
Il trauma del trilionario
di Frank Barbaro
La clamorosa notizia del primo trilionario della storia è stata accolta ignorando il fatto che è arrivata nel pieno di quella che è probabilmente la crisi del costo della vita più difficile di sempre.
Per evitare equivoci, va detto che si tratta di una crisi che non colpisce i ricchi, i quali continuano invece a prosperare.
L’altra faccia della medaglia di questo straordinario accumulo di ricchezza è il corrispondente impoverimento sociale.
Anche se Elon Musk, il primo trilionario, fosse l’individuo più produttivo, laborioso e meritevole mai esistito, ciò non spiegherebbe né giustificherebbe il possesso di una simile ricchezza.
Non è morale, né giusto, né realisticamente possibile che il lavoro di una persona – fisico, intellettuale o artistico – possa o debba valere una tale fortuna.
Se gli ultra-ricchi del mondo ricevono ricompense di questa portata, facendo anche la parte del leone nelle risorse naturali, è perché il sistema economico li favorisce.
Sebbene la capacità produttiva collettiva dell’umanità e le risorse naturali dovrebbero andare a beneficio di tutti, il sistema è deliberatamente strutturato per avvantaggiare i più ricchi, causando un ulteriore aggravamento del disagio sociale e del degrado ambientale.
Gli individui straordinariamente ricchi del mondo sono riusciti a diventare i principali beneficiari dell’accumulo collettivo di scienza, conoscenza e competenze umane, nonché delle risorse della natura, che dovrebbero appartenere a tutti, nell’interesse della giustizia sociale e della sostenibilità economica e ambientale.
Il traguardo del trilionario è parte integrante di un sistema economico endemico, insostenibile e dannoso, che produce povertà e un debito pubblico in costante crescita, ormai una caratteristica permanente della spesa pubblica.
Secondo il Fondo Monetario Internazionale, il debito pubblico globale ammonta a circa 99.000 miliardi di dollari, pari a circa il 93-95% del Prodotto Interno Lordo mondiale.
Ciò solleva una domanda che non viene quasi mai posta: chi è il creditore di quel debito?
Ciò che è chiaro è che il capitale mondiale non può rimanere concentrato nelle mani di pochi che non hanno alcuna responsabilità nei confronti dell’interesse pubblico e il cui utilizzo della ricchezza genera inevitabilmente distorsioni sociali ed economiche dannose.
Trillionaire trauma
by Frank Barbaro
The climactic news of the first trillionaire ignored that it came in the middle of arguably the world’s most intractable cost of living crisis.
To avoid misunderstanding it must be said it’s a crisis not faced by the rich who continue to prosper.
The other side of the coin of this extraordinary financial accumulation is the social impoverishment it represents.
Even if trillionaire Elon Musk was the most productive, hardworking and meritorious individual that ever lived, it would not explain or justify owning that wealth.
It is not moral, fair or realistically possible that anybody’s work – physical, intellectual or artistic, could or should warrant that worth.
That the world’s ultra wealthy can be so rewarded, also by taking the lion’s share of natural resources, is because the economic system primarily serves that purpose.
Collective human productive capacity and natural resources should benefit all.
Instead, the system is purposefully set up to favour the wealthy at the expense of further social and environmental trauma.
The world’s extraordinarily rich individuals were not responsible for the accumulative human body of science, knowledge and knowhow that they have exploited.
That resource like those provided by nature rightly belongs to all in the pursuit of social fairness and economic and environmental sustainability.
The trillionaire milestone is part of an endemic and unsustainable damaging economic system that produces poverty and debt, leaving governments unable and unwilling to challenge it.
Government debt is a permanent feature of public expenditure and according to the IMF 2024 figures debt as a percentage of GDP shows that Australia’s debt is 49.83%, Italy’s debt is 135.33% and the United States’ is 120.79%.
The world’s wealth cannot be locked up in hands that have no public reason or responsibility and whose application ensure social and damaging distortions.
Scarica o Leggi Nuovo Paese – luglio 2026
NP-luglio 2026
Lascia un commento