12 settembre 2020 – NEWS DAI PARLAMENTARI ELETTI ALL’ESTERO ED ALTRE COMUNICAZIONI.

01 – Schirò (Pd): La mia interpellanza urgente sulle conseguenze della pandemia per gli italiani all’estero e la risposta del governo.
02 – Numeri globali Nel mondo i casi registrati sono ormai 26,4 milioni con oltre 871 mila vittime (Johns Hopkins University).
03 – La Marca (Pd) – Referendum: votare tutti e votare “NO” per i diritti e la dignità degli italiani all’estero,
04 – Riforme, il buio oltre il referendum. Sì o No. Difficoltà su tutti i fronti individuati da Zingaretti come garanzia per dare il via libera al taglio dei parlamentari
05 – Schirò (Pd): Calunnie e bassezze de “il fatto quotidiano” contro i parlamentari esteri che si sono schierati per il no. La mia risposta.
06 – La Marca ( Pd): rafforzare l’attività dei consolati onorari: approvato il mio ordine del giorno.
07 – Schirò (Pd) : approvato il mio ordine del giorno per accelerare la destinazione del personale scolastico all’estero
08 – Alfiero Grandi. Pd e LeU per giustificare il capovolgimento di posizione dal No al Sì creano ulteriore confusione. Basta maltrattare la Costituzione, il 20/21 settembre facciamo vincere il No
09 – Notizie

01 – SCHIRÒ: LA MIA INTERPELLANZA URGENTE SULLE CONSEGUENZE DELLA PANDEMIA PER GLI ITALIANI ALL’ESTERO E LA RISPOSTA DEL GOVERNO
Quali conseguenze la pandemia ha provocato sul sistema dei servizi per gli italiani all’estero e sulla promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo e come fronteggiare nel modo più efficace e veloce la situazione che si è venuta a determinare? In particolare, quale impegno il Ministero degli esteri sta dispiegando per fare in modo che, pur con tutte le obiettive difficoltà, gli elettori italiani iscritti all’AIRE possano comunque esprimere consapevolmente il loro voto?
Per rispondere a questi e altri interrogativi ho presentato un’interpellanza urgente in aula al Governo, che ho illustrato venerdì 4 settembre e alla quale ha dato un’articolata risposta il Sottosegretario Manlio Di Stefano.
La stretta determinata dalla pandemia, che ha provocato anche la chiusura al pubblico di una ventina di sedi per contagio di nostri operatori, ai quali rinnovo la più sincera solidarietà e gratitudine, ha reso ancora più complessa l’erogazione dei servizi e le sue tempistiche, già abbastanza problematiche.

Per questo, ad integrazione dei servizi in presenza, che restano indispensabili, ho chiesto di sapere se non si riteneva di riorientare ed accelerare il notevole sforzo di digitalizzazione dei servizi che il MAECI sta facendo per tenere conto della nuova realtà e trovare soluzioni concrete a problemi inediti.

In più, l’intero sistema della promozione culturale e linguistica all’estero, oltre all’incognita della scadenza del Fondo quadriennale per il sostegno alla promozione, da me più volte evocata, sta risentendo della riduzione delle attività di alcuni enti a causa delle misure anticontagio e dei tempi lunghi del trasferimento dei contributi. Senza contare il vulnus che si è venuto a creare dividendo il contingente di funzionari che deve operare per la formazione delle graduatorie del personale scolastico all’estero e per gestire le destinazioni. Una situazione per la quale ho presentato un progetto di legge che invito ad esaminare al più presto, con la collaborazione del Governo.
L’urgenza delle urgenze, tuttavia, è costituita dal regolare svolgimento delle operazioni di voto che nel rallentamento operativo dei nostri consolati e, soprattutto, nel freno dei servizi pubblici locali possono trovare una minaccia seria rendendo vano un fondamentale diritto di cittadinanza. Questa volta tanto più importante, in quanto legato alla difesa della rappresentatività degli italiani all’estero. E’ essenziale che le nostre strutture garantiscano l’agibilità del ritorno delle buste con le schede entro i termini stabiliti.
Il Governo ha risposto con un’ampia e certamente utile rassegna dei problemi da me sollevati e delle possibili soluzioni. Indicazioni sulle quali dovremo certamente tornare per approfondimenti e ulteriori sollecitazioni.
Pur dando atto dello sforzo che si sta facendo, insisto, tuttavia, sull’esigenza di non indulgere a dare risposte ordinarie a situazioni straordinarie e addirittura eccezionali, quali quelle determinate dalla pandemia, e intanto di affrontare, uno per uno, i problemi aperti e più acuti, nella speranza di poter tornare al più presto a un confronto più generale e sereno.
Angela Schirò – Deputata PD – Rip. Europa – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA – Tel. 06 6760 3193 – Email: schiro_a@camera.it

02 – NUMERI GLOBALI NEL MONDO I CASI REGISTRATI SONO ORMAI 26,4 MILIONI CON OLTRE 871 MILA VITTIME (JOHNS HOPKINS UNIVERSITY). L’India viaggia verso i 4 milioni di contagi e si appresta a superare il Brasile come seconda nazione più colpita al mondo (Nyt). Una nuova ricerca stima in 410 mila le vittime negli Usa entro la fine dell’anno. Al momento i decessi sul suolo americano sono stati 187 mila (Washington Post).
Balzo europeo In Francia sono stati sfiorati i 9 mila casi in una giornata (Le Monde), record assoluto per il paese dove sono state anche già chiuse 22 scuole a pochi giorni dalla riapertura (France 24). In Spagna sono stati registrati 4.503 casi nelle ultime 24 ore, la cifra più alta dalla fine di aprile (Bloomberg).
BOLLETTINO ITALIANO
Nel nostro paese ci sono stati 1.733 nuovi contagi a fronte di 113 mila tamponi effettuati. In 24 ore sono morte altre 11 persone, mentre i ricoverati con sintomi sono aumentati di 102 unità (RaiNews 24). Dal monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità emerge che l’età media dei contagi è 32 anni, mentre l’Rt ha raggiunto il valore di 1,18 (Corriere). Intanto nella scuola Marymount international di Roma c’è stato il primo caso di studente risultato positivo (Sky TG24). Il Cardarelli di Napoli ha invece dovuto chiudere il pronto soccorso a causa dei troppi contagi (Il Mattino).

03 – LA MARCA (PD) – REFERENDUM: VOTARE TUTTI E VOTARE “NO” PER I DIRITTI E LA DIGNITÀ DEGLI ITALIANI ALL’ESTERO, 9 SETTEMBRE 2020
I plichi elettorali sono arrivati ai destinatari e dunque è il momento di votare, per fare in modo che le schede votate arrivino nei consolati di riferimento entro le ore 16 di martedì 15 settembre.
Non sono mancati i consueti problemi riguardanti gli elenchi degli elettori, l’informazione e le consegne dei plichi, con l’aggiunta delle nuove difficoltà provocate dal rallentamento dei servizi pubblici a causa della pandemia. Ora, però, è l’ora di votare ed è bene che chiunque sia convinto di dovere esercitare questo suo importante diritto di cittadino lo faccia al più presto.
È molto importante che la partecipazione degli italiani all’estero al voto referendario non sia ristretta. È in ballo il sistema di rappresentanza, un asse portante della nostra democrazia rappresentativa, e, in più, il diritto dei cittadini italiani all’estero ad essere trattati come gli altri.
La riduzione dei parlamentari penalizza le forze e i territori minori e dunque impoverisce la democrazia. Essa non riforma l’attività parlamentare rendendola più agile e veloce e comporta un risparmio irrisorio sulla spesa pubblica.
Riduce da 18 a 12 i parlamentari eletti all’estero e aggrava lo squilibrio tra il numero degli elettori necessario per eleggere un parlamentare in Italia e quello necessario per eleggere un parlamentare all’estero, che diventa di quattro volte più alto rispetto all’altro.
I cittadini, in Italia o all’estero, sono tutti uguali. E dunque questo non è accettabile.
La ripartizione del Nord e Centro America, poi, perderebbe uno dei due deputati e rischierebbe di perdere anche il senatore. Resterebbe un solo rappresentante per un continente.
Per questo invito tutti a votare per far sentire la propria voce.
Invito a votare NO in nome dell’uguaglianza dei diritti e della dignità degli italiani all’estero.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D.
Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America
Electoral College of North and Central America

04 – RIFORME, IL BUIO OLTRE IL REFERENDUM. SÌ O NO. DIFFICOLTÀ SU TUTTI I FRONTI INDIVIDUATI DA ZINGARETTI COME GARANZIA PER DARE IL VIA LIBERA AL TAGLIO DEI PARLAMENTARI. ANCORA DA SCIOGLIERE I NODI NELLA MAGGIORANZA SULLA LEGGE ELETTORALE, MENTRE L’OPPOSIZIONE FA SCATTARE L’OSTRUZIONISMO. RIDIMENSIONATE LE NOVITÀ NELL’ELETTORATO PER IL SENATO, di Andrea Fabozzi
Sono tre i fronti aperti dal Pd per provare a riequilibrare il taglio dei parlamentari, e da tutti e tre arrivano segnali di cedimento. Segnali più netti proprio ieri, cioè il giorno dopo che Nicola Zingaretti ha fatto leva su questi «riequlibri» per schierare la direzione del Pd in favore del Sì al referendum costituzionale. E invece. La legge elettorale avrebbe dovuto essere incardinata come testo base in commissione, ma anche questo primo passaggio formale è slittato – probabilmente – a domani. La modifica della base elettorale per il senato, una riforma piccola ma di grande importanza per le liste minori sulla quale in teoria erano tutti d’accordo, è stata zavorrata da 850 emendamenti (la metà della Lega) e vede fortemente a rischio la possibilità di arrivare in aula, come previsto, entro la fine di settembre. Perfino l’equiparazione dell’elettorato attivo e passivo del senato a quello della camera è tornata in discussione e se passerà a palazzo Madama, oggi, sarà al prezzo di una rinuncia: l’età per diventare senatore non sarà più abbassata e resterà 40 anni contro i 25 richiesti per entrare alla camera dei deputati.
La legge elettorale proporzionale è la partita più importante. I nodi politici nella maggioranza sono tutti da sciogliere, per Leu la soglia di sbarramento prevista (5%) è troppo alta, per Italia viva è proprio il sistema proporzionale che non va (più) bene, a meno di non contestualizzarlo in un bicameralismo riformato (con la sfiducia costruttiva). Da ultimo i 5 Stelle hanno riaperto il tema delle preferenze, incontrando una sorda ostilità del Pd che teme sia un modo per allungare il brodo e considera di aver risolto la questione avendo scolpito nello statuto il ricorso alle primarie. Ieri però è stato l’ostruzionismo del centrodestra a far saltare i piani della maggioranza e il voto sul testo base – solo dopo comincerà la giostra degli emendamenti – è slittato a giovedì pomeriggio. L’opposizione proverà a bloccarlo ancora, ma di abitudine il giovedì sera è difficile mantenere compatte le delegazioni in commissione e Pd e 5 Stelle potrebbero passare di misura malgrado l’astensione di LEU E IV.
La stessa prima commissione della camera e sempre giovedì dovrebbe cominciare a scalare la montagna di emendamenti calata sul disegno di legge costituzionale Fornaro. È quello che cancella la «base regionale» prevista in costituzione per l’elezione del senato, una modifica indispensabile per consentire anche alle liste minori di poter ambire a conquistare seggi senatoriali. È una delle due modifiche, l’altra è quella sull’elettorato del senato, che se approvate esaspererebbero il bicameralismo paritario italiano. Curiosamente il Pd le ha volute come «riequilibri» al taglio dei parlamentari, ma adesso Zingaretti annuncia che accompagnerà il Sì al referendum con una mossa esattamente in direzione opposta. Propone cioè di differenziare il bicameralismo e ha lanciato per questo una «raccolta di firme». Ceccanti e Parrini, parlamentari esperti della materia, stanno già lavorando a un testo in linea con l’idea avanzata dall’ex presidente della camera Violante, ma non è chiaro ancora se la raccolta di firme sarà simbolica o se il Pd preferirà non intestarsi direttamente la proposta e scegliere la strada della legge costituzionale di iniziativa popolare. Anche su questo le distanze con i 5 Stelle sono enormi, basta ritornare al loro No alla riforma costituzionale Renzi-Boschi quando il bicameralismo differenziato fu affossato fa dagli elettori nel precedente referendum costituzionale.
Oggi pomeriggio, infine, l’aula del senato potrebbe approvare la riforma costituzionale che abbassa a 18 anni l’età per votare i senatori. Ma non abbasserà più a 25 l’età per essere eletti al senato, così come previsto dal testo approvato in commissione. Il motivo di questo ripensamento – che piace poco a IV che si asterrà sull’emendamento soppressivo – è quello di tenere dentro anche l’opposizione per raggiungere la soglia dei 2/3 dei favorevoli (necessaria in terza e quarta lettura, qui siamo alla seconda) che impedirebbe il referendum. Lo spiega il relatore e presidente della prima commissione al senato Dario Parrini (Pd) che aggiunge anche la necessità di accelerare i tempi della riforma. La camera infatti aveva approvato oltre un anno fa la sola modifica dell’elettorato attivo: questa riforma meno ambiziosa ma conforme alla prima lettura potrebbe completare il suo ciclo entro fine anno. Anche in questo caso, in definitiva, a farsi sentire è l’esigenza del Pd di incassare qualcosa a ridosso del sofferto Sì al taglio dei parlamentari. Probabilmente sottovalutando l’arma di propaganda che ha consegnato così alla destra. È partito infatti il il tiro contro una maggioranza che, in piena emergenza, crisi economica durissima e riapertura dell’anno scolastico nella tempesta, si occupa di legge elettorale

05 – SCHIRÒ: CALUNNIE E BASSEZZE DE “IL FATTO QUOTIDIANO” CONTRO I PARLAMENTARI ESTERI CHE SI SONO SCHIERATI PER IL NO. LA MIA RISPOSTA, 11 SETTEMBRE 2020
In un articolo pubblicato in prima pagina su “Il Fatto Quotidiano”, a firma Lorenzo Giarelli, si contesta il diritto mio e di altri colleghi eletti all’estero di esprimere una posizione contraria al taglio dei parlamentari con un’accusa pesante per un parlamentare, quella di assenteismo.
L’articolo è “arricchito” dalle immagini di alcune delle persone chiamate in causa, tra le quali la mia. Il periodo considerato è febbraio-luglio.
È troppo noto il metodo di questo giornale di fare lotta politica attaccando e tentando di delegittimare le persone perché ci si possa sorprendere. Si tratta solo di una conferma, un’ennesima performance la cui replica sarà valutata in altra sede.
Tuttavia, per coloro che possono non avere informazioni chiare su questi mesi di vita parlamentare, preciso quanto segue:

• nei mesi più acuti del lockdown, la riduzione dei voli internazionali e l’obbligo di quarantena, superato per i cittadini UE solo dal 3 giugno, hanno obiettivamente ostacolato la pendolarità degli eletti all’estero, riducendo l’attività in presenza, non quella a distanza, che in ogni caso, per quello che mi riguarda, risulta essere ad oggi al 73.93% (dati: Openparlamento).
• l’attività parlamentare nel suo complesso ha avuto una conversione nella partecipazione a distanza, soprattutto per i lavori nelle commissioni, ai quali ho partecipato ogni volta che se ne è data l’occasione.
• ho continuato a seguire costantemente i lavori parlamentari e i provvedimenti in discussione. Ho presentato atti parlamentari su questioni relative ai miei ambiti di attività e sono intervenuta, con diverse modalità, per sollecitare i responsabili di governo e dell’amministrazione su situazioni urgenti che, quotidianamente, nei mesi del lockdown mi sono state prospettate da italiani residenti in molti Paesi europei in condizioni di grave difficoltà. La documentazione è a disposizione di chi abbia interesse a conoscerla o consultabile anche sul mio sito;
• non ho mai smesso di lavorare anche se lontana da Roma. Come tanti colleghi ho promosso e preso parte a decine di incontri, conferenze, iniziative politiche del mio partito e dei suoi circoli esteri, di associazioni, di movimenti e partiti politici europei. Le registrazioni e i resoconti sono disponibili;
• nei mesi di giugno e luglio, precisamente dal 5 giugno al 14 luglio, sono andata incontro a seri problemi di salute, purtroppo ancora non risolti, attestati da regolari certificazioni di medici e strutture sanitarie tedesche, tutti presentati immediatamente agli uffici della Camera, come gli stessi uffici possono documentare;
• compatibilmente con il mio stato di salute, sono stata presente alle votazioni di luglio e di inizio settembre.
Sarebbe bastato chiedere a me o agli uffici della Camera queste informazioni prima di lanciare notizie lesive o calunniose, ma capisco che sarebbe stato chiedere troppo a “giornalisti” che perseguono altri intenti e si ispirano a etiche professionali molto particolari.
Ringrazio il Presidente del Gruppo PD Graziano Delrio, il responsabile PD Mondo Luciano Vecchi, la capogruppo PD in commissione Esteri Lia Quartapelle, il Presidente Fassino e i tanti colleghi ed amici che hanno manifestato a me e alla collega La Marca la loro solidarietà – Angela Schirò
Deputata PD – Rip. Europa – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA Tel. 06 6760 3193 – Email: schiro_a@camera.it – angela-schiro.com

06 – LA MARCA – RAFFORZARE L’ATTIVITÀ DEI CONSOLATI ONORARI: APPROVATO IL MIO ORDINE DEL GIORNO. 10 settembre 2020
In occasione della definitiva approvazione del decreto semplificazione, sono tornata con un ordine del giorno, che il governo ha accolto, sulla questione dei servizi consolari ai nostri connazionali, in sofferenza non solo per i noti limiti strutturali e di personale, ma anche per le difficoltà ulteriori determinate dalla pandemia.
Partendo dalla positiva esperienza fatta in questi ultimi anni della distribuzione a molti consoli onorari degli strumenti elettronici capaci di rilevare e trasmettere ai consolati i dati biometrici per i passaporti, ho chiesto al governo di adottare un nuovo programma di distribuzione e perfezionamento di tali sussidi elettronici.
Non ho bisogno di ricordare che la rete dei consolati onorari è quella più vicina alle esigenze dei connazionali e, di fatto, la meno onerosa per l’amministrazione.
Nel mio ordine del giorno ho chiesto, altresì, di considerare questa metodologia di rilevazione dei dati biometrici, già sperimentata, anche per lo sviluppo del programma di distribuzione della carta d’identità elettronica e di quello, in via di progettazione, relativo alla concessione dei passaporti elettronici.
Seguirò, naturalmente, l’evoluzione di queste questioni per verificare se, come mi auguro, alle dichiarazioni di buona volontà seguiranno i fatti.
On./Hon. Francesca La Marca, Ph.D. – Circoscrizione Estero, Ripartizione Nord e Centro America – Electoral College of North and Central America – Ufficio/Office: – Roma, Piazza Campo Marzio, 42
Tel – (+39) 06 67 60 57 03 – Email – lamarca_f@camera.it

07 – SCHIRÒ (PD) : APPROVATO IL MIO ORDINE DEL GIORNO PER ACCELERARE LA DESTINAZIONE DEL PERSONALE SCOLASTICO ALL’ESTERO

Da qualche settimana è partito il nuovo anno scolastico in diversi paesi del mondo e, al solito, già si manifestano soprattutto in Europa le ormai note disfunzioni riguardanti in particolare la presenza degli insegnanti inviati dall’Italia.
Su questo, come si ricorderà, sto conducendo da tempo una seria battaglia per evitare che le conseguenze di tali disfunzioni si riversino sugli alunni e le famiglie e, nello stesso tempo, diventino un motivo di disagio ed imbarazzo nei confronti delle autorità scolastiche locali.
Dopo emendamenti a diversi provvedimenti, ho presentato una proposta di legge che tende a recuperare la dannosa divisione tra Ministero degli Affari Esteri e Ministero dell’Istruzione del contingente di personale avente il compito di definire per tempo le graduatorie e gestire le destinazioni all’estero.
Altri colleghi del gruppo PD al Senato hanno tentato di pervenire allo stesso risultato, ma il loro emendamento al Decreto Semplificazione non ha avuto l’esito sperato.
Per questo nell’ambito dell’approvazione definitiva dello stesso decreto alla Camera, ho presentato un ordine del giorno nel quale ho sollecitato il governo ad individuare la soluzione normativa più adatta allo scopo.
Il mio ordine del giorno è stato approvato e si tratterà ora di passare al più presto alle soluzioni operative per risolvere una situazione dannosa per gli utenti e indecorosa per il nostro Paese.
Angela Schirò – Deputata PD – Rip. Europa – – Camera dei Deputati – Piazza Campo Marzio, 42 – 00186 ROMA – Tel. 06 6760 3193

08 – ALFIERO GRANDI. PD E LEU PER GIUSTIFICARE IL CAPOVOLGIMENTO DI POSIZIONE DAL NO AL SÌ CREANO ULTERIORE CONFUSIONE. BASTA MALTRATTARE LA COSTITUZIONE, IL 20/21 SETTEMBRE FACCIAMO VINCERE IL NO.
La scelta del Pd era preannunciata, quindi nessuna vera sorpresa. Purtroppo è una decisione che crea ancora più confusione. L’ansia di trovare giustificazioni alla decisione di schierarsi per il Si al referendum, dopo avere votato Si nel quarto voto alla Camera capovolgendo le tre precedenti votazioni contrarie, porta a giravolte senza fine e ancor meno convincenti. Peggio il tacon del buso come dicono in Veneto. La proposta ventilata dalla direzione del Pd di lanciare una iniziativa per superare il bicameralismo omogeneo tra Camera e Senato, paradossalmente, conferma che il taglio del parlamento che si voterà il 20/21 settembre è ancora più incomprensibile e inaccettabile, in quanto non è detto che i correttivi migliorino la situazione. Prima il Pd e LeU hanno chiesto dei contrappesi al voto sul taglio del parlamento, con l’impegno di approvare una nuova legge elettorale e apportando altre modifiche alla Costituzione. Ora, non solo dopo un anno è sostanzialmente tutto fermo e la confusione sotto il cielo è grande, ma si cerca di compensare questo blocco, di fatto, oltre che con impegni a parole del tipo faremo questo e quello con una nuova proposta che investe il ruolo della Camera e del Senato, quindi una ulteriore modifica della Costituzione.

Così si delinea un futuro di continue modifiche della Costituzione per aggiustare (il taglio del parlamento) quello che aggiustare non è possibile.

Era già difficile per Pd e LeU giustificare un capovolgimento di posizione, dal no al sì, ora la confusione diventa massima. Se erano queste le vere intenzioni perché semplicemente non si è preteso di cambiare la proposta voluta fortemente dai 5 Stelle e da questi imposta all’attuale maggioranza? Cambiare fin dall’inizio in parlamento il testo avrebbe allungato di qualche mese, ma almeno sarebbe stata risparmiata al paese dopo oltre un anno la commedia delle modifiche richieste e mai arrivate. Del resto il testo del taglio del parlamento è stato sostanzialmente concordato durante il governo Conte 1 tra Lega e M5Stelle e non si vede perché cambiando la maggioranza con l’ingresso del Pd e di Leu non era possibile concordare un nuovo testo, inserendo da subito le modifiche in modo comprensibile. Naturalmente anche un testo modificato poteva risultare inaccettabile ma almeno tutte le carte sarebbero state sul tavolo e il giudizio sarebbe stato più lineare. Invece così siamo arrivati ad un pasticcio in cui non ci sono veri punti fermi se non il taglio del parlamento, del quale sarebbero beneficiari solo i 5 Stelle, o almeno così pensano loro. Questa ansia di cambiare qualcosa è solo la conferma che il taglio del parlamento è semplicemente sbagliato. Per fortuna il risultato del referendum può ancora bloccare questa proposta e consentire di discutere dopo la bocciatura di questa manomissione della Costituzione serenamente di come rilanciare il ruolo del parlamento nel nostro assetto costituzionale.

La verità è che sia i contrappesi che questa nuova trovata di differenziare il ruolo della Camera da quello del Senato sono solo strumenti propagandistici per cercare di convincere a votare comunque sì, ma in realtà confermano che il taglio del parlamento è un grave errore che può avere gravi conseguenze sul futuro della nostra democrazia. Ciliegina sulla torta: forse non ci si rende conto, presi dall’ansia, che la proposta di rendere identici i requisiti per votare ed essere eletti alla Camera e al Senato, rendendo le camere ancora più identiche tra loro, contraddice la proposta di correggere il taglio del parlamento con una differenziazione del ruolo delle Camere. Se vincerà il No anche la maggioranza parlamentare attuale avrà tutto il tempo per chiarirsi le idee. D’altra parte lo stesso Zingaretti ha affermato che un’eventuale vittoria del No non avrebbe conseguenze sulla tenuta del governo, uno spauracchio agitato strumentalmente per creare il timore di una possibile caduta del governo. La vita del governo non dipende dal risultato del referendum perché il M5Stelle avrebbe tutto da perdere da una crisi con questa motivazioni che porterebbe dritta a elezioni anticipate, quindi la vera posta in gioco il 20/21 settembre è semplicemente respingere il taglio del parlamento. Taglio del parlamento che anziché impostare un rilancio del ruolo del parlamento, centrale nella nostra democrazia, gli porta un serio colpo che rischia di precipitarlo in una condizione di subalternità, compiendo il primo passo verso il superamento del ruolo del parlamento vaticinato da Davide Casaleggio, nel volgere di qualche decennio. La democrazia parlamentare ha certamente difetti ma è l’unica democrazia che conosciamo e che funziona e sarebbe un errore sottovalutare le conseguenze del taglio del parlamento per poi dovere poi rimpiangere successivamente di non averlo bloccato in tempo votando No al prossimo referendum.

La nostra Carta fondamentale non può essere cambiata a seconda delle vere o presunte convenienze di questo o di quel partito, così l’Italia rischia che il taglio del parlamento possa diventare il cavallo di troia per stravolgere la Costituzione, ritenuta fino a qualche anno fa la più bella del mondo anche da PD e LeU. Per cortesia lasciate in pace glorie politiche del passato, nessuno può seriamente pensare che autorevoli personalità politiche come quelle che vengono richiamate oggi avrebbero mai fatto sceneggiate come Di Maio ed altri con il taglio delle poltrone di carta davanti al parlamento o avrebbero motivato il taglio del parlamento con un ridicolo risparmio di costi.
La vittoria del No diventa ogni giorno sempre più importante di fronte alla confusione e alle contraddizioni della maggioranza che questa iniziativa del Pd non fa altro che confermare.
Alfiero Grandi

09 – Notizie
DIAGNOSI ECONOMICA. In base alle previsioni della Bce, per un ritorno dell’economia ai livelli pre Covid bisognerà attendere la fine del 2022 (Agi). Lo ha detto la presidente Christine Lagarde al termine dell’Eurogruppo informale di Berlino, allineandosi al commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni sul fatto che sia prematuro riattivare il patto di stabilità e sulla necessità di tempistiche appropriate sulla progressiva rimozione delle misure anticrisi (Askanews). Oggi è in programma la riunione dell’Ecofin.

Nodo Mes L’Eurogruppo ha espresso anche l’intenzione di riprendere il completamento dell’Unione bancaria e di portare a termine entro fine anno la riforma del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, anche se c’è consapevolezza che il Mes è un argomento spinoso per Roma e la firma del nuovo trattato è molto delicata per l’attuale governo (Corriere).

Note dolenti In tre mesi in Italia si è perso quasi mezzo milione di posti di lavoro; 841mila rispetto a un anno fa. Dal rapporto dell’Istat sull’occupazione emerge come i più penalizzati dal calo dei contratti a termine e dei lavoratori autonomi siano i giovani sotto i 35 anni (Rainews).

Lento recupero L’economia britannica è cresciuta per il terzo mese di fila, segnando un +6,6% a luglio (Guardian). La Gran Bretagna ha concluso il suo primo accordo commerciale post Brexit, con il Giappone (Japan Times).

Cinque cose da sapere sull’intesa tra Regno Unito e Giappone (Politico).
Fieno in cascina Il rischio di un’elezione presidenziale turbolenta negli Usa – scrive il Ft – spinge le aziende a indebitarsi finché le condizioni favorevoli di mercato lo permettono.

CHI CHIUDE E CHI NO
Israele potrebbe essere il primo Paese a tornare in lockdown, per due settimane. La decisione, che dovrà essere confermata domenica dal governo, si deve a un incremento quotidiano di tremila casi Covid che crea difficoltà agli ospedali (Il Post). Nel mondo i contagiati sono più di 28,3 milioni da inizio epidemia, con oltre 913mila vittime (Johns Hopkins University).

Estremi rimedi L’immunologo Anthony Fauci rilancia la necessità di chiudere gli Usa: troppo alto il numero di 36mila infezioni al giorno. “La normalità potrebbe non tornare fino al termine del 2021”, ha detto Fauci mentre ieri il presidente Donald Trump escludeva un nuovo lockdown (Cnn). Il candidato presidenziale dem Joe Biden ha già pensato a un piano contro il coronavirus da mettere in atto in caso di elezione (Wp).

Focolai europei In Francia, dove ieri si sono registrati diecimila nuovi casi, il governo punta sui test rapidi e di massa (Politico). In Gran Bretagna l’indice di contagio superiore a 1 fa tornare le restrizioni a Birmingham (Bloomberg).

BOLLETTINO ITALIANO
In Italia i casi individuati ieri sono stati 1.616 e dieci le vittime; quasi 99mila i tamponi (Quotidiano.net). Nelle due ultime settimane l’età mediana dei casi è salita a 35 anni circa e i focolai attivi nel nostro Paese sono saliti a 2.280, secondo il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Sky TG24). Dopo che il presidente Paolo Savona è risultato positivo si è decisa la chiusura delle sedi Consob per una settimana (Corriere). Martedì il Cts valuterà se seguire la strada della Francia accorciando la quarantena in caso di contatto con un positivo. Un passaggio da 14 a 10 giorni, ha evidenziato il Centro europeo per il controllo delle malattie, può far sfuggire il 6% dei casi (Adnkronos).

Fronte scolastico I presidi chiedono il certificato medico obbligatorio per la riammissione in classe dopo tre giorni di assenza. Secondo la Cisl Scuola un istituto su quattro presenta criticità e non riaprirà regolarmente per l’anno scolastico (Ansa).

Tutte le regole della scuola regione per regione (Sole 24 Ore).
Stretta sarda Il presidente della Sardegna Christian Solinas ha firmato un’ordinanza che impone a chi arriva sull’isola di presentare un certificato di negatività o di sottoporsi al tampone (Ansa).

I RILIEVI DEL COLLE
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il dl Semplificazioni, accompagnando la firma con una lettera ai presidenti di Camera e Senato per alcune disposizioni, come quelle sul Codice della strada, non attinenti alle finalità originarie (Ansa).

Dolori leghisti Si allarga l’inchiesta in Lombardia che ha portato all’arresto di tre commercialisti vicini alla Lega per la compravendita di un immobile a prezzo gonfiato. Risulta indagato per peculato anche l’imprenditore Francesco Barachetti (Fatto Quotidiano). Le strade dei fondi neri portano tutte a Bergamo, scrive Repubblica.

Salvini e il contabile, quella cena romana che spaventa la Lega (Repubblica).
Respinto Il Leader del Carroccio Matteo Salvini è stato contestato a Torre del Greco ed è stato costretto a interrompere il suo comizio (Fanpage).

C’è chi dice no Il leghista Giancarlo Giorgetti ha annunciato il suo no al referendum sul taglio dei parlamentari, distanziandosi dal “sì coerente” espresso da Salvini (Repubblica).

PANORAMA GEOPOLITICO
Disgelo/1 Dopo gli Emirati Arabi Uniti, anche il Bahrain apre le relazioni diplomatiche con Israele. E come il mese scorso l’annuncio è arrivato dagli Stati Uniti, mentre la Palestina ha richiamato l’ambasciatore in segno di protesta (Bbc). La vicinanza del Bahrain ai sauditi rende impensabile che il cambiamento dei rapporti diplomatici sia avvenuto senza approvazione. Ma l’Arabia Saudita potrebbe non avere fretta di normalizzare le relazioni con Israele (Nyt).

Disgelo/2 Iniziano oggi in Qatar i negoziati fra governo afghano e Talebani. A Doha andrà anche il Segretario di Stato Mike Pompeo. Fra i nodi per il futuro del Paese ci sono l’interpretazione dell’Islam e la condizione femminile (Pbs).

Amici e nemici Alexander Lukashenko incontrerà lunedì Vladimir Putin a Mosca (France 24). Il Cremlino ha chiesto e ottenuto supporto legale dalla Germania nelle indagini sul caso Navalny, ma in parallelo vuole inviare i suoi investigatori a interrogare il dissidente russo a Berlino (Dw).

Corsa alle armi Mentre le tensioni con la Turchia nel Mediterraneo orientale non accennano ad allentarsi, Atene aumenta di un terzo la spesa militare. Principale beneficiaria dei 10 miliardi aggiuntivi stanziati per il prossimo decennio sarà l’industria degli armamenti francese (Politico).

Impeachment Il Congresso del Perù ha avviato una procedura di impeachment contro il presidente Martín Vizcarra, accusato di aver tentato di ostacolare un’indagine sulla corruzione (Bbc).

MONDO REALE
Nuove accuse Sulla base dell’autopsia, la procura di Velletri ha riformulato in omicidio volontario aggravato dai futili motivi l’imputazione dei quattro arrestati per l’uccisione di Willy Monteiro Duarte. Ai funerali del 21enne oggi parteciperà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Sky TG24).

Tragedia sottoterra Un crollo in una miniera d’oro del Congo ha ucciso almeno cinquanta persone (Reuters).

In fiamme Dozzine di persone risultano disperse negli incendi dell’Oregon che hanno provocato l’evacuazione di decine di migliaia di persone (Bbc). Anche la California è in fiamme e il governatore Gavin Newsom ha commentato: “Questa è una dannata emergenza climatica” (Bloomberg).

A terra Alitalia non volerà più da Malpensa dal prossimo 1° ottobre. È quanto si apprende da ambienti aeroportuali (Il Sole 24 Ore).

MEDIA & TECH
Contromisure digitali Twitter ha annunciato che segnalerà come disinformazione qualsiasi prematura dichiarazione di vittoria dopo il voto in America. Google eliminerà le ricerche fuorvianti dalla funzione di auto completamento (Guardian).

#CancelNetflix? Via social è partita una campagna di boicottaggio contro Netflix, quando la piattaforma ha messo in catalogo un film francese, Cuties, accusato di dare un’immagine provocante delle bambine protagoniste (Variety).

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