Una storia molto bella che fa riflettere e pone l’attenzione su un tema molto importante nella migrazione eppure stranamente dimenticato dai partecipanti al premio: l’apprendimento scolastico. Agostino è un bimbo che ha grandi problemi di apprendimento e nel paese in cui i genitori sono emigrati (probabilmente la Svizzera, ottima l’idea di non mettere paese di provenienza e paese di arrivo, ma di farli intuire da particolari che stimolano l’attenzione del lettore) viene messo in una scuola speciale. Il finale è ambiguo e inquietante: grazie alla scuola speciale Agostino riesce a farsi assumere in una ditta che assume persone “speciali” ma un dubbio atroce affiora in autore e lettore: è davvero democratico un paese che sceglie chi è normale e chi no e pianifica la vita ai bambini di sei anni?