{"id":10973,"date":"2017-04-15T19:04:42","date_gmt":"2017-04-15T17:04:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10285-notizie-30-novembre\/"},"modified":"2017-04-15T19:04:42","modified_gmt":"2017-04-15T17:04:42","slug":"10285-notizie-30-novembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10973","title":{"rendered":"10285 Notizie 30 novembre"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20121130 15:06:00 guglielmoz<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nAFRICA e MEDIO ORIENTE<br \/>\nASIA e PACIFICO<br \/>\nAMERICHE<\/p>\n<p>EUROPA<br \/>\nUNIONE EUROPEA. II BILANCIO IMPOSSIBILE &#8211;  Il consiglio europeo del 22 e 23 novembre a Bruxelles (nella foto) sul bilancio dell&#8217;Unione europea per il periodo 2014-2020 si \u00e8 concluso senza un accordo. I negoziati sono stati aggiornati all&#8217;inizio del 2013.1 punti pi\u00f9 discussi sono stati la politica agricola comune e i fondi di coesione, mentre il paese pi\u00f9 determinato a ottenere un taglio degli investimenti \u00e8 stato il Regno Unito. Che si tratti di Schengen, del patto di bilancio o delle leggi sull&#8217;asilo, scrive la Frankfurter Allgemeine Zeitung, Londra \u00e8 sempre riuscita a ottenere concessioni da Bruxelles. &quot;E la cosa non \u00e8 necessariamente un male. Anche perch\u00e9 Berlino pu\u00f2 fare la parte del poliziotto buono, solo perch\u00e9 Londra fa quello cattivo&quot;. Anche il quotidiano sloveno Dnevnik \u00e8 ottimista: &quot;Le discussioni sul bilancio sono sempre state complicate. E generalmente un punto d&#8217;incontro si trova quando il tempo stringe. Se i 27 paesi dell&#8217;Ue troveranno un accordo a gennaio, ci sar\u00e0 spazio per preparare bene il nuovo budget&quot;. Secondo il Financial Times, invece, le trattative hanno offerto uno &quot;spettacolo sconcertante, perch\u00e9 le discussioni riguardano il 3 per cento del bilancio, cio\u00e8 una cifra pari ad appena lo 0,03 per cento del pii dell&#8217;Unione&quot;. Per questo i leader europei &quot;dovrebbero concentrarsi sulla soluzione della crisi, che finir\u00e0 per costare, quella s\u00ec, molti soldi e avr\u00e0 un peso economico reale&quot;.<\/p>\n<p>ALBANIA &#8211; Tirana compie cent&#8217;anni . Klan, II 28 novembre l&#8217;Albania ha compiuto cent&#8217;anni: l&#8217;indipendenza dall&#8217;impero ottomano fu proclamata da Ismail Qemal Bej nel 1912, anche se il riconoscimento internazionale arriv\u00f2 nel 1913 alla conferenza di Londra. Il settimanale Klan dedica la copertina al padre dell&#8217;Albania moderna e all&#8217;attualit\u00e0 del suo pensiero. Nato in una ricca famiglia del sud del paese, allora provincia ottomana, Ismail Qemal da diplomatico conobbe il mosaico etnico e linguistico dell&#8217;impero. Ed \u00e8 proprio sul tema della convivenza pacifica tra etnie e religioni che il suo insegnamento pu\u00f2 essere ancora utile. Ai festeggiamenti per i cent&#8217;anni dell&#8217;indipendenza organizzati a Tirana hanno partecipato i rappresentati delle comunit\u00e0 albanesi dei Balcani, invitati dal primo ministro Sali Berisha, che ha evocato il &quot;sogno dell&#8217;unificazione di tutti gli albanesi&quot;. Una prospettiva che per\u00f2 &#8211; spiega a Klan lo storico britannico Nicola Guy, autore del libro La nascita dell&#8217;Albania &#8211; oggi non \u00e8 immaginabile. Perch\u00e9 \u00e8 vero che &quot;gli albanesi sono sparsi in diversi paesi, soprattutto Macedonia e Kosovo, ma le condizioni per la nascita della Grande Albania non si verificheranno. E sar\u00e0 un bene per tutti i Balcani, che devono voltare le spalle al passato e guardare al futuro. <\/p>\n<p>FRANCIA &#8211; LE FAIDE DELLA DESTRA. Sono trascorsi pi\u00f9 di dieci giorni dalle primarie dell&#8217;Unione per un movimento popolare (Ump), e il principale partito francese di centrodestra non ha ancora un leader. A rivendicare la vittoria, accusandosi reciprocamente di brogli con toni sempre pi\u00f9 accesi, sono il segretario uscente Jean-Franfois Cop\u00e9, rappresentante dell&#8217;ala &quot;dura&quot; del partito, fautore di una &quot;destra senza complessi&quot; e proclamato vincitore con meno di cento voti di scarto, e l&#8217;ex premier Franfois Fillon, della corrente moderata. Le Monde ha parlato di &quot;suicidio in diretta&quot; dell&#8217;Ump. All&#8217;inizio della settimana l&#8217;ex primo ministro Alain Jupp\u00e9 ha rinunciato a mediare tra i due avversari, mentre il 27 novembre Nicolas Sarkozy, ex presidente e leader dell&#8217;Ump, ha proposto un referendum tra i tesserati per verificare se \u00e8 possibile votare di nuovo. Cop\u00e9, per\u00f2, ha respinto l&#8217;idea, sostenendo che, dopo l&#8217;annuncio di Fillon della nascita di un proprio gruppo parlamentare, primo passo verso la scissione dell&#8217;Ump, non ci sono le condizioni per tornare alle urne. Al momento, sottolinea Le Figaro, Cop\u00e9 e Fillon sono d&#8217;accordo solo su una cosa: saranno i militanti &#8211; in che modo, \u00e8 ancora da stabilire &#8211; a decidere chi la spunter\u00e0.<br \/>\nFRANCIA &#8211;  II 27 novembre \u00e8 morto a Parigi il direttore di Le Monde Erik Izraelewicz. Ha avuto un malore mentre si trovava in redazione. Aveva 58 anni. <\/p>\n<p>GRECIA &#8211; Un piccolo passo avanti. II 27 novembre i 17 paesi dell&#8217;euro, l&#8217;Fmi e la Bce si sono accordati per sbloccare le nuove rate del prestito alla Grecia, pari a quasi 44 miliardi di euro. Secondo l&#8217;intesa, grazie a nuove misure di austerit\u00e0 Atene dovr\u00e0 portare il debito pubblico, che oggi vale il 170 per cento del pii, al 124 per cento nel 2020. Nonostante i vincoli e gli attriti che ancora ci sono, un passo avanti \u00e8 stato fatto, ammette To Vinta. Ma applicare il nuovo pacchetto di austerit\u00e0 non sar\u00e0 facile. &quot;Le riforme aggraveranno la recessione, spingeranno la societ\u00e0 verso l&#8217;abisso, alimenteranno il sostegno per i partiti estremisti, faranno crescere la disoccupazione e trascineranno gran parte della popolazione nella miseria. E dovranno affrontare la dura opposizione del popolo greco&quot;.<\/p>\n<p>REGNO UNITO &#8211;  II 22 novembre Tony Hall (nellafoto), direttore della Royal opera house, \u00e8 stato nominato direttore generale della Bbc. Prende il posto di George Entwistle, costretto a dimettersi per gli scandali che hanno coinvolto l&#8217;emittente.<\/p>\n<p>GERMANIA &#8211; Quattordici persone sono morte il 26 novembre in un incendio scoppiato in un laboratorio che impiegava persone disabili a Titisee-Neustad<\/p>\n<p>ITALIA &#8211; Se il paese cambia rotta The Economist, Regno Unito . La grande partecipazione al voto dimostra che l&#8217;Italia \u00e8 pronta a scommettere sul Partito democratico. Anche perch\u00e9 il centrodestra non ha n\u00e9 un leader n\u00e9 una strategia all&#8217;indomani del primo turno delle primarie del centrosinistra, l&#8217;Italia sembra pronta a scegliere la sinistra come raramente era successo in passato. Il 25 novembre tre milioni di persone &#8211; il 50 per cento in pi\u00f9 rispetto alle previsioni -hanno votato in un esemplare esercizio di democrazia, che ha suscitato l&#8217;ammirazione anche di alcuni esponenti di primo piano del centrodestra. La lunghezza delle code ha costretto molti cittadini a sacrificare l&#8217;intera domenica per esprimere la loro preferenza. Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, uno dei candidati pi\u00f9 noti, ha dovuto aspettare due ore e quaranta minuti prima di votare. In qualche modo il risultato della consultazione \u00e8 quasi passato in secondo piano. Com&#8217;era previsto, Renzi, dell&#8217;ala pi\u00f9 moderata e paladino del rinnovamento generazionale, si \u00e8 piazzato al secondo posto dietro al leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani. Terzo, con il 15,6 per cento dei voti, \u00e8 arrivato Nichi Vendola, candidato di Sinistra ecologia e libert\u00e0 (Sei), che alle elezioni del prossimo anno dovrebbe schierarsi con il Pd.<br \/>\nRenzi ha ottenuto il 35,5 per cento dei voti, mentre Bersani \u00e8 arrivato al 44,9 per cento. Il 2 dicembre i due si affronteranno al ballottaggio. Bersani \u00e8 il candidato dell&#8217;ala ex comunista del Pd, dunque sembrerebbe la scelta pi\u00f9 naturale per quelli che hanno votato Vendola al primo turno. Ma in realt\u00e0 le cose non sono cos\u00ec semplici: secondo i collaboratori di Renzi, infatti, il sindaco ha battuto Bersani in diverse aree &quot;rosse&quot; dell&#8217;Italia centrale.<br \/>\nPer trarre conclusioni precise da questo primo turno ci vorrebbe comunque un ana-<br \/>\nlista dei flussi elettorali molto preparato. Le regole del voto, infatti, sono molto meno ferree rispetto a quelle usate nelle primarie statunitensi. Per partecipare era sufficiente versare 2 euro e iscriversi al voto come elettore di centrosinistra. Tra i votanti ci sono stati molti elettori di centrodestra.<br \/>\nQualcuno nel centrodestra potrebbe aver scelto di seguire il suggerimento dell&#8217;ex primo ministro Silvio Berlusconi, che ha apertamente appoggiato Renzi. O magari, spinto dai sondaggi che danno per favorita la sinistra, ha considerato l&#8217;elezione del sindaco di Firenze come il male minore. Ma non bisogna dimenticare che l&#8217;Italia \u00e8 un paese dove contano molto il clientelismo e le reti di influenza. In questo senso alcuni esponenti della destra potrebbero aver scelto di votare alle primarie per fare capire ai concittadini o ai vicini di casa che sono pronti a cambiare schieramento. Se le cose stanno davvero cos\u00ec, significa che la corsa verso il carro del vincitore \u00e8 gi\u00e0 cominciata.<br \/>\nAddio Monti &#8211; II successo delle primarie del centrosinistra contrasta nettamente con il caos che regna nel centrodestra. Il Popolo della libert\u00e0 (Pdl) non ha ancora deciso se sceglier\u00e0 il suo candidato premier attraverso le primarie. Tra i motivi di questa incertezza c&#8217;\u00e8 il fatto che lo stesso Berlusconi sembra sul punto di lasciare il partito per fondare un nuovo movimento. \u00c8 evidente che un&#8217;eventuale spaccatura nel centrodestra sarebbe un&#8217;ulteriore iniezione di fiducia per il Pd. Tutto questo non far\u00e0 certo piacere a quelli che vorrebbero la conferma dell&#8217;attuale primo ministro Mario Monti. Come capo di un governo tecnico che non ha preso alcun impegno nei confronti di un particolare partito, Monti sarebbe il candidato ideale per guidare un&#8217;ampia coalizione in un parlamento senza una maggioranza chiara. Forse \u00e8 ancora troppo presto per dirlo, ma al momento sembra che in futuro non ci sar\u00e0 bisogno dei suoi servizi. <\/p>\n<p>ECONOMIA &#8211; II rompicapo italiano Paul Krugman, The New York Times, Stati Uniti. Spiacente per il lungo silenzio, ma la vita reale si \u00e8 messa di mezzo. Sto lavorando ad alcuni progetti a lungo termine, tra cui uno che mi ha messo di fronte un grande rompicapo che non sta ricevendo molta attenzione: cosa succede in Italia? Spesso, nei dibattiti sulla crisi dell&#8217;euro, l&#8217;Italia \u00e8 associata alla Grecia e alla Spagna. Tuttavia la sua storia \u00e8 piuttosto diversa. Non ci sono stati grossi flussi di capitale in entrata, il debito pubblico \u00e8 alto, ma i deficit non lo sono. L&#8217;aspetto pi\u00f9 sorprendente \u00e8 che dalla fine degli anni novanta il paese registra una produttivit\u00e0 del lavoro particolarmente bassa. Ecco un paragone tra la produttivit\u00e0 dell&#8217;Italia e quella della Francia, misurate in base alla produzione per lavoratore, secondo i dati del Total economy database.<br \/>\nHo letto parecchi articoli che cercano di spiegare quello che \u00e8 successo. Ma mentre ho trovato molte analisi interessanti su argomenti diversi &#8211; dalle leggi alle dimensioni delle aziende fino alla composizione delle esportazioni &#8211; non ho trovato nessuna spiegazione davvero convincente sulla situazione italiana. A quanto pare i problemi non dipendono da un sistema di sicurezza sociale troppo esteso (in Francia il welfare \u00e8 pi\u00f9 esteso). Non ho una risposta a questi interrogativi. Davvero, non so. Ma so che \u00e8 importante.<br \/>\nPaul Krugman \u00e8 un economista statunitense.<br \/>\nQuesto articolo \u00e8 stato pubblicato sul suo blog: krugman.blogs.nytimes.com.<\/p>\n<p>ROMA  &#8211; BANKITALIA: REDDITO FAMIGLIE CALA, QUINTO RIBASSO DI FILA. CALO MAGGIORE DEL 2,5% CHE SI ERA REGISTRATO DURANTE  DEL 2009. CRESCONO DEBITI, MUTUI IN FLESSIONE  &quot;Per le famiglie italiane siamo al quinto anno di riduzione del reddito reale &quot;. Lo ha detto il vicedirettore di Bankitalia, Salvatore Rossi, secondo cui quest&#8217;anno &quot;si profila una diminuzione anche pi\u00f9 marcata di quella, del 2,5%, avutasi in occasione della recessione del 2009&quot;.<br \/>\nIl credito alle famiglie &quot;mostra segni di affanno, con i prestiti che si stanno lentamente contraendo e le nuove erogazioni che sono molto pi\u00f9 contenute degli anni scorsi&quot;. Lo dice il vicedirettore generale di Bankitalia, Salvatore Rossi, precisando che la decelerazione dei prestiti alle famiglie &quot;\u00e9 divenuta negativa nel terzo trimestre di quest&#8217;anno&quot;. Rossi ha ricordato anche che secondo le stime Bankitalia &quot;la decrescita dei mutui immobiliari proseguirebbe nei mesi prossimi, almeno fino a met\u00e0 2013&quot;.<br \/>\nLa crisi economica rende le famiglie italiane finanziariamente pi\u00f9 vulnerabili. Secondo i dati di un&#8217;indagine biennale di Bankitalia resi noti dal vicedirettore generale Salvatore Rossi, nel 2010 il 3,6% delle famiglie italiane (poco meno di 900 mila nuclei) era gravata da un servizio del debito superiore al 30% del loro reddito. Tra queste le famiglie definite &#8216;vulnerabili&#8217;, cio\u00e9 quelle del primo e del secondo quartile di reddito, erano pari all&#8217;1,4% del totale delle famiglie, le prime, e all&#8217;1%, le seconde (circa 350 mila e 250 mila nuclei rispettivamente). Ansa<\/p>\n<p>ROMA &#8211; Napolitano a Ossigeno: violenza alle donne \u00e8 emergenza sociale, bene il convegno con giornaliste minacciate. Il presidente della Repubblica ha inviato un messaggio augurale all\u2019Osservatorio in occasione . dell\u2019iniziativa a Montecitorio per celebrare la Giornata Onu per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne. La violenza contro le donne \u00e8 ormai \u201cuna vera e propria emergenza sociale\u201d. \u00c8 necessario \u201ccoglierne la portata e le dimensioni effettive\u201d. \u201cOccorrono interventi per tutelare con maggiore efficacia le donne che con coraggio manifestano situazioni di abuso\u201d. \u201cOccorre promuovere una cultura diffusa, che incida sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni tra i generi, che riducono da donna da soggetto ad oggetto, per riaffermare una concezione del ruolo femminile rispettoso della dignit\u00e0 della persona\u201d. \u00c8 l\u2019auspicio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano per la Giornata Mondiale dell\u2019ONU per l\u2019eliminazione della violenza contro le donne. (LEGGI TUTTO SU http:\/\/www.ossigenoinformazione.it\/?p=16210 )<br \/>\nAPPELLO. Serve pi\u00f9 informazione anche per eliminare la violenza contro le donne<\/p>\n<p>ROMA &#8211; L&#8217;INTERROGAZIONE Grilli: &quot;Google paghi 96 mln di Iva al fisco italiano&quot; Il ministro dell&#8217;Economia: &quot;Tra il 2002 e il 2006 redditi non dichiarati per 240 milioni&quot;. I proventi imputati alla casa madre in Irlanda. BigG: &quot;Rispettiamo le leggi fiscali in tutti i paesi. Collaboreremo con le autorit\u00e0&quot;<br \/>\ndi Federica Meta www.corrierecomunicazioni.it . Risultano \u201celementi positivi di reddito non dichiarati per un importo di oltre 240 milioni di euro\u201d da parte di Google Italia, nonch\u00e9 una Iva \u201crelativa e dovuta per un importo pari ad oltre 96 milioni di euro tra il 2002 e il 2006\u201d. \u00c8 quanto afferma la risposta del Ministero dell&#8217;Economia ad una interrogazione del deputato del Pd Stefano Graziano, citando gli accertamenti svolti dal nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Milano. La questione non riguarda solo Google, ma i gruppi multinazionali operanti nel settore dell&#8217;elettronica e dell&#8217;e-commerce. E di questo si sta occupando l&#8217;Agenzia per le entrate e lo stesso governo in sede internazionale. Il problema, nel caso di Google, \u00e8 che la filiale italiana ha dichiarato solo le provvigioni percepite a fronte delle prestazioni rese prima alla Google inc. e poi alla Google Ireland. E non invece l&#8217;intero volume commerciale sviluppato. \u201cLa verifica disposta dalla procura di Milano ha infatti accertato &#8211; afferma il ministero &#8211; che il fisco \u00e8 stato &#8216;eluso&#8217; in base ad un contratto di servizio tra la societ\u00e0 italiana e quelle estere artatamente posto in essere con la sola finalit\u00e0 di simulare l&#8217;esercizio da parte di Google Italy Srl di una mera attivit\u00e0 ausiliaria e preparatoria che non ha tuttavia trovato alcun riscontro negli elementi di fatto acquisiti\u201d. Per Stefano Graziano, se da una parte la risposta del governo \u201cconferma la fondatezza dei nostri interrogativi su questa vicenda\u201d, dall&#8217;altra non \u00e8 soddisfacente sotto il profilo delle &#8216;iniziative che il governo deve prendere\u201d. &#8216;Il momento di crisi economica cos\u00ec profonda &#8211; sottolinea il deputato del Pd autore dell&#8217;interrogazione &#8211; impone pi\u00f9 forza e determinazione. Diversamente si rischia che aziende italiane siano nettamente svantaggiate rispetto a chi ha sede in paesi nei quali la fiscalit\u00e0 offre maggiori vantaggi. E&#8217; una questione di giustizia sociale che non pu\u00f2 essere trascurata\u201d.<br \/>\nLa risposta di Google non si \u00e8 fatta attendere. &quot;Google rispetta le leggi fiscali in tutti i Paesi in cui opera e siamo fiduciosi di rispettare anche la legge italiana \u2013 spiega un portavoce della societ\u00e0 &#8211; Continueremo a collaborare con le autorit\u00e0 locali per rispondere alle loro domande relative a Google Italy e ai nostri servizi&quot;.  (in http:\/\/www.corrierecomunicazioni.it\/it-world\/18452_grilli-google-paghi-96-mln-di-iva-al-fisco-italiano.htm )<\/p>\n<p>AFRICA e MEDIO ORIENTE<\/p>\n<p>PALESTINA &#8211; PALESTINESI MENO SOLI, MA NON BASTA Il voto al palazzo di vetro riconosce la Palestina come stato osservatore. Un primo passo che rilegittima a livello internazionale i palestinesi, tutti. Giuliana Sgrena<br \/>\nDa oggi i palestinesi sono meno soli. L&#8217;Assemblea ha riconosciuto alla Palestina lo stato di osservatore delle Nazioni unite. \u00c8 un fatto \u00abstorico\u00bb, anche se molta strada resta da fare. \u00c8 una vittoria dei palestinesi che rifiutano l&#8217;uso delle armi. Forse anche questo \u00e8 un frutto della primavera araba, pur a fronte delle battute d&#8217;arresto o degli arretramenti che questa esperienza sta vivendo. Proprio quando sembrava che la Cisgiordania e l&#8217;Anp guidata da Abu Mazen fossero completamente fuori gioco, \u00e8 arrivato il riscatto. Da oggi la Palestina non \u00e8 solo la Gaza di Hamas, sotto il giogo del nuovo faraone egiziano Morsi sostenuto dagli Usa, che esulta per aver imposto a Israele una tregua. La richiesta all&#8217;Onu (pur ridimensionata rispetto a quella di Stato membro) ha superato persino la lacerazione tra palestinesi degli ultimi tempi ottenendo l&#8217;appoggio degli islamisti. Dunque i palestinesi, di Gaza e Cisgiordania, riacquistano unit\u00e0 e dignit\u00e0 sul piano internazionale. Nonostante la ferrea ostilit\u00e0 di Israele, l&#8217;opposizione degli Stati uniti e l&#8217;indifferenza (con un&#8217;astensione pilatesca) di una parte dell&#8217;Europa (Germania e Gran bretagna in testa), ha vinto il s\u00ec sostenuto da Russia e Cina, da molti paesi del sud del mondo e anche dall&#8217;Europa mediterranea (Francia, Spagna, Grecia e, alla fine, anche l&#8217;Italia). Dopo molti tentennamenti l&#8217;Italia infatti ha avuto uno scatto di responsabilit\u00e0 e ha deciso di appoggiare Abu Mazen. Bene. Soprattutto dopo la rinnovata collaborazione militare dell&#8217;Italia con Israele (sancita anche dalle recenti esercitazioni congiunte nel mare di Haifa) che lasciava temere il contrario. Ma Monti, prima del voto, ha voluto assicurarsi che Abu Mazen riprender\u00e0 il negoziato con Israele senza precondizioni palestinesi e non utilizzer\u00e0 in modo retroattivo la possibilit\u00e0 di ricorso alla Corte penale internazionale. Perch\u00e9 forse uno dei possibili risultati del voto potrebbe essere la fine dell&#8217;impunit\u00e0 di Israele: il nuovo status della Palestina consente di ricorrere alle Corti internazionali per la condanna dei crimini commessi dai governi israeliani.<br \/>\nIl secondo dato importante del voto all&#8217;Onu \u00e8 l&#8217;affermazione dei confini del 1967 (compresa Gerusalemme est): una possibilit\u00e0 per la costruzione dello Stato palestinese, impensabile con l&#8217;occupazione e la divisione attuale dei territori palestinesi in bantustan e colonie sempre pi\u00f9 estese. Al punto che si sono alimentate le ipotesi contrapposte di stato binazionale o di tre stati: Israele, Gaza e Cisgiordania.<br \/>\nOra il voto del Palazzo di Vetro non ha un valore solo simbolico, ma potrebbe avere effetti concreti &#8211; il condizionale \u00e8 d&#8217;obbligo trattandosi di Israele e dei suoi sostenitori -, se il s\u00ec non rester\u00e0 un fatto episodico, come rischia di essere il voto dell&#8217;Italia. Anche perch\u00e9 Israele eserciter\u00e0 la sua rappresaglia per il voto sulla Palestina dei Territori che occupa militarmente e attraverso il ricatto sui paesi che hanno detto s\u00ec al riconoscimento. il manifesto, 30 novembre 2012<br \/>\nPALESTINA &#8211; La verit\u00e0 su Arafat. II 27 novembre a Ramallah \u00e8 stato esumato il corpo di Yasser Arafat, morto a Parigi nel 2004, per stabilire se l&#8217;ex leader palestinese fu avvelenato. Secondo un&#8217;inchiesta di Al Jazeera, gli effetti personali che Arafat aveva con s\u00e9 al momento della morte erano contaminati dal polonio. Le indagini sono condotte dalla magistratura francese. &quot;\u00c8 una settimana cruciale in Cisgiordania&quot;, scrive Gregg Carlstrom sul sito di Al Jazeera. &quot;La riesumazione di Arafat coincide con la richiesta all&#8217;assemblea generale dell&#8217;Onu di riconoscere la Palestina come stato non membro osservatore permanente&quot;.<\/p>\n<p>RDC- I ribelli via da Coma.  Il Makenga (, il capo dei ribelli del movimento M23, ha accettato di ritirarsi dalle citt\u00e0 di Sake e Coma. L&#8217;M23 ha occupato il capoluogo della provincia del Nord Kivu il 20 novembre e ha cominciato a ritirarsi otto giorni dopo. In un&#8217;intervista a Jeune Afrique Makenga dice di voler arrivare alla pace con Kinshasa. Il leader dell&#8217;M23 accusa il governo congolese di discriminare la popolazione di lingua ruandese dell&#8217;est della Repubblica Democratica del Congo. Inoltre nega che il suo movimento abbia legami con Bosco Ntaganda, il comandante ribelle ricercato dalla Corte penale internazionale.<\/p>\n<p>SIRIA &#8211; Offensiva diplomatica. Dopo la nomina di Monzer Ma-khous come ambasciatore dei ribelli siriani in Francia, Parigi ha stanziato 1,2 milioni di euro di aiuti umanitari destinati alla coalizione degli oppositori al regime di Damasco. I ribelli, scrive NowLebanon, hanno nominato anche un ambasciatore a Londra, Walid Safur. Il 28 novembre almeno 54 persone sono morte in un duplice attentato nella periferia di Damasco. Tre giorni prima undici bambini sono rimasti uccisi in un bombardamento (forse con bombe a grappolo) vicino alla capitale.<\/p>\n<p>IRAQ &#8211; Truppe schierate. Al Esbuyia, Iraq. &quot;Tuz Khormato sar\u00e0 il teatro della prossima guerra in Iraq?&quot;, si chiede il settimanale Al Esbuyia. &quot;Questa citt\u00e0 a 170 chilometri da Baghdad potrebbe diventare il simbolo di un nuovo conflitto&quot;. Da pi\u00f9 di una settimana l&#8217;esercito di Baghdad e le truppe del Kurdistan sono rimasti schierati l&#8217;uno di fronte all&#8217;altro nella provincia di Salahuddin, uno dei tre distretti, insieme a quello di Kirkuk e Diyala, dove si trovano delle aree contese tra il governo di Baghdad e quello curdo, con sede a Erbil. Le relazioni tra i curdi e le autorit\u00e0 centrali sono sempre state difficili e sono ulteriormente peggiorate dopo il ritiro delle truppe statunitensi, mettendo a rischio la forma federalista dello stato. All&#8217;origine delle ultime tensioni c&#8217;\u00e8 l&#8217;annuncio della creazione di un nuovo comando militare per controllare le tre province contese, dove ci sono anche degli importanti giacimenti di petrolio. Gli incontri tra il primo ministro iracheno Nuri al Maliki e il presidente curdo Massoud Barzani finora non hanno portato a nulla. Il 27 novembre un attentato a Kirkuk vicino a una sede del Partito democratico del Kurdistan ha causato la morte di sei persone. +<\/p>\n<p>EGITTO &#8211; ami Khouri, The Daily Star, Libano. li eventi dell&#8217;ultima setti&#8211; mana in Egitto, dove il presidente Morsi si \u00e8 arrogato poteri illimitati, non dovrebbero sorprendere n\u00e9 spaventare nessuno. Anzi, potrebbero essere visti come gli ulteriori sviluppi di una fase positiva nella storia politica del paese, che sta passando dalla dittatura alla democrazia. Stiamo assistendo infatti ai primi tentativi seri, compiuti da alcuni importanti settori della politica e del governo, di affermare la loro influenza e creare le basi di un sistema di pesi e contrappesi necessario a completare la transizione verso la democrazia. Fin dalle elezioni legislative dell&#8217;anno scorso abbiamo capito che nel sistema politico egiziano ci sono cinque componenti pi\u00f9 importanti delle altre, che devono stabilire nuove relazioni tra loro: la presidenza, la magistratura, il parlamento, l&#8217;esercito e la societ\u00e0 civile (rappresentata dalla piazza Tahrir, al Cairo). In modo lento ma costante, si stanno definendo i poteri di ognuna di queste componenti. In passato erano il presidente e l&#8217;esercito ad avere gran parte del potere, ma oggi tutto sta cambiando. Oggi sono il presidente e i cittadini ad apparire pi\u00f9 forti, ma questo cambier\u00e0 quando sar\u00e0 approvata la costituzione ed eletto un nuovo parlamento. N\u00e9 l&#8217;attribuzione di potere di Morsi n\u00e9 la reazione delle forze di opposizione devono sorprenderci. Abbiamo gi\u00e0 assistito a qualcosa di simile negli ultimi ventidue mesi. Ora Morsi deve capire che l&#8217;autorit\u00e0 politica non pu\u00f2 essere monopolizzata da una sola forza, ma legittimata e sostenuta da un sistema basato sul consenso. <\/p>\n<p>COSTA D&#8217;AVORIO.  II 22 novembre la Corte penale internazionale ha spiccato un mandato d&#8217;arresto nei confronti di Simone Gbagbo, moglie dell&#8217;ex presidente Laurent Gbagbo (insieme nella foto), accusata di crimini contro l&#8217;umanit\u00e0 durante le violenze del 2010-2011. <\/p>\n<p>SIERRA LEONE  &#8211; II capo di stato uscente Ernest Koroma ha vinto le elezioni presidenziali del 17 novembre con 058,7 per cento dei voti. Il suo rivale Julius Maa-da Bio ha denunciato brogli. <\/p>\n<p>YEMEN &#8211;  II 28 novembre un diplomatico saudita, Khaled Shbeikan al Anzi, \u00e8 stato ucciso nel quartiere Hadda, a Sana&#8217;a. L&#8217;attentato \u00e8 stato attribuito ad AlQaeda.<\/p>\n<p>SUDAFRICA &#8211; Soldi pubblici per uso privato. II presidente sudafricano Jacob Zuma sapeva che gran parte dei lavori nella sua casa privata di Nkandla, nell&#8217;est del paese, sono stati pagati con fondi pubblici. Lo rivela un&#8217;inchiesta del Mail &#038; Guardian sull&#8217;ultimo scandalo che ha coinvolto il leader sudafricano. Secondo il settimanale il costo totale dei lavori \u00e8 raddoppiato passando da circa dieci a pi\u00f9 di venti milioni di euro, mentre la cifra pagata da Zuma si \u00e8 dimezzata, da quasi due milioni di euro a meno di uno. I documenti dimostrano inoltre il coinvolgimento del ministro dei lavori pubblici e l&#8217;utilizzo dei soldi dei contribuenti non solo per la realizzazione di alcune infrastnitture per la sicurezza ma anche per la costruzione di tre appartamenti per i familiari del presidente, contrariamente a quanto ha dichiarato lui stesso in parlamento. Secondo il giornale, per\u00f2, queste rivelazioni non ostacoleranno la rielezione di Zuma alla guida dell&#8217;African National Congress (Anc) alla conferenza prevista per met\u00e0 dicembre a Man-gaung. &quot;I sondaggi indicano che i giovani sudafricani non hanno pi\u00f9 fiducia in Zuma. Tuttavia i delegati del partito continueranno a votarlo, anche se la sua riconferma segner\u00e0 il declino dell&#8217;Anc in vista delle elezioni del 2014&quot;Questa settimana Amira Hass \u00e8 ordine su intemazionale.it.<\/p>\n<p>AMERICHE<\/p>\n<p>BRASILE &#8211; Sao Paulo. La denuncia d\u00ec Amnesty . &quot;Le autorit\u00e0 dello stato di S\u00e0o Paulo non stanno garantendo in modo adeguato la sicurezza pubblica n\u00e9 punendo gli abusi contro i diritti umani commessi dagli agenti della polizia&quot;, ha dichiarato un ricercatore di Amnesty international alla Bbc. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno il conflitto tra la polizia e il gruppo criminale Primeiro comando da capitai ha provocato centinaia di vittime, di cui ventidue solo nel fine settimana scorso. Il 26 novembre i comandanti della polizia militare e civile di S\u00e0o Paulo sono stati rimossi da loro incarico. *<\/p>\n<p>CUBA &#8211; Dall&#8217;Avana Yoani S\u00e0nchez Ancora Ch\u00e0vez. Nelle ultime settimane, al vasto repertorio di battute popolari se n&#8217;\u00e8 aggiunta un&#8217;altra significativa. Due amici s&#8217;incontrano per strada e uno chiede all&#8217;altro: &quot;Malo sapevi che Cuba ha il pozzo petrolifero pi\u00f9 grande del mondo?&quot;. L&#8217;amico interrogato si chiede se l&#8217;altro abbia perso la ragione o se invece non abbiano scoperto un bel giacimento di greggio di cui lui non \u00e8 informato. Magari, pensa per un attimo, l&#8217;hanno detto al telegiornale della mattina. Allora rimugina in cerca di una risposta finch\u00e9 l&#8217;altro scoppia a ridere e dice: &quot;Si, caro mio, abbiamo il pozzo petrolifero Ch\u00e0vez #1 che non si prosciuga e non ha bisogno di soldi per essere sfruttato&quot;.<br \/>\nIl sussidio venezuelano \u00e8 percepibile ovunque nella vita cubana e non sfugge alle battute e all&#8217;ironia. Questa settimana la sensazione \u00e8 ancora pi\u00f9 forte, perch\u00e9 Hugo Ch\u00e0vez ha chiesto al parlamento di Caracas il permesso di tornare a curarsi sull&#8217;isola. Si rincorrono le voci su un peggioramento della salute del presidente venezuelano, ma il suo soggiorno a Cuba \u00e8 circondato dal mistero: non \u00e8 filtrata neanche una parola, nessun dottore ha avuto il coraggio di dire qualcosa e nessuna rivelazione \u00e8 finita sulla stampa.<br \/>\nNonostante tutto nell&#8217;aria c&#8217;\u00e8 nervosismo. Molti temono che il &quot;pozzo petrolifero Ch\u00e0vez #1&quot; si prosciughi e scateni una crisi economica pi\u00f9 profonda nel nostro paese. Dietro al sarcasmo delle battute, si nasconde il perenne turbamento di dipendere da qualcun altro. <\/p>\n<p>ARGENTINA &#8211; Clarin contro il governo. &quot;La guerra tra il governo di Cri-stina Fern\u00e0ndez e il gruppo editoriale Clarin, il pi\u00f9 grande del paese, \u00e8 entrata nella fase pi\u00f9 delicata&quot;, scrive la rivista messicana Proceso. Il 7 dicembre scade il termine fissato dalla corte suprema argentina per adeguarsi al numero di licenze radio e tv, via cavo e satellite, stabilite dalla Ley de medios. La norma, approvata nel 2009, stabilisce che un gruppo non pu\u00f2 possedere pi\u00f9 del 35 per cento del mercato. Martin Sabbatella, presidente dell&#8217;Autoridad federai de servicios de comunicaci\u00f3n audiovisual, ha dichiarato che se il Clar\u00ecn non ceder\u00e0 le licenze in eccesso, &quot;non ci sar\u00e0 pi\u00f9 lo stato di diritto&quot;. Secondo il Clar\u00ecn la legge \u00e8 fatta su misura per danneggiare il gruppo, molto critico con il kirchneri-smo. Perci\u00f2 il Clar\u00ecn, che nel 2011 ha fatturato 9,7 miliardi di pesos (1,6 miliardi di euro), ha minacciato di ricorrere nuovamente alla giustizia.<\/p>\n<p>MESSICO &#8211;  II 25 novembre la polizia ha ritrovato 19 corpi in due fosse comuni nello stato di Chihuahua, una vicino a Ciudad Ju\u00e1rez e un&#8217;altra vicino a Rosales. Le uccisioni sono state attribuite ai narcotrafficanti. <\/p>\n<p>CANADA &#8211; Gli affari del sindaco II 26 novembre il sindaco di Toronto Rob Ford (nella foto) \u00e8 stato rimosso dall&#8217;incarico dopo la condanna di un tribunale dell&#8217;Ontario. Il giudice ha stabilito che Ford ha violato le regole del conflitto d&#8217;interessi votando per l&#8217;annullamento di una multa per finanziamenti illeciti a suo carico, spiega il Glebe and Mail. Ford, che ha 14 giorni per dimettersi e ricorrer\u00e0 in appello, \u00e8 l&#8217;ultimo di una serie di amministratori indagati dalla giustizia canadese. Accusati di corruzione, i sindaci di Montreal e Lavai, in Qu\u00e9bec, si sono dimessi all&#8217;inizio di novembre.<\/p>\n<p>STATI UNITI-  II 27 novembre un gruppo di soldate ha presentato a San Francisco una denuncia contro lo stato federale chiedendo di poter partecipare alle operazioni di combattimento.<\/p>\n<p>USA &#8211; Tutto Pasolini a New York Dal 13 dicembre al 5 gennaio 2013, una grande retrospettiva presso il MoMA di New York. In programma anche convegni, mostre, performance ed installazioni cinematografiche<br \/>\nIstituto Luce Cinecitt\u00e0, The Museum of Modern Art e il Fondo Pier Paolo Pasolini-Cineteca di Bologna presentano \u201cPier Paolo Pasolini\u201d, una retrospettiva completa che celebra la produzione cinematografica del regista, dal 13 dicembre al 5 gennaio 2013 al MoMA di New York. Ad accompagnare l\u2019evento, supportato da Gucci, una serata con letture di brani di Pasolini al MoMA da parte di artisti italiani e americani; performance e installazioni cinematografiche al MoMA PS1; una tavola rotonda, la presentazione del nuovo libro \u201cPier Paolo Pasolini, il mio cinema\u201d, un seminario e una mostra di disegni e ritratti.<br \/>\nLa retrospettiva completa presenta i celebri film di Pasolini in copie nuove, realizzate da Istituto Luce Cinecitt\u00e0 in due anni di lavoro. Alcune sono state recentemente restaurate dalla Cineteca di Bologna. Le opere corrispondono approssimativamente a quattro periodi della vita socialmente e politicamente impegnata dell\u2019artista. Il primo, \u201cIl cinema popolare nazionale\u201d, comincia con \u201cAccattone\u201d (1961), che immediatamente segnala Pasolini come regista dal prodigioso talento. A caratterizzare questa fase, che culminer\u00e0 con \u201cIl Vangelo secondo Matteo\u201d (1964), lavori come \u201cMamma Roma\u201d (1962) e una serie di divertenti film a episodi &#8211; tra i quali \u201cUccellacci e uccellini\u201d (1966) e \u201cLa terra vista dalla luna\u201d (1966) &#8211; che contengono un intenso e onesto ritratto di persone che vivono ai margini della societ\u00e0.<br \/>\nLa fase centrale della produzione \u00e8 spesso definita come quella del cinema impopolare, nella quale le sue critiche graffianti verso la borghesia conducono all\u2019appassionata immediatezza di film come \u201cTeorema\u201d (1968), \u201cPorcile\u201d (1969) e una moderna interpretazione di \u201cMedea\u201d (1969).<br \/>\n\u201cLa trilogia della vita &#8211; Il Decameron\u201d (1971), \u201cI racconti di Canterbury\u201d (1972) e \u201cIl fiore delle mille e una notte\u201d (1974) &#8211; girata tra il 1970 e il 1974, \u00e8 una reinterpretazione di racconti e favole tradizionali che mantengono la loro universalit\u00e0 nonostante la trasposizione in chiave moderna. Come dichiarato dallo stesso Pasolini, la scelta di soffermarsi sul passato \u00e8 motivata dal fatto che esso riflette il presente pi\u00f9 profondamente.<br \/>\nL\u2019ultima fase, spesso definita come \u201cL\u2019abiura della trilogia della vita\u201d, \u00e8 rappresentata dall\u2019ultimo disperato film del regista, \u201cSal\u00f2 o le 120 giornate di Sodoma\u201d (1975), bloccato per anni dalla censura.<br \/>\nAd affiancare la retrospettiva, una serie di eventi per omaggiare la poliedrica carriera del maestro. Il 12 dicembre a Casa Italiana Zerilli-Marim\u00f2 &#8211; New York University si svolger\u00e0 una tavola rotonda sulla sua eredit\u00e0 artistica coordinata da Antonio Monda, mentre il 13 dicembre l\u2019Istituto Italiano di Cultura diretto da Riccardo Viale ospiter\u00e0 un seminario dal titolo \u201cPasolini: uno scrittore per il nuovo millennio\u201d, con un gruppo di esperti moderati da Fabio Finotti, professore ordinario presso la University of Pennsylvania (Philadelphia, USA), e la presentazione del libro \u201cPier Paolo Pasolini, il mio cinema\u201d, un\u2019antologia che include interviste, storie, annotazioni, testi preliminari, soggetti e sceneggiature recuperati dagli archivi di Pasolini, a cura della sua unica erede, Graziella Chiarcossi, con la collaborazione di Roberto Chiesi (Fondo Pasolini &#8211; Cineteca di Bologna) e pubblicato da Cineteca di Bologna e Istituto Luce Cinecitt\u00e0.<br \/>\nIl 14 dicembre, una serata con letture di brani e poesie da parte di famosi attori italiani e americani supervisionata da Dante Ferretti (che inizi\u00f2 la sua carriera di scenografo proprio con Pasolini), esalter\u00e0 il talento del Pasolini saggista, poeta e autore.<br \/>\nDal 15 dicembre, la galleria Location One ospiter\u00e0 una mostra che metter\u00e0 insieme oltre 40 disegni e dipinti di Pasolini, raramente esposti prima d\u2019ora, provenienti dal Fondo Pier Paolo Pasolini e custoditi presso l\u2019Archivio Contemporaneo Alessandro Bonsanti del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze.<br \/>\nIl 16 dicembre, MoMA PS1 ospiter\u00e0 un programma di performance di artisti contemporanei ispirate a Pasolini, curata dal direttore Klaus Biesenbach. MoMA PS1 mostrer\u00e0 inoltre \u201cSal\u00f2 o le 120 giornate di Sodoma\u201d, \u201cTeorema\u201d e \u201cMedea\u201d attraverso installazioni cinematografiche permanenti durante tutto il corso della retrospettiva. Co-prodotto da The Museum of Modern Art, New York, e Istituto Luce Cinecitt\u00e0, Roma, l\u2019evento \u00e8 organizzato da Jytte Jensen, Responsabile della sezione Cinema del MoMA, e da Camilla Cormanni e Paola Ruggiero, Istituto Luce Cinecitt\u00e0; con Roberto Chiesi, Fondo Pier Paolo Pasolini Cineteca di Bologna; e Graziella Chiarcossi. Presentato in associazione con il Ministero per i Beni e le Attivit\u00e0 Culturali. Un ringraziamento speciale all\u2019Istituto Italiano di Cultura di New York. (ItalPlanet News)<\/p>\n<p>ASIA<\/p>\n<p>GIAPPONE &#8211;  Un argomento tab\u00f9 Sh\u00f9kan Kiny\u00f2bi,  &quot;Un articolo sul sindaco di Osaka Toni Hashimoto pubblicato dalla rivista Sh\u00f9kan Asahi sta facendo molto discutere e ha risollevato un&#8217;annosa questione&quot;, scrive Sh\u00f9kan Kiny\u00f2bi. L&#8217;articolo, che ha suscitato l&#8217;ira dell&#8217;astro nascente della destra giapponese e poi le scuse ufficiali della&quot; rivista, descrive le origini burakumin di Hashimoto. La discriminazione dei burakumin &#8211; una minoranza nata in epoca feudale quando chi svolgeva lavori considerati impuri dal buddismo e dallo scintoismo (come macellaio, conciatore di pelle, becchino) era un fuoricasta &#8211; \u00e8 uno degli argomenti tab\u00f9 in Giappone, al punto che i mezzi d&#8217;informazione generalmente evitano di parlarne. &quot;Con la scusa che &#8216;per conoscere bene un politico bisogna conoscerne anche la storia personale&#8217;, il noto giornalista Shinichi Sano ha indagato le origini di Hashimoto sottolineandone la &#8216;diversit\u00e0&#8217;. Oltre ad aver definito burakumin il padre di Hashimoto, Sano ha usato l&#8217;espressione &#8216;origini pure&#8217; riferita alla madre, scatenando un dibattito acceso nell&#8217;opinione pubblica. Evitare di parlare del problema non significa superarlo, anzi basta poco per rinvigorire la fiamma che lo alimenta&quot;.<\/p>\n<p>THAILANDIA &#8211; Monarchici in piazza. II 24 novembre circa diecimila persone sono scese in piazza a Bangkok nella pi\u00f9 grande manifestazione da quando Yingluck Shinawatra \u00e8 arrivata al potere. La protesta \u00e8 stata organizzata dal Pitak Siam (Proteggiamo la Thailandia), un gruppo di monarchici guidato dall&#8217;ex generale Boonlert Kaewprasit e legato alle camicie gialle. I manifestanti accusano il governo di Shinawatra di essere corrotto, di ignorare gli oltraggi al re e di essere un fantoccio al servizio dell&#8217;ex premier Thaksin Shinawatra. La protesta, commenta il Bangkok Post, dimostra che le divisioni politiche nel paese sono ancora forti.<\/p>\n<p>PAKISTAN-  II 22 novembre i tali-ban hanno rivendicato una serie di attentati contro gli sciiti in cui sono morte 37 persone. Gli attacchi sono avvenuti a Rawalpindi, Quetta, Karachi, Bannu e Shangla.<\/p>\n<p>AFGHANISTAN &#8211; La grande truffa d\u00ec Kabul Le indagini sulla truffa della banca di Kabul, il cui fallimento nel 2010 \u00e8 stato uno dei pi\u00f9 grandi della storia, sono state inquinate da alcuni politici afgani, scrive la Bbc. Ad affermarlo \u00e8 il rapporto di una commissione indipendente contro la corruzione composta da afgani e stranieri. La banca trasferiva denaro all&#8217;estero in vari modi: attraverso delle societ\u00e0 fittizie, sotto forma di prestiti a zero interesse mai restituiti, o nascosti dentro i carrelli per i pasti dei voli di linea. Al processo, cominciato all&#8217;inizio di novembre, sono imputate solo venti persone. Dopo che nel 2011 gli inquirenti sono stati convocati da un gruppo di politici di alto livello, la lista degli imputati \u00e8 stata modificata e molti nomi sono stati cancellati. Tra i grandi assenti c&#8217;\u00e8 Mahmud Karzai (nella foto), il fratello del presidente, che avrebbe restituito 22 milioni di dollari in cambio dell&#8217;immunit\u00e0<\/p>\n<p>CINA &#8211; Immolazioni di protesta. Dal 2011 le immolazioni tra i tibetani sono salite a pi\u00f9 di ottanta dopo che tra il 25 e il 26 novembre quattro persone si sono date fuoco nelle province del Gansu, del Sichuan e del Qinghai. Qui il 27 novembre un migliaio di studenti tibetani ha manifestato contro la distribuzione di un libro in cui si disprezza lo studio della loro lingua e si definiscono le immolazioni &quot;atti di stupidit\u00e0&quot;. Altre sei immolazioni di protesta erano avvenute durante il congresso del Partito comunista cinese, scrive Radio Free Asia.<br \/>\nCINA &#8211; Vie legali per la Ping An. La compagnia assicurativa cinese Ping An ha annunciato che &quot;prender\u00e0 provvedimenti legali in seguito ad alcuni articoli che contengono inesattezze e fatti distorti estrapolati dal contesto&quot;, scrive il South China Morning Post. Anche se non lo cita esplicitamente, il comunicato si riferisce a un articolo uscito il 25 novembre sul New York Times. Nell&#8217;articolo David Barboza, l&#8217;autore dell&#8217;inchiesta sui beni della famiglia del premier Wen Jiabao pubblicata a ottobre, afferma che nel 1999, quando il governo cinese stava per imporre la scissione alle grandi compagnie finanziarie, il presidente della Ping An scrisse a Wen e incontr\u00f2 sua moglie. In seguito la Ping An fu esonerata dall&#8217;obbligo di scissione.<\/p>\n<p>SRI LANKA &#8211;  II 23 novembre si \u00e8 svolta in parlamento la prima udienza del procedimento di impeachment a carico della presidente della corte suprema <\/p>\n<p>AUSTRALIA &#8211;  II governo ha presentato il 26 novembre le sue scuse per gli abusi sessuali nell&#8217;esercito e si \u00e8 impegnato a risarcire le vittime.<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20121130 15:06:00 guglielmoz EUROPA AFRICA e MEDIO ORIENTE ASIA e PACIFICO AMERICHE EUROPA UNIONE EUROPEA. 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