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SEL SVIZZERA / APPELLO PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE
- Inserito il 21 novembre 2016 alle 11:17:00 da guglielmoz. IT - ITALIANI ALL'ESTERO

APPELLO PER IL NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE
I plichi per votare al Referendum costituzionale ci sono stati recapitati. SEL SVIZZERA

Più o meno in contemporanea con i plichi ci è stata recapitata anche la pubblicità ingannevole di Matteo Renzi, che, nella sua letterina agli italiani all’estero, snocciola le realizzazioni del suo governo, ci mostra le sue pose con i potenti del mondo e ci presenta le meraviglie della nuova Costituzione. Ma per chi ci prende Renzi? Noi non siamo degli sprovveduti. Siamo ben informati sulle balle e sulle tante promesse mancate del suo governo, come pure sulle insidie e sui pasticci della riforma costituzionale approvata dalla sua maggioranza con l’apporto decisivo dei vari Verdini. Ci siamo quindi fatti l’idea che la cosa migliore sia quella di rispedire a Matteo Renzi anche dalla Svizzera tanti NO consapevoli e motivati!

NO perché per noi italiani all’estero viene a scomparire la nostra rappresentanza al Senato.

NO perché se resta l’Italicum e quindi la clausola del ballottaggio, noi italiani all’estero non potremo partecipare al secondo decisivo turno di voto!

NO perché la cosiddetta riforma costituzionale, in combinazione con la legge elettorale “Italicum”, entrata in vigore quest’anno, ridisegna una struttura istituzionale in cui si riducono significativamente i diritti di partecipazione e di rappresentanza dei cittadini, vengono aumentati i poteri del governo a scapito del parlamento. E questo in linea con gli auspici di potentati economici e finanziari che considerano i parlamenti e le reti democratiche come un intralcio ai loro disegni di dominio.

NO perché la riforma non abolisce il Senato, ma ne crea uno con attribuzioni confuse e contraddittorie, che vanno dalle leggi ordinarie, ai trattati e alle normative europee, fino alle leggi costituzionali. Di fatto dal cosiddetto bicameralismo perfetto si passa ad un bicameralismo confuso, con percorsi complicati e differenziati di difficile interpretazioni, che a detta di quasi tutti i costituzionalisti saranno forieri di conflitti di competenza e di dubbi interpretativi.

No perché il nuovo Senato non viene eletto dai cittadini, ma formato da consiglieri regionali e sindaci, oltre che da alcuni nominati dal Presidente della Repubblica. Figure elette nei territori per altri compiti e alle quali si attribuisce il privilegio della immunità.

NO perché, nel pasticcio dei nuovi compiti previsti dalla cosiddetta riforma, si torna ad attribuire allo Stato centrale gran parte delle materie attualmente di competenza regionale. Ricorrendo, in nome dell’interesse nazionale anche ad atti d’imperio. E ciò mentre la complessità dei problemi richiederebbe una maggiore attenzione agli interessi delle comunità locali. Nello stesso tempo è scandaloso che non vengano assolutamente toccate le competenze e le specificità delle cinque regioni a statuto speciale.

NO perché è davvero populismo e fumo negli occhi l’argomento che viene ripetutamente agitato dal governo e dai fautori della riforma, secondo cui su ridurrebbero i costi della politica. Ben maggiori sarebbero i risparmi se si intervenisse per legge ordinaria a ridurre tutte le indennità parlamentari e se si procedesse ad una diminuzione bilanciata del numero di deputati e senatori.

Sinistra Ecologia Liberta –Sinistra Italiana in Svizzera

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