- Inserito il 06 febbraio 2012 alle 16:14:00 da redazione-IT. IT - POLITICA INTERNAZIONALE
Intervista a Jorge Giordani, ministro delle finanze del Venezuela e “gramsciano” di Geraldina Colotti
Jorge Giordani, ministro della pianificazione e della finanza, è unanimemente considerato l’autorità più importante del governo venezuelano dopo il presidente Chavez. Ci riceve nel suo studio al ministero, tra un quadro del «comandante» e uno di Bolivar, tra un ritratto seppiato di Lenin e una pila di grafici, formule e proiezioni a cui attinge a ogni nostra domanda. Economista, scrittore e saggista, studioso di Gramsci, ha scritto numerosi libri e costruito l’ossatura della politica economica bolivariana. Buon conoscitore dell’Italia, ricorda volentieri il periodo di studi a Bologna e l’impegno politico del padre italiano. «Mio padre – racconta – fu membro della Brigata Garibaldi, nella guerra civile spagnola perse una gamba combattendo contro i fascisti. Mio fratello nacque in Spagna, quando Franco prese Barcellona e i miei scapparono, un soldato lo mise sotto la camicia per fargli passare il confine con l’Italia, dove mio padre partecipò alla resistenza. Durante l’avanzata di Hitler, che stava chiudendo l’Europa, fuggirono di nuovo. Non potevano andare né in Argentina, né in Messico, perché le due frontiere erano chiuse. Così finirono a Santo Domingo, dove sono nato io.
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