{"id":10953,"date":"2017-04-15T19:04:40","date_gmt":"2017-04-15T17:04:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10264-viaggio-a-diyarbakr-sospeso-lo-sciopero-della-fame-nelle-carceri-turche\/"},"modified":"2017-04-15T19:04:40","modified_gmt":"2017-04-15T17:04:40","slug":"10264-viaggio-a-diyarbakr-sospeso-lo-sciopero-della-fame-nelle-carceri-turche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10953","title":{"rendered":"10264 Viaggio a Diyarbak\u0131r- Sospeso lo sciopero della fame nelle carceri turche"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20121120 15:11:00 guglielmoz<\/p>\n<p>di Francesco Lo Piccolo<br \/>\nE\u2019 terminato domenica 18 novembre, dopo 68 giorni, lo sciopero della fame dei detenuti curdi incarcerati nelle carceri turche.<\/p>\n<p>La fine della protesta, cominciata il 12 settembre per opera di 9 donne nel carcere di Diyarbak&#305;r e di 9 uomini detenuti a Bolu, e che era stata preceduta il primo settembre dalla decisione di  rifiutare il cibo da parte di un\u2019altra donna detenuta a Bak&#305;rk\u00f6y (G\u00f6n\u00fcl Erdo&#287;an, appartenente al PKK), \u00e8 stata presa dopo l\u2019appello di porre fine allo sciopero della fame lanciato dal leader del Pkk Abdullah \u00d6calan e reso pubblico dal fratello che lo ha incontrato tre giorni fa nel carcere di massima sicurezza di Imrali, piccola isola nel Mar di Marmara. \u201cIl messaggio \u00e8 arrivato \u2013 ha detto \u00d6calan &#8211; ora basta, lo sciopero va continuato fuori dalle carceri, la vostra vita \u00e8 preziosa\u201d.<br \/>\nUn appello che ha messo fine a una inevitabile strage di uomini giunti all\u2019estremo delle forze (almeno settecento secondo molte fonti curde) e gi\u00e0 ieri sono cominciati i primi ricoveri in ospedale dei tanti curdi che hanno partecipato al digiuno indetto per poter usare la lingua curda nelle scuole, negli uffici pubblici, nelle aule di giustizia, per migliorare le condizioni nelle carceri e per far cessare il regime di detenzione dura alla quale \u00e8 sottoposto il loro leader \u00d6calan sorvegliato a vista con una telecamera 24 ore su 24 in una cella di 13 metri quadrati, senza poter vedere tv, leggere giornali, posta censurata, condizioni disumane. E che dimostra oltre che il grande ascendente di \u00d6calan anche la realt\u00e0, invano negata dallo stesso governo turco che ha minimizzato l\u2019entit\u00e0 dello sciopero (\u201cvi partecipa un solo detenuto,  uno spettacolo, un ricatto, un bluff\u201d ha detto Erdogan).  La realt\u00e0 di un popolo senza diritti.<br \/>\nE lo abbiamo constatato di persona nel nostro viaggio proprio in questi giorni a Diyarbak&#305;r e che abbiamo fatto come associazione Voci di dentro con una delegazione internazionale composta da italiani, spagnoli, sloveni, lituani e turchi nell\u2019ambito del progetto Grundtvig \u201cVoices from inside\u201d. Obiettivo del progetto: approfondire e comparare la situazione carceraria e le politiche di reinserimento lavorativo per detenuti ed ex detenuti in diversi contesti europei. Di fatto, nonostante che la nostra richiesta di visita al carcere di Diyarbak&#305;r fosse stata avanzata alle autorit\u00e0 turche dalla Scuola di formazione professionale del turismo Otelcilik, partner del progetto, e che dall\u2019aprile 2012 ha avviato due corsi professionali proprio all\u2019interno della prigione di tipo E di Diyarbakir, in carcere non ci siamo potuti entrare: nessuna risposta, nemmeno un no ufficiale. Ignorati, come sono ignorati diritti e doveri. Nemmeno l\u2019autorizzazione ad un incontro formale con la direzione. Il problema \u00e8 \u201c hot \u201c o meglio non esiste finche non se ne parla.<br \/>\nMa il problema c\u2019\u00e8, arrivando a Diyarbakir lo puoi vedere  sui ponti delle sopraelevate e sui semafori dove c\u2019\u00e8 un numero che viene aggiornato e che \u00e8 il numero dei giorni al quale dello sciopero della fame. Un problema che la Turchia non vuole in alcun modo considerare. Come se curdo fosse uguale a terrorista. E i dati spaventano: i detenuti turchi accusati di terrorismo sono quasi 9000, di questi met\u00e0 in attesa di sentenza definitiva. Il livello di educazione medio di questi detenuti \u00e8 alto. Moltissimi di loro sono curdi. Sono deputati, sindaci, sindacalisti, giornalisti (almeno sessanta), intellettuali e studenti tutti accusati di reati di opinione per i quali sono previste pene pesanti (la stessa Unione Europea ha ripetutamente segnalato nei suoi rapporti questa situazione suscitando le dure reazioni di Ankara che giudica le valutazioni non equilibrate).<br \/>\nSilvia Civitarese, vicepresidente della Onlus Voci di dentro, di ritorno da Diyarbakir, scrive nei suoi appunti: Non possiamo dar voce  a chi ha deciso di lasciarsi morire piuttosto che rinunciare a  lottare per quelli che considera  principi irrinunciabili: parit\u00e0 di diritti, dignit\u00e0 e libert\u00e0, ma sappiamo che se potessimo udirla,questa avrebbe la dolcezza e la rotondit\u00e0 della lingua curda. Che \u00e8 diversa dal turco, parlata comunemente in queste zone, che non \u00e8 un dialetto ma una  lingua letteraria , nazionale, storica ma che \u00e8 vietata a scuola, nei documenti, nei tribunali dove si decide la sorte di quelli che ne difendono la tradizione . [ \u2026 ]I nostri ospiti non ci hanno dato l\u2019impressione di essere terroristi separatisti parlando  e insegnando a noi le parole di sopravvivenza e cortesia curde, o portandoci in un locale ad ascoltare e  ballare musica rigorosamente Kurdish. Hanno invece cos\u00ec condiviso con noi la nostalgia e la veemenza, il romanticismo e la spavalderia la dimensione intima e insieme mitica di questo popolo estremamente ospitale e generoso. E il paesaggio ha la stessa forza evocativa: gli altopiani, le sponde dell\u2019epico Tigri , il  ponte a nove arcate sui quale \u00e8 passato Marco Polo sulla via della seta o San Paolo dirigendosi a Roma, mura di  basalto nero , moschee e monasteri, minacciose fortezze arroccate e distese di terra ruvida ma fertile. [\u2026]Forse non so abbastanza della storia e della politica della Turchia o delle genti curde ma credo nell\u2019arricchimento  che viene dalle differenze, dalle commistioni, dal dialogo tra voci diverse e dalla comprensione  delle esigenze dell\u2019altro: cio\u00e8 quello che il nostro comune progetto europeo promuove e favorisce.<br \/>\nE cos\u00ec Alessandro Fusillo che ha portato a casa un ricco dossier fotografico: Raggiungiamo Dyarbakir il 3 novembre. Quasi due ore di volo da Istanbul fin nel cuore dell\u2019Anatolia sud orientale. Prima della partenza le notizie su ci\u00f2 che accade al confine turco-siriano: i missili lanciati contro le citt\u00e0 turche di confine, le incursioni dell\u2019esercito turco in territorio siriano, i profughi siriani in fuga dalla guerra. [\u2026] La Turchia, terza tappa di questo progetto-percorso dopo Italia e Lituania, ne rappresenta un momento chiave. Perch\u00e9 le tematiche legate alle carceri in questa parte della Turchia sono un punto critico, in grado di far vacillare i pilastri dello stato turco e riaprire questioni irrisolte che proprio in questi mesi si stanno riacutizzando. Perch\u00e9 Dyarbakir non \u00e8 semplicemente una grande citt\u00e0 della Turchia, \u00e8 la capitale del Kurdistan turco. Qui, dopo il colpo di stato militare del 1971, \u00d6calan, come molti altri studenti di sinistra provenienti dall\u2019Universit\u00e0 di Ankara e costretti a lasciare gli studi, si arruol\u00f2 nel servizio civile. Sette anni dopo aveva fondato il Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). [\u2026] Il primo incontro con i nostri colleghi turchi ci rassicura, la loro cordialit\u00e0 e ospitalit\u00e0 \u00e8 un ottimo benvenuto. La guerra, sostengono, \u00e8 lontana pi\u00f9 di 400 km. Nel tragitto dall\u2019aeroporto all\u2019hotel passiamo di fronte alla grande base aeronautica di Pirin\u00e7lik. La base  nacque come base americana negli anni 70, punto strategico della difesa Nato contro l\u2019Urss alle porte del Medio Oriente. Nei giorni seguenti sentiremo spesso l\u2019assordante frastuono dei jet alzarsi in volo. Un amico curdo mi dice che secondo lui quegli aerei si stanno dirigendo verso le montagne del nord dell\u2019Iraq per continuare la guerra nascosta contro i ribelli curdi; io credo che siano invece diretti verso la Siria, con l\u2019obiettivo di prevenire eventuali lanci di missili su territorio turco e spaventare i profughi in marcia. [\u2026] E\u2019 notte fonda, accendo la tv dell\u2019hotel: tanti canali, modernit\u00e0 e tradizione si intrecciano senza continuit\u00e0, ritmi e stili occidentali sono ormai dominanti, osservo CNN Turchia e Al jazeera international raccontare delle elezioni americane. Sfoglio gli appunti raccolti prima della partenza. All\u2019inizio dell\u2019estate un incendio divampato in un dormitorio del carcere di &#350;anl&#305;urfa ha causato la morte di 13 detenuti. Sanliurfa \u00e8 a meno di 200 km da Diyarbakir. Il governatore della regione aveva assicurato che non si \u00e8 trattato di una rivolta dei carcerati ma di una rissa, senza spiegarne le cause. Oggi la situazione \u00e8 divenuta esplosiva. [\u2026] Il 5 novembre ci riuniamo con tutta la delegazione internazionale nella periferia di Diyarbakir in visita presso la scuola di formazione professionale nel turismo Otelcilik, partner del progetto. Dall\u2019aprile 2012 la scuola ha avviato 2 corsi professionali proprio all\u2019interno della prigione di tipo E di Diyarbakir. I corsi di formazione per cuoco e cameriere coinvolgono 50 detenuti. Hanno come obiettivi il miglioramento della qualit\u00e0 del cibo e del servizio all\u2019interno della prigione e soprattutto fornire una chance di vita migliore dopo la detenzione . [\u2026] Il giorno seguente attraversiamo di nuovo la sconfinata periferia di Diyarbakir per visitare la lavanderia di Sadil, ex detenuto.  Mi fanno notare quanto sia nuova l\u2019urbanistica di questa parte della citt\u00e0, tutta fatta di alti palazzi ed ingressi sorvegliati. La citt\u00e0 odierna \u00e8 il frutto del processo di urbanizzazione forzata che il governo turco ha attuato in questa parte del Paese. I contadini sono stati spinti a lasciare le campagne per la citt\u00e0 e Diyarbakir in qualche decennio \u00e8 passata dai 140000 abitanti del 1970 ad oltre un milione e mezzo di persone. Gli amici curdi sostengono che questo processo sia dovuto alla maggiore capacit\u00e0 di controllo dello Stato sugli abitanti di una metropoli che sui contadini sparsi su vaste aree e dunque terreno fertile per il PKK. [\u2026] Arriviamo da Sadil che ci accoglie nella sua nuova attivit\u00e0, ci offre un the, vicino ha suo figlio sorridente. Sadil ce l\u2019ha fatta, dopo 4 anni di carcere, ha ottenuto un finanziamento da parte dei servizi sociali. Il governo gli ha garantito un prestito di 7000 euro da restituire dopo 2 anni. Sadil ha realizzato il suo sogno di aprire una lavanderia nella citt\u00e0 vecchia. Ed ora, visto il successo della sua prima attivit\u00e0, si \u00e8 trasferito in questi grandi quartieri in espansione. E\u2019 felice  e riconoscente nei confronti della comunit\u00e0 che gli ha offerto una nuova opportunit\u00e0.<br \/>\nE cos\u00ec con la storia di riscatto di Sadil  si conclude il viaggio di Voci di dentro a Diyarbakir: il fiume Tigri scorrere placido tra queste terre, culla della civilt\u00e0, dove un popolo \u00e8 in lotta per affermare la propria identit\u00e0 e dove il governo turco ha dimostrato ancora tutta la sua reticenza a chiarire la situazione dei detenuti politici curdi.<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20121120 15:11:00 guglielmoz di Francesco Lo Piccolo E\u2019 terminato domenica 18 novembre, dopo 68 giorni, lo sciopero della fame dei detenuti curdi incarcerati nelle carceri <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10953\" title=\"10264 Viaggio a Diyarbak\u0131r- Sospeso lo sciopero della fame nelle carceri turche\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-10953","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2012"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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