
Con il DL 36/2025, poi convertito nella Legge 74/2025, il Governo ha introdotto nuove restrizioni all’accesso alla cittadinanza. Una misura presentata come intervento sui discendenti di italiani all’estero, ma che sta producendo effetti pesanti anche sulle persone immigrate in Italia e sui loro figli e figlie minorenni.
Prima della riforma, i minori conviventi acquisivano la cittadinanza insieme al genitore naturalizzato.
Oggi non è più sempre così.
Per molti bambini e bambine nati all’estero e arrivati in Italia con la famiglia, nuovi requisiti possono impedire l’acquisizione della cittadinanza anche quando il genitore diventa cittadino italiano.
Le conseguenze sono concrete: procedure più complesse, Comuni in difficoltà, fratelli e sorelle che rischiano di avere cittadinanze diverse pur vivendo nella stessa casa.
I primi dati raccolti dai Comuni mostrano già l’impatto della riforma.
A Torino, tra il 24 maggio 2025 e il 18 maggio 2026, 102 minori conviventi non hanno acquisito la cittadinanza. Su 236 pratiche esaminate, 185 hanno avuto esito negativo; 169 avrebbero avuto esito positivo con la normativa precedente. A Bologna sono 95 i minori nati all’estero conviventi esclusi dalla cittadinanza, mentre 68 dovranno aspettare 2 anni e sperare di mantenere i requisiti; su 272 pratiche analizzate, gli esiti negativi sono 204; 163 avrebbero avuto esito positivo con la normativa precedente.
Una recente sentenza del Tribunale di Trento ha però riconosciuto la cittadinanza a quattro minori arrivati in Italia con i propri genitori, proponendo una lettura costituzionalmente orientata della norma e mettendo in discussione la circolare del Ministero dell’Interno.
È una decisione importante: può incoraggiare nuovi ricorsi e rafforzare la richiesta di modificare questa legge.
La cittadinanza non può diventare un ostacolo in più per bambini e bambine che vivono, studiano e crescono in Italia.
Serve cambiare questa norma.
Serve riaprire il percorso per una riforma complessiva della Legge 91/1992.
Se hai ricevuto un diniego o pensi che questa riforma riguardi la tua famiglia, informati e valuta la possibilità di chiedere assistenza legale scrivendo a: cittadinanza@asgi.it
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Visto che abbiamo le stesse lotte dovremmo organizzare una collaborazione tra emigrati all’estero e immigrati. Coordiniamoci.