{"id":10948,"date":"2017-04-15T19:04:40","date_gmt":"2017-04-15T17:04:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10259-notizie-16-nov\/"},"modified":"2017-04-15T19:04:40","modified_gmt":"2017-04-15T17:04:40","slug":"10259-notizie-16-nov","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10948","title":{"rendered":"10259 Notizie 16 nov"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20121117 12:27:00 guglielmoz<\/p>\n<p>AMERICHE<br \/>\nEUROPA<br \/>\nMEDIO ORIENTE e AFRICA<br \/>\nASIA E PACIFICO<\/p>\n<p>AMERICHE<br \/>\nUSA &#8211; Da Washington Jason Horowitz I prossimi quattro anni La vittoria di Barack Obama alle elezioni presidenziali del 2012 \u00e8 piena di insegnamenti per il Partito repubblicano, che per\u00f2 non sembra volerli ascoltare. In questo mio ultimo articolo per Internazionale vorrei suggerire ai lettori di tenere d&#8217;occhio alcuni sviluppi futuri. Il primo, il pi\u00f9 importante e anche il pi\u00f9 interessante, \u00e8 cosa ne sar\u00e0 del Grand Old Party. Come succede sempre dopo le elezioni, il partito che perde si abbandona alle recriminazioni. I repubblicani, oltretutto, sono andati peggio del previsto al senato, perdendo seggi invece di guadagnarli. Tutti accusano Mitt Romney di essere stato un pessimo candidato. Il gruppo dirigente accusa il Tea party di aver spostato il partito troppo a destra. Il Tea party accusa il gruppo dirigente di aver allontanato il partito dalla base. Ognuno ha qualcosa da ridire sull&#8217;altro. Ma tutto questo passer\u00e0, e le persone serie all&#8217;interno del partito apriranno gli occhi su un paese pi\u00f9 variegato, che non sembra pi\u00f9 disposto a eleggere i loro candidati. La prima cosa da verifica-re \u00e8 se il Partito repubblicano collabo re r\u00e0 con il presidente sulla riforma fiscale, o se insister\u00e0 con l&#8217;ostruzionismo sperando che la strategia del 2012 funzioni nel 2016. L&#8217;altra questione chiave \u00e8 la riforma dell&#8217;immigrazione. Se l&#8217;ala destra del partito impedir\u00e0 di raggiungere un accordo con Obama e i democratici, la crescente popolazione ispanica sar\u00e0 sempre meno disposta a votare per un presidente repubblicano.<br \/>\nUSA &#8211; L&#8217;unione a cinquantuno. II 6 novembre il 54 per cento degli abitanti di Puerto Rico ha votato si a un referendum non vincolante per far diventare l&#8217;isola -che dal 1952 \u00e8 un &quot;territorio libero associato agli Stati Uniti&quot; -il cinquantunesimo stato americano. La misura, che deve essere approvata dal congresso, permetterebbe a Puerto Rico di ricevere il sostegno finanziario di Washington e di mandare dei rappresentanti al congresso, spiega il Washington Post. I portoricani, da parte loro, dovrebbero pagare le tasse e adottare l&#8217;inglese come lingua ufficiale. &quot;Pi\u00f9 dell&#8217;So per cento della popolazione lo parla a stento&quot;, avverte il Miami New Times.<br \/>\nUSA &#8211; Ritorno al petrolio Nel 2017 gli Stati Uniti torneranno a essere il principale produttore mondiale di petrolio. Lo dice l&#8217;ultimo rapporto dell&#8217;Agenzia internazionale per l&#8217;energia (lea), spiega la Siid-deutsche Zeitung. &quot;il motivo \u00e8 il ricorso alle cosiddette fonti non convenzionali, che permettono l&#8217;estrazione del greggio dalle rocce&quot;. La stessa cosa vale per il gas: &quot;Trail 2015 e il 2020 in questo settore gli Stati Uniti supereranno la Russia, attuale leader mondiale&quot;. Una svolta che avr\u00e0 conseguenze a livello geopolitico, permettendo di ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dal Medio Oriente.<br \/>\nUSA 2012 &#8211; Gli utenti Facebook abbandonano Romney: persi 593 fan ogni ora speciale  USA 2012. L\u2019ex governatore del Massachusetts ha ora 12 milioni di fan su Facebook, venti milioni in meno del presidente NEW YORK &#8211;  Dopo la sconfitta reale, arriva anche quella virtuale per Mitt Romney.   Il candidato repubblicano sconfitto da Barack Obama lo scorso 6 novembre \u00e8 arrivato a perdere ieri 593 seguaci su Facebook all\u2019ora.   L\u2019ex governatore del Massachusetts ha ora 12 milioni di fan su Facebook, venti milioni in meno del presidente Barack Obama. L\u2019ultimo aggiornamento alla pagina dedicata al repubblicano \u00e8 una foto di copertina e risale a qualche ora dopo l\u2019annuncio della vittoria di Barack Obama.   La stessa sorte era toccata ai profili Facebook e Myspace del candidato repubblicano sconfitto da Obama nel 2008, il senatore John McCain, e dell\u2019ex governatrice dell\u2019Alaska, Sarah Palin. (TmNews)<br \/>\nUSA &#8211; IL SUICIDIO &#8211; Non si era mai visto il direttore della Cia costretto alle dimissioni sulla scorta di un dossier dell\u2019FBI \u2013 reso pubblico \u2013 sulle sue scappatelle extraconiugali. Petraeus e la Clinton ne hanno combinate delle belle e Obama ha solo atteso l&#8217;esito delle elezioni. Chi pronostica un futuro \u2013 almeno come candidata democratica \u2013 della Clinton alla Casa bianca, credo si sbagli. Non bisogna credere che il volto vero di Obama sia quello pubblico, lacrimevole o sorridente al bisogno. Ci\u00f2 che il premio Nobel per la pace aveva annunciato nel celebre discorso de Il Cairo nel 2009 \u00e8 stato attuato ed \u00e8 in via di attuazione. Obama \u00e8 un tipo concreto, spregiudicato, molto efficace dal punto di vista dei grandi interessi Usa (vedi il suo intervento a favore delle Banche, della General Motors, della Chrysler, ecc). In politica estera non decide solo per il M.O. e per il Nord Africa, ha ben in mente anche l\u2019Europa e l\u2019Italia. Perci\u00f2 stiano tranquilli tutti, si fa come dicono gli americani. Alle elezioni presidenziali americane, del 2008, i settori che contano della classe dirigente degli Stati Uniti avevano deciso di appoggiare Obama sulla scia della crisi finanziaria scoppiata con il crollo di Lehman Brothers. I loro calcoli si basavano sul fatto che Obama \u2013 un presidente non bianco e democratico \u2013 avrebbe fornito un buon paravento all\u2019ondata di ostilit\u00e0 popolare contro l&#8217;amministrazione Bush e Wall Street. Non si sbagliarono. Tuttavia, quattro anni dopo, la disillusione \u00e8 sempre pi\u00f9 diffusa, non tanto per quanto riguarda Obama, come invece dicevano i media prima delle elezioni, ma per quanto concerne la crisi negli Stati Uniti e nell&#8217;economia globale. Pi\u00f9 in generale, la serie di misure messe in atto dai governi e dalle autorit\u00e0 monetarie in tutto il mondo per evitare un tracollo finanziario e la depressione hanno raggiunto la fine della loro efficacia limitata. La domanda depressa non pu\u00f2 continuare all&#8217;infinito e l\u2019indicatore degli investimenti rimane su livelli storicamente bassi, registrando crescite \u2013 al netto della pur debole inflazione \u2013 vicino allo zero. Nel corso degli ultimi quattro anni, la Federal Reserve ha immesso enormi quantit\u00e0 di denaro in aiuto delle societ\u00e0 finanziarie e delle banche, ma l&#8217;adrenalina (l\u2019eroina monetaria) di stimolo finanziario sta perdendo la sua efficacia.  In Europa \u00e8 accaduta la stessa cosa, ma la crisi economica \u00e8 drammatica in paesi come la Spagna, Grecia, Portogallo, e ora sia abbatte  su Italia e Francia, ma si fa sentire anche in Germania. Il programma di tutti i governi e organismi capitalisti \u00e8 quello di recuperare le spese enormi a sostegno delle banche attraverso programmi di austerit\u00e0 radicali diretti a tagliare la spesa sociale e quindi a impoverire le classi salariate. Tuttavia, ci\u00f2 nonostante, i livelli di debito aumentano, come dimostra anche quello italiano nonostante la cura \u201ctecnica\u201d. I cosiddetti keynesiani, ma anche altri, si stanno rendendo conto che anche un cammello, alla lunga, deve bere per sopravvivere. E non saranno \u2013 da soli \u2013 i cosiddetti Bric a risollevare le sorti sempre pi\u00f9 incerte del capitalismo. Nei prossimi mesi ne avremo la conferma con l\u2019aumento della disoccupazione e l\u2019entrata a pieno regime delle misure di austerit\u00e0. \u00c8 interessante, al riguardo, registrare quanto scrive un sito \u2013 non certo su posizioni marxiste \u2013 come Phastidio: \u2026 se il debito cresce pi\u00f9 della ricchezza prodotta; se pensare di risanare tagliando anche tutto il welfare \u00e8 illusorio sul piano numerico, perch\u00e9 non sarebbe comunque sufficiente, se la contrazione prosegue; se pensare di ridurre il debito privatizzando nel bel mezzo di una crisi finanziaria \u00e8 un miraggio; se cancellare il debito acquisito dalle banche centrali rischia di aprire il vaso di Pandora dello scardinamento del valore della moneta; come gestire questa inarrestabile marea montante di debito? A noi al momento difetta la fantasia, quindi non abbiamo risposte. E l\u2019unica e solita risposta \u00e8: il capitalismo \u00e8 fallito, ma non \u00e8 morto. Ci vuole suicidare.<\/p>\n<p>REPUBBLICA DOMIAICANA &#8211; La rabbia degli studenti. Continuano a Santo Domingo le manifestazioni, cominciate l&#8217;8 novembre, contro la riforma fiscale approvata dal governo di Danilo Medinaper sanare il deficit del paese, che equivale al 6,5 per cento del suo pii. &quot;Uno studente di 22 anni, Willy Flori\u00e0n, \u00e8 morto l&#8217;8 novembre negli scontri con gli agenti della polizia, che hanno sparato per disperdere la folla&quot;, scrive Hoy.<\/p>\n<p>BRASILE &#8211; II 13 novembre il tribunale supremo del Brasile ha condannato l&#8217;ex capo di gabinetto di Lula, Jos\u00e9 Dirceu, a dieci anni di carcere per lo scandalo di corruzione del mensal\u00e0o.<br \/>\nBRASILE &#8211; SaoPaulo violenta &quot;Tra il 24 ottobre e il 12 novembre a SSo Paulo sono morte 191 persone, quasi tutte in periferia. Si parla di una media di dieci omicidi al giorno&quot;, scrive P\u00e0gina 12 raccontando l&#8217;ondata di violenza che vive una delle citt\u00e0 pi\u00f9 popolose dell&#8217;America Latina. In alcune zone le scuole hanno chiuso, gli autobus sono stati incendiati e le chiese non celebrano pi\u00f9 le messe serali. Secondo Isto\u00e9, S\u00e0o Paulo dovrebbe fare come Rio de Janeiro: &quot;Accettare l&#8217;aiuto del governo federale per combattere la criminalit\u00e0 organizzata\u201d.<\/p>\n<p>COLOMBIA &#8211;  I negoziati di pace tra il governo e le Fare, previsti il 15 novembre all&#8217;Avana, sono stati rimandati al 19 novembre. <\/p>\n<p>ECUADOR &#8211;  II presidente Rafael Correa si candider\u00e0 per un terzo mandato alle elezioni del febbraio 2013.<\/p>\n<p>L&#8217;ARGENTINA torna in piazza . L&#8217;8 novembre centinaia di migliaia di persone hanno manifestato a Buenos Aires e in altre citt\u00e0 contro la violenza, l&#8217;inflazione e le politiche della presidente Cristina Fern\u00e0ndez centinaia di migliaia di cittadini hanno invaso le j principali strade di Buenos Aires e decine di migliaia di persone hanno sfilato nelle altre province e in diversi co mun\u00ec intorno alla capitale. \u00c8 stato il cacerolazo pi\u00f9 imponente dal 2003, quando N\u00e9stor Kirchner e Cristina Fern\u00e0ndez sono arrivati al governo. Nessun dirigente o volto noto della politica ha monopolizzato le manifestazioni. Gli argentini hanno protestato contro l&#8217;aumento della violenza, contro l&#8217;intenzione di riformare la costituzione per consentire un terzo mandato d\u00ec Cristina Fern\u00e0ndez e contro le &quot;menzogne&quot; del governo, che parla di un&#8217;inflazione al io per cento quando secondo tutti gli istituti privati \u00e8 al 25 per cento. L&#8217;attore Ricardo Darm ha inviato un tweet ai suoi 68mila follower: &quot;imponente. Erano anni che non vedevo una manifestazione cos\u00ec affollata. Direi dal ritorno della democrazia. In tutto il paese. Adesso facciamoci sentire&quot;. &quot;Basta con questo risentimento, rancore e odio&quot;, si leggeva su uno striscione in avenida Santa F\u00e9. &quot;La costituzione non si tocca&quot;, e &#8216;era scritto su altri manifesti. &quot;Non Korrompete (con la K di Kirchner) la giustizia&quot;, recitava un altro striscione. Il rumore delle pentole del cacerolazo \u00e8 cominciato davanti alle ambasciate argentine in Australia, \u00e8 proseguito in altre citt\u00e0 europee ed \u00e8 arrivato verso sera in Argentina. Decine di migliaia di persone si sono ritrovate anche a Rosario, C\u00f3rdoba e Mendoza. Ma la manifestazione pi\u00f9 affollata \u00e8 stata quella della capitale, davanti all&#8217;obelisco di Avenida  9 de Julio: secondo T\u00e9lam, l&#8217;agenzia di notizie nazionale, c&#8217;erano &quot;80 mila persone&quot;. La polizia metropolitana, che risponde al sindaco conservatore Mauricio Macri, ha dichiarato che tra l&#8217;obelisco e plaza de Mayo c&#8217;erano cinquecentomila persone e nei quartieri della capitale altre duecentomila. Calcolare lacifra esatta dei partecipanti al cacerolazo \u00e8 difficile perch\u00e9 la manifestazione, organizzata sui social network nel corso di varie settimane con il sostegno esplicito e logistico di alcuni partiti dell&#8217;opposizione, non ha avuto un unico punto di ritrovo finale. SILENZIO IN PERIFER\u00ccA &#8211; Durante O cacerolazo del 13 settembre, il capo di gabinetto Juan Manuel Abal Medina aveva criticato i manifestanti dicendo che a loro importava pi\u00f9 quello che succede a Miami che nella localit\u00e0 argentina di San Juan. Il 9 novembre P\u00e0ginai2, il quotidiano vicino al governo, ha pubblicato in copertina la foto di due signore bionde con gli occhiali da sole in piena notte, le pentole in mano e il titolo: Mas de los mismos (sempre pi\u00f9 gli stessi). \u00c8 vero che c&#8217;erano persone di tutte le et\u00e0, ma non di tutte le classi sociali. La maggioranza dei manifestanti appartiene a una classe media molto variegata al suo interno, ma anche molto diversa dalla gente pi\u00f9 povera. Nei luoghi pi\u00f9 umili della periferia di Buenos Aires, dove gli elettori sono pi\u00f9 nume rosi e dove Cristina Fern\u00e0ndez ha ottenuto pi\u00f9 voti, non s\u00ec \u00e8 sentito neanche un colpo di pentola. &quot;Anche qui la gente \u00e8 insoddisfatta per l&#8217;insicurezza e la corruzione&quot;, ha dichiarato un assistente sociale della localit\u00e0 Jos\u00e9 Clemente Paz, &quot;mal molte famiglie vivono dei sussidi statali. E hanno paura che, se il rappresentante del governo li vedesse per strada, gli toglierebbe il sussidio&quot;. Alcune ore prima della manifestazione Cristina Fern\u00e0ndez aveva dichiarato di non voler modificare la sua politica. In un evento pubblico davanti a dee ine di giovani, la presidente ha ricordato ancora una volta il marito N\u00e9stor Kirchner, morto nel 2010: &quot;Sono sicura che, se avesse potuto scegliere un modo per andarsene, sarebbe stato questo: in piedi, come sempre, e lottando&quot;, ha detto. &quot;Nessuno potr\u00e0 mai ricordarlo che fuggiva o non si assumeva le sue responsabilit\u00e0 o chinava la testa davanti alla sconfitta. Anzi, quanto pi\u00f9 sentiva di non essere forte, pi\u00f9 alzava la testa e dimostrava fermezza, pi\u00f9 lottava e pi\u00f9 andava avanti. \u00c8 quello che mi ha trasmesso: non cedere mai, neanche nei momenti peggiori. Perch\u00e9 \u00e8 in questi momenti che si riconoscono i veri dirigenti di un paese ( di Francisco Peregil, El Pais, Spagna).<\/p>\n<p>EUROPA<\/p>\n<p>UNIONE EUROPEA &#8211; II bilancio non passa. I negoziati sul bilancio 2013 dell&#8217;Unione europea sono bloccati. Il motivo \u00e8 il mancato accordo sull&#8217;aumento del 6,8 per cento chiesto dalla Commissione europea per colmare il buco di 8,9 miliardi di euro nel bilancio del 2012. La somma era servita per finanziare diversi programmi, tra cui l&#8217;Erasmus. Otto contributori netti &#8211; tra cui Germania, Francia e Regno Unito -si rifiutano di aumentare la loro quota. A questi, spiega Le Monde, si oppongono quindici paesi beneficiari. Il parlamento non discuter\u00e0 il bilancio senza un accordo tra gli stati. In questo caso, la Commissione dovr\u00e0 presentare un nuovo bilancio.<br \/>\nUE &#8211; II parlamento europeo ha 758 seggi. I grandi elettori delle presidenziali statunitensi sono 538. Spesso si parla di Stati Uniti d&#8217;Europa e di presidente della Commissione europea eletto dal popolo. Come osserva Pietro Manzini sulavoce.info, \u00e8 possibile farlo senza modificare i trattati europei. Negli Stati Uniti vige il sistema del &quot;winner  takes all&quot;, in base al quale in ogni stato guadagna un grande elettore anche chi vince con una maggioranza risicata. Per avere la maggioranza in Europa con questo sistema, basterebbe vincere nei cinque paesi pi\u00f9 grandi (Germania, Francia, Italia, Regno Unito e Spagna) e in un qualunque altro paese.<br \/>\nUna strada non percorribile. Una riforma alternativa sarebbe una legge elettorale uniforme per tutti gli stati che obbligasse i partiti a indicare il loro candidato alla presidenza della Commissione. Agli elettori europei sarebbe data la possibilit\u00e0 di votare, non in base a logiche nazionali e a oscure alchimie parlamentari, ma in base alla personalit\u00e0 del candidato e dei suoi programmi per l&#8217;Europa. Il Consiglio europeo &#8211; dovendo in virt\u00f9 del trattato &quot;tener conto del risultato delle elezioni&quot; &#8211; dovrebbe nominare a presidente della Commissione chi ha preso pi\u00f9 voti. Sempre senza modificare i trattati, il Consiglio europeo potrebbe eleggere come suo presidente chi \u00e8 stato eletto presidente della Commissione. Niente impedisce che il presidente del Consiglio guidi anche la Commissione. Il presidente eletto dai cittadini assumerebbe cos\u00ec un notevole numero di poteri esecutivi che renderebbero la sua azione unitaria ed efficace.<br \/>\nUE \u2013 Crisi Mezza Europa in sciopero II 14 novembre i lavoratori di diversi paesi europei hanno scioperato contro l&#8217;austerit\u00e0 e la disoccupazione. Sono state organizzate manifestazioni in Grecia, Italia, Belgio e Francia, spiega la Frankfurter Allgemeine Zeitung, e sono stati indetti due scioperi generali in Spagna e in Portogallo, dove i cortei di protesta sono partiti gi\u00e0 nelle prime ore del mattino. A Roma gli scontri tra gli studenti e la polizia hanno provocato feriti e arresti tra i manifestanti. Scontri e feriti anche a Padova, Torino e Milano<\/p>\n<p>IRLANDA &#8211; II 10 novembre il 58,01 per cento degli elettori ha approvato un referendum che rafforza i diritti costituzionali dei bambini.<\/p>\n<p>REGNO UNITO &#8211;  II predicatore islamico Abu Qatada \u00e8 stato scarcerato il 13 novembre dopo che una commissione speciale per l&#8217;immigrazione ha bocciato la sua estradizione in Giordania, dov&#8217;\u00e8 accusato di terrorismo.<br \/>\nREGNO UNITO &#8211; Aria nuova a Canterbury. La chiesa anglicana ha un nuovo primate: \u00e8 Justin Welby, nominato arcivescovo di Canterbury il 9 novembre. Ex dirigente petrolifero, Welby ha posizioni progressiste su diversi temi: \u00e8 favorevole al sacerdozio delle donne, \u00e8 aperto sulla questione gay e pi\u00f9 volte ha criticato l&#8217;avidit\u00e0 delle grandi banche d&#8217;affari britanniche. &quot;Welby ha vissuto nel mondo reale&quot;, scrive il Daily Telegraph, &quot;e perla chiesa avere un leader moderno e pratico \u00e8 molto positivo&quot;.<\/p>\n<p>PORTOGALLO &#8211; BENVENUTA, ANGELA ! \u201c AVE ANGELA, MORITURI  TE SALUTANT\u201d , il quotidiano portoghese i dedica un&#8217;ironica copertina alla breve visita della cancelliera tedesca a Lisbona del 12 novembre. L&#8217;obiettivo di Angela Merkel era esprimere sostegno al traballante governo conservatore guidato da Pedro Passos Coelho, sempre pi\u00f9 contestato a causa delle misure di austerit\u00e0 imposte dalla troika (U\u00e8, Bce ed Fmi) in cambio del piano di salvataggio internazionale. Merkel ha lodato &quot;l&#8217;efficacia&quot; del piano di risanamento del paese e si \u00e8 detta convinta che gli sforzi dei portoghesi saranno coronati da un &quot;lieto fine&quot;. Ma ha anche ribadito che &quot;non esistono le basi per rinegoziare il programma di aiuti&quot;, come invece aveva chiesto Lisbona. Mentre Merkel parlava, nella capitale e in altre citt\u00e0 del paese diverse centinaia di persone hanno manifestato contro la politica di rigore incarnata dalla cancelliera. &quot;La leader tedesca semina complimenti e raccoglie proteste&quot;, riassume Publico, secondo cui la visita non \u00e8 stata altro che &quot;un&#8217;operazione di facciata, il cui vero scopo non \u00e8 tanto dire ai portoghesi che Berlino capisce i loro problemi e vuole aiutarli a risolverli, ma dimostrare ai tedeschi che il loro governo determina la politica europea&quot;.<\/p>\n<p>SPAGNA &#8211; Stop agli sfratti, II 12 novembre le associazioni spagnole delle banche e delle casse di risparmio hanno accettato di sospendere per due anni gli sfratti dei clienti che non possono pagare il mutuo perch\u00e9 in situazioni di &quot;estrema difficolt\u00e0&quot;. Il governo conservatore di Mariano Rajoy ha negoziato con l&#8217;opposizione socialista i dettagli del provvedimento, che prender\u00e0 la forma di un decreto e non sar\u00e0 retroattivo. La svolta \u00e8 arrivata dopo un nuovo caso di suicidio legato a uno sfratto, il secondo dalla fine di ottobre: il 9 novembre a Barakaldo, nel Paese Basco, una donna di53 anni, ex assessora socialista in un comune della zona, si \u00e8 lanciata nel vuoto al momento del pignoramento della sua casa. Dallo scoppio della bolla immobiliare, nel 2007, quasi 4Oomila persone sono state sfrattate per morosit\u00e0, provocando una grave crisi sociale. &quot;La mobilitazione sociale ottiene un primo risultato&quot;, commenta EI Peri\u00f3dico de Catalunya, che aveva sostenuto, insieme a El Pais e a un nutrito gruppo di magistrati, la campagna per la riforma della legge sui mutui. Risalente al 1909, questa prevede che le banche possano pignorare le case dei clienti morosi, che rimangono comunque obbligati a rimborsare il mutuo per intero.<\/p>\n<p>SLOVENIA &#8211; La rivincita dell&#8217;ex premier. L&#8217;11 novembre l&#8217;ex premier socialdemocratico Borut Pahor (nella foto) si \u00e8 aggiudicato, con il 40 per cento dei voti, il primo turno delle presidenziali, distanziando di cinque punti il capo di stato uscente Danilo Turk. Il ballottaggio si terr\u00e0 il 2 dicembre. Il risultato ha capovolto le previsioni dei sondaggi, che davano Turk per favorito, ma il dato pi\u00f9 rilevante \u00e8 la bassa affluenza. &quot;Nonostante gli appelli dei partiti&quot;, scrive Vecer, &quot;solo un cittadino su due \u00e8 andato alle urne. Il punto \u00e8 che nessuno ha avuto idee capaci di mobilitare le masse. E in un panorama politico spaccato in due la met\u00e0 degli sloveni non ha trovato un candidato da votare. \u00c8 una questione da non sottovalutare<\/p>\n<p>POLONIA &#8211; Due cortei, due paesi. &quot;Due cortei che rappresentano altrettante visioni della Polonia&quot;. Cos\u00ec Gazeta Wyborcza racconta le manifestazioni di opposto segno politico organizzate a Varsavia l&#8217;u novembre per celebrare la festa dell&#8217;indipendenza del paese. Circa ventimila persone hanno preso parte alla marcia dei nazionalisti e dell&#8217;estrema destra (nella foto), mentre il corteo ufficiale, con qualche migliaio di partecipanti in meno, \u00e8 stato guidato dal presidente Bronislaw Komorowksi. Un terzo corteo, con poche centinaia di persone, ha riunito i simpatizzanti della sinistra. Durante gli scontri che si sono veri-ficati all&#8217;inizio della manifestazione dei nazionalisti sono stati arrestati 130 dimostranti e sono rimasti feriti alcuni poliziotti.<\/p>\n<p>RUSSIA &#8211; II 9 novembre il presidente Vladimir Putin ha nominato capo di stato maggiore dell&#8217;esercito Valerij Gherasimov, ex comandante nella guerra in Cecenia.<\/p>\n<p>ITALIA &#8211; LAUREATI AL CAPOLINEA. La pergamena costa troppo, ragazzi. D\u2019ora in poi le vostre lauree, specie quelle in materie umanistiche, verranno rilasciate su speciali rotoli di carta morbida che gi\u00e0 dalla forma vi suggeriranno l\u2019uso che potete farne. La corsa finisce qui. Capolinea. Prima serviva la laurea, senza laurea non sei nessuno e non vai da nessuna parte. Poi contrordine: ci vuole il master. Anzi, possibilmente il master all\u2019estero. E il dottorato? Dove lo mettiamo il dottorato, eh? E un po\u2019 di ricerca sottopagata non la vogliamo fare? E su, coraggio! Poi, dopo i trentacinque anni, eccoti pronto per il posto di lavoro, che ovviamente non pu\u00f2 prescindere da qualche capacit\u00e0 manuale. Come per esempio cancellare dal curriculum la laurea, il master e il dottorato, altrimenti al call-center temono di assumere un pericoloso intellettuale. Alcune centinaia di migliaia di dottori italiani, appena appesa la loro laurea in salotto, si sentono dire che servirebbe di pi\u00f9 un diploma tecnico, anzi, non esageriamo, qualche anno come garzone di elettricista soddisferebbe meglio l\u2019esigenza di professionalit\u00e0 attualmente richiesta nel paese. Dopo aver passato la prima met\u00e0 della vita a sentirsi dire che bisogna studiare di pi\u00f9, eccoci passare la seconda met\u00e0 della vita a sentirsi dire che era meglio studiare di meno. Tranquilli, vi aiuteranno, per esempio con l\u2019aumento delle rette universitarie (quest\u2019anno in media pi\u00f9 sette per cento). Non ce l\u2019hanno con voi, amici. Niente di personale. E\u2019 semplicemente la famosa manina del mercato: c\u2019\u00e8 una sovrapproduzione di ceto medio, con curriculum da ceto medio e aspettative da ceto medio. I figli del ceto medio giacciono invenduti nei magazzini. Capite anche voi che non \u00e8 possibile, e che questo rischia di mettere in crisi il mercato delle classi sociali: troppa offerta di classi medie e molta domanda di sano proletariato. Dai, siete laureati, no? Come possono sfuggirvi queste elementari dinamiche sociali?  Su, da bravi, caricate sul camion questa cassetta di cipolle e non fate polemiche. Anzi, state proprio zitti, muti. Se no il caporale si accorge che avete studiato. (Robecchi . Il Manifesto 10.11.12 )<\/p>\n<p>ROMA  &#8211; PIU&#8217;CONFLITTI NEL 2011, MA GLI ITALIANI DIMENTICANO. Nel 2011 sono state 388 le situazioni di guerra e conflitto armato nel mondo, contro le 370 del 2010.  In un anno, oltre ai casi, aumenta anche la gravit\u00e0 del fenomeno: il numero dei disordini considerati &quot;guerre&quot; \u00e8 passato da 6 a 20, tanto che il &quot;2011 \u00e8 stato l&#8217;anno con pi\u00f9 guerre dal 1945&quot;.Nonostante ci\u00f2, in Italia i &quot;conflitti risultano ancora molto dimenticati: meno della met\u00e0 degli italiani, il 46%, ricorda la guerra in Afghanistan e ancora meno persone ricordano i conflitti legati alla Primavera araba (Libia, 37%; Siria 10%). Il 12% non sa indicare alcun conflitto&quot;. E&#8217; quanto emerge dal volume &quot;Mercati di guerra. Rapporto di ricerca su finanza e povert\u00e0, ambiente e conflitti dimenticati&quot;, presentato oggi a Roma e realizzato da Caritas italiana, &quot;Famiglia Cristiana&quot; e &quot;Il Regno&quot;. &quot;Occorrono con urgenza &#8211; si legge nel rapporto &#8211; una regolamentazione dei mercati finanziari e della fiscalit\u00e0, il rispetto della legalit\u00e0 e dell\u2019eticit\u00e0 negli scambi commerciali, la regolamentazione su base etica dei rapporti debitori tra stati, la sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale&quot;. SONO 38 I CONFLITTI PIU&#8217; GRAVI &#8211; Si combattono, ad esempio, in Iraq, Afghanistan, Sudan, Messico, Nigeria. 148 sono classificati invece come &quot;crisi violente&quot;, 202 sono &quot;crisi non violente&quot; o &quot;dispute&quot;. Le &quot;guerre&quot; gi\u00e0 registrate nel 2010 in paesi come Iraq, Afghanistan e Sudan hanno mantenuto nel 2011 lo stesso livello di gravit\u00e0, mentre altre 14 situazioni sono esplose ex novo. &quot;La disponibilit\u00e0 di risorse diventa il fattore scatenante di nuovi conflitti internazionali e interni. Negli ultimi 50 anni, ad esempio, la condivisione forzata di bacini idrici ha prodotto 37 conflitti&quot;. Oltre che per motivi economici, aggiunge il rapporto, i disordini scoppiano anche per motivi politici: esistono 43 paesi considerati fragili a livello politico, in cui vivono 1,2 miliardi di persone. &quot;Sono l&#8217;area pi\u00f9 vulnerabile del pianeta&quot;. IN AUMENTO LA SPESA MILITARE MONDIALE &#8211; Dal 2007 al 2011 ha subito un incremento in termini reali di circa il 26%, raggiungendo i 1.630 miliardi di dollari. A determinare questo trend sono soprattutto gli Usa. MENO LA META&#8217; DEGL\u2019ITALIANI RICORDA LA GUERRA IN AFGHANISTAN &#8211; Secondo un sondaggio della Swg, questi sono solo il 46%. I conflitti in Libia e Siria, sono ricordati dal 37 e dal 10% della popolazione. Il 12% degli italiani (il 14,5% se si considerano solo gli anziani) non e&#8217; in grado di indicare alcun conflitto, erano il 20% nel 2008. Tra le cause delle guerre gli italiani mettono al primo posto gli interessi economico-finanziari (64%), seguiti da dissidi religiosi (40%) e situazioni politiche (37%). Il 50% degli italiani apprende dalla televisione le notizie sulle guerre, il 67% dai quotidiani. Per il 79% la guerra e&#8217; un elemento evitabile e il 71% e&#8217; a favore di un rafforzamento dell&#8217;Onu. Infine il 13% del campione e&#8217; a favore dell&#8217;intervento militare nelle aree di crisi, il 7% ritiene invece giusto non intervenire e lasciare che le crisi si risolvano localmente risparmiando soldi e tempo.<br \/>\nNEI MEDIA POCO SPAZIO A GUERRE SCONOSCIUTE &#8211; Se si prende in considerazione l&#8217;informazione diffusa dalle radio e tv italiane sulle guerre in Afghanistan, Libia (guerre note), Colombia, Filippine e Somalia (conflitti sconosciuti) dal 2008 al 2011, l&#8217;87,9% delle notizie riguarda esclusivamente le guerre note: c\u2019\u00e8 un gap informativo, fa notare il rapporto, a scapito dei conflitti dimenticati.<\/p>\n<p>ISTAT: ITALIA INVECCHIA, IN UN ANNO meno 15 MILA NUOVI NATI PIU&#8217; FIGLI DA COPPIE NON SPOSATE E DA MAMME OVER 40<br \/>\nROMA &#8211; L&#8217;Italia continua a invecchiare. Secondo i dati Istat sulla popolazione residente, sono stati 546.607 gli iscritti in anagrafe per nascita nel 2011, circa 15 mila in meno rispetto al 2010. Il dato, secondo l&#8217;Istat, conferma la tendenza alla diminuzione delle nascite avviatasi dal 2009. Il calo delle nascite \u00e8 causato per lo pi\u00f9 alla diminuzione dei nati da genitori entrambi italiani, quasi 40 mila in meno rispetto al 2008. Anche i nati da almeno un genitore straniero, che hanno continuato ad aumentare al ritmo di circa 5 mila l&#8217;anno fino al 2010 sostenendo la ripresa della natalit\u00e0 in Italia, nel 2011 mostrano una diminuzione dovuta al calo di circa 2 mila nati da coppie miste.<br \/>\nPIU&#8217; FIGLI DA COPPIE NON SPOSATE E DA MAMME OVER 40 &#8211; Aumentano i figli nati da genitori non coniugati: sono circa 134 mila quelli partoriti nel 2011, valore in linea con quello dell&#8217;anno precedente, ma a causa della forte diminuzione dei nati da coppie coniugate il loro peso relativo \u00e8 aumentato dal 23,6% del 2010 al 24,5% del 2011. E&#8217; quanto si evince dal report &#8216;Natalita&#8217; e fecondit\u00e0 della popolazione residente&#8217; pubblicato oggi dall&#8217;Istat e relativo al 2011. Al centro nord, in particolare, i nati da genitori non coniugati sono il 30% e si supera questa quota in molte aree (addirittura il 47% nella Provincia autonoma di Bolzano, il 37% in Emilia Romagna e Valle d&#8217;Aosta, 35% in Liguria, 34% in Toscana, 32% in Piemonte). Inoltre quasi il 7% dei nati nel 2011 ha una madre di almeno 40 anni, mentre prosegue la diminuzione dei nati da madri di et\u00e0 inferiore ai 25 anni, che sono il 10,9% del totale. La posticipazione della maternit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 accentuata per le italiane: ormai la proporzione di nascite da madri con meno di 25 anni e con pi\u00f9 di 40 si equivale, ed \u00e8 pari all&#8217;8%<\/p>\n<p>MEDIO ORIENTE<br \/>\nE AFRICA<\/p>\n<p>PALESTINA &#8211; Territori palestinesi.  II 14 novembre lo Shin Bet, il servizio segreto interno israeliano, ha annunciato che uno dei capi militari di Hamas, Ahmed Jabari, \u00e8 stato ucciso in un raid nella Striscia di Gaza. Subito dopo l&#8217;esercito ha annunciato l&#8217;inizio di un&#8217;operazione militare contro i gruppi armati attivi nella Striscia.<br \/>\nRAMALLAH  &#8211; Festa dell&#8217;indipendenza  di Amira Hass . L&#8217;Autorit\u00e0 Nazionale Palestinese (Anp) arresta gli attivisti di Hamas. Hamas arresta gli attivisti dell&#8217;Olp. L&#8217;Anp non permette agli attivisti di Hamas di partecipare alla vita pubblica. Hamas non permette agli esponenti di Al Fatati di commemorare la morte di Arafat e alle donne dell&#8217;Olp di manifestare per chiedere l&#8217;unit\u00e0 dei palestinesi. I governi dei due non-stati si accusano a vicenda di tradimento e sabotaggio della causa palestinese. Ogni giorno Israele arresta cittadini palestinesi in Cisgiordania e spara agli agricoltori, ai pescatori e ad altri civili nella Striscia di Gaza. Questi fatti vengono deliberatamente nascosti all&#8217;opinione pubblica israeliana, perch\u00e9 agli israeliani piace pensare che i loro soldati sparano solo ai terroristi. Gruppi armati palestinesi lanciano razzi contro Israele. L&#8217;opinione pubblica palestinese ne \u00e8 al corrente, ma non ne discute apertamente. Abu Ma-zen vuole chiedere all&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite di ammettere la Palestina come stato non membro. Il ministro degli esteri israeliano Avigdor Lieberman reagisce minacciando di rovesciare Abu Mazen. Una delle deputate del suo partito, Faina Kir-schenbaum, dichiara a una delegazione tedesca in visita che gli arabi sono solo un peso per Israele, perch\u00e9 non pagano le tasse ma godono dei benefici. Il leader di un altro partito di destravuole annettere il 6: per cento della Cisgiordania. Il 15 novembre i palestinesi hanno celebrato la festa dell&#8217;indipendenza (dichiarata nel 1988 da Arafat).<\/p>\n<p>SIRIA &#8211;  Un&#8217;opposizione pi\u00f9 forte . Il Cairo, 13 novembre 2012 . Mentre gli scontri al confine con Israele e con la Turchia fanno temere un&#8217;estensione del conflitto, l&#8217;u novembre l&#8217;opposizione sirianaha scelto come leader Moaz al Khatib (a sinistra nella foto, con il ministro degli esteri tedesco Guido Westerwelle), geologo, ex imam della moschea grande di Damasco. Noto per la moderazione e l&#8217;apertura verso le altre religioni, Khatib ha ottenuto il riconoscimento dei paesi del Golfo e il sostegno della Lega araba. Anche la Francia ha riconosciuto la coalizione guidata da Khatib come legittima rappresentante dei siriani, una mossa che potrebbe preludere all&#8217;invio di armi. <\/p>\n<p>IRAN &#8211; Lotte interne allo stato- &quot;La tensione ai vertici dello stato \u00e8 al culmine&quot;, scrive Iran e Emrooz dopo la pubblicazione delle lettere in cui il presidente Mahmoud Ahmadinejad attacca il capo del potere giudiziario Sadegh Larijani. In questa disputa Ahmadinejad se l&#8217;\u00e8 presa anche con la guida suprema Ali Khamenei (che ha preso le parti di Larijani) facendo notare che lui \u00e8 stato &quot;eletto dal popolo&quot;, l&#8217;ayatollah no. La crisi avviene in un momento delicato per l&#8217;Iran, dove la morte in prigione del blogger Sattar Beheshti ha causato un&#8217;ondata di proteste.<\/p>\n<p>KENYA &#8211; La polizia cade nell&#8217;imboscata. A Baragoi, nel nord del paese, 42 poliziotti sono stati uccisi in un&#8217;imboscata mentre davano la caccia a dei ladri di bestiame. &quot;\u00c8 il peggior attacco che la polizia keniana abbia mai subito&quot;, scrive il Daily Nation. Il 13 novembre Nairobi ha annunciato di voler schierare l&#8217;esercito al nord. + II governo ha approvato un disegno di legge sul matrimonio che ha fatto molto discutere, perch\u00e9 garantisce a chi convive da pi\u00f9 di sei mesi i diritti di una coppia sposata, autorizza la poligamia e abolisce la dote.<\/p>\n<p>MALI &#8211; Pronti i piani per la guerra. I paesi della Comunit\u00e0 economica degli stati dell&#8217;Africa occidentale (Cedeao) manderanno 3.300 soldati per aiutare le truppe di Bamako a riconquistare il nord del Mali, in mano ai gruppi fondamentalisti islamici. Se il piano militare otterr\u00e0 l&#8217;approvazione del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu, Francia e Stati Uniti daranno sostegno tecnico e logistico all&#8217;intervento. Sul sito Sahara Media, lyad ag Ghaly, il leader del gruppo Ansar Eddine (nella foto, alcuni combattenti), che controlla Tombouctou, ha accusato il presidente maliano di voler scatenare una guerra &quot;che avr\u00e0 ripercussioni su tutti i popoli della regione&quot;.<\/p>\n<p>ASIA<br \/>\nE PACIFICO<\/p>\n<p>GIAPPONE &#8211; La recessione \u00e8 alle porte. Nel terzo trimestre del 2012 l&#8217;economia giapponese \u00e8 arretrata del 3,5 per cento e gli economisti prevedono un ulteriore calo che far\u00e0 entrare il paese ufficialmente in recessione. Secondo Asahi Shimbun, i motivi del crollo sono i consumi e gli investimenti pubblici deboli, il valore troppo alto dello yen, che scoraggia gli investitori e le esportazioni, in calo anche per la crisi in Europa e la disputa con la Cina sulla sovranit\u00e0 delle isole Senkaku. Il governo ha promesso nuove misure di stimolo, che per\u00f2 avranno una portata limitata a causa dell&#8217;enorme debito pubblico.<br \/>\nGIAPPONE &#8211;  II Partito democratico ha annunciato che le elezioni legislative anticipate si svolgeranno il 16 dicembre. Il premier Yoshihiko Noda ha accettato di sciogliere il parlamento in cambio dell&#8217;approvazione di una riforma elettorale e di una legge sulle emissioni di titoli di stato. <\/p>\n<p>CINA &#8211;  Tra l&#8217;8 e il 10 novembre, in coincidenza con l&#8217;apertura del congresso del Partito comunista cinese, sei tibetani si sono suicidati dandosi fuoco.<br \/>\nCINA &#8211;  Coraggiosa Sun Luyuan al congresso del Partito.  Dopo il latte alla melamina e gli altri casi di avvelenamento, l&#8217;opinione pubblica \u00e8 molto sensibile Domanda impertinente di una baby-reporter al Congresso \u00abSono sane le merendine?\u00bb A 11 anni imbarazza il Partito. PECHINO. I vestiti dell&#8217;imperatore. Oppure le merendine del ministro. Sun Luyuan ha 11 anni e potrebbe non aver mai sentito la storia del bambino che grida \u00abil re \u00e8 nudo\u00bb al sovrano vestito di stoffa immaginaria. Eppure, a lei \u00e8 accaduta la stessa cosa. Per un attimo, ha obbligato il sovrano a chiedersi se non fosse nudo davvero. \u00c8 successo venerd\u00ec, a margine del congresso del Partito comunista. Luyuan era stata selezionata per assistere alle discussioni di delegazioni e ministri. Non \u00e8 solo un&#8217;alunna di \u00absesta\u00bb, la prima media italiana: \u00e8 anche una reporter, accreditata dal Chinese Teenagers News. Ed \u00e8 stata una sua domanda sulla sicurezza alimentare a imbarazzare un ministro della Repubblica Popolare. La giovanissima giornalista ha colpito frontalmente, senza sotterfugi. \u00abAmo le merendine. Per\u00f2 non ho il coraggio di mangiarle. Neppure i miei compagni di classe. Ci sono talmente tanti cibi velenosi in giro&#8230; Allora chiedo a tutti gli zii e a tutte le zie che sono ministri: noi bambini possiamo mangiare cibo senza doverci preoccupare?\u00bb. L&#8217;interrogativo, riportato dal quotidiano cinese, \u00e8 planato ruvidamente sul segretario del Consiglio di Stato (il governo), Ma Kai, che ha girato la questione al ministro dell&#8217;Educazione, Yuan Guiren. Il tema \u00e8 cruciale. La sicurezza za alimentare \u00e8 uno dei temi intorno ai quali la sensibilit\u00e0 dell&#8217;opinione pubblica \u00e8 pi\u00f9 acuta e su cui il Partito si gioca la credibilit\u00e0. Gli episodi di intossicazioni per alimenti contraffatti, preparati senza rispettare norme igieniche e leggi, gli avvelenamenti da piombo o da sostanze chimiche si succedono con drammatica regolarit\u00e0. Dove non arriva la stampa (e spesso arriva) a raccontarli, ci pensa il tam tam dei microblog. Le punizioni sono severe, come nel caso delle organizzazioni che riciclano per uso alimentare l&#8217;olio di scarto dei ristoranti. E il caso dei sei bambini morti e dei quasi 300 mila ammalatisi per il latte tagliato con la me-lamina nel 2008 \u00e8 stato solo il pi\u00f9 vistoso. Cos\u00ec il ministro Yuan ha dovuto rispondere, con il vago, legnoso lessico burocratico. \u00abAbbiamo messo a punto una serie di sistemi di verifica per garantire la sicurezza del cibo\u00bb. Luyuan, troppo buona, si \u00e8 dichiarata soddisfatta della risposta: \u00abCredo che i ministri risolveranno il problema S\u00ec, sono ottimista\u00bb. Meno ottimisti per\u00f2 dovrebbero essere i leader cinesi. Se la sfiducia della popolazione arriva fino a un&#8217;undicenne un po&#8217; impertinente, non importa quanto imbeccata dagli adulti, significa che il rapporto di fiducia si sta incrinando davvero. E non baster\u00e0 a suturare il solco l&#8217;ostentata trasparenza del segretario del Partito di Shanghai, Yu Zhengsheng, in predicato di entrare tra i sette o i nove del comitato permanente del Politburo, che annuncia di essere disposto a rivelare tutti i suoi averi. La domanda candida di una ragazzina pu\u00f2 anche riconoscere i guasti di corruzione e avidit\u00e0. Ma risolvere due delle piaghe della Cina \u00e8 un lavoro da grandi. (Hong Kong South China Morning Post)<\/p>\n<p>PAKISTAN &#8211; Un accordo con Kabul. II Pakistan avrebbe accettato di rilasciare alcuni prigionieri tali-ban afgani, come chiedevano da tempo le autorit\u00e0 di Kabul. Secondo le fonti afgane della Bbc, tra i militanti rimessi in libert\u00e0 ci sono il mullah Nuruddin Turabi, ex ministro della giustizia del governo taliban, e due alti ufficiali dell&#8217;intelligence, ma non il mullah Abdul Ghani Baradar, numero due dei taliban e potenzialmente una figura chiave nei negoziati tra il governo afgano e il movimento islamico. Secondo molti analisti, un accordo politico tra le due parti \u00e8 l&#8217;unica soluzione per dare stabilit\u00e0 all&#8217;Afghanistan in vista del ritiro delle truppe Nato entro il 2014.<\/p>\n<p>AUSTRALIA &#8211; Inchiesta sugli abusi . II 13 novembre la premier australiana Julia Gillard ha lanciato la pi\u00f9 grande inchiesta sugli abusi sessuali ai danni di minori nella storia del paese, scrive The Age. Una commissione \u00e8 stata incaricata di condurre indagini all&#8217;interno di organizzazioni religiose, istituti di beneficenza, scuole, strutture di assistenza locali e nella polizia. La decisione \u00e8 stata presa dopo una nuova denuncia di violenze sessuali su bambini e distruzione di prove da parte di esponenti della chiesa cattolica nello stato del Nuovo Galles del Sud.<\/p>\n<p>INDIA &#8211;  Contro le donne. Nello stato dell&#8217;Haryana le violenze contro donne e bambine sono in aumento. Nell&#8217;ultimo mese ci sono stati venti casi di stupro tra cui quello di una sedicenne. Il padre della ragazza si \u00e8 suicidato dopo aver ricevuto pressioni affinch\u00e9 non denunciasse il fatto. Anche se la maggior parte delle vittime \u00e8 composta da dalit, intoccabili, secondo Frontline la questione non va vista solo in termini di caste. I cosiddetti delitti d&#8217;onore sono diffusi anche nelle caste dominanti e in alcuni casi vittime e carnefici fanno parte dello stesso gruppo sociale. La polizia e le amministrazioni locali sono restie a punire i responsabili, spesso coperti dai khap panchayat, i consigli che riuniscono i leader delle comunit\u00e0. Il 15 ottobre a Rohtak le forze dell&#8217;ordine hanno attaccato una manifestazione di donne contro la violenza. Gli esponenti del governo centrale non intervengono per non perdere l&#8217;appoggio delle classi dominanti. L&#8217;Haryana \u00e8 uno degli stati pi\u00f9 ricchi dell&#8217;India, ma quanto a diritti umani \u00e8 molto arretrato. <\/p>\n<p>BIRMANIA &#8211; Delusi da Aung SanSuuKyi. &quot;Per gli osservatori esterni la carneficina dei rohingya nello stato birmano del Rakhine \u00e8 inaccettabile e incomprensibile&quot;, scrive Asia Times. &quot;Ma ancor pi\u00f9 difficile da capire \u00e8 perch\u00e9 tutti &#8211; i monaci buddisti, gli attivisti per la democrazia, il presidente Thein Sein e la leader dell&#8217;opposizione Aung San Suu Kyi &#8211; siano uniti nel negare che \u00e8 in corso un vero e proprio pogrom contro i rohingya&quot;. Dopo le violenze scoppiate negli ultimi mesi contro la minoranza musulmana, oggi 75mila sfollati rohingya vivono ammassati in campi allestiti fuori dalla capitale del Rakhine, Sittwe. Human rights watch ha pubblicato una foto satellitare del quartiere musulmano di una citt\u00e0 dello stato ridotta in cenere. Il razzismo verso i rohingya, originari del Bangladesh, \u00e8 stato una costante della dittatura birmana, avallato dalla decisione del regime, nel 1982, di considerarli stranieri. Sulle violenze Suu Kyi ha adottato la versione del governo, che parla di &quot;scontri settari&quot;, condannando entrambe le parti. Forse la parlamentare birmana non vuole scontentare la maggioranza buddista che la sostiene. Ma il suo calcolo politico potrebbe essere pi\u00f9 complesso e guardare gi\u00e0 alle elezioni del 2015, azzarda Asia Times: il blocco che rappresenta gli abitanti del Rakhine in parlamento oggi \u00e8 alleato con il suo partito e potrebbe diventare molto influente se un giorno dovesse mettere le mani sui prof\u00ectti derivati dal gas e dal petrolio al largo delle coste dello stato.<\/p>\n<p>SRI LANKA- II mea culpa dell&#8217;Onu. L&#8217;Onu ha pubblicato un rapporto sulla condotta della sua missione in Sri Lanka nella fase finale della guerra contro i ribelli tamil, in cui si stima che 4omila civili siano morti. Il documento ammette che &quot;in futuro l&#8217;Onu dovrebbe fare di pi\u00f9 per ottemperare alle sue responsabilit\u00e0 protettive e umanitarie&quot;. Il rapporto parla di &quot;errori sistemici&quot;, citando per esempio la decisione di ritirare lo staff dalle zone di guerra nel 2008, quando il governo avvert\u00ec che non era pi\u00f9 in grado di garantire la sua sicurezza. Ma secondo John Holmes, ex capo della missione dell&#8217;Onu nel paese, &quot;non \u00e8 affatto detto che se la missione avesse agito diversamente il governo di Colombo avrebbe fatto lo stesso&quot;, scrive la Bbc.<br \/>\nSRI LANKA &#8211;  II 9 novembre 27 persone sono morte durante una rivolta in una prigione di alta sicurezza nella capitale Colombo<\/p>\n<p>SIERRA LEONE &#8211;  Affronta la sfida delle risorse di Christophe Ch\u00e0telot, Le Monde, Francia<br \/>\nLE ELEZIONI DEL 17 NOVEMBRE POTREBBERO SEGNARE UN PUNTO DI SVOLTA PER IL PAESE AFRICANO: DALLA FASE DELLA RICOSTRUZIONE POSTBELLICA AL CONSOLIDAMENTO DELLA DEMOCRAZIA<br \/>\nI cittadini della Sierra Leone sono chiamati alle urne il 17 novembre per le elezioni presidenziali, legislative e amministrative. \u00c8 il terzo scrutinio libero dalla fine della guerra civile (1991-2001) che ha provocato 120mila morti e devastato il paese. Ancora una volta la contesa elettorale sar\u00e0 tra i due partiti principali: il Congresso del popolo (Ape) del presidente Ernest Koroma, che si candida per un nuovo mandato, e il Partito del popolo della Sierra Leone (Slpp), guidato dal capo dell&#8217;opposizione Julius Maada.<br \/>\n&quot;Gli slogan dei partiti parlano di pace e stabilit\u00e0. Questo fa ben sperare&quot;, fa notare Marcella Samba-Sesay, presidente di National election watch (New), una coalizione di ong locali. &quot;Ma abbiamo comunque paura di un&#8217;esplosione di violenza&quot;. La paura \u00e8 motivata dalla fragilit\u00e0delle istituzionie da una cultura politica ancora &quot;dominata da sentimenti tribali ed etnici. Questa situazione&quot;, spiega Samba-Sesay, &quot;\u00e8 fonte di tensioni e rende difficile il consolidamento della democrazia, poich\u00e9 si continua a riconoscere un potere maggiore a istituzioni non democratiche, come succede nei tenitori amministrati dai capi tradizionali&quot;. Inoltre la condotta di Koroma, che ha molti sostenitori nel nordovest del paese, presta il fianco alle critiche. &quot;Negli ultimi quattro anni quasi l&#8217;80% degli impieghi nel settore pubblico sono stati assegnati a persone provenienti dal nord&quot;, sostiene Julius Maada. Una vittoria di misura dell&#8217;uno o dell&#8217;altro candidato potrebbe provocare degli scontri, anche a causa delle tensioni economiche e sociali. La Sierra Leone \u00e8 un paese ricco, ma la maggioranza della popolazione \u00e8 molto povera. I ricchi sono una piccola minoranza. &quot;Sul piano ideologico i partiti principali sono tutti uguali&quot;, spiega Marcella Samba-Sesay. &quot;\u00c8 l&#8217;accesso alle risorse che fa la differenza&quot;. Il governo uscente ha lanciato una strategia per ridurre la povert\u00e0, ma questa non ha ancora fatto sentire i suoi effetti. Bisogna ammettere che il paese parte da lontano. Prima dello scoppio della guerra civile, nel 1991, la Sierra Leone era uno dei paesi pi\u00f9 poveri del mondo. Oggi, afferma la Banca mondiale, &quot;nonostante i passi in avanti e le riforme, ci sono ancora carenze infrastrutturali, un alto tasso di disoccupazione giovanile (60%) e di mortalit\u00e0 materna e infantile, una grande povert\u00e0 nelle aree rurali, senza contare le conseguenze della crisi economica mondiale e i fallimenti nella gestione delle finanze pubbliche&quot;. Secondo l&#8217;indice disviluppo umano dell&#8217;Orni, nel 2011 la Sierra Leone era al 180\u00b0 posto su 187.<br \/>\nPETROLIO MALEDETTO.  I diamanti e il petrolio possono cambiare il futuro del paese? La Sierra Leone ha risorse minerarie che potrebbero permettere al paese di risollevarsi. Da decenni \u00e8 tra i primi dieci produttori di diamanti al mondo. Il sottosuolo \u00e8 ricco di oro e di rutilo (un minerale usato nelle vernici). &quot;A cinquant&#8217;anni dall&#8217;indipendenza, per\u00f2, molti sierra leonesi si chiedono se la scoperta dei diamanti sia stata davvero una benedizione&quot;, scrive John Momohj Un giornalista del quotidiano Concord Times.La questione delle risorse naturali \u00e8 tornata alla ribalta dopo la scoperta di promettenti giacimenti d\u00ec petrolio al largo della Sierra Leone. Nel 2010 l&#8217;azienda statunitense Anadarko ha trovato una falda di greggio di ottima qualit\u00e0. Probabilmente \u00e8 collegata a un&#8217;altra riserva scoperta al largo delle coste del Ghana. L&#8217;estrazione di petrolio comincer\u00e0 solo tra alcuni anni e a quel punto il paese potrebbe cambiare volto. A patto che, avverte Momoh, &quot;il governo metta in campo delle misure economiche pragmatiche e prudenti pe r assicurarsi che queste scoperte portino a un miglioramento del livello di vita dei cittadini, invece di alimentare il malgoverno e il divario tra ricchi e poveri&quot;.<br \/>\n( da Internazionale )<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20121117 12:27:00 guglielmoz AMERICHE EUROPA MEDIO ORIENTE e AFRICA ASIA E PACIFICO AMERICHE USA &#8211; Da Washington Jason Horowitz I prossimi quattro anni La vittoria <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10948\" title=\"10259 Notizie 16 nov\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-10948","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2012"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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