quanto pare la sua eterogenea alleanza di centro-sinistra, che va dal Partito comunista ai democristiani, potr\u00e0 contare sulla maggioranza nelle due camere, ma non sui voti sufficienti per imporre le riforme importanti.<br \/>\nLa destra cilena, nonostante i buoni risultati economici della presidenza di Sebasti\u00e0n Pinera (crescita, bassa disoccupazione, aumento del potere d&#8217;acquisto e inflazione contenuta), non ha saputo creare una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta. Il malcontento ha spinto la gente (e in particolare gli studenti) a scendere in piazza spesso, influenzando una campagna elettorale dominata dalla promessa di grandi riforme politiche e sociali. Bachelet ha gi\u00e0 trasformato queste promesse nello slogan di una svolta a sinistra basata su tre punti: istruzione universale gratuita, riforma fiscale finanziata con un aumento delle tasse, soprattutto alle imprese, e nuova costituzione per sostituire quella pinochetista del 1980 che, nonostante le tante modifiche, soffre ancora delle sue origini. Questo ambizioso programma, che dovr\u00e0 es-sere ridimensionato dopo i risultati elettorali, di-pender\u00e0 ora dall&#8217;accordo che la futura presidente sar\u00e0 in grado di raggiungere con altre forze in parlamento a partire da marzo, quando entrer\u00e0 in carica. Il sistema cileno richiede maggioranze parlamentari qualificate perle riforme importanti. In passato Michelle Bachelet ha dato prova di una salutare mancanza di dogmatismo. Il Cile avr\u00e0 solo da guadagnare se la presidente preferir\u00e0 ancora il dialogo rispetto allo scontro<\/p>\n<p>ARGENTINA<br \/>\nII 19 novembre la presidente Cristina Fern\u00e0ndez, tornata in attivit\u00e0 dopo quaranta giorni di convalescenza, ha annunciato la sostituzione del capo di gabinetto e del ministro dell&#8217;economia.<\/p>\n<p>MESSICO<br \/>\nII 19 novembre la scrittrice e giornalista Elena Poniatowska, 81 anni, ha vinto il premio Cervantes della letteratura. <\/p>\n<p>HAITI<br \/>\nMARTELLY HA DELUSO \/ Il 18 novembre migliaia di persone hanno manifestato nella capitale Port-au-Prince contro il costo della vita e la corruzione diffusa. Gli haitiani chiedono le dimissioni del presidente Michel Martelly, eletto nel 2011 dopo il terribile terremoto che un anno prima aveva colpito l&#8217;isola. Non sono episodi di malcontento isolati. &quot;L&#8217;ultima manifestazione organizzata dall&#8217;opposizione contro il presidente&quot;, ricorda Alter Presse, &quot;risaliva al 7 novembre, ma era stata repressa dalla polizia&quot;. Il quotidiano Le Matin \u00e8 pessimista: &quot;Gli anni passano, ma non per Haiti. Il sistema che Martelly si proponeva di abbattere, sembra aver abbattuto Martelly&quot;.<\/p>\n<p>CILE<br \/>\nIl 17 novembre i cileni hanno votato per eleggere il successore del presidente Sebasti\u00e0n Pinera e rinnovare il parlamento. Al secondo turno, che si terr\u00e0 il 15 dicembre, Evelyn Matthei, candidata del centrodestra nella coalizione Manza por Chile, sfider\u00e0 l&#8217;ex presidente socialista Michelle Bachelet. <\/p>\n<p>BRASILE<br \/>\nCONDANNA ESEMPLARE \/ Isto\u00e9, Brasile Il 13 novembre il supremo tribunale federale del Brasile ha deciso che tredici dei venticinque condannati nel caso di corruzione noto come mensal\u00e0o dovranno scontare una pena in carcere. Tra loro ci sono alcuni leader storici del Partito dei lavoratori (Pt, al governo): Jos\u00e9 Dirceu, ministro nel primo governo Lula; Jos\u00e9 Genoino, ex presidente del partito e deputato; e l&#8217;ex tesoriere Del\u00f9bio Soares. Isto\u00e9 dedica la copertina a Dirceu, un simbolo della politica brasiliana, protagonista &quot;di momenti difficili, ma anche gloriosi&quot;: &quot;Leader delle proteste studentesche nel 1968, and\u00f2 in esilio a Cuba e poi torn\u00f2 per mettere fine alla dittatura militare. \u00c8 stato uno dei principali architetti del Partito dei lavoratori e l&#8217;artefice dell&#8217;arrivo del Pt al potere. Si stava preparando per essere il successore di Lula quando \u00e8 stato travolto dallo scandalo del mensal\u00e0o, con l&#8217;accusa di essere a capo di una squadra che usava denaro pubblico per comprare l&#8217;appoggio parlamentare. Oggi&quot;, conclude Isto\u00e9, &quot;Dirceu \u00e8 il simbolo della lotta contro l&#8217;impunit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>AMERICA SETTENTRIONALE<br \/>\nUSA<br \/>\nCHICAGO<br \/>\nCONDANNATO A 10 ANNI DI CARCERE JEREMY HAMMOND, HACKER CHE HA SVELATO SCOMODE VERIT\u00c0 \/ Perch\u00e9 gli Stati Uniti stanno condannando al carcere alcuni dei loro giovani pi\u00f9 brillanti? Se lo chiede l\u2019attivista britannica Laurie Penny in un commento pubblicato sul Guardian alla vigilia della sentenza, giunta oggi, nei confronti di Jeremy Hammond, 28enne attivista online di Chicago, condannato a 10 anni di carcere per aver partecipato, nel 2011, alla violazione dei sistemi informatici della societ\u00e0 di intelligence privata Stratfor, e per averne diffuso milioni di files tramite Wikileaks.<br \/>\n\u201cCredo nel potere della verit\u00e0 perch\u00e9 ritengo che le persone abbiano diritto di sapere ci\u00f2 che societ\u00e0 e governi fanno a porte chiuse\u201d, ha dichiarato Hammond, che si trova in carcere da un anno e mezzo. Secondo Penny, il motivo di tanto accanimento da parte delle autorit\u00e0 statunitensi nei confronti di Hammond e di altri attivisti come lui non \u00e8 legato al danno economico \u2013 modesto \u2013 causato dalle loro azioni, ma alle verit\u00e0 scomode che hanno portato alla luce, lo spionaggio che la Stratfor avrebbe condotto nei confronti degli attivisti di Occupy Wall Street. Come ha sottolineato su Twitter la giornalista de l&#8217;Espresso Stefania Maurizi, che in collaborazione con Wikileaks ha pubblicato in Italia i files di Stratfor, Hammond ha ricevuto una condanna estremamente dura, mentre restano a piede libero quegli agenti della CIA che si sono resi colpevoli di omicidi, torture e rapimenti. Gli avvocati di Hammond avevano anche denunciato un conflitto di interessi per il magistrato che si occupa del caso, il cui marito, legato alla Stratfor, compariva nei files oggetto del leak.<\/p>\n<p>NEW YORK\/ CHICAGO\/MIAMI<br \/>\nLA GEOGRAFIA DELLA PIZZA IN USA \/ New York \u00e8 la citt\u00e0 degli Stati Uniti col maggior numero di pizzerie: 2.070 locali, ma \u00e8 Miami la citt\u00e0 con la maggiore densit\u00e0 di pizzerie rispetto alla popolazione: 3,7 pizzerie per 10.000 persone, contro le 2,5 di New York e le 2,4 di Chicago. Sono alcuni dei dati raccolti in un post su Urbanspoon.com,  utilizzato da Chart Porn \u2013 uno dei siti americani specializzati in visualizzazione dei dati (\u2018\u2019data visualization you just gotta love\u2019\u2019, \u00e8 il suo motto) \u2013 nella costruzione della \u2018\u2019Geography of Pizza\u2019\u2019, una divertente Geografia della pizza in America. Si scopre cos\u00ec che negli Usa ci sono 71.856 pizzerie, con un fatturato di 36 miliardi e 786.524.044 dollari. E\u2019 un classico esempio di come l\u2019 integrazione fra dati e loro visualizzazione produca degli effetti informativi di altissimo livello \u2013 oltre che di intensa gradevolezza estetica -, e dimostri come il Dj offra delle possibilit\u00e0 giornalistiche inesaurite<br \/>\nNYC<br \/>\nJPMORGAN PATTEGGIA, ACCORDO DA 13 MILIARDI CON GLI USA SU MUTUI SUBPRIME \/<br \/>\nIl colosso bancario JPMorgan ha siglato un accordo con il dipartimento di Giustizia americano e diversi Stati Usa per sanare, con 13 miliardi di dollari, le sue dispute legali riguardanti i mortgage-backed securities, cio\u00e9 i prodotti strutturati coperti da mutui. Lo rivela il ministro della Giustizia dello stato di New York. Un&#8217;intesa che dovrebbe aprire la strada ad altri esiti simili alla fine dell&#8217;indagini del Dipartimento sulle frodi finanziarie. E questo perch\u00e9 JPMorgan non era l&#8217;unica istituzione a trattare questi prodotti inadatti ai clienti. Soddisfatto dell&#8217;accordo anche il procuratore generale di New York, Eric Schneiderman, il primo ad annunciare l&#8217;intesa. &#8221;Fin dal mio primo giorno in carica, ho insistito sul fatto che ci debba essere l&#8217;assunzione di responsabilita&#8217; a fronte di negligenze che si sono tradotte nel crollo del mercato immobiliare e nel collasso dell&#8217;economia americana&#8221; afferma Schneiderman. In base all&#8217;intesa, New York ricever\u00e0 1,3 miliardi di dollari, di cui 400 milioni di dollari di aiuti ai proprietari di casa e 613 milioni di dollari in contanti.<br \/>\nSTATI UNITI<br \/>\nIL CRIMINE DEI MIGRANTI \/ &quot;La riforma della legge sull&#8217;immigrazione \u00e8 una delle priorit\u00e0 dell&#8217;amministrazione Obama, ma dall&#8217;ottobre del 2012 all&#8217;ago-sto del 2013 i procedimenti penali contro i migranti avviati dai magistrati statunitensi che la-vorano lungo il confine sono aumentati notevolmente&quot;, scrive il sito di sinistra Think Progress. Lo rivela un rapporto della Syracuse university, precisando che l&#8217;aumento maggiore \u00e8 avvenuto nel New Mexico, con il 46 per cento di casi in pi\u00f9 rispetto all&#8217;anno precedente. &quot;Incriminare i migranti invece di rispedirli semplicemente in Messico \u00e8 un fenomeno relativamente nuovo che distrugge la vita di intere famiglie e costa molti soldi ai contribuenti&quot;.<\/p>\n<p>STATI UNITI<br \/>\nII 20 novembre la corte suprema ha deciso di non bloccare la legge sull&#8217;aborto in Texas, che ha spinto decine di cliniche a non praticare pi\u00f9 interruzioni di gravidanza.<\/p>\n<p>CANADA<br \/>\nTORONTO<br \/>\nMENO POTERI AL SINDACO \/ Il 15 novembre il consiglio municipale di Toronto ha tolto una parte dei poteri al sindaco Tom Ford, che all&#8217;inizio di novembre ha ammesso di aver fumato crack, di aver comprato droghe illegali e di essersi messo alla guida ubriaco. Travolto dallo scandalo, Ford si rifiuta di dimettersi, cos\u00ec il consiglio municipale, che non ha il potere di destituirlo finch\u00e9 non viene giudicato colpevole di un reato, gli ha tolto il potere di nominare il vicesindaco e i presidenti delle commissioni municipali. Il 18 novembre con un nuovo voto ha ridotto del sessanta per cento il bilancio cittadino e ha delegato al vicesindaco la maggior parte dei poteri. &quot;\u00c8 il meglio che si potesse fare&quot;, scrive il Toronto Star. &quot;Ma purtroppo Ford \u00e8 an-cora l&#8217;immagine pubblica della citt\u00e0. In nessuna democrazia del mondo e a nessun livello un po-litico cos\u00ec screditato avrebbe potuto rimanere in carica&quot;.<\/p>\n<p> (articoli da: Toronto Star, NYC Time, Time, Guardian, Irish Times, Das Magazin, Der Spiegel, Folha de S\u00e0o Paulo,  Clarin, Isto\u00e9, Jeune Afrique, Tahrir,  Think Progress, Manila Time, New Age, Jakarta Post, Alter Presse, Al Akhbar, Le Matin, L\u2019Unit\u00e0, Internazionale,  Il Manifesto, Liberation, Ansa  , AGVNoveColonne, ControLaCrisi e Le Monde)<\/p>\n<p>PER  LE ASSOCIAZIONI, CIRCOLI FILEF,  ENTI ed AZIENDE . Sui siti internet  www.emigrazione-notizie.org  e www.cambiailmondo.org  \u00e8 possibile utilizzare  uno spazio web personalizzato, dedicato alla Vostra attivit\u00e0 e ai Vostri comunicati stampa. 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