{"id":10577,"date":"2017-04-15T19:03:59","date_gmt":"2017-04-15T17:03:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/9875-emigrazione-i-nuovi-italiani-dargentina\/"},"modified":"2017-04-15T19:03:59","modified_gmt":"2017-04-15T17:03:59","slug":"9875-emigrazione-i-nuovi-italiani-dargentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10577","title":{"rendered":"9875 EMIGRAZIONE: I nuovi italiani d\u2019Argentina"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20120620 23:13:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b][i]REPORTAGE di Adriana Bernardotti (da Buenos Aires)[\/i]<\/p>\n<p>Sono ancora cifre modeste, ma il nuovo flusso di italiani verso l\u2019Argentina marca ormai una tendenza: 1.793 residenze permanente e 1.021 soggiorni rinnovabili concessi tra gli anni 2004 e il 2011, con un trend all\u2019incremento. Non sono gli emigranti d\u2019altri tempi: vanno via dall\u2019Italia per la mancanza di stimoli, professionali e non solo. Giovani in maggioranza, un tratto comune \u00e8 il richiamo che esercita su di loro il dinamismo sociale e politico degli eventi sudamericani contemporanei e il conseguente coinvolgimento con questa realt\u00e0. Sentiamo le loro voci sul perch\u00e9 sono partiti e cosa si aspettano dall\u2019Argentina, sulla politica e i giovani nei due paesi, sul voto all\u2019estero e l\u2019incontro con la comunit\u00e0 emigrata italo-argentina.[\/b]<\/p>\n<p>Appena passata la crisi del 2001-2002, e accompagnando la fase di recupero iniziata subito dopo, abbiamo cominciato a percepire nuove presenze di italiani, soprattutto giovani, che optavano per insediarsi pi\u00f9 o meno stabilmente in Argentina. Senza dubbio, si tratta per il momento di piccoli numeri, eppure alcuni dati confermano ormai la tendenza all\u2019incremento. Secondo le informazioni statistiche della Direzione di Migrazioni di Argentina, le concessioni di residenze permanenti a cittadini italiani sono passate da 142 nell\u2019anno 2004 a 293 nel 2011; il totale di permessi permanenti per il periodo 2004-2011 \u00e8 stato di 1.793 e altri 1.021 soggiorni sono stati concessi con carattere temporaneo. I dati di fonte italiana sono molto pi\u00f9 sfuggenti, anche perch\u00e9 i nuovi italo-argentini non si iscrivono all\u2019Archivio Italiani Residenti all\u2019Estero (AIRE) fino a che non ne hanno assoluto bisogno.<\/p>\n<p>Sarebbe molto fuorviante pensare che gli italiani hanno ripreso una delle strade principali dell\u2019emigrazione storica. Piuttosto, partecipano e ne accompagnano un fenomeno che si \u00e8 verificato negli ultimi anni, cio\u00e8 l\u2019attrazione subita da cittadini dei paesi del primo Mondo per la vita argentina e in particolare di Buenos Aires. Nello stesso periodo 2004-2011 sono state concesse a cittadini spagnoli 3.319 residenze permanenti e 2.078 temporanee; sono ancora di pi\u00f9 gli statunitensi che hanno scelto di vivere in Argentina: 4.748 soggiorni permanenti e 2.411 temporanei[1].<\/p>\n<p>Alla scoperta dell\u2019Argentina hanno contribuito diversi fattori, ma non c\u2019\u00e8 dubbio che la svalutazione che \u00e8 seguita alla crisi e ha dato impulso all\u2019industria del turismo, ha giocato un ruolo essenziale nella fase iniziale. Il potenziamento degli accordi di scambio di studenti con universit\u00e0 degli Stati Uniti ed europee (Erasmus Mundus) ha modificato in poco tempo il paesaggio delle aule argentine e trasformato il mercato degli affittacamere delle principali citt\u00e0. Comunque non soltanto i giovani arrivano: anche pensionati o persone che vivono di rendite provenienti dall\u2019Europa,  e pi\u00f9 ancora dagli Stati Uniti, si sono radicati nel paese attratti dalla vita sociale e culturale della citt\u00e0 o dai paesaggi ancora vergini dell\u2019interno.<\/p>\n<p>In ogni modo, aldil\u00e0 dei motivi d\u2019attrazione, \u00e8 evidente che il fattore d\u2019espulsione rappresentato dalla crisi europea ha cominciato pesare almeno nel caso degli spagnoli, che hanno registrato una impennata di richieste negli ultimi anni e sono state, pertanto, oggetto dell\u2019attenzione dei media[2] .<\/p>\n<p>Abbiamo intervistato per Cambia il Mondo alcuni di questi giovani: Francesco, Maddalena, Giaia, Marco, Luciano, Lorenzo e Vanessa, tutti italiani arrivati negli ultimi anni, per conoscere da vicino i motivi e le aspettative che li hanno portato in questo paese. Sono storie differenti, diversi sono i loro profili, ma abbiamo scoperto subito che sono moltissimi anche i punti di coincidenza.<\/p>\n<p>La prima cosa che dovremmo dire \u00e8 che quasi mai il fabbisogno di lavoro \u00e8 il motivo principale di trasferimento in Argentina. In tutte le storie, la spinta nasce piuttosto da un desiderio di cambiamento, di mettersi a rischio, dalla percezione di una necessit\u00e0 di crescita e sviluppo personale che in Italia rimaneva insoddisfatta. \u201cLa vera ragione per la quale sono rimasta era il poter respirare un\u2019altra aria, che in Italia non incontravo; ho trovato uno spazio mio, non solo lavorativo, ma anche di crescita interiore, ho incontrato degli ambiti di speranza, di voglia di fare, per connettermi con una dimensione mia personale come non riuscivo a fare a Napoli\u201d, afferma Vanessa, riflettendo sulle ragioni per cui \u00e8 rimasta a vivere in Argentina da ormai pi\u00f9 di una decade. Lorenzo, arrivato un anno fa, cerca anche di spiegare i suoi motivi: \u201cNon sono venuto per l\u2019amore o per un lavoro, per incoscienza forse\u2026 Io volevo andare via dall\u2019Italia prima di tutto: con l\u2019Italia volevo dare una svolta, stimoli che non avevo\u2026 Non sono fuggito da Berlusconi, anche se ho le mie idee chiare su questo. Sicuramente \u00e8 colpa di tutto il sistema, ma io volevo andare via per una cosa personale, non \u00e8 una rivincita e sento che ho avuto ragione\u201d.<\/p>\n<p>Per Maddalena \u00e8 anche una \u201cquestione di carattere, \u00e8 una questione personale di dire: rischio qualcosa e vado? Non perch\u00e9 uno abbia pi\u00f9 talento di un altro, ma perch\u00e9 uno ha fatto il proprio percorso personale e decide. Non \u00e8 tanto per andare a cercare una situazione migliore o per una questione economica. Uno dice: ho voglia di fare quella cosa l\u00ec, so che ho una vita sola da spendere e mi assumo il rischio\u201d. \u201cViaggiare perch\u00e9 sono arrivata a un punto della vita, sia personale che professionale, che mi permetteva guardare pi\u00f9 in l\u00e0 di mio naso\u201d, afferma Gioia, una delle ultime arrivate.<\/p>\n<p>Senza dubbio l\u2019esperienza del viaggio come crescita e conquista della libert\u00e0 \u00e8 nell\u2019 immaginario di chiunque parta da casa. Questo non significa comunque che il lavoro non sia presente nei motivi, tuttavia, pi\u00f9 che come problema di disoccupazione, nella forma di insoddisfazione sulle possibilit\u00e0 di sviluppo professionale o di disgusto per le condizioni lavorative italiane.<\/p>\n<p>E\u2019 sorprendente verificare che praticamente tutti i nostri intervistati avevano un occupazione in Italia dalla quale si sono licenziati per partire; in alcuni casi, per di pi\u00f9, si trattava di posizioni relativamente stabili. Quando Vanessa Sciarretta ha lasciato Napoli, nel 2006, lavorava ormai da quattro anni nell\u2019agenzia di sviluppo di Pomigliano d\u2019Arco, occupandosi dei rapporti internazionali con il Mercosur: \u00e8 stato questo stesso lavoro quello che le ha consentito fare un salto verso l\u2019esperienza sudamericana. La situazione di Lorenzo Coppari, in provincia di Ancona, era comoda prima di partire: \u201cvivevo in un paese di collina, vicino al mare, a venti km dalla montagna. Non pagavo l\u2019affitto, vivevo con i genitori. Un lavoro c\u2019\u00e8 lo avevo, operaio niente di ch\u00e9, ma con 1.500 euro con la vita che facevo era sufficiente. Il mio potere d\u2019acquisto adesso si \u00e8 abbassato del 300% sicuramente, rispetto all\u2019Italia, per\u00f2 ci sono tante altre cose che mi piacciono\u201d.<\/p>\n<p>Maddalena aveva lavorato quasi dieci anni come consulente legale, fino che nel 2010 decide di licenziarsi dal suo posto di dipendente presso il servizio legale di un\u2019azienda bolognese \u201csenza aver alternative, volevo fare altre cose, occuparmi di altre cose, non avevo le idee molto chiare. Ho pensato in licenziarmi per mettermi in una condizione pi\u00f9 aperta per decidere, perch\u00e9 il lavoro che avevo mi occupava dieci anche dodici ore al giorno.\u201d Francesco Vigliarolo, aveva raggiunto addirittura posizioni professionali di un certo prestigio: \u201cIn Italia ero direttore di una federazione di Ong, avevo un carico abbastanza importante, buon stipendio, avevo buone prospettive, ero abbastanza integrato nel settore dell\u2019economia sociale e della cooperazione internazionale: lavoravo in tutta Italia, facevo seminari, formazione di formatori, ricerca, ecc, per\u00f2 non mi sentivo in crescita personale.\u201d<\/p>\n<p>Le condizioni offerte nel mercato del lavoro italiano per la sua professione, sono state invece un fattore chiaro d\u2019espulsione per Luciano Blengino, un laureato in Lingue straniere con specializzazioni per l\u2019insegnamento dell\u2019italiano agli stranieri, arrivato alla fine del 2011: \u201cIn qualsiasi tipo di lavoro che ho fatto, i lavori ben pagati erano sempre lavori saltuari, ad es. traduzioni di un mese, ma poi non c\u2019erano contratti fissi. Ho lavorato anche in altre cose, facendo il cameriere o l\u2019aiuto cuoco senza un contratto, visto che mi piace anche cucinare, perch\u00e9 non \u00e8 vero che gli italiani certi lavori non li fanno \u2026 Con le leggi di mobilit\u00e0 del lavoro non c\u2019\u00e8 mai una sicurezza, un contratto fisso, tutto si fa \u201ca progetto\u201d e una volta che finisce il progetto puoi stare cinque mesi senza lavorare. Sinceramente non volevo continuare cos\u00ec e ho avuto una possibilit\u00e0 qui in Argentina, quindi ho deciso di venire in Argentina e mollare tutto in Italia.(\u2026) I miei amici, che hanno fatto lo stesso percorso, almeno il 50% stanno all\u2019estero per insegnare italiano. Per tutti noi l\u2019obiettivo era andare all\u2019estero perch\u00e9 in Italia troviamo tutte le porte chiuse, qui invece ci sono molti pi\u00f9 stimoli\u201d.<\/p>\n<p>Aldil\u00e0 delle difficolt\u00e0 maggiori che trovano alcuni percorsi professionali nel mercato del lavoro italiano, \u00e8 possibile tracciare una linea divisoria a seconda dell\u2019et\u00e0, nonostante i nostri intervistati siano tutte persone giovani, nella fascia tra i 30 e 40 anni. Le ragioni di queste differenze interne alla generazione, devono cercarsi nei cambiamenti della normativa sul lavoro italiana, ragionano Maddalena e Gioia, le amiche bolognesi laureate, non a caso, in Giurisprudenza. \u201cTra me, che ho 37 anni e lei che ne ha 31, c\u2019\u00e8 gi\u00e0 una grande differenza \u2013 dice Maddalena -. Io ho visto che ho avuto meno difficolt\u00e0 a trovare un lavoro (non dico superqualificato: come donna figurati!, in una impresa tuttora \u00e8 difficile in Italia, non ti trattano bene), parlo quanto a possibilit\u00e0 di trovare un lavoro. Io ho iniziato a lavorar nel 2000, dodici anni fa era molto pi\u00f9 facile. Per le persone che hanno cinque-sei anni meno di me quando loro sono entrati nel mercato di lavoro era gi\u00e0 un mercato molto chiuso: i tipi di contratti orribili ma anche le posizioni\u2026\u201d.  \u201cIn particolare la nostra generazione attorno a trenta anni \u2013 interviene Gioia \u2013 si \u00e8 ritrovata con offerte lavorative di breve termine, stipendi bassi e un\u2019altissima concorrenza, perch\u00e9 tutti hanno studiato, lingue, master, fatto viaggi, e siamo tutti allo stesso livello per dei lavori molto bassi. Se la nostra generazione continua a lavorare con questi contratti senza garanzia, senza mai maturare una pensione da qui all\u2019eternit\u00e0, vivremo sulle spalle delle famiglie. Chi decide di andarsene lo fa perch\u00e9 si sente maggiormente considerato all\u2019estero: in Italia a trenta anni sei un ragazzino, vieni trattato come un ragazzino, chi rimane l\u00e0 sar\u00e0 condannato a rimanere ragazzino, ossia non costruire una famiglia\u201d.\u201cQuesta cosa \u00e8 successa da certi anni in avanti- aggiunge ancora Maddalena. \u201c \u201cLa Riforma del mercato del lavoro c\u2019\u00e8 stata nel 2003, con la legge Biagi \u00e8 stato cambiato in gran parte il diritto del lavoro, sono state introdotte forme contrattuali che prima non esistevano\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 evidente, in ogni modo, che nessun italiano arriva in Argentina attirato dalle possibilit\u00e0 o condizioni del suo mercato di lavoro, se eccettuiamo casi particolari come gli insegnanti d\u2019italiano. Di solito si arriva per soggiorni relativamente brevi e con svariati motivi, dopodich\u00e8 alcuni rimangono affascinati dall\u2019esperienza o dalle conoscenze cercando di rimanere, ha osservato Lorenzo: \u201cGli italiani che ho conosciuto perch\u00e9 lavoravano con me sono sempre gente di passaggio. L\u2019italiano che viene qua fa un corso, si ferma sei mesi e va via\u2026o invece rimane incantato: cerca di prolungare questo soggiorno, prima tre mesi, sei mesi, poi si innamorano, di una persona o della citt\u00e0, di Buenos Aires o dell\u2019Argentina.\u201d<\/p>\n<p>Chi \u00e8 agli esordi del cammino \u00e8 Maddalena, che dopo una prima lunga vacanza di tre mesi a Buenos Aires, \u201cuna volta arrivata in Italia mi \u00e8 venuta questa sensazione che non c\u2019ero stata abbastanza e ho detto, basta, ci torno!\u201d. Lei ha avuto la fortuna di trovare anche un contratto di lavoro regolare per gli uffici amministrativi dell\u2019Universit\u00e0: \u201cMi sento una che \u00e8 riuscita finalmente a fare il suo sogno di un\u2019esperienza di un anno di lavoro in un altro paese, vedere cosa fanno, come si muovono. Dopo non lo so, dopo decider\u00f2 che cosa fare, se rientrare\u2026penso comunque di s\u00ed, perch\u00e8 ho la mia famiglia l\u00e0. Mi sono data un termine che \u00e8 dato dalla durata del contratto, poi non sa cosa succede: ti rinnovano il contratto o magari il lavoro fa schifo e vuoi scappare. Il mio orizzonte temporale per adesso \u00e8 di un anno\u201d, ci confessa.<\/p>\n<p>Cerchiamo di ricostruire i diversi profili degli italiani presenti oggi in Argentina. Conversiamo con Marco Biagetti, che risiede dal 1998 a Cordoba assieme a sua moglie argentina conosciuta a Roma e una figlia, salvo un breve rientro di un anno in Italia nel momento peggiore della crisi 2001-2002. Marco ha un punto d\u2019osservazione privilegiato sull\u2019argomento perch\u00e9 \u00e8 uno dei promotori del blog \u201cL\u2019Argentina. Una soluzione sudamericana ai problemi degli italiani\u201d (http:\/\/www.largentina.org\/), l\u2019unica forma di aggregazione riconoscibile \u2013 anche se di forma assolutamente virtuale \u2013 dei nuovi italo-argentini (consigliamo vivamente la visita del sito!). Il nostro interlocutore riflette, un po\u2019 per scherzo ricordando la propria storia, che \u201ca parte i fidanzati, cio\u00e8 gli uomini italiani che devono seguire queste argentine fatali che li portano qua e che sono il motivo di molte radicamenti permanenti, un po\u2019 attira questa idea della crescita, che nonostante la crisi terrificante il paese si \u00e8 risollevato. E anche che \u00e8 stato un paese eterodosso, per le posizioni con il Fondo Monetario, un paese che appare come quello che ha avuto una sua via di uscita peculiare, personale nel momento di crisi (\u2026)E poi c\u2019\u00e8 l\u2019immagine, ma forse per i pi\u00f9 vecchi, dell\u2019Argentina letteraria, di Borges, ma anche di Chatwin. L\u2019Argentina come paese sognato: ci sono quelli che sognano le estancias, la pampa, quelli che sognano Buenos Aires, il tango, o la resistenza alla dittatura, le fabbriche recuperadas, i piqueteros\u2026 Ci sono un sacco di cose che stimolano sia il ragionamento sia la fantasia della gente.\u201d<\/p>\n<p>Nel quadro abbozzato da Marco quasi come un dipinto rientrano quasi tutti gli italiani che abbiamo conosciuti questi anni, anche se tra la sottospecie \u00e8 possibile individuare il gruppetto dei pensionati e dei redditieri: \u201ctra i quali quelli che vogliono venire qua con mille euro\u2026 Prima probabilmente avevano ragione loro, adesso hanno sempre meno ragione. C\u2019\u00e8 questa cosa che con la pensione italiana, di mille euro, viene qua, ti fai la casetta e sei tranquillo. C\u2019\u00e8 quello che vuole andare in mezzo al monte a San Juan e quello invece che vuole vivere nel quartiere chic della Recoleta con la pensione di mille euro, insomma. Non so chi pu\u00f2 venire ormai, perch\u00e9 soltanto pensare alle spese sanitarie qua \u2026 No, il sistema sanitario italiano secondo me \u00e8 un ancora forte!. C\u2019\u00e8 un po\u2019 di tutto, anche se il gruppo che vediamo noi attraverso il blog sono fondamentalmente giovani.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019idea del blog \u00e8 stata di un altro componente del gruppo di redazione (Andrea Tognin-Tanoka), che aveva un suo blog personale e che dal 2007-2008 decide di espandere promuovendo un progetto collettivo. All\u2019inizio lavoravano in quattro-cinque persone, dopo \u00e8 arrivato a riunire una decina di collaboratori, ma adesso sono pochi quelli che riescono a partecipare regolarmente. \u201cLa gente molla per stanchezza, perch\u00e9 lavora, qualcuno perch\u00e9 torna in Italia. C\u2019\u00e8 molta gente che viene a lavorare per imprese italiane, o che viene a stare qua un po\u2019 di tempo poi ritorna a casa\u201d, ci spiega Marco.<\/p>\n<p>Un aspetto molto interessante del sito \u00e8 che una gran parte degli interventi del pubblico arriva dall\u2019Italia. Marco ci conferma che nell\u2019attuale congiuntura critica italiana \u00e8 possibile identificare un incremento di contatti che hanno come motivo il trasferimento, quindi in qualche modo segnali indicativi di vera e propria emigrazione: \u201cAdesso con il tema della crisi c\u2019\u00e8 molta gente che cerca su google \u2018vivere in Argentina\u2019, \u2018trasferirsi in Argentina\u2019, \u2018lavoro\u2019, \u2018stipendi\u2019, questo tipo di informazioni. Diciamo che  l\u2019idea del trasferimento c\u2019\u00e8 sempre stata aldil\u00e0 della crisi, ma negli ultimi mesi, gli ultimi due o tre mesi, non \u00e8 che dico che arrivano centinai di persone, per\u00f2 ogni tanto arriva la mail del tipo che ti dice: non so che fare, sono senza lavoro!. Poi, tra l\u2019altro, molta gente che non ha le idee chiare di cosa vuole fare, \u00e8 pi\u00f9 il desiderio di scappare, probabilmente pi\u00f9 per il fatto psicologico di non vedere una prospettiva\u201d.<\/p>\n<p>Sia che parliamo di un fenomeno di mobilit\u00e0 o di vera e propria emigrazione, certo \u00e8 che diversi aspetti della vita quotidiana dei neo-arrivati sono tipici degli immigrati. La regolarizzazione del soggiorno, ad esempio. \u201cUn delirio!- ricorda Vanessa -. Ho potuto aver finalmente il mio soggiorno con la nascita del bambino e il matrimonio. Prima con le ong non ho avuto problemi, ma dopo sono stata costretta a lasciare il paese ogni tre mesi per aver il rinnovo di Migrazioni, per tre anni sono andata avanti cos\u00ec perch\u00e9 non riuscivo a trovare un contratto di lavoro per pi\u00f9 di un anno. Ho provato a regolarizzare con lo studio: avevo iniziato una scuola di musica del Municipio di Moron, ho seguito due corsi, ma Migrazioni non mi l\u2019ha riconosciuto per il soggiorno perch\u00e9 era una scuola non formale, alla fine le uniche scuole che ti riconoscono sono le universit\u00e0 o i master. Alla fine ci siamo sposati affinch\u00e9 io possa avere l\u2019assistenza sanitaria, perch\u00e9 nella mutua di mio compagno non ti accettano se sei coppia di fatto. Nel giro di cinque giorni ho avuto il permesso, non lo credevo, dopo tre anni di andare avanti e indietro con Migrazioni e aver tutti i documenti nel giro di pochi giorni!! Li ho avuti quindi come coniuge di residente, li avrei avuti anche come madre di bambino argentino, ma solo dopo la nascita del bambino\u201d.<\/p>\n<p>La normativa migratoria argentina \u00e8 considerata una delle pi\u00f9 progressiste del mondo, ma stabilisce (come \u00e8 giusto e contrariamente ad altri momenti dove \u00e8 prevalso un orientamento razzista e discriminatorio) privilegi per i vicini del Mercosur e paesi sudamericani. Chi non \u00e8 in questa condizione, pu\u00f2 ottenere la residenza permanente per matrimonio o filiazione (coniuge di cittadino o residente permanente; genitore di bambino nato nel territorio; figlio di genitore argentino o figlio minore d\u2019et\u00e0 di residente permanente) o dopo tre anni continuativi di permessi di soggiorno di carattere temporaneo. Per avere un soggiorno o residenza temporanea (max. 3 anni), \u00e8 necessario aver un regolare contratto di lavoro dipendente (o pensionato, o vivere di rendite dimostrabili) o, altrimenti, richiedere un permesso per studio rinnovabile annualmente. La strada dello studio \u00e8 percorsa da molti, almeno in una prima fase di precariet\u00e0 lavorativa: \u201cL\u2019unico problema che ho avuto \u00e8 stato con l\u2019UBA (Universit\u00e0 di Buenos Aires). Io ho preso la residenza con l\u2019iscrizione al dottorato ma in un momento l\u2019UBA aveva interrotto la regolarizzazione perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stato un problema con i cinesi che si iscrivevano in massa alla UBA e la Direzione di Migrazioni ha bloccato tutto\u201d, ricorda Francesco.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il lavoro, alcuni sono riusciti ad arrivare con un\u2019occupazione contrattata dall\u2019Italia, ad esempio nell\u2019ambito della cooperazione internazionale che per alcuni anni ha avuto un focus di attenzione sull\u2019Argentina. Altri hanno percorso, senza tirarsi indietro, la strada dei lavori precari o molto al disotto delle proprie qualifiche, com\u2019\u00e8 successo a Marco \u2013 agronomo di professione- all\u2019inizio del suo soggiorno argentino: \u201cIl grande vantaggio di essere straniero \u00e8 poter fare tutto e non aver nessuna pressione, problema. Non avrei mai fatto in Italia il factotum in nero 60 ore a settimana a un grossista di verdure. Vieni qua e lo fai. Non devi render conto a nessuno. E\u2019 molto liberatorio, quella \u00e8 la parte della vacanza. Non hai quella pressione sociale.\u201d<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile fare confronti, ma per chi ha quest\u2019approccio alla vita e al mercato di lavoro le condizioni sembrano essere oggi pi\u00f9 agevoli in Argentina che in Italia, come afferma Lorenzo: \u201cQuando mi sono messo a cercare lavoro mi sono reso conto che se io avevo il DNI (documento argentino di residenza) trovavo il lavoro subito. Quello che sia: operaio, manutenzione, ma se uno ha bisogno di lavorare si accontenta di tutto. In Italia il lavoro non c\u2019\u00e8, sentendo adesso gli amici non c\u2019\u00e8. Se vai a Palermo e guardi le vetrine dei ristoranti, una su cinque ha un annuncio: si cerca aiuto-cucina, lavapiatti, ecc\u201d. Nella ristorazione del capoluogo \u00e8 normalissimo trovare adesso cameriere o camerieri stranieri, latinoamericani o europei, spesso arrivati per motivi di studio. Lorenzo ha lavorato appena approdato in un call-center, sottopagato come dappertutto nel settore per rispondere alle richieste del pubblico italiano. Nel ristorante dove lavora adesso ha fatto carriera in pochissimo tempo: \u00e8 il supervisore e uomo di fiducia del proprietario, anche se lo stipendio \u00e8 molto basso e la maggior parte dei guadagni proviene dalle mance, seguendo un modello di contrattazione molto americano.<\/p>\n<p>Per esercitare invece la propria professione le cose non sono tanto semplici, visto che le equipollenze tra i titoli di studio non sono facilitate come negli accordi tra paesi comunitari. La questione \u00e8 stata affrontata nel blog \u201cL\u2019Argentina\u201d e seguita da molti potenziali migranti italiani: \u201cAdesso c\u2019\u00e8 pi\u00f9 interesse a venire per il fatto economico. Io non voglio incoraggiare nessuno ne spaventare nessuno, ma una volta che li metti di fronte ai fatti \u2026 la gente non ha idea. Ad esempio i titoli di studio: c\u2019\u00e8 stata una discussione interminabile, perch\u00e9 la gente non capisce che non pu\u00f2 venir a fare qua qualsiasi professione. Non che il titolo di studio non vale: vale a livello privato, in un\u2019impresa, ma non \u00e8 che vieni e fai il veterinario, ragioniere, geometra, meno ancora l\u2019avvocato. Conta il curriculum, conta la formazione, ma non conta il titolo per s\u00e9. Le libere professioni scordatele: ogni collegio difende i suoi. E\u2019 lo stesso che in Italia, \u00e8 giusto che sia cos\u00ec\u201d, sottolinea Marco Biagetti.<\/p>\n<p>L\u2019abitazione spesso diventa anche un problema perch\u00e9 per affittare un appartamento si richiede un garante, cio\u00e8 un amico proprietario, o persona di fiducia, disponibile a mettere la sua casa come garanzia in caso di inadempimento del contratto. I prezzi sono costosissimi e soggetti ad inflazione come tutto il resto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 scegliere quindi l\u2019Argentina? Se c\u2019\u00e8 qualcosa che accomuna pi\u00f9 di altre i nostri intervistati \u00e8 l\u2019interesse e in molti casi affinit\u00e0, identificazione, con i processi sociali e politici contemporanei dell\u2019Argentina e dell\u2019America Latina.<\/p>\n<p>Il caso di Lorenzo \u00e8 paradigmatico. Per lui, come per altri degli intervistati, c\u2019erano antecedenti di viaggi in Spagna o all\u2019America Latina e, come con certa frequenza abbiamo ritrovato, esperienze di impegno sociale o politico.  \u201cIo ero stato in Spagna diverse volte, poi ho fatto il Messico e Cuba anche, ma allora erano viaggi. In Messico avevo per\u00f2 lavorato con un progetto di \u201cYa Basta\u201d, sono stato a San Cristobal \u2013 Chiapas dove c\u2019era il festival con Marcos. Per me era come se negli anni \u201960 stavo con il Che!. Partecipavo a un progetto che costruivamo le latrine.\u201d. L\u2019Argentina, continua \u201cnon so, mi chiamava, avevo una sensazione che era per me: \u00e8 la terra delle Madres di Plaza de Mayo, la terra del Che, delle rivoluzioni. Lo stesso Venezuela, Cuba, Cile\u2026il fascino viene da questo in Latinoamerica. Dire \u2018io vivo in Sudamerica\u2019, questo gi\u00e0 rende romanzesca la vita. Forse si sceglie l\u2019Argentina perch\u00e9 \u00e8 il paese sudamericano dove puoi avere pi\u00f9 possibilit\u00e0 anche\u2026, ma comunque mi attira la drammaticit\u00e0, mi affascina perch\u00e9 c\u2019\u00e8 stata una storia drammatica. L\u2019immaginario di Latinomerica \u00e8 legato a sinistra, rivoluzioni: sicuramente fa parte della scelta. E\u2019 come l\u2019argentino che va a vivere in Europa, per raccontare che vive in Europa. Io anche: prima leggevo un libro, adesso sto dentro quel libro.\u201d<\/p>\n<p>Lorenzo ha simpatie e abilit\u00e0 letterarie (infatti, scrive anche per il blog); in ogni modo, anche Francesco Vigliarolo, con una personalit\u00e0 molto diversa, ha dato una svolta alla sua vita a partire da motivazioni vicine dal punto di vista semantico. La sua sensibilit\u00e0 verso l\u2019Argentina nasce con la crisi del 2001, interessato com\u2019era verso l\u2019economia sociale. Nel 2003 ha occasione di visitare l\u2019Argentina per un seminario internazionale sulle imprese recuperate, un fenomeno che nasceva in quegli anni. Il breve soggiorno a Buenos Aires ha significato una svolta per lui: \u201cMi \u00e8 appassionato molto la dimensione sociale, la dinamica, la messa in moto di idee. Direi la dimensione umana, il vivere ancora in relazioni con persone, sentire le relazioni umane molto forti, cosa che in Italia io non sentivo pi\u00f9\u2026 non mi sentivo in crescita, come persona, professionalmente e come uomo\u201d. Francesco \u00e8 rimasto perch\u00e9 \u201cl\u2019Argentina mi ha permesso di concretizzare una ricerca di studi e di formazione come uomo. Dal 2001 l\u2019Argentina rappresenta per me un importante modello post-crisi, per quello \u00e8 che attira questo paese\u201d, afferma entusiasta.<\/p>\n<p>Anche in storie dove l\u2019aspetto politico non appare come primo motivo della scelta, emerge come uno dei temi concorrenti, come succede con Goia che \u00e8 arrivata per l\u2019attrazione del tango ma anche perch\u00e9 ha una specializzazione in Diritti Umani: \u201cPerch\u00e9 l\u2019Argentina? L\u2019Argentina un po\u2019 per il tango, perch\u00e9 quello sono gi\u00e0 cinque anni che lo ballo, quindi.. L\u2019Argentina perch\u00e9 lo spagnolo gi\u00e0 lo avevo studiato in Erasmus e per la mia specializzazione in diritti umani: era l\u2019ambito che pi\u00f9 mi interessa, rispetto all\u2019Africa.\u201d<\/p>\n<p>Luciano, che ha fatto esperienze di lavoro e di studio in Inghilterra e in Spagna, considera che i connazionali che vengono a vivere in Argentina assumono un atteggiamento diverso da quelli che vanno in altri paesi: \u201cQui sicuramente chi viene \u00e8 molto pi\u00f9 coinvolto con quello che succede nel paese, all\u2019interno delle varie vicende, a livello politico\u2026 in Inghilterra per niente, sono totalmente estranei alla vita inglese. In Argentina li vedo molto pi\u00f9 coinvolti con tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019Argentina. Nel bene o nel male, possono essere favorevoli o critici, per\u00f2 molto pi\u00f9 coinvolti, quello sicuramente. Lo stesso in Spagna: ho vissuto qualche mese a Barcellona, c\u2019era una moda di andare a Barcellona dall\u2019Italia, ma non credo che fossero in tanti coinvolti come gli italiani che vengono in Argentina. Io ho notato differenze\u201d.<\/p>\n<p>Questo coinvolgimento con gli avvenimenti politici e sociali del paese nasce anche da una societ\u00e0 che viene percepita in ebollizione e fonte di dinamismo, agli antipodi della societ\u00e0 italiana ed europea, socialmente immobile, stagnante e politicamente prigioniera dell\u2019ideologia del pensiero unico neoliberale. Francesco lo esprime in forma quasi definitiva: \u201cIo direi due cose. Prima: che Buenos Aires \u00e8 attrattiva come meta sociale, \u00e8 interessante, la gente si sente in casa, si sente comoda. Comoda nel senso che \u00e8 accettata per quello che \u00e8 e pu\u00f2 esprimere quello che ha dentro, senza stare in una competizione enorme come in Europa che tutto si misura a livello economico, finanziario, dei risultati. Questa \u00e8 una dimensione essenziale. La seconda \u00e8 che nell\u2019Europa oggi non \u00e8 solo un problema di crisi economica, \u00e8 una crisi sociale: le relazioni umane, la gente non si incontra pi\u00f9, alla fine la gente soffre e invece qui trova dimensione umana, \u00e8 uno dei principali motivi perch\u00e9 la gente si trasferisce. E altro, si potrebbe aggiungere anche, che qui \u00e8 ancora molto in costruzione e quindi \u00e8 pi\u00f9 stimolante, ci sono tante cose da fare, da costruire. La idea di un laboratorio permanente, dove non c\u2019\u00e8 l\u2019imposizione di quello che devi fare, si pu\u00f2 costruire ascoltando le voci di tutti, si pu\u00f2 avere ancora una buona costruzione collettiva\u201d.<\/p>\n<p>Un leit motiv strettamente legato \u00e8 il confronto tra i giovani argentini e gli italiani, che ricompare pi\u00f9 volte tra gli intervistati. \u201cL\u2019Argentina \u00e8 simile all\u2019Italia,  ma allo stesso tempo molto diversa, quindi \u00e8 molto interessante il confronto \u2013 afferma Gioia -. La giovent\u00f9, ad esempio, \u00e8 molto pi\u00f9\u2026  per quanto possa dire stupidaggini o esser infervorata da chiss\u00e0 cosa, \u00e8 molto pi\u00f9 attiva. Attiva in tutti i sensi, culturale, politico, ci ha comunque da dire su qualsiasi cosa. In Italia effettivamente si nota la vecchiaia nei giovani, che \u00e8 una cosa molto brutta\u201d. \u201dDa sempre i giovani si sono abituati a vivere con i soldi dei genitori; non potranno mai andare a vivere fuori, alcuni neanche si pongono il problema anche se non hanno lavoro &#8211; riflette questa volta Luciano &#8211; Vedo un po\u2019 di pigrizia del lato giovanile, forse anche i media hanno contribuito; poca curiosit\u00e0 verso gli altri paesi, non ci sono molti stimoli per cambiare le cose. ..Qui sicuramente c\u2019e molto pi\u00f9 fervore culturale. Se non altro, i giovani si sanno adattare molto di pi\u00f9 degli italiani, che anche se stanno male pensano a rimanere nel loro posto, o tramite il padre, la famiglia trovare un qualche lavoro. C\u2019e questo sistema che io penso sta crollando ed \u00e8 destinato a fallire, vedo abbastanza nero il futuro dell\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>Quelli che hanno superato con soddisfazione la prima fase di esplorazione e scoperte, rinnovano i patti con il paese e progettano la permanenza.\u201dIo voglio contribuire alla crescita di questo paese, per le cose che mi ha dato, vorrei fare molte cose gratis, per tutta la gente che ho conosciuto e mi ha aperto la porta delle loro case, mi ha aiutato. E\u2019 la verit\u00e0, per il momento non ho voglia di tornare, sento che il mio momento \u00e8 qua. Poi si vedr\u00e0\u201d,  afferma Vanessa.<\/p>\n<p>Un patto o contratto, quello di vivere in un altro paese, che \u00e8 sempre vincolato al rinnovamento e retro-alimentazione degli stimoli che legano al posto scelto. \u201cIo non vado in un luogo in quanto luogo, ma in quanto strumento di crescita personale per quello che sto facendo, spiega Francesco. In questo momento sto lavorando sulle risposte di un nuovo ordine sociale, per poter dare nuove soluzioni alla crisi economica e finanziaria, partendo dall\u2019idea che sono crisi di ordine sociale prima che d\u2019ordine finanziaria. Buenos Aires in questo momento \u00e8 il luogo che mi permette di essere quello che sono e per quanto mi riguarda \u00e8 il posto in cui voglio vivere, assolutamente.\u201d<\/p>\n<p>Un impegno, inoltre, dove si sa di assumere anche dei grossi rischi, accompagnando le alterne vicende di un paese instabile come l\u2019Argentina. Riflette Lorenzo: \u201cQua fare progetti \u00e8 difficile. Io dall\u2019anno scorso a questo anno ho migliorato, ha migliorato il mio stipendio, comunque \u00e8 molto basso. Ho messo delle piccole radici. Nonostante questo, qua domani pu\u00f2 scoppiare tutto, qui domani si sveglia uno e\u2026. Non sarebbe strano neanche che se va avanti questa cosa del blocco dei dollari ecc fra due mesi abbiamo l\u2019embargo come a Cuba. Io sono d\u2019accordo con questo governo, mi piace e ne pago le conseguenze anche io. Io guadagno in contante: adesso vado in Italia e ho pagato 6000 pesos, nel lavoro non entrano i prodotti per l\u2019importazione\u2026 Nonostante questo sono d\u2019accordo, ma mi rendo conto che domani pu\u00f2 finire tutto. So che non sarebbe tanto strano che domani le banche chiudono e non mi danno i soldi perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 liquidit\u00e0. Io guardo il menu dell\u2019anno scorso e noi abbiamo raddoppiato i prezzi. Ho fiducia, sono contento, ma sono cosciente che la festa potrebbe finire. E\u2019 un paese in crisi permanente e c\u2019\u00e8 sempre la sensazione di crisi. Potrebbe chiudere tutto domani, per\u00f2 non mi importa,non \u00e8 un fattore che mi ferma. E\u2019 instabile, ma non \u00e8 noioso\u201d.<\/p>\n<p>Prese di posizioni politiche esplicite, come la precedente, sono frequenti tra gli italiani che in questa precisa congiuntura storica scelgono di vivere in Argentina. Questo non significa che non si mettano in evidenza questioni che causano perplessit\u00e0 o disturbano , legate ad esempio alla particolare cultura politica del paese e alla forma di concepire i processi popolari di trasformazione sociale.  \u201cPersonalmente a volte noto un nazionalismo esasperato. Io non sono nazionalista, ma internazionalista, quindi a volte mi da fastidio. Noto ad esempio che se non sei peronista \u00e8 come se sei escluso da un certo tipo di politica in quanto non peronista. C\u2019\u00e8 questa impronta nazionalistica molto forte, a volte troppo esasperata\u201d, segnala Luciano. Un altro elemento negativo che viene spesso visualizzato \u00e8 quello della poca attenzione per un tema fortemente sentito dal progressismo europeo come quello ambientale, che si manifesta tanto nell\u2019impulso ufficiale a progetti ad alto impatto ecologico (industria mineraria a cielo aperto, estensione degli ogm, ecc) come nella noncuranza per la contaminazione delle citt\u00e0 (smog, raccolta residui indifferenziata, ecc): \u201cUn\u2019altra difficolt\u00e0 \u00e8 l\u2019inquinamento, forse quello \u00e8 un appunto che faccio. Dal punto di vista ecologico vedo che c\u2019\u00e8 un p\u00f2 di leggerezza. L\u2019inquinamento \u00e8 molto forte, si sente. Si dovrebbe fare di pi\u00f9 dal punto di vista ambientale, noto che l\u2019aria \u00e8 pesante, l\u2019inquinamento si sente camminando per la citt\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Assumendo l\u2019approccio di un italiano in Argentina, Marco Biagetti (con lo pseudonimo di Fritz) scrive per il blog il \u201cBigname argento\u201d, un acuto, fresco e divertente sunto settimanale sui fatti politici, economici e sociali dell\u2019Argentina. \u201cL\u2019idea \u00e8 mantenere lo sguardo dell\u2019italiano, lo sguardo dello straniero: uno sguardo ingenuo, se vogliamo, cercando di evitare i pregiudizi e allo stesso tempo senza coinvolgerti nella rissa quotidiana argentina, che personalmente mi sembra deleteria. Questa cosa qua, che quando dice una cosa devi mettere in chiaro che non sei K o, al contrario, che non leggi il Clarin, \u00e8 una cosa odiosa. C\u2019\u00e8 un ambiente\u2026 \u2013 sono convinto che \u00e8 sovra-rappresentato, perch\u00e8 saranno venti da una parte e dall\u2019altra \u2013 ma \u00e8 un ambiente fascistoide\u2026[3]\u201d<\/p>\n<p>Tutti quelli con cui abbiamo parlato si sentono abbastanza ben integrati nella societ\u00e0 argentina. Ci siamo chiesti anche se la presenza di una comunit\u00e0 italiana tanto numerosa e inserita nella vita sociale argentina possa aver influito nella scelta di trasferimento verso questo paese. Sicuramente la vicinanza culturale pu\u00f2 facilitare l\u2019adattamento, ma nessuno ha messo in rilievo questo aspetto.<\/p>\n<p>L\u2019unico degli intervistati secondo cui essa ha pesato \u00e8 Luciano, che ha la madre argentina anche se residente in Italia. Insegnando inoltre l\u2019italiano in un istituto di lingue collegato all\u2019Universit\u00e0, \u00e8 consapevole dell\u2019interesse sempre vivo in Argentina per la cultura e per tutto quello che arriva dall\u2019Italia. Esiste, registriamo, una ripresa dell\u2019interesse per studiare l\u2019italiano: \u201cabbiamo una trentina di corsi, ognuno con 20-35 persone. Adesso mi dicono che \u00e8 ritornata una moda dell\u2019italiano, hanno dovuto aprire pi\u00f9 corsi.\u201d. Si evidenzia, sempre secondo Luciano, un rinnovato interesse dei giovani tra i 20-30 anni, quindi almeno di terza generazione, per riprendere le origini e, aldil\u00e0 dei discendenti, si registra una insospettata diffusione di autori, pensatori e della produzione culturale italiana in generale tra i giovani studenti argentini: \u201cCi sono fenomeni curiosi. Gramsci qui \u00e8 molto letto, lo studiano i giovani, in Italia ormai non lo legge nessuno. E\u2019 difficile trovare oggi in Italia un giovane appassionato di Gramsci, invece qui ne trovi molti. Anche alcuni filosofi che qui sono molto conosciuti: Vattimo, addirittura Virno \u00e8 conosciuto qui. Molti autori sono ripresi anche dai giovani, si vede un interesse forte per la cultura italiana, includendo alcuni che secondo me non sono grandi autori tipo Moccia (Federico), ho visto molti studenti che lo leggono, mi ha stupito. Si vede che stanno attenti, anche nel cinema, conoscono film del neorealismo per passione personale, giovani argentini che conoscono la produzione cinematografica italiana forse degli anni \u201960, film che non vedono pi\u00f9 i giovani in Italia. E\u2019 molto interessante\u201d.<\/p>\n<p>Per Lorenzo, invece, questa \u2018ingombrante\u2019 presenza italiana nella societ\u00e0 era, in prima battuta, \u201cun fattore contrario\u201d alla decisione di stabilirsi qui, perch\u00e9 \u201cse c\u2019era un motivo per cui potevo pensare no, l\u2019Argentina no, \u00e8 perch\u00e9 ci sono molti italiani. Volevo una cosa al di fuori di questo, non per niente, mi sento italiano, certo, ma non \u00e8 che \u00e8 una cosa\u2026\u201d.  Anche se riconosce che questo gli ha facilitato molto le cose: \u201cMi \u00e8 servito, certo, perch\u00e9 se io vado per strada, alzo la mano e dico io sono italiano, uno mi prende a schiaffi per\u00f2 quattro mi dicono benvenuto, se io invece dico \u2018io sono boliviano\u2019 quattro mi prendono a schiaffi. Sono molto rispettato anche per questo, perch\u00e9 il luogo comune dice che l\u2019italiano \u00e8 lavoratore, che \u00e8 venuto qua senza niente. Il rispetto che ho, che ho trovato, non \u00e8 solo guadagnato, lo ho anche trovato grazie a quello, \u00e8 sicuramente anche grazie alle generazioni passate. Una cosa comunque che a me non mi tocca, non me ne importa: non mi allontano ma non faccio niente per avvicinarmi (all\u2019italianit\u00e0)\u201d.<\/p>\n<p>I giovani che arrivano sono in qualche modo portatori di un\u2019immagine abbastanza negativa dell\u2019emigrante italiano tradizionale, soprattutto sudamericano, molto consolidata oggi in Italia: L\u2019ultimo contributo per rafforzare questa rappresentazione \u00e8 stato fornito dai fatti scandalosi del voto all\u2019estero e di certi personaggi che attraverso questo canale sono arrivati alle Camere italiane. Ce lo conferma Marco: \u201cNon so per i pi\u00f9 giovani come \u00e8, ma per quelli dell\u2019et\u00e0 mia l\u2019italiano all\u2019estero era quasi un personaggio da barzelletta. Per noi diciottenne, ventenni, classe media bassa romana \u201cprogre\u201d, l\u2019italiano all\u2019estero era uno che aveva la statuetta di Mussolini sul comodino. Era un tipo nostalgico, spaghetti e mandolino, tutte le cose che noi si odiava! Il tipo che va a Broccolino a New York e importa la ricotta siciliana, tutte cose che per noi un po\u2019 snob erano negative\u2026\u2026 Se vado all\u2019estero cerco di non farmi riconoscere dagli italiani. Questa era l\u2019idea di quella sottocultura da cui provengo io, non so se ancora \u00e8 cos\u00ec. Invece poi quando vieni qua, gli italiani, meglio i discendenti d\u2019italiani, sono tutti curiosi, ti fanno feste, ti trattano benissimo, ascoltano i racconti. E\u2019 una curiosit\u00e0 che si ferma l\u00e0 perch\u00e9 poi quando vai al dunque sono pi\u00f9 argentini degli argentini, comunque il benvenuto \u00e8 sempre molto cordiale, alla gente piaci.\u201d<\/p>\n<p>Nessuno di loro si \u00e8 avvicinato al mondo dell\u2019associazionismo dell\u2019emigrazione italiana, o frequenta gli incontri e feste della comunit\u00e0, ad eccezione di quelli che hanno dovuto farlo per lavoro, com\u2019\u00e8 capitato a Vanessa: \u201cNon ho niente contro queste persone anziane, ascoltare le loro storie, mi fanno una tenerezza infinita. Ma sempre con questa nostalgia dell\u2019Italia, associata pi\u00f9 che altro al tema pensionistico. E\u2019interessante pensare come si pu\u00f2 fare a mantenere questa cosa dell\u2019italianit\u00e0 all\u2019estero, senza cadere nel folklore. Come preservare la tua identit\u00e0 in un altro posto? Le associazioni?:  s\u00ec, si pu\u00f2 andare una volta all\u2019associazione napoletana, mi fa piacere sentire parlare in napoletano, come loro mi ricevono, sentire le canzonette, ma a un certo punto ti stancano\u2026 Non mi sento parte, non mi identifico con queste associazioni\u201d.<\/p>\n<p>Vanessa \u00e8 pure l\u2019unica intervistata che ha accettato in parte di identificarsi nella condizione di emigrata: \u201cSu questa cosa ci ho riflettuta abbastanza. Io vengo da una famiglia dove mia mamma era una italiana che \u00e8 nata in Grecia, \u00e8 andata in Italia durante la guerra ed \u00e8 vissuta in un campo profughi, mio padre \u00e8 emigrato a Napoli quando aveva cinque anni. Il mio stesso compagno non \u00e8 argentino, \u00e8 un uruguaiano che se n\u2019\u00e8 andato e vive qui. Non so, io ci penso spesso all\u2019emigrazione dal momento che sono venuta  qua, anche se per motivi differenti. Chi ha lasciato per la guerra, i miei genitori per situazioni di lavoro\u2026 Io da un lato mi sento emigrante, ma la verit\u00e0 che ho scelto io di andarmene, questa volta, innanzitutto: non \u00e8 come per i miei nonni o mia madre che sono stati obbligati a lasciare la terra. Questa cosa per noi \u00e8 come un karma. Questa volta \u00e8 una scelta, un mio progetto che scelgo io, non sono stata espulsa dall\u2019Italia\u201d.<\/p>\n<p>Per tutti quelli con cui abbiamo parlato, l\u2019elemento della nazionalit\u00e0 non \u00e8 un fattore significativo nella vita sociale e affettiva:\u201cTempo fa avevo pi\u00f9 frequenza con gli italiani, anche se con italiani non ho avuto mai una frequenza proprio assidua, solo con alcuni perch\u00e9 magari ci conoscevamo da prima che io arrivassi qui. Frequento poco italiani, questo \u00e8 vero. Non sono le persone che vedo di pi\u00f9 in questa fase, anche se ne conosco parecchi. Frequento le persone come sono, aldil\u00e0 della nazionalit\u00e0\u201d.(Francesco)<\/p>\n<p>Non \u00e8 stato possibile individuare spazi o forme d\u2019aggregazione particolari, piuttosto al contrario, alcuni sembrano voler evitare il rapporto con altri italiani, un p\u00f2 per vivere pi\u00f9 a fondo l\u2019esperienza all\u2019estero o forse per evitare il ghetto: \u201cSto di pi\u00f9 con argentini \u2026 e emigrati di altri paesi:  Venezuela, Per\u00f9, Messico. Non cerco assolutamente l\u2019italiano. Non perch\u00e8 mi dia fastidio, non m\u2019importa, anche se la mia migliore amica \u00e8 italiana. Altrimenti stavo in Italia, no? Ci sono tanti stranieri che invece si chiudono, sembrano cinesi\u2026 Io vivo con una ragazza venezuelana e lei ad esempio sta sempre con i venezuelani\u201d, dice Lorenzo.<\/p>\n<p>Quando domandiamo loro riguardo alla politica italiana e all\u2019esercizio del voto dall\u2019estero, la sensazione \u00e8 di una certa presa di distanza e profonda sfiducia. \u201cVedo una crisi politica profonda. L\u2019Italia dal punto di vista politico la vedo completamente frammentata, vecchia, non rappresentativa delle esigenze delle nuove generazioni \u2026 Per un lato sento che le nuove generazioni dovrebbero rimanere e lottare in Italia, per\u00f2, \u00e8 abbastanza nera la situazione complessivamente. Adesso si \u00e8 visto questa cosa nuova a Buenos Aires: che ci sono i grillini, che hanno contestato il viaggio di Casini e che alcuni italo-argentini hanno aderito al Movimento cinque stelle di Grillo\u2026 La seguo per\u00f2 non \u00e8 tra le mie priorit\u00e0, anche perch\u00e9 sono in una fase di disgusto rispetto alla politica italiana. Berlusconi o non Berlusconi? una vergogna\u201d, scatta Vanessa, che come anche altri, si sente maggiormente partecipe della politica argentina: \u201cLa politica argentina la seguo, la tengo pi\u00f9 in considerazione la politica argentina. Personalmente ho una militanza politica in un\u2019altra maniera: vado con il gruppo di teatro nei quartieri disagiati portando un lavoro teatrale sulla violenza contro le donne. E\u2019 una forma di militanza politica che non \u00e8 quella classica del partito\u201d.<\/p>\n<p>E\u2019 vero che il Movimento Cinque Stelle desta una certa curiosit\u00e0, soprattutto tra i pi\u00f9 giovani, comunque rimane lo sguardo critico e non ci si fa prendere di facili entusiasmi: \u201cGli italiani sono rassegnati, non hanno pi\u00f9 la grinta \u2013 dice Gioia \u2013 Aspettiamo tutti che arrivi il politico di turno a sistemare tutto, che sia buono \u2026 quando mai!. Dopo trovi i figli vari sparsi nei vari ministeri o nelle varie facolt\u00e0, piuttosto che nei vari ospedali. Per\u00f2 c\u2019\u00e8 una tale rassegnazione! Adesso blop ! politicamente c\u2019\u00e8 po\u2019 di fermento \u2026 questo Movimento Cinque Stelle!. Ma anche l\u00ec, vai a sapere, \u00e8 sempre dare un affidamento a una figura, comunque sia tu stai delegando..\u201d.<\/p>\n<p>Per Gioia la vicenda della vittoria popolare nel referendum contro la privatizzazione dell\u2019acqua, in seguito vanificato e reintrodotto per altre vie \u00e8 stata l\u2019ultima beffa che dimostra il totale discredito della politica e dei politici.<\/p>\n<p>Un segnale che conferma questa disaffezione verso la politica italiana \u00e8 che, almeno le persone intervistate, non s\u2019iscrivono all\u2019AIRE o anagrafe degli italiani all\u2019estero \u2013 condizione essenziale per esercitare il diritto di voto all\u2019estero \u2013 fino che non ne hanno assoluta necessit\u00e0, ad esempio per rinnovare un documento o iscrivere i figli nati in Argentina. In qualche caso il motivo \u00e8 conservare la residenza in Italia, per ragioni di tipo fiscale (ad es. le tasse sulla prima casa).<\/p>\n<p>In questo scenario, non deve stupire che alcuni dichiaratamente di sinistra, o comunque progressisti, si manifestino apertamente contro il voto all\u2019estero.\u201cSe mi danno la possibilit\u00e0 di votare voto. Sono comunque pi\u00f9 a favore del voto degli immigrati che del voto degli italiani all\u2019estero\u201d, afferma Lorenzo. \u201cPunto pi\u00f9 a poter votare qua che a votare in Italia, mi piacerebbe. Io alla mattina mi sveglio mi collego a Internet e mi guardo prima tutti i quotidiani argentini, Pagina 12, Clarin, La Nacion\u2026solo poi La Repubblica. Seguo, tante cose, non le capisco del tutto, pero le seguo.\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuesti che invece girano intorno al blog s\u00ec, votano\u201d \u2013 pensa Marco Biagetti, che \u00e8 l\u2019unico del gruppo di intervistati con esperienza di voto dall\u2019Argentina e sulle dinamiche politiche degli italiani all\u2019estero. \u201cNon so se votano da qua, per\u00f2 in linea di massima s\u00ec, perch\u00e9 sono non dico politicamente impegnati ma sicuramente coscienti. Io personalmente sono contrario al voto all\u2019estero. Non mi \u00e8 sembrata una buona idea e nel modo in cui \u00e8 stata fatta meno ancora. Era meglio annegarli ognuno nel suo collegio, cos\u00ec non pesavano tanto e noi non ci ritrovavamo Caselli o altri personaggi simili, come Pallaro. Se voti finisci a votare la tipa del Patronato della Cgil perch\u00e9 forse non va a fare i suoi interessi. Ci sono dei personaggi allucinanti. Dopo capitano cose come un ragazzo vicino a me che \u00e8 venuto a bussarmi alla porta perch\u00e9 non capiva il referendum sulla \u201cservit\u00f9 di elettrodotto\u201d, non so se ti ricordi?. Ma che \u00e8 la servit\u00f9 di elettrodotto?, chiedeva il poverino.\u201d<\/p>\n<p>I nuovi italo-argentini che abbiamo conosciuto, possiamo dire in conclusione, non sono diversi dai settori pi\u00f9 critici dei giovani italiani di oggi, perch\u00e9 ne fanno parte e condividono gli stessi orizzonti culturali. Diffidano dei politici di mestiere e non si sentono interpellati dai Partiti Politici istituzionali. Credono tuttavia nell\u2019individuo consapevole e nel potere trasformatore dei movimenti sociali creati da cittadini\u2026 o della mobilitazione popolare che cambia il volto della politica, che sono pi\u00f9 o meno le stesse cose che sono venuti anche a cercare qui, in Argentina.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p>[1] La Argentina, d\u2019altra parte, continua ad essere un destino migratorio importante per lavoratori dei paesi vicini e anche di altri continenti. Nel periodo 2004-2011 sono stati concessi in totale 1.198.280 permessi (510.352 permanenti, 601.387 temporanei e 86.541 altri). Le prime nazionalit\u00e0 di migranti sono: paraguaiani (179.895 permanenti e 235.916 temporanei), boliviani (156.319 e 162.454); peruviani (80.919 e 99.888) e cinesi (15.221 e 11.960). Ci sono inoltre flussi rilevanti di colombiani e cileni per motivi di studio e si registra anche, da alcuni anni, la novit\u00e0 della presenza africana nel commercio ambulante cittadino.<\/p>\n<p>[2] \u201cPor la crisis europea vienen m\u00e1s espa\u00f1oles a vivir al pa\u00eds\u201d, Clar\u00edn, 28\/11\/2010; \u201cEl pa\u00eds se afirma como destino de espa\u00f1oles que huyen de la crisis\u201d, Clar\u00edn, 29\/03\/2012; \u201cVienen de Espa\u00f1a para huir de la crisis\u201d, La Naci\u00f3n, 3\/07\/2011.<\/p>\n<p>[3] \u201cK\u201d si intende kirchnerista, ufficialista; Clarin \u00e8 il giornale propriet\u00e0 del gruppo multimedia in conflitto con il Governo e quindi fortemente oppositore.<\/p>\n<p>\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014\u2014-<\/p>\n<p>[b]ARTICOLI CORRELATI:[\/b]<\/p>\n<p>[b]Quasi il 7% di italiani vivono all\u2019estero: I dati del rapporto 2012 della Migrantes[\/b]<br \/>\n[url]http:\/\/cambiailmondo.org\/2012\/06\/01\/quasi-il-7-di-italiani-vivono-allestero-i-dati-del-rapporto-2012-della-migrantes\/[\/url]<\/p>\n<p>[b]2012, FUGA DALL\u2019ITALIA. La Nuova Emigrazione in ripartenza[\/b]<br \/>\n[url]http:\/\/cambiailmondo.org\/2012\/05\/15\/2012-fuga-dallitalia-la-nuova-emigrazione-in-ripartenza-urgente-avviare-un-confronto-per-cogliere-la-sfida-del-nuovo-esodo-europeo\/[\/url]<\/p>\n<p>[b]La Povert\u00e0 spinge gli europei verso l\u2019America Latina[\/b]<br \/>\n[url]http:\/\/cambiailmondo.org\/2012\/05\/18\/la-fame-spinge-gli-europei-verso-lamerica-latina\/[\/url]<\/p>\n<p>__________________________________________________________<\/p>\n<p>[b]Altri Riferimenti:[\/b]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.emigrazione-notizie.org\/news.asp?id=9581[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.guardian.co.uk\/world\/2011\/dec\/21\/fleeing-greeks-australian-gold-rush[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.presseurop.eu\/it\/content\/article\/1320521-l-esodo-dei-greci-australia[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.emigrazione-notizie.org\/news.asp?id=9488[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.emigrazione-notizie.org\/news.asp?id=9649[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.ilsole24ore.com\/art\/economia\/2010-12-20\/numeri-costi-nuova-emigrazione-173135.shtml#continue[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.litaliano.it\/index.php?option=com_content&#038;view=article&#038;id=3184:nuova-emigrazione-una-terra-promessa-e-forse-un-mondo-diverso&#038;catid=73:nuove-emigrazioni&#038;Itemid=451[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/milano.corriere.it\/milano\/notizie\/cronaca\/12_marzo_16\/pensionati-addio-italia-vivere-meglio-estero-2003703096865.shtml[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.dirittiglobali.it\/index.php?view=article&#038;catid=33:internazionale&#038;id=32603:giovani-e-immigrati-in-fuga-da-atene-il-sogno-di-un-futuro-e-oltre-frontiera-&#038;format=pdf&#038;ml=2&#038;mlt=yoo_explorer&#038;tmpl=component<br \/>\n[\/url]<\/p>\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"sltC34coMT\"><p><a href=\"https:\/\/cambiailmondo.org\/2012\/06\/20\/i-nuovi-italiani-dargentina\/\">EMIGRAZIONE: I nuovi italiani&nbsp;d\u2019Argentina<\/a><\/p><\/blockquote>\n<p><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;EMIGRAZIONE: I nuovi italiani&nbsp;d\u2019Argentina&#8221; &#8212; cambiailmondo\" src=\"https:\/\/cambiailmondo.org\/2012\/06\/20\/i-nuovi-italiani-dargentina\/embed\/#?secret=o94wwyvPtO#?secret=sltC34coMT\" data-secret=\"sltC34coMT\" width=\"500\" height=\"282\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20120620 23:13:00 redazione-IT [b][i]REPORTAGE di Adriana Bernardotti (da Buenos Aires)[\/i] Sono ancora cifre modeste, ma il nuovo flusso di italiani verso l\u2019Argentina marca ormai una <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10577\" title=\"9875 EMIGRAZIONE: I nuovi italiani d\u2019Argentina\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-10577","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2012"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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