7422 La finale integrazione

20090731 22:46:00 redazione-IT

di Fank Barbaro (Adelaide)

Come stanno facendo tanti della sua generazione di emigrati, mio padre Bruno ha concluso l’ultima fase della sua integrazione nella terra Australia. Gli annunci dei deceduti sui giornali, quotidianamente sottolineano la scomparsa di brava gente con grande capacita’ di lavoro, sacrificio e un impegno esemplare per i loro cari.

Abbandonati dal loro paese al vento dell’emigrazione sono riusciti a dimostrarsi molto piu’ eleganti delle forze che li hanno spinto a sradicarsi. Sono stati dei buoni cittadini. Questa non e’dunque una semplice dedica o un solo individuo, anche se come si dice in calabrese ‘ognuno giangi i suoi’. Bruno aveva appena raggiunto I 79 anni di eta’ quando e’ morto l’11 luglio 2009.

E’ un’ eta’ rispettabile secondo la media aspettitiva di vita dei maschi in un paese economicamente benestante come l’Australia. Forse no per il suo patrimonio genetico: i suoi genitori le sue sorelle, sono vissuti fino a 90 anni o piu’ e la sua unica sorella rimasta ha 85 anni.

I medici e specialisti hanno avuto occasione di esaminare Bruno – aveva un livello critico di liquido nei suoi polmoni che ha cosi’ causato gravi danni al cuore – tutti senza eccezione gli chiedevano se fumava. Nessuno mai ha pensato di chiedergli che lavoro aveva fatto.

Per oltre 20 anni Bruno ha lavorato in una fabbrica di scarpe sulla catena di montaggio dove grattava le suole per applicare il mastice. C’era’ molta polvere di sostanze sintetiche e mastice e nessuna protezione per le vie respiratorie. Non era un’ambiente salutare e probabilmente questo ha contribuito ad una prematura degenerazione dei polmoni.

Mi chiedo, come mai tuttora i medici danno poca considerazione nel diagnosticare malatie alle condizioni nelle quale la gente lavora? Come tanti Bruno ha portato in Australia anche nozioni popolari che erano vagamente politiche, ma riflettevano profondamente sul carattere del potere e il suo rapporto con la gente.

Una sua domanda favorita per figli e nipoti era: Quale gigante si inchina difronte un nano? La risposta era: "Il popolo di fronte al ricco".

Come diceva un amico, i tempi eccezionali che stiamo vivendo rendono la scomparsa dei nostri genitori ancora più angosciosa e definitiva. Con loro se ne vanno gli ultimi esemplari di uomini "antichi". “Uomini e donne che hanno vissuto e superato l’immane trauma del passaggio dell’età della "pietra" sempre uguale da migliaia di anni, all’età della tecnologia e dell’elettronica.

In qualche parte dell’Africa si dice che "quando uno di loro muore, è come se un’intero archivio, un’intera biblioteca viene bruciata”.

La perdita di un genitore è sempre una cosa tristissima. Siamo in un’età in cui ci troviamo frequentemente di fronte alla scomparsa di persone che hanno contribuito a costruire la nostra vita e la nostra identità.

Tocca a noi adesso addossarci tutta la responsabilita’ di adulti. Bello Ciao Bruno, Bravo Bruno. Come voi, uno fatto per stare tra paesani e familiari nel piccolo mondo di Platì, dove era nato.

Ma costretto ad emigrare cercando pane e futuro fosti condannato a faticare. Con una bella consolazione. Di essere amato e rispettato. Da paesani e familiari.

Missing Missed you Long before you were gone Your sure hands Broad back And safe heart Missed you Since we loved and learnt Of your gentle style And hard start Son of work Child of austerity Who leisured too little Heavy duty of care Carried from when and where Those near Were and remain Exquisitely dear And so much needed To calm our missing fear.

Frank Barbaro

 
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EmiNews 2009

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