10329 LA COSTITUZIONE di BENIGNI, UNO SPETTACOLO DA PROIETTARE IN TUTTE LE SCUOLE D’ITALIA

20121218 14:22:00 guglielmoz

CON UN SHARE DEL 43% BENIGNI TIENE INCOLLATI
GLI ITALIANI DAVANTI AL TELEVISORE.
Una lezione di democrazia.
ROBERTO BENIGNI E LA COSTITUZIONE ITALIANA
«La nostra repubblica è fondata sul lavoro,
quella delle Cayman sulle sedie a sdraio di
chi prende il sole» Il bel pedigree ereditato
dalla nostra Resistenza Roberto Benigni legge
la Costituzione.

I due tomi di pubblicità potrebbero spazientire Giobbe, se non ci fosse dietro il diabolico Roberto che ha rifiutato ogni interruzione durante il monologo. La «lezione» (o vera dichiarazione d’amore) per la Costituzione sta per avere inizio.
Riparte l’astronave dal Teatro 5, “La più bella del mondo” che sembra la filarmonica di BERLINO. E Benigni
che può saltellare nel gran circo della legalità come Pinocchio con la giacchetta di Geppetto. E la trasmittente del microfono fa persine scappar fuori dalla giacca la coda al diavolaccio. La lezione ha inizio.
Ringraziamenti e dichiarazioni d’affetto, per gli spettatori e per la Rai (di nuovo Tarantola, stavolta col dg Gubitosi) per inanellare una spirale di ringraziamenti che sale per i poteri, dal Quirinale al papa al padreterno a Silvio! Che ricandidandosi conquista il podio della notizia più infausta, peggio della profezia, maya sulla fine del mondo. Ma ce n’è per Di Pietro e per Bersani, e soprattutto Renzi a cena ad Arcore: l’unica volta che erano tutti uomini, e La Russa nella torta…..Usa il Medioevo come paravento per raccontare i vent’anni berluscoidi, il porcellum, la Lega e il Trota, Grillo savonarola del V-day, e il Partito Dantesco che non vinceva mai. Per arrivare ai primi 12 articoli costituzionali, che saranno l’oggetto del suo amore. Come la politica, da amare visto che non si può rispettare. E insieme all’invito a non far di ogni erba un fascio, invita a scegliere tra i politici, ma soprattutto a VO-TA-RE: «tirarsi fuori è terribile, come Ponzio Filato, davanti al quale la folla sceglie sempre Barabba!».
Antitotalitario contro Hitler, Mussolini e Stalin, con più leggerezza di Violante a suo tempo "invita al riaffratellamento storico: «Davanti alla morte siamo tutti uguali». E dopo il fiorire della Resistenza, tt referendum, la repubblica e la costituente, col suo bel pedigree di grandi uomini e donne per la futura democrazia. Quando passa all’illustrazione dei singoli articoli della costituzione Benigni può spendere il suo calore di divulgatore: fa paragoni che sembrano irriverenti e invece hanno lo spessore di fondamenti biblici. Sembra aver ereditato da Alberto Manzi la capacità di spiegare e convincere. Può parlare in termini concreti del lavoro e del potere, e le battute diventano puro accompagnamento di immagini: «la nostra repubblica è fondata sul lavoro, quella delle Cayman sulle sedie a sdraio di chi prende il sole».
Difende la democrazia dei fondamenti costituenti, contro un incontrollato scendere in piazza. Sembra voler ridefinire lui i nuovi fondamenti, ma lo fa con simpatia e con grazia. Più veemente contro il femminicidio e la discriminazione omofobica e razziale. È talmente convincente e caloroso, che è inutile recriminare sulla naïveté. nella babilonia lutulenta di oggi i principi che ci va illustrando sembrano già un miraggio, ovviamente televisivo. Raiuno sarà contenta: l’ex direttore Mazza che l’ha ingaggiato, e il nuovo Leone di cui viene citato il padre costituente. Una lezione di educazione civica da prime time, tanto buonista quanto necessaria. Altrimenti non ci resta che lo show del cavaliere e le promozioni forzatura porta a porta.

 

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