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SCUOLA
- Inserito il 12 settembre 2013 alle 11:51:00 da guglielmoz. IT - CULTURA

1 - Comunicato FLC Cgil sulla Scuola Italiana all’estero / La FLC Cgil dice NO al blitz del Governo

2 - SCUOLA - Pantaleo (Flc-Cgil): «MA LE RISORSE SONO SCARSE RISPETTO AGLI OBIETTIVI» «INVERSIONE DI ROTTA DEL GOVERNO»

Quello consumato con il comma 2 dell’art. 9 “Misure urgenti per le istituzioni scolastiche e culturali italiane all'estero” di cui al D.L. 101/2013 è un vero e proprio blitz del governo in quanto va a configurare un sistema duale e contraddittorio di reclutamento del personale docente da assegnare alle scuole e alle istituzioni scolastiche statali italiane all’estero.
In maniera del tutto subdola e illegittima sia dal punto di vista giuridico che costituzionale il governo prefigura la possibilità – da parte di chi? - di assumere nelle scuole e nelle iniziative scolastiche statali italiane all’estero anche per gli insegnamenti curriculari docenti stranieri o italiani residenti in loco sulla base della legislazione locale di riferimento.
Se la norma sopra richiamata dovesse essere mantenuta anche in occasione di conversione del decreto legge in legge dello stato verrebbe inferto un durissimo colpo al futuro delle scuole e delle iniziative scolastiche statali italiane all’estero ritornando cosi di fatto ad una “ri-privatizzazione” delle stesse ovvero a quell’anarchia di reclutamento e contrattuale superata con la legge 604/82.
Non solo la norma contenuta nel decreto, se mantenuta, mette la parola fine all’intero sistema scolastico statale italiano all’estero voluto dal legislatore come facente parte integrante parte del nostro sistema scolastico nazionale tanto da inserirlo nella Parte V – Scuole Italiane all’Estero - del Testo Unico sulla Scuola (D.Lgs 297/94) ma apre vasti e possibili processi di destatalizzazione delle già poche scuole statali italiani operanti nel mondo.
Il governo ma soprattutto il ministro degli affari esteri e quello dell’istruzione farebbero bene a rivedere la loro posizione che francamente sembra più essere motivata da pseudo ragioni economiche che da una logica che rilanci la nostra politica culturale nel mondo.
La FLC Cgil è decisamente convinta che il sistema scolastico italiano all’estero debba essere riformato; è però altrettanto convinta che questa riforma non può non avere al centro l’intervento statale in piena coerenza con i principi stabiliti dalla nostra Costituzione.
La FLC Cgil chiede a tutte le forze politiche che hanno a cuore la Scuola della Repubblica di impedire che si continui a smantellare pezzo dopo pezzo le istituzioni e le iniziative scolastiche statali italiane all’estero.
Da parte sua la FLC Cgil metterà in atto tutte le iniziative necessarie a scongiurare la deriva di questa parte fondamentale della nostra politica culturale nel mondo.
di Massimo Mari
Responsabile Nazionale FLC Cgil Estero

2 - SCUOLA - Pantaleo (Flc-Cgil): «MA LE RISORSE SONO SCARSE RISPETTO AGLI OBIETTIVI» «INVERSIONE DI ROTTA DEL GOVERNO»

«IL DECRETO SCUOLA approvato dal governo è un'inversione di rotta rispetto alla fase il cui unico criterio è stato il disinvestimento nella scuola e il fine ultimo era la privatizzazione del sistema - afferma Domenico Pantaleo, segretario della Flc-Cgil - Sul personale penso che il punto importante sia la stabilizzazione dei 27 mila insegnanti del sostegno. Significa che il 100% dei docenti avrà la cattedra».
È DAVVERO COSÌ? SUL SOSTEGNO MOLTI CREDONO CHE SI TRATTI DI UNA CIFRA INADEGUATA RISPETTO AGLI ALUNNI...
Bisogna garantire ad ogni alunno il sostegno e rispettare la sentenza della Corte costituzionale.E abbiamo bisogno di un monitoraggio. In Italia esistono regioni in cui non c'è un insegnante di sostegno ogni due alunni. Non si riesce a garantire un servizio di qualità e molte famiglie lasciano a casa i figli. Comunque secondo me questo resta un risultato storico.
QUAL È, A SUO AVVISO, IL PUNTO CRITICO DEL DECRETO?
La ristrettezza delle risorse. Quattrocento milioni a regime nel 2015 sono risorse scarse rispetto agli obiettivi elencati. C'era bisogno di un intervento più corposo. Mi auguro comunque che non sia un decreto una tantum, ma l'inizio di un completo ribaltamento delle politiche di Monti. Anche se bisogna dire che in questa strana maggioranza esiste un pezzo che ha devastato la scuola negli ultimi anni».
SI RIAPRE LO SCENARIO DI DUE ANNI FA QUANDO È STATO ACCETTATO LO SCAMBIO TRA LE ASSUNZIONI E L'ALLUNGAMENTO DEL NUMERO DI ANNI DEL PRIMO GRADONE STIPENDIALE?
La Flc-Cgil non firmò quell'accordo e oggi non riteniamo possibile operare uno scambio tra i diritti contrattuali e la stabilizzazione dei precari. Chiederemo il rispetto integrale del contratto e non siamo disponibili ad intaccare i fondi contrattuali. Discuteremo, ma è importante avere chiuso con le stranezze della Gelmini o di Profumo.
MANUELA GHIZZONI, VICE-PRESIDENTE PD DELLA COMMISSIONE CULTURA DELLA CAMERA, HA CRITICATO FORTEMENTE L'ESCLUSIONE DEI DOCENTI «QUOTA 96» DAL DECRETO DEL GOVERNO. COSA NE PENSA?
È stato un momento critico. Ma vorrei segnalare che nel decreto il governo si è impegnato a superare questa situazione, così come quella del personale «inidoneo», risultato di una norma incivile voluta da Tremonti che rischia di lasciare a casa 3500 persone a gennaio. Bisogna trovare subito una soluzione.
È STATO RIFINANZIATO IL DIRITTO ALLO STUDIO PER 100 MILIONI DI EURO. QUANTI SOLDI CI VORREBBERO PER PORTARLO A LIVELLO EUROPEO?
Avremmo bisogno di recuperare almeno 300 milioni. Ed è anche necessaria una legge nazionale che eviti le disparità esistenti tra le regioni.
PENSA CHE IL GOVERNO TROVERÀ QUESTE RISORSE?
È necessario trovarle.
PERCHÉ CRITICATE LE NORME SUGLI ENTI DI RICERCA?
Si sono tagliate le loro risorse e il resto andrà alla quota premiale da distribuire secondo i criteri elaborati dall'Anvur che, come avete indicato voi de Il Manifesto, sono a dir poco discutibili. Bisogna riaprire un dibattito sulla valutazione partecipata liberandola da quel covo di tecnocrati che è diventato l'Anvur.
COSA PENSA DELL'ABOLIZIONE DEL «BONUS MATURITÀ»?
Mi auguro che sia l'anticamera dell'abolizione del numero chiuso negli atenei.
È CONVINTO CHE IL MINISTRO CARROZZA SIA DELLO STESSO AVVISO?
Forse preferisce continuare a perdere iscritti alle università costruendo nuove barriere di accesso? Abbiamo bisogno di rafforzare l'orientamento nelle scuole e di tutelare i laureati che affrontano la disoccupazione. Quanto al numero chiuso direi di studiare quello che fanno in Europa dove esistono modalità più efficaci per valorizzare gli studenti e i corsi di laurea.


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