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IL RACCONTO: Fuga all'inferno
- Inserito il 24 ottobre 2011 alle 15:09:00 da redazione-IT. IT - CULTURA
Indirizzo sito : Ilmanifesto


di Muammar Gheddafi *

Dal punto di vista umano non c'è niente di peggio della tirannia di una moltitudine! È come un torrente impetuoso che non ha pietà di chi gli si trova dinanzi!! Non ascolta le sue grida, né gli tende la mano, anche quando questi chiede aiuto e implora ... Ma lo travolge senza alcun riguardo.
La tirannia del singolo è la più debole forma di tirannia, perché si tratta comunque di un singolo ... La comunità può estrometterlo, e persino un individuo insignificante può eliminarlo in un modo qualsiasi ... Quanto alla tirannia collettiva, è questa la peggiore di tutte, perché chi può opporsi all'impeto di un torrente?!(...) Quanto amo la libertà collettiva, la sua esplosione incontrollata dopo aver spezzato le proprie catene, mentre canta e salmodia dopo essersi lamentata ed aver a lungo sospirato: eppure io la temo e sono diffidente nei suoi riguardi!! Nonostante io ami la comunità come amo mio padre, la temo come temo lui: perché in una comunità beduina senza potere centrale, chi potrà impedire la vendetta di un padre su uno dei suoi figli?



Certo, eppure quanto questi lo amano! E quanto lo temono allo stesso tempo! Così io amo le masse e le temo (...). Nel momento della gioia, di quanta devozione sono capaci! E come abbracciano alcuni dei loro figli!! Hanno sostenuto Annibale, Pericle, Savonarola, Danton, Robespierre, Mussolini, Nixon, e quanta crudeltà poi hanno dimostrato nel momento dell'ira! (...)

Quanto è terribile: chi si rivolgerà a quelle masse ignare affinché prendano coscienza? (...) In questa anarchia totale, chi comunicherà con chi? Chi ammonirà chi? E chi sarà questo chi? (...). A cosa posso quindi aspirare io - il povero beduino, smarrito in una folle città moderna? La sua gente mi azzanna ogni volta che si imbatte in me: costruiscici una casa che non sia questa, facci una linea ferroviaria più sofisticata di questa... scrivici una formula magica, compraci un gatto! Un povero beduino smarrito che non ha con sé neanche un certificato di nascita (....) Sento sempre sul collo il fiato di queste folle, che non sono clementi neanche con i loro liberatori: mi bruciano, e mentre mi applaudono sento che mi abbandonano: me, un beduino ignorante, che non sa nemmeno com'è fatta una decorazione, né conosce il significato del termine «fogna» ... ; e nonostante questo chiunque mi trovi di fronte ha da chiedermi una di queste cose, senza che io le possieda veramente, avendole ghermite dalle mani dei ladri, dalle bocche dei ratti, dalle zanne dei cani, e distribuite poi alla gente di città vestendo i panni del benefattore proveiente dal deserto, del liberatore da ceppi e catene; davvero quello che sono riuscito a strappare dalle grinfie di questi uomini che vivono nelle caverne insieme ai topi, richiede tempi lunghi e uno sforzo non sostenibile da un singolo, mentre la gente della città moderna e pazza lo pretende da me subito, con il risultato che io sento di essere l'unico a non possedere alcunché, ed è per questo che non chiedo (come invece fanno loro) un lattoniere, un capomastro o un miniatore, e neanche un barbiere ... e dal momento che io non chiedo, proprio perché non possiedo, la mia situazione è diventata singolare ... ma al tempo stesso degenerata; per questo sono stato soggetto a queste vessazioni, e lo sono tuttora quasi in ogni momento, anche se non posso negare di aver avuto la mia parte di colpa...



*Pubblichiamo parte del racconto che dà il titolo al volume Fuga all'inferno e altre storie, di Muammar Gheddafi, edito da manifestolibri, con l'introduzione di Valentino Parlato

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