{"id":10013,"date":"2017-04-15T19:02:52","date_gmt":"2017-04-15T17:02:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.filef.net\/2017\/04\/15\/9295-la-tunisia-e-alle-prese-con-la-prima-campagna-elettorale-da-paese-libero\/"},"modified":"2019-06-20T14:19:37","modified_gmt":"2019-06-20T14:19:37","slug":"9295-la-tunisia-e-alle-prese-con-la-prima-campagna-elettorale-da-paese-libero","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10013","title":{"rendered":"9295 La Tunisia \u00e8 alle prese con la prima campagna elettorale da Paese libero"},"content":{"rendered":"<p>\t\t\t\t20110929 00:31:00 redazione-IT<\/p>\n<p>[b]Sono in arrivo le prime elezioni libere in un paese arabo dopo l\u2019ondata democratico-rivoluzionaria che, a partire dall\u2019inverno scorso, ha decapitato i regimi nordafricani. Succede in Tunisia, dove si vota il 23 ottobre.<br \/>\n[u]LE DONNE DEL POLO DEMOCRATICO MODERNISTA: SARA BENGUIZA CANDIDATA NELLA CIRCOSCRIZIONE ESTERO ITALIANA[\/u][\/b] <\/p>\n<p>Il paese \u00e8 in pieno fermento pre-elettorale, anche se le strade non sono tappezzate di manifesti elettorali perch\u00e9 dal 12 settembre sono vietati in nome della \u201cpar condicio\u201d. La visita del premier turco Erdogan a Tunisi ha dato ulteriore solennit\u00e0 all\u2019appuntamento elettorale, ed \u00e8 suonata a mo\u2019 di spot in favore degli islamisti locali di Ennadha (La verit\u00e0), che si richiamano esplicitamente all\u2019esperienza di Giustizia e sviluppo, il partito del leader turco. \u201cDimostrerete come si conciliano Islam e democrazia\u201d, ha detto Erdogan ai tunisini.<\/p>\n<p>Per capire come le varie formazioni politiche si daranno battaglia, \u00e8 importante capire come funzionano i meccanismi dell\u2019Assemblea costituente. Dopo un lungo dibattito, la commissione istituita dal governo provvisorio all\u2019inizio di primavera ha optato per un proporzionale \u201calla spagnola\u201d che di fatto favorir\u00e0 i partiti o le liste di coalizione pi\u00f9 forti. I seggi infatti verranno attribuiti \u2013 in numero variante da 4 a 10 a seconda dei residenti \u2013 in ciascuna delle 27 circoscrizioni nazionali. <\/p>\n<p>Per le 6 circoscrizioni estere \u2013 riservate ai tunisini residenti fuori dalla madrepatria \u2013 gli eletti possono essere ancora meno. E\u2019 il caso dell\u2019Italia, i tunisini residenti in Italia eleggeranno il 23 ottobre 3 deputati per l\u2019Assemblea costituente. Per entrare in Parlamento, in pratica , bisogna almeno tendere ad avvicinarsi al 10 per cento dei voti in una circoscrizione popolosa che elegge 10 deputati.<\/p>\n<p>Ma la grande e novit\u00e0 di queste elezioni \u00e8 che per legge la met\u00e0 dei candidati dovr\u00e0 essere di sesso femminile. Questo non significa un Parlamento con met\u00e0 donne perch\u00e9 nella maggioranza dei casi infatti le liste eleggeranno solo il capolista di circoscrizione che spesso \u00e8 maschio (con la donna al secondo posto). [b]Fa eccezione la mini-coalizione elettorale del Polo democratico modernista che ha scelto met\u00e0 capilista donne.[\/b]<\/p>\n<p>[b]Per i tunisini residenti in Italia, la capolista \u00e8 SARA BENGUIZA, giovane giurista di 28 anni.<br \/>\n[\/b]<\/p>\n<p>[i]Liste Italie<br \/>\nLes candidats d\u2019Al Qotb[\/i]<\/p>\n<p>[b][i]1- Sara Benguiza, Juriste[\/b][\/i]<br \/>\n2- Habib Mestiri, Cin\u00e9aste<br \/>\n3- Zeineb Belkhiria, \u00c9tudiante en M\u00e9decine<\/p>\n<p>Si vota nei consolati di : GENOVA, MILANO, NAPOLI, PALERMO e ROMA<\/p>\n<p>[img]http:\/\/www.emigrazione-notizie.org\/public\/upload\/sara.jpg[\/img]<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[b]GUARDA IL VIDEO:[\/b]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=ZRsUUuehd84&#038;feature=player_embedded[\/url]<\/p>\n<p>oppure<\/p>\n<p>[url]<_iframe width=&quot;640&quot; height=&quot;360&quot; src=&quot;http:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZRsUUuehd84&quot; frameborder=&quot;0&quot; allowfullscreen><\/_iframe><br \/>\n[\/url]<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[b]IL SITO DEL POLO DEMOCRATICO MODERNISTA[\/b]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.pole.tn\/document-qui-sommes-nous,3.html[\/url]<\/p>\n<p>[url]http:\/\/www.pole.tn\/home.php[\/url]<\/p>\n<p>[url]www.facebook.com\/pages\/P%C3%B4le-D%C3%A9mocratique-Moderniste-Section-Italie\/284165218262540[\/url]<\/p>\n<p>[url]www.facebook.com\/pole.tun[\/url]<\/p>\n<p>[img]http:\/\/www.emigrazione-notizie.org\/public\/upload\/polo-democratico-modernista.jpg[\/img]<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>Altri servizi sulle elezioni in Tunisia:<\/p>\n<p>[b]La Tunisia ha paura di votare<br \/>\nMeno del 20 per cento di tunisini iscritti alle liste elettorali[\/b]<\/p>\n<p>di Giuliana Sgrena<\/p>\n<p>Un adesivo rosso con lo slogan \u00abio mi sono iscritto\u00bb incollato su una maglietta, su una borsa, su un libro, sperando che i tunisini si incuriosiscano e chiedano informazioni. A volte succede. Nora si \u00e8 girata tutto il suq ed \u00e8 tornata soddisfatta: \u00abMolti mi hanno promesso di andarsi a iscrivere&#8230;\u00bb. L&#8217;iscrizione alle liste elettorali \u00e8 diventato il vero incubo dei democratici, e non solo, di tutti coloro che vogliono che questo difficile processo democratico vada avanti. La scadenza \u00e8 vicina, anche se il termine del 2 agosto \u00e8 stato spostato al 14. Lo ha annunciato il presidente dell&#8217;Istanza superiore indipendente per le elezioni della costituente, Kamel Jendoubi. Su un totale di circa 7,9 milioni di tunisini con diritto al voto, fino a due giorni fa ne risultavano iscritti 1,8 cio\u00e8 poco pi\u00f9 del 20 per cento (la maggior parte tra i 30 e i 41 anni). \u00abE questo &#8211; ha aggiunto Jendoubi &#8211; sar\u00e0 l&#8217;ultimo rinvio\u00bb. Cosa succeder\u00e0 se la maggioranza dei tunisini non si iscriver\u00e0? <\/p>\n<p>Forse saranno utilizzate le vecchie liste elettorali, per ora bisogna concentrarsi sulla campagna per le iscrizioni: recuperato il materiale stampato dall&#8217;apposita istanza, che ha riempito le vie della capitale &#8211; cos\u00ec come i giornali &#8211; di pubblicit\u00e0 per le iscrizioni, bisogna fare il porta a porta, organizzare gazebo nei luoghi pi\u00f9 frequentati, vincere l&#8217;indifferenza, la confusione, la sfiducia degli elettori di fronte al proliferare di partiti &#8211; sono gi\u00e0 un centinaio. Non \u00e8 facile. Il Fronte delle donne per l&#8217;uguaglianza ha optato per la spiaggia di Tunisi, la Marsa, anche se non \u00e8 una giornata delle migliori: il vento solleva folate di sabbia e polvere.<br \/>\n[i]Per fortuna ci sono i gazebo, uno organizzato dalle donne e l&#8217;altro dal [b]Polo democratico modernista (Pdm)[\/b], i presenti sono tutti militanti di Ettajdid, il movimento nato dall&#8217;ex partito comunista e di fatto l&#8217;anima del Pdm.[\/i]<\/p>\n<p>Nonostante la musica a tutto volume, il video con le immagini della manifestazione del 21 luglio \u00abper la democrazia contro la violenza\u00bb non interessano a molti tunisini. Le pi\u00f9 curiose sono le donne, sorprendentemente quasi tutte velate, forse le meno informate. Si siedono e ascoltano tutte le spiegazioni sull&#8217;utilit\u00e0 del voto, il significato della costituzione e la democrazia. Forse una conferma di un \u00absondaggio\u00bb raccontatoci da giornalista tunisino, che aveva parlato con donne velate al sud come al nord: solo il 20 per cento di loro si era detta convinta di votare Ennahda, il partito islamista pi\u00f9 quotato. <\/p>\n<p>Nei giorni scorsi, durante la manifestazione del polo democratico, avevo parlato con alcune giovani velate che assistevano perplesse al passaggio del corteo. \u00abNon vi convince lo slogan contro la violenza?\u00bb, avevo chiesto. \u00abAnche noi siamo contro la violenza, non sono gli islamisti i violenti ma coloro che li accusano\u00bb. Chi? \u00abTutti quelli che li accusano\u00bb. Se il riferimento \u00e8 alla polizia, non si pu\u00f2 negare che spesso il comportamento non \u00e8 migliorato. Ci sono ancora soprusi, come durante la recente manifestazione di Kasbah 3, anche se non paragonabili ai tempi di Ben Ali. <\/p>\n<p>Torture e violazioni dei diritti dell&#8217;uomo nel dopo-dittatura sono ben documentati in un rapporto pubblicato il 21 luglio, \u00abLa Tunisia post-Ben Ali di fronte ai demoni del passato\u00bb, realizzato dal Consiglio nazionale per le libert\u00e0 in Tunisia, la Lega tunisina e quella internazionale dei diritti dell&#8217;uomo. Ma non si pu\u00f2 neanche sostenere che tutte le violenze sono attribuibili alle forze dell&#8217;ordine, anzi. Attacchi alle caserme per rubare le armi, irruzioni nelle case per bloccare matrimoni, distruzione di luoghi di divertimento, minacce contro le donne sono una realt\u00e0. Pur non sostenendoli, i leader islamisti ne giustificano gli autori. Sulle elezioni gli islamisti mantengono un atteggiamento ambiguo: prima le volevano subito e si erano opposti allo spostamento al 23 ottobre, ora non si allarmano per le scarse iscrizioni. Si sono resi conto di non essere cos\u00ec forti? Pia illusione: le forze democratiche saranno anche pi\u00f9 forti ma si presentano divise, a parte il Polo democratico modernista che l&#8217;altro giorno ha portato in piazza qualche migliaio di persone, mobilitazione insufficiente per avere una forte presenza nella costituente. E la sinistra trotzkista, che ha appena terminato il suo primo congresso &#8211; rinunciando per ora a cambiare il nome come aveva proposto il suo leader Hamma Hammami, perch\u00e9 la definizione comunista fa ancora paura in Tunisia &#8211; flirta con gli islamisti. Mentre i partiti della sinistra si scontrano con la mancanza di risorse, Ennahda non fa economie: grazie ai finanziamenti che riceve, soprattutto dai paesi del Golfo, continua la sua politica di aiuti alla popolazione. <\/p>\n<p>Innanzitutto alle donne che accettano di restare a casa lasciando il lavoro, offerto ai maschi. E poi organizzando matrimoni collettivi, come domenica scorsa a La Manouba. Ennahda si \u00e8 fatta carico di tutto per sette coppie: dalle spese per il parrucchiere al vestito della sposa, l&#8217;affitto della sala per la festa, i regali, le macchine addobbate per il trasporto alla moschea e la stanza d&#8217;albergo dove passare la prima notte. Dopo la sosta alla moschea, gli sposi sono stati portati in carrozza a fare il giro della citt\u00e0 e poi allo stadio Saida Sassi, accolti da fuochi d&#8217;artificio, musiche, religiose e non. <\/p>\n<p>A fare gli onori di casa, naturalmente, i rappresentanti del partito, esperti in marketing politico. Con il Ramadan, ora saranno le moschee a fare la differenza e cos\u00ec sono gi\u00e0 arrivati gli imam formati dai wahabiti in Arabia Saudita. Gli appelli del ministro degli affari religiosi Laroussi Mizouri a rispettare la legge, lasciando fuori dalle moschee la politica, hanno scarso successo. Il mese del digiuno \u00e8 anche quello in cui si legge di pi\u00f9 e soprattutto si guarda di pi\u00f9 la televisione, l&#8217;ideale per sponsorizzare i partiti. La legge sulla stampa in Tunisia non \u00e8 stata ancora varata ma in questi giorni dovrebbe esserne promulgata una per le elezioni, ed \u00e8 stata annunciata la costituzione di un osservatorio sui media nel periodo elettorale. <\/p>\n<p>A realizzarlo, una coalizione di ong, tra le quali due di donne (che sono il 50 per cento nelle liste elettorali). Un compito arduo in una situazione come quella tunisina dove la formazione professionale \u00e8 carente, la censura e l&#8217;autocensura sono introiettati dopo decenni di dittatura e, soprattutto, la presenza di ex responsabili della stampa di Ben Ali in punti chiave ostacola la libert\u00e0 di informare. \u00c8 una sfida importante, decisiva per arrivare a una consultazione il pi\u00f9 libera possibile, sempre che i tunisini ne approfittino. L&#8217;indifferenza, la confusione e la sfiducia rischiano di far fallire sul nascere un&#8217;esperienza che aveva suscitato tante speranze in tutto il Mediterraneo.<\/p>\n<p>(da Il Manifesto)<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>[b]Il 23 ottobre i tunisini si recheranno per la prima volta a votare dopo la caduta di Ben Al\u00ec. 105 i partiti iscritti alla competizione elettorale, 1700 i candidati.[\/b]<\/p>\n<p>di Cosimo Caridi<\/p>\n<p>La Tunisia si deve dotare di una nuova costituzione e vuole riformare il sistema presidenziale, creando un assetto simile a quello italiano: due camere parlamentari, un Presidente del Consiglio dei Ministri, con un forte potere esecutivo, e una figura super-partes, come il nostro Presidente della Repubblica. Secondo l\u2019opinione pubblica questa \u00e8 la soluzione politica con la quale pi\u00f9 difficilmente si potrebbe riproporre una nuova dittatura.<\/p>\n<p>Il turismo quest\u2019estate \u00e8 calato molto, la disoccupazione sfiora il 12 % e la crescita del Pil \u00e8 ferma a un misero +0,4%, ancora per troppi la strada dell\u2019emigrazione, anche clandestina, \u00e8 l\u2019unica  possibilit\u00e0. Il paese ha bisogno di una scossa per ripartire, alcuni analisti vedono nella Tunisia la perfetta base d\u2019appoggio per la ricostruzione della Libia, in particolare per la \u2013relativa- stabilit\u00e0 che \u00e8 riuscita a ristabilire dopo la Rivoluzione dei Gelsomini. Ci sono stati nell\u2019arco degli ultimi sei mesi due momenti in cui la tensione \u00e8 cresciuta, a marzo e ad agosto, ma in entrambi i casi Beji Caied Elsebbsi, il presidente ad interim, gi\u00e0 ministro di Bourghiba, ha saputo con astuzia e lungimiranza politica placare gli animi. Dopo la fuga di Ben Al\u00ec vennero indette, dal governo ad interim e con forti pressioni dalle piazze ancora piene, elezioni costituenti per luglio che, a fine primavera, vennero spostate a fine ottobre, per dare pi\u00f9 tempo ai partiti di organizzarsi. Resta per\u00f2 molto complicato capire cosa pensano i tunisini, infatti i sondaggi politici erano vietati sotto il regime di Ben Al\u00ec, solo recentemente si sono iniziati a realizzare e non sono ancora ritenuti attendibili. Un\u2019altra problematicit\u00e0 nasce dal fatto che tra i 105 partiti e i quasi 1700 candidati, pochi hanno la possibilit\u00e0 economica di organizzare una campagna elettorale capace di arrivare a tutti i tunisini. Gli elettori, in buona parte, non sono in grado di riconoscere nomi e sigle dei partiti.<\/p>\n<p>Uno dei punti pi\u00f9 importanti che si trova ad affrontare il paese le la questione religiosa. Ben Al\u00ec fu un dittatore laico che arriv\u00f2 perfino a vietare l\u2019utilizzo del velo in molti luoghi pubblici. Questo pregresso assicura un forte ritorno dei partiti religiosi, che schiacciati da anni di repressione sono pronti a riprendersi la rappresentanza che gli spetta nelle istituzioni. I partiti laici non utilizzano nemmeno quest\u2019espressione e preferiscono riferimenti pi\u00f9 indiretti come ad esempio \u201cmodernista\u201d, perch\u00e9 come spiega Tarek Chaabouni, dirigente del PDM, Polo Democratico Modernista: \u201cLaico \u00e8 diventato,a causa degli islamisti, un sinonimo di ateo e questo crea confusione negli elettori\u201d.<\/p>\n<p>La paura dei governi occidentali e che la Tunisia possa esprimere alle urne una preferenza schiacciante nei confronti dei partiti islamisti e che il caso tunisino trovi una cassa di risonanza anche negli altri paesi del Maghreb. L\u2019Egitto sta seguendo la stessa strada segnata da Tunisi, anche se con risultati diversi. La giunta militare che guida il governo del Cairo ha indetto le elezioni per novembre, ma le piazze della capitale sono ancora piene di giovani manifestanti e gli scontri di qualche giorno fa davanti all\u2019ambasciata israeliana, ne sono l\u2019esempio. A tessere le trame internazionali ci pensa il premier turco Erdogan, che in questi giorni sta visitando i tre paesi dove la Primavera Araba ha portato alla caduta dei regimi: Tunisia, Libia ed Egitto. Ankara vuole giocare un ruolo importante nella nascita di queste nuove democrazie e si pone come esempio di governo per i paesi musulmani.<\/p>\n<p>FONTE: http:\/\/www.volontariperlosviluppo.it\/<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"La Tunisia verso le prime elezioni libere\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/ZRsUUuehd84?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>&nbsp;\t\t<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>20110929 00:31:00 redazione-IT [b]Sono in arrivo le prime elezioni libere in un paese arabo dopo l\u2019ondata democratico-rivoluzionaria che, a partire dall\u2019inverno scorso, ha decapitato i <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/emigrazione-notizie.org\/?p=10013\" title=\"9295 La Tunisia \u00e8 alle prese con la prima campagna elettorale da Paese libero\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104],"tags":[],"class_list":["post-10013","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-eminews-2011"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.5 - 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