Emigrazione Notizie
  Notizie     
 

Iscritti
 Utenti: 713
Ultimo iscritto : agustinaventura
Lista iscritti

Log in
Login
Password
Memorizza i tuoi dati:

Visitatori
Visitatori Correnti : 135
Membri : 0

Per visualizzare la lista degli utenti collegati alla community, devi essere un utente registrato.
Iscriviti

italiani all'estero
FILEF
I Film documentari


Radio e TV


Fiei


Premio Conti IX°
Premio Conti 9 Edizione


# - Siti di informazione
Global Research (IT)
SELVAS.ORG (IT)
SBILANCIAMOCI (IT)
SINISTRA in RETE (IT)
Global project (IT)
CARTA MAIOR - Brasile (IT)
SUR Argentino (IT)
Il Fatto Quotidiano (IT)
PRENSA DE FRENTE (IT)
Forum Palestina (IT)
INFO PALESTINA (IT)
LAVOCE.INFO (IT)
RADIO ARTICOLO1 (IT)
F I L E F (IT)
Fondazione L O G O S (IT)
REDATTORE SOCIALE (IT)
GUSH-SHALOM (IT)
F I E I - Notizie (IT)
TELESUR Americalatina (IT)
ARCOIRIS TV (IT)
ARTICOLO 21 (IT)
RADIO POPOLARE (IT)
LA REPUBBLICA (IT)
CORRIERE DELLA SERA (IT)
LA STAMPA (IT)
L'UNITA' (IT)
IL MANIFESTO (IT)
IL MESSAGGERO (IT)
L' AVVENIRE (IT)
L'ESPRESSO (IT)
ANSA (IT)
MEGACHIP (IT)
EMERGENCY (IT)
AMNESTY (IT)
ALL AFRICA (IT)
LIMES (IT)
MANITESE (IT)
NIGRIZIA (IT)
UNIMONDO (IT)
PEACELINK (IT)

Social


Tours e Corsi
FilefTour
corsi di italiano


Eventi
<
Agosto
>
L M M G V S D
-- -- 01 02 03 04 05
06 07 08 09 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29 30 31 -- --

Questa settimana

 
"Allora vi diciamo / Alla nazione": Nuovo libro di Leonardo Zanier
- Inserito il 07 agosto 2010 alle 19:25:00 da redazione-IT. IT - CULTURA

di Gianpaolo Carbonetto

Il doppio titolo ( Allora vi diciamo / Alla nazione ) ti spiazza; inizialmente non riesci a capirlo, ma poi, guardano la fotografia e il nome dell’autore, intuisci tutto e ti rendi conto di non aver mai visto una copertina così esplicita, così accusatrice, così innamorata dell’uomo. La fotografia di Antonio Maugeri blocca, in un devastante bianco e nero, il mucchio quasi informe dei resti fracassati di barconi di immigranti – non si sa se poi anche immigrati – a Lampedusa. Il nome dell’autore è Leonardo Zanier. E allora capisci che ancora una volta lo scrittore e poeta di Maranzanis, a Zurigo da più di mezzo secolo, alza la sua voce per ricordare cos’è l’emigrazione, uguale in ogni parte del mondo come uguali sono gli esuli alla ricerca di lavoro, di cibo, di pace, di salvezza. E capisci anche che quell’ Allora vi diciamo è la necessità, l’obbligo di raccontare questa uguaglianza tra diversi e che quell’ Alla nazione non è una pretenziosa imposizione, ma una disperata speranza che davvero tutti ascoltino, se non questo libro, almeno i sentimenti, i fatti, le emozioni, i ragionamenti che gli danno sostanza, ma che si trovano dappertutto, dovunque un uomo fronteggi un fatto con la capacità di aprirsi non tanto agli altri, ma proprio a se stesso con il pressante invito a tutti a ricordare sempre che «Diventare bianchi dopo essere stati i marocchini d’Europa, è l’ebbrezza che può allontanare la ragione dalla realtà».

Allora vi diciamo / Alla nazione (Edizioni Il Grappolo, 130 pagine – 15,00 euro) è un libro di prose e di poesie, una collezione di brani e di liriche di diverse epoche che, insieme, restituiscono l’immagine di realtà non travisate dalle parole, dalle propagande, dalle insicurezze. Zanier dona a se stesso – e a tutti, di qualunque nazione, pelle e lingua essi siano – le immagini di desolante umiliazione iniziale perché ancora più fulgida sia la gioia di essere arrivati dove si riesce ad arrivare. E dona dignità a tutti questi poveri vaganti con la domanda: «Quanti Ulisse ci saranno e ci sono stati nel mondo?» e ti racconta del suo viaggio verso Zurigo, nel 1956, quando alla frontiera di Chiasso la polizia svizzera lo fa scendere dal treno e lo mette «in fila, in mutande, con il passaporto in mano». Eppure Ulisse non era uno straccione, ma un re. Eppure non cercava lavoro, ma conoscenza. Allora cosa unisce Ulisse ai diseredati che vediamo respinti, obbligati in lunghe file, imprigionati? Li unisce la speranza e la disperazione, il rifiuto e la testardaggine, lo sfruttamento e l’anelito al riscatto. E Zanier – grande coniatore di parole, raspanti come la sua voce, precise come il suo pensiero – attacca ancora certi concetti come quello di “identità” cui aveva già dedicato una caustica poesia. Sottolinea che nell’attraversare le frontiere non devono importare la lontananza, le lingue diverse, le culture che non si assomigliano; non devono importare perché non esistono società ideali ed esemplari da imitare senza porre domande e instillare dubbi; perché in realtà sono gli uomini a fare la storia e a comporre queste società in continuo divenire mescolando identità in apparenza inconciliabili. Perché identità è una parola che può tranquillizzare, ma anche spaventare e che, nella sostanza, è vuota, è un muro di comodo da innalzare quando fa comodo per dividere la gente. E, per dimostrarlo, Zanier ricorda il nonno di un amico nato a Cjauret, che è poi Caporetto, ma anche Kobarid, ma anche Karfreit: «un nome in quattro lingue». Nonno che nasce austriaco e si ritrova italiano pur avendo combattuto nell’esercito austro-ungarico, ma nel 1946 la sua carta d’identità è jugoslava, anche se si è trovato in armi contro la Jugoslavia nell’esercito italiano. Muore prima di diventare sloveno senza essersi mai allontanato nella casa dove la storia lo aveva sempre raggiunto. Il poeta di Maranzanis, quello di Libers... di scugnì là ( Liber... di dover partire ), è sensibile ai soprusi di coloro che pretendono braccia e non vogliono uomini ed è perfettamente conscio che le ingiustizie possono essere cancellate soltanto con la resistenza, non soltanto di coloro contro i quali i soprusi si esplicano, ma anche di coloro che vedono quello che succede e vogliono impedirlo per solidarietà e perché la distruzione della dignità altrui distrugge anche la dignità propria. Allora vi diciamo / Alla nazione è un libro da leggere lasciandosi penetrare da parole che sono taglienti come rasoi, che sono meditate e incontrovertibili perché distillate attraverso l’esperienza personale di chi ha saputo diventare qualcuno in un ambiente inizialmente ostile non per gloriarsi di risultati personali, ma per fare rispettare se stesso attraverso il riconoscimento che il rispetto è dovuto a qualsiasi essere umano.

(Dal Messaggero Veneto)

Visualizzazioni : 4537 | Torna indietro

 

GOOGLE Adv


filef.info


e-book
Memories of a person of interest - di Carmen Lavezzari
Le nuove generazioni nei nuovi spazi e tempi delle migrazioni - a cura di Francesco Calvanese
2012, Fuga dall'Italia - Speciale di Cambiailmondo
L'Altro siamo noi - di William Anselmi
L'Altro siamo noi - di William Anselmi
L'Altro siamo noi - di William Anselmi
Razzismo Democratico - di Salvatore Palidda
Agenti-4
Cartas
aigues-mortes
narrazioni-migranti
ebook-10_anni_di_migrazioni


 
 © FILEF
Iscriviti Cancellati

Archivio notizie

 
Contattami
Realizzato con ASP-Nuke 2.0.4
Questa pagina è stata eseguita in 9,472656E-02secondi.
Versione stampabile Versione stampabile