{"id":10723,"date":"2017-04-15T19:04:15","date_gmt":"2017-04-15T17:04:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/10027-gli-italiani-rifiutano-di-fare-sacrifici-per-pagare-armamenti-e-spese-militari\/"},"modified":"2017-04-15T19:04:15","modified_gmt":"2017-04-15T17:04:15","slug":"10027-gli-italiani-rifiutano-di-fare-sacrifici-per-pagare-armamenti-e-spese-militari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10723","title":{"rendered":"10027 Gli italiani rifiutano di fare sacrifici per pagare armamenti e spese militari"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20120713 12:00:00 red-roma<\/p>\n<p>TAVOLA DELLA PACE, RETE ITALIANA DISARMO e SBILANCIAMOCI scrivono: gli italiani non vogliono sacrifici per comprare i cacciabombardieri dello spreco<br \/>\nResi pubblici i dati aggiornati su costi e sprechi dei caccia e sui tagli \u201cleggeri\u201d, che il comparto militare subisce dalla spending review e dall\u2019ipotizzata \u201criforma\u201d proposta dal Ministro Di Paola.<\/p>\n<p>In Parlamento sei Senatori del PARTITO DEMOCRATICO hanno annunciato la presentazione di un emendamento contro l&#8217;acquisto dei caccia F.35. Posizioni contrarie a mantenimento delle spese per armamenti sono state presentate da SEL e dai Verdi ed ; al Senato, dal capogruppo dell&#8217;IDV.<br \/>\nOltre \/% MILA FIRME contro la spesa militare sono state presentate al Presidente del Senato dalla Tavola della Pace e da altre organizzazioni promotrici.<\/p>\n<p>Sei Senatori del PARTITO DEMOCRATICO, VIncenzo Vita,Francesco Ferrante, Roberto Della Seta, Roberto DI Giovanpaolo, Manuela Granaiola e Silvana Amati, hanno annunciato l&#8217;intenzione di Presentare al Senato, un emendamento soppressivo della spesa di 12 miliardi per 131 velivoli. Per il Governo italiano i velivoli F.35, nella versione a decollo corto, sono adatti per la portaaerei Cavour e per questo saranno pagati dai cittadini con il taglio di previdenza istruzione, sanit\u00e0 ecc.<br \/>\nAnaloga posizione di condanna dello spreco \u00e8 stata assunta da Verdi,SEL e da Felice Belisario , capogruppo al Senato dell&#8217;Italia dei Valori (IDV). Nichi Vendola denuncia: Monti non ha il coraggio di fare i conti e di tagliare le spese militari, per allievare il peso che sta ricadendo sulle spalle dei cittadini.<br \/>\nInoltre 75 MILA FIRME sono state consegnate al Senato, erano state raccolte nell&#8217;ambito della campagna &quot; TAGLIA LE ALI ALLE ARMI&quot;, promossa dalla TAVOLA della PACE e da altre organizzazioni.<\/p>\n<p>PUBBLICHIAMO di seguito un ARTICOLO di: TAVOLA DELLA PACE; RETE ITALIANA DISARMO e SBILANCIAMOCI<\/p>\n<p>La campagna contro gli F-35, forte del sostegno ricevuto in questi mesi, rinnova l\u2019invito a ripensare l\u2019acquisto dei cacciabombardieri F-35: una scelta costosa ed inutile che bloccher\u00e0 diversi miliardi di euro in pi\u00f9 anni mentre ai cittadini si chiedono sacrifici nel campo del welfare, della scuola, della sanit\u00e0.<\/p>\n<p>Rilasciati dati aggiornati su costi e sprechi del caccia e sui tagli \u201cleggeri\u201d che il comparto militare subisce dalla spending review e dall\u2019ipotizzata \u201criforma\u201d proposta dal Ministro Di Paola.<\/p>\n<p>In una conferenza stampa tenuta al Senato della Repubblica (e seguita da un presidio della Campagna davanti alla Camera dei Deputati i coordinatori delle tre organizzazioni promotrici Giulio Marcon (Campagna Sbilanciamoci!), Flavio Lotti (Tavola della Pace) e Francesco Vignarca (Rete Italiana per il Disarmo) hanno illustrando con dati ed analisi la situazione relativa alla partecipazione italiana al programma Joint Strike Fighter F-35 e il punto della situazione sulle spese militari attuali e future.<\/p>\n<p>Nel corso degli ultimi mesi di mobilitazione (all\u2019interno della seconda fase di \u201cTaglia le ali alle armi!\u201d, campagna iniziata nel 2009 e rilanciata a settembre 2011) oltre 75.000 firme cittadini, 650 associazioni e pi\u00f9 di 60 Enti Locali (tra Regioni, Province e Comuni) hanno deciso di sostenere la richiesta per una cancellazione del programma. La giornata odierna intende concludere un percorso che ha visto una crescita di consapevolezza sulla questione da parte dell\u2019opinione pubblica stimolata anche dai dati prodotti dalla Campagna \u201cTaglia le ali alle armi\u201d. Dati e considerazioni che smentiscono la posizione ufficiale del nostro Ministero della Difesa sia sui costi sia sullo stato di avanzamento del programma F-35.<\/p>\n<p>Tutti i paesi partner si stanno attualmente interrogando sull\u2019opportunit\u00e0 della propria partecipazione (Stati Uniti compresi dove il presidente del Comitato sui Servizi Armati del Senato ha chiesto ufficialmente di mantenere \u201cpressione continua\u201d su Pentagono e Lochkeed Martin per ridurre costi e problemi) mentre il nostro Governo continua a ribadire, senza confronto, una scelta insostenibile. Fornendo nel contempo al Parlamento dati palesemente fuorvianti, soprattutto sulle cifre di costo che non sono compatibili con quelle fornite sia dalle aziende produttrici sia dalle stesse Forze Armate statunitensi.<\/p>\n<p>\u201cNon sappiamo definire se non incredibile l\u2019ostinazione con cui i funzionari del Ministero \u2013 anche in audizioni parlamentari \u2013 continuano a sostenere che ogni velivolo coster\u00e0 meno di 80 milioni mentre i dati di base del Pentagono gi\u00e0 oggi si attestano su oltre 130 milioni di euro\u201d, dichiara Francesco Vignarca coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo.<\/p>\n<p>L\u2019analisi dei dati ufficiali sul programma recentemente resi disponibili dimostra come il costo di acquisizione totale per gli Usa (che avranno oltre il 70% degli aerei) si attesti su 396 miliardi dollari, con un incremento di 117,2 miliardi dollari (42%) rispetto alle ipotesi iniziali. L\u2019inizio della fase di produzione a \u00e8 indicata per il 2019, con un ritardo di 6 anni sulle previsioni del programma.<\/p>\n<p>\u201cTutti i dati dimostrano come i costi unitari per aereo siano raddoppiati dall\u2019inizio della fase di sviluppo nel 2001 e solo il 17% dei test tecnici previsti sia stato completato. Come si pu\u00f2 far finta di nulla di fronte a questi numeri?\u201d conclude Vignarca. Anche con l\u2019ipotizzata riduzione a 90 velivoli per l\u2019Italia il costo complessivo di solo acquisto si attesta quindi sui 12 miliardi di euro, senza contare i costi di mantenimento ed esercizio successivi.<\/p>\n<p>Non a caso la scorsa settimana, in maniera compatta, il Parlamento Olandese ha votato una risoluzione per uscire dal programma dando indicazione in tal senso al governo che uscir\u00e0 dalle elezioni, mentre l\u2019Australia ha deciso a maggio di spostare di ulteriori due anni la propria decisione di acquisto. Roventi polemiche sono invece in corso sia in Canada che in Norvegia perch\u00e9 le scelte di partecipazione al progetto JSF sono derivate da dati fasulli ed incompleti forniti deliberatamente da ufficiali militari favorevoli al caccia F-35.<\/p>\n<p>Il Governo italiano invece continua per la sua strada e non intende avere una franca discussione n\u00e9 in Parlamento n\u00e9 con un confronto con la societ\u00e0 civile rappresentata dalla nostra Campagna. Non ci si deve stupire del mantenimento di questa linea da parte del Ministero della Difesa, perch\u00e9 \u00e8 stato l\u2019attuale Ministro-Ammiraglio Di Paola a sottoscrivere (poco pi\u00f9 di 10 anni fa nel giugno 2002) la partecipazione italiana alla fase di sviluppo del Joint Strike Fighter. Ma continuare a negare l\u2019evidenza dei problemi tecnici (ribaditi anche in un recente rapporto del Government Accountability Office statunitense) e a ribadire i miraggi di mirabolanti ritorni occupazionali, industriali e tecnologici (messi implicitamente in dubbio dalla stessa Finmeccanica in una comunicazione ufficiale al Parlamento) costituisce solo una presa in giro verso gli italiani. Che invece devono affrontare i tagli e i sacrifici imposti da questo Governo al fine di salvaguardare scelte di bilancio che, in alcuni casi come quello dell\u2019F-35, sono davvero incomprensibili.<\/p>\n<p>Il tema del caccia F-35 si inserisce per\u00f2 nella pi\u00f9 ampia discussione sulla spesa militare del nostro paese, anche alla luce della revisione dello strumento militare (il cosiddetto DDL Di Paola) in corso di discussione in Parlamento e della \u201cspending review\u201d varata dal Governo.<\/p>\n<p>\u201cCon la spesa complessiva prevista nel corso degli anni per gli F-35 si sarebbero potute evitare le scelte pi\u00f9 rovinose confermate nei giorni scorsi \u2013 sostiene Giulio Marcon coordinatore di Sbilanciamoci! &#8211; il taglio agli enti locali, la riduzione dei posti letto negli ospedali, le misure di revisione del sistema delle tasse universitarie. Ad esempio con il risparmio della mancata acquisizione di 10 caccia bombardieri F-35 avremmo potuto salvaguardare i 18mila posti letto che verranno tagliati negli ospedali nei prossimi mesi\u201d.<\/p>\n<p>Entrambi i provvedimenti (la riforma dello strumento militare e la parte di riduzione di costi nel comparto) devono essere ancora confermati dal Parlamento ma le prime stime che si possono effettuare indicano come i tagli per il comparto militare saranno pi\u00f9 leggeri e privilegiati rispetto a quanto previsto per le altre aree di spesa pubblica. Non ci sar\u00e0 alcun vero risparmio ma solo uno spostamento di risorse verso nuovi acquisti di sistemi d&#8217;arma. Mentre il Governo ha infatti deciso di intervenire ancora una volta in maniera drastica sulla spesa sociale e sanitaria, le riduzioni per la Difesa e per l&#8217;acquisto di armamenti si limitano a poche decine di milioni e definiscono una diminuzione degli effettivi delle Forze Armate che si realizzer\u00e0 solo dopo diversi anni, e con una protezione salariale derivante dal trattamento di ausiliaria. Nelle bozze definitive del provvedimento di \u201cspending review\u201d \u2013 nonostante ipotesi iniziali di altra natura \u2013 non vengono toccati gli investimenti per l&#8217;acquisto di armamenti: un&#8217;ipotesi di taglio di 100 milioni anno sui capitoli di spesa per le armi \u00e8 stata infatti all&#8217;ultimo momento rigettata. La norma avrebbe \u201cgarantito un risparmio di spesa di importo non inferiore a 100 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, anche in termini di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni\u201d ma non se ne \u00e8 fatto nulla e solo poche decine di milioni saranno sottratti a programmi come la Mini-naja, il fondo riassunzioni e l\u2019Agenzia Industrie difesa.<\/p>\n<p>Viene inserito un taglio di almeno il 10% sugli organici (un primo passo di quanto previsto dalla riforma Di Paola) ma anche in questo caso con la messa in aspettativa pagata: un ammortizzatore che avviene in maniera privilegiata solo per il personale militare e solo in questo comparto. In sostanza, come gi\u00e0 esplicitato dalle organizzazioni del disarmo e sottolineato nelle analisi di questi ultimi anni (prima fra tutte quella contenuta nel libro-inchiesta \u201cIl caro armato\u201d gi\u00e0 nel 2009), si scelgono tagli ridotti e sulla carta solo per poter aver mano libera nell\u2019acquisto di nuovi armamenti: oltre ai caccia F-35 sono centinaia i milioni di euro stanziati negli ultimi mesi per missili, blindati, cannoni, sommergibili.<\/p>\n<p>\u201cOpporsi agli F35 e al DDL Di Paola non \u00e8 affare da pacifisti ma da gente responsabile \u2013 dichiara Flavio Lotti coordinatore di Tavola della Pace &#8211; Parliamo di almeno 230 miliardi di euro di denaro pubblico sottratti ad un paese, il nostro, in grandissima difficolt\u00e0. Se il progetto venisse approvato cos\u00ec com\u2019\u00e8 entrato a Palazzo Madama ci ritroveremmo con un superministro della Difesa, dotato di poteri e autonomia senza pari, capace persino di vendere armi nel mondo. E con uno strumento militare ipertrofico, costosissimo, modellato sui livelli di ambizione di qualche generale e di un complesso industriale che sembra dettare le linee politiche ai politici. Uno strumento vicino pi\u00f9 ai campi di battaglia che alla Costituzione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20120713 12:00:00 red-roma TAVOLA DELLA PACE, RETE ITALIANA DISARMO e SBILANCIAMOCI scrivono: gli italiani non vogliono sacrifici per comprare i cacciabombardieri dello spreco Resi pubblici <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10723\" title=\"10027 Gli italiani rifiutano di fare sacrifici per pagare armamenti e spese militari\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-10723","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2012"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\r\n<title>10027 Gli italiani rifiutano di fare sacrifici per pagare armamenti e spese militari - 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