{"id":10814,"date":"2017-04-15T19:04:24","date_gmt":"2017-04-15T17:04:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10121-spending-review-risparmi-per-tutti-no-il-governo-salva-la-casta-dei-diplomatici\/"},"modified":"2017-04-15T19:04:24","modified_gmt":"2017-04-15T17:04:24","slug":"10121-spending-review-risparmi-per-tutti-no-il-governo-salva-la-casta-dei-diplomatici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10814","title":{"rendered":"10121 Spending review, risparmi per tutti? No, il governo salva la casta dei diplomatici"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20120824 14:35:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b]Guadagnano pi\u00f9 di Merkel e Hollande, ma per loro il taglio non c&#8217;\u00e8. I privilegi di ambasciatori, consoli e funzionari restano grazie a un emendamento ad hoc e il governo scarica le riduzioni di spesa sul personale a contratto. E cos\u00ec in India l&#8217;Italia finisce in tribunale per discriminazione etnica[\/b]<br \/>\nGuadagnano pi\u00f9 di Merkel e Hollande, ma per loro il taglio non c\u2019\u00e8. La casta diplomatica si salva dalla spending review del governo che nel frattempo scarica le riduzioni di spesa sul personale a contratto, fino a causare incidenti diplomatici dall\u2019altra parte del mondo. Un emendamento ad hoc in Senato, frutto, secondo quanto \u00e8 stato riferito da pi\u00f9 fonti a ilfattoquotidiano.it, anche di un\u2019insistente opera di lobbying su governo e Quirinale, ha consentito ad ambasciatori e alti funzionari di mantenere privilegi e stipendi d\u2019oro.<\/p>\n<p>Remunerazioni che di questi tempi suonano come uno schiaffo ai contribuenti. Pu\u00f2 stare tranquillo l\u2019ambasciatore italiano all\u2019estero: continuer\u00e0 a guadagnare 380mila euro lordi l\u2019anno tra indennit\u00e0 di servizio (esentasse) e stipendio metropolitano (tassato) cui vanno aggiunti il 20% di maggiorazione per il coniuge, il 5% per i figli, indennit\u00e0 di rappresentanza e sistemazione, contributo spese per residenza e personale domestico. Pi\u00f9 premio di risultato variabile da 50 a 80mila euro. Quello che sta a Parigi, ad esempio, prende 320mila euro netti, 125mila euro di oneri di rappresentanza, 64mila per la moglie e 16mila per il figlio. Anche i consoli non avranno di che preoccuparsi. Ad Amburgo, ad esempio, il console continuer\u00e0 a percepire i suoi 5mila euro al mese di stipendio versati in Italia e 14mila d\u2019indennit\u00e0 netti ed esentasse perch\u00e9 non fiscalizzati n\u00e9 in Italia e n\u00e9 in Germania.<\/p>\n<p>Di ambasciatori, consoli e segretari extra lusso il nostro Paese continuer\u00e0 a dare sfoggio nel mondo, la spending review infatti non taglier\u00e0 uno dei 919 diplomatici oggi in servizio. Alla fine dei conti son cifre da capogiro: la sola voce \u201cindennit\u00e0 di servizio\u201d nel 2012 impegna 311 milioni di euro e salir\u00e0 a 344 l\u2019anno prossimo, con una spesa ulteriore di 44 milioni che va nella direzione contraria ai tagli riservati ad altre categorie di dipendenti dello Stato.<\/p>\n<p>Riduzioni che invece colpiscono il personale gi\u00e0 \u201cpovero\u201d assunto nelle nostre ambasciate con contratti e tariffe locali. A loro la spending review riserva l\u2019ennesimo blocco degli aumenti, come da dieci anni a questa parte. Una notizia che scava ulteriormente il solco della disparit\u00e0 che caratterizza le nostre sedi di rappresentanza nel mondo, dove fianco a fianco lavorano funzionari e autisti mandati da Roma a seimila euro netti al mese e altrettanti colleghi di nazionalit\u00e0 straniera che prendono dieci volte meno.<\/p>\n<p>Una disparit\u00e0 che da pochi giorni \u00e8 diventata un vero e proprio caso diplomatico in India, dove il personale assunto in loco ha trascinato in tribunale l\u2019ambasciatore italiano con l\u2019accusa di discriminazione etnica. Una contesa attentamente seguita dai quotidiani indiani ma taciuta a Roma e che rischia ora di acuire i rapporti gi\u00e0 tesi per la questione dei mar\u00f2. Intanto per gli insegnanti di lingua italiana all\u2019estero \u00e8 un bagno di sangue: la spending review taglia il 40% dei professori che insegnano la lingua italiana nel mondo. Cos\u00ec il Paese rischia di diventare pi\u00f9 \u201cpiccolo\u201d nel mondo, tutto per non intaccare i privilegi di pochi che a Roma dettano legge. <\/p>\n<p>[b]L\u2019EMENDAMENTO CHE SALVA I DIPLOMATICI[\/b]<\/p>\n<p>L\u2019emendamento \u00e8 di quelli insidiosi che arrivano un po\u2019 a sorpresa e passano senza troppo clamore, pur avendo conseguenze importanti sul bilancio dello Stato e su migliaia di persone. Cos\u00ec \u00e8 stato per la revisione di spesa del  ministero degli Affari Esteri. Come tutte la amministrazioni dello Stato la Farnesina era chiamata a fare la sua parte nel dettato della spending review con la regola generale del taglio del 20% degli organici dirigenziali e del 10% della spesa complessiva per il personale non dirigenziale. La spending review \u00e8 legge ma non \u00e8 andata proprio cos\u00ec.<\/p>\n<p>Un emendamento al Senato ha offerto infatti un salvacondotto temporaneo ed esclusivo al ministero, non concesso ad altri settori della pubblica amministrazione ad eccezione del personale delle Prefetture in corso di accorpamento. L\u2019emendamento \u00e8 stato scritto su indicazione e proposta del governo dagli stessi relatori per la conversione in legge del Dl 95\/2012), Paolo Giarretta del Pd e Gilberto Picchetto Frattini del Pdl. Giarretta spiega che \u00e8 stato il ministro Terzi ad avanzare ufficialmente la richiesta.<\/p>\n<p>Secondo fonti interne alla Farnesina invece la reale genesi del provvedimento sarebbe invece frutto delle pressioni esercitate sul governo dalle alte sfere della diplomazia. Non si spiega altrimenti cosa abbia indotto il governo ad emendare se stesso, facendosi promotore di un provvedimento che neutralizza totalmente gli effetti della sua stessa legge per salvaguardare una specifica categoria di dipendenti pubblici. Comunque sia il relatore Giarretta parla apertamente di \u201cresistenza delle strutture\u201d mentre il senatore Claudio Micheloni del Pd, che ha proposto emendamenti che riducono le indennit\u00e0 diplomatiche sistematicamente bocciati in aula, accusa frontalmente la lobby diplomatica di aver manovrato dietro le quinte e vinto: \u201cPurtroppo anche questa volta gli interessi delle corporazioni hanno sopraffatto il buon senso della politica, ma \u00e8 in arrivo un prossimo decreto e in quell\u2019occasione riprender\u00f2 il lavoro su questi temi che sono vitali per i servizi rivolti agli italiani all\u2019estero\u201d.<\/p>\n<p>E veniamo al testo. L\u2019emendamento introduce al comma 5 la deroga ai due articoli principali della spending review con queste parole: \u201cPer il personale della carriera diplomatica e per le dotazioni organiche del personale dirigenziale e non del Ministero degli affari esteri, limitatamente ad una quota corrispondente alle unit\u00e0 in servizio all\u2019estero alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, si provvede alle riduzioni di cui al comma 1, nelle percentuali ivi previste, all\u2019esito del processo di riorganizzazione delle sedi estere e, comunque, entro e non oltre il 31 dicembre 2012; sino a tale data trova applicazione il comma 6 del presente articolo\u201d.<\/p>\n<p>In altre parole non ci saranno riduzioni prima che il ministero stesso abbia riorganizzato le rappresentanze. Un differimento che potrebbe significare anni. La rivisitazione delle sedi estere (319 tra ambasciate, consolati, istituti di cultura) sar\u00e0 infatti il prodotto finale di lunghe ed estenuanti trattative sulle quali insistono gruppi di interesse locali, sponde parlamentari tra i deputati eletti all\u2019estero, lobby di funzionari ministeriali. I tagli futuri, poi, ricadranno solo sul personale impegnato all\u2019estero (511 diplomatici, 12 dirigenti, 1.907) mentre lasciano intatto quello del ministero che conta circa 2.500 dipendenti.<\/p>\n<p>Tradotto in cifre il taglio della revisione di spesa, quando sar\u00e0, non ricadr\u00e0 sul 100% del personale ma sul 50%. Una spuntatina, quindi, niente pi\u00f9. Fino ad allora, per contro, il ministero non potr\u00e0 assumere. Peggio, c\u2019\u00e8 chi aspettava aumenti tra il personale del ministero e non li vedr\u00e0 neanche stavolta. In India, dove le differenze salariali tra personale assunto in loco dalle ambasciate e quello mandato da Roma sono enormi, il blocco degli stipendi \u00e8 stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso fino a provocare un incidente diplomatico.<\/p>\n<p>[b]DISCRIMINAZIONE ETNICA IN INDIA, COSI\u2019 L\u2019ITALIA FINISCE IN TRIBUNALE[\/b]<\/p>\n<p>Basta con la bella vita degli impiegati italiani nei paesi poveri. La notizia \u00e8 apparsa in un trafiletto del 3 agosto scorso sul Times of India: il personale dell\u2019Ambasciata italiana a Nuova Delhi ha deciso di trascinare in tribunale l\u2019ambasciatore per discriminazione etnica e razziale. Il motivo? Il personale di categoria esecutiva ha saputo dell\u2019ennesimo congelamento degli aumenti che fa seguito alla spending review e ha deciso che la misura \u00e8 colma: a Nuova Delhi, Mumbai e Calcutta sono stufi di guadagnare dieci volte meno dei loro colleghi italiani mandati da Roma che, pur svolgendo identiche mansioni e con la stessa funzione, percepiscono stipendi che da quelle parti sono il risparmio di una vita, fino a 54mila euro l\u2019anno. Dalla loro l\u2019avvocato indiano, Gopal Shankaranarayanan, che ha preso carta e penna e ha scritto al Ministero degli Affari Esteri indiano.<\/p>\n<p>Nella sua lettera segnala che l\u2019Ambasciatore e il Governo Italiano non hanno preso le appropriate misure, nonostante ripetute richieste di sanatoria delle anomalie salariali, non lasciando altre alternative che risolvere la disputa in un tribunale. Non sono bastate diffide, appelli e richieste ufficiali. \u201cL\u2019unica opzione rimasta agli impiegati \u2013 spiega l\u2019avvocato indiano \u2013 \u00e8 di presentare ricorso alla Suprema corte di Delhi, per richiedere l\u2019equiparazione dello stipendio e il rimborso degli arretrati a partire dalle rispettive date di assunzione\u201d. I giornali locali hanno dato risalto alla vicenda anche perch\u00e9 nella stessa Alta Corte si sta discutendo la vicenda dei due mar\u00f2 italiani a Kerbala e i due processi potrebbero incendiare ulteriormente i rapporti diplomatici da tempo tesi.<\/p>\n<p>La polemica potrebbe dilagare anche in altri Paesi in cui maggiormente stride il trattamento che l\u2019Italia riserva ai propri connazionali inviati in missione e al personale assunto all\u2019estero a costi locali. Un tema che spesso ha agitato le commissioni esteri di Camera e Senato dove sempre si discute di come ricomporre l\u2019anomali italiana. Il nostro Paese, infatti, presenta percentuali decisamente superiori di personale in missione rispetto a quello contrattato in loco. La Farnesina ha 7.912 dipendenti di cui 4.222 di ruolo, 2.671 non di ruolo e 818 provenienti da altre amministrazioni. Il personale di ruolo all\u2019estero \u00e8 superiore a quello che sta a Roma (2.400 e 1933), solo il 45% \u00e8 assunto in loco e questo comporta che un flusso di denaro enorme vada nelle voce delle indennit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma la discriminazione avviene anche tra italiani all\u2019estero. Mentre tutto il personale diplomatico passa indenne grazie all\u2019emendamento ad hoc, la spending review colpisce quello inviato per l\u2019insegnamento della lingua e cultura italiana, un driver dell\u2019italianit\u00e0 che tutti difendono a parole ma che riceve una sforbiciata importante. Il taglio i docenti assunti presso il ministero nell\u2019anno 2012\/2013 sar\u00e0 di 139 unit\u00e0 accompagnato dal blocco delle nomine. Che si aggiunge al taglio del 40% di quelli assunti presso il Miur che invece i tagli li applica eccome. Gli effetti sono cos\u00ec modesti che nessun giornale ne parla (2,6 milioni quest\u2019anno e 16 milioni a regime) ma va ben al di sopra di quella regola del 20% che la spending review riserva a (quasi) tutti i comparti della pubblica amministrazione.<\/p>\n<p>[b]Riceviamo e pubblichiamo[\/b]<\/p>\n<p>Caro Direttore,<br \/>\ncredo sia utile ai suoi lettori disporre di alcuni dati che singolarmente non compaiono nell\u2019articolo di ieri di Thomas Mackinson sulla spending review. Su iniziativa del Ministro Terzi, la Farnesina si \u00e8 dotata di una Commissione indipendente per la spending review ben prima che questo termine cominciasse a campeggiare sulle pagine dei quotidiani. Formata in gran parte da membri esterni, compresi Magistrati della Corte dei Conti, la Commissione ha potuto anzitutto verificare che autodisciplina (e risparmi) di bilancio sono stati ampiamente perseguiti dalla Farnesina, che in questi anni ha peraltro visto ridursi drasticamente personale e fondi: sette strutture dirigenziali del Ministero tagliate appena due anni fa; una riduzione di 1.500 dipendenti negli ultimi otto anni (il 30% in meno) e 213 milioni di euro tagliati nell\u2019ultimo esercizio finanziario ad un bilancio che in pochi anni e\u2019 passato da 2,5 a 1,6 miliardi, e con questo ai limiti della sostenibilit\u00e0 (lo 0,21% sul totale delle spese statali contro l\u20191,78% in Francia, l\u20191,1% in Germania, e lo 0,75% in Spagna).<\/p>\n<p>In questo contesto \u00e8 stata la stessa dirigenza del Ministero, in pieno raccordo con i ministri che si sono succeduti e col sostegno del Parlamento, a promuovere la razionalizzazione della Farnesina e della sua rete estera, per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche, cercando di mantenere (con sempre maggiori difficolt\u00e0) un livello di servizi all\u2019altezza del ruolo dell\u2019Italia nel mondo: un modo di operare da servitori dello Stato, quali sono tutti i dipendenti parte degli organici del Ministero degli Esteri, e non certo da \u201ccasta\u201d. <\/p>\n<p>All\u2019atto dell\u2019approvazione delle misure di riduzione della spesa pubblica il Parlamento ha impegnato il Governo a valutare l\u2019 opportunit\u00e0 di salvaguardare l\u2019attuale dimensione della rete diplomatico-consolare e le relative dotazioni organiche complessive (non solo dei diplomatici). E lo ha fatto non tramite oscure pratiche lobbistiche, ma alla luce del sole con un ordine del giorno firmato da tutti i Capi Gruppo della Commissione Esteri della Camera e approvato all\u2019unanimit\u00e0.<\/p>\n<p>E soprattutto lo ha fatto non per tutelare questa o quella categoria, ma per tener conto della specificit\u00e0 di un Ministero articolato su una rete all\u2019estero la cui composizione \u00e8 data non solo dal personale diplomatico, ma anche dall\u2019altrettanto essenziale personale non dirigenziale. Sempre in sede parlamentare, la Farnesina ha fatto valere le sue preoccupazioni circa le conseguenze della riduzione del 40 per cento degli insegnanti all\u2019estero, una misura contraddittoria con la necessit\u00e0 di diffondere la lingua e cultura italiana all\u2019estero, che costituisce invece una priorit\u00e0 della nostra azione di politica estera.<\/p>\n<p>Due ultime annotazioni. Il Console ad Amburgo, che l\u2019articolo evoca quale percettore di indennit\u00e0 estera, non riceve un centesimo, per il semplice fatto che quel Consolato \u00e8 stato chiuso un anno fa. Pi\u00f9 in generale sugli emolumenti degli Ambasciatori, \u00e8 bene ricordare ancora una volta, al di l\u00e0 dell\u2019approssimazione delle cifre, che in quelle indennit\u00e0 confluiscono risorse estremamente consistenti destinate all\u2019amministrazione e alla gestione degli immobili e della sede.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda infine l\u2019asserito \u201ccaso diplomatico\u201d in India, segnalo che negli ultimi dieci anni le retribuzioni del personale a contratto locale sono aumentate quattro volte, per una percentuale complessiva superiore al 100% e si attestano ben al disopra del minimo salariale. Quel che ora \u00e8 stato sospeso, in virt\u00f9 dei provvedimenti di finanza pubblica approvati dal Parlamento, \u00e8 un ulteriore adeguamento di quegli stipendi, che intendiamo riproporre non appena ve ne saranno le condizioni, senza che vi sia, dunque, alcuna forma di discriminazione legata alla nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p>[i]Giuseppe Manzo<br \/>\nCapo del Servizio Stampa e Portavoce del Ministro degli Affari Esteri[\/i]<\/p>\n<p>Gentilissimi, le riduzioni di spesa cui fate riferimento nella precisazione non sono quelle operate dal decreto 95\/2012 altrimenti noto come \u201cspending review\u201d, ma frutto di tagli gi\u00e0 decisi precedentemente e da altro governo, cio\u00e8 i tagli lineari dell\u2019ex ministro Tremonti. Sulla genesi dell\u2019emendamento che ha congelato per la categoria dei diplomatici le riduzioni della spending review, sono gli stessi relatori per la conversione del provvedimento alla Camera a raccontare di averlo scritto su espressa richiesta del governo, mentre gli ordini del giorno approvati in aula nulla centrano se non in un ottica di indirizzo.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 parlamentari hanno fatto riferimento all\u2019opera di lobbying delle alte sfere diplomatiche. Del resto sono stati al contrario bocciati gli emendamenti proposti da pi\u00f9 parti per mantenere le riduzioni nel comparto e per operare una stretta decisa sull\u2019indennit\u00e0 di sede del personale diplomatico (che ogni anno costa oltre 300 milioni di euro).<\/p>\n<p>Il consolato di Amburgo \u00e8 stato citato a titolo di esempio dal lungo elenco di retribuzioni dirigenziali Mae. Si \u00e8 scelto quello per fare un esempio concreto senza per questo additare uno specifico diplomatico.. Si possono sempre ricordare i compensi di consoli e ambasciatori in altre strutture: dal Pakistan dove l\u2019ambasciatore solo di Isee percepisce 22.170 euro al mese, all\u2019India (21.899), Argentina (19.160) e cos\u00ec via. Sulla vicenda indiana la questione \u00e8 tanto aperta che la scorsa settimana si \u00e8 tenuta una riunione presso l\u2019Ambasciata di Nuova Dehli tra il personale locale e il consigliere Laura Carpini. E non \u00e8 stata trovata alcuna intesa che abbia indotto i dipendenti a rinunciare ad un\u2019azione in Tribunale.<\/p>\n<p>[i]Thomas Mackinson[\/i]<\/p>\n<p>da IL FATTO QUOTIDIANO<br \/>\n(aggiornato da Redazione web il 24 agosto 2012)<\/p>\n<p>http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2012\/08\/20\/spending-review-casta-diplomatica-salva-ambasciate-dai-tagli\/329077\/<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20120824 14:35:00 redazione-IT [b]Guadagnano pi\u00f9 di Merkel e Hollande, ma per loro il taglio non c&#8217;\u00e8. I privilegi di ambasciatori, consoli e funzionari restano grazie <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10814\" title=\"10121 Spending review, risparmi per tutti? 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