{"id":10951,"date":"2017-04-15T19:04:40","date_gmt":"2017-04-15T17:04:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10262-impressioni-su-gaza-di-noam-chomsky\/"},"modified":"2017-04-15T19:04:40","modified_gmt":"2017-04-15T17:04:40","slug":"10262-impressioni-su-gaza-di-noam-chomsky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10951","title":{"rendered":"10262 Impressioni su Gaza di Noam Chomsky"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20121119 21:41:00 guglielmoz<\/p>\n<p>Gaza &#8211; Anche una sola notte in cella \u00e8 abbastanza per assaggiare cosa vuol dire essere sotto il totale controllo di una forza esterna. E ci vuole poco pi\u00f9 pi\u00f9 di un giorno a Gaza per iniziare a rendersi conto di come dev&#8217;essere cercare di sopravvivere nella pi\u00f9 grande prigione a cielo aperto del mondo, in cui un milione e mezzo di persone, nell&#8217;area pi\u00f9 densamente popolata del mondo,,sono costantemente assoggettate al terrore casuale e spesso selvaggio e ad una punizione arbitraria, senza nessun&#8217;altro scopo che quello di umiliare e degradare, e con l&#8217;ulteriore obiettivo di assicurarsi che le speranze dei palestinesi per un futuro decente verranno schiacciate e che il crescente appoggio mondiale per una soluzione diplomatica che garantisca i loro diritti venga annullato.<\/p>\n<p>L&#8217;intensit\u00e0 di questo impegno da parte della leadership politica israeliana \u00e8 stato drammaticamente illustrato negli ultimi giorni, quando ci hanno avvisato che &quot;impazziranno&quot; se ai diritti dei palestinesi verr\u00e0 dopo anche solo un parziale riconoscimento alle Nazioni Unite. Non \u00e8 un nuovo inizio. La minaccia di &quot;diventare pazzi&quot; (&quot;nishtagea&quot;) \u00e8 profondamente radicata, fin dai governi laburisti degli anni &#8217;50, insieme al relativo &quot;Complesso di Sansone&quot;: raderemo al suolo il muro del Tempio se attraversato. Era una minaccia risibile, allora; non oggi.<br \/>\nNemmeno l&#8217;umiliazione intenzionale \u00e8 una novit\u00e0, anche se prende sempre nuove forme. Trent&#8217;anni fa i leader politici, compresi alcuni tra i pi\u00f9 noti &quot;falchi&quot;, hanno sottoposto al Primo Ministro Begin un racconto sconvolgente e dettagliato di come i coloni maltrattano regolarmente i palestinesi nel modo pi\u00f9 depravato e nella totale impunit\u00e0. L&#8217;importante studioso politico-militare Yoram Peri ha scritto con disgusto che il compito dell&#8217;esercito non \u00e8 difendere lo stato, ma &quot;demolire i diritti di un popolo innocente solo perch\u00e8 sono Araboushim (termine dispregiativo per indicare gli Arabi, N.d.T.; come dire &quot;negri&quot;, &quot;giudei&quot;) che vivono in territori che Dio ha promesso a noi&quot;.<br \/>\nI Gazawi sono stati selezionati per una punizione particolarmente crudele. E&#8217; quasi un miracolo che la popolazione possa sopportare un tale tipo di esistenza. Come ci riescano \u00e8 stato descritto trent&#8217;anni fa in un&#8217;eloquente memoria di Raja Shehadeh (The Third Way &#8211; La Terza Via), basata sul suo lavoro di avvocato ingaggiato nelle battaglie senza speranza di cercare di proteggere i diritti fondamentali restando all&#8217;interno del sistema giuridico studiato per assicurare il fallimento, e la sua personale esperienza come Samid, &quot;perseverante&quot;, che vede casa sua diventare una prigione a causa dei brutali occupanti e non pu\u00f2 fare niente ma in qualche modo &quot;resiste&quot;.<br \/>\nDa quando Shehadeh ha scritto, la situazione \u00e8 peggiorata. Gli Accordi di Oslo, celebrati in pompa magna nel 1993, hanno determinato che Gaza e la Cisgiordania siano singole entit\u00e0 territoriali. Da allora, gli Stati Uniti e Israele hanno dato il via al loro programma di separarli completamente uno dall&#8217;altro, cos\u00ec come di bloccare gli accordi diplomatici e punire gli arabi in entrambi i territori.<br \/>\nLa punizione dei Gazawi si \u00e8 fatta ancor pi\u00f9 severa nel gennaio del 2006, quando hanno commesso il crimine maggiore; hanno votato &quot;nel modo sbagliato&quot; alle prime elezioni del mondo arabo, eleggendo Hamas. Dando dimostrazione della loro appassionata &quot;bramosia per la democrazia&quot;, gli Stati Uniti e Israele, seguiti dalla timida Unione Europea, imposero immediatamente un assedio brutale, insieme a pesanti attacchi militari. Gli Stati Uniti, inoltre, ripristinarono immediatamente la procedura operativa di quando qualche popolo disobbediente elegge il governo sbagliato: preparare un golpe militare per restaurare l&#8217;ordine.<br \/>\nI Gazawi commisero un crimine ancora maggiore un anno dopo, fermando il colpo di stato, il che port\u00f2 ad una rapida intensificazione dell&#8217;assedio e degli attacchi militari. Questi hanno raggiunto il culmine nell&#8217;inverno 2008 &#8211; 2009, con l&#8217;operazione Piombo Fuso, uno dei pi\u00f9 codardi e feroci esempi di forza militare nella storia recente, dal momento che una popolazione indifesa, rinchiusa e senza via di fuga, fu vittima di un attacco implacabile operato da uno dei pi\u00f9 avanzati sistemi militari del mondo, basato su armi statunitensi e protetto dalla diplomazia USA. Un&#8217;indimenticabile testimonianza diretta del massacro &#8211; &quot;infanticidio&quot;, per usare le loro parole &#8211; viene dai due coraggiosi medici norvegesi che lavorarono nel principale ospedale di Gaza durante l&#8217;attacco spietato, Mads Gilbert e Erik Fosse, nel loro notevole libro &quot;Eyes in Gaza &#8211; Occhi a Gaza&quot;.<br \/>\nIl neo Presidente Obama non fu in grado di dire una parola, a parte il reiterare la sua sincera vicinanza ai bambini sotto attacco &#8211; nella citt\u00e0 israeliana di Sderot. L&#8217;assalto attentamente preparato giunse a un termine prima della sua nomina, in modo che poi ha potuto dire che &quot;adesso \u00e8 il momento di guardare avanti, non indietro&quot;, il rifugio abituale per i criminali.<br \/>\nOvviamente c&#8217;erano dei pretesti &#8211; ce ne sono sempre. Quello solito, rispolverato quando serve, \u00e8 la &quot;sicurezza&quot;: in questo caso, razzi &quot;fatti in casa&quot; da Gaza.<br \/>\nCome sempre succede, il pretesto mancava di qualsiasi credibilit\u00e0. Nel 2008 era stata stabilita una tregua tra Israele e Hamas. Il governo israeliano formalmente aveva riconosciuto che Hamas l&#8217;aveva completamente osservata. Non un solo razzo di Hamas era stato sparato prima che Israele rompesse la tregua sotto la copertura delle elezioni USA del 4 novembre 2008, invadendo Gaza con motivazioni ridicole e ammazzando mezza dozzina di membri di Hamas. Il governo israeliano era stato avvertito dagli alti funzionari dei suoi servizi segreti che la tregua avrebbe potuto essere rinnovata ammorbidendo il blocco criminale e mettendo fine agli attacchi militari. Ma il governo di Ehud Olmert, conosciuto come una colomba, scelse di rifiutare queste opzioni, preferendo ricorrere al proprio enorme vantaggio in violenza: l&#8217;Operazione Piombo Fuso. I fatti salienti sono riportati nuovamente dall&#8217;esperto in politica estera Jerome Slater nella recente pubblicazione sull&#8217;Harvard MIT Journal &quot;International Security &#8211; Sicurezza Internazionale&quot;.<br \/>\nLa metodologia di bombardamento utilizzata in Piombo Fuso \u00e8 stata attentamente analizzata da Raji Sourani, avvocato per i diritti umani profondamente informato e internazionalmente stimato. Sourani osserva che il bombardamento si concentrava a nord, colpendo civili indifesi nelle arree maggiormente popolate, con nessun possibile pretesto militare. L&#8217;obiettivo, suggerisce, potrebbe essere stato quello di spingere la popolazione spaventata verso sud, vicino alla frontiera con l&#8217;Egitto. Ma i Samidin sono rimasti, nonostante la valanga di terrore israelo-statunitense.<br \/>\nUn ulteriore obiettivo \u00e8 stato quello di spingerli indietro. Tornando ai primi giorni della colonizzazione sionista, si argomentava da ogni parte che gli Arabi non avessero motivi per stare in Palestina; avrebbero potuto essere ugualmente felici da qualche altra parte, e avrebbero dovuto andarsene &#8211; &quot;essere trasferiti&quot;, come educatamente suggerirono le colombe. Questa non \u00e8 una preoccupazione di poco conto per l&#8217;Egitto, e forse \u00e8 una ragione per cui l&#8217;Egitto non apre liberamente la frontiera ai civili o anche ai materiali di cui c&#8217;\u00e8 disperato bisogno.<br \/>\nSourani e altre fonti ben informate sottolineano che la disciplina dei Samidin nasconde una polveriera che potrebbe esplodere in qualsiasi momento, inaspettatamente, come fece la prima Intifada a Gaza nel 1989 dopo anni di miserabile repressione che non aveva suscitato alcuna avvisaglia o motivo di preoccupazione.<br \/>\nPer citare solo uno degli innumerevoli casi, poco prima che scoppiasse la prima Intifada, una ragazza palestinese, Intissar al-Atar, fu colpita a morte in un cortile scolastico da un residente della vicina colonia israeliana. Era uno delle varie migliaia di coloni israeliani portati a Gaza in violazione del diritto internazionale e protetti da una forte presenza dell&#8217;esercito, che stanno rubando la maggior parte della terra e delle scarse risorse idriche della Striscia e che vivono &quot;agiatamente in 22 colonie in mezzo a un milione e 400mila palestinesi indigenti&quot; come viene descritto il crimine dalla studiosa israeliana Avi Raz. L&#8217;assassino della studentessa, Shimon Yifrah, \u00e8 stato arrestato, ma rapidamente rilasciato su cauzione quando la Corte ha determinato che &quot;il reato non \u00e8 abbastanza grave&quot; da giustificare la detenzione. Il giudice ha commentato che Yifrah voleva solo spaventare la ragazza sparandole contro nel giardino della scuola, ma non voleva ucciderla, quindi &quot;non \u00e8 il caso di un criminale che debba essere punito, scoraggiato, e ha imparato la lezione attraverso l&#8217;arresto&quot;.Yifrah venne condannato a 7 mesi con pena sospesa, mentre i coloni in aula esplodevano in canti e danze. E poi regn\u00f2 il solito silenzio. Dopotutto, \u00e8 routine.<br \/>\nE quindi cos\u00ec. Quando Yifrah venne rilasciato, la stampa israeliana riport\u00f2 che una pattuglia dell&#8217;esercito aveva aperto il fuoco nel cortile di una scuola di ragazzini di et\u00e0 compresa tra i 6 e i 12 anni in un campo profughi della Cisgiordania, ferendo cinque bambini, presumibilmente con l&#8217;intenzione di &quot;spaventarli&quot; solamente. Non ci furono processi, e l&#8217;accaduto, di nuovo, non attir\u00f2 nessuna attenzione. Era semplicemente un altro episodio nel programma di &quot;analfabetismo e punizione&quot;, disse la stampa israeliana, che comprendeva la chiusura delle scuole, l&#8217;uso di lacrimogeni, il picchiare gli studenti con i calci dei fucili, l&#8217;impedire il soccorso sanitario alle vittime; e oltre alle scuole, un regno di brutalit\u00e0 ancor pi\u00f9 dura, che diventava ancora pi\u00f9 selvaggio durante l&#8217;Intifada, sotto il comando del Ministro della Difesa Yitzhak Rabin, altra stimata colomba.<br \/>\nLa mia prima impressione, dopo una visita di qualche giorno, \u00e8 stata di stupore, non solo per la capacit\u00e0 di andare avanti con la vita, ma anche per la vibrante vitalit\u00e0 tra i giovani, specialmente all&#8217;universit\u00e0, dove ho passato la maggior parte del mio tempo in una conferenza internazionale. Ma anche l\u00ec si possono scovare segnali che la pressione potrebbe diventare troppo dura da sopportare. Studi dicono che tra i giovani uomini c&#8217;\u00e8 una frustrazione che ribolle, un riconoscere che sotto l&#8217;occupazione israelo-statunitense il futuro non riserva niente per loro. E&#8217; solo che ce n&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanta che gli animali in gabbia possono sopportare, e pu\u00f2 esserci un&#8217;eruzione, magari in forme orribili &#8211; il che offre un&#8217;opportunit\u00e0 per gli apologeti israeliani e occidentali di condannare in modo ipocrita le persone che sono culturalmente arretrate, come ha spiegato acutamente Mitt Romney.<br \/>\nGaza ha l&#8217;aspetto di una tipica societ\u00e0 del terzo mondo, con sacche di ricchezza circondate da mostruosa povert\u00e0. Non \u00e8, comunque, &quot;sottosviluppata&quot;. Piuttosto \u00e8 &quot;de-sviluppata&quot;, e in modo sistematico, per usare le parole di Sara Roy, la principale esperta accademica di Gaza. La Striscia di Gaza avrebbe potuto diventare una prospera regione mediterranea, con una ricca agricoltura e una fiorente industria ittica, spiagge meravigliose e, come scoperto una decina di anni fa, buone prospettive di risorse estensive di gas naturale all&#8217;interno delle sue acque territoriali. Per coincidenza o meno, fu proprio quando Israele ha intensificato il blocco navale, spingendo i pescherecci verso le coste, da quel momento entro le 3 miglia marittime.<br \/>\nLe prospettive favorevoli sono state abortite nel 1948, quando la Striscia ha dovuto assorbire un flusso di profughi palestinesi che scapparono in preda al terrore o furono espulse con la forza da quello che poi divent\u00f2 Israele, in alcuni casi espulsi mesi dopo il formale &quot;cessate il fuoco&quot;.<br \/>\nDi fatto, sono stati espulsi anche quattro anni dopo, come riportato su Ha&#8217;aretz (25.12.2008), in uno studio ragionato di Beni Tziper sulla storia dell&#8217;israeliana Ashkelon dall&#8217;epoca dei Cananei. Nel 1953, dice, c&#8217;era un &quot;freddo calcolo secondo cui era necessario ripulire la regione dagli Arabi&quot;. Anche il nome originario, Majdal, \u00e8 stato &quot;giudaizzato&quot; all&#8217;odierno Ashkelon, normale amministrazione.<br \/>\nQuesto \u00e8 successo nel 1953, quando non c&#8217;era nemmeno l&#8217;ombra di necessit\u00e0 militari. Tziper stesso \u00e8 nato nel 1953, e mentre passeggia tra le rovine dell&#8217;antico settore arabo, pensa che &quot;\u00e8 molto difficile per me, molto difficile, realizzare che mentre i miei genitori stavano festeggiando la mia nascita, altre persone stavano venendo caricate su camion e venivano espulse dalle loro case&quot;.<br \/>\nLe conquiste israeliane del 1967 e le loro conseguenze diedero ulteriori scossoni. Quindi arrivarono i terribili crimini gi\u00e0 menzionati, fino al giorno d&#8217;oggi. I segnali sono facili da vedere, anche con una visita veloce. Seduto in un hotel vicino alla costa, si pu\u00f2 sentire il rumore degli spari delle navi da guerra israeliane che spingono i pescatori dalle acque territoriali di Gaza verso la costa, cos\u00ec sono costretti a pescare in acque fortemente inquinate a causa del rifiuto statunitense-israeliano di permetttere la ricostruzione dei sistemi fognari e della rete elettrica che loro stessi hanno distrutto.<br \/>\nGli Accordi di Oslo stabilirono i piani per due impianti di desalinizzazione, una cosa necessaria in questa regione. Uno, un&#8217;infrastruttura avanzata, fu costruito: in Israele. Il secondo a Khan Younis, nel sud della Stricia di Gaza. L&#8217;ingengere incaricato di tentare di ottenere acqua potabile per la popolazione spieg\u00f2 che questo impianto era stato progettato in modo da non poter utilizzare acqua di mare, ma doveva basarsi su falde sotterranee, un procedimento pi\u00f9 economico, che impoverisce ulteriormente la gi\u00e0 misera falda, garantendo problemi seri in futuro. Anche in presenza di tale impianto, l&#8217;acqua \u00e8 veramente scarsa. L&#8217;UNRWA, che si prende cura dei rifugiati (ma non di altri Gazawi), ha recentemente pubblicato un report lanciando l&#8217;allarme sul fatto che il danno alle falde acquifere potrebbe presto diventare &quot;irreversibile&quot;, e che, senza una rapida misura correttiva, dal 2020 Gaza potrebbe non essere pi\u00f9 un &quot;posto vivibile&quot;.<br \/>\nIsraele permette l&#8217;ingresso del cemento per i progetti dell&#8217;UNRWA, ma non per i gazawi coinvolti dall&#8217;urgente necessit\u00e0 di ricostruzione. La limitata attrezzatura pesante \u00e8 ridotta al minimo, visto che Israele non ammette l&#8217;ingresso di materiali per la ricostruzione. Tutto ci\u00f2 fa parte del programma generale descritto dal funzionario israeliano Dov Weisglass, consigliere del Primo Ministro Ehud Olmert, dopo che i Palestinesi non obbedirono agli ordini nelle elezioni del 2006: &quot;L&#8217;idea&quot; ha detto &quot;\u00e8 di mettere a dieta i Palestinesi, ma non fino a farli morire di fame&quot;. Non \u00e8 una bella cosa.<br \/>\nE il piano si sta seguendo scrupolosamente. Sara Roy ne ha data ampia dimostrazione nei suoi studi accademici. Recentemente, dopo diversi anni di sforzi, l&#8217;organizzazione israeliana per i diritti umani Gisha \u00e8 riuscita ad ottenere un provvedimento giudiziario perch\u00e8 il governo consegni la documentazione contenente i dettagli dei piani di dieta, e le modalit\u00e0 di esecuzione. Jonathan Cook, giornalista israeliano, li ha riassunti: &quot;Funzionari del Ministero della Salute hanno fornito calcoli del numero minimo di calorie di cui ha bisogno il milione e mezzo di abitanti di Gaza per evitare la malnutrizione. Questi valori sono stati trasformati in camion di cibo a cui Israele dovrebbe permettere l&#8217;ingresso ogni giorno&#8230; una media di soli 67 camion &#8211; molto meno della met\u00e0 del fabbisogno minimo &#8211; sono entrati quotidianamente a Gaza. Questo paragonato agli oltre 400 camion che entravano prima dell&#8217;inizio del blocco&quot;. E anche questa stima \u00e8 oltremodo generosa, riportano i funzionari delle Nazioni Unite.<br \/>\nIl risultato dell&#8217;imposizione della dieta, osserva l&#8217;esperto di Medioriente Juan Cole, \u00e8 che &quot;circa il 10% dei bambini palestinesi di Gaza sotto i 5 anni soffrono di un blocco della crescita a causa della malnutrizione&#8230; in pi\u00f9, \u00e8 diffusa l&#8217;anemia, che colpisce pi\u00f9 dei 2\/3 dei neonati, 58,6% dei bambini in et\u00e0 scolare e pi\u00f9 di 1\/3 delle donne incinte&quot;. Gli Stati Uniti e Israele vogliono assicurare che non sia possibile nulla pi\u00f9 che la sopravvivenza.<br \/>\n&quot;Ci\u00f2 che dev&#8217;essere tenuto a mente&quot; osserva Raji Sourani, &quot;\u00e8 che l&#8217;occupazione e la chiusura totale costituiscono un prolungato attacco alla dignit\u00e0 umana della popolazione di Gaza in particolare e di tutti i palestinesi in generale. Si tratta di degradazione sistematica, umiliazione, isolamento e frammentazione del popolo palestinese&quot;. La conclusione viene confermata da molte altre fonti. In una delle principali riviste di medicina del mondo, The Lancet, un medico ospite di Stanford, inorridito da ci\u00f2 che aveva visto, descrive Gaza come &quot;qualcosa di simile ad un laboratorio per osservare l&#8217;assenza di dignit\u00e0&quot;, una condizione che ha effetti &quot;devastanti&quot; sul benessere fisico, psicologico e sociale. Il costante controllo dal cielo, le punizioni collettive attraverso il blocco e l&#8217;isolamento, l&#8217;irruzione nelle case e nelle comunicazioni e le restrizioni poste a chi cerca di viaggiare, o di sposarsi, o di lavorare, rendono difficile vivere una vita dignitosa a Gaza. All&#8217;Araboushim dev&#8217;essere insegnato a non alzare la testa.<br \/>\nC&#8217;era la speranza che il nuovo governo Morsi in Egitto, meno schiavo di Israele rispetto alla dittattura di Mubarak sostenuta dall&#8217;occidente, potesse aprire il valico di Rafah, unico accesso verso l&#8217;esterno per i gazawi intrappolati a non essere sottoposto al diretto controllo israeliano. C&#8217;\u00e8 stata una lieve apertura, ma non molto. La giornalista Laila el-Haddad scrive che la riapertura sotto Morsi &quot;\u00e8 semplicemente un ritorno dello status-quo degli anni passati: solo i palestinesi in possesso di un documento di identit\u00e0 di Gaza approvato da Israele possono utilizzare il valico di Rafah&quot; il che esclude la maggioranza dei palestinesi, compresa la famiglia el-Haddad, in cui solo una moglie ha il documento.<br \/>\nInoltre, continua, &quot;il valico non conduce alla Cisgiordania, n\u00e9 permette il passaggio di beni, che sono limitati ai valichi sotto controllo israeliano e soggetti a divieti per materiali di costruzione e esportazioni&quot;. Il valico ristretto di Rafah non cambia il fatto che &quot;Gaza resta sotto stretto assedio marittimo e aereo, e continua ad essere chiusa al capitale culturale, economico, e accademico nel resto dei territori occupati, in violazione degli obblighi israelo-statunitensi degli Accordi di Oslo&quot;.<br \/>\nGli effetti sono dolorosamente evidenti. All&#8217;ospedale di Khan Younis, il direttore, che \u00e8 anche primario di chirurgia, descrive con rabbia e passione come anche le medicine per alleviare le sofferenze dei pazienti scarseggiano, cos\u00ec come la semplice attrezzatura chirurgica, lasciando i medici senza supporto e i pazienti in agonia. Le storie personali aggiungono una vivida base al generale disgusto che si prova davanti all&#8217;oscenit\u00e0 della pesante occupazione. Un esempio \u00e8 la testimonianza di una giovane donna che \u00e8 disperata per il fatto che suo padre, che sarebbe stato orgoglioso che lei fosse la prima donna nel campo profughi ad avere una laurea, \u00e8 &quot;morto dopo 6 mesi di lotta contro il cancro, all&#8217;et\u00e0 di 60 anni. L&#8217;occupazione israeliana gli ha impedito di recarsi in un ospedale israeliano per curarsi. Ho dovuto interrompere i miei studi, il lavoro e la mia vita e restare seduta accanto al suo letto. Ci sedemmo tutti, compresi mio fratello medico e mia sorella farmacista, tutti impotenti e senza speranza guardando la sua sofferenza. E&#8217; morto durante l&#8217;inumano blocco di Gaza del 2006 con un quasi inesistente accesso al servizio sanitario. Penso che sentirsi impotenti e senza speranza sia il sentimento pi\u00f9 letale che un essere umano possa provare. Ammazza lo spirito e spacca il cuore. Puoi combattere contro l&#8217;occupazione ma non puoi combattere il tuo sentirti impotente. Non riesci a cancellare quel sentimento&quot;.<br \/>\nDisgusto davanti all&#8217;oscenit\u00e0, aggravato dal senso di colpa: noi possiamo porre fine a questa sofferenza e permettere ai Samidin di godersi le vite di pace e dignit\u00e0 che meritano.<br \/>\nNoam Chomsky ha visitato la Striscia di Gaza dal 25 al 30 ottobre 2012  (da Globalist.it &#8211; traduzione di Elena Bellini di We are all on the Freedom Flotilla 2)<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20121119 21:41:00 guglielmoz Gaza &#8211; Anche una sola notte in cella \u00e8 abbastanza per assaggiare cosa vuol dire essere sotto il totale controllo di una <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10951\" title=\"10262 Impressioni su Gaza di Noam Chomsky\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-10951","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2012"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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