{"id":11010,"date":"2017-04-15T19:04:48","date_gmt":"2017-04-15T17:04:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10317-notizie-11-dicembre\/"},"modified":"2017-04-15T19:04:48","modified_gmt":"2017-04-15T17:04:48","slug":"10317-notizie-11-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11010","title":{"rendered":"10317 Notizie 11 Dicembre"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20121211 10:52:00 guglielmoz<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nMEDIO ORIENTE e AFRICA<br \/>\nPACIFICO e ASIA<br \/>\nAMERICHE<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nROMANIA &#8211;  Duramente sconfitto il presidente Basescu e la destra neoliberista dell&#8217;austerit\u00e0. Vince il \u00abcentrosinistra\u00bb di Victor Ponta .<br \/>\nBUCAREST &#8211; La neve ed il maltempo non hanno fermato la prepotente ascesa elettorale dell&#8217;Unione Social-liberale (Usi) che, dopo aver vinto le amministrative nel mese di giugno, ha spazzato via l&#8217;Alleanza di destra per la Romania nella elezioni svoltesi domenica 9 dicembre e si appresta ora a formare il nuovo governo nel paese balcanico, dopo otto anni da \u00abrincalzo\u00bb. L&#8217;Usi del premier socialdemocratico, V\u00ecctor Ponta (nella foto reuters), e del papabile presidente della repubblica nelle elezioni dell&#8217;anno prossimo, il liberale Crin Antonescu, Ti\u00e0 ottenuto quasi il 60% dei voti (in serata erano state scrutinate il 95% delle sezioni) dando oltre 40 punti percentuali di scarto all&#8217;Adi, un&#8217;alleanza costituitasi e poi subito scioltasi dopo la pesante sconfitta elettorale, che ha raccolto la miseria del 17% dei voti.<br \/>\nUn risultato tanto largo quanto previsto, il pi\u00f9 eloquente della Romania post-Ceausescu. Un risultato che condanna senza mezzi termini l&#8217;operato nell&#8217;ultimo triennio del presidente Basescu e dei suoi fedeli premier, caduti uno dopo l&#8217;altro come birilli nei primi tre mesi di questo caotico 2012. Prima \u00e8 statala volta di Emil Boc, poi dell&#8217;intellettuale Ungureanu, costretti a lasciare il passo al giovane rampante, figlio delfino dell&#8217;ex primo ministro (ora in carcere) Adrian Nastase, Victor Ponta. I tagli selvaggi al budget e la<br \/>\npolitica di austerit\u00e0 imposta dall&#8217;istituzioni finanziarie che regolano il mondo, ha lasciato il segno indelebile sull&#8217;operato di un presidente e di una parte politica che fino a non pi\u00f9 di un anno \u00e8 mezzo fa godeva della fiducia massima del proprio elettorato. Ma cosa ha portato ad un risultato tanto netto? L&#8217;astensionismo ha giocato un ruolo fondamentale. Solo il 41% dei rumeni si \u00e8 recato alle urne e la percentuale, bench\u00e9 addirittura superiore di oltre tre punti a quella del 2008, resta ai limiti della credibilit\u00e0 democratica. L&#8217;elettorato indeciso e quello che in precedenza aveva dato fiducia alla destra prima che essa sottomettesse anima e corpo la propria politica a quella delle banche, \u00e8 rimasto beatamente a casa punendo la &#8216;bad politic&#8217; di Basescu e dei suoi uomini. In questo contesto, diventa difficile immaginare una convivenza pacifica tra le due massime cariche dello stato costrette a convivere in un sistema presidenziale che impone una necessaria armonia per essere funzionale. Da una parte il presidente Basescu, attaccato sistematicamente dai suoi avversali, che nei suoi due mandati ha dovuto saltare per ben due volte la prova della mozione di sfid\u00f9cia del Parlamento, l&#8217;ultima a luglio superata per manca-<br \/>\nto raggiungimento del quorum. Dall&#8217;altro, un premier sempre pi\u00f9 sicuro di se stesso, forte di con un consenso popolare netto, chiaro e di una maggioranza in Parlamento che sar\u00e0 schiacciante al punto che, dopo una prima dichiarazione d&#8217;amore verso i magiari delTUdmr, storici &#8216;ballerini&#8217; del quadro politico rumeno e appena capaci di superare la soglia di sbarramento elettorale del 5%, in molti nel centro sinistra hanno espresso il loro parere negativo per la CQOpetazione nel governo. Passer\u00e0 in secondo piano anche l&#8217;ottimo 14% dell&#8217;indipendente Dan Diaconescu e del suo Pp-Dd.<br \/>\nVictor Ponta prima ha lanciato un appello alla calma al presidente Basescu dichiarando, a caldo domenica sera: \u00abL&#8217;opposizione sar\u00e0 trattata con rispetto cos\u00ec come non siamo stati trattati noi. fl nostro desiderio \u00e8 quello che questa battaglia elettorale sia l\u00e0 conclusione di una guerra politica che ha devastato la Romania e voglio chiedere a tutte te fbjze in campo un momento di pace etri-flessione per la crescita del paese\u00bb. Ma ieri, alla domanda di un giornalista sulle eventuali congratulazioni del presidente Basescu per la vittoria ottenuta, ha risposto: \u00abNessuna telefonata. Solo in America sono cos\u00ec gentili\u00bb.<br \/>\n(di Glanluca Falco Il Manifesto 12 12 11)<\/p>\n<p>EX JUGOSLAVIA &#8211; L\u2019AJA ASSOLVE HARADINAJ &#8211; II 29 novembre il Tribunale penale per la ex Jugoslavia (Tpi) ha assolto l&#8217;ex premier del Kosovo Ramush-Haradinaj dall&#8217;accusa di crimini di guerra contro serbi, rom e albanesi che avevano collaborato con Belgrado durante il conflitto del 1998-99. Dopo l&#8217;assoluzione dei generali croati Ante Gotovina e Mladen Markac, secondo Blic &quot;la sentenza \u00e8 un altro insulto alla memoria delle vittime serbe. E fa passare per idioti i serbi che hanno creduto ai valori della democrazia occidentale e si sono battuti contro Milosevic&quot;. Il Tpi ha invece confermato la condanna all&#8217;ergastolo per il criminale di guerra serbo Milan Lukic.<\/p>\n<p>SLOVENIA &#8211; Elezioni e proteste in Slovenia. Manifestazioni, scontri, arresti e feriti. In Slovenia la vittoria alle presidenziali dell&#8217;ex premier Borut Pahor, che al ballottaggio del 2 dicembre ha sconfitto con il 67 per cento dei voti il capo di stato uscente Danilo Tiirk, \u00e8 accompagnata da gravi tensioni. Le proteste, organizzate a Maribor e Lubiana, hanno preso di mira le politiche di austerit\u00e0 del governo di centrodestra del premier Janez Jansa, appoggiate anche da Pahor. &quot;Pahor ha vinto promettendo che il paese uscir\u00e0 dalla crisi&quot;, scrive Delo. &quot;Ma lui e Jansa ora dovranno convincere gli sloveni che i tagli servono. Altrimenti le proteste si intensificheranno. Per il nuovo presidente questa \u00e8 l&#8217;ultima possibilit\u00e0&quot;.<\/p>\n<p>GERMANIA &#8211; Armi tedesche per il mondo. Der Spiegel, Germania . I carriarmati tedeschi sono i preferiti degli stati arabi e di altri paesi autoritari, scrive Der Spiegel, &quot;consapevoli che la coalizione di Angela Merkel ha progressivamente ammorbidito i severi vincoli alle esportazioni di armi&quot;. I dati ufficiali descrivono bene il boom del settore: nel 2011 Berlino ha concesso licenze per l&#8217;esportazione di armi per oltre dieci miliardi di euro. Merkel, continua il settimanale, ripete che la politica estera del suo governo &quot;\u00e8 legata ai valori della democrazia e dei diritti umani, ma allo stesso tempo autorizza affari con governi che in tema-di diritti umani hanno un bilancio terribile&quot;. L&#8217;organo in cui &quot;emergono le contraddizioni&quot; \u00e8 il consiglio federale di sicurezza, che il 26 novembre ha autorizzato la vendita di armi in aree &quot;calde&quot; come Mali, Arabia Saudita e Israele. Questa strategia, perseguita in nome della stabilit\u00e0, \u00e8 in realt\u00e0 un programma di sostegno all&#8217;industria militare tedesca, che con la crisi ha perso le tradizionali commesse dei paesi occidentali. *<br \/>\nGERMANIA &#8211; Angela Merkel \u00e8 stata confermata il 4 dicembre alla guida dell&#8217;Unione cristianodemocratica (Cdu) durante il congresso di Hannover. La cancel-liera ha ottenuto il 97,94 per cento dei voti.<\/p>\n<p>GRECIA &#8211; Atene ricompra il suo debito<br \/>\nLa Grecia ha lanciato una delicata operazione per riacquistare il suo debito pubblico attualmente detenuto da creditori privati. L&#8217;investimento previsto \u00e8 di dieci miliardi di euro, e i creditori che accetteranno lo scambio dovrebbero subire una perdita compresa tra il 60 e il 70 per cento del valore iniziale delle obbligazioni acquistate. Dall&#8217;esito della manovra dipender\u00e0 il versamento della prossima rata di aiuti da parte dei creditori internazionali (U\u00e8, Bce e Fmi), soldi indispensabili ad Atene per evitare il default, spiega Kathimerini. Il riacquisto \u00e8 la prima tappa verso il risanamento del debito pubblico, che dovrebbe scendere dall&#8217;attuale 160 per cento del pii al 124 per cento nel 2020.<br \/>\nGRECIA &#8211; Secondo il rapporto di Transparency international per il 2012, la Grecia \u00e8 il paese pi\u00f9 corrotto dell&#8217;Unione europea. I pi\u00f9 virtuosi sono la Danimarca e la Finlandia.<\/p>\n<p>UCRAINA &#8211;  II 3 dicembre il primo ministro Mykola Azarov (nella foto) si \u00e8 dimesso dopo essere stato eletto deputato nelle elezioni legislative di ottobre. <\/p>\n<p>SPAGNA. La contrataci\u00f3n del ex juez espa\u00f1ol Baltasar Garz\u00f3n como asesor de la C\u00e1mara de Diputados, luego de que el Gobierno le otorgara la residencia temporaria, gener\u00f3 pol\u00e9mica y cr\u00edticas de legisladores de espacios opositores. El magistrado espa\u00f1ol, que fue inhabilitado por el Tribunal Supremo de su pa\u00eds hasta el 2021 , ven\u00eda cumpliendo esa funci\u00f3n ad honorem desde marzo. Y una vez que concluy\u00f3 los tr\u00e1mites para radicarse en el pa\u00eds, a fines de octubre, fue nombrado con la categor\u00eda de director \u2013las m\u00e1s alta del Congreso\u2013 con un sueldo de bolsillo de unos 20.000 pesos, seg\u00fan revelaron a Clar\u00edn fuentes de la C\u00e1mara baja. Su tarea consiste en asesorar a la Comisi\u00f3n de Derechos Humanos, que preside el kirchnerista Remo Carlotto. Y es infrecuente que una asesor\u00eda sea equiparada al rango de un director de \u00e1rea. Adem\u00e1s, sectores de oposici\u00f3n destacaron que los extranjeros no nacionalizados suelen tener fuertes trabas para ser aceptados como empleados efectivos del Poder Legislativo. De hecho, varios proyectos para revertir esa discriminaci\u00f3n est\u00e1n cajoneados por el oficialismo. Garz\u00f3n recibi\u00f3 varias veces elogios p\u00fablicos de la Presidenta \u2013el primero en persona fue cuando presenci\u00f3 la apertura de sesiones legislativas, el 1\u00b0 de marzo\u2013 y la propia Cristina le entreg\u00f3 el jueves el DNI argentino , en el marco de un acto en la Casa Rosada. El juez cobr\u00f3 notoriedad internacional al juzgar al dictador chileno Augusto Pinochet y actualmente es asesor del Tribunal Internacional de La Haya. En febrero, la Justicia espa\u00f1ola ratific\u00f3 su inhabilitaci\u00f3n por 11 a\u00f1os para ejercer, por haber ordenado escuchas ilegales en un caso de corrupci\u00f3n que involucr\u00f3 a funcionarios del Partido Popular. El kirchnerismo lo recibi\u00f3 con los brazos abiertos. Y en los d\u00edas previos a la entrega del DNI Garz\u00f3n levant\u00f3 su exposici\u00f3n: presenci\u00f3 la segunda jornada del juicio por delitos de lesa humanidad en la ESMA junto a Estela de Carlotto, titular de Abuelas, mantuvo una reuni\u00f3n en Jujuy con Milagro Sala, lider de la agrupaci\u00f3n Tupac Amaru; y dio una conferencia de prensa en Corrientes con el intendente kirchnerista \u201cCamau\u201d Esp\u00ednola. All\u00ed defendi\u00f3 la ley de medios y se pronunci\u00f3 a favor de una eventual re-reelecci\u00f3n de Cristina. Diputados opositores tomaron con sorpresa la designaci\u00f3n en un alto cargo en el Congreso y cuestionaron al Gobierno por concederle el DNI en un tr\u00e1mite expr\u00e9s . \u201cMe llama la atenci\u00f3n que una figura como Garz\u00f3n, que ha sido una persona tan medi\u00e1tica en los \u00faltimos tiempos, se avenga a cumplir ese tipo de funciones y por un monto de dinero que para \u00e9l no es significativo \u201d, asegur\u00f3 Enrique Thomas, jefe de bloque del Frente Peronista, por FM 92.7. \u201cEs un tema ins\u00f3lito y vamos a pedir que se investigue c\u00f3mo fue esa contrataci\u00f3n\u201d, agreg\u00f3.<br \/>\n\u201cMe sorprende. Cuando uno pide que se contrate a un asesor especializado, no ocurre. A m\u00ed me gustar\u00eda contar con Luis Moreno Ocampo para trabajar en la lucha contra la corrupci\u00f3n, por ejemplo.<br \/>\nNo entiendo cu\u00e1l es el criterio \u201d, dijo a este diario la macrista Laura Alonso. \u201cGarz\u00f3n debe tener un pasar econ\u00f3mico resuelto, en su caso yo ser\u00eda asesor ad honorem y no estar\u00eda pichuleando un contrato en el Congreso\u201d, cuestion\u00f3.<br \/>\n\u201cEs una persona de trayectoria y tiene derecho de trabajar en la Argentina. Pero tiene un problema serio en Espa\u00f1a con un tribunal reconocido\u201d, consider\u00f3 Patricia Bullrich, de Uni\u00f3n por Todos, y agreg\u00f3: \u201cTiene que ver con la intenci\u00f3n del Gobierno de apropiarse de los derechos humanos<\/p>\n<p>ITALIA.<br \/>\nITALIA \u2013 CRISI DI GOVERNO &#8211; LE SCADENZE . Urne a febbraio, senza precedenti. Conseguenze per Napolitano. Tre poltrone per Monti.  Camere presto sciolte. Per il premier Colle, governo o senato. E il capo dello stato valuter\u00e0 se dimettersi<br \/>\nROMA &#8211; Precedenti non ce ne sono, se non tornando al pre fascismo e all&#8217;Italia liberale; alle urne per le elezioni politiche la Repubblica ha sempre chiamato tra il 24 marzo e il 26 giugno. L&#8217;anno prossimo l&#8217;anticipo sar\u00e0 di almeno un mese, forse pi\u00f9: si voter\u00e0 il 17 febbraio o pi\u00f9 probabilmente la domenica successiva, 24 febbraio 2013. La conferma \u00e8 venuta dalla ministra dell&#8217;interno, mentire il ministro per i rapporti con il parlamento ha tessuto la tela tra Quirinale, presidenza del senato e della camera e partiti, n calendario \u00e8 questo: la legge di stabilit\u00e0 sar\u00e0 approvata nella settimana che precede il natale. Poi il cap\u00f2 dello stato scioglier\u00e0 le camere e il presidente Monti terr\u00e0 la sua conferenza stampa di fine anno venerd\u00ec 21 dicembre. Scioglier\u00e0 allora la riserva sul suo futuro politico? Potrebbe farlo anche prima. Ieri il professore \u00e8 rimasto sul vago, continua ad alludere a un suo futuro impegno lasciandosi aperte pi\u00f9 strade. Se dovesse davvero spendere il suo nome per la coalizione di centro parteciperebbe cos\u00ec alla campagna elettorale, da candidato premier in pectore ma senza bisogno di candidarsi, in quanto \u00e8 senatore a vita. Solo cos\u00ec potrebbe rianimare quell&#8217;insieme di liste e iniziative personali che stentano eppure vogliono radunarsi tra il Pdl e la coalizione di centrosinistra. Molta stampa ne parla come il destino del paese, la garanzia della continuit\u00e0 montiana anche nel prossimo parlamento, n periodico sondaggio del telegiornale di la\/ieri sera assegnava al centro un discreto 11,3% dei consensi, ma dalla composizione piuttosto evanescente: nessuno infatti dei partiti inquadrati nell&#8217;alleanza possibile raggiungerebbe al momento il 4%, soglia di sbarramento per le formazioni coalizzate (si va dal 3,9% dell&#8217;Udc allo 0,5% di Grande Sud, la lista Montezemolo ferma \u00ab12,6%).  Con queste truppe Monti dovrebbe fare argine al ritorno di Berlusconi, posto che sulla paura europea del cavaliere sta evidentemente costruendo la sua immagine di \u00abgaranzia\u00bb. Inevitabile allora ragionare di un&#8217;alleanza tra il centro montiario e il centrosinistra. In parlamento a risultato conseguito, ma forse anche prima, almeno per la sfida del senato dove altrimenti Pd e Sei rischierebbero di perdere pochi ma decisivi seggi. Le poche parole che il professore sta spendendo ette in guardia dal pericolo del ritorno del populismo, spiga che \u00abgli italiani non sono sciocchi, sono maturi e non sono tanto disposti a credere a promesse irrealizzabili\u00bb. Un paio di colpi di pennello che dipingono alla perfezione il profilo di Berlusconi. Infatti sono i suoi a risentirsi ie a ricambiare con attacchi al presidente del Consiglio. Siamo ancora ai primi passi ma ci muoviamo gi\u00e0 sul riconoscibile sentiero della sfida tra responsabili e spericolati, tra realt\u00e0 e sogno. Uno schema questo che inevitabilmente tender\u00e0 a mettere in difficolt\u00e0 Bersani nel corso di tutta la campagna elettorale, quello del leader del centrosinistra \u00e8 un messaggio pi\u00f9 complicato, riassumibile nella formula del cambiamento nella continuit\u00e0. \u00c8 dunque comprensibile che il segretario Pd sia il pi\u00f9 preoccupato, e il pi\u00f9 risoluto nel consigliare a Monti di stame fuori. A tee giorni dalle (annunciate) dimissioni del professore da palazzo Chigi, Bersani ha gi\u00e0 detto tre volte che Monti \u00abdeve restare fuori dalla contesa\u00bb. Per lui il Pd sta conservando da mesi la poltrona &#8216; del Quirinale, Bersani \u00e8 solo un po&#8217; pi\u00f9 prudente di Alfano che, invece, a Porta a Porta ieri ha lanciato platealmente l&#8217;amo al premier che ha appena sfiduciato: \u00abSarebbe un prestigiosissimo presidente della Repubblica\u00bb. Saltano cos\u00ec tutti gli ambiti istituzionali e un senatore a vita si trova nella straordinaria posizione di poter ambire a tre diversi incarichi: presidente del Consiglio-bis, capo dello stato o mal che vada ancora senatore. E la successione al Colle si carica di un valore politico che non dovrebbe avere, essendo il presidente della Repubblica una figura politicamente non responsabile. Il problema si pone anche perch\u00e9 avendo anticipato cos\u00ec tanto le elezioni, ai primi di marzo Giorgio Napolitano si trover\u00e0 nella condizione di dover dare l&#8217;incarico al nuovo capo del governo. Dovesse uscire dalle urne una netta e indiscutibile maggioranza potrebbe anche farlo, avendo davanti ancora due mesi di mandato. Ma se cos\u00ec non dovesse essere, sarebbe costretto a dimettersi per non precostituire una scelta che spetta &#8211; l&#8217;ha pi\u00f9 volte detto &#8211; al suo successore. La corsa al Colle allora anticiperebbe addirittura quella per palazzo Chigi. Monti sarebbe comunque il favorito. (di a. fab. Il Manifesto 12 12 11 )<\/p>\n<p>ROMA &#8211; La storia non si ripete a volte diventa farsa.  PdL, \u00c8 RISSA Berlusconi is back e nel Pdl volano gli stracci. Angelino Aliano non digerisce I-intervista a \u00abRepubblica\u00bb di Marcello Dell\u2019Utri, che liquida il gi\u00e0 liquidato dettino: \u00abLa segreteria Alfano non \u00e8 mai esistita\u00bb. Il segretario, che si \u00e8 pure dovuto accollare le dimissioni di Monti, si sfoga da Vespa: \u00abDell&#8217;Utri \u00e8 un povero disgraziato e parla \u00abi ruota libera. Il suo pensiero non coincide con quello di Berlusconi e gli osservatori che credono sia cos\u00ec nuocciono al Cavaliere. Berlusconi deve porsi seriamente il problema della composizione delle liste\u00bb. Dell\u2019Utri rincara:  Disgraziato l&#8217;ho detto prima io. I guai del Pdl &#8211; vengono dalla sua insipienza. Non ha le palle, non c&#8217;entra niente con noi\u00bb. E Alfano twitta: \u00abLa distanza da lui mi Onora\u00bb. Ancora pi\u00f9 distante Giorgia Meloni: \u00abNiente operazioni nostalgia, se il Pdl rimarr\u00e0 cos\u00ec io non ho stimoli per rimanere\u00bb.<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Lavoro: \u00e8 record di scoraggiati Istat su terzo trimestre, rassegnati di fronte a ricerca posto. Lavoro: \u00e8 record di scoraggiati &#8211; Gli scoraggiati in Italia continuano ad aumentare e nel terzo trimestre 2012 sfiorano il livello record di 1,6 milioni. E&#8217; quanto emerge dai dati Istat su coloro che non cercano lavoro perch\u00e9&#8217; ritengono di non riuscire a trovarlo. Nel dettaglio si tratta di 1 milione 596 mila persone, il numero piu&#8217; alto dall&#8217;inizio delle serie storiche relative (III trimestre 2004).<\/p>\n<p>ROMA- \u00c8 &quot;essenziale&quot; per la nostra vita democratica che le forze parlamentari non tradiscano gli impegni assunti sulla riforma della legge elettorale, mettendo fine a &quot;questo interminabile braccio di ferro, gioco degli equivoci, ripetuto alternarsi di opposti irrigidimenti&quot;. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in una lettera inviata due giorni fa al deputato del Pd Roberto Giachetti, che mercoled\u00ec ha annunciato di essere costretto a interrompere per problemi clinici lo sciopero della fame indetto per sollecitare la riforma, ribadisce la necessit\u00e0 di andare alle urne con una legge diversa dal porcellum: &quot;Ancora di recente &#8211; scrive il Capo dello Stato &#8211; ho ricordato incontrando (con il presidente del Consiglio) i presidenti della Camere come gi\u00e0 a fine gennaio avessi riferito loro degli incontri da me promossi con gli esponenti dei cinque partiti presenti in Parlamento: incontri nel corso dei quali si erano tutti dichiarati convinti della necessit\u00e0 di modificare la legge del 2005. E purtroppo da allora, a dieci mesi di distanza, non si sa se si stia avvicinando la conclusione di questo interminabile braccio di ferro, gioco degli equivoci, ripetuto alternarsi di opposti irrigidimenti, da cui \u00e8 stato messo a grave rischio il mantenimento di un impegno assunto da tutte le forze politiche in risposta ad aspettative pi\u00f9 che comprensibili diffusi tra i cittadini-elettori&quot;. Il richiamo di Napolitano arriva come un macigno mentre al Senato ancora si continua a trattare su un&#8217; intesa che ha tempi sempre pi\u00f9 ristretti. Secondo Giachetti, reduce da 123 giorni di digiuno, ci sono i tempi tecnici per approvare la riforma entro la fine della prossima settimana al Senato, discuterla in 10 giorni (come si fece per il lodo Alfano) alla Commissione Affari costituzionali della Camera e approvarla nell&#8217; aula di Montecitorio tra il 27 e il 29 dicembre prima di ritrasmetterla al Senato .<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE e AFRICA .<br \/>\nTUNISIA \u2013 La rabbia di Siliana. II 2 dicembre, dopo cinque giorni di rivolte e di sciopero generale, a Siliana \u00e8 tornata la calma. Negli scontri tra la polizia e i manifestanti &#8211; che protestavano contro la disoccupazione, la povert\u00e0 e la mancanza di progressi dopo la rivoluzione &#8211; sono rimaste ferite trecento persone, molte agli occhi, da colpi di fucile caricato a pallettoni. Secondo Leaders, l&#8217;ondata di proteste mette in difficolt\u00e0 il governo del partito islamico Ennahda, accusato di chiudere la porta al dialogo e di non cercare soluzioni alla crisi socioeconomica: &quot;La dura repressione delle proteste di Siliana compromette la coesione sociale e la convivenza&quot;.<\/p>\n<p>EGITTO &#8211; Morsi sotto attacco Tahrir, Egitto. II 4 dicembre decine di migliaia di manifestanti sono tornati in piazza al Cairo. Hanno circondato il palazzo presidenziale e costretto Mohamed Morsi ad abbandonare l&#8217;edificio. Protestavano contro la bozza di costituzione, approntata in grande fretta il 30 novembre, che secondo loro attribuisce troppo potere al presidente e potrebbe permettere alle autorit\u00e0 islamiche di limitare i diritti civili. Le manifestazioni sono continuate il giorno successivo, con duri scontri al Cairo tra oppositori e sostenitori del presidente. &quot;No alla dittatura&quot;, titolava Tahrir nella sua edizione del 3 dicembre. Il giorno dopo il quotidiano, insieme ad altri undici giornali e a cinque tv, ha scioperato in segno di protesta contro l&#8217;attacco alla libert\u00e0 di espressione contenuto nella dichiarazione del 22 novembre con cui Morsi si \u00e8 attribuito poteri straordinari. Secondo Yehia Kalash, portavoce del comitato nazionale per la difesa dell&#8217;informazione, anche &quot;la bozza di costituzione non tutela la libert\u00e0 di stampa, uno dei pilastri dello stato democratico&quot;. Il governo ha annunciato che il referendum sulla nuova costituzione sar\u00e0 il 15 dicembre e che Morsi rinuncer\u00e0 ai poteri speciali solo dopo il voto. ^<\/p>\n<p>PALESTINA &#8211; Da Ramallah Amira Hass. Dov\u00e9  il buonsenso. L&#8217;enorme cratere di cui vi ho parlato qualche tempo fa, distante due o tre metri dall&#8217;edificio dove abito, mi ha aiutato a capire cosa c&#8217;\u00e8 dietro la frase &quot;dobbiamo costruire le nostre istituzioni&quot;, ripetuta spesso dai funzionari palestinesi. La questione non riguarda l&#8217;edilizia, ma quelle norme di buonsenso che dovrebbero regolare la vita delle persone.<br \/>\nSotto la mia finestra tre o quattro operai lavorano giorno e notte stendendo cemento. Solo quando piove ci viene risparmiata la luce potente dei fari e il frastuono incessante delle betoniere e degli altri macchinari. La settimana scorsa, alle dieci e mezza di sera, sono scesa a parlare con gli operai. Ce n&#8217;erano due, originari di un villaggio a est di Ramallah. &quot;\u00c8 dalle quattro del mattino che lavorate&quot;, ho esordito. &quot;Diamo fastidio?&quot;, ha risposto uno di loro con espressione contrita. Gli ho chiesto se ero l&#8217;unica a essersi lamentata. &quot;Si, ma io non ho paura di lei. Ho paura della polizia&quot;, ha risposto.<br \/>\nQuesto \u00e8 niente rispetto a quello che \u00e8 successo un mese fa. Il comune aveva deciso di riasfaltare la nostra piccola strada, ma le piogge intense avevano costretto gli operai a sospendere i lavori. Cos\u00ec la strada si \u00e8 trasformata in una profonda pozzanghera fangosa e un giorno una mia vicina ha avuto un incidente con la macchina. Uno dei tre figli \u00e8 rimasto ferito e lei \u00e8 stata ricoverata in ospedale. Solo allora l&#8217;impresa edile si \u00e8 preoccupata di circondare il cratere con una barriera di legno e alcuni barili pieni di cemento. <\/p>\n<p>ISRAELE &#8211; Comites Israele. Serata di studio in occasione della pubblicazione del volume ITALIA<br \/>\nUna serata di studio in occasione della pubblicazione del volume ITALIA, nell\u2019ambito della serie \u201cComunit\u00e0 ebraiche in oriente nei secoli XIX e XX\u201d sotto la direzione di Roni Weinsteiin, pubblicato dall\u2019Istituto Ben Zvu e dal Ministero dell\u2019Educazione, si terr\u00e0 luned\u00ec 3 dicembre 2012 alle ore 19,00 presso l\u2019Auditorio dell\u2019Istituto Ben Zvi nella via Ibn Gvirol 14 \u2013 quartiere di Rechavia a Gerusalemme.<br \/>\nAlla serata di Studio presenzier\u00e0 il prof. Yom Tov Assis, Capo dell\u2019Istituto di Ricerche e di Studi Ben Zvi. Porteranno I loro saluti l\u2019Ambasciatore d\u2019Italia in Israele Francesco Maria Talo\u2019, il sig. Yaacov Yaniv Direttore della Fondazione Ben Zvu e il signor Moshe\u2019 Zafrani, Ispettore del Ministero dell\u2019Educazione.<br \/>\nPresenteranno la pubblicazione il prof. Sergio Della Pergola (Vice Presidente del Comites e prof. Emeritus dell\u2019Universit\u00e0 ebraica di Gerusalemme sul tema: \u201cl\u2019Ebrasimo italiano : sguardo verso il futuro remoto\u201d, il dr. Asher Selah \u201cebraismo italiano: comunit\u00e0 da paragonare\u201d. Conclusioni del dr. Roni Weinsteiin. Seguir\u00e0 un breve programma artistic con canzoni e musiche di compositori ebrei italiano.<br \/>\nDurante la serata sara\u2019 possibile acquistare il Volume con uno sconto.<br \/>\nHAIFA \u2013 Alla presenza del Sindaco di Haifa e dell\u2019Ambasciatore d\u2019Italia Francesco Maria Talo\u2019, inaugurate una strada in memoria di Primo Levi. Grande partecipazione di pubblico, e in special modo con componenti la collettivit\u00e0 italiana. Al termine dell\u2019inaugurazione l\u2019Ambasciatore Talo\u2019 si e\u2019 incontrato con la collettivita\u2019 italiana. Presente anche Sandro Di Castro, del Comites d\u2019Israele.<br \/>\nGERUSALEMME: KOL HAITALKIM \u2013 Il Bollettino di Informazione degli italiani in  Israele.<br \/>\nE\u2019 uscito, e gia\u2019 distribuito agli abbonati, il n. 52 del Bollettino di Informazione degli Italiani in Israele, giunto al suo tredicesimo anno di pubblicazione.  Questa volta il Notiziario e\u2019 composto da 16 pagine, tutte in italiano. Il Notiziario viene distribuito gratuitamente a oltre 2.800 famiglie in tutta Israele e anche all\u2019estero. Articolo sul Terzo Summit Intergovernativo tra Israele e Italia, altro articolo di R. Picciotto su problematiche e successi dell\u2019immigrazione, resoconto della celebrazione del 16 ottobre a Yad Vashem, un ricordo dell\u2019attentato al Tempio di Roma: 30 anni fa,  il terremoto in Emilia Romagna, comunicati e informazioni del Comites, I programmi della Dante Alighieri e del Club giallorosso. Articolo sull\u2019Accordo di Sicurezza sociale Italia-Israele, programmi del Club della terza eta\u2019, lettere al Direttore e recensioni di libri.<br \/>\nNonostante la crisi finanziaria e le ristrettezze economiche e dei finanziamenti, il Notiziario riesce a essere pubblicato con una cadenza trimestrale grazie alla collaborazione della Redazione e di volontari formati da: Miriam Toaff Della Pergola (Direttrice), Tamara Cesana, Lello Dell\u2019Ariccia, Beniamino Lazar, Claudia Orvieto, Reuven Ravenna e Franca Rodriguez Garcia<\/p>\n<p>GHANA &#8211; La campagna su Facebook. La campagna elettorale delle elezioni presidenziali e legislative del 7 dicembre in Ghana si \u00e8 giocata anche sul web. Il risultato del voto \u00e8 incerto, scrive Jeu-ne Afrique, ma &quot;con l\u00f3pmila amici su Facebook, Nana Akufo-Addo, il candidato del partito d&#8217;opposizione Npp, ha vinto la battaglia digitale contro il presidente ad interini John Dramani Mahama (succeduto a John Atta Mills, dopo la sua morte nel luglio scorso)&quot;. Il Ghana \u00e8 un paese sempre pi\u00f9 giovane e urbanizzato, e i politici fanno un ampio uso dei social network.<\/p>\n<p>MALI \u2013 Incontro in Buriana Faso. Nella capitale burkinab\u00e9 Oua-gadougou si sono incontrati per la prima volta il 4 dicembre i rappresentanti del governo ma-liano, del gruppo islamico Ansar eddine e dei ribelli tuareg del Movimento nazionale per la liberazione dell&#8217;Azawad (Mnla) per discutere della crisi nel nord del Mali, in mano ai gruppi islamici. Tuttavia, scrive il Journal du Mali, molti maliani non sono favorevoli al dialogo.<\/p>\n<p>KUWAIT I candidati della minoranza sciita hanno ottenuto un terzo dei seggi nelle elezioni legislative del i dicembre. L&#8217;opposizione islamica, che ha boicottato il voto, ha chiesto lo scioglimento del nuovo parlamento.<\/p>\n<p>RDC II i dicembre i ribelli dell&#8217;M23 hanno lasciato la citt\u00e0 di Coma, nel Nord Kivu, occupata dal 20 novembre. Il governo ha annunciato l&#8217;apertura di un dialogo con i ribelli a Rampala, in Uganda.<br \/>\nSUDAFRICA  &#8211;  Johannesburg la memoria dell\u2019emigrazione giuliana. \u00c8 stato presentato il  30 novembre il volume \u201c&#8230;e un giorno c\u2019imbarcammo &#8211; da Lussino, Veglia, Monfalcone, Trieste i nostri pionieri in Sud Africa\u201d della giornalista Viviana Facchinetti<br \/>\nContinuando nel suo progetto editoriale avviato qualche anno fa con il recupero di ricordi ed emozioni di emigrati giuliano-dalmati in Australia e proseguito con le memorie dei giuliani ora residenti in Canada e Stati Uniti, la giornalista Viviana Facchinetti ha pubblicato il terzo volume dedicato all\u2019argomento, \u201c&#8230;e un giorno c\u2019imbarcammo &#8211; da Lussino, Veglia, Monfalcone, Trieste i nostri pionieri in Sud Africa\u201d.<br \/>\nCon il contributo dell\u2019Associazione Giuliani nel Mondo e della Regione Friuli Venezia Giulia, il libro, che verr\u00e0 presentato a Johannesburg il prossimo 30 novembre, \u00e8 appunto dedicato ai nostri conterranei residenti in Sud Africa: un assemblaggio di vari tasselli esistenziali, raccontati da chi gli eventi li ha traversati e subiti, finalizzato alla ricostruzione di uno spaccato della nostra storia, unicamente sulla base di reali testimonianze di vita, raccolte dall\u2019autrice direttamente sul posto. Le memorie di storie familiari che hanno incrociato la storia attraverso tre secoli sono state affidate alla scrittura della Facchinetti all\u2019incirca da una settantina di intervistati, dalle prime alle terze generazioni di Giuliani in Sud Africa.<br \/>\nCorredato da materiale iconografico, per lo pi\u00f9 inedito, il tutto \u00e8 inserito in un accurato contesto descrittivo dedicato alla memoria collettiva, con riferimenti a significativi momenti storici e particolare attenzione al risvolto emozionale. Senza alcuna supponenza storica, ma spinta dall\u2019affettuosa approvazione con cui le precedenti raccolte di testimonianze sono state accolte, ancora una volta l\u2019autrice si porge unicamente nel suo ruolo di cronista nel riferire le storie raccolte dalla viva voce dei protagonisti, collaborando per quanto possibile al recupero di una memoria e di un vissuto di cui esiste ridotta informazione.<br \/>\nIn apertura del libro, l\u2019autrice ha voluto anche riportare l\u2019intervista da lei fatta all\u2019ammiraglio Agostino Straulino, una delle figure leggendarie della vela italiana, con i passaggi meno conosciuti, forse ignorati, della sua vita. Le eccezionali confidenze raccolte dalla Facchinetti sono un omaggio ai protagonisti delle storie vissute e raccontate nel volume: storie sbocciate sul mare, storie di navi e di genti che sul mare arrivarono lontano, incominciate a Lussino o a Lussino accomunate. (ItalPlanet News)<\/p>\n<p>ASIA e PACIFICO<br \/>\nGIAPPONE &#8211; Un paese fragile . Mentre la polizia giapponese indaga sulle cause del crollo nel tunnel di Sasago, vicino a Tokyo, dove il 2 dicembre sono morte nove persone, sorgono dubbi sulla sicurezza delle altre infrastrutture del paese. Dai controlli fatti a  nel tunnel i tecnici non si erano accorti che la falda acquifera stava corrodendo i bulloni del soffitto, fino a provocarne la caduta. Secondo Business Journal, con le difficolt\u00e0 economiche e i tagli alla spesa per la manutenzione delle opere pubbliche, i controlli sono pi\u00f9 sporadici e superficiali ed \u00e8 pi\u00f9 difficile prevenire incidenti simili. Molte di queste strutture, inoltre, sono un&#8217;eredit\u00e0 del periodo di boom economico, quando si costruiva con esigenze diverse (come i soffitti ventilati dei tunnel per l&#8217;eccesso di gas di scarico). Secondo il governo, tra vent&#8217;anni pi\u00f9 della met\u00e0 dei ponti e il 46 per cento dei tunnel avr\u00e0 superato la soglia di sicurezza dei 50 anni e avr\u00e0 bisogno di una manutenzione straordinaria.<\/p>\n<p>COREA DEL NORD &#8211; La pol\u00ectica del razzo. &quot;La tempistica del lancio di un razzo a lunga gittata annunciato da Pyongyang il i dicembre lascia intravedere un chiaro intento politico&quot;, scrive il quotidiano sudcoreano Hankyoreh. Il lancio, condannato anche da Pechino, dovrebbe avvenire infatti tra il io e il 22 dicembre, a ridosso delle elezioni giapponesi del 16, delle presidenziali sudcoreane del 19 e del primo anniversario della morte di Kim Jong-il, che cade il 17. Pyongyang potrebbe voler rifare il test, che ad aprile era fallito, prima che comincino nuovi colloqui. Intanto Tokyo ha posizionato a Okinawa dei missili intercettatori Pac-3-<\/p>\n<p>CINA &#8211;  II 4 dicembre 14 persone sono morte in un incendio scoppiato in una fabbrica tessile a Shantou, nella provincia meridionale del Guangdong.<br \/>\nCINA &#8211; Le immagini che pubblicizzano latte e prodotti caseari in Cina mostrano di solito famiglie sorridenti che vivono in campagna circondate da mucche al pascolo serene su distese di erba verde. Ma la realt\u00e0 \u00e8 diversa, scrive Caixin, ed \u00e8 fatta di stalle che contengono anche tre-quattromila capi. Lo scandalo del latte contaminato con la melamina, che ha colpito il settore nel 2008, ha spinto verso un ripensamento dell&#8217;industria lattiera, con l&#8217;obiettivo di alzare gli standard quantitativi e qualitativi della produzione. Le aziende sostenute dal governo puntano sugli allevamenti di grandi dimensioni, con pi\u00f9 di diecimila capi. Secondo le statistiche sono almeno quaranta gli allevamenti di grandi dimensioni e nella regione dell&#8217;Annui c&#8217;\u00e8 un progetto per un allevamento da 4omila capi. Il rovescio della medaglia, tuttavia, \u00e8 che fattorie di tali dimensioni hanno conseguenze notevoli sullo sfruttamento del territorio, &#8216; che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 utilizzato per il foraggio a scapito di altre coltivazioni. Tanto pi\u00f9 che, non essendo proprietari dei terreni, gli industriali non si sentono responsabili per questa situazione, sottolinea il settimanale. <\/p>\n<p>PAKISTAN &#8211; Sangue e fede. Nonostante le eccezionali misure di sicurezza adottate dal governo pachistano, dall&#8217;inizio del Muharram, il primo mese del calendario islamico, il 14 novembre nel paese sono morte 38 persone e 216 sono state ferite in sette diversi attacchi contro gli sciiti. &quot;Per i moderati il problema \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 un dibattito nazionale sul settarismo&quot;, scrive The Friday Times. Secondo lo storico Mubarak Ali &quot;\u00e8 una conseguenza naturale di uno stato confessionale, che quindi non accetta le sue minoranze. La soluzione sarebbe separare politica e religione&quot;.<\/p>\n<p>INDIA &#8211; Vergogna olimpica. II 4 dicembre l&#8217;associazione olimpica indiana (loa), che stava per eleggere i suoi nuovi rappresentanti, \u00e8 stata sospesa dal comitato olimpico internazionale (loc). Il motivo \u00e8 che l&#8217;unico candidato a segretario generale, Lalith Bhanot, era stato il segretario generale del comitato organizzativo dei Giochi del Commonwealth del 2010, segnati dalla corruzione, ed \u00e8 in libert\u00e0 su cauzione dopo aver passato un anno in prigione. La sospensione implica che la loa non ricever\u00e0 fondi dallo loc e che gli atleti indiani non potranno partecipare alle prossime edizioni dei Giochi asiatici, dei Giochi del Commonwealth e delle Olimpiadi sotto la bandiera di New Delhi, ma dovranno farlo sotto quella olimpica. &quot;\u00c8 un duro colpo per lo sport indiano ma potrebbe essere l&#8217;occasione per fare un po&#8217; di pulizia ai vertici&quot;, scrive l&#8217;Hindustan Times.<\/p>\n<p>BIRMANIA &#8211; II 29 novembre la polizia ha represso con la forza una manifestazione a Rangoon contro un progetto cinese di aprire una miniera di rame vicino a Monywa, nel nord del paese. Il governo ha nominato una commissione d&#8217;inchiesta guidata da Aung San Suu Kyi. <\/p>\n<p>AMERICHE<br \/>\nSTATI UNITI &#8211; II rifiuto di Obama. &quot;II 4 dicembre il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha resp\u00ecnto la proposta dei repubblicani per ridurre il deficit, che prevedeva 600 miliardi di dollari di tagli alle spese sociali e 800 miliardi di entrate, senza aumenti delle tasse per i ricchi&quot;, scrive il Boston Globe. Senza un accordo il paese rischia il &quot;precipizio fiscale&quot;, una recessione provocata dai tagli alla spesa pubblica e dagli aumenti delle tasse previsti per il 2013.<br \/>\nSTATI UNITI &#8211; Le guerre dei droni. Il 1 dicembre gli Stati Uniti hanno realizzato il 300\u00b0 attacco con i droni in Pakistan da quando Barack Obama \u00e8 presidente. In Libia, Afghanistan e Iraq ci sono stati almeno 1.200 attacchi. Numero di attacchi con droni Fonte: The bureau of investigaiive journalism<br \/>\n500   H Yemen . Afghanistan 375,  Libia 375, 250  Iraq .<\/p>\n<p>COLOMBIA &#8211;  II i dicembre l&#8217;esercito ha ucciso venti ribelli delle Fare in un raid aereo. Intanto il 5 dicembre sono ripresi a Cuba i negoziati tra governo e Fare. Il presidente Juan Manuel Santos ha chiesto un accordo entro novembre del 2013. <\/p>\n<p>PARAGUAY-  II i dicembre il leader del movimento dei contadini senza terra, Vidal Vega, \u00e8 stato assassinato a Curuguaty, nel centro del paese.<\/p>\n<p>ARGENTINA &#8211; I piloti della morte . &quot;I voli della morte denunciati nel 1977 dal giornalista Rodolfo Walsh nella Carta abierta a lajunta militar, il giorno prima di essere ucciso, sono arrivati in tribunale 35 anni dopo&quot;, scrive il quotidiano P\u00e0gina 12. Il 28 novembre in un tribunale di Buenos Aires \u00e8 cominciato il terzo processo contro i militari della Escuela de mec\u00e0nica de la armada (Esma), che funzionava come centro di detenzione clandestino durante l&#8217;ultima dittatura militare (1976-1983). \u00c8 uno dei processi per crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 pi\u00f9 grandi della storia: ci sono 68 imputati accusati di rapimento, tortura e omicidio. Tra questi, otto piloti accusati di guidare gli aerei militari da cui venivano gettati in mare i detenuti dopo essere stati torturati e addormentati. &quot;Il metodo di gettare i prigionieri nell&#8217;oceano era usato dalle forze armate gi\u00e0 prima del colpo di stato. Ma poco dopo il golpe, nell&#8217;aprile del 1976, cominciarono ad apparire i primi cadaveri sulle coste dell&#8217;Uruguay&quot;. Tra due anni, e dopo aver ascoltato pi\u00f9 di novecento testimoni, i parenti delle vittime conosceranno la condanna che dovranno scontare i militari dell&#8217;Esma. <\/p>\n<p>MESSICO &#8211; In piazza contro Peiia Nieto. II i dicembre, mentre Enrique Pena Nieto s&#8217;insediava come nuovo presidente del Messico, fuori dal parlamento centinaia di persone hanno manifestato contro il ritorno al governo del partito rivoluzionario istituzionale (Fri). &quot;Si sono levate molte voci il i dicembre. Qualcuno ha chiesto le dimissioni del nuovo governo, altri gridavano &#8216;non siamo guerriglieri, ma presto lo diventeremo&#8217;. Il nuovo presidente farebbe bene ad ascoltarle&quot;, scrive Proceso. Ci sono stati scontri tra i manifestanti e la polizia, che ha caricato il corteo. Il movimento #\u00a5080732 ha denunciato la detenzione di persone innocenti.<\/p>\n<p>CUBA \u2013 CHAVEZ, PER LA PRIMA VOLTA  PENSA AL \u201cDOPO\u201d LANCIANDO IL SUO VICE, NICOLAS MADURO, COME CANDIDATO BOLIVARIANO. Sabato sera, 9 dicembre. In una trattoria di Caracas, Ernesto ha un orecchio attento all\u2019auricolare, l&#8217;altro alla conversazione del tavolo. Giovane militante del Partito socialista unito del Venezuela (Psuv), come molti suoi coetanei unisce la passione per il baseball a quella per la politica. E stasera i Tiburon\u00e8s giocano contro i Tigres. All&#8217;improvviso, Ernesto fa cenno a tutti di tacere: \u00abfl presidente -dice &#8211; sta facendo un annuncio\u00bb. Gli altri prestano attenzione: per interrompere cos\u00ec una trasmissione sportiva, ci dev&#8217;essere un motivo grave. La spiegazione arriva con le parole di Hugo Ch\u00e0vez, tornato il giorno prima da Cuba: il tumore nella zona pelvica, che lo affligge dal giugno 2011, ha riprodotto \u00abcellule maligne\u00bb, occorre operare con urgenza per la quarta volta. Per questo Ch\u00e0vez chiede al Parlamento di poter tornare a Cuba gi\u00e0 l&#8217;indomani. Il presidente spiega di aver forzato il parere dei medici e preso molti calmanti per parlare direttamente al popolo venezuelano, che lo ha riconfermato per la quarta volta il 7 ottobre scorso. \u00c8 venuto a dire che, in caso fosse &quot;inabilitato&quot; ad assumere l&#8217;incarico il 10 gennaio, il testimone passerebbe al vicepresidente, Nicol\u00e0s Maduro: in base alla Costituzione, ma anche secondo la sua precisa indicazione, l&#8217;ex ministro degli Esteri \u00e8 il candidato pi\u00f9 adatto a rappresentare il campo bolivariano in caso di nuove elezioni. La Costituzione prevede che Ch\u00e0vez possa avere davanti 3 mesi pi\u00f9 altri 3 prima che il Parlamento ne attesti \u00abl&#8217;impossibilit\u00e0 assoluta\u00bb a governare e il presidente dell&#8217;Assemblea, Diosdado Gabello, debba indire nuove elezioni. In questo caso, secondo Ch\u00e0vez, il candidato bolivariano sarebbe Nicol\u00e0s Maduro. Socialista e sindacalista della prima ora, Maduro, 50anni, ha partecipato alla stesura della Costituzione bolivariana ed \u00e8 uno dei dirigenti pi\u00f9 vicini a Ch\u00e0vez. Come ministro degli esteri, ha lavorato all&#8217;integrazione latinoamericana, il cui ultimo risultato \u00e8 stata l&#8217;adesione piena dei Venezuela al Mercosur, proprio sabato. Il discorso di Ch\u00e0vez esitato all&#8217;insegna dell&#8217;\u00ab unit\u00e0\u00bb, pi\u00f9 volte invocata a difesa della rivoluzione  bolivariana&quot;, delle sue conquiste di sovranit\u00e0 nazionale e di giustizia sociale. Cos\u00ec il presidente ha chiesto con forza \u00abl&#8217;appoggio del popolo e di tutte le correnti\u00bb. In primo luogo si \u00e8 rivolto al governo, chiedendogli di realizzare \u00abl&#8217;unit\u00e0 prima di ogni decisione che dovremo prendere nei prossimi giorni\u00bb. ?  Tra una canzone e un attestato di coraggio, Ch\u00e0vez ha ripercorso le tappe della sua malattia. Rispondendo alle accuse dell&#8217;opposizione ha detto di averne dato conto con chiarezza in ogni momento, e ha assicurato che, se non ;. avesse constatato un recupero, non si sarebbe ricandidato; \u00abVada come vada; \u00e8 gi\u00e0 stato un ? miracolo arrivare fin qui. E oggi abbiamo una patria, che nessuno si illuda\u00bb, ha aggiunto. Come dire: che gli avversari non credano di aver facile gioco &#8211; con un Psuv distratto o indebolito dalle lotte di corrente e privo di un leader carismatico &#8211; per vincere le elezioni regionali, e poi quelle comunali, nell&#8217;aprile 2013. E che non immaginino, a quel punto, di rendere ingovernabile il paese come durante il \u00abparo petrolero\u00bb del dicembre di dieci anni fa. Certo, lo scenario si complica senza Ch\u00e0vez, e porrebbe pesare sul poco scarto esistente in alcuni stati tra il candidato del Psuv e quello dell\u2019opposizione. E alcune figure moderate del chavismo, messe l\u00ec per catturare voti all&#8217;opposizione, potrebbero cambiare casacca, com&#8217;\u00e8 gi\u00e0 successo. Dall&#8217;altra parte, per\u00f2, non ci sono giganti, n\u00e9 motivazioni pi\u00f9 forti degli interessi di bottega, o gestioni regionali soddisfacenti. E le defezioni annunciate pubblicamente non sono mancate. Dopo il discorso del presidente, la gente scende in strada, cercandosi spontaneamente, come aveva fatto il 27 novembre sentendo l&#8217;annuncio dell&#8217;improvvisa partenza di Ch\u00e0vez per Cuba. Un primo gruppo si ritrova a Puente Llaguno, a circa 200 metri da Miraflores, sotto la statua dedicata alle vittime del colpo di stato del 2002. Occhi rossi, abbracci, bandiere rosse. Chi arriva in moto, chi in macchina, chi a piedi. \u00abCh\u00e0vez \u00e8 il nostro leader &#8211; dice Jersson, 15 anni, &#8211; \u00e8 difficile pensarci senza di lui, ma dobbiamo avere coraggio, prendere esempio anche in questo caso da lui e dargli forza\u00bb. Una donna di origine italiana, sposata a un militare, racconta che al ristorante, sentendo l&#8217;annuncio, l&#8217;opposizione ha festeggiato. Una pi\u00f9 anziana, si sporge dal finestrino dell&#8217;auto: \u00abfl processo bolivariano sta vivendo una fase delicata, sono preoccupata &#8211; dice -dobbiamo restare uniti\u00bb. Il giorno dopo, mentre il popolo chavista si riversa in Piazza Bolivar, il Parlamento si riunisce in seduta speciale, per approvare, a maggioranza, il viaggio del presidente a Cuba. Dio-sdato Gabello, presidente dell&#8217;Assemblea, dirige i lavori. L&#8217;opposizione attacca, la malattia del precidente \u00e8 stata un suo costante cavallo*&#8217; di battaglia: per creare allarmi (\u00absta morendo do\u00bb) o discredito (\u00abfa finta\u00bb). In questo caso, per\u00f2, sia con le parole di Maria Corina Machado (Stimate) che con quelle di Julio Borges!(Primero Justicia, il partito di Caprfles) usa ecumenismo e guanti di velluto: per fede o superstizione, scherzare col dolore o con la morte, qui, porta cattivi frutti, e poi siamo in periodo natalizio. E perci\u00f2, si manifesta solidariet\u00e0 formale \u00aballa famiglia del presidente e a quelle di tutti i malati\u00bb, precisando per\u00f2 \u00abche il Venezuela ha diritto di sapere, che il presidente non \u00e8 stato chiaro con la sua malattia e ora vuole governare il paese dall&#8217;estero\u00bb.<br \/>\n\u00abCuba non \u00e8 l&#8217;estero, ma la Patria grande\u00bb, ribattono i chavisti ricordando il progetto di Simon Bolivar; e il viaggio di Ch\u00e0vez \u00e8 cosa \u00abben diversa da quelli compiuti a Washington dai presidenti della IV Repubblica\u00bb. E fanno scudo intorno alla figura del leader malato, ribadendo i punti del nuovo programma di governo, il nuovo impulso alle misure sociali: \u00abCon le rivoluzioni del secolo scorso, gridavamo: &quot;Proletari di tutti i paesi uniti&quot;, ora si tratta di unirci sui punti di questa nuova rivoluzione\u00bb, dice la deputata Maria Leon, marxista e femminista.<br \/>\nNel pomeriggio, deputati e candidati alle regionali del prossimo 16 dicembre si recano in Piazza Bolivar, dove i militanti sono arrivati fin dal mattino. Analoghe manifestazioni si svolgono in tutto il paese. In ogni stato, in tutte le piazze Bolivar ha luogo una \u00abveglia di preghiera e di accompagno\u00bb per il presidente.<br \/>\nA Caracas, i candidati alle elezioni regionali firmano un documento d&#8217;impegno \u00abcon la patria e con Ch\u00e0vez\u00bb davanti alla folla in piazza Bolivar. Parla per primo Elias Jaua, un marxista che proviene dai movimenti studenteschi. \u00c8 candidato governatore nello stato di Miranda contro Enrique Capriles Radonski, di Prime-ro Justicia, che ha corso e perso contro Ch\u00e0vez alle presidenziali del 7 ottobre: \u00abCon questo atto firmiamo il cammino della rivoluzione &#8211; dice Jaua &#8211; non ci sar\u00e0 un patto con la borghesia, n\u00e9 una corsa in avanti, la rivoluzione cammina nel solco indicato da Ch\u00e0vez, \u00e8 nostro dovere preservare quel camminino e la stabilit\u00e0 Ti aspettiamo presidente. Siamo obbligati a vincere . La piazza risponde \u201c El pueblo unido jamais sar\u00e0 vincido\u201d. ( G Collotti da Il Manifesto 11 12 2012)<\/p>\n<p>CUBA &#8211; Dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez. Dicembre in festival . Ogni dicembre torna all&#8217;Avana il festival internazionale del nuovo cinema latinoamericano. Quest&#8217;anno ci saranno pi\u00f9 di cinquecento film da quarantasei paesi e la presenza di attori e registi di altre latitudini. La luce in sala si spe-gne, la gente si sistema sulle poltrone e, davanti ai nostri occhi, torna la magia del grande schermo. Ma rispetto a trentaquattro anni fa, quando \u00e8 stata inaugurata quest&#8217;iniziativa, molto \u00e8 cambiato.<br \/>\nLa differenza pi\u00f9 grande \u00e8 nelle modalit\u00e0 di accesso popolare al cinema. Prima dipendevamo dalla programmazione delle sale statali di proiezione: se un determinato film non era stato messo in programma in uno di quegli spazi pubblici, non c&#8217;era modo di vederlo. Era una cosa che succedeva spesso, a causa della censura, del disinteresse o perch\u00e9 mancavano i diritti per inserire la pellicola nel circuito nazionale. A met\u00e0 degli anni ottanta sono cominciati a spuntare i primi videoregistratori domestici. A quel punto il rapporto che avevamo con l&#8217;audiovisivo ha cominciato a cambiare.<br \/>\nOggi le sale cinematografi-che autonome proliferano ovunque in citt\u00e0 ed \u00e8 raro incontrare una famiglia che non abbia almeno un ed player per vedere documentari, film e programmi che non entreranno nella programmazione ufficiale. \u00c8 questa la sfida del festival: riportare la gente nelle sale, motivarla a seguire un evento che, qualche anno fa, era l&#8217;unica finestra che avevamo su un cinema fresco e diverso.<br \/>\n ( da  Internazionale 978  7 dicembre 2012)<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20121211 10:52:00 guglielmoz EUROPA MEDIO ORIENTE e AFRICA PACIFICO e ASIA AMERICHE EUROPA ROMANIA &#8211; Duramente sconfitto il presidente Basescu e la destra neoliberista dell&#8217;austerit\u00e0. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11010\" title=\"10317 Notizie 11 Dicembre\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-11010","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2012"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>10317 Notizie 11 Dicembre - Emi-News<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=11010\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"10317 Notizie 11 Dicembre - Emi-News\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"20121211 10:52:00 guglielmoz EUROPA MEDIO ORIENTE e AFRICA PACIFICO e ASIA AMERICHE EUROPA ROMANIA &#8211; Duramente sconfitto il presidente Basescu e la destra neoliberista dell&#8217;austerit\u00e0. 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